• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04410 [Malfunzionamento del sistema informatico del Ministero per la gestione delle pratiche relative al decreto flussi ]



BAIO, CECCANTI, BOSONE, ADAMO, ARMATO, BASSOLI, DEL VECCHIO, FERRANTE, GALPERTI, GARAVAGLIA Mariapia, ICHINO, INCOSTANTE, MAGISTRELLI, MARITATI, MAZZUCONI, PERDUCA, PERTOLDI, ROSSI Paolo, VIMERCATI, VITA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

il 31 dicembre 2010 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto decreto flussi 2010, ovvero il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 novembre 2010, concernente la "Programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari non stagionali nel territorio dello Stato, per l'anno 2010" ai sensi dell'art. 3 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modifiche e integrazioni;

la finalità di tale decreto è quella di regolarizzare oltre 98.000 extracomunitari che dovrebbero poter entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato non stagionale, mediante apposita richiesta dei datori di lavoro da presentare esclusivamente per via telematica;

si tratterebbe, in particolare, di 98.080 nuovi lavoratrici e lavoratori extracomunitari non stagionali, dei quali 30.000 colf e badanti senza vincoli di provenienze, oltre 16.000 ingressi particolari e 52.080 lavoratori provenienti da Paesi con i quali l'Italia ha sottoscritto accordi in materia di contrasto all'immigrazione clandestina;

gli utenti interessati hanno la possibilità di presentare le domande di ingresso solo attraverso una procedura telematica da effettuare esclusivamente sul portale informatico del Ministero in indirizzo;

i moduli per l'invio telematico sono disponibili dal 17 gennaio 2011 sul sito del Ministero, e attraverso tale portale, come già accaduto negli anni passati, i datori di lavoro dovrebbero presentare le relative domande;

in particolare, i datori di lavoro devono inviare la suddetta domanda il 31 gennaio 2011 per i lavoratori delle nazionalità privilegiate (ai sensi dell'art. 2 del decreto), il 2 febbraio 2011 per i lavoratori domestici e di assistenza alla persona (art. 3), il 3 febbraio 2011 per tutti i restanti settori (ai sensi degli artt. 4, 5 e 6 del decreto citato);

risulterebbe che il sistema informatico del Ministero per la gestione delle pratiche relative al decreto flussi non funzioni e non consenta l'accesso alla modulistica per l'invio telematico delle domande;

questo malfunzionamento del portale ministeriale contribuirebbe a determinare gravi disagi e discriminazioni per gli utenti, i quali hanno solo tre giorni per presentare le richieste di ingresso, pertanto solo i più fortunati in ordine di iscrizione potranno essere regolarizzati;

a causa di tale malfunzionamento, risulterebbe che anche i diversi operatori, come la CISL, la CGIL e la UIL, impegnati a garantire un supporto all'utenza sulle modalità della presentazione delle richieste, abbiano riscontrato serie problematicità per accedere al portale del Ministero e siano preoccupati di non riuscire a garantire il corretto invio delle domande,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei gravi disagi riscontrati da famiglie, datori di lavoro, patronati e organizzazioni sindacali nell'accedere al portale e dell'impossibilità di inserire le domande a causa del funzionamento intermittente dello stesso;

quali iniziative urgenti ritenga di dover predisporre al fine di garantire al più presto il corretto funzionamento del portale informatico per garantire il buon esito delle procedure per l'ingresso dei lavoratori extracomunitari in Italia;

quali misure immediate intenda adottare per riparare al disservizio e ai gravi disagi causati e per assicurare il servizio agli utenti interessati e agli operatori che assistono gli utenti stessi;

se non ritenga opportuno attuare iniziative di competenza al fine di sospendere l'intera procedura, prorogando i termini per i "click day", fino a quando non sarà ripristinata l'operatività del portale, al fine di non pregiudicare la corretta applicazione del decreto di cui in premessa.