• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04541 [Grave situazione in materia di impianti di depurazione e di inquinamento delle acque nella regione Campania e nel golfo di Napoli]



VIESPOLI, CONTINI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per il turismo e per i beni e le attività culturali - Premesso che:

il malfunzionamento dei depuratori e gli scarichi illegali sono le principali cause di inquinamento marino nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda le coste, e in proposito basta pensare che l'ultimo rapporto "Goletta verde" di Legambiente riferito al 2009 parla di grave inquinamento per l'81 per cento dei campioni delle acque costiere analizzati;

il numero delle infrazioni accertate in materia di scarichi illegali e depuratori mal funzionanti non ha smesso di crescere negli ultimi anni; i dati desunti dalle informative e dai rapporti a vario titolo provenienti dalle Forze dell'ordine e dalle Capitanerie di porto nel 2009 evidenziano oltre 2.600 infrazioni che hanno condotto all'arresto di quasi 3.700 persone;

la Campania si situa in cima alla classifica delle infrazioni, sia per quanto riguarda il numero di persone arrestate, che sono oltre 900 e che la collocano al primo posto, sia per quanto riguarda il numero di infrazioni accertate sul proprio territorio, pari a 500 e che la collocano al secondo posto dietro soltanto alla Puglia;

secondo un'indagine svolta da Legambiente su dati di Ecosistema urbano e dell'Istituto di ricerche ambiente Italia, Napoli figura al terzo posto nella classifica dei peggiori capoluoghi di provincia delle regioni costiere per deficienze negli impianti di depurazione;

a conferma della persistenza del fenomeno dell'inquinamento marino, si è appreso nelle ultime settimane che un'indagine della Procura di Napoli ha portato all'arresto (carcere e domiciliari) di 14 persone per reati di associazione a delinquere, disastro ambientale, traffico illecito di rifiuti, truffa e falso, ed è emerso che tra il 2006 e il 2009 sarebbero stati sversati nel golfo di Napoli il percolato e i liquami raccolti nelle discariche della Campania;

tra le cause dello sversamento, come di consueto figura l'inadeguatezza degli impianti di depurazione adibiti al trattamento dei liquami provenienti da discarica, fatto che peraltro sembra che fosse noto da tempo anche a chi rivestiva cariche di responsabilità in materia;

l'immagine internazionale della città di Napoli e di tutta la Campania, già compromessa in questi anni dalla vicenda rifiuti, ha ricevuto un ulteriore duro colpo con la notizia del nuovo scandalo degli sversamenti di percolato e liquami nelle acque del golfo, meta tutti gli anni di numerose presenze di turisti, in particolare di chi pratica la nautica da diporto;

secondo le stime degli operatori del settore turistico-balneare, già con l'emergenza rifiuti, nel 2009 sono andati persi circa 4.000 posti di lavoro, e altre pesanti perdite sono attese a seguito del nuovo scandalo, che rischia di colpire così in modo pesantissimo una parte importantissima dell'economia della Campania e di Napoli; sempre le informazioni provenienti dagli operatori del settore fanno trasparire un rassegnato pessimismo alimentato dai dati sulle prenotazioni per la prossima stagione estiva,

si chiede di sapere:

se il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare abbia assunto o intenda assumere le iniziative più idonee a imprimere una svolta alla grave situazione in materia di impianti di depurazione e di inquinamento delle acque nella regione Campania e nel golfo di Napoli;

se i Ministri in indirizzo abbiano allo studio misure e interventi di promozione idonei a limitare l'impatto delle richiamate vicende sull'andamento della stagione turistica a Napoli e in Campania, ovvero per sostenere gli operatori del settore dopo le perdite causate dal disastro ambientale.