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Atto a cui si riferisce:
C.1/00572 [Bonifica e riqualificazione del territorio]



Atto Camera

Mozione 1-00572 presentata da ALDO DI BIAGIO testo di lunedì 28 febbraio 2011, seduta n.441
La Camera,

premesso che:

il problema della gestione dei siti contaminati si configura come una delle maggiori criticità sul versante ambientale nel nostro Paese, come nel resto dell'Europa;

la contaminazione ambientale è una forma di inquinamento diffuso del suolo attraverso l'immissione nell'ecosistema di quantità ingenti di elementi chimici organici e inorganici, derivati da attività industriali, civili e agricole, che rappresentano un fattore di rischio per la salute dell'uomo e per la salubrità dell'intero ecosistema;

sulla base dei dati elaborati dall'annuario Ispra 2008, in Italia i siti potenzialmente contaminati ammontano a oltre 13.000 unità, 12.943 dei quali risultano di competenza regionale, mentre 57 sono di interesse nazionale;

la competenza in materia di gestione della procedura di bonifica dei siti di interesse nazionale spetta al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e prevede l'indizione, ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006, di una conferenza di servizi in ordine all'approvazione del piano di caratterizzazione predisposto dall'operatore, del documento di analisi del rischio sulla base delle risultanze della caratterizzazione e del progetto di bonifica;

sulla base delle criticità evidenziate dall'Arpa, quanto agli aspetti amministrativi relativi ai procedimenti di bonifica, emergono complessità in virtù del fatto che nelle medesime aree possono ricadere proprietà di diversi soggetti, sia privati che pubblici, tali da rendere complessa la dinamica di gestione delle procedure previste dalla normativa vigente e tanto da bloccare o limitare lo stato di avanzamento delle bonifiche stesse;

stando all'annuario Ispra 2008 sullo stato di avanzamento delle bonifiche circa i siti di interesse nazionale, le aree completamente bonificate o svincolate a seguito di procedura ammontano all'1,50 per cento, mentre la percentuale delle aree ancora da caratterizzare ammonta al 70 per cento e quella delle aree con piano di caratterizzazione approvato ammonta al 24 per cento;

le ragioni degli evidenziati ritardi o rallentamenti vanno ricercati in una molteplicità di concause afferenti all'incertezza dei tempi autorizzativi da parte dell'amministrazione, oltre che a difficoltà di tipo organizzativo-procedurale, da parte del dicastero competente, a cui si aggiungono le resistenze dei privati, i cui interessi ricadono nell'area, nel caso in cui non vi sia diretta responsabilità da parte degli stessi nella contaminazione, con conseguenti conflittualità e contenziosi tra privati e autorità pubbliche;

non esiste in Italia un quadro completo e aggiornato a livello nazionale dello stato di attuazione degli interventi di bonifica; ciò si aggiunge un quadro di applicazione della normativa vigente particolarmente vasto e complesso, nel quale sarebbe auspicabile un processo di semplificazione, al fine di accelerare le attuali procedure amministrative, la cui farraginosità sta rallentando ulteriormente l'attuazione degli interventi stessi;

nel quadro dell'esigenza di riordino della materia sotto il profilo normativo, all'articolo 2 del decreto-legge n. 208 del 2008, convertito dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13, è stata introdotta una procedura alternativa a quella definita dalla normativa vigente in materia di copertura di oneri di bonifica e risarcimento del danno ambientale nei siti di bonifica di interesse nazionale, attraverso la stipula di contratti di transazione con le imprese direttamente interessate, in ordine al rimborso degli oneri di bonifica e di ripristino di ogni ulteriore azione risarcitoria per il danno ambientale;

alla luce di quanto evidenziato attualmente sussiste una prioritaria esigenza di alleggerimento e riordino della normativa e della procedura amministrativa in materia, a cui deve associarsi la necessità di garantire che le attività di vigilanza e di controllo sulle operazioni di bonifica dei siti siano svolte da strutture e da realtà adeguate e competenti,
impegna il Governo:

a procedere, sotto il profilo normativo, amministrativo e finanziario, ad una profonda revisione delle dinamiche sottese ai procedimenti di bonifica;

ad implementare il meccanismo di informazione istituzionale in materia, coinvolgendo il Parlamento attraverso la comunicazione degli accordi di programma compiuti, dei risultati conseguiti e delle risorse finanziarie impiegate;

a valutare l'opportunità, promuovendo un'adeguata modifica della normativa vigente, di affidare la regia delle operazioni di bonifica e di messa in sicurezza dei siti contaminati alle regioni direttamente interessate;

a consentire - attraverso adeguate iniziative anche di natura normativa - la giusta durata del procedimento di bonifica e conseguente riqualificazione dei territori, segnatamente per quelle aree oggetto di intensivo sfruttamento e deterioramento ambientale a causa di attività industriali;

a coinvolgere gli enti locali, con particolare riguardo alle regioni per le fasi attuative, nell'elaborazione della proposta di transazione di cui alla legge n. 13 del 2009, in coerenza con il principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 118 della Carta costituzionale;

a prevedere che le risorse finanziarie provenienti dalle transazioni vengano destinate agli interventi di bonifica e che siano valorizzate forme di investimento locale a questi destinate.

(1-00572)
«Di Biagio, Della Vedova, Cosenza».