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Atto a cui si riferisce:
C.7/00494 [Iniziative affinchè la produzione di energia eolica non abbia un impatto negativo sul paesaggio]



La VIII Commissione,
premesso che:
nel 2009 l'eolico ha rappresentato circa il 4,8 per cento del consumo totale di elettricità nell'Unione europea e si prevede che l'energia eolica costituirà, entro il 2020, più di un terzo di tutta la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili e quasi il 40 per cento entro il 2030, con un investimento complessivo di almeno 200-300 miliardi di euro entro i 2030;
in molti Paesi europei e nel Nord America l'energia eolica è al centro di piani di sviluppo, come avviene in Francia dove è stato da poco annunciato un piano che punta ad avere il 23 per cento di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020 e a realizzare 25 mila megawatt di eolico;
per quanto riguarda l'Italia, nel Piano nazionale di sviluppo delle fonti rinnovabili, presentato alla Commissione europea ai sensi della direttiva 2009/28/CE, si prevede un contributo dell'eolico per raggiungere gli obiettivi fissati in materia di energia e di lotta ai cambiamenti climatici particolarmente importante e stimato in 16 mila megawatt entro il 2020;
l'aumento della produzione di energia eolica pone una serie di questioni da affrontare poiché gli impianti utilizzati eolici impattano fortemente, a volte in modo violento, sul paesaggio e sulla natura, e quindi sulla sua bellezza che è senza pari nel mondo, dell'Italia;
tale problematica, a dimostrazione della sua attualità, è sentita anche a livello comunitario, come dimostra in concreto il fatto che lo scorso 29 ottobre 2010 la Commissione europea ha pubblicato un rapporto che sottolinea l'importanza di una programmazione strategica e la necessità di sottoporre i progetti di nuovi parchi eolici a valutazioni adeguate e di qualità;
è necessario non ostacolare a prescindere questa fonte di energia rinnovabile, ma al tempo stesso bisogna limitare l'attuale crescita disordinata di parchi eolici e attutirne gli impatti negativi sul territorio e sul mare (in relazione al fenomeno emergente degli impianti off-shore),


impegna il Governo:


ad assumere tutte le iniziative necessarie - a partire dagli opportuni aggiornamenti da applicare al decreto ministeriale 10 settembre 2010 («Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili») - per far sì che la produzione di energia eolica non abbia impatti negativi sul paesaggio;
a valutare l'opportunità di rivedere in senso più restrittivo le modalità di applicazione agli impianti eolici della disciplina, di cui all'articolo 12 del decreto legislativo n. 387 del 2003 («Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità»), relativa alla semplificazione delle procedure autorizzative;
ad introdurre per quanto di competenza elementi di valutazione riguardo ai possibili danni derivanti alle attività turistiche - che rappresentano una voce fondamentale per l'economia di tutto il Paese e in particolare del Mezzogiorno dove particolarmente forte è la presenza di parchi eolici di dimensioni invasive - dall'installazione di impianti e ad elaborare un piano che preveda compensazioni ambientali in favore dei territori più penalizzati;
a finalizzare le politiche di sostegno e incentivazione all'eolico al raggiungimento di capacità di produzione energetica sì elevate, ma al tempo stesso frutto di processi sviluppati da impianti che

occupino superfici di terra di dimensioni limitate, ponendo così un freno a quell'invasività che oggi, in molte parti d'Italia, arreca danni a livello paesaggistico, ambientale e turistico;
ad avere un ruolo di avanguardia in ambito comunitario per la promozione di normative e linee guida europee che vincolino gli Stati membri ad applicare i nuovi orientamenti resi noti dalla Commissione europea nell'ottobre 2010 sulla programmazione e sulla valutazione ambientale e paesaggistica degli impianti eolici.
(7-00494) «Cosenza».