• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04412 [Criticità del progetto di realizzazione del gasdotto appenninico Brindisi-Minerbio]
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Testo della risposta scritta



LANNUTTI - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il 29 dicembre 2010 è stato inviato alla Commissione europea un nuovo Ricorso contro il progetto Snam del Gasdotto appenninico Brindisi-Minerbio, sottoscritto dal Comune de L'Aquila (delibera n. 455 del 15 dicembre 2010) e dal Comune di Città di Castello (delibera n. 192 del 28 dicembre 2010) al Gruppo d'intervento giuridico;

in particolare gli amministratori e i comitati contrari alla realizzazione del gasdotto lamentano che il progetto, suddiviso in cinque tronconi pur essendo un unico progetto funzionale, non è stato sottoposto a un unico procedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA), né alla procedura di valutazione ambientale strategica (VAS), come previsto dalle Normative comunitarie. Inoltre denunciano il rischio di distruzione ambientale dovuta alla grande valenza naturalistico-ambientale del territorio attraversato dal metanodotto, ai pericoli legati all'attraversamento di territori a vincolo idrogeologico e soprattutto il fatto che, come si evince da catalogo parametrico dei terremoti italiani 2004 (CPTI04) redatto dal gruppo di lavoro CPTI 2004 dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) e dal DataBase macrosismico Italiano 2008 (DBMI08), il gasdotto e la centrale di compressione di Sulmona si verrebbero a trovare in un territorio ad elevata pericolosità sismica, sia dal punto di vista della frequenza di eventi che dei valori di magnitudo;

il gasdotto, infatti, segue la faglia del terremoto abruzzese del 2009 ed entra poi in Umbria, sulla faglia del terremoto del settembre 1997;

il ricorso insiste sul fatto che il percorso attuale tocca i parchi nazionali della Maiella, dei monti Sibillini e del Gran Sasso, ove troviamo oltre ai lupi anche gli orsi e, oltre al parco naturale regionale del Velino - Sirente, 21 fra siti d'interesse comunitario e zone a protezione speciale, dal lago di Capaciotti ai boschi di Pietralunga. Luoghi come Macchia Buia o Alpe di Luna che rischiano di essere falciati, come un prato, dal grande "tubo";

insieme alle amministrazioni, sono oltre un migliaio i cittadini di varie parti d'Italia (soprattutto Abruzzo, Umbria e Marche) che per le stesse ragioni, preoccupati da progetti distruttivi per i loro territori, presentati senza il pubblico coinvolgimento, hanno inoltrato analoghi ricorsi in sede comunitaria;

precedentemente, in data 25 giugno 2010, associazioni, comitati, enti locali, associazioni ambientaliste e non si sono già rivolti alla Commissione europea denunciando la palese violazione delle normative comunitarie;

la Commissione europea ha già aperto una procedura di accertamenti;

considerato che:

il metanodotto contestato prende il via nel gennaio 2005 quando la Snam Rete Gas SpA presenta, attraverso una serie di VIA parziali, un progetto per la realizzazione di un gasdotto denominato Rete Adriatica, suddiviso in cinque lotti funzionali: Massafra-Biccari; Biccari-Campochiaro; centrale di compressione di Sulmona; Sulmona-Foligno; Foligno-Sestino e Sestino-Minerbio;

si tratterebbe di 687 chilometri di conduttura percorsi in gran parte sul crinale dell'Appennino, ultima zona quasi intatta d'Italia, che porterà nel nord dell'Italia il gas che arriva dall'Algeria e dalla Libia;

questo tubo ha un diametro di 1,2 metri e va messo in una trincea cinque metri sotto terra, ma ha bisogno di una servitù di 20 metri per parte, insomma di una fetta di territorio di 40 metri. Pertanto serviranno, in molte zone montane, anche strade che permettano l'accesso delle ruspe e degli escavatori necessari ai lavori di sbancamento e alla messa in posa della conduttura;

in particolare il tracciato lungo il quale dovrebbe essere costruito il gasdotto va da Massafra (Taranto) a Minerbio (Bologna), sviluppandosi lungo i seguenti lotti funzionali: Massafra-Biccari; Biccari-Campochiaro; centrale di compressione Sulmona; Sulmona-Foligno; Foligno-Sestino; Sestino-Minerbio, attraversando così Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio, Umbria, Marche, Toscana, Emilia-Romagna. Il tracciato, inoltre, interessa - direttamente o indirettamente - numerose aree naturali protette, tra cui i parchi nazionali della Maiella, dei monti Sibillini e del Gran Sasso, il parco regionale del Velino-Sirente, nonché le seguenti aree aventi le caratteristiche di siti d'interesse comunitario (Sic) e zone a protezione speciale (Zps): area delle Gravine (codice IT913007), valle Ofanto-Lago di Capaciotti (codice IT9120011), valle del Cervaro-bosco dell'Incoronata (codice IT9110032), sorgenti ed alta valle del fiume Fortore (codice IT8020010), bosco di Castelvetere in Valfortore (codice IT802006), bosco di Castelpagano (codice IT2020005), sella di Vinchiatauro (codice IT222296), la Gallinola-monte Miletto-monti del Matese (codice IT222287), Maiella (codice IT7140203), Maiella sud-ovest (codice IT7110204), monte Genzana (codice IT7110100), Parco nazionale della Maiella (Z.p.s., codice IT7140129), Fiumi-Giardino-Saggitario-Aterno-sorgenti del Pescara (codice IT7110097), Velino-Silente (codice IT1100130), fiume Topino (codice IT5210024), boschi bacino di Gubbio (codice IT5210010), Boschi di Pietralunga (codice IT5210004), valli e ripristini ambientali di Argenta, Medicina e Molinella (codice IT4050022), valli di Medicina e Molinella (codice IT4050017), biotopi e ripristini ambientali di Budrio e Minerbio (codice IT4050023), Valle Benni (codice IT4050006);

in data 7 ottobre 2010 la Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA e VAS del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha espresso parere favorevole riguardo alla compatibilità ambientale di un solo troncone progettuale, il tratto di metanodotto Sulmona-Foligno e la centrale di compressione di Sulmona;

la Commissione pone come condizione che si ottemperi a numerose prescrizioni che appaiono contraddittorie rispetto alla stessa espressione del parere favorevole visto che gli stessi funzionari del Ministero scrivono: "Il metanodotto in progetto Sulmona-Foligno DN 1200 (48") e la centrale di Compressione di Sulmona si trovano in un territorio ad elevata pericolosità sismica, sia dal punto di vista della frequenza di eventi che dei valori di magnitudo";

pertanto si evidenzia un'evidente fattore di rischio inibitore per un'opera come questa, insieme anche ai rischi connessi all'attraversamento di territori a vincolo idrogeologico (il 47 per cento circa di questa tratta, pari a 80 chilometri circa su 168) e il taglio di boschi (una fascia di oltre 18 metri) per 34 chilometri circa, sempre solamente su questa tratta;

oltretutto gli stessi funzionari parlano di "grande valenza naturalistica-ambientale del territorio attraversato dal metanodotto" mettendo dunque in evidenza l'errata scelta di un percorso che va ad intaccare gli ultimi lembi del territorio italiano rimasti integri, preziosi per la salvaguardia della biodiversità intesa nel suo complesso, per la valenza del paesaggio ed un'economia legata al turismo rurale, in forte espansione in questi ultimi anni e infine intaccando territori preziosi per la raccolta del tartufo;

inoltre, risulta all'interrogante che il Comune de L'Aquila ha saputo in ritardo di detto progetto perché la richiesta è arrivata in sede il giorno 8 aprile 2009, due giorni dopo il grande sisma, quando ancora era nel pieno dell'emergenza terremoto. L'amministrazione avrebbe dovuto dare una risposta scritta entro 30 giorni, altrimenti il silenzio sarebbe stato interpretato come assenso, ma in quei giorni il Comune nemmeno aveva una sede;

dopo un paio di mesi, tamponata l'emergenza, il Presidente della Provincia de L'Aquila ha firmato il ricorso alla Comunità europea ed adesso anche il Comune ha preso la stessa decisione, così come la Provincia di Pesaro, quella di Perugia, i Comuni di Gubbio, Città di Castello e tante associazioni ambientaliste come Wwf e Italia nostra;

considerato inoltre che:

la direttiva n. 85/337/CEE e n. 97/11/CE e la giurisprudenza comunitaria (Corte di giustizia CE, sezione II, 28 febbraio 2008, causa C-2/07) sanciscono l'obbligo di una VIA di tipo complessivo, che tenga conto dell'effetto cumulativo dei progetti frazionati;

la direttiva n. 42/2001/CE disciplina l'obbligo di applicazione della procedura VAS e la direttiva n. 92/43/CEE la salvaguardia degli habitat naturali;

per quanto risulta all'interrogante, il progetto iniziale prevedeva il raddoppio sulla costa adriatica, come avvenuto per l'altro gasdotto sulla costa tirrenica, e successivamente la Snam ha annunciato di avere riscontrato "insuperabili criticità" su quel percorso e ha deciso di deviare il grande tubo sull'Appennino,

si chiede di sapere:

quali siano le "insuperabili criticità" che hanno indotto la Snam a rivedere il progetto iniziale che prevedeva il raddoppio del gasdotto sulla costa adriatica;

quali siano le reali motivazioni che hanno fatto sì che il tracciato sia stato dirottato lungo la dorsale appenninica dove incontra criticità, non esistenti sul versante adriatico, quali la presenza di aree di particolare e delicata importanza come tre parchi nazionali, un parco naturale regionale, 21 siti di importanza comunitaria e zone a rischio sismico;

quali siano le ragioni per cui si vuole far passare il "tubo" sul crinale appenninico, così delicato, e non sulla costa adriatica, dove già esiste un altro gasdotto;

se il Governo non ritenga che il notevole tasso di sismicità della dorsale appenninica sia il reale elemento di criticità, che viene sottovalutato dal progetto;

quali provvedimenti intenda adottare il Governo riguardo all'impatto del progetto sulle aree tutelate da vincolo paesaggistico;

se non ritenga che la prassi amministrativa seguita sino ad ora sia in palese violazione delle disposizioni comunitarie e nazionali che impongono la valutazione complessiva degli interventi proposti e quali iniziative di conseguenza intenda adottare;

se non ritenga che il tracciato del gasdotto andrebbe ad aggiungere rischi in un'area a maggiore (e devastante) attività sismica nazionale;

se non ritenga contraddittorio il parere della Commissione tecnica perché ha evidenziato i punti critici del tracciato del metanodotto, ma si è comunque espressa positivamente con condizioni imposte alla Snam che difficilmente potranno essere rispettate per la complessità e la delicatezza dei territori attraversati ed inoltre con altrettanta difficoltà se ne dovrà verificare l'osservanza.