• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01435 [Risorse messe a disposizione dal Governo e da soggetti privati per la social card]



LENZI, MARAN, BOCCIA, QUARTIANI, GIACHETTI, MIOTTO, BARETTA, ARGENTIN, BOSSA, BUCCHINO, BURTONE, D'INCECCO, GRASSI, MURER, PEDOTO, SARUBBI, SBROLLINI e LIVIA TURCO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
secondo fonti Istat, sono circa 2 milioni e 653 mila le famiglie in condizioni di povertà, nei confronti delle quali si attende un intervento organico di integrazione al reddito;
l'unico provvedimento di lotta alla povertà intrapreso da questo Governo è stato l'istituzione della carta acquisti o social card nel 2008, con l'articolo 81, comma 29 e seguenti, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, poi riconfermato nel 2009. La carta è rivolta a cittadini che versano in condizioni di disagio economico con queste caratteristiche: anziani ultrasessantacinquenni e famiglie con figli di età inferiore ai 3 anni, che abbiano un reddito fino a 6.000 euro. Per chi ha più di 70 anni, la soglia di reddito è 8.000 euro. La carta consente, per una parte, di usufruire di una vera e propria carta prepagata finalizzata all'acquisto di beni alimentari o farmaceutici e al pagamento delle tariffe per le utenze domestiche, per l'altra, di beneficiare di sconti nell'acquisto di prodotti alimentari o parafarmaceutici (ad esempio, i pannolini

e il latte in polvere) che il Governo ha negoziato con le principali reti di distribuzione e di produzione di beni alimentari. La carta acquisti vale 480 euro l'anno e viene caricata ogni 2 mesi con 80 euro, sulla base degli stanziamenti disponibili;
con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 30 novembre 2009 (Gazzetta ufficiale 28 dicembre 2009, n. 300), è stato ampliato l'utilizzo della carta acquisti, assegnando 20 euro a bimestre per gli utilizzatori, sul territorio nazionale, di gas naturale o gpl, per uso finalizzato al riscaldamento e/o uso cucina e/o produzione di acqua calda per la propria unità abitativa. E con successivo provvedimento sono state definite le modalità di distribuzione dei 20 euro all'anno per acquisto di latte in polvere e pannolini;
sono escluse dal beneficio le persone indigenti prive di alcun reddito, le persone disabili titolari di altro trattamento, quale, ad esempio, un assegno di accompagnamento, le famiglie con minori sopra i tre anni, risultando, quindi, con ogni evidenza che gran parte delle famiglie povere ne è esclusa;
al momento del lancio era stata prevista la distribuzione di 1 milione e 300.000 social card. Al riguardo, si fa presente che alla data del 20 gennaio 2010, nel rispondere ad un'interrogazione del gruppo del Partito democratico in Commissione bilancio, tesoro e programmazione, a firma dell'onorevole Baretta, il Governo informava che i cittadini beneficiari e utilizzatori della carta acquisti ammontavano complessivamente a circa 450.000. Nel mese di gennaio 2010, 350.500 soggetti, di cui 197.500 con età superiore ai 65 anni e 153.000 con età inferiore ai 3 anni, avevano ricevuto l'accredito dell'importo relativo al primo bimestre 2010. Complessivamente i soggetti che hanno avuto accesso al programma dal dicembre 2008 al 2010 sono stati in numero di 640.600, di cui 366.600 cittadini di età superiore ai 65 anni e 274.000 bambini di età inferiore ai 3 anni;
all'inizio la carta doveva essere finanziata con risorse pubbliche: 170 milioni di euro stanziati dal decreto-legge n. 112 del 2008; 485,6 milioni di euro resi disponibili dal decreto-legge n. 155 del 2008; 2 milioni di euro stanziati dalla legge n. 2 del 2009, quale contributo per latte artificiale e pannolini; e con donazioni: 200 milioni di euro da Eni s.p.a. e 50 milioni di euro da Enel s.p.a. -:
quali siano le risorse che il Governo intende destinare per l'anno 2011 e quale sia la quota di risorse messe a disposizione da parte di soggetti privati, al fine di assicurare la prosecuzione dell'esigibilità del contributo della social card da parte di una platea di beneficiari almeno comparabile con quella degli anni precedenti.
(3-01435)