• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01889 [Disagi provocati dall'Inps con le modalità di ricalcolo delle ritenute fiscali per l'anno 2010]



CHITI, NEROZZI, ROILO, ADRAGNA, BLAZINA, GHEDINI, ICHINO, PASSONI, TREU - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

le modalità di ricalcolo delle ritenute fiscali per l'anno 2010 operate dall'Istituto nazionale di previdenza sociale hanno provocato una situazione di estremo disagio tra numerosi pensionati, soprattutto anziani che sopravvivono con pensioni minime di circa 600 euro mensili;

infatti l'INPS ha deciso di effettuare in due uniche soluzioni le trattenute di conguaglio per l'anno 2010, ovvero nei soli mesi di gennaio e febbraio 2011, determinando, in tal modo, una drastica riduzione e, in molti casi, quasi l'azzeramento degli assegni mensili corrisposti ai pensionati per tali mesi;

in particolare, tra le diverse segnalazioni pervenute agli interroganti, si segnalato il caso di una pensionata di Pistoia nei confronti della quale l'INPS, applicando le suddette modalità di ricalcolo delle ritenute fiscali, ha disposto per il mese di gennaio 2011 un assegno di 9 euro a fronte dei 583,53 previsti;

considerato che i criteri e le modalità adottati dall'INPS in merito alla rateizzazione del conguaglio per l'anno 2010 risultano incomprensibili, inaccettabili e fortemente penalizzanti per una categoria di persone che già vive in condizioni precarie e a rischio di povertà,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e quali siano le valutazioni in merito;

se non ritenga di dover intervenire con la massima urgenza presso l'INPS affinché ponga rimedio al grave disagio che le modalità di ricalcolo delle ritenute fiscali per anno 2010 hanno provocato tra gli anziani a cui vengono corrisposte pensioni minime;

se non si ritenga necessario prevedere alle trattenute applicabili alle pensioni minime misure di computo e di distribuzione tali da impedire le pesanti decurtazioni ovvero il pressoché azzeramento degli assegni mensili.