• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04446 [Cancellazione semplificata delle ipoteche]



LANNUTTI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

il decreto legislativo n. 141 del 2010 sul credito al consumo e poi il correttivo decreto legislativo n. 218 del 2010 hanno apportato modifiche in termini di cancellazione dell'ipoteca secondo cui le operazioni di cancellazione delle ipoteche derivanti da mutui non fondiari dopo il 2 gennaio 2011 hanno bisogno dell'atto notarile;

pertanto la cancellazione "semplificata" delle ipoteche (senza atto notarile) è limitata alle ipoteche iscritte a garanzia di mutui "fondiari";

la semplificazione della cancellazione delle ipoteche venne introdotta con il decreto-legge n. 7 del 2007, cosiddetto "decreto Bersani", convertito, con modificazioni, dalla legge n. 40 del 2007, il quale ha disposto che l'ipoteca iscritta a garanzia di obbligazioni derivanti da un qualsiasi "contratto di mutuo", che fosse concesso da un soggetto esercente attività bancaria o finanziaria, si estingue automaticamente alla data di estinzione dell'obbligazione garantita. La banca creditrice deve rilasciare al debitore la quietanza attestante la data di estinzione dell'obbligazione e poi trasmettere la relativa comunicazione entro 30 giorni alla conservatoria dei registri immobiliari, la quale provvede alla formale cancellazione dell'ipoteca;

in particolare con il decreto legislativo n. 218 del 2010 è stata abrogata la citata normativa, mentre, con il decreto legislativo n. 141 del 2010, la cancellazione ipotecaria semplificata è stata inserita nell'articolo 40-bis del testo unico bancario, (di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993). Proprio qui starebbe il problema, in quanto l'articolo 40-bis è collocato nella sezione I del Capo VI del Titolo II, intitolata «Credito fondiario e alle opere pubbliche» e questa collocazione non può non essere influente sull'interpretazione della norma e del suo perimetro applicativo. Pertanto, per le estinzioni di mutui non fondiari che interverranno dal 2 gennaio 2011 in avanti, le conservatorie dovranno rifiutare la richiesta di cancellazione che non sia formulata con atto notarile;

considerato che:

da quanto sopra detto il correttivo decreto legislativo n. 218 del 2010 elimina i benefici del decreto Bersani in termini di cancellazione dell'ipoteca e sancisce che questa pratica non è più gratuita per il cittadino, che dovrà pagare i costi notarili;

oltre agli ulteriori costi per il cittadino, questa novità rappresenta anche una complicazione per i contribuenti in quanto tale pratica aumenta le tempistiche di cancellazione, togliendo così le qualità volute dal decreto Bersani ovvero la velocità, la gratuità e l'automatizzazione della quietanza liberatoria lasciata dall'istituto di credito;

la procedura di cancellazione dell'ipoteca subisce una brusca frenata, causata principalmente dall'aumento della burocrazia e quindi è prevedibile che all'estinzione del debito tutto diventi più difficile per il cittadino, che deve occuparsi anche di far cancellare l'ipoteca dalla propria abitazione;

la cancellazione semplificata delle sole ipoteche fondiarie costringe a distinguere i mutui "fondiari" dagli altri. Esercizio non facile, anche perché nella prassi spesso ci si imbatte in finanziamenti che si autoproclamano "fondiari" senza averne le caratteristiche;

la legge è restrittiva perché, a i sensi del testo unico bancario, «il credito fondiario ha per oggetto la concessione, da parte di banche, di finanziamenti a medio e lungo termine garantiti da ipoteca di primo grado su immobili». A quanto risulta all'interrogante, le istruzioni di vigilanza della Banca d'Italia integrano questo concetto affermando che le banche possono concedere finanziamenti di credito fondiario per un ammontare massimo pari all'80% del valore dei beni immobili ipotecati o del costo delle opere da eseguire sugli stessi,

si chiede di sapere:

quali siano i motivi, alla luce di quanto esposto in premessa, che hanno indotto il Governo a sostenere una modifica normativa che di fatto carica sui mutuatari l'onere della cancellazione dell'ipoteca e delle relative spese per cui le conservatorie dovranno rifiutare la richiesta di cancellazione che non sia formulata con atto notarile, inoltre allungando i tempi per arrivare alla chiusura della stessa;

quali siano i motivi per cui il Governo ha sostenuto un intervento normativo volto a restringere l'applicazione della norma, con la conseguente incertezza sul campo di applicazione della cancellazione automatica dell'ipoteca, considerato che la stessa è stata riscritta e collocata all'interno della sezione del credito fondiario (art. 40-bis del testo unico bancario), e questo potrebbe, in presenza di un'applicazione restrittiva da parte delle banche e dell'agenzia del territorio, rendere nuovamente obbligatorio l'atto notarile;

se non intenda provvedere con urgenza, nelle opportune sedi normative, evitando pericolose interpretazioni, a precisare che la norma in questione riguarda tutti i mutui e non solo quelli fondiari.