• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/04086/071 [Sostenere la necessità di predisporre una "moratoria" di due anni per i mutui contratti dai comuni italiani alla data del 31 dicembre 2010]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/4086/71 presentato da MAURO LIBE' testo di venerdì 25 febbraio 2011, seduta n.440

La Camera,
premesso che:
le condizioni della finanza pubblica necessitano di interventi tesi a riportare in equilibrio il bilancio dello Stato;
è necessario che ogni livello di amministrazione locale contribuisca al raggiungimento di tale obiettivo;
i comuni concorrono per meno del 4 per cento alla formazione del debito pubblico;
il Parlamento ed il Governo sono impegnati nella trasformazione della finanza statale in finanza federale;
tale obiettivo è condivisibile nella misura in cui vengono adottati degli strumenti che consentano un'equa e certa redistribuzione nei vari enti territoriali del gettito fiscale nazionale, prevedendo, per le amministrazioni che potenzialmente potrebbero essere danneggiate dalla riforma, adeguati interventi perequativi;
da diversi esercizi finanziari i comuni italiani realizzano saldi primari in avanzo, ben oltre il rispetto dei limiti richiesti dal Patto di Stabilità interno;
i tagli previsti sul biennio 2011-2012 rischiano di paralizzare completamente la macchina amministrativa degli enti locali imponendo, quasi sicuramente, la chiusura di molti servizi in danno dei cittadini;
è stato recentemente rinnovato l'accordo tra le banche e le imprese che ha consentito di prorogare il pagamento dei mutui e dei debiti di circa 180.000 imprese che hanno allungato la scadenza di mutui e finanziamenti per un importo complessivo di circa 54 miliardi di euro;
la Cassa Depositi e Prestiti è una SpA partecipata al 70 per cento dal Ministero dell'Economia e per il restante 30 per cento dai 63 maggiori Istituti e Fondazioni Bancari d'Italia;
la Cassa Depositi e Prestiti SpA è «la banca degli enti locali», con un capitale sociale di tre miliardi e mezzo di euro;
la Cassa Depositi e Prestiti SpA ha promosso nell'ottobre 2010 la possibilità per gli Enti Locali di accedere ad una rinegoziazione dei mutui in essere, dando, per chi ha aderito, una, seppur minima, boccata d'ossigeno;
oggi i bilanci dei comuni italiani sono in piena emergenza, quasi paragonabile a quella cui hanno dovuto far fronte le pubbliche medie imprese nel 2009, a rischio «dissesto finanziario»;
i comuni italiani al 31 marzo 2011 dovranno approvare i bilanci di previsione per l'esercizio 2011 e tale predisposizione è fortemente condizionata dai tagli ai trasferimenti erariali, dal blocco dell'addizionale Irpef, dal peso della manovra a carico del comparto dei comuni, dalla limitazione all'indebitamento e dal ripristino parziale della norma sull'utilizzo degli oneri di urbanizzazione;
molti comuni italiani, pur avendone la capacità economica, si trovano nell'impossibilità di dar corso ai pagamenti nei confronti dei fornitori a causa dei vincoli imposti dal Patto di Stabilità interno, in danno alle aziende che lavorano per gli stessi;
il ridimensionamento della spesa cui i comuni dovranno far fronte è tale che rischia di comprimere ulteriormente il già deficitario stato sociale del nostro Paese, mortificando ulteriormente le fasce più deboli della popolazione ovvero rischia di far cessare altri servizi, ad esempio, la chiusura di plessi scolastici,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità, nelle more dell'approvazione del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale dei comuni ed in attesa di capire lo spiegarsi degli effetti dello stesso e perdurando la situazione di incertezza rispetto alle eventuali novità sugli strumenti a disposizione dei comuni per la formazione dei bilanci di previsione alla data del 31 marzo 2011, di sostenere, presso la Cassa Depositi e Prestiti SpA, la necessità di predisporre una «moratoria» di due anni per i mutui contratti dai comuni italiani alla data del 31 dicembre 2010, tenendo conto dei parametri di virtuosità dei comuni che accedono alla moratoria ed impegnando i comuni interessati a non contrarre mutui per tutta la durata della proroga ovvero a limitare il proprio indebitamento.
9/4086/71. Libè, Delfino, Galletti, Occhiuto, Ciccanti, Tassone.