• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04174 [Tutelare gli imprenditori siciliani onesti dalla proposta di boicottaggio del pomodoro Pachino avanzata durante una puntata di «Bontà loro»]



OLIVERIO, BERRETTA, BURTONE, ZUCCHI, AGOSTINI, BRANDOLINI, MARCO CARRA, CENNI, CUOMO, DAL MORO, FIORIO, MARROCU, MARIO PEPE (PD), SANI, SERVODIO e TRAPPOLINO. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dell'interno, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
giovedì 4 febbraio 2010, nel corso della trasmissione «Bontà loro», in onda su Rai Uno, il conduttore Alessandro Di Pietro, il cosiddetto «difensore civico della famiglia italiana», sollecitato da una domanda di Maurizio Costanzo sulla «emergenza pomodoro Pachino» ha dichiarato che la filiera del pomodoro di Pachino è in mano alla mafia e che quindi lo stesso va boicottato;
nello specifico, ha richiamato alcune dichiarazioni del procuratore Antimafia Pietro Grasso che sulla questione aveva detto che «Quel tipo di prodotto viene trasportato dal sud della Sicilia al mercato di Fondi, a Latina, per essere confezionato e poi trasferito nuovamente in Sicilia per la distribuzione nei grandi magazzini», aggiungendo che il mercato di Fondi è al centro di diverse indagini antimafia e che i passaggi forzati farebbero lievitare i costi al consumo fino ad undici volte il prezzo alla produzione (50 centesimi in media);
a seguito di questa analisi, il conduttore Alessandro Di Pietro ha invitato i consumatori a boicottare l'acquisto del pomodoro Pachino;
il mercato ortofrutticolo di Fondi è un centro agroalimentare all'ingrosso che ospita circa 120 aziende grossiste con punto vendita e la cui collocazione geografica lo rende un'importantissima piattaforma logistica europea nonché uno dei maggiori centri di approvvigionamento ortofrutticolo di tutta l'Italia;
a seguito dell'importante operazione antimafia «Sud Pontina» avvenuta in data 10 maggio 2010, risultato di indagini della direzione investigativa antimafia che hanno preso il via proprio dal mercato ortofrutticolo di Fondi, il procuratore nazionale antimafia, nel corso della conferenza stampa seguita alla maxi operazione a proposito dell'inquietante realtà che ne è emersa, ha parlato di una «rete criminale che questi clan hanno tessuto su gran parte del territorio nazionale che può tranquillamente essere definita federalismo mafioso»;

le indagini hanno evidenziato una vera e propria «filiera della mafia», nella quale i clan assumevano ogni decisione operando in forme talvolta monopolistiche così da imporre i prezzi di mercato, di fatto sottomettendo i produttori ed i distributori;
è evidente quindi che il problema non riguarda solamente il pomodoro Pachino ma un intero sistema che ha portato ad un'alterazione del mercato, con maggiorazioni dei prezzi sull'ortofrutta che, per effetto della irregolarità e della distorsione della lunga filiera, sono arrivati ad incrementi fino al 200 per cento, mettendo da un lato in serie difficoltà economiche i produttori e, dall'altro, alterando pesantemente l'intero mercato a totale discapito dei consumatori finali (oltre che degli operatori onesti);
a seguito delle esternazioni di Alessandro Di Pietro, le associazioni di categoria hanno vivamente protestato schierandosi a difesa del prodotto alimentare pomodoro di Pachino - che ha garantito lo sviluppo economico e sociale del territorio - e affermando che la mafia va combattuta incrementando il controllo del territorio e non penalizzando i produttori onesti;
le associazioni di categoria denunciano, inoltre, come mettere sotto accusa il pomodoro Pachino, proponendone il boicottaggio mercantile, è stato un errore gravissimo poiché si è penalizzato, inutilmente e solamente, la parte meno forte della filiera, criminalizzando uno dei prodotti simbolo del made in Italy agroalimentare;
associare il pomodoro di Pachino a fenomeni criminali e a chi specula sui troppi passaggi della filiera ha l'unico effetto di indebolire l'immagine, costruita con anni di lavoro e di investimenti, di un sistema che coinvolge oltre cinquemila imprese e che ha raggiunto performance commerciali elevatissime; al contrario, è fondamentale perseguire con maggiore impegno l'obiettivo di una filiera più trasparente con relazioni più dirette, tra produzione e distribuzione;
tutto ciò premesso, risulta quanto mai inopportuno e dannoso l'appello al boicottaggio del pomodoro Pachino, in considerazione del fatto che la questione riguarda l'intero mercato alimentare -:
se non si ritenga urgente predisporre una corretta e adeguata campagna informativa sulla questione esposta che tuteli gli imprenditori onesti dalla proposta di boicottaggio del pomodoro Pachino avanzata durante la puntata di «Bontà loro»;
se intendano intraprendere un'attività di monitoraggio dei prezzi relativi ai prodotti del settore agroalimentare;
quali provvedimenti urgenti intendano intraprendere per contrastare eventuali infiltrazioni mafiose all'interno della filiera produttiva agroalimentare.
(5-04174)