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Atto a cui si riferisce:
C.4/08388 [Mantenere le truppe nelle zone alpine ]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 15 febbraio 2011
nell'allegato B della seduta n. 434
All'Interrogazione 4-08388 presentata da
MARCO ZACCHERA
Risposta. - In premessa alla questione affrontata, desidero sottolineare l'importanza che il corpo degli alpini riveste non solo per aver scritto significative pagine di storia patria, ma anche quale moderno ed efficiente strumento al servizio del Paese e della comunità internazionale, in relazione all'impiego nelle operazioni sul territorio nazionale e all'estero.
Ciò premesso, la questione affrontata con l'atto in esame, relativa alla riduzione della presenza militare nelle zone alpine, va inquadrata nel più ampio ambito dell'adeguamento dello strumento militare all'evoluzione dello scenario internazionale di sicurezza mediante il perseguimento di soluzioni dal miglior rapporto costo/efficacia.
La ristrutturazione delle Forze armate, già in atto da alcuni anni, ha evidentemente coinvolto anche le componenti dell'Esercito, che - in linea con una propria metodologia ormai consolidata - valuta, a premessa di qualsiasi provvedimento ordinativo, tutti gli aspetti direttamente e indirettamente correlati - di carattere operativo, economico, infrastrutturale, sociale (legati all'indotto, alle tradizioni e ai legami storici con il territorio) - nell'ottica di contemperare le prioritarie esigenze funzionali e operative della Forza armata con gli interessi delle comunità locali interessate.
È, dunque, all'interno di questo processo che si colloca la decisione della Forza armata di ridurre da cinque a due le brigate alpine, cosa che ha logicamente comportato la contrazione, soprattutto nel Trentino Alto Adige e nel Veneto, del numero di caserme attive e delle relative aree addestrative e la presenza di truppe.
A ciò va aggiunto, inoltre, che le unità alpine svolgono rispetto al passato un minor numero complessivo di attività in ambiente montano anche a causa del loro frequente impiego in missioni internazionali, nonché in relazione alla necessità di condurre attività addestrative che, per loro natura, possono essere svolte solo presso strutture ed aree lontane dall'arco alpino.
Un ulteriore fattore rilevante che ha inciso in chiave riduttiva sulle attività in ambiente montano va individuato nelle esigenze di contenimento della spesa pubblica correlate all'attuale difficile congiuntura economica che hanno comportato l'effettuazione delle attività addestrative in aree viciniori alla sede stanziale.
Ciò nonostante i reparti alpini continuano ad assicurare l'auspicato legame con le tradizionali aree di reclutamento, anche grazie alla loro dislocazione che consente di coprire tutto l'arco alpino e parte dell'appennino centrale.
Per completezza d'informazione, si allega una scheda delle attività addestrative che le truppe alpine hanno svolto in ambiente montano nel biennio 2009-2010 (disponibile presso il servizio assemblea).

Il Ministro della difesa: Ignazio La Russa.