• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11030 [Tutelare l'agricoltura nel mezzogiorno, favorendo l'export e rimuovendo gli ostacoli tariffari e non tariffari ]
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Testo della risposta scritta



COMMERCIO, LO MONTE, LATTERI e LOMBARDO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che:
il 13 dicembre del 2010 è stato firmato a Bruxelles un accordo commerciale bilaterale fra l'Unione europea ed il Marocco per i prodotti del settore agroalimentare e della pesca che prevede una serie di liberalizzazioni reciproche per i prodotti agricoli, prodotti agricoli trasformati, pesce e prodotti della pesca;
molte sfide sono comuni a tutte le regioni europee che si affacciano sulla sponda sud del Mediterraneo, ad esempio nei settori dell'ambiente, della gestione dei rischi legati alla desertificazione e dell'accesso alle risorse idriche;
l'agricoltura è un settore strategico nel Mediterraneo ed è interesse di tutti pervenire a un'integrazione valida ed equilibrata dell'area euro Mediterranea;
lo stesso libro verde della Commissione europea relativo al cambiamento climatico sottolinea la vulnerabilità di tutto il bacino mediterraneo alle variazioni climatiche;
il Marocco è un Paese amico che negli ultimi anni si è sempre più avvicinato all'Europa ed è legittimo che ricerchi aperture nell'esportazione dei propri prodotti verso i Paesi europei. Tutto questo però non deve consentire concessioni squilibrate che arrecano pregiudizio alle produzioni del Sud Europa e del Sud Italia, segnatamente nel comparto ortofrutticolo, il più colpito da detto accordo bilaterale;
bisogna puntare a favorire il nostro export, rimuovendo gli ostacoli tariffari e non tariffari a carico delle merci del Sud Italia reintroducendo il principio di reciprocità delle condizioni produttive, osteggiato in sede Gatt, ma che diventa a maggior ragione necessario soprattutto nella improba concorrenza con la produzione asiatica che non rispetta i medesimi controlli ambientali, fitosanitari e di sicurezza alimentare e che non riconosce i medesimi diritti sindacali;
nel settore agricolo, l'articolo n. 12.1 del Regolamento (CEE) 2081/92 sulle indicazioni geografiche protette, la cui abrogazione è stata richiesta dal GATT (General agreement on tariffs and Trade), prevedeva una serie di condizioni di equivalenza e reciprocità applicabili ai Paesi terzi, che se non soddisfatte, rendevano nulla la domanda di registrazione di una indicazione geografica;
essenziale, per l'Unione europea che gli accordi tengano conto di tutti i fattori di competitività, dei sopraccitati costi sociali e di quelli relativi alla manodopera, dell'alto livello di protezione della sicurezza alimentare dei consumatori europei e delle esigenze ambientali;
i controlli fitosanitari devono costituire un'importante preoccupazione legata al commercio euro mediterraneo effettuando controlli «partenza paese di origine» per non importare malattie le cui conseguenze sarebbero disastrose per i produttori europei;
vanno ridefiniti i rapporti con i Paesi mediterranei in un approccio che non si basi solo sulle dette concessioni commerciali ai competitori dei Paesi terzi mediterranei ma che proponga anche effettivi strumenti per la maggiore liberalizzazione degli scambi tra i Paesi della sponda sud del Mediterraneo;
alla base ci deve essere l'obiettivo di favorire l'export delle regioni mediterranee, rimuovendo gli ostacoli tariffari e non tariffari a carico delle merci, reintroducendo con determinazione chiari princìpi di reciprocità delle condizioni produttive;

le regioni euro/mediterranee devono insistere perché l'Unione europea dia la priorità ai negoziati commerciali multilaterali piuttosto che ai negoziati bilaterali, quali quello con il Marocco;
è necessario che l'Unione europea riconosca le difficoltà generate in numerosi settori produttivi dai detti accordi bilaterali e preveda misure di mitigazione degli impatti negativi degli stessi a beneficio dei settori e delle regioni dell'Unione europea che subiscono le conseguenze di tali accordi, al fine di migliorare la loro competitività di fronte all'apertura dei mercati;
per uno sviluppo corretto dei Paesi mediterranei, si dovrebbero condizionare gli accordi per l'applicazione di misure affinché i principali beneficiari nei Paesi del bacino siano i piccoli produttori e non le grandi aziende e imprese di esportazione di capitale esterno;
occorre mantenere gli strumenti di protezione, necessari (clausola di salvaguardia, e altro) in caso di crisi di un'offerta eccedentaria mantenendo così la preferenza comunitaria;
occorre mantenere il sistema dei prezzi di entrata per i prodotti ortofrutticoli, in quanto strumento efficace e trasparente di gestione dei mercati e garanzia di stabilità prezzi, nell'interesse dei produttori dell'Unione europea così come di quelli dei Paesi terzi mediterranei;
la stagionalità delle produzioni deve continuare a essere presa in considerazione per non perturbare le produzioni dell'Unione europea e la loro natura di «primizie» evitando le concessioni sui prodotti che abbiano la stessa stagionalità dei prodotti europei, al fine di puntare sulla complementarità e individuando strategie di integrazione che valorizzino i punti di complementarietà nelle produzioni euro-mediterranee destinate all'export al fine di ridurre i punti di coincidenza, e quindi di concorrenza, tra le due provenienze -:
se il Governo ritenga necessario intervenire affinché siano promosse e garantite le procedure di partecipazione delle regioni al processo normativo dell'Unione europea previsto dall'articolo 117, commi 5 e 9, della Costituzione sull'attività internazionale delle regioni, dalla legge 4 febbraio del 2005, n. 11 e all'articolo 6 della legge 5 giugno del 2003, n. 131, anche facendo valere in tutte le competenti sedi ivi compreso il partenariato euromediterraneo nonché investendo il comitato economico sociale e il comitato delle regioni, le osservazioni elencate in premessa riguardo al suddetto accordo bilaterale al fine di meglio tutelare gli interessi dei citati settori produttivi e delle regioni interessate dall'accordo;
se il Governo intenda assumere un'iniziativa politica diretta a rappresentare al Parlamento europeo le difficoltà che si determinerebbero a seguito della ratifica del suddetto accordo.
(4-11030)