• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.0/02117/001/ ... [Denunciare eventuali comportamenti censori delle autorità cinesi nell'attuazione dell'Accordo di coproduzione cinematografica]



Atto Senato

Ordine del Giorno 0/2117/1/03 presentato da PIETRO MARCENARO
martedì 22 marzo 2011, seduta n. 132

Il Senato,
in sede di esame del disegno di legge n. 2117 recante Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica popolare cinese, firmato a Pechino il 4 dicembre 2004, con Nota di interpretazione dell'articolo 10 fatta il 19 marzo 2008 ed il 10 aprile 2008;
premesso che
il provvedimento assume un significativo rilievo sotto il profilo economico-culturale e politico. Il rilievo economico-culturale è dato dalle prospettive di apertura del mercato cinese alla produzione cinematografica italiana nonché dalle potenzialità che tale partnership è in grado di offrire alla produzione italiana tenuto conto, da un lato, della vivacità della produzione cinematografica cinese, che nel recente passato ha conseguito anche significativi riconoscimenti nelle manifestazioni culturali internazionali, e, dall'altro, del fatto che in passato diverse produzioni italiane sono state realizzate in Cina e la definizione dell'Accordo potrebbe consentire in futuro di disporre di maggiore sostegno in loco, ivi compresi possibili contributi cinesi;
sotto il profilo politico, tenuto conto che alla ricca produzione ufficiale si accompagna una significativa produzione cinematografica da parte di operatori cinesi che, tuttavia, non possono produrre e diffondere le loro opere in loco ovvero sono soggetti a pesanti restrizioni, è auspicabile e probabile che un'intensificazione della cooperazione culturale in questo campo con l'Italia porti, come risultato ineluttabile, a una maggiore apertura di quel paese in termini di rispetto dei diritti civili e politici;
l'Accordo dispone che i film coprodotti debbano essere esaminati ed approvati dalle Autorità competenti dei due paesi individuate dall'accordo stesso, in particolare che gli stessi possono essere distribuiti e proiettati in pubblico, all'interno e all'esterno di ciascun paese, solo dopo il rilascio del relativo permesso da parte delle rispettive Autorità competenti;
tale ultima disposizione, contenuta all'articolo 10, è stata oggetto di un approfondito dibattito nel corso dell'esame del Trattato da parte della Commissione Esteri della Camera dei deputati nel corso della scorsa Legislatura;
per superare questi rilievi, si è addivenuti alla stipula di un'apposita Nota di interpretazione dell'articolo 10, volta ad evitare eventuali interventi autorizzatori da parte delle Autorità cinesi, che avrebbero potuto delineare una forma di censura incompatibile con l'ordinamento italiano. Tale nota infatti prevede che l'approvazione provvisoria data a sceneggiatura e progetto filmico non possa essere ritirata ad opera conclusa, salvo che l'opera completata si discosti in maniera sostanziale dal progetto approvato. E' stato altresì stabilito un meccanismo di automatismo tra approvazione definitiva e concessione del permesso di uscita nelle sale;
rilevato altresì che sussiste il pericolo che l'Accordo attribuisca alle autorità un inammissibile potere di censura, incompatibile con l'ordinamento italiano, contrastante segnatamente con i principi fissati dall'articolo 21 della Costituzione e che un potere autorizzatorio come quello previsto dall'articolo 10 del Trattato in titolo non è riscontrabile in accordi di analoga natura stipulati con altri Paesi;
considerata inoltre la sistematica negazione della libertà di espressione e di riunione e la continua violazione dei diritti fondamentali che avviene in quel paese, come dimostra tra le altre la vicenda del Premio Nobel per la pace Liu Xiaobo,

rilevata, infine, l'opportunità di porre in essere ogni opportuna iniziativa, in sede di attuazione dell'Accordo, volta a scongiurare un uso censorio o limitativo della libertà artistica o di espressione nelle coproduzione cinematografiche e, in caso contrario, di ricorrere alla procedura di denuncia di cui all'articolo 17 dell'Accordo;

impegna il Governo:
a ricorrere alla procedura di denuncia di cui all'articolo 17 dell'Accordo qualora vengano riscontrate, nell'attuazione dell'Accordo da parte delle competenti autorità cinesi comportamenti censori ovvero limitativi della libertà artistica o di espressione.
(0/2117/1/3)
MARCENARO