• Testo risoluzione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00478 [Regolare correttamente la programmazione dei flussi migratori in Italia ]



La I Commissione,
premesso che:
l'articolo 3, commi 1-3, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, Testo unico sull'immigrazione e sulla condizione dello straniero stabilisce che il Governo debba predisporre ogni tre anni il documento programmatico relativo alla politica dell'immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato. Tale documento è sottoposto al parere delle commissioni parlamentari competenti;
il comma 4 del medesimo articolo 3, stabilisce che la determinazione annuale delle quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato avvenga con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sulla base dei criteri generali per la definizione dei flussi d'ingresso individuati nel documento programmatico triennale. Anche in questo caso è previsto il parere delle Commissioni parlamentari competenti;
in caso di mancata pubblicazione del decreto di programmazione annuale, il Presidente del Consiglio dei ministri può provvedere in via transitoria, con proprio decreto, entro il 30 novembre, nel limite delle quote stabilite nell'ultimo decreto emanato, sia esso stato di natura ordinaria che transitoria. In questa ultima fattispecie non è previsto il parere delle commissioni parlamentari;
l'ultimo documento programmatico triennale risale al 2005 (decreto del Presidente della Repubblica 13 maggio 2005, Approvazione del documento programmatico relativo alla politica dell'immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato, per il triennio 2004-2006);
tutti i decreti annuali emanati dall'attuale Governo, sia relativamente alle quote di lavoratori stagionali che a quelle di lavoratori non stagionali, sono stati adottati secondo la modalità transitoria (per l'anno 2008: decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2008 per i lavoratori non stagionali; per l'anno 2009: decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 marzo 2009; per l'anno 2010: decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o aprile 2010 per i lavoratori stagionali e il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, 30 novembre 2010 per i lavoratori non stagionali);
è possibile notare una discontinuità nell'azione del Governo relativamente alla programmazione dei flussi nonché un costante ricorso alla procedura transitoria;
tale discontinuità ha reso necessaria, da parte dello stesso Governo e in assenza di un decreto flussi per i lavoratori non stagionali emanato nel 2009, una modifica alla stessa disposizione di cui all'articolo 3 del testo unico sull'immigrazione si veda l'articolo 10-ter del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25). Prima della modifica apportata dal decreto-legge cosiddetto «milleproroghe»,la disposizione originaria stabiliva che, nel caso di procedura transitoria d'emergenza, il limite delle quote

dovesse far riferimento al decreto emanato l'anno precedente e non all'ultimo decreto emanato, come attualmente previsto;
il costante ricorso alla procedura per l'adozione dei decreti di programmazione transitoria attenua le prerogative parlamentari di controllo sull'azione del Governo;
la mancanza di una programmazione sistematica e rispondente alle indicazioni di legge in materia di politiche migratorie non consente di avere un quadro chiaro e trasparente dell'andamento dei flussi e rischia di compromettere sia il regolare incontro tra domanda e offerta di lavoro che il rispetto dei diritti dei cittadini extracomunitari che intendano raggiungere il nostro Paese,


impegna il Governo


a dare puntuale e precisa attuazione a tutte le disposizioni contenute all'articolo 3 del testo unico dell'immigrazione, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, al fine di regolare correttamente la programmazione dei flussi migratori in Italia e di rendere effettive le prerogative parlamentari di controllo.
(7-00478)
«Zaccaria, Naccarato, Bressa, Giovanelli, Lo Moro».