• Testo interrogazione in commissione

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04057 istro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle...



LULLI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:
il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche», agli articoli 4, 14, e 23 effettua la distinzione delle funzioni di indirizzo politico-amministrativo da quelle della gestione amministrativa, mentre l'articolo 19 contiene le disposizioni generali in materia di incarichi di funzioni dirigenziali presso le singole amministrazioni dello Stato;
l'articolo 20 del contratto collettivo nazionale del personale dirigente dell'area 1, per il quadriennio 2002-2005, sottoscritto il 21 aprile 2006, contiene la disciplina specifica del conferimento degli incarichi dirigenziali;
con direttiva del Ministro dello sviluppo economico, emanata il 15 febbraio 2009, è stata disciplinata la procedura per il conferimento degli incarichi di livello dirigenziale generale;
inoltre, con decreto del 7 maggio 2009, il Ministro dello sviluppo economico ha provveduto a definire le procedure e le modalità per il conferimento degli incarichi dirigenziali di livello non generale;
l'attuale organico dei dirigenti di prima fascia - ovvero dirigenti generali - del Ministero dello sviluppo economico, in base al decreto del Presidente della Repubblica n. 197 del 2008, è pari a 29 unità di cui 4 capi dipartimento, 17 direttori generali, 2 dirigenti generali presso gli uffici di diretta collaborazione e 6 dirigenti generali con incarico di studio; mentre l'organico dei dirigenti di seconda fascia è di 208 unità;
con riferimento all'attribuzione degli incarichi ai dirigenti generali a seguito della riorganizzazione prevista dal decreto del Presidente della Repubblica, n. 197 del 1998, che ha dato luogo ad un notevole spoil system, risultano attivati numerosi contenziosi che, con riferimento a quelli al momento definiti, hanno visto la soccombenza del Ministero;
si è in presenza ad avviso dell'interrogante di una situazione poco trasparente, caratterizzata dall'utilizzo di professionalità esterne, dal mancato rispetto delle percentuali previste dai commi 5-bis e 6 dell'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica n. 165, e da un notevole aggravio per il bilancio conseguente alle sentenze di reintegro a favore di dirigenti rimossi, che attualmente raggiungerebbero il numero di cinque;
si riscontra, inoltre che, mentre gli incarichi di dirigente generale con funzioni di studio sono ricoperti da dirigenti di prima fascia di ruolo di comprovata esperienza, dal 1o aprile 2010 è scoperto il posto di direttore generale peri servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione e dal 10 ottobre 2010 anche quello di direttore generale per le piccole e medie imprese e gli enti cooperativi;
si è in presenza ad avviso dell'interrogante non solo di un'evidente carenza organizzativa ma anche, e soprattutto, di

un persistente stato di grave incertezza amministrativa in quanto le relative funzioni di direttore generale sono state avocate e, comunque, svolte di fatto dai rispettivi capi dipartimento, Roberto Sambuco e Giuseppe Tripoli, che in base alle norme vigenti non possono svolgere le funzioni di direttore generale ad interim;
secondo la normativa vigente, nelle more della nomina dei titolari, la reggenza dell'ufficio doveva, in modo trasparente «essere affidata ad un altro dirigente del medesimo livello dirigenziale con un incarico ad interim, ai sensi dell'articolo 61 del CCNL 2002-05;
le menzionate direzioni generali sono titolari di provvedimenti che incidono sul sistema delle imprese in quanto al direttore generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione compete, in particolare: la stipula e gestione del contratto di servizio con la società concessionaria per il servizio pubblico di radiodiffusione; la disciplina di regolamentazione per i settori delle comunicazioni elettroniche e della radiodiffusione; l'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze per i servizi di comunicazione elettronica e radiodiffusione e dei diritti d'uso delle numerazioni; mentre al direttore generale per le piccole e medie imprese e gli enti cooperativi compete, fra l'altro, la vigilanza sul sistema cooperativo, la decisione sulle gestioni commissariali, gli scioglimenti e le liquidazioni coatte amministrative delle società cooperative;
da quanto premesso risulta evidente che lo stato di incertezza creatosi al Ministero dello sviluppo economico, dopo che per cinque mesi è mancato il titolare, ha prodotto e continua a produrre una grave situazione organizzativa che mette in dubbio la correttezza ed il buon andamento dell'azione amministrativa;
la situazione appare ancora più grave ed inaccettabile se si considera che la direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione svolge una funzione fondamentale nel delicato settore delle comunicazioni ed, in particolare, della radiodiffusione televisiva pubblica e privata, aspetto oltremodo delicato in un Paese nel quale sono sostanzialmente riconducibili al Presidente del Consiglio dei ministri una serie di reti televisive e radiofoniche -:
se si intenda porre fine al persistente stato di grave inadempienza ed attivare le procedure di competenza per la nomina del direttore generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione e del direttore generale per le piccole e medie imprese e gli enti cooperativi;
quali provvedimenti siano stati emessi dal capo dipartimento per le comunicazioni nello svolgimento delle funzioni di direttore generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione nel corso dei circa otto mesi trascorsi e quali di questi provvedimenti siano a rischio di impugnativa.
(5-04057)