• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01004 [Contenzioso con il governo tedesco relativo ai lavoratori coatti internati in Germania ]



Atto Camera

Interpellanza 2-01004 presentata da FABIO EVANGELISTI
martedì 15 marzo 2011, seduta n.449
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della giustizia, il Ministro della difesa, per sapere - premesso che:

ad oggi, è pendente davanti al Tribunale internazionale dell'Aja un ricorso tedesco, presentato nel 2008, che contesta all'Italia di aver violato gli obblighi verso la Germania in base al diritto internazionale, dal momento che la magistratura italiana, ivi inclusa la Corte di cassazione, negando la sussistenza dell'immunità giurisdizionale ha condannato la Germania a risarcire i cittadini italiani che durante l'occupazione nazista in Italia sono stati deportati in quel Paese per essere utilizzati quale mano d'opera non volontaria al servizio di imprese tedesche;

le disposizioni contenute nell'articolo 1 del decreto-legge n. 63 del 2010, hanno un'immediata ricaduta su tale contenzioso italo-tedesco. Ad oggi è difficoltoso pervenire a una precisa quantificazione degli aventi diritto e delle procedure giudiziarie che potrebbero essere intraprese da parte dei lavoratori coatti internati in Germania durante il secondo conflitto mondiale, sia militari sia civili;

si stima siano oltre 200 i cittadini italiani che hanno già richiesto un risarcimento alla Germania presentando ricorsi in 24 tribunali regionali e due Corti d'appello del nostro Paese;

il nostro Paese non ha ancora firmato, ratificato e dato attuazione nell'ordinamento interno della Convenzione delle Nazioni Unite sull'immunità giurisdizionale degli Stati e dei loro beni adottata nel 2004;

tuttavia, come è noto, per la effettiva entrata in vigore della convenzione citata occorrerà che l'abbiano sottoscritta e ratificata almeno 30 Paesi, mentre attualmente ad averlo fatto sono solo in nove, e l'Italia non l'ha ancora sottoscritta;

in sede di esame del provvedimento, la Commissione giustizia ha ritenuto opportuno che le disposizioni di cui al citato articolo 1 trovassero una applicazione temporale limitata alla situazione di necessità e urgenza che ha giustificato l'emanazione del decreto-legge in esame, ovvero entro il 31 dicembre 2011, anche se da più parti è stato ritenuto che l'adozione del citato limite temporale rischia di essere un rimedio che danneggerebbe i cittadini italiani;

a sostenere le posizioni italiane sulla vicenda in oggetto c'è anche la Grecia che, per iniziativa del premier Jorgos Papandreou, ha fatto ricorso al tribunale internazionale dell'Aja al fine di ottenere indennizzi per le vittime della strage nazista di Distomo nella Grecia occupata;

il Ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle, dichiarando «di non comprendere assolutamente» l'azione dei colleghi greci, immemore che massacri come quello del 10 giugno del 1944 a Distomo sono stati gravissimi delitti di guerra per i quali, come stabilito anche dalla sentenza della Corte di cassazione, gli Stati non posso pretendere l'immunità quando commettono gravi crimini di guerra o contro l'umanità -:

quali siano gli intendimenti del Governo in relazione a quanto esposto in premessa;

se non ritenga di prevedere per i lavoratori coatti internati in Germania durante il secondo conflitto mondiale, sia militari sia civili, un adeguato riconoscimento risarcitorio per ciò che hanno subito.
(2-01004) «Evangelisti».