• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11459 Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:dal 23 dicembre del 2001 la Repubblica Argentina ha deciso di non rispettare le obbligazioni da essa stessa contratte con 450.000...
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Testo della risposta scritta



SCILIPOTI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
dal 23 dicembre del 2001 la Repubblica Argentina ha deciso di non rispettare le obbligazioni da essa stessa contratte con 450.000 cittadini italiani negli anni '90. È stata una decisione ad avviso dell'interrogante, non motivata da effettive esigenze, come dimostra, tra le tante, la decisione della Corte costituzionale della Repubblica Federale di Germania dell'8 Maggio 2007 (giurisdizione scelta dal paese sudamericano stesso) in cui si rileva che l'Argentina non può vantare lo stato di emergenza e necessità, avendo prova e dati sovrabbondanti del contrario;
l'Argentina ha in questi anni subito moltissime condanne nelle corti di appello di Francoforte e New York, nel tribunale Arbitrale ICSID previsto dal trattato bilaterale Italo-argentino del 1993. Essa, pervicacemente, continua a non rispettare queste decisioni, seppure adottate in tutti i tribunali da essa stessa scelti;
l'Argentina ha dato dimostrazione, da molti decenni, di essere completamente inaffidabile. Si pensi, ad esempio, che il Club di Parigi è sorto nel 1956 proprio per le inadempienze argentine. In questi ultimi decenni il paese ha fatto reiterati default eclatanti e di fatto, tanto da essere ormai identificato nel mondo, come lo stato «serial defaulter» per eccellenza;
risulta che l'Argentina si rifiuti di onorare le sentenze che nel mondo la condannano alle sue obbligazioni sia finanziarie che societarie. C'è da notare che quella nazione rappresenta l'84 per cento di tutte le cause presso l'ICSID delle 20 nazioni del G-20 e confermando così sua completa inaffidabilità. Sapere che la coppia presidenziale ha incrementato in un solo anno, profittando anche delle notizie riservate sui mercati finanziari, la loro ricchezza del 158 per cento. Sapere ancora che la spesa pubblica è aumentata sempre all'anno del 43 per cento, ha reso le offerte di scambio ad avviso dell'interrogante inaccettabili;
l'Argentina si rifiuta perfino di dare risposta a sentenze definitive in appello di cittadini italiani, ottenute presso la corte di appello di Francoforte (foro competente scelto dall'Argentina), di cui il Ministero degli affari esteri ha copia, dimostrando così ancora la completa inaffidabilità di quella nazione;
l'Argentina ha enormi risorse di bestiame, agricoltura, miniere di ogni tipo di materiali, giacimenti di petrolio in tutto il paese. Ha trasferito risorse da New York a Basilea come «precauzione» contro le richieste dei creditori, in particolare appositamente in prossimità del default 2001. La nazione mantiene presso la BIS di Basilea oltre 50 miliardi di dollari contando con il fatto che, per statuto della stessa BIS, tali riserve non possono essere sequestrate. Si deve notare che questa

somma rappresenta l'80 per cento delle sue riserve, quando tutte le altre nazioni vi hanno solo dal 2 al 4 per cento. Si stima inoltre che le somme sia pubbliche che private trasferite illegalmente all'estero ammontino a più di 200 miliardi di dollari;
l'Argentina, anche nella sue inaccettabili offerte di scambio, critica addirittura la Corte Costituzionale Federale di Germania, foro competente scelto proprio da quel Paese, per aver sentenziato che lo stato di necessità non concede all'Argentina di non onorare le sue obbligazioni;
dalla loro descrizione si dà a capire che quella Corte costituzionale ha una colpa perché la sua decisione induce altre cause contro l'Argentina, portando con ciò a promuovere altre cause e di conseguenza impedire la possibilità del servizio del debito pubblico argentino. Quella Corte Costituzionale ha detto che in ogni caso riconosce lo stato di necessità solamente a tutto il 2003, ed in ogni caso non è da farsi valere nei riguardi dei privati cittadini;
per un giudizio più nel dettaglio dell'ultimo scambio 2010, riteniamo che la durata incredibile di 28 anni (37 dal default) sia un tempo aberrante. Normali, piccoli e medi risparmiatori mai hanno scelto durate simili. Una nazione come l'Argentina, che dice, a convenienza sua nel caso di default, di non avere certezze sulla sua capacità futura di onorare il debito, non può prevedere tassi fissi stabiliti sin d'ora e pagamenti così lontani;
c'è da notare che gli indici dell'INDEC (ufficio statiche argentino) sono incontestabilmente oggetto di rilievi e dubbi dell'FMI e che hanno portato e portano a cedole previste sulle obbligazioni scambiate nel 2005 e 2010, già misere, ancor più ridotte. Gli stessi membri del governo hanno rilasciato dichiarazioni che se usassero gli indici veri dovrebbero pagare di più. È in corso una forte considerazione da parte del Fondo monetario internazionale di rendere ufficiale questo aspetto con tutte le conseguenze di maggiore e migliore conoscenza dei comportamenti assai negativi e inaccettabili di quella nazione;
l'Argentina non ha mai trattato in buona fede. Ricordiamo tutti come sia stato mal trattato, più volte, a Buenos Aires il Dott. Stock, in rappresentanza di centinaia di migliaia di italiani. L'Argentina dice di trattare con i risparmiatori, ma lancia i cambi sempre in maniera unilaterale. Comportamento già di per sé intollerabile;
odiosa è la definizione di istituzionali, di quelle banche, la Barclays, Citi Bank, Deutsche Bank, perché, in accordo con la Repubblica Argentina, ancor prima del 2005, hanno, attraverso il sistema bancario nelle varie nazioni, rastrellato (attraverso un vergognoso buy back) tutto il possibile ai piccoli risparmiatori, e non capitali già presenti nei propri portafogli d'investimento delle banche stesse. Questo, dopo il terrore sparso sulla propria situazione e sulle non intenzioni di pagamento ai risparmiatori europei, americani e giapponesi, contando sullo sfinimento, il bisogno e l'età media di essi, con mentite notizie ai mezzi di stampa internazionali;
è proprio di questi giorni la considerazione di molti stati del G-20 di escludere l'Argentina da quel consesso per le sue considerazioni a mezzo della sua presidente Cristina Fernandez de Kirchner di critica del Fondo Monetario Internazionale;
i numerosi cittadini italiani che contattano l'interrogante, sono venuti a conoscenza del modo di concepire da parte degli argentini la loro vita e nazione. È convinzione fondata e diffusa che non saranno le relazioni cordiali e amichevoli a ricondurre l'Argentina sulle strade del buon comportamento civile ma proprio esattamente il contrario;
fin dal 2002, il Ministro delle finanze argentino Lavagna ha promesso all'Italia di elaborare una offerta «equilibrata» nella ristrutturazione del debito. È stato tutt'altro con le due offerte unilaterali di

scambio che hanno aggiunto ulteriore disperazione ai cittadini italiani coinvolti;
l'interrogante a fronte di quanto detto ritiene opportuno di procedere con la massima cautela nel concedere alcunché. E ci sia solo una promessa di riallacciare proficui rapporti reciproci eventualmente ad avvenuto completo adempimento di quanto doverosamente dovuto ad evitare che si rafforzi il possibile convincimento negli argentini che non rispettare le regole paghi -:
quali siano le intenzioni del governo italiano verso la Repubblica Argentina nel viaggio di visita che il Ministro degli affari esteri si appresta a fare a quella nazione, nella considerazione dei 450.000 cittadini italiani risparmiatori nelle obbligazioni argentine;
se il Ministro intenda rappresentare come per l'Italia sia inaccettabile il comportamento argentino di non dar seguito alle sentenze definitive nelle giurisdizioni previste di Francoforte e New York, e nella prevedibile sentenza dell'ICSID, considerando anche le immense ricchezze naturali di quella nazione in tutti i campi, i 38 milioni di cittadini su una superficie pari all'Europa dei 27.
(4-11459)