• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10501 [Misure di sostegno alla natalità volte a contrastare il trend demografico negativo ]
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Testo della risposta scritta



FEDRIGA, REGUZZONI e FOLLEGOT. - Al Ministro per le pari opportunità. - Per sapere - premesso che:
l'amministrazione comunale della città di Trieste ha introdotto con propria delibera un incentivo economico alla promozione della famiglia e sostegno a tutela della vita nascente al fine di contribuire ad una programmazione politica la cui ratio è quella di invertire il trend demografico negativo che vede il nostro Paese agli ultimi posti nel mondo;
l'amministrazione cittadina ha infatti stanziato appositamente in una variazione di bilancio di 135.000 euro per introdurre un beneficio economico di 110 euro in buoni acquisto per prodotti destinati alla prima infanzia da acquistare presso le farmacie comunali per tutti i figli nati nell'anno in corso. Tale beneficio è destinato a tutte le famiglie, senza alcun limite reddituale, nel cui nucleo almeno uno dei due genitori sia residente da almeno dieci anni in Italia;
l'ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR), istituito presso il Dipartimento per le pari opportunità, con missiva protocollata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, ha invitato l'amministrazione

del comune di Trieste a ritirare e ripensare il provvedimento con il quale è stata introdotto il beneficio economico a sostegno della natalità, intravvedendovi una possibile violazione del principio di parità di trattamento previsto dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;
in passato anche il Governo centrale aveva introdotto misure simili di sostegno alla natalità prevedendo tra le limitazioni per il godimento del beneficio il requisito della cittadinanza italiana;
la ratio che ha ispirato il Governo centrale prima e le amministrazioni degli enti locali dopo a prevedere misure di sostegno alla natalità deve essere inquadrata in una programmazione politica volta a contrastare il trend demografico negativo che vede il nostro Paese diventare inesorabilmente sempre più vecchio;
tali misure, infatti, non possono essere considerate quali strumenti di assistenza al reddito, che in quanto tali debbono essere garantiti a tutti secondo i princìpi costituzionali e nel rispetto della parità di trattamento sancita dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, ma come misure di promozione della natalità nella consapevolezza che una crescita demografica possa rappresentare una risorsa per il Paese. Investire nelle politiche familiari significa pertanto investire sulla qualità della struttura sociale e, di conseguenza, sul futuro stesso della nostra società;
siamo chiamati a prendere esempio dalle politiche messe in atto in questi anni in altri Paesi europei; tra tutti la Francia che in pochi anni è riuscita ad invertire il trend demografico negativo, grazie ad interventi mirati a considerare la famiglia parte integrante dello Stato al centro di una politica di sicurezza sociale;
la famiglia, nonostante, in questi ultimi anni abbia subito gli attacchi di una politica tesa alla sua disgregazione, rappresenta sostanzialmente ancora il pilastro su cui si fondano le comunità locali, il sistema educativo, le strutture di produzione di reddito, il contenimento delle forme di disagio sociale;
il gruppo parlamentare della Lega Nord in questa legislatura ha presentato una proposta di legge in materia (legge quadro sulla famiglia e per la tutela della vita nascente) che intende affrontare in maniera sistematica la prima e più importante esigenza della famiglia: quella di esistere conferendo piena attuazione all'articolo 31 della Costituzione, il quale sancisce che «la Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze economiche la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi». È triste ammetterlo ma tale principio fondamentale sancito dalla carta costituzionale non ha mai trovato un'appropriata attuazione;
l'obiettivo principale che si intende perseguire con l'approvazione della proposta di legge presentata dal gruppo parlamentare della Lega Nord è, infatti, quello di incentivare la natalità attraverso una serie di strumenti che intervengano nella fascia d'età più delicata del bambino (fino al compimento del terzo anno di età): sostenere la famiglia quale nucleo fondamentale della società; incentivare la natalità attraverso strumenti di sostegno economici;
è doveroso garantire il diritto d'ogni persona a formare una famiglia o ad essere inserita in una comunità familiare, sostenere il diritto delle famiglie al libero svolgimento delle loro funzioni sociali, riconoscere l'altissima rilevanza sociale e personale della maternità e della paternità, sostenere in modo più adeguato la corresponsabilità dei genitori negli impegni di cura e di educazione dei figli, promuovere e valorizzare la famiglia come struttura sociale primaria di fondamentale interesse pubblico -:
se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non ritenga opportuno intervenire affinché l'ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, istituito presso il Dipartimento per le pari

opportunità della Presidenze del Consiglio dei ministri riconsideri il proprio parere in un'ottica responsabile di valutazione della ratio che ispira tali politiche, considerando il riferimento al requisito della cittadinanza per il godimento del beneficio non escludente ma contestualizzato in una più ampia politica mirata ad invertire il deficit di nascite che investe il nostro Paese.
(4-10501)