• Testo RISOLUZIONE CONCLUSIVA

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Atto a cui si riferisce:
C.8/00103 [Lavoratori in cassa integrazione o in mobilità che hanno maturato l'età di pensione e attendono l'effettiva decorrenza del trattamento pensionistico ]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 8-00103 presentata da ANTONINO FOTI
mercoledì 19 gennaio 2011 pubblicata nel bollettino n.426
La XI Commissione,
premesso che:
il decreto-legge n. 78 del 2010 ha introdotto diverse misure che intervengono su materie attinenti i trattamenti pensionistici allo scopo di stabilizzare ulteriormente il sistema e a contenere gli effetti della crisi per quanto riguarda l'incidenza della spesa pensionistica sul prodotto interno lordo;
nelle suddette misure è compresa anche l'adozione di un diverso criterio per l'esercizio del diritto al pensionamento dopo aver maturato i prescritti requisiti anagrafici e contributivi, che prevede la possibilità di andare in quiescenza dopo un anno dal compimento dei suddetti requisiti;
nel provvedimento stesso sono state previste, in ragione di situazioni specifiche, deroghe in favore di taluni soggetti nei cui confronti, pertanto, continuano ad applicarsi le previgenti disposizioni di cui alla legge n. 247 del 2007, in tema di decorrenza dei trattamenti pensionistici; tali deroghe non risolvono tutte le problematiche meritevoli di vedersi applicate le precedenti regole sulla decorrenza delle pensioni;
il Governo si era assunto, con l'accoglimento di taluni ordini del giorno in sede di approvazione della legge di conversione del citato decreto-legge n. 78 del 2010, l'impegno di ampliare, compatibilmente con le condizioni di finanza pubblica, la platea dei soggetti destinatari del beneficio della normativa in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici previgente all'entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 78;
occorre, in particolare, garantire la tutela a tutti i lavoratori che raggiungeranno i requisiti pensionistici durante la mobilità concessa sulla base di accordi stipulati dopo tale data;
si segnala l'esigenza che - tenuto conto che all'innalzamento dell'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego a partire dal 2012, realizzato in ottemperanza ad una decisione dell'Unione europea, si aggiungerà un ulteriore anno riguardante la concreta possibilità di esercitare il diritto - si possa comunque intervenire con politiche attive su altri versanti, dando coerente attuazione a quanto previsto dall'articolo 22-ter, comma 3, del decreto-legge n. 78 del 2009, come modificato dall'articolo 12, comma 12-sexies, del decreto-legge n. 78 del 2010, relativo all'utilizzo dei risparmi di spesa confluiti nel «Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale»;
va affrontata anche la situazione di molti lavoratori e lavoratrici del pubblico impiego, poiché le finestre a scorrimento si applicano a tutti i regimi pensionistici (quindi, anche alle pensioni di vecchiaia anticipate previste nell'Assicurazione Generale Obbligatoria e ai regimi speciali previsti per i Vigili del fuoco, la Polizia di Stato, la Polizia penitenziaria, il Corpo forestale dello Stato, i Carabinieri, la Guardia di finanza, le Forze armate), facendo salvi soltanto i lavoratori per i quali, al raggiungimento del limite di età previsto per il pensionamento, viene meno il titolo per lo svolgimento della mansione svolta, impegna il Governo: a) a comprendere, nei limiti delle risorse disponibili, nell'ambito dell'intesa Stato-regioni sugli ammortizzatori sociali in deroga, una specifica attenzione a coloro che, collocati in cassa integrazione o in mobilità, hanno maturato l'età di pensione e sono in attesa dell'effettiva decorrenza del trattamento pensionistico;
b) a confermare comunque che le tutele riconosciute al lavoratore dall'articolo 18 della legge n. 300 del 1970 sono operanti anche nel periodo intercorrente tra la data di maturazione del diritto a pensione e quello dell'effettiva apertura della «finestra»;
c) ad impartire istruzioni alle pubbliche amministrazioni affinché tengano conto dei nuovi termini di decorrenza della pensione nei casi in cui decidano di avvalersi della facoltà di risolvere il rapporto di lavoro di quei soggetti che abbiano raggiunto il 40o anno di servizio, ciò al fine di evitare che il pubblico dipendente debba restare un periodo ragguardevole senza stipendio e senza pensione.
(8-00103) «Antonino Foti, Fedriga, Poli, Lo Presti, Vincenzo Antonio Fontana, Moffa, Cazzola, Scandroglio, Caparini, Munerato, Bonino, Pelino».