• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01477 [Rivedere le norme che consentono l'accesso ai corsi universitari]



MARIO PEPE (IR), SARDELLI, BELCASTRO, CALEARO CIMAN, CATONE, CESARIO, D'ANNA, GRASSANO, GIANNI, GUZZANTI, IANNACCONE, LEHNER, MILO, MOFFA, MOTTOLA, ORSINI, PIONATI, PISACANE, POLIDORI, PORFIDIA, RAZZI, ROMANO, RUVOLO, SCILIPOTI, SILIQUINI, SOGLIA, STASI e TADDEI. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
le polemiche e le denunce che periodicamente scuotono il mondo universitario italiano in relazione ai metodi con cui sono determinati gli aventi diritto all'accesso alle facoltà a numero chiuso sono originate da diversi e concomitanti fattori;
questo tema, nella recente approvazione della legge di riforma universitaria, non ha trovato spazio, poiché le procedure di accesso ai corsi universitari sono rimaste quelle precedentemente vigenti;
il primo problema è quello dell'affollamento che risulta in tutta la sua evidenza quando per 5.000 posti nella facoltà di medicina si presentano 50 mila candidati;
la seconda stortura si verifica nel procedimento di selezione basato su una serie di test denominati «di cultura generale». C'è molto da opinare sul contenuto di questi test; c'è da discutere come possa accadere, da un lato, che talune domande siano sbagliate e, dall'altro, che i testi delle domande siano noti ancora prima della prova d'esame;
un'ulteriore stortura è determinata dai posti disponibili presso le facoltà. Quelle più grandi possono accogliere un numero maggiore di studenti e, quindi, la selezione incorporerà anche studenti che in altre facoltà sarebbero stati esclusi, mentre in queste ultime non vengono ammessi alcuni studenti meritevoli;

per questi motivi si assiste al triste spettacolo fatto di ricorsi alla giustizia amministrativa e di sanatorie a posteriori quasi imposte al Parlamento;
risulta evidente, di conseguenza, che è necessario attrezzare un percorso totalmente innovativo, dando modo a tutti gli studenti di confrontarsi con la materia che intendono studiare, consentendo a tutti di sviluppare le proprie capacità;
in questo senso si potrebbe prevedere l'accesso libero al primo biennio di corsi. In tale periodo lo studente avrebbe il tempo di valutare le proprie capacità e l'università quello di valutare il rendiconto dello studente, rinviando al periodo successivo delle prove selettive specifiche, che potrebbero essere molto più dure di quelle attuali, in quanto basate sugli studi appena conclusi;
in questo caso si potrebbe prevedere che i posti fossero assegnati in base ad una graduatoria nazionale, in modo da evitare di escludere studenti più meritevoli di altri;
infine, per coloro che non superassero la prova, ci potrebbe comunque essere il diritto ad iscriversi a corsi di rango inferiore -:
se non ritenga necessario, a partire dalle considerazioni sopra esposte, adottare iniziative per rivedere le norme che consentono l'accesso ai corsi universitari, al fine di consentire a tutti gli studenti meritevoli di proseguire nel corso di studi da loro ambito.
(3-01477)