• Testo risoluzione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00480 [Reclutamento delle donne nel Corpo militare della Croce rossa italiana]



La IV Commissione,
in data 13 novembre 2007, il comandante pro-tempore del Corpo militare della Croce rossa italiana ha respinto la domanda di arruolamento di Stefania Ciamei;
contro la decisione l'interessata ha fatto ricorso al tribunale amministrativo regionale per il Lazio, la cui terza sezione il 16 luglio 2008 ha annullato il diniego opposto dal comandante del Corpo militare della Croce rossa italiana, disponendo contestualmente l'arruolamento dell'interessata ricorrente nella sentenza n. 7944/08, depositata il 28 agosto 2008 e notificata il 24 settembre 2008;
avverso la sentenza del tribunale amministrativo regionale per il Lazio il Ministero della difesa ha fatto a sua volta ricorso presso il Consiglio di Stato, ottenendo il 9 ottobre 2010 l'annullamento della precedente pronuncia della giustizia amministrativa e la conseguente sospensione dell'arruolamento di Stefania Ciamei;
l'esclusione sembra in contraddizione sia con la presenza, all'interno della Croce rossa italiana, del Corpo infermiere volontarie, esclusivamente composto da donne, sia con le recenti innovazioni legislative che hanno aperto le Forze armate al reclutamento di personale femminile, cui sono state dischiuse anche mansioni che implicano l'esposizione al combattimento;
l'articolo 16 della legge 23 agosto 2004, n. 226, prevede espressamente che i posti messi annualmente a concorso nelle carriere iniziali nelle forze di polizia ad ordinamento militare e civile e nel Corpo militare della Croce rossa siano riservati ai volontari in ferma prolungata di un anno, o in rafferma annuale, tra i quali possono esservi anche donne;
il medesimo articolo precisa tuttavia come sia necessario il possesso dei requisiti previsti dai rispettivi ordinamenti per l'accesso alle predette carriere;
alla base dell'incresciosa esclusione del personale femminile dall'accesso al Corpo militare della Croce rossa italiana può esservi l'assenza di una normativa relativa ai requisiti richiesti alle donne per farne parte;
non risulta che siano stati banditi concorsi per l'accesso al Corpo militare della Croce rossa italiana successivamente all'entrata in vigore della predetta legge 23 agosto 2004, n. 226,


impegna il Governo


ad assumere le iniziative necessarie a rimuovere la discriminazione compiuta a danno delle donne, rendendone possibile il reclutamento nel Corpo militare della Croce rossa italiana.
(7-00480)
«Gidoni, Negro, Chiappori, Fugatti, Cirielli, Fallica».