• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04869 [Inchiesta disciplinare avviata nei confronti del signor Luca Marco Comellini, all'epoca dei fatti Maresciallo dell'Aeronautica militare]



PERDUCA, PORETTI - Al Ministro della difesa - Premesso che:

a quanto consta agli interroganti il Ministro in indirizzo, tramite il suo Ufficio di Gabinetto, con il foglio Prot. 1/31381/14.1.7/07 del 13 luglio 2007, a firma del generale Abrate, nell'ambito di una inchiesta disciplinare avviata nei confronti del signor Luca Marco Comellini, all'epoca dei fatti Maresciallo dell'Aeronautica militare ritenuto colpevole di aver espresso le proprie idee ed opinioni tramite siti web e articoli di stampa pubblicati sul alcuni quotidiani nazionali, nonché di aver presentato petizioni alle Camere, invitava il Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica e il Capo di Stato maggiore della Difesa a fornire informazioni sulle possibili iniziative già in atto o da avviare a norma dei titoli VII ed VIII della legge n. 599 del 1954, nonché su ogni ulteriore attività intesa a «scongiurare che singoli militari, soprattutto se in servizio attivo, ritengano di poter esprimere pubblicamente siffatte considerazioni, scoraggiare il personale dipendente da ogni opera di sostegno verso privati sodalizi, riviste, siti web od altri organismi che perseguano finalità contrarie a quelle di questa Amministrazione»;

la lettura dell'atto emanato dall'Ufficio di Gabinetto citato evidenzia, oltremodo, una scarsissima conoscenza delle norme che regolano l'intero complesso dei rapporti tra il cittadino, ancorché militare, e lo Stato, essendo innegabile, secondo la consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, che la trattazione di argomenti già noti all'opinione pubblica e al Parlamento e qualsiasi forma di espressione di pensiero e opinione non possono in alcun modo essere ricondotte nell'alveo di quelle attività riguardanti il servizio al solo scopo di inibire il libero esercizio dei diritti costituzionalmente garantiti ai cittadini, militari compresi;

l'esercizio dei diritti di espressione, opinione e di petizione su argomenti che non sono a carattere riservato d'interesse militare o di servizio, da parte dei cittadini militari, non è limitato da alcuna legge o regolamento;

il Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica pro tempore, rispondendo ad una delibera dell'Organo centrale di rappresentanza della Forza armata sul tema dei diritti costituzionali dei cittadini militari, il 9 marzo 2009, ha reso noto di aver avviato uno studio diretto a sintetizzare la giurisprudenza e la dottrina in materia, nonché gli intendimenti già espressi dall'Ufficio di Gabinetto del Ministro, dello Stato maggiore della Difesa e della Forza armata;

il procedimento disciplinare di stato, avviato nei confronti del signor Comellini il 28 agosto 2007, si è concluso solo in data 2 aprile 2009 con un'archiviazione, da parte della competente Direzione generale per il personale militare, in esecuzione di un «atto dovuto»;

il signor Comellini in data 28 gennaio 2009 è stato dichiarato permanentemente non idoneo al servizio d'istituto e posto in congedo assoluto, nonostante ciò il successivo giorno 29 gennaio la Commissione di disciplina dell'Aeronautica militare, appositamente convocata, ha proceduto agli adempimenti di propria competenza, giudicando, all'unanimità, il maresciallo Comellini meritevole di conservare il grado;

risulta agli interroganti che il maresciallo Comellini, intervenendo nel procedimento a suo carico, abbia più volte evidenziato irregolarità e violazioni di legge in cui sarebbe incorsa l'amministrazione militare per effetto degli atti compiuti dalle persone che, a vario titolo, vi hanno preso parte. Tali fatti risultano essere tuttora al vaglio della magistratura inquirente presso il Tribunale ordinario di Roma, a seguito della denuncia presentata dal Comellini medesimo nel mese di ottobre 2008;

nel mese di novembre 2009, il Centro per la rilevazione del danno biologico da patologia mobbing compatibile, operante presso l'Unità operativa di supporto Psicologia del lavoro dell'Azienda USL RM D, ha certificato che il signor Comellini è affetto da una patologia strettamente correlata al mobbing subito in ambito del contesto lavorativo;

sulla questione in argomento è stata presentata, lo scorso 22 dicembre 2008, un'analoga interrogazione dalla senatrice Amati del senatore Scanu (4-00967). L'atto di sindacato ispettivo è tuttavia rimasto privo di risposta;

il comportamento assunto dai vertici dell'amministrazione militare, anche alla luce delle motivazioni dagli stessi addotte già in sede di contestazione degli addebiti disciplinari che, nel merito, non rilevano alcuna violazione del regolamento di disciplina militare, ovvero della legge n. 382 del 1978, risulta incomprensibile e si pone, in modo evidente, in contrasto con i principi sanciti dall'articolo 97 della Costituzione;

la vicenda narrata ha visto anche il coinvolgimento delle più alte cariche dello Stato, come risulta dalle numerose agenzie di stampa pubblicate nei mesi di gennaio e febbraio 2009, ma è sempre mancato un qualsivoglia intervento o parere del Ministro in indirizzo che, in quanto eccellente cultore del diritto e della legalità, avrebbe potuto contribuire a ricondurre la questione in argomento nell'ambito di una corretta azione amministrativa che non avrebbe mai potuto escludere o limitare il legittimo esercizio dei diritti costituzionali di Comellini;

allo stato attuale, come risulta da un articolo pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" del 12 dicembre 2009, la vicenda che ha visto coinvolto il maresciallo Comellini appare irrimediabilmente proiettata verso l'instaurazione di una più complessa fase di contenzioso che, inevitabilmente, troverebbe il suo epilogo solo nelle aule di giustizia, con non imprevedibili effetti negativi per l'immagine e le casse dell'amministrazione militare e in particolare dell'Aeronautica,

si chiede di sapere:

quali urgenti provvedimenti si intenda adottare nei confronti di coloro che, a quanto risulta agli interroganti così proditoriamente, hanno architettato e posto in essere determinati, illegittimi e oltremodo incostituzionali - se non addirittura illeciti - comportamenti nei confronti dell'ex maresciallo Comellini;

se siano state interessate le competenti autorità giudiziarie, al fine di accertare le eventuali responsabilità del Capo di Gabinetto del Ministro pro tempore, generale Biagio Abrate, del comandante del Comando logistico dell'Aeronautica militare, del Comandante della terza divisione del Comando logistico dell'Aeronautica militare, dell'ufficiale inquirente, tenente colonnello Luciano Maria Franzò;

quali urgenti provvedimenti si intenda adottare affinché al signor Luca Marco Comellini sia corrisposto un giusto riconoscimento morale e un adeguato risarcimento economico.