• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04518 [Riorganizzazione di Poste Italiane e riduzione dell'orario di apertura degli uffici nella provincia di Siena]



CENNI e CECCUZZI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. - Per sapere - premesso che:
l'assetto proprietario di Poste italiane vede la partecipazione totalitaria del Ministero dell'economia e delle finanze;
«il profondo rinnovamento che ha coinvolto Poste italiane nell'ultimo decennio (come riporta il sito internet istituzionale) ha portato l'azienda a un innalzamento della qualità dei servizi e ad un ampliamento della gamma dell'offerta. In questo accelerato processo di evoluzione, Poste italiane ha saputo mantenere ben saldi i princìpi della propria missione aziendale declinata attraverso la capillare presenza sul territorio con 14 mila uffici postali e un organico di circa 150 mila dipendenti e la tradizionale vocazione a cogliere le esigenze della propria clientela, si tratti del privato cittadino, dell'azienda o della pubblica amministrazione»;
il servizio postale assume, soprattutto nei piccoli e marginali centri urbani, una fondamentale funzione che non si limita all'offerta dei differenti servizi postali, ma si estende sempre più a servizi bancari: conti correnti, libretti di risparmio, carte di credito, carte prepagate, investimenti obbligazionari, oltre ai pagamenti delle pensioni;
la direttiva comunitaria 2008/6/CE (relativa al pieno completamento del mercato interno dei servizi postali comunitari) dispone, tra l'altro, che gli Stati membri siano tenuti a garantire la fornitura di servizi postali universali di elevata qualità e accessibili su tutto il territorio comunitario;
con il decreto 1° ottobre 2008 del Ministero dello sviluppo economico sono state definite le «condizioni generali per l'espletamento del servizio postale universale»;
tale contratto di programma per l'espletamento del servizio postale universale prevede, quale dovere di Poste italiane, quello di conseguire determinati obiettivi di qualità, tra cui quelli concernenti l'adeguatezza degli orari di apertura degli sportelli rispetto alle prestazioni richieste;
lo Stato quindi, al fine di assicurare la fornitura su tutto il territorio nazionale delle prestazioni comprese nel servizio universale, versa ingenti contributi a Poste italiane spa;
anche gli enti territoriali si stanno attivando per garantire la presenza di uffici postali nei piccoli centri: ad esempio la regione Toscana, fin dal 2007, ha varato una legge che prevede contributi ai piccoli comuni che, dopo la chiusura anche parziale degli sportelli, propongono progetti concreti per cercare di continuare a garantire ai cittadini gli stessi servizi;
in questo contesto è opportuno rimarcare come Poste italiane partecipi da anni al progetto «Reti Amiche», promosso dal Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione e finalizzato alla fornitura di servizi avanzati ai cittadini nel segno della massima semplificazione, velocità ed efficienza. Tale protocollo d'intesa definisce tempi e modalità di un rapporto di stretta collaborazione volto alla fornitura, presso gli uffici postali, di alcuni servizi fin qui forniti solo negli uffici delle Pubbliche amministrazioni;
negli ultimi anni Poste italiane ha intrapreso un processo di razionalizzazione degli uffici postali, procedendo sia alla chiusura degli stessi, sia alla riduzione degli orari di apertura degli sportelli in numerose aree del territorio nazionale;
tale processo di razionalizzazione ha comportato ad esempio, in numerose frazioni della provincia di Siena, la chiusura, ed in alcuni casi la riduzione dell'orario di apertura dei servizi postali a soli 3 giorni alla settimana. Una scelta che ha inevitabilmente creato disagi alla popolazione residente, composta prevalentemente da persone sole ed ultrasessantacinquenni;
da notizie ufficiose rese note, nei giorni scorsi, da alcuni sindaci dei comuni

della provincia Siena, sarebbe emersa la volontà, da parte di Poste italiane, di operare una ulteriore riduzione dell'orario di apertura degli uffici che dovrebbero passare da 3 a 2 giorni alla settimana. Tale riduzione interesserebbe almeno 10 centri abitati, presenti, tra l'altro, in zone marginali e già pesantemente colpite da decurtazioni e tagli operati dal Governo a servizi essenziali come ad esempio i trasporti o l'istruzione;
tale ulteriore riorganizzazione non sarebbe mai stata concertata con gli enti e le istituzioni locali interessati, né i medesimi risultano essere stati preventivamente informati;
è opportuno segnalare che, proprio in queste settimane, l'Aula di Montecitorio sta discutendo la proposta di legge «Misure per il sostegno e la valorizzazione dei comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti nonché dei comuni compresi nelle aree naturali protette» (AC numero 54-A). Un provvedimento, sostenuto da parlamentari di maggioranza ed opposizione ed il cui testo è già stato licenziato dalle commissioni competenti, che contiene nello specifico disposizioni volte a garantire e promuovere l'erogazione dei servizi postali nei piccoli comuni;
il 30 marzo 2011 i sindaci dei comuni interessati e l'amministrazione provinciale hanno manifestato il loro dissenso davanti alla direzione provinciale delle poste di Siena, raccolto numerose firme di cittadini, chiesto ed ottenuto un primo incontro con il direttore, dottor Messina, al quale hanno rappresentato la richiesta di sospendere ogni decisione circa ulteriori tagli al servizio;
il medesimo avrebbe riferito a una delegazione dei sindaci presenti che in effetti è in atto una nuova riorganizzazione che «sarebbe completata entro la fine di aprile, che riguarderebbe non solo la provincia di Siena, ma la Toscana e l'Italia» -:
se corrisponda al vero l'informazione ufficiosa, citata in premessa, relativa alla ulteriore riduzione di apertura di alcuni uffici postali di centri abitati in provincia di Siena, nonché le informazioni anticipate ai sindaci dal dottor Messina, direttore di Siena e qualora la notizia fosse confermata, per quali motivi non siano stati preventivamente informati e consultati gli enti locali interessati;
se il Governo sia consapevole (qualora la notizia relativa alla riduzione del servizio postale fosse confermata) delle gravi conseguenze che potrà causare tale ulteriore riorganizzazione di Poste italiane nei confronti della popolazione, che usufruisce di un servizio comunque ridotto e che risiede prevalentemente in piccoli centri e territori marginali già pesantemente colpiti da decurtazioni e tagli operati dal Governo ad altri servizi essenziali;
se tale riorganizzazione e limitazione contrasti palesemente con le indicazioni comunitarie in materia, con la mission istituzionale e con i progetti intrapresi da Poste italiane e, nello specifico, con le finalità ed i contenuti presenti nel «servizio postale universale»;
se, come richiesto dagli enti locali e sollecitato dalla stessa regione Toscana, sia previsto un incontro per poter rivedere tale decisione e poter esaminare le grandi difficoltà ed i gravi disagi che ne deriverebbero.
(5-04518)