• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10806 [Tutela dei produttori del pomodorino di Pachino]
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Testo della risposta scritta



LO MONTE, COMMERCIO, LATTERI e LOMBARDO. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
il 3 febbraio 2011 nel corso della trasmissione televisiva di Raiuno Bontà Loro il giornalista Alessandro Di Pietro ha invitato a non acquistare per due giorni il pomodorino di Pachino in quanto la sua produzione sarebbe «in odore di mafia», sferrando così un attacco tanto irragionevole

quanto pericoloso contro uno dei prodotti d'eccellenza dell'agricoltura siciliana;
non si tiene in debito conto delle gravi ripercussioni e dell'inevitabile trascinamento che questi irresponsabili annunci hanno sui produttori onesti e sull'intero comparto agricolo, delle loro fatiche non solo per produrre ma anche per affrontare la dura legge del mercato che non sempre premia i loro sacrifici né riconosce loro il giusto ricavo;
il prodotto «pomodoro di Pachino» si è conquistato nel tempo un'invidiabile reputazione di eccellenza qualitativa;
tutte le aziende aderenti al consorzio IGP pomodoro di Pachino sono obbligate ad attenersi alle norme di produzione e confezionamento stabilite dal disciplinare di produzione, e sono soggette ai controlli di filiera che lo stesso consorzio è chiamato ad effettuare su incarico del Ministero delle politiche agricole e forestali ed in quanto tali operano nella più assoluta legalità e sotto il controllo costante dell'ente Certificatore di qualità;
il consumatore è garantito circa la qualità e l'autenticità della provenienza del pomodoro di Pachino, che può essere prodotto e confezionato solo in una ristretta area geografica, dal marchio IGP apposto sulle confezioni o sui frutti singoli mediante bollino distintivo;
il suddetto consorzio si propone come un modello di economia sana, frutto dello sforzo di un gruppo di imprenditori concorrenti che hanno scelto di operare insieme per certificare la filiera sotto l'egida della Comunità europea, unico vero modo per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata;
il marchio «IGP pomodoro di Pachino» è l'unico requisito che permette ad un pomodoro di essere chiamato senza ambiguità «Pomodoro di Pachino». Altri prodotti provenienti da altre località geografiche, seppure con simile forma, non possono fregiarsi di tale nome, che è ricoperto da marchio di qualità registrato ai sensi delle norme dell'Unione europea;
il Consorzio IGP pomodoro di Pachino si è già impegnato pubblicamente a mettersi a completa disposizione delle autorità per sorvegliare e reprimere possibili abusi e speculazioni che possano verificarsi nell'ambito del comparto ortofrutticolo, a tutela dei produttori che rappresenta e del comparto economico locale. Lo stesso consorzio si è altresì reso disponibile a dimostrare le reali condizioni in cui il prodotto viene coltivato, lavorato, confezionato e distribuito;
se, a causa di un anomalo allungamento della catena distributiva del prodotto tipico, vengono a crearsi speculazioni o infiltrazioni da parte di organizzazioni malavitose, ciò non può giustificare un attacco ai produttori dello stesso;
il Governo regionale siciliano è da tempo ormai costantemente impegnato, a difesa dell'immagine del prodotto, nel contrastare la cattiva informazione, al fine di garantire il reddito ed il futuro degli agricoltori siciliani a lavoro in un'ardua sfida di competizione e di mercato, nella consapevolezza dell'importanza strategica del comparto economico -:
se il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali non ritenga, a tutela dei produttori del pomodorino di Pachino, di intervenire a difesa di uno dei prodotti d'eccellenza del nostro Paese anche attraverso adeguati meccanismi di sponsorizzazione pubblicitaria;
se il Ministro dell'interno non ritenga di garantire il massimo impegno a tutela dei produttori del pomodorino di Pachino assicurando il massimo di presenza delle forze dell'ordine nella lotta alle contraffazioni, alle infiltrazioni mafiose e alle speculazioni che possono determinarsi a causa di anomali allungamenti della catena distributiva dei prodotti agricoli, ed in particolare di quelli tipici.
(4-10806)