• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00514 [Garanzie per le imprese che investono nel settore delle energie rinnovabili]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00514 presentata da ANDREA LULLI
giovedì 10 marzo 2011, seduta n.447
La VIII e la X Commissione,

premesso che:

il settore fotovoltaico è composto da circa 1.000 aziende, 15.000 posti di lavoro diretti e oltre 100.000 indiretti, la stima del volume d'affari nel 2010 è compresa tra 6/8 miliardi di euro;

il settore ha un rilevante impatto sulla riduzione delle emissioni di CO2, considerando che ogni gigawatt di fotovoltaico comporta 740 mila tonnellate di CO2/anno in meno;

il fotovoltaico contribuisce alla generazione distribuita, allo sviluppo di una rete «intelligente» per la distribuzione di energia elettrica, alla riduzione della dipendenza da fonti energetiche tradizionali, stimola la ricerca e lo sviluppo industriale;

l'industria fotovoltaica è passata dai 5.000 megawatt installati nel mondo fino al 2005, a 6.000 nel 2008, 7.200 nel 2009 e, si stima, oltre 10.000 nel 2010;

l'Europa sulle fonti rinnovabili ha assunto nel lungo periodo una politica intelligente e vincente allo scopo di aumentare l'efficienza del settore energetico, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, l'impatto del settore sull'ambiente, sostituire costi di combustibili con lavoro e tecnologia locali, promuovere lo sviluppo;

la scelta operata dall'Europa può portare benefici in termini di competitività dell'industria manifatturiera, come testimonia l'impegno tedesco e cinese, ma anche stabilizzare i costi futuri, visto che il fotovoltaico, come molte delle fonti rinnovabili, non ha l'incognita combustibile: fattori di valore per l'efficienza di un'economia;

secondo le previsioni di tutti gli osservatori qualificati, grazie ai processi innovativi in atto, il costo del megawatt prodotto dal fotovoltaico riuscirà ad essere competitivo con quello delle fonti fossili anche grazie al fatto che la dinamica discendente dei costi dell'ultimo triennio è stata sorprendente, tanto che oggi il megawatt fotovoltaico che nel 2007 in Italia costava 430 euro, oggi ne costa 290 dimostrando in tal modo che raramente l'innovazione è stata più efficace;

gli investimenti di settore in Italia sono stimati oltre i 3,5 miliardi di euro per il 2010, sono nate centinaia di nuove imprese e uno degli effetti collaterali del programma di incentivi è stato anche quello di far fiorire iniziative di ricerca che non si era riusciti ad avviare mai prima d'ora, con prospettive finalmente concrete anche per la ricerca italiana;

il conto energia prevede che l'impianto riceva un premio per venti anni ma, dal momento che l'impianto più vecchio in Italia ha 28 anni e fornisce ancora prestazioni in linea con le garanzie fornite oggi dai produttori (80 per cento della produzione iniziale dopo 25 anni), è evidente che tali impianti forniranno energia e soprattutto potenza, nei momenti di punta, praticamente gratis;

se e quando si dovranno smontare gli impianti, il costo di smantellamento a fine vita non produrrà costi negativi, secondo le stime effettuate perché il valore di vetro, silicio e metalli è superiore al costo per la loro raccolta;

dunque il fotovoltaico è un investimento di lungo periodo per la comunità nazionale, ma privo di rischi e con rendimento sicuro e l'energia necessaria per costruire e installare un pannello è restituita dal medesimo in meno di due anni;

la valutazione sull'opportunità di investire in questa fonte non può basarsi solo sulla convenienza attuale e prescindere da una considerazione di prospettiva: il fotovoltaico è la fonte con le migliori prospettive di riduzione di costo nel lungo periodo e non ha senso rimanere fuori da un settore così attraente sul piano industriale;

l'onere annuo che si va ad accumulare con gli attuali incentivi sta diventando importante (344 milioni di euro nel 2009, che possono divenire 800 a fine 2010) con un impegno per venti anni, ma non è paragonabile alle altre inefficienze di regolazione del settore;

sarebbe necessario un progetto di lungo periodo, che abbatta i costi dell'intero settore migliorandone l'efficienza complessiva, mentre il Governo sceglie ad avviso dei sottoscrittori del presenta atto di indirizzo di «punire» uno dei rari settori che nella crisi in corso ha avuto una forte crescita, grazie allo sviluppo di una filiera che si basa tra l'altro su una forte e continua innovazione tecnologica;

il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, approvato dal Consiglio dei ministri, rinvia a un successivo decreto, da emanarsi entro il 1o giugno, di concerto tra il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, la fissazione dei nuovi parametri degli incentivi e la revisione delle quote delle varie fonti rinnovabili per giungere agli obiettivi comunitari;

con la dichiarata intenzione di colpire abusi e speculazioni e malavita, si colpisce l'intero mercato, senza considerare che essi trovano origine proprio nell'interstizio di arbitrarietà e incertezza che deriva dalla continua stratificazione normativa e dall'onerosità e discrezionalità delle procedure;

il quadro regolatorio in continua mutazione è anche all'origine dell'allontanamento degli investitori nazionali ed esteri;

la previsione secondo cui gli incentivi del conto energia sono in essere fino al 31 maggio senza un periodo cuscinetto, come i 14 mesi previsti dalla previgente normativa, compromette da subito gli investimenti in corso, perché determina il congelamento immediato dei finanziamenti bancari, bloccando i cantieri degli impianti in costruzione, producendo la sospensione delle linee di credito da parte di alcune banche e la cancellazione di importanti commesse;

l'aspetto più grave, oltre alla drastica riduzione degli incentivi attuali, sta nell'ennesima lesione della certezza del diritto;

il decreto legislativo, infatti, cambia le regole sia per quel che riguarda i certificati verdi sia per il conto energia, fissando delle scadenze temporali incompatibili con l'installazione della capacità già autorizzata e, ancor più, di quella in via di autorizzazione;

risulta pericoloso l'effetto retroattivo del decreto, particolarmente drammatico nel caso del fotovoltaico, perché blocca non solo i progetti futuri, ma anche quelli già avviati e finanziati, mettendo a rischio di fallimento aziende fino a ieri stabili e in crescita e ledendo il diritto degli investitori che hanno calcolato il rischio della costruzione e della messa in opera degli impianti, ma non quello del repentino mutamento del quadro legislativo;

il decreto appare peraltro in violazione della direttiva e della legge delega (articolo 17, comma 1, della legge 4 giugno 2010, n. 96), che dettava principi e criteri consoni allo spirito di promozione delle rinnovabili proprio della citata direttiva;

le decisioni di investimento relative al terzo conto energia sono state operate facendo affidamento su un regime di incentivazione adottato nell'agosto 2010 ed entrato in vigore il 1o gennaio 2011 con una durata prevista fino a tutto il 2013;

in sostanza il decreto legislativo risulta essere stato approvato secondo i sottoscrittori del presente atto di indirizzo in eccesso di delega;

l'Autorità per l'energia elettrica e il gas aveva chiesto misure anti-speculazione per le energie rinnovabili e, con una segnalazione al Governo e al Parlamento, alcuni «correttivi» in materia di sussidi in quanto il costo totale per incentivare le sole rinnovabili vere, «assimilate» escluse, è passato dai 2,5 miliardi di euro 2009, ai 3,4 miliardi 2010, fino a oltrepassare quest'anno i 4 miliardi;

da tale premessa si è passati a una norma che sembra volta a bloccare il settore più che a rispondere alle richieste dell'Autorità;

gli oneri generali di sistema elettrico incidono per circa il 9,5 per cento sul costo totale lordo di un utente domestico tipo e includono costi associati a diverse voci tra cui la componente A3 che incide per il 68 per cento sugli oneri generali;

all'interno della componente A3, con un peso di circa il 20 per cento sul totale, rientrano anche gli incentivi per il fotovoltaico, che rappresentano l'1,6 per cento della bolletta, e si traducono in 0,60 euro mese per il contribuente contro, ad esempio, i quasi 2 euro/mese della Germania;

l'incidenza del fotovoltaico sulla componente A3 nel il 2010 è stata di circa 800 milioni di euro, pari all'1,6 per cento (circa 0,60 euro al mese) del costo totale di una bolletta tipo per utenza domestica;

ad oggi sono stati incentivati con il primo, secondo e terzo conto energia, 3.725.610 megawatt, mentre mancano i dati relativi alla legge n. 129 del 2010 (Salva Alcoa) per cui il GSE sta effettuando controlli;

il costo di una bolletta elettrica «tipo» è pari a circa 450 euro/anno sui quali come precedentemente ricordato il fotovoltaico nel 2010 ha inciso per circa 7,2 euro annui,
impegna il Governo:
a fare salvi gli investimenti che sono stati avviati sulla base del precedente quadro di incentivazione, creando un orizzonte di certezza perché le imprese che investono, e le banche che finanziano, possano predisporre un business plan stabile;

a convocare immediatamente un tavolo di concertazione per arrivare al più presto, attraverso un confronto di merito con tutti gli operatori del settore, a definire un nuovo sistema di incentivi basato su un graduale approdo alla nuova disciplina d'incentivazione.

(7-00514)
«Lulli, Mariani, Ruggeri, Vico, Fadda, Froner, Zunino, Cimadoro, Vannucci».