• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04887 [Approfondimento scientifico sugli effetti delle radiazioni non ionizzanti]



ZANOLETTI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

l'inquinamento elettromagnetico è un problema che da tempo impegna ambientalisti, ricercatori, scienziati;

c'è chi sostiene che le radiazioni prodotte da ripetitori, reti per telefonia cellulare, emittenti radiotelevisive, cavi elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità siano dannose e chi, invece, le ritiene innocue;

in realtà mancano prove scientifiche indiscusse e permane il dubbio sull'esistenza di un rischio serio per la salute;

rilevato che:

le soglie di emissioni elettromagnetiche sul territorio italiano sono quelle dell'Icnirp (International commission on non-ionizing radiation protection) del 1998, accettate dall'Unione europea e raccomandate a tutti gli Stati membri con una direttiva del 1999 per la popolazione in generale e con una seconda direttiva del 2004 per i lavoratori;

secondo alcuni esperti questi standard sono criticabili perché riferiti solo alla protezione degli effetti termici di breve durata delle emissioni e non a quelli dovuti all'esposizione a lungo termine ai campi elettromagnetici;

l'Italia ha inserito indicazioni più restrittive che tuttavia non rappresentano limiti veri e propri; i "valori di cautela" (pari a 20 volt per metro) e gli " obiettivi di qualità" (pari a 6 volt per metro) sembrano valere per i luoghi aperti, accessibili al pubblico, dove possono esserci permanenze di non più di 4 ore al giorno;

a giudizio dell'interrogante, è assolutamente opportuno promuovere con seri studi epidemiologici su campioni rappresentativi della popolazione o studi biologici in vitro su cellule isolate e in vivo, sugli animali,

si chiede di conoscere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno un approfondimento scientifico sugli effetti delle radiazioni non ionizzanti (prodotte da ripetitori, reti per telefonia cellulare, emittenti radiotelevisive, cavi elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità), prevedendo uno studio epidemiologico serio con campioni rappresentativi della popolazione e con studi biologici.