• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11335 [Crisi dell'azienda Verlicchi & figli di Zola Predosa, in provincia di Bologna]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11335 presentata da SILVANA MURA
mercoledì 23 marzo 2011, seduta n.451
MURA. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:

la Verlicchi & figli di Zola Predosa, in provincia di Bologna, è un'azienda metalmeccanica che dal 1934 produce semilavorati per il comparto motociclistico ed oggi conta 196 dipendenti per un indotto di 400 addetti;

tra i clienti principali fino alla fine del 2010 si annoverano le grandi case motociclistiche come BMW, Ducati, Honda, MBK, Husqvarna. Complice la crisi internazionale, nel 2010 si registra un notevole aumento dei debiti pari a circa undici milioni di euro, di conseguenza gli istituti bancari interrompono le linee di credito portando la Verlicchi a ritardare la produzione a causa della mancanza di liquidità per l'acquisto di materie prime. Tali ritardi portano nel gennaio 2011 BMW, Honda, MBK, Husqvarna a disdire le commesse, mentre Ducati, pur mantenendole, le riduce;

l'8 marzo 2010 l'azienda ricorre alla cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale della durata di 12 mesi per 191 dipendenti. Di fatto i lavoratori e le lavoratrici della Verlicchi percepiscono l'ultima busta paga nel mese di dicembre 2010, e da allora la tredicesima mensilità, i premi di produzione per il 2009 e 2010, le retribuzioni di gennaio e febbraio 2011 non vengono erogate dall'azienda;

a fine gennaio 2011 il Gruppo Caponi con sede a Pontedera (PI) si interessa all'acquisto della Verlicchi, l'ipotesi appare una soluzione valida, ma l'acquirente ben presto si ritira;

a metà febbraio 2011 l'azienda viene ceduta in blocco alla JBF Pontedera srl (newco del Gruppo Caponi), con capitale sociale pari a 10 mila euro, che si occupa di: «esercizio di attività sportive dilettantistiche, formazione e preparazione di squadre nella disciplina sportiva e insegnamento della pallacanestro e delle attività motorie in genere»;

l'amministratore delegato della nuova proprietà è il signor Giuseppe Valdemaro Peviani che secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, edizione Bologna del 17 febbraio 2011, risulterebbe indagato a Brescia per associazione a delinquere in materia di reati tributari e truffa aggravata ai danni dello Stato. Al pari, da medesima fonte, altri due dirigenti della nuova azienda: Massimo Stella, consulente di Giacomo Commendatore ex numero uno di Eminflex, e Mariano Bertelli, di Industrie Meccaniche Capponi sono già stati coinvolti in inchieste per bancarotta;

nella riunione del 16 febbraio 2011 tenutasi tra i rappresentanti sindacali, l'azienda e le autorità locali, la nuova dirigenza manifesta l'intenzione di non voler investire nella Verlicchi, dichiarando 140 esuberi;

fatto ancora più grave, il 12 marzo 2011 un gruppo di uomini, sembra facenti capo al Gruppo Caponi, tenta di smantellare il capannone industriale impacchettando e cercando di portare altrove i macchinari. Lo smantellamento è stato vanificato grazie all'intervento degli stessi lavoratori. Da questa occasione i lavoratori e le lavoratrici della Verlicchi hanno organizzato un presidio 24 ore su 24 per impedire ogni ulteriore tentativo di smantellamento da parte della JBF, che sta proseguendo ancora oggi;

scaduta la cassa integrazione straordinaria, le sigle sindacali e i lavoratori hanno deciso di depositare istanza di fallimento presso il tribunale, al fine di garantirsi in prima battuta il diritto di accedere alla cassa integrazione per fallimento e alla successiva mobilità e, nel medio periodo, permettere al curatore fallimentare di definire al meglio i passaggi necessari e chiarire le zone di ombra che ancora sussistono tanto sulla nuova proprietà quanto sugli scopi della stessa -:

se i Ministri siano a conoscenza di quanto sta accadendo alla Verlicchi, se abbiano intenzione di affrontare la delicata questione e come intendano farlo, considerando che questa realtà a tutti gli effetti rappresenta un patrimonio di professionalità riconosciuta in tutto il mondo che ad oggi interessa un'importante segmento del tessuto economico e sociale della provincia bolognese. (4-11335)