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Atto a cui si riferisce:
C.4/08853 [Concessioni demaniali marittime ]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata lunedì 31 gennaio 2011
nell'allegato B della seduta n. 426
All'Interrogazione 4-08853 presentata da
CLAUDIO D'AMICO
Risposta. - In riferimento all'interrogazione in esame, si forniscono i seguenti elementi di risposta.
Occorre premettere che le concessioni nelle aree demaniali marittime sono regolate da una disciplina generale costituita dall'articolo 36 del codice della navigazione e da varie discipline speciali, quali l'articolo 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, nei porti commerciali per le concessioni di aree e di banchine, il decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997 n. 509 per i porti e approdi turistici, la legge 16 marzo n. 88 per le concessioni ad uso turistico-ricreative.
Nella fattispecie oggetto dell'interrogazione si evidenzia che:

la concessione del porto turistico di Lavagna è disciplinata, ai sensi dell'articolo 36 del codice della navigazione, con atto formale della durata di anni cinquanta a decorrere dal 13 luglio 1974, data del decreto approvativo del medesimo atto formale, attualmente di competenza dell'autorità competente/concedente (regione Liguria e comune di Lavagna) a seguito del trasferimento, per delega, agli enti locali delle funzioni inerenti alla gestione del demanio marittimo;

la Porto Lavagna spa, attuale concessionaria del porto, ha presentato istanza corredata da apposito progetto per una richiesta di concessione allo scopo di apportare una serie di modifiche destinate all'adeguamento del porto turistico esistente ai sensi dell'articolo 24 del regolamento di esecuzione al codice della navigazione e contestualmente per una richiesta di proroga della concessione stessa ai sensi dell'articolo 10, comma 3, del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 509 del 1997.
Nel caso di specie, con l'applicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 509 del 1997, che disciplina le procedure per il rilascio di concessioni demaniali marittime per le strutture dedicate alla nautica da diporto e in particolare al comma 3 dell'articolo 10 del citato decreto del Presidente della Repubblica, il legislatore ha dato la possibilità all'autorità concedente di prorogare in deroga alle disposizioni del codice della navigazione, sempre su richiesta dei concessionari, le concessioni demaniali marittime già in vigore in base ad una valutazione tecnica economica degli interventi-investimenti sostenuti e da sostenere.
Quindi la norma riserva solo al concessionario la possibilità di presentare «istanza» di prorogare la durata del titolo concessorio per un periodo corrispondente e determinato dall'autorità concedente tenuto conto dell'entità dell'investimento originario e di quello aggiunto, qualora si rendano necessari nuovi interventi finalizzati all'adeguamento delle strutture portuali o al mantenimento della loro funzionalità.
Quanto sopra premesso, si ritiene che solo la concessionaria Porto Lavagna spa ha la possibilità di presentare istanza di prolungamento della durata del rapporto concessorio vigente, corredata dalla perizia tecnica-economica e/o dal piano economico-finanziario che giustifichi la nuova durata della concessione demaniale sia in base agli investimenti previsti per il progettato adeguamento/ampliamento che al piano economico-finanziario per l'ammortamento degli stessi. Nel caso di specie l'istanza ha per oggetto anche l'adeguamento delle strutture portuali ed è corredata anche degli elaborati progettuali.
Inoltre, l'autorità competente/concedente valutata preliminarmente l'istanza sulla completezza degli elementi richiesti, entro 20 giorni dal ricevimento della stessa, procede alla pubblicazione ai sensi dell'articolo 18 del regolamento del codice della navigazione e dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 509 del 1997 sia mediante l'affissione all'albo del comune e dell'autorità marittima ove è situato il bene richiesto sia mediante l'inserzione per estratto su un quotidiano a diffusione regionale.
La pubblicazione su quotidiani a diffusione nazionale e/o sulla Gazzetta Ufficiale europea, nel caso di specie non è necessaria, in quanto trattandosi di adeguamento/ampliamento di un porto turistico esistente non possono essere presentate e prese in considerazione istanze concorrenti da parte di altri soggetti.
Pertanto, l'istanza di ampliamento e proroga va pubblicata solo ai fini della presentazione di eventuali osservazioni e/o opposizioni. Gli elementi sopra indicati infatti inducono a ritenere che la fattispecie in esame non è riconducibile al rilascio di una nuova concessione né alla scelta di un nuovo concessionario. Aspetti questi ultimi che verrebbero riproposti con la pubblicazione dell'istanza anche ai fini della presentazione di istanze concorrenti.
L'autorità competente, assolti pertanto gli adempimenti pubblicitari con le suesposte modalità e espletata l'istruttoria di rito per il progetto di adeguamento, rilascia l'atto suppletivo, ai sensi dell'articolo 24 del regolamento di esecuzione al codice della navigazione, per la modifica della concessione esistente determinando anche il periodo di proroga tenuto conto dell'entità dell'investimento originario e di quello aggiunto, giusta la previsione del comma 3 dell'articolo 10 del citato decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509.
In via generale e sulla base della normativa e della procedura sopraindicata, per fattispecie similari a quella in trattazione il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti adotta il seguente iter amministrativo:

istanza del concessionario corredata da progetto inteso a fornire il porto di quegli adeguamenti necessari a garantire l'utilizzazione in sicurezza del porto stesso e prolungamento della durata del rapporto vigente;

computo metrico estimativo e/o perizia tecnica-economica predisposta sul progetto che giustifichi la proroga della durata della concessione demaniale richiesta;

pubblicazione ai sensi dell'articolo 18 del regolamento del codice della navigazione e dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n. 509 del 1997 mediante l'affissione all'albo del comune e dell'autorità marittima ove è situato il bene richiesto e allo scopo di garantire maggiore pubblicità l'inserzione per estratto su un quotidiano a diffusione regionale, solo ai fini della presentazione di eventuali osservazioni e/o di opposizioni da parte di soggetti, pubblici o privati, che dovessero essere interessati dalle modifiche/ampliamenti delle opere in esame;

risultanze della conferenza di servizi istruttoria limitata alla valutazione ed approvazione del progetto di adeguamento per gli aspetti, urbanistici, ambientali, demaniali marittimi, eccetera nell'ambito della quale acquisire anche il parere di congruità da parte di un organo tecnico sulla documentazione economica-finanziaria.
L'amministrazione marittima quale autorità concedente non avendo istituzionalmente competenze tecniche richiede il parere all'ufficio del genio civile per le opere marittime ai sensi dell'articolo 12 del regolamento di esecuzione al codice della navigazione.
Va inoltre aggiunto che i provvedimenti emanati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nel percorso di definizione di tali procedimenti sono stati adottati regolarmente dopo essere stati ammessi a registrazione da parte della Corte dei conti.
Tutto quanto sopra premesso, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ritiene che la pubblicità espletata sull'istanza della società Porto di Lavagna dovesse essere limitata alla sola presentazione di eventuali osservazioni/opposizioni e non anche alla presentazione di istanze concorrenti in quanto l'oggetto del procedimento non attiene la scelta di un nuovo concessionario né un nuovo scopo della concessione stessa.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: Altero Matteoli.