• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01448 [Declassamento dell'Ospedale «Muscatello» di Augusta]



GIANNI, SARDELLI, BELCASTRO, CALEARO CIMAN, CATONE, CESARIO, D'ANNA, GRASSANO, IANNACCONE, MILO, MOFFA, MARIO PEPE (IR), PIONATI, PISACANE, POLIDORI, PORFIDIA, RAZZI, ROMANO, RUVOLO, SCILIPOTI e SILIQUINI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
con l'entrata in vigore della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, in Sicilia si è avviato il riordino della rete sanitaria attraverso percorsi di rifunzionalizzazione e/o conversione di alcuni presidi, oltre che tramite un ridimensionamento dei posti letto disponibili per l'intero territorio siciliano;
il dettato normativo sopra citato ha definito le regole perché si avviasse una riforma generale del settore sanitario, mantenendo ed assicurando gli standard minimi perché fosse garantito il diritto all'assistenza medica e, quindi, alla salute;
tale principio, nonostante le dichiarazioni dell'assessore regionale per la salute, è stato spesso messo in secondo piano, in virtù di tagli indiscriminati e spesso contrari allo stesso dettato legislativo;
i sempre più diffusi casi di malasanità che si sono registrati nell'isola non sono, spesso, riconducibili all'incuria del comparto medico, ma più verosimilmente alle condizioni precarie in cui gli operatori sanitari si vedono costretti ad operare, con condizioni sempre più inaccettabili in termini di strutture e servizi;
nonostante la politica di tagli indiscriminati adottata dall'assessore regionale per la salute, la maggior parte delle aziende sanitarie regionali continua ad aumentare la propria situazione debitoria, a fronte di una sempre più povera offerta sanitaria;
il legislatore regionale, nell'approvare le norme di riordino sanitario di cui sopra, ha espresso con chiarezza la volontà di potenziare l'offerta ospedaliera nelle aree considerate a rischio ambientale;
nettamente in contrasto con ciò appare la decisione di procedere, sostanzialmente, al declassamento dell'Ospedale «Muscatello» di Augusta, che rischia di diventare esclusivamente un presidio per la lungadegenza, in seguito alla decisone di sopprimere il pronto soccorso e di trasferire il reparto di ginecologia e di pediatria;
nel territorio in cui ricade l'Ospedale «Muscatello», ovvero quello di Augusta, zona ad alto rischio ambientale per la massiccia presenza di produzione di idrocarburi, i casi di malattie oncologiche sono, purtroppo, annualmente in crescita;
sia nella legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, sia nell'accordo sottoscritto il 31 luglio 2007 tra le parti in causa, in cui veniva definito il piano di contenimento e riqualificazione del servizio sanitario (piano di rientro della regione Sicilia) non si menzionano dismissioni di presidi sanitari, soprattutto se ricadenti in aree industriali a forte impatto ambientale, secondo quanto previsto dall'articolo 6, comma 3, della legge sopra citata;
a giudizio degli interroganti, la politica del Governo siciliano, in materia di sanità pubblica, si scontra, di fatto, con il dettato costituzionale in materia di diritto alla salute, penalizzando i cittadini della provincia di Siracusa, che, non solo subiscono le conseguenze determinate dal vivere in una zona a forte rischio ambientale, ma si vedono anche privare dell'unico presidio medico ospedaliero nell'area di Augusta -:
se non si ritenga necessario, per quanto di competenza, accertare la compatibilità delle scelte descritte in premessa

con il piano di rientro sottoscritto tra le parti e, nel caso, se non si ritenga opportuno avvalersi dei poteri sostitutivi previsti dalla normativa in materia.
(3-01448)