• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11215 [Evitare la chiusura di Cinecittà Luce]
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Testo della risposta scritta



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11215 presentata da BRUNO MURGIA
giovedì 10 marzo 2011, seduta n.447
MURGIA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:

da fonti interne al Ministero dei beni culturali si è venuto a conoscenza che starebbero ipotizzando di chiudere Cinecittà Luce;

venerdì scorso si sarebbe aperta la procedura di crisi ministeriale a causa degli esuberi;

in quell'occasione non è stato presentato nessun piano di rilancio per la struttura e gli studi sulla Tuscolana;

è in gioco il futuro non di una qualsiasi società per azioni, ma del marchio audiovisivo più prestigioso d'Italia e tra i più antichi del mondo;

tutto ciò avviene mentre si festeggia il 150° anniversario dell'Unità d'Italia;

anche l'amministratore delegato di Cinecittà Luce S.p.A. assicura che le preoccupazioni non sono rituali;

si è ad un passo dal chiudere, dal licenziare dipendenti, dal sospendere un'attività preziosissima per il cinema contemporaneo e la memoria audiovisiva italiana;

Cinecittà Luce consta di 126 dipendenti e nel 2011 riceverà 7,5 milioni di euro di finanziamento dal Fus, il Fondo unico dello spettacolo, a differenza dei 29 milioni ricevuti nel 2004, dei 27 milioni del 2005, fino ai 17,2 milioni ricevuti nel 2010;

lo stesso presidente dell'Istituto sostiene che il finanziamento di quest'anno basterà per pagare solo gli stipendi;

Cinecittà Luce rivendica, oltre ad un archivio immenso composto da migliaia di cinegiornali e documentari e dagli archivi di Stato dell'Albania - fascista e pre-comunista - dell'Eni, del movimento operaio e della resistenza, anche un vasto campo d'azione che va dalla distribuzione, dove sostiene il cinema emergente finanziato dallo Stato come opera prima e seconda, alla promozione all'estero del nostro cinema -:

se il Governo non ritenga necessario trovare soluzioni urgenti per far sì che le capacità imprenditoriali di questo marchio audiovisivo non siano compromesse;

se il Ministro interrogato posto che appare gravissimo mettere a rischio un patrimonio, come l'archivio dell'Istituto Luce, che appartiene agli italiani e al mondo intero e pertanto se il Governo non ritenga fondamentale avviare una strategia di razionalizzazione e di rilancio per scongiurare la chiusura di un insostituibile archivio storico, di un'agenzia di promozione del cinema italiano all'estero, cosa che impedirebbe di valorizzare nuovi talenti con la distribuzione di film d'autore.(4-11215)