• Testo interrogazione a risposta orale

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.3/01432 [Contenimento del costo delle polizze assicurative per la responsabilità civile auto ]



CESARIO, SARDELLI, BELCASTRO, CALEARO CIMAN, CATONE, D'ANNA, GIANNI, GRASSANO, IANNACCONE, MILO, MOFFA, MARIO PEPE (IR), PIONATI, PISACANE, POLIDORI, PORFIDIA, RAZZI, ROMANO, RUVOLO, SCILIPOTI e SILIQUINI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
all'inizio del 2011 non si arresta l'aumento dei premi per le assicurazioni per la responsabilità civile auto e le problematiche del settore diventano nuovamente di scottante attualità, perché la loro mancata soluzione è per i cittadini particolarmente penalizzante ed insopportabile;
tutti sono impegnati nella ricerca di un punto di equilibrio che superi l'insostenibilità per molte famiglie italiane dei premi per le assicurazioni per la responsabilità civile auto, cercando di coniugare le istanze imprenditoriali, la tutela del consumatore, l'importanza che riveste la fiscalità del settore nelle strategie di finanza pubblica, il rispetto delle regole di mercato e della libera concorrenza, nonché il pieno sviluppo della funzione sociale dell'assicurazione;

nonostante gli interventi legislativi degli ultimi anni non si è ancora determinata l'auspicata contrazione del pagamento dei sinistri, anzi questi assorbono annualmente gli onerosi aumenti tariffari;
sono significative le criticità interne del settore delle assicurazioni per la responsabilità civile auto, evidenti se nel 2009 i reclami pervenuti all'Isvap sono oltre 32000, con un aumento del 14 per cento rispetto al 2008, dei quali il 75 per cento si riferisce al ramo della responsabilità civile auto e di cui la liquidazione dei sinistri è la tipologia più frequente (83 per cento). Inoltre, sempre nel 2009, l'Isvap ha irrogato 50 milioni di euro di sanzioni ascrivibili ad illeciti per violazione della normativa sulla responsabilità civile auto, di cui 47 milioni per violazioni in materia di liquidazione dei sinistri;
l'Isvap è intervenuto presso le imprese e primi segnali positivi provengono da importanti gruppi che stanno finalmente investendo in risorse umane e tecnologiche ed in controlli più sistematici della «filiera operativa». Il potenziamento in atto delle strutture delle imprese contribuirà nel tempo a migliorare la qualità del servizio reso agli utenti, riducendo i motivi di conflittualità, i reclami e le sanzioni;
nel 2010 si è manifestata la preoccupante criticità della riduzione dei sinistri gestiti dalla stanza di compensazione presso la Consap, con punte del 16,1 per cento in Campania e dell'11,6 per cento in Puglia, dovuta al ridimensionamento della presenza delle reti produttive delle compagnie, alla maggiore frequenza dei fenomeni fraudolenti nell'assunzione del rischio della responsabilità civile auto e della circolazione dei veicoli senza assicurazione;
il settore delle assicurazioni per la responsabilità civile auto richiama una particolare attenzione al controllo delle dinamiche economiche dei territori meridionali, per il fatto che negli ultimi due anni hanno operato in Italia, principalmente nel Meridione, 18 compagnie fantasma: è stata decretata la liquidazione coatta della Progress, con sede a Palermo (i relativi sinistri sono a carico del fondo di garanzia per le vittime della strada, il cui finanziamento grava per il 2,5 per cento del premio per le assicurazioni per la responsabilità civile auto e, quindi, sui cittadini onesti); è intervenuto il divieto di assunzione di nuovi affari a carico della maltese Eig con intermediari nel napoletano e, per quanto risulta agli interroganti, il commissariamento della Novit;
il fenomeno fraudolento nel comparto dei sinistri relativi alla responsabilità civile auto a danno delle imprese nel 2009 vale 314,5 milioni di euro, ha un'incidenza in numero del 2,5 per cento, un importo del 2,4 per cento rispetto alla globalità dei sinistri del ramo e rappresenta l'1,9 per cento dei premi del ramo. In Campania, invece, si registra un importo dei sinistri connessi a reato di 107 milioni di euro (119 milioni nel 2006 e 97,2 milioni nel 2008), pari al 9,6 per cento dei sinistri, l'8,7 per cento degli importi dei risarcimenti ed il 7,7 per cento dei premi del ramo. Le criticità in cui operano gli assicuratori nella provincia napoletana e casertana sono negli ultimi anni esplose fino a diventare allarmanti per le citate crisi d'impresa;
sul territorio mancano le sinergie tra le istituzioni pubbliche ed il mercato per approfondimenti e ricerche storiche, dirette a creare informazioni utili per prevenire, contrastare e reprimere le frodi e i comportamenti criminosi nel settore della responsabilità civile auto. È auspicabile, quindi, non un'agenzia antifrode con nuovi costi, ma una razionalizzazione delle energie e dei poteri di coloro che già sono coinvolti nell'opporsi a questo triste fenomeno criminale, che grava sui cittadini onesti, sia a livello nazionale che nelle regioni più colpite dalle frodi;

nel 2009 si registra, per la prima volta dal 2003, un aumento delle cause presso i conciliatori e i giudici di pace rispetto all'esercizio precedente, attestatesi a 197.679 contro 180.281 del 2008, con un incremento del 9,6 per cento e con un'incidenza del 77,6 per cento rispetto al totale delle cause civili di primo grado. Il fenomeno è dovuto alla forte crescita del contenzioso residuo alla fine dell'anno delle ultime due generazioni 2008 e 2009 e, in particolare, alla crescita del contenzioso pendente alla fine dell'anno presso i giudici di pace, quello di importo medio non rilevante per la compagnia ma di notevole numerosità, mortificando i diritti dei cittadini ad un rapido e giusto risarcimento;
non è presente nella disciplina speciale assicurativa una norma sanzionatoria che stimoli l'assicuratore a non proseguire fino alla sentenza ed al pignoramento dei suoi beni; quel contenzioso che dopo le prime udienze è palese gli sarà avverso, con l'effetto anche di accelerare i tempi medi di risoluzione del contenzioso civile, di velocizzare il pagamento dei sinistri e di rafforzare i presidi per l'equità delle offerte risarcitorie dell'assicuratore. L'articolo 148, comma 10, del codice delle assicurazioni non infligge, infatti, una sanzione pecuniaria all'assicuratore nel caso di accertamento del giudice dell'incongruità dell'offerta della compagnia;
la piaga degli incidenti stradali mortali va contrastata con forza e la liquidazione dei sinistri mortali che coinvolgono i terzi trasportati viene in tempi esageratamente lunghi -:
quali siano i dati a conoscenza del Governo e, nell'ambito delle proprie competenze, quali iniziative ritenga sia urgente assumere sotto il profilo normativo per risolvere definitivamente le citate problematiche e quelle complessive del settore della responsabilità civile auto, nell'obiettivo di un contenimento del costo delle polizze assicurative per la responsabilità civile auto e del miglioramento della qualità del servizio liquidativo dei sinistri relativi alla responsabilità civile auto.
(3-01432)