• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04426 [Riconoscimento dop al pane toscano]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04426 presentata da SUSANNA CENNI
mercoledì 23 marzo 2011, seduta n.451
CENNI e SANI. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che:

il sistema dei riconoscimenti dop e igp è stato introdotto dall'Unione europea con il regolamento numero 2081 del 1992, per armonizzare una serie di normative o atti dei singoli stati membri, che già esistevano a tutela della autentica «tipicità» di alcuni prodotti agroalimentari. Nel marzo 2006 il regolamento (CE) 2081/92 è stato sostituito dal regolamento del Consiglio (CE) n. 510/2006;

per quanto riguarda, in sintesi, l'iter di riconoscimento (sia dop che igp) è il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, che trasmette all'Unione europea la relativa domanda, presentata dalla organizzazione associativa che riunisce tutti gli operatori interessati ad ottenere il marchio per un determinato prodotto tipico del territorio;

nello specifico la «denominazione di origine protetta» (dop), è un marchio di tutela giuridica della denominazione che viene attribuito dall'Unione Europea a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio, inclusi i fattori naturali ed umani, in cui sono prodotti;

affinché un prodotto sia riconosciuto Dop, tutte le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono quindi avvenire in un'area geografica delimitata;

rispetto alla denominazione Dop, per ottenere la certificazione Igp («Indicazione geografica protetta») solo una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area;

risulta quindi evidente come il riconoscimento dop valorizzi maggiormente, rispetto a quello Igp, il prodotto locale coinvolgendo direttamente tutto il processo di filiera presente sul territorio a cui l'alimento fa riferimento;

l'Italia è, ad oggi, il Paese con il numero di maggiori prodotti a marchio Dop. Un riconoscimento che valorizza l'eccellenza del settore agroalimentare e rappresenta un indiscutibile volano economico, occupazionale, produttivo e turistico dell'intera nazione;

tra i numerosi alimenti riconosciuti con la Dop ci sono anche alcune tipologie di pane («pane di Altamura» e «pagnotta del Dittaino»);

nell'anno 2001 è nato il comitato promotore per il consorzio pane toscano con la finalità di ottenere il riconoscimento Dop di tale prodotto. Nel 2004 tale organismo ha preso il nome di consorzio di promozione e tutela del pane toscano a lievitazione naturale;

dal 2001 ad oggi, prima il comitato promotore e successivamente il consorzio di promozione, hanno inviato al Ministero competente la documentazione (comprensiva di modifiche ed integrazioni) per ottenere il riconoscimento Dop del pane toscano, anche in relazione alle variazioni che sono intercorse in questo arco temporale rispetto alla normativa comunitaria di riferimento (richiamata precedentemente in premessa);

per completezza di informazione va evidenziato come la regione Toscana, con le delibere della giunta numero 148 del 18 febbraio 2002 e numero 951 del 17 dicembre 2007 abbia dato parere favorevole al riconoscimento Dop del pane toscano sostenendo pienamente le iniziative promosse prima dal comitato promotore e successivamente dal consorzio di promozione;

per integrare la documentazione relativa alla domanda per il riconoscimento Dop per il pane toscano e per venire incontro alle richieste specifiche del Ministero competente rispetto alla necessità di attestare con «indagini scientifiche» le peculiarità del pane toscano prima e del grano toscano in questi ultimi anni, il Consorzio di promozione ha commissionato uno studio sulla caratterizzazione del pane toscano e dei lieviti utilizzati alla università degli Studi di Pisa, scuola superiore di Sant'Anna e alla università degli studi di Firenze (dipartimento di scienze delle produzioni vegetali, del suolo e dell'ambiente agroforestale) una verifica «caratterizzazione dei frumenti teneri coltivati in Toscana»;

da quest'ultimo documento (redatto il 28 dicembre del 2010) è emerso che «alcune elaborazioni statistiche eseguite con metodi univariati e multivariati sui dati relativi alle caratteristiche produttive e qualitative reperiti sul sito de MiPAF (Banca dati monitoraggio sul valore tecnologico-qualitativo delle varietà di frumento coltivate in Italia) nel periodo di riferimento 1992-2010, evidenziano come le farine ottenute dalla coltivazione di frumenti in Toscana siano relativamente distinguibili da quelle ottenute da frumenti coltivati in altre regioni». «Concludendo - riporta ancora il documento - si può quindi dire che, in base ai dati considerati per le analisi delle qualità della cariosside e del glutine, la coltivazione dei cereali in Toscana produce delle cariossidi caratterizzate da una bassa durezza, da un valore basso di W e un medio valore di P/L che le renderebbero relativamente diverse da quelle prodotte nelle altre regioni italiane. Queste caratteristiche potrebbero quindi risultare molto importanti nel determinare le proprietà qualitative del pane toscano»;

va inoltre rimarcato che il riconoscimento dop del pane toscano viene sostenuto con forza e convinzione dalle associazioni di categoria regionali;

il riconoscimento della dop al pane toscano rappresenterebbe infatti anche una straordinaria opportunità per valorizzare l'intera filiera locale legata alla produzione cerealicola, soprattutto in relazione alla perdurante crisi del settore che si sta registrando ormai da anni a livello nazionale;

nonostante i numerosi incontri tra i rappresentanti del consorzio di promozione e del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, il dicastero competente ha fino ad oggi ritenuta incompleta la documentazione ricevuta rispetto alla domanda di riconoscimento del marchio Dop per il pane toscano;

secondo quanto sarebbe emerso da tali incontri risulterebbe che l'indicazione degli uffici ministeriali competenti auspicherebbe il riconoscimento Igp. Un marchio che presenterebbe un iter meno complesso e con maggiori garanzie di successo rispetto a quello Dop, ma che non si riconosce nelle finalità e negli obiettivi del consorzio di promozione in quanto tale ipotesi non potrebbe garantire l'intera filiera di produzione all'interno della regione Toscana preservando l'approvvigionamento del frumento con le caratteristiche necessarie all'ottenimento del pane toscano così come definite dal disciplinare -:

per quali reali e giustificati motivi il Ministero non ritenga completa ed idonea la documentazione dettagliata, integrata e scientificamente comprovata, per il riconoscimento dop del pane toscano predisposta dal consorzio di promozione;

se corrisponda a verità il fatto che il Ministero intenda promuovere il riconoscimento igp per il pane toscano nonostante, ad avviso degli interroganti, sussistano tutte le condizioni per cercare di ottenere il marchio dop, alla luce di quanto espresso in premessa, ed in particolare dal momento che, sul territorio nazionale, altre tipologie di pane hanno ottenuto in precedenza la denominazione di origine protetta.(5-04426)