• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04575 [Elevato grado di inquinamento elettromagnetico]



CARLINO, BELISARIO, DI NARDO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute - Premesso che:

la legge 22 febbraio 2001, n. 36, è la legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. Le principali finalità perseguite dalla legge quadro, approvata al termine della XIII Legislatura, sono le seguenti: a) la predisposizione di una disciplina unitaria, applicabile a tutte le fonti di inquinamento elettrico e magnetico; b) l'inserimento della tutela dall'inquinamento elettromagnetico all'interno di una cornice sistematica che disciplini il riparto di competenze fra i diversi soggetti pubblici coinvolti; c) la fissazione di nuovi valori limite, in particolare: dei limiti di esposizione (ai fini della tutela della salute da effetti acuti), dei valori di attenzione (che non devono essere superati negli ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibiti a permanenze prolungate) e degli obiettivi di qualità (per la localizzazione di nuovi impianti, l'incentivazione delle migliori tecnologie disponibili e la progressiva mitigazione dell'esposizione); d) la programmazione degli opportuni interventi di risanamento dei siti;

la legge quadro disciplina gli impianti, i sistemi e le apparecchiature per usi civili, militari e delle Forze di polizia, che possano comportare l'esposizione dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici con frequenze comprese tra 0 Hz e 300 GHz;

uno dei punti più importanti della disciplina introdotta con la legge del 2001 risiede nel fatto che essa è informata al principio comunitario di "precauzione", sancito dall'art. 191, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione, in base al quale in materia ambientale la politica comunitaria deve essere incentrata non soltanto su un elevato livello di tutela, ma anche su principi di precauzione, di azione preventiva e sul principio della correzione ex ante incidente sulla fonte del danno ambientale. Alla luce di tale principio, dunque, anche in assenza di accertamenti scientifici univoci sugli effetti generati dalla esposizione ai campi elettromagnetici prodotti dagli impianti di telefonia mobile, devono essere adottate misure funzionali alla riduzione della esposizione;

con i due decreti dell'8 luglio 2003 il Governo ha dato attuazione all'articolo 4, comma 2, lettera a), della legge 22 febbraio 2001, n. 36, attraverso la determinazione dei valori limite (cioè dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità) per la protezione della popolazione dai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. In data odierna, su 11 decreti attuativi previsti dalla legge quadro del 2001 risultano attuati solo i decreti emanati nel 2003 sopra citati, considerato anche che i limiti di esposizione in bassa e in alta frequenza indicati dovrebbero essere aggiornati, ai sensi della stessa normativa, già dal 2006;

è opportuno inoltre ricordare che, a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici esposti ai campi elettromagnetici nel frattempo è intervenuta in materia la direttiva 2004/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz). Tale direttiva, inclusa nell'allegato B della legge comunitaria 2005 (legge 25 gennaio 2006, n. 29), è stata recepita nell'ordinamento italiano con decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 257;

la questione del completamento dell'attuazione della legge quadro è stata posta anche nel documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulla valutazione degli effetti dell'esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici deliberata dalla VIII Commissione permanente (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei deputati nella seduta del 27 maggio 2003 e conclusa il 24 marzo 2004 con l'approvazione del doc. XVII, n. 12. In tale documento la Commissione, oltre a evidenziare l'opportunità di un accurato monitoraggio a livello governativo sull'attuazione della legge, ha espresso l'auspicio che il Governo valuti la possibilità di completare l'attuazione della legge quadro, con riferimento in particolare alla determinazione di limiti specifici per le lavoratrici ed i lavoratori professionalmente esposti, alla costituzione del catasto nazionale delle sorgenti fisse e mobili dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e delle zone territoriali interessate (ai sensi dell'articolo 7 della legge n. 36 del 2001) ed alle etichettature degli apparecchi e dei dispositivi, in particolare di uso domestico, individuale o lavorativo, generanti campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici;

anche il Parlamento europeo si è pronunciato, con la risoluzione del 2 aprile 2009, per segnalare ai Paesi membri l'urgenza di adottare seri provvedimenti cautelativi nei confronti delle esposizioni ai campi elettromagnetici non ionizzati, giungendo fino ad invitare gli Stati membri a seguire l'esempio della Svezia e a considerare disabili le persone affette da elettroipersensibilità, garantendo loro adeguata protezione e pari opportunità;

a quasi dieci anni dall'emanazione della legge n. 36 del 2001, alla luce dell'elevato grado di inquinamento elettromagnetico e dell'inesistenza di qualsiasi forma di protezione dagli effetti nocivi per la salute della popolazione che l'elettrosmog comporta, appare urgente e non più procrastinabile procedere all'adozione dei seguenti decreti:

1) decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - di cui all'art. 4, comma 2, lettera b), da adottare su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri dell'ambiente e del lavoro, sentito il CIPRIE (Comitato interministeriale per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento elettromagnetico) e sentite le competenti commissioni parlamentari, previa intesa in sede di Conferenza unificata (Stato-Regioni-autonomie locali), relativo alla definizione dei limiti di esposizione, valori di attenzione ed obiettivi di qualità per la protezione dei lavoratori e delle lavoratrici dalle esposizioni rispettivamente ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generata dagli elettrodotti e ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese fra 100 kHz e 300GHz, nonché alle tecniche di rilevamento e misurazioni dell'inquinamento elettromagnetico ed i parametri per la previsione di fasce di rispetto per gli elettrodotti;

2) decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - di cui all'art. 7, comma 1, da adottare su proposta del Ministro dell'ambiente, sentiti i Ministri della salute e dell'industria (ed altri Ministri per aspetti costitutivi del catasto), relativo alla costituzione del catasto nazionale delle sorgenti fisse e mobili dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici e delle zone territoriali interessate;

3) decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - di cui all'art. 4, comma 4, da adottare su proposta del Ministro dell'ambiente, sentiti il CIPRIE e la Conferenza unificata (Stato-Regioni-autonomie locali), relativo alla determinazione dei criteri di elaborazione dei piani di risanamento di cui all'art. 9, comma 2;

4) decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - di cui all'art. 5, commi 1, 2 e 3, da adottare su proposta dei Ministri dei lavori pubblici e per i beni e le attività culturali, previo parere del CIPRIE e sentite le competenti commissioni parlamentari, contenente il regolamento relativo alle misure di tutela dell'ambiente e del paesaggio, del contenimento del rischio elettrico e in particolare del rischio di elettrolocuzione e di collisione dell'avifauna, nonché di nuova disciplina dei procedimenti di autorizzazione alla costruzione e all'esercizio degli elettrodotti con tensione superiore a 150 kV;

5) decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - di cui all'art. 12, comma 1, da adottare su proposta del Ministro dell'ambiente di concerto con il Ministro della salute, previo parere del CIPRIE e sentite le competenti commissioni parlamentari, contenente le informazioni che i fabbricanti di apparecchi e dispositivi generanti campi elettromagnetici sono tenuti a fornire agli utenti (etichettatura) (decreto mai adottato);

6) decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - di cui all'art. 4, comma 1, lettera b), da adottare su proposta del Ministro della salute, relativo alla promozione di attività di ricerca e sperimentazione tecnico-scientifica ed elaborazione e raccolta dati con informazione annuale al Parlamento, oltre che, per effetto della previsione di cui all'art. 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2003, all'aggiornamento dello stato delle conoscenze in materia di rischi sulla salute nei tre anni successivi all'entrata in vigore dei decreti a cura del CIPRIE; promozione di programmi pluriennali di ricerca epidemiologica e di cancerogenesi sperimentale;

7) decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - di cui all'art. 4, comma 1, lettera f), da adottare su proposta del CIPRIE, relativo alla realizzazione, ai sensi dell'art. 12, comma 2, e dell'art. 13, comma 1, di accordi di programma con gli esercenti degli elettrodotti e delle antenne, delle apparecchiature di uso domestico generanti campi elettromagnetici nonché dei sistemi di trasporto pubblico allo scopo di sviluppare tecnologie che consentano la minimizzazione delle emissioni elettromagnetiche e di tutela del paesaggio;

8) decreto del Presidente del Consiglio dei ministri - da adottare su proposta del Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro della salute, della pubblica istruzione, dell'università e ricerca scientifica, relativo allo svolgimento di campagne di informazione e di educazione ambientale, di cui all'art. 10, comma 1,

si chiede di sapere:

a che punto sia lo stato di definizione dei decreti citati in premessa e quali misure urgenti i Ministri in indirizzo intendano porre in essere al fine di giungere all'adozione degli stessi;

quali azioni si intendano perseguire per dare attuazione al pronunciamento del Parlamento europeo.