• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11172 [Limitazioni agli incentivi per il settore fotovoltaico]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11172 presentata da ERMETE REALACCI
martedì 8 marzo 2011, seduta n.445
REALACCI, FRANCESCHINI, MARIANI, MARAN, MARGIOTTA, BRATTI, BENAMATI, BOCCI, BRAGA, ESPOSITO, GINOBLE, IANNUZZI, MARANTELLI, MORASSUT, MOTTA, VIOLA, MATTESINI, CARDINALE e SERENI. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

il Governo il 3 marzo 2011 ha approvato in via definitiva lo schema di decreto legislativo in attuazione della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio europeo sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili;

tale decreto avrebbe dovuto riformare gli incentivi in modo da rendere raggiungibili gli obiettivi europei che per il nostro Paese prevedono il raggiungimento del 17 per cento di fonti rinnovabili sul consumo energetico finale al 2020 e che sono stati recepiti dal piano di azione nazionale che il nostro Governo ha inviato a Bruxelles;

tale obiettivo va ovviamente perseguito garantendo procedure certe e trasparenti per contrastare speculazioni e illegalità, puntando ad una progressiva riduzione degli incentivi fino al raggiungimento della grid parity;

nella versione approvata non vengono tenute in considerazione numerosissime condizioni poste nei pareri resi all'unanimità dalle commissioni competenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

in particolare il Governo non ha ritenuto di aderire alla richiesta di elevare la soglia di potenza (prevista a 5 megawatt) oltre alla quale si prevede l'introduzione di un sistema di aste al ribasso considerato da quasi tutti gli operatori del settore farraginoso, poco comprensibile e che non è stato adottato con successo in nessun Paese, causando in concreto l'interruzione di ogni possibile programmazione da parte degli operatori su impianti eolici in particolare;

al fine di impedire l'utilizzo improprio di territorio agricolo a fini energetici si è voluto porre mano agli incentivi previsti per il fotovoltaico in aree agricole, ma nella modifica approvata non si sono adeguatamente fatti salvi gli investimenti già in essere e le percentuali di occupazione del terreno previste risultano poco chiare e renderebbero in pratica impossibile la realizzazione di impianti anche in quelle aree agricole marginali e non più utilizzate e per cui non sarebbe necessaria alcuna tutela particolare oltre a quelle già previste dalle ordinarie procedure di valutazione di impatto ambientale;

l'anticipazione al 31 maggio 2011 della scadenza, inizialmente prevista al 31 dicembre 2013, del secondo conto energia sul fotovoltaico, rimandando a un decreto del Ministro dello sviluppo economico da emanarsi di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare entro il 30 aprile, getta nella totale incertezza un intero settore e ha già bloccato tutti gli investimenti in essere;

in generale l'approvazione del decreto ha suscitato un diffuso ed elevatissimo allarme in tutte le associazioni di imprenditori del settore delle rinnovabili (tra cui Anev, Aper, Anie-Gifi, Assosolare, Assoenergie Future) e nella stragrande maggioranza delle imprese tanto che nelle ore immediatamente precedenti l'approvazione del decreto, il Governo ha ricevuto oltre 14 mila e-mail di protesta;

il settore delle rinnovabili in questo periodo di crisi economica è stato tra i pochi che, in controtendenza, ha aumentato l'occupazione;

secondo le stime di Asso Energie Future sono circa 120.000 coloro che direttamente o indirettamente sono occupati nel settore del fotovoltaico;

Gifi-Anie, associata a Confindustria, ha denunciato che sono a rischio 40 miliardi di euro di investimenti programmati nei prossimi mesi nel fotovoltaico e che per almeno 10.000 persone si dovrà far ricorso immediato alla cassa integrazione;

anche i nuovi investimenti nell'eolico sono attualmente a rischio a causa dell'incertezza dovuta al non chiaro funzionamento dei nuovi meccanismi basati sulle aste al ribasso;

il sistema bancario ha già annunciato la sospensione dei finanziamenti previsti e che entro il 16 marzo 2011 svolgerà una riunione di Abi sull'argomento;

negli ultimi giorni sono stati diffusi dati sugli oneri in bolletta dovuti agli incentivi alle rinnovabili imprecisi e confusi;

dal 1992 ad oggi, grazie anche al CIP6, sono stati destinati tra i 40 e i 50 miliardi di euro, prelevati dalle bollette degli italiani, alle fonti fossili e alla chiusura del ciclo del vecchio nucleare;

a fronte di tale «regalo» ingiustificato la cifra effettivamente sostenuta nel 2010 per incentivare le rinnovabili è stata di 2,7 miliardi di euro quando nello stesso anno cittadini e imprese hanno dovuto sostenere oneri ulteriori e impropri in bolletta per oltre 3 miliardi di euro;

la Germania, vero caso di successo in Europa nel settore, produce già oltre 40 terawatt ora di energia elettrica da eolico contro poco più di 6 terawatt ora in Italia e che prevede di arrivare a 100 terawatt ora nel 2020 dalla stessa fonte, e che in quel Paese sono stati già istallati oltre 16.00 megawatt di fotovoltaico e si prevede di arrivare a 52.000 megawatt nel 2020;

il sistema tedesco ha permesso uno sviluppo impetuoso delle imprese e a quel Paese di conquistare la leadership europea e mondiale nelle rinnovabili e per questo nessuno in Germania mette in discussione il sostegno in bolletta alle rinnovabili (9 miliardi di euro lo scorso anno);

il decreto, nella sua versione approvata, di fatto rende molto difficile il perseguimento degli obiettivi europei richiamati -:

se abbiano tenuto conto della grave crisi procurata a centinaia di aziende tra le più innovative del nostro sistema economico;

se non ritengano di dovere immediatamente intervenire per correggere gli errori e le sottovalutazioni commessi ad avviso degli interroganti con l'approvazione del decreto, recuperando anche le indicazioni giunte dal Parlamento e dalla Conferenza delle regioni;

se comunque non ritengano assolutamente necessario e indispensabile non lasciare nell'incertezza tutto il settore del fotovoltaico sino al 30 aprile 2011 e anticipare quindi l'emanazione del decreto ministeriale senza imporre tetti limitanti allo sviluppo del mercato riconoscendo un valore degli incentivi adeguato. (4-11172)