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Atto a cui si riferisce:
C.2/00944 [Valutazioni del Governo sulla situazione dell'Albania]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che:
la situazione politica in Albania negli ultimi giorni si è gravemente deteriorata, conducendo a gravi scontri di piazza a seguito delle manifestazioni organizzate dall'opposizione e concluse con il tragico bilancio di tre vittime civili, oltre a più di 50 feriti e 110 arresti;
un video acquisito dalla procura di Tirana dimostrerebbe le responsabilità di un membro della Guardia di repubblica, appostato dentro la sede del governo in quel momento sotto assedio dei dimostranti, nell'uccisione di almeno uno dei tre civili mentre, al contrario, il Presidente albanese Berisha e le autorità di polizia negano qualsiasi addebito e rivolgono la medesima accusa contro gli stessi manifestanti che alcuni video mostrano armati nel corso della protesta;
la tensione politica e sociale nel Paese ha raggiunto livelli di guardia con il leader dell'opposizione e sindaco di Tirana, Edi Rama, che accusa Governo e forze dell'ordine di un uso eccessivo della violenza, chiede le dimissioni di Berisha e le elezioni anticipate e il Presidente in carica che grida al golpe e minaccia «punizioni esemplari» al capo dell'opposizione nel caso tentasse di organizzare nuove proteste per sovvertire l'attuate situazione politica;
in questo clima di accuse reciproche e di contrapposizione sempre prossima alla violenza sono annunciate manifestazioni dell'opposizione a Tirana per venerdì 27 e della maggioranza che sostiene Berisha per il giorno di sabato 28;
la tensione di questi giorni è il culmine di una contrapposizione iniziata subito dopo le elezioni politiche del 2009 che riportarono Sali Berisha al potere, elezioni contestatissime da parte dell'opposizione per «gravi manipolazioni» e giudicate «non all'altezza dei massimi standard internazionali» dagli osservatori indipendenti, una conflittualità che non ha accennato a diminuire negli anni successivi neanche dopo il tentativo di mediazione del Consiglio d'Europa e della stessa Commissione europea e che si è riaccesa a seguito dello scandalo che ha coinvolto il vicepremier Ilir Meta per una vicenda di favori e tangenti su appalti;
le reazioni della comunità internazionale di fronte ai gravissimi scontri e alle vittime civili è stata di forte preoccupazione ed è stata soprattutto volta ad abbassare i toni dello scontro, condannare il ricorso alla violenza, riportare al dialogo costruttivo le parti, con la richiesta di astenersi da ulteriori provocazioni e dare una dimostrazione di «maturità e responsabilità politica per trovare una soluzione che sia all'altezza delle aspettative europee», nelle parole del commissario europeo all'allargamento Stefan Fuele anche in considerazione dello status dell'Albania di potenziale candidato all'ingresso nell'Unione;
con una dichiarazione del 24 gennaio 2011, resa dalla propria portavoce, la Commissione europea si è poi dichiarata favorevole al principio di un'«inchiesta inclusiva e completa» in Albania, che unisca e coinvolga Governo e opposizione» sugli scontri di piazza avvenuti a Tirana;
il ruolo dell'Italia, primo partner commerciale dell'Albania con una radicata

presenza di imprese italiane e una parte cospicua del prodotto interno lordo del Paese balcanico legata alle rimesse degli immigrati albanesi in Italia, è in questo contesto di enorme rilievo tanto che sia il presidente Berisha sia il leader dell'opposizione Edy Rama si sono appellati a un ruolo attivo del nostro Paese;
il Ministro Frattini, nelle sue dichiarazioni, ha ricordato che l'Italia sta dalla parte dell'Albania e della sua ambizione europea e ha sottolineato la valutazione di «correttezza» delle ultime elezioni democratiche albanesi, l'invito all'opposizione ad abbassare i toni, la condanna della violenza, il sostegno all'indagine della procura generale dell'Albania sui tragici fatti conseguenti alle manifestazioni di venerdì scorso -:
quali siano le valutazioni del Governo sulla situazione albanese e quale iniziativa politico diplomatica abbia intrapreso o intenda intraprendere per assolvere ad un proficuo ruolo di mediazione tra le parti, capace di esercitare un'influenza politica determinante al fine di riportare nell'alveo di un confronto politico costruttivo la contrapposizione tra Governo e opposizione albanese.
(2-00944)
«Franceschini, Maran, Tempestini, Barbi, Colombo, Corsini, Losacco, Narducci, Pistelli, Porta».