• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02001 [Proposta di modifica del disciplinare di produzione del Lambrusco IGT Emilia da parte della Regione Emilia Romagna]



PIGNEDOLI, BERTUZZI, SOLIANI, BASTICO, BARBOLINI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:

il regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio del 29 aprile 2008, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, stabilisce l'obbligo per le indicazioni geografiche di far coincidere la zona di produzione dell'uva con quella di produzione del vino;

la Regione Emilia-Romagna ha formulato una proposta di modifica del disciplinare di produzione del Lambrusco IGT Emilia concordata con la filiera produttiva regionale, che, a tutela della tradizione e su richiesta dei produttori regionali, permette la produzione dei vini frizzanti e spumanti anche nelle province della Romagna e nelle due province lombarde di Mantova e Cremona;

la modifica del disciplinare di produzione introduce una serie di misure che tendono a rafforzare il legame tra produzione e territorio. Tra queste, l'obbligo che solo nelle suddette aree geografiche e in alcune province limitrofe si concentrino tutte le fasi di lavorazione del Lambrusco IGT, con la sola esclusione dell'imbottigliamento;

il Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, cui compete l'approvazione dei disciplinari di produzione, ha respinto la proposta di modifica sopra riportata;

la modifica del disciplinare proposta avrebbe impedito che alcune fasi di lavorazione successive alla pigiatura delle uve potessero essere effettuate in altre aree del Paese, salvaguardando in questo modo una produzione tipica da ogni eventuale operazione impropria, e rendendo possibile un migliore controllo sulla correttezza di comportamento di tutti gli operatori,

considerato che:

i contenuti della modifica del disciplinare del Lambrusco IGT Emilia, respinta dal Comitato, sono coerenti con quanto disposto per i Lambruschi DOC e con quanto recentemente è avvenuto per il parmigiano reggiano DOP, prodotti per i quali anche l'imbottigliamento e il confezionamento avvengono in zona di produzione;

il Lambrusco detiene il primato assoluto delle vendite di vino nella grande distribuzione con 14,5 milioni di litri, e nel 2010 ha fatto registrare una crescita del 6,1 per cento a fronte di un calo delle vendite di vino pari allo 0,9 per cento: un andamento dunque in decisa controtendenza, che rende a maggior ragione necessario l'esercizio di un controllo su tutte le fasi di lavorazione dell'IGT, al pari di quanto già avviene per altre produzioni DOC sui quali è forte il presidio dei Consorzi di tutela;

la recente approvazione del disegno di legge relativo all'etichettatura degli alimenti e i dossier europei sulla revisione delle regole relative ai regimi di qualità dei prodotti alimentari e sulle informazioni alimentari ai consumatori vanno nella direzione opposta della bocciatura riportata in premessa, dal momento che essa promuove il sistema di indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine e mira ad una maggiore tutela dei consumatori,

si chiede di sapere:

quali provvedimenti il Ministro in indirizzo, nell'ambito delle proprie competenze, intenda adottare al fine di garantire, in tempi rapidi, che le proposte di modifica del disciplinare di produzione del Lambrusco IGT Emilia siano recepite e rese operative;

quali misure urgenti intenda adottare per salvaguardare un sistema produttivo strategico nelle dinamiche economiche del territorio di riferimento e per garantire maggiori ed efficaci tutele in materia di trasparenza alimentare per i cittadini consumatori.