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Atto a cui si riferisce:
C.4/11407 [Emergenza nomadi a Castelnuovo di Porto, Roma]



ARACRI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
nel comune di Castelnuovo di Porto (Rm) è ubicato un centro di accoglienza richiedenti asilo (CARA) ed emergenza nomadi e profughi allestito ai sensi del decreto-legge 30 ottobre 1995 n. 451, convertito, con modificazioni dalla legge n. 563/95;
nella città di Roma è presente una commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale istituita con decreto-legge del Presidente del consiglio n. 3703/2008;
il Ministero dell'interno, previo decreto, ha trasformato il centro di accoglienza, sito in Castelnuovo di Porto, di proprietà dell'Inail, in un centro di accoglienza per richiedenti asilo;
tramite medesimo decreto ministeriale la porzione di terreno demaniale di Ponte Galeria, ubicata nel comune di Roma e già utilizzata come centro accoglienza per richiedenti asilo, è stata convertita in centro di identificazione ed espulsione;
città di Roma accoglie il maggior numero di immigrati e rifugiati aventi diritto alla protezione internazionale;
la situazione di crisi internazionale nell'area del Maghreb e di tutto il Nord Africa ha acuito l'emergenza immigrati, il cui afflusso sulle nostre coste è aumentato in maniera esponenziale come le relative richieste di asilo politico;
ci sarà, quindi, bisogno di assicurare ai richiedenti asilo assistenza e collocazione nel rispetto della normativa internazionale vigente in materia di rifugiati;
il CARA del comune di Castelnuovo di Porto ospita attualmente circa 450 persone, per l'accoglienza e il sostentamento dei quali sono stati posti in essere interventi, oltretutto onerosi per la comunità locale. Interventi che verrebbero resi vani da uno snaturamento del CARA in quanto andrebbe ad assolvere funzioni contrastanti alle finalità per cui è stato creato. Finalità ribadite ai comuni dell'area in questione nel 2010 dalla prefettura di Roma;
la Comunità di Castelnuovo di Porto e zone limitrofe, i cui abitanti raggiungono le 8000 unità, è quindi oberata pesantemente da un rapporto coatto con un gruppo esogeno di persone e non è nelle condizioni di sostenere l'ulteriore impatto di una folta presenza ROM, popolazione con delle esigenze del tutto incompatibili con la zona e il suo contesto socio-economico;
l'insediamento di una comunità ROM rischierebbe di gravare pesantemente sull'economia dell'intero territorio interessato, in considerazione del fatto che nell'area attorno a Castelnuovo di Porto - nell'arco di 10 chilometri - già esiste un campo ROM, il River, con oltre 600 presenze

nonostante la previsione fosse di 450 ROM. Sempre in loco a via del Bonardo sono presenti altri 450 nomadi tutti caratterizzati da un alto tasso di criminalità, mentre a via della Cerquetta 99 è sito un insediamento fornito da 100 nomadi;
nell'area del comune di Castelnuovo esiste un importante insediamento di case popolari all'interno delle quali vi sono diversi elementi dediti al malaffare;
la via Tiberina, arteria principale nel territorio di Castelnuovo, è divenuto negli anni un «punto di riferimento» per organizzazioni malavitose di vario genere, in quanto «mercato a cielo aperto» di droga e crocevia per la prostituzione;
nella giornata del 22 marzo 2011, si è tenuto a Castelnuovo di Porto un consiglio comunale, aperto ai sindaci dei 17 comuni distrettuali e di altri comuni limitrofi, per discutere del trasferimento dei ROM nel CARA in questione e del fatto che prenderanno il posto dei richiedenti asilo attualmente ospitati;
i sindaci dei comuni presenti al sopracitato consiglio hanno espresso unanimemente parere negativo a tale operazione anche perché è stata decisa - dal sindaco del comune di Roma e dal commissario straordinario per l'emergenza ROM (prefetto Pecoraro) - senza un loro coinvolgimento -:
se i fatti corrispondano al vero;
quali azioni intenda porre in essere al fine di risolvere l'emergenza dei nomadi, ora stanziati nell'area del comune di Roma, senza che questo problema vada a ledere i diritti delle comunità limitrofe o che vengano stravolte le funzioni di strutture, come il CARA, destinate alla ricezione e accoglienza dei rifugiati politici e dei richiedenti asilo e fare in modo che le amministrazioni competenti possano avere un incontro con le istituzioni, deputate a gestire tali emergenze, per discutere le contromisure da prendere per la risoluzione di questa situazione di crisi e nel caso fare in modo di promuovere, attraverso gli organismi competenti, la costituzione di un tavolo istituzionale con i sindaci dell'area interessata, la prefettura, il comune di Roma e la provincia di Roma.
(4-11407)