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Atto a cui si riferisce:
.66/10 Codice dell'ordinamento militare.



DECRETO LEGISLATIVO 15 marzo 2010 , n. 66
  Codice dell'ordinamento militare. (10G0089)


LIBRO PRIMO
ORGANIZZAZIONE E FUNZIONI
TITOLO I
DISPOSIZIONI PRELIMINARI
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti  gli  articoli 76, 87 e 117, secondo comma, lettera d), della
Costituzione;
  Vistala   legge  28  novembre  2005,  n.  246  e,  in  particolare,
l'articolo 14:
   comma  14, cosi' come sostituito dall'articolo 4, comma 1, lettera
a),  della  legge  18  giugno  2009,  n.  69,  con  il quale e' stata
conferita  al  Governo la delega ad adottare, con le modalita' di cui
all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, decreti legislativi
che  individuano  le  disposizioni  legislative  statali,  pubblicate
anteriormente   al   1°   gennaio   1970,  anche  se  modificate  con
provvedimenti  successivi,  delle  quali si ritiene indispensabile la
permanenza  in vigore, secondo i principi e criteri direttivi fissati
nello stesso comma 14, dalla lettera a) alla lettera h);
   comma  15,  con cui si stabilisce che i decreti legislativi di cui
al  citato  comma 14, provvedono, altresi', alla semplificazione o al
riassetto  della materia che ne e' oggetto, nel rispetto dei principi
e criteri direttivi di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997,
n.  59,  anche  al  fine  di armonizzare le disposizioni mantenute in
vigore con quelle pubblicate successivamente alla data del 1° gennaio
1970;
   comma 22, con cui si stabiliscono i termini per l'acquisizione del
prescritto  parere  da  parte  della  Commissione parlamentare per la
semplificazione;
  Visto  il  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n. 300, recante
riforma  dell'organizzazione  del  Governo,  a norma dell'articolo 11
della  legge  15 marzo 1997, n. 59 e, in particolare, gli articoli da
20 a 22;
  Visto  il  concerto  reso  dal  Ministro  per  i  rapporti  con  il
Parlamento,  dal Ministro per i rapporti con le Regioni, dal Ministro
per   le   pari   opportunita',   dal   Ministro   per   la  pubblica
amministrazione  e  l'innovazione,  dal Ministro per l'attuazione del
programma  di Governo, dal Ministro degli affari esteri, dal Ministro
dell'interno,    dal   Ministro   della   giustizia,   dal   Ministro
dell'economia e delle finanze, dal Ministro dello sviluppo economico,
dal  Ministro  delle  politiche  agricole alimentari e forestali, dal
Ministro  dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dal
Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  dal Ministro del
lavoro  e  delle  politiche  sociali, dal Ministro della salute e dal
Ministro per i beni e le attivita' culturali;
  VistI  i pareri resi dal Sottosegretario di Stato con delega per la
famiglia,  la  droga  e  il  servizio civile e dal Sottosegretario di
Stato   e   Capo  del  Dipartimento  della  protezione  civile  della
Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  Visti  altresi',  i  pareri resi dal Ministro per le riforme per il
federalismo,  dal  Ministro  per  le  politiche europee, dal Ministro
della   gioventu',   dal   Ministro   del   turismo,   dal   Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca;
  Vista  la  richiesta  di parere inviata in data 30 giugno 2009 alle
Conferenze Stato Regioni e Unificata;
  Visto  il  parere  reso  dal  Consiglio della magistratura militare
nella seduta del 7 luglio 2009;
  Vista  la  deliberazione  preliminare  del  Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione dell'11 dicembre 2009;
  Udito  il  parere del Consiglio di Stato espresso dalla Commissione
speciale nell'Adunanza del 10 febbraio 2010;
  Acquisita la proposta di parere della Commissione bicamerale per la
semplificazione, per la seduta del 24 febbraio 2010;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 12 marzo 2010;
  Sulla  proposta  del  Ministro  della  difesa e del Ministro per la
semplificazione normativa;
                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:


                               Art. 1
                  Oggetto e ambito di applicazione

1.  Il  presente  decreto,  con  la  denominazione  di <<codice
dell'ordinamento  militare>>,  e  le altre disposizioni da esso
espressamente  richiamate, disciplinano l'organizzazione, le funzioni
e l'attivita' della difesa e sicurezza militare e delle Forze armate.
Ai fini del presente decreto per <<codice>> si intende il
codice di cui al presente comma.
2.  Nulla  e'  innovato  dal  presente  codice per quanto concerne le
disposizioni  vigenti proprie del Corpo della guardia di finanza, del
Sistema   di   informazione   per   la  sicurezza  della  Repubblica,
dell'Amministrazione della pubblica sicurezza, delle Forze di polizia
a ordinamento civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
3.  Le  norme  regolamentari  disciplinanti  la  medesima materia del
codice  sono  raccolte  in  un  testo  unico  organico, d'ora innanzi
denominato     <<regolamento>>,    emanato    ai    sensi
dell'articolo  20 della legge 15 marzo 1997, n. 59; il regolamento e'
modificato secondo le procedure previste dall'articolo 17 della legge
23  agosto  1988,  n.  400,  nel  rispetto  delle ulteriori modalita'
individuate dal codice.
4.  Nella  materia  di  cui  al  comma  1, rimane ferma la disciplina
introdotta  dalle  leggi  di autorizzazione alla ratifica di trattati
internazionali.
5.  Nella  materia  di  cui al comma 1, lo Stato esercita la potesta'
legislativa  esclusiva  ai  sensi dell'articolo 117, comma 2, lettera
d),  della  Costituzione,  che costituisce anche limite all'esercizio
delle  attribuzioni delle regioni e delle province autonome di Trento
e Bolzano sul governo del territorio.
6.   Se   non   e'  diversamente  disposto,  ai  provvedimenti  e  ai
procedimenti  previsti  dal  codice e dal regolamento si applicano la
legge  7  agosto  1990,  n.  241,  il  decreto  del  Presidente della
Repubblica  28  dicembre  2000,  n.  445, e il decreto legislativo 30
giugno 2003, n. 196.
 
	        
	      
TITOLO II
CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA
                               Art. 2
            Attribuzioni del Consiglio supremo di difesa

1.  Il  Consiglio  supremo  di difesa, nel presente titolo denominato
<<Consiglio>>,   esamina  i  problemi  generali  politici  e  tecnici
attinenti  alla  difesa  nazionale  e  determina i criteri e fissa le
direttive per l'organizzazione e il coordinamento delle attivita' che
comunque la riguardano.
 
	        
	      
                               Art. 3
                        Componenti di diritto

1.  Il  Consiglio e' presieduto dal Presidente della Repubblica ed e'
composto:
a)  dal  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  con  funzioni di
vice-presidente;
b) dal Ministro degli affari esteri;
c) dal Ministro dell'interno;
d) dal Ministro dell'economia e delle finanze;
e) dal Ministro della difesa;
f) dal Ministro dello sviluppo economico;
g) dal Capo di stato maggiore della difesa.
2.  Il  segretario  del  Consiglio,  nominato  dal Consiglio stesso e
scelto al di fuori dei suoi componenti, partecipa alle sedute.
 
	        
	      
                               Art. 4
                        Componenti eventuali

1.  Il  Presidente  puo'  convocare  riunioni  del  Consiglio  con la
partecipazione, a suo invito, dei Ministri non indicati nell'articolo
3.
2.  Possono altresi' essere convocati alle riunioni del Consiglio, se
il  presidente  lo  ritiene  opportuno,  i  Capi  di  stato  maggiore
dell'Esercito  italiano,  della  Marina  militare  e dell'Aeronautica
militare, i presidenti degli organi e istituti indicati nell'articolo
5,  nonche'  persone di particolare competenza nel campo scientifico,
industriale  ed  economico  ed  esperti  in  problemi  militari,  ivi
compresi  i  rappresentanti  qualificati  del  Corpo  volontari della
liberta' e delle formazioni partigiane.
 
	        
	      
                               Art. 5
                          Organi ausiliari

1.  Il  Consiglio,  nello  svolgimento  delle  sue attribuzioni, puo'
avvalersi   del  Comitato  interministeriale  per  la  programmazione
economica,  del  Consiglio  nazionale  delle  ricerche, dell'Istituto
centrale  di statistica, degli organi consultivi delle Forze armate e
dello Stato.
 
	        
	      
                               Art. 6
                      Segretario del Consiglio

1.  Il  segretario  del  Consiglio  raccoglie  ed elabora, secondo le
direttive  del  Consiglio, tutti gli elementi relativi alle questioni
da sottoporre al Consiglio stesso, coordina le relative deliberazioni
e ne predispone l'attuazione da parte degli organi competenti.
2.   A   tale   scopo  il  segretario  del  Consiglio  puo'  chiedere
direttamente  ad amministrazioni pubbliche, enti e imprese, tutti gli
elementi  e  i  dati  necessari  per lo studio e la trattazione delle
questioni da sottoporre al Consiglio.
 
	        
	      
                               Art. 7
                        Ufficio di segreteria

1.  L'Ufficio  di segreteria, istituito presso il Consiglio, coadiuva
il segretario del Consiglio nello svolgimento delle funzioni indicate
nell'articolo 6.
2.  L'Ufficio  di  segreteria  e'  costituito da personale comandato,
militare e civile, delle amministrazioni dello Stato.
3.  Il  numero  massimo  dei  componenti  l'Ufficio  di segreteria e'
determinato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di
concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e della difesa.
 
	        
	      
                               Art. 8
                              Riunioni

1. Il Consiglio si riunisce almeno due volte all'anno.
2.  E'  inoltre  convocato,  tutte  le  volte  che  se  ne ravvisi la
necessita',  dal Presidente della Repubblica, di propria iniziativa o
su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri.
 
	        
	      
                               Art. 9
            Regolamento di organizzazione e funzionamento

1.  Le  norme  necessarie  per  l'attuazione  di  quanto previsto dal
presente titolo sono contenute nel regolamento.
 
	        
	      
TITOLO III
AMMINISTRAZIONE DELLA DIFESA
CAPO I
MINISTRO DELLA DIFESA
                               Art. 10
               Attribuzioni del Ministro della difesa

1.  Il Ministro della difesa, preposto all'amministrazione militare e
civile della difesa e massimo organo gerarchico e disciplinare:
a)  attua  le deliberazioni in materia di difesa e sicurezza adottate
dal  Governo,  sottoposte all'esame del Consiglio supremo di difesa e
approvate dal Parlamento;
b) emana le direttive in merito alla politica militare, all'attivita'
informativa e di sicurezza e all'attivita' tecnico-amministrativa;
c)  partecipa  direttamente  o  tramite  un  suo delegato a tutti gli
organismi internazionali ed europei competenti in materia di difesa e
sicurezza  militare  o  le cui deliberazioni comportino effetti sulla
difesa nazionale;
d)  approva  la  pianificazione generale e operativa interforze con i
conseguenti  programmi  tecnico-finanziari, nonche' la pianificazione
relativa all'area industriale, pubblica e privata, di interesse della
Difesa.
2.  Il  Ministro  della  difesa,  inoltre,  propone al Presidente del
Consiglio  dei  ministri,  la  relazione  annuale  da  presentare  al
Parlamento,  in  ordine  allo  stato della disciplina militare e allo
stato  dell'organizzazione  delle  Forze  armate,  in  relazione agli
obiettivi di ristrutturazione, riferendo, in particolare:
a) sul livello di operativita' delle singole Forze armate;
b)  sul  grado  di  integrazione  del  personale  militare volontario
femminile;
c)  sull'azione  della  Direzione generale della previdenza militare,
della leva e del collocamento al lavoro dei volontari congedati;
d)  sul  conseguimento  degli obiettivi di reclutamento dei volontari
necessari ad assicurare l'operativita' delle Forze armate;
e)  sullo  stato dei reclutamenti nelle carriere iniziali delle Forze
di polizia a ordinamento civile e militare e del Corpo militare della
Croce rossa.
3.   Il   Ministro   della   difesa,   altresi',  puo'  sopprimere  o
riorganizzare,  con  proprio decreto, emanato su proposta del Capo di
stato  maggiore  della  difesa,  enti  e  organismi  nell'ambito  del
processo  di  ristrutturazione  delle Forze armate, fermo restando il
disposto dell'articolo 177.
 
	        
	      
                               Art. 11
                Attribuzioni in materia di armamenti

1.    Il   Ministro   della   difesa,   in   materia   di   controllo
dell'esportazione,   importazione   e   transito   dei  materiali  di
armamento, esercita le competenze e attribuzioni previste dalla legge
9  luglio  1990,  n.  185  e  dal regolamento di attuazione di cui al
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 gennaio 2005, n.
93.
 
	        
	      
                               Art. 12
                       Relazioni al Parlamento

1.  Il  Ministro della difesa, in sede di presentazione annuale dello
stato di previsione del Ministero, illustra al Parlamento:
a)  l'evoluzione  del  quadro  strategico  e le implicazioni militari
della situazione delle alleanze;
b) l'evoluzione degli impegni operativi interforze, con riguardo alla
capacita'  operativa e alla preparazione delle Forze armate e al loro
necessario adeguamento;
c) la nota aggiuntiva allo stato di previsione della spesa;
d) gli altri elementi di cui all'articolo 548.
2.  Il  Ministro  della  difesa  presenta  annualmente,  entro  il 31
gennaio,  una  relazione al Parlamento sullo stato di avanzamento del
processo  di ristrutturazione, nonche' sulla necessita' di apportarvi
correttivi   nei  limiti  degli  stanziamenti  di  bilancio  e  delle
dotazioni organiche di personale previste dalle vigenti disposizioni.
Il   Ministro   della   difesa  evidenzia  altresi',  nella  medesima
relazione,   le   modalita'   attraverso  le  quali  il  processo  di
ristrutturazione  attua  il  principio del coordinamento tra le Forze
armate.
 
	        
	      
                               Art. 13
                       Attribuzioni ulteriori

1.  Il  Ministro della difesa, oltre a quanto previsto negli articoli
10, 11 e 12, esercita le competenze:
a)  in  materia  di  ordinamento  giudiziario,  di cui al capo VI del
presente titolo;
b)   attribuite   in   via   generale   ai  Ministri  in  materia  di
organizzazione  dei  rispettivi dicasteri, e in particolare quelle di
cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
c) previste dalla legge, dal presente codice e dal regolamento.
 
	        
	      
                               Art. 14
          Uffici di diretta collaborazione con il Ministro
      e organismo indipendente di valutazione della performance

1.   Il   Ministro  della  difesa,  nell'ambito  di  quanto  previsto
dall'articolo  14, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, si avvale:
a)  per l'esercizio delle funzioni indicate negli articoli 10, 11, 12
e   13,   di  uffici  di  diretta  collaborazione,  aventi  esclusive
competenze di supporto e di raccordo con l'amministrazione;
b)  ai  sensi  dell'articolo  8, comma 1, ultimo periodo, del decreto
legislativo  30  luglio  1999,  n.  286,  del supporto dell'organismo
indipendente di valutazione della performance.
2.  Il  Ministro della difesa puo' essere coadiuvato da un portavoce,
anche   esterno   all'amministrazione,   con   compiti   di   diretta
collaborazione     ai     fini     dei    rapporti    di    carattere
politico-istituzionale con gli organi di informazione. Si applica, in
tal caso, l'articolo 7 della legge 7 giugno 2000, n. 150.
3.  Gli  uffici  e  l'organismo  indipendente  di  valutazione  della
performance  di  cui  al  presente  articolo sono disciplinati con il
regolamento.
 
	        
	      
CAPO II
MINISTERO DELLA DIFESA
SEZIONE I
AMMINISTRAZIONE CENTRALE E PERIFERICA
                               Art. 15
               Attribuzioni del Ministero della difesa

1.  Al Ministero della difesa sono attribuite le funzioni e i compiti
spettanti  allo Stato in materia di difesa e sicurezza militare dello
Stato, politica militare e partecipazione a missioni a supporto della
pace,   partecipazione   a   organismi   internazionali  di  settore,
pianificazione  generale e operativa delle Forze armate e interforze,
pianificazione  relativa  all'area  industriale  di  interesse  della
Difesa.
2.  Il Ministero della difesa esercita in particolare le funzioni e i
compiti concernenti le seguenti aree:
a)  area  tecnico  operativa:  difesa  e  sicurezza  dello Stato, del
territorio  nazionale  e delle vie di comunicazione marittime e aree,
pianificazione generale operativa delle Forze armate e Interforze con
i conseguenti programmi tecnico finanziari; partecipazione a missioni
anche   multinazionali   per   interventi   a  supporto  della  pace;
partecipazione agli organismi internazionali ed europei competenti in
materia  di  difesa  e  sicurezza  militare  o  le  cui deliberazioni
comportino   effetti   sulla  difesa  nazionale  e  attuazione  delle
decisioni  da  questi  adottate;  rapporti  con le autorita' militari
degli  altri  Stati;  informativa  al  Parlamento sull'evoluzione del
quadro   strategico   e  degli  impegni  operativi;  classificazione,
organizzazione   e  funzionamento  degli  enti  dell'area  operativa;
interventi   di   tutela  ambientale,  concorso  nelle  attivita'  di
protezione   civile   su  disposizione  del  Governo,  concorso  alla
salvaguardia  delle  libere istituzioni e il bene della collettivita'
nazionale nei casi di pubbliche calamita';
b)  area tecnico amministrativa e tecnico industriale: politica degli
armamenti   e  relativi  programmi  di  cooperazione  internazionale;
conseguimento  degli obiettivi di efficienza fissati per lo strumento
militare;  bilancio  e  affari  finanziari; ispezioni amministrative;
affari  giuridici, economici, contenzioso, disciplinari e sociali del
personale   militare   e   civile;   armamenti  terrestri,  navali  e
aeronautici;  telecomunicazioni,  informatica  e tecnologie avanzate;
lavori   e   demanio;   commissariato  e  servizi  generali;  leva  e
reclutamento;  sanita'  militare;  attivita'  di  ricerca e sviluppo,
approvvigionamento  dei  materiali e dei sistemi d'arma; programmi di
studio  nel  settore  delle  nuove  tecnologie  per  lo  sviluppo dei
programmi  d'armamento; pianificazione dell'area industriale pubblica
e privata; classificazione, organizzazione e funzionamento degli enti
dell'area tecnico industriale.
3. Il Ministero della difesa svolge i compiti di cui agli articoli 21
e 22.
 
	        
	      
                               Art. 16
                             Ordinamento

1.  L'organizzazione  del  Ministero della difesa e' articolata nelle
seguenti componenti:
a) uffici di diretta collaborazione del Ministro della difesa;
b) area tecnico-operativa;
c) area tecnico-amministrativa;
d) area tecnico-industriale;
e) due uffici centrali;
f) Servizio assistenza spirituale;
g) Commissariato generale per le onoranze ai Caduti;
h) Circolo ufficiali delle Forze armate.
2. L'area tecnico-operativa e' disciplinata nel capo III del presente
titolo;  l'area  tecnico-amministrativa,  articolata  in  non piu' di
undici   direzioni  generali,  ovvero  nel  minor  numero  risultante
dall'attuazione  delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 404,
lettera  a), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e all'articolo 74,
comma  1,  lettera  a),  del  decreto  legge  25 giugno 2008, n. 112,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 6 agosto 2008, n. 133,
coordinate  da  un  segretario  generale,  e gli uffici centrali sono
disciplinati  nel  capo  IV  del  presente  titolo e nel regolamento;
l'area  tecnico-industriale  e'  disciplinata nel capo V del presente
titolo.
 
	        
	      
                               Art. 17
                  Servizio di assistenza spirituale

1.  Il Servizio di assistenza spirituale alle Forze armate, istituito
per  assicurare  l'esercizio  delle  pratiche  di culto del personale
militare di religione cattolica e disimpegnato da sacerdoti cattolici
in  qualita'  di  cappellani militari, e' disciplinato dal titolo III
del libro V.
 
	        
	      
                               Art. 18
          Commissariato generale per le onoranze ai Caduti

1.  Il Commissario generale per le onoranze ai Caduti esercita le sue
funzioni alla dirette dipendenze del Ministro della difesa, che ha il
potere  di  nomina e di tutela dello stesso Commissario, oltre che di
decisione  in  ordine  ai  dissensi  tra  il  Commissario  e le altre
amministrazioni  con  cui  deve raccordarsi al fine dell'espletamento
delle sue funzioni.
2.  Le  competenze  e  le  funzioni  del  Commissario generale per le
onoranze  ai  Caduti  sono disciplinati nel libro II, titolo II, capo
VI, sezione III del presente codice.
 
	        
	      
                               Art. 19
            Circolo ufficiali delle Forze armate d'Italia

1. Il Circolo ufficiali delle Forze armate d'Italia ha sede a Roma ed
e',  a  tutti  gli  effetti,  inserito  nell'ambito  degli  uffici di
organizzazione del Ministero della difesa.
2.  Le  attivita'  sociali  e di rappresentanza espletate dal Circolo
ufficiali   delle   Forze   armate   d'Italia  non  sono  considerate
commerciali  ai  sensi  dell'articolo  4,  comma  5,  del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
3.  Gli  ufficiali  in  servizio delle Forze armate e del Corpo della
guardia di finanza sono iscritti di diritto al Circolo, e sono tenuti
al pagamento obbligatorio della quota mensile.
4.  Al  Circolo  e' destinato personale militare e civile nell'ambito
delle  dotazioni  organiche  del  Ministero  della  difesa,  il quale
subentra   in   tutti   i  rapporti  di  lavoro  in  essere  a  tempo
indeterminato  del  Circolo.  Per il funzionamento sono utilizzate le
risorse  derivanti  dalle quote obbligatoriamente versate mensilmente
dagli ufficiali, l'ammontare delle quali e' stabilito annualmente dal
Ministro  della  difesa,  di concerto con il Ministro dell'economia e
delle   finanze,   nonche'  gli  eventuali  contributi  finanziari  e
strumentali  forniti  dal  Ministero  della  difesa nell'ambito degli
stanziamenti ordinari di bilancio.
5.  Gli  organi, l'organizzazione e il funzionamento del Circolo sono
disciplinati dal regolamento.
 
	        
	      
                               Art. 20
                            Enti vigilati

  1. Sono posti sotto la vigilanza del Ministero della difesa:
    a) l'Agenzia industrie difesa;
    b) la Difesa servizi spa;
    c) l'Unione nazionale ufficiali in congedo d'Italia;
    d) l'Opera nazionale per i figli degli aviatori;
    e) l'Unione italiana tiro a segno;
    f) la Lega navale italiana;
    g)  l'Associazione  italiana della Croce rossa, per le componenti
ausiliarie delle Forze armate;
    h) la Cassa di previdenza delle Forze armate.
  2. L'organizzazione, i compiti e le funzioni dell'Agenzia industrie
difesa  e  della Difesa servizi spa sono rispettivamente disciplinati
nell'articolo 48 e nell'articolo 535.
  3.  Nel  regolamento sono disciplinati gli enti di cui alle lettere
c),  d),  e),  f)  e  h),  del  comma  1; la disciplina relativa alle
componenti  ausiliarie  delle Forze armate dell'Associazione italiana
della Croce rossa e' contenuta negli articoli 196 e 197. ((4))

-------------
AGGIORNAMENTO (4)
  Si riporta, in nota, il testo dell'art. 20, comma 3 a seguito della
modifica  introdotta  dall'avviso  di  rettifica in G.U. 7/9/2010, n.
209:
 "((3. Nel regolamento sono disciplinati gli enti di cui alle lettere
c),  d), e), f), g) e h) )), del comma 1; la disciplina relativa alle
componenti  ausiliarie  delle Forze armate dell'Associazione italiana
della  Croce rossa ((e' contenuta negli articoli 196, 197 e da 1626 a
1760.))".
  La suddetta modifica entra in vigore il 7/9/2010.
 
	        
	      
                               Art. 21
                   Servizio di assistenza al volo

1.  Ai  sensi  dell'articolo  7, paragrafo 5, del regolamento (CE) n.
550/2004,  i  servizi  di  controllo  del  traffico  aereo regolari e
pianificati   sono  forniti  al  traffico  aereo  generale  sotto  la
responsabilita'  dell'Aeronautica  militare  sugli  aeroporti e negli
spazi  aerei di competenza, quale fornitore di servizi di navigazione
aerea  in via primaria a movimenti di aeromobili diversi dal traffico
aereo generale.
2.  Per assicurare una corretta fornitura dei servizi di cui al comma
1,  l'Aeronautica militare, avvalendosi degli atti di intesa previsti
dall'articolo 1, comma 3, del decreto legge 8 settembre 2004, n. 237,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 9 novembre 2004, n. 265,
applica  e  garantisce  il  rispetto  dei  requisiti  di  qualita'  e
sicurezza,  stabiliti dal decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 118,
nella  formazione,  nell'addestramento  e  nell'impiego del personale
militare  preposto  alle  funzioni  di  controllo  del traffico aereo
generale.
3.  L'Ente  nazionale  per  l'aviazione civile rilascia la licenza di
studente  o  controllore  del  traffico  aereo  al personale militare
impiegato  nello svolgimento delle funzioni di controllore o studente
controllore  presso  fornitori di servizi di navigazione aerea di cui
al  comma  1, previa dimostrazione da parte dell'Aeronautica militare
della  rispondenza  dei  requisiti  in  possesso di detto personale a
quelli prescritti dal decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 118.
4.  In  relazione  a  urgenti  necessita' per la difesa nazionale, il
servizio di assistenza al volo per il traffico aereo generale, di cui
alla  legge 23 maggio 1980, n. 242, puo' essere assunto dal Ministero
della difesa con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta
del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri
della  difesa  e  delle  infrastrutture  e  dei trasporti, sentite le
commissioni  competenti  dei  due  rami  del Parlamento e, in caso di
particolare urgenza, informati i Presidenti delle Camere.
5.  Con  decorrenza  dalla  data  del  predetto decreto, il personale
addetto  al  servizio  di  assistenza  al volo e' considerato, a ogni
effetto,  personale militare in congedo richiamato in servizio, salvo
il   mantenimento,   se  piu'  favorevole,  del  proprio  trattamento
economico. Esso non puo' essere destinato a un diverso servizio.
6.  Con  il  decreto  di  cui  al  comma 4 sono adottate le norme per
l'attribuzione dei gradi militari in relazione alle funzioni svolte.
 
	        
	      
                               Art. 22
Servizio  di  distruzione  delle  scorte  di  mine  antipersona, armi
            chimiche e degli esplosivi non contrassegnati

1. Il Ministero della difesa esercita le seguenti competenze:
a) in materia di distruzione delle scorte di mine antipersona:
1) provvede a distruggere l'arsenale di mine antipersona in dotazione
o  stoccaggio  presso  le  Forze  armate,  fatta  eccezione  per  una
quantita'  limitata  e  comunque non superiore alle ottomila unita' e
rinnovabile  tramite  importazione fino a una quantita' non superiore
al  numero  sopra indicato, in deroga a quanto disposto dall'articolo
1,   comma   2  della  legge  29  ottobre  1997,  n.  374,  destinata
esclusivamente  all'addestramento  in operazioni di sminamento e alla
ricerca  di  nuove  tecnologie a scopo di sminamento e di distruzione
delle mine;
2)  provvede,  altresi', a distruggere le mine antipersona consegnate
dalle   aziende   produttrici  e  dagli  altri  detentori,  ai  sensi
dell'articolo 3 della legge 29 ottobre 1997, n. 374;
b) in materia di armi chimiche:
1)   comunica  al  Ministero  degli  affari  esteri,  ai  fini  delle
dichiarazioni  iniziali  e  successive all'Organizzazione, prescritte
dall'articolo III della Convenzione sulla proibizione dello sviluppo,
produzione,  immagazzinaggio  e  uso  di  armi  chimiche e sulla loro
distruzione,  con annessi, fatta a Parigi il 13 gennaio 1993, e dalla
parte  IV  dell'annesso sulle verifiche alla convenzione, i dati e le
informazioni ivi specificamente indicati, relativi alle armi chimiche
obsolete ovvero abbandonate gia' raccolte nel centro di stoccaggio in
attesa  di  distruzione e a tutte le armi chimiche obsolete rinvenute
in  aree  sotto  il suo diretto controllo, nonche' quelli relativi ai
composti  chimici  della  tabella  I,  contenuta  nell'<<annesso  sui
composti  chimici>>  alla  convenzione, detenuti per le attivita' non
proibite  dalla  convenzione  e,  in particolare, per l'addestramento
delle  squadre  di difesa nucleare, biologica, chimica (NBC) e per le
esigenze  di  collaudo  e sperimentazione dei materiali per la difesa
NBC;
2)  provvede,  attraverso il Centro tecnico logistico interforze NBC,
al recupero, immagazzinaggio e distruzione delle armi chimiche di cui
al punto 1 della presente lettera, secondo le procedure, le modalita'
e  le  scadenze  previste  nelle disposizioni della convenzione e del
citato annesso, e fornisce, su richiesta delle autorita' competenti e
nell'ambito  della propria competenza, concorso alla identificazione,
al  recupero,  all'immagazzinamento  e  alla  distruzione  delle armi
chimiche,  incluse  quelle  obsolete  e  abbandonate,  rinvenute  sul
territorio nazionale;
c)  in  materia di distruzione degli esplosivi non contrassegnati, ai
sensi della legge 20 dicembre 2000, n. 420:
1) procede alla distruzione degli esplosivi non contrassegnati;
2)  definisce con proprio provvedimento i profili procedurali nonche'
gli  enti,  stabilimenti o reparti incaricati di svolgere l'attivita'
di distruzione.
2. Con il decreto interministeriale di cui all'articolo 6 della legge
29 ottobre 1997, n. 374:
a)  e' stabilita la disciplina della distruzione delle scorte di mine
antipersona  con  modalita' che tengano presenti anche le esigenze di
tutela ambientale;
b)   e'   individuato,  altresi',  l'ufficio  competente  nell'ambito
dell'amministrazione del Ministero della difesa;
c)  e' istituito un registro ove riportare i quantitativi e i tipi di
mine  antipersona  in  possesso delle Forze armate, nonche' di quelle
consegnate  ai sensi del comma 1, e le date e le modalita' della loro
distruzione,   e  annotare,  altresi',  le  denunce  fatte  ai  sensi
dell'articolo 4, della legge 29 ottobre 1997, n. 374.
3.  Con  il decreto interministeriale di cui all'articolo 4, comma 3,
della  legge  20  dicembre  2000,  n.  420, e' definita la disciplina
relativa  alle  attivita'  procedurali  e le modalita' di distruzione
degli esplosivi non contrassegnati.
 
	        
	      
SEZIONE II
ORGANI CONSULTIVI E DI COORDINAMENTO
                               Art. 23
               Consiglio superiore delle Forze armate

1.  Il  Consiglio  superiore  delle  Forze  armate  e' organo di alta
consulenza del Ministro della difesa.
2.   Il   parere  del  Consiglio  superiore  delle  Forze  armate  e'
obbligatorio.
3.  Nel  preambolo dei decreti che approvano provvedimenti non aventi
carattere  legislativo,  e' inserita la formula <<udito il parere del
Consiglio   superiore  delle  Forze  armate>>.  Per  i  provvedimenti
legislativi, la menzione del parere e' contenuta nella relazione.
4.  La composizione, le attribuzioni e il funzionamento del Consiglio
superiore delle Forze armate sono disciplinati con il regolamento.
 
	        
	      
                               Art. 24
             Altri organi consultivi e di coordinamento

1.   Sono   disciplinati   nel  regolamento  i  seguenti  comitati  e
commissioni:
a) Comitato pari opportunita';
b)  Comitato  consultivo  per  l'inserimento  del  personale militare
volontario  femminile nelle Forze armate e nel Corpo della guardia di
finanza;
c) Comitato consultivo sui progetti di contratto;
d)  Commissione  consultiva  militare  unica  per la concessione e la
perdita di ricompense al valor militare;
e)  Commissioni  consultive  per  la  concessione  o  la  perdita  di
ricompense al valore o al merito di Forza armata;
f)  Comitato  di  coordinamento operativo e Comitato di coordinamento
generale.
 
	        
	      
CAPO III
AREA TECNICO OPERATIVA
SEZIONE I
CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA
                               Art. 25
 Configurazione della carica di Capo di stato maggiore della difesa

1. Il Capo di stato maggiore della difesa e' scelto tra gli ufficiali
in servizio permanente di grado non inferiore a quello di generale di
corpo d'armata dell'Esercito italiano, di ammiraglio di squadra della
Marina  militare  e  di  generale  di  squadra aerea dell'Aeronautica
militare, ed e' nominato con decreto del Presidente della Repubblica,
previa  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri, su proposta del
Ministro della difesa.
2. Il Capo di stato maggiore della difesa:
a)  dipende  direttamente dal Ministro della difesa, di cui e' l'alto
consigliere  tecnico-militare  e  al  quale  risponde dell'esecuzione
delle direttive ricevute;
b) e' gerarchicamente sovraordinato:
1) ai Capi di stato maggiore di Forza armata;
2) al Comandante generale dell'Arma dei carabinieri, limitatamente ai
compiti militari devoluti alla stessa Arma;
3)   al   Segretario   generale  della  difesa  per  le  attribuzioni
tecnico-operative a quest'ultimo affidate;
c)  svolge  i  compiti  previsti  dal codice, dal regolamento e dalla
legge.
3.  Il  Capo  di  stato  maggiore  della  difesa, in caso di assenza,
impedimento, o vacanza della carica e' sostituito dal piu' anziano in
carica  tra  i  Capi  di  stato maggiore di Forza armata, senza tener
conto,  ai  fini  dell'attribuzione  della  suddetta  anzianita',  di
eventuali periodi espletati nella funzione vicaria.
 
	        
	      
                               Art. 26
        Attribuzioni del Capo di stato maggiore della difesa

1.  Il  Capo  di  stato maggiore della difesa, in base alle direttive
impartite dal Ministro della difesa:
a)  e'  responsabile  della  pianificazione,  della predisposizione e
dell'impiego  delle  Forze  armate  nel  loro  complesso; predispone,
sentiti  i  Capi  di  stato  maggiore di Forza armata e il Comandante
generale  dell'Arma dei carabinieri, in relazione ai compiti militari
dell'Arma,  la pianificazione generale finanziaria e quella operativa
interforze e definisce i conseguenti programmi tecnico-finanziari;
b) assicura i rapporti con le corrispondenti autorita' militari degli
altri Stati;
c)  adotta  le  misure  organizzative  conseguenti  all'adozione  dei
provvedimenti di cui all'articolo 10, comma 3;
2.  Il  Capo  di  stato  maggiore  della  difesa  dirige,  coordina e
controlla  l'attivita'  di  polizia militare, avvalendosi del Comando
generale   dell'Arma   dei   carabinieri   per  l'elaborazione  delle
disposizioni di carattere tecnico.
3.  Le  ulteriori  specifiche attribuzioni del Capo di stato maggiore
della difesa in campo nazionale, internazionale e tecnico-scientifico
sono disciplinate nel regolamento.
 
	        
	      
                               Art. 27
            Ordinamento dello Stato maggiore della difesa

1.  Il Capo di stato maggiore della difesa, per l'esercizio delle sue
attribuzioni:
a)  dispone  di  uno Stato maggiore il cui ordinamento e' fissato nel
regolamento;
b)  si  avvale  del  Comando  operativo  di vertice interforze di cui
all'articolo 29;
2.   Sono   unificate  presso  lo  Stato  maggiore  della  difesa  le
attribuzioni  e  le attivita' generali concernenti la pianificazione,
la  predisposizione  e  l'impiego  delle  Forze  armate,  nonche'  le
attivita' svolte nell'ambito delle strutture centrali di Forza armata
suscettibili di accorpamento interforze.
3. Dipendono direttamente dal Capo di stato maggiore della difesa gli
altri comandi ed enti interforze indicati nel regolamento.
 
	        
	      
SEZIONE II
ORGANISMI INTERFORZE
                               Art. 28
       Comitato dei Capi di stato maggiore delle Forze armate

1.  Il  Comitato  dei  Capi  di  stato maggiore delle Forze armate e'
organo  di  consulenza  del  Capo  di stato maggiore della difesa. E'
presieduto dal Capo di stato maggiore della difesa, e ne fanno parte,
altresi',  il  Segretario  generale  della  difesa,  i  Capi di stato
maggiore  di  Forza  armata  e  il  Comandante generale dell'Arma dei
carabinieri.
2.  Le  determinazioni  adottate  dal  Capo  di  stato maggiore della
difesa,   che  ne  assume  la  piena  responsabilita',  costituiscono
disposizioni  per  i  Capi  di stato maggiore di Forza armata, per il
Comandante  generale  dell'Arma  dei  carabinieri,  limitatamente  ai
compiti  militari  dell'Arma,  e  per  il  Segretario  generale della
difesa.
3.  Le  disposizioni  regolanti  il  funzionamento  dell'organo  sono
contenute nel regolamento.
 
	        
	      
                               Art. 29
               Comando operativo di vertice interforze

1.  Il  Comando  operativo  di vertice interforze, posto alle dirette
dipendenze  del  Capo di stato maggiore della difesa, svolge funzioni
di  pianificazione  e  di  direzione  delle  operazioni nonche' delle
esercitazioni interforze e multinazionali.
2.  Le  norme  disciplinanti  l'ordinamento  del Comando operativo di
vertice interforze sono stabilite nel regolamento.
 
	        
	      
                               Art. 30
 Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della difesa

1.  Il  Reparto  informazioni  e sicurezza dello Stato maggiore della
difesa svolge i compiti previsti dall'articolo 8 della legge 3 agosto
2007, n. 124.
 
	        
	      
                               Art. 31
                 Comandi regione militare interforze

1.  Con  uno  o piu' decreti del Ministro della difesa possono essere
costituiti  Comandi  regione  militare  interforze  cui  devolvere le
funzioni  svolte dai Comandi regione militare e aerea, dai Comandi in
capo  dei  dipartimenti  militari  marittimi  e  dai Comandi militari
marittimi autonomi.
 
	        
	      
SEZIONE III
CAPI DI STATO MAGGIORE DI FORZA ARMATA E COMANDANTE GENERALE
DELL'ARMA DEI CARABINIERI
                               Art. 32
Configurazione  delle  cariche  di  Capo  di  stato maggiore di Forza
     armata e del Comandante generale dell'Arma dei carabinieri

  1.  I  Capi  di stato maggiore dell'Esercito italiano, della Marina
militare   e  dell'Aeronautica  militare  e  il  Comandante  generale
dell'Arma dei carabinieri:
    a)  sono  ufficiali  della  rispettiva  Forza armata che all'atto
della   nomina   rivestono  grado  di  generale  di  corpo  d'armata,
ammiraglio   di  squadra,  generale  di  squadra  aerea  in  servizio
permanente;
    b)  sono  nominati  con  decreto del Presidente della Repubblica,
previa  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri, su proposta del
Ministro  della  difesa,  sentito  il  Capo  di  stato maggiore della
difesa;
    c)  dipendono  dal  Capo  di  stato  maggiore  della  difesa;  il
Comandante  generale, limitatamente ai compiti militari dell'Arma dei
carabinieri;
    d)   nell'ambito   della  rispettiva  Forza  armata  hanno  rango
gerarchico sovraordinato nei riguardi di tutti gli ufficiali generali
e ammiragli. ((1)) ((4))
  2.  I Capi di stato maggiore e il Comandante generale dell'Arma dei
carabinieri,  in caso di assenza, impedimento o vacanza della carica,
sono  sostituiti  dall'ufficiale generale o ammiraglio designato alla
funzione vicaria.

-------------
AGGIORNAMENTO (1)
  Si  riporta,  in nota, il testo del comma 1 del presente articolo a
seguito  della  modifica  introdotta dall'avviso di rettifica in G.U.
1/06/2010, n. 126:
 "1.  I  Capi  di stato maggiore dell'Esercito italiano, della Marina
militare   e   dell'Aeronautica   militare   ((sono  ufficiali  della
rispettiva  Forza armata che all'atto della nomina rivestono grado di
generale  di  corpo  d'armata,  ammiraglio  di  squadra,  generale di
squadra   aerea   in  servizio  permanente;  il  Comandante  generale
dell'Arma  dei  carabinieri  e'  generale di corpo d'armata. I citati
vertici militari:
    a)  )) sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica,
previa  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri, su proposta del
Ministro  della  difesa,  sentito  il  Capo  di  stato maggiore della
difesa;
  ((b)  ))  dipendono  dal  Capo  di  stato maggiore della difesa; il
Comandante  generale, limitatamente ai compiti militari dell'Arma dei
carabinieri;
  ((c)  ))  nell'ambito  della  rispettiva  Forza  armata hanno rango
gerarchico sovraordinato nei riguardi di tutti gli ufficiali generali
e ammiragli.".
  La suddetta modifica entra in vigore il 01/06/2010.

-------------
AGGIORNAMENTO (4)
  Si riporta, in nota, il testo dell'art. 32, comma 1 a seguito della
modifica introdotta dall'avviso di rettifica in G.U. 7/9/2010, n. 209
a  rettifica del precedente avviso di rettifica in G.U. 1/06/2010, n.
126:
 "1.  I  Capi  di stato maggiore dell'Esercito italiano, della Marina
militare  e dell'Aeronautica militare sono ufficiali della rispettiva
Forza armata che all'atto della nomina rivestono grado di generale di
corpo  d'armata,  ammiraglio di squadra, generale di squadra aerea in
servizio   permanente;   ((il   Comandante   generale  dell'Arma  dei
carabinieri  all'atto  della  nomina  riveste il grado di generale di
corpo d'armata in servizio permanente.)) I citati vertici militari:
    a)  sono  nominati  con  decreto del Presidente della Repubblica,
previa  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri, su proposta del
Ministro  della  difesa,  sentito  il  Capo  di  stato maggiore della
difesa;
    b)  dipendono  dal  Capo  di  stato  maggiore  della  difesa;  il
Comandante  generale, limitatamente ai compiti militari dell'Arma dei
carabinieri;
    c)   nell'ambito   della  rispettiva  Forza  armata  hanno  rango
gerarchico sovraordinato nei riguardi di tutti gli ufficiali generali
e ammiragli.".
  La suddetta modifica entra in vigore il 7/9/2010.
 
	        
	      
                               Art. 33
Attribuzioni  del  Capo  di  stato  maggiore  di  Forza  armata e del
            Comandante generale dell'Arma dei carabinieri

1.  Il  Capo  di  stato  maggiore  di  Forza  armata e, per i compiti
militari dell'Arma, il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri:
a)  propongono  al  Capo  di stato maggiore della difesa il programma
relativo  alle  rispettive Forze armate ai fini della predisposizione
della pianificazione generale interforze, ai sensi dell'articolo 26;
b)  sono  responsabili dell'organizzazione e dell'approntamento delle
rispettive Forze armate, avvalendosi anche delle competenti direzioni
generali;
c) esercitano la funzione di comando delle rispettive Forze armate;
d)  adottano,  per  quanto  di rispettiva competenza, i provvedimenti
organizzativi  conseguenti  all'adozione  dei  provvedimenti  di  cui
all'articolo  10,  comma  3, previo parere del Capo di Stato maggiore
della difesa.
2. Le ulteriori specifiche attribuzioni dei Capi di stato maggiore di
Forza armata sono indicate nel regolamento.
3.  Le  ulteriori  attribuzioni del Comandante generale dell'Arma dei
carabinieri  sono disciplinate nel titolo IV, capo V, sezione II, del
presente libro.
 
	        
	      
                               Art. 34
Ordinamento  dello  Stato  maggiore  di  Forza  armata  e del Comando
                 generale dell'Arma dei carabinieri

1.  I Capi di stato maggiore di Forza armata e il Comandante generale
dell'Arma    dei   carabinieri   per   l'esercizio   delle   relative
attribuzioni:
a) dispongono, rispettivamente, degli Stati maggiori di Forza armata,
disciplinati   nel  regolamento,  e  del  Comando  generale,  di  cui
all'articolo 170;
b)  si  avvalgono  di  Comandi di vertice e Ispettorati, indicati per
ogni singola Forza armata nel titolo IV del presente libro.
2.  Fatto  salvo  quanto  disposto  nell'articolo  29,  rientra nelle
competenze  degli  Stati  maggiori  di  Forza  armata  e  del Comando
generale  dell'Arma  dei carabinieri l'esercizio delle attribuzioni e
delle  attivita'  relative  all'impiego  e  al  governo  del  proprio
personale,  all'addestramento,  alla logistica e alle predisposizioni
di approntamento e mobilitazione di Forza armata.
 
	        
	      
SEZIONE IV
UFFICI DEGLI ADDETTI DELLE FORZE ARMATE IN SERVIZIO ALL'ESTERO
                               Art. 35
          Addetti delle Forze armate in servizio all'estero

1.  Il  personale  delle  Forze  armate,  da destinare in qualita' di
addetto,  addetto  aggiunto  e  assistente  presso  le rappresentanze
diplomatiche italiane all'estero e' nominato con decreto del Ministro
della  difesa, sentito il Ministro degli affari esteri; con la stessa
procedura  il medesimo personale militare puo' essere accreditato per
piu' Stati o per piu' Forze armate.
2.  La  costituzione  dell'ufficio  dell'addetto  militare, di cui al
comma  1,  e'  preceduta  dalla  preventiva  designazione, a opera di
decreti  del  Ministro della difesa, di concerto con i Ministri degli
affari  esteri  e  dell'economia  e  finanze, delle sedi diplomatiche
italiane all'estero.
 
	        
	      
                               Art. 36
   Uffici degli addetti delle Forze armate in servizio all'estero

1.  L'addetto  dispone  di un ufficio, del quale fa parte, oltre agli
eventuali  addetti  aggiunti e assistenti, il personale assegnato dal
Ministero  della  difesa  con  mansioni di archivista; le mansioni di
archivista  sono  affidate  a  sottufficiali o a impiegati civili del
Ministero stesso.
2. I posti d'organico dell'ufficio di cui al comma 1 sono determinati
con  decreto  del  Ministro  della difesa, di concerto con i Ministri
degli affari esteri e dell'economia e finanze.
 
	        
	      
                               Art. 37
      Sicurezza degli uffici degli addetti militari all'estero

1.  La  sicurezza  degli  uffici degli addetti militari all'estero e'
assicurata dall'Arma dei carabinieri ai sensi dell'articolo 158.
 
	        
	      
                               Art. 38
                 Gestione del danaro e del materiale

1.  Gli  uffici  degli  addetti  militari costituiscono distaccamenti
dell'ufficio  amministrazioni speciali del Ministero della difesa per
quanto attiene alla gestione del denaro e del materiale.
2. La gestione del denaro comprende:
a) spese per il personale;
b) spese per il funzionamento.
3.  La gestione del materiale comprende la custodia, la conservazione
e la manutenzione dei beni mobili assegnati per l'uso.
 
	        
	      
                               Art. 39
                              Personale

  1.  Il  personale in servizio all'estero ha diritto ogni anno a una
licenza  ordinaria  di  trenta  giorni  lavorativi, nonche' a quattro
giornate  di  riposo  da  fruire  nell'anno  solare  ai  sensi e alle
condizioni  previste  dalla  legge 23 dicembre 1977, n. 937. Le ferie
del   personale   civile  del  Ministero  della  difesa  in  servizio
all'estero  sono  regolate  secondo  le  disposizioni  vigenti per il
territorio nazionale. ((2))
  2.  Per  il  personale in servizio nelle sedi disagiate e in quelle
particolarmente  disagiate,  stabilite per il personale del Ministero
degli  affari  esteri  ai  sensi  del  comma  1 dell'articolo 144 del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, il
periodo  di  licenza  ordinaria  o  di  ferie  di  cui  al comma 1 e'
rispettivamente aumentato di sette e di dieci giorni lavorativi.
  3.  Al personale di cui ai commi 1 e 2 si applicano le stesse norme
sul trattamento economico per congedi ordinari o ferie e per rimborso
delle  relative  spese  di  viaggio  vigenti  per  il  personale  del
Ministero  degli  affari  esteri  in servizio all'estero, compreso il
periodo  di  tempo  corrispondente  ai giorni di viaggio per andata e
ritorno   dall'Italia,  stabilito  per  il  personale  del  Ministero
medesimo  ai  sensi  del  comma  3  dell'articolo 180 del decreto del
Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18. ((2))
  4.  Il  limite  massimo  di  assenza  dal  servizio all'estero, con
esclusione dei periodi di licenza ordinaria o di ferie, nonche' delle
assenze  connesse  al  servizio  stesso,  e'  fissato  in complessivi
sessanta giorni in ragione d'anno, durante i quali spetta il seguente
trattamento economico:
    a)  in  caso di assenza per infermita', l'indennita' personale e'
corrisposta  per  intero  per  i  primi  quarantacinque  giorni ed e'
sospesa per il restante periodo;
    b)  in  caso  di  altre  assenze  consentite  dalle  disposizioni
applicabili  ai  pubblici dipendenti, per motivi diversi da quelli di
salute, la corresponsione dell'indennita' personale e' sospesa.
  5.  Il  predetto  limite  massimo  di  assenza  e' aumentato fino a
quattro  mesi  nei  casi in cui per infermita' il personale non possa
essere  trasferito senza danno, fermo restando la disposizione di cui
al comma 4, lettera a).
  6.  Alle  lavoratrici  madri  in astensione dal lavoro ai sensi del
decreto  legislativo  26  marzo  2001,  n. 151, nonche' ai lavoratori
padri ai sensi della stessa normativa, spetta il seguente trattamento
economico:
    a)  in caso di astensione obbligatoria, l'indennita' personale e'
corrisposta per intero;
    b)  in  caso di astensione facoltativa, l'indennita' personale e'
sospesa.
  7.  Trascorsi  i  periodi  indicati  ai commi 4 e 5, nonche' quelli
previsti  dagli  articoli  16, 17 e 21, del testo unico approvato con
decreto  legislativo  26  marzo  2001,  n. 151, ulteriori assenze del
dipendente, pur se consentite dall'attuale ordinamento, comportano la
decadenza dall'organico dell'ufficio all'estero.
  8.  Al  personale  di  cui  al  comma  2  del  presente articolo si
applicano le norme che regolano, per il personale del Ministero degli
affari esteri, il computo, ai fini del trattamento di quiescenza, del
servizio previsto nelle sedi disagiate e particolarmente disagiate.

-------------
AGGIORNAMENTO (2)
  Si riporta, in nota, il testo del presente articolo a seguito delle
modifiche  introdotte dall'art. 5, comma 3-ter, lettera a) del D.L. 6
luglio  2010,  n. 102, convertito con modificazioni dalla L. 3 agosto
2010, n. 126:
                               Art. 39
                              Personale

  1.  Il  personale in servizio all'estero ha diritto ogni anno a una
licenza  ordinaria  di  trenta  giorni  lavorativi, nonche' a quattro
giornate  di  riposo  da  fruire  nell'anno  solare  ai  sensi e alle
condizioni  previste  dalla  legge 23 dicembre 1977, n. 937. Le ferie
del   personale   civile  del  Ministero  della  difesa  in  servizio
all'estero  sono  regolate  secondo  le  disposizioni  vigenti per il
territorio  nazionale.  ((Le disposizioni di cui al presente comma si
applicano anche al personale di cui all' articolo 1808)).
  2.  Per  il  personale in servizio nelle sedi disagiate e in quelle
particolarmente  disagiate,  stabilite per il personale del Ministero
degli  affari  esteri  ai  sensi  del  comma  1 dell'articolo 144 del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, il
periodo  di  licenza  ordinaria  o  di  ferie  di  cui  al comma 1 e'
rispettivamente aumentato di sette e di dieci giorni lavorativi.
  3.  Al personale di cui ai commi 1 ((, primo e secondo periodo,)) e
2  si applicano le stesse norme sul trattamento economico per congedi
ordinari  o  ferie  e  per  rimborso  delle relative spese di viaggio
vigenti  per  il  personale  del  Ministero  degli  affari  esteri in
servizio  all'estero,  compreso il periodo di tempo corrispondente ai
giorni  di viaggio per andata e ritorno dall'Italia, stabilito per il
personale  del  Ministero medesimo ai sensi del comma 3 dell'articolo
180  del  decreto  del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n.
18.
  4.  Il  limite  massimo  di  assenza  dal  servizio all'estero, con
esclusione dei periodi di licenza ordinaria o di ferie, nonche' delle
assenze  connesse  al  servizio  stesso,  e'  fissato  in complessivi
sessanta giorni in ragione d'anno, durante i quali spetta il seguente
trattamento economico:
    a)  in  caso di assenza per infermita', l'indennita' personale e'
corrisposta  per  intero  per  i  primi  quarantacinque  giorni ed e'
sospesa per il restante periodo;
    b)  in  caso  di  altre  assenze  consentite  dalle  disposizioni
applicabili  ai  pubblici dipendenti, per motivi diversi da quelli di
salute, la corresponsione dell'indennita' personale e' sospesa.
  5.  Il  predetto  limite  massimo  di  assenza  e' aumentato fino a
quattro  mesi  nei  casi in cui per infermita' il personale non possa
essere  trasferito senza danno, fermo restando la disposizione di cui
al comma 4, lettera a).
  6.  Alle  lavoratrici  madri  in astensione dal lavoro ai sensi del
decreto  legislativo  26  marzo  2001,  n. 151, nonche' ai lavoratori
padri ai sensi della stessa normativa, spetta il seguente trattamento
economico:
    a)  in caso di astensione obbligatoria, l'indennita' personale e'
corrisposta per intero;
    b)  in  caso di astensione facoltativa, l'indennita' personale e'
sospesa.
  7.  Trascorsi  i  periodi  indicati  ai commi 4 e 5, nonche' quelli
previsti  dagli  articoli  16, 17 e 21, del testo unico approvato con
decreto  legislativo  26  marzo  2001,  n. 151, ulteriori assenze del
dipendente, pur se consentite dall'attuale ordinamento, comportano la
decadenza dall'organico dell'ufficio all'estero.
  8.  Al  personale  di  cui  al  comma  2  del  presente articolo si
applicano le norme che regolano, per il personale del Ministero degli
affari esteri, il computo, ai fini del trattamento di quiescenza, del
servizio previsto nelle sedi disagiate e particolarmente disagiate."
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 12/08/2010.
 
	        
	      
CAPO IV
AREA TECNICO AMMINISTRATIVA
SEZIONE I
SEGRETARIO GENERALE DELLA DIFESA
                               Art. 40
   Configurazione della carica di Segretario generale della difesa

1. Il Segretario generale della difesa:
a)  e'  ufficiale  dell'Esercito  italiano,  della  Marina militare o
dell'Aeronautica  militare con il grado di generale di corpo d'armata
o  corrispondente  in  servizio  permanente ovvero dirigente di prima
fascia dell'amministrazione pubblica o anche estraneo alla stessa;
b)  e'  nominato,  ai  sensi  dell'articolo  19,  comma 3 del decreto
legislativo  30  marzo 2001, n. 165, con decreto del Presidente della
Repubblica,  previa  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri, su
proposta del Ministro della difesa, sentito il Capo di stato maggiore
della difesa;
c) dipende direttamente dal Ministro della difesa per le attribuzioni
amministrative,  e  dal  Capo  di  stato maggiore della difesa per le
attribuzioni  tecnico-operative,  ai  quali  risponde dell'attuazione
delle direttive e delle disposizioni ricevute.
2.   Il  Segretario  generale  della  difesa,  in  caso  di  assenza,
impedimento o vacanza della carica, e' sostituito dal Vice segretario
generale  che  espleta  anche le funzioni di vice direttore nazionale
degli armamenti.
 
	        
	      
                               Art. 41
          Attribuzioni del Segretario generale della difesa

1. Il Segretario generale della difesa:
a)  predispone,  d'intesa con il Capo di stato maggiore della difesa,
le   proposte   di  pianificazione  annuale  e  pluriennale  generale
finanziaria  relative  all'area  industriale,  pubblica e privata, di
interesse della Difesa;
b)  e'  responsabile,  nel quadro della pianificazione generale dello
strumento militare, dell'organizzazione e del funzionamento dell'area
tecnico-industriale e tecnico-amministrativa della Difesa;
c)  esercita le funzioni di Direttore nazionale degli armamenti ed e'
responsabile  delle  attivita'  di  ricerca  e sviluppo, produzione e
approvvigionamento dei sistemi d'arma;
d)   puo'  delegare  competenze  nell'area  tecnico-amministrativa  e
nell'area   tecnico-industriale   in   materia   di  armamenti  a  un
funzionario civile della Difesa oppure a un dirigente proveniente dal
settore  privato,  assunto  con  contratto  a  tempo  determinato,  e
nominato ai sensi dell'articolo 19 decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, previa designazione del Segretario generale medesimo.
2. Le ulteriori specifiche attribuzioni del Segretario generale della
difesa  in campo nazionale, internazionale e tecnico-scientifico sono
disciplinate nel regolamento.
 
	        
	      
                               Art. 42
       Organi di supporto del Segretario generale della difesa

  1.  Il  Segretario  generale della difesa per l'esercizio delle sue
attribuzioni:
    a) ha alle sue dipendenze i direttori generali del Ministero;
    b)  si  avvale  di due Vice segretari generali, di cui almeno uno
civile  e  uno,  di  norma,  militare,  nominati secondo le procedure
previste dall'articolo 19, decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
sentiti  il  Capo  di  stato  maggiore  della  difesa e il Segretario
generale  della  difesa.  I  vice  segretari generali sono scelti, se
civili,  tra  i  dirigenti  delle  amministrazioni  dello  Stato;  se
militari,  tra gli ufficiali con grado di generale di corpo d'armata,
ammiraglio  di  squadra  o  generale  di  squadra  aerea  in servizio
permanente  effettivo,  appartenenti a Forza armata diversa da quella
del  Segretario  generale.  Le  funzioni  di Vice direttore nazionale
degli armamenti sono attribuite dal Segretario generale a uno dei due
vice segretari generali; ((4))
    c)  dispone  del Segretariato generale della difesa, disciplinato
nella sezione II, del presente capo, e nel regolamento.

-------------
AGGIORNAMENTO (4)
  Si  riporta,  in nota, il testo dell'art. 42, comma 1, lettera b) a
seguito  della  modifica  introdotta dall'avviso di rettifica in G.U.
7/9/2010, n. 209:
   "b)  si  avvale  di due Vice segretari generali, di cui almeno uno
civile  e  uno,  di  norma,  militare,  nominati secondo le procedure
previste dall'articolo 19, decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
sentiti  il  Capo  di  stato  maggiore  della  difesa e il Segretario
generale  della  difesa.  I  vice  segretari generali sono scelti, se
civili,  ((tra  i  dirigenti  di prima fascia delle amministrazioni))
dello  Stato; se militari, tra gli ufficiali con grado di generale di
corpo  d'armata, ammiraglio di squadra o generale di squadra aerea in
servizio permanente effettivo, appartenenti a Forza armata diversa da
quella  del  Segretario  generale.  Le  funzioni  di  Vice  direttore
nazionale  degli  armamenti sono attribuite dal Segretario generale a
uno dei due vice segretari generali;".
  La suddetta modifica entra in vigore il 7/9/2010.
 
	        
	      
SEZIONE II
SEGRETARIATO GENERALE DELLA DIFESA
                               Art. 43
          Competenze del Segretariato generale della difesa

1.  Sono  unificate  presso  il Segretariato generale della difesa le
attribuzioni  e  le  attivita'  concernenti la politica industriale e
tecnologica,  la  ricerca e lo sviluppo, nonche' le attribuzioni e le
attivita'  analoghe  svolte da uffici del Ministero della difesa, ivi
compresi quelli posti alle dirette dipendenze del Ministro.
2.  Le  competenze  e  l'ordinamento  del Segretariato generale della
difesa sono disciplinati dall'articolo 106 del regolamento.
 
	        
	      
                               Art. 44
                  Registro nazionale delle imprese

1.  Presso  il  Segretariato  generale  della Difesa, e' istituito il
registro  nazionale  delle imprese e consorzi di imprese operanti nel
settore  della progettazione, produzione, importazione, esportazione,
manutenzione   e   lavorazioni  comunque  connesse  di  materiale  di
armamento,  precisate  e  suddivise  secondo le funzioni per le quali
l'iscrizione  puo' essere accettata. Copie di tale registro nazionale
e  dei  suoi  aggiornamenti  sono trasmesse, per i fini della legge 9
luglio  1990, n. 185, ai Ministeri degli affari esteri, dell'interno,
dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico.
2. Solo agli iscritti al registro nazionale possono essere rilasciate
le  autorizzazioni  a iniziare trattative contrattuali e a effettuare
operazioni  di  esportazione,  importazione, transito di materiale di
armamento.
3.   L'iscrizione   al  registro  di  cui  al  comma  1  tiene  luogo
dell'autorizzazione  di cui all'articolo 28, comma 2, del testo unico
delle  leggi  di  pubblica  sicurezza, approvato con regio decreto 18
giugno 1931, n. 773, fermi restando i requisiti indicati all'articolo
9 della legge 18 aprile 1975, n. 110.
4.  Le  domande  di  iscrizione  al registro nazionale sono corredate
della   documentazione   necessaria   a  comprovare  l'esistenza  dei
requisiti  richiesti,  secondo le modalita' indicate nel regolamento,
su  cui  per  tale  parte e' acquisito il concerto del Ministro degli
affari  esteri  e  del  Ministro dello sviluppo economico. Le domande
sono  presentate dalle imprese e dai consorzi di imprese che vi hanno
interesse purche' in possesso dei seguenti requisiti soggettivi:
a)  per  le  imprese  individuali  e  per  le societa' di persone, la
cittadinanza  italiana dell'imprenditore o del legale rappresentante,
ovvero  la  residenza  in  Italia  dei suddetti, purche' cittadini di
Paesi   legati  all'Italia  da  un  trattato  per  la  collaborazione
giudiziaria;
b)  per  le  societa'  di  capitali, purche' legalmente costituite in
Italia  e ivi esercitanti attivita' concernenti materiali soggetti al
controllo  di  cui  alla legge 9 luglio 1990, n. 185, la residenza in
Italia dei soggetti titolari dei poteri di rappresentanza ai predetti
fini,  purche'  cittadini italiani o di Paesi legati all'Italia da un
trattato per la collaborazione giudiziaria;
c)  per i consorzi di imprese costituiti con la partecipazione di una
o   piu'   imprese  iscritte  al  registro  nazionale,  l'assenza  di
condizioni  ostative  di cui al comma 8 per le imprese partecipanti e
il  possesso  dei  requisiti soggettivi di cui alla lettera b) per il
legale rappresentante del consorzio.
5.   Sono   iscritti  d'ufficio  al  registro  nazionale  i  consorzi
industriali  promossi a seguito di specifiche intese intergovernative
o comunque autorizzati dai competenti organi dello Stato italiano.
6.  Gli  iscritti al registro nazionale comunicano al Ministero della
difesa  ogni  variazione dei soggetti di cui al comma 4, lettere a) e
b),  e  al  comma  5,  il trasferimento della sede, la istituzione di
nuove sedi, la trasformazione o l'estinzione dell'impresa.
7. Non sono iscrivibili o, se iscritte, decadono dalla iscrizione:
a) le imprese dichiarate fallite;
b)  le  imprese cui si applicano le norme di sospensione, decadenza e
non iscrivibilita' stabilite dalla legge 31 maggio 1965, n. 575;
c)  le imprese i cui rappresentanti indicati al comma 4, lettere a) e
b),  sono  stati  definitivamente  riconosciuti  come  appartenuti  o
appartenenti  ad  associazioni segrete ai sensi dell'articolo 1 della
legge  25 gennaio 1982, n. 17, o sono stati condannati ai sensi della
legge 20 giugno 1952, n. 645, del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza  approvato  con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, della
legge  18  aprile 1975, n. 110, nonche' della legge 9 luglio 1990, n.
185;
d)  le imprese i cui legali rappresentanti sono stati condannati, con
sentenza  passata  in  giudicato,  per reati di commercio illegale di
materiali di armamento;
e)  le  imprese che, in violazione del divieto di cui all'articolo 22
della  legge  9  luglio  1990,  n.  185, assumono con le funzioni ivi
elencate,  ex  dipendenti  delle amministrazioni dello Stato prima di
tre anni dalla cessazione del loro servizio attivo.
8. Il verificarsi delle condizioni di cui al comma 7, lettere a), b),
c)  e  d),  determina  la sospensione o la cancellazione dal registro
nazionale,  disposta  con  decreto  del  Ministro  della  difesa,  da
comunicare ai Ministeri di cui al comma 1.
9.  Se  e'  rimosso  l'impedimento  alla  iscrizione,  l'impresa puo'
ottenere  l'iscrizione  stessa  o, se cancellata, la reiscrizione nel
registro nazionale.
10. In pendenza dell'accertamento definitivo degli impedimenti di cui
al  comma  8,  l'impresa o il consorzio possono esercitare le normali
attivita'  nei  limiti  delle  autorizzazioni  concesse e in corso di
validita', a eccezione di quelle oggetto di contestazione. A essi non
possono essere rilasciate nuove autorizzazioni.
11.  La  Commissione  per  la tenuta del registro nazionale di cui al
comma 1, insediata presso il Ministero della difesa, presieduta da un
magistrato  del  Consiglio  di Stato, e composta da un rappresentante
del  Ministero  degli  affari esteri, del Ministero dell'interno, del
Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero della difesa e
del Ministero dello sviluppo economico, svolge le seguenti funzioni:
a) delibera sulla base dei requisiti di cui al comma 4 in merito alla
iscrizione o reiscrizione al registro;
b) provvede alla revisione triennale del registro;
c)  fa  rapporto  all'autorita' giudiziaria ai fini dell'applicazione
delle sanzioni per illeciti relativi al registro;
d)   formula  un  parere  al  Ministro  per  la  cancellazione  e  la
sospensione dal registro.
12.  Le modalita' per l'iscrizione al registro e le norme relative al
funzionamento della commissione, sono disciplinate nel regolamento.
13.  Per  l'iscrizione  nel  registro  nazionale gli interessati sono
tenuti  a versare un contributo annuo nella misura e con le modalita'
stabiliti  con  decreto  del Ministro della difesa di concerto con il
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale  entro  il  31 ottobre dell'anno precedente a quello il cui
contributo si riferisce.
 
	        
	      
CAPO V
AREA TECNICO INDUSTRIALE
                               Art. 45
                  Stabilimenti e arsenali militari

1.  Gli  stabilimenti e gli arsenali militari, organi di produzione e
di  lavoro a carattere industriale del Ministero della difesa, per il
supporto  tecnico  e  logistico  delle  Forze  armate,  assolvono  di
massima,  nei  limiti  e  con  le modalita' stabilite dalle norme del
codice e del regolamento, i seguenti compiti:
a) produzione di mezzi e materiali;
b)  riparazioni,  manutenzioni  e trasformazioni di mezzi e materiali
non eseguibili presso gli organi logistici di forza armata;
c)  conferimento  di  commesse  esterne,  con  tutte  le  conseguenti
attivita' di controllo e collaudo;
d) studio ed esperienze; realizzazione di prototipi;
e)  analisi, studio e controllo in materia di costi e prezzi anche ai
fini di un'azione calmieratrice dei prezzi di mercato;
f)  formazione  e  aggiornamento ai diversi livelli e per specialita'
del personale tecnico dipendente dal Ministero della difesa.
2.  Gli  stabilimenti  e  arsenali militari, inoltre, concorrono allo
studio,   nel   rispettivo   settore,  dello  sviluppo  di  attivita'
industriali  di particolare interesse militare e della loro eventuale
conversione ai fini della produzione bellica.
3. Con decreto del Ministro della difesa sono stabiliti:
a)  tipo,  finalita',  compiti specifici di cui al presente articolo,
numero  e dislocazione, in relazione alle esigenze delle Forze armate
e del progresso scientifico e tecnico;
b)  l'ordinamento  e  la ripartizione interna dei compiti di ciascuno
stabilimento e arsenale militare e delle rispettive sezioni staccate.
 
	        
	      
                               Art. 46
Direzione  e  struttura  organizzativa  degli  stabilimenti  e  degli
                          arsenali militari

1.  Gli  enti di cui all'articolo 45 sono retti, a seconda della loro
potenzialita',  da  ufficiali  generali o ufficiali superiori, il cui
incarico e' conferito con decreto ministeriale.
2. Gli stabilimenti e arsenali militari e le sezioni staccate di tali
enti  sono  strutturati  sulla  base di una Direzione e di uno o piu'
servizi.
3.  In  caso  di  vacanza,  assenza  o  impedimento del direttore, la
reggenza della carica e' affidata al vice direttore.
4.  Al  funzionamento  degli  stabilimenti  e degli arsenali militari
provvede personale militare e civile.
5.  La  ripartizione  delle  dipendenze degli enti di cui al presente
articolo e' individuata nell'articolo 47.
 
	        
	      
                               Art. 47
                     Classificazione degli enti

1.   Gli  enti  dell'area  tecnico-industriale  e  i  centri  tecnici
dell'area tecnico-operativa del Ministero della difesa si distinguono
in:
a) enti gestiti dall'Agenzia industrie difesa, denominati unita';
b) enti dipendenti dal Segretario generale della difesa;
c) enti dipendenti dai Comandi e dagli Ispettorati logistici di Forza
armata.
2.  Alla  indicazione  degli  enti  da  ricomprendere nelle categorie
definite  dal  comma  1  si  provvede  con decreto del Ministro della
difesa.
3.  Gli enti dipendenti dal Segretario generale sono disciplinati nel
regolamento.
 
	        
	      
                               Art. 48
                      Agenzia industrie difesa

1.  L'Agenzia  industrie  difesa, istituita, nelle forme disciplinate
dagli  articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
con  personalita'  giuridica  di  diritto pubblico, e' posta sotto la
vigilanza  del  Ministro  della difesa, ed e' organizzata in funzione
del   conseguimento   dei   suoi   specifici   obiettivi,   ai  sensi
dell'articolo 12, lettera r), della legge 15 marzo 1997, n. 59. Scopo
dell'Agenzia  e'  quello  di gestire unitariamente le attivita' delle
unita'  produttive e industriali della difesa indicate con uno o piu'
decreti  del  Ministro  della  difesa.  L'Agenzia utilizza le risorse
finanziarie  materiali e umane delle unita' dalla stessa amministrate
nella misura stabilita dal regolamento di cui al comma 2.
2.   Le   norme   concernenti  l'organizzazione  e  il  funzionamento
dell'Agenzia    sono   definite   nel   regolamento,   nel   rispetto
dell'obiettivo dell'economica gestione e dei principi che regolano la
concorrenza e il mercato in quanto applicabili.
 
	        
	      
                               Art. 49
Enti  dipendenti  dai  comandi e dagli ispettorati logistici di Forza
                               armata

1.  La responsabilita' della manutenzione e della sperimentazione dei
beni  funzionali  all'impiego dello strumento militare e' affidata ai
competenti comandi o ispettorati di Forza armata.
2.  Gli enti, di cui al presente articolo, hanno autonomia gestionale
nell'ambito dei programmi di lavoro disposti annualmente dagli organi
di  cui  al  comma  1,  attendono  ai compiti relativi alle attivita'
amministrativo-contabili,  secondo  quanto  previsto  dalle  norme di
contabilita'  generale  dello  Stato  e  sono  altresi'  obbligati  a
provvedere alla tenuta di una contabilita' analitica industriale.
3.  I  direttori  degli  enti,  al fine di ottimizzare i procedimenti
connessi  all'attuazione  dei programmi di lavoro annuali, provvedono
autonomamente  sia alle necessarie acquisizioni di beni e servizi sia
alla  gestione delle risorse disponibili, per il pieno raggiungimento
degli obiettivi individuati dai programmi medesimi.
4.  Prima  dell'inizio dell'esercizio finanziario, gli enti di cui al
presente  articolo  ricevono  il  programma  di  lavoro  annuale  con
l'indicazione  delle  risorse  finanziarie  stanziate  sui pertinenti
capitoli di bilancio.
 
	        
	      
                               Art. 50
Personale  degli  enti  dipendenti  dai  comandi  e dagli ispettorati
                      logistici di Forza armata

1.  Il  direttore  dell'ente, nominato con decreto del Ministro della
difesa, e' scelto tra il personale militare con grado non inferiore a
colonnello   o  gradi  equipollenti.  Il  direttore,  individuato  in
relazione  alle  esperienze maturate nel settore tecnico-industriale,
ricopre  l'incarico per un periodo di quattro anni, rinnovabile anche
per un periodo di tempo inferiore, compatibilmente con le esigenze di
impiego  della  Forza armata di appartenenza e sempre che l'attivita'
svolta risulti adeguata agli obiettivi prefissati.
2. Il direttore:
a)  formula  proposte  ai fini della predisposizione dei programmi di
lavoro;
b)   cura   l'attuazione   dei   programmi   stessi,  anche  mediante
l'affidamento   della   gestione  di  singoli  progetti  a  personale
dipendente   appositamente   incaricato,   determinando   le  risorse
occorrenti alla realizzazione di ciascun progetto;
c)   esercita  i  poteri  di  spesa  nei  limiti  degli  stanziamenti
assegnati;
d)  determina,  informandone le organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative   sul   piano   nazionale,   i  criteri  generali  di
organizzazione degli uffici, e definisce, ai sensi delle prescrizioni
del  contratto  collettivo  nazionale  di  lavoro  del  comparto  del
personale   dipendente   dei   Ministeri,   l'orario  di  servizio  e
l'articolazione  dell'orario contrattuale di lavoro in relazione alle
esigenze funzionali della struttura organizzativa cui e' preposto;
e)   individua  i  responsabili  dei  procedimenti  curati  dall'ente
adottando le conseguenti attivita' di verifica e controllo.
3.  Il direttore e' responsabile dei risultati dell'attivita' svolta,
con  particolare  riferimento  alla  corretta  gestione delle risorse
pubbliche  e al raggiungimento degli obiettivi indicati nei programmi
di   lavoro.   A   tal   fine,  si  avvale  di  un  apposito  sistema
informativo-statistico   per   il   controllo   interno  di  gestione
dell'ente,  con  rilevazioni  periodiche dei costi, delle attivita' e
dei relativi risultati.
4.  Ferme le vigenti dotazioni organiche, il vice direttore dell'ente
dell'area  tecnico-industriale,  nominato  con  decreto  del Ministro
della  difesa,  e'  scelto  nell'ambito  dei  funzionari civili della
Difesa in possesso di esperienza nel settore tecnico-industriale e di
adeguata  qualifica  funzionale o dirigenziale; l'incarico puo' anche
essere  conferito  a  personale  dell'Amministrazione pubblica ovvero
estraneo  alla  stessa  se  in  possesso  di analoga esperienza e con
precedenti incarichi di dirigenza aziendale.
5. Il vice direttore coadiuva il direttore nell'esplicazione dei suoi
compiti e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento in tutte le
sue  attribuzioni; dirige i servizi posti alle proprie dipendenze; ha
la  reggenza  dell'ente  in  caso  di  vacanza;  provvede a gestire i
singoli progetti affidatigli dal direttore.
 
	        
	      
                               Art. 51
        Norme comuni agli enti dell'area tecnico-industriale

1. Con uno o piu' decreti il Ministro della difesa provvede:
a)  di  concerto  con  i  Ministri  della  pubblica amministrazione e
innovazione   e   dell'economia   e   delle   finanze,   sentite   le
organizzazioni    sindacali    maggiormente   rappresentative,   alla
riorganizzazione   connessa   all'espletamento   delle  attivita'  di
competenza  di  ciascun ente di cui all'articolo 47, comma 1, lettere
b)  e  c), nonche' alla definizione di specifici settori d'intervento
degli enti di cui all'articolo 47, comma 1, lettera b), eventualmente
procedendo   ad   accorpamenti,   trasformazioni,  concentrazioni  di
processi  produttivi e riconversioni industriali, con ricorso anche a
una  unica  gestione  se l'autonomia di singole strutture non risulta
funzionalmente utile e conveniente;
b)  di  concerto  con  i  Ministri  della  pubblica amministrazione e
innovazione  e  dell'economia e delle finanze, alla indicazione degli
enti  di  cui all'articolo 47, comma 1, lettera b), che, in relazione
agli  obiettivi di produttivita' ed economicita', sono da dismettere,
anche  ai  sensi dell'articolo 4, comma 3, lettera c), della legge 15
marzo  1997,  n. 59, ovvero da trasformare, sentite le organizzazioni
sindacali  maggiormente  rappresentative,  in  aziende  a ordinamento
autonomo,  ai  sensi e nel termine dell'articolo 12, comma 1, lettera
g) della legge 15 marzo 1997, n. 59, come modificato dall'articolo 7,
comma  1, lettera i), della legge 15 maggio 1997, n. 127. Il relativo
ordinamento   e'   definito,   per   ciascuna   azienda,  sentite  le
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
2.  Relativamente agli aspetti del personale dipendente degli enti di
cui  all'articolo 47, correlati alle procedure di ristrutturazione di
cui  al  presente articolo, si applicano le disposizioni previste dal
capo I del titolo II del libro V del presente codice.
 
	        
	      
CAPO VI
GIUSTIZIA MILITARE
SEZIONE I
ORDINAMENTO GIUDIZIARIO MILITARE
                               Art. 52
                         Magistrati militari

1. I magistrati militari sono distinti secondo le funzioni esercitate
e sono equiparati ai corrispondenti magistrati ordinari.
2. Le funzioni giudicanti sono:
a)  di  primo  grado  (giudice  presso il Tribunale militare e presso
l'Ufficio militare di sorveglianza);
b) di secondo grado (giudice presso la Corte militare di appello);
c)  semidirettive  di  primo  grado  (presidente di sezione presso il
Tribunale militare);
d)  semidirettive di secondo grado (presidente di sezione della Corte
militare di appello);
e) direttive di primo grado (presidente del Tribunale militare);
f)  direttive  elevate  di  primo  grado  (presidente  del  Tribunale
militare di sorveglianza);
g)  direttive  di  secondo  grado (presidente della Corte militare di
appello).
3. Le funzioni requirenti sono:
a) di primo grado (sostituto procuratore militare);
b)  di  secondo grado (sostituto procuratore generale militare presso
la Corte militare di appello);
c) di legittimita' (sostituto procuratore generale militare presso la
Procura generale militare presso la Corte di Cassazione);
d)  semidirettive di secondo grado (avvocato generale militare presso
la Corte militare di appello);
e)  direttive  di  primo grado (procuratore militare della Repubblica
presso il Tribunale militare);
f)  direttive  di secondo grado (procuratore generale militare presso
la Corte militare di appello);
g)   direttive  superiori  requirenti  di  legittimita'  (procuratore
generale militare presso la Corte di Cassazione).
4. Lo stato giuridico, le garanzie d'indipendenza, l'avanzamento e il
trattamento  economico  dei  magistrati  militari sono regolati dalle
disposizioni   in   vigore  per  i  magistrati  ordinari,  in  quanto
applicabili.
 
	        
	      
                               Art. 53
       Requisiti e criteri per il conferimento delle funzioni

1.  Per  il conferimento delle funzioni di cui all'articolo 52, commi
2,  lettera  a)  e  3,  lettera a) e' richiesta almeno la delibera di
conferimento delle funzioni giurisdizionali al termine del periodo di
tirocinio.
2.  Per  il conferimento delle funzioni di cui all'articolo 52, commi
2,  lettere  b)  e  c), e 3, lettera b) e' richiesto il conseguimento
almeno della seconda valutazione di professionalita'.
3.  Per  il conferimento delle funzioni di cui all'articolo 52, commi
2,  lettera  e)  e 3, lettera e) e' richiesto il conseguimento almeno
della terza valutazione di professionalita'.
4.  Per  il conferimento delle funzioni di cui all'articolo 52, commi
2,  lettere  d)  ed  f),  e  3,  lettere  c)  e  d),  e' richiesto il
conseguimento almeno della quarta valutazione di professionalita'.
5.  Per  il conferimento delle funzioni di cui all'articolo 52, commi
2,  lettera  g)  e 3, lettera f) e' richiesto il conseguimento almeno
della quinta valutazione di professionalita'.
6.  Per  il conferimento delle funzioni di cui all'articolo 52, comma
3,  lettera  g),  e'  richiesto  il  conseguimento almeno della sesta
valutazione  di  professionalita';  il  magistrato,  alla  data della
vacanza  del  posto  da  coprire,  deve  avere esercitato, per almeno
quattro  anni,  funzioni direttive giudicanti o requirenti di primo o
di secondo grado o funzioni requirenti di legittimita'.
 
	        
	      
                               Art. 54
                         Tribunale militare

1. Il Tribunale militare e' formato:
a)  da  un  magistrato  militare  in  possesso dei requisiti previsti
dall'articolo 53, comma 3, che lo presiede;
b)  da  piu'  magistrati  militari in possesso dei requisiti previsti
dall'articolo  53,  comma  1,  e  da almeno un magistrato militare in
possesso dei requisiti previsti dall'articolo 53, comma 2.
2. Il Tribunale militare giudica con l'intervento:
a)  del presidente del Tribunale militare o del presidente di sezione
del  Tribunale militare che lo presiedono; in caso di impedimento del
presidente  giudica  con  l'intervento  di  un magistrato militare in
possesso  dei  requisiti  previsti  dall'articolo  53,  comma  2, con
funzioni di presidente;
b)  di  un magistrato militare in possesso dei requisiti previsti dal
comma 1, lettera b), con funzioni di giudice;
c)  di  un  militare  dell'Esercito  italiano, della Marina militare,
dell'Aeronautica militare, dell' Arma dei Carabinieri o della Guardia
di  finanza  di  grado  pari  a  quello  dell'imputato e comunque non
inferiore  al  grado  di ufficiale, estratto a sorte, con funzioni di
giudice.
3. L'estrazione a sorte dei giudici di cui al comma 2, lettera c), si
effettua  tra  gli ufficiali, aventi il grado richiesto, che prestano
servizio nella circoscrizione del Tribunale militare.
4.  Le  estrazioni  a  sorte, previo avviso affisso in apposito albo,
sono  effettuate,  nell'aula  di  udienza  aperta  al  pubblico,  dal
presidente, alla presenza del pubblico ministero, con l'assistenza di
un ausiliario, che redige verbale.
5.  I  giudici  estratti  a  sorte  durano  in  funzione  due  mesi e
proseguono  nell'esercizio  delle  funzioni sino alla conclusione dei
dibattimenti in corso.
6.  L'estrazione  a  sorte  avviene  ogni sei mesi, distintamente per
ognuno  dei bimestri successivi. Sono estratti, per ogni giudice, due
supplenti.
 
	        
	      
                               Art. 55
                     Circoscrizioni territoriali

1.  I  Tribunali militari e le Procure militari sono tre e hanno sede
in Verona, Roma e Napoli.
2.  Il  Tribunale  militare  e  la  Procura  militare di Verona hanno
competenza  in  ordine ai reati militari commessi nelle regioni Valle
d'Aosta,  Piemonte,  Liguria, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Veneto,
Friuli Venezia-Giulia, Emilia- Romagna.
3.  Il  Tribunale  militare  e  la  Procura  militare  di  Roma hanno
competenza  in  ordine  ai  reati  militari  commessi  nelle  regioni
Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Sardegna.
4.  Il  Tribunale  militare  e  la  Procura  militare di Napoli hanno
competenza in ordine ai reati militari commessi nelle regioni Molise,
Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.
 
	        
	      
                               Art. 56
            Tribunale e Ufficio militare di sorveglianza

1.  Il  Tribunale  militare  di  sorveglianza,  con  sede  in  Roma e
giurisdizione su tutto il territorio nazionale, si compone di tutti i
magistrati  militari  di  sorveglianza  e  di  esperti  nominati  dal
Consiglio  della  magistratura  militare,  su  proposta  motivata del
presidente del Tribunale militare di sorveglianza.
2.  I  provvedimenti  del  Tribunale  militare  di  sorveglianza sono
adottati:
a)  da  un  collegio  composto dal presidente, magistrato militare in
possesso  dei  requisiti  di  cui all'articolo 53, comma 4, o, in sua
assenza o impedimento, dal magistrato militare di sorveglianza che lo
segue per anzianita' nel ruolo;
b)  da  un magistrato militare di sorveglianza almeno in possesso dei
requisiti di cui all'articolo 53, comma 1;
c) da due fra gli esperti di cui al comma 1.
3.   L'Ufficio  militare  di  sorveglianza  ha  sede  in  Roma  e  ha
giurisdizione  su  tutto il territorio nazionale; al suddetto Ufficio
sono  assegnati  magistrati  militari  di  sorveglianza,  in possesso
almeno dei requisiti di cui all'articolo 53, comma 1;
4.  I  magistrati militari che esercitano le funzioni di sorveglianza
non devono essere adibiti ad altre funzioni giudiziarie.
5.  Con  decreto  del  presidente della Corte militare d'appello puo'
essere   temporaneamente  destinato  a  esercitare  le  funzioni  del
magistrato militare di sorveglianza mancante o impedito un magistrato
militare,  in  possesso  almeno dei requisiti di cui all'articolo 53,
comma 1.
 
	        
	      
                               Art. 57
                      Corte militare di appello

1.   La   Corte   militare  d'appello,  con  sede  in  Roma,  giudica
sull'appello  proposto  avverso  i provvedimenti emessi dai Tribunali
militari.
2. La Corte militare d'appello e' formata:
a)  da  un  magistrato  militare  in  possesso  dei  requisiti di cui
all'articolo 53, comma 5, che la presiede;
b)   da   magistrati  militari  in  possesso  dei  requisiti  di  cui
all'articolo 53, comma 4;
c)   da   magistrati  militari  in  possesso  dei  requisiti  di  cui
all'articolo 53, comma 2.
3. Le sezioni della Corte sono formate:
a)  da un magistrato militare in possesso almeno dei requisiti di cui
all'articolo 53, comma 4, che la presiede;
b)  da  magistrati  militari  in possesso almeno dei requisiti di cui
all'articolo 53, comma 2.
4. La Corte militare d'appello giudica con l'intervento:
a)  del presidente della Corte militare di appello o della sezione o,
in  caso di impedimento, di un magistrato militare almeno in possesso
dei  requisiti  di  cui  all'articolo  53,  comma  2, con funzioni di
presidente;
b) di due magistrati militari in possesso almeno dei requisiti di cui
all'articolo 53, comma 2, con funzioni di giudice;
c)  di  due  militari  dell'Esercito italiano, della Marina militare,
dell'Aeronautica  militare, dell'Arma dei Carabinieri o della Guardia
di  finanza,  di  grado  pari a quello dell'imputato e, comunque, non
inferiore  a  tenente  colonnello,  estratti a sorte, con funzioni di
giudice.
5.  Le  estrazioni  a  sorte  e  la  durata  in  funzione dei giudici
appartenenti  alle  Forze  armate sono regolate dalle norme stabilite
per i Tribunali militari.
 
	        
	      
                               Art. 58
                    Uffici del pubblico ministero

1.  La  Procura  generale  militare  presso la Corte di Cassazione e'
composta:
a)  dal  procuratore  generale  militare della Repubblica, magistrato
militare con funzioni direttive superiori requirenti di legittimita',
scelto tra i magistrati in possesso dei requisiti di cui all'articolo
53, comma 6;
b)   da  due  sostituti  procuratori  generali  militari,  magistrati
militari in possesso dei requisiti di cui all'articolo 53, comma 4.
2.  La  Procura generale militare presso la Corte militare di appello
e' composta:
a)  da  un procuratore generale militare della Repubblica, magistrato
militare in possesso dei requisiti di cui all'articolo 53, comma 5;
b)  da un avvocato generale militare, magistrato militare in possesso
dei requisiti di cui all'articolo 53, comma 4;
c) da sostituti procuratori generali militari, magistrati militari in
possesso dei requisiti di cui all'articolo 53, comma 2.
3. La Procura militare presso il Tribunale militare e' composta:
a)  da  un procuratore militare della Repubblica, magistrato militare
in possesso dei requisiti di cui all'articolo 53, comma 3;
b)  da  sostituti  procuratori  militari della Repubblica, magistrati
militari in possesso dei requisiti di cui all'articolo 53, comma 1.
 
	        
	      
                               Art. 59
               Ruolo organico dei magistrati militari

1.   Il   ruolo  organico  dei  magistrati  militari  e'  fissato  in
cinquantotto unita'.
2.  Alla  formazione  delle  piante organiche degli uffici giudiziari
militari  si  provvede  con  decreto  del  Ministro  della difesa, su
proposta del Consiglio della magistratura militare.
 
	        
	      
SEZIONE II
CONSIGLIO DELLA MAGISTRATURA MILITARE
                               Art. 60
       Composizione del Consiglio della magistratura militare

1.  Il  Consiglio  della  magistratura militare ha sede in Roma ed e'
composto da:
a) il primo presidente della Corte di Cassazione, che lo presiede;
b) il procuratore generale militare presso la Corte di Cassazione;
c) due componenti eletti dai magistrati militari;
d) un componente estraneo alla magistratura militare, scelto d'intesa
tra  i  Presidenti  delle  due  Camere,  fra  professori  ordinari di
universita' in materie giuridiche e avvocati con almeno quindici anni
di esercizio professionale, che assume le funzioni di vice presidente
del  Consiglio. Quest'ultimo componente non puo' esercitare attivita'
professionale  suscettibile  di  interferire  con  le  funzioni della
magistratura  militare  ne'  puo'  esercitare attivita' professionale
nell'interesse o per conto, ovvero contro l'amministrazione militare.
2. Ferma restando la dotazione organica di cui all'articolo 59, senza
nuovi  o  maggiori  oneri  per  il bilancio dello Stato, i magistrati
militari   componenti   elettivi  del  Consiglio  della  magistratura
militare  sono  collocati  fuori ruolo per la durata del mandato e il
posto di organico e' reso indisponibile per la medesima durata.
3.  L'attivita' e l'attuazione delle deliberazioni del Consiglio sono
promosse dal presidente, sostituito, in caso di impedimento, dal vice
presidente.
 
	        
	      
                               Art. 61
Principi  generali  in  materia  di  attribuzioni e funzionamento del
                Consiglio della magistratura militare

1. Il Consiglio ha, per i magistrati militari, le stesse attribuzioni
previste  per il Consiglio superiore della magistratura, ivi comprese
quelle   concernenti   i  procedimenti  disciplinari,  sostituiti  al
Ministro della giustizia e al procuratore generale presso la Corte di
Cassazione,   rispettivamente,   il   Ministro   della  difesa  e  il
procuratore generale militare presso la Corte di Cassazione.
2.  Le  deliberazioni del Consiglio sono adottate a maggioranza e per
la loro validita' e' necessaria la presenza di almeno tre componenti,
di  cui  uno  elettivo.  A  parita'  di  voti  prevale  il  voto  del
presidente.
3. Il Consiglio dura in carica quattro anni.
 
	        
	      
                               Art. 62
   Attribuzioni generali del Consiglio della magistratura militare

1. Il Consiglio della magistratura militare delibera:
a) sulle assunzioni della magistratura militare, sull'assegnazione di
sedi  e  di  funzioni,  sui trasferimenti, sulle promozioni e su ogni
altro provvedimento di stato riguardante i magistrati militari;
b)  sulle  sanzioni disciplinari a carico dei magistrati militari, in
esito  a  procedimenti  promossi  dal  Ministro  della  difesa  o dal
procuratore generale militare presso la Corte di Cassazione;
c)   sul   conferimento   ai   magistrati   militari   di   incarichi
extragiudiziari;
d) su ogni altra materia a esso attribuita dalla legge.
2.  Tutti  i  provvedimenti  riguardanti  i  magistrati militari sono
adottati,  in  conformita'  delle  deliberazioni  del  Consiglio, con
decreto   del  Ministro  della  difesa,  fatta  salva  l'applicazione
dell'articolo 1, lettera f), della legge 12 gennaio 1991, n. 13.
3. Il Consiglio, inoltre:
a)  esprime pareri e puo' far proposte al Ministro della difesa sulle
modificazioni delle circoscrizioni giudiziarie militari e su tutte le
materie  riguardanti  l'organizzazione o il funzionamento dei servizi
relativi alla giustizia militare;
b)  da'  pareri  su disegni di legge concernenti le materie di cui ai
commi 1 e 3 e su ogni altro oggetto concernente tali materie;
c) verifica i titoli di ammissione dei magistrati eletti e decide sui
reclami  e  sui ricorsi relativi alla eleggibilita' e alle operazioni
elettorali.  Verifica i requisiti di ammissione del componente scelto
dai  Presidenti delle due Camere e, se ne ravvisa la mancanza, ne da'
comunicazione  ai Presidenti stessi, salvi i provvedimenti interni di
competenza del Consiglio;
d) disciplina con regolamento interno il proprio funzionamento.
4.  Sulle  materie  di  competenza  del  Consiglio, il Ministro della
difesa puo' avanzare proposte o proporre osservazioni.
5.  Il  Ministro  della  difesa  puo'  intervenire  alle adunanze del
Consiglio se ne e' richiesto dal presidente o se lo ritiene opportuno
per  fare  comunicazioni  o per dare chiarimenti. Egli, tuttavia, non
puo' essere presente alle deliberazioni.
 
	        
	      
                               Art. 63
Attribuzioni   del   Consiglio   in   materia   di  assunzioni  nella
                        magistratura militare

1.  Il Consiglio della magistratura militare provvede alle assunzioni
dei  magistrati militari avvalendosi di commissioni da esso nominate.
Le  commissioni  esaminatrici  dei  concorsi  per uditore giudiziario
militare  formano  le graduatorie, che sono pubblicate nel Bollettino
ufficiale  del  Ministero della difesa e comunicate agli interessati.
Delle  commissioni  di  concorso  possono  far parte anche magistrati
componenti del Consiglio.
2.  Il Consiglio, esaminati gli atti e gli eventuali reclami proposti
dal  Ministro  della  difesa e dagli interessati entro trenta giorni,
rispettivamente,  dalla pubblicazione o dalla comunicazione predette,
approva o modifica la graduatoria.
 
	        
	      
                               Art. 64
Attribuzioni  del  Consiglio  in  materia  di  conferimento di uffici
                direttivi e valutazione per la nomina

1. Sul conferimento degli uffici direttivi e sulla valutazione per la
nomina  alle funzioni di legittimita' il Consiglio della magistratura
militare delibera su proposta di una commissione, nominata all'inizio
del  quadriennio  e  per l'intera durata dello stesso, formata da tre
dei suoi componenti, di cui uno elettivo.
2.  Per  il  conferimento  degli  uffici  direttivi  la  proposta  e'
formulata dalla commissione di concerto con il Ministro della difesa.
 
	        
	      
                               Art. 65
         Attribuzioni del Consiglio in materia di ispezioni

1.   Il   Consiglio   della   magistratura  militare,  per  accertare
l'efficienza  e  la  regolarita'  dei servizi e per esigenze relative
all'esercizio  delle  funzioni  a  esso attribuite, dispone ispezioni
negli Uffici giudiziari militari.
2.  L'incarico  ispettivo e' conferito, di volta in volta, con durata
determinata,   a  uno  o  piu'  componenti  del  Consiglio.  Esso  e'
incompatibile  con  l'esercizio  delle  funzioni  giudiziarie  presso
l'organo giudiziario sottoposto all'ispezione.
3.  Il  magistrato militare che ha eseguito l'ispezione non partecipa
alle  deliberazioni  del  Consiglio su illeciti disciplinari rilevati
nell'ispezione.
4.  Il  Ministro  della  difesa puo' in ogni tempo disporre ispezioni
negli  uffici giudiziari militari, richiedendo al Consiglio la nomina
di ispettori.
 
	        
	      
                               Art. 66
          Attribuzioni del presidente e del vice presidente

1. Il presidente del Consiglio della magistratura militare:
a) indice le elezioni dei componenti elettivi, alle quali partecipano
tutti  i  magistrati  con  esclusione  solo  di  quelli sospesi dalle
funzioni;
b) convoca il Consiglio di sua iniziativa o a richiesta di almeno tre
componenti, entro quindici giorni dalla richiesta;
c)  comunica  al  Ministro  della  difesa  le  date di convocazione e
l'ordine del giorno delle sedute del Consiglio;
d) esercita le altre attribuzioni indicate dalla legge.
2.  Il vice presidente sostituisce il presidente in caso di assenza o
impedimento.
 
	        
	      
                               Art. 67
        Disposizioni in materia di procedimento disciplinare

1. Il procedimento disciplinare nei confronti dei magistrati militari
e'  regolato  dalle  norme  in  vigore  per i magistrati ordinari. Il
procuratore  generale militare presso la Corte di Cassazione esercita
le funzioni di pubblico ministero e non partecipa alle deliberazioni.
2.   L'azione   disciplinare   nei  confronti  dei  giudici  militari
appartenenti  alle  Forze  armate  e'  esercitata  dal Ministro della
difesa  o  dal  procuratore  generale  militare  presso  la  Corte di
Cassazione.  Si applicano a questi ultimi le disposizioni del comma 1
e dell'articolo 61, comma 1.
 
	        
	      
                               Art. 68
              Stato giuridico del componente non togato

1.  Per  quanto concerne lo stato giuridico del componente non togato
del  Consiglio  si  osservano, in quanto applicabili, le disposizioni
della  legge  24 marzo 1958, n. 195. Il trattamento economico di tale
componente  e' stabilito con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri,  su  proposta del Ministro della difesa, di concerto con il
Ministro   dell'economia   e   delle  finanze,  avuto  riguardo  alle
incompatibilita',   ai  carichi  di  lavoro  e  alle  indennita'  dei
componenti  del  Consiglio  superiore  della  magistratura eletti dal
Parlamento.
 
	        
	      
                               Art. 69
         Elezioni del Consiglio della magistratura militare

1.  All'elezione  dei  componenti  di  cui  all'articolo 60, comma 1,
lettera  c),  che  si svolge in un'unica tornata, partecipano tutti i
magistrati militari, con voto diretto, personale e segreto.
2.  Non  sono  eleggibili  e  non  possono  votare  esclusivamente  i
magistrati  sospesi  dalle funzioni. Ciascun elettore puo' votare per
un solo componente. I voti espressi in eccedenza sono nulli.
3.  Per  l'elezione  dei  componenti di cui alla citata lettera c) e'
istituito  presso  il Consiglio della magistratura militare l'ufficio
elettorale  presieduto  dal  procuratore  generale  presso  la  Corte
militare  di  appello  e  composto  dai  due  magistrati  militari in
possesso  dei  requisiti  di  cui  all'articolo 53, commi 1 e 2, piu'
anziani in ruolo.
4.  Le elezioni sono indette con decreto del presidente del Consiglio
della  magistratura  militare da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale
almeno  trenta  giorni prima della data stabilita. Esse si tengono in
due giorni consecutivi, di cui uno festivo, dalle ore 9 alle ore 16.
5.  Le  schede elettorali sono preventivamente firmate dai componenti
dell'ufficio elettorale e sono riconsegnate chiuse dall'elettore.
6. Ultimate le votazioni, l'ufficio elettorale procede immediatamente
allo  spoglio  delle  schede e proclama eletti i magistrati che hanno
riportato  il  maggior numero di voti. A parita' di voti e' eletto il
piu' anziano di eta'.
7.  L'ufficio  elettorale  decide  a  maggioranza sulle contestazioni
sorte  durante le operazioni di voto, nonche' su quelle relative alla
validita'  delle  schede,  dandone  atto nel verbale delle operazioni
elettorali.
8.  I  reclami  relativi  alle operazioni elettorali sono proposti al
Consiglio  della magistratura militare e devono pervenire all'ufficio
di   segreteria   entro   il   quindicesimo  giorno  successivo  alla
proclamazione  dei  risultati.  Essi non hanno effetto sospensivo. Il
Consiglio decide nella sua prima seduta.
9.  I  componenti eletti, che nel corso del quadriennio di durata del
Consiglio   della   magistratura  militare  perdono  i  requisiti  di
eleggibilita'  o  cessano  dal  servizio  per  qualsiasi  causa, sono
sostituiti,  per  il restante periodo, dai magistrati che seguono gli
eletti per il maggior numero di suffragi ottenuti.
 
	        
	      
                               Art. 70
   Inizio del funzionamento e cessazione del mandato del Consiglio

1. La durata del Consiglio della magistratura militare si computa dal
giorno dell'insediamento.
2.  Il  Consiglio  scade al termine del quadriennio. Tuttavia, fino a
quando  non  e'  insediato  il nuovo Consiglio, continua a funzionare
quello precedente.
 
	        
	      
                               Art. 71
                 Ufficio di segreteria del Consiglio

1.  Presso  il Consiglio della magistratura militare e' costituito un
ufficio  di segreteria il cui organico e' determinato con decreto del
Presidente della Repubblica su proposta del Ministero della difesa.
2.   Presso  l'ufficio  di  segreteria  sono  custoditi  i  documenti
personali riguardanti i magistrati militari.
3.  I  magistrati  militari  componenti  dell'ufficio  di  segreteria
continuano  a  esercitare le loro funzioni giudiziarie. Se richiesti,
assistono alle riunioni del Consiglio.
 
	        
	      
                               Art. 72
Applicabilita'  di  norme  previste  per il Consiglio superiore della
                            magistratura

1.  Per  tutto  cio'  che  non  e' diversamente regolato dal presente
codice, si osservano, in quanto applicabili, le norme previste per il
Consiglio  superiore della magistratura, in particolare sostituiti al
Ministro  e al Ministero della giustizia, rispettivamente il Ministro
e il Ministero della difesa.
 
	        
	      
SEZIONE III
DISCIPLINA DEL CONCORSO IN MAGISTRATURA MILITARE
                               Art. 73
                              Concorsi

1.  Alla  magistratura  militare si accede mediante concorso pubblico
per  titoli  per  la  nomina  a magistrato militare, al quale possono
partecipare  soltanto i magistrati ordinari che non hanno superato il
quarantesimo   anno   di   eta',   salve   le   elevazioni   previste
dall'ordinamento.  Le  modalita'  della  domanda  di  ammissione,  il
termine  per la sua presentazione, i casi di esclusione dal concorso,
i  criteri  di  valutazione  dei  titoli  da  parte della commissione
esaminatrice,  nonche'  le  modalita'  di approvazione della relativa
graduatoria  e  di  nomina  dei vincitori sono stabilite con apposito
decreto  del  Ministro  della  difesa,  previa delibera del Consiglio
della magistratura militare.
2.  Entro due mesi dal termine di conclusione del concorso per titoli
riservato ai magistrati ordinari, nel perdurare di vacanze organiche,
il   Ministro   della   difesa,   su  delibera  del  Consiglio  della
magistratura  militare,  provvede a bandire con decreto il successivo
concorso pubblico per esami tra i soggetti di cui alle lettere h), i)
e  l),  dell'articolo  2,  comma  1, del decreto legislativo 5 aprile
2006,  n.  160.  Con lo stesso decreto del Ministro della difesa sono
individuati:
a)  i  punti a disposizione nella valutazione delle prove e i criteri
di  assegnazione  da  parte dei membri della commissione degli stessi
punti, per ciascuna prova scritta e orale;
b) le ulteriori norme utili allo svolgimento del concorso.
 
	        
	      
                               Art. 74
                         Concorso per esami

1. Il concorso per esami di cui all'articolo 73, comma 2, ha luogo in
Roma.
2. La commissione esaminatrice e' nominata dal Ministro della difesa,
su proposta del Consiglio della magistratura militare, ed e' composta
da  cinque  membri scelti fra magistrati, sia ordinari sia militari e
professori  delle  facolta'  di giurisprudenza. Con lo stesso decreto
possono  essere  nominati, altresi', membri supplenti. Le funzioni di
segretario   sono   esercitate  da  un  funzionario  di  cancelleria,
appartenente ai ruoli del Ministero della difesa.
3. L'esame consiste:
a) in una prova scritta su ciascuna delle seguenti materie:
1) diritto penale militare;
2) diritto penale;
3) diritto civile;
b) in una prova orale su ciascuna delle materie indicate alla lettera
a) e inoltre sulle seguenti materie:
1) procedura penale e procedura penale militare;
2) diritto romano;
3) diritto amministrativo;
4) diritto costituzionale.
4.  Per  essere  ammessi alla prova orale occorre avere riportato non
meno di sei decimi in ciascuna materia della prova scritta.
5.  Sono  dichiarati  idonei coloro che hanno riportato una media non
inferiore  a  sette decimi nell'insieme delle prove scritte e orali e
non  meno  di  sei  decimi  in ciascuna materia della prova scritta e
della prova orale.
6. Non sono ammessi al concorso coloro che in due concorsi precedenti
non sono stati dichiarati idonei.
7.  La commissione procede alla classifica dei concorrenti secondo il
numero totale dei voti riportati.
8. A parita' di voti sono preferiti nell'ordine seguente:
a) gli insigniti di medaglia al valore militare;
b) i mutilati o invalidi di guerra, riconosciuti idonei al servizio;
c)  i  feriti  in  combattimento  e  i mutilati e invalidi di guerra,
riconosciuti idonei al servizio;
d)  gli insigniti di croce di guerra o di altra attestazione speciale
di merito di guerra;
e) gli orfani di guerra e i figli degli invalidi di guerra;
f) coloro che hanno prestato servizio militare come combattenti;
g)  coloro  che hanno prestato lodevole servizio, a qualunque titolo,
presso l'amministrazione militare;
h) i piu' anziani di eta'.
9.  I  primi classificati, entro i limiti dei posti messi a concorso,
sono assunti in servizio con decreto ministeriale, a titolo di prova,
con la qualifica di magistrati militari in tirocinio.
10.  Le  ulteriori  norme  utili per lo svolgimento del concorso sono
stabilite,  volta  per  volta, con lo stesso decreto ministeriale che
indice il concorso.
 
	        
	      
                               Art. 75
                         Tirocinio e nomina

1.  I  magistrati militari di cui all'articolo 74 sono destinati, con
decreto  ministeriale,  agli uffici giudiziari militari per compiervi
il prescritto tirocinio, che non puo' essere inferiore a sei mesi.
2.  Trascorso  positivamente il periodo minimo di prova, il Consiglio
della   magistratura  militare  delibera  in  ordine  alla  nomina  a
magistrato  militare  e  al  conferimento  delle funzioni giudiziarie
militari,  sulla base dei pareri formulati dai capi degli uffici dove
i magistrati militari hanno prestato il tirocinio.
 
	        
	      
SEZIONE IV
ORDINAMENTO PENITENZIARIO MILITARE
                               Art. 76
Applicabilita'   delle  disposizioni  dell'ordinamento  penitenziario
                               comune

1.  Per  gli  stabilimenti  militari di pena e per l'espiazione delle
pene  detentive  militari,  se  non  e'  espressamente o diversamente
previsto  dalle  disposizioni  del  presente  codice o da altre norme
penali   militari,  si  applicano  le  disposizioni  dell'ordinamento
penitenziario   comune,   sostituite,  se  necessario,  le  autorita'
competenti ordinarie con quelle militari.
 
	        
	      
                               Art. 77
Disposizioni  interne  di  servizio  per gli stabilimenti militari di
                                pena

1. Il Ministro della difesa, con proprio decreto, stabilisce le norme
interne di servizio per gli stabilimenti militari di pena.
2.  Con il citato decreto, oltre alle modalita' di trattamento e alla
disciplina  del personale detenuto, sono, in ogni caso, regolamentate
le seguenti materie:
a)  gli  orari  di apertura e chiusura degli stabilimenti militari di
pena;
b)  gli orari relativi all'organizzazione della vita quotidiana della
popolazione detenuta;
c)   le   modalita'   relative  allo  svolgimento  dei  vari  servizi
predisposti per i detenuti;
d) gli orari di permanenza nei locali comuni;
e) gli orari, i turni e le modalita' di permanenza all'aperto;
f)   i   tempi   e  le  modalita'  particolari  per  i  colloqui,  la
corrispondenza e le comunicazioni anche telefoniche;
g) le affissioni consentite e le relative modalita';
h) i giochi consentiti;
i) l'importo della retribuzione dovuta ai detenuti militari assegnati
al lavoro.
3.  Ferme  restando  le  attribuzioni  del  Tribunale  e dell'Ufficio
militare  di  sorveglianza,  le  materie  non disciplinate dal citato
decreto  del  Ministro  della  difesa  o  quelle che necessitano, per
l'esecuzione, di specifiche direttive, sono demandate alla competenza
di ciascun comandante degli stabilimenti militari di pena, secondo le
modalita' indicate nello stesso decreto del Ministro della difesa.
 
	        
	      
                               Art. 78
                    Stabilimenti militari di pena

1. Gli stabilimenti militari di pena si distinguono in:
a) carceri giudiziarie militari;
b) reclusori militari.
 
	        
	      
                               Art. 79
                       Visite dei parlamentari

1. Per le visite dei parlamentari negli stabilimenti militari di pena
si  applicano  le  speciali  disposizioni previste dal titolo III del
libro II.
 
	        
	      
                               Art. 80
        Detenuti custoditi nelle carceri giudiziarie militari

1.  Nelle  carceri  giudiziarie  militari  sono  custoditi i militari
detenuti   in  attesa  di  giudizio,  a  disposizione  dell'autorita'
giudiziaria militare od ordinaria.
2.  Resta  fermo  quanto  disposto  dall' articolo 79, comma 2, della
legge 1° aprile 1981, n. 121.
 
	        
	      
                               Art. 81
              Separazione dei detenuti secondo il grado

1.  Nelle  carceri  giudiziarie  militari,  gli ufficiali sono tenuti
separati dai sottufficiali e questi ultimi dai graduati e militari di
truppa.
2.  Gli ufficiali sono tenuti separati fra loro, secondo il grado che
rivestono.
 
	        
	      
                               Art. 82
                         Reclusori militari

1.  I reclusori militari sono istituiti per custodirvi i militari che
espiano  la  pena  della  reclusione militare o, a loro richiesta, le
pene  detentive comuni; resta fermo quanto disposto dall'articolo 79,
comma 1, della legge 1° aprile 1981, n. 121.
2.  Gli  ufficiali  che  non hanno perduto il grado per effetto della
condanna scontano la pena della reclusione militare in locali diversi
da quelli destinati agli altri militari.
 
	        
	      
                               Art. 83
                            Degradazione

1.  Se  la  condanna  pronunciata  dal  giudice  militare a carico di
militari  detenuti  in  un  carcere  giudiziario  militare importa la
degradazione,  il  procuratore  militare competente da' comunicazione
della  sentenza  al Ministero della giustizia, perche' venga indicato
in quale stabilimento di pena il condannato deve essere tradotto.
2. Se la condanna che importa la degradazione e' stata pronunciata da
un  giudice  diverso da quello militare, il magistrato competente per
l'esecuzione   trasmette   al   comandante  del  carcere  giudiziario
militare,  nel  quale  il  condannato  si trova detenuto, l'ordine di
scarcerazione  e  quello  di traduzione allo stabilimento al quale il
condannato e' assegnato.
3. Immediatamente prima di effettuare la traduzione allo stabilimento
a cui il condannato e' stato assegnato, il procuratore militare della
Repubblica competente o, nel caso previsto dal comma 2, il magistrato
competente  per  l'esecuzione,  richiede all'autorita' amministrativa
militare competente l'esecuzione della degradazione.
 
	        
	      
                               Art. 84
  Esercizio e pratiche di culto negli stabilimenti militari di pena

1. Per l'esercizio e le pratiche di culto negli stabilimenti militari
di pena si applicano i principi dell'ordinamento penitenziario comune
e,  in  quanto compatibili, le relative disposizioni regolamentari di
esecuzione.
2. In ogni stabilimento militare di pena e' istituito un oratorio per
il  culto  cattolico,  il  cui  esercizio e' affidato alle cure di un
cappellano militare.
 
	        
	      
                               Art. 85
                    Lavoro dei militari detenuti

1.   I   detenuti  militari  in  espiazione  di  pena  sono  occupati
giornalmente con istruzioni civili e militari, e assegnati, a seconda
delle  loro  attitudini, ai lavori organizzati a tal fine dal comando
degli stabilimenti militari di pena.
2.  Ai  detenuti  militari  compete  una  retribuzione  nella  misura
stabilita  dal  decreto del Ministro della difesa di cui all'articolo
77. Sulla specifica materia e' necessario il concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze.
3.  Gli  ufficiali  e  sottufficiali detenuti sono di norma adibiti a
lavori  d'ufficio  o  ad  altri  lavori per i quali hanno particolare
attitudine.
4.  All'eventuale  indennizzo  da corrispondersi ai militari detenuti
nel  caso  di  infortunio  sul  lavoro,  si  provvede in virtu' delle
disposizioni di legge o regolamentari vigenti al momento del fatto.
 
	        
	      
                               Art. 86
                    Cassa militare delle ammende

1. Presso il Comando degli stabilimenti militari di pena e' istituita
una  cassa  militare delle ammende, nella quale sono versate le somme
dovute secondo le disposizioni della legge penale militare.
2.  Le  somme  come  sopra  versate  sono  destinate, in relazione ai
condannati  militari,  a  scopi  analoghi  a  quelli  indicati  nelle
disposizioni di ordinamento penitenziario comune.
3.  Il  funzionamento  della  predetta  cassa,  la gestione dei fondi
relativi  e  le  loro erogazioni sono disciplinate con il decreto del
Ministro della difesa di cui all'articolo 77. Sulla specifica materia
e'  necessario  il  concerto  con  il  Ministro dell'economia e delle
finanze.
 
	        
	      
TITOLO IV
FORZE ARMATE
CAPO I
DISPOSIZIONI COMUNI
SEZIONE I
DISPOSIZIONI GENERALI
                               Art. 87
                             Definizione

1. Le Forze armate sono al servizio della Repubblica.
2.  L'ordinamento  e  l'attivita'  delle  Forze armate, conformi agli
articoli  11  e 52 della Costituzione, sono disciplinati dal codice e
dal regolamento.
3.  Le  Forze  armate sono organizzate su base obbligatoria e su base
professionale, secondo quanto previsto dal presente codice.
 
	        
	      
                               Art. 88
                Principi in materia di organizzazione

1.  Lo  strumento  militare  e'  volto  a  consentire  la  permanente
disponibilita'  di strutture di comando e controllo di Forza armata e
interforze,  facilmente integrabili in complessi multinazionali, e di
unita'  terrestri, navali e aeree di intervento rapido, preposte alla
difesa   del  territorio  nazionale  e  delle  vie  di  comunicazione
marittime  e  aeree;  e' finalizzato, altresi', alla partecipazione a
missioni anche multinazionali per interventi a supporto della pace.
2.  Le predisposizioni di mobilitazione, occorrenti ai fini di cui al
comma 1, sono limitate al completamento dei comandi, enti e unita' in
vita.
 
	        
	      
                               Art. 89
                     Compiti delle Forze armate

1. Compito prioritario delle Forze armate e' la difesa dello Stato.
2. Le Forze armate hanno altresi' il compito di operare al fine della
realizzazione  della  pace  e  della  sicurezza,  in conformita' alle
regole   del  diritto  internazionale  e  alle  determinazioni  delle
organizzazioni internazionali delle quali l'Italia fa parte.
3.   Le  Forze  armate  concorrono  alla  salvaguardia  delle  libere
istituzioni  e  svolgono compiti specifici in circostanze di pubblica
calamita' e in altri casi di straordinaria necessita' e urgenza.
4.  In  caso  di  conflitti  armati  e  nel corso delle operazioni di
mantenimento   e   ristabilimento   della   pace  e  della  sicurezza
internazionale i comandanti delle Forze armate vigilano, in concorso,
se   previsto,   con   gli   organismi   internazionali   competenti,
sull'osservanza delle norme di diritto internazionale umanitario.
 
	        
	      
                               Art. 90
                    Funzioni di polizia militare

1.  La  polizia  militare e' costituita dal complesso delle attivita'
volte  a garantire le condizioni generali di ordine e sicurezza delle
Forze  Armate sul territorio nazionale e all'estero. A tale scopo gli
organi  di polizia militare vigilano sull'osservanza delle leggi, dei
regolamenti  e  delle  disposizioni dell'autorita' militare attinenti
all'attivita'   da  loro  svolta.  Gli  organi  di  polizia  militare
esercitano,    inoltre,    un'azione    di   contrasto,   di   natura
tecnico-militare,  delle  attivita'  dirette  a  ledere  il  regolare
svolgimento dei compiti delle Forze armate.
2. Le funzioni di polizia militare, svolte in via esclusiva dall'Arma
dei  carabinieri  per  l'Esercito  italiano,  la  Marina  militare  e
l'Aeronautica  militare, fermo restando quanto previsto dall'articolo
132,  comma 1, lettera a), sono disciplinate con decreto del Ministro
della   difesa  e  sono  esercitate  sulla  base  delle  disposizioni
impartite  dal  Capo  di  stato  maggiore  della  difesa, nonche' nel
rispetto delle competenze dei Comandanti responsabili.
 
	        
	      
                               Art. 91
              Funzioni di polizia giudiziaria militare

1.  Le  Forze  armate  esercitano  le funzioni di polizia giudiziaria
militare  secondo  le disposizioni dettate dai codici penali militari
di pace e di guerra e dal presente codice.
 
	        
	      
                               Art. 92
                Compiti ulteriori delle Forze armate

1.  Le  Forze  armate,  oltre ai compiti istituzionali propri e fermo
restando  l'intervento prestato anche ai sensi dell'articolo 11 della
legge 24 febbraio 1992, n. 225, in occasione di calamita' naturali di
cui alla predetta legge e in altri casi di straordinaria necessita' e
urgenza,  forniscono  a  richiesta e compatibilmente con le capacita'
tecniche   del  personale  e  dei  mezzi  in  dotazione,  il  proprio
contributo   nei   campi  della  pubblica  utilita'  e  della  tutela
ambientale.
2.  Il  contributo  di  cui  al  comma  1  e' fornito per le seguenti
attivita':
a)  consulenza ad amministrazioni ed enti in tema di pianificazione e
intervento delle Forze armate in situazioni di emergenza nazionale;
b)   contributo   di   personale   e   mezzi   alle   amministrazioni
istituzionalmente  preposte  alla  salvaguardia  della  vita umana in
terra e in mare;
c) ripristino della viabilita' principale e secondaria;
d)  pianificazione,  svolgimento di corsi e di attivita' addestrative
in tema di cooperazione civile-militare;
e) trasporti con mezzi militari;
f)  campagna  antincendi boschivi e interventi antincendi anche al di
fuori  di  detta  campagna,  e anche attraverso la disponibilita', in
dipendenza  delle  proprie  esigenze,  di  risorse, mezzi e personale
delle  Forze armate, in caso di riconosciuta e urgente necessita', su
richiesta   delle   regioni   interessate,   giusta  quanto  previsto
dall'articolo 7, comma 3, lettera c), legge 21 novembre 2000, n. 353,
in materia di incendi boschivi;
g) emissioni di dati meteorologici;
h) emissioni bollettini periodici relativi a rischio - valanghe;
i)  rilevamento  nucleare,  biologico  e chimico ed effettuazione dei
relativi interventi di bonifica;
l)  svolgimento di operazioni a contrasto dell'inquinamento marino da
idrocarburi e da altri agenti;
m)  rilevamento  idrooceanografico  e aereofotogrammetrico di zone di
interesse  e  produzione  del relativo supporto cartografico, nonche'
scambio  di informazioni, elaborati e dati di natura geotopografica e
geodetica;
n) intervento in emergenze idriche nelle isole minori delle regioni a
statuto ordinario;
o)   interventi   in   camera   iperbarica  per  barotraumatizzati  e
ossigenoterapia;
p)  interventi sull'ambiente marino a tutela della fauna, della flora
e  del  monitoraggio  delle  acque,  attivita'  di ricerca ambientale
marina e scambio di informazioni e dati in materia di climatologia;
q)  demolizione di opere abusive e ripristino dello stato dei luoghi,
secondo  quanto previsto dagli articoli 41 del decreto del Presidente
della  Repubblica  6  giugno  2001,  n.  380,  e  61  del decreto del
Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.
3. Con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro
dell'ambiente,   della  tutela  del  territorio  e  del  mare  e  del
Dipartimento  nazionale  della  protezione civile, sentiti i Ministri
interessati, sono determinate le modalita' per il perseguimento delle
finalita' di cui al comma 1.
4.  Le Forze armate, nell'ambito delle proprie attribuzioni, svolgono
i compiti ulteriori previsti dalla legge e, in particolare, quelli di
cui  all'articolo  15  del  regio  decreto  30  gennaio 1941, n. 12 e
dall'articolo 12 della legge 3 agosto 2007, n. 124.
 
	        
	      
                               Art. 93
Impiego  particolare di contingenti di personale militare delle Forze
                               armate

1.  In  relazione  alle  specifiche  ed  eccezionali  esigenze di cui
all'articolo  18  della  legge  26 marzo 2001, n. 128, possono essere
utilizzati  contingenti  di personale militare delle Forze armate, ai
sensi  e  con  le  modalita'  previste  dal  medesimo  articolo  18 e
dall'articolo 19, della legge n. 128 del 2001.
 
	        
	      
                               Art. 94
           Direzioni di amministrazione delle Forze armate

1. Le Direzioni di amministrazione delle Forze armate:
a)   assicurano   il  finanziamento  degli  enti  amministrativamente
dipendenti,   attraverso  la  disponibilita'  dei  fondi  accreditati
dall'amministrazione centrale sulle apposite contabilita' speciali, e
la resa dei conti relativi;
b)  svolgono  le  funzioni  di natura giuridico-amministrativa a esse
devolute in relazione all'ordinamento delle singole Forze armate;
c)  esercitano  l'azione  di  controllo  amministrativo nei confronti
degli  enti della rispettiva giurisdizione sia in sede ispettiva, sia
in  sede  di  revisione  degli  atti  di  gestione  per  conto  anche
dell'Ufficio centrale del bilancio presso il Ministero della difesa;
d)   eseguono   le  operazioni  per  la  chiusura  a  pareggio  delle
contabilita' speciali, relativamente a ciascun anno finanziario.
2.  La Direzione di amministrazione interforze, con le attribuzioni e
i  compiti indicati nel comma 1, ha competenza sugli enti a carattere
interforze, direttamente dipendenti dallo Stato maggiore della difesa
e dal Segretariato generale della difesa.
 
	        
	      
                               Art. 95
                           Bande musicali

  1.  Le  bande  musicali  delle Forze armate sono complessi organici
destinati  a partecipare alle celebrazioni piu' importanti della vita
delle  rispettive  istituzioni  e  a rappresentare le Forze armate di
appartenenza,  in  occasione di manifestazioni pubbliche, organizzate
anche a livello internazionale.
  2.  Su  richiesta  di  enti  o comitati, puo' essere autorizzata la
partecipazione  della  banda a manifestazioni indette in occasione di
particolari  solennita',  nonche'  ad attivita' concertistiche per la
diffusione   della   cultura  musicale,  anche  in  collegamento  con
associazioni  culturali  e  con  enti pubblici o privati, nazionali e
stranieri.
  3.  Le  bande  musicali sono poste alle dipendenze amministrative e
disciplinari:
    a)    del   Raggruppamento   operativo   dello   Stato   maggiore
dell'Esercito italiano, quella dell'Esercito italiano; ((5))
    b) del Comando militare marittimo autonomo della Capitale, quella
della Marina militare;
    c)   del   Comando  dell'Aeronautica  militare  di  Roma,  quella
dell'Aeronautica militare;
    d)  del Comando della Legione allievi carabinieri di Roma, quella
dell'Arma dei carabinieri
  4 L'impiego delle bande e' disposto rispettivamente da:
    a) lo Stato maggiore dell'Esercito italiano;
    b) lo Stato maggiore della Marina militare;
    c) lo Stato maggiore dell'Aeronautica militare;
    d) il Comando generale dell'Arma dei carabinieri.
  5.  Fermi  i  compiti  di  istituto e le funzioni di rappresentanza
militare  di  Forza  armata  e  compatibilmente  con  essi,  le bande
musicali  svolgono  attivita'  artistica  e  culturale  in  tutto  il
territorio nazionale secondo una opportuna programmazione annuale dei
concerti  coordinata  dallo Stato maggiore della difesa, in relazione
anche alle richieste degli enti locali.
  6.  L'organizzazione  strumentale  e  le  modalita' d'impiego delle
bande musicali militari sono disciplinate nel regolamento.

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AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta, in nota, il testo della lettera a) dell'art. 95, comma
3  a  seguito  delle modifiche introdotte dall'avviso di rettifica in
G.U. 30/9/2010, n. 229:
   "((a)  del Comando militare della Capitale)), quella dell'Esercito
italiano;".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
SEZIONE II
BANDIERE E ONORIFICENZE
                               Art. 96
                 Bandiera della Repubblica italiana

1. La bandiera della Repubblica e' il simbolo della Patria.
2.  La  bandiera  da combattimento affidata a una unita' militare e',
inoltre,  il  simbolo dell'onore dell'unita' stessa nonche' delle sue
tradizioni,  della  sua  storia,  del  ricordo  dei suoi caduti, e va
difesa fino all'estremo sacrificio.
3. Alla bandiera vanno tributati i massimi onori.
4.  Le modalita' di uso ed esposizione delle bandiere militari, fatto
salvo quanto previsto dall'art. 1, legge 5 febbraio 1998, n. 22, sono
disciplinate  con  determinazioni  del  Capo  di stato maggiore della
difesa.
 
	        
	      
                               Art. 97
Concessione della bandiera per le   Forze   armate   e  per  i  corpi
                              ausiliari

  1.  Per  tutti  gli  enti  dell'Esercito italiano, dell'Aeronautica
militare,  dell'Arma  dei  Carabinieri, e per i reparti a terra della
Marina  militare,  gia'  concessionari  di  bandiera  o stendardo, e'
adottata una bandiera, avente le caratteristiche indicate con decreto
del Ministro della difesa.
  2.  Per  i  Corpi dell'arma di cavalleria e i reparti a cavallo, in
luogo della bandiera di cui all'articolo 1 e' adottato uno stendardo,
la  cui  composizione  e  caratteristiche,  analoghe  a  quelle della
bandiera, sono indicate con decreto del Ministro della difesa. ((4))
  3.  La  bandiera  concessa all'Arma dei carabinieri, in consegna al
Comandante  generale,  e' custodita dalla Legione allievi carabinieri
di Roma.
  4.  Al  Corpo  militare della Croce rossa italiana e al Corpo delle
infermiere  volontarie  della  Croce rossa italiana e' concesso l'uso
della bandiera nazionale.
  5.  Al  Corpo  speciale volontario ausiliario dell'Associazione dei
Cavalieri  italiani  del sovrano militare ordine di Malta e' concesso
l'uso della bandiera nazionale.

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AGGIORNAMENTO (4)
  Si riporta, in nota, il testo dell'art. 97, comma 2 a seguito della
modifica  introdotta  dall'avviso  di  rettifica in G.U. 7/9/2010, n.
209:
 "2.  Per i Corpi dell'arma di cavalleria e i reparti a cavallo, ((in
luogo  della  bandiera di cui al comma 1)) e' adottato uno stendardo,
la  cui  composizione  e  caratteristiche,  analoghe  a  quelle della
bandiera, sono indicate con decreto del Ministro della difesa.".
  La suddetta modifica entra in vigore il 7/9/2010.
 
	        
	      
                               Art. 98
Concessione  di  una  bandiera navale per la Marina militare e per la
                          Marina mercantile

1.  La  bandiera  navale  istituita  per  la Marina militare e per la
Marina  mercantile  e' conforme ai modelli indicati, rispettivamente,
con   decreto   del   Ministro   della  difesa  e  con  quello  delle
infrastrutture e dei trasporti.
2.  A ogni nave della Marina militare, escluse le unita' ausiliarie e
quelle   di  uso  locale,  all'infuori  della  dotazione  normale  di
bandiere,  sono consegnate una bandiera nazionale, che prende il nome
di Bandiera di combattimento, e uno stendardo.
3.  La Bandiera di combattimento deve alzarsi sempre in combattimento
e,  se  le  condizioni  di  tempo  e  di  navigazione  lo consiglino,
allorquando  e'  presente  a  bordo  il Presidente della Repubblica e
nelle  grandi solennita'; lo stendardo, in combattimento, e' posto su
apposito  sostegno nell'interno della torre, del ponte o della camera
di comando.
4.  Le  ulteriori disposizioni circa il confezionamento, la consegna,
la  custodia,  il  deposito  e l'uso della bandiere di cui al comma 3
sono  stabilite  con  determinazione del Capo di stato maggiore della
Marina militare.
 
	        
	      
                               Art. 99
             Concessione di ricompense alle Forze armate

1.  Il conferimento alla bandiera della croce di cavaliere all'Ordine
militare  d'Italia, la concessione ai reparti di ricompense al valore
militare,  nonche'  al  valore  e  al  merito  di  Forza armata, sono
disciplinati  dal  libro  IV, titolo VIII, capo V, sezioni da I a VII
del presente codice.
 
	        
	      
CAPO II
ESERCITO ITALIANO
                              Art. 100
            Istituzione e funzioni dell'Esercito italiano

1.  L'Esercito italiano costituisce la componente operativa terrestre
della difesa militare dello Stato.
 
	        
	      
                              Art. 101
              Comandi di vertice dell'Esercito italiano

1.  Sono  posti  alle  dirette  dipendenze del Capo di stato maggiore
dell'Esercito italiano i seguenti comandi e ispettorati:
a) Comando delle forze operative terrestri;
b) Comando logistico dell'Esercito italiano;
c) Ispettorato delle infrastrutture.
2.  Le funzioni e l'ordinamento dei Comandi e dell'Ispettorato di cui
al  comma  1  sono  disciplinati con determinazione del Capo di stato
maggiore dell'Esercito italiano.
3.  L'Organizzazione  penitenziaria  militare,  di cui al titolo III,
capo VI, sezione IV, del presente libro, dipende dallo Stato maggiore
dell'Esercito italiano.
 
	        
	      
                              Art. 102
           Organizzazione operativa dell'Esercito italiano

1.  L'organizzazione  operativa  dell'Esercito  italiano  fa  capo al
Comando delle forze operative terrestri, con sede in Verona.
2. Dipendono dal Comando delle forze operative terrestri:
a) il 1° Comando delle forze di difesa;
b) il 2° Comando delle forze di difesa;
c) il Comando delle truppe alpine;
d) il Comando trasmissioni e informazioni dell'Esercito italiano;
e) il Comando aviazione dell'Esercito italiano;
f) il Comando del Corpo d'armata di reazione rapida;
g) il Comando dei supporti.
3. Le sedi, l'ordinamento e le funzioni dei Comandi di cui ai commi 1
e  2  sono  definiti  con  determinazione  del Capo di stato maggiore
dell'Esercito italiano.
 
	        
	      
                              Art. 103
         Organizzazione territoriale dell'Esercito italiano

1.  L'organizzazione  per  il  reclutamento  e le forze di riserva e'
definita  con determinazione del Capo di stato maggiore dell'Esercito
italiano.
2.  L'organizzazione di cui al comma 1 comprende i comandi di regione
militare,  i  comandi  militari  dell'Esercito italiano, il Centro di
selezione e reclutamento nazionale e i centri documentali.
3. Le sedi, l'ordinamento e le funzioni dei comandi ed enti di cui al
comma  2  sono definiti con determinazione del Capo di stato maggiore
dell'Esercito italiano.
4.  In  ciascuna delle regioni tipiche di reclutamento, con priorita'
alle  regioni dell'arco alpino, e' assicurata, senza nuovi o maggiori
oneri a carico dello Stato, la presenza di almeno un reparto alpino.
 
	        
	      
                              Art. 104
   Organizzazione formativa e addestrativa dell'Esercito italiano

1. L'organizzazione addestrativa comprende:
a) i seguenti istituti di formazione:
1) Accademia militare di Modena;
2) Scuola sottufficiali dell'Esercito italiano;
3) Scuola militare <<Nunziatella>>;
4) Scuola militare <<Teulie>>;
5)  Scuola di applicazione e Istituto di studi militari dell'Esercito
italiano;
6) Centro di simulazione e validazione dell'Esercito;
b) le seguenti scuole d'Arma:
1) Scuola di fanteria;
2) Scuola di cavalleria;
3) Scuola di artiglieria;
4) Scuola del genio;
5) Scuola delle trasmissioni e d'informatica;
6) Scuola dell'Arma trasporti e materiali;
7) Scuola di amministrazione e commissariato;
8) Scuola militare di sanita' e veterinaria;
c)  il  Raggruppamento  unita'  addestrative  per  la  formazione dei
volontari   con  alle  dipendenze  reggimenti  di  addestramento  dei
volontari e battaglioni di addestramento dei volontari;
d) la Scuola lingue estere dell'Esercito italiano;
e) il Centro sportivo olimpico dell'Esercito italiano.
2.  L'ordinamento  e  le  funzioni  degli enti di cui al comma 1 sono
disciplinati nel titolo VI del presente libro e nel regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 105
           Organizzazione logistica dell'Esercito italiano

1.  L'organizzazione  logistica  dell'Esercito  italiano  fa  capo al
Comando logistico dell'Esercito italiano da cui dipendono:
a)  i  dipartimenti  trasporti  e  materiali, commissariato, sanita',
veterinaria e tecnico;
b) il Comando logistico Nord e il Comando logistico Sud;
c) i poli di mantenimento;
d) il centro polifunzionale di sperimentazione;
e) il Policlinico militare di Roma;
f) il Centro studi ricerche di sanita' e veterinaria;
g) il Centro militare di veterinaria;
h) l'Istituto geografico militare.
2.  Le  sedi, l'ordinamento e le funzioni dei comandi e degli enti di
cui  al comma 1 sono individuati con determinazione del Capo di stato
maggiore dell'Esercito italiano.
 
	        
	      
                              Art. 106
         Direzione di amministrazione dell'Esercito italiano

1.  La  Direzione  di  amministrazione  e'  posta alle dipendenze del
Comando  logistico  dell'Esercito italiano, e svolge le competenze di
cui  all'articolo 94, su tutti gli enti dell'Esercito italiano, anche
mediante delega, secondo gli ordinamenti di Forza armata.
 
	        
	      
                              Art. 107
 Organizzazione del servizio lavori e demanio dell'Esercito italiano

1. L'organizzazione del servizio lavori e demanio:
a) fa capo all'Ispettorato delle infrastrutture;
b)  assolve  le  funzioni nel settore demaniale e infrastrutturale su
scala  nazionale,  e  ha  il  compito  di gestire, secondo criteri di
economicita'  ed  efficienza  il  patrimonio  immobiliare della Forza
armata;
c) e' articolata in comandi e reparti infrastrutture.
2. L'articolazione del servizio, le sedi, l'ordinamento e le funzioni
degli  enti,  di  cui al comma 1, sono individuati con determinazione
del Capo di stato maggiore dell'Esercito italiano.
 
	        
	      
                              Art. 108
                 Armi e Corpi dell'Esercito italiano

1.  L'Esercito  italiano  e'  articolato  nelle  seguenti  componenti
operative cui sono attribuite le funzioni di combattimento:
a) Arma di fanteria;
b) Arma di cavalleria;
c) Arma di artiglieria;
d) Arma del genio;
e) Arma delle trasmissioni.
2.  Le  funzioni  di  sostegno logistico e di gestione amministrativa
dello  strumento militare sono attribuite a strutture di supporto che
operano  secondo il principio della specializzazione degli interventi
e sono articolate nei seguenti armi e corpi:
a) Arma trasporti e materiali;
b) Corpo degli ingegneri;
c) Corpo sanitario;
d) Corpo di commissariato.
3. Nel regolamento sono stabilite:
a) le specialita' delle singole Armi;
b) l'articolazione delle singole armi in unita' e reparti.
 
	        
	      
                              Art. 109
            Corpo degli ingegneri dell'Esercito italiano

1. Il Corpo degli ingegneri dell'Esercito italiano:
a)  presiede  agli  studi  scientifici e tecnici dei mezzi occorrenti
all'Esercito    italiano,   nonche'   alla   realizzazione   e   alla
sperimentazione tecnica dei relativi prototipi;
b)  provvede  all'elaborazione delle condizioni tecniche dei progetti
di   capitolati   d'onere   e   all'elaborazione   dei   progetti  di
regolamentazione tecnica per la conservazione, la manutenzione, l'uso
e la riparazione dei materiali dell'Esercito italiano;
c)  sovraintende  al  controllo della produzione e fissa le direttive
tecniche per il collaudo dei materiali da approvvigionare.
 
	        
	      
CAPO III
MARINA MILITARE
SEZIONE I
DISPOSIZIONI PER LA MARINA MILITARE
                              Art. 110
            Istituzione e funzioni della Marina militare

1.  La  Marina militare costituisce la componente operativa marittima
della difesa militare dello Stato.
 
	        
	      
                              Art. 111
            Competenze particolari della Marina militare

1.  Rientrano  nelle competenze della Marina militare, secondo quanto
previsto dalla legislazione vigente:
a)  la  vigilanza  a  tutela  degli interessi nazionali al di la' del
limite esterno del mare territoriale;
b) il concorso ai fini di prevenzione e di contrasto del traffico dei
migranti via mare, nelle acque internazionali, ai sensi dell'articolo
12,  comma  9-bis,  del  decreto  legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
oltre  che  nell'ambito  della  cooperazione  operativa tra gli Stati
membri  dell'Unione  Europea coordinata dall'Agenzia istituita con il
regolamento  UE  n.  2007/2004  del  26  ottobre  2004,  gestendo  il
necessario dispositivo di sorveglianza marittima integrata;
c)  il concorso al contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, ai
sensi  dell'articolo 99 del decreto del Presidente della Repubblica 9
ottobre 1990, n. 309;
d) il servizio di rifornimento idrico delle isole minori.
 
	        
	      
                              Art. 112
           Organizzazione operativa della Marina militare

1. Il Comando in capo della Squadra navale, retto da un ammiraglio di
squadra,  cui  fa capo l'organizzazione operativa della Forza armata,
dipende direttamente dal Capo di stato maggiore della Marina militare
ed  e'  supportato  dagli  enti dell'area operativa, quali i comandi,
enti e servizi non dipartimentali.
2.  Dal  Comando  in capo della Squadra Navale dipendono direttamente
alcune  unita'  navali,  individuate  con  determinazione del Capo di
stato maggiore della Marina militare, e i seguenti Comandi operativi:
a) Comando forze d'altura presso cui sono riunite le unita' navali di
superficie;
b)  Comando  forze  subacquee  presso  cui sono raggruppate le unita'
subacquee e relative strutture di supporto e addestramento;
c)  Comando  forze aeree presso cui sono raggruppati i reparti ad ala
fissa e ad ala rotante della Marina militare;
d)  Comando  forze da sbarco presso cui sono raggruppati i reparti di
fanteria di marina;
e)  Comando forze di pattugliamento presso cui sono riunite le unita'
di superficie con compiti di pattugliamento e difesa costiera;
f)  Comando  forze  di  contromisure  mine presso cui sono riunite le
unita' per l'attivita' di contromisure mine.
3.  L'ulteriore  articolazione,  le sedi, l'ordinamento e le funzioni
dei  comandi  di  cui  al  presente  articolo,  sono  individuati con
determinazione del Capo di stato maggiore della Marina militare.
 
	        
	      
                              Art. 113
           Organizzazione logistica della Marina militare

  1.  L'organizzazione  logistica  della  Marina  militare fa capo ai
seguenti ispettorati:
    a) Ispettorato per il supporto logistico e dei fari;
    b) Ispettorato di sanita' della Marina militare.
  2.  L'ispettorato  supporto  logistico  e  dei  fari,  quale organo
direttivo   centrale   del  servizio  dei  fari  e  del  segnalamento
marittimo,  svolge  funzioni  di  natura  tecnica e logistica e ha le
seguenti attribuzioni: ((5))
    a)  dirigere  e  controllare  il  servizio  di segnalamento delle
coste, dei porti, degli ancoraggi, dei pericoli e degli ostacoli alla
navigazione,  assicurandone  l'adeguatezza alle esigenze del traffico
marittimo;
    b)  disporre  la  costituzione  delle  reggenze dei segnalamenti,
provvedendo  a  modificarne il numero e la struttura sulla base delle
esigenze di natura operativa, tecnica e logistica;
    c)  elaborare  progetti  o approvare proposte di progetti di enti
pubblici   e   privati   riguardanti  la  segnaletica  necessaria  ad
assicurare la sicurezza del traffico marittimo;
    d)  trattare  le questioni riguardanti il servizio dei fari e del
segnalamento  marittimo  con  le  amministrazioni  dello Stato aventi
competenza in materia di segnalamento marittimo;
    e)  rappresentare  il  servizio  nell'ambito delle organizzazioni
internazionali   aventi   competenza   in   materia  di  segnalamento
marittimo.
  3.   Gli   Ispettorati   di  cui  al  presente  articolo  dipendono
direttamente dal Capo di stato maggiore della Marina militare.
  4.  Le  sedi,  l'ordinamento e le funzioni dei comandi e degli enti
dell'organizzazione  logistica  di  cui  al  presente  articolo, sono
individuati  con  determinazione  del  Capo  di  stato maggiore della
Marina militare.

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AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 113, comma 2 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "((2.  L'ispettorato  per  il supporto logistico e dei fari)), quale
organo  direttivo  centrale  del servizio dei fari e del segnalamento
marittimo,  svolge  funzioni  di  natura  tecnica e logistica e ha le
seguenti attribuzioni:".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 114
Servizio dei fari e del segnalamento marittimo della Marina militare

1.  Il  servizio  dei  fari  e del segnalamento marittimo gestisce la
segnaletica marittima, fissa e galleggiante, dislocata lungo le coste
continentali  e  insulari e nei porti di interesse nazionale previsti
dalle vigenti disposizioni.
2.   Il   servizio   presiede  al  funzionamento  degli  ausili  alla
navigazione   costituiti   da  fari,  fanali,  nautofoni,  mede,  boe
luminose,  radiofari  e  racons,  con  esclusione degli altri tipi di
radioassistenze,  dei  sistemi  di  comunicazione  marittima  e degli
impianti  di  controllo  del  traffico  che  la  legislazione vigente
assegna ad altri dicasteri o enti.
3.  Ferma  la  competenza  del  Ministero  delle infrastrutture e dei
trasporti   in  ordine  alla  costruzione,  modifica  e  manutenzione
straordinaria  dei  manufatti e delle infrastrutture del servizio, il
servizio dei fari e del segnalamento marittimo provvede, altresi':
a)  all'acquisizione,  installazione e manutenzione degli impianti di
segnalamento ottico acustico e radioelettrico;
b) all'acquisizione e gestione dei mezzi navali e terrestri necessari
all'espletamento del servizio;
c)  al minuto mantenimento e all'ordinaria manutenzione dei manufatti
e delle infrastrutture del servizio.
4.  Il  servizio  dei fari e del segnalamento marittimo e' articolato
nei  seguenti  organi  facenti  parte  dell'organizzazione periferica
della Marina militare:
a) ufficio tecnico dei fari e del segnalamento marittimo;
b) comandi di zona dei fari;
c) reggenze dei segnalamenti.
5. Al servizio dei fari e del segnalamento marittimo sono assegnati:
a)  ufficiali,  sottufficiali,  graduati  e  militari di truppa della
Marina  militare  nei  contingenti  determinati  dal  Capo  di  stato
maggiore  della  Marina militare nell'ambito della propria competenza
istituzionale;
b)  gli  appartenenti  a  qualifiche del personale tecnico civile del
servizio  dei  fari  e del segnalamento marittimo del Ministero della
difesa;
c)  gli  appartenenti  ad  altre  qualifiche del personale civile del
Ministero  della difesa previste dall'organico per l'assolvimento dei
diversi compiti di istituto del predetto servizio.
6.  In  aggiunta  al  personale di cui al comma 5, all'ispettorato e'
assegnato,  per  lo svolgimento di compiti attinenti al settore delle
infrastrutture,   un   ufficiale   superiore   dell'Arma   del  genio
dell'Esercito italiano compreso nel rispettivo ruolo organico.
7. Il regolamento disciplina il funzionamento del servizio dei fari e
del segnalamento marittimo
 
	        
	      
                              Art. 115
                          Vigilanza in mare

1. La Marina militare espleta:
a)  il  servizio  di  vigilanza, ai sensi all'articolo 2, lettera c),
legge  31  dicembre  1982,  n.  979,  che  in caso di necessita' puo'
integrare  quello di vigilanza e di soccorso in mare svolto dal Corpo
delle  capitanerie  di  porto.  Il  servizio  e'  svolto in base alle
direttive emanate d'intesa fra il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti  e  il Ministro della difesa, sentite, se occorre, le altre
amministrazioni    interessate.    La    Marina   militare   provvede
all'equipaggiamento e alla condotta dei mezzi;
b)  la sorveglianza per la prevenzione degli inquinamenti delle acque
marine  da  idrocarburi  e  dalle altre sostanze nocive nell'ambiente
marino  e  l'accertamento  delle  infrazioni  alle relative norme, ai
sensi  degli  articoli  23,  legge  31  dicembre  1982, n. 979, e 12,
decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 202.
2.  Le  spese  di  gestione  e  manutenzione  dei  mezzi destinati al
servizio di vigilanza di cui al comma 1, lettera a), conseguenti alla
realizzazione  del  programma  di costruzione e acquisto dei mezzi di
cui all'articolo 6, legge 31 dicembre 1982, n. 979, sono a carico del
Ministero della difesa.
3. Ai comandanti delle unita' di vigilanza di cui al comma 1, lettera
a)  del  presente articolo, e' riconosciuta la qualifica di ufficiali
di  polizia  giudiziaria  ai  sensi  dell'articolo  57, comma 3 , del
codice di procedura penale.
 
	        
	      
                              Art. 116
           Organizzazione formativa della Marina militare

1.   L'organizzazione   addestrativa   di   Forza   armata   fa  capo
all'Ispettorato delle scuole, da cui dipendono:
a) l'Accademia navale;
b) la Scuola navale militare <<Francesco Morosini>>;
c) l'Istituto di Studi Militari Marittimi;
d)  le  Scuole sottufficiali della Marina militare di Taranto e di La
Maddalena.
2.  Le  articolazioni  e  compiti  degli  enti di cui al comma 1 sono
disciplinati nel titolo VI del presente libro.
 
	        
	      
                              Art. 117
             Servizio idrografico della Marina militare

1.   L'Istituto   idrografico   della  Marina  militare,  posto  alle
dipendenze  del Capo di stato maggiore della Marina militare, ha sede
in  Genova  ed e' retto da un ufficiale ammiraglio del Corpo di stato
maggiore.
2.   Nel  regolamento  e'  disciplinato  l'ordinamento  dell'Istituto
idrografico.
 
	        
	      
                              Art. 118
                     Corpi della Marina militare

1. L'organizzazione della Marina militare e' suddivisa in:
a) Corpo di stato maggiore;
b) Corpo del genio navale;
c) Corpo delle armi navali;
d) Corpo sanitario militare marittimo;
e) Corpo di commissariato militare marittimo;
f) Corpo delle capitanerie di porto;
g) Corpo degli equipaggi militari marittimi.
2.  Il  Corpo delle Capitanerie di porto e' trattato nella sezione II
del presente capo.
 
	        
	      
                              Art. 119
                       Corpo di stato maggiore

1.  Rientra  nelle  competenze  degli  ufficiali  del  Corpo di stato
maggiore:
a) coprire le cariche prescritte dall'ordinamento del Ministero della
difesa;
b)  armare,  guidare,  comandare,  disarmare  le  navi dello Stato, e
assumerne la responsabilita' e la custodia nei porti militari e negli
arsenali;
c) comandare le forze navali comunque costituite;
d)  comandare i dipartimenti e i comandi militari marittimi autonomi,
comandare i depositi e distaccamenti della Marina militare; comandare
e  dirigere gli istituti e le scuole della Marina militare; comandare
le  stazioni  elicotteri/aeromobili  e  i gruppi di volo della Marina
militare;
e)  dirigere  a  bordo  ed  eventualmente  a  terra  i  servizi delle
artiglierie e delle armi subacquee e provvedere a bordo alle relative
sistemazioni  e  al  munizionamento in concorso con gli ufficiali del
Corpo  delle  armi  navali,  e  amministrare  il  relativo materiale;
dirigere  a  bordo ed eventualmente a terra i reparti, le componenti,
le sezioni elicotteri e aeree della Marina militare;
f) dirigere a bordo e a terra i servizi delle comunicazioni;
g)   dirigere   il  servizio  idrografico,  quello  dei  fari  e  del
segnalamento marittimo, e ogni altro servizio attinente alla nautica,
e amministrarne il materiale;
h)  dirigere  e  compiere gli studi per la preparazione bellica delle
forze marittime;
i)  eseguire  le  ispezioni  generali  e quelle sul funzionamento dei
servizi di propria competenza;
l)  adempiere  gli  incarichi  di  addetti  per  la  Marina  militare
all'estero;
m) presiedere le giunte di ricezione e di verifica.
 
	        
	      
                              Art. 120
                       Corpo del genio navale

1. Rientra nelle competenze del Corpo del genio navale:
a)  progettare  le  navi  dello  Stato in base ai programmi stabiliti
dagli organi competenti;
b)  costruire,  provvedere  e  raddobbare  le  navi  dello  Stato, le
macchine, gli impianti e gli attrezzi relativi;
c) coprire le cariche prescritte dall'ordinamento del Ministero della
difesa;
d)  imbarcare  sulle navi per esercitare funzioni inerenti al proprio
servizio  per  la  direzione e l'esercizio degli apparati del sistema
nave;
e)  dirigere,  amministrare  e  assolvere  lavori  degli  arsenali  e
stabilimenti della Marina militare;
f)  vigilare  i  beni  e  servizi,  ovvero  materiali  e  lavori,  di
competenza  del  corpo  che  sono eseguiti dall'industria privata per
conto della Marina militare;
g) provvedere a ogni altro servizio tecnico relativo alle costruzioni
navali occorrenti alla Marina militare;
h)  eseguire  le  ispezioni  generali  e quelle sul funzionamento dei
servizi di propria competenza.
 
	        
	      
                              Art. 121
                       Corpo delle armi navali

1. Rientra nelle competenze del Corpo delle armi navali:
a)  progettare  il  sistema  di combattimento delle navi dello Stato,
studiare  l'armamento  delle  navi  di nuova costruzione e provvedere
all'acquisto  e  alla  sistemazione dei relativi impianti, in base ai
programmi stabiliti dagli organi competenti; studiare e provvedere le
nuove  armi  e  i materiali d'armamento; provvedere a tutti i servizi
del  munizionamento  e  degli  esplosivi,  secondo  quanto  stabilito
all'articolo  119;  provvedere a ogni altro servizio tecnico relativo
ai servizi di cui alla presente lettera;
b) coprire le cariche prescritte dall'ordinamento del Ministero della
difesa;
c)  imbarcare  sulle navi per esercitare funzioni inerenti al proprio
servizio;
d)  dirigere i lavori di costruzione, di montamento, di riparazione e
modifica del materiale di cui alla lettera a);
e)  dirigere,  amministrare  e  svolgere  i  lavori  negli arsenali e
stabilimenti  della Marina militare per i servizi di cui alla lettera
a);
f)  vigilare  i  beni  e  servizi,  ovvero  materiali  e  lavori,  di
competenza  del  corpo  che  sono eseguiti dall'industria privata per
conto della Marina militare;
g)  eseguire  le  ispezioni  generali  e quelle sul funzionamento dei
servizi di propria competenza.
 
	        
	      
                              Art. 122
                 Corpo sanitario militare marittimo

1.   Rientra  nelle  competenze  degli  ufficiali  medici  del  Corpo
sanitario militare marittimo:
a)  il Servizio medico chirurgico occorrente alla Marina militare sia
a terra sia a bordo;
b)  coprire  le cariche previste dall'ordinamento del Ministero della
difesa;
c)  l'amministrazione  del  materiale  ospedaliero  sia a terra sia a
bordo;
d) eseguire le visite mediche disciplinari e quelle medico-legali;
e)   eseguire   le  ispezioni  di  carattere  tecnico-sanitario  agli
stabilimenti  di  cura  alla Marina militare ed effettuare ogni altro
Servizio sanitario per la Marina militare.
 
	        
	      
                              Art. 123
              Corpo di commissariato militare marittimo

1.  Rientrano  nelle  competenze  del Corpo di commissariato militare
marittimo:
a)  la  direzione  della gestione amministrativa-logistica per quanto
concerne:
1) il vettovagliamento;
2) il casermaggio, il vestiario e l'equipaggiamento;
3) i combustibili e i lubrificanti;
4) gli automezzi e gli altri materiali ordinari e speciali;
5) il coordinamento e il controllo dell'attivita' di movimentazione e
trasporto di uomini, mezzi e materiali;
6)  le attivita' di programmazione e contrattuali, mediante procedure
accentrate o delegate o decentrate;
7)  attivita'  di  studio,  ricerca,  sviluppo  ed elaborazione della
normativa tecnica per gli approvvigionamenti;
8)  i collaudi, il controllo di qualita', la distribuzione, l'uso, la
conservazione,   la  manutenzione,  il  recupero  e  la  cessione  di
materiali;
b)  la  gestione dei fondi necessari per il funzionamento degli enti,
la  predisposizione  delle  variazioni  di  bilancio  e  di cassa, la
somministrazione   dei   fondi   occorrenti   e  l'ordinazione  delle
conseguenti  spese,  l'assegnazione e variazione del fondo scorta per
unita' navali ed enti a terra;
c)  l'amministrazione  e  l'erogazione al personale militare e civile
dei trattamenti economici previsti dalle disposizioni vigenti;
d)  il  controllo  interno  di  legittimita' e di merito con funzioni
anche  ispettive,  la  valorizzazione e analisi delle rendicontazioni
economico finanziarie;
e) l'attivita' di consulenza giuridica nei settori:
1) amministrativo;
2) disciplinare;
3) legale, sia a bordo sia a terra, e nell'ambito di operazioni fuori
area relativamente all'applicazione del diritto internazionale;
4)  normativo,  nella  redazione  degli atti di interesse della Forza
armata;
f) la gestione del contenzioso;
g)  la  formazione  e  qualificazione  del  personale nell'ambito dei
settori di competenza;
h)  l'assolvimento  degli  incarichi  previsti  dall'ordinamento  del
Ministero della difesa;
i) l'assolvimento degli incarichi amministrativi e logistici previsti
dal  codice  e  dal regolamento, a bordo delle unita' navali e presso
gli  enti  a  terra, nonche' quelli previsti ai fini dell'avanzamento
dal libro IV, titolo VII, capo VIII del presente codice.
 
	        
	      
                              Art. 124
    Organizzazione territoriale periferica della Marina militare

1.  Hanno giurisdizione sul litorale dello Stato, per i servizi della
Marina  militare,  i  seguenti  tre  Comandi  in capo di dipartimento
militare marittimo e tre Comandi militari marittimi autonomi:
a)  Comando  in  capo  del  dipartimento militare marittimo dell'Alto
Tirreno;
b)  Comando in capo del dipartimento militare marittimo dello Jonio e
del Canale d'Otranto;
c)    Comando   in   capo   del   dipartimento   militare   marittimo
dell'Adriatico;
d) Comando militare marittimo autonomo in Sicilia;
e) Comando militare marittimo autonomo in Sardegna;
f) Comando militare marittimo autonomo della Capitale.
2.  Gli  Alti  Comandi  periferici della Marina militare adottano gli
opportuni provvedimenti, ricorrendo anche, se necessario, all'impiego
di   personale   militare   all'uopo  addestrato,  in  situazioni  di
necessita',  se  la  interruzione  o  la  sospensione del servizio di
segnalamento di cui all'articolo 114, puo' compromettere la sicurezza
della  navigazione, e deve, comunque, essere garantita la continuita'
dell'attivita' operativa.
3.  Con  il  regolamento  sono  individuate la sede e le funzioni dei
Comandi dipartimentali e non dipartimentali.
 
	        
	      
                              Art. 125
          Aviazione antisommergibile della Marina militare

1.  L'Aviazione <<antisommergibile>> di cui all'articolo 152 fa parte
organicamente  dell'Aeronautica  militare,  e dipende, per l'impiego,
dalla Marina militare.
2. I reparti dell'Aviazione <<antisommergibile>> sono costituiti:
a) da personale dell'Aeronautica militare;
b)  da  ufficiali  della  Marina  militare  in  possesso del brevetto
militare  di  pilota rilasciato dall'Aeronautica militare e abilitati
al  pilotaggio  dei  velivoli  <<antisommergibile>>  in  dotazione ai
reparti;
c)  da  ufficiali  della  Marina militare in possesso del brevetto di
osservatore dall'aeroplano;
d)  da  personale  del Corpo degli equipaggi militari marittimi delle
categorie  radaristi  e radiotelegrafisti in possesso del brevetto di
<<specialista aeronautico>> rilasciato dall'Aeronautica militare.
3.  Il numero dei piloti, degli osservatori e degli specialisti della
Marina  militare  e'  stabilito  con  il  decreto  del Ministro della
difesa.
4.  Il  generale  ispettore dell'aviazione per la Marina militare, di
cui  all'articolo  141,  e  il  personale  dei reparti dell'Aviazione
<<antisommergibile>>  sono  compresi  negli organici delle rispettive
Armi o Corpi.
5.  Agli  ufficiali  della Marina militare piloti e ai sottufficiali,
graduati  e  comuni della Marina militare in possesso del brevetto di
specialista   aeronautico,   in   servizio   presso  i  gruppi  aerei
<<antisommergibile>>,  sono  estese le norme che regolano l'attivita'
di volo del personale dell'Aeronautica militare.
 
	        
	      
                              Art. 126
              Reparti elicotteri della Marina militare

1.  I  reparti  elicotteri,  istituiti  presso  la  Marina  militare,
integrano i servizi e l'efficacia dei relativi mezzi di impiego.
2.  I  reparti  elicotteri  della  Marina militare sono organicamente
inseriti  nei  comandi  e nelle unita' individuati con determinazione
del Capo di stato maggiore della Marina militare.
 
	        
	      
                              Art. 127
     Utilizzo da parte della Marina militare di aerei imbarcati

1.  Per integrare le capacita' di difesa delle proprie unita' navali,
la  Marina  militare  puo'  utilizzare  aerei  imbarcati. Tali aerei,
facenti  organicamente  parte della Marina militare, devono possedere
le caratteristiche dell'impiego specialistico di Forza armata.
2.  Per  l'acquisizione  degli  aerei e per la loro immatricolazione,
nonche'   per  il  relativo  supporto  tecnico-logistico,  la  Marina
militare  si avvale delle competenti Direzioni generali del Ministero
della difesa.
3. Rimangono ferme le competenze dell'Aeronautica militare in materia
di  organizzazione,  direzione,  coordinamento e controllo di tutti i
mezzi  della  difesa  aerea  nell'area  di  interesse  nazionale, ivi
compresi gli aerei imbarcati quando chiamati a concorrere alla difesa
del territorio.
 
	        
	      
                              Art. 128
                       Attivita' di pilotaggio

1. Il pilotaggio degli aerei imbarcati e' affidato al personale della
Marina  militare  che,  compreso negli organici e nei contingenti dei
rispettivi  ruoli,  e'  in  possesso  dei  previsti  brevetti e delle
prescritte abilitazioni militari.
2. I brevetti e le abilitazioni sono conferiti sulla base delle norme
vigenti.
3.  Con  determinazione  del  Capo  di  stato  maggiore della difesa,
sentiti  i  Capi  di stato maggiore dell'Aeronautica militare e della
Marina  militare,  al  pilotaggio  degli  aerei imbarcati puo' essere
destinato anche personale dell'Aeronautica militare.
 
	        
	      
                              Art. 129
          Studi e approvvigionamento della Marina militare

1. La Marina militare si avvale per gli studi, le sperimentazioni e i
collaudi riguardanti gli aerei destinati all'imbarco, degli organismi
tecnici   dell'Aeronautica  militare  e  delle  competenti  Direzioni
generali del Ministero della difesa.
2. La scelta dei mezzi aerei avviene in conformita' alle procedure in
vigore  per  l'approvvigionamento  degli  armamenti  e  dei materiali
destinati alla Difesa.
3. In allegato allo stato di previsione del Ministero della difesa e'
presentata  annualmente una relazione sullo stato di attuazione degli
studi  e  del programma di acquisizione, con la quantificazione delle
relative incidenze finanziarie.
 
	        
	      
                              Art. 130
Istituto  per  le  telecomunicazioni  e  l'elettronica  della  Marina
                   militare <<Giancarlo Vallauri>>

1.   Alla   direzione   dell'Istituto   per  le  telecomunicazioni  e
l'elettronica   della   Marina  militare  <<Giancarlo  Vallauri>>  e'
preposto  un  ufficiale di grado non inferiore a capitano di vascello
del  Corpo  delle  armi  navali.  All'Istituto sono inoltre destinati
ufficiali,  sottufficiali,  graduati, militari di truppa e dipendenti
civili, secondo apposite tabelle stabilite dallo Stato maggiore della
Marina  militare.  Il  personale di cui al presente comma e' compreso
nei rispettivi organici.
2. Sono compiti dell'Istituto:
a)  lo  studio  dei  problemi  scientifici  e  tecnici  inerenti alle
apparecchiature  e  ai sistemi che interessano la Marina militare nel
campo   delle   telecomunicazioni   e  dell'elettronica,  nonche'  la
compilazione   delle  specifiche  tecniche  degli  apparati  e  delle
relative installazioni e la loro omologazione;
b)  la  valutazione  di  studi  e progetti di nuove apparecchiature e
nuovi  sistemi  nel campo dell'elettronica ai fini del loro eventuale
sviluppo,  nonche' il controllo, il collaudo e le prove dei prototipi
e di particolari apparecchiature, sistemi e componenti elettronici ai
fini della loro omologazione;
c)  l'esecuzione  di  studi,  ricerche  e  sperimentazioni,  anche in
correlazione con altri enti delle Forze armate, istituti di ricerca e
sviluppo  nazionali e stranieri, nonche' con le industrie, al fine di
contribuire  al  progresso  scientifico e tecnico nella realizzazione
delle  apparecchiature  e  dei  sistemi che rientrano nel campo della
propria attivita';
d)  la  comunicazione  e  le antenne; scoperta e contromisure; misura
controllo strumenti.
4. Per l'assolvimento di tali compiti, l'Istituto dispone di impianti
a terra costituiti da laboratori, officine e magazzini.
 
	        
	      
                              Art. 131
         Direzione di amministrazione della Marina militare

1.  La  Direzione  di  amministrazione della Marina militare e' posta
alle  dipendenze  dell'Ufficio generale del Centro di responsabilita'
amministrativa della Marina militare.
2.  La  Direzione  di  amministrazione  di  cui al comma 1, svolge le
competenze di cui all'articolo 94.
3.  Per  l'assolvimento dei propri compiti e funzioni si avvale anche
di una o piu' dipendenti sezioni, distaccate in altre sedi.
4.   I  compiti  e  le  funzioni  delle  sezioni  sono  definiti  con
determinazione  del  Capo di stato maggiore della Marina militare, ai
sensi dell'articolo 94.
 
	        
	      
SEZIONE II
CORPO DELLE CAPITANERIE DI PORTO
                              Art. 132
Istituzione e funzioni militari del Corpo delle capitanerie di porto

1. Il Corpo delle capitanerie di porto dipende dalla Marina militare,
ai  sensi  dell'articolo 118 ed esercita, in tale ambito, le seguenti
competenze:
a)  concorre alla difesa marittima e costiera, ai servizi ausiliari e
logistici  della  Forza  armata,  all'applicazione  delle  norme  del
diritto   internazionale  marittimo  e  all'esercizio  della  polizia
militare;
b)  presiede i consigli di leva marittima e ne fa parte; adempie alle
operazioni per la formazione del contingente di leva; arruola e avvia
gli iscritti sotto le armi; tiene i ruoli e le matricole degli uomini
in   congedo   illimitato;   compie   le   operazioni  inerenti  alla
mobilitazione della Forza armata;
c)  adempie  ogni  altra  attivita'  a supporto della Forza armata in
coerenza con le disposizioni del presente codice e della normativa in
esso richiamata.
2.  Il  Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera concorre,
in  particolare,  nell'ambito  della  Forza  armata, allo svolgimento
delle seguenti attivita':
a) assicurare la difesa dello Stato mediante:
1)  la  protezione  delle  unita'  navali  e  delle  installazioni di
interesse militare;
2) il pattugliamento e la sorveglianza della fascia costiera;
3)  il  supporto  logistico  alle  forze  navali nazionali e Nato nei
sorgitori dove non e' presente un'Autorita' della Marina militare;
4)  l'esercizio  della  funzione di presidio militare su delega degli
Alti comandi periferici della Marina militare;
5)  la  partecipazione  di uomini e mezzi sia alle attivita' presso i
centri  di addestramento della Marina militare sia alle esercitazioni
aeronavali;
6)  il supporto ai nuclei operatori subacquei, compatibilmente con le
primarie esigenze di servizio;
b) realizzare la pace e la sicurezza internazionale mediante:
1)   la  partecipazione  alle  missioni  di  embargo  disposte  dagli
organismi  internazionali  preposti,  attraverso  il  controllo  e le
ispezioni di unita' mercantili;
2)  la  partecipazione  al  dispositivo  navale di sorveglianza delle
coste  e  delle  acque  interne  di  Paesi terzi a seguito di accordi
internazionali;
3)   lo  svolgimento  di  operazioni  di  interdizione  di  carattere
internazionale e di peace building nel settore della riorganizzazione
dei servizi portuali e dei trasporti marittimi;
4)  l'attivita'  di  formazione  e  di  addestramento degli equipaggi
appartenenti a marine estere;
c)  supportare  l'organo  cartografico  di  Stato  (IIMM)  per quanto
concerne la documentazione nautica;
d) svolgere i servizi militari attinenti al personale marittimo, alla
difesa  dei  porti,  delle  installazioni  militari  e  del  naviglio
mercantile  indicati  nel  regolamento,  nonche'  gli  altri  compiti
assegnati alla Marina militare.
3.  Gli  uffici  periferici  del  Corpo  delle capitanerie di porto -
Guardia  costiera  dipendono, quanto ai servizi attinenti alla Marina
militare,  dai  Comandi  in capo di dipartimento militare marittimo e
dai Comandi militari marittimi autonomi di zona.
 
	        
	      
                              Art. 133
      Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto

1.  L'ufficiale  ammiraglio  piu'  elevato in grado o piu' anziano in
servizio permanente effettivo del Corpo delle capitanerie di porto e'
preposto al Comando generale delle capitanerie di porto.
 
	        
	      
                              Art. 134
Esercizio di funzioni dipendenti dal Ministero delle infrastrutture e
                            dei trasporti

1. Il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera:
a)  esercita  le competenze relative alle materie del Ministero delle
infrastrutture  e dei trasporti per cui la legge e altre disposizioni
normative prevedono la diretta attribuzione allo stesso;
b)  svolge,  in  regime di avvalimento, le attivita' a esso conferite
nei settori riconducibili al competente Dipartimento per i trasporti,
la  navigazione  e  i  sistemi informativi e statistici del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti.
2.  Nell'ambito  delle  funzioni  di  cui  al comma 1, il Corpo delle
capitanerie  di  porto  -  Guardia  costiera,  attraverso  le proprie
articolazioni periferiche:
a)  svolge  la  funzione generale di Autorita' marittima ai sensi del
codice della navigazione;
b)  ferme  restando  le  attribuzioni  in  materia  di  coordinamento
generale  dei  servizi  di soccorso marittimo, di cui all'articolo 3,
comma  1,  lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 28
settembre  1994, n. 662, e' competente per l'esercizio delle funzioni
di  ricerca  e  salvataggio in mare, ai sensi degli articoli 69, 70 e
830  del  codice  della  navigazione,  di  disciplina, monitoraggio e
controllo  del  traffico navale, di sicurezza della navigazione e del
trasporto  marittimo, nonche' delle relative attivita' di vigilanza e
controllo,  ai  sensi  del  codice  della navigazione, della legge 28
dicembre 1989, n. 422 e delle altre leggi speciali.
3.  Il  Corpo  delle capitanerie di porto - Guardia costiera esercita
ulteriori funzioni relativamente alle seguenti materie:
a)  comando  dei  porti  ed  esercizio delle funzioni di Autorita' di
sicurezza  in materia di prevenzione da minacce, ai sensi del decreto
legislativo 6 novembre 2007, n. 203;
b) polizia nei porti e in corso di navigazione;
c)  sicurezza generale nei porti e nelle relative adiacenze, ai sensi
dell'articolo 81 del codice della navigazione e, nei termini previsti
dall'articolo  82 del predetto codice, sulle navi in porto e in corso
di navigazione nel mare territoriale;
d) polizia marittima;
e)  demanio  marittimo  ed  esercizio  dei relativi poteri di polizia
amministrativa;
f) personale marittimo;
g) regime amministrativo della nave;
h) diporto nautico;
i)  soccorso  e  polizia  di  sicurezza della navigazione nei laghi e
nelle acque interne;
l)  autorita' portuale nei porti in cui non e' istituita un'Autorita'
portuale;
m) servizi tecnico - nautici;
n)  sicurezza delle attivita' lavorative nei porti e a bordo di navi,
ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
o)  attivita' ispettiva in funzione di Port State Control Flag State,
rispettivamente  ai  sensi  delle  direttive 2009/16/CE, 2009/15/CE e
106/2001/CE e successive modifiche;
p)   indagini   e   inchieste  sui  sinistri  marittimi  al  fine  di
individuarne  cause,  circostanze  e  responsabilita' in linea con la
previsione del codice della navigazione e del relativo regolamento di
esecuzione, nonche' ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2001,
n. 28;
q)  responsabilita'  civile  per  i  danni  dovuti  a inquinamenti da
combustibile delle navi;
r)  altre materie previste dal codice della navigazione e dalle altre
leggi speciali che demandano al Corpo specifiche funzioni.
 
	        
	      
                              Art. 135
Esercizio  di  funzioni dipendenti dal Ministero dell'ambiente, della
                  tutela del territorio e del mare

1.  Il  Corpo  delle  capitanerie di porto - Guardia costiera dipende
funzionalmente   dal   Ministero   dell'ambiente,  della  tutela  del
territorio  e del mare, ai sensi dell'articolo 8 della legge 8 luglio
1986,  n.  349, e dell'articolo 3 della legge 28 gennaio 1994, n. 84,
esercitando  funzioni  di  vigilanza e controllo in materia di tutela
dell'ambiente marino e costiero.
2.  In  dipendenza  delle  attribuzioni  di  cui  al comma 1, e fermo
restando  quanto  previsto dall'articolo 12 del decreto legislativo 6
novembre  2007, n. 202, il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia
costiera esercita, in particolare, le sottoelencate funzioni:
a)  nelle zone sottoposte alla giurisdizione nazionale svolge, in via
prevalente,   le   attivita'   di   controllo   relative   all'esatta
applicazione   delle   norme   del   diritto  italiano,  del  diritto
dell'Unione  europea  e  dei  trattati  internazionali  in vigore per
l'Italia  in  materia di prevenzione e repressione di tutti i tipi di
inquinamento  marino,  ivi compresi l'inquinamento da navi e da acque
di  zavorra,  l'inquinamento da immersione di rifiuti, l'inquinamento
da  attivita'  di  esplorazione  e di sfruttamento dei fondi marini e
l'inquinamento   di   origine  atmosferica,  nonche'  in  materia  di
protezione dei mammiferi e della biodiversita';
b)  nelle  acque  di giurisdizione e di interesse nazionale esercita,
per  fini  di  tutela ambientale e di sicurezza della navigazione, ai
sensi  della  legge  7  marzo  2001, n. 51, il controllo del traffico
marittimo;
c)  provvede, ai sensi degli articoli 135, 2° comma, e 195, 5° comma,
del  decreto  legislativo  3 aprile 2006, n. 152, alla sorveglianza e
all'accertamento  delle  violazioni  in materia di tutela delle acque
dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche se dalle stesse
possono derivare danni o situazioni di pericolo per l'ambiente marino
e  costiero,  nonche'  alla  sorveglianza  e  all'accertamento  degli
illeciti  in  violazione della normativa in materia di rifiuti e alla
repressione  dei  traffici  illeciti e degli smaltimenti illegali dei
rifiuti;
d)  esercita,  ai sensi dell'articolo 19 della legge 6 dicembre 1991,
n.  394,  la  sorveglianza nelle aree marine protette e sulle aree di
reperimento;
e)  ai  sensi  dell'articolo  296, comma 9, del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, in relazione al tenore di zolfo dei combustibili
per  uso marittimo, accerta le violazione e irroga le sanzioni di cui
ai commi da 5 a 8 del predetto articolo;
f)  per  le  attivita'  di  cui  agli articoli 11 e 12 della legge 31
dicembre  1982, n. 979, attraverso la sua organizzazione periferica a
livello  di  compartimento  marittimo, opera, ai sensi della legge 16
luglio  1998, n. 239, articolo 7, sulla base di direttive vincolanti,
generali  e specifiche, del Ministero dell'ambiente, della tutela del
territorio e del mare; in forza della medesima disposizione normativa
per  altri  interventi  e attivita' in materia di tutela e difesa del
mare,  il  Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del
mare puo' avvalersi anche del Corpo delle capitanerie di porto, sulla
base di specifiche convenzioni.
 
	        
	      
                              Art. 136
Esercizio  di  funzioni  dipendenti  dal  Ministero  delle  politiche
                  agricole, alimentari e forestali

1.  Il  Corpo  delle  capitanerie di porto - Guardia costiera dipende
funzionalmente  dal  Ministero delle politiche agricole, alimentari e
forestali,  ai  sensi del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153,
per   l'esercizio   delle  funzioni  delegate  in  materia  di  pesca
marittima.
2. In dipendenza delle attribuzioni di cui al comma 1, il Corpo delle
capitanerie  di porto - Guardia costiera esercita, in particolare, le
sottoelencate funzioni:
a)  direzione,  vigilanza  e  controllo sulla filiera della pesca, ai
sensi dell'articolo 21 della legge 14 luglio 1965, n. 963;
b)  attivita' amministrativa in materia di pesca marittima sulla base
di  direttive  impartite  dal  Ministero  delle  politiche  agricole,
alimentari  e  forestali,  ai  sensi  dell'articolo  7,  comma 1, del
decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153;
c)  in  base  a  quanto disposto dall'articolo 7, comma 2, del citato
decreto  legislativo  26  maggio  2004,  n.  153, centro di controllo
nazionale  della  pesca, sulla base degli indirizzi concertati con le
Regioni  e  in  aderenza ai principi generali di cui all'articolo 118
della Costituzione;
d) vigilanza e controllo sull'esatto adempimento delle norme relative
alle  provvidenze  in  materia  di  pesca  previste  dalla  normativa
nazionale e comunitaria;
e)  verifica della corretta applicazione delle norme sul commercio di
prodotti ittici e biologici marini;
f)  partecipazione,  mediante personale specializzato, alle attivita'
di  verifica  sull'esatto  adempimento della normativa comunitaria in
materia  di  pesca,  in  base alla pianificazione, e alle discendenti
fasi operative, disposte dai competenti organi comunitari.
 
	        
	      
                              Art. 137
         Esercizio di funzioni dipendenti da altri Ministeri

1.  Il  Corpo  delle  capitanerie di porto - Guardia costiera svolge,
nell'ambito   delle  attribuzioni  di  polizia  giudiziaria  previste
dall'articolo  1235  del  codice  della  navigazione e da altre leggi
speciali,  nonche'  ai sensi dell'articolo 57, comma 3, del codice di
procedura penale, le sottoelencate funzioni, riconducibili nelle piu'
generali competenze di altri ministeri:
a)  esercita  l'attivita' di polizia stradale, ai sensi dell'articolo
12,  comma  3, lettera f), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285;
b) presta, ai sensi dell'articolo 11 della legge 24 febbraio 1992, n.
225,  nell'ambito  della  struttura permanente presso il Dipartimento
della  protezione  civile, la necessaria collaborazione operativa per
la pianificazione e la gestione delle emergenze in mare;
c)  concorre  nell'attivita'  di  contrasto  al  traffico di sostanze
stupefacenti  o  psicotrope, nei termini stabiliti dagli articoli 5 e
99  del  decreto  del  Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.
309;
d) concorre nell'attivita' di contrasto all'immigrazione illegale, ai
sensi  dell'articolo  11,  comma 1, lettera d), della legge 30 luglio
2002, n. 189;
e)  concorre  alla  vigilanza  finalizzata  all'individuazione e alla
salvaguardia   dei   beni   del   patrimonio   storico,  artistico  e
archeologico,   con  particolare  riguardo  ai  reperti  archeologici
sommersi;
f)  attua le competenze a esso demandate in materia di disciplina del
collocamento della gente di mare.
 
	        
	      
                              Art. 138
                 Profili organizzativi e funzionali

1.  L'esercizio  a  livello centrale e periferico, da parte del Corpo
delle  capitanerie  di  porto,  delle competenze di cui agli articoli
134,  135,  136  e  137,  avviene mediante le proprie risorse umane e
strumentali.
2.  Il  Corpo  delle  capitanerie  di  porto  e' soggetto alle misure
organizzative  e  funzionali adottate ai sensi dell'articolo 26 della
legge  22  febbraio  2009, n. 14, nel rispetto dei principi e criteri
direttivi che vi sono enunciati. ((1))
----------------
AGGIORNAMENTO (1)
  Si  riporta,  in nota, il testo del comma 2 del presente articolo a
seguito  della  modifica  introdotta dall'avviso di rettifica in G.U.
01/06/2010, n. 126:
  "2.  Il  Corpo  delle  capitanerie di porto e' soggetto alle misure
organizzative  e  funzionali adottate ((ai sensi dell'articolo 26 del
decreto-legge   30   dicembre   2008,   n.   207,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  22 febbraio 2009, n. 14)), nel rispetto
dei principi e criteri direttivi che vi sono enunciati.". La suddetta
modifica entra in vigore il 01/06/2010.
 
	        
	      
CAPO IV
AERONAUTICA MILITARE
                              Art. 139
          Istituzione e funzioni dell'Aeronautica militare

1.  L'Aeronautica  militare,  quale  complesso  delle  forze militari
aeree,   delle   basi  aeree,  delle  scuole,  dei  servizi  ed  enti
aeronautici,  costituisce  la componente operativa aerea della difesa
militare dello Stato.
 
	        
	      
                              Art. 140
                Ispettorato per la sicurezza del volo

1.  L'Ispettorato  per la sicurezza del volo dipende direttamente dal
Capo   di   stato   maggiore  dell'Aeronautica  militare  e  coordina
l'investigazione,  al  fine  della  prevenzione,  sulle  cause  degli
incidenti di volo degli aeromobili di cui all'articolo 748 del codice
della navigazione.
2.  L'Ispettorato  e'  articolato  in  uffici, le cui competenze sono
stabilite   con   determinazione   del   Capo   di   stato   maggiore
dell'Aeronautica militare.
 
	        
	      
                              Art. 141
          Ispettorato dell'Aviazione per la Marina militare

1.  L'ispettore  dell'Aviazione  per  la  Marina  militare, ufficiale
generale  del  ruolo naviganti normale dell'Aeronautica, sovrintende,
per  conto  dello  Stato  maggiore  dell'Aeronautica  militare,  alle
attivita'   tecniche   e   logistiche   dei   reparti   di  aviazione
antisommergibile di cui all'articolo 125 e del relativo addestramento
tecnico professionale.
2.  Le  attribuzioni  dell'Ispettore  dell'Aviazione  per  la  Marina
militare  sono definite con determinazione del Capo di stato maggiore
dell'Aeronautica  militare,  sentito  il Capo di stato maggiore della
Marina militare.
 
	        
	      
                              Art. 142
                     Comando della squadra aerea

1.  Il  Comando  della squadra aerea, retto da un generale di squadra
aerea  e  posto  alle  dirette  dipendenze del Capo di stato maggiore
dell'Aeronautica  militare,  esercita  le  attribuzioni in materia di
addestramento, predisposizione e approntamento operativo dei reparti,
affinche'  gli stessi acquisiscano e mantengano i previsti livelli di
prontezza operativa.
2.  L'articolazione del Comando, le sedi, l'ordinamento e le funzioni
delle   unita'   e   dei   reparti   dipendenti  sono  stabiliti  con
determinazione del Capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare.
 
	        
	      
                              Art. 143
                 Comando operativo delle Forze aeree

1.  Il  Comando  operativo delle Forze aeree, retto da un generale di
squadra  aerea  e  posto  alle  dirette  dipendenze del Capo di stato
maggiore   dell'Aeronautica,   esercita  le  funzioni  di  comando  e
controllo  connesse  con tutte le operazioni o esercitazioni aeree di
interesse della Forza armata.
2.  Il  Comando  operativo  delle  Forze  aeree  si  integra  con  il
paritetico  Comando  interalleato;  il relativo Comandante espleta la
duplice  e  paritetica  funzione  di Comandante operativo delle Forze
aeree e Comandante operativo delle Forze aeree interalleate.
3.  L'articolazione del Comando, le sedi, l'ordinamento e le funzioni
delle   unita'   e   dei   reparti   dipendenti  sono  stabiliti  con
determinazione del Capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare.
 
	        
	      
                              Art. 144
        Articolazione territoriale dell'Aeronautica militare

1.   Sono   posti   alle   dipendenze  del  Capo  di  stato  maggiore
dell'Aeronautica  militare  i  comandi  di  regione  aerea,  retti da
ufficiali  generali;  il  Capo  di  stato  maggiore  ne disciplina le
funzioni  territoriali  e i compiti di collegamento con gli enti e le
amministrazioni locali.
2.  L'articolazione dei comandi, le sedi, l'ordinamento e le funzioni
delle   unita'   e   dei   reparti  dipendenti,  sono  stabiliti  con
determinazione del Capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare.
 
	        
	      
                              Art. 145
             Comando logistico dell'Aeronautica militare

1.  Il  Comando  logistico, posto alle dirette dipendenze del Capo di
stato  maggiore  dell'Aeronautica  militare,  costituisce  il vertice
della  struttura  tecnica,  logistica  e  amministrativa  della Forza
armata,  e  garantisce il supporto necessario a consentire la massima
operativita' della stessa.
2.  L'articolazione e i compiti del Comando, le sedi, l'ordinamento e
le  funzioni degli enti dipendenti, sono stabiliti con determinazione
del Capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare.
 
	        
	      
                              Art. 146
           Comando delle scuole dell'Aeronautica militare

1.  Il  Comando  delle  scuole dell'Aeronautica militare, retto da un
generale  di  squadra  e  posto  alle  dipendenze  del  Capo di stato
maggiore  dell'Aeronautica  militare,  esercita  le  attribuzioni  in
materia   di   reclutamento,  selezione,  formazione,  qualificazione
specialistica   basica   del   personale   dell'Aeronautica  militare
appartenente  a  tutte le categorie, nonche' l'addestramento iniziale
al  volo  del  personale  navigante  anche di altre Forze armate o di
polizia,  finalizzato  al  conseguimento  del  brevetto  di  pilota o
navigatore militare.
2. Dal Comando delle scuole dipendono:
a) l'Istituto di scienze militari aeronautiche;
b) l'Accademia aeronautica;
c) la Scuola marescialli dell'Aeronautica militare;
d) la Scuola militare aeronautica "Giulio Douhet".
3.  L'articolazione dei comandi, le sedi, l'ordinamento e le funzioni
delle   unita'   e   dei   reparti  dipendenti,  sono  stabiliti  con
determinazione del Capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare.
 
	        
	      
                              Art. 147
               Ruoli e Corpi dell'Aeronautica militare

1. L'Aeronautica militare si compone dei seguenti elementi:
a)  Arma  aeronautica,  articolata  in  ruoli,  naviganti  e  armi, e
specialita';
b) Corpo del genio aeronautico;
c) Corpo di commissariato aeronautico;
d) Corpo sanitario aeronautico.
2.  Gli  articoli  148,  149  e 150 stabiliscono, rispettivamente, la
ripartizione  e  le  attribuzioni  degli  elementi di cui al comma 1,
lettere b), c) e d).
 
	        
	      
                              Art. 148
                     Corpo del genio aeronautico

1.  Il  Corpo del genio aeronautico e' costituito dagli ufficiali del
genio aeronautico ed esercita funzioni tecniche inerenti:
a)   alla   progettazione,   alla   costruzione,  all'allestimento  e
all'armamento dei materiali aeronautici di qualsiasi specie, compresi
gli immobili dell'Aeronautica militare;
b)  al collaudo e alla manutenzione del materiale aeronautico e degli
stessi immobili dell'Aeronautica militare;
c)  disimpegna ogni altro servizio tecnico inerente all'impiego degli
aeromobili  militari  ed  esercita  vigilanza  tecnica  sul materiale
aeronautico dell'aviazione civile.
2.   Il   genio  aeronautico  presiede  al  funzionamento  tecnico  e
amministrativo:
a)  delle  direzioni  delle costruzioni aeronautiche e dei dipendenti
uffici distaccati di sorveglianza;
b)  delle direzioni del demanio aeronautico dei comandi di zona aerea
e dei comandi dell'Aeronautica militare;
c) di impianti sperimentali e stabilimenti vari.
 
	        
	      
                              Art. 149
                 Corpo di commissariato aeronautico

1. Il Corpo di commissariato aeronautico:
a)  esercita  funzioni  direttive,  ispettive,  logistiche, tecniche,
amministrative   e   contabili   per  i  servizi  del  contante,  del
vettovagliamento,  del  vestiario ed equipaggiamento, del casermaggio
nonche' degli altri materiali ordinari;
b) svolge attivita' di studio, ricerca e sviluppo tecnico nei settori
di  specifico  interesse  e  assolve  funzioni  in materia giuridica,
economica   e   finanziaria;   ricopre   incarichi   previsti   dagli
ordinamenti.
2.  Il  Corpo  di commissariato aeronautico presiede al funzionamento
tecnico e amministrativo:
a)  delle direzioni di commissariato aeronautico, dei comandi di zona
aerea e dei comandi dell'Aeronautica militare;
b) di magazzini e stabilimenti vari.
 
	        
	      
                              Art. 150
                     Corpo sanitario aeronautico

1.  Il Corpo sanitario aeronautico, costituito dagli ufficiali medici
d'aeronautica,  esercita  funzioni  direttive e tecnico-professionali
intese:
a)   ad  accertare  la  idoneita'  psico-fisica,  attraverso  servizi
generali   e   speciali,  del  personale  dell'Aeronautica  militare,
l'idoneita'  al  volo  del  personale  militare  e di altre pubbliche
amministrazioni, nonche' l'idoneita' psico-fisica e la persistenza di
tale   idoneita'  degli  aspiranti  al  conseguimento  di  licenze  e
attestati aeronautici;
b)  a  curare  l'integrita'  fisica e tutelare l'igiene del personale
dell'Aeronautica militare, provvedendo, a tali fini, all'allestimento
e ai rifornimenti dei servizi e dei materiali occorrenti;
c)  allo  svolgimento  delle  pratiche  medico-legali interessanti il
personale dell'Aeronautica militare.
2. Il Corpo sanitario aeronautico presiede al funzionamento tecnico e
amministrativo:
a) degli istituti medico-legali dell'Aeronautica militare;
b) dei servizi sanitari ordinativamente costituiti;
c) di magazzini e stabilimenti vari.
3.  Per  le infermita' di carattere generale, si provvede altresi' al
servizio  sanitario  dell'Aeronautica  militare, con gli stabilimenti
sanitari  dell'Esercito  italiano  e  della  Marina  militare,  previ
accordi con gli stati maggiori interessati.
 
	        
	      
                              Art. 151
         Unita' e comandi di volo dell'Aeronautica militare

1.  I  reparti di volo si distinguono, secondo il livello ordinativo,
in:
a) squadriglia, unita' organica fondamentale;
b) gruppo;
c) stormo;
d) brigata aerea;
e) divisione aerea;
f) squadra aerea.
2.  La  squadra,  la  divisione  e la brigata costituiscono le grandi
unita' aeree.
3. Le sedi, l'ordinamento e le funzioni delle unita' e dei reparti di
cui  al  comma  1 sono stabiliti con determinazione del Capo di stato
maggiore dell'Aeronautica militare.
 
	        
	      
                              Art. 152
        Aviazione antisommergibile dell'Aeronautica militare

1.  L'aviazione  antisommergibile  e'  costituita dal complesso degli
aerei  e  degli equipaggi, dei mezzi e del personale tecnico a terra,
specificamente destinati a condurre azioni aeree nella lotta contro i
sommergibili.
2.  I  comandanti dei gruppi e delle squadriglie <<antisommergibile>>
sono   ufficiali   dei  ruoli  naviganti  dell'Arma  aeronautica.  Il
pilotaggio  di  ciascun  aereo  e'  affidato  a  ufficiali  dei ruoli
naviganti  dell'Arma  aeronautica  e a ufficiali di Marina piloti; le
funzioni  di  primo  pilota  e il comando dell'aereo sono affidati al
piu' elevato in grado o piu' anziano di detti ufficiali.
 
	        
	      
                              Art. 153
  Reparti elicotteri dell'Esercito italiano e della Marina militare

1. L'Aeronautica militare provvede, anche nel campo degli elicotteri,
al  controllo  della  circolazione  aerea e alla determinazione delle
procedure   e   norme   inerenti   a   tale   circolazione,   nonche'
all'organizzazione,  funzionamento  ed esercizio del soccorso aereo e
del  trasporto  aereo,  salva  la  facolta'  da  parte  dell'Esercito
italiano  e della Marina militare di utilizzare gli elicotteri di cui
dispongono  per  esigenze  contingenti  di  soccorso  e  di trasporto
riguardanti le proprie unita'.
2.  All'Aeronautica  militare  competono,  inoltre, la direzione e il
coordinamento  dell'impiego  degli elicotteri in quelle attivita' che
comportino il concorso di elicotteri di piu' Forze armate.
 
	        
	      
                              Art. 154
       Direzione di amministrazione dell'Aeronautica militare

1.  La  Direzione  di  amministrazione  del  servizio commissariato e
amministrazione del Comando logistico assolve i seguenti compiti:
a)  assicura il finanziamento degli enti attraverso la disponibilita'
dei  fondi  accreditati  dall'amministrazione centrale sulle apposite
contabilita' speciali e la resa dei relativi conti;
b)  svolge le funzioni di natura giuridico amministrativa devolute in
relazione all'ordinamento di Forza armata;
c)  esercita l'azione di controllo amministrativo nei confronti degli
enti  sia  in  sede  ispettiva sia in sede di revisione degli atti di
gestione anche per conto dell'Ufficio centrale del bilancio presso il
Ministero della difesa.
 
	        
	      
CAPO V
ARMA DEI CARABINIERI
SEZIONE I
COMPITI E ATTRIBUZIONI
                              Art. 155
          Istituzione e funzioni dell'Arma dei carabinieri

1.  L'Arma  dei  carabinieri ha collocazione autonoma nell'ambito del
Ministero  della  difesa,  con  rango  di  Forza  armata  ed e' forza
militare di polizia a competenza generale e in servizio permanente di
pubblica  sicurezza,  con  le  speciali  prerogative  conferite dalla
normativa vigente.
 
	        
	      
                              Art. 156
             Compiti militari dell'Arma dei carabinieri

1.  L'Arma  dei  carabinieri,  sulla base delle direttive del Capo di
stato maggiore della difesa:
a)  concorre  all'attuazione  delle  predisposizioni di mobilitazione
delle Forze armate di cui all'articolo 88;
b)  concorre  alla  difesa  integrata  del  territorio  nazionale; il
concorso  e'  definito  dai  Capi  di stato maggiore di Forza Armata,
responsabili   dell'approntamento   e   dell'impiego  dei  rispettivi
dispositivi   di  difesa,  in  accordo  con  il  Comandante  generale
dell'Arma dei carabinieri;
c) partecipa alle operazioni militari all'estero.
2. Nell'ambito delle operazioni di cui al comma 1, lettera c), l'Arma
dei carabinieri:
a)   partecipa   anche   a   operazioni  per  il  mantenimento  e  il
ristabilimento  della pace e della sicurezza internazionale, al fine,
in  particolare,  di  realizzare  condizioni  di sicurezza e ordinata
convivenza nelle aree d'intervento;
b)  concorre  ad  assicurare  il  contributo nazionale alle attivita'
promosse  dalla  comunita'  internazionale  o  derivanti  da  accordi
internazionali,   volte   alla   ricostituzione   e   al   ripristino
dell'operativita'  dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza
delle  Forze armate, assolvendo compiti di addestramento, consulenza,
assistenza e osservazione.
3.  I compiti connessi con la partecipazione alle operazioni militari
e  le  esigenze  di  carattere militare, di cui al presente articolo,
sono  assolti sulla base delle direttive e dei rapporti di dipendenza
operativi  stabiliti  dal  Capo  di  stato  maggiore  della  difesa e
limitatamente al concorso alla difesa integrata del territorio.
4. Nell'ambito dei compiti militari, l'Arma dei carabinieri:
a)  concorre  alla  tutela  del bene della collettivita' nazionale in
casi di pubbliche calamita';
b)  fornisce  all'autorita'  individuata dal Presidente del Consiglio
dei  ministri,  nell'esercizio  delle  funzioni di cui all'articolo 1
della legge 3 agosto 2007, n. 124, elementi informativi necessari per
il  rilascio  delle  abilitazioni di sicurezza agli appartenenti alle
Forze  armate, al personale civile dell'Amministrazione della difesa,
nonche'  alle  persone  fisiche  e  giuridiche  per lo svolgimento di
attivita' produttive attinenti alla sicurezza militare dello Stato.
 
	        
	      
                              Art. 157
 Funzioni di polizia giudiziaria militare dell'Arma dei carabinieri

1. L'Arma dei carabinieri esercita le funzioni di polizia giudiziaria
militare,  secondo  quanto stabilito dall'articolo 91, ferme restando
le   attribuzioni  e  le  qualifiche  dei  Comandanti  di  corpo,  di
distaccamento o di posto delle varie Forze armate.
 
	        
	      
                              Art. 158
Sicurezza  delle  rappresentanze  diplomatiche  e  consolari  e degli
              uffici degli addetti militari all'estero

1.  L'Arma  dei  carabinieri  assicura  i  servizi di sicurezza delle
rappresentanze  diplomatiche  e consolari, nonche' degli uffici degli
addetti militari all'estero.
2.   Concorre,  inoltre,  ad  affrontare  particolari  situazioni  di
emergenza  o di crisi, locali o internazionali, che dovessero mettere
in  pericolo  la sicurezza delle suddette rappresentanze, assicurando
la disponibilita' di personale appartenente a reparti speciali.
3.  L'impiego  del personale di cui al comma 2 e' disposto sulla base
delle direttive del Capo di stato maggiore della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 159
            Compiti d'istituto dell'Arma dei carabinieri

1.  L'Arma  dei carabinieri, quale Forza militare di polizia ai sensi
dell'articolo 155:
a) assicura il mantenimento dell'ordine pubblico, della sicurezza dei
cittadini, della loro incolumita' e della tutela della proprieta', ai
sensi della legislazione vigente;
b)  svolge  le funzioni di struttura operativa del servizio nazionale
di protezione civile, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
c) espleta gli altri compiti previsti dalla normativa vigente.
 
	        
	      
                              Art. 160
             Speciali compiti dell'Arma dei carabinieri

1. L'Arma dei carabinieri provvede, altresi':
a) ai servizi presso la Presidenza della Repubblica;
b) alle scorte d'onore;
c) ai servizi presso gli uffici giudiziari.
 
	        
	      
                              Art. 161
Funzioni  di  polizia  giudiziaria e sicurezza pubblica dell'Arma dei
                             carabinieri

1. L'Arma dei carabinieri esercita, ai sensi della normativa vigente:
a) funzioni di polizia giudiziaria;
b) funzioni di sicurezza pubblica.
 
	        
	      
SEZIONE II
ORDINAMENTO
                              Art. 162
                Dipendenze dell'Arma dei carabinieri

1. L'Arma dei carabinieri dipende:
a)  tramite  il Comandante generale, dal Capo di stato maggiore della
difesa per quanto attiene ai compiti militari;
b)  funzionalmente  dal  Ministro dell'interno, per quanto attiene ai
compiti di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.
2.  Per gli aspetti tecnico-amministrativi, l'Arma dei carabinieri fa
capo:
a)  al  Ministero  della  difesa  per  quanto  concerne il personale,
l'amministrazione e le attivita' logistiche;
b)  al  Ministero  dell'interno per l'accasermamento e il casermaggio
connessi  con l'assolvimento dei compiti indicati al comma 1, lettera
b), nonche' per l'utilizzazione delle risorse finanziarie finalizzate
al potenziamento delle Forze di polizia.
3.  I reparti dell'Arma costituiti nell'ambito di dicasteri, organi o
autorita' nazionali per l'assolvimento di compiti specifici dipendono
funzionalmente  dai  titolari  dei  dicasteri,  organi e autorita'. I
reparti e gli uffici dell'Arma costituiti nell'ambito interforze, dei
comandi e degli organismi alleati in Italia e all'estero ovvero delle
Forze    armate,    dipendono,   tramite   i   relativi   comandanti,
rispettivamente dal Capo di stato maggiore della difesa e dai Capi di
stato maggiore di Forza armata.
 
	        
	      
                              Art. 163
            Comandante generale dell'Arma dei carabinieri

1.  Il  Comandante  generale e' componente, oltre che degli organismi
collegiali previsti dal codice e dal regolamento:
a)  del Comitato nazionale dell'ordine e della sicurezza pubblica, ai
sensi dell'articolo 18 della legge 1° aprile 1981, n. 121;
b) del Consiglio generale per la lotta alla criminalita' organizzata,
ai  sensi  dell'articolo 1 del decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345,
convertito,   con  modificazioni,  dall'articolo  1  della  legge  30
dicembre 1991, n. 410.
 
	        
	      
                              Art. 164
Attribuzioni  del  Comandante  generale  dell'Arma dei carabinieri in
          campo operativo, addestrativo e tecnico logistico

1.  Il  Comandante generale e' organo centrale di sicurezza dell'Arma
dei  carabinieri  e  sulla  base  delle  direttive  del Capo di stato
maggiore della difesa:
a) individua i reparti e il personale da impiegare per l'assolvimento
dei  compiti  connessi  con  le  funzioni  di  polizia  militare e la
partecipazione  a  operazioni  militari  in Italia e all'estero, e ne
assicura  la  disponibilita',  nonche'  l'autonomia  logistica, fermo
restando  l'assolvimento  degli  altri compiti istituzionali previsti
dal   codice,   ed  e'  responsabile  del  relativo  addestramento  e
approntamento;
b) formula le proposte di competenza per la pianificazione operativa;
c)  determina,  relativamente  all'Arma dei carabinieri, le modalita'
attuative della mobilitazione e l'entita' delle relative scorte;
d)  concorda con la Direzione generale competente la designazione del
personale  civile,  ferme  restando  le  attribuzioni  del Segretario
generale della difesa;
e)   assicura,  per  l'esecuzione  di  operazioni  ed  esercitazioni,
nazionali   e   multinazionali,   la  disponibilita'  quantitativa  e
qualitativa  delle  forze  stabilite dal Capo di stato maggiore della
difesa,  individuando  i  relativi reparti; in tale quadro, definisce
l'attivita'  addestrativa  ed esercita, anche avvalendosi dei comandi
dipendenti,  le  funzioni,  se  delegate, di comando operativo per le
operazioni e le esercitazioni dell'Arma dei carabinieri;
f)  e'  responsabile  dell'organizzazione  e dell'approntamento delle
unita' e dei reparti dell'Arma anche per l'assolvimento degli impegni
derivanti da accordi e trattati internazionali;
g)   dispone  il  concorso  dell'Arma  dei  carabinieri  alla  difesa
integrata del territorio nazionale;
h)  promuove  lo  svolgimento  di percorsi di formazione presso altre
scuole   delle   amministrazioni  statali,  nonche'  presso  soggetti
pubblici  e  privati, e di periodi di studio presso amministrazioni e
istituzioni   dei   Paesi   dell'Unione   europea   e  organizzazioni
internazionali.
2. Il Comandante generale:
a)  fermo  restando  quanto  disposto  dall'articolo  177,  determina
l'ordinamento,  le  circoscrizioni  territoriali,  gli  organici e le
modalita'  di funzionamento dei comandi, reparti, unita', istituti ed
enti vari, emanando le relative disposizioni nei settori di attivita'
tecnico-operativa;
b)  determina  l'istituzione  o  la  soppressione  di  posti  fissi o
stazioni temporanee;
c)  approva  i  programmi  e  impartisce  le disposizioni riguardanti
l'addestramento e il perfezionamento della preparazione professionale
del personale dell'Arma;
d) approva le pubblicazioni dell'Arma dei carabinieri.
3. Il Comandante generale, nel settore tecnico-logistico:
a)  determina  le politiche di impiego, di gestione e di mantenimento
del parco, le dotazioni e le scorte, la regolamentazione tecnica;
b) sentito, su iniziativa del Capo di stato maggiore della difesa, il
Comitato dei Capi di stato maggiore delle Forze armate, determina:
1) le linee di pianificazione e programmazione tecnica;
2) i programmi, le ricerche, gli studi e le sperimentazioni;
3) l'adozione di nuovi materiali specifici per le esigenze dell'Arma.
4.  Allo  scopo  di assicurare efficienza, economicita', speditezza e
rispondenza  al  pubblico  interesse  delle  attivita'  istituzionali
dell'Arma  dei  carabinieri,  il Comandante generale adotta misure di
razionalizzazione   dell'organizzazione,   della   gestione   e   del
funzionamento  del  sostegno tecnico, logistico e amministrativo tese
al  recupero  di  personale  da destinare al servizio d'istituto e al
miglioramento    del   supporto   dei   reparti,   prevedendo   anche
l'affidamento   di   servizi  a  terzi,  nei  limiti  degli  ordinari
stanziamenti di bilancio.
5.  Al  fine  di  pervenire  all'attuazione dei necessari adeguamenti
delle  procedure  tecniche,  logistiche e amministrative in relazione
alle specifiche esigenze dell'Arma dei carabinieri, il Ministro della
difesa  stabilisce  con  proprio  decreto  i  settori  nei  quali  il
Comandante  generale,  d'intesa  con  il  Segretariato generale della
difesa,  e'  autorizzato  a  procedere  alla revisione delle relative
discipline di carattere amministrativo.
 
	        
	      
                              Art. 165
Attribuzioni  del  Comandante  generale  in  materia di reclutamento,
                    stato, avanzamento e impiego

1.  Il  Comandante generale, ferme le altre competenze e attribuzioni
in  materia di impiego, reclutamento, stato, avanzamento e disciplina
del personale, previste dal codice, propone al Capo di stato maggiore
della difesa le destinazioni dei generali di corpo d'armata e, per le
esigenze in ambito Difesa:
a)  i  generali  di  grado  non  inferiore a generale di divisione da
destinare  agli  incarichi  di  direzione  degli  uffici  di  livello
dirigenziale  generale,  fermo restando quanto previsto dall'articolo
89 del regolamento;
b)  gli  ufficiali da destinare all'impiego in ambito internazionale,
in incarichi interforze e in altri dicasteri.
2.  Il  Comandante generale determina le destinazioni degli ufficiali
dipendenti,  previo  nulla  osta del Ministro dell'interno per quelli
trasferiti  da  o  per  l'organizzazione territoriale e gli organismi
interforze  di  polizia,  dandone preventiva comunicazione al Capo di
stato maggiore della difesa per i generali di divisione e di brigata.
3. Il Comandante generale e' presidente della commissione superiore e
vice  presidente della commissione di vertice per l'avanzamento degli
ufficiali  dei  carabinieri,  indica  al Capo di stato maggiore della
difesa  gli  ufficiali  generali da proporre al Ministro della difesa
quali   componenti   delle   commissioni   di   vertice  e  superiore
d'avanzamento,  e  propone  al Ministro della difesa gli ufficiali da
designare quali componenti della commissione ordinaria d'avanzamento.
4.  Il  Comandante  generale  e'  presidente  della  commissione  per
l'espressione del parere sulla concessione delle ricompense al valore
e al merito dell'Arma dei carabinieri.
5.  Il  Comandante  generale  puo'  ordinare direttamente l'inchiesta
formale nei confronti del personale dipendente e designa i componenti
del  consiglio  di  disciplina  per il personale nei cui confronti ha
ordinato l'inchiesta formale.
 
	        
	      
                              Art. 166
Attribuzioni   del   Comandante   generale  in  campo  finanziario  e
                           amministrativo

1.   Il   Comandante   generale  svolge  le  funzioni  di  capo  ente
programmatore,   di   direttore   generale   titolare  di  centro  di
responsabilita'   amministrativa   e,   ai   fini  del  decentramento
amministrativo,   di  comandante  militare  territoriale  sull'intero
territorio nazionale.
2.  Il Comandante generale propone, quale capo di ente programmatore,
al   Capo   di  stato  maggiore  della  difesa,  l'allocazione  degli
stanziamenti  sui capitoli di bilancio dell'Arma dei carabinieri e ne
detiene l'impiego operativo.
3. Il Comandante generale provvede, quale direttore generale titolare
di   centro  di  responsabilita'  amministrativa,  nell'ambito  delle
risorse  assegnate dal Ministro della difesa, all'amministrazione dei
capitoli  di bilancio dell'Arma dei carabinieri, esercitando i poteri
di spesa e le connesse funzioni in materia contrattuale e di gestione
amministrativo-contabile,  e definendo i limiti di valore delle spese
che  gli  ufficiali  di  livello  dirigenziale  sottordinati  possono
impegnare.
4.  Il  Comandante  generale  si  avvale,  quale  comandante militare
territoriale  per  gli  enti  dipendenti  dal Comando generale, della
direzione di amministrazione di cui all'articolo 171.
 
	        
	      
                              Art. 167
    Attribuzioni del Comandante generale in campo internazionale

1.  Il  Comandante  generale  dell'Arma  dei carabinieri provvede, su
delega  del Capo di stato maggiore della difesa e in conformita' agli
indirizzi  del  Ministro della difesa, informandone, salvo il caso in
cui  si  tratti  di  materie  esclusivamente militari, previamente il
Ministro  dell'interno,  alla  predisposizione  e  alla  gestione dei
protocolli   di   intesa   e  degli  accordi  tecnici  internazionali
finalizzati  allo  scambio  di  esperienze  con  paritetici organismi
esteri,  nei settori organizzativo, addestrativo, tecnico-scientifico
e logistico di specifico interesse dell'Arma dei carabinieri.
 
	        
	      
                              Art. 168
              Attribuzioni del Vice comandante generale

1.  Il  Vice  comandante generale e' il generale di corpo d'armata in
servizio  permanente  effettivo  piu' anziano in ruolo ed e' nominato
con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del
Consiglio  dei  ministri,  su  proposta del Ministro della difesa. Il
decreto  di nomina e' predisposto dal Comandante generale e trasmesso
dal Capo di stato maggiore della difesa.
2.  Rimane  in  carica  con  mandato della durata massima di un anno,
salvo  che  nel  frattempo  non  deve cessare dal servizio permanente
effettivo  per  limiti  di eta' o per altra causa; e' gerarchicamente
preminente  rispetto  agli altri generali di corpo d'armata dell'Arma
dei carabinieri.
3.  Il  Ministro della difesa ha facolta' di escludere il generale di
corpo  d'armata  piu'  anziano  e proporre la nomina di quello che lo
segue in ordine di anzianita'.
4.  Il  Vice comandante generale esercita le funzioni vicarie in caso
di  assenza  o  di impedimento del Comandante generale e lo coadiuva,
assolvendo le funzioni e i compiti delegati; su delega del Comandante
generale  effettua  ispezioni  agli Alti Comandi dell'Arma, e' membro
ordinario  con  diritto  di  voto del Consiglio superiore delle Forze
armate,  presiede  la  commissione  ordinaria  di  avanzamento  degli
ufficiali dei carabinieri.
 
	        
	      
                              Art. 169
               Articolazione dell'Arma dei carabinieri

1. La struttura organizzativa dell'Arma dei carabinieri e' articolata
in:
a) Comando generale;
b) organizzazione addestrativa;
c) organizzazione territoriale;
d) organizzazione mobile e speciale;
e) reparti per esigenze specifiche.
 
	        
	      
                              Art. 170
             Comando generale dell'Arma dei carabinieri

1.  Il  Comando  generale  e'  la  struttura  mediante  la  quale  il
Comandante   generale  dirige,  coordina  e  controlla  le  attivita'
dell'Arma. In particolare:
a)  assicura  l'analisi  dei  fenomeni  criminosi e il raccordo delle
attivita' operative condotte dai reparti dell'Arma;
b)  mantiene,  per  tutto cio' che non attiene ai compiti militari, i
rapporti  con  i  ministeri  e  con  gli  altri organi centrali della
pubblica  amministrazione  nonche',  nei casi previsti dalle norme in
vigore,  con  gli organismi internazionali, fermi restando i rapporti
di dipendenza funzionale dal Ministro dell'interno.
2. Il Comando generale e' costituito dallo Stato maggiore, direzioni,
reparti  e  uffici,  disciplinati  con  determinazione del Comandante
generale.
 
	        
	      
                              Art. 171
       Direzione di amministrazione dell'Arma dei carabinieri

1.  La  Direzione  di  amministrazione  e'  posta alle dipendenze del
Comando   generale   dell'Arma   dei   carabinieri  e  ha  competenza
territoriale  nazionale  per gli enti dipendenti dal medesimo Comando
generale.
 
	        
	      
                              Art. 172
        Organizzazione addestrativa dell'Arma dei carabinieri

1.  L'organizzazione  addestrativa  provvede,  secondo  gli obiettivi
definiti  dal  Comando generale, alla formazione, all'aggiornamento e
alla  specializzazione  del personale dell'Arma dei carabinieri. Essa
comprende:
a)  il  Comando  delle  scuole  dell'Arma  dei  carabinieri, retto da
generale  di  corpo  d'armata  che  assicura  univocita' di indirizzo
addestrativo   e   didattico,   persegue   l'elevazione  del  livello
professionale  del  personale  ed  esercita il comando sugli istituti
d'istruzione dell'Arma dei carabinieri;
b) l'Accademia dell'Arma dei carabinieri;
c) la Scuola ufficiali;
d) la Scuola marescialli;
e) la Scuola brigadieri;
f) le scuole carabinieri;
g) istituti e centri di perfezionamento e specializzazione.
 
	        
	      
                              Art. 173
        Organizzazione territoriale dell'Arma dei carabinieri

1.  L'organizzazione territoriale, componente fondamentale dell'Arma,
comprende:
a)  Comandi  interregionali, retti da generale di corpo d'armata, che
esercitano   funzioni  di  alta  direzione,  di  coordinamento  e  di
controllo   nei   confronti   dei  comandi  regionali  e  assicurano,
attraverso   i  propri  organi,  il  sostegno  tecnico,  logistico  e
amministrativo  di  tutti  i reparti dell'Arma dislocati nell'area di
competenza, anche se appartenenti ad altre organizzazioni;
b)  Comandi  regionali,  retti da generale di divisione o di brigata,
cui  risale  la  responsabilita'  della  gestione  del  personale,  e
competono  le  funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo
delle attivita' dei comandi provinciali;
c) Comandi provinciali, retti da generale di brigata o da colonnello,
cui  sono attribuite, le funzioni di direzione, di coordinamento e di
controllo dei reparti dipendenti, e la responsabilita' dell'analisi e
del   raccordo   delle  attivita'  operative  e  di  contrasto  della
criminalita'  condotte  nella  provincia  anche  da  reparti di altre
organizzazioni dell'Arma;
d)   Comandi   a  livello  infraprovinciale,  retti  da  ufficiale  e
differentemente  strutturati  in  rapporto  alla  loro  estensione  e
rilevanza  operativa, cui compete prioritariamente la responsabilita'
della  direzione e del coordinamento delle attivita' di controllo del
territorio  e  di  contrasto  delle  manifestazioni di criminalita' a
rilevanza locale, nonche' l'assolvimento dei compiti militari;
e) Comandi di stazione, peculiari articolazioni di base dell'Arma dei
carabinieri  a livello locale, cui compete la responsabilita' diretta
del   controllo   del   territorio   e   delle   connesse   attivita'
istituzionali,  nonche'  l'assolvimento  dei  compiti  militari. Sono
retti,   di  massima  e  in  relazione  alla  rilevanza  dell'impegno
operativo,  da  maresciallo  aiutante sostituto ufficiale di pubblica
sicurezza  luogotenente e da maresciallo aiutante sostituto ufficiale
di pubblica sicurezza o maresciallo capo.
2.   L'organizzazione   territoriale,  struttura  essenziale  per  il
controllo del territorio, costituisce riferimento per i reparti delle
altre  organizzazioni  dell'Arma nell'espletamento delle attivita' di
rispettiva competenza.
 
	        
	      
                              Art. 174
     Organizzazione mobile e speciale dell'Arma dei carabinieri

1.  L'organizzazione mobile e speciale comprende reparti dedicati, in
via  prioritaria  o  esclusiva,  all'espletamento,  nell'ambito delle
competenze   attribuite   all'Arma   dei   carabinieri,   di  compiti
particolari  o  che svolgono attivita' di elevata specializzazione, a
integrazione,  a  sostegno  o  con  il  supporto  dell'organizzazione
territoriale.
2. L'organizzazione di cui al comma 1 si articola in:
a)  Comando unita' mobili e specializzate, retto da generale di corpo
d'armata, che esercita funzioni di alta direzione, di coordinamento e
di controllo nei confronti dei comandi di divisione dipendenti;
b)  Comandi  di  divisione,  retti  da  generale  di  divisione,  che
esercitano funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo dei
reparti alle dirette dipendenze.
 
	        
	      
                              Art. 175
 Reparti e unita' dell'Arma dei carabinieri per esigenze specifiche

1. Costituiscono reparti e unita' per esigenze specifiche:
a) il Reggimento corazzieri;
b) i reparti per le esigenze degli organi costituzionali;
c)   i   reparti  e  gli  uffici  presso  gli  organi  della  Difesa,
dell'Esercito   italiano,  della  Marina  militare,  dell'Aeronautica
militare,  i  comandi  e  gli  organismi  internazionali  in Italia e
all'estero;
d) i reparti di volo, i reparti a cavallo e le unita' navali;
e) le unita' paracadutiste ed eliportate;
f) il gruppo di intervento speciale;
g) la banda dell'Arma dei carabinieri;
h) le unita' presso dicasteri vari.
2.  L'Arma,  inoltre,  concorre  con  proprio personale all'attivita'
degli  organismi  interforze  secondo  le  norme  che  ne regolano la
composizione e il funzionamento.
 
	        
	      
                              Art. 176
        Organi di polizia militare dell'Arma dei carabinieri

1. Alle funzioni di polizia militare, incluse quelle di assistenza ai
comandi  e  alle  unita'  militari,  provvedono, nell'ambito definito
dall'articolo  90,  i reparti territoriali, gli uffici, i comandi e i
reparti costituiti presso gli organi centrali della difesa, presso le
Forze armate, gli organismi NATO e gli altri organismi internazionali
in  Italia  e  all'estero,  nonche'  le  altre  unita'  appositamente
individuate.
 
	        
	      
                              Art. 177
Procedure  per  l'istituzione  e la soppressione di reparti dell'Arma
                           dei carabinieri

1.  Il Comandante generale istituisce o sopprime comandi territoriali
di   livello   non   superiore  a  comando  provinciale  con  propria
determinazione,  previo  assenso  del  Ministro  della difesa, che si
pronuncia di concerto con il Ministro dell'interno.
2.  Salvo quanto previsto dall'articolo 11 della legge 31 marzo 2000,
n.  78,  l'istituzione o la soppressione di comandi diversi da quelli
di  cui  al comma 1, nei limiti delle dotazioni di personale previste
dalle  disposizioni  vigenti,  e'  disposta  dal Comandante generale,
previo  consenso  del  Capo  di  stato  maggiore  della  difesa,  con
l'assenso  del  Ministro  della  difesa,  di concerto con il Ministro
dell'interno se si tratti di comandi che svolgono servizi o attivita'
di pubblica sicurezza e ordine pubblico.
 
	        
	      
                              Art. 178
                  Qualifiche di polizia giudiziaria

1.  Agli appartenenti ai ruoli degli ufficiali, esclusi gli ufficiali
generali,  degli  ispettori  e  dei  sovrintendenti  e' attribuita la
qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria.
2.  Agli  appartenenti  al  ruolo  degli  appuntati  e carabinieri e'
attribuita la qualifica di agente di polizia giudiziaria.
3.  Gli  appuntati, limitatamente al periodo in cui hanno l'effettivo
comando   di  una  stazione  dell'Arma,  sono  ufficiali  di  polizia
giudiziaria.
4. Gli appartenenti all'Arma dei carabinieri, in base alle qualifiche
di  polizia  giudiziaria loro attribuite, adempiono verso l'autorita'
giudiziaria  agli  obblighi di legge che loro incombono, osservate le
disposizioni  che  regolano  i  propri rapporti interni di dipendenza
gerarchica.
 
	        
	      
                              Art. 179
                  Qualifiche di pubblica sicurezza

1.  Gli  ufficiali dei carabinieri hanno la qualifica di ufficiali di
pubblica sicurezza, ai sensi della normativa vigente.
2.  Agli  appartenenti ai ruoli degli ispettori, dei sovrintendenti e
degli appuntati e carabinieri e' attribuita la qualifica di agente di
pubblica sicurezza.
3.  I  marescialli aiutanti sostituti ufficiali di Pubblica sicurezza
se  sostituiscono  i superiori gerarchici nella direzione di uffici o
reparti  retti da ufficiali, assumono anche la qualifica di ufficiale
di pubblica sicurezza.
 
	        
	      
                              Art. 180
Disposizioni ulteriori in tema di organizzazione e servizio dell'Arma
                           dei carabinieri

1.  Nel  regolamento  sono  disciplinate  le  relazioni dell'Arma dei
carabinieri con le altre autorita' militari e civili.
2.  Il  Ministro  della  difesa,  ai sensi dell'articolo 17, comma 3,
della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  adotta, di concerto con il
Ministro dell'interno limitatamente alle parti relative ai compiti di
tutela   dell'ordine  e  della  sicurezza  pubblica,  il  regolamento
generale dell'Arma dei carabinieri che stabilisce:
a)  l'organizzazione  e  il funzionamento delle strutture e dei mezzi
dell'Arma dei carabinieri;
b) l'organizzazione e l'esecuzione del servizio istituzionale.
 
	        
	      
TITOLO V
SANITA' MILITARE
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 181
       Istituzione e funzioni del Servizio sanitario militare

1. La Sanita' militare provvede:
a)   all'accertamento   dell'idoneita'   dei  cittadini  al  servizio
militare;
b)   all'accertamento   dell'idoneita'   dei   militari  al  servizio
incondizionato;
c) alla tutela della salute dei militari;
d) ai rifornimenti e allestimenti dei materiali tecnici e di servizio
generale che occorrono per i bisogni in tempo di pace, di guerra o di
grave crisi internazionale;
e)  a  ogni  altro  adempimento  previsto  dal  presente  codice, dal
regolamento o dalla legge.
 
	        
	      
                              Art. 182
Rapporti  con  la  legislazione  in  materia  sanitaria  e  di igiene
                              pubblica

1.   Sono   di   competenza   della   Sanita'  militare  le  funzioni
amministrative concernenti:
a) l'organizzazione sanitaria militare;
b) le attivita' indicate nell'articolo 181;
c)  le  attivita'  di  cui  all'articolo  2,  comma  1,  del  decreto
legislativo 6 novembre 2007, n. 193.
2.  Relativamente alle funzioni di igiene, sanita' pubblica e polizia
veterinaria,  di cui all'articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n.
833,  sono  fatte  salve  in  materia  di  ordinanze, di accertamenti
preventivi,   di   istruttoria   o   di   esecuzione   dei   relativi
provvedimenti,  le  attivita' di istituto delle Forze armate che, nel
quadro   delle   suddette   misure   sanitarie,   ricadono  sotto  la
responsabilita' delle competenti autorita'.
3.   La   Sanita'   militare  applica  le  disposizioni  delle  leggi
concernenti  la  tutela  dell'igiene  e  della  sanita' pubblica, ivi
comprese   quelle   relative   alla   manipolazione,  preparazione  e
distribuzione   di   alimenti   e  bevande,  compatibilmente  con  le
particolari esigenze connesse all'utilizzo dello strumento militare.
 
	        
	      
                              Art. 183
            Rapporti con il servizio sanitario nazionale

1.  Per  far  fronte  alle  esigenze  della  Sanita' militare che non
possono  essere  soddisfatte  con  il proprio personale, il Ministero
della  difesa  puo' stipulare convenzioni, nei limiti di stanziamento
di  bilancio,  con  le  aziende  sanitarie locali, con gli enti e gli
istituti di cui agli articoli 39, 40, 41 e 42 della legge 23 dicembre
1978,  n.  833,  nonche'  con  i  policlinici a gestione diretta, per
prestazioni  professionali  rese  dal personale delle stesse aziende,
nei limiti di orario previsto per il predetto personale.
2.  Analoghe  convenzioni possono essere stipulate con medici civili,
generici  o  specialisti,  se  le esigenze della Sanita' militare non
possono  essere  soddisfatte  con  il personale medico militare o con
quello  delle  unita' sanitarie locali e degli enti e istituti di cui
al comma l.
3. Il Ministero della difesa puo', sempre che ricorrano le condizioni
di  cui  al  comma  2,  stipulare  convenzioni  anche con laureati in
medicina   veterinaria,  chimica,  psicologia  e  biologia,  estranei
all'Amministrazione dello Stato.
4. Le convenzioni con i medici civili sono stipulate con l'osservanza
dei   contenuti   normativi   ed  economici  previsti  dagli  accordi
collettivi   nazionali  che  disciplinano  i  rapporti  fra  servizio
sanitario nazionale e medici.
5.  I  compensi da corrispondere ai laureati, di cui al comma 3, sono
stabiliti  annualmente con decreto del Ministro della difesa, emanato
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
6.  Con decreto del Ministro della salute e del Ministro della difesa
sono individuate:
a) d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le  regioni  e le province autonome, e nel rispetto delle indicazioni
degli  strumenti  di  programmazione  regionale,  tenuto  conto della
localizzazione   e   della  disponibilita'  di  risorse  delle  altre
strutture  sanitarie  pubbliche  esistenti,  le  strutture  sanitarie
militari  accreditabili, nonche' le specifiche categorie destinatarie
e  le  prestazioni  ai  fini della stipula degli accordi contrattuali
previsti   dall'articolo   8-quinquies  del  decreto  legislativo  30
dicembre 1992, n. 502; gli accordi contrattuali sono stipulati tra le
predette strutture sanitarie militari e le regioni nel rispetto della
reciproca autonomia;
b) le categorie destinatarie e le tipologie delle prestazioni erogate
dalle strutture sanitarie militari.
 
	        
	      
                              Art. 184
Tutela  della  salute  e  sicurezza nei luoghi di lavoro per le Forze
                               armate

1.  La  normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza
nei luoghi di lavoro, di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n.
81, si applica alle Forze armate nei limiti di compatibilita' con gli
speciali  compiti  e  attivita'  da  esse  svolti, tenuto conto delle
insopprimibili   esigenze   connesse   all'utilizzo  dello  strumento
militare,  come valutate dai competenti organismi militari sanitari e
tecnici.
2.  I  limiti  di  compatibilita' e le esigenze connesse all'utilizzo
dello  strumento militare sono individuati nel regolamento, in questa
parte  emanato  nel  rispetto  delle  procedure previste dall'art. 3,
comma 2, 1° periodo del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
 
	        
	      
                              Art. 185
Sicurezza nucleare e protezione sanitaria per l'amministrazione della
                               difesa

1.  Ai sensi dell'articolo 162 del decreto legislativo 17 marzo 1995,
n. 230, la materia della sicurezza nucleare e protezione sanitaria si
applica  all'Amministrazione  della  difesa,  al fine di garantire la
protezione  della  popolazione  e  dei  lavoratori  contro  i  rischi
derivanti  dalle  radiazioni ionizzanti; la disciplina applicativa e'
contenuta  nel regolamento, ove sono indicate le particolari esigenze
connesse  ai  compiti  istituzionali  delle  Forze armate in tempo di
pace.
2. Sono escluse dall'ambito di applicazione del decreto legislativo 6
febbraio  2007,  n.  52,  le  sorgenti  sigillate  ad  alta attivita'
detenute per attivita' svolte nell'ambito del Ministero della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 186
       Altre disposizioni in materia di tutela dei lavoratori

1.  Le disposizioni sancite dal decreto legislativo 26 novembre 1999,
n. 532, dalla legge 22 febbraio 2001, n. 36 e dal decreto legislativo
19 agosto 2005, n. 187, si applicano alle Forze armate, nei limiti di
compatibilita'  con  gli speciali compiti e attivita' da esse svolti,
tenuto  conto  delle  insopprimibili  esigenze  connesse all'utilizzo
dello strumento militare.
2.  I  limiti  di  compatibilita' e le esigenze connesse all'utilizzo
dello  strumento  militare  di  cui  al  comma  1,  sono valutati dai
competenti organismi militari sanitari e tecnici.
 
	        
	      
                              Art. 187
                   Disposizioni tecniche attuative

1. Con decreto del Ministro della difesa sono emanate le disposizioni
tecniche  attuative  dell'ordinamento  della  Sanita'  militare e dei
servizi sanitari militari delle singole Forze armate.
 
	        
	      
CAPO II
ORGANIZZAZIONE
SEZIONE I
ORGANI DELLA SANITA' MILITARE
                              Art. 188
                           Organi centrali

1. Sono organi centrali della Sanita' militare:
a)   La  Direzione  generale  della  sanita'  militare,  disciplinata
dall'articolo 121 del regolamento;
b) il Collegio medico legale;
c) le Direzioni dell'autorita' sanitaria delle Forze armate.
 
	        
	      
                              Art. 189
                       Collegio medico legale

1.  Il  Collegio  medico-legale  opera  alle dipendenze del Ministero
della  difesa,  esprime  pareri  medico  legali  ed  esegue le visite
dirette   ordinate   dal  Ministero  della  difesa  e  dalle  sezioni
giurisdizionali della Corte dei conti.
2. Il Collegio medico-legale e' articolato in sei sezioni, di cui una
distaccata  presso  la Corte dei conti, e in gabinetti diagnostici in
numero adeguato ai compiti attribuiti.
3.  Al  Collegio  medico-legale  e'  assegnato  il seguente personale
medico:
a)  due  ufficiali medici, ufficiali generali o gradi corrispondenti,
in  servizio  permanente  effettivo,  con funzioni di presidente e di
vice presidente, appartenenti a Forze armate diverse;
b)  sei  ufficiali  medici,  con  il  grado  di brigadiere generale o
colonnello  o  corrispondenti,  con  funzioni di presidenti delle sei
sezioni; in mancanza di brigadieri generali o gradi corrispondenti in
servizio  permanente,  le  funzioni  di  presidente  di  sezione sono
affidate a brigadieri generali o gradi corrispondenti in ausiliaria o
nella  riserva  o  a  colonnelli  o  gradi  corrispondenti  medici in
servizio  permanente,  fermo  restando  il  numero  complessivo degli
ufficiali medici di cui alle lettere b), c) ed e) del presente comma;
c)  trenta  ufficiali superiori medici delle Forze armate o ufficiali
superiori  medici o funzionari medici di qualifica equipollente delle
Forze  di  polizia  a  ordinamento militare o civile, con funzioni di
membri effettivi delle sei sezioni;
d)  trenta  ufficiali inferiori medici delle Forze armate o ufficiali
inferiori  medici o funzionari medici di qualifica equipollente delle
Forze  di  polizia  a  ordinamento militare o civile, con funzioni di
membri aggiunti delle sezioni;
e) due ufficiali superiori medici, di cui uno segretario del collegio
medico-legale  e  l'altro  della sezione staccata presso la Corte dei
conti;  il segretario, nelle sue temporanee assenze, e' sostituito da
altro  ufficiale medico di grado non inferiore a capitano, scelto dal
presidente.
4.  I componenti del collegio sono scelti possibilmente tra ufficiali
medici   docenti   universitari   o   specializzati   in  una  branca
medico-chirurgica,   indipendentemente   dal  grado  o  dalla  carica
rivestita all'interno del collegio.
5.  Tra i membri effettivi e aggiunti di cui al comma 3, lettere c) e
d) sono tratti gli ufficiali medici specializzati per le esigenze dei
gabinetti  di  radiologia,  di  analisi  cliniche, di cardiologia, di
elettroencefalografia,    di    neurologia,    di    oculistica,   di
otorinolaringoiatria.
6.  Gli  ufficiali  medici  di  cui  al  comma 3, lettere b), c) e d)
possono  appartenere  oltre  che  al  servizio  permanente anche alle
categorie  in  congedo,  di  cui all'articolo 886. Per il richiamo in
servizio   degli   ufficiali   medici   da   destinare   al  collegio
medico-legale e per l'eta' dei medici civili chiamati a far parte del
collegio medesimo si applicano le disposizioni dell'articolo 993.
7.  In presenza di vacanze organiche nei ruoli degli ufficiali medici
in  servizio permanente effettivo delle Forze armate o in mancanza di
ufficiali  medici  delle  altre  categorie  richiamate, gli ufficiali
medici  di  cui  alle  lettere  c)  e  d)  del comma 3 possono essere
sostituiti,  fino a un terzo dell'organico predetto, da medici civili
scelti  fra  docenti  universitari  o  specializzati, particolarmente
competenti in medicina legale militare, mediante convenzione annuale,
approvata  con  decreto del Ministro della difesa, dalla quale devono
risultare  le  modalita' delle prestazioni e il relativo compenso, la
cui  misura  massima  mensile e' determinata con decreto del Ministro
della difesa, di cui al comma 9.
8. I componenti del Collegio medico-legale sono:
a)  nominati  con  decreto  del  Ministro  della  difesa,  garantendo
un'adeguata  rappresentanza  di  tutte  le Forze armate e le Forze di
polizia a ordinamento militare e civile;
b)  designati dai rispettivi vertici delle Forze armate o delle Forze
di polizia;
c)  sostituiti,  se  occorre,  da ufficiali medici della stessa Forza
armata  o  di  polizia,  designati,  volta  per volta, dai rispettivi
vertici.
9.   Il   presidente   del  Collegio  medico-legale  puo'  richiedere
l'intervento,  con  parere  consultivo  e  senza  diritto al voto, di
medici  estranei  al collegio, scelti tra specialisti civili, docenti
universitari.  Ai  predetti  consulenti  e' corrisposto un gettone di
presenza,  la  cui  misura  e' fissata con decreto del Ministro della
difesa di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, per
ciascuna  giornata  di  adunanza  del  collegio  tenuta  con  il loro
intervento.
10. Per le esigenze di funzionamento del Collegio medico-legale e dei
gabinetti    diagnostici,    i    competenti   Ministeri   dispongono
l'assegnazione  di personale tecnico e amministrativo, adeguato nelle
qualifiche  e  nel  numero  fino  a  raggiungere  un organico massimo
complessivo di sessanta elementi, che e' costantemente mantenuto.
11.  Il  Collegio  medico-legale dipende direttamente dalla Direzione
generale  della  sanita'  militare; ha sede presso il Ministero della
difesa  e  procede  alle  visite  in  appositi locali del Policlinico
militare  di  Roma,  dei  cui  impianti  si  serve per l'attivita' di
competenza.
 
	        
	      
                              Art. 190
                 Sezioni del collegio medico legale

1.  Il  collegio medico-legale funziona in sezioni e, a richiesta del
presidente  o  di  almeno  quattro  membri,  in seduta plenaria. Ogni
sezione  e' composta da un brigadiere generale o grado corrispondente
medico  oppure  da  un  colonnello  o  grado corrispondente medico in
servizio  permanente, con funzioni di presidente, e di almeno quattro
membri effettivi. Le sezioni possono essere integrate temporaneamente
dai membri aggiunti di cui al comma 7 dell'articolo 189.
2. Per la validita' delle adunanze del Collegio medico-legale occorre
la presenza di almeno 16 membri effettivi, oltre il presidente, nelle
sedute  plenarie,  e  di  3  membri  effettivi,  oltre  il rispettivo
presidente, nelle sedute di sezione.
3. Le sezioni del collegio medico legale hanno facolta' di chiamare a
visita  diretta  gli  interessati  se  lo  ritengono  opportuno  e si
esprimono in merito a:
a)  pareri  e  visite  dirette  chiesti dalle sezioni giurisdizionali
della Corte dei conti;
b) pareri circa la concessione dei distintivi ai mutilati di guerra e
ai  feriti  e  mutilati  in servizio di cui alle sezioni XI e XII del
capo III del titolo VIII del libro IV del regolamento;
c)  pareri  e  visite  dirette  ordinate  per qualsivoglia motivo dal
Ministero  della  difesa  e  anche  da  altri Ministeri che non hanno
un'organizzazione sanitaria propria.
 
	        
	      
                              Art. 191
        Direzioni dell'Autorita' sanitaria delle Forze armate

1.   Presso   ciascuna   Forza   armata  e'  istituita  la  Direzione
dell'Autorita' sanitaria che esercita le attribuzioni in materia di:
a) attuazione delle disposizioni tecniche di cui all'articolo 187;
b)  organizzazione e coordinamento delle attivita' dei servizi svolti
dai corpi e dagli enti sanitari di ciascuna Forza armata.
2.  Il  direttore dell'Autorita' sanitaria e' nominato dal rispettivo
Capo  di  stato  maggiore  di  Forza armata o dal Comandante generale
dell'Arma dei carabinieri.
3.  Per  l'espletamento  delle attribuzioni di cui al comma 1, presso
ciascuna  Direzione  dell'Autorita'  sanitaria  di  Forza armata sono
istituite:
a) la commissione medica di 2^ istanza di cui all'articolo 194;
b) una commissione medica composta da:
1) il direttore dell'Autorita' sanitaria di Forza armata;
2)  un  ufficiale  superiore medico, membro e segretario, nominato al
principio di ogni anno;
3)  un altro ufficiale superiore medico, membro, nominato di volta in
volta.
4.  I  membri  delle  commissioni di cui al comma 3 sono nominati dal
direttore  dell'Autorita'  sanitaria  di  Forza  armata; detti membri
possono  essere  scelti  fra  gli  ufficiali  in  servizio  presso la
Direzione  dell'Autorita' sanitaria militare o presso altre strutture
sanitarie militari della stessa Forza armata.
 
	        
	      
                              Art. 192
                   Commissioni mediche interforze

1.  Le Commissioni mediche interforze, di prima e di seconda istanza,
nel  presente  titolo denominate <<Commissioni>>, esprimono i giudizi
sanitari previsti dall'articolo 198.
2.  Le  Commissioni  hanno  una  competenza territoriale definita con
determinazione del Capo di Stato maggiore della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 193
     Commissioni mediche ospedaliere interforze di prima istanza

  1.  Le  Commissioni,  oltre  ai  compiti  di  cui all'articolo 192,
effettuano gli accertamenti medico-legali in materia di:
    a)  provvidenze  a  favore  di categorie di dipendenti pubblici e
delle  vittime  del  terrorismo,  della  criminalita', del dovere, di
incidenti  causati  da attivita' istituzionale delle Forze armate, di
ordigni  bellici  in  tempo  di  pace  e dell'esposizione a materiale
bellico di cui alle disposizioni contenute nel libro VII, titolo III,
capo IV, sezioni III e IV del presente codice;
    b)  benefici  in  favore  dei  militari  di  leva, volontari e di
carriera,  appartenenti  alle  Forze armate e alle Forze di polizia a
ordinamento militare e civile, infortunati o caduti in servizio e dei
loro superstiti, di cui all'articolo 1895 e all'articolo 1896;
    c)  impiego  del  personale  delle  Forze di polizia invalido per
causa  di  servizio,  ai  sensi  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 25 ottobre 1981, n. 738;
    d) transito nell'impiego civile di cui all'articolo 930;
    e) indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di
tipo  irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni
e  somministrazione  di  emoderivati,  di  cui alla legge 25 febbraio
1992, n. 210.
  2. Le Commissioni mediche ospedaliere sono incardinate:
    a) presso il Policlinico militare con sede in Roma;
    b)  presso  i  Centri  ospedalieri  militari con sede in Milano e
Taranto; c) presso i Dipartimenti militari di medicina legale.
  3.  La  Commissione  e'  composta  da  tre ufficiali medici, di cui
almeno  uno,  preferibilmente, specialista in medicina legale e delle
assicurazioni.   Assume   le  funzioni  di  presidente  il  direttore
dell'ente  sanitario  militare  o l'ufficiale superiore medico da lui
delegato  o,  in  loro  assenza,  l'ufficiale  superiore  medico piu'
elevato  in  grado  o, a parita' di grado, con maggiore anzianita' di
servizio.
  4.  La  Commissione, quando si pronuncia su infermita' o lesioni di
militari  appartenenti  a  Forze  armate  diverse o di appartenenti a
Forze  di polizia a ordinamento militare o civile, e' composta di due
ufficiali medici, di cui uno con funzioni di presidente, identificato
con  le  modalita'  indicate  al  comma 2, e di un ufficiale medico o
funzionario  medico  della Forza armata o di polizia di appartenenza.
((4))
  5. La Commissione chiamata a pronunciarsi ai fini della concessione
dei benefici previsti dal libro VII, titolo III, capo IV, sezioni III
e  IV, e' integrata da due ufficiali medici dell'Arma dei carabinieri
nominati  dal  Comando generale, allorquando il relativo procedimento
si riferisca ai superstiti del personale dell'Arma vittima del dovere
e agli stessi militari.

-------------
AGGIORNAMENTO (4)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 193, comma 4 a seguito
della  modifica introdotta dall'avviso di rettifica in G.U. 7/9/2010,
n. 209:
 "4.  La  Commissione, quando si pronuncia su infermita' o lesioni di
militari  appartenenti  a  Forze  armate  diverse o di appartenenti a
Forze  di polizia a ordinamento militare o civile, e' composta di due
ufficiali medici, di cui uno con funzioni di presidente, identificato
((con  le  modalita' indicate al comma 3)) e di un ufficiale medico o
funzionario medico della Forza armata o di polizia di appartenenza.".
  La suddetta modifica entra in vigore il 7/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 194
              Commissione interforze di seconda istanza

1. La commissione medica interforze di seconda istanza e' composta:
a)  dal  direttore  della Direzione dell'Autorita' sanitaria di Forza
armata  ovvero  da  un  suo  delegato  della Direzione dell'Autorita'
sanitaria  di  Forza armata, presidente; il delegato deve essere piu'
anziano   del  presidente  della  corrispondente  Commissione  medica
ospedaliera di prima istanza;
b) da due ufficiali superiori medici, membri.
2.  La  Commissione  di seconda istanza esamina i ricorsi, presentati
alla  competente  Direzione dell'Autorita' sanitaria di Forza armata,
nel  termine  di  dieci  giorni dalla comunicazione del verbale della
commissione medica di prima istanza.
3.  A  richiesta  del  presidente  puo'  intervenire  ai lavori della
Commissione di seconda istanza, con parere consultivo e senza diritto
a  voto,  un  ufficiale  superiore  o  un  funzionario  designato dal
comandante   del   corpo   o   capo   dell'ufficio,   cui  appartiene
l'interessato.
 
	        
	      
                              Art. 195
                   Strutture sanitarie interforze

1.  Le  strutture  sanitarie  militari deputate alla diagnosi, cura e
alle attivita' di medicina legale sono:
a)   il   Policlinico   militare,   con   sede   in  Roma,  struttura
polispecialistica  che  svolge  anche  attivita'  di collaborazione e
sperimentazione  clinica con il Centro studi e ricerche della sanita'
dell'Esercito italiano;
b) i Centri ospedalieri militari, aventi competenze nella diagnostica
terapeutica per il ricovero e la cura del personale militare;
c)  i  Dipartimenti  militari  di  medicina legale, aventi competenza
medico-legale.
 
	        
	      
SEZIONE II
COMPONENTI AUSILIARIE DELLE FORZE ARMATE
DELLA CROCE ROSSA ITALIANA
                              Art. 196
Compiti  in  tempo  di  guerra,  di  grave  crisi internazionale o di
                          conflitto armato

1.  L'Associazione  italiana della Croce rossa in tempo di guerra, di
grave crisi internazionale o di conflitto armato:
a)  contribuisce,  in conformita' a quanto previsto dalle convenzioni
di  Ginevra del 12 agosto 1949, rese esecutive dalla legge 27 ottobre
1951,  n.  1739, allo sgombero e alla cura dei feriti e dei malati di
guerra  nonche' delle vittime dei conflitti armati e allo svolgimento
dei   compiti   di   carattere  sanitario  e  assistenziale  connessi
all'attivita' di difesa civile;
b)  disimpegna il servizio di ricerca e di assistenza dei prigionieri
di guerra, degli internati e dei dispersi.
2. Dichiarato lo stato di guerra o di grave crisi internazionale:
a)  l'organizzazione dei servizi di cui al comma 1 e' determinata con
decreto  del  Ministro  della  difesa,  tenuto conto della competenza
degli organi del Servizio sanitario nazionale;
b)  le  autorita'  di  vertice  dei  corpi della Croce rossa italiana
ausiliari  delle  Forze  armate dipendono direttamente dal presidente
nazionale,  il  quale  assume  tutti  i  poteri,  diventando  l'unico
rappresentante dell'Associazione.
 
	        
	      
                              Art. 197
                Organizzazione dei servizi umanitari

1.  In  conformita'  alla  normativa  emanata  per l'assolvimento dei
compiti    umanitari    commessi   da   convenzioni   e   risoluzioni
internazionali:
a) il Ministro della difesa esercita i relativi poteri e facolta' nei
riguardi  del  Corpo  militare della Croce rossa italiana e del Corpo
delle  infermiere  volontarie  ausiliarie  delle  Forze  armate dello
Stato;
b)  l'Associazione  italiana della Croce rossa e' tenuta ad attendere
in  via  ordinaria  secondo  le  direttive  e  sotto la vigilanza del
Ministero   della   difesa,  alla  preparazione  del  personale,  dei
materiali e delle strutture di pertinenza dei corpi suddetti, al fine
di  assicurare  costantemente  l'efficienza  dei  relativi servizi in
qualsiasi circostanza.
2.  Per la formazione delle infermiere e del personale volontario per
il  soccorso,  la Croce rossa italiana puo' stipulare convenzioni con
le   regioni,   ferma   restando  la  possibilita'  della  formazione
attraverso gli ospedali militari o proprie scuole ordinate allo scopo
specifico.
3.  Il diploma di infermiera volontaria della Croce rossa italiana e'
valido  nell'ambito  dei  servizi  resi nell'assolvimento dei compiti
propri  dell'istituzione  e  per  le  Forze armate e consente inoltre
l'accesso,  nel  possesso  dei  requisiti  richiesti, al secondo anno
delle scuole delle infermiere professionali.
4.  L'organizzazione e il funzionamento dei servizi della Croce rossa
italiana  ausiliari delle Forze armate sono sovvenzionati dallo Stato
e sono disciplinati dal regolamento.
5.  Con  direttiva  del  Capo  di  stato  maggiore  della difesa sono
determinate  le  condizioni di impiego del Corpo militare della Croce
rossa italiana e del corpo delle infermiere volontarie ausiliarie:
a) in caso di emergenze per pubbliche calamita';
b) per l'impiego all'estero per missioni internazionali;
c) per attivita' addestrative.
 
	        
	      
CAPO III
ATTRIBUZIONI E SERVIZI
SEZIONE I
ATTIVITA' DELLE COMMISSIONI MEDICHE INTERFORZE
                              Art. 198
Accertamento dell'idoneita' al  servizio  e delle infermita' da causa
                             di servizio

1. La Commissione di cui all'articolo 193 territorialmente competente
in  relazione  all'ufficio  di  ultima  assegnazione  del  dipendente
ovvero,  se  il  dipendente  e' pensionato o deceduto, alla residenza
rispettivamente  del  pensionato  o  dell'avente diritto, effettua la
diagnosi  dell'infermita'  o lesione, comprensiva possibilmente anche
dell'esplicitazione   eziopatogenetica,  nonche'  del  momento  della
conoscibilita'  della  patologia. Per coloro che risiedono all'estero
la visita e' effettuata, per delega della Commissione, da un collegio
di  due  medici  nominati dalla locale autorita' consolare ovvero dal
medico fiduciario dell'autorita' stessa.
2.   La   Commissione,   per   esigenze   legate   alla  complessita'
dell'accertamento  sanitario,  puo' richiedere la partecipazione alla
visita, con voto consultivo, di un medico specialista.
3. L'interessato puo' essere assistito durante la visita, senza oneri
per  l'amministrazione,  da  un medico di fiducia, che non integra la
composizione della Commissione.
4.  La  Commissione,  entro  trenta giorni dalla ricezione degli atti
dall'Amministrazione,  effettua la visita per il tramite di almeno un
componente  e redige processo verbale, firmato da tutti i membri. Dal
verbale  risultano  le  generalita' del dipendente, la qualifica e la
firma  dei componenti della commissione, il giudizio diagnostico, gli
accertamenti   e   gli  elementi  valutati  a  fini  diagnostici,  la
determinazione   della   data  di  conoscibilita'  o  stabilizzazione
dell'infermita' da cui derivi una menomazione ascrivibile a categoria
di   compenso,  nonche'  l'indicazione  della  categoria  stessa,  il
giudizio  di  idoneita'  al  servizio o altre forme di inabilita', le
eventuali    dichiarazioni    a    verbale   del   medico   designato
dall'interessato,  i  motivi di dissenso del componente eventualmente
dissenziente e il voto consultivo del medico specialista.
5.  Il  verbale  e'  trasmesso  all'Amministrazione  competente entro
quindici  giorni  dalla  conclusiva  visita.  In caso di accertamento
conseguente  alla  trasmissione  di  certificazione  medica  ai sensi
dell'articolo  8, comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica
29  ottobre  2001,  n.  461,  il  verbale  e' inviato direttamente al
comitato   dalla  commissione,  che  provvede  a  dare  comunicazione
all'interessato ai sensi del comma 2 dello stesso articolo 8.
6. In caso di accertamento diagnostico di infezione da HIV o di AIDS,
il  presidente  della  Commissione  interpella  l'interessato  per il
consenso,   da   sottoscrivere   specificamente   a   verbale,  circa
l'ulteriore  prosecuzione  del procedimento; il presidente impartisce
le necessarie disposizioni, anche organizzative, in aggiunta a quanto
previsto  dall'articolo  e del decreto legislativo 11 maggio 1999, n.
135,  per l'ulteriore utilizzazione e conservazione dei contenuti del
verbale, in modo da limitarne la conoscibilita'. ((1))
7.  La data di effettuazione della visita e' comunicata al dipendente
con  anticipo  non  inferiore  a  dieci  giorni.  In  caso di mancata
partecipazione,  per  giustificato  motivo,  del medico designato dal
dipendente  alla visita, e' convocata una nuova visita da effettuarsi
entro trenta giorni dalla prima.
8.  In  caso  di  giustificata assenza del dipendente alla visita, la
commissione convoca il dipendente per una nuova visita da effettuarsi
entro trenta giorni dalla prima.
9.  In  caso di ingiustificata assenza del dipendente alla visita, la
commissione   redige   processo   verbale   e  restituisce  gli  atti
all'Amministrazione nel termine di quindici giorni.
10.  Il  presidente  della  commissione,  in  caso  di  comprovato  e
permanente   impedimento   fisico   del   dipendente,  puo'  disporre
l'esecuzione della visita domiciliare da parte di un componente della
Commissione stessa.
----------------
AGGIORNAMENTO (1)
  Si  riporta,  in nota, il testo del comma 6 del presente articolo a
seguito  della  modifica  introdotta dall'avviso di rettifica in G.U.
01/06/2010, n. 126:
  "6.  In  caso  di accertamento diagnostico di infezione da HIV o di
AIDS, il presidente della Commissione interpella l'interessato per il
consenso,   da   sottoscrivere   specificamente   a   verbale,  circa
l'ulteriore  prosecuzione  del procedimento; il presidente impartisce
le necessarie disposizioni, anche organizzative, in aggiunta a quanto
((previsto  dal  decreto  legislativo  30  giugno 2003, n. 196)), per
l'ulteriore  utilizzazione e conservazione dei contenuti del verbale,
in  modo da limitarne la conoscibilita'.". La suddetta modifica entra
in vigore il 01/06/2010.
 
	        
	      
SEZIONE II
SERVIZI MEDICO-LEGALI
                              Art. 199
                     Attribuzioni medico-legali

1.  Gli accertamenti medico-legali che, in conformita' alle norme del
codice  e  del regolamento, devono o possono farsi presso un ospedale
militare,   possono   essere  compiuti  anche  presso  le  infermerie
presidiarie dirette da ufficiali superiori medici.
2. Ai direttori di tali infermerie che hanno i gradi predetti sono in
ogni caso estese le attribuzioni medico-legali riservate ai direttori
di  ospedali,  sia in sede di osservazione per tutti i casi nei quali
questa e' attualmente prevista, sia in sede di rassegna.
 
	        
	      
                              Art. 200
                        Visite medico-fiscali

1.  Tutte  le  pubbliche  amministrazioni e gli enti pubblici possono
richiedere  l'opera  degli ufficiali medici per visite medico-fiscali
ai propri dipendenti, nei seguenti casi:
a)  per  accertare  l'esistenza,  la  natura e il grado di infermita'
sulle   quali   si  devono  motivare  provvedimenti  di  licenza,  di
aspettativa,  di riforma e di riposo, di impiegati non appartenenti a
quelle amministrazioni statali contemplate nel decreto del Presidente
della  Repubblica  29  ottobre  2001,  n. 461; tali accertamenti sono
praticati  sempre  con visite collegiali se si tratta di collocamento
in  riforma  o a riposo, mentre per il collocamento in aspettativa la
visita e' fatta da un solo ufficiale medico;
b)  per  stabilire la reale esistenza dell'allegata inabilita' fisica
dei  rivenditori  di  generi  di  privativa,  che  chiedono di essere
rappresentati  da  un  commesso;  l'accertamento  si  esegue mediante
visita collegiale;
c)  per  verificare  l'inabilita'  allegata dagli alunni delle scuole
primarie  e secondarie che domandano la esenzione dalle esercitazioni
di  educazione  fisica;  la  visita  e' eseguita da un solo ufficiale
medico;
d)  per  constatare  l'idoneita' fisica degli aspiranti a impieghi in
pubbliche amministrazioni; la visita e' eseguita da un solo ufficiale
medico,  se  non  e'  esplicitamente  richiesto  l'intervento  di  un
collegio medico;
e)  per  accertare  malattie  dei  docenti  delle  scuole  primarie e
secondarie,  che chiedono il conferimento di indennita' per motivi di
salute;  la  visita  e' eseguita da un solo ufficiale medico, salvo i
casi  nei  quali  venga tassativamente richiesta la visita collegiale
dall'autorita' interessata;
f) per accertare se esista indicazione alle cure balneo-termali negli
stabilimenti militari, secondo le relative norme in vigore;
g)  per  accertare  l'inabilita' assoluta e permanente dei dipendenti
delle amministrazioni pubbliche;
h)   per   stabilire  le  condizioni  fisiche  dei  dipendenti  delle
amministrazioni  pubbliche  i  quali chiedono di fare la cessione del
quinto  dello  stipendio;  la visita e' eseguita da un solo ufficiale
medico;
i)  per  accertare l'idoneita' fisico-psichica di coloro che aspirano
alla  patente  di conduttori di autoveicoli: la visita e' eseguita da
un solo ufficiale medico;
l)  per  reclutamento  e  riforma  degli  appartenenti  alle Forze di
polizia a ordinamento civile;
m)  ai  fini del collocamento in congedo straordinario per infermita'
dei dipendenti della pubblica amministrazione;
n) altre visite non contemplate nelle lettere precedenti, autorizzate
dal Ministero della difesa.
2.  Le  autorita' che richiedono le visite rivolgono ufficialmente la
domanda  alla  Direzione  dell'ospedale  militare  o  dell'infermeria
autonoma   o   presidiaria   oppure  al  Comando  dal  quale  dipende
l'infermeria  di  corpo se la visita deve essere eseguita presso tale
ente,   oppure,  nei  casi  previsti,  alla  Direzione  dell'istituto
medico-legale dell'Aeronautica militare competente per territorio.
 
	        
	      
                              Art. 201
                Modalita' delle visite medico-fiscali

1.   Le  visite  fiscali  di  cui  all'articolo  200  possono  essere
praticate:
a) presso il policlinico o i centri ospedalieri militari;
b) presso i dipartimenti militari di medicina legale;
c)  presso  le infermerie di corpo, nelle localita' dove non esistono
stabilimenti  sanitari,  purche'  non  si tratti di visite collegiali
ovvero  di  casi per i quali occorrano speciali mezzi di indagine che
non sono a disposizione degli ufficiali medici dei corpi;
d)  presso  gli istituti di medicina legale dell'Aeronautica militare
per  effettuare  ogni tipo di accertamento in materia di idoneita' al
volo civile.
2.  Le  visite  di  cui  al  comma  1  del presente articolo possono,
eventualmente,  essere eseguite anche a domicilio allorche' si tratti
di  constatare  infermita' che, per la loro gravita' reale o addotta,
impediscano all'interessato di muoversi dalla propria abitazione.
3. Per ogni visita praticata e' redatta apposita dichiarazione medica
da rimettere alla Direzione dello stabilimento sanitario o al Comando
del Corpo o distaccamento presso cui e' stata eseguita la visita, per
la  trasmissione  d'ufficio  all'autorita' che ha richiesto la visita
stessa.
4.  Per  ogni  visita  eseguita,  anche  a  domicilio dagli ufficiali
medici,  i  privati  e  le autorita' corrispondono un compenso il cui
importo  e  modalita'  di  versamento  e'  stabilito  con decreto del
Ministro  della  difesa,  di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze.
 
	        
	      
SEZIONE III
SERVIZI IN MATERIA DI DIPENDENZE
                              Art. 202
Centri    di   formazione   e   di   informazione   in   materia   di
    tossicodipendenze, alcoldipendenze e uso di sostanze dopanti

1. Il Ministero della difesa promuove:
a) corsi formativi di psicologia e sociologia per tutti gli ufficiali
medici  e  per  gli  allievi  delle  scuole  infermieri,  nonche' per
ufficiali e sottufficiali di arma finalizzati ad addestrare personale
esperto  preposto  alla  tutela  della  salute  fisica e psichica dei
giovani alle armi;
b)  sessioni di studio sulla psicologia di gruppo e su temi specifici
di sociologia;
c) seminari sul disadattamento giovanile, sulle tossicodipendenze, le
alcoldipendenze   e   l'uso   di   sostanze   dopanti,  da  svolgersi
periodicamente  per la continua formazione e aggiornamento dei quadri
permanenti.
2. Il Ministero della difesa:
a)  organizza  presso  accademie,  scuole militari, scuole di sanita'
militare,  comandi  ed enti militari, corsi di informazione sui danni
derivanti  dall'uso  di sostanze stupefacenti, psicotrope, alcoliche,
tabacco  e  sostanze  dopanti,  inserendoli  nel  piu' ampio contesto
dell'azione  di  educazione  civica  e  sanitaria  che  e' svolta nei
confronti  dei  giovani  arruolati e dei militari di leva, in caso di
ripristino della stessa;
b)  da'  informazioni complessive sul fenomeno criminoso del traffico
di  sostanze  stupefacenti,  psicotrope  e dopanti; tali informazioni
sono  attuate anche mediante periodiche campagne basate su conferenze
di  ufficiali  medici al personale militare, con il supporto di mezzi
audiovisivi e opuscoli.
 
	        
	      
                              Art. 203
            Azione di prevenzione e accertamenti sanitari

1.  Il  Ministero  della  difesa  tramite i consultori e i servizi di
psicologia  delle Forze armate svolge azione di prevenzione contro le
tossicodipendenze, le alcoldipendenze e l'uso di sostanze dopanti.
2.  In  occasione delle operazioni di arruolamento dei volontari e di
selezione  per  la  leva,  in  caso di ripristino della stessa, se e'
individuato    un    caso    di    tossicodipendenza,   tossicofilia,
alcoldipendenza  o  doping,  l'autorita'  militare, che presiede alla
visita   medica  e  alle  prove  psicoattitudinali,  dispone  l'invio
dell'interessato    all'ospedale    militare    per   gli   opportuni
accertamenti.
3.  Analogamente  provvede  l'autorita'  sanitaria militare nel corso
delle visite mediche previste dall'articolo 929.
 
	        
	      
                              Art. 204
          Rapporti con le strutture socio-sanitarie civili

1.  I  rapporti  di collaborazione tra struttura sanitaria militare e
strutture    sanitarie    civili    impegnate   nel   settore   delle
tossicodipendenze,  alcoldipendenze  e contrasto dell'uso di sostanze
dopanti,  sono  volti  ad  assicurare,  in  ogni caso, la continuita'
dell'assistenza    e   a   favorire   il   recupero   socio-sanitario
dell'interessato.
2.  I  dati  statistici  relativi  all'andamento  del  fenomeno della
tossicodipendenza,   alcoldipendenza   e  uso  di  sostanze  dopanti,
rilevati  nell'ambito  militare,  sono  trasmessi ogni dodici mesi ai
Ministeri della salute e dell'interno.
 
	        
	      
SEZIONE IV
ALTRI SERVIZI
                              Art. 205
              Servizio trasfusionale delle Forze armate

1.   Le   Forze   armate   organizzano   autonomamente   il  servizio
trasfusionale  in  modo  da  essere  in  grado  di  svolgere tutte le
competenze previste dalla legge 21 ottobre 2005, n. 219.
2.  Nel  quadro delle iniziative di educazione sanitaria impartite ai
militari,  l'autorita'  militare favorisce la cultura della donazione
volontaria  di  sangue,  di sangue cordonale e dei loro componenti da
parte  dei  militari  presso  le  strutture  trasfusionali militari e
civili.
3.  Il  servizio  trasfusionale militare coopera con le strutture del
Servizio  sanitario  nazionale,  del  Ministero  dell'interno  e  del
Dipartimento  della  protezione  civile,  al  fine  di assicurare, in
relazione  alle  previsioni  delle  necessita'  trasfusionali  per le
situazioni  di  emergenza,  il  mantenimento  di  adeguate  scorte di
prodotti del sangue.
4. Per la realizzazione delle finalita' di cui ai commi 1, 2 e 3 sono
stipulate  apposite  convenzioni  tra le regioni e il Ministero della
difesa,  secondo  lo  schema tipo di convenzione definito con decreto
del Ministro della salute.
5.   Il   Ministero   della   difesa   e'  l'autorita'  responsabile,
relativamente  al servizio trasfusionale di cui al presente articolo,
del  rispetto  dei  requisiti  previsti  dal  decreto  legislativo 20
dicembre  2007, n. 261, in materia di raccolta e controllo del sangue
umano e dei suoi componenti.
6.  Le norme relative all'organizzazione e funzionamento del servizio
trasfusionale  delle  Forze  armate  sono individuate con decreto del
Ministro della difesa, non avente natura regolamentare.
 
	        
	      
                              Art. 206
            Servizio per le emergenze di salute pubblica

1.   Gli  organi  della  Sanita'  militare  collaborano,  nell'ambito
dell'attivita'  di  contrasto  delle  emergenze  di  salute pubblica,
legate  prevalentemente  alle  malattie  infettive  e  diffusive e al
bioterrorismo, e della prevenzione e lotta contro l'influenza aviaria
e le malattie degli animali, con:
a)  il  Centro  nazionale  per  la  prevenzione  e il controllo delle
malattie con analisi e gestione dei rischi, previamente quelli legati
alle  malattie  infettive  e  diffusive  e al bioterrorismo, ai sensi
dell'articolo  1,  del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 81, convertito
dalla legge 26 maggio 2004, n. 138;
b)  il  Centro  nazionale  di  lotta  ed emergenza contro le malattie
animali,  ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 1° ottobre 2005,
n. 202, convertito, dalla legge 30 novembre 2005, n. 244.
 
	        
	      
                              Art. 207
                Attivita' in materia di vaccinazioni

1.  I  documenti  relativi  alla  vaccinazione rilasciati dalle Forze
armate  al  proprio personale in attivita' di servizio sono accettati
in  luogo  del  certificato  internazionale, di cui alla riproduzione
nelle  appendici  2,  3,  o 4, della legge 9 febbraio 1982, n. 106, a
condizione che essi contengano:
a)  le  informazioni  mediche  equivalenti  a quelle da indicarsi sul
modello relativo;
b) una dichiarazione in francese o in inglese che precisi la natura e
la  data  della  vaccinazione  e  attesti  che  i  documenti  vengano
rilasciati in virtu' del presente articolo.
 
	        
	      
CAPO IV
PERSONALE ADDETTO ALLA SANITA' MILITARE
SEZIONE I
PERSONALE MEDICO
                              Art. 208
                    Categorie di personale medico

1.  Il  personale medico impegnato nel servizio sanitario militare e'
costituito da:
a) ufficiali medici in servizio permanente effettivo;
b) ufficiali medici ausiliari.
 
	        
	      
                              Art. 209
                          Ufficiali medici

1.  Gli  ufficiali  medici uniscono alle peculiari doti professionali
tutte  le  piu'  spiccate  virtu'  militari  e  devono avere perfetta
conoscenza  delle  norme relative al reclutamento e ordinamento delle
Forze armate e al servizio sanitario in tempo di pace, di guerra e di
grave crisi internazionale.
2. Gli ufficiali medici, oltre a quanto previsto dal libro IV, titolo
III,  capo  IV,  sezione  III  del presente codice, si aggiornano sui
progressi   delle   discipline   medico-chirurgiche.   Al   fine   di
perfezionare  la  loro  cultura  o  indirizzarla  a branche speciali,
possono,  in seguito a concorso, essere nominati con le qualifiche di
sanitari  militari,  corrispondenti  a quelle previste per i sanitari
civili,  presso cliniche o istituti universitari. Possono pure essere
chiamati  a  frequentare  corsi  speciali  di  perfezionamento  o  di
preparazione  agli  esami  d'avanzamento  presso la scuola di sanita'
militare o presso ospedali militari.
3.  Al  fine  di consentire un costante aggiornamento degli ufficiali
medici,  la  Direzione  generale  della  sanita' militare indica, con
propria direttiva, le modalita' e la frequenza di speciali conferenze
da  tenersi  presso  strutture  sanitarie  militari  in  cui trattare
argomenti  essenzialmente  pratici di scienza e di servizio sanitario
militare,  oltre  a  conversazioni  scientifiche  sulle  piu' attuali
tematiche del movimento scientifico sanitario.
4.  E'  vietato  agli  ufficiali medici di eseguire visite e redigere
certificati nella loro qualita' di medici militari, quando le visite:
a) non sono previste da disposizioni di legge;
b)  non  sono  autorizzate  dal  Ministero  della  difesa,  ai  sensi
dell'articolo 200;
c) non sono ordinate o autorizzate dai superiori diretti.
5.  Gli  ufficiali  medici,  ai  sensi  dell'articolo  38 del decreto
legislativo  9 aprile 2008, n. 81, svolgono l'attivita' di medico nel
settore   del  lavoro  nell'ambito  delle  strutture  dipendenti  dal
Ministero  della  difesa,  mediante  la  sorveglianza  e la vigilanza
sanitaria del personale e dei luoghi di lavoro.
 
	        
	      
                              Art. 210
         Attivita' libero professionale del personale medico

  1. In deroga all'articolo 894, comma 1, ai medici militari non sono
applicabili le norme relative alle incompatibilita' e al cumulo degli
impieghi  previste  per  il  personale  militare e per quello civile,
nonche' le limitazioni previste dai contratti e dalle convenzioni con
il servizio sanitario nazionale. ((4))

-------------
AGGIORNAMENTO (4)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 210, comma 1 a seguito
della  modifica introdotta dall'avviso di rettifica in G.U. 7/9/2010,
n. 209:
 "1.  In  deroga all'articolo 894, comma 1, ((ai medici militari, per
le  finalita'  di  cui all'articolo 6-bis del decreto-legge 24 aprile
1997,  n.  108,  convertito, con modificazioni, dalla legge 20 giugno
1997,   n.  174,  non  sono  applicabili))  le  norme  relative  alle
incompatibilita' e al cumulo degli impieghi previste per il personale
militare  e  per  quello  civile, nonche' le limitazioni previste dai
contratti e dalle convenzioni con il servizio sanitario nazionale.".
  La suddetta modifica entra in vigore il 7/9/2010.
 
	        
	      
SEZIONE II
PERSONALE NON MEDICO
                              Art. 211
                  Categorie di personale non medico

1.  Il personale non medico impegnato nel servizio sanitario militare
e' costituito da:
a)  ufficiali,  sottufficiali,  graduati  e  militari di truppa delle
varie armi e corpi, impiegati presso gli stabilimenti sanitari;
b)  ufficiali dei corpi sanitari dell'Esercito italiano, della Marina
militare   e  dell'Aeronautica  militare  e  del  comparto  sanitario
dell'Arma dei carabinieri;
c)  cappellani  militari e religiose assunte in servizio con apposite
convenzioni;
d)   sottufficiali,  graduati  e  militari  di  truppa  esercenti  le
professioni sanitarie, i cui profili sono individuati con decreto del
Ministro della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 212
Requisiti     per    l'esercizio    delle    professioni    sanitarie
infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della
                             prevenzione

1.   Il   personale  delle  professioni  sanitarie  infermieristiche,
ostetriche,  riabilitative,  tecnico-sanitarie  svolge  con autonomia
professionale  le specifiche funzioni ed e' articolato in conformita'
a quanto previsto dalla legge 1° febbraio 2006, n. 43.
2.  Fermo  restando  il  titolo  universitario abilitante di cui alla
legge  1°  febbraio  2006, n. 43, il personale del servizio sanitario
militare  puo' svolgere il percorso formativo presso le strutture del
servizio  stesso,  individuate con decreto del Ministro della salute,
che garantisce la completezza del percorso formativo.
3.   Al   personale   infermieristico   e'   attribuita   la  diretta
responsabilita'    e   gestione   delle   attivita'   di   assistenza
infermieristica e delle connesse funzioni.
 
	        
	      
                              Art. 213
Speciali  competenze del personale infermieristico e dei soccorritori
                              militari

1.   Nelle   aree   operative   in   cui   si  svolgono  le  missioni
internazionali,  nonche' sui mezzi aerei e unita' navali impegnati in
operazioni  militari  al  di  fuori  dello spazio aereo e delle acque
territoriali nazionali, nei casi di urgenza ed emergenza:
a)  in  assenza  di  personale  medico,  al personale infermieristico
militare   specificatamente   formato   e  addestrato  e'  consentita
l'effettuazione  di  manovre per il sostegno di base e avanzato delle
funzioni  vitali  e  per il supporto di base e avanzato nella fase di
pre-ospedalizzazione del traumatizzato;
b)  in  assenza  di  personale sanitario, ai soccorritori militari e'
consentita l'applicazione di tecniche di primo soccorso nei limiti di
quanto  previsto  da  apposito  protocollo  d'intesa sottoscritto dal
Ministero della difesa e dal Ministero della salute.
 
	        
	      
TITOLO VI
ISTITUTI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 214
                    Individuazione degli istituti

1. Il presente titolo disciplina:
a) le scuole militari;
b)  gli  istituti  militari  di  formazione  iniziale o di base degli
ufficiali e dei sottufficiali delle Forze armate;
c)  gli  istituti di formazione superiore degli ufficiali delle Forze
armate;
d) le scuole carabinieri;
e) le scuole allievi operai.
2.  La  formazione  del  personale  militare  avviene  ai sensi delle
disposizioni contenute nel titolo III del libro IV.
 
	        
	      
                              Art. 215
         Ordinamento e funzionamento degli istituti militari

1.  Le disposizioni relative all'ordinamento e al funzionamento degli
istituti militari di cui al presente titolo sono emanate:
a)  dal  Capo  di  stato  maggiore  della  difesa,  per  gli istituti
interforze;
b)  dai  Capi  di  stato  maggiore  di  Forza armata e dal Comandante
generale   dell'Arma   dei  carabinieri,  per  quanto  di  rispettiva
competenza e previo parere del Capo di stato maggiore della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 216
Altri enti e istituti di istruzione a carattere interforze e di Forza
                               armata

1.  Gli enti e istituti militari di istruzione a carattere interforze
e  di  Forza  armata  non disciplinati dal presente titolo e deputati
all'aggiornamento,  alla  specializzazione,  alla qualificazione e al
ricondizionamento   del   personale  militare  sono  individuati  nel
regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 217
                  Collaborazione con le universita'

1.  La  collaborazione  tra  universita',  accademie,  istituti anche
ospedalieri  militari, puo' assumere aspetti istituzionali attraverso
convenzioni da stipularsi da parte delle amministrazioni interessate.
2. Allo scopo di incentivare lo studio, l'aggiornamento e la ricerca,
al  personale  docente appartenente ai ruoli organici delle accademie
militari  e  dell'Istituto  idrografico  della  Marina militare, puo'
essere  consentito, previo nulla osta degli enti di appartenenza e di
concerto  con i consigli di facolta', di svolgere attivita' didattica
e di ricerca presso le universita' statali.
 
	        
	      
CAPO II
SCUOLE MILITARI
                              Art. 218
                   Finalita' delle scuole militari

1.  Le  scuole militari sono istituti di istruzione che perseguono lo
scopo  principale  di  preparare  i  futuri  allievi  delle accademie
militari;  la  scuola  navale militare ha anche lo scopo di suscitare
nei  giovani  l'interesse  alla  vita sul mare, orientandoli verso le
attivita' a esso connesse; la scuola militare aeronautica ha anche lo
scopo  di  stimolare nei giovani l'interesse per la vita aeronautica,
orientandoli  nel  corso  degli  studi  verso  le  attivita'  a  essa
connesse.
2.  Le  funzioni di cui al comma 1 sono affidate alle seguenti scuole
militari:
a) Scuola militare <<Nunziatella>> dell'Esercito italiano;
b) Scuola navale militare <<Francesco Morosini>>;
c) Scuola militare <<Teulie>> dell'Esercito italiano;
d) Scuola militare aeronautica <<Giulio Douhet>>.
3.  Le  disposizioni  relative al funzionamento delle scuole militari
sono  adottate con decreto del Ministro della difesa, di concerto con
il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca.
 
	        
	      
                              Art. 219
                Corsi di studio delle scuole militari

1. I corsi di studio seguiti presso le scuole militari sono stabiliti
ai sensi dell'articolo 786.
 
	        
	      
                              Art. 220
                   Ammissione alle scuole militari

1.  Le  ammissioni  alle scuole militari si effettuano ai sensi delle
disposizioni contenute nel libro IV, titolo II, capi I e IX, e titolo
III, capo XI del presente codice.
 
	        
	      
CAPO III
ISTITUTI DI FORMAZIONE
SEZIONE I
ACCADEMIE MILITARI
                              Art. 221
                 Finalita' delle Accademie militari

1.  Le  accademie militari sono istituti di istruzione che perseguono
lo  scopo  di  consentire  agli  allievi ufficiali l'accesso ai ruoli
normali degli ufficiali in servizio permanente.
2.  Le  funzioni  di  cui  al  comma  1  sono  affidate alle seguenti
accademie militari:
a) Accademia militare dell'Esercito italiano;
b) Accademia navale;
c) Accademia aeronautica;
d) Accademia dell'Arma dei carabinieri.
3. L'Accademia navale e l'Accademia aeronautica si occupano anche del
completamento  della  formazione  iniziale  degli  ufficiali dei vari
ruoli,  costituendo  a  tale  scopo  istituti  militari di istruzione
superiore di cui alla sezione II del presente capo.
 
	        
	      
                              Art. 222
              Corsi di studio delle Accademie militari

1.  I  corsi  di  studio  seguiti  presso  le accademie militari sono
definiti in base a quanto disposto dall'articolo 719.
2.  Per  le  materie  militari  e  professionali non rientranti negli
ordinamenti  didattici,  definiti  ai  sensi del comma 1, i programmi
sono  stabiliti  in  base a quanto disposto nel libro IV, titolo III,
capo I del regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 223
                 Ammissioni alle Accademie militari

1.  L'ammissione degli allievi ufficiali presso le accademie militari
si  effettua  ai  sensi  delle  disposizioni  contenute nel libro IV,
titolo II, capi I e II.
 
	        
	      
SEZIONE II
ISTITUTI MILITARI DI ISTRUZIONE SUPERIORE PER UFFICIALI
                              Art. 224
      Finalita' degli istituti militari di istruzione superiore

1.  Gli  istituti  militari di istruzione superiore per gli ufficiali
perseguono,  nell'ambito  delle  rispettive  competenze,  i  seguenti
scopi:
a)  il  completamento  della  formazione iniziale degli ufficiali, in
base a quanto disposto dal libro IV, titolo III, capo II, e dal libro
IV, titolo III, capo I del regolamento;
b)  la  formazione  superiore  degli  ufficiali,  anche in previsione
dell'impiego   in   incarichi   di  rilievo  in  ambito  nazionale  e
internazionale,  definita  dal  libro  IV, titolo III, capo IV, e dal
libro IV, titolo III, capo II del regolamento.
2.  Le finalita' di cui al comma 1 sono affidate ai seguenti istituti
militari di istruzione superiore:
a) Istituto alti studi della difesa;
b) Istituto superiore di Stato maggiore interforze;
c) Istituto di studi militari marittimi;
d) Istituto di scienze militari aeronautiche;
e)  Scuola di applicazione e Istituto di studi militari dell'Esercito
italiano;
f) Scuola ufficiali carabinieri.
 
	        
	      
                              Art. 225
   Corsi di studio degli istituti militari di istruzione superiore

1.  I  corsi  di  studio  seguiti presso gli istituti militari di cui
all'articolo   224   sono   definiti   in   base  a  quanto  disposto
dall'articolo 719.
2.  Per  le  materie  militari  e  professionali non rientranti negli
ordinamenti didattici, definiti ai sensi del comma 1, e per gli altri
corsi  di  carattere  non universitario o postuniversitario, l'ordine
degli  studi  e  i programmi sono stabiliti in base a quanto disposto
nel libro IV, titolo III, capi I e II del regolamento.
 
	        
	      
SEZIONE III
ALTRE SCUOLE
                              Art. 226
                      Scuole per sottufficiali

1. Le scuole sottufficiali sono istituti di istruzione che perseguono
lo   scopo   di  consentire  agli  allievi  l'accesso  ai  ruoli  dei
sottufficiali  ai sensi delle disposizioni di cui al libro IV, titolo
III, capi V, VI, VII e VIII.
2.  Le finalita' di cui al comma 1 sono affidate alle seguenti scuole
per sottufficiali:
a) Scuola sottufficiali dell'Esercito italiano;
b) Scuole sottufficiali della Marina militare;
c) Scuola marescialli dell'Aeronautica militare;
d) Scuola specialisti dell'Aeronautica militare;
e) Scuola marescialli dell'Arma dei carabinieri;
f) Scuola brigadieri dell'Arma dei carabinieri.
 
	        
	      
                              Art. 227
       Corsi di studio e ammissioni delle scuole sottufficiali

1.  I  corsi  di  studio  seguiti  presso  le scuole sottufficiali si
svolgono  in  base  a  quanto  stabilito dalle disposizioni di cui al
libro  IV,  titolo  III, capi V, VI, VII e VIII e al libro IV, titolo
III, capo I del regolamento.
2.  L'ammissione  degli  allievi  presso  le  scuole sottufficiali si
effettua  ai  sensi delle disposizioni contenute nel libro IV, titolo
II, capi I, IV e V del presente codice.
 
	        
	      
                              Art. 228
                         Scuole carabinieri

1.  Le  scuole  carabinieri hanno lo scopo di consentire agli allievi
l'accesso   al   ruolo   appuntati   e  carabinieri  ai  sensi  delle
disposizioni  contenute nel libro IV, titolo III, capo X del presente
codice.
2.  I  corsi  di  studio  seguiti  presso  le scuole carabinieri sono
definiti  con  determinazione  del  Comandante generale dell'Arma dei
carabinieri.
3.  L'ammissione degli allievi alle scuole carabinieri si effettua ai
sensi delle disposizioni contenute nel libro IV, titolo II, capo VIII
del presente codice.
 
	        
	      
                              Art. 229
              Scuola allievi operai delle Forze armate

1.  Presso  gli  stabilimenti  e  le officine militari possono essere
istituite,  con  decreto  del  Ministro per la difesa, scuole allievi
operai  per  la  formazione  professionale  di operai occorrenti alle
Forze  armate.  Con  lo  stesso  decreto  istitutivo  sono, altresi',
stabiliti  l'ordinamento  delle scuole, la durata dei corsi, le prove
di esame e le condizioni di ammissione degli allievi nonche', sentito
il  Ministro  del  lavoro  e delle politiche sociali, i programmi dei
corsi.
2.  Le  scuole  allievi  operai  svolgono  corsi  annuali, biennali e
triennali.  Presso  le  stesse scuole possono essere svolti corsi per
l'addestramento,    la   qualificazione   e   l'aggiornamento   degli
apprendisti e degli altri operai delle Forze armate.
3. Le scuole allievi operai sono dirette da un ufficiale superiore in
servizio  presso  lo  stabilimento  od officina. Agli insegnamenti si
provvede  con  personale  militare  e civile dipendente dal Ministero
della   difesa.   Le  funzioni  di  segretario  sono  affidate  a  un
sottufficiale o a un impiegato della carriera di concetto o esecutiva
in servizio presso lo stabilimento o l'officina.
 
	        
	      
LIBRO SECONDO
BENI
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 230
       Categorie dei beni della Difesa - Rinvio ad altre fonti

1.  I  beni  della  Difesa  si distinguono in demanio pubblico e beni
patrimoniali,  disponibili  e  indisponibili,  secondo  le  norme del
codice civile, e sono sottoposti:
a)  alle disposizioni dettate nel codice civile per tali categorie di
beni;
b)  alle disposizioni dettate nel codice della navigazione e relativo
regolamento, e nelle pertinenti leggi speciali, per porti e aeroporti
militari, navi e velivoli militari;
c)  alle disposizioni dettate nel codice della proprieta' industriale
(decreto  legislativo  10  febbraio  2005  n.  30)  per le invenzioni
militari;
d) alle disposizioni dettate nel codice penale per la tutela dei beni
militari.
2.  Per  i beni culturali, come definiti dall'articolo 2, del decreto
legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42,  recante  il codice dei beni
culturali  e  del  paesaggio, in uso al Ministero della difesa, resta
ferma  la  disciplina all'uopo dettata dal citato decreto legislativo
n.  42  del  2004,  e,  segnatamente,  le  regole in tema di verifica
dell'interesse  culturale  di  cui  all'articolo  12  e  le  regole e
relative  deroghe  in ordine agli obblighi di versamento di documenti
all'Archivio  di  Stato  di  cui  all'articolo  41.  Restano ferme le
specifiche  competenze  del  Ministero  della  difesa  in  materia di
patrimonio culturale subacqueo, previste dalla legge 23 ottobre 2009,
n. 157.
3.  Il  presente  libro  detta  le disposizioni specifiche per i beni
della   Difesa,   ulteriori  rispetto  a  quelle  recate  dai  codici
menzionati  nel  presente  articolo.  Sono fatte salve le convenzioni
internazionali e relative leggi di ratifica.
 
	        
	      
                              Art. 231
    Demanio militare e demanio culturale in consegna alla Difesa

1.  Appartengono  al  demanio  militare del Ministero della difesa le
opere destinate alla difesa nazionale.
2.   Gli   aeroporti   militari  fanno  parte  del  demanio  militare
aeronautico.
3.  Appartengono  al  demanio  culturale  gli immobili in consegna al
Ministero della difesa, non rientranti nel demanio militare di cui al
comma  1, riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico
a  norma  delle  leggi in materia, le raccolte di musei, pinacoteche,
archivi, biblioteche a esso assegnati.
4. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 147, comma 1, del decreto
legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42,  recante  il codice dei beni
culturali  e  del  paesaggio,  rientrano  tra le opere destinate alla
difesa  nazionale  e sono considerati infrastrutture militari, a ogni
effetto,  tutti  gli  alloggi  di  servizio per il personale militare
realizzati   su   aree   ubicate   all'interno   di  basi,  impianti,
installazioni militari o posti al loro diretto e funzionale servizio.
 
	        
	      
                              Art. 232
                Patrimonio indisponibile della Difesa

1.  Fanno  parte  del  patrimonio  indisponibile  del Ministero della
difesa,  se  a  esso assegnati in uso, le caserme, gli armamenti, gli
aeromobili  militari  e  le  navi  da guerra e comunque militari, gli
edifici  destinati  a sede di pubblici uffici con i loro arredi e gli
altri beni destinati a un pubblico servizio della Difesa.
 
	        
	      
                              Art. 233
Individuazione  delle  opere  destinate  alla difesa nazionale a fini
                             determinati

1.   Ai   fini   urbanistici,   edilizi,   ambientali   e   al   fine
dell'affidamento  ed  esecuzione  di  contratti  pubblici  relativi a
lavori,  servizi  e  forniture,  sono  opere  destinate  alla  difesa
nazionale le infrastrutture rientranti nelle seguenti categorie:
a)  sedi di servizio e relative pertinenze necessarie a soddisfare le
esigenze logistico - operative dell'Arma dei carabinieri;
b)  opere  di  costruzione,  ampliamento e modificazione di edifici o
infrastrutture  destinati  ai  servizi  della leva, del reclutamento,
incorporamento, formazione professionale e addestramento dei militari
della Marina militare, da realizzare nelle sedi di La Spezia, Taranto
e La Maddalena su terreni del demanio, compreso quello marittimo;
c) aeroporti ed eliporti;
d) basi navali;
e) caserme;
f) stabilimenti e arsenali;
g) reti, depositi carburanti e lubrificanti;
h) depositi munizioni e di sistemi d'arma;
i) comandi di unita' operative e di supporto logistico;
l) basi missilistiche;
m)  strutture  di  comando  e  di  controllo  dello spazio terrestre,
marittimo e aereo;
n) segnali e ausili alla navigazione marittima e aerea;
o) strutture relative alle telecomunicazioni e ai sistemi di allarme;
p) poligoni e strutture di addestramento;
q) centri sperimentali di manutenzione dei sistemi d'arma;
r)  opere  di protezione ambientale correlate alle opere della difesa
nazionale;
s) installazioni temporanee per esigenze di rapido dispiegamento;
t)  attivita'  finanziate  con  fondi  comuni  della NATO e da utenti
alleati sul territorio nazionale.
 
	        
	      
                              Art. 234
                        Registri e inventari

1.  I  beni  della  Difesa  sono  descritti  in  appositi registri di
consistenza o inventari.
2. L'inventario dei beni di demanio pubblico della Difesa e' eseguito
a cura del Ministero della difesa e consiste in uno stato descrittivo
desunto    dai    rispettivi    catasti,    ovvero    dai    registri
dell'amministrazione.
3.  L'originale  dell'inventario  e' conservato dalle amministrazioni
centrali   militari   e   gli  estratti  dalle  rispettive  direzioni
territoriali o uffici dipendenti.
 
	        
	      
                              Art. 235
     Disciplina del segreto su beni e attivita' militari. Rinvio

1.  Il segreto su atti, documenti, notizie, attivita' e beni militari
e'  disciplinato  dalla legge 3 agosto 2007, n. 124 e dai decreti del
Presidente  del Consiglio dei Ministri 8 aprile 2008, 12 giugno 2009,
n. 7 e 12 giugno 2009, n. 8.
 
	        
	      
TITOLO II
SINGOLE CATEGORIE DI BENI MILITARI
CAPO I
OPERE PERMANENTI DI PROTEZIONE ANTIAEREA
                              Art. 236
              Opere permanenti di protezione antiaerea

1.   Rientrano  tra  le  opere  destinate  alla  difesa  nazionale  e
costituiscono  demanio  militare  le  opere  permanenti di protezione
antiaerea.
 
	        
	      
CAPO II
STRADE MILITARI, VEICOLI E PATENTI MILITARI, ESIGENZE MILITARI
IN RELAZIONE ALLA CIRCOLAZIONE STRADALE
                              Art. 237
Strade  militari  ed esigenze militari in relazione alla circolazione
                              stradale

1.  Sono  strade militari quelle destinate esclusivamente al traffico
militare.
2.   Ente  proprietario  e'  considerato  il  comando  della  regione
militare.
3.  La  classifica  delle  strade  militari  e' fatta con decreto del
Ministro della difesa. L'elenco delle strade militari, redatto a cura
del Ministero della difesa, non e' pubblico.
4. Alle strade di esclusivo uso militare non si applica l'articolo 13
del  decreto  legislativo  30  aprile  1992,  n. 285 recante il nuovo
codice della strada.
5.  Il  Comandante  della  regione militare, in relazione alle strade
militari  di  cui e' proprietario il comando della regione militare a
cui e' preposto:
a)   puo'   destinare   le   strade  militari  all'uso  pubblico  con
provvedimento  generale,  ovvero  all'uso  privato  con provvedimento
particolare;
b) adotta i provvedimenti per la regolamentazione della circolazione,
di  cui  agli articoli 6 e 7 del decreto legislativo n. 285 del 1992,
con  ordinanze motivate e rese note al pubblico mediante i prescritti
segnali;
c)  per  motivi di sicurezza pubblica o inerenti alla sicurezza della
circolazione,  di  tutela  della  salute,  nonche'  per  esigenze  di
carattere  militare  puo',  conformemente alle direttive del Ministro
delle  infrastrutture  e dei trasporti, sospendere temporaneamente la
circolazione  di  tutte  o di alcune categorie di utenti sulle strade
militari o su tratti di esse;
d)  puo'  vietare  la circolazione di veicoli adibiti al trasporto di
cose  nei  giorni  festivi  o in particolari altri giorni fissati con
apposito  calendario,  da  emanarsi  con  decreto  del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti;
e)  stabilisce,  anno  per  anno,  le  opportune  prescrizioni per il
transito  periodico  di  armenti  e  di  greggi  determinando, quando
occorra, gli itinerari e gli intervalli di tempo e di spazio;
f)  rilascia  l'autorizzazione  alla circolazione per i trasporti e i
veicoli  eccezionali  come  definiti  dall'articolo  10  del  decreto
legislativo n. 285 del 1992 alle condizioni di cui al citato articolo
10;
g)  rilascia  le  autorizzazioni  di  cui all'articolo 26 del decreto
legislativo n. 285 del 1992;
h)  impartisce le direttive per l'organizzazione della circolazione e
della  relativa  segnaletica  stradale,  di  cui  all'articolo 35 del
decreto legislativo n. 285 del 1992.
6.  Contro  i  provvedimenti  emessi  dal  comandante  della  regione
militare e' ammesso ricorso gerarchico al Ministro della difesa.
7. L'impianto su strade militari e sulle relative pertinenze di linee
ferroviarie,  tranviarie,  di  speciali  tubazioni  o  altre condotte
comunque   destinate   a   servizio   pubblico,   o   anche  il  solo
attraversamento  di  strade  o  relative pertinenze con uno qualsiasi
degli  impianti  di  cui sopra, sono autorizzati, in caso di assoluta
necessita'  e  ove  non siano possibili altre soluzioni tecniche, con
decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  di
concerto con il Ministro della difesa.
8.  Alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade militari
aperte  al  pubblico transito provvede l'amministrazione militare con
il  contributo  dei  comuni  attraversati  dalle  strade medesime, da
fissare mediante speciali convenzioni. L'obbligo del contributo cessa
ogni  qual  volta,  per esigenze della Difesa, e' vietato il transito
pubblico  sulla  strada  militare,  e  risorge  cessato  il  divieto.
L'obbligo  del  contributo dei comuni decorre dal 1° gennaio o dal 1°
luglio   successivo   alla   data   del   decreto   ministeriale   di
classificazione  di  cui  al  comma  3, in modo che rimanga sempre un
periodo  di  almeno sei mesi fra la data del decreto e l'inizio della
manutenzione.
9.  Per  le esigenze esclusive del traffico militare, nelle strade di
uso  pubblico  e'  ammessa  l'installazione  di  segnaletica stradale
militare,  secondo  le disposizioni all'uopo dettate dall'articolo 38
del  decreto  legislativo n. 285 del 1992 e del relativo regolamento.
Gli   enti   proprietari   delle  strade  sono  tenuti  a  consentire
l'installazione   provvisoria   o  permanente  dei  segnali  ritenuti
necessari  dall'autorita'  militare  per  la  circolazione dei propri
veicoli.
10. Fermo quanto disposto dall'articolo 12 del decreto legislativo n.
285  del  1992,  la  scorta  e  l'attuazione  dei  servizi diretti ad
assicurare  la  marcia  delle colonne militari spetta, altresi', agli
ufficiali,  sottufficiali,  graduati e militari di truppa delle Forze
armate,  appositamente qualificati con specifico attestato rilasciato
dall'autorita' militare competente.
11.  Ai  veicoli  e  conducenti  delle  Forze armate si applicano gli
articoli 138 e 142, comma 4 del decreto legislativo n. 285 del 1992.
12.  Ai  convogli militari e colonne di truppe su strada si applicano
gli  articoli  163 e 192, commi 5 e 6, del decreto legislativo n. 285
del 1992.
13.  Per  quanto  non  disposto  nel  presente  articolo, alle strade
militari  aperte  al  traffico  civile, ai veicoli e conducenti delle
Forze armate, ai convogli militari e simili su strada si applicano le
disposizioni  del  decreto  legislativo  n.  285  del 1992, in quanto
compatibili.
 
	        
	      
CAPO III
PORTI E AEROPORTI MILITARI, NAVI E VELIVOLI MILITARI
SEZIONE I
PORTI E AEROPORTI MILITARI
                              Art. 238
                     Porti e aeroporti militari

1.  I  porti,  o  le specifiche aree portuali, destinati unicamente o
principalmente  alla  difesa  militare  e  alla sicurezza dello Stato
appartengono ai porti di prima categoria.
2.  Fermo quanto disposto dall'articolo 59 del decreto del Presidente
della   Repubblica   24   luglio  1997,  n.  616,  e  dalle  analoghe
disposizioni contenute nei decreti del Presidente della Repubblica di
attuazione  degli  statuti  delle  Regioni  a  statuto  speciale,  il
Ministro  della  difesa, con proprio decreto, emanato di concerto con
il  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  determina le
caratteristiche  e  procede  all'individuazione  dei  porti  o  delle
specifiche  aree  portuali di cui alla prima categoria; con lo stesso
provvedimento  sono  disciplinate  le  attivita'  nei  porti di prima
categoria e relative baie, rade e golfi. ((1))
3.  Negli  aeroporti  militari  aperti al traffico aereo civile, ogni
modifica alle infrastrutture di volo esistenti e ai relativi impianti
e'  realizzata  d'intesa  tra il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti  e  il  Ministero della difesa, avendo cura di non limitare
l'agibilita'  al  traffico aereo e di assicurare la rispondenza delle
infrastrutture  di volo alle norme di sicurezza regolanti il traffico
militare  e quello civile. Alla progettazione delle opere da eseguire
negli  aeroporti  militari  aperti  al  traffico  civile  provvede il
Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti, di intesa con il
Ministero della difesa.
4.  Fatto  salvo  quanto  disposto  dal  comma  3,  per gli aeroporti
militari resta ferma la disciplina all'uopo prevista nel codice della
navigazione, e le relative disposizioni tecniche di attuazione.
----------------
AGGIORNAMENTO (1)
  Si  riporta,  in nota, il testo del comma 2 del presente articolo a
seguito  della  modifica  introdotta dall'avviso di rettifica in G.U.
01/06/2010, n. 126:
  "2.  Fermo  quanto  disposto  dall'articolo  59  ((del  decreto del
Presidente  della  Repubblica  24  luglio  1977,  n.  616)),  e dalle
analoghe  disposizioni  contenute  nei  decreti  del Presidente della
Repubblica  di  attuazione  degli  statuti  delle  Regioni  a statuto
speciale,  il  Ministro della difesa, con proprio decreto, emanato di
concerto  con  il  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei trasporti,
determina le caratteristiche e procede all'individuazione dei porti o
delle  specifiche  aree  portuali di cui alla prima categoria; con lo
stesso  provvedimento  sono  disciplinate  le  attivita' nei porti di
prima  categoria e relative baie, rade e golfi." La suddetta modifica
entra in vigore il 01/06/2010.
 
	        
	      
SEZIONE II
NAVI MILITARI E NAVI DA GUERRA - REGISTRO DELLE NAVI GALLEGGIANTI
IN SERVIZIO GOVERNATIVO NON COMMERCIALE
                              Art. 239
                   Navi militari e navi da guerra

1. Sono navi militari quelle che hanno i seguenti requisiti:
a) sono iscritte nel ruolo del naviglio militare;
b)  sono  comandate ed equipaggiate da personale militare, sottoposto
alla relativa disciplina;
c)  recano  i segni distintivi della Marina militare o di altra Forza
armata o di Forza di polizia a ordinamento militare.
2.  Per  <<nave  da  guerra>> si intende una nave che appartiene alle
Forze  armate  di  uno  Stato, che porta i segni distintivi esteriori
delle  navi  militari  della  sua  nazionalita'  ed e' posta sotto il
comando  di un ufficiale di Marina al servizio dello Stato e iscritto
nell'apposito  ruolo  degli ufficiali o in documento equipollente, il
cui equipaggio e' sottoposto alle regole della disciplina militare.
3.  La  nave  da  guerra  costituisce  una parte del territorio dello
Stato.
 
	        
	      
                              Art. 240
                Navi armate e navi in disponibilita'

1.  Le  navi, secondo le loro condizioni nei riguardi degli effettivi
del  personale  e  dell'efficienza  del materiale, si distinguono nel
modo seguente:
a) navi armate;
b) navi in disponibilita'.
 
	        
	      
                              Art. 241
                  Assegnazione delle unita' navali

1.  La  costituzione  delle  Forze  navali  armate  e del naviglio in
disponibilita',  l'assegnazione  ai  servizi  costieri  e al naviglio
sussidiario,  e'  stabilita  dal  Capo di stato maggiore della Marina
militare.
 
	        
	      
                              Art. 242
             Radiazione dal ruolo del naviglio militare

1.  Sono  radiate  dai  ruoli del naviglio militare, le unita' che, a
giudizio  del  Ministro  della  difesa, sentito il parere del Capo di
stato  maggiore della Marina militare, non possono piu' rendere utili
servizi  in  rapporto  alla  spesa di manutenzione e di esercizio. Le
navi  radiate  possono  essere  temporaneamente  impiegate  come navi
caserme, o per servizi non bellici.
 
	        
	      
                              Art. 243
Iscrizione  nel  quadro  del  naviglio militare dello Stato di unita'
dell'Esercito  italiano,  dell'Aeronautica  militare,  dell'Arma  dei
carabinieri,  del  Corpo  della  Guardia di finanza e del Corpo delle
                        capitanerie di porto

1.   Le   unita'   navali   in   dotazione   all'Esercito   italiano,
all'Aeronautica  militare,  all'Arma  dei carabinieri, al Corpo della
Guardia  di  finanza  e  al  Corpo  delle  capitanerie  di porto sono
iscritte in ruoli speciali del naviglio militare dello Stato.
2.  I  piani  delle  unita'  sopraindicate  sono trasmessi allo Stato
maggiore  della  Marina  militare  che  indica gli eventuali lavori e
modifiche  da  eseguirsi  allo scopo di consentire l'installazione di
particolari apprestamenti militari compatibili con il normale impiego
nei servizi di istituto.
3.  Con  il  regolamento,  sul  quale  su  tale parte e' acquisito il
concerto  dei  Ministri  interessati, sono stabilite le modalita' per
l'applicazione  del  presente  articolo  e regolati i rapporti che ne
derivano;  e'  anche  disciplinata  la  posizione  del  personale che
costituisce l'equipaggio delle suddette unita'.
 
	        
	      
                              Art. 244
Registro  delle  navi  e  galleggianti  in  servizio  governativo non
                             commerciale

1. Il Ministero della difesa cura la tenuta del registro delle navi e
galleggianti in servizio governativo non commerciale.
2.  Nel  registro e' iscritto il naviglio delle amministrazioni dello
Stato   adibito  a  servizio  governativo  non  commerciale,  il  cui
personale non e' a ordinamento militare.
3.  Le  unita' e i mezzi navali, iscritti nel registro, inalberano la
bandiera  nazionale  costituita  dal  tricolore  italiano caricato al
centro  della  banda  bianca  dell'emblema  araldico della Repubblica
italiana.
4. Le norme di attuazione sono contenute nel regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 245
                     Incendio su nave da guerra

1.  In  caso  d'incendio  su  nave  da  guerra,  la  direzione  delle
operazioni a bordo spetta esclusivamente al comandante della nave, il
quale   tiene   informato   il   comandante  del  porto  dell'entita'
dell'incendio e dell'andamento delle operazioni.
2.  Il  comandante  del porto assume la direzione delle operazioni di
soccorso  per  quanto  riguarda  la sicurezza del porto e delle altre
navi,  e coadiuva, ove richiesto, il comando della nave da guerra con
i mezzi e l'organizzazione antincendi del porto.
 
	        
	      
SEZIONE III
AEROMOBILI A PILOTAGGIO REMOTO DELLE FORZE ARMATE
                              Art. 246
                               Nozione

1.  Ai  fini  della  presente  sezione,  per  aeromobile a pilotaggio
remoto,  di  seguito  denominato  <<APR>>,  si intende un mezzo aereo
pilotato da un equipaggio che opera da una stazione remota di comando
e controllo.
 
	        
	      
                              Art. 247
Autorizzazione e limiti all'impiego degli APR in dotazione alle Forze
                               armate

1.   In  attesa  dell'emanazione  di  una  normativa  che  disciplini
l'aeronavigabilita' e l'impiego di APR nel sistema del traffico aereo
generale,  le  Forze armate italiane sono autorizzate a impiegare APR
in dotazione in attivita' operative e addestrative per la difesa e la
sicurezza nazionale.
2. L'impiego degli APR avviene nell'ambito di spazi aerei determinati
e    con    le    limitazioni   stabilite   nell'apposito   documento
tecnico-operativo  adottato  dall'Aeronautica  militare,  sentita  la
Forza   armata  che  impiega  gli  APR,  e  dall'Ente  nazionale  per
l'aviazione civile, di concerto con l'Ente nazionale di assistenza al
volo, per gli aspetti di gestione e controllo del traffico aereo.
3.  Le  limitazioni  di  cui  al  comma  2,  riguardanti i profili di
missione,   le   procedure   operative,  le  aree  di  lavoro  e  gli
equipaggiamenti,  sono  stabilite  nel  rispetto  dei  principi della
sicurezza del volo.
4.  Nel  corso  di  operazioni  sul territorio nazionale o all'estero
connesse  a situazioni di crisi o di conflitto armato l'impiego degli
APR non e' sottoposto alle limitazioni di cui al comma 2.
 
	        
	      
                              Art. 248
Identificazione  e  regime amministrativo degli APR in dotazione alle
                            Forze armate

1.  Gli  APR  in  dotazione  alle  Forze armate sono identificati dal
contrassegno di nazionalita' e da un codice assegnato dalla direzione
generale  degli  armamenti  aeronautici  del  Ministero della difesa,
previo  accertamento  della rispondenza degli aeromobili ai requisiti
tecnici   contrattualmente   definiti   sulla   base  delle  esigenze
operative.  La  medesima  direzione  generale  predispone un apposito
elenco dei codici assegnati.
2.  Ai  fini del regime amministrativo e della navigazione aerea, gli
APR  in  dotazione  alle  Forze  armate  sono  considerati aeromobili
militari.
 
	        
	      
CAPO IV
RIFUGI ALPINI
                              Art. 249
Rifugi  alpini  demaniali  e  rifugi  alpini  pubblici  e  privati di
                       interesse della Difesa

1.  I  rifugi  alpini,  gia' appartenenti a cittadini, a societa' e a
enti   ex   nemici,   devoluti  al  demanio  dello  Stato  in  virtu'
dell'articolo  1  del  regio  decreto 10 aprile 1921, n. 470, restano
assegnati al Ministero della difesa, che puo' concederli in esercizio
a  cittadini  italiani e a societa' ed enti nazionali. Le concessioni
di   esercizio   sono   accordate   previa  intesa  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze nonche' con il Ministro per i beni e le
attivita'  culturali  per  i  rifugi  alpini  sottoposti  a  tutela o
ricadenti   in   aree  sottoposte  a  tutela  ai  sensi  del  decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ovvero con quello delle politiche
agricole,  alimentari  e  forestali,  per  i rifugi alpini ubicati in
fondi  e boschi appartenenti al demanio forestale. Resta fermo quanto
disposto dall'articolo 3 del decreto legislativo 21 dicembre 1998, n.
495,  in  ordine  al  trasferimento  di  rifugi alpini alla Provincia
autonoma  di  Bolzano  e al loro utilizzo per esigenze addestrative -
operative del Ministero della difesa.
2.  Dei  rifugi  alpini  di  proprieta'  privata puo' essere disposta
l'espropriazione  dall'autorita'  militare,  secondo  le norme per le
espropriazioni  finalizzate  alla  realizzazione delle opere militari
dettate dal decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n.
327.
 
	        
	      
CAPO V
CAMPI DI TIRO A SEGNO
                              Art. 250
                        Campi di tiro a segno

1.  I  campi  di  tiro  a  segno  impiantati a spese dello Stato sono
compresi tra gli immobili demaniali militari.
2.   L'esecuzione   tecnica   dei   lavori   relativi   all'impianto,
sistemazione e manutenzione dei campi di tiro a segno di cui al comma
1 e' affidata alla vigilanza del Ministero della difesa.
3.  I  campi  di  tiro  a segno di cui al comma 1 sono dati in uso, a
titolo  gratuito, alle sezioni di tiro a segno, senza ulteriori oneri
a carico dello Stato.
 
	        
	      
                              Art. 251
Uso  speciale  e  obbligatorio  dei  campi di tiro a segno - Quota di
                             iscrizione

1. Coloro che prestano servizio armato presso enti pubblici o privati
sono obbligati a iscriversi a una sezione di tiro a segno nazionale e
devono superare ogni anno un corso di lezioni regolamentari di tiro a
segno.
2.  L'iscrizione  e  la  frequenza  a  una  sezione  di  tiro a segno
nazionale  sono obbligatorie, ai fini della richiesta del permesso di
porto  d'armi  per  la caccia o per uso personale, per coloro che non
hanno  prestato  o non prestano servizio presso le Forze armate dello
Stato.
3.  La quota annua per l'iscrizione obbligatoria alle sezioni di tiro
a  segno  nazionale  per  le  categorie  indicate  ai  commi 1 e 2 e'
stabilita  in  euro  11,56. Con decreto dirigenziale della competente
direzione  del  Ministero  della difesa, di concerto con i competenti
dirigenti  dei Ministeri dell'interno, della giustizia, dell'economia
e  delle  finanze e delle politiche agricole, alimentari e forestali,
si  provvede  ad  adeguare  annualmente detta quota, sulla base delle
variazioni  percentuali  del  costo  della vita quale risulta ai fini
delle  rilevazioni ISTAT per i conti economici nazionali pubblicati a
marzo  di  ogni  anno  nella relazione sulla situazione economica del
Paese.  Gli  aumenti  decorrono dal 1° gennaio dell'anno successivo a
quello di rilevazione.
 
	        
	      
CAPO VI
ZONE MONUMENTALI DI GUERRA, PATRIMONIO STORICO
DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE, SEPOLCRETI DI GUERRA
SEZIONE I
ZONE MONUMENTALI DI GUERRA
                              Art. 252
           Individuazione delle zone monumentali di guerra

1.  Istituite  ai  sensi dell'abrogato regio decreto-legge 29 ottobre
1922,  n.  1386,  a  consacrazione nei secoli della gratitudine della
Patria  verso i figli che per la sua grandezza vi combatterono epiche
lotte nella guerra di redenzione 1915- 1918, le seguenti zone, scelte
fra  quelle  piu' legate a immortali fasti di gloria, sono dichiarate
monumentali  e  costituiscono demanio culturale gestito dal Ministero
della difesa:
a) Monte Pasubio;
b) Monte Grappa;
c) Monte Sabotino;
d) Monte San Michele.
2.  Sono  altresi'  zone  monumentali  di  guerra e demanio culturale
gestito dal Ministero della difesa:
a) la zona di Castel Dante in Rovereto;
b) la zona di Monte Cengio;
c) la zona di Monte Ortigara;
d)  la  zona  Punta Serauta della Marmolada, sita nel comune di Rocca
Pietore (Belluno).
 
	        
	      
                              Art. 253
           Delimitazione delle zone monumentali di guerra

1. Le zone monumentali di cui alle lettere a), b), c), e d) del comma
1 dell'articolo 252 sono cosi' delimitate:
a)  Pasubio:  sommita' del monte elevantesi sulla curva di livello di
2200  metri,  comprendente  il  Dente  Italiano,  la  cima Palom e il
cocuzzolo  immediatamente  a  Sud  di  detta  cima. Strada d'accesso:
rotabile  Ponte  Verde  (presso il Pian delle Fugazze) - colle Xomo -
Scarubbi - Porte Pasubio, indi mulattiera al Palom;
b)  Grappa: sommita' del monte al di sopra della quota di 1700 metri,
con  lo sprone della Nave, la galleria Vittorio Emanuele e la caserma
Milano,  esclusa  la parte meridionale su cui sorge la Madonnina e il
rifugio   del   Club   alpino.   Strada  d'accesso:  rotabile  Romano
Alto-Osteria del Campo-Monte Grappa;
c) Sabotino: sommita' del monte al di sopra della curva di livello di
520  metri  dal Sasso Spaccato a ovest, ai ruderi della chiesa di San
Valentino   (esclusi)  a  est.  Strada  d'accesso:  rotabile  Gunjace
Bala-bivio Ver-holje-Sabotino;
d) San Michele: sommita' del Monte al di sopra della curva di livello
di  250  metri con le cime 1, 2, 3 e 4 e il monumentino commemorativo
della  Brigata <<Ferrara>> a sud-est della cima 4. Strada d'accesso :
rotabile Peteano - San Michele - San Martino.
2. La delimitazione delle zone di cui al comma 2 dell'articolo 252 e'
effettuata  con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il
Ministro per i beni e le attivita' culturali.
 
	        
	      
                              Art. 254
                      Vigilanza e conservazione

1.  Le zone monumentali di cui alla presente sezione sono poste sotto
l'alta  sorveglianza  del  Ministero  della  difesa  -  Commissariato
generale  per le onoranze ai Caduti in guerra, che provvede alla loro
delimitazione,  custodia  e  conservazione,  alla  intangibilita' dei
monumenti   e  delle  opere  di  guerra  in  esse  esistenti  e  alla
manutenzione delle strade d'accesso.
2. Il Ministero della difesa - Commissariato generale per le onoranze
ai Caduti in guerra provvede a far erigere e a mantenere stele romane
nelle  localita'  del fronte di guerra - pur esse notevoli per azioni
svoltesi - sulle quali non e' stato collocato un particolare ricordo.
 
	        
	      
SEZIONE II
PATRIMONIO STORICO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
                              Art. 255
Principi generali sul patrimonio storico della Prima guerra mondiale

1.  La  Repubblica  riconosce  il  valore  storico  e culturale delle
vestigia della prima guerra mondiale.
2.  Lo  Stato  e le regioni, nell'ambito delle rispettive competenze,
promuovono  la  ricognizione,  la  catalogazione, la manutenzione, il
restauro,  la  gestione e la valorizzazione delle vestigia relative a
entrambe le parti del conflitto e in particolare di:
a)  forti,  fortificazioni  permanenti  e  altri  edifici e manufatti
militari;
b)  fortificazioni campali, trincee, gallerie, camminamenti, strade e
sentieri militari;
c)   cippi,   monumenti,   stemmi,  graffiti,  lapidi,  iscrizioni  e
tabernacoli;
d) reperti mobili e cimeli;
e) archivi documentali e fotografici pubblici e privati;
f)  ogni  altro  residuato avente diretta relazione con le operazioni
belliche.
3.  Per le finalita' di cui al comma 2, lo Stato e le regioni possono
avvalersi   di  associazioni  di  volontariato,  combattentistiche  o
d'arma.
4.  La  Repubblica  promuove,  particolarmente nella ricorrenza del 4
novembre,  la  riflessione  storica sulla prima guerra mondiale e sul
suo significato per il raggiungimento dell'unita' nazionale.
5.  Gli  interventi  di alterazione delle caratteristiche materiali e
storiche delle cose di cui al comma 2 sono vietati.
6. Alle cose di cui al comma 2, lettera c), si applicano gli articoli
50  e 169, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il
codice dei beni culturali e del paesaggio.
 
	        
	      
                              Art. 256
          Soggetti autorizzati a effettuare gli interventi

1.  Possono  provvedere direttamente agli interventi di ricognizione,
catalogazione,  manutenzione,  restauro,  gestione  e  valorizzazione
delle  cose  di  cui  all'articolo  255, in conformita' alla presente
sezione e alle leggi regionali:
a)  i  privati  in  forma  singola  o  associata, compresi comunanze,
regole, comitati e associazioni anche non riconosciute;
b)  i  comuni,  le  province, gli enti parco, altri enti pubblici e i
loro consorzi;
c) le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
d) lo Stato.
2. L'autorizzazione del Ministero per i beni e le attivita' culturali
per  gli  interventi  sulle cose di cui all'articolo 255 e' richiesta
solo quando si tratti di cose assoggettate alla tutela prevista per i
beni  culturali  dal  decreto  legislativo  22  gennaio  2004, n. 42,
recante  il  codice  dei  beni  culturali  e  del  paesaggio. Restano
tuttavia fermi il potere di cui all'articolo 28, comma 2, del decreto
legislativo  n.  42  del  2004,  le  competenze  in materia di tutela
paesistica,  nonche'  le  competenze del Ministero della difesa e del
Ministero dell'economia e delle finanze.
3.  I  soggetti,  pubblici  o  privati, che intendano provvedere agli
interventi di manutenzione, restauro, gestione e valorizzazione delle
cose  di  cui  all'articolo  255 ne danno comunicazione, corredata di
progetto esecutivo e di atto di assenso del titolare del bene, almeno
due   mesi   prima   dell'inizio  delle  opere,  alla  Soprintendenza
competente per territorio.
 
	        
	      
                              Art. 257
                         Compiti dello Stato

1.  Lo  Stato,  in relazione agli interventi di cui all'articolo 256,
comma 1:
a)  promuove,  coordina  e, ove necessario, realizza direttamente gli
interventi;
b)  promuove  la  collaborazione  con  gli  Stati le cui Forze armate
operarono sul fronte italiano o con gli Stati loro successori;
c) puo' promuovere o concorrere agli interventi che si svolgono fuori
del territorio nazionale.
 
	        
	      
                              Art. 258
    Competenze del Ministero per i beni e le attivita' culturali

1.  In  attuazione  dell'articolo  257,  il Ministero per i beni e le
attivita'  culturali,  nei  limiti  delle  risorse  destinate  a tali
finalita':
a)  promuove  la  ricognizione  e  la  catalogazione,  gli  studi, le
ricerche  e  la  redazione di cartografia tematica relativamente alle
cose di cui all'articolo 255;
b) definisce i criteri tecnico-scientifici per la realizzazione degli
interventi di cui all'articolo 256, comma 1;
c)  individua  le  priorita',  tenuto  conto  delle  iniziative  gia'
adottate dagli altri soggetti di cui all'articolo 256, comma 1;
d)  realizza direttamente gli interventi individuati come prioritari,
preferibilmente  ove  manchino  o  risultino inadeguate le iniziative
degli altri soggetti di cui all'articolo 256, comma 1;
e)  puo'  finanziare  le  iniziative  degli  altri  soggetti  di  cui
all'articolo  256,  comma 1, tenuto conto delle priorita' individuate
ai  sensi  della  lettera c) del presente comma e con le modalita' di
cui all'articolo 262;
f)  cura  un  programma  di  tutela  e  valorizzazione  degli archivi
pubblici, ivi compresi quelli militari, nonche' di quelli privati, al
fine  di  assicurarne  la  piu'  ampia  fruizione,  anche  attraverso
prestiti  e  mostre itineranti, promuovendo fra l'altro il recupero e
la conservazione, anche in copia, della documentazione storica;
g) vigila sull'attuazione degli interventi e in particolare su quelli
finanziati dallo Stato, anche avvalendosi di ispettori onorari.
2.  Presso  il Ministero per i beni e le attivita' culturali opera il
Comitato tecnico-scientifico speciale per il patrimonio storico della
Prima guerra mondiale.
3.  Il  Comitato e' nominato con decreto del Ministro per i beni e le
attivita'  culturali,  che  ne  disciplina altresi' il funzionamento,
escludendo  la  corresponsione di compensi ai componenti del Comitato
stesso.
4.  Il  Comitato esprime pareri e formula proposte ai Ministeri per i
beni e le attivita' culturali, degli affari esteri e della difesa per
quanto attiene all'attuazione della presente sezione. In particolare,
esprime  parere  obbligatorio  sugli  obiettivi  annuali definiti dai
citati  Ministeri  con  riferimento all'attuazione delle disposizioni
contenute nella presente sezione.
5. Il Comitato definisce:
a) i criteri tecnico-scientifici di cui al comma 1, lettera b);
b) le priorita' di cui al comma 1, lettera c);
c)  i criteri per l'assegnazione dei finanziamenti di cui al comma 1,
lettera e);
d) il programma di cui al comma 1, lettera f).
6. L'istituzione e il funzionamento del Comitato non comportano nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica.
 
	        
	      
                              Art. 259
                Competenze del Ministero della difesa

1.  Il  Ministero  della difesa, nei limiti delle risorse destinate a
tali finalita':
a)  puo'  realizzare  direttamente gli interventi di cui all'articolo
256,  comma  1,  o concorrere alla loro realizzazione, in particolare
mediante l'impiego delle truppe alpine;
b) cura gli archivi storici militari e collabora con il Ministero per
i  beni e le attivita' culturali nell'attuazione del programma di cui
all'articolo  258, comma 1, lettera f). A tal fine, fra gli obiettivi
dell'Ufficio  storico  dello Stato maggiore dell'Esercito italiano ha
carattere di priorita' la catalogazione informatica delle fonti della
prima guerra mondiale, negli archivi centrali e in quelli periferici.
 
	        
	      
                              Art. 260
            Competenze del Ministero degli affari esteri

1.  Nei limiti delle risorse destinate a tali finalita', il Ministero
degli  affari esteri, in collaborazione con il Ministero per i beni e
le  attivita'  culturali  e  il  Ministero  della  difesa, promuove e
coordina:
a)  la  partecipazione  degli Stati le cui Forze armate operarono sul
fronte  italiano o degli Stati loro successori alle iniziative di cui
all'articolo 255;
b) la partecipazione dell'Italia alle analoghe iniziative all'estero;
c)  la cooperazione di amministrazioni dello Stato, universita', enti
pubblici  e  soggetti  privati  con soggetti stranieri per la ricerca
storica sulla Prima guerra mondiale.
 
	        
	      
                              Art. 261
                      Competenze delle regioni

1.  Le  regioni a statuto ordinario, nelle materie di loro competenza
ai  sensi  dell'articolo  117  della  Costituzione  e  in quelle loro
delegate dalla legislazione vigente:
a)  promuovono  e  coordinano gli interventi di cui all'articolo 256,
comma  1,  svolti  da  privati  ed  enti  locali, tenendo conto delle
priorita' e assicurando la conformita' ai criteri tecnico-scientifici
definiti  ai  sensi  dell'articolo  258,  favorendo in particolare la
creazione   e   la   gestione  di  percorsi  storico-didattici  e  lo
svolgimento di attivita' formative e didattiche;
b)  possono  concorrere al finanziamento degli interventi di cui alla
lettera a);
c)  disciplinano  con  legge  l'attivita'  della  raccolta di reperti
mobili, fermo restando quanto previsto dagli articoli 263 e 264.
2.  Le  regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
di Bolzano perseguono le finalita' della presente sezione nell'ambito
delle  competenze  a esse spettanti ai sensi dei rispettivi Statuti e
delle  relative  norme di attuazione. A tal fine i finanziamenti alle
stesse  spettanti sono assegnati ai sensi dell'articolo 5 della legge
30 novembre 1989, n. 386. ((1))
----------------
AGGIORNAMENTO (1)
  Si  riporta,  in nota, il testo del comma 2 del presente articolo a
seguito  della  modifica  introdotta dall'avviso di rettifica in G.U.
01/06/2010, n. 126:
  "2.  Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento
e   di   Bolzano  perseguono  le  finalita'  della  presente  sezione
nell'ambito delle competenze a esse spettanti ai sensi dei rispettivi
Statuti   e  delle  relative  norme  di  attuazione.  A  tal  fine  i
finanziamenti  alle  stesse spettanti sono assegnati ((ai sensi delle
leggi vigenti.))" La suddetta modifica entra in vigore il 01/06/2010.
 
	        
	      
                              Art. 262
               Finanziamento statale degli interventi

1.  I soggetti di cui all'articolo 256, comma 1, lettere a), b) e c),
possono essere ammessi a contributi statali per gli interventi di cui
allo stesso comma.
2.  I  soggetti interessati presentano alla Soprintendenza competente
per territorio:
a)  il  progetto esecutivo corredato di piano finanziario, con l'atto
di assenso del titolare del bene;
b) una relazione tecnica dettagliata sulle procedure di conservazione
e  restauro  dei  manufatti  e  delle opere oggetto dell'intervento e
sulla  conformita' ai criteri tecnico-scientifici di cui all'articolo
258, comma 1, lettera b), con un programma temporale dei lavori;
c) l'indicazione nominativa del direttore responsabile dei lavori.
3. Il Ministero per i beni e le attivita' culturali, nei limiti delle
risorse  destinate  a  tale  finalita',  dispone  la  concessione del
contributo  entro  tre mesi dal ricevimento della domanda, sentiti il
Ministero  della  difesa  e l'amministrazione demaniale competente. A
tal fine tiene conto delle priorita' di cui all'articolo 258, nonche'
del  complesso  delle  richieste  presentate  e  dei  contributi gia'
erogati al richiedente da altri soggetti pubblici.
 
	        
	      
                              Art. 263
                       Reperti mobili e cimeli

1.  Chiunque  possieda  o rivenga reperti mobili o cimeli relativi al
fronte  terrestre  della  Prima  guerra  mondiale  di notevole valore
storico  o  documentario,  ovvero  possieda collezioni o raccolte dei
citati  reperti  o cimeli, ne da' comunicazione al sindaco del comune
nel  cui  territorio si trovano, entro sessanta giorni dalla data del
ritrovamento,  indicandone  la  natura,  la quantita' e, ove nota, la
provenienza.
 
	        
	      
                              Art. 264
                              Sanzioni

1.   Chiunque  esegua  interventi  di  modifica,  di  restauro  o  di
manutenzione sulle cose di cui all'articolo 255, comma 2, lettere a),
b),  c)  ed e), senza provvedere a quanto previsto dall'articolo 256,
comma  3,  e'  punito,  salvo  che il fatto costituisca reato, con la
sanzione amministrativa da euro 2.582,00 a euro 25.823,00.
2.  Se  dagli  interventi  indicati al comma 1 deriva la perdita o il
danneggiamento  irreparabile  delle cose ovvero in caso di esecuzione
di  interventi  di alterazione delle loro caratteristiche materiali o
storiche si applica, salvo che il fatto costituisca diverso reato, la
pena  dell'arresto da sei mesi a un anno e l'ammenda da euro 516,00 a
euro 25.823,00.
3.  Chiunque  non  ottemperi alle prescrizioni previste dall'articolo
263  e'  punito  con la sanzione amministrativa da euro 258,00 a euro
516,00.
 
	        
	      
SEZIONE III
SEPOLCRETI DI GUERRA ITALIANI
                              Art. 265
                      Nozione e qualificazione

1.  I  sepolcreti  di  guerra  sono comprensivi di cimiteri, ossari e
sacrari di guerra.
2.  Fatto  salvo  quanto  diversamente  disposto dalla sezione IV del
presente  capo  o  da accordi internazionali, i sepolcreti di guerra,
definitivamente  sistemati nel territorio nazionale, fanno parte, con
le loro dipendenze, del patrimonio dello Stato.
 
	        
	      
                              Art. 266
                           Organi e uffici

1.  Il  Commissario generale per le onoranze ai Caduti in guerra, nel
presente   capo   denominato  <<Commissario>>,  esercita  le  proprie
funzioni alla diretta dipendenza del Ministro della difesa.
2.  Al  Ministro  della difesa compete la nomina del Commissario e la
vigilanza  su  di  esso,  l'organizzazione  del  Commissariato,  e la
decisione  in  caso  di  dissenso  tra  il  Commissario  e  le  altre
amministrazioni  con  le  quali  questi  debba  prendere  accordi per
l'espletamento delle sue funzioni.
3.  Le indennita' dovute al Commissario sono stabilite con il decreto
di nomina.
4.  Alle  dipendenze  del Commissario opera l'ufficio centrale per la
cura e per le onoranze dei Caduti in guerra.
 
	        
	      
                              Art. 267
                             Competenze

1. Il Commissario e' competente in ordine a:
a)  la  sistemazione,  manutenzione e custodia dei cimiteri di guerra
esistenti  nel  territorio  dello  Stato  italiano, nonche' di quelli
esistenti all'estero contenenti salme di Caduti italiani;
b)  gli  accordi  anche direttamente con i rappresentanti dei governi
interessati  per  la  sistemazione  di  caduti ex nemici e alleati in
Italia e dei caduti italiani tumulati all'estero, in conformita' alle
disposizioni dei Trattati di pace;
c)  gli  accordi con le singole amministrazioni dello Stato e con gli
enti  locali  e,  tramite  il  Ministero  degli affari esteri, con le
rappresentanze dello Stato all'estero;
d)  la conservazione delle zone monumentali di guerra, la raccolta di
documentazioni  e cimeli, la diffusione di notizie sui caduti e sulle
vicende  belliche,  l'organizzazione  delle  visite e dell'assistenza
religiosa ai sepolcreti di guerra.
2.  Il  Commissario  e' competente per il censimento, la raccolta, la
sistemazione  provvisoria  e successiva sistemazione definitiva delle
salme:
a) dei militari italiani morti in conseguenza della Grande guerra dal
24 maggio 1915 al 31 ottobre 1920;
b)  dei  militari  e  militarizzati  italiani deceduti in conseguenza
della guerra, sia nel territorio metropolitano sia fuori di esso, dal
10  giugno  1940  al  15  aprile 1946, purche' per i militarizzati e'
accertato,  in  sede  di  liquidazione  della  pensione  di guerra ai
familiari, che la morte fu dovuta al servizio di guerra;
c)  dei  militari  e  civili  deceduti  in  stato  di  prigionia o di
internamento successivamente al 10 giugno 1940;
d)  dei partigiani e dei patrioti deceduti in conseguenza della lotta
di liberazione dopo l'8 settembre 1943;
e) di tutti i civili deceduti dopo l'8 settembre 1943 quali ostaggi o
per atti di rappresaglia;
f)  dei marittimi mercantili deceduti per fatto di guerra nel periodo
10 giugno 1940 -15 aprile 1946;
g)  dei militari, dei militarizzati e dei civili italiani deceduti in
conseguenza   di   eventi   di   guerra  nelle  ex  colonie  italiane
dell'Africa, del Dodecaneso e nella guerra di Spagna;
h)   dei   militari,   dei  militarizzati  e  volontari  deceduti  in
conseguenza  di  eventi bellici che hanno interessato anche gli Stati
preunitari a decorrere dal 4 marzo 1848;
i)  dei  militari e dei militarizzati deceduti durante le missioni di
pace.
3. Il Commissario provvede inoltre a:
a)  la  sistemazione  delle salme degli italiani appartenenti a Forze
armate  operanti  al  servizio  della  sedicente  repubblica  sociale
italiana, deceduti in conseguenza della guerra;
b)  la sistemazione provvisoria delle salme dei militari appartenenti
alle  Forze  armate delle Nazioni Unite deceduti in Italia durante la
guerra   1940-1945,  ove  non  vi  hanno  provveduto  direttamente  i
rispettivi   Stati   e  salva  la  competenza,  per  quanto  riguarda
l'impianto e la manutenzione di cimiteri destinati all'inumazione dei
militari  delle Forze armate delle Nazioni Unite caduti in territorio
italiano  durante  la  seconda  guerra  mondiale, del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti;
c)  alla  sistemazione delle salme dei militari degli eserciti nemici
caduti  in  Italia,  nei  limiti dell'articolo 4 della Convenzione di
Ginevra  del  27 luglio 1929 e di quanto altro stabilito nei trattati
di pace. ((1))
4.  Alle  sistemazioni di cui al comma 2 e di cui al comma 3, lettera
b) si fara' luogo se e in quanto i congiunti non vi hanno provveduto,
o  non  vi  provvedano  coi sussidi che il Commissario puo' mettere a
loro  disposizione di concerto con il Ministero dell'economia e delle
finanze.
5. I progetti tecnici delle opere da eseguirsi nei cimiteri di guerra
dello  Stato  italiano sono compilati, di regola, a cura dell'ufficio
centrale per le onoranze alle salme dei Caduti in guerra.
----------------
AGGIORNAMENTO (1)
  Si riporta, in nota, il testo del comma 3 , lettera c) del presente
articolo a seguito della modifica introdotta dall'avviso di rettifica
in G.U. 01/06/2010, n. 126:
  "c)  alla  sistemazione  delle  salme  dei  militari degli eserciti
nemici   caduti   in  Italia,  nei  limiti  dell'articolo  4  ((della
Convenzione  di  Ginevra  del  27  luglio  1929, ratificata dal regio
decreto-legge  23 ottobre 1930, n. 1615)) e di quanto altro stabilito
nei  trattati  di  pace."  La  suddetta  modifica  entra in vigore il
01/06/2010.
 
	        
	      
                              Art. 268
     Contratti per le sepolture militari in Italia e all'estero

1.  Il  Commissario  puo'  provvedere agli affidamenti in economia di
lavori,   servizi   e  forniture  relativi  alla  sistemazione  delle
sepolture militari, nei limiti consentiti dalla vigente legislazione.
2.  La  sistemazione  nei territori esteri delle salme dei militari e
civili  italiani  e'  di  regola affidata dal Commissario, tramite le
rappresentanze  diplomatiche o consolari italiane, a organizzazioni o
persone  esistenti  in  detti territori. Solo eccezionalmente possono
essere  inviate missioni all'estero per tale scopo, previa intesa con
il Ministero dell'economia e delle finanze.
3.  Per  quanto  riguarda  le  spese relative alla sistemazione delle
salme  di  italiani caduti o deceduti all'estero in conseguenza della
guerra,  e' data facolta' al Commissario di adottare provvedimenti in
deroga   alle  norme  di  contabilita'  dello  Stato  e  delle  spese
pubbliche.
4.  Agli atti e ai contratti stipulati ai sensi del presente articolo
e'  applicato  il  trattamento  tributario  stabilito  per gli atti e
contratti dello Stato.
 
	        
	      
                              Art. 269
  Affidamento della sistemazione provvisoria delle salme ai comuni

1.  Il  compito  della sistemazione provvisoria delle salme di cui al
comma  2  e  al  comma 3 dell'articolo 267 nei cimiteri comunali puo'
essere   affidato,   dal   Commissario  ovvero  dal  Ministero  delle
infrastrutture  e trasporti, nell'ambito delle rispettive competenze,
ai  singoli  Comuni,  con  l'osservanza  delle  direttive  generali e
particolari  impartite  di  intesa,  ove  occorra,  con  il Ministero
dell'interno.
2. In tal caso i Comuni hanno diritto al rimborso delle spese.
 
	        
	      
                              Art. 270
             Localizzazione delle aree ed espropriazione

1. Nella scelta delle localita' per la sistemazione dei sepolcreti di
guerra,  va acquisito il parere preventivo del Ministero per i beni e
le  attivita' culturali se si tratta di zone che, ai sensi del codice
dei  beni  culturali  e  del  paesaggio,  hanno interesse artistico o
archeologico, oppure di bellezza naturale o panoramica.
2.  All'eventuale espropriazione si applica l'articolo 51 del decreto
del  Presidente  della  Repubblica  8 giugno 2001, n. 327, recante il
testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
di  espropriazione  per  pubblica utilita'. Se necessario, il decreto
ministeriale  che  dichiara  la  pubblica  utilita' dichiara altresi'
l'indifferibilita'  e urgenza ai fini dell'articolo 22-bis del citato
testo unico.
 
	        
	      
                              Art. 271
Inventariazione e affidamento dei sepolcreti nel territorio nazionale

1.   I   sepolcreti,   previa   iscrizione   negli  inventari  tenuti
dall'amministrazione   finanziaria,   sono   dati  in  consegna,  ove
possibile,  a cura del Commissario mediante stipula di regolari atti,
ai  Comuni nel cui territorio si trovano, con l'obbligo di mantenerli
e custodirli in perpetuo.
2.     L'obbligo     dell'iscrizione     negli    inventari    tenuti
dall'amministrazione finanziaria si riferisce anche ai diritti di uso
costituiti  a  favore dello Stato su sepolcreti di guerra esistenti o
sistemati a cura dei Comuni o di altri enti locali.
3.  Le  salme  dei  Caduti  in  guerra  e nella lotta di liberazione,
sepolte  nei  cimiteri  civili,  sono  esenti  dai  normali  turni di
esumazione  previsti dal regolamento di polizia mortuaria, e i comuni
interessati  hanno  l'obbligo di conservarle fino a quando tali salme
non  sono  definitivamente  sistemate negli ossari o sacrari all'uopo
costruiti.
4. A richiesta dei comuni interessati e mediante apposite convenzioni
da  approvarsi  dal Ministro della difesa, di concerto con i Ministri
dell'interno  e  dell'economia  e  delle  finanze,  su  proposta  del
Commissario,  sono  stabilite le somme da corrispondere dallo Stato a
titolo  di  contributo  nelle  spese di manutenzione e custodia delle
opere  date  in  consegna  e  a  titolo  di contributo nelle spese di
manutenzione e custodia delle sepolture di cui al comma 3.
 
	        
	      
                              Art. 272
                Restituzione delle salme ai congiunti

  1.  Le  salme  definitivamente  sistemate  a  cura  del Commissario
possono  essere  concesse  ai  congiunti su richiesta e a spese degli
interessati. ((5))

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 272, comma 1 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "((1.  Le  salme  dei  Caduti  a suo tempo contemplati dall'abrogata
legge  9 gennaio 1951, n. 204, definitivamente sistemate)) a cura del
Commissario  possono  essere  concesse  ai congiunti su richiesta e a
spese degli interessati.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 273
                 Soppressione di cimiteri di guerra

1.  E'  in  facolta' del Commissario abolire i cimiteri di guerra che
per l'ubicazione, per ragioni tecniche e per altri motivi non offrano
la possibilita' di uno stabile assetto.
2.  I resti mortali esistenti nei cimiteri soppressi sono raccolti in
cimiteri  viciniori ovvero in appositi sacrari costruiti in localita'
opportunamente prescelte.
 
	        
	      
                              Art. 274
                       Altre norme applicabili

1.  Per  quanto non stabilito nella presente sezione, vanno osservate
le  disposizioni  relative  ai  cimiteri comuni stabilite dalla legge
sanitaria e dal regolamento di polizia mortuaria.
2.  Le  disposizioni  di  cui  all'articolo  338,  comma 1, del regio
decreto  27  luglio 1934, n. 1265, recante il testo unico delle leggi
sanitarie,  relative  a una distanza minima di 200 metri dei cimiteri
dai  centri abitati e in genere da ogni edificio, non si applicano ai
cimiteri  militari  di  guerra, quando siano trascorsi dieci anni dal
seppellimento dell'ultima salma.
 
	        
	      
                              Art. 275
Estensione  della  disciplina  dei  sepolcreti  di  guerra  a sacrari
                              nominati

1.  Sono equiparati a tutti gli effetti ai cimiteri di guerra, e sono
soggetti alla disciplina prevista nella presente sezione:
a) il Sacrario di Monte Zurrone (Roccaraso);
b) il Monumento sacrario dei 51 martiri di Leonessa (Rieti);
c)  il  Monumento  sacrario  dedicato  al  ricordo  dei  caduti e dei
dispersi  di tutte le guerre, denominato <<Ara Pacis Mundi>> di Medea
(Gorizia);
d)  il  Sacrario  nazionale  <<Mater  Captivorum>> di Melle, in Valle
Varaita (Cuneo);
e)  il  Tempio  Sacrario di Terranegra con il museo dell'ex internato
denominato <<Tempio nazionale dell'internato ignoto>> (Padova).
 
	        
	      
SEZIONE IV
CIMITERI DI GUERRA STRANIERI IN ITALIA E CIMITERI
DI GUERRA ITALIANI ALL'ESTERO
                              Art. 276
Acquisto  e  manutenzione  di  aree  cimiteriali per l'inumazione dei
militari  degli  eserciti  alleati  in  relazione  alla  prima guerra
                              mondiale

1.  Sono a carico dello Stato le spese per l'acquisto, l'occupazione,
delimitazione  e  manutenzione  in  perpetuo  dei terreni destinati a
cimiteri  per l'inumazione dei militari degli eserciti alleati, morti
per ferite o malattie durante la prima guerra mondiale.
2.  La  manutenzione di tali cimiteri puo' essere affidata ai comuni,
nel cui territorio siano situati, o anche ad altri enti, regolarmente
costituiti, che ne facciano richiesta. Le condizioni relative saranno
convenute fra il comune o l'ente e il Commissario di cui alla sezione
III.
3.  L'impianto  di  ciascun  cimitero,  in  localita' prescelta dalle
autorita'   militari   interessate,  e'  approvato  con  decreto  del
prefetto,  sentita  la  giunta  comunale,  su parere favorevole della
competente   azienda   sanitaria   locale,   senza  alcuna  ulteriore
formalita'.
4.  Per  quanto  non  diversamente disposto nel presente articolo, si
applicano le norme di cui alla sezione III del presente capo.
 
	        
	      
                              Art. 277
Salvezza di Trattati internazionali in materia di cimiteri di guerra

1.  Sono  fatte  salve  le  leggi  di autorizzazione alla ratifica di
accordi  internazionali,  comunque denominati, in materia di cimiteri
di  guerra stranieri in Italia, o di cimiteri italiani all'estero, e,
segnatamente, a titolo esemplificativo:
a)  il  decreto  legislativo  22  febbraio  1948,  n. 88 e la legge 6
ottobre 1951, n. 1577, relativi ai cimiteri di guerra statunitensi;
b)  la  legge 2 febbraio 1955, n. 262, relativa ai cimiteri di guerra
di militari di Paesi del Commonwealth;
c)  la  legge  12 agosto 1957, n. 801, relativa ai cimiteri di guerra
della  Repubblica  Federale  di  Germania  in Italia e ai cimiteri di
guerra italiani in Germania;
d)  la  legge  30 luglio 1973, n. 485, relativa ai cimiteri di guerra
della  ex  Jugoslavia  in Italia e ai cimiteri di guerra italiani nel
territorio della ex Jugoslavia;
e)  la  legge  28 aprile 1976, n. 400, relativa ai cimiteri di guerra
francesi in Italia e italiani in Francia.
 
	        
	      
CAPO VII
ALLOGGI DI SERVIZIO
SEZIONE I
ALLOGGI DI SERVIZIO DI TIPO ECONOMICO
                              Art. 278
                       Disciplina applicabile

1.  Agli  alloggi  di  servizio  di  tipo  economico  si applicano le
disposizioni della presente sezione.
 
	        
	      
                              Art. 279
              Classificazione degli alloggi di servizio

1.  In  relazione  alle  esigenze  da  soddisfare,  gli alloggi della
presente sezione sono cosi' classificati:
a) alloggi di servizio gratuito per consegnatari e custodi (ASGC);
b)  alloggi  di  servizio  connessi  all'incarico con o senza annessi
locali di rappresentanza (ASIR-ASI);
c) alloggi di servizio di temporanea sistemazione per le famiglie dei
militari (AST);
d) alloggi di servizio per esigenze logistiche del personale militare
in   transito  (APP)  o  imbarcato  (SLI)  e  relativi  familiari  di
passaggio;
e)  alloggi  collettivi  di servizio nell'ambito delle infrastrutture
militari   per  ufficiali,  sottufficiali  e  volontari  in  servizio
permanente destinati nella sede (ASC).
 
	        
	      
                              Art. 280
                            Alloggi ASGC

1.  L'alloggio  gratuito di cui al comma 1, lettera a), dell'articolo
279  puo'  essere  concesso unicamente al personale dipendente cui e'
affidata,   in   modo   continuativo,  la  custodia  dell'edificio  o
dell'impianto  nel  quale  insiste  l'alloggio,  nonche' al personale
militare  e  civile  cui  siano  affidate  in  modo continuativo, con
provvedimento  formale,  mansioni  di  consegnatario  di  deposito  o
magazzino isolato e che alloggia sul posto.
2.  La  concessione  dell'alloggio  e'  disposta dai comandi militari
territoriali, dai comandi in capo di dipartimento militari marittimi,
dai  comandi  militari  marittimi  e  dai  comandi  di regione aerea,
secondo  le direttive impartite al riguardo dagli organi centrali del
Ministero della difesa.
3.  Della  concessione  e'  data notizia al Ministero dell'economia e
delle finanze.
4.  La  concessione  scade  con la cessazione dell'incarico dal quale
l'utente trae titolo.
5.   Sono   a  carico  dell'amministrazione  militare  le  spese  per
l'illuminazione,  l'acqua,  il  canone telefonico, il riscaldamento e
per eventuali altri servizi necessari.
 
	        
	      
                              Art. 281
                             Alloggi ASI

1.  Gli alloggi di cui al comma 1, lettera b), dell'articolo 279 sono
assegnati  al  personale  dipendente  cui sono affidati incarichi che
richiedono l'obbligo di abitare presso la localita' di servizio.
2.  Con  il  regolamento il Ministro della difesa stabilisce, in base
alle  esigenze  operative  con  uniforme  indirizzo  interforze,  gli
incarichi  che  per  necessita'  funzionali richiedono l'assegnazione
dell'alloggio di servizio.
3.  La  concessione  decade con la cessazione dell'incarico dal quale
l'utente trae titolo.
 
	        
	      
                              Art. 282
                            Alloggi ASIR

1.  Gli  alloggi  di  cui  al comma 1, lettera b), dell'articolo 279,
quando sono assegnati a titolari di incarichi che comportano obblighi
di  rappresentanza,  sono dotati di locali appositamente predisposti,
annessi agli alloggi stessi.
2.  Tali  locali  rimangono nella disponibilita' dell'amministrazione
militare cui fanno carico tutte le relative spese.
3.  Gli  incarichi  che  comportano obblighi di rappresentanza sono i
seguenti:
a)  Capo  di  stato  maggiore della difesa; Capi e Sottocapi di stato
maggiore di Forza armata; Segretario generale della difesa;
b)   comandanti   militari  territoriali,  di  dipartimento  militare
marittimo, militari marittimi autonomi, di regione aerea;
c) eventuali altri incarichi indicati con il regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 283
                             Alloggi AST

1. Gli alloggi di servizio di temporanea sistemazione per le famiglie
dei  militari  di cui al comma 1, lettera c), dell'articolo 279, sono
assegnati  in  base  a  criteri  di  rotazione  e  secondo  modalita'
stabilite  con il regolamento, al personale che presta servizio nella
localita' in cui e' situato l'alloggio.
 
	        
	      
                              Art. 284
                          Alloggi APP e SLI

1.   Gli  alloggi  di  servizio  di  cui  al  comma  1,  lettera  d),
dell'articolo  279, sono predisposti in funzione di motivate esigenze
di servizio.
 
	        
	      
                              Art. 285
                            Alloggi ASC.

1.   Gli  ufficiali,  i  sottufficiali  e  i  volontari  in  servizio
permanente  possono  usufruire  dei  locali  che,  nell'ambito  delle
infrastrutture  militari,  sono destinati ad alloggiamenti collettivi
di servizio.
2.  Non  sono  considerati  alloggi  collettivi  di  servizio  quelli
costituiti   in   baracche,  attendamenti  o  in  altre  sistemazioni
analoghe,  come pure le sistemazioni predisposte per il personale che
ha l'obbligo di alloggiare in caserma.
 
	        
	      
                              Art. 286
                      Determinazione dei canoni

1. Il regolamento fissa i criteri per la determinazione dei canoni di
concessione,  sulla  base  delle  disposizioni  di  legge  vigenti in
materia  di  determinazione  dell'equo  canone;  su  tali  criteri e'
acquisito  il  concerto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti  e del Ministro dell'economia e delle finanze. Il canone e'
aggiornato,  annualmente,  in  misura  pari  al  75  per  cento della
variazione    accertata   dall'Istituto   nazionale   di   statistica
dell'ammontare  dei  prezzi al consumo per le famiglie degli operai e
impiegati,   verificatasi   nell'anno  precedente,  con  decreto  del
Ministro della difesa, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle
finanze.
2.  Ferma  restando  la  gratuita'  degli  alloggi di cui al comma 1,
lettera  a),  dell'articolo  279,  e l'esclusione di quelli di cui al
comma  1,  lettera  b),  del  medesimo  articolo,  il  cui  canone e'
determinato  dal  Ministro  della  difesa  con  il  regolamento, alla
concessione  di  alloggi  costituenti  il  patrimonio abitativo della
difesa si applica un canone determinato ai sensi del comma 1, ovvero,
se  piu'  favorevole  all'utente,  un  canone pari a quello derivante
dall'applicazione della normativa vigente in materia di equo canone.
3.  Agli  utenti  non  aventi  titolo alla concessione dell'alloggio,
fermo  restando  per l'occupante l'obbligo di rilascio, e' applicato,
anche  se  in  regime  di proroga, un canone pari a quello risultante
dalla  normativa  sull'equo canone maggiorato del venti per cento per
un  reddito  annuo lordo complessivo del nucleo familiare fino a euro
30.987,00  e  del  cinquanta  per  cento  per  un reddito lordo annuo
complessivo    del    nucleo    familiare    oltre   detto   importo.
L'amministrazione  della  difesa  ha  facolta'  di concedere proroghe
temporanee secondo le modalita' definite con il regolamento.
4.  Agli  utenti,  che  si  trovano  nelle  condizioni  eventualmente
previste  dal  decreto ministeriale di cui all'articolo 306, comma 2,
si  applica  un  canone  pari  a  quello  risultante  dalla normativa
sull'equo canone senza maggiorazioni.
 
	        
	      
                              Art. 287
       Modalita' di riscossione del canone e sua destinazione

1.   Il   canone   e'   trattenuto   sulle   competenze  mensili  del
concessionario  e versato in tesoreria con imputazione al bilancio di
entrata dello Stato.
2.  Il  cinquanta per cento dell'importo relativo e' riassegnato allo
stato  di previsione del Ministero della difesa; la quota parte delle
risorse  complessivamente  derivanti all'amministrazione della difesa
ai sensi del presente articolo e' destinata, nella misura dell'85 per
cento,  alla  manutenzione  degli alloggi di servizio e, nella misura
del 15 per cento, al fondo - casa.
3.  Il Ministro della difesa emana con il regolamento le norme per la
gestione e utilizzo del fondo - casa, sentito il parere delle sezioni
del Consiglio centrale di rappresentanza interessate.
 
	        
	      
                              Art. 288
        Altri oneri a carico del concessionario dell'alloggio

1.  Oltre  al  canone  mensile,  sono  a  carico  del  concessionario
dell'alloggio  di  cui al comma 1, lettere b) e c), dell'articolo 279
le piccole riparazioni previste dall'articolo 1609 del codice civile,
il  consumo di acqua, luce e riscaldamento dell'alloggio ed eventuali
altri servizi necessari. Il concessionario provvede direttamente alle
piccole riparazioni di cui sopra.
2.  Sono  ripartite tra i concessionari, in rapporto alla consistenza
millesimale  dell'alloggio,  le  spese di gestione e di funzionamento
degli ascensori e montacarichi, della pulizia delle parti in comune e
della loro illuminazione.
 
	        
	      
                              Art. 289
                          Retta giornaliera

1.  I  concessionari  degli alloggi di servizio di cui ai al comma 1,
lettere  d)  ed e), dell'articolo 279 sono tenuti al pagamento di una
retta  giornaliera commisurata ai costi di gestione dei servizi e per
l'uso  della  mobilia,  secondo  le disposizioni da stabilirsi con il
regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 290
                       Altre norme applicabili

1.  Per  tutto  quanto  non  previsto  nella presente sezione e nelle
relative   norme   regolamentari,  l'assegnazione  degli  alloggi  e'
assoggettata al regime delle concessioni amministrative.
 
	        
	      
                              Art. 291
                     Estensione della disciplina

1.  Le  disposizioni  di cui alla presente sezione si applicano anche
agli  alloggi  costruiti  o  acquistati  in base alla legge 16 aprile
1974,  n.  173,  e a tutti gli altri alloggi di cui all'articolo 231,
comma  4,  diversi da quelli realizzati ai sensi della sezione II del
presente capo.
 
	        
	      
                              Art. 292
Assegnazione  provvisoria di alloggi di servizio a personale di Forze
                            armate estere

1.  Per  sopperire  a  temporanee  esigenze organizzative dei comandi
internazionali   operanti   nel   territorio  nazionale  e'  facolta'
dell'amministrazione   della  difesa  assegnare  temporaneamente  gli
alloggi  di  cui  alla presente sezione, alle medesime condizioni ivi
previste  e  fatte  salve  le prioritarie esigenze delle Forze armate
nazionali,  a  personale appartenente a Forze armate estere impiegato
presso i predetti comandi.
 
	        
	      
                              Art. 293
        Disciplina transitoria per gli utenti di alloggi AST

1. In via transitoria ed eccezionale, per preminenti ragioni sociali,
gli utenti che perdono il titolo a occupare l'alloggio di servizio di
temporanea  sistemazione  permangono  nello  stesso per un periodo di
tempo limitato e definito con il regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 294
                         Norme di attuazione

1. Il regolamento detta:
a)  le norme per la classificazione e la ripartizione tra ufficiali e
sottufficiali degli alloggi;
b)  le modalita' di assegnazione degli alloggi stessi; il calcolo del
canone e degli altri oneri;
c) i tempi di adeguamento dei canoni per gli alloggi preesistenti;
d)  la  formazione  delle  graduatorie con particolare riferimento al
punteggio  che  e' determinato in base alla composizione e al reddito
del  nucleo  familiare,  nonche'  ai  benefici  gia'  goduti  o  alle
condizioni di disagio di arrivo in una nuova sede;
e)  la  composizione,  d'intesa  con  gli organi della rappresentanza
militare, di commissioni per l'assegnazione degli alloggi stessi.
2.  L'organo  nazionale  della  rappresentanza  militare  e' chiamato
preventivamente  a  esprimere  il  parere  sulle  norme regolamentari
emanate ai sensi del presente articolo.
 
	        
	      
SEZIONE II
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE E DI ASSEGNAZIONE DEGLI ALLOGGI
DI SERVIZIO AI MILITARI DELL'ARMA DEI CARABINIERI
                              Art. 295
              Criteri di classificazione degli alloggi

  1.  Il  Ministro  della  difesa di concerto con quello dell'interno
stabilisce,   con   il   regolamento,   sulla   base  delle  esigenze
rappresentate  dal  Comando  generale  dell'Arma  dei  carabinieri, i
criteri  per  la  classificazione  degli  alloggi  di  servizio nelle
seguenti categorie:
    a) alloggi di servizio gratuiti connessi all'incarico;
    b) alloggi di servizio in temporanea concessione.
  2.  La  concessione  dell'alloggio  di  servizio di cui al comma 1,
lettera   a)  e'  autorizzata  dal  Comando  generale  dell'Arma  dei
carabinieri e decade con la cessazione dell'incarico.
  3.  I criteri per la determinazione dei canoni di concessione degli
alloggi  di  cui  alla  lettera  b) del comma 1 sono stabiliti con il
regolamento sulla base delle disposizioni di legge vigenti in materia
di definizione dell'equo canone; sulle relative norme e' acquisito il
concerto   con   quello   dell'interno.   Il  canone  e'  aggiornato,
annualmente,  in  misura  pari  al  75  per  cento  della  variazione
accertata  dall'Istituto  nazionale  di statistica dell'ammontare dei
prezzi   al  consumo  per  le  famiglie  degli  operai  e  impiegati,
verificatasi  nell'anno  precedente,  con  decreto del Ministro della
difesa,  d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze e con
il Ministro dell'interno. ((5))

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 295, comma 3 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "3.  I criteri per la determinazione dei canoni di concessione degli
alloggi  di  cui  alla  lettera  b) del comma 1 sono stabiliti con il
regolamento sulla base delle disposizioni di legge vigenti in materia
di  definizione  dell'equo  canone; sulle relative norme e' acquisito
((il   concerto   con   il  Ministro  dell'interno.))  Il  canone  e'
aggiornato,  annualmente,  in  misura  pari  al  75  per  cento della
variazione    accertata   dall'Istituto   nazionale   di   statistica
dell'ammontare  dei  prezzi al consumo per le famiglie degli operai e
impiegati,   verificatasi   nell'anno  precedente,  con  decreto  del
Ministro della difesa, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle
finanze e con il Ministro dell'interno.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 296
Criteri di assegnazione degli alloggi e di determinazione del canone

1.  Il Ministro della difesa di concerto con quello dell'interno, con
proprio decreto, emana le norme regolamentari per la ripartizione tra
ufficiali,  sottufficiali,  appuntati  e carabinieri degli alloggi di
cui  alla  lettera b) dell'articolo 295, le modalita' di assegnazione
degli  alloggi  stessi,  il calcolo del canone e degli altri oneri, i
tempi  di  adeguamento  dei  canoni  per gli alloggi preesistenti, la
formazione   delle   graduatorie,   con  particolare  riferimento  al
punteggio,  che e' determinato in base alla composizione e al reddito
del  nucleo  familiare,  nonche'  ai  benefici  gia'  goduti  o  alle
condizioni di disagio di arrivo in una nuova sede, e la composizione,
d'intesa con gli organi della rappresentanza militare, di commissioni
per  l'assegnazione  degli alloggi stessi. Sono comunque a carico del
concessionario, che vi provvede direttamente, le spese per le piccole
riparazioni  di  cui  all'articolo 1609 del codice civile, nonche' le
spese  per il consumo di acqua, luce e riscaldamento dell'alloggio ed
eventuali  altri  servizi  necessari,  ivi comprese, in rapporto alla
consistenza   millesimale  dell'alloggio,  le  spese  di  gestione  e
funzionamento  degli  ascensori,  di  pulizia delle parti in comune e
della  loro  illuminazione. Il Consiglio centrale di rappresentanza -
Arma  dei  carabinieri  e'  chiamato  preventivamente  a esprimere il
parere  sulle  norme  regolamentari  emanate  ai  sensi  del presente
articolo, da comunicare al Comando generale dell'Arma dei carabinieri
entro il termine di quindici giorni dalla richiesta, termine oltre il
quale il parere si intende acquisito.
 
	        
	      
SEZIONE III
ALLOGGI DI SERVIZIO CONNESSI AL NUOVO MODELLO DELLE FORZE ARMATE
                              Art. 297
Programma   pluriennale  per  gli  alloggi  di  servizio  costituenti
   infrastrutture militari e opere destinate alla difesa nazionale

1.  In  relazione  alle  esigenze derivanti dalla riforma strutturale
connessa  al  nuovo  modello  delle  Forze  armate,  conseguito  alla
sospensione  del  servizio  obbligatorio  di leva, il Ministero della
difesa    predispone,    con    criteri    di   semplificazione,   di
razionalizzazione   e  di  contenimento  della  spesa,  un  programma
pluriennale  per  la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di
alloggi di servizio di cui all'articolo 231, comma 4.
2.  Ai  fini  della realizzazione del programma di cui al comma 1, il
Ministero della difesa procede all'individuazione di tre categorie di
alloggi di servizio:
a)  alloggi  da assegnare al personale per il periodo di tempo in cui
svolge  particolari  incarichi  di  servizio  richiedenti la costante
presenza del titolare nella sede di servizio;
b)  alloggi  da assegnare per una durata determinata e rinnovabile in
ragione delle esigenze di mobilita' e abitative;
c)  alloggi  da  assegnare  con  possibilita'  di opzione di acquisto
mediante riscatto.
3.  Ai  fini  della realizzazione del programma di cui al comma 1, il
Ministero  della  difesa  puo'  inoltre procedere alla concessione di
lavori  pubblici  di  cui  agli  articoli  153 e seguenti del decreto
legislativo  12  aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti
pubblici  relativi  a  lavori,  servizi e forniture, con le modalita'
previste  dal regolamento, prevedendo, a tal fine, la possibilita' di
cessione,  a  titolo  di  prezzo,  di  beni  immobili in uso non piu'
necessari  ai  fini istituzionali, individuati d'intesa con l'Agenzia
del  demanio  e  ulteriori  rispetto a quelli da individuare ai sensi
dell'articolo  307,  comma 2, nonche' la destinazione della totalita'
dei  canoni  degli  alloggi  di servizio realizzati in attuazione del
programma   fino   al  termine  della  concessione,  con  conseguente
cessazione  della sospensione delle vigenti disposizioni normative in
materia  di  riparto dei proventi derivanti dai canoni di concessione
degli alloggi di servizio delle Forze armate.
4.  Le  norme  di  attuazione  per  la  realizzazione  del  programma
infrastrutturale  di  cui  al  presente  articolo  sono  dettate  dal
regolamento.  Sullo  schema  di  tali  norme  e' sentito il Consiglio
centrale  di  rappresentanza  e  acquisito il parere delle competenti
Commissioni parlamentari.
 
	        
	      
SEZIONE IV
PROVVIDENZE IN FAVORE DEI MILITARI DI CARRIERA AL FINE
DELL'ACQUISTO O LOCAZIONE DI ALLOGGI
                              Art. 298
           Modalita' inerenti il requisito della residenza

1.  Ai  soli  fini  dell'accesso  dei  militari  di carriera ai mutui
agevolati  per l'edilizia residenziale previsti dalle disposizioni di
legge  vigenti  in  materia,  non  e'  richiesto  il  requisito della
residenza nel comune ove sorge la costruzione.
2.  I  militari di carriera possono in ogni momento predeterminare la
residenza  che  intendono  eleggere  nel momento in cui lasceranno il
servizio,  con dichiarazione irrevocabile resa dinanzi al sindaco del
comune  ove  la  residenza  viene  prescelta,  che ne prende nota nei
registri anagrafici.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, si applicano, limitatamente
all'acquisto  o  all'assegnazione  in  proprieta' della prima casa, a
decorrere  dal  1°  gennaio  1979,  a  tutte  le cooperative edilizie
costituite  tra  gli  appartenenti  alle Forze armate, al Corpo della
Guardia  di  finanza  e  alle  Forze di polizia a ordinamento civile,
comunque  finanziate, anche dallo Stato, comprese quelle disciplinate
dal   testo   unico  delle  disposizioni  sull'edilizia  popolare  ed
economica,  di  cui  al regio decreto 28 aprile 1938, n. 1165. Non e'
richiesto  il  requisito  della  residenza  nel  comune  ove sorge la
costruzione,   anche   ai   fini   dell'assegnazione   in  proprieta'
individuale,  ai sensi dell'articolo 9 della legge 30 aprile 1999, n.
136,  degli  alloggi  gia'  realizzati  a  proprieta'  indivisa dalle
cooperative di cui al presente comma, fruenti comunque del contributo
erariale.  I  benefici  derivanti dal presente comma si applicano nei
limiti degli stanziamenti autorizzati dalla legislazione vigente.
 
	        
	      
                              Art. 299
Conservazione   dei   diritti   in  ordine  ad  alloggi  di  edilizia
  sovvenzionata in caso di trasferimento del militare ad altra sede

1.  Il  personale  militare  di carriera che ha inoltrato domanda per
ottenere   in   assegnazione   un   alloggio   di  edilizia  pubblica
sovvenzionata,  in  caso  di  trasferimento  in  altra  sede avvenuto
durante  in  periodo  nel  quale  e'  in servizio attivo, non perde i
diritti  precedentemente  maturati,  i  quali  sono  cumulati, previa
domanda   documentata,   nella   sede  o  nelle  sedi  di  successiva
destinazione.
2.  Ai  fini  della  assegnazione  di  alloggi  di  edilizia pubblica
sovvenzionata  al  personale  militare fruente di alloggi di servizio
nel  triennio precedente al collocamento a riposo, e' riconosciuto il
punteggio previsto per lo sfratto o l'ordine di sgombero per pubblica
utilita'.
 
	        
	      
CAPO VIII
DIRITTI DI PROPRIETA' INDUSTRIALE DELLE FORZE ARMATE
                              Art. 300
        Diritti di proprieta' industriale delle Forze armate

1. Le Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, hanno il diritto
all'uso  esclusivo  delle  proprie  denominazioni, dei propri stemmi,
degli  emblemi  e  di ogni altro segno distintivo. Il Ministero della
difesa,   anche  avvalendosi  della  Difesa  Servizi  s.p.a.  di  cui
all'articolo  535,  puo'  consentire  l'uso  anche  temporaneo  delle
denominazioni, degli stemmi, degli emblemi e dei segni distintivi, in
via  convenzionale ai sensi dell'articolo 26 del codice dei contratti
pubblici  relativi  a  lavori, servizi e forniture, di cui al decreto
legislativo  12  aprile  2006,  n.  163, nel rispetto delle finalita'
istituzionali  e  dell'immagine  delle  Forze armate. Si applicano le
disposizioni contenute negli articoli 124, 125 e 126 del codice della
proprieta'  industriale  di  cui  al  decreto legislativo 10 febbraio
2005, n. 30, e successive modificazioni.
2.  Salvo  che  il  fatto  costituisca  piu'  grave  reato,  chiunque
fabbrica,  vende,  espone, adopera industrialmente ovvero utilizza al
fine di trarne profitto le denominazioni, gli stemmi, gli emblemi e i
marchi  di  cui al comma 1 in violazione delle disposizioni di cui al
medesimo  comma  e'  punito  con  la  multa  da  euro 1.000,00 a euro
5.000,00.
3.  Le  disposizioni  contenute  nel  comma  2  non  si  applicano ai
collezionisti  e  agli amatori che operano per finalita' strettamente
personali e non lucrative.
4. Con il regolamento, su cui per tale parte e' acquisito il concerto
del  Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell'economia e
delle  finanze,  sono  individuati  le denominazioni, gli stemmi, gli
emblemi  e  gli  altri segni distintivi di cui al comma 1, nonche' le
specifiche  modalita'  attuative,  con riferimento alle Forze armate,
compresa l'Arma dei carabinieri.
 
	        
	      
TITOLO III
ACCESSO DI PARLAMENTARI A STRUTTURE MILITARI
                              Art. 301
          Visite dei parlamentari nelle strutture militari

1.  I  membri del Parlamento possono visitare senza autorizzazione le
strutture  militari  della  Difesa e ogni altro luogo e zona militare
ovvero  le installazioni, fisse o mobili, che ospitano corpi, reparti
o comunque personale delle Forze armate.
2.  Le  visite  sono  annunciate con preavviso di almeno ventiquattro
ore,  inviato  al  Ministro  della  difesa. Le aree riservate possono
essere visitate previa specifica autorizzazione.
3.   Le   visite  si  svolgono  secondo  le  modalita'  definite  dal
regolamento,   tali  comunque  da  non  interferire  con  la  normale
attivita' di servizio e con la funzionalita' delle strutture.
 
	        
	      
                              Art. 302
            Strutture militari straniere e plurinazionali

1.  Le  visite  a  strutture  militari  straniere o plurinazionali in
territorio  italiano  sono  autorizzate  dal  Ministro  della difesa,
sentito  il  Ministro degli affari esteri, previa specifica richiesta
allo  stesso  Ministro  della difesa, che si pronuncia nel termine di
venti giorni.
2. Con apposite convenzioni tra le parti interessate sono regolate le
modalita' delle visite previste dal presente articolo.
 
	        
	      
                              Art. 303
      Acquisizione di informazioni e partecipazione alle visite

1.  Nel  corso della visita i membri del Parlamento, accompagnati dal
comandante  o  dal direttore oppure dal rispettivo delegato, ricevono
tutte  le  informazioni,  non classificate, relative alla struttura o
alla  installazione;  possono  incontrare  il  personale militare e i
dipendenti civili.
 
	        
	      
                              Art. 304
                        Stabilimenti di pena

1.  Per le visite agli stabilimenti di pena militari si applicano gli
articoli  301  e  303.  Nel corso delle visite i parlamentari possono
incontrare i detenuti.
 
	        
	      
                              Art. 305
                       Accesso senza preavviso

1. In caso di richiesta di accesso non preannunciata, da parte di una
delegazione  di  parlamentari o di singoli parlamentari, i membri del
Parlamento  sono  ricevuti  dal comandante o dal direttore oppure, in
loro assenza, dall'ufficiale piu' elevato in grado presente presso la
struttura  o  l'installazione  militare,  che  riceve  gli  ospiti  e
fornisce  le  relative  informazioni  di carattere non classificato e
notizie di interesse per il parlamentare, senza procedere alla visita
della struttura.
 
	        
	      
TITOLO IV
VALORIZZAZIONE E DISMISSIONE DI BENI IMMOBILI E MOBILI
CAPO I
DISMISSIONI DI BENI IMMOBILI E CESSIONI DI BENI MOBILI
                              Art. 306
  Dismissione degli alloggi di servizio del Ministero della difesa

1.  Alla  dismissione  degli  alloggi di servizio del Ministero della
difesa  non realizzati su aree ubicate all'interno di basi, impianti,
installazioni militari o posti al loro diretto e funzionale servizio,
si applicano le disposizioni del presente articolo.
2.  Entro  il  31  marzo  di  ciascun  anno, il Ministro della difesa
definisce  con  proprio  decreto  il  piano  annuale  di gestione del
patrimonio  abitativo  della  Difesa, con l'indicazione dell'entita',
dell'utilizzo  e della futura destinazione degli alloggi di servizio,
nonche'  degli  alloggi  non  piu'  ritenuti  utili  nel quadro delle
esigenze  dell'amministrazione  e  quindi  transitabili  in regime di
locazione ovvero alienabili, anche mediante riscatto. Il piano indica
altresi'  i  parametri  di  reddito  sulla base dei quali gli attuali
utenti degli alloggi di servizio, ancorche' si tratti di personale in
quiescenza  o  di  coniuge  superstite  non  legalmente  separato ne'
divorziato, ovvero, se legalmente separato o divorziato, titolare, in
virtu'  del  provvedimento  di  separazione  o  divorzio,  ovvero del
provvedimento  giudiziale  provvisorio,  del diritto all'assegnazione
dell'alloggio  adibito  a  residenza familiare, possono mantenerne la
conduzione,  purche'  non  siano  proprietari  di  altro  alloggio di
certificata  abitabilita'.  Il  decreto e' comunicato entro lo stesso
termine  alle competenti Commissioni parlamentari. Con il regolamento
sono  fissati  i  criteri  e  le  modalita' di alienazione nonche' il
riconoscimento  del diritto di prelazione in favore del conduttore e,
in  caso  di  mancato  esercizio da parte dello stesso, in favore del
personale   militare   e   civile  del  Ministero  della  difesa  non
proprietario di altra abitazione. I proventi derivanti dalla gestione
o   vendita  del  patrimonio  alloggiativo  sono  utilizzati  per  la
realizzazione  di  nuovi alloggi di servizio e per la manutenzione di
quelli esistenti.
3.  Al  fine  della  realizzazione  del  programma pluriennale di cui
all'articolo  297, il Ministero della difesa provvede all'alienazione
della  proprieta',  dell'usufrutto o della nuda proprieta' di alloggi
non    piu'    ritenuti    utili    nel    quadro    delle   esigenze
dell'amministrazione,  in numero non inferiore a tremila, compresi in
interi  stabili  da alienare in blocco, con diritto di prelazione per
il  conduttore e, in caso di mancato esercizio da parte dello stesso,
per  il  personale  militare  e civile del Ministero della difesa non
proprietario  di  altra  abitazione  nella  provincia,  con prezzo di
vendita determinato d'intesa con l'Agenzia del demanio, ridotto nella
misura  massima  del  25 per cento e minima del 10 per cento, tenendo
conto  del  reddito del nucleo familiare, della presenza di portatori
di handicap tra i componenti di tale nucleo e dell'eventuale avvenuta
perdita del titolo alla concessione e assicurando la permanenza negli
alloggi  dei  conduttori  delle  unita'  immobiliari  e  del  coniuge
superstite,  alle  condizioni  di  cui  al comma 2, con basso reddito
familiare,   non  superiore  a  quello  determinato  con  il  decreto
ministeriale  di  cui  al  comma  2,  ovvero con componenti familiari
portatori  di  handicap,  dietro  corresponsione del canone in vigore
all'atto  della  vendita,  aggiornato  in base agli indici ISTAT. Gli
acquirenti  degli alloggi non possono rivenderli prima della scadenza
del  quinto  anno  dalla data di acquisto. I proventi derivanti dalle
alienazioni  sono  versati  all'entrata  del bilancio dello Stato per
essere  riassegnati  in  apposita  unita'  previsionale di base dello
stato di previsione del Ministero della difesa.
4.  Al  fine  di  accelerare il procedimento di alienazione di cui al
comma  3,  il  Ministero  della  difesa  puo'  avvalersi,  tramite la
Direzione  generale  dei  lavori  e  del  demanio,  dell'attivita' di
tecnici dell'Agenzia del demanio.
5.  Fatte salve le alienazioni con i procedimenti di cui al comma 2 e
di  cui  al  comma  3, gli alloggi di servizio individuati per essere
destinati   a  procedure  di  dismissione  in  virtu'  di  previgenti
disposizioni  normative,  restano  nella disponibilita' del Ministero
della difesa per l'utilizzo o per l'alienazione.
 
	        
	      
                              Art. 307
    Dismissioni di altri beni immobili del Ministero della difesa

  1.  Alla  dismissione  di  beni immobili del Ministero della difesa
diversi  da  quelli  di  cui all'articolo 306, si applica il presente
articolo.
  2. Il Ministero della difesa, sentita l'Agenzia del demanio, adotta
un   programma   di   razionalizzazione,  accorpamento,  riduzione  e
ammodernamento  del  patrimonio  infrastrutturale in uso, in coerenza
con il processo di pianificazione territoriale e urbanistica previsto
dalla  legislazione nazionale e regionale, allo scopo di favorirne la
riallocazione   in   aree   maggiormente  funzionali  per  migliorare
l'efficienza   dei  servizi  assolti,  e  individua,  con  le  stesse
modalita'  indicate  nel  primo periodo, immobili non piu' utilizzati
per finalita' istituzionali, da consegnare all'Agenzia del demanio ad
avvenuto  completamento  delle procedure di riallocazione concernente
il programma di cui al presente comma.
  3. Il programma di cui al comma 2:
  a)  individua, oltre gli immobili non piu' utilizzati, anche quelli
parzialmente  utilizzati  e  quelli  in uso all'amministrazione della
difesa   nei   quali   sono   tuttora   presenti   funzioni   altrove
ricollocabili;
  b)  definisce  le nuove localizzazioni delle funzioni, individuando
le opere da realizzare;
  c)    quantifica   il   costo   della   costruzione   ex   novo   e
dell'ammodernamento  delle  infrastrutture  individuate  e quello del
trasferimento delle funzioni nelle nuove localizzazioni;
  d)   stabilisce   le   modalita'   temporali   delle  procedure  di
razionalizzazione,  accorpamento,  riduzione  e  ammodernamento e del
successivo rilascio dei beni immobili non piu' in uso.
  4.  Le  infrastrutture militari, gli immobili e le porzioni di piu'
ampi  compendi  ancora  in uso al Ministero della difesa, individuati
nell'ambito del programma, sono consegnati all'Agenzia del demanio ad
avvenuta  riallocazione  delle  funzioni  presso  idonee e funzionali
strutture sostitutive. La riallocazione puo' avvenire mediante:
  a) la trasformazione e riqualificazione di altri immobili militari;
  b)  nuove  costruzioni,  da  realizzarsi  in  conformita'  con  gli
strumenti  urbanistici  e  salvaguardando  l'integrita' delle aree di
pregio  ambientale  anche  attraverso  il  ricorso  ad  accordi  o  a
procedure  negoziate con enti territoriali, societa' a partecipazione
pubblica  e soggetti privati, promosse dal Ministero della difesa, di
concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze;
  c) permuta ai sensi del comma 7.
  5.  Per consentire la riallocazione delle predette funzioni nonche'
per  le  piu'  generali  esigenze  di funzionamento, ammodernamento e
manutenzione e supporto dei mezzi, dei sistemi, dei materiali e delle
strutture   in  dotazione  alle  Forze  armate,  inclusa  l'Arma  dei
carabinieri,  si  utilizzano il fondo in conto capitale e il fondo di
parte corrente di cui all'articolo 619.
  6.  Gli  immobili  individuati  e  consegnati ai sensi del presente
articolo  entrano  a far parte del patrimonio disponibile dello Stato
per  essere  assoggettati  alle  procedure  di  valorizzazione  e  di
dismissione  di  cui  al  decreto-legge  25  settembre  2001, n. 351,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410,
e  alle  altre procedure di dismissioni previste dalle norme vigenti,
ovvero  alla  vendita  a  trattativa  privata  anche  in  blocco. Gli
immobili  individuati  sono  stimati  a cura dell'Agenzia del demanio
nello  stato  di fatto e di diritto in cui si trovano. L'elenco degli
immobili  individuati  e  consegnati  e' sottoposto al Ministro per i
beni  e  le  attivita'  culturali,  il  quale, nel termine di novanta
giorni  dalla  data  di  pubblicazione del decreto di individuazione,
provvede, attraverso le competenti soprintendenze, a verificare quali
tra  detti  beni siano soggetti a tutela ai sensi del codice dei beni
culturali  e  del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio
2004,  n. 42, dandone comunicazione al Ministro dell'economia e delle
finanze.  L'Agenzia  del  demanio  apporta  le  conseguenti modifiche
all'elenco degli immobili.
  7.  Nell'ambito  dei  processi  di razionalizzazione dell'uso degli
immobili  pubblici  e  al fine di adeguare l'assetto infrastrutturale
delle  Forze  armate  alle  esigenze  derivanti  dall'adozione  dello
strumento  professionale,  il Ministero della difesa puo' individuare
beni  immobili di proprieta' dello Stato mantenuti in uso al medesimo
dicastero  per  finalita'  istituzionali,  suscettibili di permuta di
beni  e  di  servizi  con  gli  enti  territoriali, con le societa' a
partecipazione  pubblica  e  con  i soggetti privati. Le procedure di
permuta  sono  effettuate  dal  Ministero  della difesa, d'intesa con
l'Agenzia   del   demanio,   nel   rispetto   dei  principi  generali
dell'ordinamento giuridico - contabile.
  8. Il divieto di dismissione temporanea per i beni immobili statali
assegnati  in  uso  gratuito  alle  amministrazioni  pubbliche  e  le
conseguenze  della  eventuale dismissione temporanea, rispettivamente
previsti  dai  primi  due  periodi  dell'articolo 1, comma 216, della
legge  27  dicembre 2006 n. 296, non si applicano ai beni immobili in
uso all'amministrazione della difesa affidati, in tutto o in parte, a
terzi  per  lo  svolgimento  di  attivita'  funzionali alle finalita'
istituzionali dell'amministrazione stessa.
  9.  E'  salvo quanto disposto dagli statuti delle Regioni a statuto
speciale  e  delle  Province  autonome di Trento e di Bolzano e dalle
pertinenti norme di attuazione relativamente al trasferimento di beni
della Difesa.
  10. Il Ministero della difesa - Direzione generale dei lavori e del
demanio, sentito il Ministero dell'economia e delle finanze - Agenzia
del  demanio,  individua,  con  uno  o  piu'  decreti,  gli  immobili
militari,  non  compresi negli elenchi di cui al comma 2, da alienare
secondo le seguenti procedure:
  a) le alienazioni, permute, valorizzazioni e gestioni dei beni, che
possono essere effettuate anche ai sensi dell'articolo 58 del decreto
legge  25 giugno 2008 n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008 n.
133,  in deroga alla legge 24 dicembre 1908, n. 783, e al regolamento
di  cui  al  regio decreto 17 giugno 1909, n. 454, nonche' alle norme
della  contabilita'  generale  dello Stato, fermi restando i principi
generali  dell'ordinamento  giuridico  -  contabile,  sono effettuate
direttamente  dal  Ministero  della  difesa  - Direzione generale dei
lavori    e   del   demanio   che   puo'   avvalersi   del   supporto
tecnico-operativo   di  una  societa'  pubblica  o  a  partecipazione
pubblica  con  particolare qualificazione professionale ed esperienza
commerciale nel settore immobiliare;
  b)  la determinazione del valore dei beni da porre a base d'asta e'
decretata  dal Ministero della difesa - Direzione generale dei lavori
e  del demanio, previo parere di congruita' emesso da una commissione
appositamente  nominata  dal  Ministro della difesa, presieduta da un
magistrato  amministrativo o da un avvocato dello Stato e composta da
rappresentanti  dei  Ministeri  della  difesa e dell'economia e delle
finanze,   nonche'   da   un   esperto   in  possesso  di  comprovata
professionalita'  nella  materia.  Dall'istituzione della Commissione
non  devono  derivare  nuovi  o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica  e  ai  componenti  della stessa non spetta alcun compenso o
rimborso spese;
  c)  i contratti di trasferimento di ciascun bene sono approvati dal
Ministero   della  difesa.  L'approvazione  puo'  essere  negata  per
sopravvenute   esigenze   di  carattere  istituzionale  dello  stesso
Ministero;
((d)  i  proventi  monetari  derivanti  dalle  procedure  di cui alla
lettera  a),  sono  destinati, previa verifica da parte del Ministero
dell'economia  e  delle  finanze della compatibilita' finanziaria con
gli  equilibri  di  finanza  pubblica, con particolare riferimento al
rispetto  del conseguimento, da parte dell'Italia, dell'indebitamento
netto  strutturale  concordato  in  sede di programma di stabilita' e
crescita:
    fino  al  42,5  per  cento,  al  Ministero della difesa, mediante
riassegnazione  in  deroga  ai  limiti previsti per le riassegnazioni
agli stati di previsione dei Ministeri, previo versamento all'entrata
del   bilancio   dello   Stato,  per  confluire,  nei  fondi  di  cui
all'articolo  619,  per  le  spese  di riallocazione di funzioni, ivi
incluse  quelle relative agli eventuali trasferimenti di personale, e
per  la  razionalizzazione del settore infrastrutturale della difesa,
nonche',  fino  alla  misura  del 10 per cento, nel fondo casa di cui
all'articolo  1836 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Alla
ripartizione  dei  citati  fondi si provvede con decreti del Ministro
della difesa, da comunicare, anche con mezzi di evidenza informatica,
al Ministero dell'economia e delle finanze;
    in  misura  non  inferiore  al  42,5  per  cento, all'entrata del
bilancio  dello  Stato  per  la successiva riassegnazione al fondo di
ammortamento dei titoli di Stato;
    in  un  range  tra  il  5  ed  il 15 per cento proporzionata alla
complessita'   ed  ai  tempi  di  valorizzazione,  agli  enti  locali
interessati,  secondo  la  ripartizione  stabilita  con  decreto  del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta del Ministro
dell'interno,  di  concerto  con  il  Ministro  dell'economia e delle
finanze.  Ove non sia assegnata la percentuale massima, la differenza
viene  distribuita  in  parti uguali alle percentuali di cui ai primi
due punti;))
  e)  le  alienazioni  e  permute dei beni individuati possono essere
effettuate  a  trattativa  privata,  se  il  valore del singolo bene,
determinato  ai  sensi  del presente comma, lettera b) e' inferiore a
euro 400.000,00;
  f)  ai  fini  delle  permute  e delle alienazioni degli immobili da
dismettere,  con  cessazione  del  carattere  demaniale, il Ministero
della  difesa  comunica,  insieme  alle  schede  descrittive  di  cui
all'articolo  12,  comma  3,  del  codice  dei  beni  culturali e del
paesaggio,  di  cui  al  decreto  legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,
l'elenco  di  tali  immobili  al  Ministero per i beni e le attivita'
culturali   che   si   pronuncia,  entro  il  termine  perentorio  di
quarantacinque  giorni dalla ricezione della comunicazione, in ordine
alla  verifica  dell'interesse storico-artistico e individua, in caso
positivo,  le  parti  degli  immobili  stessi  soggette a tutela, con
riguardo agli indirizzi di carattere generale di cui all'articolo 12,
comma  2,  del  citato codice di cui al decreto legislativo n. 42 del
2004.   Per  i  beni  riconosciuti  di  interesse  storico-artistico,
l'accertamento della relativa condizione costituisce dichiarazione ai
sensi  dell'articolo  13  del  citato  codice.  Le  approvazioni e le
autorizzazioni  previste  dal  citato codice sono rilasciate o negate
entro  novanta  giorni dalla ricezione della istanza. Le disposizioni
del  citato codice, parti prima e seconda, si applicano anche dopo la
dismissione.
  11.  Ferme  restando  le  disposizioni  di  cui  all'articolo 545 i
proventi derivanti dalle alienazioni di cui all'articolo 49, comma 2,
della  legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono integralmente riassegnati
al  fondo  di  parte corrente istituito nello stato di previsione del
Ministero  della  difesa, in relazione alle esigenze di realizzazione
del programma di cui al comma 2.
 
	        
	      
                              Art. 308
Documentazione  necessaria  per  la vendita di immobili del Ministero
                            della difesa

1.   Il   Ministero   della   difesa   e'  esonerato  dalla  consegna
all'acquirente  dei  documenti  previsti dalle norme vigenti relativi
alla  proprieta'  o  al diritto sul bene immobile ceduto nonche' alla
regolarita'   urbanistica,   tecnica  e  fiscale,  necessari  per  la
stipulazione  dei  contratti  di  alienazione, sostituiti da apposita
dichiarazione.
 
	        
	      
                              Art. 309
Destinazione  al piano casa di immobili demaniali non piu' utilizzati
                           a fini militari

1.  Una  quota  del patrimonio immobiliare del demanio, costituita da
aree  ed  edifici  non  piu'  utilizzati,  puo' essere destinata alla
realizzazione  degli interventi previsti dall'articolo 11 del decreto
legge  2008,  n.  112,  convertito  dalla legge 6 agosto 2008 n. 133,
sulla  base  di accordi tra l'Agenzia del demanio, il Ministero delle
infrastrutture  e dei trasporti, il Ministero della difesa in caso di
aree ed edifici non piu' utilizzati a fini militari, le regioni e gli
enti locali.
 
	        
	      
                              Art. 310
              Cessione di beni mobili a titolo oneroso

  1.  Con  decreto  del  Ministro  della  difesa,  di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, sono individuati, nell'ambito
delle  pianificazioni  di  ammodernamento  connesse  al nuovo modello
organizzativo  delle Forze armate, i materiali e i mezzi suscettibili
di  alienazione  e  le  procedure,  anche  in deroga alle norme sulla
contabilita'  generale dello Stato, nel rispetto della legge 9 luglio
1990, n. 185. ((5))
  2. L'alienazione puo' avere luogo anche nei confronti delle imprese
fornitrici  dei materiali e mezzi da alienare, eventualmente a fronte
di  programmi  di  ammodernamento  predisposti  dalle imprese stesse,
anche  ai  fini  della relativa esportazione nel rispetto delle norme
vigenti.
  3.  Ai  fini  del  contenimento  dei  costi  per  l'ammodernamento,
l'amministrazione  della  difesa, nel rispetto delle vigenti norme in
materia  di  esportazione  di materiali d'armamento, puo' procedere a
permute  o  vendite di mezzi e materiali obsoleti ma non ancora fuori
uso.
  4.  Fatto salvo quanto stabilito dal presente articolo, dal comma 4
dell'articolo  311,  e  dal  relativo  decreto  interministeriale  di
attuazione, per la dichiarazione di fuori servizio e di fuori uso dei
materiali,  per la loro alienazione, cessione e prestito si applicano
le disposizioni del regolamento. ((5))

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta, in nota, il testo dell'art. 310, commi 1 e 4 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "((1.  Il  regolamento,  secondo  le  procedure  di modifica da esso
previste,    individua)),   nell'ambito   delle   pianificazioni   di
ammodernamento  connesse  al  nuovo modello organizzativo delle Forze
armate,  i  materiali  e  i  mezzi  suscettibili  di alienazione e le
procedure,  anche  in  deroga  alle norme sulla contabilita' generale
dello Stato, nel rispetto della legge 9 luglio 1990, n. 185.".
 "4. Fatto salvo quanto stabilito ((dal presente articolo e dal comma
4  dell'articolo  311,  per la dichiarazione)) di fuori servizio e di
fuori uso dei materiali, per la loro alienazione, cessione e prestito
si applicano le disposizioni del regolamento.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 311
              Cessione di beni mobili a titolo gratuito

  1.  Il  Ministero  della  difesa  puo'  cedere  a  titolo  gratuito
materiali  non d'armamento, dichiarati fuori servizio o fuori uso, in
favore di:
    a)  Paesi in via di sviluppo e Paesi partecipanti al partenariato
per la pace, nell'ambito dei vigenti accordi di cooperazione;
    b)  organismi di volontariato di protezione civile iscritti negli
appositi registri.
  2.  La  cessione  di  materiali d'armamento dichiarati obsoleti per
cause tecniche in favore dei soggetti di cui al comma 1 e' consentita
esclusivamente per materiali difensivi previo parere vincolante delle
competenti Commissioni parlamentari.
  3.  I materiali delle Forze armate impiegati per i soccorsi urgenti
a  favore  di  popolazioni colpite di calamita' naturali, in Italia o
all'estero,  quando  non  ne e' possibile il recupero, sono scaricati
agli  effetti  contabili.  Lo  scarico  e'  disposto  con decreto del
Ministro  della  difesa,  di concerto con il Ministro dell'economia e
delle  finanze,  e, quando si tratta di materiali utilizzati o ceduti
per  il  soccorso  a  popolazioni  estere,  di  concerto anche con il
Ministro degli affari esteri.
  4.  Con  il  decreto  del  Ministro  della difesa di cui al comma 1
dell'articolo  310,  sono disciplinate le modalita' per la cessione a
titolo  gratuito  ai  musei,  pubblici o privati, dei materiali o dei
mezzi  non  piu'  destinati  all'impiego,  allo  scopo di consentirne
l'esposizione al pubblico. ((5))

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 311, comma 4 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "((4.  Nel  regolamento,  ai  sensi del comma 1 dell'articolo 310,))
sono  disciplinate  le modalita' per la cessione a titolo gratuito ai
musei,  pubblici  o  privati,  dei  materiali  o  dei  mezzi non piu'
destinati  all'impiego,  allo  scopo  di consentirne l'esposizione al
pubblico.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 312
Cessioni  di beni mobili a titolo gratuito nell'ambito delle missioni
                           internazionali

1. Su disposizione delle autorita' logistiche di Forza armata, previa
autorizzazione  del  Capo  di stato maggiore della difesa, secondo le
modalita'  stabilite  con  decreto  del  Ministro della difesa che ne
riferisce  alle  competenti  Commissioni parlamentari, possono essere
ceduti,  direttamente  e  a titolo gratuito nelle localita' in cui si
trovano,  alle  Forze  armate  e  alle  Forze  di  polizia estere, ad
autorita'  locali,  a  organizzazioni  internazionali non governative
ovvero   a   organismi   di  volontariato  e  di  protezione  civile,
prioritariamente italiani, ivi operanti:
a)  i mezzi e materiali, escluso il materiale d'armamento, utilizzati
a  supporto  dell'attivita'  operativa di unita' militari all'estero,
per  i  quali  non  risulta  conveniente il rimpatrio in relazione ai
costi di trasporto;
b)  i  mezzi  e materiali, escluso il materiale d'armamento, dismessi
alla  data  di  entrata in vigore dell'atto che autorizza la missione
internazionale.
 
	        
	      
                              Art. 313
      Dismissione di beni culturali del Ministero della difesa

1.  Non  e' consentita la dismissione di beni culturali del Ministero
della  difesa,  salvo  quanto  disposto  dall'articolo 12 del decreto
legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42,  recante  il codice dei beni
culturali e del paesaggio.
 
	        
	      
CAPO II
FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO IMMOBILIARE PER LA VALORIZZAZIONE
E L'ALIENAZIONE DI IMMOBILI MILITARI
                              Art. 314
Fondi  comuni  di  investimento  immobiliare  per la valorizzazione e
                 l'alienazione di immobili militari

  1.  Allo  scopo  di  conseguire,  attraverso  la  valorizzazione  e
l'alienazione  degli  immobili  militari,  le  risorse  necessarie  a
soddisfare  le  esigenze  infrastrutturali e alloggiative delle Forze
armate,  il  Ministero  della  difesa  e' autorizzato a promuovere la
costituzione  di uno o piu' fondi comuni di investimento immobiliare,
d'intesa  con  i  comuni con i quali sono sottoscritti gli accordi di
programma di cui al comma 2.
  2.   Con  uno  o  piu'  decreti  del  Ministro  della  difesa  sono
individuati  gli  immobili da trasferire o da conferire ai fondi, che
possono  costituire  oggetto  di  appositi  accordi  di  programma di
valorizzazione  con  i  comuni  nel  cui  ambito  essi  sono ubicati.
L'inserimento  degli  immobili  nei  citati  decreti  ne determina la
classificazione   come   patrimonio  disponibile  dello  Stato.  Tali
decreti,  da  pubblicare  nella  Gazzetta  Ufficiale,  hanno  effetto
dichiarativo della proprieta', in assenza di precedenti trascrizioni,
e  producono  gli  effetti  previsti  dall'articolo  2644  del codice
civile,  nonche'  effetti  sostitutivi  dell'iscrizione  del  bene in
catasto.  Gli  uffici  competenti  provvedono,  se  necessario,  alle
conseguenti  attivita'  di  trascrizione,  intavolazione  e  voltura.
Avverso  l'inserimento  degli  immobili nei citati decreti e' ammesso
ricorso   amministrativo   entro   sessanta   giorni  dalla  data  di
pubblicazione  dei  medesimi  decreti nella Gazzetta Ufficiale, fermi
restando gli altri rimedi di legge.
  3.   Per  gli  immobili  oggetto  degli  accordi  di  programma  di
valorizzazione  che  sono  assoggettati  alla disciplina prevista dal
codice  dei  beni  culturali  e  del  paesaggio,  di  cui  al decreto
legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42, e' acquisito il parere della
competente  soprintendenza  del  Ministero  per i beni e le attivita'
culturali, che si esprime entro trenta giorni.
((4.  Il  Ministero  della  difesa  individua,  attraverso  procedura
competitiva,  la  societa'  di  gestione  del  risparmio (SGR) per il
funzionamento  dei  fondi  e  le cessioni delle relative quote, fermo
restando  che  gli  immobili  conferiti  che  sono  ancora  in uso al
Ministero della difesa possono continuare a essere da esso utilizzati
a   titolo  gratuito  fino  alla  riallocazione  delle  funzioni,  da
realizzare sulla base del crono-programma stabilito con il decreto di
conferimento degli immobili al fondo.))
  5. Alle operazioni connesse all'attuazione del presente articolo si
applicano,  per  quanto  compatibili,  le  disposizioni  di  cui agli
articoli  3,  commi 2, 9, 18 e 19, 3-bis, comma 1, e 4, commi 2-bis e
2-quinquies, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e successive
modificazioni.
((6.  Le  quote  dei  fondi  o  le risorse derivanti dalla cessione i
proventi  monetari  derivanti  dalla  cessione delle quote dei fondi,
ovvero  dal  trasferimento  degli  immobili  ai fondi, sono destinate
secondo  le  percentuali  e  le modalita' previste dall'articolo 307,
comma  10,  lettera  d).  A  tale  fine possono essere destinate alle
finalita'  del  fondo  casa  di  cui  all'articolo  1836  del decreto
legislativo  15  marzo 2010, n. 66, fino al 5 per cento delle risorse
di pertinenza del Ministero delle difesa.))
 
	        
	      
TITOLO V
MODI DI ACQUISTO COATTIVO DI BENI E DIRITTI NELL'INTERESSE
DELLA DIFESA MILITARE
CAPO I
AMBITO
                              Art. 315
                               Ambito

1.  Il presente titolo disciplina i modi di acquisto coattivo di beni
e   diritti   nell'interesse   della   difesa  militare  che  trovano
applicazione in tempo di pace.
2. Resta fermo quanto disposto dal titolo VIII del presente libro per
le  requisizioni  in tempo di guerra, di grave crisi internazionale o
di mobilitazione.
 
	        
	      
CAPO II
ESPROPRIAZIONI, REQUISIZIONI, ACQUISTI A SEGUITO DI CONFISCA
                              Art. 316
Espropriazione  di  invenzioni  nell'interesse della difesa militare.
            Rinvio al codice della proprieta' industriale

1.  Per  le  espropriazioni di invenzioni nell'interesse della difesa
militare  resta  ferma  la  disciplina  all'uopo  dettata dal decreto
legislativo  10  febbraio  2005,  n.  30,  recante  il  codice  della
proprieta' industriale.
 
	        
	      
                              Art. 317
Espropriazioni immobiliari. Rinvio al testo unico dell'espropriazione
                        per pubblica utilita'

  1.  Fatto  salvo quanto disposto nel presente titolo in ordine alle
servitu' militari, per le espropriazioni immobiliari finalizzate alla
realizzazione  di opere destinate alla difesa militare resta ferma la
disciplina   all'uopo   dettata  dal  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  8  giugno  2001,  n.  327,  recante  il testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione
per pubblica utilita'. ((5))

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 317, comma 1 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "((1.  Fatto  salvo  quanto  disposto nel titolo VI)) in ordine alle
servitu' militari, per le espropriazioni immobiliari finalizzate alla
realizzazione  di opere destinate alla difesa militare resta ferma la
disciplina   all'uopo   dettata  dal  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  8  giugno  2001,  n.  327,  recante  il testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione
per pubblica utilita'.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 318
              Requisizioni nell'interesse della Difesa

1. Alle requisizioni nell'interesse della Difesa si provvede nei casi
di  grave  necessita'  pubblica in cui occorra senza indugio disporre
della   proprieta'   privata,  con  provvedimento  motivato  e  senza
pregiudizio dei diritti dei destinatari del provvedimento.
2.  Si  applicano  in  quanto compatibili i procedimenti previsti nel
titolo VIII del presente libro, secondo l'oggetto della requisizione.
 
	        
	      
                              Art. 319
                   Acquisti a seguito di confisca

1.  Le  armi,  le  munizioni,  gli esplosivi e gli altri materiali di
interesse  militare  sequestrati e acquisiti dallo Stato a seguito di
provvedimento   definitivo  di  confisca  dell'autorita'  giudiziaria
possono  essere  assegnati  al  Ministero  della difesa per finalita'
istituzionali,  con decreto del Ministro della giustizia, di concerto
con  i  Ministri  della  difesa  e  dell'economia e delle finanze. Si
provvede  con  decreto  del Ministro della difesa, di concerto con il
Ministro  dell'economia  e delle finanze, nel caso in cui la confisca
e' stata disposta dall'autorita' giudiziaria militare.
 
	        
	      
TITOLO VI
LIMITAZIONI A BENI E ATTIVITA' ALTRUI NELL'INTERESSE DELLA DIFESA
CAPO I
LIMITAZIONI A SINGOLI BENI E ATTIVITA'
                              Art. 320
                               Ambito

  1.   In   vicinanza   delle  opere  e  installazioni  permanenti  e
semipermanenti  di difesa, di segnalazione e riconoscimento costiero,
delle  basi  navali,  degli aeroporti, degli impianti e installazioni
radar   e  radio,  degli  stabilimenti  nei  quali  sono  fabbricati,
manipolati  o depositati materiali bellici o sostanze pericolose, dei
campi  di esperienze e dei poligoni di tiro, il diritto di proprieta'
e  di  impresa  puo'  essere  soggetto a limitazioni secondo le norme
della presente sezione. ((5))
  2.  Tali  limitazioni sono stabilite nella durata massima di cinque
anni,  salvo  quanto previsto dall'articolo 331, e sono imposte nella
misura  direttamente e strettamente necessaria per il tipo di opere o
di installazioni di difesa.

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 320, comma 1 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "1.   In   vicinanza   delle  opere  e  installazioni  permanenti  e
semipermanenti  di difesa, di segnalazione e riconoscimento costiero,
delle  basi  navali,  degli aeroporti, degli impianti e installazioni
radar   e  radio,  degli  stabilimenti  nei  quali  sono  fabbricati,
manipolati  o depositati materiali bellici o sostanze pericolose, dei
campi  di esperienze e dei poligoni di tiro, il diritto di proprieta'
e  di  impresa  puo' essere soggetto a limitazioni ((secondo le norme
del presente capo.))".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 321
                     Contenuto delle limitazioni

1. Le limitazioni possono consistere nel divieto di:
a) fare elevazioni di terra o di altro materiale;
b) costruire condotte o canali sopraelevati;
c) impiantare condotte o depositi di gas o liquidi infiammabili;
d) scavare fossi o canali di profondita' superiore a 50 cm.;
e) aprire o esercitare cave di qualunque specie;
f) installare macchinari o apparati elettrici e centri trasmittenti;
g) fare le piantagioni e le operazioni campestri che sono determinate
con il regolamento.
2. Le limitazioni possono anche consistere nel divieto di:
a) aprire strade;
b) fabbricare muri o edifici;
c) sopraelevare muri o edifici esistenti;
d) adoperare nelle costruzioni alcuni materiali.
 
	        
	      
                              Art. 322
 Comitato misto paritetico - Programmi delle installazioni militari

  1.  In  ciascuna regione e' costituito un Comitato misto paritetico
di   reciproca   consultazione   per   l'esame,  anche  con  proposte
alternative  della  regione  e  dell'autorita' militare, dei problemi
connessi  all'armonizzazione tra i piani di assetto territoriale e di
sviluppo  economico e sociale della regione e delle aree subregionali
e  i  programmi  delle  installazioni  militari  e  delle conseguenti
limitazioni.
  2.  Nel  Trentino-Alto Adige il comitato regionale e' sostituito da
due  comitati provinciali, rispettivamente per la provincia di Trento
e  per  quella  di Bolzano. Nel presente articolo l'indicazione della
regione,  del  consiglio  regionale  e  del  presidente  della giunta
regionale  si  intende,  per  il  Trentino-Alto  Adige, riferita alla
provincia,  al  consiglio  provinciale  e  al presidente della giunta
provinciale.
  3.  Il  Comitato  e' formato da cinque rappresentanti del Ministero
della  difesa,  da  due  rappresentanti del Ministero dell'economia e
delle   finanze,  designati  dai  rispettivi  Ministri,  e  da  sette
rappresentanti  della  regione  nominati  dal presidente della Giunta
regionale,   su   designazione,  con  voto  limitato,  del  consiglio
regionale. Per ogni membro e' nominato un supplente.
  4.  Nei  comitati misti paritetici provinciali di cui al comma 1, i
rappresentanti della provincia sono nominati dalla Giunta provinciale
rispettiva. ((5))
  5.  Il  Comitato  e' consultato semestralmente su tutti i programmi
delle   esercitazioni  a  fuoco  di  reparto  o  di  unita',  per  la
definizione delle localita', degli spazi aerei e marittimi regionali,
del  tempo e delle modalita' di svolgimento, nonche' sull'impiego dei
poligoni  della regione. Se la maggioranza dei membri designati dalla
regione  si  esprime  in  senso contrario, sui programmi di attivita'
addestrative decide in via definitiva il Ministro della difesa.
  6.  Ciascun comitato, sentiti gli enti locali e gli altri organismi
interessati,  definisce  le  zone  idonee  alla  concentrazione delle
esercitazioni  di  tiro  a fuoco nella regione per la costituzione di
poligoni,   utilizzando   prioritariamente,   ove   possibile,   aree
demaniali.
  7.  Una  volta  costituite  tali aree militari, le esercitazioni di
tiro a fuoco devono di massima svolgersi entro le aree stesse. Per le
aree  addestrative, terrestri, marittime e aeree, sia provvisorie sia
permanenti,  si stipulano disciplinari d'uso fra l'autorita' militare
e  la  regione interessata. In caso di mancato accordo il progetto di
disciplinare  e'  rimesso al Ministro della difesa che decide sentiti
il  presidente  della  giunta  regionale e il presidente del comitato
misto paritetico competenti.
  8.  Se  esigenze di segreto militare non consentono un approfondito
esame,   il   presidente   della   giunta   regionale  puo'  chiedere
all'autorita'   competente  di  autorizzare  la  comunicazione  delle
notizie necessarie.
  9.  Il  Comitato  si  riunisce  a richiesta del Comandante militare
territoriale  di  regione  o  del  Comandante in capo di dipartimento
militare marittimo o del Comandante di regione aerea o del Presidente
della  regione;  presiede  l'ufficiale  generale  o  ammiraglio  piu'
elevato in grado o piu' anziano; funge da segretario l'ufficiale meno
elevato in grado o meno anziano.
  10.  Delle  riunioni  del  Comitato e' redatto verbale che contiene
anche  le eventuali proposte di membri discordanti sull'insieme della
questione trattata o su singoli punti di essa.
  11. Le definitive decisioni sui programmi di installazioni militari
e  relative  limitazioni di cui al comma 1 sono riservate al Ministro
della  difesa.  La  regione interessata puo' richiedere al Presidente
del   Consiglio  dei  Ministri,  entro  quindici  giorni  dal  giorno
successivo   alla   pubblicazione  o  comunicazione  della  decisione
ministeriale,  di  sottoporre  la  questione  a  riesame da parte del
Consiglio dei Ministri.
  12.  Il  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  puo',  in  casi
particolari,  disporre  che  i  provvedimenti  di  limitazione  della
proprieta'  siano  sospesi  sino  alla  decisione  del  Consiglio dei
Ministri.
  13.  Il  Consiglio  dei  Ministri  si  pronuncia sulle richieste di
riesame entro novanta giorni.
  14.  Alla  riunione  del  Consiglio  dei  Ministri  e'  invitato il
presidente della giunta regionale interessata.

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AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 322, comma 4 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "((4. Nei comitati misti paritetici provinciali di cui al comma 2)),
i   rappresentanti   della   provincia  sono  nominati  dalla  Giunta
provinciale rispettiva.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 323
            Procedimento di imposizione delle limitazioni

1.  Il Comandante militare territoriale di regione o il Comandante in
capo  di  dipartimento  militare marittimo o il Comandante di regione
aerea,  se  l'opera  e',  rispettivamente,  dell'Esercito  italiano o
interforze,   della  Marina  militare  o  dell'Aeronautica  militare,
predispone   il   progetto   di  imposizione  delle  limitazioni,  in
attuazione  e  nell'ambito  dei  programmi  di  cui all'articolo 322,
corredandolo di un preventivo di spesa relativo agli indennizzi.
2. Nel presente capo, l'espressione <<il Comandante territoriale>> si
intende  riferita  al Comandante militare territoriale di regione, al
Comandante in capo di dipartimento militare marittimo o al Comandante
di  regione  aerea,  se  l'opera  e',  rispettivamente, dell'Esercito
italiano  o  interforze,  della  Marina  militare  o dell'Aeronautica
militare.
3. Il progetto, con l'allegato preventivo di spesa, e' trasmesso alla
ragioneria  centrale  del  Ministero della difesa, ai sensi e per gli
effetti  dell'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica
20 aprile 1994, n. 367.
4.    Ad   avvenuta   prenotazione   dell'impegno   provvisorio,   il
provvedimento  impositivo e' adottato dal Comandante territoriale con
decreto   nel  quale  sono  indicati  gli  estremi  di  registrazione
dell'impegno provvisorio di spesa.
5.  Le  zone  soggette  a  limitazioni  e  le limitazioni stesse sono
indicate  su mappe catastali da allegare al decreto impositivo, nelle
quali    devono   risultare   individuate   le   singole   proprieta'
assoggettate.
 
	        
	      
                              Art. 324
  Pubblicita' del decreto impositivo - Esecutivita' - Impugnazioni

1.  Il  decreto, corredato di mappe, e' pubblicato mediante deposito,
per  sessanta giorni consecutivi, nell'ufficio di ciascun comune, nel
quale sono situati i fondi assoggettati alle limitazioni.
2.  Dell'avvenuto  deposito  e'  data notizia, entro i primi quindici
giorni, mediante manifesti del comando militare territoriale affissi,
in  numero  congruo,  a cura del sindaco, nel territorio del predetto
comune.  Di tale deposito e' effettuata contestuale notifica, tramite
i comuni interessati, ai proprietari degli immobili assoggettati alle
limitazioni.
3.  Successivamente  il  decreto,  corredato  di  un  certificato del
segretario  comunale  attestante  l'avvenuto  deposito  per  sessanta
giorni   consecutivi   e  l'avvenuta  affissione  dei  manifesti,  e'
custodito nell'archivio dello stesso comune.
4.  Chiunque  puo'  prendere  visione del decreto e dei suoi allegati
durante  il  deposito  e successivamente, fino a che l'imposizione ha
effetto.
5.  Il  decreto diviene esecutivo decorso il novantesimo giorno dalla
data di deposito nell'ufficio comunale.
6.  In  attesa  che le limitazioni diventino esecutive, il Comandante
territoriale  puo' ordinare la sospensione di lavori o di piantagioni
che  siano  in  contrasto  con  le limitazioni risultanti dal decreto
impositivo.
7.  Fatta  salva  la tutela giurisdizionale secondo le norme vigenti,
chiunque vi ha interesse puo' proporre ricorso gerarchico al Ministro
della  difesa avverso il decreto del Comandante territoriale, entro i
termini  e  secondo  le modalita' previsti dal decreto legislativo 24
novembre 1971, n. 1199.
8.  Di  tale diritto e del termine entro il quale puo' esercitarsi e'
fatta menzione nei manifesti di cui al presente articolo.
9.  D'ufficio  o  su  domanda  del  ricorrente, proposta nello stesso
ricorso  gerarchico  o  in successiva istanza da presentarsi nei modi
previsti  dall'articolo  2,  comma 2, del decreto legislativo n. 1199
del  1971,  il  Ministro  della  difesa  puo' sospendere l'esecuzione
dell'atto impugnato.
10.  I  ricorsi gerarchici presentati ai comandanti territoriali sono
da questi trasmessi entro quindici giorni alla Direzione generale dei
lavori  e del demanio del Ministero della difesa, accompagnati da una
breve  relazione  e  da una copia del decreto impositivo con la prova
dell'avvenuta pubblicazione e notificazione.
 
	        
	      
                              Art. 325
                    Indennizzo per le limitazioni

  1.  Ai  proprietari  degli  immobili  assoggettati alle limitazioni
spetta   un   indennizzo  annuo  rapportato  al  doppio  del  reddito
dominicale  e agrario dei terreni e del reddito dei fabbricati, quali
valutati ai fini dell'imposizione sul reddito.
  2.  Tale  indennizzo e' stabilito in una meta' dei predetti redditi
per  le  limitazioni  di cui a ciascuna dei commi 1 e 2 dell'articolo
321  e  nell'intero  reddito  in  caso  di concorso di limitazioni di
entrambi i commi del citato articolo. ((5))
  3.  Per  i terreni con preesistente destinazione edificatoria e non
suscettibili  di  altra utilizzazione e rendita agraria, l'indennizzo
annuo  e' pari al doppio del reddito medio del fabbricato che sarebbe
edificabile   in   assenza   della   limitazione.   La   destinazione
edificatoria  si  determina ai sensi dell'articolo 37 del decreto del
Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327.
  4.  Se  il  fondo  e'  stato  concesso prima dell'imposizione delle
limitazioni in conduzione a terzi, il proprietario corrisponde a essi
parte  dell'indennizzo,  in  rapporto  al  danno  subito. La relativa
misura,  se  manca  l'accordo  fra  le  parti,  e'  determinata da un
collegio  di  tre arbitri, nominati uno dal proprietario, l'altro dal
conduttore  e il terzo dagli arbitri scelti dalle parti e, in caso di
mancato  accordo,  dal  presidente  del tribunale del circondario. Lo
stesso  presidente  procede  alla  nomina  dell'arbitro non designato
dalla parte.
  5.  La  decisione  del  collegio  arbitrale, se non e' diversamente
stabilito  dalle  parti,  e' suscettibile dei gravami previsti per il
lodo arbitrale dal codice di procedura civile.
  6. Gli indennizzi sono corrisposti ai proprietari degli immobili su
domanda  degli  stessi o degli interessati di cui al comma 4, diretta
al sindaco del comune ove esistono i beni soggetti a vincolo.
  7.  La  sottoscrizione della domanda e' autenticata dal funzionario
competente  a  ricevere  la  domanda,  o  da  un notaio, cancelliere,
segretario  comunale  o  altro funzionario incaricato dal sindaco. La
domanda ha efficacia per tutto il periodo di validita' del decreto di
imposizione  della  limitazione.  L'autorita'  militare  determina le
eventuali  variazioni  degli indennizzi conseguenti a modifiche delle
condizioni  di  asservimento che possono sopravvenire nel quinquennio
di validita' del decreto.
  8.  Per  il  pagamento  degli indennizzi il cui importo annuale non
superi la somma di euro 258,00 non e' richiesta altra documentazione.
9.  Il  decreto  di  imposizione  delle limitazioni specifica che gli
indennizzi sono corrisposti a domanda degli aventi diritto.
  10.  Le  disposizioni di cui ai commi precedenti sono rese note con
le forme di pubblicita' di cui all'articolo 324.
  11. A richiesta dell'amministrazione militare, le conservatorie dei
registri immobiliari, gli uffici tavolari e le Agenzie del territorio
comunicano  i dati necessari per la determinazione della misura degli
indennizzi.
  12.   La   determinazione   dell'indennizzo   effettuata   all'atto
dell'imposizione  vale  per l'intero quinquennio, salvo le variazioni
derivanti  dai  coefficienti  di  aggiornamento dei redditi catastali
nonche' quanto previsto dal comma 7.
  13.  L'indennizzo  e'  corrisposto  annualmente per la durata delle
limitazioni.
  14.    E'    fatto    obbligo   al   proprietario   di   comunicare
all'amministrazione militare l'eventuale cessione del bene.
  15. Per il pagamento degli indennizzi si provvede mediante aperture
di  credito  disposte  a  favore  dei  sindaci  dei  comuni  nel  cui
territorio insistono le aree ammesse all'indennizzo, secondo le norme
sulla contabilita' generale dello Stato.

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AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 325, comma 2 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "2.  Tale  indennizzo e' stabilito in una meta' dei predetti redditi
((per   le   limitazioni  di  cui  a  ciascuno))  dei  commi  1  e  2
dell'articolo  321  e  nell'intero  reddito  in  caso  di concorso di
limitazioni di entrambi i commi del citato articolo.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 326
                  Contenuto del decreto impositivo

1.  Il decreto impositivo del Comandante territoriale, oltre a quanto
previsto  dagli  articoli  323,  324  e  325,  da' atto dell'avvenuta
consultazione del Comitato nonche' delle decisioni del Ministro della
difesa  o  della deliberazione del Consiglio dei Ministri nei casi di
cui ai commi 11 e 12 dell'articolo 322.
 
	        
	      
                              Art. 327
       Modifiche alle proprieta' private e relativo indennizzo

1.   L'amministrazione   militare,  all'atto  dell'imposizione  delle
limitazioni,    ha   facolta'   di   modificare,   nelle   proprieta'
assoggettate,  lo  stato  delle  cose  che  contrasti con le esigenze
militari.
2.  Tali  modificazioni danno diritto a indennizzo che e' determinato
con  i  criteri  di  cui al decreto del Presidente della Repubblica 8
giugno 2001, n. 327, dettati per i fabbricati e per i terreni.
 
	        
	      
                              Art. 328
                      Deroghe alle limitazioni

1.  Il  Comandante territoriale puo', su richiesta degli interessati,
autorizzare  che  sui  fondi  siano  eseguite  opere  in  deroga alle
limitazioni imposte. L'atto non e' soggetto a particolari formalita'.
2. Se l'autorizzazione e' subordinata a speciali condizioni o importa
una   riduzione   dell'indennizzo,   l'atto   e'   sottoscritto   per
accettazione da parte dell'interessato.
3.  La deroga comporta il mantenimento dell'indennizzo, se restano in
vigore  anche  solo alcuni divieti previsti dal comma 1 o dal comma 2
dell'articolo 321 e se resta invariata la ipotesi di cumulo di cui al
comma  2  dell'articolo 325, o la riduzione conseguente al venir meno
della ipotesi di cumulo.
4. La deroga di tutti i divieti comporta cessazione dell'indennizzo.
5. Il Comandante territoriale ne da' notizia all'Ufficio centrale del
bilancio   presso  il  Ministero  della  difesa  per  le  conseguenti
variazioni  degli  impegni  di  spesa  provvisori  o  definitivi gia'
registrati.
 
	        
	      
                              Art. 329
                        Contributo ai comuni

1.  Ai  comuni  il  cui  territorio  e' assoggettato alle limitazioni
previste  dall'articolo  321  e'  dovuto  un contributo annuo pari al
cinquanta  per  cento  dell'ammontare  complessivo  degli  indennizzi
spettanti ai proprietari degli immobili siti nei comuni stessi.
2.  Il contributo ai comuni e' annualmente erogato, indipendentemente
dalla presentazione delle domande di indennizzo.
3.  Il  contributo  e'  erogato  in  base alle limitazioni risultanti
gravanti sul territorio comunale al 1° gennaio di ogni anno.
 
	        
	      
                              Art. 330
         Ulteriori provvidenze in favore di comuni e regioni

1.  Fermo  quanto  previsto  dall'articolo  329,  ai  comuni  nel cui
territorio  sono  presenti  aree  appartenenti  allo  Stato,  in  uso
all'amministrazione  militare  e destinate a poligoni addestrativi di
tiro,  e'  corrisposto  un  contributo  annuo  rapportato  al reddito
dominicale  e  agrario  medio delle aree confinanti con quelle su cui
insistono  i  poligoni  di  tiro,  rivalutato  secondo i coefficienti
stabiliti ai fini dell'imposizione sul reddito.
2.  Alle  regioni  maggiormente oberate dai vincoli e dalle attivita'
militari,  comprese  la dimostrazione e la sperimentazione di sistemi
d'arma,  individuate  ogni quinquennio con decreto del Presidente del
Consiglio  dei  Ministri,  sentito il Ministro della difesa, lo Stato
corrisponde  un  contributo annuo da destinarsi alla realizzazione di
opere  pubbliche  e  servizi sociali nei comuni nei quali le esigenze
militari   (compresi  particolari  tipi  di  insediamenti),  incidono
maggiormente  sull'uso  del  territorio  e  sui programmi di sviluppo
economico e sociale.
3. Il contributo e' corrisposto alle singole regioni sulla base della
incidenza   dei  vincoli  e  delle  attivita'  di  cui  al  comma  2,
determinata  secondo parametri da stabilirsi con decreto del Ministro
della  difesa  di  concerto dell'economia e delle finanze, sentite le
regioni interessate.
4.  Ai  comuni  con  popolazione  fino  a  centomila abitanti, in cui
esistono   insediamenti   militari   (caserme,   depositi,   o  altre
infrastrutture militari), sono corrisposte entrate ordinarie da parte
dello  Stato facendo riferimento, oltre che al numero degli abitanti,
anche a quello del personale militare presente, che e' considerato, a
tal  fine,  come  popolazione  residente.  Uguale  trattamento verra'
riservato ai comuni che ospitano basi della NATO o di Paesi alleati.
 
	        
	      
                              Art. 331
          Revisione generale quinquennale delle limitazioni

1.  Ogni  cinque anni dall'imposizione delle limitazioni si procede a
revisione generale per accertare se le limitazioni stesse sono ancora
necessarie per le esigenze della difesa nazionale.
2.  Gli  uffici  tecnici  militari, con sufficiente anticipo rispetto
alla scadenza quinquennale delle limitazioni, inoltrano al Comandante
territoriale  motivata proposta di conferma per le limitazioni ancora
necessarie, sentiti gli organi operativi interessati.
3. I predetti uffici allegano alla proposta di conferma un preventivo
di  spesa  relativo  alla determinazione dell'indennizzo valevole per
l'ulteriore   quinquennio   salve   le   variazioni   derivanti   dai
coefficienti di aggiornamento dei redditi catastali.
4.  Il Comandante territoriale, per le limitazioni ancora necessarie,
trasmette  lo  schema di decreto di conferma alla ragioneria centrale
del  Ministero della difesa, ai sensi e per gli effetti dell'articolo
11,  del  decreto  del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n.
367,  unitamente  al  preventivo di spesa e alla copia del precedente
decreto impositivo con relativi allegati.
5.  Ad  avvenuta  prenotazione dell'impegno provvisorio il Comandante
territoriale  emana decreto di proroga per altri cinque anni, sentito
il Comitato.
6.  Il  decreto di proroga e' adottato e pubblicato nella forma e con
le modalita' previste per il decreto impositivo originario.
7.  Le limitazioni possono essere ridotte o revocate, con decreto del
Comandante  territoriale,  anche prima dello scadere del quinquennio.
Detto   decreto   e'   trasmesso  alla  ragioneria  centrale  per  le
conseguenti variazioni dell'impegno di spesa.
8.  Il  decreto  di  revoca  prima della scadenza del quinquennio, di
riduzione  o  di  conferma  e'  pubblicato  con le modalita' indicate
nell'articolo 324.
9.  Se  non interviene decreto di conferma alla prevista scadenza, le
limitazioni sono estinte a ogni effetto.
10. In caso di conferma, se per effetto delle limitazioni l'esercizio
del  diritto  di  proprieta'  sul  bene  o  su  parte di esso e' reso
impossibile o eccessivamente difficile, il proprietario puo' chiedere
la espropriazione totale o parziale del bene stesso.
11.  L'indennita'  di  espropriazione e' determinata con i criteri di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327,
dettati per i fabbricati e per i terreni.
 
	        
	      
                              Art. 332
Limitazioni per il tempo necessario allo svolgimento di esercitazioni
                              militari

1.   Per   il  tempo  strettamente  necessario  allo  svolgimento  di
esercitazioni,  il  Comandante territoriale puo' disporre, per motivi
di pubblica incolumita', lo sgombero e l'occupazione di immobili e il
divieto  di  accedervi,  lo  sgombero  di  specchi  d'acqua interni e
marini, e imporre limitazioni alla circolazione stradale.
2.  I  relativi  provvedimenti  sono  comunicati almeno trenta giorni
prima  al prefetto della provincia, al sindaco dei comuni interessati
e  al comitato misto paritetico. Se le esercitazioni interessano aree
ricadenti  in foreste demaniali, la comunicazione va fatta anche agli
uffici ai quali compete l'amministrazione delle medesime.
3.  Nei casi di urgente necessita', gli sgomberi, le occupazioni e le
limitazioni  di  cui  al comma 1 possono essere disposte, con effetto
immediato,  dal comandante di corpo, che provvede sollecitamente alle
comunicazioni di cui al comma 2.
4.   Detti  provvedimenti  sono  resi  pubblici  mediante  affissione
all'albo  pretorio comunale e mediante affissione di manifesti murali
in luoghi pubblici di normale frequentazione.
5.  Al  pagamento  degli  indennizzi  per  tutti  gli  sgomberi  e le
occupazioni di cui al comma 1 nonche' per eventuali danni si provvede
con le modalita' previste dal comma 15 dell'articolo 325.
6.  La  misura dell'indennizzo per i lavoratori dipendenti e' pari al
salario  corrente;  per  i  lavoratori  autonomi  e'  rapportata alla
retribuzione  spettante  ai  lavoratori  dipendenti  con  qualifica o
specializzazione corrispondente o affine.
 
	        
	      
CAPO II
LIMITAZIONI PER INTERE CATEGORIE DI BENI E ATTIVITA'
                              Art. 333
Autorizzazioni dell'autorita' militare per talune opere e uso di beni
nei comuni militarmente importanti, nelle zone costiere e nelle isole

1.  Nel  territorio  dei  comuni militarmente importanti indicati nel
comma 7, la costruzione di strade di sviluppo superiore ai 500 metri,
le   edificazioni,   l'uso  di  grotte  e  cavita'  sotterranee  e  i
rilevamenti  per  qualsiasi  scopo  effettuati, a eccezione di quelli
catastali,   non   possono   avere  luogo  senza  autorizzazione  del
Comandante territoriale.
2.   Nel  territorio  dei  comuni  costieri  militarmente  importanti
indicati  nel comma 8 le edificazioni e i lavori afferenti ai porti e
ai  porti turistici e alle opere marittime in genere non possono aver
luogo senza la preventiva autorizzazione del Comandante territoriale.
3. Nelle zone costiere e nelle isole indicate nel comma 9 l'uso delle
grotte,  gallerie  e  altre  cavita'  sotterranee, entro il limite di
cento  metri  dal  demanio marittimo o dal ciglio dei terreni elevati
sul  mare,  non  puo'  aver luogo senza autorizzazione del Comandante
territoriale.
4.  Per  le  strade,  salvo  quanto  disposto  dal  comma  5,  per le
edificazioni  e per i lavori afferenti ai porti e ai porti turistici,
l'autorizzazione  di  cui  ai  commi  1  e 2 non e' richiesta se sono
previsti  dai  piani  urbanistici  approvati  nel  loro  complesso su
conforme  parere  del  Comandante  territoriale e se sono eseguiti in
conformita' dei piani stessi.
5.  Per  i  progetti  delle  opere  stradali intercomunali e' sentita
l'autorita'  militare,  che  esprime il proprio parere nel termine di
novanta  giorni; decorso tale termine la mancata pronuncia equivale a
parere favorevole.
6.  Se  le  esigenze  della  difesa  lo consentono, il Ministro della
difesa  dichiara,  con  proprio  decreto,  non soggette in tutto o in
parte  al  regime  previsto  dal  presente  articolo  nell'ambito dei
territori e delle zone costiere, indicati nei commi 7, 8 e 9, le aree
che  non  sono  direttamente  o  indirettamente interessate a opere o
installazioni di difesa.
7. Sono comuni militarmente importanti:
a)  provincia  di Udine: Paluzza - Pontebba - Malborghetto Valbruna -
Tarvisio  - Dogna - Chiusaforte -Resia - Lusevera - Taipana - Nimis -
Attimis  -  Faedis  -  Pulfero  -  Torreano - Savogna - San Pietro al
Natisone - Drenchia - Grimacco - San Leonardo - Stregna - Prepotto;
b) provincia di Gorizia: Dolegna del Collio - Monfalcone;
c) provincia di Trieste: Trieste.
8. Sono comuni costieri militarmente importanti:
a) provincia di Venezia: Venezia;
b) provincia di Ancona: Ancona;
c)  provincia  di  La  Spezia:  La  Spezia  -  Porto  Venere - Lerici
-Ameglia;
d) provincia di Livorno: Portoferraio;
e) provincia di Latina: Gaeta;
f) provincia di Napoli: Napoli - Pozzuoli;
g) provincia di Taranto: Taranto;
h) provincia di Brindisi: Brindisi;
i) provincia di Foggia: Isole Tremiti e Pianosa;
l) provincia di Agrigento: Isole Lampedusa e Linosa;
m) provincia di Messina: Messina;
n) provincia di Siracusa: Augusta - Melilli;
o) provincia di Trapani: Trapani - Isole Egadi - Pantelleria;
p) provincia di Cagliari: Cagliari;
q) provincia di Sassari: La Maddalena - Olbia (solo isola Tavolara).
9.  L'autorizzazione  di  cui  al comma 3 occorre nelle seguenti zone
costiere e isole:
a) da San Remo ad Alassio;
b) da Punta Mesco alla foce del Magra;
c) da Sperlonga a Gaeta;
d) da Capo Miseno a Punta Campanella;
e) da Punta Rondinella a Capo S. Vito;
f) da Capo S. Maria di Leuca a Capo d'Otranto;
g) da Punta Penne a Punta della Contessa;
h) da Numana a Falconara;
i) da Capo S. Croce a Capo Murro di Porco;
l) da Punta Pizzolungo a Punta Nubia;
m) da Capo Ferro a Capo Testa;
n) da Capo Spartivento Sardo a Capo Carbonara;
o) isole Palmaria e Tino;
p) arcipelago Toscano;
q) isole Tremiti e Pianosa (Adriatico);
r) isole Eolie, Egadi, Pantelleria, Lampedusa e Linosa;
s) isole Tavolara e Asinara;
t) arcipelago de La Maddalena.
 
	        
	      
                              Art. 334
      Parere dell'autorita' militare per talune opere e lavori

1.  E'  richiesto  il parere del Comandante territoriale per tutte le
nuove realizzazioni o varianti strutturali significative interessanti
grandi   comunicazioni  stradali  (strade  statali  e  autostrade)  e
ferrovie  nonche'  per tutti i lavori interessanti dighe di ritenuta,
impianti   minerari  marittimi,  idroelettrici,  grandi  stabilimenti
industriali,  centri  termonucleari,  impianti elettrici ad altissimo
potenziale,  grandi depositi di oli minerali, oleodotti, metanodotti,
in   qualsiasi  parte  del  territorio  nazionale  le  opere  vengano
compiute.
2.  Il  parere  e'  espresso  nel  termine  di  novanta giorni. Se il
Comandante  territoriale  non si pronuncia entro il predetto termine,
la mancata pronuncia equivale a parere favorevole.
 
	        
	      
                              Art. 335
Alienazioni di immobili  nelle zone dichiarate di importanza militare
                      dal Ministro della difesa

  1.  Tutti  gli  atti  di  alienazione  totale  o  parziale dei beni
immobili   sono   sottoposti   all'approvazione  del  prefetto  della
provincia  se  tali  immobili  sono ubicati nelle zone del territorio
nazionale  dichiarate  di  importanza  militare,  individuate  con il
regolamento,  sul  quale  per tale parte e' acquisito il concerto del
Ministro dell'interno e del Ministro della giustizia.
  2.  L'approvazione e' necessaria anche per l'aggiudicazione di tali
beni a seguito di vendita in via esecutiva.
  3.  Il prefetto, previo parere dell'autorita' militare, provvede in
materia   entro   sei   mesi   dalla   presentazione  della  domanda.
L'approvazione  non  puo'  essere  data  in  difformita'  del  parere
dell'autorita' militare. ((5))
  4.  In  mancanza  di tale approvazione, gli atti sopraindicati sono
privi di efficacia giuridica. I conservatori dei registri immobiliari
non procedono alla trascrizione degli atti previsti se non e' esibita
la prova dell'intervenuta approvazione prefettizia.
  5.   L'autorizzazione  del  prefetto  e  il  parere  dell'autorita'
militare  non  sono  richiesti  per  gli atti di alienazione totale o
parziale  ai  cittadini  dell'Unione  europea  o alle amministrazioni
dello  Stato,  ivi  comprese  le  aziende  autonome,  ai comuni, alle
province  e  agli altri enti locali, alle regioni, agli enti pubblici
economici, nonche' a ogni altra persona giuridica pubblica o privata,
avente  la  sede  principale  delle  proprie attivita' nel territorio
dell'Unione europea.
  6. Ove non ricorrano le condizioni di cui al comma 5, il decreto di
autorizzazione  prefettizia  e'  emanato  entro sessanta giorni dalla
presentazione  della  domanda.  In  tale  termine  e' computato anche
quello  di  quarantacinque  giorni  concesso  all'autorita'  militare
competente  per esprimere il proprio parere in ordine alle istanze di
autorizzazione.  Trascorso  il  predetto  termine  di  quarantacinque
giorni, se l'autorita' militare non ha fatto pervenire al prefetto il
richiesto parere, lo stesso si intende favorevolmente dato. ((5))
  7. L'autorizzazione del prefetto, da allegare in originale all'atto
di  alienazione,  perde efficacia se non si procede alla stipulazione
dell'atto entro sei mesi dal giorno in cui e' stata rilasciata.
  8.   Il   diniego  di  autorizzazione  e'  motivato.  Gli  atti  di
alienazione   di  immobili  e  le  relative  trascrizioni  presso  le
conservatorie  immobiliari  eseguiti  tra  il 12 gennaio 1977 e il 31
dicembre  1984  sono  riconosciuti  giuridicamente validi a tutti gli
effetti.
  9. Gli atti compiuti per interposta persona sono nulli.
  10.  Il  responsabile e' punito con la reclusione da sei mesi a tre
anni e con la multa da euro 41,00 a euro 207,00.

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta, in nota, il testo dell'art. 335, commi 3 e 6 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "3.  Il prefetto, previo parere dell'autorita' militare, provvede in
materia  ((entro  il  termine di cui al comma 6.)) L'approvazione non
puo' essere data in difformita' del parere dell'autorita' militare.".
 "((6.  Il  decreto))  di autorizzazione prefettizia e' emanato entro
sessanta giorni dalla presentazione della domanda. In tale termine e'
computato    anche   quello   di   quarantacinque   giorni   concesso
all'autorita'  militare competente per esprimere il proprio parere in
ordine  alle istanze di autorizzazione. Trascorso il predetto termine
di  quarantacinque  giorni,  se  l'autorita'  militare  non  ha fatto
pervenire  al  prefetto  il  richiesto  parere,  lo stesso si intende
favorevolmente dato.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
CAPO III
DISPOSIZIONI COMUNI
                              Art. 336
                              Sanzioni

1.   Le   violazioni  del  presente  titolo,  escluse  le  violazioni
dell'articolo  335,  sempre  che il fatto non costituisce reato, sono
soggette  alla  sanzione amministrativa del pagamento di una somma di
denaro non inferiore a euro 52,00 e non superiore a euro 516,00.
2.  La sanzione amministrativa e' inflitta previa contestazione della
violazione  e  se  il  trasgressore non ha ottemperato alla diffida a
cessare la violazione.
3.  Competente  a  provvedere alla diffida, a determinare la misura e
ingiungere   il   pagamento   della  sanzione  amministrativa  e'  il
Comandante  territoriale.  Il procedimento e le eventuali opposizioni
sono  regolati  dalla  legge  24  novembre  1981,  n.  689, in quanto
applicabile.
4.  L'autorita'  militare puo' ordinare al trasgressore di compiere a
proprie  spese  il  ripristino.  Se  il  trasgressore  non  ottempera
all'ordine  di  ripristino  nel  termine  assegnatogli,  o in caso di
assoluta urgenza, l'autorita' militare provvede d'ufficio addebitando
le relative spese al trasgressore.
 
	        
	      
                              Art. 337
                           Regime fiscale

1.  Tutti  gli  atti  necessari per l'esecuzione del presente titolo,
compiuti   nell'interesse  dello  Stato,  comprese  le  cancellazioni
ipotecarie,   sono  esenti  dalle  imposte  di  bollo,  di  registro,
ipotecarie   e  catastali,  nonche'  dagli  emolumenti  riscossi  dai
conservatori  dei  registri immobiliari, dai diritti di scritturato e
dai tributi speciali di cui al decreto-legge 31 luglio 1954, n. 533 ,
convertito dalla legge 26 settembre 1954, n. 869.
 
	        
	      
                              Art. 338
                      Disciplina di esecuzione

1.  Il  regolamento detta le norme di esecuzione del presente titolo;
per  tale  parte  su  di  esso  e' acquisito il concerto dei Ministri
interessati.
 
	        
	      
CAPO IV
NORME SPECIALI PER LA PROVINCIA DI BOLZANO
                              Art. 339
       Ambito di applicazione quanto alla provincia di Bolzano

  1.  Fatto  salvo  l'articolo  335,  le disposizioni del capo II del
presente  titolo  non  si  applicano  per i comuni della provincia di
Bolzano  elencati  nell'articolo  22 del decreto del Presidente della
Repubblica  22  marzo  1974,  n.  381, per i quali si provvede con la
procedura prevista dall'articolo 107 del decreto del Presidente della
Repubblica 31 agosto 1972, n. 670. ((5))

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 339, comma 1 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "((1.  Le  disposizioni))  del  capo  II  del presente titolo non si
applicano   per   i   comuni  della  provincia  di  Bolzano  elencati
nell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo
1974,  n.  381,  per  i  quali  si provvede con la procedura prevista
dall'articolo  107  del  decreto  del  Presidente della Repubblica 31
agosto 1972, n. 670.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 340
  Disciplina speciale per taluni comuni della provincia di Bolzano

1.   Nei   comuni   della  provincia  autonoma  di  Bolzano  elencati
nell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo
1974,  n.  381,  e  nei  limiti  in  tale  articolo  22 stabiliti, si
applicano le disposizioni degli articoli seguenti.
2.  Nei  comuni  di  cui  al  comma  1 sono soggette alle limitazioni
stabilite nel presente capo tutte le proprieta' fondiarie.
 
	        
	      
                              Art. 341
 Opere per le quali occorre l'autorizzazione dell'autorita' militare

1.  E'  vietato  procedere  a  costruzioni  ferroviarie,  e  a lavori
minerari, idraulici, elettrici (ivi comprese le linee di trasporto di
energia  elettrica,  le linee telegrafiche e telefoniche, ecc.), alla
costruzione di linee teleferiche, ad attivazione di cave, a qualsiasi
uso  di grotte e cavita' sotterranee, nonche' al disboscamento, senza
autorizzazione dell'autorita' militare.
2.  Tale autorizzazione occorre anche per lavori di altra specie come
strade,  edificazioni,  depositi  e  cumuli  di  materiale in genere,
elevazioni,  scavi  e  demolizioni,  se  essi  superano  i  limiti da
fissarsi con le norme regolamentari.
3. Le grotte e cavita' sotterranee sono ritenute esistenti nei comuni
di  cui al presente capo, quando si estendono in essi, senza riguardo
al luogo dove e' sita la loro entrata.
 
	        
	      
                              Art. 342
               Condizioni e ambito dell'autorizzazione

1.  L'autorita' militare su istanza dell'interessato, corredata degli
occorrenti  piani  e  progetti,  autorizza  l'esecuzione  delle opere
proposte  dopo  aver accertato che esse non possono recare ostacolo a
eventuali  misure  di difesa o altrimenti pregiudizio alla tutela del
territorio.
2.  L'autorizzazione  e'  subordinata  alla  condizione - da rendersi
pubblica  nei modi stabiliti dalle leggi civili per le servitu' - che
l'interessato  resta  obbligato  a  effettuare  a  ogni  richiesta la
demolizione  delle  opere  stesse  dietro  compenso da determinarsi a
norma dell'articolo 343.
3.   Per   i   boschi   amministrati  da  enti  pubblici,  dichiarati
militarmente  importanti,  sono  sottoposti  al  preventivo  esame  e
approvazione   delle  autorita'  militari  i  relativi  programmi  di
gestione.
4.  Nei  centri  urbani,  i  lavori  stradali,  le  edificazioni,  le
elevazioni,  i  cumuli e le demolizioni possono essere eseguiti senza
preventivo  nulla  osta  dell'autorita'  militare,  purche' per detti
centri  urbani  esista  strumento  urbanistico gia' approvato nel suo
complesso dall'autorita' militare.
 
	        
	      
                              Art. 343
                        Ordini di demolizione

1.  E'  sempre  in  facolta'  dell'autorita'  militare  ordinare, per
sopraggiunte  esigenze  di  pubblico  interesse, la demolizione delle
costruzioni,  che esistono sopra e sotto il suolo e la costruzione di
opere  di  difesa  con  la  costituzione delle occorrenti servitu' di
accesso.  La misura delle indennita' per tali provvedimenti dovute ai
proprietari  e'  determinata  con i criteri stabiliti dal decreto del
Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327.
2.  Per  quanto  concerne  le  opere di bonifica e quelle idraulico -
forestali,  le  demolizioni  delle  costruzioni  sono ordinate previo
concerto  con  il  Ministero  delle  politiche agricole, alimentari e
forestali.
 
	        
	      
                              Art. 344
                              Vigilanza

1.  Sui  beni  immobili,  comprese  le  grotte e cavita' sotterranee,
l'autorita'  militare  esercita  una continua vigilanza. A tale scopo
gli  uffici dei registri immobiliari segnalano all'autorita' militare
tutti   gli   atti  relativi  ai  passaggi  di  proprieta'  e  quelli
costitutivi di diritti reali sui beni medesimi.
 
	        
	      
                              Art. 345
                             Pubblicita'

1.  Le limitazioni del diritto di proprieta' stabilite dagli articoli
341,  343  e 344 sono rese di pubblica conoscenza con mezzi idonei, a
cura del prefetto, di concerto con l'autorita' militare.
 
	        
	      
                              Art. 346
              Opere in prossimita' della linea doganale

1.  Se  si  tratta  di  opere  da eseguire in prossimita' della linea
doganale,   oltre   l'autorizzazione   dell'autorita'   militare,  e'
necessaria   quella   del   Comando   della   Guardia   di   finanza,
territorialmente competente.
 
	        
	      
                              Art. 347
                           Espropriazione

  1. Dei beni indicati nella presente sezione puo' essere disposta in
ogni  tempo l'espropriazione dall'autorita' militare secondo le norme
per  le  espropriazioni per le opere militari dettate dal decreto del
Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. ((5))

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 347, comma 1 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "((1.  Dei beni indicati nel presente capo)) puo' essere disposta in
ogni  tempo l'espropriazione dall'autorita' militare secondo le norme
per  le  espropriazioni per le opere militari dettate dal decreto del
Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 348
                    Autorita' militare competente

  1.  Le  istanze  per ottenere le autorizzazioni e i pareri previsti
dalla presente sezione sono rivolte ai Comandi militari territoriali.
((5))

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 348, comma 1 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "1.  Le istanze per ottenere le autorizzazioni ((e i pareri previsti
dal presente capo)) sono rivolte ai Comandi militari territoriali.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 349
                        Tutela amministrativa

1. Ferma restando la tutela giurisdizionale secondo le norme vigenti,
contro  i provvedimenti dell'autorita' militare e' ammesso il ricorso
gerarchico  al Ministro della difesa ai sensi del decreto legislativo
24 novembre 1971, n. 1199.
 
	        
	      
                              Art. 350
                              Sanzioni

1.  Le contravvenzioni alle disposizioni del presente capo e a quelle
emanate  in  base  a  esso dalle autorita' competenti sono punite con
l'ammenda  da  euro  52,00  a euro 516,00 e, nei casi piu' gravi, con
l'arresto fino a sei mesi.
2.  Inoltre  l'autorita'  militare  puo'  disporre  che,  a spese del
contravventore, siano rimesse le cose nel pristino stato.
 
	        
	      
CAPO V
SALVEZZA DI ALTRE FONTI
                              Art. 351
                        Rinvio ad altre fonti

1. E' fatto salvo quanto previsto:
a)  dall'articolo  5, comma 4, lettera b), del decreto del Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380;
b)  dall'articolo 6, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998,
n.  286,  recante  il  testo  unico delle disposizioni concernenti la
disciplina   dell'immigrazione   e   norme   sulla  condizione  dello
straniero.
 
	        
	      
TITOLO VII
URBANISTICA, EDILIZIA, PAESAGGIO, ENERGIA, AMBIENTE E SALUTE
CAPO I
URBANISTICA, EDILIZIA, PAESAGGIO, ENERGIA
                              Art. 352
 Disciplina urbanistica delle opere destinate alla difesa nazionale

1.  Per  la  localizzazione  di  tutte le opere che siano qualificate
dalle norme vigenti come destinate alla difesa nazionale, o che siano
comunque  destinate  alla difesa nazionale non occorre l'accertamento
di  conformita'  urbanistica  di  cui al decreto del Presidente della
Repubblica 18 aprile 1994, n. 383.
2.  La  regione  o  la  provincia autonoma interessata o il Ministero
della difesa hanno facolta' di acquisire il parere del Comitato misto
paritetico  di  cui  all'articolo  322, in ordine alla compatibilita'
urbanistica dell'opera.
 
	        
	      
                              Art. 353
     Disciplina edilizia delle opere del Ministero della difesa

1.  Fermo  quanto  disposto  dall'articolo  352  non  occorre  titolo
abilitativo  edilizio  per  la  realizzazione  di opere del Ministero
della  difesa  ai  sensi  dell'articolo  7,  comma 1, lettera b), del
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
2.  Si  applica  l'articolo  106  del  decreto  del  Presidente della
Repubblica  n.  380 del 2001, per le opere che si eseguono a cura del
genio militare.
 
	        
	      
                              Art. 354
   Disciplina paesaggistica delle opere del Ministero della difesa

1.  Agli  alloggi  di servizio per il personale militare e alle opere
destinate  alla  difesa  nazionale,  incidenti  su  immobili  o  aree
sottoposti  a  tutela  paesaggistica,  si  applica l'articolo 147 del
decreto  legislativo  22  gennaio  2004, n. 42, recante il codice dei
beni culturali e del paesaggio.
 
	        
	      
                              Art. 355
          Valorizzazione ambientale degli immobili militari

1.  Il  Ministero  della  difesa,  nel  rispetto  del codice dei beni
culturali  e  del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio
2004,   n.   42,   allo  scopo  di  soddisfare  le  proprie  esigenze
energetiche,   nonche'   per   conseguire   significative  misure  di
contenimento degli oneri connessi e delle spese per la gestione delle
aree  interessate, puo', fatti salvi i diritti dei terzi, affidare in
concessione  o in locazione, o utilizzare direttamente, in tutto o in
parte,  i  siti  militari,  le  infrastrutture  e  i beni del demanio
militare  o  a  qualunque  titolo  in uso o in dotazione all'Esercito
italiano,  alla  Marina militare, all'Aeronautica militare e all'Arma
dei  carabinieri,  con la finalita' di installare impianti energetici
destinati   al   miglioramento   del   quadro  di  approvvigionamento
strategico  dell'energia,  della  sicurezza  e dell'affidabilita' del
sistema,   nonche'   della  flessibilita'  e  della  diversificazione
dell'offerta,  nel  quadro  degli  obiettivi comunitari in materia di
energia  e  ambiente.  Resta  ferma  l'appartenenza  al demanio dello
Stato.
2.  Non possono essere utilizzati ai fini del comma 1 i beni immobili
individuati   ai   sensi   dell'articolo   27,   comma   13-ter,  del
decreto-legge   30   settembre   2003,   n.   269,   convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  24  novembre 2003, n. 326, e successive
modificazioni, e dell'articolo 307, comma 2.
3.  Ai fini di cui al comma 1, il Ministero della difesa, di concerto
con   il   Ministero  dello  sviluppo  economico,  con  il  Ministero
dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio  e del mare e con il
Ministero  delle  infrastrutture  e dei trasporti, sentita la regione
interessata,  nel  rispetto  dei principi e con le modalita' previsti
dal  codice  dei  contratti  pubblici  relativi  a  lavori, servizi e
forniture,  di  cui  al  decreto  legislativo 12 aprile 2006, n. 163,
anche  con  particolare  riferimento  all'articolo  17  del  medesimo
codice,  e  successive  modificazioni,  puo'  stipulare  accordi  con
imprese   a  partecipazione  pubblica  o  private.  All'accordo  sono
allegati  un  progetto preliminare e uno studio di impatto ambientale
che  attesti  la  conformita'  del  progetto  medesimo alla normativa
vigente in materia di ambiente.
4.  Il proponente, contemporaneamente alla presentazione del progetto
preliminare  al  Ministero della difesa e al Ministero dello sviluppo
economico,  presenta  al  Ministero  dell'ambiente e della tutela del
territorio   e   del   mare,  ovvero  alla  regione  territorialmente
competente,  istanza per la valutazione di impatto ambientale, ovvero
per  la  verifica  di  assoggettabilita'  a  valutazione  di  impatto
ambientale, se previste dalla normativa vigente.
5.  Il  Ministero  della  difesa,  quale  amministrazione procedente,
convoca  una  conferenza  di servizi per l'acquisizione delle intese,
dei  concerti,  dei  nulla  osta  o degli assensi comunque denominati
delle  altre  amministrazioni,  che svolge i propri lavori secondo le
modalita' di cui agli articoli da 14 a 14-quater della legge 7 agosto
1990,  n. 241, e successive modificazioni, anche con riferimento alle
disposizioni  concernenti il raccordo con le procedure di valutazione
di  impatto  ambientale.  Restano  ferme  le competenze del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti in merito all'accertamento della
conformita'  delle  opere  alle prescrizioni delle norme di settore e
dei  piani  urbanistici ed edilizi. Il parere del Consiglio superiore
dei  lavori  pubblici,  se  previsto,  e' reso in base alla normativa
vigente.
6.  La  determinazione  finale  della conferenza di servizi di cui al
comma   6   costituisce   provvedimento   unico   di  autorizzazione,
concessione,  atto  amministrativo, parere o atto di assenso comunque
denominato.
7. Il Ministero della difesa, ai fini di quanto previsto dal comma 1,
puo'  usufruire per l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili
del  servizio  di  scambio  sul posto dell'energia elettrica prodotta
secondo le modalita' di cui al comma 4, dell'articolo 27, della legge
23  luglio 2009, n. 99, anche per impianti di potenza superiore a 200
kW.
 
	        
	      
CAPO II
AMBIENTE
                              Art. 356
                   Disciplina applicabile- Rinvio

1.  Fatto  salvo  quanto  disposto dagli articoli seguenti, e ove non
diversamente  disposto  dalle  norme in materia ambientale, ai beni e
alle attivita' dell'amministrazione della difesa e delle Forze armate
si  applicano  le  vigenti norme in materia di ambiente nei limiti di
compatibilita'  con  gli speciali compiti e attivita' da esse svolti,
tenuto  conto  delle  insopprimibili  esigenze  connesse all'utilizzo
dello  strumento  militare.  I limiti di compatibilita' e le esigenze
connesse  all'utilizzo  dello  strumento  militare  sono valutate dai
competenti organismi militari sanitari e tecnici.
2. Nel corso di attivita' addestrative od operative militari condotte
all'estero  in  Paesi extracomunitari, l'amministrazione della difesa
osserva  le  disposizioni  di tutela ambientale e della salute al cui
rispetto  sarebbe  tenuta  nel  territorio  nazionale,  nei limiti di
compatibilita'  con  le esigenze dell'addestramento e delle attivita'
operative in territorio estero, e nel rispetto di quanto disposto dal
diritto    pubblico    locale.   Sono   salve   diverse   convenzioni
internazionali,  diversi accordi con le competenti autorita' locali o
diverse regole fissate nell'ambito della missione all'estero.
 
	        
	      
                              Art. 357
             Attivita' addestrative e tutela ambientale

1.  L'amministrazione  della  difesa,  nell'ambito  delle aree in uso
esclusivo   delle   Forze  armate,  puo'  stipulare  convenzioni  con
amministrazioni   o  enti,  allo  scopo  di  regolamentare  attivita'
finalizzate alla tutela ambientale, fatta salva la destinazione d'uso
delle   aree  medesime  necessarie  per  il  perseguimento  dei  fini
istituzionali della difesa. Allo stesso scopo promuove lo sviluppo di
metodologie  alternative  alle  attivita' addestrative reali quale la
simulazione  operativa.  Le  modalita'  applicative dell'intervento a
tutela  e  l'individuazione  dei beni da salvaguardare sono demandate
alla  valutazione  congiunta  dei soggetti stipulanti la convenzione,
sulla  base  delle  direttive  emanate  dal segretario generale della
difesa.
2.  Se le aree addestrative non demaniali e i poligoni semipermanenti
od  occasionali insistono nell'area di parchi nazionali e regionali o
nelle  aree  sottoposte  a  tutela  ambientale,  l'utilizzazione e il
mantenimento  conservativo  dei siti si attuano a mezzo di protocolli
d'intesa   tra   l'amministrazione   della   difesa,   il   Ministero
dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio e del mare, il Corpo
forestale dello Stato e l'Ente gestore del parco.
 
	        
	      
                              Art. 358
Valutazione ambientale strategica e valutazione di impatto ambientale

1.  Ai  sensi  dell'articolo  6,  comma  4,  lettera  a), del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono comunque esclusi dal campo di
applicazione  di  detto  decreto  i  piani  e  i  programmi destinati
esclusivamente  a  scopi  di difesa nazionale caratterizzati da somma
urgenza o coperti dal segreto di Stato.
2. Ai sensi dell'articolo 6, comma 10, del decreto legislativo n. 152
del 2006, l'autorita' competente in sede statale valuta caso per caso
i  progetti  relativi a opere e interventi destinati esclusivamente a
scopo  di  difesa  nazionale  ai  fini  della  valutazione di impatto
ambientale.  L'esclusione  di tali progetti dal campo di applicazione
del  decreto  legislativo n. 152 del 2006, se cio' possa pregiudicare
gli  scopi  della  difesa  nazionale,  e' determinata con decreto del
Ministro della difesa e del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare.
3.  Ai  sensi  dell'articolo 182, comma 3, del decreto legislativo 12
aprile  2006,  n.  163,  recante  il  codice  dei  contratti pubblici
relativi  a  lavori,  servizi  e forniture, e con il procedimento ivi
previsto,  sono  esclusi  dalla  procedura  di valutazione di impatto
ambientale,  per le opere ivi previste, gli interventi destinati alla
difesa nazionale in vista di un pericolo imminente.
 
	        
	      
                              Art. 359
         Gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati

1. Ai sensi dell'articolo 184, comma 5-bis, del decreto legislativo 3
aprile  2006,  n.  152,  i  sistemi d'arma, i mezzi, i materiali e le
infrastrutture  direttamente  destinati  alla  difesa militare e alla
sicurezza  nazionale,  individuati  con  decreto  del Ministero della
difesa, nonche' la gestione dei materiali e dei rifiuti e la bonifica
dei siti ove sono immagazzinati i citati materiali, sono disciplinati
dalla  parte  quarta  del  decreto  legislativo  n. 152 del 2006, con
procedure  speciali  da  definirsi  con  decreto  del  Ministro della
difesa,  di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio  e  del  mare  e  il Ministro della salute. I magazzini, i
depositi  e  i siti di stoccaggio nei quali sono custoditi i medesimi
materiali e rifiuti sono soggetti alle autorizzazioni e ai nulla osta
previsti dal medesimo decreto interministeriale.
2.  Ai  sensi  dell'articolo  185, comma 1, lettera b), numero 3, del
decreto  n.  152  del  2006,  non rientrano nel campo di applicazione
della  parte  quarta  di  detto  decreto, in quanto regolati da altre
disposizioni  normative che assicurano tutela ambientale e sanitaria,
i materiali esplosivi in disuso.
 
	        
	      
                              Art. 360
        Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche

1.  Ai  sensi  dell'articolo  2,  comma 3, del decreto legislativo 25
luglio  2005,  n.  151,  sono escluse dall'ambito di applicazione del
citato  decreto  le apparecchiature connesse alla tutela di interessi
essenziali  della  sicurezza  nazionale,  le  armi, le munizioni e il
materiale   bellico,   purche'   destinati  a  fini  specificatamente
militari.
 
	        
	      
                              Art. 361
                      Inquinamento atmosferico

1.  Ai  sensi  dell'articolo  272, comma 5, del decreto legislativo 3
aprile  2006,  n.  152, il titolo I della parte V del citato decreto,
relativo  alla prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera
di  impianti e attivita', non si applica agli impianti destinati alla
difesa nazionale.
 
	        
	      
                              Art. 362
Controllo dei pericoli    di   incidenti   rilevanti   connessi   con
                   determinate sostanze pericolose

  1.  Ai  sensi  dell'articolo  4,  comma  1, lettera a), del decreto
legislativo  17  agosto  1999, n. 334, sono esclusi dall'applicazione
del  citato  decreto  gli  stabilimenti,  gli  impianti  o i depositi
militari.
  2.  Ai  sensi dell'articolo 22, comma 2, del decreto legislativo n.
344  del  1999,  il  gestore (come definito dall'articolo 3, comma 1,
lettera  d),  del  citato  decreto) puo' chiedere alla regione di non
diffondere  le  parti del rapporto di sicurezza di cui all'articolo 8
del  citato  decreto  che  contengono  informazioni  riservate che si
riferiscono alla difesa nazionale. ((5))

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AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 362, comma 2 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "2. Ai sensi dell'articolo 22, comma 2, del ((decreto legislativo n.
334  del  1999)), il gestore (come definito dall'articolo 3, comma 1,
lettera  d),  del  citato  decreto) puo' chiedere alla regione di non
diffondere  le  parti del rapporto di sicurezza di cui all'articolo 8
del  citato  decreto  che  contengono  informazioni  riservate che si
riferiscono alla difesa nazionale.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 363
                   Combustibili per uso marittimo

1.  I  limiti  relativi  al  tenore  di  zolfo nei combustibili a uso
marittimo,  previsti  dall'articolo  295  del  decreto  legislativo 3
aprile 2006, n. 152, non si applicano, ai sensi del comma 13, lettera
a)  del citato articolo 295, ai combustibili utilizzati dalle navi da
guerra,  come  definite  dall'articolo  292, comma 2, lettera s), del
citato  decreto  legislativo, e da altre navi in servizio militare se
le  rotte  non  prevedono  l'accesso  a  porti  in  cui sono presenti
fornitori  di  combustibili conformi a tali limiti o, comunque, se il
relativo  rifornimento puo' pregiudicare le operazioni o le capacita'
operative;  in  tale  secondo caso il comandante informa il Ministero
della difesa dei motivi della scelta.
 
	        
	      
                              Art. 364
                        Inquinamento acustico

1.  Fermo restando quanto previsto dall'articolo 11, legge 26 ottobre
1995,  n.  447,  la prevenzione e il contenimento acustico nelle aree
esclusivamente   interessate   da   installazioni  militari  e  nelle
attivita' delle Forze armate sono definiti mediante specifici accordi
dai comitati misti paritetici di cui all'articolo 322.
 
	        
	      
                              Art. 365
  Inquinamento acustico derivante da aeroporti e velivoli militari

1.  Ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 17 gennaio 2005,
n. 13, il citato decreto si applica agli aeroporti militari aperti al
traffico  civile,  limitatamente  al traffico di velivoli civili, nei
quali  e' rilevato un superamento dei limiti acustici stabiliti dalle
vigenti  norme  per  le  zone  di  rispetto individuate in attuazione
dell'articolo  3,  comma  1,  lettera  m),  numero 3), della legge 26
ottobre 1995, n. 447.
2.  Il  decreto  legislativo  n.  13  del  2005  non  si applica alle
emissioni acustiche dei voli militari e ai voli effettuati a cura del
Ministero  della difesa per fini di preminente interesse pubblico, di
sicurezza nazionale, di emergenza, di soccorso.
 
	        
	      
                              Art. 366
                    Inquinamento elettromagnetico

1.  Ai sensi dell'articolo 2, commi 3 e 4, legge 22 febbraio 2001, n.
36,  nei  riguardi  delle  Forze  armate le norme di detta legge sono
applicate  tenendo  conto  delle  particolari  esigenze  al  servizio
espletato, individuate con il decreto di cui all'articolo 4, comma 2,
lettera a), della legge n. 36 del 2001.
2.  Restano  ferme le competenze in materia di sicurezza e salute dei
lavoratori  attribuite dalle disposizioni vigenti ai servizi sanitari
e  tecnici  istituiti  per  le  Forze armate; i predetti servizi sono
competenti  altresi'  per le aree riservate od operative e per quelle
che presentano analoghe esigenze individuate con il decreto di cui al
comma 1.
3.  Ai sensi dell'articolo 8, comma 5, della legge n. 36 del 2001, le
attivita'  di  competenza  delle  Regioni,  elencate nell'articolo 8,
comma   1,   di   detta   legge,   riguardanti  aree  interessate  da
installazioni  militari  sono definite mediante specifici accordi dai
comitati misti paritetici di cui all'articolo 322.
4.  Ai sensi dell'articolo 14, comma 3, della legge n. 36 del 2001, i
controlli di competenza dei comuni all'interno degli impianti fissi o
mobili  destinati  alle attivita' istituzionali delle Forze armate e'
disciplinato  dalla  specifica  normativa  di settore. Resta fermo in
particolare, quanto previsto per le Forze armate dei dagli articoli 3
e 13 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
 
	        
	      
                              Art. 367
    Efficienza degli usi finali dell'energia e servizi energetici

1.  Ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  2,  lettera  c), del decreto
legislativo 30 maggio 2008, n. 115, il decreto legislativo n. 115 del
2008 si applica alle Forze armate limitatamente al titolo II, capo IV
del  citato  decreto  legislativo  e  solamente  nella  misura in cui
l'applicazione del citato decreto non e' in contrasto con la natura e
l'obiettivo primario delle attivita' delle Forze armate e a eccezione
dei materiali utilizzati esclusivamente a fini militari.
 
	        
	      
                              Art. 368
       Accesso all'informazione ambientale e difesa nazionale

1.  Ai  sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 19 agosto 2005,
n.  195,  l'accesso  all'informazione  ambientale e' negato quando la
divulgazione   dell'informazione   reca   pregiudizio   alla   difesa
nazionale.
2. Ai sensi dell'articolo 5, commi 2 e 16, del decreto legislativo 18
febbraio   2005,  n.  59,  la  domanda  di  autorizzazione  integrata
ambientale  deve  contenere  l'indicazione  delle informazioni che ad
avviso  del  gestore  non devono essere diffuse per ragioni di difesa
nazionale,  tenendo  conto  delle  indicazioni di cui all'articolo 39
della  legge  3  agosto  2007,  n.  124.  In tale caso il richiedente
fornisce  all'autorita'  competente  anche una versione della domanda
priva  delle  informazioni  riservate, ai fini dell'accessibilita' al
pubblico.   L'autorita'  competente  puo'  sottrarre  all'accesso  le
informazioni,  in  particolare quelle relative agli impianti militari
di  produzione  di  esplosivi  di cui al punto 4.6 dell'allegato I al
decreto  legislativo  n. 59 del 2005, se cio' si rende necessario per
l'esigenza  di salvaguardare, ai sensi dell'articolo 24 della legge 7
agosto  1990,  n.  241,  e relative norme di attuazione, la sicurezza
pubblica o la difesa nazionale.
 
	        
	      
                              Art. 369
                          Danno ambientale

1. Ai sensi dell'articolo 303, comma 1, lettere a) ed e), del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, la parte sesta del citato decreto:
a)  non  riguarda il danno ambientale o la minaccia imminente di tale
danno  cagionati  da  atti  di  conflitto  armato, atti di ostilita',
guerra civile, insurrezione;
b) non si applica alle attivita' svolte in condizioni di necessita' e
aventi  come  scopo  esclusivo  la  difesa  nazionale  o la sicurezza
internazionale.
 
	        
	      
TITOLO VIII
REQUISIZIONI IN TEMPO DI GUERRA O DI GRAVE CRISI INTERNAZIONALE
CAPO I
DISCIPLINA GENERALE DELLE REQUISIZIONI IN TEMPO DI GUERRA
O DI GRAVE CRISI INTERNAZIONALE
SEZIONE I
AMBITO DI APPLICAZIONE TEMPORALE E BENI REQUISIBILI
                              Art. 370
                       Ambito di applicazione

1. Le disposizioni del presente capo si applicano:
a)  quando  e'  ordinata  l'applicazione,  in tutto o in parte, della
legge  di guerra, se il provvedimento, che ordina detta applicazione,
non dispone diversamente;
b) in caso di mobilitazione generale o parziale, se il provvedimento,
che ordina la mobilitazione, non dispone diversamente;
c)  in  caso  di  grave crisi internazionale, se non diversamente nel
provvedimento che la dichiara. ((1))
2.  Alle  requisizioni  di  aeromobili  si  applicano le disposizioni
dettate dal presente capo per la requisizione dei beni mobili.
3.   Le   disposizioni  del  presente  capo  non  si  applicano  alle
requisizioni:
a)  dei  quadrupedi,  dei  veicoli  e dei natanti per le Forze armate
dello Stato, cui si applica il capo II del presente titolo;
b)  delle  navi mercantili e dei galleggianti, cui si applica il capo
III del presente titolo;
c)  delle  merci  che si trovano nel territorio dello Stato in attesa
del  giudizio del Tribunale delle prede, o comunque in conseguenza di
misure dipendenti dal diritto di preda o di controllo, cui si applica
la legge di guerra.
----------------
AGGIORNAMENTO (1)
  Si riporta, in nota, il testo del comma 1 , lettera c) del presente
articolo a seguito della modifica introdotta dall'avviso di rettifica
in G.U. 01/06/2010, n. 126:
  "c)  in  caso  di grave crisi internazionale, ((se non diversamente
disposto  nel  provvedimento)) che la dichiara." La suddetta modifica
entra in vigore il 01/06/2010.
 
	        
	      
                              Art. 371
               Categorie generali dei beni requisibili

1. Sono requisibili:
a) le cose immobili e mobili, comprese le aziende;
b) le invenzioni;
c) i servizi individuali e collettivi.
2.  Sotto la denominazione di beni, si intendono compresi le cose, le
invenzioni, e i servizi indicati nel comma 1.
 
	        
	      
                              Art. 372
              Beni non requisibili per cause soggettive

1. Non sono requisibili:
a) i beni appartenenti o in uso alla Presidenza della Repubblica;
b)  i beni in uso di rappresentanze diplomatiche o consolari di Stati
esteri  o  dei  capi e del personale di esse, sempre che si tratti di
persone che non esercitano il commercio;
c)  i  beni  in  uso di rappresentanze diplomatiche di Governi esteri
presso  la  Santa Sede o dei capi e del personale di esse, sempre che
si tratti di persone che non esercitano il commercio;
d)  i  beni  in  uso  di Istituti internazionali o di loro delegati e
funzionari, ai quali siano estese le immunita' diplomatiche;
e) le cose appartenenti a stranieri escluse da requisizione in virtu'
di accordi internazionali;
f)  gli  immobili  indicati negli articoli 13, 14, commi 1 e 2, e 15,
del  Trattato  dell'11  febbraio  1929 fra l'Italia e la Santa Sede ,
nonche' i mobili che vi si trovano.
2.  Gli  immobili indicati nell'art. 14, comma 3, del Trattato di cui
al  comma  1,  lettera  f),  o  quelli  adibiti a sede degli istituti
pontifici menzionati nell'articolo 16, comma 1, dello stesso Trattato
non possono essere requisiti se non previo accordo con la Santa Sede.
3. Sono esenti dalla requisizione di servizi:
a)  i  dignitari della Chiesa e le persone indicate nell'articolo 10,
commi 1 e 2, del Trattato di cui al comma 1, lettera f);
b)  gli agenti diplomatici di Stati esteri presso il Governo italiano
e gli inviati di Governi esteri presso la Santa Sede;
c)  i  delegati  e funzionari di Istituti internazionali, di cui alla
lettera d) del comma 1;
d)  i  consoli  di  Stati  esteri  e  gli  stranieri per i quali tale
esenzione e' stabilita da accordi internazionali.
4.  Con  decreto  del Ministro degli affari esteri, di concerto con i
Ministri  interessati,  possono  essere esclusi da requisizione anche
altri beni, per ragioni di opportunita' nei rapporti internazionali.
 
	        
	      
                              Art. 373
              Beni non requisibili per cause oggettive

1. Non sono requisibili:
a) gli edifici aperti al culto, nonche' le cose consacrate al culto e
comunque destinate all'esercizio di esso;
b)   gli  edifici  direttamente  destinati  a  un  fine  di  pubblica
assistenza o beneficenza;
c) i locali dove sono custodite casse pubbliche;
d) i locali occupati da comunita' religiose;
e) i locali occupati da collegi femminili.
2.  Tuttavia,  in caso di urgente necessita', le autorita', che hanno
il  potere  di  ordinare  requisizioni,  possono assoggettare le cose
suindicate  a requisizione, previi accordi con l'Ordinario diocesano,
per  quanto  concerne  i beni indicati nel comma 1, lettera a), e, in
ogni altro caso, con il prefetto.
3.  Gli  edifici di istituti scolastici o educativi appartenenti allo
Stato o ad altri enti pubblici, possono essere, previi accordi con le
autorita'  scolastiche, requisiti soltanto per essere destinati a uso
di  caserme,  di alloggi militari o di ospedali di riserva, se non e'
possibile trovare altri edifici adatti a tale scopo; esclusi, in ogni
caso,   i   locali   destinati   a  musei,  gabinetti  scientifici  e
biblioteche.
4.  I  beni  in uso delle amministrazioni dello Stato, delle regioni,
delle  province  e dei comuni, o direttamente destinati all'esercizio
di  servizi  pubblici,  anche  se  concessi  a  privati,  nonche' gli
attrezzi,  i materiali, le scorte e le riserve direttamente destinati
ai  servizi  stessi  o  alla  esecuzione  di opere pubbliche, possono
essere   requisiti   soltanto   con   l'assenso  dell'amministrazione
interessata.
 
	        
	      
                              Art. 374
                      Beni culturali e archivi

1. I beni culturali di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.
42, appartenenti a enti pubblici, non possono essere requisiti se non
in  caso  di  assoluta  necessita', previo assenso del Ministro per i
beni  e le attivita' culturali, il quale puo' subordinare l'assenso a
determinate condizioni per l'uso della cosa.
2. Il comma 1 si applica relativamente ai beni culturali appartenenti
a  privati, che hanno formato oggetto di notifica della dichiarazione
di  interesse  culturale  ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio
2004,  n. 42, nonche' relativamente alle raccolte scientifiche, e, in
genere,  culturali,  appartenenti  a  privati,  che  siano soggette a
pubblico uso o godimento.
3. Non possono essere requisiti, finche' dura tale loro destinazione,
gli immobili, che sono sede di raccolte culturali, che appartengono a
enti pubblici, ovvero a privati, se e' intervenuta la notifica di cui
al  comma 2 o che sono soggette a pubblico uso o godimento, ovvero di
raccolte   di   interesse   scientifico,   o,  in  genere  culturali,
appartenenti a privati, che sono soggette a pubblico uso o godimento.
4.  Le  disposizioni del comma 3 si applicano anche agli immobili che
siano  sede  di  archivi  appartenenti  allo  Stato,  ad  altri  enti
pubblici,  alle  istituzioni  pubbliche  di assistenza e beneficenza,
agli  istituti  di  credito,  di diritto pubblico e alle associazioni
sindacali  e  degli  archivi  privati,  che  hanno formato oggetto di
notifica  della  dichiarazione  di  interesse  culturale ai sensi del
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
 
	        
	      
                              Art. 375
                         Beni paesaggistici

1.  I  beni  paesaggistici  di  cui  all'articolo  136,  del  decreto
legislativo  22  gennaio  2004,  n. 42, per i quali e' intervenuta la
dichiarazione  di  notevole  interesse  pubblico,  non possono essere
requisiti  se  non in caso di assoluta necessita', previo assenso del
Ministro  per  i  beni  e  le  attivita'  culturali,  il  quale  puo'
subordinare l'assenso a determinate condizioni per l'uso della cosa.
2.  In  caso  di  requisizione  di  beni  di cui all'articolo 136 del
decreto  legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42,  per i quali non e'
intervenuta  la  dichiarazione  di  notevole  interesse  pubblico, il
Ministro  per  i  beni  e  le attivita' culturali puo' prescrivere le
opportune cautele per l'uso della cosa requisita.
 
	        
	      
                              Art. 376
            Persone esenti dalla requisizione di servizi

1. Sono esenti dalla requisizione di servizi:
a) i minori di eta';
b)  le  persone, se uomini che hanno compiuto settanta anni, se donne
che hanno compiuto sessanta anni;
c)  coloro  che  sono  riconosciuti  inabili  a  prestare il servizio
richiesto;
d) ogni altra persona che e' esentata per particolari disposizioni di
legge.
 
	        
	      
                              Art. 377
                     Dispensa dalla requisizione

1.  Con  decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri, possono
essere   stabilite   dispense   da   requisizione,   relativamente  a
determinati  beni  o  categorie  di beni, per imprescindibili bisogni
dell'industria,   dell'agricoltura,   del   commercio   o  per  altre
necessita'.
 
	        
	      
SEZIONE II
REQUISIZIONE DI IMMOBILI E DI AZIENDE
                              Art. 378
                            Cose immobili

1. Gli immobili possono essere requisiti solo in uso.
2.  La requisizione si estende, salva esclusione espressa nell'ordine
di requisizione:
a)  alle cose che costituiscono pertinenza dell'immobile requisito ai
sensi dell'articolo 817 del codice civile;
b) alle cose di cui all'articolo 812, comma 2 del codice civile.
3.  I  mobili  che  si  trovano nell'immobile requisito sono compresi
nella  requisizione,  solo  se  ne  e'  stata fatta espressa menzione
nell'ordine predetto.
 
	        
	      
                              Art. 379
              Poteri dell'autorita' che usa l'immobile

1.  L'autorita'  che  usa l'immobile puo' dare a esso la destinazione
che reputa piu' opportuna, e puo' anche eseguirvi nuove opere.
 
	        
	      
                              Art. 380
                       Aziende e stabilimenti

1.  La requisizione delle aziende o degli stabilimenti si estende, se
l'ordine  di requisizione non stabilisce diversamente, a tutto quanto
e' destinato all'esercizio di essi.
 
	        
	      
                              Art. 381
                           Miniere e cave

1.  La  requisizione  delle  miniere  e  delle cave si estende, salva
espressa  indicazione diversa, a quanto e' destinato all'esercizio di
esse,  all'arricchimento  e all'elaborazione delle sostanze minerali,
come impianti fissi interni ed esterni, edifici, strade, teleferiche,
ferrovie e filovie, mezzi di trasporto, macchinari.
 
	        
	      
                              Art. 382
                         Impianti elettrici

1.  La  requisizione  degli  impianti  per  produzione,  trasporto  e
distribuzione   di  energia  elettrica  si  estende,  salva  espressa
indicazione diversa, alle opere, edifici, impianti, macchinari, linee
e,  in genere, a ogni materiale destinato all'esercizio dell'impianto
requisito.
 
	        
	      
                              Art. 383
                       Linee di comunicazione

1.  La  requisizione  delle  reti ferroviarie, tramviarie e simili, e
delle linee di navigazione interna e di navigazione aerea si estende,
salva  espressa indicazione diversa, agli edifici, agli impianti e al
materiale  che siano destinati all'esercizio delle reti o delle linee
requisite.
 
	        
	      
                              Art. 384
                               Legnami

1. Le requisizioni per l'approvvigionamento dei legnami possono avere
per  oggetto  il  soprasuolo dei boschi, i tagli boschivi in corso di
esecuzione,  gruppi  di  piante,  di alberature, piante sparse per la
produzione  di  legname  da ardere o da lavoro, legname da opera e da
ardere e carbone vegetale, in qualsiasi fase di allestimento, nonche'
qualunque  altro bene destinato alla produzione, alla lavorazione, al
deposito e al trasporto dei legnami.
 
	        
	      
                              Art. 385
         Poteri dell'autorita' nella requisizione di aziende

1.  Nei  casi  di  requisizione  di aziende e stabilimenti, miniere e
cave,   impianti   elettrici,   linee   di   comunicazione,  legnami,
l'autorita',  che  ha  emanato l'ordine di requisizione puo' assumere
direttamente  la  gestione  dell'azienda o dello stabilimento, ovvero
provvedervi  per  mezzo  della  persona  che  ne aveva l'esercizio al
momento della requisizione, o di altra persona, ente o ufficio.
2. Puo' anche eseguire opere occorrenti a mantenere e, se necessario,
ad  aumentare  l'efficienza  dell'azienda o dello stabilimento o dare
all'azienda  o  allo  stabilimento una destinazione diversa da quella
che aveva al momento della requisizione.
3. La requisizione puo' essere estesa anche alle prestazioni di tutto
o di parte del personale addetto all'azienda o allo stabilimento.
4.  Fuori del caso previsto dal comma 3, tutti coloro che in qualita'
di  dirigenti,  impiegati  o lavoratori manuali, sono destinati dalle
aziende  o  dagli stabilimenti al servizio requisito, hanno l'obbligo
di prestare la loro opera.
 
	        
	      
                              Art. 386
                      Requisizione dei prodotti

1.  La  requisizione  puo' avere per oggetto, anziche' l'azienda o lo
stabilimento o la cava o la miniera o l'azienda forestale, i prodotti
esistenti o futuri, comprendendosi fra essi anche l'energia elettrica
producibile.   In  tal  caso,  l'ordine  di  requisizione  indica  la
quantita', il luogo, il modo e il tempo della consegna dei prodotti.
2.   L'autorita'  che  procede  alla  requisizione  puo'  controllare
l'esercizio  dell'azienda  o  dello stabilimento al fine di garantire
l'esecuzione dell'ordine di requisizione.
 
	        
	      
SEZIONE III
REQUISIZIONE DI BENI MOBILI
                              Art. 387
                       Cose mobili requisibili

1. Sono requisibili:
a) le materie prime;
b) i materiali di qualsiasi natura;
c) le merci, derrate, generi alimentari di qualsiasi natura, bestiame
e foraggi;
d) le macchine, strumenti e utensili di qualsiasi genere;
e) l'energia elettrica, idraulica, a vapore o comunque prodotta.
 
	        
	      
                              Art. 388
                          Cose consumabili

1.  Le  cose  mobili,  che  con l'uso sono consumate o alterate nella
sostanza, sono requisibili solo in proprieta'.
 
	        
	      
                              Art. 389
                        Cose non consumabili

1.  Le  cose  mobili,  che  con l'uso non sono distrutte ne' alterate
nella  sostanza,  sono  requisibili  in  uso  o  in  proprieta'. Sono
requisibili in uso, quando esse possono essere rilasciate nel termine
massimo di sei mesi e nella stessa localita' in cui furono requisite,
o in altra localita' quando l'interessato vi consenta.
2.  Alla  scadenza del termine la requisizione in uso si trasforma in
requisizione in proprieta':
a)  se  l'amministrazione  ritiene  di  trattenere definitivamente la
cosa;
b)  se  l'amministrazione  reputa  di  non poter ancora effettuare la
restituzione e l'interessato non consente alla proroga del termine;
c)  se  l'interessato  non  consente di ricevere la cosa in localita'
diversa da quella in cui fu requisita.
 
	        
	      
SEZIONE IV
REQUISIZIONE DI INVENZIONI
                              Art. 390
     Oggetto della requisizione delle invenzioni e procedimento

1.  Salve  le  disposizioni  concernenti l'espropriazione o l'uso dei
diritti  di  brevetto  per  invenzioni  nell'interesse  della  difesa
militare  del  Paese  o  per  altre  ragioni di pubblica utilita', le
invenzioni   possono   essere   requisite   in  proprieta',  a  tempo
determinato o indeterminato, oppure in uso esclusivo o non esclusivo.
2.   Il   provvedimento  di  requisizione  e'  emanato  dal  Ministro
interessato.
3.   Quando   e'   presentata  istanza  di  autorizzazione  ai  sensi
dell'articolo 198 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, il
Ministero  interessato,  se  ritiene  che  l'invenzione e' utile alla
difesa  militare  o  comunque  allo  Stato, emana il provvedimento di
requisizione,  e  ne  trasmette  copia  al  Ministero  dello sviluppo
economico, il quale provvede alla notificazione.
4.  Nel  caso  di  requisizione  in  uso non esclusivo, il divieto di
alienare,  applicare, divulgare ovunque e quello di depositare presso
Stati esteri invenzioni, o comunque di rivelare notizie relative alle
medesime,   puo'  essere  imposto  con  provvedimento  del  Ministero
interessato, per la durata da questo stabilita.
5. Il Ministero interessato, anche se non ritiene di emanare l'ordine
di  requisizione,  puo'  vietare  l'alienazione,  l'applicazione,  la
divulgazione  ovunque,  come  pure  il  deposito  presso Stati esteri
dell'invenzione  per  un  periodo  di  cinque  mesi  dalla data della
notificazione del divieto.
 
	        
	      
                              Art. 391
                   Invenzione depositata in Italia

1.  Se  l'invenzione  e'  stata depositata in Italia agli effetti del
rilascio del brevetto, il richiedente non puo' alienarla, applicarla,
divulgarla ne' depositarla presso Stati esteri, se non sono trascorsi
almeno  sessanta  giorni  dalla  data  del  deposito;  fermi i poteri
attribuiti  dalle  disposizioni vigenti al Ministero della difesa per
il vincolo del segreto dei brevetti interessanti la difesa nazionale.
 
	        
	      
SEZIONE V
REQUISIZIONE DI SERVIZI
                              Art. 392
                         Servizi requisibili

1. E' requisibile qualsiasi servizio intellettuale o manuale.
2. L'ordine di requisizione puo' riguardare:
a) l'opera di persone determinate;
b)  l'opera  di tutti coloro che appartengono alle categorie indicate
nell'ordine di requisizione.
 
	        
	      
                              Art. 393
              Servizi di enti, societa' o associazioni

1.  Quando la requisizione ha per oggetto servizi di enti, societa' o
associazioni,  il  provvedimento  relativo  importa, per tutti coloro
che,  in  qualita' di dirigenti, impiegati o lavoratori manuali, sono
destinati  dall'ente,  societa' o associazione al servizio requisito,
l'obbligo di prestare la loro opera.
 
	        
	      
                              Art. 394
                     Obbligo di dare indicazioni

1. Chiunque, per ragioni d'ufficio o di professione, d'industria o di
commercio,  e'  in  grado  di  indicare  le persone idonee a compiere
determinati  servizi, da' le indicazioni richiestegli dall'autorita',
secondo le modalita' e nel termine da essa stabiliti.
 
	        
	      
SEZIONE VI
DISPOSIZIONI COMUNI
                              Art. 395
                            Precettazione

1. L'autorita' competente puo' far precedere l'ordine di requisizione
dalla  precettazione.  Questa  importa  l'obbligo  di  tenere il bene
precettato a disposizione dell'amministrazione.
2.  Se,  nel  termine  di  quindici  giorni dalla notificazione della
precettazione  non  si  procede  alla requisizione, la persona cui e'
stata intimata la precettazione riacquista la disponibilita' del bene
precettato.
3.  La  precettazione  non  attribuisce al precettato alcun diritto a
indennizzo.
 
	        
	      
                              Art. 396
                         Cose deteriorabili

1.  Se  vi  e'  pericolo  che  le  cose precettate si deteriorano, il
detentore   ne   da'   avviso,   anche   telegrafico,   all'autorita'
precettante;  se  entro  tre  giorni  dall'avviso  non e' ordinata la
requisizione,  il  detentore  riacquista la disponibilita' delle cose
precettate.
 
	        
	      
                              Art. 397
                 Effetti dell'ordine di requisizione

1. L'amministrazione acquista la proprieta' della cosa requisita o il
diritto  a  farne  uso dal momento della notificazione dell'ordine di
requisizione.
2.  Qualsiasi  contestazione,  anche  in  sede  giurisdizionale,  non
sospende l'esecutorieta' dell'ordine di requisizione.
3.  Il  detentore, sotto la sua personale responsabilita', custodisce
le cose requisite sino alla consegna.
4.  La  requisizione  e'  effettuata  nei confronti del detentore del
bene,  senza  alcuna  responsabilita'  dell'amministrazione verso gli
aventi  diritto  sul  bene requisito. Tuttavia il detentore, sotto la
sua  responsabilita', e' tenuto a dare a essi immediata comunicazione
dell'ordine di requisizione ricevuto.
 
	        
	      
                              Art. 398
 Risoluzione dei contratti stipulati anteriormente alla requisizione

1.  L'ordine  di  requisizione risolve di diritto qualsiasi contratto
che  ha  per oggetto il bene requisito, se l'esecuzione del contratto
non  e'  compatibile  con  l'esecuzione  dell'ordine di requisizione.
L'ordine  di  requisizione  libera  di  diritto  il  proprietario  da
qualsiasi  obbligazione  nei  confronti  di terzi. La risoluzione dei
contratti  non  da'  luogo  a rimborso di spese ne' a risarcimento di
danni a favore di chiunque.
2.  Se  la  requisizione  cessa  prima  della  scadenza  convenuta  o
prorogata del contratto, il contraente che aveva l'uso o il godimento
del bene requisito ha diritto a riavere tale uso o godimento, fino al
termine  convenuto  o prorogato del contratto, alle stesse condizioni
precedenti, salve le modificazioni legali eventualmente intervenute.
 
	        
	      
                              Art. 399
                        Denuncia obbligatoria

1. Le autorita' competenti a ordinare la requisizione possono imporre
a   coloro,  che  detengono  a  qualunque  titolo  cose  requisibili,
l'obbligo di denunciarne la quantita', con le modalita' e nei termini
che saranno di volta in volta stabiliti.
 
	        
	      
                              Art. 400
                        Obblighi del sindaco

1. I Sindaci hanno l'obbligo di collaborare per tutto quanto riguarda
le  requisizioni, in particolare mettendo a disposizione il personale
dipendente   per   le  necessarie  ricerche,  e  fornendo  notizie  e
informazioni anche ai fini di un'equa ripartizione, fra gli abitanti,
delle prestazioni richieste.
 
	        
	      
SEZIONE VII
AUTORITA' COMPETENTI
                              Art. 401
                         Autorita' militari

1.   I  generali  di  corpo  d'armata,  di  divisione  e  di  brigata
dell'Esercito  italiano,  e  dei  corrispondenti  gradi  della Marina
militare,  dell'Aeronautica militare e dell'Arma dei carabinieri, nei
limiti  della propria circoscrizione territoriale, hanno il potere di
ordinare requisizioni nell'interesse delle Forze armate dello Stato.
2.  I  comandanti  indicati  nel  comma  1  provvedono  d'intesa  coi
prefetti.
3.  Alle  requisizioni  suindicate provvedono le commissioni previste
dall'articolo   403   o,  quando  non  siano  costituite,  i  comandi
dipendenti dai comandanti menzionati nel comma 1.
4.  In  caso di urgente necessita' qualsiasi comandante di corpo o di
reparto  di truppa o qualsiasi altro capo servizio puo', sotto la sua
personale  responsabilita',  ordinare requisizioni di beni occorrenti
ai  bisogni  giornalieri  del  corpo,  reparto  o servizio che da lui
dipende.  In  tal  caso  una  copia  dell'ordine  di  requisizione e'
immediatamente  trasmessa,  per via gerarchica, ai comandi competenti
ai sensi del comma 1.
 
	        
	      
                              Art. 402
                          Autorita' civili

1.  Hanno  il  potere  di  ordinare  requisizioni  le amministrazioni
centrali  dello  Stato,  previe  intese  fra di loro, provvedendovi a
mezzo  dei prefetti e degli organi da essi dipendenti, i quali in tal
caso prenderanno accordi con i prefetti.
2.  In  caso  di  urgente  necessita' i prefetti possono ordinare, di
propria iniziativa, requisizioni.
 
	        
	      
                              Art. 403
                     Commissioni di requisizione

1.  Il  Ministro  della  difesa, previa intesa con gli altri Ministri
interessati,    puo'    istituire    commissioni   di   requisizione,
determinandone  la  sede,  il  numero  dei componenti e la rispettiva
competenza  per  materia  e  per  territorio. Possono essere nominate
commissioni  miste in caso di requisizioni che interessano piu' Forze
armate.
2.  I membri delle commissioni sono nominati dalle autorita' militari
che hanno il potere di ordinare requisizioni.
3.   Le  commissioni  sono  presiedute  da  ufficiali,  possibilmente
superiori,  e  sono  composte  con  ufficiali, nonche' rappresentanti
delle  categorie  professionali  designati  fra persone esperte dalle
Camere  di  commercio, industria, artigianato e agricoltura. Nel caso
di requisizione di legnami, fa parte della commissione un funzionario
del  Corpo  forestale  dello  Stato; nel caso di requisizione di beni
indicati  negli  articoli  380,  381,  382, 383 fa parte un ingegnere
dell'Agenzia del territorio.
4.  I  membri delle commissioni miste sono nominati di concerto fra i
Comandi competenti alle requisizioni.
 
	        
	      
                              Art. 404
                   Collaborazione con altri organi

1.  Ogni  autorita'  competente  a  emanare ordini di requisizione si
avvale,  salvi  i  casi  di  urgente necessita', della collaborazione
degli  organi  tecnici  ed  economici  che sono all'uopo indicati dal
Ministero  dello  sviluppo  economico e dal Ministero dell'economia e
delle finanze.
 
	        
	      
                              Art. 405
    Comunicazioni all'autorita' civile e accordi per l'esecuzione

1.  Gli  incaricati dell'esecuzione delle requisizioni, in ogni caso,
danno avviso al sindaco del comune in cui si trovano gli immobili, le
aziende  e gli stabilimenti da requisire, o, quando trattasi dei beni
indicati   negli   articoli  373,  374,  375,  agli  uffici  pubblici
interessati.  Se  non  ostano  ragioni  di urgenza, prendono, ai fini
dell'esecuzione,  preventivi  accordi con il sindaco e con gli uffici
predetti.
 
	        
	      
SEZIONE VIII
PROCEDIMENTO
                              Art. 406
               Destinatari dell'ordine di requisizione

1. L'ordine di requisizione puo' essere diretto a singole persone o a
determinate  categorie di persone: in questo secondo caso puo' essere
reso noto con pubblico manifesto.
 
	        
	      
                              Art. 407
                Contenuto dell'ordine di requisizione

1.   L'ordine  di  requisizione  contiene,  di  regola,  le  seguenti
indicazioni:
a) autorita' per conto della quale la requisizione e' effettuata;
b) organo che procede alla requisizione;
c) beni che formano oggetto della requisizione;
d) persone alle quali l'ordine e' diretto;
e) termine entro il quale la persona intimata deve adempiere l'ordine
di requisizione, e modalita' relative;
f) se la requisizione e' in proprieta' o in uso;
g)  data  dell'ordine  di  requisizione;  firma dell'autorita' che lo
emana.
2.  Per  le  requisizioni  in uso, l'ordine ne indica, possibilmente,
anche la prevedibile durata.
 
	        
	      
                              Art. 408
          Forma e notificazione dell'ordine di requisizione

1.  L'ordine di requisizione e' staccato da apposito registro, diviso
in  tre  parti.  La  prima e' conservata dall'autorita' che esegue la
requisizione;  la  seconda  e'  consegnata,  per  notificazione, alla
persona  cui l'ordine e' diretto o, in sua assenza, ai suoi familiari
o  alle  persone  addette  al  suo servizio. In caso di mancanza o di
assenza  di  questi,  la  notificazione  si considera eseguita con la
consegna della seconda parte suindicata all'ufficio di segreteria del
comune.  La  terza  parte,  sottoscritta  dalla  persona  che  riceve
l'ordine   e'   anch'essa   conservata   dall'autorita'   che  esegue
requisizione.
 
	        
	      
                              Art. 409
                       Rilascio della ricevuta

1. L'autorita' che esegue le requisizioni rilascia senza indugio agli
interessati ricevuta scritta del bene requisito.
2. La ricevuta, distaccata da apposito registro, contiene le seguenti
indicazioni:
a) autorita' che ha ordinato la requisizione;
b) descrizione sommaria del bene requisito;
c) data e firma.
3.  La  ricevuta  indica l'importo dell'indennita' dovuta per il bene
requisito.  Se  cio'  non  e'  possibile,  e' emanato successivamente
l'ordine di pagamento con l'indicazione dell'importo anzidetto.
 
	        
	      
                              Art. 410
                   Trasporto delle cose requisite

1.  Il  trasporto  delle  cose requisite dal luogo dove si trovano al
momento  della  requisizione  e'  fatto a cura e spese dell'autorita'
procedente, la quale puo' anche requisire i mezzi a cio' necessari.
 
	        
	      
                              Art. 411
                          Processo verbale

1. In caso di requisizione in uso, si provvede, a cura dell'autorita'
procedente,  alla  redazione  di  un  processo  verbale,  in  duplice
originale, in cui si fa la descrizione sommaria detta cosa requisita.
2. Il processo verbale e' redatto in presenza del detentore o, in sua
assenza, in presenza del sindaco o di un suo delegato.
3.   Uno   degli   originali   del  processo  verbale  e'  consegnato
all'interessato  e,  se  questi rifiuta di riceverlo o e' assente, al
sindaco o a chi ne fa le veci.
4.  Quando  trattasi di immobili, aziende o stabilimenti, al processo
verbale  sono uniti, se possibile, gli atti estimativi, i disegni, le
fotografie  e  gli  altri  documenti  illustrativi  che  si ritengono
necessari per comprovare la consistenza dei beni requisiti.
5.  La  compilazione  del  processo  verbale  puo'  omettersi, quando
trattasi  di  requisizione  di immobili per la durata non superiore a
trenta  giorni  purche'  il  locale  non  debba essere sgombrato e il
detentore   non  debba  allontanarsene;  ovvero  quando  trattasi  di
requisizione di cose mobili di valore non eccedente il valore di euro
1.000,00.
 
	        
	      
                              Art. 412
                        Esecuzione d'ufficio

1.  In caso di inosservanza degli ordini di requisizione, l'autorita'
puo' provvedere d'ufficio all'esecuzione degli ordini medesimi, salva
l'applicazione delle sanzioni penali.
2.  Ai  fini  di  tale  esecuzione, l'autorita' puo' accedere, sia di
giorno sia di notte, anche in luoghi chiusi, facendo, all'occorrenza,
forzare le porte esterne e interne.
3.  Negli atti di esecuzione d'ufficio e' necessario l'intervento del
sindaco, o di un suo delegato, e la presenza di due testimoni da esso
designati.
4.  Dell'esecuzione d'ufficio e' redatto processo verbale, in duplice
originale, di cui uno e' rimesso al sindaco.
 
	        
	      
SEZIONE IX
REQUISIZIONI NELLA ZONA DELLE OPERAZIONI
                              Art. 413
                        Disposizioni generali

1. Nella zona delle operazioni, i competenti comandi di grandi unita'
possono,  in qualunque momento, ordinare requisizioni, per provvedere
ai bisogni delle Forze armate.
2.  Per tali requisizioni si applicano le disposizioni della presente
sezione,  se  e'  altrimenti disposto con bandi militari e, in quanto
non provvedono le disposizioni della presente sezione o dei bandi, si
osservano quelle delle altre sezioni del presente capo.
 
	        
	      
                              Art. 414
                     Commissioni di requisizione

1.  Le  requisizioni sono ordinate dagli organi direttivi dei servizi
d'armata ed eseguite per mezzo di commissioni da essi costituite.
2.  Dette  commissioni,  per  la  redazione dei verbali di consegna e
riconsegna   d'immobili,  aziende  o  stabilimenti,  nonche'  per  la
determinazione  delle relative indennita' conseguenti alle effettuate
requisizioni,  sono  coadiuvate da personale tecnico dell'Agenzia del
territorio e del Genio militare.
 
	        
	      
                              Art. 415
  Requisizioni per la Marina militare e per l'Aeronautica militare

1.  Alle  requisizioni  interessanti  unita'  e  servizi della Marina
militare  e  dell'Aeronautica  militare,  dislocati  nella zona delle
operazioni, possono provvedere, rispettivamente, i competenti Comandi
mobilitati della Marina militare e dell'Aeronautica militare retti da
ammiragli  o  da  generali,  previi  accordi  con i comandi di grandi
unita'  dell'Esercito  italiano  competenti  sul  territorio  ove  le
requisizioni  si  effettuano,  e sotto il controllo dell'alto comando
dell'Esercito italiano.
 
	        
	      
                              Art. 416
           Requisizione da parte dei comandanti di reparto

1.  Nei  casi  di urgenza, i comandanti di grandi unita' possono, con
disposizione  speciale  e  temporanea,  autorizzare  i  comandanti di
truppa a procedere direttamente a requisizione di risorse locali.
 
	        
	      
                              Art. 417
                     Casi di eccezionale urgenza

1.  Nei  casi  di  eccezionale urgenza e limitatamente al bisogno, la
requisizione   di   risorse   locali   puo'   essere  ordinata  anche
dall'ufficiale di grado piu' elevato, che ha il comando di un reparto
o di un servizio sul posto.
 
	        
	      
                              Art. 418
            Modalita' per l'esecuzione delle requisizioni

1.  Se non e' possibile avvalersi degli organi indicati nell'articolo
404,  le autorita' che procedono alla requisizione possono richiedere
l'intervento  diretto  del  sindaco,  per  ripartire  le  prestazioni
richieste tra gli abitanti e per consegnare all'autorita' militare le
cose requisite.
 
	        
	      
                              Art. 419
                      Commissioni di controllo

1. Presso i Comandi di grande unita' e' costituita una commissione di
controllo per le requisizioni.
2. Essa provvede:
a) a confermare o a rivedere le indennita' stabilite provvisoriamente
dagli organi che hanno proceduto alla requisizione;
b)  a  regolarizzare,  su  domanda  dell'interessato, la requisizione
eseguita senza l'osservanza delle forme prescritte;
c)    ad   accertare   le   eventuali   responsabilita'   di   agenti
dell'amministrazione    militare,    per    irregolarita'   da   essi
eventualmente  commesse  e  per  i  danni  relativi, e a procedere ai
conseguenti addebiti, salva la competenza della Corte dei conti.
 
	        
	      
SEZIONE X
LIQUIDAZIONE E PAGAMENTO DELLE INDENNITA'
                              Art. 420
                             Indennita'

1.  Per ogni requisizione e' corrisposta una giusta indennita' che e'
liquidata  dall'autorita'  procedente,  secondo  i  criteri stabiliti
dagli articoli della presente sezione.
2.  Il  pagamento dell'indennita' e' effettuato senza indugio; quando
non  si possa determinare l'indennita' al momento della requisizione,
l'autorita'  procedente  puo'  disporre  il  pagamento di una somma a
titolo di acconto.
 
	        
	      
                              Art. 421
                Indennita' per aziende e stabilimenti

1.  L'indennita'  per la requisizione delle aziende o stabilimenti e'
liquidata  dalle commissioni di requisizione. Se alla requisizione ha
proceduto    un'autorita'    civile,    l'indennita'   e'   liquidata
dall'amministrazione   centrale   nell'interesse   della   quale   la
requisizione e' stata effettuata ed e' stabilita in base a perizia di
una   commissione  di  cinque  membri  nominata  dall'amministrazione
interessata. Di tale commissione fa parte un tecnico dell'Agenzia del
territorio  e un rappresentante dell'associazione di categoria di cui
l'azienda e lo stabilimento fa parte.
 
	        
	      
                              Art. 422
                       Indennita' per immobili

1. L'indennita' per la requisizione degli immobili e' ragguagliata al
reddito normale che l'immobile e' atto a produrre, tenuto anche conto
delle cose indicate nel comma 3 dell'articolo 378.
2.  Inoltre, per l'asportazione dall'immobile delle cose non comprese
nell'ordine  di requisizione, e' accordata al detentore dell'immobile
medesimo  un'indennita'  commisurata  alle normali spese di trasporto
nell'ambito dello stesso comune.
 
	        
	      
                              Art. 423
         Indennita' per beni mobili requisiti in proprieta'

1.  L'indennita'  per la requisizione di mobili in proprieta', se non
si  tratta  di  cose  per  le  quali  l'amministrazione competente ha
stabilito i prezzi a norma delle disposizioni vigenti, e' determinata
in  base ai prezzi di mercato desunti dai listini esistenti presso le
Camere  di  commercio,  o, in mancanza, in base alla media dei prezzi
correnti  sul  luogo  negli ultimi trenta giorni. Quando si tratta di
cose  che  non  hanno  un  prezzo corrente, si tiene conto dei prezzi
fatti nelle ultime contrattazioni.
2.  In  ogni  caso,  l'indennita' e' adeguata allo stato d'uso e alla
qualita' dei beni.
 
	        
	      
                              Art. 424
              Indennita' per i mobili requisiti in uso

1.  L'indennita' per la requisizione in uso di mobili e' ragguagliata
all'interesse legale sul valore venale dell'oggetto.
 
	        
	      
                              Art. 425
Indennita'  per  cose  indispensabili  per  l'esercizio di industrie,
                       commercio, professioni

1.   Se  la  cosa  requisita  in  uso  e'  mezzo  indispensabile  per
l'esercizio  di  un'industria, di un commercio o di una professione e
non puo' essere prontamente e facilmente sostituita, ovvero e' troppo
onerosa  la  sostituzione,  e' corrisposta, per una volta sola, oltre
l'indennita'   per  l'uso  della  cosa,  un'indennita'  supplementare
proporzionata alla presumibile durata della requisizione e, in nessun
caso,  eccedente l'importo di un'annualita' dell'interesse legale sul
valore venale della cosa.
 
	        
	      
                              Art. 426
              Indennita' per requisizione di invenzioni

1.  L'indennita'  per  la  requisizione  di invenzioni, ancorche' non
brevettate,  e'  liquidata  dal Ministero della difesa che dispone la
requisizione, d'intesa con il Ministero dello sviluppo economico.
2.  Per  i  divieti  di  alienazione,  applicazione,  divulgazione  e
deposito  presso  Stati esteri non e' dovuta alcuna indennita', salvo
che  i  divieti  hanno  per  oggetto  invenzioni requisite in uso non
esclusivo.  In  tal caso l'indennita' e' liquidata ai sensi del comma
1.
 
	        
	      
                              Art. 427
               Indennita' per requisizione di servizi

1.  L'indennita'  per la requisizione di servizi e' stabilita tenendo
presenti le tariffe stabilite a norma delle leggi vigenti.
 
	        
	      
                              Art. 428
               Fondi per il pagamento delle indennita'

1.   Le  commissioni  procedono  al  pagamento  delle  indennita'  di
requisizione:
a)  in  zona  territoriale mediante ordinativi su aperture di credito
disposte  a  favore dei presidenti delle commissioni stesse presso le
competenti direzioni territoriali del Ministero dell'economia e delle
finanze;
b)  nella  zona  delle  operazioni,  mediante ordinativi tratti sulle
casse militari.
2.   Per   somme   di  piccola  entita',  il  pagamento  puo'  essere
direttamente   effettuato   dalle   commissioni   stesse   sui  fondi
prelevabili  in  contanti.  Il  limite delle somme che possono essere
pagate  direttamente  e  di  quelle  da  prelevarsi  a  tale scopo e'
stabilito dall'autorita' da cui la commissione dipende.
3. I presidenti delle commissioni di requisizione, nella gestione dei
fondi  loro  assegnati,  assumono  la qualifica, le attribuzioni e le
responsabilita'  dei  funzionari  delegati  ai  sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367.
 
	        
	      
                              Art. 429
                       Modalita' di pagamento

1.  L'indennita'  di  requisizione  e'  pagata  alla  persona nei cui
confronti    la    requisizione   e'   stata   effettuata,   restando
l'amministrazione  esonerata  da  qualsiasi responsabilita' verso gli
aventi  diritto  sul  bene  requisito.  Tuttavia  colui che riceve il
pagamento ne versa immediatamente l'importo all'avente diritto.
2.  Nel  caso  di requisizione in uso eccedenti la durata di un mese,
l'indennita' puo' essere corrisposta a rate mensili posticipate.
3.  Le  prestazioni  personali  che  durano piu' di sette giorni sono
pagate alla fine di ciascuna settimana.
 
	        
	      
                              Art. 430
                       Quietanza del pagamento

1.  La  ricevuta  rilasciata a norma dell'articolo 409 e' consegnata,
all'atto  del  pagamento,  all'agente pagatore, il quale la trattiene
dopo  averla  fatta  firmare per quietanza. La stessa disposizione si
applica  nel  caso  in  cui e' emanato separato ordine di pagamento a
norma del comma 3 dello stesso articolo 409.
2.  Nel caso di pagamento eseguito direttamente dalla commissione, la
seconda  parte del foglio di ricevuta non e' consegnata al creditore,
ma e' allegata al rendiconto, munita della quietanza.
 
	        
	      
                              Art. 431
              Effetti della riscossione dell'indennita'

1.   La   riscossione  dell'indennita'  di  requisizione  costituisce
acquiescenza   e   comporta   rinuncia   a   qualunque  impugnazione,
amministrativa   o   giurisdizionale,   sia   avverso   l'ordine   di
requisizione sia avverso la determinazione della indennita'.
 
	        
	      
SEZIONE XI
RESTITUZIONE DELLE COSE REQUISITE IN USO
                              Art. 432
    Restituzione degli immobili, delle aziende e dei stabilimenti

1.   Appena   cessata   la   necessita'   che  aveva  determinata  la
requisizione,  gli  immobili,  le  aziende  o stabilimenti sono senza
indugio restituiti.
 
	        
	      
                              Art. 433
   Preavviso di restituzione dell'immobile, azienda o stabilimento

1.  Se  non  e'  stata  indicata  la durata dell'uso, la restituzione
dell'immobile,  azienda  o  stabilimento e' preceduta da un preavviso
notificato  all'interessato  entro  un congruo termine che, quando si
tratta di azienda o stabilimento in esercizio, non puo' essere minore
di otto giorni.
 
	        
	      
                              Art. 434
                  Processo verbale di restituzione

1.  Al  momento  della restituzione e' compilato, a cura degli organi
tecnici competenti, un nuovo processo verbale, sulla scorta di quello
redatto  all'atto dell'occupazione, facendo menzione delle variazioni
avvenute,  per effetto di deterioramenti, spostamenti o per qualsiasi
altra modificazione dipendente dall'occupazione.
2.  Dal processo verbale risultano tutti gli elementi atti a dirimere
le  questioni  gia'  sorte o che potessero sorgere con l'interessato,
nei   riguardi   dell'occupazione,   specialmente   in   merito  alla
determinazione   dell'eventuale   compenso   da   corrispondersi  per
qualsivoglia motivo.
 
	        
	      
                              Art. 435
                Miglioria senza alterazione del bene

1.  Se,  in  seguito  a  nuove  opere,  l'immobile,  l'azienda  o  lo
stabilimento  requisito  e'  aumentato  di  valore, senza alterare la
primitiva  struttura  in  rapporto  alla destinazione che l'immobile,
l'azienda  o  lo  stabilimento  aveva  al momento della requisizione,
l'avente  diritto non puo' opporsi a ricevere la cosa requisita ed e'
tenuto  a  corrispondere all'erario la somma minore tra lo speso e il
migliorato.  A  tale  scopo,  l'amministrazione che ha proceduto alla
requisizione determina detta somma, indicando la somma spesa e quella
che l'amministrazione dichiara corrispondere all'effettiva miglioria.
Il provvedimento e' comunicato all'avente diritto.
 
	        
	      
                              Art. 436
                 Miglioria con alterazione del bene

1.  Quando  le  nuove  opere hanno alterato la primitiva struttura in
rapporto   alla   destinazione   che   l'immobile,   l'azienda  o  lo
stabilimento  aveva  al momento della requisizione, l'amministrazione
che  vi ha proceduto, se non intende provvedere al ripristino, invita
l'avente  diritto  a dichiarare, nel termine di sessanta giorni dalla
notificazione,  se  intende  ricevere  la  cosa nello stato in cui si
trova,  pagando  la  somma  minore  tra  quella che l'amministrazione
dichiara  di  aver  speso  e  quella  che  la  stessa amministrazione
dichiara  corrispondere  all'effettiva miglioria. Il provvedimento e'
comunicato all'avente diritto.
2.  Se  l'interessato,  nel termine suindicato, non dichiara di voler
corrispondere  la  somma determinata dall'amministrazione a norma del
comma  1,  il  Ministro dell'economia e delle finanze, entro sei mesi
dalla   scadenza  del  termine  fissato  nell'invito  predetto,  puo'
disporre,  con  suo  decreto,  che  la cosa passi in proprieta' dello
Stato, dietro pagamento di un'indennita' corrispondente al valore che
essa  aveva  al  momento della requisizione. Con lo stesso decreto e'
determinata anche l'indennita'.
 
	        
	      
                              Art. 437
                     Nuove opere senza miglioria

1.  Quando  le  nuove  opere  non  hanno  recato  alcun miglioramento
all'immobile,    all'azienda    o    allo   stabilimento   requisito,
l'amministrazione che ha proceduto alla requisizione, ove non intenda
provvedere  al  ripristino, restituisce la cosa nello stato in cui si
trova,  salvo  indennizzo  per  l'eventuale  diminuzione di valore, a
norma degli articoli seguenti.
 
	        
	      
                              Art. 438
              Indennita' speciale per il deprezzamento

1. Se durante il periodo della requisizione la cosa ha subito logorio
o  deterioramento  in  misura  eccedente  quella  derivante  dall'uso
normale del bene stesso, alle indennita' indicate nella sezione X del
presente  capo  e' aggiunta una speciale indennita' corrispondente al
maggior deprezzamento della cosa.
2.  Nei  casi previsti dal comma 2 dell'articolo 389 e quando la cosa
mobile  per  effetto dell'uso e' divenuta inservibile, e' corrisposta
un'indennita'  ragguagliata  al  prezzo  della cosa nel momento della
requisizione,  oltre  gli  interessi  legali  su detto prezzo da tale
momento  a  quello  del  pagamento,  dedotto  quanto l'interessato ha
ricevuto a titolo di indennita' per la requisizione in uso.
 
	        
	      
                              Art. 439
                       Spese per il ripristino

1. Se l'amministrazione intende provvedere al ripristino, ha facolta'
di eseguire direttamente le opere necessarie, ovvero di corrispondere
l'importo all'avente diritto.
 
	        
	      
                              Art. 440
            Riscossione dei crediti dell'amministrazione

1.   I  crediti  dell'amministrazione  sono  riscossi  con  le  forme
stabilite per la riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato.
2. A richiesta dell'interessato, l'amministrazione puo' consentire la
ripartizione  in  rate  o  in annualita' del pagamento delle somme da
esso dovute.
 
	        
	      
SEZIONE XII
TUTELA GIURISDIZIONALE
                              Art. 441
                       Tutela giurisdizionale

  1.  La cognizione delle controversie in ordine alle requisizioni di
cui  al  presente  capo  e'  devoluta al giudice ordinario per quanto
attiene  alla liquidazione delle indennita' e al competente Tribunale
amministrativo  regionale  per  quanto  riguarda  la legittimita' del
provvedimento di requisizione.
                                                                ((3))

-------------
AGGIORNAMENTO (3)
  Si riporta, in nota, il testo del presente articolo come modificato
dal D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104:
                              Art. 441.
                      ((Tutela giurisdizionale.
  1.  La  cognizione delle controversie in ordine ai requisiti di cui
al  presente Capo e' devoluta al giudice ordinario per quanto attiene
alla  liquidazione  delle  indennita';  la  tutela davanti al giudice
amministrativo    e'    disciplinata    dal   codice   del   processo
amministrativo.))
  La suddetta modifica entra in vigore il 16/9/2010.
 
	        
	      
SEZIONE XIII
DISPOSIZIONI PENALI
                              Art. 442
                  Omessa custodia di cose requisite

1.  Il  detentore della cosa requisita, che omette di custodirla fino
alla  consegna,  e'  punito  con  l'arresto  fino  a  sei  mesi o con
l'ammenda da euro 21,00 a euro 103,00.
2.  Per  casi  piu'  gravi, possono applicarsi congiuntamente le pene
dell'arresto e dell'ammenda nei limiti indicati nel comma 1.
 
	        
	      
                              Art. 443
              Omissione di denuncia o denuncia inesatta

1.  Chiunque,  senza giustificato motivo, non ottempera all'ordine di
fare,  nei  modi  e  nei  termini  stabiliti,  la  denuncia  prevista
dall'articolo 399 o la fa inesattamente, e' punito con l'arresto fino
a sei mesi o con l'ammenda da euro 10,00 a euro 516,00.
2-  Nei  casi  piu'  gravi, possono applicarsi congiuntamente le pene
dell'arresto e dell'ammenda, nei limiti di cui al comma 1.
 
	        
	      
                              Art. 444
      Inadempimento dell'ordine di precettazione o requisizione

1.  Chiunque distrae, occulta o in qualsiasi modo dissimula una cosa,
al fine di impedire la precettazione o la requisizione, ovvero, senza
giustificato  motivo,  non ottempera, in tutto o in parte, all'ordine
di precettazione o di requisizione, dato dall'autorita' competente, o
comunque  ne  impedisce  od  ostacola  l'esecuzione, e' punito con la
reclusione fino a un anno e con la multa fino a euro 310,00.
2. Se il fatto e' commesso per colpa, si applica la multa fino a euro
207,00.
 
	        
	      
                              Art. 445
       Alterazione dello stato di immobili o aziende requisiti

1. Chiunque, senza l'autorizzazione dell'autorita' che ha ordinato la
requisizione,  altera  o  modifica, in qualsiasi modo, lo stato degli
immobili,  aziende  o stabilimenti requisiti, e' punito con l'arresto
fino a un anno o con l'ammenda fino a euro 516,00.
2.  Nei  casi  piu'  gravi, possono applicarsi congiuntamente le pene
dell'arresto e dell'ammenda, nei limiti di cui al comma 1.
 
	        
	      
                              Art. 446
                 Alterazione di documenti o notizie

1.  Chiunque, per sottrarre in tutto o in parte, alla precettazione o
alla  requisizione  di beni, che ne possono formare oggetto, presenta
libri   o  documenti  contraffatti  o  alterati,  e'  punito  con  la
reclusione fino a un anno e con la multa fino a euro 310,00.
2.   Chiunque,   allo   scopo  suindicato,  fornisce  alle  autorita'
competenti  indicazioni  mendaci,  e' punito con la reclusione fino a
sei mesi o con la multa fino a euro 103,00.
3. Se sono fornite, per colpa, indicazioni non conformi alla verita',
si applica la multa fino a euro 31,00.
 
	        
	      
                              Art. 447
           Sottrazione o danneggiamento di cose requisite

1.  Chiunque,  fuori  dei  casi  previsti  dagli altri articoli della
presente  sezione,  sottrae,  distrae,  sopprime, occulta, dissimula,
sostituisce,  disperde,  distrugge o altrimenti rende inservibili, in
tutto  o  in parte, o deteriora le cose requisite e affidate alla sua
custodia, o di cui e' proprietario, e' punito secondo le disposizioni
dell'articolo 334 del codice penale.
2. Se il fatto e' avvenuto o e' stato agevolato per colpa, si applica
la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a euro 310,00.
 
	        
	      
                              Art. 448
      Consegna della cosa prima dell'apertura del dibattimento

1.  Nei  casi  previsti  dagli articoli della presente sezione, se il
colpevole, prima dell'apertura del dibattimento, consegna la cosa, la
pena e' diminuita da un sesto a un terzo.
 
	        
	      
                              Art. 449
Applicazione,   divulgazione   e  deposito  presso  Stati  esteri  di
                             invenzioni

1.  Chiunque  aliena,  applica  o divulga un'invenzione o la deposita
presso  Stati  esteri,  ovvero  rivela notizie relative alla medesima
senza  l'autorizzazione prevista dall'articolo 390, o prima che siano
trascorsi  i  periodi  di  tempo  indicati  negli articoli 390 e 391,
ovvero dopo l'avvenuta requisizione, e' punito con la reclusione fino
a tre anni e con la multa fino a euro 516,00.
2.  Con  la stessa pena e' punito chiunque aliena, applica, divulga o
deposita  all'estero  un'invenzione,  ovvero  rivela notizie relative
alla   medesima   in   violazione  di  alcuno  dei  divieti  indicati
nell'articolo 390.
 
	        
	      
                              Art. 450
                  Rifiuto di prestazione di servizi

1.  Chiunque,  senza giustificato motivo, rifiuta di ottemperare a un
ordine   legalmente  dato  di  compiere  un  servizio  individuale  o
collettivo,  e'  punito  con l'arresto fino a un anno e con l'ammenda
fino a euro 516,00.
2.  Si  applica l'ammenda fino a euro 516,00 ai dirigenti, impiegati,
operai che non ottemperano all'obbligo di cui all'articolo 385, comma
4 e di cui all'articolo 393.
 
	        
	      
                              Art. 451
                     Rifiuto di dare indicazioni

1.  Chiunque non ottempera all'obbligo previsto dall'articolo 394, e'
punito  con  l'arresto  fino  a  tre mesi e con l'ammenda fino a euro
310,00.
2.  Se il colpevole da' informazioni mendaci, e' punito con l'arresto
fino a sei mesi e con l'ammenda fino a euro 620,00.
3.  Se  il colpevole e' pubblico ufficiale, la pena e' aumentata fino
al doppio.
4.  Se  sono  date,  per  colpa, informazioni non corrispondenti alla
verita', si applica l'ammenda fino a euro 52,00.
 
	        
	      
                              Art. 452
                          Reati piu' gravi

1. Le disposizioni della presente sezione non si applicano se i fatti
da  essa  previsti  costituiscono  un piu' grave reato ai sensi delle
leggi vigenti.
 
	        
	      
                              Art. 453
                  Competenza dei tribunali militari

1.  Durante  lo  stato  di  guerra,  i  reati previsti nella presente
sezione   sono  di  competenza  dei  tribunali  militari,  e,  per  i
procedimenti   penali  relativi,  nei  casi  in  cui  si  ritenga  di
infliggere  la  sola  pena  pecuniaria,  puo' provvedersi con decreto
penale, secondo le norme del codice penale militare di pace.
 
	        
	      
                              Art. 454
           Omissione di comunicazioni agli aventi diritto

1.   Il  detentore,  che  non  ottempera  verso  gli  aventi  diritto
all'obbligo  previsto  dal  comma  4 dell'articolo 397, e' punito, su
querela della persona offesa, con la multa fino a euro 103,00.
 
	        
	      
CAPO II
DISCIPLINA SPECIALE DELLE REQUISIZIONI DI QUADRUPEDI, VEICOLI
E NATANTI DI ACQUA DOLCE IN CASO DI GUERRA O DI GRAVE CRISI
INTERNAZIONALE
SEZIONE I
AMBITO, OGGETTO E PROCEDIMENTO
                              Art. 455
              Ambito e oggetto - Disciplina applicabile

1.  Nei  casi  previsti  dall'articolo  370,  comma 1, possono essere
requisiti,  in  proprieta' o in uso, per i bisogni delle Forze armate
dello  Stato,  i seguenti beni e le prestazioni connesse indicate nel
presente capo:
a)  i  cavalli,  i  muli  e altri quadrupedi da soma o da tiro, senza
distinzione di sesso e loro bardature;
b)  i  veicoli  ordinari  a  trazione  animale,  i veicoli a motore a
trazione meccanica, nonche' i loro eventuali rimorchi, le trattrici e
le locomotive stradali coi rispettivi rimorchi;
c) le biciclette d'ogni sorta a motore e semplici;
d) i natanti d'ogni specie, adibiti alla navigazione dei fiumi, laghi
e lagune delle diverse regioni, atti al trasporto di persone, animali
o  cose,  di  portata  non  inferiore  ai  cinque  quintali,  con  la
rispettiva attrezzatura.
2.   Sotto  la  denominazione  di  <<capi>>  si  intendono  designate
indistintamente tutte le cose indicate nel comma 1.
3.  Ogni  capo puo' essere requisito se si trova nel territorio dello
Stato,  se  appartiene  a  cittadini  italiani,  ovvero  a  stranieri
residenti in Italia, ed e' idoneo al servizio militare.
4.  Alla  requisizione  dei  natanti  di  acqua dolce si applicano le
disposizioni  del  presente  capo,  tranne  per  quanto  riguarda  le
indennita'  e le altre somme spettanti a proprietari e detentori, cui
si applicano le disposizioni del capo III del presente titolo.
5. Per la tutela giurisdizionale, si applica l'articolo 441.
 
	        
	      
                              Art. 456
                        Capi non requisibili

1. Non sono requisibili:
a)  i capi appartenenti ai soggetti indicati nell'articolo 372, comma
1, lettere da a) a e);
b)  i quadrupedi appartenenti agli ufficiali delle Forze armate dello
Stato in servizio effettivo e degli ufficiali richiamati dal congedo,
sempreche'   siano  usati  personalmente  e  nei  limiti  del  numero
attribuito dalla legge alla loro carica e grado;
c)  gli automezzi e i natanti in dotazione dell'amministrazione della
pubblica sicurezza;
d) gli stalloni appartenenti allo Stato o di pertinenza delle regioni
o loro consorzi per il compito dell'incremento ippico;
e)  le  giumente  di  puro  sangue  e  quelle brade indome, destinate
esclusivamente alla riproduzione;
f)  i  soggetti  da riproduzione e da allevamento (fattrici, puledri)
facente parte delle stazioni speciali di monta selezionate.
2.  Le  giumente  con  puledri  lattanti  o  riconosciute pregne sono
escluse  da  requisizione, ma non dalle riviste e dalle dichiarazioni
di cui agli articoli seguenti.
3. Sono altresi' esenti da requisizione, ma non dalla rivista e dalle
dichiarazioni,   di  cui  ai  seguenti  articoli,  gli  automezzi  in
dotazione  alla Croce rossa italiana e all'Associazione dei cavalieri
italiani  del  sovrano militare ordine di Malta. E' pero' in facolta'
delle  autorita'  militari  di  requisire l'aliquota di automezzi che
eventualmente   risultasse  esuberante  alle  necessita'  degli  Enti
predetti.
4.  I  capi  di  proprieta' delle amministrazioni dello Stato possono
essere   requisiti   soltanto  con  l'assenso  delle  amministrazioni
interessate.
5.  I  capi  di  proprieta'  privata adibiti a trasporti postali e al
servizio  telefonico  possono essere requisiti soltanto con l'assenso
dei  soggetti  titolari.  A  tale scopo sono compilate annualmente le
liste  dei  mezzi  di  trasporto  adibiti  ai  servizi  postali  e di
telecomunicazioni   che   sono   esentati   dalla   precettazione   e
conseguentemente dalla requisizione.
6.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri, per
imprescindibili   bisogni   dell'industria,   dell'agricoltura,   del
commercio o per altre necessita' possono essere stabilite dispense da
requisizione, relativamente a determinati capi o categorie di capi.
 
	        
	      
                              Art. 457
                  Ambito territoriale e competenza

1.  La  requisizione  puo'  essere estesa a tutto il territorio della
Repubblica  o limitata a parte di esso, puo' essere generale per ogni
capo o circoscritta ad alcuni.
2.  Essa  e' ordinata dal Ministro della difesa, sentito il Consiglio
dei Ministri.
 
	        
	      
                              Art. 458
                 Effetti dell'ordine di requisizione

1.   Trascorse   ventiquattro   ore   dalla   pubblicazione  o  dalla
notificazione  personale  dell'ordine  di  requisizione,  non e' piu'
ammessa  l'alienazione,  sotto  qualsiasi  forma, dei capi dichiarati
idonei al servizio militare.
2.  Tale  divieto  resta  fermo,  se  non  e'  revocato  con  analoga
disposizione del Ministro della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 459
             Obblighi dei destinatari della requisizione

1.  Ogni  proprietario  dei  quadrupedi, veicoli e natanti chiamati a
requisizione  e'  tenuto a farne la presentazione nel luogo, giorno e
ora  fissati  con  apposito  manifesto, o con ordine di presentazione
personale.
 
	        
	      
                              Art. 460
                   Selezione dei capi da requisire

1.  La  scelta  dei capi da requisire e' fatta per categoria da una o
piu'  commissioni  provinciali  nominate  dalla  competente autorita'
militare  e costituite ognuna da un ufficiale superiore dell'Esercito
italiano, che la presiede, da un delegato della Camera di commercio e
da un esperto scelto dalla stessa autorita' militare.
2.  Nel  caso di requisizione di veicoli, fa parte della commissione,
quale  consulente,  anche  un  delegato del P.R.A. (Pubblico Registro
Automobilistico)  e  l'esperto  e'  scelto  dalla  suddetta autorita'
militare,  fra  una terna di nomi designati dal presidente della sede
dell'Automobile club d'Italia e individuati possibilmente tra persone
che  rivestono  la  qualifica  di  ufficiale delle Forze armate dello
Stato, in servizio permanente effettivo o in congedo.
 
	        
	      
                              Art. 461
Indennita'  di  requisizione  e  altre  somme  spettanti  in  caso di
                     requisizione in proprieta'

1.  Le commissioni provinciali fissano una giusta indennita' per ogni
capo  da requisire basandosi - ove possibile - sul prezzo corrente di
mercato.
2. Nel caso di requisizione in proprieta' spettano al proprietario:
a) l'indennita' di cui al comma 1;
b) l'eventuale quota di cui all'articolo 469;
c)  il  valore  del  carburante  eventualmente contenuto nei serbatoi
degli autoveicoli all'atto del prelevamento.
3. Spettano inoltre:
a)  al  proprietario  di  autoveicoli  e  carri  rimorchio  requisiti
un'indennita'   corrispondente   alla   tassa  di  circolazione  gia'
soddisfatta,  limitatamente  alla quota parte relativa ai mesi interi
che intercorrono fra la data di requisizione e la scadenza della rata
soddisfatta;
b) al proprietario di autocarro e rispettivo rimorchio al quale venga
requisita  la  sola  motrice,  un  indennizzo pari a un ventesimo del
prezzo  di  stima,  attribuito  alla  motrice,  per  il rimorchio non
requisito.
4. Per effetto dell'avvenuta requisizione decade automaticamente, dal
giorno  stesso  in cui la requisizione ha avuto luogo, ogni contratto
assicurativo  relativo  al  capo requisito; le societa' assicuratrici
non  possono  applicare  penalita'  per  l'anticipata risoluzione del
contratto determinata da requisizione.
5.  Le  societa' assicuratrici hanno l'obbligo di rimborsare la quota
parte  dei  premi anticipati e non ancora goduti, riferiti al periodo
decorrente  dal  primo  del  mese  successivo alla data dell'avvenuta
requisizione.
6. Il proprietario del capo requisito chiede il rimborso dovutogli su
presentazione  di certificato rilasciato dalla competente commissione
e che attesti l'avvenuta requisizione del capo predetto.
 
	        
	      
                              Art. 462
                            Precettazione

1.  L'autorita'  militare  puo'  fare  intimare al proprietario di un
quadrupede,  veicolo  o  natante, il precetto preventivo, per effetto
del quale il capo precettato puo' essere sottoposto a requisizione.
2.  In  tal  caso il proprietario del capo precettato ha l'obbligo di
conservare   il  <<precetto  preventivo>>  e  l'<<avviso  personale>>
successivamente   inviatogli  dall'autorita'  militare;  in  caso  di
perdita  deve avvisarne, entro ventiquattro ore, l'autorita' militare
stessa.
3.  L'autorita'  militare ha inoltre facolta' di intimare il precetto
preventivo   per   quanto  riguarda  le  prestazioni  occorrenti  per
trasporti   da   eseguire   nell'interesse  delle  Forze  armate,  di
quadrupedi, veicoli e natanti.
4.  Il  capo  precettato  puo'  essere  sempre  venduto,  permutato o
altrimenti ceduto dal proprietario, se non e' indetta la requisizione
o  non  e'  pervenuto  a questi avviso personale di presentazione; il
proprietario   ne  informa  entro  le  ventiquattro  ore  l'autorita'
militare che lo ha precettato.
5.  Il  proprietario  di  autoveicoli  o  natanti  a motore e' tenuto
altresi' a informare, entro le ventiquattro ore, l'autorita' militare
delle trasformazioni avvenute nei capi precettati, delle sostituzioni
di   targhe,   dei   cambiamenti  di  dimora  o  di  indirizzo  anche
nell'interno della stessa citta'.
6.  Il  proprietario  che vende, cede e permuta un capo precettato ha
l'obbligo  di  informare  il  nuovo  proprietario  che  il detto capo
trovasi sotto vincolo della precettazione, e, a proprio discarico, ha
il  diritto  di  esigere  dal nuovo proprietario attestazione scritta
della  effettuata  notificazione. In mancanza di tale attestazione la
effettuata   notificazione  puo'  essere  fatta  risultare  da  prova
testimoniale.
7. Il nuovo proprietario e' sottoposto al vincolo della precettazione
senza  bisogno  di  nuovo precetto, per giorni sessanta dalla data in
cui  e'  venuto  in  possesso  del  capo  precettato,  salva facolta'
dell'autorita'   di   intimare  altro  precetto  intestato  al  nuovo
proprietario.
8.  L'autorita'  militare  puo'  sospendere  l'alienazione  dei  capi
precettati  anche  prima  di  indire  la requisizione e di notificare
l'avviso  personale  di presentazione; la sospensione ha effetto sino
alla revoca.
 
	        
	      
                              Art. 463
                               Verbale

1.  All'atto  della  requisizione,  sia  essa in proprieta' o in uso,
oppure  di  prestazioni, la commissione provinciale redige un verbale
contenente  la  particolareggiata  descrizione  del  capo  prelevato,
l'indennita' di requisizione e la dimostrazione delle somme spettanti
al proprietario per l'avvenuta requisizione.
2.  La  parte  e' invitata a sottoscrivere il verbale con facolta' di
farvi inserire le proprie eventuali osservazioni.
 
	        
	      
                              Art. 464
                         Requisizione in uso

1.  La requisizione puo' farsi in uso, sulla base della precettazione
preventiva, per il tempo ritenuto necessario a giudizio insindacabile
dell'autorita'  militare.  In tal caso e' corrisposta al proprietario
l'indennita' di requisizione in uso di cui all'articolo 465.
2. Trascorsi due mesi dall'avvenuta requisizione, il proprietario del
capo  requisito  puo'  chiedere, dimostrando di non poter senza grave
danno   sopportare   ulteriormente   la   requisizione   in  uso,  la
trasformazione di essa in requisizione in proprieta'.
3.  Per  la durata della requisizione in uso i contratti assicurativi
sono sospesi. Essi riprendono automaticamente il loro corso alla data
di  restituzione del capo precettato e la scadenza e' prorogata di un
periodo uguale alla durata della requisizione stessa.
4.  La  restituzione  del  capo  requisito in uso e' effettuata nello
stesso  luogo  del prelevamento, ovvero in altro luogo ogni qualvolta
la parte interessata accetti di provvedere essa al ritiro.
5.  Nel  caso  in  cui  durante  il  tempo della requisizione il capo
requisito   ha   subito   un   deterioramento   maggiore   di  quello
ordinariamente  dipendente  dall'uso normale di esso, al proprietario
e'   liquidata   una   maggiore   indennita'  in  corrispondenza  del
deterioramento  verificatosi,  indennita'  che,  se  del  caso,  puo'
raggiungere  la  totalita'  dell'indennita'  di  requisizione  di cui
all'articolo 461, comma 1 dedotte le quote gia' corrisposte per l'uso
e il valore d'uso del capo al momento della restituzione.
 
	        
	      
                              Art. 465
                  Indennita' di requisizione in uso

1.  Nel caso di requisizione in uso l'indennita' per i capi requisiti
e'  corrisposta  a  rate  quindicinali  posticipate  e composta degli
elementi indicati nei commi seguenti.
2. Per i veicoli a motore a trazione meccanica si computa:
a)  una  quota  giornaliera  stabilita dal Ministero della difesa, di
concerto  con il Ministero dell'economia e delle finanze e con quello
dello sviluppo economico, secondo si tratti di autovetture, ovvero di
autobus  o  di autocarri, suddivisi questi ultimi in categorie per le
portate  nelle  seguenti:  fino  a  25  quintali;  oltre 25 fino a 40
quintali;   oltre   40   fino  a  60  quintali;  oltre  60  quintali.
Analogamente   e'  stabilita  la  quota  giornaliera  per  motociclo,
motocarrozzetta,  motocarro, motofurgoncino o altro qualsiasi capo da
requisire in suo;
b)  una  quota  pure  giornaliera  da  stabilirsi  dalla  commissione
provinciale nella misura non superiore allo 0,05 per cento del prezzo
di mercato fissato per la requisizione in proprieta';
c)  il  rimborso  in  quota  giornaliera, e limitatamente alla durata
dell'uso, della tassa di circolazione gia' soddisfatta;
d)  un'indennita'  giornaliera  per  ogni  rimorchio non requisito in
misura   stabilita   in   relazione   alla   portata   dei  rimorchi,
dall'autorita' di cui alla lettera a) del presente comma;
e)  il  valore  del  carburante  eventualmente contenuto nei serbatoi
degli autoveicoli all'atto del prelevamento;
f) l'eventuale quota di cui all'articolo 469.
3. Per i quadrupedi, carreggio, finimenti, e bardature si computa una
quota  giornaliera  -  per  cavallo  o  mulo  -  per  carretta  - per
finimento,   stabilita   secondo   le   norme   che  saranno  emanate
dall'autorita' di cui alla lettera a) del comma 2.
 
	        
	      
                              Art. 466
Indennita'  in  caso  di  trasformazione  di  requisizione  in uso in
                     requisizione in proprieta'

1. Quando una requisizione in uso e' trasformata in proprieta' spetta
al  proprietario  l'ammontare  delle  somme  che  gli sarebbero state
corrisposte   se  la  requisizione  fosse  stata  in  proprieta'  fin
dall'inizio,   aumentato   dall'interesse   legale   dal  giorno  del
prelevamento  a  quello  del  pagamento  o del deposito, diminuito di
quanto e' stato corrisposto a titolo di uso.
 
	        
	      
                              Art. 467
                  Requisizione senza precettazione

1.  Le  autorita'  militari  dell'Esercito  italiano  e  della Marina
militare  di  grado  non  inferiore  a  comandanti  di  divisione e i
comandanti  di  zona aerea territoriale possono ordinare di procedere
alle  requisizioni  sia  in uso sia in proprieta' senza la preventiva
precettazione e senza il preavviso di presentazione, secondo le norme
del presente articolo.
2.  L'esecuzione  degli  ordini  di  requisizione  e'  affidata  alla
commissione  provinciale  ovvero,  quando questa non e' costituita, a
una  commissione composta di tre ufficiali di corpi, uffici, istituti
o stabilimenti dipendenti dall'autorita' dalla quale sono emanati gli
ordini di requisizione e da quest'ultima nominata.
3.  La  commissione  incaricata  dell'esecuzione degli ordini da' per
iscritto al proprietario o detentore della cosa da requisire l'ordine
di  requisizione  sotto  forma  di  precetto  personale indicando nel
medesimo la cosa da requisire e il luogo e ora della consegna.
4.  Il  prezzo  o l'indennita' di requisizione sono determinati dalle
commissioni  secondo  le norme stabilite per i vari casi dal presente
capo   e   sono   comunicati  con  l'ordine  di  requisizione  o  con
provvedimento successivo.
5.  Il  prezzo o l'indennita' sono attribuiti al detentore se esso e'
anche  il  proprietario  della cosa requisita. In caso contrario sono
attribuiti  al  detentore e al proprietario insieme, con buono unico,
intestato a entrambi se essi sono d'accordo. Se manchi tale accordo o
il  proprietario non e' conosciuto o e' assente, sono depositati alla
Cassa  depositi e prestiti, perche' ciascuno di essi faccia valere le
proprie ragioni secondo le norme di diritto comune.
6. Della requisizione eseguita in base al presente articolo si redige
certificato  inviato  a  colui che l'ha soddisfatta e di cui si tiene
nota in apposito registro.
7.  Salvi i casi di urgente necessita', la commissione che requisisce
si  avvale  della  collaborazione  degli  organi  che  sono  all'uopo
indicati  dal  Ministero  dello  sviluppo  economico  e dal Ministero
dell'economia e delle finanze.
 
	        
	      
                              Art. 468
                     Requisizione di prestazioni

1.  Le autorita' militari non inferiori a comandanti di divisione e i
comandanti delle zone aeree territoriali possono requisire, valendosi
delle  stesse  commissioni  di  cui  all'articolo 467, le prestazioni
occorrenti  per  i  trasporti  da eseguire nell'interesse delle Forze
armate, a mezzo di quadrupedi, veicoli e natanti.
2. L'ordine e' dato per iscritto sotto forma di precetto personale ai
proprietari  o  detentori  di fatto di quadrupedi, veicoli e natanti,
sempreche'  detti  proprietari o detentori esercitino un'industria di
trasporto  o comunque si trovino, a giudizio dell'autorita' militare,
in  condizioni  di poter corrispondere alla richiesta. Detto precetto
indica, secondo i casi, la specie, il titolo, la potenza e la portata
del   mezzo   di   trasporto   specificando  anche,  nei  limiti  del
prevedibile, la durata approssimativa della prestazione.
3.  Il  proprietario  o  detentore precettato soddisfa le prestazioni
requisite o personalmente o mediante suoi incaricati, con quadrupedi,
veicoli  o  natanti  di  sua scelta, purche' rispondenti ai requisiti
indicati  nel  precetto, e con personale di condotta e di servizio di
sua  fiducia,  restando a suo esclusivo carico di provvedere a quanto
possa occorrere per la regolare esecuzione del trasporto ordinatogli.
4.  Se  il  proprietario o detentore precettato per le prestazioni di
cui  nel presente articolo ha in corso contratti di locazione d'opera
con  persone  addette  al  servizio di quadrupedi, alla condotta e al
servizio  dei  veicoli  e  natanti  ovvero  contratti di fornitura di
generi  e  materiali di consumo relativi a tali mezzi di trasporto, i
contratti stessi continuano ad aver vigore durante la requisizione.
5.  L'indennita'  e'  stabilita  dalla  commissione  incaricata della
requisizione  o  con  l'ordine  di  requisizione  o con provvedimento
successivo.  Essa  e' determinata in ragione di tonnellata-chilometro
per  i  trasporti di cose in cui ha principale importanza il peso; in
ragione   di  chilometro  per  i  trasporti  di  persone  o  di  cose
ingombranti;  sotto  forma  di  nolo  giornaliero  quando il mezzo di
trasporto,   con   il   personale   addetto,   resta  a  disposizione
dell'autorita'  militare per i servizi che essa credera' compiere. Si
tiene conto, secondo i casi, della specie, tipo, potenza, portata del
mezzo  di  trasporto,  del  suo stato d'uso, del genere di trasporto,
delle strade da percorrere, delle tariffe vigenti nel luogo e di ogni
altro elemento influente sulla determinazione del giusto prezzo delle
prestazioni.
6.  In  caso  di urgente necessita', allorquando manchi il tempo e la
possibilita'  di  ricorrere alle commissioni di cui all'articolo 467,
qualsiasi  autorita'  militare  puo'  eccezionalmente  procedere alla
requisizione  di  prestazioni  occorrenti, quando ha ricevuto formale
delega dal Comando del corpo d'armata e le prestazioni sono di quelle
sottoposte a precetto preventivo.
7.  Nel  caso  di cui al comma 6 l'indennita' e' stabilita sempre con
provvedimento  successivo  dalla  commissione provinciale di visita e
accettazione  appositamente designata dal comando del corpo d'armata,
sulla  base  degli  accertamenti  effettuati  dall'autorita' militare
all'atto della requisizione e della prestazione realmente compiuta.
8. Si applica il comma 5 dell'articolo 467.
 
	        
	      
                              Art. 469
             Elevazione dell'indennita' di requisizione

1. L'indennita' di requisizione e' elevata di una quota non superiore
a  un  decimo quando la cosa o la prestazione requisita o e' mezzo al
fine  dell'esercizio  di  una  industria,  di  un commercio, e non e'
prontamente    sostituibile,   o   costituisce   l'unico   mezzo   di
sostentamento e di lavoro del proprietario.
 
	        
	      
                              Art. 470
               Disponibilita' e sostituzione dei capi

1.  I  capi  dichiarati  idonei  al  servizio  militare  rimangono  a
disposizione dell'autorita' militare, ancorche' non requisiti.
2.  E'  pero'  in facolta' del proprietario di offrire, in luogo capo
prescelto,  altro  capo  fra  quelli di sua proprieta' non requisiti,
purche' idoneo al medesimo servizio.
3. Sull'offerta sostituzione decide la commissione.
 
	        
	      
SEZIONE II
SANZIONI
                              Art. 471
                           Sanzioni penali

1. Chiunque distrae, occulta o in qualsiasi modo dissimula un capo al
fine di impedire la precettazione o la requisizione, e' punito con la
reclusione da uno a quindici mesi e con la multa:
a)  da euro 13,00 a euro 52,00 se trattasi di bicicletta semplice o a
motore;
b)  da euro 26,00 a euro 129,00, se trattasi di cavalli, muli e altri
quadrupedi da soma o da tiro e loro bardature o di veicoli a trazione
animale;
c)  da  euro 129,00 a euro 646,00, se trattasi di veicoli a motore, a
trazione  meccanica,  di trattrici e locomotive stradali, di rimorchi
di  ogni tipo, di natanti adibiti alla navigazione dei fiumi, laghi e
lagune con la rispettiva attrezzatura.
2.  Le sanzioni di cui al comma 1 si applicano anche a chiunque senza
giustificato  motivo,  non ottempera, in tutto o in parte, all'ordine
di  precettazione o di requisizione dato dall'autorita' competente, o
comunque ne impedisce od ostacola l'esecuzione.
3.  Se  i  fatti previsti nei commi 1 e 2 sono commessi per colpa, si
applicano  le  multe  di  cui  alle  lettere  a), b) e c) del comma 1
ridotte di tre quinti.
4.  Fuori  dai  casi  previsti  dai  commi  precedenti, chiunque, per
sottrarre,   in   tutto   o  in  parte,  alla  precettazione  o  alla
requisizione,  capi  che  possono formarne oggetto presenta documenti
contraffatti  o  alterati,  e'  punito  con  la  reclusione  da uno a
quindici  mesi  e  con  la  multa di cui alle lettere a), b) e c) del
comma 1.
5.  Chiunque,  allo  scopo di cui al comma 4, fornisce alle autorita'
competenti  indicazioni  mendaci,  e' punito con la reclusione fino a
sei  mesi e con la multa di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1,
ridotta di due quinti.
6.  Se  i fatti di cui al comma 5 sono commessi per colpa, si applica
la  multa  di  cui  alle  lettere a), b) e c) del comma 1, ridotta di
quattro quinti.
7.  Tutte le sanzioni di cui al presente articolo sono raddoppiate se
i reati sono commessi durante lo stato di guerra.
8. Se il colpevole, prima dell'apertura del dibattimento, consegna il
capo, la pena e' diminuita di un terzo.
9. Le disposizioni dei commi da 1 a 8 non si applicano, se i fatti da
esse previsti costituiscono un reato piu' grave.
 
	        
	      
                              Art. 472
                  Competenza dei tribunali militari

1.  Durante  lo  stato  di  guerra,  i  reati previsti dalla presente
sezione, sono di competenza dei tribunali militari.
2.  Nei casi in cui si ritenga di infliggere la sola pena pecuniaria,
puo'  provvedersi  con  decreto  penale,  secondo  le norme di cui al
codice penale militare di pace.
 
	        
	      
CAPO III
DISCIPLINA SPECIALE DELLA REQUISIZIONE DEL NAVIGLIO MERCANTILE
IN CASO DI GUERRA O DI GRAVE CRISI INTERNAZIONALE
SEZIONE I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 473
              Presupposti e oggetto - Norme applicabili

1. Nei casi previsti dall'articolo 370, comma 1, puo' essere disposta
la  requisizione  delle  navi  nazionali,  ovunque  esse siano, e dei
galleggianti che si trovino nelle acque territoriali dello Stato.
2.  La requisizione puo' avere per oggetto la proprieta' della nave o
del galleggiante, da parte dello Stato, oppure l'uso temporaneo della
nave  o  del galleggiante, con o senza equipaggio, o con una parte di
questo.
3.  La  requisizione  puo'  essere  fatta in proprieta' quando per la
durata,  per  lo  scopo cui e' preordinata ovvero per la natura della
cosa,   l'amministrazione   ravvisi   una  sua  maggiore  convenienza
economica.
4.  La  requisizione puo' avere a oggetto la prestazione di trasporto
obbligatorio  su  una  nave  o  su  un  galleggiante determinato, non
requisito, di un carico che ne importi la parziale utilizzazione.
5.  Il  Ministro  delle infrastrutture e dei trasporti ha facolta' di
disporre,   con  proprio  decreto,  sulle  navi  o  galleggianti  non
requisiti, l'assoluta precedenza al trasporto di uomini, quadrupedi e
materiali,  per  esigenze  delle  amministrazioni  dello  Stato,  sui
percorsi  che dette navi o galleggianti compiono per effetto del loro
normale impiego.
6. Per la tutela giurisdizionale, si applica l'articolo 441.
 
	        
	      
                              Art. 474
            Navi e galleggianti esenti dalla requisizione

1. Non sono soggetti a requisizione i galleggianti appartenenti:
a)  ai  rappresentanti  diplomatici di Stati esteri e al personale lo
Stato italiano e presso lo Stato della Citta' del Vaticano;
b) ai consoli, vice consoli e agenti consolari, cittadini dello Stato
che  rappresentano, se e' constatata l'esistenza di un trattamento di
reciprocita';
c)  a  stranieri  che,  in  virtu'  di  accordi internazionali, hanno
diritto all'esenzione dalla requisizione.
2.  Con  determinazione del Ministro degli affari esteri, di concerto
con  quelli  della  difesa  e  delle  infrastrutture e dei trasporti,
possono,  per  ragioni  di opportunita' e di cortesia internazionale,
essere dichiarati esenti da requisizione altre navi o galleggianti.
 
	        
	      
                              Art. 475
                             Competenza

  1.  Le  requisizioni di cui all'articolo 473, commi 1, 2, e 3, sono
disposte   dal   Ministro   della   difesa   o   dal  Ministro  delle
infrastrutture   e   dei   trasporti,   secondo  seguenti  regole  di
competenza: ((5))
    a)  il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per le navi
da  adibire  a naviglio da traffico e che occorrono per soddisfare le
esigenze di tutti i Ministeri e organi;
    b)  il  Ministero  della  difesa  per  le navi da inscriversi nel
naviglio  ausiliario  dello  Stato  e  per  quelle  occorrenti per le
operazioni belliche e sussidiarie delle Forze armate.
  2.  La requisizione di prestazioni di cui all'articolo 473, commi 4
e  5, e' disposta dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
per  esigenze  proprie  o su richiesta di altre amministrazioni dello
Stato.
  3.  Per  eseguire la requisizione della nave o del galleggiante, il
Ministro  della  difesa  e  il  Ministro  delle  infrastrutture e dei
trasporti   possono   delegare   l'autorita'   militare  marittima  o
l'autorita' portuale locale.
  4.  Per  la  requisizione  di navi o galleggianti fuori delle acque
territoriali dello Stato provvedono i consoli o i comandanti navali.
  5.  Nei  casi  di  urgente  necessita', la requisizione puo' essere
eseguita dalle autorita' di cui al comma 3, anche senza delega, salva
ratifica del competente Ministro.

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AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 475, comma 1 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "1.  Le  requisizioni di cui all'articolo 473, commi 1, 2, e 3, sono
disposte   dal   Ministro   della   difesa   o   dal  Ministro  delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,  ((secondo  le  seguenti regole di
competenza:))".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 476
Requisizione  di  unita'  per  il naviglio ausiliario, per operazioni
                       belliche e sussidiarie

1.  Il  Ministero  della  difesa  ha  precedenza  sul Ministero delle
infrastrutture  e  dei  trasporti  per  la  requisizione del naviglio
ausiliario  e  del  naviglio  occorrente  alle  operazioni belliche e
sussidiarie delle Forze armate.
2. Prima di disporre la requisizione e, nei casi di urgenza, dopo che
la  requisizione  e' stata eseguita, il Ministero della difesa ne da'
notizia al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Se la nave
da  requisire  e' normalmente adibita a una linea sovvenzionata dallo
Stato,  o  a  linee  libere regolari, la requisizione e' disposta dal
Ministero  della  difesa, previa intesa, salvo i casi di urgenza, col
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
3.  Salvo  i  casi  di  urgenza,  per  le  navi  e  i galleggianti di
proprieta'  privata  in  uso  delle  amministrazioni  dello  Stato  o
direttamente  destinati  all'esercizio  di servizi pubblici, anche se
concessi  a privati, o all'esecuzione di opere pubbliche dello Stato,
la  requisizione  e'  disposta  previa  intesa  con l'amministrazione
interessata.
 
	        
	      
                              Art. 477
Uffici  di  requisizione  presso  i  Ministeri  della  difesa e delle
                   infrastrutture e dei trasporti

1.  Per  l'esercizio  di tutte le attribuzioni demandate ai Ministeri
della  difesa  e  delle  infrastrutture e dei trasporti relativamente
alla requisizione di navi o di galleggianti possono essere costituiti
presso  i Ministeri stessi speciali uffici, secondo le necessita' del
momento.
2.  Per  l'esecuzione  delle loro attribuzioni relativamente a navi o
galleggianti    requisiti,    gli    uffici    predetti    consultano
preventivamente  le  amministrazioni interessate, le quali possono, a
tal fine, designare un loro rappresentante.
3. Gli uffici provvedono anche al pagamento delle indennita' relative
alle  requisizioni  disposte  su  richiesta di altre amministrazioni,
salvo rimborso da parte dell'amministrazione interessata.
 
	        
	      
                              Art. 478
         Ordine di requisizione e di trasporto obbligatorio

1. L'ordine di requisizione o di trasporto obbligatorio e' notificato
all'armatore,  o  al  capitano  o  al  guardiano  della  nave  o  del
galleggiante e ha immediata esecuzione.
2.  Se  l'ordine  e'  stato notificato al capitano o guardiano, esso,
appena  possibile,  e' notificato anche all'armatore o proprietario o
ai loro legali rappresentanti.
3.  Il  capitano o il guardiano fa registrare l'ordine dall'autorita'
competente  sul  giornale generale o sul ruolo dell'equipaggio o, nel
caso di galleggianti, sulla licenza, e ne da' immediata comunicazione
all'armatore   o   proprietario.   L'ordine   e'  inoltre  reso  noto
all'equipaggio con ordini di servizio da esporsi secondo gli usi.
4.  Il  capitano  o  il  guardiano  della  nave o del galleggiante ne
diventa  custode per conto dell'amministrazione che lo ha requisito e
gli   armatori   o   proprietari   sono  tenuti  a  ottemperare  alle
disposizioni del presente capo nel termine che sara' loro fissato.
 
	        
	      
                              Art. 479
                   Consegna dell'unita' requisita

1.  Gli  armatori o i proprietari, ricevuto l'ordine di requisizione,
mettono a disposizione dell'amministrazione la nave o il galleggiante
richiesto  nel  giorno  e  nell'ora  indicati nell'ordine. In caso di
ingiustificato   ritardo   nella   consegna   l'amministrazione  puo'
richiedere  all'armatore o proprietario della nave o del galleggiante
il risarcimento dei danni, salvo le eventuali sanzioni penali.
2.   Le   navi   o   i   galleggianti   requisiti   sono   consegnati
all'amministrazione  nelle  condizioni  di  navigabilita'  e  assetto
previste  dalle norme che regolano l'esercizio della navigazione, ben
puliti  esternamente e internamente, con l'equipaggio al completo, se
richiesto,  con  tutti  i  locali per le merci vuoti, in buon ordine,
pronti all'uso e con le relative sistemazioni.
3.  Gli  alloggi  per  passeggeri  esistenti a bordo devono essere in
ordine, arredati, pronti all'uso e con le relative sistemazioni.
4.  Nel  caso che la nave, o galleggiante non si trovasse, al momento
dell'ordine   di   requisizione,   nelle   condizioni  ora  indicate,
l'armatore   o   il  proprietario  provvede,  nel  termine  stabilito
dall'amministrazione,  a  eliminare  le  eventuali  manchevolezze. In
difetto, i Ministeri interessati provvedono d'ufficio, salvo rimborso
della spesa, secondo le norme indicate nell'articolo 505.
 
	        
	      
                              Art. 480
        Risoluzione dei contratti anteriori alla requisizione

1.  L'ordine di requisizione della nave o del galleggiante risolve di
diritto  qualsiasi contratto che ha per oggetto l'utilizzazione della
nave  o  del  galleggiante  requisito  e libera inoltre di diritto il
proprietario  e l'armatore da qualsiasi obbligazione nei confronti di
terzi,  che  presupponga  la  libera  disponibilita' della nave o del
galleggiante  o  parte  degli  stessi. La risoluzione dei contratti e
delle   obbligazioni  non  da'  luogo  a  rimborsi  di  spesa  ne'  a
risarcimento di danni a favore di terzi.
2. L'ordine di requisizione della nave o del galleggiante non risolve
i  contratti di vendita della nave o del galleggiante stipulati prima
della notifica dell'ordine di requisizione, ancorche' non e' avvenuta
la  consegna  della  nave  o  del  galleggiante, ne' pagato il prezzo
convenuto ne' eseguite le trascrizioni di legge.
3.  E' in facolta' dell'amministrazione che procede alla requisizione
di  rescindere  o  sospendere  i contratti di assicurazione in corso,
all'atto   della   requisizione,   sostituendosi  nei  confronti  del
proprietario  o  armatori  agli  assicuratori,  i  quali  non possono
richiedere ulteriori pagamenti di premi.
 
	        
	      
                              Art. 481
   Lavori di trasformazione e di adattamento dell'unita' requisita

1.  In  tutte  le  navi e su tutti i galleggianti requisiti in uso il
Ministero che procede alla requisizione puo' disporre l'esecuzione di
tutti  i lavori di trasformazione e di adattamento opportuni, salvo a
provvedere,   all'atto   della   cessazione  della  requisizione,  al
ripristino  della  nave,  e al pagamento dell'indennita' anche per il
tempo occorrente per i lavori di ripristino.
2.  Se  i  lavori  di  ripristino  sono  affidati  all'armatore  o al
proprietario,  e'  fissato il tempo occorrente per il ripristino e la
relativa  indennita' si aggiunge alla somma fissata per effettuare il
ripristino stesso.
 
	        
	      
                              Art. 482
          Determinazione e corresponsione delle indennita'

1.  Presso  il  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei trasporti un
apposito  ufficio a richiesta degli uffici di requisizione determina,
sentito l'armatore o il proprietario, l'indennita' di requisizione.
2.  Nel  caso  di  requisizione  in  uso,  l'indennita' e' dovuta dal
momento  in  cui  la  nave  o  il galleggiante e' consegnato, fino al
momento della riconsegna.
3.   La   liquidazione   dell'indennita'   di   requisizione  esonera
l'amministrazione  da  qualsiasi altra obbligazione non espressamente
prevista dal presente capo.
 
	        
	      
                              Art. 483
Trasformazione   della   requisizione   in  uso  in  requisizione  in
                             proprieta'

1.  Il  Ministero  competente  puo'  procedere  alla  requisizione in
proprieta'  di  navi o galleggianti gia' requisiti in uso nel caso in
cui  le  navi  o  galleggianti  siano  stati  per  eventi  di  guerra
gravemente  danneggiati  e  si  trovino  immobilizzati in maniera che
risulti  impossibile  o non conveniente procedere ai lavori necessari
per la loro rimessa in efficienza.
2.  Tuttavia, i proprietari, ove intendano procedere, a loro rischio,
alla  rimessa  in  efficienza  delle  navi  o  galleggianti,  possono
compatibilmente  con  le esigenze di carattere militare, da valutarsi
dal  Ministero della difesa, conservare la proprieta' del relitto. In
tal  caso pero' dall'ammontare dell'indennita' a essi spettante sara'
dedotto  il  valore  del relitto, da determinarsi dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti.
3. Dal giorno in cui si e' verificato l'evento di guerra al giorno in
cui   ha   luogo  la  requisizione  in  proprieta'  sono  corrisposte
all'armatore  o al proprietario della nave o del galleggiante le sole
quote b) e c) della parte A) dell'indennita' di requisizione prevista
dall'articolo  500.  Le  predette quote b) e c) non possono essere in
ogni  caso  corrisposte  per  un  periodo  superiore  ai 720 giorni a
partire  dalla  data  dell'evento  di  guerra,  che ha determinato il
sinistro,  e  dalla  quale  e'  cessata la corresponsione dell'intera
parte A) del compenso di requisizione.
4.  Ai  fini  del  presente capo, la cattura da parte del nemico e il
sequestro  o in genere l'impossessamento da parte di uno Stato estero
della  nave  o  del  galleggiante  requisito in uso si considera come
perdita  della nave o del galleggiante derivante da rischio di guerra
dal momento della cattura o sequestro o impossessamento.
 
	        
	      
                              Art. 484
                  Riconsegna dell'unita' requisita

1.  La  riconsegna  della  nave  o  galleggiante  requisito  da parte
dell'amministrazione  e'  disposta  dal  Ministero che ha ordinato la
requisizione,  e  comunicata  dall'autorita',  all'uopo  delegata dal
Ministero  stesso,  all'armatore  o  proprietario  o  ai  loro legali
rappresentanti, possibilmente con preavviso.
2.   Salve  speciali  esigenze  o  accordi  particolari,  la  nave  o
galleggiante  requisito e' restituito all'armatore o proprietario nel
porto ove ebbe luogo la requisizione.
 
	        
	      
                              Art. 485
                               Verbali

1.  L'inizio,  la sospensione, la ripresa, la fine della requisizione
sono  fatti risultare da appositi documenti, da compilarsi secondo le
disposizioni della sezione V del presente capo.
 
	        
	      
SEZIONE II
PERSONE IMBARCATE SULLE NAVI E SUI GALLEGGIANTI OGGETTO
DI REQUISIZIONE
                              Art. 486
                      Contratto di arruolamento

  1.  Il  contratto  di  arruolamento,  in  atto al momento in cui e'
notificato l'ordine di requisizione, continua ad avere vigore, e alla
sua  scadenza  si  considera  prorogato  per  tutto  il  tempo  della
requisizione, salvi i casi di invalidita' o di infermita' debitamente
constatati  dal sanitario in proprieta', il contratto di arruolamento
in atto al momento in cui e' notificato l'ordine di requisizione puo'
essere   risolto   dall'amministrazione   che   ha   proceduto   alla
requisizione. ((5))

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 486, comma 1 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "1.  Il  contratto  di  arruolamento,  in  atto al momento in cui e'
notificato l'ordine di requisizione, continua ad avere vigore, e alla
sua  scadenza  si  considera  prorogato  per  tutto  il  tempo  della
requisizione,   ((salvi   i  casi  di  invalidita'  o  di  infermita'
debitamente   constatati   dal   sanitario  designato  dall'autorita'
portuale.  Nel  caso di requisizione in proprieta')), il contratto di
arruolamento  in  atto  al  momento  in cui e' notificato l'ordine di
requisizione   puo'   essere   risolto  dall'amministrazione  che  ha
proceduto alla requisizione.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 487
                  Sbarco dell'equipaggio mercantile

1.  Il  Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o il Ministero
della  difesa  possono  disporre  lo  sbarco,  in  tutto  o in parte,
dell'intero  equipaggio  dalle  navi  o  dai  galleggianti  dei quali
effettuano la requisizione, sostituendolo con personale militare.
2.  Il  Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o il Ministero
della  difesa  possono,  a  loro  insindacabile giudizio, ordinare lo
sbarco  dalle navi o dai galleggianti requisiti di una o piu' persone
dell'equipaggio.  In  questo  caso  l'armatore,  il proprietario o il
capitano  provvedono immediatamente, salva comprovata impossibilita',
alla  sostituzione  delle  persone  sbarcate, assumendo, se richiesto
dall'amministrazione, le persone da questa nominativamente designate.
3.  Se l'armatore, il proprietario, o il capitano non vi provvede nel
termine   fissato   dall'amministrazione,   questa   ha  facolta'  di
provvedervi  d'ufficio,  e  il  personale  cosi' imbarcato si intende
arruolato a tutti gli effetti per conto dell'armatore o proprietario.
4.   I   predetti   Ministeri   possono  inoltre  disporre  l'aumento
dell'equipaggio  delle  navi  o  dei  galleggianti  requisiti  per il
disimpegno di speciali servizi, e il Ministero della infrastrutture e
dei  trasporti  puo'  anche  disporre  per  tali servizi l'imbarco di
personale militare in soprannumero.
5.  Nei  casi  previsti  dai  commi  1 e 2, al personale sbarcato, se
particolari norme di carattere legislativo o sindacale non dispongono
diversamente,  e'  dovuto il trattamento previsto dalla norme vigenti
per  il  caso  di  risoluzione  del  rapporto di lavoro per fatto del
datore di lavoro.
6.   Le   spese   per   lo   sbarco  o  la  sostituzione  di  persone
dell'equipaggio,  o  per  l'aumento  di  questo,  sono a carico dello
Stato.
 
	        
	      
                              Art. 488
                             Previdenza

1.  Il periodo di navigazione compiuto dai componenti degli equipaggi
delle navi requisite e' considerato utile a tutti gli effetti ai fini
previdenziali.
 
	        
	      
                              Art. 489
Equipaggio  mercantile  imbarcato  su  unita'  requisite iscritte nel
                        naviglio dello Stato

1.  Per  gli  equipaggi  delle  navi requisite che sono inscritte nel
naviglio  ausiliario  si  applicano  le  norme  relative  alla Marina
militare in tempo di guerra.
 
	        
	      
SEZIONE III
CAPITANO DELLA NAVE - COMMISSARIO STATALE -
COMANDANTE MILITARE - LORO COADIUTORI
                              Art. 490
                         Capitano della nave

1.  Il  capitano  al  comando  della  nave  o galleggiante requisito,
ancorche'  nominato  dall'armatore  o  proprietario,  si intende, per
tutto  il  periodo  di requisizione, agli ordini dell'amministrazione
per cio' che concerne l'impiego della nave o galleggiante.
2.  Il  capitano conserva tutti i poteri e gli obblighi inerenti alla
sua carica, salve le limitazioni previste dagli articoli seguenti.
3.  Egli  compie  i viaggi e le operazioni ordinategli con la massima
sollecitudine,  adottando  tutte  le  provvidenze  e gli accorgimenti
necessari  affinche' l'amministrazione requisitrice tragga il maggior
vantaggio  possibile dalle missioni affidategli. Esegue le operazioni
di  carico e scarico delle merci, nonche' l'imbarco e lo sbarco delle
persone  nelle  localita'  che gli sono indicate dall'amministrazione
stessa.
4.  Egli resta sempre responsabile personalmente di accertare in ogni
momento  l'efficienza della nave o galleggiante e dei mezzi di bordo,
nonche' la preparazione morale e professionale del suo equipaggio.
 
	        
	      
                              Art. 491
                         Commissario statale
1  Il  Ministero  delle infrastrutture e dei trasporti o il Ministero
della  difesa possono imbarcare sulle navi e sui galleggianti da essi
                  requisiti un commissario statale.
2.   Il   commissario   statale   vigila  l'esecuzione  dell'atto  di
requisizione   a   tutela   degli   interessi   dell'amministrazione,
impartisce  per  conto  di essa le opportune disposizioni al capitano
della  nave  o  del galleggiante sulle missioni da compiere e in modo
speciale  sugli  scali  da effettuare, sull'imbarco e lo sbarco delle
persone   e   delle   cose,  riferendo  alla  fine  di  ogni  viaggio
all'amministrazione  da  cui  dipende  sulle  eventuali manchevolezze
                            riscontrate.
3.  Il  capitano  della  nave  o  del  galleggiante  requisito esegue
fedelmente le istruzioni impartitegli, ma restano salve le facolta' e
le   responsabilita'   relative   alla  condotta  della  nave  o  del
galleggiante  e  alla  organizzazione  interna di essa. Egli comunque
fornisce  al  commissario  statale tutte le spiegazioni che gli siano
           richieste su qualsiasi provvedimento adottato.
 
	        
	      
                              Art. 492
                         Comandante militare

1.  Sulle  navi  e  sui  galleggianti  requisiti  dal Ministero della
difesa, non iscritti nel naviglio ausiliario dello Stato, il predetto
Ministero  puo'  conferire  al  commissario  statale  il  titolo e le
attribuzioni  di  comandante  militare,  se  e' ufficiale di vascello
della  Marina  militare  ovvero  ufficiale  o sottufficiale del Corpo
degli  equipaggi  militari  marittimi,  appartenente  a categorie che
conferiscano  l'idoneita' al comando della nave o del galleggiante su
cui e' imbarcato.
2.  Il  comandante  militare,  oltre  alle  attribuzioni  proprie del
commissario statale, ha anche le seguenti:
a)  dare  ordini  al capitano della nave o del galleggiante requisito
per  tutto  cio' che concerne l'organizzazione e il funzionamento dei
servizi  di  bordo,  che hanno attinenza con l'impiego speciale della
nave o del galleggiante;
b)  esercitare  la censura su tutti i telegrammi e radiotelegrammi in
arrivo  e  in partenza, con facolta' di vietarne la trasmissione o la
ricezione quando lo ritenga opportuno per ragioni militari.
3.  Il  capitano  della nave o del galleggiante requisito esegue e fa
eseguire  dalle  persone  da  lui dipendenti tutti gli ordini che gli
vengono impartiti, nei limiti sopraindicati, dal comandante militare,
il  quale  ne assume la completa responsabilita' a tutti gli effetti,
apponendo apposita nota sul giornale nautico, parte prima.
4.  La  presenza  del comandante militare non esime il capitano della
nave  o  del  galleggiante requisito da alcuno degli obblighi per lui
previsti  nel  presente capo, salva l'osservanza degli ordini che gli
siano impartiti dal comandante militare.
 
	        
	      
                              Art. 493
       Assunzione del comando da parte del comandante militare

1.  Il  comandante  militare,  a  suo  insindacabile giudizio, quando
speciali  circostanze  lo  richiedano,  e  in  particolare,  a titolo
esemplificativo, quando la nave o il galleggiante si trova in qualche
grave  contingenza  (atto  bellico, incendio, necessita' di abbandono
della  nave,  caduta  di  uomini  in  mare, necessita' di getto della
merce,   navigazione   particolarmente  difficile),  ha  facolta'  di
assumere   il  comando  della  nave  o  del  galleggiante,  facendone
dichiarazione da lui scritta e firmata sul ruolo dell'equipaggio e su
tutti  i  libri  del giornale nautico, con l'indicazione della data e
dell'ora precisa.
2.  Da  questo  momento  il capitano della nave o del galleggiante e'
esonerato  da  qualsiasi  obbligo, facolta' o responsabilita' che gli
spetti  a  norma  di legge, e a lui subentra, a tutti gli effetti, il
comandante militare.
3.  In  conseguenza,  il  capitano  passa, come ogni altra persona di
bordo,  alla  dipendenza del comandante militare, al quale presta, se
richiesto, la propria collaborazione nelle funzioni di comando.
 
	        
	      
                              Art. 494
                   Doveri del personale imbarcato

1.  Lo  stato  maggiore e l'equipaggio mercantile di una nave o di un
galleggiante  requisito devono al comandante militare, al commissario
statale  e  al  rappresentante  imbarcato  della  Forza armata di cui
all'articolo  497 il rispetto e la deferenza cui sono tenuti verso il
capitano.
2.  L'equipaggio  militare,  e  in  generale  il  personale  militare
imbarcato  a  bordo di una nave o galleggiante requisito, hanno verso
il  comandante  militare  gli  stessi  doveri  che  le  norme vigenti
prescrivono verso il comandante di nave militare.
 
	        
	      
                              Art. 495
       Capitano marittimo con funzioni di comandante militare

1.  Se  il  capitano  che  si  trova  al  comando  della  nave  o del
galleggiante  e'  ufficiale  di  vascello  appartenente  a  una delle
categorie  in congedo, il Ministero della difesa puo' eccezionalmente
affidargli  le  funzioni  di  comandante  militare,  richiamandolo in
servizio  attivo.  In  questo  caso,  l'indennita' di requisizione e'
diminuita  degli  assegni,  che in dipendenza del richiamo l'armatore
non e' piu' tenuto a corrispondere al comandante della nave.
 
	        
	      
                              Art. 496
Sottufficiale    o    impiegato    civile    imbarcato    per   conto
                dell'amministrazione, quale contabile

1.  E'  in  facolta'  dell'amministrazione  di imbarcare sulla nave o
galleggiante  requisito  un  sottufficiale  o  un impiegato civile di
qualifica  equiparata,  con  l'incarico  di  coadiuvare il comandante
militare  o  il  commissario statale nel controllo dei combustibili e
dei  materiali  di  consumo  che  sono  a carico dell'amministrazione
requisitrice.
2.  Nel caso che l'amministrazione fornisca direttamente combustibili
o  materiali,  questi  devono essere regolarmente presi in carico dal
predetto  sottufficiale  o impiegato civile; in mancanza di questo, i
combustibili e i materiali predetti sono dati in regolare consegna al
capitano  della nave, rimanendone affidato il controllo al comandante
militare o al commissario statale.
 
	        
	      
                              Art. 497
                  Rappresentante delle Forze armate

1.  Il  Ministero  della difesa interessato puo' imbarcare sulla nave
mercantile  o galleggiante requisito, un ufficiale o sottufficiale di
grado   inferiore  al  comandante  militare  o  commissario  statale,
perche',  ponendosi ai suoi ordini, lo coadiuvi nella vigilanza sulla
esecuzione delle clausole dell'atto di requisizione, con attribuzioni
da  concordare  fra  i  Ministeri  interessati a seconda dell'impiego
dell'unita' requisita.
2. L'ufficiale o il sottufficiale, imbarcato ai sensi del comma 1, ha
verso  il  comandante militare la stessa subordinazione, che le norme
vigenti  per  le  navi  militari  prescrivono  per  gli  ufficiali  e
sottufficiali di bordo nei riguardi del comandante.
 
	        
	      
                              Art. 498
Trattamento economico del personale delle amministrazioni dello Stato

1.  Al  personale  statale  militare  e civile imbarcato sulle unita'
requisite,   e'   dovuto  il  trattamento  economico  previsto  dalle
disposizioni  vigenti  in  materia, ovvero, ove non previsto, fissato
dal  Ministero interessato di concerto con il Ministero dell'economia
e delle finanze.
 
	        
	      
SEZIONE IV
DETERMINAZIONE DELL'INDENNITA' NEL CASO DI REQUISIZIONE
IN PROPRIETA' O IN USO
                              Art. 499
          Indennita' nel caso di requisizione in proprieta'

1.   Nel  caso  di  requisizione  in  proprieta'  della  nave  o  del
galleggiante   l'indennita'  e'  determinata  entro  tre  mesi  dalla
requisizione,   in  una  somma  pari  al  valore  della  nave  o  del
galleggiante requisito.
2.  La  determinazione  dell'indennita'  compete  al  Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, con le norme di cui all'articolo 500,
anche  se  la requisizione e' disposta dal Ministero della difesa, ed
e' notificata al proprietario dall'amministrazione che ha disposto la
requisizione.
3.  Nel caso previsto dall'articolo 483, comma 1, l'indennita' dovuta
al  proprietario e' determinata entro tre mesi dalla data dell'ordine
di  requisizione,  in  una  somma  pari  al  valore  che la nave o il
galleggiante requisito aveva al momento precedente il danneggiamento.
4.  Nel caso di requisizione in proprieta' i diritti reali costituiti
sull'unita'   requisita   possono  farsi  valere,  dopo  l'emanazione
dell'ordine di requisizione, soltanto sull'indennita'.
5.   Nel   caso  di  ipoteca  costituita  globalmente  sulla  nave  o
galleggiante  requisito  in  di  istituto  bancario  a  garanzia  dei
finanziamenti da esso concessi, l'istituto determina, a richiesta del
proprietario  o  armatore dell'unita' requisita, la quota parte della
somma  mutuata  da  attribuire  alla nave o galleggiante requisito ai
fini  dell'applicazione  del comma 4. Il pagamento dell'indennita' e'
effettuato  previa  accettazione da parte del proprietario o armatore
della  quota  indicata dall'istituto. In caso di disaccordo in merito
decide il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
6.  Nel  caso  in cui l'amministrazione proceda all'alienazione della
nave  o del galleggiante requisito in proprieta', colui nei confronti
del quale e' stata disposta la requisizione ha facolta' di esercitare
il  diritto  di  prelazione  a  parita'  di  condizioni con gli altri
eventuali concorrenti.
 
	        
	      
                              Art. 500
             Indennita' nel caso di requisizione in uso

1.  Nel  caso  di  requisizione in uso della nave o del galleggiante,
l'indennita'  e' calcolata a giornate e a frazioni di giornate, che a
loro   volta  sono  calcolate  a  ore,  attribuendo  a  ogni  ora  un
ventiquattresimo della indennita' giornaliera.
2. Non si tiene conto delle frazioni di ore.
3.  In  caso di perdita della nave o del galleggiante, si corrisponde
l'indennita'  fino alle ore 24 del giorno della perdita o, se la data
della  perdita  non  puo'  essere  precisata, del giorno a cui risale
l'ultima notizia certa.
4.  Detta indennita' si compone di due parti designate con le lettere
A  e  B.  Il  valore  della  nave  o  del  galleggiante  requisito e'
determinato come segue:
a) per le navi per le quali esistono prezzi correnti di mercato, tale
valore  e'  stabilito tenendo conto dei prezzi stessi al giorno della
requisizione  in proprieta' o al giorno della perdita in relazione al
tipo, alle caratteristiche tecniche e commerciali, nonche' allo stato
di conservazione e di efficienza della nave;
b)  per le navi per le quali non esistono prezzi correnti di mercato,
il   valore   e'  stabilito  calcolando  il  costo  di  ricostruzione
(determinato  al giorno della requisizione in proprieta' o al giorno,
della  perdita)  di una nave nuova, avente caratteristiche analoghe e
applicando  un  coefficiente  di  deprezzamento inerente all'eta', al
tipo  e  allo  stato effettivo di conservazione e di efficienza della
nave.
5.  Sia nell'ipotesi di cui alla lettera a) sia in quella di cui alla
lettera  b)  del  comma 4 si aggiunge il valore delle dotazioni e dei
corredi.
6. Le quote comprese nella parte A, che sono determinate dall'ufficio
di cui all'articolo 482, sono le seguenti:
a)   ammortamento  del  valore  della  nave  o  del  galleggiante  da
calcolarsi  sul  valore  della nave o del galleggiante (diminuito del
valore   di  demolizione)  al  momento  della  requisizione  con  una
percentuale  variabile a seconda del tipo e dell'eta' e tenendo conto
dello  stato  di  conservazione  e  di  efficienza  della  nave o del
galleggiante;
b)  interessi da calcolarsi sul valore della nave o del galleggiante,
corredi e dotazioni compresi; se la requisizione si prolunga oltre un
anno  la  quota  di  interessi  e'  calcolata sul valore della nave o
galleggiante decurtato della quota annuale di ammortamento;
c) spese generali;
d)  materiali  di  consumo  per  coperta,  macchina,  camera,  cucina
(compresi  i  lubrificanti  per  le navi e i galleggianti semoventi a
propulsione a vapore);
e) manutenzione e riparazioni ordinarie;
f) manutenzione e riparazioni straordinarie (riclassifica).
7.  Quando  l'amministrazione lo ritenga opportuno, puo' provvedere a
sue spese ai materiali indicati nella lettera a) e ai lavori indicati
nelle  lettere  e)  e  f)  del  comma  6. In tal caso, la parte A del
compenso  si limita alle quote indicate nelle lettere a), b) e c) del
comma 6.
8.  L'indennita'  prevista  per  la parte A puo' essere, annualmente,
soggetta  a  revisione a richiesta dell'amministrazione interessata o
dell'armatore.
9.  Le  quote  comprese  nella parte B si riferiscono in massima agli
oneri seguenti:
a)  assicurazione  della nave o galleggiante contro i rischi ordinari
della   navigazione   e   assicurazione   contro   il  rischio  della
responsabilita' civile per danni alle persone;
b)  equipaggio (quota comprensiva della paga, panatica, assicurazioni
infortuni  e  malattie, contributi sindacali e previdenziali, o altri
oneri  previsti  da  apposite disposizioni ed eventuali compensi agli
equipaggi stabiliti dagli organi competenti);
c) lavoro straordinario;
d) combustibili;
e)  lubrificanti  per  le motonavi e per i galleggianti semoventi con
motori  a  combustione nonche' per le navi e galleggianti semoventi a
propulsione elettrica;
f) acqua;
g)   spese  portuali  e  diritti  marittimi  (pilotaggio,  rimorchio,
ormeggio  e  disormeggio,  ponti  di imbarco nei porti ove occorrono,
guardia  ai  fuochi,  visita  sanitaria,  spedizione della nave o del
galleggiante,  tasse  e  sopratasse  di ancoraggio, fari, transito di
canali, e altre eventuali spese portuali e diritti marittimi);
h) agenzie;
i)  esercizio  dell'impianto  r.  t.  (escluse  le  spese relative al
personale r. t. gia' comprese nella quota equipaggio);
l) operazioni di carico e scarico, stivaggio e distivaggio;
m) mantenimento delle persone e dei quadrupedi imbarcati;
n)  carenamento  di carattere eccezionale da definirsi all'atto della
requisizione;
o) disinfestazione o altre misure sanitarie;
p) medicinali e materiali per medicazione;
q)  lavatura  e  rifacimento dei materassi, fasce, federe, guanciali,
tovaglieria per il personale di passaggio e per l'equipaggio;
r)  eventuali  sistemazioni (di telefoni nei porti e uso del telefono
nell'interesse dell'amministrazione;
s) telegrammi trasmessi nell'interesse dell'amministrazione;
t)  eventuali  spese  inerenti  alla  quarantena  e  approdo in porti
infetti;
u)  consumi  di coperta, macchina, cucina, camera per eventuali nuove
sistemazioni,    macchinari    e    posti    aggiunti    per   ordine
dell'amministrazione,    nonche'    forniture   le   quali   comunque
resterebbero di proprieta' dell'amministrazione.
10. Nel caso di navi o galleggianti requisiti, che siano iscritti nel
ruolo  del  naviglio  ausiliario  della Marina militare, l'indennita'
dovuta  agli armatori o proprietari si compone della sola parte A. Le
quote  della  parte  B, applicabili a tali unita' sono contabilizzate
direttamente dal Ministero della difesa come per le navi militari.
11.  La  parte  A  dell'indennita' e' determinata dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, anche nel caso che la requisizione e'
fatta  dal  Ministero  della  difesa, ed e' notificata all'armatore o
proprietario dall'amministrazione che ha disposto la requisizione.
12.  All'atto della requisizione, il Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti, se non e' in possesso di tutti gli elementi necessari,
puo'  determinare  in  via  provvisoria questa parte dell'indennita',
salvo  a  procedere  alla  determinazione  definitiva  entro tre mesi
dall'inizio  della  requisizione.  La  determinazione  provvisoria e'
notificata  dall'armatore  o proprietario dall'amministrazione che ha
disposto la requisizione.
13.  Nel  caso  in  cui  l'armatore  o  proprietario  propone ricorso
giurisdizionale contro il provvedimento che determina definitivamente
l'indennita', l'indennita' stessa e' corrisposta, fino alla decisione
sul  ricorso, nella misura fissata dal Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti.
14.  La  parte  B e' determinata dal Ministero delle infrastrutture e
dei  trasporti o da quello della difesa rispettivamente per le navi o
galleggianti requisiti da ciascuno di essi.
15. Le quote comprese nella parte B possono, a giudizio del Ministero
interessato, essere escluse dall'indennita' e:
a)  essere  assunte direttamente, in parte o totalmente dal Ministero
interessato;
b)  essere  corrisposte  agli  armatori  o  proprietari  nella misura
indicata dalle norme in vigore, quando trattasi di quote per le quali
gia' esistono regolamentazioni speciali;
c)  essere  corrisposte  agli  armatori  o  proprietari  nella misura
stabilita con appositi accordi.
 
	        
	      
                              Art. 501
      Oneri dell'amministrazione che procede alla requisizione

1.   Oltre  all'indennita'  di  requisizione,  sono  a  carico  delle
amministrazioni che procedono alla requisizione:
a)  la  perdita  totale  della  nave  o  del  galleggiante requisiti,
l'abbandono  degli  stessi  a  tutti  gli effetti di legge, le avarie
della  nave  o  del galleggiante, i danni alle persone e i danni alle
cose  di  terzi,  derivanti,  tali  eventi,  da rischi di guerra o da
rischi inerenti ai servizi speciali della requisizione e non coperti,
quanto  alla  nave  o  al  galleggiante,  dalla  normale  polizza  di
assicurazione  rischi  ordinari  e, quanto alle persone dalla normale
polizza  di  assicurazione  e  infortuni,  malattie e responsabilita'
civile,  quando  risultino da apposito verbale vistato dal comandante
militare   o   dal   commissario  statale,  ovvero  da  dichiarazione
rilasciata dal comandante militare o dal commissario statale;
b)  le  spese inerenti a eventuali lavori di adattamento della nave o
del  galleggiante per i servizi ai quali e' adibito per effetto della
requisizione;
c) le spese inerenti ai lavori di ripristino;
d)  le  eventuali cessioni di materiali di dotazione della nave o del
galleggiante ad altri enti militari o civili dello Stato.
 
	        
	      
                              Art. 502
              Pagamento dell'indennita' di requisizione

1.  In  caso  di  requisizione  in  proprieta', l'indennita' non puo'
essere  pagata  se  non sono decorsi sessanta giorni dalla data della
trascrizione dell'atto di requisizione.
2.   Se   sorgono   contestazioni   sulla   persona   avente  diritto
all'indennita', e, nel caso previsto dal comma 1, se, nel termine ivi
indicato,  sono notificate all'amministrazione procedente opposizioni
di  creditori  ipotecari  o  privilegiati, l'indennita' e' depositata
presso  la  Cassa depositi e prestiti, fino a che sulle contestazioni
od  opposizioni  non  decida  la competente autorita' giudiziaria, su
istanza della parte piu' diligente.
3.  Il pagamento dell'indennita' di requisizione in uso si effettua a
rate mensili posticipate.
4.  L'amministrazione  per  conto  della  quale  si e' proceduto alla
requisizione   e'   autorizzata   a  corrispondere  agli  armatori  o
proprietari  delle  navi  o dei galleggianti requisiti acconti, nella
misura  massima  di  otto  decimi, sull'ammontare delle indennita' di
requisizione gia' maturate.
5.  La  determinazione  delle  suddette  indennita', agli effetti del
pagamento  degli  acconti  di  cui  al  comma  4, e' fatta a giudizio
insindacabile  dell'amministrazione  per  conto  della  quale  si  e'
proceduto  alla requisizione salvo conguaglio, all'atto del pagamento
del saldo, in base alla prescritta documentazione.
6.  Per il pagamento delle indennita' per la perdita delle navi o dei
galleggianti  requisiti, sia che le indennita' stesse siano dovute ai
sensi   dell'articolo   501  sia  che  esse  siano  dovute  ai  sensi
dell'articolo   516,   e   per   il  pagamento  delle  indennita'  di
requisizione, non decorrono, in alcun caso, interessi di mora.
 
	        
	      
                              Art. 503
                      Documenti giustificativi

1.   Gli   armatori  e  proprietari,  per  il  rimborso  delle  spese
sottoelencate,  se esse non sono gia' comprese nella indennita' o non
formino  oggetto  di  speciale accordo, devono presentare i documenti
giustificativi indicati nei numeri seguenti:
a)  assicurazione:  l'onere  relativo  si deve rilevare dalla polizza
esistente o dal contratto da stipulare;
b)  equipaggio:  fattura  con  prospetto  nominativo dell'equipaggio,
conforme  alle  risultanze  del ruolo d'equipaggio, con l'indicazione
della somma netta percepita da ciascun componente l'equipaggio stesso
e  delle ritenute effettuate a norma delle disposizioni in vigore; il
prospetto  deve  portare  il  visto  del  comandante  militare  o del
commissario  statale  che  attestera'  la  effettiva percezione delle
somme  corrisposte;  per  gli  eventuali  compensi dovuti per servizi
speciali,   il  prospetto  nominativo  e'  compilato  con  le  stesse
modalita' indicate nelle lettera c);
c) lavoro straordinario: prospetto nominativo con le indicazioni:
1) del periodo di tempo a cui il lavoro straordinario si riferisce;
2) del genere di lavoro straordinario;
3) delle ore di lavoro straordinario;
4) delle ritenute effettuate a norma delle disposizioni in vigore;
5)  delle  quote  spettanti  a  norma  dei  contratti di lavoro e del
contratto di arruolamento;
6)  della somma netta corrisposta a ciascuno. Il prospetto e' vistato
dal  capitano  della nave e dal comandante militare o dal commissario
statale;
d)  combustibili,  lubrificanti, acqua: fattura con dichiarazione del
comandante  militare  o  del  commissario  statale,  attestante che i
quantitativi fatturati sono stati effettivamente consumati durante la
requisizione.  Alla  fattura  e'  allegata  anche  una  dichiarazione
dell'autorita'  militare  marittima  o  della  Camera  di  commercio,
industria, artigianato e agricoltura, se la nave trovarsi all'estero,
del  console,  la quale attesti che il prezzo fatturato corrisponde a
quello corrente sulla piazza;
e)  spese  portuali  e  diritti  marittimi:  fattura  con  allegati i
documenti  comprovanti  le  tasse  pagate  e le spese sostenute. Tali
documenti,  quietanzati,  sono  vistati dal comandante militare o dal
commissario  statale,  o, in loro assenza, dalla autorita' portuale o
consolare  competente  oppure  corredati  da  relativo buono o da una
dichiarazione  rilasciata  dal  comandante militare o dal commissario
statale;
f)  agenzie:  fattura con allegato il buono del comandante militare o
del  commissario statale, e col visto della autorita' portuale per il
controllo della quota del compenso dovuto;
g) esercizio impianto radiotelegrafico:
1)  marconigrammi:  riepilogo  firmato  dal comandante militare o dal
commissario   statale,   con  copia,  se  rilasciato  dalle  predette
autorita',     dei     marconigrammi     trasmessi     nell'interesse
dell'amministrazione;
2)  esercizio:  fattura quietanzata dall'ente che ha diritto, a norma
di  accordi  particolari  o di norme in vigore, a eventuali canoni, e
vistata dal comandante militare o dal commissario statale;
h) spese, carico e scarico, stivaggio e di stivaggio: fattura vistata
dall'ufficio  del  lavoro  portuale,  ove esista, o dall'autorita' di
porto,  per  il controllo delle tariffe applicate nel conteggio della
quota  oraria,  con  allegato  il  buono  rilasciato  dal  comandante
militare  o dal commissario statale. Da questo buono devono risultare
la  data e l'ora dell'inizio e della cessazione del lavoro, per poter
determinare, se necessario, il lavoro eseguito in ore straordinarie e
in  giorni  festivi.  Nei  casi  in cui l'equipaggio della nave o del
galleggiante  concorra  a tali operazioni, il compenso e' corrisposto
con  le stesse modalita' indicate per il lavoro straordinario e nella
misura stabilita dal contratto nazionale di lavoro o dal contratto di
arruolamento;
i) mantenimento delle persone e di quadrupedi imbarcati:
1)  per  il  mantenimento,  se  richiesto, delle persone trasportate,
l'amministrazione puo' stabilire il trattamento tavola, adottando, se
esistono  per  la  nave o il galleggiante requisito, le tariffe di 1-
classe   per   gli  ufficiali  e  assimilati,  di  2-  classe  per  i
sottufficiali  e  assimilati,  di 3- classe per la truppa e personale
assimilato;  oppure  puo' apportare modifiche al trattamento tavola e
stabilire  nuove tariffe d'accordo con l'armatore o proprietario. Per
il  vitto  speciale  agli  infermi e per i vini e altre bevande, sono
stabilite  apposite tariffe. Il rimborso relativo e' effettuato verso
presentazione, da parte dell'armatore o del proprietario, di apposite
fatture con allegate le note giornaliere compilate dal capitano della
nave  o  del  galleggiante  attestanti il numero e la categoria delle
razioni distribuite; le fatture e le note sono vistate dal comandante
militare o dal commissario statale;
2)  per  il mantenimento dei quadrupedi, se richiesto, sono stabilite
speciali  tariffe  dall'amministrazione,  di accordo con l'armatore o
proprietario. Il rimborso relativo e' effettuato verso presentazione,
da  parte  dell'armatore  o  proprietario,  di  apposite  fatture con
allegate le note giornaliere, compilate dal capitano della nave o del
galleggiante,   attestanti  il  numero  dei  quadrupedi  trasportati,
debitamente   vistate  dal  comandante  militare  o  dal  commissario
statale;
l)  carenamento:  i  lavori di carenamento sono eseguiti in seguito a
ordine  dell'amministrazione  e,  se compiuti a cura degli armatori o
proprietari,   sono   controllati   dall'ufficio   tecnico  designato
dall'amministrazione  stessa.  Le  fatture relative portano il visto,
per eseguito lavoro, dell'ufficio tecnico predetto;
m) se il carenamento avviene in porto estero sono osservate le stesse
modalita',  con  la  sola  variante  che  il controllo e il visto per
eseguito lavoro sono devoluti al comandante militare o al commissario
statale o al console;
n)  disinfestazione:  le operazioni sono eseguite in seguito a ordine
dell'amministrazione   e,   se  compiute  a  cura  degli  armatori  o
proprietari,     sono     controllate     dall'autorita'    designata
dall'amministrazione  e  le  fatture  portano il <<visto per eseguito
lavoro>> dell'autorita' predetta;
o)  medicinali  e  materiali per medicazioni: fattura dettagliata con
l'elenco  dei  materiali consumati, vistato dal comandante militare o
dal  commissario  statale,  con  l'indicazione  dei  relativi prezzi,
preventivamente approvati dai competenti organi dell'amministrazione;
p)  spese lavatura e rifacimento fasce, materassi, federe, guanciali,
tovaglieria:fattura  quietanzata  dalla  ditta  che  ha  eseguito  il
lavoro, con allegato il verbale vistato dal comandante militare o dal
commissario  statale,  o  la  dichiarazione rilasciata dal comandante
militare  o  dal  commissario  statale,  constatante la necessita' di
procedere al lavoro stesso;
q)  telefono  e  internet:  fattura  quietanzata  dalla  societa'  di
comunicazione, vistata dall'autorita' portuale, con allegato il buono
rilasciato  dal comandante militare o dal commissario statale, ove e'
indicato  il  tempo  durante il quale il telefono o internet e' stato
usato per ragioni di servizio interessanti l'amministrazione;
r)  telegrammi:  riepilogo  vistato  dal  comandante  militare  o dal
commissario   statale,  con  copia,  se  rilasciato  dalle  autorita'
predette,      dei      telegrammi      trasmessi      nell'interesse
dell'amministrazione;
s)  quarantena  e  approdo  in  porto infetto: riepilogo dettagliato,
compilato  dal  capitano  della nave o del galleggiante e vistato dal
comandante  militare o dal commissario statale, delle spese sostenute
e  delle  eventuali  indennita'  pagate  a  norma  delle disposizioni
vigenti.   Il  riepilogo  e'  corredato  dalle  fatture  e  documenti
giustificativi   e   dall'estratto   del  giornale  nautico,  vistati
dall'autorita'  portuaria,  dai  quali  risulta  l'ordine  ricevuto e
l'esatto  periodo  di  permanenza  della  nave  o del galleggiante in
quarantena o in porto infetto;
t) consumi suppletivi di coperta, camera, macchina, cucina: riepilogo
compilato  dal  capitano della nave o del galleggiante, e vistato dal
comandante  militare o dal commissario statale, con l'indicazione dei
materiali  consumati e dei relativi prezzi, preventivamente approvati
dai competenti organi dell'amministrazione;
u)  adattamento  e  ripristino:  gli  eventuali lavori di adattamento
della nave o del galleggiante ai servizi ai quali esso e' adibito per
effetto  della  requisizione,  e  quelli di ripristino, al termine di
questa,  se  eseguiti  direttamente dagli armatori o proprietari sono
controllati  dall'ufficio tecnico designato dall'amministrazione e le
relative  fatture  portano il visto dell'ufficio tecnico predetto; le
fatture  relative alle eventuali forniture sono controllate e vistate
dal predetto ufficio tecnico designato dall'amministrazione. Nel caso
che i lavori e le forniture siano eseguite all'estero, il controllo e
il  visto  sono  devoluti  al  comandante  militare  o al commissario
statale o al console;
v)   cessioni  materiali:  le  eventuali  cessioni  di  materiali  di
dotazione  della  nave  o  del  galleggiante a enti civili o militari
dello  Stato  sono  rimborsate  all'armatore  o proprietario da parte
dell'amministrazione  requisitrice,  che a sua volta si fa rimborsare
dall'amministrazione  dalla  quale  dipende l'ente che ha ricevuto il
materiale.   Per   tali   cessioni  l'armatore  o  proprietario  deve
presentare  regolare  fattura,  con  allegato  il verbale vistato dal
comandante  militare  o  dal  commissario  statale,  o  dichiarazione
rilasciata dal comandante militare o commissario statale. In calce al
verbale  stesso,  o  separatamente,  e'  inserita la dichiarazione di
ricevuta dell'ente al quale i materiali sono ceduti.
2.  Nei  casi  in  cui  sulle navi o galleggianti non siano imbarcati
commissari  statali o comandanti militari, le facolta' di <<visto>> e
di regolarizzazione dei documenti attribuite alla loro competenza dal
presente   articolo   sono   devolute   all'ufficio  di  requisizione
dell'amministrazione  che  ha  ordinato  la requisizione. Il presente
comma  si  applica  anche  ai  casi  di  impedimento  delle anzidette
autorita'.
 
	        
	      
                              Art. 504
                     Lavori e forniture urgenti

1.   In   casi   eccezionali   di   speciale  importanza  e  urgenza,
l'amministrazione  che ha disposto la requisizione, previa intesa con
il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  puo'  derogare alle
disposizioni vigenti in materia di contratti pubblici e di limiti per
le aperture di credito, per quanto attiene all'esecuzione di lavori e
di  forniture  necessari  all'utilizzazione  e  all'impiego immediato
dell'unita' requisita.
 
	        
	      
                              Art. 505
Temporanea  inutilizzazione,  riparazioni  dell'unita'  e sospensioni
                           dell'indennita'

1.   Se   le   navi   e  i  galleggianti  requisiti  in  uso  restano
temporaneamente  inutilizzati  per il servizio effettivo dello Stato,
per  cause  estranee all'amministrazione, e indipendenti dagli eventi
che  sono a carico dell'amministrazione stessa ai sensi dell'articolo
501,  comma 1, lettera a), la requisizione continua ad avere effetto,
ma gli armatori o i proprietari non hanno diritto alla corresponsione
della  indennita'  per tutto il periodo durante il quale la nave o il
galleggiante rimane inutilizzato in un porto che l'amministrazione ha
facolta' di designare.
2.  Se  gli  armatori  o  proprietari  non  provvedono, con la dovuta
sollecitudine  e  a regola d'arte all'esecuzione dei lavori necessari
per eventuali riparazioni, i ministeri che ordinarono la requisizione
possono   provvedervi   direttamente,   a   spese  degli  armatori  o
proprietari.   In   tal  caso,  l'importo  delle  spese  relative  e'
trattenuto  sulle somme dovute, secondo le indicazioni della presente
legge.  Ove  dette  somme  non  siano sufficienti o le trattenute non
siano  state eseguite, dette spese costituiscono credito privilegiato
sulla  nave  o sul galleggiante a favore dello Stato, e sono graduate
fra i crediti elencati nell'articolo 552 del codice della navigazione
dopo il n. 6. Esse sono riscosse ai sensi dell'articolo 84 del codice
della navigazione.
 
	        
	      
                              Art. 506
                        Salvataggi e rimorchi

1.  Qualunque  profitto netto spettante all'armatore per salvataggi e
rimorchi  eseguiti  dalla nave o dal galleggiante requisito e' diviso
in   parti  uguali  tra  l'amministrazione,  che  ha  proceduto  alla
requisizione, e l'armatore.
 
	        
	      
SEZIONE V
ATTO DI REQUISIZIONE - MODALITA' DELLA CONSEGNA E DELLA RESTITUZIONE
DELLE NAVI E DEI GALLEGGIANTI REQUISITI
                              Art. 507
        Autorita' delegata per la consegna e la restituzione

1.  Le  formalita'  relative  alla consegna e alla restituzione delle
navi  o  dei  galleggianti  requisiti  sono  compiute  dall'autorita'
delegata dall'amministrazione che procede alla requisizione.
 
	        
	      
                              Art. 508
                      Controllo dell'inventario

1.  All'atto  della  consegna e della riconsegna di nave requisita si
procede   al   controllo   dell'inventario,  in  contraddittorio  con
l'armatore   o   il   proprietario  o  con  il  loro  rappresentante,
redigendosene   verbale   nel   quale   devono   farsi  risultare  le
irregolarita' eventualmente riscontrate.
2.   Se   il  controllo  dell'inventario  non  puo'  essere  compiuto
dall'autorita'    delegata,    puo'    essere    a    cio'   delegata
dall'amministrazione altra autorita'.
3.  Se  esigenze  speciali  non  consentono  di  procedere  a  questo
controllo,  fa fede, fino a prova contraria, l'inventario esistente a
bordo, una copia del quale, a cura dell'armatore o proprietario o del
capitano  della nave, e' rimessa, entro ventiquattro ore dall'ordine,
all'autorita' che e' designata dall'amministrazione requisitrice.
4.  Dell'esattezza di tale documento rimangono responsabili, salve le
eventuali sanzioni penali, l'armatore o proprietario e il capitano.
5.  Nel  caso di galleggianti, valgono le norme predette, con la sola
variante  che,  non  essendo  prescritto  quale  documento  di  bordo
l'inventario,  questo  e' compilato, anziche' controllato, al momento
della   requisizione,   salvo  speciali  disposizioni  da  parte  del
Ministero che procede alla requisizione.
 
	        
	      
                              Art. 509
                    Verifica materiali di consumo

1.  Le autorita' delegate verificano i materiali di consumo esistenti
a  bordo,  esclusi i combustibili, i lubrificanti e l'acqua, nei casi
di consegna o di riconsegna, redigendone apposito verbale.
 
	        
	      
                              Art. 510
                         Verbale di consegna

1.  In tutti i casi e a tutti gli effetti previsti dal presente capo,
l'atto di requisizione e' sostituito dal processo verbale di consegna
di cui al comma 2.
2.  Agli effetti della requisizione, sia in proprieta' sia in uso, e'
compilato  un  processo verbale di consegna, che contiene le seguenti
indicazioni:
a) autorita' delegata per la consegna;
b)   ordine   ricevuto  dalla  predetta  autorita',  con  le  precise
indicazioni del documento relativo;
c)  amministrazione  dello Stato per conto della quale si effettua la
requisizione;
d)  nome  dell'unita'  requisita, tipo (piroscafo, motonave, veliero,
galleggiante, ecc.) e nazionalita';
e)   nome  del  proprietario  (o  anche  dell'armatore  nel  caso  di
requisizione   in  uso)  dell'unita'  requisita  e  sua  residenza  o
domicilio;
f)   compartimento   o  ufficio  marittimo  d'iscrizione  dell'unita'
requisita e relativo numero della matricola delle navi o del registro
dei galleggianti;
g) tonnellaggio di stazza lorda e netta;
h) porto in cui avviene la consegna;
i) data e ora della consegna;
l)   consistenza  dei  combustibili  e  dell'acqua  (potabile  e  per
macchina)  esistenti  a  bordo  dell'unita' all'atto della consegna e
consistenza  dei  lubrificanti  soltanto  nel  caso  di motonavi e di
galleggianti con motori a combustione oppure a propulsione elettrica;
m) eventuali annotazioni;
n) firma dell'autorita' delegata per la consegna;
o)  firma  del  proprietario  (o  anche  dell'armatore,  nel  caso di
requisizione in uso) o del suo legale rappresentante.
 
	        
	      
                              Art. 511
    Verbali di sospensione e di ripresa della requisizione in uso

1.  Le  norme  relative  alle  formalita' di consegna e di riconsegna
dell'unita'  requisita  si  osservano  anche  nel caso di sospensione
della  requisizione  in  uso  e  di  successiva  cessazione  di  tale
sospensione.
 
	        
	      
                              Art. 512
                  Processo verbale di restituzione

1.  All'atto  della  restituzione  dell'unita' requisita, l'autorita'
delegata dall'amministrazione che ha ordinato la requisizione compila
il   processo   verbale  di  restituzione,  che  contiene  le  stesse
indicazioni  prescritte  per  il  verbale di consegna, sostituendo la
parola <<consegna>> con <<restituzione>>.
 
	        
	      
                              Art. 513
 Contraddittorio della parte interessata nella redazione dei verbali

1.  I  processi  verbali  di  consegna e restituzione sono redatti in
contraddittorio   del   proprietario   o   dell'armatore  dell'unita'
requisita o di loro rappresentanti o del capitano.
2.  A  tal  fine,  e'  data  tempestiva  notizia  al  proprietario  o
all'armatore  o al capitano del luogo e dell'ora in cui si procedera'
alla   redazione  del  processo  verbale.  Se  l'interessato  non  si
presenta,   si   procede  egualmente  alla  formazione  del  verbale,
facendosi constare l'assenza dell'interessato.
 
	        
	      
                              Art. 514
             Raccolta dei verbali e delle dichiarazioni

1.  Durante  la  requisizione  in  uso,  il  comandante militare o il
commissario  statale  e  il  capitano  della  nave o del galleggiante
tengono  ciascuno  una  raccolta  dei  seguenti  verbali,  riuniti in
fascicolo e corredati di un indice:
a)  di  consegna e di restituzione, di sospensione e di ripresa della
requisizione;
b)  relativi  alla  presa  in carico o alla cessione di combustibili,
lubrificanti, acqua;
c) relativi allo scarico e alla cessione di materiali di dotazione;
d)  attestanti  le  necessita'  della  lavatura  e del rifacimento di
fasce, materassi, federe, guanciali;
e)    concernenti    la    fornitura    di   materiali   appartenenti
all'amministrazione  e  la  consegna temporanea da parte di questa al
capitano della nave o del galleggiante;
f) di controllo di inventari;
g)  ogni  altro  processo  verbale  o  di  dichiarazione  concernente
l'unita' requisita.
 
	        
	      
SEZIONE VI
ASSICURAZIONI E AVARIE
                              Art. 515
 Responsabilita' dell'amministrazione che provvede alla requisizione

1.  L'amministrazione,  con il pagamento delle quote di assicurazione
contro  i rischi ordinari di navigazione e contro gli ordinari rischi
di  malattia e infortuni e contro la responsabilita' civile per danni
alle   persone,   previsti  alle  lettere  a)  e  b)  della  parte  B
dell'indennita'  ai sensi dell'articolo 500, rimane esonerata da ogni
responsabilita'  per  tutti  i danni che derivano da tali rischi alla
nave   o   galleggiante  o  alle  persone  o  alle  cose  durante  la
requisizione,  anche  se  l'armatore  o proprietario della nave o del
galleggiante non ha, per qualsiasi motivo, provveduto tempestivamente
alla   stipulazione   o   rinnovazione   del  relativo  contratto  di
assicurazione.
2.    In    determinate   circostanze   e   per   speciali   ragioni,
l'amministrazione   che   procede  alla  requisizione  puo'  disporre
affinche'  le  polizze di assicurazione non siano rinnovate alla loro
scadenza.
 
	        
	      
                              Art. 516
Indennita'  e rimborsi a carico dell'amministrazione che procede alla
                            requisizione

1.   Quando  l'amministrazione  si  avvale  della  facolta'  concessa
dall'articolo  500,  comma  15, lettera a), o quando comunque per sua
disposizione  i  rischi  non  siano,  in tutto o in parte, coperti da
assicurazione,  essa  corrisponde  all'armatore  o proprietario della
nave o galleggiante:
a)  in  caso  di perdita, una indennita' pari al valore della nave di
cui  all'articolo  500,  comma  4  rimanendo  fermo  quanto  disposto
dall'articolo 499, comma 4;
b)  in caso di avarie, il rimborso delle spese incontrate e di quelle
necessarie alla conseguente riparazione, a meno che l'amministrazione
non  reputi piu' conveniente procedere essa stessa all'esecuzione dei
lavori relativi.
 
	        
	      
SEZIONE VII
SANZIONI PENALI E DISCIPLINARI
                              Art. 517
 Inosservanza dell'ordine di trasporto obbligatorio o di precedenza

1.  Chiunque  non  ottempera  agli  ordini  dati  dal Ministero delle
infrastrutture  e dei trasporti, a norma dell'articolo 473, commi 4 e
5, e' punito con l'arresto fino a un anno o con l'ammenda fino a euro
207,00.
2.  Nei  casi  piu' gravi possono applicarsi, congiuntamente, le pene
dell'arresto e dell'ammenda, nei limiti suindicati.
 
	        
	      
                              Art. 518
Sottrazione   alla   requisizione   -   Inosservanza  dell'ordine  di
                            requisizione

1.  Chiunque  in qualsiasi modo, sottrae alla requisizione una nave o
un  galleggiante,  che  ne possa formare oggetto a norma del presente
capo,  o,  senza  giustificato  motivo,  non ottempera, in tutto o in
parte, all'ordine di requisizione della nave o del galleggiante, dato
dall'autorita'   competente  o  comunque  ne  impedisce  od  ostacola
l'esecuzione,  e'  punito  con  la reclusione fino a un anno e con la
multa fino a euro 310,00.
2. Se il fatto e' commesso per colpa, si applica la multa fino a euro
207,00.
3.  Nel  caso  che  la  consegna all'amministrazione della nave o del
galleggiante  requisito  avvenga, senza giustificato motivo, oltre il
termine all'uopo stabilito a norma dell'articolo 479, il colpevole e'
punito  con  l'arresto  fino  a  tre mesi o con l'ammenda fino a euro
310,00.
 
	        
	      
                              Art. 519
            Alterazione di nave o galleggiante requisiti

1. Chiunque, senza l'autorizzazione dell'autorita' che ha ordinata la
requisizione,  altera o modifica, in tutto o in parte, lo stato della
nave  o del galleggiante requisito, e' punito con l'arresto fino a un
anno o con l'ammenda fino a euro 516,00.
2.  Nei  casi  piu'  gravi, possono applicarsi congiuntamente le pene
dell'arresto e dell'ammenda, nei limiti suindicati.
 
	        
	      
                              Art. 520
               Documenti falsi o indicazioni non vere

1.   Chiunque,   per  sottrarre  alla  requisizione  una  nave  o  un
galleggiante  presenta  libri  o documenti contraffatti o alterati e'
punito  con  la  reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro
310,00.
2. Chiunque, allo scopo suindicato, fornisce all'autorita' competente
indicazioni mendaci e' punito con la reclusione fino a sei mesi o con
la multa fino a euro 103,00.
3. Se sono fornite, per colpa, indicazioni non conformi alla verita',
si applica la multa fino a euro 103,00.
 
	        
	      
                              Art. 521
    Distruzione o deterioramento di nave o galleggiante requisiti

1.  Chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli precedenti della
presente  sezione, distrugge, sostituisce, sottrae o altrimenti rende
inservibile,   anche  temporaneamente,  o  deteriora  la  nave  o  il
galleggiante  requisiti  e  affidati  alla  sua  custodia,  e' punito
secondo le disposizioni dell'articolo 334 del codice penale.
2. Se il fatto e' avvenuto o e' stato agevolato per colpa, si applica
la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a euro 310,00.
 
	        
	      
                              Art. 522
Inosservanza di doveri da parte dell'armatore proprietario o capitano

1.  E'  punito  con  l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a
euro  310,00  l'armatore,  il  proprietario o il capitano, che, senza
giustificato motivo:
a)  non ottempera immediatamente all'ordine dell'autorita' competente
di  sbarcare  in  tutto  o  in  parte,  l'equipaggio dalla nave o dal
galleggiante requisiti;
b) nelle condizioni previste dalla lettera a) del presente comma, non
ottempera  alla richiesta di assunzione delle persone nominativamente
designate  dall'amministrazione, per sostituire, in tutto o in parte,
l'equipaggio sbarcato;
c)  non  ottempera  all'ordine dell'autorita' competente di aumentare
per  il disimpegno di speciali servizi, l'equipaggio della nave o del
galleggiante  requisiti,  o di imbarcare, per tali servizi, personale
militare in soprannumero;
d)  non  ottempera  a quanto prescritto nell'articolo 38, al fine del
controllo  o  della compilazione dell'inventario per la consegna o la
riconsegna della nave o del galleggiante requisiti.
 
	        
	      
                              Art. 523
Inosservanza  di  ordini  dati  dall'amministrazione, dal commissario
                  statale o dal comandante militare

1.  Il  capitano  della nave o del galleggiante requisiti, che, senza
giustificato    motivo,   non   ottempera   agli   ordini   impartiti
dall'amministrazione  o  dal  commissario  statale  o  dal comandante
militare,  a norma, rispettivamente, degli articoli 490, 491, 492, e'
punito  con  l'arresto  fino  a  sei mesi o con l'ammenda fino a euro
207,00.
 
	        
	      
                              Art. 524
             Applicazione di sanzioni penali piu' gravi

1.  Le  disposizioni  della  sezione  VII  del  presente  capo non si
applicano,  se  i  fatti da essa previsti costituiscono un piu' grave
reato a norma delle leggi vigenti.
 
	        
	      
                              Art. 525
                  Competenza dei tribunali militari

1.  Se  i  reati  previsti  dagli articoli 517 e 523 sono commessi in
tempo  di  guerra, la competenza spetta ai tribunali militari; quando
il  giudice  ritenga  di  infliggere  la  sola  pena pecuniaria, puo'
provvedersi  con  decreto  penale, secondo le disposizioni del codice
penale militare di pace.
 
	        
	      
                              Art. 526
                        Sanzioni disciplinari

1.  Le  mancanze  commesse  a  bordo  dalle persone imbarcate verso i
rappresentanti   dell'amministrazione  dello  Stato,  indicati  nella
sezione   III   del  presente  capo,  sono  punite  con  le  sanzioni
disciplinari previste dagli articoli 1249 e seguenti del codice della
navigazione.
2.  L'esercizio del potere disciplinare di cui al comma 1 e' affidato
alle persone indicate dagli articoli 1249 e seguenti del codice della
navigazione.
3. I rapporti relativi a mancanze disciplinari a carico delle persone
imbarcate  sono  dal  comandante  militare  o dal commissario statale
presentati  al  capitano  della nave o galleggiante, che li trascrive
nel   giornale   nautico,   con   l'indicazione   dei   provvedimenti
disciplinari adottati.
4. Il comandante militare, che ha assunto il comando della nave o del
galleggiante  in forza della facolta' conferitagli dall'articolo 493,
sostituisce   interamente   il  capitano  nell'esercizio  del  potere
disciplinare su tutte le persone imbarcate.
5.  Oltre alle sanzioni disciplinari di cui al comma 1, per qualsiasi
atto  od  omissione  capace di turbare il buon andamento del servizio
cui  la nave o galleggiante requisito e' adibito puo' essere inflitta
ai   colpevoli,  dall'autorita'  marittima  competente,  la  sanzione
disciplinare  dell'inibizione  della  navigazione da un minimo di tre
mesi  a  un  massimo  di  due  anni, indipendentemente dalle sanzioni
penali applicabili in virtu' di altre leggi.
 
	        
	      
LIBRO TERZO
AMMINISTRAZIONE E CONTABILITA'
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 527
Norme  applicabili  all'amministrazione  e contabilita' del Ministero
                        della difesa. Rinvio

1.  Al  Ministero  della  difesa  si  applicano  le norme vigenti per
l'amministrazione  e  contabilita'  delle amministrazioni statali, in
quanto  non derogate dalle disposizioni del presente libro e con esse
compatibili.
2.  Il regolamento detta le norme di attuazione per l'amministrazione
e  contabilita'  del Ministero della difesa, ivi compresa l'attivita'
ispettiva.  Il  controllo strategico e' disciplinato dall'articolo 21
del  regolamento, in attuazione dell'articolo 6, comma 1, del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 286.
 
	        
	      
                              Art. 528
            Informatizzazione del Ministero della difesa

1.  All'informatizzazione  delle attivita' del Ministero della difesa
si  applicano le norme vigenti per l'informatizzazione della pubblica
amministrazione statale, con le deroghe ivi eventualmente previste, e
segnatamente:
a) il decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39;
b)  le  norme  di  attuazione dell'articolo 27 della legge 16 gennaio
2003,  n.  3,  e,  in  particolare,  il  decreto del Presidente della
Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68;
c)  l'articolo  1,  commi  197 e 198, della legge 30 dicembre 2004 n.
311, con le relative norme secondarie di attuazione;
d)  il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, con le limitazioni di
cui all'articolo 2, comma 6, e all'articolo 75, comma 2.
2.  In  applicazione  dell'articolo  16  del  decreto  legislativo 12
febbraio  1993,  n.  39,  il  regolamento, adottato per tale parte di
intesa con DigitPA, detta le norme volte a coordinare le disposizioni
del  citato  decreto  legislativo  n.  39 del 1993 con le esigenze di
gestione  dei sistemi informativi automatizzati concernenti la difesa
nazionale.
 
	        
	      
                              Art. 529
                          Controlli. Rinvio

1.  Al  controllo  di  regolarita'  amministrativa  e  contabile e al
controllo  di  gestione  del  Ministero  della difesa si applicano le
norme vigenti per i controlli delle amministrazioni statali.
 
	        
	      
                              Art. 530
       Inchieste su eventi di particolare gravita' o risonanza

1.  Il Ministero della difesa dispone le inchieste sommarie e formali
volte  ad  accertare  le  cause  soggettive  e  oggettive  che  hanno
determinato  eventi  di  particolare gravita' o risonanza nell'ambito
dell'Amministrazione   della   difesa,   allo   scopo   di   valutare
l'opportunita'   di   adottare  le  misure  correttive  di  carattere
organizzativo  o  tecnico  necessarie  a  evitare  il ripetersi degli
eventi   dannosi   e  di  dare  l'avvio  ai  procedimenti  rivolti  a
individuare    eventuali    responsabilita'   penali,   disciplinari,
amministrative, in merito alla causazione dell'evento.
2.  Il  regolamento  disciplina le procedure per lo svolgimento delle
inchieste  e  delimita gli eventi di cui al comma 1, ivi compresi gli
incidenti  di volo avvenuti nell'ambito di operazioni o esercitazioni
internazionali, multinazionali o NATO, a carattere interforze.
3.  Dagli  eventi  di  cui  al  comma  1  sono  esclusi gli incidenti
automobilistici, nei quali sono rimasti coinvolti automezzi isolati e
che  non  hanno  comportato  gravi  lesioni fisiche o perdite di vite
umane,  nonche'  gli  incidenti  di  volo  accaduti  agli aeromobili,
diversi da quelli di cui al comma 2.
 
	        
	      
                              Art. 531
                       Riutilizzo di documenti

1.  Per  l'esercizio  della facolta' di rendere disponibili a terzi i
documenti contenenti dati pubblici nella disponibilita' del Ministero
della difesa, trovano applicazione le norme vigenti di cui al decreto
legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, che da' attuazione alla direttiva
2003/98/CE relativa al riutilizzo di documenti nel settore pubblico.
 
	        
	      
                              Art. 532
               Responsabilita' del personale militare

1.  Resta ferma, per il personale militare, la disciplina vigente per
i   dipendenti   delle   amministrazioni   pubbliche  in  materia  di
responsabilita'   civile,   penale,   disciplinare,   dirigenziale  e
amministrativo-contabile.
 
	        
	      
                              Art. 533
                   Divieto di polizze assicurative

1.  E'  fatto  divieto al Ministero della difesa di stipulare polizze
assicurative  finalizzate  a tenere indenni i propri dipendenti dalla
responsabilita'  amministrativo-contabile derivante dallo svolgimento
dei  compiti  istituzionali;  in  caso  di  violazione del divieto si
applica l'articolo 3, comma 59, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
 
	        
	      
TITOLO II
ATTIVITA' NEGOZIALE DEL MINISTERO DELLA DIFESA
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI SULL'ATTIVITA' NEGOZIALE
DEL MINISTERO DELLA DIFESA
                              Art. 534
       Attivita' negoziale del Ministero della difesa. Rinvio

1. Fatto salvo quanto disposto dal presente titolo:
a)  ai  contratti  del Ministero della difesa si applicano le vigenti
disposizioni   in  materia  di  attivita'  negoziale  della  pubblica
amministrazione  statale,  ivi  comprese  la  disciplina  concernente
l'acquisizione  di  beni  e servizi tramite la Concessionaria servizi
informativi  spa  (CONSIP),  nonche'  la  disciplina  concernente  le
forniture  e servizi informatici e, segnatamente, l'articolo 1, commi
192, 193 e 194, della legge 30 dicembre 2004, n. 211, e l'articolo 67
del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82; ((1))
b) ai contratti del Ministero della difesa relativi a lavori, servizi
e forniture, come definiti dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163,  recante  il  codice  dei  contratti pubblici relativi a lavori,
servizi  e  forniture, si applicano detto codice e le disposizioni in
esso specificamente dettate per i contratti nel settore della Difesa;
c) si applica la legge 11 novembre 1986, n. 770;
d)  alle  locazioni  di  immobili  per  i  fabbisogni  allocativi del
Ministero  della  difesa  si  applica  l'articolo 2, comma 222, della
legge 23 dicembre 2009, n. 191.
2.  Il  regolamento  detta  le  norme per l'attuazione e l'esecuzione
degli  articoli  92, comma 5, e 196, comma 1, del decreto legislativo
12 aprile 2006, n. 163, con i concerti e i pareri ivi indicati.
----------------
AGGIORNAMENTO (1)
  Si riporta, in nota, il testo del comma 1 , lettera a) del presente
articolo a seguito della modifica introdotta dall'avviso di rettifica
in G.U. 01/06/2010, n. 126:
  "a) ai contratti del Ministero della difesa si applicano le vigenti
disposizioni   in  materia  di  attivita'  negoziale  della  pubblica
amministrazione  statale,  ivi  comprese  la  disciplina  concernente
l'acquisizione  di  beni  e servizi tramite la Concessionaria servizi
informativi  spa  (CONSIP),  nonche'  la  disciplina  concernente  le
forniture  e servizi informatici e, segnatamente, l'articolo 1, commi
192,  193  e  194,  ((della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311)), e
l'articolo  67  del  decreto  legislativo  7  marzo  2005, n. 82;" La
suddetta modifica entra in vigore il 01/06/2010.
 
	        
	      
                              Art. 535
                         Difesa Servizi spa

1.  E'  costituita la societa' per azioni denominata <<Difesa Servizi
spa>>,  ai  fini  dello  svolgimento dell'attivita' negoziale diretta
all'acquisizione  di  beni  mobili,  servizi  e  connesse prestazioni
strettamente  correlate  allo  svolgimento  dei compiti istituzionali
dell'Amministrazione   della  difesa  e  non  direttamente  correlate
all'attivita'  operativa  delle  Forze  armate,  da  individuare  con
decreto  del  Ministro  della  difesa  di  concerto  con  il Ministro
dell'economia  e delle finanze, nonche' ai fini dell'articolo 7 della
legge   24   dicembre  1985,  n.  808,  nonche'  delle  attivita'  di
valorizzazione   e   di  gestione,  fatta  eccezione  per  quelle  di
alienazione,  degli immobili militari, da realizzare anche attraverso
accordi   con   altri   soggetti   e   la  stipula  di  contratti  di
sponsorizzazione.
2.  La societa' e' posta sotto la vigilanza del Ministro della difesa
e ha sede in Roma. Il capitale sociale della societa' e' stabilito in
euro  1  milione,  e i successivi eventuali aumenti del capitale sono
determinati  con  decreto  del  Ministro della difesa, che esercita i
diritti  dell'azionista.  Le  azioni  della societa' sono interamente
sottoscritte dal Ministero della difesa e non possono formare oggetto
di diritti a favore di terzi. La societa' opera secondo gli indirizzi
strategici   e   i  programmi  stabiliti  con  decreto  del  medesimo
Ministero,  di  concerto  con  il  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze.
3.   La   societa'   ha   a  oggetto  la  prestazione  di  servizi  e
l'espletamento    di    attivita'    strumentali    e   di   supporto
tecnico-amministrativo  in  favore  dell'Amministrazione della difesa
per   lo   svolgimento  di  compiti  istituzionali  di  quest'ultima.
L'oggetto   sociale,   riguardante   l'attivita'   negoziale  diretta
all'acquisizione  di  beni mobili, servizi e connesse prestazioni, e'
strettamente correlato allo svolgimento dei compiti istituzionali del
comparto  sicurezza e difesa, anche attraverso l'espletamento, per le
Forze  armate,  delle  funzioni  di  centrale di committenza ai sensi
dell'articolo 33 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163.  Le  predette funzioni di centrale di committenza possono essere
svolte  anche  per  le  altre  Forze  di  polizia,  previa stipula di
apposite  convenzioni con le amministrazioni interessate. La societa'
puo'  altresi'  esercitare  ogni  attivita'  strumentale,  connessa o
accessoria   ai   suoi  compiti  istituzionali,  nel  rispetto  della
normativa  nazionale  e  comunitaria  in  materia  di  affidamento  a
societa' a capitale interamente pubblico.
4.   La   societa',   nell'espletare   le  funzioni  di  centrale  di
committenza,   utilizza   i   parametri   di   prezzo-qualita'  delle
convenzioni  di cui all'articolo 26, comma 1, della legge 23 dicembre
1999,  n.  488,  e  successive modificazioni, come limiti massimi per
l'acquisto di beni e servizi comparabili.
5.  Lo  statuto disciplinante il funzionamento interno della societa'
e'  approvato  con decreto del Ministro della difesa, di concerto con
il  Ministro  dell'economia e delle finanze. E' ammessa la delega dei
poteri  dell'organo  amministrativo  a  uno  dei  suoi membri. Con lo
stesso   decreto   sono   nominati  i  componenti  del  consiglio  di
amministrazione  e  del  collegio  sindacale  per il primo periodo di
durata  in  carica. I membri del consiglio di amministrazione possono
essere  scelti  anche  tra  gli  appartenenti  alle  Forze  armate in
servizio permanente. Le successive modifiche allo statuto e le nomine
dei  componenti  degli  organi  sociali per i successivi periodi sono
deliberate  a  norma del codice civile ed entrano in vigore a seguito
dell'approvazione delle stesse con decreto del Ministro della difesa,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
6. Lo statuto prevede:
a)  il  divieto  esplicito  di cedere le azioni o di costituire su di
esse diritti a favore di terzi;
b) la nomina da parte del Ministro della difesa dell'intero consiglio
di amministrazione e il suo assenso alla nomina dei dirigenti;
c)  le  modalita'  per  l'esercizio  del  <<controllo analogo>> sulla
societa',  nel  rispetto  dei  principi  del  diritto europeo e della
relativa giurisprudenza comunitaria;
d)  le  modalita' per l'esercizio dei poteri di indirizzo e controllo
sulla politica aziendale;
e)  l'obbligo  dell'esercizio  dell'attivita'  societaria  in maniera
prevalente in favore del Ministero della difesa;
f)  il  divieto  di  chiedere  la  quotazione  in  borsa o al mercato
ristretto.
7.  La  pubblicazione del decreto di approvazione dello statuto nella
Gazzetta  Ufficiale  tiene  luogo  degli  adempimenti  in  materia di
costituzione delle societa' previsti dalla normativa vigente.
8.  Gli  utili  netti della societa' sono destinati a riserva, se non
altrimenti  determinato  dall'organo  amministrativo  della  societa'
previa autorizzazione del Ministero vigilante.
9. La societa' non puo' sciogliersi se non per legge.
10.  Il rapporto di lavoro del personale dipendente della societa' e'
disciplinato  dalle  norme  di diritto privato e dalla contrattazione
collettiva.  In  deroga  a  quanto previsto dal comma 9 dell'articolo
23-bis  del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la societa' si
avvale  anche  del  personale  militare  e civile del Ministero della
difesa,  anche di livello non dirigenziale, in possesso di specifiche
competenze in campo amministrativo e gestionale, da impiegare secondo
le modalita' previste dallo stesso articolo.
 
	        
	      
CAPO II
PROGRAMMAZIONE
                              Art. 536
                              Programmi

1.  I  programmi  relativi  al  rinnovamento e all'ammodernamento dei
sistemi  d'arma,  delle  opere,  dei  mezzi  e  dei beni direttamente
destinati alla difesa nazionale, sono approvati:
a) con legge, se richiedano finanziamenti di natura straordinaria;
b)  con  decreto del Ministro della difesa, se si tratta di programmi
finanziati  attraverso  gli ordinari stanziamenti di bilancio. In tal
caso,  salvo  quanto disposto al comma 2 e sempre che i programmi non
si  riferiscano  al  mantenimento  delle  dotazioni o al ripianamento
delle  scorte,  prima  dell'emanazione  del decreto ministeriale deve
essere acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari,
con  le  modalita'  e  nelle  forme  stabilite  dai regolamenti delle
Camere.  Il  termine per l'espressione del parere e' di trenta giorni
dalla richiesta. Se detto termine decorre senza che le commissioni si
siano  pronunciate,  si  intende  che  esse  non  reputano  di dovere
esprimere alcun parere.
2. I piani di spesa gravanti sugli ordinari stanziamenti di bilancio,
ma destinati al completamento di programmi pluriennali finanziati nei
precedenti   esercizi   con   leggi   speciali,   se  non  richiedono
finanziamenti  integrativi, sono sottoposti dal Ministro della difesa
al  Parlamento  in  sede  di  esame  dello  stato  di  previsione del
Ministero della difesa, in apposito allegato.
3. L'attivita' contrattuale relativa ai programmi di cui al comma 1 e
ai  piani  di  spesa  di  cui  al  comma 2 e' svolta dalle competenti
direzioni generali tecniche del Ministero della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 537
  Programmi con la partecipazione o collaborazione di Paesi esteri

1. Se i rapporti contrattuali derivanti dall'attuazione dei programmi
di  cui  all'articolo 536 implicano la partecipazione o, comunque, la
collaborazione  di  Paesi  esteri,  direttamente  o per il tramite di
agenzie   o   enti   plurinazionali,  il  Ministro  della  difesa  e'
autorizzato  a stipulare contratti o comunque ad assumere impegni nei
limiti  dell'intera  somma,  considerando  a  questi  fini  anche gli
importi da riassegnare a bilancio ai sensi dell'articolo 549.
 
	        
	      
CAPO III
SEMPLIFICAZIONE E ACCELERAZIONE DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI
                              Art. 538
                Principi sulle procedure contrattuali

1.  Le  procedure  contrattuali  per  l'acquisto di beni e servizi da
parte   dell'Amministrazione   della   difesa   sono   improntate   a
tempestivita',  trasparenza  e  correttezza  nel rispetto delle leggi
vigenti e della normativa comunitaria.
 
	        
	      
                              Art. 539
           Semplificazione in ordine a determinati pareri

1.  Le  disposizioni  di  cui  all'articolo  3,  comma 3, del decreto
legislativo 1° dicembre 2009, n. 177, relative al parere obbligatorio
di  DigitPA,  non  trovano  applicazione relativamente ai progetti di
contratto   riguardanti  sistemi  informativi  militari  a  carattere
operativo  connessi  con  lo  svolgimento  di  compiti concernenti la
difesa nazionale.
 
	        
	      
                              Art. 540
                           Poteri di spesa

1.  Per  il conseguimento degli obiettivi loro affidati, i Comandanti
dei  comandi  periferici  di  Forza  armata o interforze con funzioni
logistiche  e  amministrative,  nonche'  gli  ufficiali  generali e i
colonnelli  delle  Forze  armate  e  gradi  corrispondenti preposti a
organismi  militari provvisti di autonomia amministrativa, esercitano
i  poteri  di  spesa  nei  limiti  dei  fondi  loro  assegnati per la
realizzazione di ciascun programma.
 
	        
	      
                              Art. 541
                        Termini dei pagamenti

1.  I  contratti  di  fornitura di beni e servizi concernenti sistemi
d'arma  e apparecchiature funzionalmente correlate, aventi termini di
consegna  o  di  esecuzione  superiori  ai  due  anni,  e i contratti
relativi a lavori pubblici di importo eccedente quello indicato per i
lavori  dall'articolo  28  del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163,   possono  prevedere  la  corresponsione  di  pagamenti,  previa
costituzione  di  idonea  garanzia,  sulla  base  della  progressione
dell'esecuzione   delle   prestazioni  e  dei  conseguenti  obiettivi
quantitativi  raggiunti,  nei termini contrattualmente definiti. Tali
pagamenti  non possono comunque eccedere la misura complessiva del 90
per cento dell'importo contrattuale.
2.  I  termini  entro  i  quali  sono  effettuati  i  pagamenti delle
prestazioni  contrattuali  sono  indicati  nei capitolati generali di
oneri applicabili.
 
	        
	      
                              Art. 542
Tempestivita' dei pagamenti per forniture di materiali destinati alle
                            Forze armate

1.  Al fine di garantire, attraverso la semplificazione dei correlati
adempimenti  amministrativi,  la  tempestivita'  dei pagamenti per le
forniture  di  materiali  destinati  alle  Forze  armate, relativi ad
attivita'  operative  o addestrative svolte in territorio nazionale o
all'estero,   l'Amministrazione   della   difesa   e'  autorizzata  a
corrispondere  pagamenti  in  conto  nella  misura massima del 90 per
cento del valore delle forniture collaudate e accettate, per le quali
il   consegnatario   abbia   rilasciato   apposita  dichiarazione  di
ricevimento.
 
	        
	      
                              Art. 543
      Contratti di manutenzione e riparazione di sistemi d'arma

1.  I  contratti  di  manutenzione  e riparazione di sistemi d'arma e
apparecchiature  funzionalmente  correlate  possono prevedere che nel
corso   dell'esecuzione   siano   individuate  ulteriori  particolari
prestazioni  e  forniture  di  materiali,  da eseguire per soddisfare
necessita' urgenti e imprevedibili.
2.  Le  prestazioni  e le forniture di cui al comma 1, fermo restando
l'importo  complessivo  del  contratto,  non  possono  in  ogni  caso
eccedere il quinto di detto importo.
 
	        
	      
                              Art. 544
Sostegno    logistico   dei   contingenti   impiegati   in   missioni
                           internazionali

1. Per soddisfare le esigenze di approvvigionamento di beni e servizi
necessari  per  il  sostegno  logistico  dei  contingenti delle Forze
armate  impiegati  in  missioni  internazionali,  o in qualunque modo
connessi  con  tali  esigenze,  e' autorizzato il ricorso, in caso di
necessita'  e urgenza, alla Nato Maintenance and Supply Agency, sulla
base  di  accordi  quadro  appositamente  stipulati e nell'ambito dei
fondi stanziati per tali esigenze.
2.  Il  ricorso  alla NATO Maintenance and Supply Agency previsto dal
comma  1 e' esteso agli approvvigionamenti di beni e servizi comunque
connessi  al  sostegno  logistico  dei contingenti delle Forze armate
impiegati in operazioni fuori dal territorio nazionale condotte sotto
l'egida dell'ONU o di altri organismi sovranazionali.
 
	        
	      
CAPO IV
PERMUTE
                              Art. 545
                               Permute

1.  Ai  fini  del contenimento delle spese di ricerca, potenziamento,
ammodernamento,  manutenzione  e supporto relative ai mezzi, sistemi,
materiali  e  strutture  in dotazione alle Forze armate, il Ministero
della  difesa, anche in deroga alle norme sulla contabilita' generale
dello  Stato  e  nel  rispetto  della legge 9 luglio 1990, n. 185, e'
autorizzato  a  stipulare  convenzioni  e contratti per la permuta di
materiali o prestazioni con soggetti pubblici e privati.
2. Il regolamento, su cui per tale parte e' acquisito il concerto del
Ministro dell'economia e delle finanze, disciplina le condizioni e le
modalita' per la stipula degli atti e l'esecuzione delle prestazioni,
nel  rispetto  della  vigente  disciplina  in materia negoziale e del
principio di economicita'.
 
	        
	      
CAPO V
SERVIZIO DI MENSA
                              Art. 546
           Servizio di vettovagliamento delle Forze armate

1.  Il  servizio di vettovagliamento sostituisce le razioni viveri in
natura,  le  quote  miglioramento  vitto,  le  integrazioni vitto e i
generi  di  conforto  in speciali condizioni di impiego, nonche' ogni
altra forma di fornitura di alimenti a titolo gratuito.
2.  Le  modalita'  di  fornitura  del  servizio di vettovagliamento a
favore del personale militare e civile sono stabilite con decreto del
Ministro  della  difesa  di  concerto con il Ministro dell'economia e
delle  finanze,  da  adottare  entro il 30 settembre di ogni anno con
riferimento   all'anno  successivo.  Con  il  medesimo  decreto  sono
determinati   il   valore  in  denaro  delle  razioni  viveri  e  del
miglioramento vitto, nonche' la composizione dei generi di conforto.
3.  Il  servizio di vettovagliamento e' assicurato, in relazione alle
esigenze  operative,  logistiche,  di dislocazione e di impiego degli
enti e reparti delle Forze armate, nelle seguenti forme:
a)  gestione diretta, ovvero affidata, in tutto o in parte, a privati
mediante  apposite convenzioni, ovvero appaltando il servizio a ditte
private specializzate, nel rispetto del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163;
b) fornitura di buoni pasto;
c) fornitura di viveri speciali da combattimento.
4.  La  gestione  diretta  e le eventuali convenzioni sono finanziate
mediante  utilizzo,  anche  in  modo  decentrato, del controvalore in
contanti dei trattamenti alimentari determinati con il decreto di cui
al comma 2.
5. Il regolamento, in tale parte adottato di concerto con il Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  e  su  proposta  dei Capi di stato
maggiore  di  forza  armata  e  del Comandante generale dell'Arma dei
carabinieri  e  del  Corpo  della  Guardia  di  finanza,  sentito  il
Consiglio  centrale  di  rappresentanza  dei  militari,  detta  norme
interforze  per  disciplinare  la  struttura,  l'organizzazione  e il
funzionamento delle mense di servizio.
 
	        
	      
CAPO VI
CONCESSIONI DI BENI
                              Art. 547
Concessioni  per  gli  interventi  di  protezione  sociale  e  per le
                         attivita' connesse

1.  Al  fine  di  assicurare  gli  interventi di protezione sociale a
favore  del personale militare e civile delle Forze armate e dei loro
familiari, sono concessi in uso alle organizzazioni costituite tra il
personale  dipendente  ai  sensi  dell'articolo 1475, oppure a enti e
terzi,  i  locali  demaniali,  i mezzi, le strutture, i servizi e gli
impianti  necessari per i predetti interventi. Con il regolamento, di
concerto   con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sono
determinati  le  consistenze  e  il valore di tali apporti nonche' le
relative norme d'uso.
2.  Per  l'esercizio  delle  attivita' connesse con gli interventi di
protezione  sociale di cui al comma 1, l'Amministrazione della difesa
provvede  mediante  affidamento in concessione alle organizzazioni di
cui al comma 1, oppure a enti e terzi, previo esperimento di indagini
comparative  secondo le procedure in economia applicabili alla Difesa
e con le modalita' che sono stabilite con il regolamento, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze.
 
	        
	      
TITOLO III
BILANCIO, NORME DI SPESA, FONDI DA RIPARTIRE
CAPO I
BILANCIO
SEZIONE I
FORMAZIONE DEL BILANCIO
                              Art. 548
   Relazioni illustrative sullo stato di attuazione dei programmi

1.  In  allegato allo stato di previsione del Ministero della difesa,
il Governo trasmette al Parlamento relazioni illustrative:
a)  sulla  spesa  complessiva prevista per il personale militare, con
indicazione  degli oneri riferiti al personale in servizio permanente
e a quello in servizio non permanente, distinguendo, altresi', i dati
per   grado   e   per   stato   giuridico,   nell'ambito  delle  aree
tecnico-operativa e tecnico-amministrativa della Difesa;
b)   sullo   stato   di  attuazione  dei  programmi  di  costruzione,
acquisizione e ammodernamento di mezzi, impianti e sistemi, di cui ai
pertinenti  capitoli  dello  stato  di previsione del Ministero della
difesa.  Per  ciascun  programma  sono indicati l'esigenza operativa,
l'oggetto,  la  quantita', l'onere globale, lo sviluppo pluriennale e
la  percentuale di realizzazione; sono, altresi', fornite indicazioni
sui  rapporti  tra  acquisti  compiuti all'estero e in Italia e sulla
quota di questi effettuata nel Mezzogiorno;
c)    sull'attivita'   contrattuale   concernente   la   manutenzione
straordinaria  e  il  reintegro  dei sistemi d'arma, delle opere, dei
mezzi e dei beni direttamente destinati alla difesa nazionale, che si
espleta   secondo  programmi  aventi  di  norma  durata  annuale,  in
relazione alle quote da impegnare sugli appositi capitoli dello stato
di previsione del Ministero della difesa;
d)  sullo  stato  di  attuazione  del  programma  di  potenziamento e
ammodernamento  delle  infrastrutture,  con particolare riguardo agli
alloggi  dei  militari di truppa, ai locali adibiti a cucine, mense e
ad  attivita'  del  tempo  libero,  e idoneo a garantire attivita' di
promozione  sociale  e  sportiva,  al quale si fa fronte mediante gli
ordinari  stanziamenti  di  bilancio,  specificando,  nell'ambito dei
pertinenti  capitoli  dello  stato  di previsione del Ministero della
difesa,  le  quote  da  destinare  alla  realizzazione  del programma
medesimo;
e)  sui  programmi, di competenza del Ministero della difesa, attuati
ai sensi della legge 11 novembre 1986, n. 770.
 
	        
	      
SEZIONE II
GESTIONE DEL BILANCIO
                              Art. 549
                Riassegnazione di entrate a bilancio

1.   Per   le   spese   che   l'Amministrazione   militare   sostiene
nell'interesse  di  altre  amministrazioni dello Stato, queste devono
anticipare   i   fondi   occorrenti   versandoli  in  tesoreria,  con
imputazione  a  uno speciale capitolo dell'entrata per essere portati
in  aumento  allo  stato  di  previsione  del Ministero della difesa,
tenuto  conto  dei  limiti  alle  riassegnazioni  di  bilancio di cui
all'articolo 2, comma 615, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
2.  Allo  stesso modo, le somme dovute da privati, per prestazioni di
qualsiasi  specie,  quelle  per  il  mantenimento degli allievi nelle
scuole militari nonche' quelle previste dal comma 3 dell'articolo 159
del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, sono versate in tesoreria e
portate  in  aumento  ai  capitoli  dello  stato  di  previsione  del
Ministero della difesa.
 
	        
	      
SEZIONE III
GESTIONE DELLA SPESA
                              Art. 550
                     Somministrazione dei fondi

1. A favore delle direzioni di amministrazione sono disposte aperture
di  credito  da  commutarsi  in  quietanze  di entrata a valere sulle
contabilita' speciali, aperte presso le tesorerie provinciali:
a) per il pagamento degli emolumenti al personale;
b) per il pagamento dei fornitori e degli altri creditori.
2.  Le  aperture  di  credito devono contenere, oltre all'indicazione
della somma, quella del numero e della denominazione del capitolo del
bilancio   sul   quale   sono  effettuate,  nonche'  la  clausola  di
commutabilita' a favore delle contabilita' speciali.
 
	        
	      
SEZIONE IV
DISPOSIZIONI VARIE
                              Art. 551
                            Fondo scorta

1.  Nello stato di previsione del Ministero della difesa e' istituito
un  fondo,  per le esigenze delle Forze armate e per quelle dell'Arma
dei carabinieri, destinato a provvedere alle momentanee deficienze di
cassa presso i corpi, istituti e stabilimenti militari, rispetto alle
periodiche anticipazioni loro fatte sugli stanziamenti di bilancio.
2.  Lo stanziamento del fondo e' determinato annualmente con la legge
di bilancio.
3. L'utilizzo del fondo e' disciplinato dal regolamento.
 
	        
	      
CAPO II
NORME DI SPESA
SEZIONE I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 552
        Speciale capitolo per particolari deficienze di cassa

1.  Le  deficienze  di  cassa dipendenti da forza maggiore o anche da
dolo  o  negligenza  di  agenti dell'amministrazione sono ripianate a
carico  di  uno  speciale  capitolo  dello  stato  di  previsione del
Ministero  della  difesa, senza pregiudizio del regolare procedimento
per l'accertamento delle eventuali responsabilita'.
 
	        
	      
                              Art. 553
                      Spese di natura riservata

1.  Per  sopperire  alle  spese di natura riservata e' assegnata agli
organi  di vertice, allo Stato maggiore della difesa, al Segretariato
generale  della  difesa,  agli  Stati maggiori di Forza armata e agli
altri organi centrali del Ministero della difesa, una somma stabilita
annualmente  con decreto ministeriale, nell'ambito dello stanziamento
determinato con legge di bilancio.
 
	        
	      
SEZIONE II
NORME DI SPESA IN RELAZIONE AL LIBRO I
                              Art. 554
      Spese di funzionamento del Consiglio supremo della difesa

1.  Le  spese  per  il  funzionamento del Consiglio supremo di difesa
gravano  su  apposito capitolo iscritto nello stato di previsione del
Ministero  della difesa, il cui stanziamento e' determinato con legge
di bilancio.
 
	        
	      
                              Art. 555
Oneri  per subentro del Ministero della difesa nei rapporti di lavoro
              del Circolo Ufficiali delle Forze armate

1. All'onere derivante dall'attuazione dell'articolo 19, comma 4, per
il  subentro del Ministero della difesa in tutti i rapporti di lavoro
in essere a tempo indeterminato alle dipendenze del Circolo Ufficiali
delle Forze armate, valutato in euro 250.000,00 a decorrere dall'anno
2010, si provvede nell'ambito degli stanziamenti di bilancio previsti
a  legislazione vigente per il reclutamento del personale relativo al
Ministero  della  difesa  e  nel  rispetto  dei  limiti in materia di
assunzioni  di personale a tempo indeterminato di cui all'articolo 3,
comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
 
	        
	      
                              Art. 556
             Spese di funzionamento di organi consultivi

1.  Fermo  restando  quanto previsto dall'articolo 1, comma 58, della
legge  23 dicembre 2005, n. 266, la spesa complessiva degli organismi
di  cui  all'articolo  24, comma 1, lettere a), c), d), e) ed f), ivi
compresi  gli  oneri  di funzionamento e gli eventuali compensi per i
componenti,  in  qualunque  forma  erogati  e comunque denominati, e'
ridotta   del   trenta   per   cento   rispetto  a  quella  sostenuta
nell'esercizio finanziario 2005.
2.  E'  fatto salvo quanto disposto dagli articoli 60, comma 1, e 68,
comma  2,  secondo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 6 agosto 2008, n. 133.
((1))
----------------
AGGIORNAMENTO (1)
  Si  riporta,  in nota, il testo del comma 2 del presente articolo a
seguito  della  modifica  introdotta dall'avviso di rettifica in G.U.
01/06/2010, n. 126:
  "((2.  E' fatto salvo quanto disposto dagli articoli 61, comma 1)),
e  68, comma 2, secondo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 6 agosto 2008, n.
133." La suddetta modifica entra in vigore il 01/06/2010.
 
	        
	      
                              Art. 557
Spese  di funzionamento del Comitato consultivo per l'inserimento del
personale  militare  volontario  femminile  nelle  Forze armate e nel
                   Corpo della Guardia di finanza

1.  Le  spese  per  il  funzionamento  del  Comitato  consultivo  per
l'inserimento del personale militare volontario femminile nelle Forze
armate  e nel Corpo della Guardia di finanza, di cui all'articolo 24,
comma  1,  lettera  b),  compresi  i  gettoni di presenza, gravano su
apposito  capitolo  iscritto  nello stato di previsione del Ministero
della  difesa, nel limite di euro 14.000,00 a decorrere dal 2008, nel
rispetto delle riduzioni di spesa previste dall'articolo 556.
 
	        
	      
                              Art. 558
   Uffici degli addetti delle Forze armate in servizio all'estero

1.  Per  esigenze  eccezionali degli uffici degli addetti delle Forze
armate,  il  Ministero  della difesa puo' autorizzare l'assunzione di
personale  a  tempo  determinato da adibire a mansioni esecutive, con
contratti  di  durata  non  superiore  all'anno,  con possibilita' di
rinnovo,  regolati  dalle  norme contenute nel decreto del Presidente
della  Repubblica  5  gennaio  1967,  n. 18. I predetti contratti non
conferiscono  stabilita'  di  impiego  ne' diritto a collocamento nei
ruoli  del  personale dello Stato. E' fatta salva la possibilita' per
il  Ministero  della  difesa  di utilizzare personale con contratto a
tempo  indeterminato assunto dall'Amministrazione degli affari esteri
a norma del citato decreto.
2.  Sono  a  carico  dello  stato  di  previsione del Ministero della
difesa:
a) le spese per la locazione dei locali di ufficio se questi non sono
forniti  dalla  locale rappresentanza diplomatica, compresi gli oneri
accessori.  Il  personale  degli  uffici  degli  addetti che abbia la
propria  abitazione  annessa  all'ufficio  e'  tenuto a rimborsare il
canone  di  locazione  dei locali adibiti ad abitazione, nella misura
determinata  dal  Ministero della difesa di concerto con il Ministero
dell'economia  e  delle finanze, sentito il capo della rappresentanza
diplomatica, secondo i criteri fissati nell'articolo 84, comma 4, del
decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18;
b)  le  altre  spese  di  funzionamento  entro i limiti stabiliti dal
Ministero.
 
	        
	      
                              Art. 559
             Finanziamento dell'Agenzia industrie difesa

1.  In  relazione  all'articolo  9,  comma 4, lettera c), del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, il finanziamento annuale a favore
dell'Agenzia industrie difesa, di cui all'articolo 48, e' determinato
in  apposita tabella, ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera d),
della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
 
	        
	      
                              Art. 560
                  Ordinamento giudiziario militare

1.   Gli   oneri   derivanti   dalle   disposizioni  sull'ordinamento
giudiziario  militare di cui al libro I, titolo III, capo VI, sezione
I,  gravano  su  appositi  capitoli  dello  stato  di  previsione del
Ministero della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 561
       Funzionamento del Consiglio della magistratura militare

1.  Gli  oneri  per il funzionamento del Consiglio della magistratura
militare,  di  cui  al  libro  I,  titolo  III,  capo VI, sezione II,
comprese  le  indennita'  di  seduta  e  le  spese  di missione per i
componenti  non  magistrati  militari,  gravano  su apposito capitolo
dello stato di previsione del Ministero della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 562
Funzionamento  della commissione per la tenuta del registro nazionale
    delle imprese operanti nel settore dei materiali di armamento

1.  Agli  oneri  relativi  al  funzionamento della commissione per la
tenuta  del  registro  nazionale  delle imprese e consorzi di imprese
operanti  nel  settore della progettazione, produzione, importazione,
esportazione,   manutenzione   e  lavorazioni  comunque  connesse  di
materiale  di  armamento di cui all'articolo 44, si provvede a carico
del Ministero della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 563
                       Collegio medico legale

1. L'onere derivante dalle disposizioni sul Collegio medico legale di
cui all'articolo 189, grava sul pertinente capitolo di bilancio dello
stato di previsione del Ministero della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 564
                       Spese di funzionamento

1.  Le  spese  di  funzionamento  del  Ministero  della  difesa  sono
annualmente determinate con la legge di bilancio.
 
	        
	      
                              Art. 565
 Contributo a favore dell'Organizzazione idrografica internazionale

1.  Il  contributo  annuo  dello  Stato  a favore dell'Organizzazione
idrografica  internazionale (IHO), con sede nel Principato di Monaco,
di  cui alla legge 15 novembre 1973, n. 925, da iscrivere su apposito
capitolo  dello  stato  di  previsione del Ministero della difesa, e'
determinato  ai  sensi  dell'articolo  11, comma 3, lettera d), della
legge 31 dicembre 2009, n. 196.
 
	        
	      
SEZIONE III
NORME DI SPESA IN RELAZIONE AL LIBRO II
                              Art. 566
Norme di spesa per il patrimonio storico della prima guerra mondiale

1.  Per l'attuazione delle disposizioni del libro II, titolo II, capo
VI,  sezione  II,  e' autorizzata la spesa annua di euro 170.431,00 a
decorrere  dal  2001, incrementata di euro 200.000,00 a decorrere dal
2008,  che grava sullo stato di previsione del Ministero per i beni e
le attivita' culturali.
2.  Per  l'attuazione del comma 3 e' autorizzato un limite di impegno
quindicennale  pari  a  euro  516.457,00  annui a decorrere dall'anno
2001.
3. I soggetti di cui all'articolo 256, comma 1, lettere b) e c), sono
autorizzati  a contrarre mutui nell'anno 2001, con onere a carico del
bilancio  dello  Stato,  nei  limiti  di  cui  al comma 2. Si applica
l'articolo  262,  comma  2.  Con decreto del Ministro per i beni e le
attivita'   culturali   sono  determinati  criteri  e  modalita'  per
l'attuazione del presente comma, compresi la rendicontazione da parte
dei soggetti beneficiari e i controlli.
4.  Le  funzioni  di  cui  agli  articoli  257,  258, 259 e 260, sono
esercitate nei limiti delle risorse di cui al presente articolo.
5.  Le risorse disponibili dal 1° gennaio 2004 e autorizzate ai sensi
del  comma 2 sono assegnate prioritariamente dal Ministero per i beni
e  le  attivita'  culturali  ai progetti relativi alle zone di guerra
piu'  direttamente  interessate  dagli  eventi  bellici del 1916-1917
sugli altopiani vicentini.
6. Al fine di proseguire la realizzazione di interventi finanziati ai
sensi  dei  commi 2 e 3, sono autorizzati ulteriori limiti di impegno
quindicennali  pari  a  euro 400.000,00 annui a decorrere da ciascuno
degli anni 2008, 2009 e 2010.
 
	        
	      
                              Art. 567
Stanziamenti  e  gestione  dei  fondi  per  i  sepolcreti di guerra e
                         sacrari equiparati

1. Le spese per l'attuazione dei compiti di cui all'articolo 267, ivi
comprese  tutte  quelle  connesse  con  le  attivita' istituzionali e
funzionali  e con l'espletamento dei servizi e dei compiti attribuiti
al  Commissariato  generale  per  le  onoranze  ai  Caduti in guerra,
gravano  sui  fondi  stanziati  su  apposito  capitolo dello stato di
previsione del Ministero della difesa.
2.  La  gestione  dei  fondi  e' demandata al Commissario generale il
quale  vi  provvede  con  l'osservanza  delle  norme  di cui al regio
decreto 18 novembre 1923, n. 2440.
 
	        
	      
                              Art. 568
Manutenzione  degli alloggi di servizio, modalita' di riscossione del
                      canone e sua destinazione

1.  Il Ministero della difesa provvede, con gli stanziamenti iscritti
su   apposito   capitolo   del  proprio  stato  di  previsione,  alla
manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili di cui al libro
II,  titolo II, capo VII, sezione I, alla gestione degli edifici e al
versamento  dei  relativi  canoni,  operando  le conseguenti ritenute
stipendiali  per  le  somme  dovute  dai  sublocatari  da  versare in
tesoreria  con  imputazione  al  capo  X delle entrate statali per la
successiva  riassegnazione  allo  stato  di  previsione del Ministero
della difesa, ai sensi dell'articolo 549.
 
	        
	      
                              Art. 569
Dotazioni  finanziarie  destinate  agli  indennizzi  a  privati  e ai
                    contributi a comuni e regioni

1.  La  spesa complessiva per indennizzi a privati e per contributi a
comuni   e   regioni,   derivante   dall'articolo  325,  comma  1,  e
dall'articolo  330, commi 1 e 2, e' determinata annualmente con legge
di bilancio.
 
	        
	      
SEZIONE IV
NORME DI SPESA IN RELAZIONE AI LIBRI IV E V
                              Art. 570
Copertura  finanziaria  degli  oneri  derivanti dall'attuazione delle
norme  sullo  stato  degli  ufficiali  dell'Esercito  italiano, della
             Marina militare e dell'Aeronautica militare

1.   L'onere   derivante  dall'attuazione  delle  norme  sullo  stato
giuridico   degli  ufficiali  dell'Esercito  italiano,  della  Marina
militare  e  dell'Aeronautica  militare di cui al libro IV, titolo V,
grava sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero
della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 571
Copertura  finanziaria  degli oneri derivanti dalla concessione della
                         medaglia mauriziana
           al merito di dieci lustri di carriera militare

1.  L'onere  derivante dalla concessione della medaglia mauriziana al
merito  di dieci lustri di carriera militare di cui all'articolo 1459
e  dall'estensione  della stessa ai sottufficiali delle Forze armate,
grava sul pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero
della difesa.
2.  L'onere derivante per la concessione della medaglia mauriziana al
personale  del  Corpo  della  Guardia  di  finanza  e'  a  carico del
Ministero dell'economia e delle finanze.
 
	        
	      
                              Art. 572
Copertura  finanziaria  degli  oneri derivanti dall'istituzione della
                   medaglia al merito aeronautico

1.  L'onere  derivante  dall'istituzione  della  medaglia  al  merito
aeronautico  di  cui all'articolo 1439, comma 2, grava sul pertinente
capitolo dello stato di previsione del Ministero della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 573
Copertura   finanziaria  degli  oneri  derivanti  dall'ammissione  di
militari  stranieri alla frequenza di corsi presso istituti, scuole e
           altri enti militari delle Forze armate italiane

1.  L'onere  derivante  dall'ammissione  di  militari  stranieri alla
frequenza  di  corsi  presso  istituti,  scuole e altri enti militari
delle  Forze  armate  italiane  di  cui  all'articolo  718, grava sui
pertinenti  capitoli  dello  stato  di previsione del Ministero della
difesa.
2.  Nel quadro dei rapporti intercorrenti tra i vari Stati in materia
di sviluppo sociale, tecnico e culturale, il Ministro della difesa e'
autorizzato  ad  ammettere,  annualmente,  con  proprio  decreto,  di
concerto  con il Ministro dell'economia e delle finanze, e nei limiti
degli  appositi  stanziamenti,  a  frequentare corsi presso istituti,
scuole  e  altri enti militari delle Forze armate italiane, assumendo
in  tutto o in parte a carico della Difesa le spese per la frequenza,
il  mantenimento,  il  vestiario,  l'equipaggiamento  e  il materiale
didattico,  nonche'  le spese per il viaggio dal Paese di provenienza
alla  sede  designata,  e  viceversa, e per gli eventuali spostamenti
connessi  con  lo  svolgimento  dei  corsi, personale militare estero
facente parte di Forze armate di Stati:
a)  nei  confronti  dei  quali non sia in corso embargo deliberato in
sede ONU o di Unione europea;
b)  nei confronti dei quali non siano state accertate, da parte delle
Nazioni  Unite  o  dell'Unione  europea, violazioni della convenzione
internazionale in materia di diritti dell'uomo;
c) che non destinino, ricevendo dall'Italia assistenza allo sviluppo,
al  proprio  bilancio  militare  risorse  eccessive in relazione alle
proprie esigenze di difesa.
3.  Il  Ministro  della  difesa e', altresi', autorizzato a concedere
contributi  per  lo  studio  o  per  il  perfezionamento al personale
militare  e civile delle Forze armate estere ammesso a frequentare in
Italia corsi di studio a titolo gratuito.
 
	        
	      
                              Art. 574
Copertura  finanziaria degli oneri derivanti dal riordino della banda
                 musicale dell'Arma dei carabinieri

1.  L'onere derivante dal riordino della banda musicale dell'Arma dei
carabinieri  grava  sul pertinente capitolo dello stato di previsione
del Ministero della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 575
Oneri per il riordino dei ruoli, modifica alle norme di reclutamento,
stato e avanzamento del personale non direttivo e non dirigente delle
                            Forze armate

1.  All'onere derivante dal riordino dei ruoli e dalla modifica delle
norme  sul reclutamento, sullo stato e sull'avanzamento del personale
non direttivo e non dirigente delle Forze armate, di cui al libro IV,
titolo  II, capi IV, V, VI, VII sezione III, e capo VIII; titolo III,
capi  V,  VI,  VII,  VIII,  IX  e X; titolo IV, capi III, IV, V e VI;
titolo VII, capi XIII, XIV e XV, si provvede ai sensi dell'articolo 1
della legge 29 aprile 1995, n. 130.
 
	        
	      
                              Art. 576
   Oneri per l'attribuzione del grado di vertice per alcuni ruoli

1.  L'onere  derivante  dall'attuazione  dell'articolo 1095 grava sui
pertinenti  capitoli  dello  stato  di previsione del Ministero della
difesa.
 
	        
	      
                              Art. 577
Oneri  per  il  riordino  del  reclutamento,  dello stato giuridico e
     dell'avanzamento degli ufficiali dell'Arma dei carabinieri

1.  All'onere  derivante  dal  riordino del reclutamento, dello stato
giuridico   e   dell'avanzamento   degli   ufficiali   dell'Arma  dei
carabinieri,  di  cui  al  libro IV, titolo II, capo II, sezione III;
titolo  III,  capo II, sezione V; titolo VII, capo X, si provvede con
le  risorse finanziarie previste dall'articolo 8 della legge 31 marzo
2000, n. 78.
 
	        
	      
                              Art. 578
Copertura   finanziaria   degli   oneri   derivanti  da  disposizioni
integrative  e  correttive in materia di riordino dei ruoli, modifica
alle  norme  di  reclutamento,  stato e avanzamento del personale non
direttivo  e  non  dirigente  dell'Esercito  italiano,  della  Marina
                militare e dell'Aeronautica militare

1.  L'onere  derivante dalle disposizioni integrative e correttive in
materia   di   riordino  dei  ruoli,  di  modifica  delle  norme  sul
reclutamento,  sullo  stato  e  sull'avanzamento  del  personale  non
direttivo  e  non  dirigente  dell'Esercito  italiano,  della  Marina
militare  e dell'Aeronautica militare, contenute nel libro IV, titolo
III,  capi  V  e  VII; titolo VII, capo XIII e capo XV, sezione II, e
negli  articoli  682,  691 e 704, e' valutato in euro 40.971.042,00 a
decorrere dal 2008.
 
	        
	      
                              Art. 579
Copertura   finanziaria   degli   oneri   derivanti  da  disposizioni
integrative  e  correttive in materia di riordino dei ruoli, modifica
alle  norme  di  reclutamento,  stato e avanzamento del personale non
         direttivo e non dirigente dell'Arma dei carabinieri

1.  L'onere  derivante dalle disposizioni integrative e correttive in
materia   di   riordino  dei  ruoli,  di  modifica  delle  norme  sul
reclutamento,  sullo  stato  e  sull'avanzamento  del  personale  non
direttivo  e  non  dirigente dell'Arma dei carabinieri, contenute nel
libro  IV, titolo III, capi VI, VIII e X; titolo VII, capo XIV e capo
XV, sezione III, e negli articoli 683, 692, 693 e 706, e' valutato in
euro 17.465.023,00 a decorrere dal 2008.
 
	        
	      
                              Art. 580
Oneri   per   le  consistenze  organiche  complessive  dell'Arma  dei
                             carabinieri

1.  In  relazione  alla  necessita'  di  procedere  alla  progressiva
sostituzione  dei  carabinieri ausiliari in deroga a quanto stabilito
dall'articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e' attivato un
programma  di  arruolamento  di  contingenti  annui di carabinieri in
ferma  quadriennale  entro  il  limite  di spesa di euro 60 milioni a
decorrere dall'anno 2004, ferma rimanendo la necessita' di assicurare
nei  successivi  esercizi  finanziari  la  completa  sostituzione del
contingente di ausiliari.
2.  In  relazione  alle  esigenze di cui al comma 1, e fermo restando
quanto  ivi  previsto,  a  decorrere  dall'anno  2003  e' autorizzata
l'ulteriore  spesa  di  euro  17  milioni  per  l'arruolamento  di un
contingente  aggiuntivo di carabinieri in ferma quadriennale ai sensi
dell'articolo 800.
3.  A  completamento  del  programma  di sostituzione dei carabinieri
ausiliari  di  cui  al  comma 1, e fermo restando quanto previsto dal
comma  2,  l'Arma dei carabinieri e' autorizzata, nel limite di spesa
di  euro  300  milioni  a  decorrere  dall'anno  2006,  ad  arruolare
contingenti  annui  di  carabinieri  in  ferma  quadriennale ai sensi
dell'articolo 800.
4.  Per  esigenze  connesse  con  la  prevenzione  e il contrasto del
terrorismo,  anche  internazionale, e della criminalita' organizzata,
l'Arma  dei  carabinieri  e'  autorizzata,  in deroga all'articolo 1,
comma  95,  della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311,  a effettuare
reclutamenti  straordinari,  entro  un  limite  di  spesa  di euro 10
milioni a decorrere dall'anno 2008.
 
	        
	      
                              Art. 581
Copertura  finanziaria  degli oneri derivanti dall'armonizzazione del
trattamento  giuridico  ed economico del personale delle Forze armate
                  con quello delle Forze di polizia

1.   L'onere  derivante  dalle  modifiche  apportate  in  materia  di
armonizzazione  del  trattamento giuridico ed economico del personale
delle  Forze  armate  con  quello  delle  Forze  di  polizia  di  cui
all'articolo  838,  e'  quantificato  in  euro  21.027.000,00 annui a
decorrere dall'anno 2006.
 
	        
	      
                              Art. 582
Oneri  per  la  progressiva riduzione dell'organico complessivo delle
                            Forze armate

1.  Gli  oneri  derivanti  dalla graduale riduzione a 190 mila unita'
dell'organico   delle   Forze  armate,  a  esclusione  dell'Arma  dei
carabinieri,  del  Corpo  della  Guardia di finanza e del Corpo delle
capitanerie  di  porto,  a  seguito  della trasformazione progressiva
dello  strumento  militare  in  professionale,  sono  determinati nei
seguenti importi in euro:
a) per l'anno 2009: 412.358.865,24;
b) per l'anno 2010: 431.674.353,27;
c) per l'anno 2011: 451.428.829,66;
d) per l'anno 2012: 459.330.620,21;
e) per l'anno 2013: 467.671.399,13;
f) per l'anno 2014: 474.695.212,96;
g) per l'anno 2015: 482.597.003,52;
h) per l'anno 2016: 488.742.840,62;
i) per l'anno 2017: 495.327.666,08;
l) per l'anno 2018: 503.229.456,64;
m) per l'anno 2019: 509.814.282,10;
n) per l'anno 2020 (regime): 511.131.247,19.
2.  Fino  all'anno  2020,  se  il  tasso  di  incremento  degli oneri
individuato  dal comma 1 risulta superiore al tasso di incremento del
prodotto interno lordo a prezzi correnti, previsto nella decisione di
finanza  pubblica,  come  risultante  dalle conseguenti deliberazioni
parlamentari,   la   legge   di   stabilita'   quantifica,  ai  sensi
dell'articolo  11, comma 3, lettera h), della legge 31 dicembre 2009,
n.  196,  la  quota  dell'onere,  relativo  all'anno  di riferimento,
corrispondente alla differenza tra i due tassi di variazione.
 
	        
	      
                              Art. 583
Oneri  per  le  consistenze  dei  volontari  in ferma prefissata e in
                              rafferma

1.  Gli  oneri  riferiti  alle  consistenze  dei  volontari  in ferma
prefissata   e  in  rafferma  dell'Esercito  italiano,  della  Marina
militare  e  dell'Aeronautica  militare,  determinate con decreto del
Ministro  della  difesa,  di  cui  all'articolo 2215, sono stabiliti,
secondo   un   andamento   coerente   con  l'evoluzione  degli  oneri
complessivamente  previsti  per  l'anno  di riferimento dall'articolo
582, nei seguenti importi in euro :
a) per l'anno 2009: 363.945.955,41;
b) per l'anno 2010: 360.737.195,75;
c) per l'anno 2011: 322.549.996,80;
d) per l'anno 2012: 314.872.024,13;
e) per l'anno 2013: 311.626.174,47;
f) per l'anno 2014: 303.897.364,51;
g) per l'anno 2015: 295.871.323,32;
h) per l'anno 2016: 289.069.932,78;
i) per l'anno 2017: 284.063.870,19;
l) per l'anno 2018: 273.183.877,39;
m) per l'anno 2019: 257.313.529,85;
n) per l'anno 2020: 224.689.505,99;
o) per l'anno 2021: 183.827.384,36.
 
	        
	      
                              Art. 584
               Riduzione di oneri per le Forze armate

1.  In  coerenza  con  il  processo  di  revisione  organizzativa del
Ministero   della  difesa  e  con  la  politica  di  riallocazione  e
ottimizzazione  delle risorse, da perseguire anche mediante l'impiego
in  mansioni  tipicamente  operative  del  personale  utilizzato  per
compiti  strumentali,  gli  oneri  previsti dagli articoli 582 e 583,
sono  ridotti  del  7  per cento per l'anno 2009 e del 40 per cento a
decorrere dall'anno 2010.
2.  A  decorrere  dall'anno 2010, i risparmi di cui al comma 1 per la
parte  eccedente  il  7  per  cento,  possono  essere  conseguiti  in
alternativa  anche  parziale  alle  modalita'  ivi previste, mediante
specifici  piani di razionalizzazione predisposti dal Ministero della
difesa in altri settori di spesa.
3.  Dall'attuazione  del  comma 1 devono conseguire economie di spesa
per un importo non inferiore a euro 304 milioni a decorrere dall'anno
2010.  Al fine di garantire l'effettivo conseguimento degli obiettivi
di  risparmio  di  cui  al presente comma, in caso di accertamento di
minori  economie,  si  provvede a ridurre le dotazioni complessive di
parte corrente dello stato di previsione del Ministero della difesa a
eccezione  di  quelle relative alle competenze spettanti al personale
del dicastero medesimo.
 
	        
	      
                              Art. 585
Oneri per le consistenze dei volontari del Corpo delle capitanerie di
                                porto

1.  Gli  oneri  riferiti  alle  consistenze di ciascuna categoria dei
volontari  di  truppa,  determinate  con  decreto  del Ministro della
difesa,  di  cui  all'articolo  2217,  restano a carico del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e sono determinati negli importi
in euro di seguito indicati:
a) per l'anno 2009: 68.993.137,67;
b) per l'anno 2010: 65.188.592,32;
c) per l'anno 2011: 75.106.850,08;
d) per l'anno 2012: 75.022.475,62;
e) per l'anno 2013: 74.943.322,41;
f) per l'anno 2014: 74.867.621,25;
g) per l'anno 2015: 74.787.401,19;
h) a decorrere dall'anno 2016: 74.703.881,29.
 
	        
	      
                              Art. 586
Oneri  per  il  reclutamento di personale docente presso le scuole di
                            lingue estere

1.  Al  fine di salvaguardare l'operativita' dell'impiego delle Forze
armate   nelle   missioni   all'estero,   assicurando  la  necessaria
continuita'   didattica  nell'addestramento  tecnico-linguistico  del
personale  militare ivi destinato, in sede di prima applicazione e in
deroga  all'articolo  39  della  legge  27  dicembre  1997, n. 449, e
all'articolo  1,  comma  95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e'
autorizzato  il  reclutamento del personale di cui all'articolo 1530,
comma  2,  fino  al  limite  del  40  per  cento  del contingente ivi
previsto,  e  comunque  entro  il  limite di spesa di euro 416.245,00
annui,  a  decorrere dall'anno 2006, mediante procedura selettiva per
titoli  ed  esami  determinata con decreto del Ministro della difesa,
sentiti  il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione,
il   Ministro   dell'economia   e   delle   finanze   e  il  Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca.
2.  La  procedura  selettiva  di cui al comma 1 e' riservata a coloro
che,  alla  data  di  scadenza  del  termine  di  presentazione delle
relative  domande,  hanno  maturato presso la Scuola di lingue estere
dell'Esercito  una  specifica  professionalita'  nell'espletamento di
attivita'  di  insegnamento  equivalenti a quelle previste nelle aree
funzionali stabilite dai contratti collettivi nazionali di lavoro del
comparto  scuola  ovvero  a  quelle,  inerenti alle stesse attivita',
previste  dalle  direttive  addestrative connesse all'applicazione di
accordi internazionali, per un periodo complessivamente non inferiore
a quattrocento settimane nel decennio precedente alla data predetta.
 
	        
	      
                              Art. 587
Oneri  per  il  trattamento  economico  al  personale del servizio di
                        assistenza spirituale

1.  L'onere per il trattamento economico di attivita' e di quiescenza
dell'Ordinario  militare,  del  Vicario  generale  militare  e  degli
ispettori,  e'  a  carico  dell'Amministrazione  della  difesa; per i
cappellani   militari,   l'onere  per  il  trattamento  economico  di
attivita'  e'  a  carico  dell'Amministrazione  presso cui gli stessi
cappellani   sono   impiegati,  quello  di  quiescenza  e'  a  carico
dell'Amministrazione della difesa.
 
	        
	      
SEZIONE V
NORME DI SPESA IN RELAZIONE AL LIBRO VI
                              Art. 588
            Trattamento economico del personale militare

1.    L'onere   derivante   dalla   corresponsione   degli   istituti
dell'omogeneizzazione  stipendiale  e  dell'assegno funzionale per le
Forze  armate,  e'  valutato in euro 451,38 milioni annui a decorrere
dall'anno 1991.
 
	        
	      
                              Art. 589
                Omogeneizzazione per le Forze armate

1.  L'onere derivante dall'omogeneizzazione del trattamento economico
di  cui  all'articolo 1802, e' valutato in euro 15.365.872,00 annui a
decorrere dall'anno 2002.
 
	        
	      
                              Art. 590
Incentivi  al  personale  delle Forze armate addetto al controllo del
                           traffico aereo

1.  Per  le  finalita'  di  cui  agli  articoli 1804, 1816 e 2262, e'
prevista  la  spesa  annua  di euro1.836.242,00 a decorrere dall'anno
2005.
 
	        
	      
                              Art. 591
                   Indennita' di impiego operativo

1. L'onere derivante dalla corresponsione al personale militare delle
indennita'  di  impiego operativo di cui alla legge 23 marzo 1983, n.
78,  e'  quantificato  in  euro  146,67  milioni  annui  a  decorrere
dall'anno 1983.
 
	        
	      
                              Art. 592
        Trattamento economico di missione e di trasferimento

1.  La  spesa  annua  per  missioni  e  trasferimenti,  da effettuare
all'interno  del  territorio  nazionale,  non  puo'  superare  quella
prevista  per  tale finalita' nello stato di previsione del Ministero
della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 593
    Trasferimento d'autorita' del personale della Marina militare

1.  L'onere derivante dall'applicazione della legge 12 febbraio 1974,
n.  35,  in  materia di trasferimenti d'autorita' del personale della
Marina  militare, e' quantificato in euro 51.646,00 annui a decorrere
dall'anno 1974.
 
	        
	      
                              Art. 594
               Indennita' di lungo servizio all'estero

1.  All'onere  derivante  dalla  corresponsione dell'assegno di lungo
servizio   all'estero   e   dell'indennita'   speciale  eventualmente
riconosciuta,  di  cui  all'articolo  1808,  si provvede mediante gli
stanziamenti   iscritti  nei  capitoli  stipendiali  dello  stato  di
previsione del Ministero della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 595
Indennita' di servizio all'estero presso rappresentanze diplomatiche

1.  Il  Ministero  della  difesa  e'  autorizzato  a corrispondere al
personale   militare   destinato   a   prestare  servizio  presso  le
rappresentanze  diplomatiche  italiane  all'estero,  le indennita', i
contributi,  gli  indennizzi,  gli  assegni  e  le provvidenze di cui
all'articolo  1809,  nell'ambito  delle risorse finanziarie stanziate
sull'apposito  capitolo  dello  stato  di  previsione  del  Ministero
medesimo.
 
	        
	      
                              Art. 596
Fondo   per   l'organizzazione   e   il   funzionamento   di  servizi
socio-educativi  per  la  prima  infanzia  destinati alla popolazione
      minorile presso enti e reparti del Ministero della difesa

1. Per l'organizzazione e il funzionamento di servizi socio-educativi
per  la  prima  infanzia  destinati ai minori di eta' fino a 36 mesi,
presso  enti  e  reparti  del Ministero della difesa, e' istituito un
fondo  con  una  dotazione  di euro 3 milioni per ciascuno degli anni
2008, 2009 e 2010.
2. La programmazione e la progettazione relativa ai servizi di cui al
comma  1,  nel  rispetto delle disposizioni normative e regolamentari
vigenti  nelle  regioni  presso  le quali sono individuate le sedi di
tali servizi, e' effettuata in collaborazione con il Dipartimento per
le  politiche  della  famiglia  della  Presidenza  del  Consiglio dei
ministri,   sentito   il   comitato  tecnico-scientifico  del  Centro
nazionale   di   documentazione   e   di  analisi  per  l'infanzia  e
l'adolescenza,  di  cui al decreto del Presidente della Repubblica 14
maggio 2007, n. 103.
3. I servizi socio-educativi di cui al comma 1 sono accessibili anche
da  minori  che  non  siano  figli di dipendenti dell'Amministrazione
della  difesa  e  concorrono  a  integrare  l'offerta complessiva del
sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia e
del relativo Piano straordinario di intervento di cui all'articolo 1,
comma  1259,  della  legge  27 dicembre 2006, n. 296, come modificato
dall'articolo 2, comma 457, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
 
	        
	      
SEZIONE VI
NORME DI SPESA IN RELAZIONE AL LIBRO VII
                              Art. 597
Speciale elargizione per i familiari di militari vittime del servizio

1.  L'onere derivante dalla corresponsione della speciale elargizione
ai  familiari  dei militari vittime del servizio di cui al libro VII,
titolo  III,  capo IV, sezione I, e' valutato in euro 11.362.052,00 a
decorrere dall'anno 1992.
 
	        
	      
                              Art. 598
  Pensione straordinaria ai decorati dell'Ordine militare d'Italia

1.    L'onere   derivante   dalla   corresponsione   della   pensione
straordinaria  ai  decorati  dell'Ordine  militare  d'Italia  di  cui
all'articolo  1922,  e' autorizzato nel limite di euro 1.397.661,00 a
decorrere dall'anno 1985.
 
	        
	      
                              Art. 599
                 Indennizzo privilegiato aeronautico

1.    L'onere    derivante   dalla   corresponsione   dell'indennizzo
privilegiato  aeronautico  e' valutato in euro 345.000,00 a decorrere
dall'anno 1981.
 
	        
	      
                              Art. 600
   Assegni straordinari annessi alle ricompense al valor militare

1.  L'onere derivante dalla corresponsione degli assegni straordinari
annessi alle ricompense al valor militare di cui agli articoli 1925 e
1926, e' valutato in euro 10.665.351,00 a decorrere dall'anno 1993.
 
	        
	      
                              Art. 601
Provvidenze   alle   vittime   di   incidenti  causati  da  attivita'
                  istituzionali delle Forze armate

1.  L'onere  derivante  dalla corresponsione delle provvidenze di cui
all'articolo  1905,  e'  valutato in euro 51.646,00 annui a decorrere
dal 1993.
 
	        
	      
                              Art. 602
Provvidenze  a  favore dei cittadini deceduti o invalidati a causa di
                  ordigni bellici in tempo di pace

1.  L'onere  derivante  dalla corresponsione delle provvidenze di cui
all'articolo  1906,  a  carico  del  Ministero  dell'economia e delle
finanze, e' valutato in euro 598.057,00 annui a decorrere dal 1994.
 
	        
	      
                              Art. 603
Autorizzazione  di spesa per indennizzi al personale italiano esposto
                  a particolari fattori di rischio

1.  Al  fine di pervenire al riconoscimento della causa di servizio e
di adeguati indennizzi al personale italiano impiegato nelle missioni
militari  all'estero,  nei  poligoni  di  tiro e nei siti in cui sono
stoccati  munizionamenti,  nonche'  al  personale civile italiano nei
teatri  di  conflitto  e  nelle  zone  adiacenti le basi militari sul
territorio  nazionale,  che  abbiano contratto infermita' o patologie
tumorali   connesse  all'esposizione  e  all'utilizzo  di  proiettili
all'uranio   impoverito   e   alla   dispersione   nell'ambiente   di
nanoparticelle  di  minerali  pesanti  prodotte  dalle  esplosioni di
materiale  bellico,  ovvero  al  coniuge,  al  convivente,  ai  figli
superstiti,  ai  genitori  nonche'  ai fratelli conviventi e a carico
qualora  siano  gli  unici superstiti in caso di decesso a seguito di
tali  patologie,  e'  autorizzata  la  spesa  di  euro 10 milioni per
ciascun anno del triennio 2008-2010.
2.  I termini e le modalita' per la corresponsione ai soggetti di cui
al  comma  1 ed entro il limite massimo di spesa ivi stabilito, delle
misure di sostegno e tutela previste, sono disciplinati dal libro VII
del regolamento.
3.  L'autorizzazione  di  spesa  di  cui  al  comma  1,  puo'  essere
utilizzata,  fino  all'importo massimo complessivo di euro 3 milioni,
per  l'effettuazione  degli  accertamenti  sanitari  e  di  carattere
ambientale  strumentali  al  riconoscimento della causa di servizio e
all'attribuzione dell'elargizione.
4.   Il   Ministero   della  difesa,  di  concerto  con  i  Ministeri
dell'interno,  dell'economia e delle finanze e della salute, provvede
al  monitoraggio degli effetti derivanti dalle misure di cui al comma
2,  che  devono  risultare  nei  limiti  delle  risorse stanziate sul
capitolo  1331  dello stato di previsione del Ministero della difesa,
per  il  triennio 2008-2010, ai sensi dell'autorizzazione di spesa di
cui  al  comma  1.  Cio'  ai fini, nel caso di eventuali eccedenze di
spesa,  dell'adozione  delle conseguenti correzioni per ricondurre la
spesa complessiva entro i predetti limiti.
 
	        
	      
SEZIONE VII
NORME DI SPESA IN RELAZIONE A SPECIFICI PROGRAMMI DI INVESTIMENTO
                              Art. 604
Limiti  di  impegno  per  prototipi  di sistemi e apparati per unita'
                    navali di futura generazione

1.  Ai  sensi  dell'articolo  8,  comma 3, lettera c), della legge 30
novembre  1998,  n.  413,  sono  autorizzati  limiti di impegno della
durata  di  quindici  anni  in  ragione  di euro 1.032.914,00 annui a
decorrere  dall'anno  1998  e  di euro 1.549.371,00 annui a decorrere
dall'anno  1999,  destinati agli investimenti per la realizzazione di
prototipi   di  sistemi  e  apparati  per  unita'  navali  di  futura
generazione di cui al comma 1, lettera c), dell'articolo medesimo.
 
	        
	      
                              Art. 605
            Rifinanziamento dei programmi di investimento

1.  Per la prosecuzione degli interventi di cui all'articolo 4, comma
3,  della  legge  7 agosto 1997, n. 266, il Ministero della difesa e'
autorizzato  ad assumere impegni pluriennali corrispondenti alle rate
di  ammortamento  dei mutui contratti dalle imprese fornitrici. A tal
fine  sono  autorizzati  limiti  di  impegno  quindicennali  di  euro
12.394.966,00  dall'anno 1999, di euro 25.822.845,00 dall'anno 2000 e
di euro 13.427.879,00 dall'anno 2001.
 
	        
	      
                              Art. 606
        Programmi interforze a elevato contenuto tecnologico

1.  Per  il finanziamento di programmi interforze a elevato contenuto
tecnologico,   connessi  alle  esigenze  della  difesa  nel  contesto
dell'Unione   europea,   e'  autorizzata  la  spesa,  secondo  quanto
determinato  dalla  legge  di  stabilita',  da  iscrivere in apposito
capitolo dello stato di previsione del Ministero della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 607
  Prosecuzione dei principali programmi internazionali e interforze

1.  Al  fine  di  consentire la prosecuzione dei principali programmi
internazionali  e  interforze,  anche  a  valenza  internazionale,  e
specialmente  europea,  idonei  a  promuovere  qualificati livelli di
partecipazione  competitiva  dell'industria nazionale, e' autorizzata
la  spesa  annua  di  euro  55  milioni per quindici anni a decorrere
dall'anno  2006  per  l'erogazione  di  contributi  pluriennali  alle
imprese  nazionali  di  riferimento,  ai sensi dell'articolo 4, comma
177, della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
2.  Lo  stanziamento  di  cui  al  comma 1 e' iscritto nello stato di
previsione  del  Ministero  della  difesa  il  quale  con propri atti
provvede   all'individuazione   sia  delle  procedure  attuative  per
l'erogazione   dei   contributi   sia   delle  imprese  nazionali  di
riferimento cui corrispondere i contributi stessi.
 
	        
	      
                              Art. 608
                     Altre spese di investimento

1.  Altre  spese  di  investimento  del  Ministero  della difesa sono
quantificate  in  euro  1.989 milioni per l'anno 2010 e rideterminate
con la legge di bilancio per gli anni successivi.
 
	        
	      
CAPO III
FONDI DA RIPARTIRE
SEZIONE I
NORME DI RINVIO E FONDI DA RIPARTIRE DI CARATTERE GENERALE
                              Art. 609
          Normativa generale sui fondi da ripartire. Rinvio

1.  Il  Ministero  della difesa si avvale delle risorse stanziate nei
fondi, iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'economia
e  delle  finanze,  previsti  dalle  vigenti  leggi  di  contabilita'
pubblica.
 
	        
	      
                              Art. 610
       Fondi di incentivazione del personale militare e civile

1.  I  fondi  per  l'incentivazione della produttivita' del personale
militare  appartenente  alle  Forze armate e del personale civile del
Ministero  della  difesa  sono disciplinati dai pertinenti accordi di
concertazione e dalla contrattazione collettiva.
 
	        
	      
                              Art. 611
Fondo  da  ripartire per provvedere a eventuali sopravvenute maggiori
               esigenze di spese per consumi intermedi

1.  Si applica al Ministero della difesa la norma di cui all'articolo
23,  comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, che istituisce in
ciascuno  stato  di  previsione un fondo da ripartire nel corso della
gestione per provvedere a eventuali sopravvenute maggiori esigenze di
spese per consumi intermedi.
 
	        
	      
                              Art. 612
Fondo  da  ripartire  per  finalita'  per le quali non si da' luogo a
                      riassegnazioni a bilancio

1.  Si  applicano  al  Ministero  della difesa le disposizioni di cui
all'articolo  2,  commi 615, 616 e 617, della legge 24 dicembre 2007,
n.  244,  che  istituiscono, negli stati di previsione dei Ministeri,
appositi  fondi da ripartire, con decreti del Ministro competente, di
concerto   con   il   Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  in
considerazione  dell'andamento delle entrate versate per le quali non
si da' luogo a riassegnazioni a bilancio.
 
	        
	      
SEZIONE II
FONDI DA RIPARTIRE DI ESCLUSIVO INTERESSE DELLA DIFESA
                              Art. 613
                        Fondo a disposizione

1.  Per provvedere alle eventuali deficienze dei capitoli riguardanti
le  spese  di  cui  all'articolo 550 e ai bisogni di cui all'articolo
552,  e'  istituito  nello  stato  di  previsione del Ministero della
difesa un fondo a disposizione.
2.  Il  prelevamento  di  somme  da  tale  fondo  e la iscrizione nei
capitoli  suddetti  e' fatta con decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze.
3. I capitoli a favore dei quali possono farsi prelevamenti dal detto
fondo  sono  indicati  in  un  elenco  da  annettersi  allo  stato di
previsione del Ministero della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 614
Incremento  del  fondo  per  l'incentivazione della produttivita' del
                personale del Ministero della difesa

1.   In  relazione  alle  prioritarie  e  urgenti  esigenze  connesse
all'intensificarsi  delle  attivita'  di  supporto  alle Forze armate
impiegate  nelle  missioni  internazionali  e ai conseguenti maggiori
carichi  di  lavoro  derivanti  dall'accresciuta  complessita'  delle
funzioni assegnate al personale in servizio presso il Ministero della
difesa,  e'  autorizzata  la spesa di euro 15 milioni a decorrere dal
2008, da destinare, attraverso la contrattazione collettiva nazionale
integrativa,  all'incentivazione  della  produttivita'  del  predetto
personale,   nella  misura  di  un  terzo  in  favore  del  personale
appartenente alle aree professionali e della restante parte in favore
del personale contrattualizzato appartenente alle aree funzionali.
2.  E' fatto salvo quanto disposto dall'articolo 67, commi 2 e 3, del
decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nonche' dal decreto legislativo 27
ottobre 2009, n. 150.
 
	        
	      
                              Art. 615
               Fondo per esigenze di difesa nazionale

1. Per il finanziamento degli interventi a sostegno dell'economia nel
settore  dell'industria  nazionale a elevato contenuto tecnologico e'
istituito  un  apposito  fondo iscritto nello stato di previsione del
Ministero  della  difesa, con una dotazione di euro 1.017 milioni per
l'anno  2009,  per  la  realizzazione  di  programmi  di investimento
pluriennale  per  esigenze  di  difesa  nazionale, derivanti anche da
accordi internazionali. Dall'anno 2010, per la dotazione del fondo si
provvede  ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera e), della legge
31  dicembre  2009, n. 196. Con uno o piu' decreti del Ministro della
difesa,  da  comunicare  al  Ministero dell'economia e delle finanze,
tramite l'Ufficio centrale del bilancio, e alla Corte dei conti, sono
individuati,  nell'ambito  della predetta pianificazione, i programmi
in   esecuzione  o  da  avviare  con  le  disponibilita'  del  fondo,
disponendo  le  conseguenti  variazioni  di bilancio. Con decreti del
Ministro  della  difesa,  di concerto con il Ministro dell'economia e
delle  finanze,  sono  individuate  le  modalita'  e  le procedure di
assunzione  di  spesa  anche  a carattere pluriennale per i programmi
derivati da accordi internazionali.
 
	        
	      
                              Art. 616
           Fondo per l'efficienza dello strumento militare

1.  Nello stato di previsione del Ministero della difesa e' istituito
un  fondo,  in  conto  spese  per  il  funzionamento, con particolare
riguardo alla tenuta in efficienza dello strumento militare, mediante
interventi  di  sostituzione,  ripristino  e manutenzione ordinaria e
straordinaria   di   mezzi,   materiali,   sistemi,   infrastrutture,
equipaggiamenti  e  scorte, assicurando l'adeguamento delle capacita'
operative  e  dei livelli di efficienza ed efficacia delle componenti
militari, anche in funzione delle missioni internazionali.
2.  Il  fondo  di  cui  al  comma  1  e',  altresi', alimentato con i
pagamenti  a  qualunque  titolo effettuati da Stati od organizzazioni
internazionali,     ivi     compresi     i    rimborsi    corrisposti
dall'Organizzazione   delle   Nazioni   Unite,   quale  corrispettivo
direttamente  collegato  alle  prestazioni  rese  dalle  Forze armate
italiane  nell'ambito  delle missioni internazionali. A tale fine non
si  applica  l'articolo 1, comma 46, della legge 23 dicembre 2005, n.
266.
3.  Il  Ministro  della  difesa e' autorizzato con propri decreti, da
comunicare  al Ministero dell'economia e delle finanze, a disporre le
relative variazioni di bilancio.
 
	        
	      
                              Art. 617
Fondo  destinato  al  pagamento  dell'accisa  sui prodotti energetici
               impiegati dalle Forze armate nazionali

1.  Nello stato di previsione del Ministero della difesa e' istituito
un  fondo, destinato al pagamento dell'accisa sui prodotti energetici
impiegati  dalle  Forze  armate  nazionali  diverse  dal  Corpo della
Guardia  di  finanza e dal Corpo delle capitanerie di porto - Guardia
costiera, per gli usi consentiti.
2.  Con decreto del Ministro della difesa, da comunicare al Ministero
dell'economia   e   delle  finanze  tramite  l'Ufficio  centrale  del
bilancio,  nonche'  alle  competenti  Commissioni parlamentari e alla
Corte  dei  conti,  si  provvede  alla  ripartizione  del fondo fra i
pertinenti capitoli dello stato di previsione del predetto Ministero.
 
	        
	      
                              Art. 618
                Fondo per le missioni internazionali

1. Allo scopo di consentire la necessaria flessibilita' nell'utilizzo
delle  risorse  di  cui  all'articolo  1,  comma 1240, della legge 27
dicembre  2006,  n.  296,  e' istituito nello stato di previsione del
Ministero della difesa, missione "Difesa e sicurezza del territorio",
il   programma   "Missioni   militari   internazionali",   nel  quale
confluiscono  in  apposito fondo le autorizzazioni di spesa correlate
alla  prosecuzione  delle  missioni internazionali svolte al di fuori
del  territorio nazionale, autorizzate dall'autorita' gerarchicamente
o funzionalmente sopra ordinata al dipendente.
2.  In  relazione alle specifiche esigenze da finanziare, il Ministro
della   difesa,   con  propri  decreti  da  comunicare  al  Ministero
dell'economia   e   delle  finanze,  e'  autorizzato  a  disporre  le
necessarie variazioni di bilancio sui pertinenti capitoli di spesa, a
valere sulle autorizzazioni di spesa confluite nel predetto fondo.
 
	        
	      
                              Art. 619
Fondi  in  conto capitale e di parte corrente per la riallocazione di
funzioni  svolte  presso  infrastrutture  in  uso  al Ministero della
     difesa individuate per la consegna all'Agenzia del demanio

1. Per le finalita' di cui all'articolo 307, comma 5, sono istituiti,
nello  stato  di  previsione  del Ministero della difesa, un fondo in
conto  capitale  e  uno  di  parte  corrente  le  cui  dotazioni sono
determinate  dalla  legge di stabilita' in relazione alle esigenze di
realizzazione  del programma di cui al predetto articolo, comma 2. Al
fondo  in  conto capitale concorrono anche i proventi derivanti dalle
attivita'  di  valorizzazione effettuate dall'Agenzia del demanio con
riguardo  alle  infrastrutture  militari,  ancora in uso al Ministero
della  difesa,  oggetto  del  comma  4  dell'articolo  medesimo. Alla
ripartizione  dei  predetti  fondi  si  provvede  mediante uno o piu'
decreti  del  Ministro  della  difesa,  da  comunicare  al  Ministero
dell'economia  e  delle finanze. Ai proventi di cui al presente comma
non si applica l'articolo 2, comma 615, della legge 24 dicembre 2007,
n.  244,  ed  essi  sono  integralmente  riassegnati  allo  stato  di
previsione del Ministero della difesa.
2. Ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 545, comma 1, i
proventi derivanti dalle alienazioni di cui all'articolo 49, comma 2,
della  legge 23 dicembre 2000, n. 388, sono integralmente riassegnati
al  fondo  di  parte corrente istituito nello stato di previsione del
Ministero  della  difesa, in relazione alle esigenze di realizzazione
del programma di cui al citato articolo 307, comma 2.
 
	        
	      
                              Art. 620
             Fondo per esigenze prioritarie della difesa

1.  Nello stato di previsione del Ministero della difesa e' istituito
un  fondo  da utilizzare per far fronte alle esigenze prioritarie del
Ministero stesso.
 
	        
	      
LIBRO QUARTO
PERSONALE MILITARE
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
CAPO I
DEI MILITARI
                              Art. 621
                  Acquisto dello stato di militare

1. E' militare il cittadino che presta servizio armato a difesa della
Patria,  nella  posizione  di  servizio  o in congedo, secondo quanto
stabilito dalle norme del presente codice.
2. Il servizio e' prestato:
a) su base volontaria in tempo di pace;
b)  anche su base obbligatoria, al verificarsi delle condizioni e nei
limiti stabiliti dal libro VIII del presente codice.
3. Lo stato di militare si acquisisce all'atto dell'arruolamento e si
conserva anche durante lo stato di:
a) disperso;
b)  prigioniero  a causa di guerra, di grave crisi internazionale, di
conflitti  armati assimilabili, ancorche' non formalmente dichiarati,
o  di  impiego  in  missioni  internazionali;  i  doveri del militare
prigioniero sono indicati nel regolamento.
4.  E'  arruolato il cittadino italiano dichiarato idoneo al servizio
militare  incondizionato  e  inserito  in  un'organizzazione militare
dello  Stato o legittimamente riconosciuta; l'arruolamento volontario
e'  disciplinato  dal  titolo  II  del presente libro; l'arruolamento
obbligatorio e' disciplinato dal libro VIII del presente codice.
5.  Lo  stato  di  militare  comporta l'osservanza dei doveri e degli
obblighi  relativi  alla  disciplina  militare stabiliti dal presente
codice e dal regolamento.
6. Il militare e' tenuto a prestare giuramento all'atto di assunzione
del  servizio.  Gli  ufficiali, i sottufficiali e i graduati prestano
giuramento   individuale,  mentre  gli  altri  militari  lo  prestano
collettivamente.  Nel  regolamento  sono indicate le modalita' con le
quali e' prestato il giuramento.
 
	        
	      
                              Art. 622
                   Perdita dello stato di militare

1. Lo stato di militare si perde esclusivamente:
a)  per indegnita' a seguito di degradazione, ai sensi degli articoli
28 del codice penale militare di pace e 31 del codice penale militare
di guerra;
b)  per  interdizione  perpetua  dai pubblici uffici, anche in base a
sentenza  penale  straniera  alla  quale e' stato dato riconoscimento
nello Stato;
c)  per  estinzione  del  rapporto  di impiego ai sensi dell'articolo
32-quinquies del codice penale.
 
	        
	      
                              Art. 623
                    Personale militare femminile

1.  Le  Forze  armate  si  avvalgono,  per  l'espletamento dei propri
compiti,  in  condizioni di assoluta parita', di personale maschile e
femminile, secondo le disposizioni contenute nel presente codice.
 
	        
	      
                              Art. 624
                Rapporti con la legge penale militare

1.  Rimangono  ferme  le  definizioni e classificazioni del personale
militare e assimilato effettuate dalle leggi penali militari in tempo
di pace e di guerra.
 
	        
	      
                              Art. 625
Rapporti  con l'ordinamento generale del lavoro alle dipendenze delle
       amministrazioni pubbliche e altri ordinamenti speciali

1.  Al  personale militare si applicano le disposizioni contenute nel
presente libro.
2.  Rimane  ferma la disciplina dettata nel titolo II del libro V per
il servizio a qualunque titolo prestato da personale civile in favore
dell'Amministrazione della difesa e delle Forze armate.
3.   Il  personale  religioso  impiegato  dall'Amministrazione  della
difesa,  il  personale  della  Croce  rossa italiana ausiliario delle
Forze  armate e il personale militare dell'Associazione dei cavalieri
italiani  del  sovrano  militare Ordine di Malta sono disciplinati in
via esclusiva dal libro V.
 
	        
	      
CAPO II
GERARCHIA MILITARE
                              Art. 626
                     Gerarchia e subordinazione

1.  Il personale militare e' ordinato gerarchicamente in relazione al
grado  rivestito. Il grado corrisponde alla posizione che il militare
occupa nella scala gerarchica.
2.   L'ordine   di   precedenza   tra   pari   grado  e'  determinato
dall'anzianita'  di  grado,  in  base a quanto disposto dall'articolo
854.
3.  L'ordinamento  gerarchico determina il rapporto di subordinazione
dell'inferiore   nei   confronti   del  superiore.  Dal  rapporto  di
subordinazione deriva il dovere di obbedienza.
 
	        
	      
                              Art. 627
                        Categorie di militari

1.  Il  personale  militare  e'  inquadrato  nelle seguenti categorie
gerarchicamente ordinate:
a) ufficiali;
b) sottufficiali;
c) graduati;
d) militari di truppa.
2.  La  categoria  degli  ufficiali comprende i militari dal grado di
sottotenente e corrispondenti sino al grado di generale o ammiraglio.
3.  La  categoria dei sottufficiali comprende i militari dal grado di
sergente  e  corrispondenti  sino  al  grado  di primo maresciallo ed
equiparati.
4.  La categoria dei graduati comprende i militari dal grado di primo
caporal  maggiore  e corrispondenti sino al grado di caporal maggiore
capo scelto ed equiparati.
5.  La categoria dei militari di truppa comprende i militari di leva,
i volontari in ferma prefissata, gli allievi carabinieri, gli allievi
finanzieri,  gli allievi delle scuole militari, navale e aeronautica,
gli  allievi  marescialli  in  ferma,  gli allievi ufficiali in ferma
prefissata e gli allievi ufficiali delle accademie militari.
 
	        
	      
                              Art. 628
       Successione e corrispondenza dei gradi degli ufficiali

1.  La successione e la corrispondenza dei gradi degli ufficiali sono
cosi' determinate in ordine crescente:
a) sottotenente: guardiamarina per la Marina militare;
b) tenente: sottotenente di vascello per la Marina militare;
c) capitano: tenente di vascello per la Marina militare;
d) maggiore: capitano di corvetta per la Marina militare;
e) tenente colonnello: capitano di fregata per la Marina militare;
f) colonnello: capitano di vascello per la Marina militare;
g)  generale  di  brigata:  brigadiere generale per le armi e i corpi
logistici  dell'Esercito  italiano;  contrammiraglio  per  la  Marina
militare;  generale  di  brigata  aerea  e  brigadiere  generale  per
l'Aeronautica militare;
h)  generale  di  divisione:  maggiore generale per le armi e i corpi
logistici   dell'Esercito   italiano;   ammiraglio   di  divisione  e
ammiraglio  ispettore  per  la Marina militare; generale di divisione
aerea e generale ispettore per l'Aeronautica militare;
i) generale di corpo d'armata: tenente generale per le armi e i corpi
logistici  dell'Esercito italiano; ammiraglio di squadra e ammiraglio
ispettore  capo  per  la  Marina militare; generale di squadra aerea,
generale  di  squadra  e  generale  ispettore  capo per l'Aeronautica
militare;
l) generale: ammiraglio per la Marina militare.
2.  Gli  ufficiali  dal  grado di sottotenente a quello di capitano e
corrispondenti sono ufficiali inferiori. I sottotenenti e i tenenti e
gradi corrispondenti sono ufficiali subalterni.
3.  Gli  ufficiali  dal  grado  di  maggiore a quello di colonnello e
corrispondenti sono ufficiali superiori.
 
	        
	      
                              Art. 629
      Successione e corrispondenza dei gradi dei sottufficiali

1.  La  successione  e  la corrispondenza dei gradi dei sottufficiali
sono cosi' determinate in ordine crescente:
a)  sergente:  vicebrigadiere  per  l'Arma dei carabinieri e il Corpo
della Guardia di finanza;
b)  sergente maggiore: secondo capo della Marina militare; brigadiere
per l'Arma dei carabinieri e il Corpo della Guardia di finanza;
c) sergente maggiore capo: secondo capo scelto della Marina militare;
brigadiere  capo  per l'Arma dei carabinieri e il Corpo della Guardia
di finanza;
d) maresciallo: capo di 3^ classe per la Marina militare; maresciallo
di 3^ classe per l'Aeronautica militare;
e)  maresciallo  ordinario: capo di 2^ classe per la Marina militare;
maresciallo di 2^ classe per l'Aeronautica militare;
f)  maresciallo  capo:  capo  di  1^  classe  per la Marina militare;
maresciallo di 1^ classe per l'Aeronautica militare;
g)  primo  maresciallo:  maresciallo  aiutante sostituto ufficiale di
pubblica  sicurezza  per l'Arma dei carabinieri; maresciallo aiutante
per il Corpo della Guardia di finanza.
2. Ai primi marescialli e gradi corrispondenti puo' essere attribuita
la  qualifica di luogotenente. I primi marescialli luogotenenti hanno
rango  preminente  sui pari grado; fra primi marescialli luogotenenti
si  tiene conto della data di conferimento della qualifica, anche nel
caso di pari grado con diversa anzianita'.
 
	        
	      
                              Art. 630
         Successione e corrispondenza dei gradi dei graduati

1.  La  successione  e  la corrispondenza dei gradi dei graduati sono
cosi' determinate in ordine crescente:
a)  primo  caporal  maggiore:  sottocapo  di  3^ classe per la Marina
militare;   aviere  capo  per  l'Aeronautica  militare;  carabiniere;
finanziere;
b)  caporal  maggiore  scelto:  sottocapo  di 2^ classe per la Marina
militare; primo aviere scelto per l'Aeronautica militare; carabiniere
scelto; finanziere scelto;
c)  caporal  maggiore  capo:  sottocapo  di  1^  classe per la Marina
militare; primo aviere capo per l'Aeronautica militare; appuntato per
l'Arma dei carabinieri e il Corpo della Guardia di finanza;
d) caporal maggiore capo scelto: sottocapo di 1^ classe scelto per la
Marina militare; primo aviere capo scelto per l'Aeronautica militare;
appuntato  scelto per l'Arma dei carabinieri e il Corpo della Guardia
di finanza.
 
	        
	      
                              Art. 631
    Successione e corrispondenza dei gradi dei militari di truppa

1.  La  successione  e  la  corrispondenza  dei gradi dei militari di
truppa sono cosi' determinate in ordine crescente:
a)  caporale:  comune  di  1^  classe  per la Marina militare; aviere
scelto per l'Aeronautica militare;
b)  caporal  maggiore: sottocapo per la Marina militare; primo aviere
per l'Aeronautica militare.
2. Il militare di truppa senza alcun grado e':
a) il soldato per l'Esercito italiano;
b) il comune di 2^ classe per la Marina militare;
c) l'aviere per l'Aeronautica militare;
d) l'allievo carabiniere e l'allievo finanziere;
e) l'allievo delle scuole militari, navale e aeronautica;
f) l'allievo maresciallo in ferma;
g) l'allievo ufficiale in ferma prefissata;
h) l'allievo ufficiale delle accademie.
 
	        
	      
                              Art. 632
Corrispondenza   dei   gradi   militari   con   le  qualifiche  degli
       appartenenti alle Forze di polizia a ordinamento civile

1.  L'equiparazione  tra i gradi militari e le qualifiche delle Forze
di polizia a ordinamento civile e' cosi' determinata:
a) generale di corpo d'armata e corrispondenti: dirigente generale di
livello B;
b) generale di divisione e corrispondenti: dirigente generale;
c) generale di brigata e corrispondenti: dirigente superiore;
d) colonnello e corrispondenti: primo dirigente;
e)   tenente  colonnello/maggiore  e  corrispondenti:  vice  questore
aggiunto;
f) capitano e corrispondenti: commissario capo;
g) tenente e corrispondenti: commissario;
h) sottotenente e corrispondenti: vice commissario;
i)  maresciallo  aiutante sostituto ufficiale di pubblica sicurezza e
corrispondenti:  ispettore  superiore sostituto ufficiale di pubblica
sicurezza;
l) maresciallo capo e corrispondenti: ispettore capo;
m) maresciallo ordinario e corrispondenti: ispettore;
n) maresciallo e corrispondenti: vice ispettore;
o) brigadiere capo e corrispondenti: sovrintendente capo;
p) brigadiere e corrispondenti: sovrintendente;
q) vice brigadiere e corrispondenti: vice sovrintendente;
r) appuntato scelto e corrispondenti: assistente capo;
s) appuntato e corrispondenti: assistente;
t) carabiniere scelto e corrispondenti: agente scelto;
u) carabiniere e corrispondenti: agente.
 
	        
	      
TITOLO II
RECLUTAMENTO
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 633
                            Reclutamento

1.  Il reclutamento e' il complesso delle procedure e delle attivita'
tecnico-amministrative  necessarie  per  l'immissione  in servizio di
personale militare. Il reclutamento e' obbligatorio o volontario.
2.  Il  reclutamento  obbligatorio e' disciplinato dal libro VIII del
presente codice.
3. Il reclutamento volontario e' disciplinato dal presente titolo.
4.  Il reclutamento volontario avviene mediante procedura concorsuale
indetta con apposito bando.
 
	        
	      
                              Art. 634
                   Programmazione dei reclutamenti

1.   Al  fine  di  assicurare  le  esigenze  di  funzionalita'  e  di
ottimizzare  le  risorse  per  il  miglior funzionamento dei servizi,
compatibilmente  con le disponibilita' finanziarie e di bilancio, gli
organi  di vertice dell'Amministrazione della difesa sono tenuti alla
programmazione  triennale  del fabbisogno del personale dell'Arma dei
carabinieri.
2.  Il  numero  complessivo dei dipendenti in servizio e' valutato su
basi  statistiche omogenee, secondo criteri e parametri stabiliti con
decreto  del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze.
3.  Per  consentire  lo  sviluppo  dei  processi  di riqualificazione
dell'amministrazione,    connessi    all'attuazione   della   riforma
amministrativa,  garantendo  il rispetto degli obiettivi di riduzione
programmata del personale, il Consiglio dei Ministri, su proposta dei
Ministri   per   la   pubblica   amministrazione  e  l'innovazione  e
dell'economia e delle finanze:
a)  definisce  preliminarmente le priorita' e le necessita' operative
da  soddisfare,  tenuto conto in particolare delle correlate esigenze
di introduzione di nuove professionalita';
b)  entro  il  primo  semestre  di  ciascun anno, determina il numero
massimo  complessivo  dei reclutamenti, compatibile con gli obiettivi
di  riduzione  numerica  e  con  i  dati  sulle  cessazioni dell'anno
precedente.
4. Le richieste di autorizzazione ad assumere devono essere corredate
da   una  relazione  illustrativa  delle  iniziative  di  riordino  e
riqualificazione,  adottate  o in corso, finalizzate alla definizione
di modelli organizzativi rispondenti ai principi di semplificazione e
di  funzionalita'  rispetto  ai compiti e ai programmi, con specifico
riferimento,  eventualmente,  anche  a  nuove  funzioni e qualificati
servizi  da  fornire. Le predette richieste sono sottoposte all'esame
del  Consiglio  dei  Ministri,  ai fini dell'adozione di delibere con
cadenza  semestrale, previa istruttoria da parte della Presidenza del
Consiglio  dei  Ministri - Dipartimento della funzione pubblica e del
Ministero  dell'economia  e delle finanze. L'istruttoria e' diretta a
riscontrare le effettive esigenze di reperimento di nuovo personale e
l'impraticabilita'  di soluzioni alternative collegate a procedure di
mobilita' o all'adozione di misure di razionalizzazione interna.
 
	        
	      
                              Art. 635
               Requisiti generali per il reclutamento

1.  Per  il  reclutamento  nelle  Forze  armate  occorrono i seguenti
requisiti generali:
a) essere cittadino italiano;
b) essere in possesso di adeguato titolo di studio;
c)  essere  in  possesso dell'idoneita' psicofisica e attitudinale al
servizio militare incondizionato;
d) rientrare nei limiti di altezza stabiliti nel regolamento;
e) godere dei diritti civili e politici;
f)  non  essere  stati  destituiti,  dispensati o dichiarati decaduti
dall'impiego  in  una pubblica amministrazione, licenziati dal lavoro
alle   dipendenze   di   pubbliche   amministrazioni   a  seguito  di
procedimento   disciplinare,   ovvero   prosciolti,   d'autorita'   o
d'ufficio,  da  precedente  arruolamento  nelle  Forze  armate  o  di
polizia,   a   esclusione   dei   proscioglimenti   per   inidoneita'
psico-fisica;
g)  non  essere  stati  condannati per delitti non colposi, anche con
sentenza   di   applicazione   della   pena   su  richiesta,  a  pena
condizionalmente sospesa o con decreto penale di condanna, ovvero non
essere  in  atto  imputati  in  procedimenti  penali  per delitti non
colposi;
h) non essere stati sottoposti a misure di prevenzione;
i) avere tenuto condotta incensurabile;
l)  non  aver  tenuto  comportamenti  nei confronti delle istituzioni
democratiche  che non diano sicuro affidamento di scrupolosa fedelta'
alla  Costituzione  repubblicana  e  alle  ragioni di sicurezza dello
Stato;
m) avere compiuto il 18° anno di eta', fermo restando:
1) quanto previsto dall'articolo 711;
2)  la  possibilita'  di  presentare  la domanda di partecipazione al
concorso  da  parte  del  minore che ha compiuto il 17° anno di eta',
acquisito il consenso di chi esercita la potesta';
n)  esito  negativo  agli  accertamenti  diagnostici  per  l'abuso di
alcool,  per  l'uso,  anche  saltuario  od  occasionale,  di sostanze
stupefacenti,  nonche'  per l'utilizzo di sostanze psicotrope a scopo
non terapeutico.
2.  I  requisiti di cui al comma 1, lettere c), d), i), l) e n), sono
accertati d'ufficio dall'amministrazione.
3.  Requisiti ulteriori sono previsti dalle norme del presente codice
o  dai  singoli  bandi,  in  relazione  al  reclutamento  delle varie
categorie  di  militari,  fra  cui  quelli  previsti per il personale
dell'Arma dei carabinieri dall'articolo 33 del decreto del Presidente
della Repubblica 15 luglio 1988, n. 574.
 
	        
	      
                              Art. 636
                       Obiettori di coscienza

1.  Agli  obiettori  di  coscienza  che sono stati ammessi a prestare
servizio  civile  e'  vietato  partecipare  ai concorsi per qualsiasi
impiego  che  comporti  l'uso  delle  armi  e  comunque partecipare a
qualsiasi  procedura  per  l'arruolamento  nelle Forze armate e nelle
Forze  di  polizia  a  ordinamento  militare o per l'assunzione nelle
Forze di polizia a ordinamento civile.
2.  Le  disposizioni  di cui al comma 1 non si applicano ai cittadini
che  hanno  rinunciato allo status di obiettore di coscienza ai sensi
del comma 3.
3. L'obiettore ammesso al servizio civile, decorsi almeno cinque anni
dalla  data  in  cui  e'  stato collocato in congedo secondo le norme
previste  per  il  servizio  di  leva, puo' rinunciare allo status di
obiettore    di   coscienza,   presentando   apposita   dichiarazione
irrevocabile  presso  l'Ufficio  nazionale per il servizio civile che
provvede  a  darne  tempestiva  comunicazione alla Direzione generale
della  previdenza  militare,  della leva e del collocamento al lavoro
dei volontari congedati.
 
	        
	      
                              Art. 637
                     Divieto di discriminazione

1. Fatto salvo il possesso dei requisiti generali e speciali previsti
dal presente codice, e' vietata in sede di reclutamento ogni forma di
discriminazione, secondo quanto disposto dall'articolo 1468.
 
	        
	      
                              Art. 638
                       Mancanza dei requisiti

1.  I  requisiti  generali  e speciali, devono essere posseduti dalla
data indicata nel bando e sino a quella dell'effettiva incorporazione
o,  limitatamente  ai  militari in servizio, a quella dell'inizio del
relativo  corso  di  formazione,  o  fino  alla nomina a ufficiale in
servizio  permanente  nei  concorsi a nomina diretta, a eccezione del
limite   massimo   di  eta'  che  puo'  essere  superato  al  momento
dell'effettiva incorporazione o dell'inizio del corso di formazione.
2.  L'accertamento, successivo al reclutamento, della mancanza di uno
dei  predetti  requisiti,  sia  per  condotta dolosa sia per condotta
incolpevole   dell'interessato,  comporta  la  decadenza  di  diritto
dall'arruolamento volontario.
 
	        
	      
                              Art. 639
                  Reclutamento volontario femminile

1.  Il reclutamento del personale militare femminile e' effettuato su
base  volontaria  secondo  le  disposizioni  vigenti per il personale
maschile,  salvo quanto previsto per l'accertamento dell'idoneita' al
servizio  dalle  norme  contenute nel regolamento e salve le aliquote
d'ingresso eventualmente previste, in via eccezionale, con il decreto
adottato ai sensi del comma 2.
2.  Ferme  restando le consistenze organiche complessive, il Ministro
della   difesa   puo'   prevedere  limitazioni  all'arruolamento  del
personale   militare  femminile  soltanto  in  presenza  di  motivate
esigenze  connesse  alla  funzionalita'  di  specifici  ruoli, corpi,
categorie,  specialita'  e specializzazioni di ciascuna Forza armata,
se  in  ragione  della  natura  o delle condizioni per l'esercizio di
specifiche attivita' il sesso rappresenta un requisito essenziale. Il
relativo  decreto  e' adottato su proposta del Capo di stato maggiore
della  difesa,  acquisito  il  parere  della  Commissione per le pari
opportunita'  tra  uomo  e  donna,  d'intesa  con  i  Ministri  delle
infrastrutture e dei trasporti e per le pari opportunita'.
 
	        
	      
                              Art. 640
               Accertamento dell'idoneita' psicofisica

1.  Gli  aspiranti agli arruolamenti nelle Forze armate devono essere
in  possesso  di  uno  specifico  profilo  psicofisico  da accertare,
esclusivamente  e  in  deroga  a ogni altra disposizione di legge, in
base   alle  norme  per  l'accertamento  dell'idoneita'  al  servizio
militare  contenute  nel  regolamento  e  adottate dal Ministro della
difesa,  sentiti,  per  quanto  concerne  il  personale femminile, il
Ministro  per  le  pari  opportunita',  la  Commissione  per  le pari
opportunita'   tra   uomo   e   donna,   nonche'  il  Ministro  delle
infrastrutture  e  dei  trasporti  per  il  personale del Corpo delle
capitanerie di porto.
 
	        
	      
                              Art. 641
              Accertamento dell'idoneita' attitudinale

1.  Gli  aspiranti agli arruolamenti nelle Forze armate devono essere
in  possesso  di  uno  specifico  profilo  attitudinale da accertare,
esclusivamente e in deroga a ogni altra disposizione di legge, a cura
dei rispettivi centri di selezione e reclutamento.
 
	        
	      
                              Art. 642
                  Revoca e sospensione dei concorsi

1.   L'amministrazione,   per   sopravvenute  esigenze  di  interesse
pubblico, ha facolta' di:
a) revocare il bando di concorso;
b) sospendere o rinviare le prove concorsuali;
c) modificare il numero dei posti messi a concorso;
d) sospendere l'ammissione ai corsi di formazione iniziale.
 
	        
	      
                              Art. 643
            Conferimento di posti disponibili agli idonei

1.  L'amministrazione  militare  ha facolta' di conferire, nel limite
delle  risorse  finanziarie previste, oltre i posti messi a concorso,
anche  quelli  che  risultano  disponibili  alla data di approvazione
della graduatoria.
2.  Detti posti, da conferire secondo l'ordine della graduatoria, non
possono  superare  il  decimo  di  quelli  messi  a  concorso  per il
reclutamento  degli  ufficiali  e il quinto per il reclutamento delle
altre categorie di militari.
3.  Se  alcuni  posti messi a concorso restano scoperti per rinuncia,
decadenza  o  dimissioni dei vincitori, l'amministrazione militare ha
facolta'  di  procedere,  nel  termine  di  un  anno  dalla  data  di
approvazione  della  graduatoria  e  salvo  diverse  disposizioni del
presente   codice,  ad  altrettante  nomine  secondo  l'ordine  della
graduatoria  stessa,  fermo  restando  l'accertamento  dell'ulteriore
possesso dei requisiti.
4. Nei concorsi per la nomina a ufficiale e sottufficiale in servizio
permanente,  se  alcuni dei posti messi a concorso risultano scoperti
per  rinuncia  o  decadenza, entro trenta giorni dalla data di inizio
dei corsi, possono essere autorizzate altrettante ammissioni ai corsi
stessi  secondo l'ordine della graduatoria. Se la durata del corso e'
inferiore a un anno, detta facolta' puo' essere esercitata entro 1/12
della durata del corso stesso.
 
	        
	      
                              Art. 644
                       Commissioni di concorso

1. Le commissioni esaminatrici per i concorsi per il reclutamento dei
militari  sono  presiedute  e  formate da personale in servizio della
rispettiva  Forza  armata,  con l'intervento, se necessario, di uno o
piu'  esperti  nelle  materie  o  prove oggetto di valutazione, salvo
quanto diversamente disposto dal bando.
 
	        
	      
                              Art. 645
               Posti riservati a particolari categorie

1. Fermi restando gli ulteriori benefici previsti dal codice, fino al
venticinque  per cento dei posti messi a concorso per il reclutamento
degli  ufficiali  e degli appartenenti ai ruoli dei marescialli delle
Forze armate e degli ispettori dell'Arma dei carabinieri e' riservato
al  coniuge  e  ai  figli  superstiti,  ovvero  ai  parenti  in linea
collaterale di secondo grado se unici superstiti, del personale delle
Forze  armate  e  delle  Forze  di polizia deceduto in servizio e per
causa di servizio, in possesso dei requisiti prescritti.
 
	        
	      
CAPO II
UFFICIALI IN SERVIZIO PERMANENTE
SEZIONE I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 646
                         Requisiti speciali

1.  Per  il reclutamento degli ufficiali in servizio permanente delle
Forze armate e' necessario possedere i seguenti ulteriori requisiti:
a)  non  aver superato l'eta' massima stabilita per ciascun ruolo dal
presente codice;
b)  essere in possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo
grado ovvero di diploma di laurea;
c)  essere  riconosciuti  in  possesso  della idoneita' psicofisica e
attitudinale  al  servizio incondizionato quale ufficiale in servizio
permanente.
 
	        
	      
                              Art. 647
                     Norme generali sui concorsi

1. Con distinti decreti del Ministro della difesa, di concerto con il
Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  per  i concorsi a
ufficiale  del  Corpo  delle  capitanerie di porto, sono indicati per
ciascuna Forza armata:
a)  i  titoli  di  studio  di  istruzione secondaria di secondo grado
richiesti per l'ammissione ai singoli corsi delle accademie militari,
nonche'  quelli  validi  per  i concorsi per la nomina a ufficiale in
servizio permanente, ed eventuali ulteriori requisiti;
b)  le  tipologie  e  le modalita' di svolgimento dei concorsi, delle
prove  di  esame  e  della  formazione  delle relative graduatorie di
merito,   prevedendo,   se  necessario,  programmi  differenziati  in
relazione ai titoli di studio richiesti;
c) la composizione delle commissioni esaminatrici.
2.  Le  riserve  di  posti  previste  da  leggi speciali in favore di
particolari  categorie  di  cittadini  non  possono  complessivamente
superare un terzo dei posti messi a concorso.
3.  Per  la partecipazione ai concorsi finalizzati all'immissione nei
ruoli degli ufficiali non si applicano gli aumenti dei limiti di eta'
eventualmente previsti per l'ammissione ai pubblici impieghi.
 
	        
	      
                              Art. 648
  Eta' per la partecipazione ai concorsi per le accademie militari

1.  L'eta'  per  la  partecipazione ai concorsi per l'ammissione alle
accademie  militari  non  puo'  essere  superiore a 22 anni alla data
indicata  nel  bando  di  concorso.  Fatta  eccezione  per  il  ruolo
naviganti  normale  dell'Aeronautica  militare,  il limite massimo e'
elevato  di un periodo pari all'effettivo servizio prestato, comunque
non  superiore  a  tre  anni,  a  favore  dei  cittadini italiani che
prestano o hanno prestato servizio militare nelle Forze armate.
2.  L'eta' massima per la partecipazione al concorso per l'ammissione
all'accademia  dell'Arma dei carabinieri, da parte degli appartenenti
ai ruoli ispettori e sovrintendenti, e' stabilita in 28 anni.
 
	        
	      
                              Art. 649
                   Posti riservati nelle accademie

1.  Nei  concorsi  per  il reclutamento degli allievi delle accademie
militari  sono  appositamente  riservati alcuni posti per gli allievi
delle  scuole  militari,  nel  limite  massimo complessivo del 30 per
cento dei posti disponibili.
2.  Per  specifiche  esigenze  di  ciascuna Forza armata nei bandi di
concorso per l'ammissione alle accademie militari, oltre alle riserve
di  posti di cui al comma 1, possono essere previste anche riserve di
posti  a  favore  di  particolari  categorie di personale militare in
servizio  nella  relativa  Forza  armata.  Ciascuna Forza armata puo'
bandire concorsi per l'ammissione alle accademie riservati al proprio
personale   nella   misura   massima  del  30  per  cento  dei  posti
disponibili.
3.  I posti riservati agli allievi delle scuole militari che non sono
ricoperti  con  i  predetti allievi, sono devoluti, nell'ordine della
graduatoria  di  merito,  ai concorrenti idonei che sono alle armi in
qualita'  di  ufficiali  inferiori, di sottufficiali o di militari di
truppa in ferma volontaria o rafferma.
 
	        
	      
                              Art. 650
         Titoli di preferenza per i concorsi nelle accademie

1. I posti a concorso per l'ammissione alle accademie militari, ferma
restando   la  riserva  dei  posti  di  cui  all'articolo  649,  sono
assegnati,  nell'ordine  della  graduatoria  di merito e a parita' di
punteggio,  con precedenza ai concorrenti in servizio o in congedo in
qualita' di:
a)   ufficiali  inferiori  con  almeno  quindici  mesi  di  effettivo
servizio;
b) sottufficiali con almeno quindici mesi di effettivo servizio;
c) allievi delle scuole militari;
d)  volontari  in  ferma che hanno completato la predetta ferma senza
demerito,  sono  in  possesso  dei  requisiti prescritti e presentano
domanda entro dodici mesi dal termine della ferma.
2.  Per l'ammissione alle Accademie militari, a parita' di merito, ha
precedenza, tra il personale di cui alle lettere a) e b) del comma 1,
quello appartenente alla rispettiva Forza armata.
 
	        
	      
                              Art. 651
              Alimentazione ordinaria dei ruoli normali

1.  Gli  ufficiali  dei  ruoli  normali  in  servizio permanente sono
tratti, con il grado di sottotenente, da coloro che hanno frequentato
le accademie militari, e che hanno completato con esito favorevole il
ciclo formativo previsto dal regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 652
            Alimentazione straordinaria dei ruoli normali

1.  Gli  ufficiali  in  servizio permanente dei ruoli normali possono
anche  essere  tratti  con il grado di tenente, mediante concorso per
titoli  ed  esami,  dai  giovani  in  possesso  di uno dei diplomi di
laurea,  definiti per ciascun ruolo con i decreti di cui all'articolo
647,  che  non  hanno superato il 32° anno di eta' alla data indicata
nel bando di concorso.
2.  Salvo  quanto  stabilito  nel  comma  1,  gli ufficiali del ruolo
normale  del  Corpo delle capitanerie di porto possono essere tratti,
con  il  grado  di  guardiamarina,  anche dai giovani in possesso del
titolo di capitano di lungo corso o di capitano di macchina.
3.  Il  presente  codice  stabilisce  quando possono essere banditi i
concorsi di cui al comma 1.
 
	        
	      
                              Art. 653
Partecipazione degli ufficiali ausiliari ai concorsi straordinari per
                           i ruoli normali

1. Gli ufficiali in ferma prefissata, che hanno completato un anno di
servizio e che sono in possesso di diploma di laurea, e gli ufficiali
inferiori   delle  forze  di  completamento  possono  partecipare  ai
concorsi per il reclutamento degli ufficiali dei ruoli normali di cui
all'articolo 652, sempre che gli stessi non superino:
a)  il  40°  anno  d'eta', se ufficiali dell'Esercito italiano, della
Marina militare o dell'Aeronautica militare;
b) il 34° anno di eta' se ufficiali dell'Arma dei carabinieri.
2.  Il servizio prestato in qualita' di ufficiale in ferma prefissata
costituisce  titolo  ai  fini  della  formazione delle graduatorie di
merito.
3.   Al   termine  dei  prescritti  corsi  formativi,  gli  ufficiali
provenienti  dalle forze di completamento sono iscritti in ruolo, con
il grado rivestito, dopo l'ultimo dei parigrado in ruolo.
 
	        
	      
SEZIONE II
UFFICIALI DELL'ESERCITO ITALIANO, DELLA MARINA MILITARE
E DELL'AERONAUTICA MILITARE
                              Art. 654
   Condizioni per il reclutamento straordinario nei ruoli normali

1.  I  concorsi  di cui all'articolo 652 possono essere banditi se il
prevedibile  numero dei frequentatori delle accademie, che concludono
nell'anno  il  ciclo  formativo  per essi previsto per un determinato
ruolo, risulta inferiore a 11/10 del numero delle promozioni a scelta
al  grado di maggiore stabilito per il medesimo ruolo dalle norme del
presente codice.
 
	        
	      
                              Art. 655
                  Alimentazione dei ruoli speciali

1.  Gli  ufficiali  dei  ruoli speciali dell'Esercito italiano, della
Marina  militare e dell'Aeronautica militare, fatta eccezione per gli
ufficiali del ruolo naviganti speciale, possono essere tratti:
a) per concorso per titoli ed esami con il grado di sottotenente:
1)   prevalentemente   dal   personale   appartenente  al  ruolo  dei
marescialli,  in  possesso  del  diploma  di istruzione secondaria di
secondo grado, che non ha superato il 34° anno di eta' e che all'atto
dell'immissione  nel  ruolo  degli  ufficiali  ha  almeno  5  anni di
anzianita'   nel   ruolo   di   provenienza  se  reclutato  ai  sensi
dell'articolo  679,  comma 1, lettera a), ovvero 3 anni di anzianita'
nel  ruolo  di  provenienza  se reclutato ai sensi dell'articolo 679,
comma 1, lettera b);
2)  dagli  ufficiali  di  complemento  che all'atto di immissione nel
ruolo  speciale  hanno  completato senza demerito la ferma biennale e
non hanno superato il 34° anno di eta';
3) dal personale giudicato idoneo e non vincitore dei concorsi per la
nomina a ufficiale in servizio permanente effettivo dei ruoli normali
dell'Esercito  italiano,  della  Marina  militare  e dell'Aeronautica
militare e che non ha superato il 32° anno di eta';
4)  dai  frequentatori dei corsi normali delle accademie militari che
non  hanno  completato  il secondo o il terzo anno del previsto ciclo
formativo, purche' idonei in attitudine militare;
5)  dal  personale  del ruolo dei sergenti in possesso del diploma di
istruzione   secondaria   di   secondo   grado  che,  all'atto  della
presentazione  della domanda al concorso, non ha superato il 34° anno
di  eta'  e  ha  maturato  almeno tre anni di anzianita' nel ruolo di
appartenenza;
b)  per  concorso  per titoli ed esami, con il grado rivestito, dagli
ufficiali inferiori delle forze di completamento che hanno aderito ai
richiami  in  servizio  per  le  esigenze  correlate  con le missioni
internazionali  ovvero  sono  impiegati  in  attivita'  addestrative,
operative  e logistiche sia sul territorio nazionale sia all'estero e
che non hanno superato il 40° anno d'eta';
c)  per  concorso  per  titoli  ed esami con il grado rivestito dagli
ufficiali  in  ferma  prefissata  che  hanno  completato  un  anno di
servizio complessivo;
d)   a   domanda,  mantenendo  il  grado,  l'anzianita'  e  la  ferma
precedentemente  contratta,  dagli  ufficiali frequentatori dei corsi
normali delle accademie militari che non hanno completato il previsto
ciclo   formativo,   previo   parere   favorevole   della  competente
commissione ordinaria di avanzamento che indica il ruolo di transito,
valutati   i  titoli  di  studio,  le  attitudini  evidenziate  e  la
situazione organica dei ruoli.
2.  Gli  ufficiali  del  ruolo  naviganti  speciale  dell'Aeronautica
militare,  nonche'  gli ufficiali piloti dei ruoli speciali del Corpo
di stato maggiore della Marina e del Corpo delle capitanerie di porto
sono tratti:
a) per concorso per titoli ed esami, con il grado di sottotenente:
1)   prevalentemente,   dal   personale  appartenente  al  ruolo  dei
marescialli,  reclutato  ai sensi dell'articolo 679, comma 1, lettera
a), previo superamento del concorso e successivo corso finalizzato al
conseguimento  del  brevetto di pilota o navigatore militare, che non
ha superato il ventiseiesimo anno di eta';
2)  dagli  ufficiali di complemento del ruolo naviganti, del Corpo di
stato  maggiore  della  Marina e del Corpo delle capitanerie di porto
muniti  di  brevetto di pilota o di navigatore militare che non hanno
superato  il  ventottesimo  anno  di  eta' e hanno almeno due anni di
servizio;
b)  d'autorita', previo parere della competente commissione ordinaria
di  avanzamento, dagli ufficiali del ruolo naviganti normale che, non
avendo  completato  gli  studi  dell'ultimo anno di corso, conseguono
comunque  il  brevetto di pilota o di navigatore militare. Gli stessi
mantengono la ferma precedentemente contratta.
3.  Gli ufficiali di complemento e il personale appartenente al ruolo
dei  marescialli  possono  partecipare  ai concorsi di cui al comma 1
limitatamente a quelli concernenti il corpo o il ruolo o la categoria
o  la  specialita'  di  appartenenza.  Con decreto del Ministro della
difesa   sono   definite   le   corrispondenze   occorrenti   per  la
partecipazione ai precedenti concorsi.
4.  I  candidati  utilmente collocati nella graduatoria di merito dei
concorsi  di  cui  al  comma 1 sono nominati sottotenenti e ammessi a
frequentare un corso applicativo.
5.  I vincitori dei concorsi di cui al comma 1, lettere b) e c), sono
iscritti in ruolo dopo l'ultimo dei parigrado dello stesso ruolo.
 
	        
	      
                              Art. 656
   Posti destinati al personale appartenente al ruolo marescialli

1.  La  percentuale  di  posti destinati al personale appartenente al
ruolo   dei   marescialli  per  l'accesso  ai  ruoli  speciali  degli
ufficiali,  di  cui all'articolo 655, non puo' essere inferiore al 50
per  cento;  i  posti eventualmente rimasti scoperti sono devoluti in
aumento a quelli destinati alle altre categorie.
 
	        
	      
                              Art. 657
Alimentazione   straordinaria   del   ruolo   speciale   delle   armi
                      dell'Aeronautica militare

1.  Ferme  restando  le  dotazioni  organiche  stabilite nel presente
codice,  il  Ministero della difesa ha facolta' di indire annualmente
concorsi  per  titoli  ed  esami  per l'immissione degli ufficiali di
complemento,  esonerati  dal  pilotaggio o dalla navigazione aerea ai
sensi  dell'articolo  943,  comma  2,  nel  ruolo speciale delle armi
dell'Aeronautica  militare.  I  concorsi  sono  espletati  secondo le
modalita' di cui alla sezione IV del presente capo.
2.   All'atto   del   transito   nel   ruolo   speciale   delle  armi
dell'Aeronautica  militare  degli  ufficiali  di  cui  al comma 1, e'
applicata  una detrazione d'anzianita' di due anni, senza effetto sul
trattamento  economico  percepito.  I  vincitori  dei  concorsi  sono
iscritti  in  ruolo,  con  l'anzianita'  di  grado  rideterminata e a
parita' di anzianita' secondo l'ordine della graduatoria concorsuale,
dopo  i  pari  grado  dei  ruoli  speciali  aventi  uguale o maggiore
anzianita' di grado.
 
	        
	      
                              Art. 658
  Alimentazione straordinaria dei ruoli speciali dei Corpi sanitari

1.  Sulla  base  delle  esigenze  di  ciascuna  Forza  armata, se nei
rispettivi ruoli speciali del Corpo sanitario non risultano ricoperte
particolari  posizioni  organiche, possono essere indetti annualmente
concorsi  straordinari  per  titoli  ed  esami per il reclutamento di
ufficiali  nei  citati  ruoli  da  trarre  dai  giovani che non hanno
superato il 32° anno di eta' alla data indicata dal bando di concorso
e sono in possesso di uno dei diplomi di laurea richiesti.
 
	        
	      
                              Art. 659
Partecipazione  degli  ufficiali  ausiliari ai concorsi per ufficiali
                         dei ruoli speciali

1.  Gli ufficiali in ferma prefissata che hanno completato un anno di
servizio  e  gli  ufficiali  inferiori  delle  forze di completamento
possono  partecipare,  in  relazione  al titolo di studio posseduto e
senza   aver  superato  il  40°  anno  d'eta',  ai  concorsi  per  il
reclutamento degli ufficiali dei ruoli speciali.
2.  Il servizio prestato in qualita' di ufficiale in ferma prefissata
costituisce  titolo  ai  fini  della  formazione delle graduatorie di
merito.
3. Al termine dei prescritti corsi formativi, gli ufficiali inferiori
delle  forze  di  completamento  sono iscritti in ruolo, con il grado
rivestito, dopo l'ultimo dei parigrado in ruolo.
 
	        
	      
                              Art. 660
                         Immissioni in ruolo

1.  Per  le  immissioni in ruolo degli ufficiali si tiene conto delle
vacanze  complessive  esistenti  nei  ruoli  normali  e  speciali  di
ciascuna Forza armata.
2.  Il  numero  degli  ufficiali  da  immettere annualmente nei ruoli
normali e speciali non puo' superare in ogni caso, per ciascun ruolo,
le   vacanze  esistenti  nell'organico  complessivo  degli  ufficiali
inferiori ne' eccedere, comunque, rispettivamente un nono e un decimo
del predetto organico.
 
	        
	      
                              Art. 661
Ripartizione  in  specialita' degli ufficiali della Marina militare e
                      dell'Aeronautica militare

1.  Nei  bandi di concorso i posti messi a concorso per gli ufficiali
appartenenti  ai  ruoli  della  Marina  militare  e  dell'Aeronautica
militare possono essere ripartiti tra le varie specialita'.
 
	        
	      
SEZIONE III
UFFICIALI DELL'ARMA DEI CARABINIERI
                              Art. 662
   Condizioni per il reclutamento straordinario nel ruolo normale

1.  Il  concorso  di  cui all'articolo 652, puo' essere bandito se il
prevedibile numero dei sottotenenti che concludono nell'anno il corso
di  applicazione  per  essi  previsto  risulta inferiore a 1/13 della
consistenza organica degli ufficiali inferiori del ruolo normale.
2.  I  candidati  utilmente  collocati  nella  graduatoria  di merito
frequentano  il  corso  applicativo di cui all'articolo 722, comma 1,
lettera b).
 
	        
	      
                              Art. 663
                  Alimentazione del ruolo speciale

1.  Gli  ufficiali  del ruolo speciale dell'Arma dei carabinieri sono
tratti  con il grado di sottotenente, mediante concorso per titoli ed
esami:
a)  prevalentemente  dai  marescialli  aiutanti,  marescialli  capi e
marescialli   ordinari   in   servizio   permanente   dell'Arma   dei
carabinieri,  muniti  di  uno  dei  titoli  di  studio  richiesti per
l'ammissione  ai corsi dell'Accademia che hanno riportato nell'ultimo
biennio  la qualifica finale non inferiore a <<superiore alla media>>
e  che hanno compiuto il ventiseiesimo anno di eta' e non superato il
quarantesimo;
b)   dagli   ufficiali   subalterni   di  complemento  dell'Arma  dei
carabinieri  che  hanno  compiuto  il  servizio di prima nomina e non
hanno superato il trentaduesimo anno di eta'.
2. I vincitori di concorso sono:
a)  nominati  sottotenenti  con anzianita' relativa stabilita in base
all'ordine  della  graduatoria  di  merito,  unica  per  entrambe  le
categorie di concorrenti;
b) ammessi a frequentare un corso applicativo.
 
	        
	      
                              Art. 664
              Alimentazione del ruolo tecnico-logistico

1.  Il reclutamento degli ufficiali delle varie specialita' del ruolo
tecnico-logistico dell'Arma dei carabinieri avviene mediante pubblico
concorso, per titoli ed esami, al quale possono partecipare:
a)  i cittadini italiani che non hanno superato il trentaduesimo anno
di  eta'  e  che sono in possesso dei requisiti generali previsti per
gli  ufficiali  in  servizio  permanente  dell'Arma  dei carabinieri,
nonche'  del  diploma  di  laurea  richiesto  dal  bando  di concorso
pertinente alla specifica professionalita' del ruolo;
b)  i marescialli dell'Arma dei carabinieri che non hanno superato il
quarantesimo anno di eta', che hanno riportato nell'ultimo biennio la
qualifica  finale  non inferiore a <<superiore alla media>> e sono in
possesso del diploma di laurea richiesto dal bando di concorso.
2. I vincitori del concorso sono:
a)  nominati  tenenti  con  anzianita'  relativa  stabilita  in  base
all'ordine della graduatoria di merito;
b) ammessi a frequentare un corso formativo.
 
	        
	      
                              Art. 665
        Partecipazione degli ufficiali ausiliari ai concorsi

1.  Gli ufficiali in ferma prefissata che hanno completato un anno di
servizio  e  gli  ufficiali  inferiori  delle  forze di completamento
possono  partecipare,  in  relazione  al titolo di studio posseduto e
senza  aver  superato  il  34°  anno  di  eta',  ai  concorsi  per il
reclutamento   degli   ufficiali  del  ruolo  speciale  e  del  ruolo
tecnico-logistico.
2.  Il servizio prestato in qualita' di ufficiale in ferma prefissata
costituisce  titolo  ai  fini  della  formazione delle graduatorie di
merito.
3. Al termine dei prescritti corsi formativi, gli ufficiali inferiori
delle  forze  di  completamento  sono iscritti in ruolo, con il grado
rivestito, dopo l'ultimo dei parigrado in ruolo.
 
	        
	      
                              Art. 666
                         Immissioni in ruolo

1.  Per  le  immissioni in ruolo degli ufficiali si tiene conto delle
vacanze complessive esistenti nei ruoli normale e speciale.
2.  Il  numero  di  posti  da  mettere  annualmente  a  concorso  per
l'immissione  nel ruolo normale e nel ruolo speciale non puo' in ogni
caso  superare  rispettivamente un dodicesimo e un quindicesimo della
consistenza organica degli ufficiali inferiori di ciascun ruolo.
3.  Le  immissioni  annuali nel ruolo tecnico-logistico dell'Arma dei
carabinieri  non  possono superare le vacanze esistenti nell'organico
complessivo degli ufficiali inferiori e superiori di detto ruolo.
 
	        
	      
SEZIONE IV
CONCORSI RISERVATI AGLI UFFICIALI PILOTI E NAVIGATORI DI COMPLEMENTO
                              Art. 667
                          Bandi di concorso

1.  E'  facolta'  del  Ministro  della  difesa di bandire annualmente
distinti  concorsi  per  titoli  per  il  reclutamento di capitani in
servizio  permanente  effettivo  del  ruolo  speciale  dell'Arma  dei
carabinieri  e del ruolo speciale delle Armi di fanteria, cavalleria,
artiglieria, genio e trasmissioni; di tenenti di vascello in servizio
permanente  del  ruolo  speciale  dei Corpi di stato maggiore e delle
capitanerie   di   porto;   di   capitani   in   servizio  permanente
dell'Aeronautica militare, ruolo naviganti speciale.
2.  A tali concorsi possono partecipare, a seconda della Forza armata
di appartenenza, gli ufficiali di complemento vincolati alla ferma di
anni  dodici  che  sono  in  possesso dei requisiti prescritti per la
nomina  a ufficiale in servizio permanente e che hanno compiuto, alla
data  di  scadenza dei termini di presentazione della domanda, undici
anni di servizio, decorrenti dalla data di inizio della ferma.
3.  Il numero di posti, da stabilirsi nei relativi bandi di concorso,
non  puo'  superare  le vacanze esistenti alla data di emanazione dei
bandi stessi nell'organico dei capitani e dei tenenti di vascello.
 
	        
	      
                              Art. 668
                       Commissioni di concorso

1. Le commissioni giudicatrici dei concorsi sono nominate con decreto
del Ministro della difesa e sono composte come segue:
a) per l'Esercito italiano da:
1) un ufficiale proveniente dal ruolo normale delle Armi di fanteria,
cavalleria,  artiglieria, genio e trasmissioni di grado non inferiore
a generale di brigata - presidente;
2)   due   ufficiali  del  ruolo  normale  delle  Armi  di  fanteria,
cavalleria,  artiglieria, genio e trasmissioni di grado non inferiore
a tenente colonnello - membri;
3) un funzionario della carriera direttiva di qualifica non superiore
a direttore di sezione - segretario senza diritto di voto;
b) per la Marina militare da:
1)   un  ufficiale  di  stato  maggiore  di  grado  non  inferiore  a
contrammiraglio - presidente;
2)  due ufficiali di stato maggiore di grado non inferiore a capitano
di  fregata  - membri, se i giudicandi appartengono al Corpo di stato
maggiore;
3)  due ufficiali delle capitanerie di porto di grado non inferiore a
capitano  di  fregata - membri, se i giudicandi appartengono al Corpo
delle capitanerie di porto;
4) un funzionario della carriera direttiva di qualifica non superiore
a direttore di sezione - segretario senza diritto di voto;
c) per l'Aeronautica militare da:
1)  un ufficiale dell'Arma aeronautica, ruolo naviganti, di grado non
inferiore a generale di brigata aerea - presidente;
2)  due  ufficiali dell'Arma aeronautica, ruolo naviganti normale, di
grado non inferiore a tenente colonnello - membri;
3) un funzionario della carriera direttiva di qualifica non superiore
a direttore di sezione - segretario senza diritto di voto;
d) per l'Arma dei carabinieri:
1)  un ufficiale proveniente dal ruolo normale di grado non inferiore
a generale di brigata - presidente;
2)  due  ufficiali del ruolo normale di grado non inferiore a tenente
colonnello - membri;
3) un funzionario della carriera direttiva di qualifica non superiore
a direttore di sezione - segretario senza diritto di voto.
 
	        
	      
                              Art. 669
                       Elementi di valutazione

1. Le commissioni giudicatrici di cui all'articolo 668 valutano:
a) i titoli relativi alle qualita' militari e professionali;
b) ogni altro titolo, ricompensa e benemerenza risultante dallo stato
di  servizio,  dal  libretto personale, dalla pratica personale o dai
documenti presentati dai concorrenti tra quelli indicati nel bando di
concorso.
2.  Per  la  valutazione dei titoli sopra indicati, che devono essere
posseduti dai candidati alla data del bando di concorso, e' assegnato
un massimo di 45 punti, ripartiti nel seguente modo:
a) 30 punti per i titoli di cui alla lettera a) del comma 1;
b) 15 punti per i titoli di cui alla lettera b) del comma 1.
3. Coloro che non hanno riportato almeno 15 punti per i titoli di cui
alla lettera a) del comma 1 sono dichiarati non idonei.
4.  Ogni  componente  della  commissione  giudicatrice  dispone,  per
ciascuno dei titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1, soltanto
di un terzo del punteggio massimo per le medesime stabilito.
5.  La  graduatoria  del  concorso  e'  formata  in base al punteggio
risultante  dalla  valutazione dei titoli di cui alle lettere a) e b)
del comma 1.
 
	        
	      
                              Art. 670
                   Nomina nel servizio permanente

1.  Gli  ufficiali  idonei,  che  nella graduatoria sono compresi nel
numero  dei posti messi a concorso per ciascun ruolo, sono dichiarati
vincitori  del  concorso stesso e nominati, rispettivamente, capitani
in  servizio  permanente  effettivo  del ruolo speciale dell'Arma dei
carabinieri,  capitani  in  servizio  permanente  effettivo del ruolo
speciale  delle  Armi  di  fanteria, cavalleria, artiglieria, genio e
trasmissioni,  tenenti  di  vascello in servizio permanente effettivo
del  ruolo  speciale  del  Corpo  di stato maggiore o del Corpo delle
capitanerie  di  porto,  capitani  in  servizio  permanente effettivo
dell'Aeronautica militare del ruolo naviganti speciale.
2.  I  vincitori del concorso assumono una anzianita' assoluta pari a
quella  posseduta nel grado di capitano o di tenente di vascello alla
data   del  decreto  di  nomina  in  servizio  permanente  effettivo,
diminuita  di  due  anni,  e  prendono posto nei rispettivi ruoli, in
relazione  a detta anzianita' assoluta, nell'ordine della graduatoria
del  concorso,  dopo  l'ultimo pari grado avente la stessa anzianita'
assoluta.
3.  I  servizi precedentemente prestati dagli ufficiali reclutati nel
servizio permanente effettivo, a norma del presente articolo, possono
essere  riscattati,  a  domanda  degli  interessati,  ai  fini  della
liquidazione  dell'indennita'  di buonuscita INPDAP e dell'indennita'
supplementare di cui all'articolo 1914.
 
	        
	      
                              Art. 671
                        Concorsi straordinari

1.  Il  Ministro  della  difesa  ha  facolta'  di  bandire uno o piu'
concorsi  per titoli per l'immissione rispettivamente di tenenti e di
capitani piloti di complemento, con anzianita' di grado non inferiore
a  due  anni,  nel ruolo speciale delle Armi di fanteria, cavalleria,
artiglieria,  genio,  trasmissioni  dell'Esercito italiano, nel ruolo
speciale del Corpo di stato maggiore della Marina, nel ruolo speciale
del  Corpo  delle capitanerie di porto e nel ruolo naviganti speciale
dell'Arma    aeronautica   nei   limiti   delle   vacanze   esistenti
nell'organico degli ufficiali inferiori dei predetti ruoli.
2.  All'atto  del  transito  nei  ruoli  speciali,  ai  vincitori dei
concorsi  di cui al comma 1 e' applicata una detrazione di anzianita'
di  due  anni  senza  effetto  sul  trattamento  economico percepito.
Effettuati  gli  avanzamenti  ordinari  dell'anno  di  riferimento, i
vincitori  dei  concorsi  sono iscritti in ruolo, con l'anzianita' di
grado  rideterminata  e,  a  parita'  di anzianita', secondo l'ordine
della  graduatoria  concorsuale, dopo i pari grado dei ruoli speciali
aventi uguale o maggiore anzianita' di grado, ovvero dopo l'ufficiale
del ruolo speciale avente uguale o maggiore anzianita' di servizio.
3.  Nei confronti degli ufficiali transitati nei ruoli speciali con i
concorsi  di  cui  al  comma  1 non hanno effetto le ricostruzioni di
carriera  operate a favore degli ufficiali dei ruoli a esaurimento in
servizio permanente.
4.  I  concorsi  sono  espletati  secondo  le  modalita'  di cui alla
presente  sezione. Nella graduatoria di merito e' attribuito un punto
per   ogni   anno  di  servizio  prestato  senza  demerito  in  ferma
dodecennale.
 
	        
	      
CAPO III
UFFICIALI AUSILIARI
SEZIONE I
UFFICIALI IN FERMA PREFISSATA
                              Art. 672
                         Requisiti speciali

1.  Gli  ufficiali  in ferma prefissata sono reclutati tra coloro che
hanno  superato con esito favorevole gli appositi corsi formativi. Ai
predetti  corsi  si accede tramite pubblico concorso al quale possono
partecipare coloro che:
a) non hanno superato il 38° anno d'eta';
b)  non  sono  gia'  in  servizio  quali ufficiali ausiliari in ferma
prefissata   o  si  trovano  nella  posizione  di  congedo  per  aver
completato la ferma quali ufficiali ausiliari in ferma prefissata;
c)  sono  in  possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo
grado ovvero di diploma di laurea.
2.  Ai corsi di cui al comma 1, per l'Arma dei carabinieri, si accede
tramite pubblico concorso al quale possono partecipare coloro che:
a) non hanno superato il 32° anno d'eta';
b)  non  sono  gia'  in  servizio  quali ufficiali ausiliari in ferma
prefissata   o  si  trovano  nella  posizione  di  congedo  per  aver
completato la ferma quali ufficiali ausiliari in ferma prefissata;
c)  sono  in  possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo
grado ovvero di diploma di laurea.
 
	        
	      
                              Art. 673
                     Norme generali sui concorsi

1. Con decreto del Ministro della difesa sono stabiliti:
a) i titoli di studio richiesti per l'ammissione ai singoli corsi, ed
eventualmente  ulteriori  requisiti,  le tipologie e le modalita' dei
concorsi,  inclusa  la  composizione  delle commissioni, le eventuali
prove di esame, prevedendo, se necessario, programmi differenziati in
relazione ai titoli di studio richiesti, nonche' la durata dei corsi;
le  modalita' per lo svolgimento dei rispettivi corsi di formazione e
relativi  programmi  sono determinati dai rispettivi Stati maggiori o
Comando generale;
b)   i  requisiti  psico-fisici  e  attitudinali  richiesti  ai  fini
dell'esercizio  delle  mansioni  previste  per gli ufficiali in ferma
prefissata.
2.  I  bandi di concorso per il reclutamento degli ufficiali in ferma
prefissata possono prevedere:
a) riserve di posti a favore dei diplomati presso le scuole militari,
e  dei  figli  di  militari  deceduti in servizio, nel limite massimo
complessivo del trenta per cento dei posti disponibili;
b) la ripartizione dei posti messi a concorso per armi, specialita' o
specializzazioni.
 
	        
	      
SEZIONE II
UFFICIALI DI COMPLEMENTO
                              Art. 674
     Conferimento diretto del grado di ufficiale di complemento

1.  La  nomina  a  ufficiale  di complemento, senza concorso e in via
eccezionale,  puo' essere conferita ai cittadini italiani in possesso
di  spiccata professionalita' che danno ampio affidamento di prestare
opera proficua nelle Forze armate.
2.   Puo'  essere  conferito  senza  concorso  il  grado  di  tenente
colonnello di complemento o corrispondente ai cittadini che godono di
fama indiscussa in materie attinenti ai servizi delle Forze armate.
3.   Per   comprovata   alta   competenza   in  discipline  nautiche,
aeronautiche  o tecniche, da valutarsi caso per caso, nelle nomine di
cui  al  comma  1  si puo' prescindere anche dal prescritto titolo di
studio,  salvo che per la nomina a ufficiale di complemento nei corpi
sanitari   o  nel  comparto  sanitario  del  ruolo  tecnico-logistico
dell'Arma dei carabinieri.
4.   La   nomina   e'  conferita  previo  giudizio  della  competente
commissione  ordinaria  d'avanzamento,  che  stabilisce il grado e il
ruolo  d'assegnazione,  sentiti i rispettivi Capi di stato maggiore o
Comandante generale.
5.  Con  decreto  del  Ministro  della  difesa  sono  individuate  in
relazione alle specifiche esigenze di ciascuna Forza armata:
a)  le  professionalita' e i gradi conferibili, ai sensi del presente
articolo;
b) le procedure da seguirsi;
c) gli eventuali ulteriori requisiti per la nomina.
 
	        
	      
                              Art. 675
              Reclutamento in servizio di prima nomina

1.  Il  reclutamento  degli  ufficiali  di complemento in servizio di
prima   nomina,  in  adempimento  degli  obblighi  di  leva,  avviene
esclusivamente  nelle  ipotesi  di  ripristino  del servizio militare
obbligatorio di cui all'articolo 1929, comma 2.
2.  I  criteri  e  le modalita' per l'arruolamento degli ufficiali di
complemento  delle  Forze  armate,  sono  stabiliti  con  decreto del
Ministro  della  difesa,  il  quale  deve indicare, in particolare, i
titoli di studio richiesti per l'ammissione ai diversi corsi, nonche'
i  requisiti  somatico-funzionali e psicoattitudinali necessari anche
in relazione agli incarichi da espletare.
3.  I  bandi  di concorso o di arruolamento per l'ammissione ai corsi
allievi  ufficiali di complemento delle Forze armate e le graduatorie
degli  ammessi  sono  pubblicati sul Giornale ufficiale del Ministero
della  difesa.  Della  pubblicazione  e'  dato immediato avviso nella
Gazzetta  Ufficiale  e  copia  della  graduatoria e' posta in visione
presso le stazioni dei carabinieri e le capitanerie di porto.
4.  Avverso  le  suddette  graduatorie e' ammesso ricorso al Ministro
della difesa entro 90 giorni dalla pubblicazione.
5.  La durata della ferma di leva per gli ufficiali di complemento di
prima nomina e' di 14 mesi.
 
	        
	      
SEZIONE III
UFFICIALI PILOTI E NAVIGATORI DI COMPLEMENTO
                              Art. 676
               Reclutamento nell'Aeronautica militare

1.  Gli  ufficiali  di  complemento  dell'Aeronautica militare, ruolo
naviganti,  sono reclutati mediante corsi di pilotaggio aereo o corsi
per navigatori militari, indetti dal Ministro della difesa.
2. I requisiti per essere ammessi ai suddetti corsi sono i seguenti:
a) non aver superato il ventitreesimo anno di eta';
b)  aver  conseguito un diploma di istituito di istruzione secondaria
di secondo grado;
c)  possedere  le  qualita'  fisiche  e psico-attitudinali, accertate
presso  appositi  organi  dell'Aeronautica  militare,  necessarie per
effettuare  la navigazione aerea, in qualita' di piloti militari o di
navigatori militari.
 
	        
	      
                              Art. 677
                Reclutamento nelle altre Forze armate

1.  Fermo  restando  il  numero  massimo  degli  ufficiali  piloti  e
navigatori  di  complemento,  determinato annualmente con la legge di
approvazione  del bilancio di previsione dello Stato, il reclutamento
degli  ufficiali  piloti  e  navigatori  di complemento delle Armi di
fanteria,  cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni dell'Esercito
italiano,  del  Corpo di stato maggiore e del Corpo delle capitanerie
di  porto  della  Marina militare, nonche' dell'Arma dei carabinieri,
puo' avvenire con le modalita' di cui all'articolo 676.
 
	        
	      
SEZIONE IV
DISPOSIZIONI FINALI
                              Art. 678
       Incentivi per il reclutamento degli ufficiali ausiliari

1.  L'assunzione  in  servizio quale ufficiale ausiliario sospende il
rapporto  di lavoro per tutto il periodo della ferma o della rafferma
e il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto. Entro trenta
giorni  dal  congedo,  il  lavoratore  deve  porsi a disposizione del
datore di lavoro per riprendere servizio. In mancanza, il rapporto di
lavoro e' risolto.
2.   Agli   ufficiali   ausiliari   si   applicano   le  disposizioni
dell'articolo 990.
3.  I  periodi  di  servizio prestati quale ufficiale ausiliario sono
valutati  nei  pubblici  concorsi  con  un punteggio incrementale non
inferiore  a quello che le commissioni esaminatrici attribuiscono per
i servizi prestati negli impieghi civili presso enti pubblici.
4.  Per  gli  ufficiali  ausiliari  che hanno prestato servizio senza
demerito    nell'Esercito   italiano,   nella   Marina   militare   e
nell'Aeronautica  militare sono previste riserve di posti fino all'80
per  cento dei posti annualmente disponibili per la partecipazione ai
concorsi per gli ufficiali in servizio permanente dei ruoli normali a
nomina diretta, di cui all'articolo 652.
5.  Per gli ufficiali in ferma prefissata con almeno diciotto mesi di
servizio  e  per  gli  ufficiali di complemento e gli ufficiali delle
forze  di  completamento,  che hanno prestato servizio senza demerito
nell'Arma  dei carabinieri sono previste riserve di posti fino all'80
per  cento  dei  posti annualmente disponibili per l'accesso al ruolo
tecnico-logistico dell'Arma dei carabinieri.
6.  Per gli ufficiali in ferma prefissata che hanno prestato servizio
per  almeno  diciotto  mesi  senza demerito nell'Arma dei carabinieri
sono  previste  riserve  fino  al  40 per cento dei posti annualmente
disponibili per l'accesso al ruolo speciale dell'Arma dei carabinieri
7.  Le  disposizioni di cui all'articolo 1013 si applicano anche agli
ufficiali ausiliari, che hanno prestato servizio senza demerito.
8.  La  struttura ministeriale deputata all'inserimento dei volontari
congedati  nel  mondo  del  lavoro  svolge  le  attivita'  di propria
competenza anche a beneficio degli ufficiali ausiliari.
9.  Le  riserve di posti di cui all'articolo 1014, si applicano anche
agli  ufficiali  di complemento in ferma biennale e agli ufficiali in
ferma  prefissata  che  hanno  completato  senza  demerito  la  ferma
contratta.
 
	        
	      
CAPO IV
MARESCIALLI E ISPETTORI
SEZIONE I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 679
     Modalita' di reclutamento dei marescialli e degli ispettori

1. Il reclutamento nei ruoli marescialli e ispettori, in relazione ai
posti disponibili in organico, avviene:
a) per il 70 per cento dei posti mediante pubblico concorso;
b) per il 30 per cento dei posti mediante concorso interno, riservato
agli   appartenenti   ai  ruoli  sergenti  o  sovrintendenti  e  agli
appartenenti ai rispettivi ruoli iniziali in servizio permanente.
2.  Gli articoli successivi stabiliscono eventuali requisiti speciali
per  la  partecipazione  ai predetti concorsi e le ulteriori quote di
ripartizione dei posti messi a concorso.
 
	        
	      
                              Art. 680
                           Limiti di eta'

1.  Gli  aumenti  dei  limiti  di  eta'  previsti per l'ammissione ai
concorsi  per pubblici impieghi non si applicano ai limiti massimi di
eta' stabiliti per il reclutamento nei ruoli marescialli e ispettori.
 
	        
	      
                              Art. 681
Posti  riservati  a  particolari  categorie  per i concorsi dei ruoli
                       marescialli e ispettori

1.  La  quota  dei  posti  relativi al reclutamento del personale dei
ruoli  dei marescialli delle Forze armate e degli ispettori dell'Arma
dei  carabinieri,  di  cui all'articolo 645, e' altresi' riservata ai
diplomati  presso  le  scuole  militari  e  agli assistiti dall'Opera
nazionale  di  assistenza  per  gli  orfani  dei militari di carriera
dell'Esercito  italiano,  dall'Istituto Andrea Doria per l'assistenza
dei  familiari  e  degli  orfani del personale della Marina militare,
dall'Opera   nazionale  per  i  figli  degli  aviatori  e  dall'Opera
nazionale  di  assistenza  per  gli orfani dei militari dell'Arma dei
carabinieri, in possesso dei requisiti prescritti.
 
	        
	      
SEZIONE II
MARESCIALLI DELL'ESERCITO ITALIANO, DELLA MARINA MILITARE
E DELL'AERONAUTICA MILITARE
                              Art. 682
               Alimentazione dei ruoli dei marescialli

1.  Il  personale  del  ruolo dei marescialli dell'Esercito italiano,
della  Marina  militare  e  dell'Aeronautica militare e' tratto dagli
allievi  delle  rispettive  scuole  sottufficiali.  Gli  allievi sono
reclutati   tramite  concorsi  banditi  con  decreto  ministeriale  e
contraggono una ferma biennale.
2.  Il  personale  reclutato  tramite  concorso interno e' immesso in
ruolo  al  superamento  di apposito corso di qualificazione di durata
non inferiore a mesi sei.
3.   I   posti   di  cui  all'articolo  679,  comma  1,  lettera  b),
eventualmente rimasti scoperti, possono essere devoluti in aumento al
numero dei posti previsti alla lettera a) del medesimo articolo.
4.  Ai concorsi di cui all'articolo 679, comma 1, lettera a), possono
partecipare:
a) i giovani che:
1)  sono  riconosciuti  in  possesso  della idoneita' agli incarichi,
specializzazioni, categorie e specialita' di assegnazione;
2)  non hanno compiuto il 26° anno di eta'. Per coloro che hanno gia'
prestato  servizio  militare  obbligatorio  o  volontario  il  limite
massimo e' elevato a 28 anni, qualunque grado rivestono;
3)  sono  in possesso del diploma di corso quinquennale di istruzione
secondaria  di  secondo  grado  o  lo  conseguono nell'anno in cui e'
bandito il concorso;
b) gli appartenenti ai ruoli dei sergenti e dei volontari in servizio
permanente,  i  volontari  in  ferma o i militari di leva in servizio
che, alla data prevista dal bando:
1)  sono  in possesso del diploma di corso quinquennale di istruzione
secondaria  di  secondo  grado  o  lo  conseguono nell'anno in cui e'
bandito il concorso;
2) non hanno superato il ventottesimo anno di eta';
3)  non  hanno  riportato  la sanzione disciplinare della consegna di
rigore  nell'ultimo  biennio  o  nel  periodo di servizio prestato se
inferiore a due anni;
4) sono in possesso della qualifica non inferiore a <<nella media>> o
giudizio corrispondente nell'ultimo biennio o nel periodo di servizio
prestato se inferiore a due anni.
5.  Ai concorsi di cui all'articolo 679, comma 1, lettera b), possono
partecipare:
a)   nel   limite  del  10  per  cento  dei  posti  disponibili,  gli
appartenenti  al ruolo dei sergenti, che alla data prevista nel bando
di concorso:
1) non hanno superato il 40° anno di eta';
2)  hanno riportato nell'ultimo quadriennio in servizio permanente la
qualifica   di   almeno   <<superiore   alla   media>>   o   giudizio
corrispondente;
3)  non  hanno  riportato  la sanzione disciplinare della consegna di
rigore nell'ultimo biennio;
b)   nel   limite  del  20  per  cento  dei  posti  disponibili,  gli
appartenenti  al  ruolo  dei  volontari  in servizio permanente, che,
oltre ai requisiti di cui alla lettera a):
1)  hanno  compiuto  7  anni  di  servizio  di  cui almeno quattro in
servizio permanente;
2)  sono  in possesso del diploma di corso quinquennale di istruzione
secondaria  di  secondo  grado  o  lo  conseguono nell'anno in cui e'
bandito il concorso.
6.  Le  norme  per lo svolgimento dei concorsi di cui ai commi 4 e 5,
compresa   la   definizione   dei  titoli  e  delle  prove,  la  loro
valutazione,  la  nomina  delle  commissioni  e  la  formazione delle
graduatorie  sono  stabilite  con  apposito  decreto ministeriale per
ciascuna Forza armata.
 
	        
	      
SEZIONE III
ISPETTORI DELL'ARMA DEI CARABINIERI
                              Art. 683
               Alimentazione del ruolo degli ispettori

1.  Il  personale  del  ruolo  ispettori  reclutato mediante pubblico
concorso  e'  immesso in ruolo al superamento di apposito corso della
durata di 2 anni accademici.
2.  Il  personale  reclutato  tramite  concorso interno e' immesso in
ruolo  al  superamento di apposito corso della durata non inferiore a
mesi  sei.  I posti disponibili sono messi a concorso con la seguente
ripartizione:
a) un terzo ai brigadieri capi;
b) un terzo ai brigadieri e vicebrigadieri;
c) un terzo agli appartenenti al ruolo appuntati e carabinieri.
3. I posti riservati alle categorie di cui al comma 2, lettere a), b)
e c), rimasti scoperti, sono proporzionalmente devoluti in favore dei
concorrenti delle medesime restanti categorie risultati idonei ma non
vincitori;  permanendo posti non attribuiti, questi sono conferiti ai
concorrenti  idonei ma non vincitori del concorso di cui all'articolo
679, comma 1, lettera a).
4.  Le modalita' di svolgimento dei concorsi di cui all'articolo 679,
comma 1, lettera a), l'individuazione e la valutazione dei titoli, il
numero  dei  posti  da  mettere  a  concorso nel limite delle vacanze
nell'organico   del  ruolo  sono  stabilite  nei  relativi  bandi  di
concorso, emanati con decreto ministeriale.
5.  Per  il  reclutamento  degli  ispettori della banda dell'Arma dei
carabinieri si applicano le norme contenute nel regolamento.
6.  Il reclutamento degli ispettori del Reggimento Corazzieri avviene
con le modalita' stabilite al capo VI del presente titolo.
 
	        
	      
                              Art. 684
                    Ammissione al corso biennale

1.  L'ammissione  al  corso  previsto  dall'articolo 683, comma 1, ha
luogo  sulla  base  di  una graduatoria formata con i punti di merito
delle prove d'esame previste dall'articolo 686, comma 1, lettere b) e
c),  e  i  punti attribuiti per gli eventuali titoli preferenziali la
cui   individuazione  e  valutazione  sono  stabilite  nel  bando  di
concorso.
2. Possono partecipare al concorso:
a)  gli  appartenenti  al  ruolo  dei sovrintendenti e al ruolo degli
appuntati   e  carabinieri,  gli  allievi  carabinieri,  nonche'  gli
ufficiali  di  complemento  dell'Arma  che  alla data di scadenza dei
termini per la presentazione delle domande:
1)  sono  idonei  al  servizio  militare  incondizionato.  Coloro che
temporaneamente  non sono idonei sono ammessi al concorso con riserva
fino  alla visita medica prevista dall'articolo 686, comma 1, lettera
e);
2)  sono  in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo
grado,  o  lo  conseguono  nell'anno  solare  in  cui  e'  bandito il
concorso, che consente l'iscrizione ai corsi per il conseguimento del
diploma universitario o laurea breve previsti nel bando di concorso;
3) non hanno superato il trentesimo anno di eta';
4)  non  hanno  riportato,  nell'ultimo  biennio,  o  nel  periodo di
servizio  prestato,  se  inferiore  a due anni, sanzioni disciplinari
piu' gravi della <<consegna>>;
5) sono in possesso della qualifica non inferiore a <<nella media>> o
giudizio   corrispondente  nell'ultimo  biennio,  o  nel  periodo  di
servizio prestato se inferiore a due anni;
6)  non sono stati giudicati, se appartenenti ai ruoli sovrintendenti
e  appuntati  e  carabinieri,  non  idonei  all'avanzamento  al grado
superiore nell'ultimo biennio;
b) i cittadini italiani che:
1)  sono  in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo
grado o lo conseguono nell'anno solare in cui e' bandito il concorso,
che  consente  l'iscrizione ai corsi per il conseguimento del diploma
universitario o laurea breve previsti nel bando di concorso;
2)  non  hanno superato il ventiseiesimo anno di eta'; per coloro che
hanno  gia'  prestato  servizio militare per una durata non inferiore
alla ferma obbligatoria il limite di eta' e' elevato a 28 anni;
3)  non  si  trovano  in  situazioni  comunque  non  compatibili  con
l'acquisizione  o  conservazione dello stato di maresciallo dell'Arma
dei carabinieri.
 
	        
	      
                              Art. 685
                     Ammissione al corso annuale

1.   L'ammissione   al   corso,  nei  limiti  delle  riserve  di  cui
all'articolo  683,  comma  2,  ha luogo sulla base di una graduatoria
formata  con i punti di merito riportati nelle prove d'esame previste
dall'articolo 686, comma 2, lettere a) e b), e i punti attribuiti per
gli   eventuali   titoli   preferenziali   la  cui  individuazione  e
valutazione sono stabiliti nel bando di concorso.
2. Possono partecipare al concorso:
a)  gli  appartenenti  al  ruolo  dei sovrintendenti che alla data di
scadenza dei termini per la presentazione delle domande:
1)  sono  idonei  al  servizio  militare  incondizionato o sono stati
giudicati  permanentemente  non  idonei  in modo parziale al servizio
d'istituto;  coloro che temporaneamente non sono idonei, sono ammessi
al   concorso   con   riserva   fino   alla  visita  medica  prevista
dall'articolo 686, comma 2, lettera e);
2)  hanno  riportato  nell'ultimo  quadriennio la qualifica di almeno
<<nella media>> o giudizio corrispondente;
3) non hanno riportato nell'ultimo biennio sanzioni disciplinari piu'
gravi della consegna;
4)  non sono stati comunque gia' dispensati d'autorita' dal corso per
allievo maresciallo;
5)   non  sono  stati  giudicati,  nell'ultimo  biennio,  non  idonei
all'avanzamento al grado superiore;
b) gli appartenenti al ruolo degli appuntati e carabinieri che, oltre
a riunire i requisiti di cui alla lettera a):
1)  hanno  compiuto  7  anni  di  effettivo  servizio  nell'Arma  dei
carabinieri;
2)  sono  in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo
grado o lo conseguano nell'anno solare in cui e' bandito il concorso.
 
	        
	      
                              Art. 686
                          Prove concorsuali

1.  Gli esami per l'ammissione al corso di cui all'articolo 684, sono
costituiti da:
a) una prova di efficienza fisica;
b) una prova scritta intesa ad accertare il grado di conoscenza della
lingua italiana;
c) una prova orale sulle materie indicate nel bando di concorso;
d)  un  accertamento  attitudinale di idoneita' al servizio nell'Arma
quale  maresciallo  del ruolo ispettori dei carabinieri, da parte del
centro  nazionale  di  selezione  e  reclutamento dei carabinieri. Il
giudizio espresso in sede di detto accertamento e' definitivo;
e)  una  visita  medica  da  parte  di  un  collegio  composto da tre
ufficiali medici di cui due ufficiali superiori e un inferiore il cui
giudizio   e'   definitivo.  Per  il  concorrente  gia'  in  servizio
nell'Arma,  a  eccezione degli allievi carabinieri, l'accertamento e'
limitato  alla  verifica  dell'assenza  di  infermita' invalidanti in
atto.
2.   Gli   esami  di  concorso  per  l'ammissione  al  corso  di  cui
all'articolo 685, sono costituiti da:
a) una prova scritta attinente ai servizi d'istituto;
b)  una  prova orale su argomenti riguardanti i servizi di istituto e
la cultura generale;
c)  un  accertamento  attitudinale di idoneita' al servizio nell'Arma
quale  maresciallo  del ruolo ispettori dei carabinieri, da parte del
centro  nazionale  di  selezione  e  reclutamento dei carabinieri. Il
giudizio espresso in sede di detto accertamento e' definitivo;
d)  una  visita  medica  da  parte  di  un  collegio  composto da tre
ufficiali  medici  di  cui  due  ufficiali  superiori  e un inferiore
tendente  ad  accertare  l'assenza di infermita' invalidanti in atto.
Per   gli   appartenenti   ai  ruoli  sovrintendenti  e  appuntati  e
carabinieri,  che  sono stati giudicati permanentemente non idonei in
modo parziale al servizio d'istituto, la visita medica e' finalizzata
ad accertare l'assenza di ulteriori infermita' invalidanti in atto.
3.  Le prove di esame e gli accertamenti fisici e attitudinali di cui
ai  commi  1  e 2 possono essere preceduti da una prova preliminare a
carattere  generale  svolta  mediante idonei test, il cui superamento
costituisce  requisito indispensabile per l'ammissione alle ulteriori
prove concorsuali.
4.  La successione, le modalita' e i tempi di svolgimento delle prove
di  efficienza fisica, di quelle scritta e orale, della visita medica
e  dell'accertamento  attitudinale,  di  cui  ai commi 1 e 2, saranno
stabiliti nei relativi bandi di concorso.
 
	        
	      
                              Art. 687
                         Commissione d'esame

1. La commissione esaminatrice dei concorsi per l'ammissione ai corsi
di cui all'articolo 684, e' composta da:
a) un ufficiale generale dell'Arma dei carabinieri, presidente;
b) un ufficiale superiore dell'Arma dei carabinieri, membro;
c)  un  insegnante  di  italiano  in  possesso  del prescritto titolo
accademico, membro;
d)  un maresciallo aiutante luogotenente, segretario senza diritto al
voto.
2.  Se  il  numero  dei  concorrenti  ammessi  ai  concorsi  previsti
dall'articolo 684 e' rilevante, la commissione di cui al comma 1 puo'
essere  integrata da un numero di componenti tali che permetta, unico
restando   il   presidente,   la  suddivisione  in  sottocommissioni,
costituite  ciascuna  da  un numero di componenti pari a quello della
commissione originaria.
3.  La  commissione  e le sottocommissioni di cui ai commi 1 e 2 sono
nominate con decreto ministeriale.
 
	        
	      
                              Art. 688
Valutazione   delle   prove   scritta  e  orale  e  formazione  della
                        graduatoria di merito

1. La commissione di cui all'articolo 687, assegna alla prova scritta
giudicata  sufficiente  un  punto  di  merito  da  diciotto  a trenta
trentesimi.
2. Il concorrente che ha riportato la sufficienza nella prova scritta
e   che   e'  stato  giudicato  idoneo  alla  visita  medica  e  agli
accertamenti  attitudinali nonche' alla prova di efficienza fisica e'
ammesso a sostenere la prova orale.
3. La commissione assegna a ciascun concorrente per la prova orale un
punto  di merito espresso in trentesimi. E' idoneo il concorrente che
riporta un punto di merito di almeno diciotto trentesimi.
4.  La  media  aritmetica  dei  punti riportati nella prova scritta e
nella  prova  orale  costituisce  il  punto  da  attribuire a ciascun
concorrente  ai  fini  della  formazione della graduatoria di merito,
maggiorato  dagli  incrementi  per gli eventuali titoli stabiliti nel
bando di concorso.
5. A parita' di merito e' data la precedenza agli orfani di guerra ed
equiparati, ai figli di decorati al valor militare, di medaglia d'oro
al  valore  dell'Arma  dei  carabinieri,  al valore dell'Esercito, al
valor  di  Marina, al valor Aeronautico o al valor civile, nonche' ai
figli di vittime del dovere.
6.  I concorrenti utilmente compresi nella graduatoria di merito sono
ammessi  al  corso  allievi  marescialli presso la scuola marescialli
dell'Arma  dei  carabinieri nell'ordine della graduatoria stessa fino
alla concorrenza dei posti messi a concorso.
7.  I  termini di validita' della graduatoria dei candidati risultati
idonei  ma  non  vincitori  del  concorso  per  l'ammissione al corso
biennale  di  cui  all'articolo  684  possono  essere  prorogati  con
motivata   determinazione  ministeriale,  in  caso  di  successivi  e
analoghi concorsi banditi entro diciotto mesi dall'approvazione della
stessa.
 
	        
	      
                              Art. 689
                          Prova facoltativa

1.  Il  concorrente  che  ne  fa  richiesta  in  sede  di  domanda di
ammissione  al  concorso  e  riporta  l'idoneita'  nelle  altre prove
d'esame,   negli   accertamenti   e   nelle  visite  mediche  di  cui
all'articolo   686,  e'  sottoposto  all'esame  delle  lingue  estere
prescelte  tra  quelle indicate nel bando di concorso, consistente in
una  prova  scritta  e  una  prova  orale secondo i programmi in esso
stabiliti.
2. La commissione esaminatrice delle prove di lingua estera e' quella
di cui all'articolo 687, sostituito all'insegnante di lingua italiana
un insegnante della lingua estera oggetto dell'esame, in possesso del
prescritto   titolo   accademico,   o,   in  mancanza,  un  ufficiale
qualificato conoscitore della lingua stessa.
3.  La  commissione  assegna  sia per la prova scritta sia per quella
orale  un  punto  di  merito  espresso  in trentesimi. L'idoneita' si
consegue  riportando  il  punteggio di almeno diciotto trentesimi per
ciascuna  prova.  Il  concorrente  che  non consegue l'idoneita' alla
prova  scritta  non  sostiene  la  prova  orale.  Il  concorrente che
consegua l'idoneita' in entrambe le prove ottiene nel punteggio della
graduatoria  finale di merito le maggiorazioni stabilite nel bando di
concorso.
 
	        
	      
CAPO V
SERGENTI E SOVRINTENDENTI
                              Art. 690
     Modalita' di reclutamento dei sergenti e dei sovrintendenti

1.  Il reclutamento nei ruoli sergenti e sovrintendenti, in relazione
ai  posti  disponibili  in  organico, avviene esclusivamente mediante
concorsi interni.
2. I concorsi interni sono riservati:
a)  nel  limite  massimo  del 70 per cento dei posti disponibili agli
appartenenti  ai  ruoli iniziali in servizio permanente che ricoprano
il grado apicale di ciascun ruolo;
b)  nel  limite  minimo  del  30 per cento agli appartenenti ai ruoli
iniziali in servizio permanente di qualsiasi grado.
 
	        
	      
                              Art. 691
                Alimentazione dei ruoli dei sergenti

1.  Il personale del ruolo dei sergenti dell'Esercito italiano, della
Marina  militare  e  dell'Aeronautica  militare  e'  tratto  mediante
concorso  interno a domanda per titoli ed esami e successivo corso di
aggiornamento e formazione professionale.
2.  Il  Ministero  della  difesa  definisce  annualmente le effettive
percentuali da prevedere nei relativi bandi. Con decreto ministeriale
sono,  altresi',  definiti  i  requisiti  per  la  partecipazione  al
concorso,  le modalita' di svolgimento dello stesso, l'individuazione
e  la valutazione degli eventuali titoli, i criteri per la formazione
della  graduatoria. I posti di cui all'articolo 690, comma 2, lettera
a), eventualmente rimasti scoperti possono essere devoluti in aumento
al  numero  dei  posti di cui alla lettera b) del medesimo articolo e
viceversa.
 
	        
	      
                              Art. 692
             Alimentazione del ruolo dei sovrintendenti

1.  Per  il  reclutamento  dei sovrintendenti, ai sensi dell'articolo
690,  comma  2,  lettera  a),  e'  bandito un concorso per titoli per
l'ammissione  al  corso  di aggiornamento e formazione professionale,
previsto  dall'articolo  775,  al  quale  sono  ammessi gli aspiranti
utilmente collocati nella graduatoria finale di merito, approvata con
decreto ministeriale.
2.  Per  il  reclutamento dei sovrintendenti, ai sensi dell' articolo
690, comma 2, lettera b), e' previsto un concorso per titoli ed esame
scritto,   riservato   agli  appuntati  scelti,  agli  appuntati,  ai
carabinieri scelti e ai carabinieri in servizio permanente con almeno
sette anni di servizio, e il superamento del corso di qualificazione,
previsto dall'articolo 776.
3.  L'esame  scritto  di  cui  al  comma 2, consiste in risposte a un
questionario  articolato  su  domande  volte ad accertare il grado di
preparazione culturale e professionale degli aspiranti.
4.  Le  modalita'  di  svolgimento  dei  concorsi,  la  nomina  delle
commissioni,  l'individuazione e la valutazione dei titoli, il numero
dei   posti   da   mettere   a  concorso  nel  limite  delle  vacanze
nell'organico   del  ruolo  e  i  criteri  per  la  formazione  delle
graduatorie sono stabiliti con decreti ministeriali.
5. Gli appuntati scelti possono partecipare per ciascun anno soltanto
a uno dei concorsi di cui ai commi 1 e 2.
6.  E'  ammesso  ai  concorsi di cui ai commi 1 e 2 il personale che,
alla data di scadenza dei termini per la presentazione delle domande:
a)  e'  idoneo  al  servizio  militare  incondizionato o e' giudicato
permanentemente  non  idoneo in modo parziale al servizio d'istituto;
coloro  che  temporaneamente non sono idonei sono ammessi con riserva
di  accertamento  del  possesso  della  suddetta  idoneita' alla data
d'inizio dei relativi corsi;
b)   ha  riportato,  nell'ultimo  biennio,  in  sede  di  valutazione
caratteristica,  una  qualifica  non  inferiore  a  <<nella media>> o
giudizio equivalente;
c)  non ha riportato, nell'ultimo biennio, sanzioni disciplinari piu'
gravi della <<consegna>>;
d) non e' sottoposto a procedimento disciplinare da cui puo' derivare
una  sanzione  di  stato,  ne' e' sospeso dal servizio, o si trova in
aspettativa  per  qualsiasi  motivo per una durata non inferiore a 60
giorni;
e)   non   e'   stato  giudicato,  nell'ultimo  biennio,  non  idoneo
all'avanzamento al grado superiore.
7.  I  posti  rimasti  scoperti  nel concorso di cui al comma 2, sono
devoluti,   fino   alla   data  di  inizio  del  relativo  corso,  ai
partecipanti  del  concorso  di  cui  al comma 1, risultati idonei in
relazione ai punteggi conseguiti.
 
	        
	      
CAPO VI
ISPETTORI E SOVRINTENDENTI DEL REGGIMENTO CORAZZIERI
                              Art. 693
      Reclutamento dei sovrintendenti del Reggimento Corazzieri

1.  I  sovrintendenti  del Reggimento Corazzieri sono tratti mediante
concorso  interno  per  titoli  ed  esami, dal personale dello stesso
Reggimento appartenente al ruolo appuntati e carabinieri.
2.  E'  ammesso  al  concorso di cui al comma 1 il personale che alla
scadenza dei termini di presentazione delle domande:
a)  e'  idoneo  al  servizio  militare  incondizionato o e' giudicato
permanentemente  non  idoneo in modo parziale al servizio d'istituto;
coloro  che  temporaneamente non sono idonei sono ammessi al concorso
con  riserva  di  accertamento  del possesso della suddetta idoneita'
alla data d'inizio del corso previsto dal comma 5;
b)   ha  riportato,  nell'ultimo  biennio,  in  sede  di  valutazione
caratteristica,  una  qualifica  non  inferiore  a  <<nella media>> o
giudizio equivalente;
c)  non ha riportato, nell'ultimo biennio, sanzioni disciplinari piu'
gravi della consegna;
d) non e' sottoposto a procedimento disciplinare da cui puo' derivare
una  sanzione  di  stato,  o  e'  sospeso  dal servizio o si trova in
aspettativa  per  qualsiasi  motivo per una durata non inferiore a 60
giorni;
e) non e' stato comunque gia' dispensato d'autorita' dal corso per la
nomina a vice brigadiere.
3.  Ai  fini  della formazione della graduatoria del concorso, a pari
punteggio  prevalgono,  nell'ordine: il grado, l'anzianita' di grado,
l'anzianita' di servizio e la minore eta'.
4.  Le  modalita'  di svolgimento del concorso, l'individuazione e la
valutazione  dei  titoli  e il numero dei posti sono stabiliti con il
decreto ministeriale che bandisce il relativo concorso.
5.  I  vincitori del concorso frequentano un corso di qualificazione,
che  puo'  essere  ripetuto una sola volta, della durata di norma non
inferiore a tre mesi.
6.  I  programmi  e le modalita' di svolgimento del corso, nonche' la
composizione  della  commissione  di  fine  corso  sono stabiliti con
determinazione  del  Comandante  generale dell'Arma dei carabinieri o
dell'autorita' da questi delegata.
7.  E'  dimesso  dal corso e restituito al Reggimento Corazzieri, col
grado rivestito e senza detrazione di anzianita', il personale che:
a) dichiara di rinunciare al corso;
b)  dimostra  in  qualsiasi  momento  di  non  possedere  le qualita'
necessarie per bene esercitare le funzioni del nuovo grado;
c) non supera gli esami finali dopo aver gia' ripetuto il corso;
d) e' stato per qualsiasi motivo assente dal corso per piu' di trenta
giorni, anche se non continuativi;
e) si trova nelle condizioni previste dal regolamento.
8.   Nelle  ipotesi  di  esclusione  per  infermita'  o  altre  cause
indipendenti  dalla  volonta'  del frequentatore lo stesso e' ammesso
per una sola volta a partecipare di diritto al primo corso successivo
al cessare della causa impeditiva senza essere considerato ripetente.
9.  I  provvedimenti  di  dimissione  e  di  dispensa  dal corso sono
adottati  con  determinazione  del  Comandante generale dell'Arma dei
carabinieri su proposta del Comandante dell'istituto d'istruzione.
10.  Agli  ammessi ai corsi per la nomina a vice brigadiere, ai quali
continuano ad applicarsi le vigenti norme sullo stato giuridico degli
appuntati  e  carabinieri,  si  applicano  anche quelle contenute nel
regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 694
                         Commissione d'esame

1.  La commissione giudicatrice degli esami per il reclutamento degli
ispettori e quella per il reclutamento dei sovrintendenti e' composta
da:
a) un ufficiale generale dell'Arma dei carabinieri, presidente;
b) il Comandante del Reggimento Corazzieri;
c) un ufficiale del Reggimento Corazzieri, membro;
d)  un maresciallo aiutante luogotenente, segretario senza diritto di
voto.
 
	        
	      
                              Art. 695
                      Nomina a vice brigadiere

1.  Coloro  che  al  termine  del corso di cui all'articolo 693, sono
dichiarati  idonei conseguono la nomina a vice brigadiere nell'ordine
determinato  dalla graduatoria finale del corso, con decorrenza dalla
data di fine corso.
2.  Coloro  che  non superano il corso permangono nel grado rivestito
senza   detrazione  di  anzianita',  sono  restituiti  al  Reggimento
Corazzieri  e  sono  ammessi,  a  domanda,  alla  frequenza del corso
successivo,  purche'  continuino  a  possedere  i  requisiti  di  cui
all'articolo 693, comma 2.
 
	        
	      
                              Art. 696
       Reclutamento degli ispettori del Reggimento Corazzieri

1.  Gli  ispettori  del  Reggimento  Corazzieri  sono tratti mediante
concorso  interno  per  esami,  costituito  da  una  prova scritta di
cultura  generale  e  da una prova orale sulle materie professionali,
riservato  al  personale  del ruolo dei sovrintendenti e a quello del
ruolo  appuntati e carabinieri dello stesso Reggimento che, alla data
indicata  dal  bando,  sono  in  possesso  dei  requisiti di cui all'
articolo 685, comma 2.
2.  I  vincitori  del concorso per conseguire la nomina a maresciallo
devono  superare  un  corso  di  qualificazione  professionale, della
durata stabilita di norma in sei mesi, da definire con determinazione
del Comandante generale dell'Arma dei carabinieri.
3.  Coloro che al termine del corso sono dichiarati idonei conseguono
la  nomina  a  maresciallo  nell'ordine determinato dalla graduatoria
finale del corso, con decorrenza dalla data di fine corso.
4.  Coloro  che  non superano il corso permangono nel grado rivestito
senza  detrazione  di  anzianita'  e  sono  restituiti  al Reggimento
Corazzieri.
5.  Si osservano le disposizioni dell'articolo 693, commi 4, 5, 6, 7,
8 e 9.
 
	        
	      
CAPO VII
RECLUTAMENTO DEI VOLONTARI
SEZIONE I
VOLONTARI IN FERMA PREFISSATA DI UN ANNO
                              Art. 697
                              Requisiti

1.  I  partecipanti al reclutamento dei volontari in ferma prefissata
di un anno devono possedere i seguenti requisiti aggiuntivi:
a) eta' non superiore a venticinque anni;
b) diploma di istruzione secondaria di primo grado.
 
	        
	      
                              Art. 698
Modalita'  di  reclutamento  dei  volontari in ferma prefissata di un
                                anno

1.  Le modalita' di reclutamento dei volontari in ferma prefissata di
un anno sono disciplinate con decreto del Ministro della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 699
              Incentivi per il reclutamento volontario

1.  Le  disposizioni  che  prevedono  l'attribuzione  di benefici non
economici  conseguenti  all'avere  effettuato il servizio militare di
leva  si  applicano,  in  quanto  compatibili, senza nuovi o maggiori
oneri  a carico dello Stato, anche con riferimento alla effettuazione
del servizio militare volontario in ferma prefissata di un anno.
 
	        
	      
SEZIONE II
VOLONTARI IN FERMA PREFISSATA QUADRIENNALE
                              Art. 700
                              Requisiti

1.  Possono partecipare ai concorsi per il reclutamento dei volontari
in  ferma  quadriennale  i  volontari in ferma prefissata di un anno,
ovvero in rafferma annuale, in servizio o in congedo, in possesso dei
seguenti requisiti:
a)  idoneita'  fisio-psico-attitudinale  per  l'impiego  nelle  Forze
armate in qualita' di volontario in servizio permanente;
b) eta' non superiore ai trent'anni compiuti.
2.  Se  il  numero  delle domande presentate per la partecipazione ai
concorsi  di  cui al comma 1 risulta inferiore al quintuplo dei posti
messi  a  concorso,  per  i  posti  eventualmente non coperti possono
essere  banditi  concorsi  ai quali partecipano cittadini in possesso
dei prescritti requisiti.
 
	        
	      
                              Art. 701
Modalita'   di   reclutamento   dei  volontari  in  ferma  prefissata
                            quadriennale

1.  Le  modalita'  di  reclutamento dei volontari in ferma prefissata
quadriennali,  nonche' i criteri e le modalita' per l'ammissione alle
ulteriori   rafferme  biennali  sono  disciplinati  con  decreto  del
Ministro della difesa.
2. I volontari sono ammessi alla ferma prefissata quadriennale con il
grado di caporale ovvero di comune di 1^ classe o di aviere scelto.
 
	        
	      
SEZIONE III
NORME COMUNI AL RECLUTAMENTO DEI VOLONTARI IN FERMA PREFISSATA
                              Art. 702
                             Riservatari

1.  I  bandi  di  concorso per il reclutamento dei volontari in ferma
prefissata  di  un  anno e quadriennale possono prevedere, nel limite
massimo del 10 per cento dei posti disponibili, riserve a favore di:
a) diplomati presso le scuole militari;
b)  assistiti  dall'Opera  nazionale di assistenza per gli orfani dei
militari di carriera dell'Esercito italiano;
c)   assistiti  dell'Istituto  Andrea  Doria,  per  l'assistenza  dei
familiari e degli orfani del personale della Marina militare;
d) assistiti dall'Opera nazionale figli degli aviatori;
e)  assistiti  dall'Opera  nazionale di assistenza per gli orfani dei
militari dell'Arma dei carabinieri;
f) figli di militari deceduti in servizio.
 
	        
	      
                              Art. 703
Concorsi  nelle  carriere iniziali delle Forze di polizia e del Corpo
                   nazionale dei vigili del fuoco

1.  Nei  concorsi  relativi  all'accesso  nelle carriere iniziali dei
seguenti Corpi e nell'Arma dei carabinieri, le riserve di posti per i
volontari in ferma prefissata sono cosi determinate:
a) Arma dei carabinieri: 70 per cento;
b) Corpo della Guardia di Finanza: 70 per cento;
c) Polizia di Stato: 45 per cento;
d) Corpo di polizia penitenziaria: 60 per cento;
e) Corpo nazionale dei vigili del fuoco: 45 per cento;
f) Corpo forestale dello Stato: 45 per cento.
2.  Le  riserve  di posti di cui al comma 1 non operano nei confronti
dei volontari in rafferma biennale.
3.  Con  decreto  interministeriale  del  Ministro della difesa e dei
Ministri   interessati   sono   stabilite   le   modalita'  attuative
riguardanti  l'immissione dei volontari nelle carriere iniziali delle
Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
 
	        
	      
SEZIONE IV
VOLONTARI IN SERVIZIO PERMANENTE
                              Art. 704
   Modalita' di reclutamento dei volontari in servizio permanente

1.  Al  termine della ferma prefissata quadriennale ovvero di ciascun
anno   delle  rafferme  biennali,  i  volontari  giudicati  idonei  e
utilmente  collocati nella graduatoria annuale di merito sono immessi
nei  ruoli  dei  volontari  in  servizio  permanente con le modalita'
stabilite con decreto del Ministero della difesa.
2.  La  ripartizione  in  misura  percentuale  dei  posti annualmente
disponibili  nei  ruoli  dei  volontari in servizio permanente tra le
categorie di volontari di cui al comma 1 e' stabilita con decreto del
Ministro  della  difesa,  riservando  non  meno  del 20 per cento dei
medesimi posti al personale in ferma prefissata quadriennale.
 
	        
	      
                              Art. 705
Particolari categorie protette per il reclutamento nelle Forze armate

1.  Nell'ambito  di ciascuna Forza armata, possono essere immessi nel
ruolo  dei  volontari  in  servizio  permanente  il coniuge e i figli
superstiti,  nonche'  i  fratelli, se unici superstiti, del personale
delle  Forze  armate  deceduto  o divenuto permanentemente inabile al
servizio   militare,  per  effetto  di  ferite  o  lesioni  riportate
nell'espletamento  di  missioni  internazionali  di  pace  ovvero  in
attivita'  operative,  individuate  con  decreto  del  Ministro della
difesa,  in  esecuzione dei compiti di cui agli articoli 87, 89 e 92,
comma 1:
a) nei limiti delle vacanze organiche;
b)  previo  superamento di un corso propedeutico svolto con modalita'
definite dal relativo Capo di stato maggiore;
c) previo accertamento del possesso dei requisiti di cui all'articolo
635, a eccezione del limite di altezza che e' stabilito in misura non
inferiore a metri 1,50.
 
	        
	      
CAPO VIII
CARABINIERI
                              Art. 706
                       Alimentazione del ruolo

1.  Il  reclutamento  del personale appartenente al ruolo appuntati e
carabinieri  e'  disposto  annualmente,  nel limite delle prevedibili
vacanze  nell'organico del ruolo, con il bando di arruolamento di cui
all'articolo 708.
2. Sono consentiti arruolamenti volontari come carabinieri effettivi,
con  la  ferma di quattro anni, dei giovani che non hanno superato il
ventiseiesimo anno di eta', anche se arruolati per leva o incorporati
in altre armi o Forze armate, nonche' nelle Forze di polizia, anche a
ordinamento civile.
 
	        
	      
                              Art. 707
                         Requisiti speciali

1.  Gli aspiranti agli arruolamenti volontari di cui all'articolo 706
devono possedere i seguenti requisiti:
a) non aver superato il ventiseiesimo anno di eta'; il limite di eta'
e'  elevato  a  ventotto  anni  per i giovani che hanno gia' prestato
servizio militare;
b)  titolo  di  studio  di  diploma di istruzione secondaria di primo
grado.
 
	        
	      
                              Art. 708
                        Bandi di arruolamento

1.  Le procedure di arruolamento, la data di scadenza dei termini per
la  presentazione  delle  domande  di ammissione all'arruolamento, le
prove  di  selezione  e concorsuali, le modalita' di accertamento del
possesso  dei  requisiti  richiesti,  la  durata dei corsi, il numero
complessivo  e le riserve di posti, l'individuazione e la valutazione
dei  titoli  preferenziali,  sono  stabiliti  con  determinazione del
Comandante  generale  dell'Arma  dei  carabinieri,  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
2.  I  termini di validita' della graduatoria dei candidati risultati
idonei  ma non vincitori per il reclutamento di cui all'articolo 706,
possono  essere  prorogati con motivata determinazione del Comandante
generale  dell'Arma  dei carabinieri in caso di successive e analoghe
procedure    di    reclutamento    avviate    entro   diciotto   mesi
dall'approvazione della stessa.
 
	        
	      
                              Art. 709
Particolari  categorie  protette  per  il  reclutamento nell'Arma dei
                             carabinieri

1.   Possono   essere  ammessi  al  primo  corso  utile  per  allievo
carabiniere  di  cui  all'articolo  783,  nel  limite  della  vacanze
organiche,  il  coniuge  e i figli superstiti, nonche' i fratelli, se
unici  superstiti,  del  personale  delle Forze di polizia deceduto o
reso  permanentemente  invalido  al  servizio,  con  invalidita'  non
inferiore  all'ottanta  per cento della capacita' lavorativa, a causa
delle  azioni  criminose di cui all'articolo 82, comma 1, della legge
23  dicembre  2000,  n.  388,  ovvero per effetto di ferite o lesioni
nell'espletamento  di  servizi  di  polizia o di soccorso pubblico, i
quali  ne  facciano  richiesta,  purche'  in  possesso dei prescritti
requisiti per il reclutamento dei carabinieri.
2.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma 1 si applicano, altresi', al
coniuge   e  ai  figli  superstiti  nonche'  ai  fratelli,  se  unici
superstiti,  del  personale dell'Arma dei carabinieri deceduto o reso
permanentemente  invalido  al servizio, con invalidita' non inferiore
all'ottanta  per  cento  della  capacita'  lavorativa, per effetto di
ferite    o   lesioni   riportate   nell'espletamento   di   missioni
internazionali  di pace ovvero in attivita' operative individuate con
decreto  del  Ministro  della  difesa  che comportino, in conseguenza
dell'impiego  di  mezzi  o  attrezzature esclusivamente militari, una
particolare esposizione al rischio.
 
	        
	      
CAPO IX
ALLIEVI DELLE SCUOLE MILITARI
                              Art. 710
                   Ammissione alle scuole militari

1. Le ammissioni alle scuole militari si effettuano mediante concorso
per esami, esclusivamente al primo anno del liceo classico, ovvero al
terzo anno del liceo scientifico.
2.  Il Ministro della difesa stabilisce ogni anno il numero dei posti
da  mettere  a  concorso. Stabilisce, altresi', il numero massimo dei
posti  che  possono  essere ricoperti dai giovani di cui all'articolo
714.
 
	        
	      
                              Art. 711
                     Requisiti per l'ammissione

1.  Salvo  quanto  disposto  dall'articolo 714 possono partecipare ai
concorsi di ammissione coloro che:
a)  al momento dell'incorporazione hanno compiuto il 15° anno di eta'
e non superato il 17°;
b)  sono  in  possesso  del  titolo  di  promozione  o  di  idoneita'
rispettivamente alla prima classe del liceo classico o alla terza del
liceo scientifico;
c)  hanno  sempre tenuto regolare condotta morale e civile e non sono
stati espulsi da istituti di educazione o di istruzione dello Stato;
d)  sono riconosciuti in possesso dell'idoneita' fisica quali allievi
delle scuole militari.
 
	        
	      
                              Art. 712
                      Svolgimento del concorso

1.  I candidati risultati idonei alla visita medica sono sottoposti a
un  accertamento  psico-fisico  consistente  nello  svolgimento di un
colloquio  psico-attitudinale  e  in  una prova di educazione fisica,
secondo   le   modalita'  e  i  programmi  fissati  con  disposizione
ministeriale. L'accertamento psico-fisico si conclude con voto unico.
2.  I giovani che conseguono il voto di almeno sei decimi negli esami
di  cui  al  comma  1  sono  ammessi a sostenere una prova di cultura
generale  sulle  materie del ginnasio superiore se aspiranti al primo
anno  del liceo classico o sulle materie del primo e secondo anno del
liceo scientifico, se aspiranti al 3° anno di detto liceo.
3.  La  prova  di  cultura  generale  puo' anche consistere in test a
risposta multipla.
4.  La  prova  di  cultura  generale  non  si  intende superata se il
candidato non ha ottenuto almeno la votazione dei sei decimi.
5. Le commissioni esaminatrici per le prove e gli accertamenti di cui
al  presente  articolo  sono  nominate  dal  Direttore generale della
Direzione generale per il personale militare.
 
	        
	      
                              Art. 713
                        Graduatorie di merito

  1.  Gli  idonei  sono iscritti in due distinte graduatorie, una per
gli  aspiranti  al  liceo  classico  e una per gli aspiranti al liceo
scientifico,  nell'ordine  determinato dalla media dei voti riportati
nell'accertamento   psico-fisico  e  nella  prova  orale  di  cultura
generale. ((5))
  2. A parita' di punti hanno la precedenza nell'ordine:
    a)  i  figli  dei  decorati  dell'Ordine  militare d'Italia o dei
decorati di medaglia d'oro al valor militare;
    b)  i figli dei mutilati e degli invalidi di guerra per lesioni o
infermita'  ascrivibili  alle  prime quattro categorie elencate nella
tabella  A  annessa  al  decreto  del  Presidente della Repubblica 23
dicembre 1978, n. 915;
    c)  i figli di militari di carriera, di ufficiali e sottufficiali
di  complemento richiamati in temporaneo servizio che per il servizio
prestato hanno acquistato il diritto al trattamento di quiescenza, di
dipendenti  civili  dello Stato in servizio e di titolari di pensioni
ordinarie civili o militari dello Stato;
    d)  i  candidati  che hanno conseguito il titolo di promozione in
sede  di  scrutinio finale o di idoneita' in unica sessione, estiva o
autunnale,  rispettivamente  alla  prima  classe del liceo classico o
alla  terza  classe  del  liceo  scientifico;  tra  questi  hanno  la
precedenza i figli di ufficiali di complemento;
    e) i piu' giovani di eta'.
  3.  Dei  posti messi a concorso, per ciascun ordine di studi, il 50
per  cento e' riservato ai candidati idonei che sono orfani di guerra
(o  equiparati)  e agli orfani dei dipendenti civili e militari dello
Stato deceduti per ferite, lesioni o infermita' riportate in servizio
e per causa di servizio.

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 713, comma 1 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "1.  Gli  idonei  sono iscritti in due distinte graduatorie, una per
gli  aspiranti  al  liceo  classico  e una per gli aspiranti al liceo
scientifico,  nell'ordine  determinato dalla media dei voti riportati
nell'accertamento   psico-fisico   ((e   nella   prova   di   cultura
generale.))".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 714
                          Allievi stranieri

1.  E'  consentita  l'ammissione  alle  scuole  militari  di  giovani
stranieri  che  conoscano la lingua italiana e sono in possesso di un
titolo  di  studio  riconosciuto  equipollente  a  quelli  prescritti
dall'articolo 711, lettera b).
 
	        
	      
TITOLO III
FORMAZIONE
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 715
                             Formazione

1.  La  formazione  e' il complesso delle attivita' di addestramento,
istruzione,  educazione,  didattiche  e  culturali  per  conferire al
militare le necessarie competenze e capacita' tecnico-professionali.
2.  La  formazione iniziale o di base e' il complesso delle attivita'
formative  svolte  al fine dell'immissione o della stabilizzazione in
ruolo del militare.
3.  La  formazione  successiva  o  permanente  e'  il complesso delle
attivita'     formative     di    aggiornamento,    specializzazione,
qualificazione  e  ricondizionamento,  svolte  al fine di preparare i
militari  in  specifici  settori  di impiego o di mantenere a un alto
livello   di  efficienza  operativa  la  preparazione  e  la  cultura
tecnico-professionale.
 
	        
	      
                              Art. 716
                  Personale femminile in formazione

1.  Al  personale  femminile  che  frequenta  i  corsi regolari delle
accademie  e  delle scuole allievi marescialli e allievi sergenti e i
corsi  di  formazione  iniziale  degli  istituti e delle scuole delle
Forze  armate,  nonche'  al personale femminile volontario in fase di
addestramento  e  specializzazione  iniziale,  si  applica l'articolo
1494.
2.   Le   amministrazioni   interessate  disciplinano  gli  specifici
ordinamenti  dei  corsi presso le accademie, gli istituti e le scuole
di  formazione  in  relazione  all'ammissione  ai  corsi  stessi  del
personale femminile.
 
	        
	      
                              Art. 717
                    Corsi di formazione militare

1.  Il  regolamento disciplina i corsi di formazione per l'accesso ai
ruoli  delle Forze armate, nonche' le relative graduatorie di merito,
cause e procedure di rinvio e di espulsione.
 
	        
	      
                              Art. 718
              Ammissione ai corsi di militari stranieri

1.  Il  Ministero  della difesa e' autorizzato ad ammettere personale
militare  straniero  a  frequentare  corsi  presso istituti, scuole e
altri enti militari, assumendo a proprio carico, in tutto o in parte,
le   spese   per   la   frequenza,  il  mantenimento,  il  vestiario,
l'equipaggiamento  e  il materiale didattico, nonche' le spese per il
viaggio  dal paese di provenienza alla sede designata, e viceversa, e
per gli eventuali spostamenti connessi con lo svolgimento dei corsi.
2.  Il  numero  dei  militari  stranieri  da  ammettere ai corsi e il
trattamento  da  praticare agli stessi, nei limiti di cui al comma 1,
sono  stabiliti annualmente con decreto del Ministro della difesa, di
concerto  con  i Ministri degli affari esteri e dell'economia e delle
finanze.
 
	        
	      
CAPO II
UFFICIALI IN SERVIZIO PERMANENTE
SEZIONE I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 719
              Formazione universitaria degli ufficiali

1. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca,  di  concerto  con i Ministri della difesa e dell'economia e
delle  finanze,  sono  definiti,  ai sensi dell'articolo 17, comma 95
della  legge  15  maggio  1997,  n.  127,  i  criteri generali per la
definizione,  da parte delle universita', degli ordinamenti didattici
di  corsi  di diploma universitario, di laurea e di specializzazione,
di  cui  agli articoli 2, 3 e 4 della legge 19 novembre 1990, n. 341,
adeguati  alla  formazione  degli  ufficiali delle Forze armate e del
Corpo  della  Guardia  di  finanza. Le universita', in conformita' ai
predetti  criteri, definiscono gli ordinamenti didattici d'intesa con
le  accademie  militari  per  gli  ufficiali e con gli altri istituti
militari  d'istruzione  superiore.  Ai  fini dell'attivazione e della
gestione  dei  corsi di cui al presente articolo, le universita', cui
compete  il  rilascio  dei  titoli e la responsabilita' didattica dei
corsi,  stipulano  apposite  convenzioni  con le predette accademie e
istituti. Tali convenzioni prevedono l'organizzazione delle attivita'
didattiche   anche   utilizzando   le   strutture  e,  per  specifici
insegnamenti,  i docenti delle accademie e degli istituti. I Ministri
della  difesa,  dell'economia  e  delle  finanze  e  dell'istruzione,
dell'universita'  e  della  ricerca definiscono opportune modalita' e
strumenti  per  agevolare  la  stipula  delle  convenzioni  di cui al
presente articolo.
2.  Le  convenzioni  di  cui  al presente articolo prevedono anche le
modalita'  di  riconoscimento  degli studi compiuti e di rilascio dei
titoli  di  diploma  universitario,  di  laurea e di specializzazione
riguardanti  gli  ufficiali  delle  Forze  armate  e  del Corpo della
Guardia di finanza in servizio ovvero in congedo che, in possesso del
diploma   di   scuola   media   superiore   richiesto  all'epoca  per
l'ammissione  alle  accademie  militari,  hanno  superato il previsto
ciclo  di  studi  presso  le  rispettive  accademie  e  le  scuole di
applicazione  ovvero  la  Scuola ufficiali carabinieri o la Scuola di
applicazione  della  Guardia di finanza. Per gli ufficiali in congedo
le modalita' di riconoscimento sono definite anche con riferimento ai
cicli   di   studi   frequentati   dal   personale   in  servizio.  I
riconoscimenti   hanno  luogo  dando  la  precedenza  alle  procedure
riguardanti gli ufficiali in servizio.
 
	        
	      
                              Art. 720
            Formazione degli ufficiali dei ruoli normali

1.  I  vincitori  dei  concorsi  per  il reclutamento ordinario degli
ufficiali dei ruoli normali sono ammessi nelle accademie militari, in
qualita'  di  allievi  ufficiali,  per  svolgere  il  previsto  ciclo
formativo.
2.  Coloro  che  hanno  completato  con  esito  favorevole  il  ciclo
formativo  presso  le accademie militari sono nominati sottotenenti e
immessi nei rispettivi ruoli normali.
3.  Le  accademie  militari sono deputate anche alla formazione degli
ufficiali   dei   corpi   sanitari,   secondo  quanto  stabilito  nel
regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 721
                Prosecuzione degli studi universitari

1.  Se  il  personale  militare  che  frequenta  i  corsi  di diploma
universitario,  di  laurea  o  di  specializzazione,  previsti  dagli
ordinamenti  didattici  e  definiti dalle universita' d'intesa con le
accademie   militari  e  gli  altri  istituti  militari  d'istruzione
superiore,  non  consegue  il  titolo  universitario  nel  periodo di
frequenza  dell'accademia  o di altro istituto militare di istruzione
superiore,   e'  consentita  la  prosecuzione  degli  studi,  con  il
riconoscimento degli esami sostenuti con esito positivo, anche presso
altre universita' che hanno attivato corsi corrispondenti.
 
	        
	      
                              Art. 722
    Formazione degli ufficiali a nomina diretta dei ruoli normali

1.  I  candidati  utilmente collocati nelle graduatorie di merito dei
concorsi  straordinari  per  ufficiali  dei  ruoli  normali  a nomina
diretta:
a)  se  appartenenti  all'Esercito  italiano,  alla Marina militare e
all'Aeronautica  militare frequentano corsi applicativi di durata non
superiore a un anno accademico le cui modalita' sono disciplinate con
determinazione dei rispettivi Capi di stato maggiore;
b)  se  appartenenti  all'Arma  dei  carabinieri frequentano un corso
applicativo  della  durata  non inferiore a un anno, le cui modalita'
sono   disciplinate   con   determinazione  del  Comandante  generale
dell'Arma dei carabinieri.
2.  L'anzianita'  relativa dei predetti ufficiali e' rideterminata, a
seguito  del  superamento  degli esami di fine corso, dalla media del
punteggio  della  graduatoria  del concorso e di quello conseguito al
termine  del  corso  stesso. Gli stessi sono iscritti in ruolo dopo i
pari  grado provenienti dai corsi regolari delle rispettive accademie
militari che terminano il ciclo formativo nello stesso anno.
3.  I  candidati che non superino il corso applicativo sono collocati
in  congedo,  se  non  devono  assolvere o completare gli obblighi di
leva,  ovvero  sono restituiti ai ruoli di provenienza. Il periodo di
durata  del  corso e' computato per intero ai fini dell'anzianita' di
servizio  per  i  militari  in  servizio permanente e per il restante
personale non e' computabile ai fini dell'assolvimento degli obblighi
di leva.
 
	        
	      
                              Art. 723
Corsi  applicativi  per  ufficiali  dei  ruoli speciali dell'Esercito
     italiano, della Marina militare e dell'Aeronautica militare

1.   I  corsi  applicativi  per  gli  ufficiali  dei  ruoli  speciali
dell'Esercito  italiano,  della  Marina  militare  e dell'Aeronautica
militare hanno durata non inferiore a tre mesi.
2.  L'anzianita'  relativa dei predetti ufficiali e' rideterminata in
base alla media del punteggio ottenuto nella graduatoria del concorso
e di quello conseguito nella graduatoria di fine corso.
3. I frequentatori che non superino i corsi applicativi:
a)   se  provenienti  dal  ruolo  dei  marescialli,  rientrano  nella
categoria  di  provenienza. Il periodo di durata del corso e' in tali
casi computato per intero ai fini dell'anzianita' di servizio;
b)  se  gia'  ufficiali  ausiliari, completano la ferma eventualmente
contratta ovvero sono ricollocati in congedo;
c)  se provenienti dai frequentatori dei corsi normali, completano la
ferma  eventualmente  contratta ovvero, se ne erano stati prosciolti,
sono collocati in congedo;
d)  se  provenienti  dalla vita civile, sono collocati in congedo, se
non devono assolvere o completare gli obblighi di leva.
4. I corsi applicativi per gli ufficiali del ruolo speciale dell'Arma
dei carabinieri sono disciplinati dall'articolo 736.
 
	        
	      
                              Art. 724
Obblighi  di  servizio  degli ufficiali dell'Esercito italiano, della
             Marina militare e dell'Aeronautica militare

1.  Gli  allievi delle accademie militari all'atto dell'ammissione ai
corsi sono vincolati a una ferma di tre anni.
2.  All'atto  dell'ammissione  al terzo anno di corso i frequentatori
dei corsi normali dell'Accademia dell'Esercito italiano, della Marina
militare  e  dell'Aeronautica  militare sono vincolati a una ferma di
nove anni che assorbe quella da espletare.
3. La ferma di cui al comma 2 e' elevata a:
a)  dieci  anni  per gli iscritti a corsi di laurea di cinque anni di
durata;
b)  undici  anni  per  gli  iscritti a corsi di laurea di sei anni di
durata;
c)  sedici  anni  per  gli  appartenenti  al  ruolo naviganti normale
dell'Aeronautica militare.
4.  I  frequentatori  dei corsi normali delle accademie, se fruiscono
delle  eventuali  proroghe  per il completamento del ciclo formativo,
sono  vincolati  a  una  ulteriore ferma di durata pari al periodo di
proroga concesso.
5.  Gli  ufficiali reclutati a nomina diretta del ruolo normale e gli
ufficiali   dei   ruoli   speciali,   ammessi   ai  rispettivi  corsi
applicativi,  al  superamento  dei  corsi stessi sono vincolati a una
ferma  di  cinque  anni decorrente dall'inizio del corso ovvero dalla
scadenza della precedente ferma.
6.  Gli  ufficiali  del  ruolo  naviganti  speciale  dell'Aeronautica
militare,  nonche'  gli ufficiali piloti dei ruoli speciali del Corpo
di stato maggiore della Marina e del Corpo delle capitanerie di porto
nominati sottotenenti a seguito dell'apposito concorso sono vincolati
a una ferma di dodici anni dall'inizio del previsto corso finalizzato
al  conseguimento  del  brevetto  di pilota o navigatore militare che
assorbe la ferma precedentemente contratta.
7.  Le  ferme per dodici anni alle quali sono vincolati gli allievi o
ufficiali  piloti di complemento rimangono valide in caso di transito
nei ruoli del servizio permanente effettivo.
8. Gli obblighi di servizio degli ufficiali dell'Arma dei carabinieri
sono disciplinati dall'articolo 738.
 
	        
	      
SEZIONE II
UFFICIALI DELL'ESERCITO ITALIANO
                              Art. 725
                        Corso di applicazione

1.  Per  i  sottotenenti  dei  ruoli normali, delle Armi di fanteria,
cavalleria,   artiglieria,   genio   e  trasmissioni,  dell'Arma  dei
trasporti e dei materiali e del Corpo di commissariato che superino i
corsi  delle scuole di applicazione, il nuovo ordine di anzianita' e'
determinato,  con  decreto  ministeriale,  in  base  alla graduatoria
stabilita secondo le norme previste nel regolamento.
2.  I  sottotenenti  che  non superino per una sola volta uno dei due
anni  del  corso  di  applicazione  per  essi previsto sono ammessi a
ripeterlo   e,   se  lo  superano,  sono  promossi  con  l'anzianita'
attribuita  agli  ufficiali  unitamente  ai  quali  hanno superato il
predetto  corso. I sottotenenti che superino il corso di applicazione
con  ritardo  per  motivi di servizio riconosciuti con determinazione
ministeriale  ovvero  per motivi di salute, sono iscritti in ruolo al
posto  che  a  essi sarebbe spettato se avessero superato il corso al
loro turno.
 
	        
	      
                              Art. 726
            Mancato superamento del corso di applicazione

1.  Fermo  restando quanto previsto dall'articolo 660, i sottotenenti
di  cui  all'articolo  725,  comma  1,  che  non  superano i corsi di
applicazione  per  essi prescritti e ottengono a domanda di permanere
in  servizio permanente, ai sensi dell'articolo 655, comma 1, lettera
d), sono trasferiti, anche in soprannumero, nei ruoli speciali e sono
iscritti  in  tali  ruoli  dopo i pari grado in possesso della stessa
anzianita' assoluta.
2.  Gli  ufficiali  dei ruoli normali del Corpo degli ingegneri e del
Corpo  sanitario  che non hanno completato il ciclo di studi per essi
previsto  per  il  conseguimento  della  laurea, possono ottenere con
determinazione ministeriale, su proposta delle autorita' gerarchiche,
la proroga fino a un massimo di due anni accademici. Se completano il
ciclo  di studi universitari entro la proroga concessa, subiscono una
detrazione di anzianita' nel ruolo pari alla proroga concessa.
3.  Agli ufficiali di cui al comma 2 che non conseguono il diploma di
laurea  nei limiti di tempo prescritti, compresa l'eventuale proroga,
si  applicano  le  disposizioni di cui al comma 1, con destinazione a
uno  dei ruoli speciali esistenti, individuati secondo le esigenze di
Forza armata.
 
	        
	      
                              Art. 727
                 Mancato transito nei ruoli speciali

1.  Gli  ufficiali  che  non hanno presentato domanda di transito nei
ruoli  speciali  ai  sensi  dell'articolo  655,  comma 1, lettera d),
ovvero non vi possono transitare ai sensi del medesimo articolo:
a)  sono  collocati  nella  categoria  del complemento con obbligo di
ultimare la ferma contratta;
b)  possono essere trasferiti, a domanda o d'autorita', ad altra arma
o corpo, sempre in funzione delle esigenze di Forza armata.
 
	        
	      
SEZIONE III
UFFICIALI DELLA MARINA MILITARE
                              Art. 728
       Formazione degli ufficiali subalterni dei ruoli normali

1.  I  frequentatori  dell'Accademia  navale che hanno completato con
esito  favorevole  il  terzo  anno  del ciclo formativo sono nominati
guardiamarina in servizio permanente. Fino al completamento del ciclo
formativo   prescritto,   l'anzianita'   relativa   degli   ufficiali
subalterni  e'  rideterminata  secondo  le  modalita'  stabilite  nel
regolamento.
2.  Gli  ufficiali,  che  superano  gli  esami  prescritti  dal ciclo
formativo  oltre  i  termini  previsti, sono iscritti in ruolo dopo i
parigrado che hanno superato gli esami nelle sessioni ordinarie.
3.  Gli ufficiali, che per motivi di servizio o per motivi di salute,
riconosciuti  con  determinazione  ministeriale,  superano  gli esami
prescritti dal ciclo formativo con ritardo, sono iscritti in ruolo al
posto  che  a essi sarebbe spettato se li avessero superati nei tempi
previsti.
4.  Gli  ufficiali  idonei  in attitudine professionale che non hanno
completato  gli  studi  per  uno  degli anni del ciclo formativo sono
ammessi a completarli nell'anno successivo, solo se non ne hanno gia'
ripetuto  uno negli anni precedenti. Se ammessi, transitano nel corso
successivo  e  sono iscritti in ruolo dopo l'ultimo dei parigrado del
corso cui sono aggregati, assumendone la stessa anzianita' assoluta.
5.  Fermo  restando quanto previsto dall' articolo 660, gli ufficiali
che  per  la  seconda volta non hanno completato gli studi prescritti
per  uno  degli  anni del ciclo formativo, o non sono stati ammessi a
completarli  nell'anno  successivo  per i motivi indicati al comma 4,
possono    essere    trasferiti,   purche'   idonei   in   attitudine
professionale,  anche  in soprannumero, con il proprio grado e con la
propria  anzianita',  nel  ruolo speciale dei rispettivi Corpi con le
modalita'  indicate dall'articolo 655, comma 1, lettera d). Essi sono
iscritti  in  tali  ruoli  dopo i pari grado in possesso della stessa
anzianita' assoluta.
6.  La  nomina  a guardiamarina decorre, ai soli fini giuridici, alla
data di acquisizione del grado di aspirante.
 
	        
	      
                              Art. 729
Conseguimento del diploma di laurea da parte dei subalterni dei ruoli
                               normali

1.  Gli  ufficiali  subalterni dei ruoli normali devono completare il
ciclo  formativo  e  conseguire  il  diploma  di  laurea  secondo  le
modalita' ed entro il periodo prescritto.
2.  Gli  ufficiali  dei  ruoli  normali,  per  i quali e' previsto il
completamento  dell'iter di studi presso strutture universitarie, che
non hanno conseguito il diploma di laurea entro il periodo prescritto
possono avanzare circostanziata domanda intesa a ottenere una proroga
di  durata non superiore a dodici mesi. L'amministrazione ha facolta'
di  accogliere  le  domande,  previo  esame, da parte di una apposita
commissione  nominata  con  decreto  ministeriale,  del curriculum di
studi  e  degli elementi desunti dalla documentazione valutativa. Gli
ufficiali,  se  fruiscono  di  una  proroga di durata superiore a tre
mesi,  transitano  nel corso successivo e sono iscritti in ruolo dopo
l'ultimo  dei  parigrado del corso cui sono aggregati, assumendone la
stessa anzianita' assoluta.
3.  Gli ufficiali che conseguono il diploma di laurea con ritardo per
motivi   di   servizio  o  per  motivi  di  salute  riconosciuti  con
determinazione  ministeriale  sono  iscritti  in ruolo al posto che a
essi sarebbe spettato se l'avessero conseguito nei tempi previsti.
4.  Fermo  restando quanto previsto dall'articolo 660, gli ufficiali,
che  non  conseguono  la laurea nel periodo prescritto o che non sono
stati ammessi al periodo di proroga, possono essere trasferiti, anche
in  soprannumero,  con  il proprio grado e con la propria anzianita',
nel  ruolo  speciale  dei  rispettivi Corpi in applicazione di quanto
previsto  dall'articolo  655, comma 1, lettera d). Essi sono iscritti
in  tali  ruoli dopo i pari grado in possesso della stessa anzianita'
assoluta.
5. Per i sottotenenti di vascello dei ruoli normali e' stabilito, con
determinazione  ministeriale, il nuovo ordine di anzianita' il giorno
precedente al compimento dell'anzianita' minima prevista dal presente
codice  per  l'avanzamento al grado superiore, in base all'attitudine
professionale  e  al  rendimento  in  servizio  valutati  per ciascun
ufficiale  dalla  commissione  ordinaria di avanzamento. Con apposito
decreto  ministeriale  sono  stabilite  le  modalita'  della predetta
valutazione.
 
	        
	      
                              Art. 730
                 Mancato transito nei ruoli speciali

1.  Gli  ufficiali  che  non hanno presentato domanda di transito nei
ruoli  speciali  ai  sensi  dell'articolo  655,  comma 1, lettera d),
ovvero  non  vi  possono transitare ai sensi del medesimo articolo, o
dell'articolo  728,  comma  5,  sono  collocati  nella  categoria del
complemento con obbligo di ultimare la ferma contratta.
 
	        
	      
SEZIONE IV
UFFICIALI DELL'AERONAUTICA MILITARE
                              Art. 731
       Formazione degli ufficiali subalterni dei ruoli normali

1.  I  sottotenenti  dei  ruoli normali sono tratti dai frequentatori
dell'Accademia  aeronautica che hanno completato con esito favorevole
il  terzo anno di corso secondo le modalita' previste dal piano degli
studi dell'Accademia aeronautica.
2.  Gli  ufficiali  dei  ruoli  normali  devono  completare gli studi
accademici  e  conseguire  il  diploma  di  laurea  entro  i  periodi
prescritti dal piano degli studi dell'Accademia aeronautica.
3.  Per  gli ufficiali dei ruoli normali che completano l'ultimo anno
di   corso   entro  il  periodo  prescritto  dal  piano  degli  studi
dell'Accademia   aeronautica   il   nuovo  ordine  di  anzianita'  e'
determinato,  con  decreto ministeriale, in base alla somma del punto
complessivo  di  classifica riportato per la nomina a sottotenente, e
del  punto  attribuito  all'ufficiale  al  completamento degli studi,
entrambi  ridotti  in  centesimi  ed  elaborati  secondo le norme del
regolamento.
4.  Gli  ufficiali  che superano gli esami dell'ultimo anno del corso
regolare  nelle sessioni successive alla prima sono iscritti in ruolo
dopo  i  pari  grado  che hanno superato detti esami nella precedente
sessione.
5.  Gli  ufficiali  che,  per  motivi  di  servizio  riconosciuti con
determinazione  ministeriale  o  per  motivi  di  salute, frequentano
l'ultimo  anno  di corso con ritardo, se superano gli studi previsti,
sono  iscritti  in  ruolo  al  posto  che  a essi sarebbe spettato se
avessero superato il corso al loro turno.
6.  Gli  ufficiali  che  non  hanno  completato  gli studi al termine
dell'ultimo  anno  di corso con le modalita' definite dal regolamento
sono  ammessi  a  completarli nell'anno successivo. In tale caso essi
transitano  al  corso  successivo  a  quello  di  appartenenza e sono
iscritti  in  ruolo dopo l'ultimo pari grado appartenente al corso al
quale sono transitati, assumendone la stessa anzianita' assoluta.
7.  La  nomina  a sottotenente decorre, ai soli fini giuridici, dalla
data di acquisizione della qualifica di aspirante.
 
	        
	      
                              Art. 732
             Mancato completamento degli iter formativi

1.  Gli ufficiali dei ruoli normali che non completano gli studi sono
trasferiti d'autorita', con il proprio grado e la propria anzianita',
previo  parere  favorevole  della  competente  commissione  ordinaria
d'avanzamento:
a)  nel  ruolo  naviganti  speciale, mantenendo gli obblighi di ferma
contratti,  se  appartenenti  al  ruolo  naviganti  normale una volta
conseguito il brevetto di pilota militare o di navigatore militare;
b) nel ruolo speciale delle armi, se non hanno conseguito il brevetto
di  pilota militare o di navigatore militare, tramutando gli obblighi
di ferma assunti in precedenza con quelli previsti dall'articolo 724,
comma 2, con decorrenza dalla data di nomina ad aspiranti ufficiali;
c) nei ruoli speciali, mantenendo gli obblighi di ferma contratti, se
appartenenti ai ruoli delle armi e dei corpi.
2. Gli ufficiali del ruolo naviganti normale che hanno completato gli
studi senza conseguire il brevetto di pilota militare o di navigatore
militare  sono  trasferiti  d'autorita',  con  il  proprio grado e la
propria anzianita', nel ruolo normale delle armi, tramutando la ferma
di  cui all'articolo 724, comma 2, in luogo di quella precedentemente
assunta.  L'ordine  di precedenza rispetto ai pari grado e anzianita'
iscritti  in  ruolo  e'  stabilito sulla base del punteggio di merito
elaborato  ai  sensi  dell'articolo  731,  comma  3.  Ai  fini  della
promozione ad anzianita' si computa l'anzianita' complessiva maturata
nel grado.
3. I frequentatori dei corsi regolari destinati al reclutamento degli
ufficiali   in  servizio  permanente  del  ruolo  naviganti  normale,
divenuti  non  idonei  al  volo dopo l'inizio della prima sessione di
esami del primo anno accademico, possono essere trasferiti a domanda,
previo   parere   favorevole   espresso   da   parte  di  un'apposita
commissione,  nei  corrispondenti  corsi  regolari  di  accademia per
ufficiali  del  ruolo normale delle armi ovvero dei ruoli normali dei
corpi,  in  relazione  alla  corrispondenza degli esami sostenuti con
quelli previsti per il nuovo corso.
4. Gli ufficiali di cui al comma 1, che non sono trasferiti nei ruoli
speciali,  cessano  dal  servizio  permanente  e sono collocati nella
categoria  del  congedo  in  qualita' di ufficiali di complemento del
ruolo  di  appartenenza  ovvero del ruolo speciale delle armi, se non
sono in possesso del brevetto di pilota o di navigatore militare.
5.  Fermo restando quanto previsto dall'articolo 660, se non esistono
vacanze   nei   nuovi   ruoli,   gli  ufficiali  sono  trasferiti  in
soprannumero  e l'eccedenza e' riassorbita al verificarsi della prima
vacanza.  L'avanzamento  nel  nuovo  ruolo  non puo' avere decorrenza
anteriore alla data di trasferimento.
 
	        
	      
                              Art. 733
                 Mancato transito nei ruoli speciali

1.  Gli  ufficiali  che  non hanno presentato domanda di transito nei
ruoli  speciali  ai  sensi  dell'articolo  655,  comma 1, lettera d),
ovvero  non  vi  possono transitare ai sensi del medesimo articolo, o
dell'articolo  732,  comma  1,  sono  collocati  nella  categoria del
complemento con obbligo di ultimare la ferma contratta.
 
	        
	      
SEZIONE V
UFFICIALI DELL'ARMA DEI CARABINIERI
                              Art. 734
                        Corso di applicazione

1. Per i sottotenenti del ruolo normale dell'Arma dei carabinieri che
superano  i  corsi  di  applicazione il nuovo ordine di anzianita' e'
determinato,  con  decreto  ministeriale,  in  base  alla graduatoria
stabilita secondo le norme previste dal regolamento.
2.  I  sottotenenti  che  non superano per una sola volta uno dei due
anni  del  corso  di  applicazione  per  essi previsto sono ammessi a
ripeterlo  e se lo superano sono promossi con l'anzianita' attribuita
agli  ufficiali unitamente ai quali hanno superato il predetto corso.
I  sottotenenti che superano il corso di applicazione con ritardo per
motivi  di  servizio  riconosciuti  con  determinazione  ministeriale
ovvero  per  motivi  di salute, sono iscritti in ruolo al posto che a
essi sarebbe spettato se avessero superato il corso al loro turno.
 
	        
	      
                              Art. 735
            Mancato superamento dei corsi di applicazione

1.  I  sottotenenti  del  ruolo  normale che non superano il corso di
applicazione per essi prescritto:
a)  sono  trasferiti  nel  ruolo  speciale,  anche  in eccedenza alla
consistenza  organica del grado, a domanda e previo parere favorevole
della commissione ordinaria di avanzamento;
b)  sono iscritti in detto ruolo, mantenendo il grado, l'anzianita' e
la  ferma  precedentemente  contratta,  dopo i pari grado in possesso
della stessa anzianita' assoluta;
c)  se  non  presentano  domanda o non ottengono il parere favorevole
della  commissione  ordinaria d'avanzamento previsto alla lettera a),
sono  collocati  nella  categoria  del  complemento  con  obbligo  di
ultimare la ferma contratta.
 
	        
	      
                              Art. 736
         Corso applicativo per ufficiali del ruolo speciale

1.  I  sottotenenti  del ruolo speciale sono ammessi a frequentare un
corso  applicativo, della durata non inferiore a sei mesi, al termine
del  quale  e'  determinata  una  nuova  anzianita'  relativa in base
all'ordine della graduatoria finale del corso stesso.
2.  I  sottotenenti  che,  per  motivi  di  servizio riconosciuti dal
Ministro con propria determinazione o per motivi di salute dipendenti
da  causa  di servizio, frequentino il corso applicativo con ritardo,
se  lo  superano,  sono iscritti in ruolo al posto che a essi sarebbe
spettato se avessero superato il corso a loro turno.
3.  I  sottotenenti  del  ruolo  speciale  che  non superino il corso
applicativo:
a)   se  provenienti  dal  ruolo  dei  marescialli,  rientrano  nella
categoria  di  provenienza. Il periodo di durata del corso e' in tali
casi computato per intero ai fini dell'anzianita' di servizio;
b)  se  provenienti  dagli  ufficiali  ausiliari,  sono  collocati in
congedo.
 
	        
	      
                              Art. 737
      Corso formativo per ufficiali del ruolo tecnico-logistico

1.  I  tenenti del ruolo tecnico-logistico sono ammessi a frequentare
un corso formativo, della durata non inferiore a sei mesi, al termine
del  quale  e'  determinata  una  nuova  anzianita'  relativa in base
all'ordine della graduatoria finale del corso.
 
	        
	      
                              Art. 738
                        Obblighi di servizio

1.  Gli allievi dell'Accademia all'atto dell'ammissione ai corsi sono
vincolati   a  una  ferma  di  tre  anni.  All'atto  della  nomina  a
sottotenente  sono  vincolati  a  una  nuova  ferma di nove anni, che
assorbe quella da espletare.
2.  Gli  ufficiali  reclutati  nel  ruolo  speciale,  se  non gia' in
servizio  permanente,  e  quelli  nel ruolo normale a nomina diretta,
all'atto  dell'ammissione ai corsi, sono vincolati a una ferma di tre
anni. Al superamento del corso applicativo sono vincolati a una nuova
ferma di cinque anni, che assorbe quella da espletare.
3.  I  vincitori  dei  concorsi  per  la nomina a ufficiale del ruolo
tecnico-logistico, se non gia' in servizio permanente, sono vincolati
a  una  ferma  di  sette  anni, decorrente dall'inizio del rispettivo
corso   formativo,  che  assorbe  ogni  altra  ferma  precedentemente
contratta.
 
	        
	      
CAPO III
UFFICIALI AUSILIARI
SEZIONE I
UFFICIALI IN FERMA PREFISSATA
                              Art. 739
                         Corsi di formazione

1.  La  durata  dei  corsi  di  formazione per gli ufficiali in ferma
prefissata e' stabilita con decreto del Ministro della difesa.
2.  Le  modalita'  per  lo  svolgimento  dei  corsi di formazione e i
relativi  programmi  sono determinati dai rispettivi Stati maggiori o
Comando generale.
3.  I  vincitori  dei concorsi per il reclutamento degli ufficiali in
ferma  prefissata  sono ammessi ai corsi di formazione nella qualita'
di allievi ufficiali in ferma prefissata.
4.  Agli allievi ufficiali in ferma prefissata compete il trattamento
economico previsto per gli allievi ufficiali delle accademie.
 
	        
	      
                              Art. 740
       Superamento dei corsi di formazione e nomina nel grado

1. Gli allievi che superano gli esami di fine corso sono nominati:
a)  sottotenenti  o  guardiamarina in ferma prefissata, ausiliari del
corrispondente  ruolo  speciale della Forza armata d'appartenenza, se
il  titolo di studio richiesto dal bando di concorso e' il diploma di
istruzione secondaria di secondo grado;
b)  tenenti o sottotenenti di vascello in ferma prefissata, ausiliari
del  corrispondente  ruolo normale della Forza armata d'appartenenza,
se  il titolo di studio richiesto dal bando di concorso e' il diploma
di laurea;
c)  sottotenenti  dell'Arma  dei  carabinieri  in  ferma  prefissata,
ausiliari  del  corrispondente  ruolo  speciale  ovvero  tenenti  del
corrispondente ruolo tecnico-logistico.
2.  L'anzianita'  relativa  e'  determinata dalla media del punteggio
della  graduatoria del concorso e di quello conseguito al termine del
corso stesso.
 
	        
	      
                              Art. 741
            Mancato superamento degli esami di fine corso

1.  Gli  allievi  che  non  superino gli esami di fine corso in prima
sessione,  sono  ammessi  a  ripeterli in una sessione di riparazione
trascorsi  almeno  trenta giorni dalla sessione ordinaria. In caso di
superamento  degli  esami  in tale sessione sono nominati ufficiali e
sono  iscritti  in  ruolo, dopo i pari grado che hanno superato tutti
gli esami in prima sessione, con la medesima anzianita' assoluta.
2.  Gli  allievi  che non superino gli esami in seconda sessione sono
dimessi  dal  corso  previa determinazione del Direttore generale del
personale militare. A essi si applica l'articolo 742, comma 2.
 
	        
	      
                              Art. 742
                        Dimissioni dai corsi

1.  Gli  allievi  che  dimostrino di non possedere il complesso delle
qualita' e delle attitudini necessarie per bene assolvere le funzioni
del  grado  o  che  si  rendano colpevoli di gravi mancanze contro la
disciplina,  il  decoro o la morale ovvero che non frequentino almeno
un terzo delle lezioni ed esercitazioni sono dimessi dal corso previa
determinazione del Direttore generale del personale militare.
2. Gli allievi comunque dimessi dal corso:
a)   se  provenienti  dai  ruoli  dei  marescialli,  rientrano  nella
categoria  di  provenienza. Il periodo di durata del corso e' in tali
casi computato per intero ai fini dell'anzianita' di servizio;
b) se provenienti dalla vita civile, sono collocati in congedo.
 
	        
	      
SEZIONE II
UFFICIALI PILOTI E NAVIGATORI DI COMPLEMENTO
                              Art. 743
                 Corsi di pilotaggio e di navigatore

1.  I  giovani,  ammessi  ai  corsi di pilotaggio aereo o ai corsi di
navigatore,  sono  assunti  con  il  grado  di  allievo  ufficiale di
complemento  per  compiere  la ferma di anni dodici, decorrente dalla
data di inizio dei corsi suddetti.
2.  Essi  sono promossi caporali e gradi corrispondenti dopo un primo
periodo  di  istruzione  della  durata di tre mesi e sergenti e gradi
corrispondenti di complemento all'atto del conseguimento del brevetto
di pilota di aeroplano.
3.  Gli  ufficiali di complemento e i sottufficiali, ammessi ai corsi
di  pilotaggio  o  ai  corsi  di navigatore, assumono la qualifica di
allievo  ufficiale. Se essi vengono dimessi dai corsi di pilotaggio o
dai  corsi  di navigatore, sono reintegrati nel grado originariamente
posseduto  e  il periodo di frequenza dei corsi medesimi e' computato
ai fini della anzianita' di grado.
 
	        
	      
                              Art. 744
                               Nomina

1.  Al  termine  dei  corsi, gli allievi, che hanno superato le prove
prescritte  per il conferimento del brevetto di pilota militare o del
brevetto  di  navigatore militare e gli esami teorici, conseguono, se
giudicati  idonei  ad  assumere  il grado, la nomina a sottotenente e
grado corrispondente di complemento.
 
	        
	      
                              Art. 745
                        Obblighi di servizio

1.  Coloro che chiedono di essere ammessi ai corsi di pilotaggio o ai
corsi  di  navigatore  devono,  all'atto  della  presentazione  della
domanda, impegnarsi a contrarre una ferma di anni dodici.
2.  Per  coloro  che sono gia' incorporati ovvero hanno adempiuto gli
obblighi  di  leva  presso  altra Forza armata, l'ammissione al corso
resta condizionata al nulla osta della Forza armata di appartenenza.
 
	        
	      
                              Art. 746
                    Mancato superamento del corso

1.  Gli  allievi  che non hanno superato gli esami teorici o che sono
stati  giudicati  non  idonei  ad assumere il grado di sottotenente e
gradi  corrispondenti  di  complemento,  pur avendo superato le prove
prescritte  per il conferimento del brevetto di pilota militare o del
brevetto  di  navigatore  militare,  conseguono  la  nomina  a pilota
militare  o  a  navigatore  militare.  In tale qualita' sono tenuti a
prestare  servizio  con  il  grado  di  sergente  o corrispondente di
complemento  per  un  periodo  di  sei  anni,  decorrente  dalla data
d'inizio dei corsi di pilotaggio e dei corsi di navigatori.
 
	        
	      
                              Art. 747
                        Dimissioni dal corso

1.  Il Ministro della difesa, su proposta del Comandante della scuola
di  pilotaggio,  ha  facolta' di dimettere dai corsi gli allievi che,
per  motivi psico-fisici o per mancanza di attitudine al pilotaggio o
di  attitudine  a  espletare  mansioni  di  navigatore  o  per motivi
disciplinari,  sono  ritenuti  non  pienamente  idonei a proseguire i
corsi stessi.
 
	        
	      
                              Art. 748
   Reimpiego del personale che non supera il corso o ne e' dimesso

1.  Fermo restando quanto previsto dall'articolo 743, comma 3, coloro
che  non  conseguono  il  brevetto  di pilota d'aeroplano o quello di
pilota  militare o di navigatore militare ovvero che sono dimessi dal
corso  per  motivi  psico-fisici  o  per  mancanza  di  attitudine al
pilotaggio  o  di attitudine a espletare mansioni di navigatore o per
motivi  disciplinari, perdono la qualifica di allievo ufficiale e, se
hanno precedenti obblighi di servizio, completano la relativa ferma.
2.  A eccezione di quelli dimessi per motivi disciplinari, i militari
di  cui  al  comma 1 possono, a domanda, partecipare, in relazione al
titolo  di  studio  posseduto,  a  uno  dei corsi indetti per allievi
ufficiali di complemento e, in attesa di iniziare tali corsi, possono
essere inviati in licenza straordinaria senza assegni.
3.  Il  periodo  di  tempo trascorso alle armi in qualita' di allievo
ufficiale  e'  considerato utile agli effetti dell'assolvimento degli
obblighi di leva.
 
	        
	      
                              Art. 749
Ammissione  ai corsi di pilotaggio e di navigatore degli ufficiali di
                complemento dell'Arma dei carabinieri

1.  Gli  ufficiali  di complemento dell'Arma dei carabinieri, ammessi
alle  ferme  e  rafferme  volontarie,  per  partecipare  ai  corsi di
specializzazione  di  pilota di aeroplano o di navigatore o di pilota
di  elicottero,  devono,  all'atto  dell'ammissione, vincolarsi a una
ferma  volontaria  di anni dodici decorrente dalla data di inizio dei
corsi stessi.
2.  Gli  ufficiali di cui al comma 1, che non portano a termine o non
superano  i  corsi  di  specializzazione  per  il  conseguimento  del
brevetto  di pilota di aeroplano o di attitudine a espletare mansioni
di  navigatore o di pilota di elicottero, sono prosciolti dalla ferma
di  anni  dodici.  Per  essi  restano  validi  gli  obblighi di ferma
precedentemente contratti.
 
	        
	      
SEZIONE III
UFFICIALI DI COMPLEMENTO
                              Art. 750
                         Corsi di formazione

1.  I  corsi  di  formazione per gli allievi ufficiali di complemento
sono attivati esclusivamente nelle ipotesi di ripristino del servizio
obbligatorio di leva di cui all' articolo 1929, comma 2.
2. In relazione alle specifiche esigenze di ciascuna Forza armata, la
durata  dei  corsi  allievi ufficiali di complemento e' stabilita con
decreto del Ministro della difesa.
3.  I  sottotenenti  di  complemento  dell'Arma  dei carabinieri sono
tratti  dai  giovani  che  superano  il  corso  allievi  ufficiali di
complemento presso la Scuola ufficiali carabinieri.
 
	        
	      
CAPO IV
FORMAZIONE SUPERIORE DEGLI UFFICIALI
SEZIONE I
CORSI DI STATO MAGGIORE
                              Art. 751
            Corso superiore di stato maggiore interforze

1. Presso l'Istituto superiore di stato maggiore interforze e' svolto
il   corso   superiore  di  stato  maggiore  interforze  cui  possono
partecipare  anche  gli  ufficiali del Corpo della Guardia di finanza
nonche' ufficiali delle Forze armate estere.
2.  Il  superamento  del  corso di cui al comma 1 e' valutato ai fini
dell'avanzamento e dell'impiego degli ufficiali.
3.  I  criteri  e  le  modalita'  per la selezione dei candidati alla
frequenza  del  corso di cui al comma 1, sono determinati con decreto
del Ministro della difesa. Con determinazione del Comandante generale
del Corpo della Guardia di finanza, sentito il Ministro della difesa,
sono  stabiliti  i  requisiti  e  le modalita' di ammissione al corso
degli ufficiali del predetto Corpo.
4.  Il  Capo  di stato maggiore della difesa, sentiti i Capi di stato
maggiore  di  Forza  armata,  il  Comandante  generale  dell'Arma dei
carabinieri  e, per quanto di interesse, il Segretario generale della
difesa, determina annualmente il numero dei frequentatori al corso di
cui al comma 1.
 
	        
	      
                              Art. 752
Ammissione   degli  ufficiali  dell'Arma  dei  carabinieri  al  corso
               superiore di stato maggiore interforze

1.  I  maggiori  e  i  tenenti  colonnelli  dell'Arma dei carabinieri
possono   essere   ammessi  al  corso  superiore  di  stato  maggiore
interforze,   sulla   base   della   disciplina   prevista  ai  sensi
dell'articolo  751,  comma  4,  ad avvenuto compimento del periodo di
comando  prescritto  ai  fini  dell'avanzamento, anche se compiuto in
tutto o in parte nel grado di capitano, e dopo aver superato il corso
d'istituto di cui all'articolo 755.
2.  L'elenco  degli  ufficiali  utilmente collocati in graduatoria e'
sottoposto  dal Comandante generale dell'Arma dei carabinieri al Capo
di stato maggiore della difesa per l'approvazione.
 
	        
	      
                              Art. 753
Corsi  dell'Istituto  superiore  di stato maggiore interforze per gli
         ufficiali dei Corpi e dei ruoli tecnici e logistici

1.  In  relazione  alle  prevedibili  esigenze di impiego di ciascuna
Forza armata, gli ufficiali dei Corpi e dei ruoli tecnici e logistici
sono  ammessi  ai  corsi  dell'Istituto  superiore  di stato maggiore
interforze secondo le procedure previste dall'articolo 751.
 
	        
	      
                              Art. 754
                       Corsi di stato maggiore

1.  Lo Stato maggiore dell'Esercito, annualmente, determina il numero
di ufficiali da ammettere alla frequenza del corso di stato maggiore.
2.  Nel regolamento sono disciplinati i corsi di formazione superiore
per  gli  ufficiali dell'Esercito italiano, sulla base delle seguenti
indicazioni:
a)  previsione  dei  corsi  da svolgere e delle relative finalita' in
armonia  con  le  disposizioni  relative  al corso superiore di stato
maggiore interforze;
b)  destinazione  alla  frequenza dei corsi degli ufficiali dei ruoli
normali  dell'Esercito  italiano  che  hanno  compiuto  i  periodi di
comando  o  ai  quali  sono  state  conferite attribuzioni specifiche
prescritte ai fini dell'avanzamento;
c)  determinazione  dell'articolazione  dei corsi, anche in relazione
all'attuazione  delle  previsioni  di  cui  all'articolo 719, e delle
modalita' di valutazione degli ufficiali frequentatori;
d) previsione dei casi di esonero e di dimissione dai corsi ovvero di
rinuncia;
e)  destinazione  a  ricoprire incarichi connessi all'espletamento di
funzioni   di  stato  maggiore  per  gli  ufficiali  che  superano  i
prescritti percorsi formativi e selettivi;
f)  determinazione  da parte del Capo di stato maggiore dell'Esercito
dei  percorsi  formativi  e delle modalita' di svolgimento dei corsi,
secondo  le  attribuzioni  in  materia  di  formazione  del personale
militare previste dal presente codice.
3.  Analoghi  corsi  sono  previsti  per  gli  ufficiali della Marina
militare e dell'Aeronautica militare.
 
	        
	      
SEZIONE II
CORSO D'ISTITUTO PER UFFICIALI DELL'ARMA DEI CARABINIERI
                              Art. 755
                          Corso d'istituto

1.  Il  corso  d'istituto  per  i  capitani  in  servizio  permanente
effettivo  dell'Arma  dei  carabinieri  e'  svolto  presso  la Scuola
ufficiali  carabinieri  dai  capitani  del  ruolo normale e, nei casi
previsti  dalle  norme  in  vigore,  da quelli del ruolo speciale. Il
corso tende all'affinamento della preparazione culturale, giuridica e
tecnico-professionale    dei    frequentatori,    anche    attraverso
l'acquisizione  di  competenze  e  abilita'  per l'assolvimento delle
funzioni nel successivo sviluppo di carriera.
2.  Le  conoscenze  e le capacita' acquisite nonche' le potenzialita'
espresse dai frequentatori formano oggetto di specifiche valutazioni.
Il  corso  si  conclude  con  un  esame sostenuto davanti ad apposita
commissione,   nominata   dal   Comandante   generale  dell'Arma  dei
carabinieri. Il punteggio di fine corso, determinato sulla base delle
valutazioni  e  dell'esame  conclusivo,  e  la  relativa graduatoria,
approvati  dal  Comandante  generale  dell'Arma dei carabinieri, sono
comunicati  agli  interessati e pubblicati nel Giornale ufficiale del
Ministero della difesa.
3.  Nel  regolamento  sono  stabilite  la  durata,  le  modalita'  di
ammissione,  di  svolgimento, di frequenza, di rinvio, di valutazione
dei  frequentatori,  nonche'  le  modalita'  di  funzionamento  della
commissione di cui al comma 2.
 
	        
	      
SEZIONE III
MEDICI MILITARI
                              Art. 756
              Formazione specifica in medicina generale

1.  Il  medico  militare in servizio permanente, iscritto ai corsi di
formazione  specifica  in medicina generale della durata di tre anni,
riservati   ai   laureati   in   medicina   e   chirurgia,  abilitati
all'esercizio   professionale,  per  il  conseguimento  del  relativo
diploma, necessario per l'esercizio dell'attivita' di medico chirurgo
di  medicina  generale, e' collocato, compatibilmente con le esigenze
di  servizio,  in  posizione  di aspettativa senza assegni secondo le
disposizioni  legislative vigenti. Il periodo di aspettativa e' utile
ai   fini  della  progressione  di  carriera  e  del  trattamento  di
quiescenza e di previdenza.
2. Al medico militare di cui al comma 1, si applicano le disposizioni
di cui al titolo IV del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368.
 
	        
	      
                              Art. 757
                      Formazione specialistica

1.   Per   le   esigenze  di  formazione  specialistica  dei  medici,
nell'ambito   dei   posti  risultanti  dalla  programmazione  di  cui
all'articolo 35, comma 1, del decreto legislativo n. 368 del 1999, e'
stabilita,  d'intesa  con  il  Ministero della difesa, una riserva di
posti  complessivamente  non superiore al 5 per cento per le esigenze
di formazione specialistica della sanita' militare.
2.  La  ripartizione  tra  le  singole scuole di specializzazione dei
posti  riservati,  di  cui  all'articolo 35, commi 2 e 3, del decreto
legislativo  n.  368  del  1999,  e' effettuata, sentito il Ministero
della difesa, per gli aspetti relativi alla sanita' militare.
3.  Al  personale  in  formazione specialistica appartenente ai ruoli
della  sanita' militare si applicano le disposizioni di cui al titolo
VI  del  decreto legislativo n. 368 del 1999, eccetto le disposizioni
di  cui  agli  articoli  37,  39,  40, comma 2, e 41, commi 1 e 2. Al
personale  di  cui  al  presente  comma  continua  ad  applicarsi  la
normativa   vigente   sullo   stato  giuridico,  l'avanzamento  e  il
trattamento  economico  propria  del  personale  militare.  Lo stesso
personale  e'  tenuto,  ai  sensi  del decreto legislativo n. 368 del
1999, alla frequenza programmata delle attivita' didattiche formali e
allo   svolgimento  delle  attivita'  assistenziali  funzionali  alla
progressiva  acquisizione  delle competenze previste dall'ordinamento
didattico  delle  singole  scuole,  e  in particolare all'adempimento
degli  obblighi di cui all'articolo 38 del decreto legislativo n. 368
del 1999.
 
	        
	      
                              Art. 758
   Corsi di specializzazione per le esigenze dell'amministrazione

1. Gli ufficiali medici in servizio permanente delle Forze armate che
sono  ammessi,  previa  domanda,  su  designazione  e per le esigenze
dell'amministrazione,  ai  corsi  di  specializzazione delle facolta'
mediche    universitarie    devono    conseguire    il   diploma   di
specializzazione  entro  i limiti di tempo previsti per il rispettivo
corso  legale,  con  possibilita'  di  fruire dell'eventuale sessione
straordinaria dell'ultimo anno accademico.
2.  Il  Ministro  della  difesa ha facolta' di concedere, su proposta
della  Direzione  generale  per il personale militare, all'ufficiale,
che  per motivi di salute o di forza maggiore non possa conseguire il
diploma  di  specializzazione entro il termine di cui al comma 1, una
proroga della durata di un anno accademico comprensivo dell'eventuale
sessione straordinaria.
 
	        
	      
CAPO V
MARESCIALLI DELL'ESERCITO ITALIANO, DELLA MARINA MILITARE
E DELL'AERONAUTICA MILITARE
                              Art. 759
Assegnazione  agli incarichi, alle specializzazioni, alle categorie e
                          alle specialita'

1.  All'atto dell'arruolamento gli allievi marescialli sono assegnati
agli  incarichi,  alle specializzazioni, alle categorie e specialita'
in  base  alle  esigenze  organiche,  al  risultato  della  selezione
psico-fisica  e  attitudinale  nonche' alle preferenze espresse dagli
arruolandi.
2.  Il  Ministro  della difesa ha facolta' di disporre modifiche alle
assegnazioni  di  cui  al  comma  1  se le attitudini manifestate dai
singoli  durante  il  periodo  formativo o le esigenze di servizio lo
richiedono.
3.  Per i sottufficiali dell'Esercito italiano, della Marina militare
e  dell'Aeronautica  militare, il Ministro della difesa, in relazione
alle  esigenze  di  servizio di ciascuna Forza armata, ha facolta' di
disporre   di   autorita'   o   a  domanda  cambi  di  categoria,  di
specializzazione,   di   specialita',   ovvero   la   perdita   delle
specializzazioni  o  degli  incarichi tecnici, prevedendo altresi' le
necessarie riqualificazioni.
 
	        
	      
                              Art. 760
              Svolgimento dei corsi e nomina nel grado

1. Il personale vincitore del concorso di cui all'articolo 679, comma
1,  lettera  a),  e' tenuto a frequentare un corso di formazione e di
specializzazione,   nonche'  il  tirocinio  complementare  fino  alla
concorrenza  dei  due  anni,  presso  ciascuna  Forza  armata,  avuto
riguardo  alle  assegnazioni,  agli incarichi, alle specializzazioni,
alle  categorie  e  specialita',  alle  esigenze  specifiche di Forza
armata,  al  risultato  della  selezione psico-fisica e attitudinale,
nonche'  alle  preferenze  espresse  dagli  arruolati; al termine del
periodo  di  formazione e istruzione nonche' dei periodi di tirocinio
complementare,  gli  allievi  sono  sottoposti  a  esami e trattenuti
d'ufficio per il periodo necessario all'espletamento delle prove.
2.  Al  superamento  degli  esami  sono  nominati,  sulla  base della
graduatoria di merito, marescialli e gradi corrispondenti in servizio
permanente,  con  decorrenza  dal  giorno successivo alla data in cui
hanno  avuto termine gli esami finali; gli allievi non idonei possono
essere trattenuti a domanda per sostenere per una sola volta il primo
esame utile.
3. Agli allievi si applicano le disposizioni previste dal regolamento
per lo svolgimento dei corsi.
4.   Gli   allievi  impediti  da  infermita'  temporanea  debitamente
accertata o imputati in procedimento penale per delitto non colposo o
sottoposti  a  procedimento  disciplinare  o sospesi dal servizio per
motivi  precauzionali  o per altra comprovata causa di forza maggiore
non  possono  partecipare  agli  esami  finali  per  l'immissione nel
servizio  permanente.  Essi  proseguono il servizio mediante rafferma
annuale  rinnovabile, fino al cessare delle cause impeditive e, se le
predette  cause  non  comportano  proscioglimento  dalla  ferma, sono
ammessi  alla  prima sessione di esami utili. Coloro che superano gli
esami  sono  promossi e immessi nel servizio permanente con la stessa
decorrenza  attribuita  ai  pari  grado  con  i quali sarebbero stati
valutati  in  assenza  delle  cause  impeditive  di  cui  sopra e con
l'anzianita'  relativa  determinata dal posto che avrebbero occupato,
in  relazione  al  punteggio  globale  ottenuto, nella graduatoria di
merito dei pari grado medesimi.
5.  Il  personale  vincitore del concorso interno per il reclutamento
dei  marescialli  di  cui  all'articolo  679, comma 1, lettera b), e'
inserito  nel  ruolo  dei  marescialli  con il grado di maresciallo e
gradi  corrispondenti  con decorrenza dal giorno successivo alla data
di  nomina  dell'ultimo  maresciallo proveniente dal corso, di cui al
comma 1, concluso nell'anno.
 
	        
	      
                              Art. 761
                    Speciali obblighi di servizio

1.  La  partecipazione a corsi di particolare livello tecnico, svolti
durante  la  formazione  iniziale,  e'  subordinata al vincolo di una
ulteriore  ferma  di anni cinque, che permane anche dopo il passaggio
nel  servizio  permanente  e  decorre dalla scadenza della precedente
ferma. La ferma precedentemente contratta non rimane operante in caso
di mancato superamento del corso o di dimissioni.
2.  Ai  fini della nomina in servizio permanente del personale di cui
al  comma  1,  e'  necessario  il  giudizio  favorevole sui risultati
ottenuti  durante  il  corso  di  specializzazione o al termine dello
stesso,  a seconda che la nomina ha luogo prima o dopo il termine del
corso.
 
	        
	      
                              Art. 762
              Stato giuridico degli allievi marescialli

1. Il personale dei ruoli sergenti e volontari in servizio permanente
vincitore  di  concorso,  ammesso  a  frequentare  i  corsi formativi
previsti,  e'  cancellato  dai  ruoli  per  assumere  la  qualita' di
allievo.  Lo  stesso  personale,  se perde la qualita' di allievo, e'
reintegrato,  ferme  restando  le dotazioni organiche stabilite dalla
legge,  nel  grado e il tempo trascorso presso le scuole e' computato
nell'anzianita'  di grado. Il volontario in ferma e rafferma, assunto
in  qualita'  di  allievo  perche' vincitore di concorso, se perde la
qualita'  di  allievo, e' restituito ai reparti/enti di appartenenza,
per  il  completamento  degli  obblighi  di  servizio, computando nei
medesimi  i  periodi  di  tempo  trascorsi in qualita' di allievo. Il
predetto  personale,  se  in  possesso  di  grado,  lo perde all'atto
dell'assunzione della qualita' di allievo; se perde detta qualita' e'
reintegrato nel grado precedentemente rivestito
2.  Il  personale proveniente dai civili assume lo stato giuridico di
volontario in ferma per la durata del corso.
 
	        
	      
                              Art. 763
                      Cause di proscioglimento

1.   Le   cause   di   proscioglimento  dalla  ferma,  conseguenti  a
provvedimenti di rinvio o dimissione dai corsi, sono disciplinate nel
regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 764
                 Equipollenza dei titoli conseguiti

1. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca,  d'intesa con i Ministri della difesa, dell'economia e delle
finanze  e  del lavoro e delle politiche sociali, e' stabilita, sulla
base   degli   insegnamenti   impartiti,  l'equipollenza  dei  titoli
conseguiti al termine dei corsi di formazione generale, professionale
e  di perfezionamento, frequentati dai volontari e dai sottufficiali,
con  quelli  rilasciati  dagli  istituti  professionali  ivi compresi
quelli conseguibili con la frequenza dei corsi sperimentali di cui al
decreto  del Presidente della Repubblica 19 marzo 1970, n. 253, anche
ai  fini  dell'ammissione  agli  esami di maturita' professionale. In
relazione  al  suddetto  decreto  sono  rilasciati agli interessati i
relativi titoli.
 
	        
	      
CAPO VI
ISPETTORI
                              Art. 765
                         Formazione iniziale

1.  Per la nomina a maresciallo dell'Arma dei carabinieri i vincitori
dei  concorsi  di  cui all'articolo 679 frequentano appositi corsi di
formazione iniziale.
2.  I  vincitori del concorso pubblico di cui all'articolo 679, comma
1, lettera a), sono ammessi alla frequenza del corso biennale.
3. I vincitori del concorso interno di cui all'articolo 679, comma 1,
lettera b), sono ammessi alla frequenza del corso annuale.
4.  Ai  vincitori  del  concorso  interno  per  il reclutamento degli
ispettori  del  Reggimento Corazzieri, per la formazione iniziale, si
applica l'articolo 696.
 
	        
	      
                              Art. 766
                   Svolgimento del corso biennale

1. Il corso biennale allievi marescialli dell'Arma dei carabinieri si
svolge  secondo  i programmi stabiliti dal Comando generale dell'Arma
dei  carabinieri.  Sono  ammessi al secondo anno di corso gli allievi
marescialli che superano gli esami del primo anno.
2.  Gli  allievi che non superano gli esami alla fine del primo o del
secondo  anno  di  corso possono ripetere nell'intero biennio un solo
anno di corso.
3.  I  provenienti  dai civili, se non intendono ripetere il corso ma
desiderano   continuare   a   prestare  servizio  nell'Arma  fino  al
compimento  della  ferma  contratta, sono avviati ai comandi di corpo
con  determinazione del Comando generale dell'Arma; in caso contrario
sono prosciolti dalla ferma contratta.
4.  Agli ammessi ai corsi per la nomina a maresciallo si applicano le
norme contenute nel regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 767
                    Svolgimento del corso annuale

1.  Il  corso  annuale per marescialli dell'Arma dei carabinieri, che
puo'  essere  ripetuto  una sola volta, si svolge secondo i programmi
stabiliti  dal Comando generale dell'Arma dei carabinieri. Conseguono
l'idoneita'  per  la  nomina  a  maresciallo  gli  allievi  che hanno
superato  gli  esami  finali.  Gli  allievi  che non hanno superato i
predetti esami sono restituiti al normale servizio di istituto e sono
ammessi alla frequenza del corso successivo.
2.  Agli ammessi ai corsi per la nomina a maresciallo si applicano le
nome contenute nel regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 768
                  Stato giuridico dei frequentatori

1.  Gli  ammessi  ai corsi per l'accesso al ruolo degli ispettori dei
carabinieri:
a)  se  provenienti  dal  ruolo  dei sovrintendenti o da quello degli
appuntati  e  carabinieri,  conservano  il  grado  rivestito all'atto
dell'ammissione;
b)  se provenienti dagli allievi carabinieri conseguono la promozione
a  carabiniere  nei  termini  previsti  per  gli  arruolati volontari
nell'Arma;
c)  se  provenienti dagli ufficiali ausiliari dell'Arma, ottengono la
commutazione  della  ferma  gia'  contratta in ferma quadriennale con
decorrenza  dalla  data  di  arruolamento e sono nominati carabinieri
effettivi;
d)  se  provenienti  dai  civili,  dai militari in servizio oppure in
congedo  appartenenti  ad  altre armi o Forze armate, o dal personale
appartenente  ad  altre Forze di polizia, anche a ordinamento civile,
conseguono la qualifica di allievo carabiniere e sono promossi con le
modalita'  e  nei  termini  prescritti  per  gli  arruolati volontari
nell'Arma.
2. I militari in servizio e in congedo delle Forze armate e quelli in
congedo  dell'Arma dei carabinieri, nonche' il personale appartenente
alle  altre  Forze  di  polizia,  perdono  il  grado  e  la qualifica
rivestiti all'atto dell'ammissione al corso.
 
	        
	      
                              Art. 769
                         Ferma quadriennale

1.  Gli  allievi  marescialli  dell'Arma  dei  carabinieri,  all'atto
dell'arruolamento, sono vincolati a una ferma volontaria della durata
di anni quattro.
 
	        
	      
                              Art. 770
                        Dimissioni dai corsi

1.  Sono  dimessi  dai  corsi  i  frequentatori  che si trovino nelle
condizioni previste dal regolamento.
2.  Nelle  ipotesi  di  esclusione  per  infermita' o per altre cause
indipendenti  dalla  volonta' del frequentatore, lo stesso e' ammesso
per una sola volta a partecipare di diritto al primo corso successivo
al cessare della causa impeditiva.
3.  I  provvedimenti di dimissione e di dispensa dai corsi, di cui ai
commi  precedenti  sono  adottati  con  determinazione  del Direttore
generale  del  personale  militare  o  da  altra  autorita' da questi
delegata, su proposta del Comandante dell'istituto di istruzione.
 
	        
	      
                              Art. 771
                        Nomina a maresciallo

1.  Agli  effetti  della  nomina  a  maresciallo, che si consegue con
decreto ministeriale, gli allievi che hanno superato gli esami finali
relativi  ai  corsi  di cui agli articoli 766 e 767, sono iscritti in
ruolo  secondo  l'ordine  delle graduatoria di fine corso determinato
dal  punto  di  classificazione  riportato  da  ciascuno  di essi, in
conformita' alle disposizioni contenute nel regolamento.
2.  La  nomina  a  maresciallo  dei  frequentatori  del  corso di cui
all'articolo  766, che hanno superato gli esami finali al termine del
secondo anno, ha decorrenza dal giorno successivo alla data in cui si
concludono le previste sessioni di idoneita'.
3.  La  nomina  a  maresciallo  dei  frequentatori  del  corso di cui
all'articolo  767,  che  hanno  superato  gli esami di fine corso, ha
decorrenza  dal giorno successivo alla data di conclusione del corso.
La  data  di  nomina  e'  comunque  successiva  a quella conferita al
maresciallo    classificatosi   all'ultimo   posto   nell'ordine   di
graduatoria del corso di cui all' articolo 766, concluso nell'anno.
 
	        
	      
                              Art. 772
               Sospensione dalla nomina a maresciallo

1.  La  nomina  a maresciallo e' sospesa, fino al cessare delle cause
impeditive,  per  coloro  che, pur se giudicati idonei al termine del
corso, si trovano in una delle seguenti condizioni:
a) sono rinviati a giudizio o ammessi ai riti alternativi per delitto
non colposo;
b)  sono sottoposti a procedimento disciplinare da cui possa derivare
una sanzione di stato;
c) sono sospesi dall'impiego o dalle funzioni del grado;
d)  si trovano in aspettativa per qualsiasi motivo per una durata non
inferiore a 60 giorni.
 
	        
	      
CAPO VII
SERGENTI
                              Art. 773
          Corso di aggiornamento e formazione professionale

1.  I  volontari  in  servizio  permanente  utilmente collocati nella
graduatoria  di merito del concorso per il reclutamento del personale
del  ruolo dei sergenti dell'Esercito italiano, della Marina militare
e  dell'Aeronautica  militare frequentano un corso di aggiornamento e
formazione professionale della durata non inferiore a tre mesi.
2.  Coloro che al termine del corso sono dichiarati idonei conseguono
la nomina a sergente e sono inseriti in ruolo nell'ordine determinato
dalla  graduatoria  finale  del  corso,  con decorrenza dalla data di
conclusione dello stesso.
 
	        
	      
                              Art. 774
               Stato giuridico degli allievi sergenti

1.  Il personale del ruolo volontari in servizio permanente vincitore
di  concorso,  ammesso  a  frequentare i corsi formativi previsti, e'
cancellato  dai  ruoli per assumere la qualita' di allievo. Lo stesso
personale,  se  perde  la  qualita' di allievo, e' reintegrato, ferme
restando le dotazioni organiche stabilite dalla legge, nel grado e il
tempo  trascorso  presso  le  scuole  e' computato nell'anzianita' di
grado.  Il  volontario  in  ferma  e rafferma, assunto in qualita' di
allievo  perche'  vincitore  di  concorso,  se  perde  la qualita' di
allievo,  e'  restituito  ai  reparti/enti  di  appartenenza,  per il
completamento  degli  obblighi di servizio, computando nei medesimi i
periodi  di  tempo  trascorsi  in  qualita'  di  allievo. Il predetto
personale, se in possesso di grado, lo perde all'atto dell'assunzione
della qualita' di allievo; se perde detta qualita' e' reintegrato nel
grado precedentemente rivestito.
 
	        
	      
CAPO VIII
SOVRINTENDENTI
                              Art. 775
          Corso di aggiornamento e formazione professionale

1.  Gli  appuntati  scelti  vincitori del concorso per sovrintendenti
dell'Arma  dei carabinieri, di cui all'articolo 690, comma 2, lettera
a)  frequentano un corso di aggiornamento e formazione professionale,
della durata di tre mesi, che si conclude con un esame orale.
2. Il bando per il concorso di cui all'articolo 690, comma 2, lettera
a)  indica,  altresi',  le materie professionali e i programmi per il
corso di aggiornamento e formazione professionale e per l'esame orale
finale.
3.  Nell'ambito dello stesso anno solare, il corso di aggiornamento e
formazione   professionale  ha  termine  anteriormente  al  corso  di
qualificazione di cui all'articolo 776.
 
	        
	      
                              Art. 776
                       Corso di qualificazione

1.  Gli  appartenenti  al ruolo appuntati e carabinieri vincitori del
concorso   per  sovrintendenti  dell'Arma  dei  carabinieri,  di  cui
all'articolo  690,  comma  2,  lettera  b)  frequentano  un  corso di
qualificazione,  di  durata  non inferiore a tre mesi. Il superamento
del  corso,  mediante  idoneita',  e'  condizione  per  la  nomina  a
vicebrigadiere.
2.  I  programmi  e  le  modalita' di svolgimento del corso, che puo'
essere  ripetuto  una  sola  volta,  nonche'  la  composizione  della
commissione  d'esame di fine corso, sono stabiliti con determinazione
del Comandante generale dell'Arma dei carabinieri o dell'autorita' da
questi delegata.
 
	        
	      
                              Art. 777
                  Stato giuridico dei frequentatori

1. Agli ammessi ai corsi per la nomina a vice brigadiere si applicano
le disposizioni sullo stato giuridico degli appuntati e carabinieri e
quelle contenute nel regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 778
                        Dimissioni dai corsi

1.  E' dimesso dai corsi di cui agli articoli precedenti e restituito
al   normale   servizio  d'istituto,  col  grado  rivestito  e  senza
detrazione di anzianita', il personale che:
a) formalizza dichiarazione di rinuncia ai corsi;
b)  dimostra  in  qualsiasi  momento  di  non  possedere  le qualita'
necessarie per bene esercitare le funzioni del nuovo grado;
c)  non  supera  gli esami finali dopo aver gia' ripetuto il corso di
qualificazione;
d)  non  supera  gli  esami  finali  del  corso  di  aggiornamento  e
formazione professionale;
e)  e'  stato per qualsiasi motivo assente per piu' di trenta giorni,
anche se non continuativi;
f) si trova nelle condizioni previste dal regolamento.
2.  Nelle  ipotesi  di  esclusione  per  infermita' o per altre cause
indipendenti  dalla  volonta' del frequentatore, lo stesso e' ammesso
per una sola volta a partecipare di diritto al primo corso successivo
al cessare della causa impeditiva.
3.  I provvedimenti di dimissione e di dispensa dai corsi di cui alla
presente  sezione  sono  adottati  con  determinazione  del Direttore
generale  del  personale  militare  o  da  altra  autorita' da questi
delegata, su proposta del Comandante dell'istituto di istruzione.
 
	        
	      
                              Art. 779
                          Nomina nel grado

1.  Coloro  i  quali,  ai  sensi  delle  disposizioni  della presente
sezione,  conseguono  la  promozione al grado di vicebrigadiere, sono
iscritti  in  ruolo  con decorrenza dalla data di fine dei rispettivi
corsi   e   nell'ordine   delle   rispettive,   graduatorie   finali,
formalizzate  con  decreto  ministeriale.  Per  la  formazione  delle
medesime graduatorie, a parita' di punteggio prevalgono, nell'ordine:
il grado, l'anzianita' di grado, l'anzianita' di servizio e la minore
eta'.
 
	        
	      
                              Art. 780
             Sospensione dalla nomina a vice brigadiere

1.  La  nomina  a  vice  brigadiere e' sospesa, fino al cessare delle
cause  impeditive, per coloro che, pur se giudicati idonei al termine
del corso, si trovano in una delle seguenti condizioni:
a) sono rinviati a giudizio o ammessi ai riti alternativi per delitto
non colposo;
b)  sono sottoposti a procedimento disciplinare da cui possa derivare
una sanzione di stato;
c) sono sospesi dall'impiego o dalle funzioni del grado;
d)  si trovano in aspettativa per qualsiasi motivo per una durata non
inferiore a 60 giorni.
 
	        
	      
CAPO IX
VOLONTARI IN FERMA PREFISSATA
                              Art. 781
            Formazione dei volontari in ferma prefissata

1. I volontari in ferma prefissata seguono l'iter formativo stabilito
dalla Forza armata di appartenenza.
2.  In tema di licenza ordinaria ai volontari in ferma prefissata che
frequentano corsi di formazione si applicano le disposizioni previste
all'articolo 592 del regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 782
            Speciali obblighi di servizio per i volontari

1.   All'atto   dell'ammissione   a   corsi  di  specializzazione  di
particolare  livello tecnico, individuati con determinazione del Capo
di stato maggiore della difesa, i volontari devono commutare la ferma
o  rafferma assunta in una rafferma decorrente dalla data di scadenza
di  quella precedente e avente durata di cinque anni dalla conseguita
specializzazione;  tale obbligo permane anche per i volontari che nel
frattempo sono transitati nel servizio permanente.
 
	        
	      
CAPO X
CARABINIERI
                              Art. 783
                     Formazione dei carabinieri

1.  Gli  arruolati  volontari di cui all'articolo 706 sono ammessi al
corso  per  allievo carabiniere. Il predetto personale, dopo sei mesi
dalla data di arruolamento, consegue la nomina a carabiniere allievo,
previo  superamento  di  esami,  ed  e'  immesso in ruolo al grado di
carabiniere  al  termine del corso secondo l'ordine della graduatoria
finale.
2. I militari in servizio e in congedo delle Forze armate e quelli in
congedo  dell'Arma dei carabinieri, nonche' il personale appartenente
alle  altre  Forze  di  polizia,  perdono  il  grado  e  la qualifica
rivestiti all'atto dell'ammissione al corso.
3.  Agli  ammessi  ai  corsi  per allievo carabiniere si applicano le
norme  di  cui  al  regolamento  per  le  scuole  allievi carabinieri
approvato con decreto ministeriale.
 
	        
	      
                              Art. 784
            Ferma quadriennale degli allievi carabinieri

1.  Gli  allievi carabinieri, all'atto dell'arruolamento, contraggono
una ferma volontaria della durata di anni quattro.
 
	        
	      
                              Art. 785
               Sospensione dalla nomina a carabiniere

1.  La  nomina  a carabiniere e' sospesa, fino al cessare delle cause
impeditive,  per  coloro  che, se pur giudicati idonei al termine del
corso, si trovano in una delle seguenti condizioni:
a) sono rinviati a giudizio o ammessi ai riti alternativi per delitto
non colposo;
b)  sono sottoposti a procedimento disciplinare da cui possa derivare
una sanzione di stato;
c) sono sospesi dall'impiego o dalle funzioni del grado;
d)  si trovano in aspettativa per qualsiasi motivo per una durata non
inferiore a 60 giorni.
 
	        
	      
CAPO XI
ALLIEVI DELLE SCUOLE MILITARI
                              Art. 786
                           Corsi di studio

1. I corsi di studio seguiti presso le scuole militari sono di ordine
classico e scientifico.
2.  I  programmi  svolti  presso  le  scuole militari corrispondono a
quelli previsti per l'intero corso del liceo classico e per il terzo,
quarto e quinto anno del liceo scientifico.
3.  All'atto dell'ammissione dell'allievo, il genitore o il tutore si
impegna  ad  accettare  la  normativa  concernente la frequenza della
scuola militare.
 
	        
	      
                              Art. 787
                Retta annuale e spese di cancelleria

1.  La  misura  della  retta  annuale  e'  stabilita, con decreto del
Ministro  della  difesa,  di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze.
2.  E' accordato il beneficio della retta intera gratuita agli orfani
di  guerra o equiparati e agli orfani di dipendenti militari e civili
dello  Stato  deceduti  per ferite, lesioni o infermita' riportate in
servizio e per causa del servizio.
3.   E'  accordato  il  beneficio  della  mezza  retta  gratuita  per
benemerenze di famiglia:
a) ai figli dei decorati dell'Ordine militare d'Italia o dei decorati
di medaglia d'oro al valor militare;
b)  ai  figli  dei  mutilati e degli invalidi di guerra per lesioni o
infermita'  ascrivibili  alle  prime quattro categorie elencate nella
tabella  A  annessa  al  decreto  del  Presidente della Repubblica 23
dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni;
c)  ai  figli  di  militari  di carriera, di ufficiali di complemento
richiamati  in temporaneo servizio che per il servizio prestato hanno
acquisito  il  diritto  al  trattamento  di quiescenza, di dipendenti
civili di ruolo dello Stato, di titolari di pensioni ordinarie civili
e militari dello Stato.
4.  E'  accordato  il beneficio della mezza retta gratuita per merito
personale  nel  primo  anno  del  liceo classico e nel terzo anno del
liceo  scientifico  agli  allievi compresi nei primi due decimi delle
graduatorie di cui all'articolo 713, solo se hanno superato gli esami
di  ammissione  con  una  media  complessiva  non inferiore agli otto
decimi.
5.  Uguale  beneficio  e'  concesso  agli  allievi che negli scrutini
annuali  risultino  classificati nei primi due decimi dei promossi al
corso  superiore,  solo  se hanno riportato una media complessiva non
inferiore agli otto decimi.
6.  Possono  cumularsi  a favore dello stesso allievo due mezze rette
gratuite per benemerenze diverse, l'una per benemerenza di famiglia e
l'altra per merito personale.
7.  Il  beneficio della gratuita' o semi gratuita' per benemerenze di
famiglia  non  e'  accordato durante il tempo in cui l'allievo ripete
l'anno in corso per insuccesso negli esami.
8.  Il  genitore  o  il  tutore  si  impegna al pagamento della retta
annuale, delle spese complementari e di tutte quelle di cui l'allievo
risulti debitore verso l'amministrazione della scuola.
 
	        
	      
                              Art. 788
                      Ferma speciale volontaria

1.  Gli  allievi,  dal  compimento  del  15° anno di eta' e sino alla
maggiore  eta',  sono  arruolati  a  domanda e con il consenso di chi
esercita  la potesta', e contraggono una ferma speciale di anni 3 per
il  completamento  del  corso di studi prescelto; a tal fine, possono
contrarre successive rafferme di un anno.
2.  Gli allievi che non presentano domanda di arruolamento volontario
cessano di appartenere all'istituto militare.
3.  Gli  allievi  in  ferma  speciale  volontaria  non possono essere
impiegati in attivita' operative.
4.  Rimane ferma la giurisdizione del tribunale per i minorenni per i
reati militari commessi dagli allievi.
5.  Il  genitore o il tutore dell'allievo minorenne, ovvero l'allievo
maggiorenne,   possono   ottenere   in  qualunque  momento  dell'anno
scolastico  il  ritiro  dalla  scuola, con il proscioglimento da ogni
vincolo di ferma.
6.  Agli  allievi delle scuole militari e' corrisposta una paga netta
giornaliera  determinata  con  decreto  del  Ministro della difesa di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
 
	        
	      
                              Art. 789
                Cause di rinvio dalle scuole militari

1. Sono causa di rinvio dalle scuole militari:
a) l'aver riportato un voto insufficiente in attitudine militare;
b)  l'aver ripetuto piu' di un anno durante l'intera permanenza nella
scuola;
c) le altre ipotesi disciplinate dal regolamento.
2.  Gli  allievi  delle scuole militari sono giudicati annualmente in
relazione  all'idoneita'  alla  vita  militare,  secondo le modalita'
stabilite  nel  regolamento,  attraverso l'attribuzione di un voto in
attitudine militare.
 
	        
	      
TITOLO IV
RUOLI
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
SEZIONE I
NORME GENERALI SUI RUOLI
                              Art. 790
                                Ruoli

1.  Tutti i militari, a eccezione di quelli in congedo assoluto, sono
inquadrati  in  distinti  ruoli,  all'interno dei quali sono inseriti
nell'ordine  determinato  dall'anzianita'  assoluta e dall'anzianita'
relativa.
2. Per ciascuna Forza armata o Corpo armato sono definiti i ruoli che
raggruppano i singoli appartenenti.
 
	        
	      
                              Art. 791
                  Ruoli degli ufficiali in congedo

1.  Gli  ufficiali dell'ausiliaria, gli ufficiali di complemento, gli
ufficiali  della  riserva nonche' quelli della riserva di complemento
sono  rispettivamente  iscritti  in ruoli corrispondenti a quelli del
servizio permanente.
 
	        
	      
                              Art. 792
                              Organici

1.  Per  ogni ruolo sono determinate dal presente codice le dotazioni
organiche.
2.   L'organico   e'  il  numero  massimo  complessivo  di  personale
appartenente al medesimo ruolo.
 
	        
	      
                              Art. 793
                         Iscrizione in ruolo

1. Per il personale ufficiali, sottufficiali e graduati, l'iscrizione
in  ruolo  si  ha  con  l'atto di nomina nel grado o negli altri casi
stabiliti dal presente codice.
2. Per i militari di truppa l'iscrizione in ruolo si ha:
a)  con  l'atto  di  arruolamento,  per  coloro che sono obbligati al
servizio militare;
b) con l'atto di incorporazione per il personale volontario.
 
	        
	      
                              Art. 794
                       Cancellazione dai ruoli

1.   La  cancellazione  dai  ruoli  si  ha  esclusivamente  nei  casi
determinati dal presente codice.
2.  La  cancellazione  dai  ruoli  e' causa di perdita del grado come
previsto dall'articolo 861.
 
	        
	      
                              Art. 795
                        Riammissione in ruolo

1.  Il  militare che ha cessato di essere iscritto nei ruoli e che e'
riammesso  nei ruoli stessi subisce, all'atto della riammissione, una
detrazione   di  anzianita'  assoluta  pari  all'interruzione,  salvo
eventuale   diritto,   conferitogli   da   speciali  disposizioni,  a
conservare parzialmente o integralmente l'anzianita' posseduta.
2.  Il  presente  codice contempla i casi per i quali non si fa luogo
alla detrazione di anzianita' per la riammissione in ruolo.
 
	        
	      
                              Art. 796
                         Transito tra ruoli

1.  Gli  ufficiali in servizio permanente e gli appartenenti al ruolo
musicisti  possono  transitare  da un ruolo a un altro esclusivamente
nei  casi  previsti per la Forza armata di appartenenza, disciplinati
dal presente codice.
2.   Le   varie   ipotesi   di  transito,  anche  in  relazione  alla
determinazione  dell'anzianita'  assoluta e dell'anzianita' relativa,
sono disciplinate dal presente codice.
3. Il transito tra ruoli e' disposto con decreto ministeriale.
 
	        
	      
                              Art. 797
                       Trasferimento tra ruoli

1.  Il  trasferimento  da  ruolo a ruolo e' previsto per il personale
militare  delle  categorie  in  congedo. Per il personale in servizio
permanente non e' previsto il trasferimento da ruolo a ruolo.
2.  Nel  trasferimento  da  ruolo  a  ruolo  si conserva l'anzianita'
posseduta prima del trasferimento.
3.  Nei  trasferimenti  da  ruolo  a  ruolo  a  parita' di anzianita'
assoluta,  l'ordine  di precedenza e' determinato dall'eta', salvo il
caso  di  militari  provenienti  dallo  stesso  ruolo, per i quali si
osserva   l'ordine  di  precedenza  acquisito  nel  comune  ruolo  di
provenienza.  A parita' di eta' si raffrontano le anzianita' assolute
successivamente  nei  gradi  inferiori  fino  a  quello in cui non si
riscontra  parita'  di  anzianita'.  Se  si  riscontra  parita' anche
nell'anzianita' assoluta di nomina, e' considerato piu' anziano colui
che ha maggior servizio effettivo.
 
	        
	      
SEZIONE II
NORME GENERALI SUGLI ORGANICI
                              Art. 798
Organico  complessivo dell'Esercito italiano, della Marina militare e
                      dell'Aeronautica militare

1.  L'entita'  complessiva  delle  dotazioni  organiche del personale
militare    dell'Esercito   italiano,   della   Marina   militare   e
dell'Aeronautica militare e' fissata a 190.000 unita'.
2. Fermi restando gli organici complessivi fissati per ciascuna Forza
armata  indicati  nell'articolo  seguente,  possono essere apportate,
senza  oneri  aggiuntivi,  con  decreto  del Ministro della difesa di
concerto  con  il  Ministro  dell'economia e delle finanze, modifiche
alle dotazioni organiche delle singole categorie di personale al fine
di  adeguarne la disponibilita' alle effettive esigenze funzionali da
soddisfare.
 
	        
	      
                              Art. 799
Ripartizione dei volumi organici dell'Esercito italiano, della Marina
                militare e dell'Aeronautica militare

1.  La  ripartizione  dei  volumi  organici  delle  Forze  armate  e'
determinata nelle seguenti unita':
a) ufficiali:
1) 12.050 dell'Esercito italiano;
2) 4.500 della Marina militare;
3) 5.700 dell'Aeronautica militare;
b) sottufficiali:
1)  24.091  dell'Esercito  italiano,  di cui 2.400 primi marescialli,
5.583 marescialli e 16.108 sergenti;
2)  13.576  della  Marina  militare,  di cui 2.178 primi marescialli,
5.774 marescialli e 5.624 sergenti;
3)  26.280 dell'Aeronautica militare, di cui 3.000 primi marescialli,
6.480 marescialli e 16.800 sergenti;
c) volontari:
1)   75.859   dell'Esercito  italiano,  di  cui  56.281  in  servizio
permanente e 19.578 in ferma prefissata;
2) 15.924 della Marina militare, di cui 10.000 in servizio permanente
e 5.924 in ferma prefissata;
3)  12.020  dell'Aeronautica  militare,  di  cui  7.049  in  servizio
permanente e 4.971 in ferma prefissata.
2.  Il  totale  generale  degli  organici  delle  Forze  armate e' il
seguente:
a) Esercito italiano: 112.000 unita';
b) Marina militare: 34.000 unita';
c) Aeronautica militare: 44.000 unita'.
 
	        
	      
                              Art. 800
     Consistenze organiche complessive dell'Arma dei carabinieri

1.  La consistenza complessiva degli ufficiali in servizio permanente
dei ruoli normale, speciale e tecnico-logistico e' di 3.797 unita'.
2.  La  consistenza organica del ruolo ispettori e' fissata in 29.531
unita',  di  cui  13.500  marescialli aiutanti sostituti ufficiali di
pubblica sicurezza.
3.  La  consistenza  organica del ruolo sovrintendenti e' fissata nel
numero massimo di 20.000 unita'.
4.  La  dotazione  organica  del  ruolo  appuntati  e  carabinieri e'
costituita da 61.450 unita'.
5. La forza extraorganica dell'Arma dei carabinieri e' prevista nella
sezione III del capo VI del presente titolo.
 
	        
	      
                              Art. 801
               Ufficiali in soprannumero agli organici

1.   Gli  ufficiali  che  rivestono  le  cariche  di  Ministro  o  di
Sottosegretario   di   Stato   sono   considerati   in   soprannumero
all'organico dei propri gradi.
2. Sono considerati in soprannumero agli organici anche gli ufficiali
che  sono  distaccati  presso Forze di polizia a ordinamento militare
ovvero  impiegati  per esigenze di altre amministrazioni dello Stato,
nonche'  gli  ufficiali  dell'Esercito  italiano  impiegati presso le
direzioni   del  genio  militare  per  la  Marina  militare,  di  cui
all'articolo 162 del regolamento.
3. Il collocamento in soprannumero degli ufficiali, di cui ai commi 1
e  2, ha luogo il 1° luglio di ogni anno in corrispondenza del numero
di  ufficiali  effettivamente assegnati alle destinazioni previste ai
predetti  commi  alla  data  del  30  giugno  dello  stesso  anno.  I
contingenti  massimi  di  personale da collocare in soprannumero sono
stabiliti  con  decreto del Ministro della difesa, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze.
4.  Gli  ufficiali  inferiori  o  subalterni delle Forze armate e del
Corpo  della  Guardia  di  finanza  del servizio permanente effettivo
frequentatori  di  corsi  di formazione, di durata non inferiore a un
anno,  presso le accademie militari o istituti universitari, non sono
computati nell'organico dei rispettivi ruoli.
5.  E'  considerato in soprannumero all'organico del rispettivo grado
l'ufficiale  generale cui e' stata conferita la carica di consigliere
militare del Presidente della Repubblica.
 
	        
	      
                              Art. 802
  Modificazioni delle dotazioni organiche dei ruoli degli ufficiali

1.  Ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, con
decreto  del  Ministro  della  difesa,  di  concerto  con il Ministro
dell'economia   e   delle   finanze,   fermi  restando  gli  organici
complessivi  previsti per ciascuna Forza armata dal presente codice e
i  profili  di  carriera  tra  ruoli  omologhi  preposti  a  funzioni
similari, possono essere apportate modifiche, senza oneri aggiuntivi,
alle  dotazioni  organiche  dei  singoli  ruoli degli ufficiali delle
Forze  armate,  al fine di adeguarne le disponibilita' alle effettive
esigenze operative e di funzionalita' del sostegno tecnico-logistico.
2.  Relativamente  al  Corpo  delle  capitanerie  di Porto, i decreti
ministeriali   sono   adottati   d'intesa   con   il  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti.
 
	        
	      
                              Art. 803
              Organici stabiliti con legge di bilancio

1.  E'  determinato  annualmente  con  la  legge  di approvazione del
bilancio di previsione dello Stato:
a)  il  numero massimo delle singole categorie di ufficiali ausiliari
da mantenere annualmente in servizio;
b)  la  consistenza  organica  degli allievi ufficiali dell'Accademia
dell'Arma dei carabinieri.
 
	        
	      
CAPO II
RUOLI D'ONORE
                              Art. 804
                    Iscrizione nei ruoli d'onore

  1. Sono iscritti d'ufficio nei ruoli d'onore istituiti per ciascuna
Forza armata, previo collocamento in congedo assoluto, i militari che
sono riconosciuti permanentemente non idonei al servizio militare:
    a)  per  mutilazioni  o  invalidita'  riportate  o  aggravate per
servizio  di  guerra,  che hanno dato luogo a pensione vitalizia o ad
assegno rinnovabile da ascriversi a una delle otto categorie previste
dalla tabella A annessa al decreto del Presidente della Repubblica 23
dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni;
    b)  per  mutilazioni o invalidita' riportate in incidente di volo
comandato,  anche  in  tempo  di pace, per cause di servizio e per le
quali e' stato liquidato l'indennizzo privilegiato aeronautico di cui
all'articolo 1898;
    c)  per  mutilazioni  o  invalidita'  riportate in servizio e per
causa  di  servizio,  che  hanno  dato  luogo a pensione privilegiata
ordinaria delle prime otto categorie.
  2.  I militari iscritti nei ruoli d'onore possono essere richiamati
in  servizio,  in tempo di pace e in tempo di guerra o di grave crisi
internazionale,  solo  in  casi  particolari e col loro consenso, per
essere  impiegati  in  incarichi  o  servizi  compatibili con le loro
condizioni fisiche. ((4))
  3.  L'allievo  ufficiale  o l'aspirante che venga a trovarsi in una
delle  condizioni  di  cui  alle  lettere  a), b) e c) del comma 1 e'
nominato   sottotenente   di   complemento,   o  ufficiale  di  grado
corrispondente,  nell'arma,  corpo  o  servizio  cui appartiene ed e'
contemporaneamente collocato in congedo assoluto e iscritto nel ruolo
d'onore.

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AGGIORNAMENTO (4)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 804, comma 2 a seguito
della  modifica introdotta dall'avviso di rettifica in G.U. 7/9/2010,
n. 209:
 "2.  I militari iscritti nei ruoli d'onore possono essere richiamati
in  servizio,  in tempo di pace e in tempo di guerra o di grave crisi
internazionale,  solo  in  casi  particolari e col loro consenso, per
essere  impiegati  in  incarichi  o ((servizi compatibili con le loro
condizioni  fisiche,  escluso  in ogni caso il comando di unita' o di
reparto.))".
  La suddetta modifica entra in vigore il 7/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 805
             Iscrizione di graduati e militari di truppa

1.  I  graduati  e  i  militari  di  truppa, in godimento di pensione
vitalizia  o  assegno rinnovabile di prima categoria con diritto agli
assegni  di  superinvalidita'  di  cui  alla lettera A e alla lettera
A-bis,  numeri  1  e  3,  della  tabella  E),  annessa al decreto del
Presidente  della  Repubblica  23 dicembre 1978, n. 915, e successive
modificazioni,  che  hanno  conseguito  la nomina di cui all'articolo
1318,  possono,  a  domanda, essere iscritti, con il grado conferito,
nei ruoli d'onore della Forza armata di appartenenza.
 
	        
	      
                              Art. 806
Personale  militare  iscritto  nel  ruolo  d'onore  decorato al valor
                          militare o civile

1.  Al  personale  militare  iscritto  nel ruolo d'onore, decorato al
valor  militare  o al valor civile o con la croce d'onore di cui alla
legge  10 ottobre 2005, n. 207, ovvero comunque iscritto in seguito a
eventi  traumatici  verificatisi in servizio e per causa di servizio,
anche  in  Patria,  che ne hanno determinato l'invalidita' permanente
pari  o  superiore  all'80  per  cento della capacita' lavorativa, e'
attribuito il diritto, a domanda, di permanere o essere richiamato in
servizio,  fino  ai limiti di eta' previsti per i gradi e i ruoli del
servizio permanente.
2.  Il  trattenimento  o  il  richiamo  in servizio sono disposti con
decreto  del  Ministro  della  difesa  di  concerto  con  il Ministro
dell'economia e delle finanze.
 
	        
	      
                              Art. 807
Personale  al  quale  e' riconosciuto il trattamento pensionistico di
                               guerra

1.  I  sottufficiali,  i  graduati e i militari di truppa ai quali e'
stato  riconosciuto  il  trattamento  pensionistico di guerra possono
essere  iscritti  nel  ruolo  d'onore anche se il relativo decreto e'
stato   emanato  dopo  la  cessazione  dal  servizio  permanente  per
raggiunti  limiti di eta', a condizione che la domanda di concessione
sia antecedente alla predetta cessazione dal servizio permanente.
 
	        
	      
CAPO III
ESERCITO ITALIANO
                              Art. 808
                   Militari dell'Esercito italiano

1.  Appartengono  all'Esercito italiano i militari inseriti nei ruoli
previsti dagli articoli seguenti.
2.  All'interno  di  ciascun  ruolo i militari dell'Esercito italiano
possono essere ripartiti in armi e specialita'.
 
	        
	      
                              Art. 809
             Ruoli del personale in servizio permanente

1.  I  ruoli  nei  quali  sono  iscritti  gli  ufficiali del servizio
permanente sono i seguenti:
a)  ruolo  normale  delle  Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria,
genio, trasmissioni;
b) ruolo normale dell'Arma dei trasporti e dei materiali;
c) ruolo normale del Corpo degli ingegneri;
d) ruolo normale del Corpo sanitario;
e) ruolo normale del Corpo di commissariato;
f)  ruolo  speciale  delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria,
genio, trasmissioni;
g) ruolo speciale dell'Arma dei trasporti e dei materiali;
h) ruolo speciale del Corpo sanitario;
i) ruolo speciale del Corpo di commissariato.
2. I ruoli dei sottufficiali in servizio permanente sono i seguenti:
a) ruolo dei marescialli;
b) ruolo dei musicisti;
c) ruolo dei sergenti.
3.  I  graduati  in  servizio  permanente sono inseriti nel ruolo dei
volontari in servizio permanente dell'Esercito italiano.
 
	        
	      
                              Art. 810
               Organici dei generali e dei colonnelli

1.  Le  dotazioni  organiche  complessive  per  i gradi di generale e
colonnello sono le seguenti:
a) generali di corpo d'armata e corrispondenti: 24;
b) generali di divisione e corrispondenti: 54;
c) generali di brigata e corrispondenti: 165;
d) colonnelli: 1.025.
 
	        
	      
CAPO IV
MARINA MILITARE
SEZIONE I
RUOLI E ORGANICI
                              Art. 811
                   Militari della Marina militare

1.  Appartengono  alla  Marina militare i militari inseriti nei ruoli
previsti dagli articoli seguenti.
2.  All'interno  di  ciascun  ruolo  i militari della Marina militare
possono essere ripartiti in specialita'.
3.  Per  il  personale  del  Corpo  delle  capitanerie  di  porto  la
ripartizione  in specialita' e' determinata d'intesa con il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti.
 
	        
	      
                              Art. 812
             Ruoli del personale in servizio permanente

1.  I  ruoli  nei  quali  sono  iscritti  gli  ufficiali del servizio
permanente sono i seguenti:
a) ruolo normale del Corpo di stato maggiore;
b) ruolo normale del Corpo del genio navale;
c) ruolo normale del Corpo delle armi navali;
d) ruolo normale del Corpo sanitario militare marittimo;
e) ruolo normale del Corpo di commissariato militare marittimo;
f) ruolo normale del Corpo delle capitanerie di porto;
g) ruolo speciale del Corpo di stato maggiore;
h) ruolo speciale del Corpo del genio navale;
i) ruolo speciale del Corpo delle armi navali;
l) ruolo speciale del Corpo sanitario militare marittimo;
m) ruolo speciale del Corpo di commissariato militare marittimo;
n) ruolo speciale del Corpo delle capitanerie di porto.
2. I ruoli dei sottufficiali in servizio permanente sono i seguenti:
a) ruolo dei marescialli;
b) ruolo dei marescialli del Corpo delle capitanerie di porto;
c) ruolo dei musicisti;
d) ruolo dei sergenti;
e) ruolo dei sergenti del Corpo delle capitanerie di porto.
3.  I  graduati  in  servizio  permanente sono inseriti nel ruolo dei
volontari  in  servizio  permanente della Marina militare e del Corpo
delle capitanerie di porto.
 
	        
	      
                              Art. 813
         Organici degli ammiragli e dei capitani di vascello

1.  Le  dotazioni  organiche  complessive per i gradi di ammiraglio e
capitano di vascello sono le seguenti:
a) ammiragli di squadra e corrispondenti: 12;
b) ammiragli di divisione e corrispondenti: 29;
c) contrammiragli e corrispondenti: 76;
d) capitani di vascello: 537.
 
	        
	      
SEZIONE II
ORGANICI DEL CORPO DELLE CAPITANERIE DI PORTO
                              Art. 814
            Organici degli ufficiali e dei sottufficiali

1.  La dotazione organica complessiva degli ufficiali del Corpo e' di
979 unita', di cui 706 del ruolo normale e 273 del ruolo speciale.
2.  La dotazione organica complessiva dei marescialli del Corpo e' di
2.000 unita', di cui 600 primi marescialli.
3.  La  dotazione  organica  complessiva dei sergenti del Corpo e' di
2.100 unita'.
 
	        
	      
                              Art. 815
Dotazioni  organiche  dei  volontari  del  Corpo delle capitanerie di
                                porto

1.  Le  dotazioni organiche dei volontari del Corpo delle capitanerie
di porto, sono cosi' determinate:
a) 3.500 in servizio permanente;
b) 1.775 in ferma ovvero in rafferma.
 
	        
	      
CAPO V
AERONAUTICA MILITARE
                              Art. 816
                 Militari dell'Aeronautica militare

1.  Appartengono  all'Aeronautica  militare  i  militari inseriti nei
ruoli previsti dagli articoli seguenti.
2.  All'interno di ciascun ruolo i militari dell'Aeronautica militare
possono essere ripartiti in specialita'.
 
	        
	      
                              Art. 817
             Ruoli del personale in servizio permanente

1.  I  ruoli  nei  quali  sono  iscritti  gli  ufficiali del servizio
permanente sono i seguenti:
a) ruolo naviganti normale dell'Arma aeronautica;
b) ruolo normale delle armi dell'Arma aeronautica;
c) ruolo normale del Corpo del genio aeronautico;
d) ruolo normale del Corpo di commissariato aeronautico;
e) ruolo normale del Corpo sanitario aeronautico;
f) ruolo naviganti speciale dell'Arma aeronautica;
g) ruolo speciale delle armi dell'Arma aeronautica;
h) ruolo speciale del Corpo del genio aeronautico;
i) ruolo speciale del Corpo di commissariato aeronautico;
l) ruolo speciale del Corpo sanitario aeronautico.
2. I ruoli dei sottufficiali in servizio permanente sono i seguenti:
a) ruolo dei marescialli;
b) ruolo dei musicisti;
c) ruolo dei sergenti.
3.  I  graduati  in  servizio  permanente sono inseriti nel ruolo dei
volontari in servizio permanente dell'Aeronautica militare.
 
	        
	      
                              Art. 818
               Disposizioni speciali per alcuni ruoli

1.  Le  speciali  funzioni  degli  ufficiali  dei  ruoli  delle  armi
dell'Aeronautica  militare  e le disposizioni particolari riguardanti
la  specialita'  di  navigatore  militare  degli  ufficiali dei ruoli
naviganti sono riportate nel regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 819
               Organici dei generali e dei colonnelli

1.  Le  dotazioni  organiche  complessive  per  i gradi di generale e
colonnello sono le seguenti:
a) generali di squadra aerea e corrispondenti: 12;
b) generali di divisione aerea e corrispondenti: 23;
c) generali di brigata aerea e corrispondenti: 68;
d) colonnelli: 513.
 
	        
	      
CAPO VI
ARMA DEI CARABINIERI
SEZIONE I
RUOLI
                              Art. 820
                 Militari dell'Arma dei carabinieri

1.  Appartengono  all'Arma  dei  carabinieri  i militari inseriti nei
ruoli previsti dagli articoli seguenti.
2.  All'interno di ciascun ruolo i militari dell'Arma dei carabinieri
possono essere ripartiti in specialita'.
 
	        
	      
                              Art. 821
             Ruoli del personale in servizio permanente

1.  I  ruoli  nei  quali  sono  iscritti  gli  ufficiali del servizio
permanente sono i seguenti:
a) ruolo normale;
b) ruolo speciale;
c) ruolo tecnico-logistico.
2.  Il ruolo tecnico-logistico degli ufficiali in servizio permanente
e' articolato nei seguenti comparti e specialita':
a)  comparto amministrativo: specialita' amministrazione, specialita'
commissariato;
b)    comparto   tecnico-scientifico   e   psicologico:   specialita'
investigazioni   scientifiche,  specialita'  telematica,  specialita'
genio, specialita' psicologia;
c)   comparto  sanitario:  specialita'  sanita'  (medicina/farmacia),
specialita' veterinaria.
3. I ruoli dei sottufficiali in servizio permanente sono i seguenti:
a) ruolo degli ispettori;
b) ruolo dei musicisti;
c) ruolo dei sovrintendenti.
4.  I  graduati  in servizio permanente sono inseriti nel ruolo degli
appuntati e carabinieri.
 
	        
	      
                              Art. 822
                Modifiche al ruolo tecnico-logistico

1. Fermi restando l'organico complessivo e il numero delle promozioni
annuali  previsto dal presente codice per il ruolo tecnico-logistico,
possono  essere  disposte,  senza  oneri  aggiuntivi, con decreto del
Ministro  della  difesa,  di concerto con il Ministro dell'economia e
delle   finanze,  modifiche  all'articolazione  del  predetto  ruolo,
mediante  soppressione, accorpamento, o istituzione di nuovi comparti
o  di nuove specialita', al fine di adeguarla alle effettive esigenze
di sostegno tecnico-logistico.
 
	        
	      
SEZIONE II
ORGANICI
                              Art. 823
               Organici dei generali e dei colonnelli

1.  Le  dotazioni  organiche  complessive  per  i gradi di generale e
colonnello sono le seguenti:
a) generali di corpo d'armata: 10;
b) generali di divisione: 21;
c) generali di brigata: 64;
d) colonnelli: 386.
 
	        
	      
                              Art. 824
                Organici del ruolo dei sovrintendenti

1.  Le  eventuali  vacanze  organiche  nel  ruolo  dei sovrintendenti
possono  essere  devolute  in  aumento  all'organico  del ruolo degli
appuntati e carabinieri.
 
	        
	      
SEZIONE III
FORZA EXTRAORGANICA
                              Art. 825
      Contingente per la Presidenza del Consiglio dei Ministri

1.  Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato di
concerto con i Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze,
e'  fissato  il  contingente  del personale appartenente all'Arma dei
carabinieri  assegnato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per
l'assolvimento  dei  compiti previsti dall'articolo 10, comma 11-bis,
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.
 
	        
	      
                              Art. 826
                Contingente per la tutela del lavoro

1.  Per  i  servizi  di  vigilanza per l'applicazione delle leggi sul
lavoro, sulla previdenza e sull'assistenza sociale, sono assegnati al
Ministero  del  lavoro  e delle politiche sociali i seguenti militari
dell'Arma  dei carabinieri, collocati fuori quadro in soprannumero ai
ruoli organici dei rispettivi gradi o ruoli:
a) colonnelli: 1;
b) tenenti colonnelli/maggiori: 4;
c) capitani: 1;
b) ispettori: 170;
c) sovrintendenti: 159;
d) appuntati e carabinieri: 168.
2.  Il  contingente dell'Arma dei carabinieri, per le esigenze di cui
al  comma  1,  ammonta  complessivamente a 503 unita', di cui 81 sono
distaccate  per  lo  svolgimento  dell'attivita' di vigilanza propria
dell'Assessorato   del   lavoro,   della  previdenza  sociale,  della
formazione  professionale  e dell'emigrazione della Regione siciliana
per  l'applicazione  delle  leggi  sulla  legislazione sociale, sulla
previdenza e sull'assistenza.
 
	        
	      
                              Art. 827
         Contingente per la tutela del patrimonio culturale

1.   E'   costituito   un  contingente  di  personale  dell'Arma  dei
carabinieri, per un totale di 88 unita', da collocare in soprannumero
rispetto  all'organico  per  il potenziamento del Comando carabinieri
per  la  tutela  del patrimonio culturale. Il predetto contingente e'
cosi' determinato:
a) generali di brigata: 1;
b) colonnelli: 1;
c) tenenti colonnelli: 2;
d) ufficiali inferiori: 21;
e) marescialli nei vari gradi: 18;
f) brigadieri nei vari gradi: 24;
g) appuntati e carabinieri: 21.
2.  Le  disponibilita'  di  bilancio  destinate  al  potenziamento di
personale   e  mezzi  del  Comando  carabinieri  per  la  tutela  del
patrimonio   culturale   sono  allocate,  con  decreto  del  Ministro
dell'economia  e  delle finanze, su appositi capitoli di bilancio del
Ministero per i beni e le attivita' culturali.
 
	        
	      
                              Art. 828
               Contingente per la tutela dell'ambiente

1.   E'   costituito   un  contingente  di  personale  dell'Arma  dei
carabinieri,   per   un   totale  di  249  unita',  da  collocare  in
soprannumero  rispetto  all'organico per il potenziamento del Comando
carabinieri  per  la tutela dell'ambiente. Il predetto contingente e'
cosi' determinato:
a) generali di brigata: 1;
b) colonnelli: 1;
c) tenenti colonnelli: 1;
d) maggiori: 1;
e) capitani: 3;
f) ufficiali subalterni: 25;
g) ispettori: 139;
h) sovrintendenti: 39;
i) appuntati e carabinieri: 39.
2.  Sono  a  carico  del  Ministero  dell'ambiente e della tutela del
territorio  e  del  mare gli oneri connessi al trattamento economico,
alla   motorizzazione,   all'accasermamento,   al  casermaggio  e  al
vestiario.
 
	        
	      
                              Art. 829
               Contingente per la tutela della salute

1.   E'   costituito   un  contingente  di  personale  dell'Arma  dei
carabinieri, per un totale di 96 unita', da collocare in soprannumero
rispetto  all'organico,  per il potenziamento del Comando carabinieri
per  la  tutela  della  salute.  Il  predetto  contingente  e'  cosi'
determinato:
a) ufficiali inferiori: 20;
b) ispettori: 76.
2.  Gli  oneri  connessi al trattamento economico fisso e accessorio,
compreso  lo  straordinario,  del  personale di cui al comma 1 sono a
carico  del Ministero della salute, che provvedera' al versamento dei
relativi oneri sociali.
 
	        
	      
                              Art. 830
                  Contingente per la Banca d'Italia

1.  E'  costituito  un  contingente  di  ufficiali,  sottufficiali  e
graduati  dell'Arma  dei  carabinieri, per un totale di 2.000 unita',
per  l'esecuzione di speciali servizi di vigilanza e scorta di valori
della Banca d'Italia. Il predetto contingente e' cosi' determinato:
a) colonnelli: 1;
b) tenenti colonnelli e maggiori: 3;
c) ufficiali inferiori: 3;
d) ispettori: 232;
e) sovrintendenti: 91;
f) appuntati e carabinieri: 1.670.
2.  Il  predetto  contingente  e'  posto in soprannumero all'organico
dell'Arma dei carabinieri stabilito dalla sezione precedente.
3.  Gli  assegni,  le  competenze accessorie e le indennita' comunque
spettanti  al  personale  effettivamente impiegato nei limiti massimi
fissati dal comma 1, nonche' ogni altro elemento di onere connesso al
servizio  di  vigilanza  e  scorta  valori, sono a carico della Banca
d'Italia.
 
	        
	      
CAPO VII
TRANSITO TRA RUOLI DEGLI UFFICIALI IN SERVIZIO PERMANENTE
SEZIONE I
UFFICIALI DELL'ESERCITO ITALIANO, DELLA MARINA MILITARE
E DELL'AERONAUTICA MILITARE
                              Art. 831
                    Concorsi per i ruoli normali

1. L'Amministrazione della difesa ha facolta' di bandire concorsi per
titoli  ed esami per il transito dei tenenti e dei capitani dei ruoli
speciali  nei  corrispondenti ruoli normali, se dopo le immissioni in
ruolo  e  le  promozioni  annuali al grado superiore esistono vacanze
nell'organico degli ufficiali inferiori del ruolo normale.
2.  Ai  concorsi  di cui al comma 1 possono partecipare i tenenti e i
capitani che alla data di scadenza del bando hanno:
a) un'eta' non superiore a 41 anni;
b) conseguito il diploma di laurea specialistica;
c)  riportato  negli  ultimi  tre  anni una qualifica non inferiore a
<<eccellente>>.
3.  I  tenenti e i capitani trasferiti per concorso nei ruoli normali
conservano  l'anzianita'  posseduta  e  sono  iscritti  in ruolo dopo
l'ultimo pari grado avente la medesima anzianita' di grado.
4. I capitani dei ruoli speciali dell'Esercito italiano che non hanno
partecipato  o  superato  i concorsi di cui al comma 1 possono essere
ammessi,  previo  concorso  per  titoli  ed  esami, al corso di stato
maggiore.  Gli  ufficiali  transitati nei ruoli speciali, perche' non
hanno   superato  il  corso  di  applicazione  o  perche'  non  hanno
conseguito   il   diploma  di  laurea  entro  l'anno  di  inserimento
nell'aliquota  di  valutazione al grado di maggiore, non sono ammessi
al  corso  di  stato  maggiore,  ancorche' in possesso del diploma di
laurea.
5.  Al  concorso di cui al comma 4 possono partecipare i capitani che
alla data di scadenza del bando hanno:
a) un'eta' non superiore a 41 anni;
b) conseguito il diploma di laurea specialistica;
c)  espletato  i  periodi  di  comando  o  di attribuzioni specifiche
previsti per i corrispondenti ruoli normali;
d)  riportato  negli  ultimi  tre  anni una qualifica non inferiore a
<<eccellente>>.
6.  I  capitani  di  cui  al  comma  4 che superano il corso di stato
maggiore  sono  iscritti nel ruolo normale corrispondente a quello di
provenienza  con  l'anzianita'  di grado posseduta dopo l'ultimo pari
grado avente la medesima anzianita' di grado. Coloro che non superano
il corso permangono nel ruolo speciale.
 
	        
	      
                              Art. 832
             Transito per perdita di requisiti specifici

1. Gli ufficiali del ruolo normale o speciale delle Armi di fanteria,
cavalleria,  artiglieria,  genio  e trasmissioni, del ruolo normale o
speciale dell'Arma dei trasporti e materiali dell'Esercito italiano e
del ruolo normale o speciale del Corpo di stato maggiore della Marina
militare, fino al grado di capitano o corrispondente, che hanno perso
gli  specifici requisiti richiesti per tali ruoli, sono trasferiti ad
altro  ruolo,  o all'interno del ruolo di appartenenza ad altra arma,
compatibilmente con la professionalita' e le idoneita' accertate, con
il grado e le anzianita' possedute.
2. Il personale di cui al comma 1 e' iscritto nei nuovi ruoli o nella
nuova arma dopo l'ultimo dei pari grado avente la medesima anzianita'
di  grado.  I  requisiti  fisici  minimi  per gli ufficiali del ruolo
normale  e  speciale delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria,
genio  e  trasmissioni, nonche' per gli ufficiali del ruolo normale e
speciale  dell'Arma  dei  trasporti  e materiali sono stabiliti dagli
ordinamenti  di Forza armata. Con distinti decreti del Ministro della
difesa  sono indicati i limiti e le modalita' dei trasferimenti degli
ufficiali  di  cui  al  comma 1. Per la Marina militare il decreto e'
adottato  d'intesa  con  il  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti.
3.   Gli   ufficiali   dei   ruoli   naviganti   normale  o  speciale
dell'Aeronautica  militare  fino  al  grado  di  colonnello, divenuti
permanentemente  non  idonei  al  volo,  se conservano l'idoneita' al
servizio militare incondizionato, sono trasferiti rispettivamente nei
ruoli  normale o speciale delle armi dell'Aeronautica militare con il
grado  e  l'anzianita'  posseduti  e mantenendo gli obblighi di ferma
contratti.  Essi sono iscritti nei nuovi ruoli dopo l'ultimo dei pari
grado avente la medesima anzianita' di grado.
 
	        
	      
                              Art. 833
Transito  dal  ruolo normale al ruolo speciale dei maggiori e tenenti
colonnelli  delle  varie  Armi  di fanteria, cavalleria, artiglieria,
                         genio, trasmissioni

1.   Gli   ufficiali  del  ruolo  normale  delle  Armi  di  fanteria,
cavalleria,  artiglieria,  genio, trasmissioni dell'Esercito italiano
possono  transitare,  a  domanda,  nel  ruolo  speciale delle Armi di
fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni, limitatamente
ai  gradi  di  maggiore  e  tenente  colonnello,  nel numero e con le
modalita' stabilite con decreto ministeriale.
2.  Gli  ufficiali  trasferiti  conservano  la  posizione  di stato e
l'anzianita'  di  grado  posseduta  e  assumono,  se piu' favorevole,
un'anzianita'  di  un  giorno  precedente a quella del pari grado del
ruolo  speciale  o a esaurimento che ha uguale o minore anzianita' di
nomina a ufficiale.
3.  L'ordine  di  iscrizione  in  ruolo  dei  predetti  ufficiali  e'
stabilito in base all'articolo 797, commi 2 e 3.
4.  Non e' ammesso il transito nel ruolo speciale degli ufficiali che
hanno  conseguito  il  titolo di Istituto superiore di stato maggiore
interforze, di cui all'articolo 751.
5.  Gli  ufficiali  che  hanno  ottenuto  il  trasferimento nel ruolo
speciale  non  possono chiedere di ritransitare nel ruolo normale ne'
di partecipare al Corso di stato maggiore.
6.  Se  il numero di domande supera gli organici dei singoli gradi si
procede alla formazione di graduatorie distinte per gradi, sulla base
dei  requisiti  previsti  dall'articolo  1058. A parita' di merito la
precedenza spetta all'ufficiale con maggiore anzianita' di grado e, a
parita' di grado, al piu' anziano in ruolo.
 
	        
	      
                              Art. 834
                         Disposizioni comuni

1.  Salvo  diversa  disposizione  e  fermo  restando  quanto previsto
dall'articolo  660,  comma  1,  se  nei ruoli di transito non vi sono
posti  disponibili,  l'ufficiale  e'  trasferito  in  soprannumero  e
l'eccedenza  e'  riassorbita  al verificarsi della prima vacanza. Gli
ufficiali   trasferiti   non   possono  conseguire  nei  nuovi  ruoli
promozioni con decorrenza anteriore alla data del trasferimento.
2.  Nei  casi  di  transito tra ruoli sono considerati validi ai fini
dell'avanzamento  i  periodi di comando, di attribuzioni specifiche e
di servizio prestati nel ruolo di provenienza.
 
	        
	      
SEZIONE II
UFFICIALI DELL'ARMA DEI CARABINIERI
                              Art. 835
            Transito dal ruolo speciale al ruolo normale

1. L'Amministrazione della difesa ha facolta' di bandire concorsi per
titoli  ed  esami  per il transito nel ruolo normale dei capitani del
ruolo  speciale  che,  al  31 dicembre dell'anno in cui e' bandito il
concorso, hanno:
a) da 1 a 3 anni di permanenza nel grado;
b) eta' non superiore a trentotto anni;
c) conseguito il diploma di laurea;
d) riportato nell'ultimo biennio la qualifica di <<eccellente>>.
2.  Il  numero  massimo  dei posti da mettere a concorso per ciascuna
delle  anzianita'  indicate al comma 1, lettera a), non puo' eccedere
la  differenza  esistente  tra  un  tredicesimo  dell'organico  degli
ufficiali  inferiori del ruolo normale e il numero dei capitani dello
stesso ruolo aventi la medesima anzianita' di grado.
3.  L'Amministrazione  della  difesa  ha altresi' facolta' di bandire
concorsi  per  titoli  per  il  transito  nel  ruolo  normale, previo
superamento  del corso d'istituto, nel numero massimo di dieci posti,
di capitani del ruolo speciale in possesso dei seguenti requisiti:
a)  risultati idonei e iscritti in quadro d'avanzamento per l'anno in
cui e' bandito il concorso;
b) in possesso di diploma di laurea;
c) classificati <<eccellente>> negli ultimi 3 anni.
Coloro che non superino il corso permangono nel ruolo speciale.
4.  I vincitori dei concorsi di cui ai commi 1, 2 e 3 sono trasferiti
nel  ruolo  normale con anzianita' di grado assoluta rideterminata al
giorno  successivo  a  quella  dell'ultimo  dei  pari grado del ruolo
normale avente il medesimo anno di decorrenza nel grado.
5.  Non  possono  partecipare  ai  concorsi di cui ai commi 1 e 3 gli
ufficiali  immessi  nel  ruolo speciale perche' non hanno superato il
corso  di  applicazione  o perche' non hanno conseguito il diploma di
laurea  entro  il  31  dicembre  dell'anno  di nomina a capitano o in
quanto transitati a domanda ai sensi dell'articolo 836.
6.  Per gli ufficiali del ruolo speciale transitati nel ruolo normale
ai  sensi  del presente articolo sono considerati validi i periodi di
comando e di servizio prestati nel ruolo di provenienza.
 
	        
	      
                              Art. 836
            Transito dal ruolo normale al ruolo speciale

1.  I  capitani  del  ruolo  normale  valutati e giudicati idonei per
l'avanzamento  al grado di maggiore possono, a domanda da presentarsi
entro  il  31  dicembre  dell'anno  in  cui  e'  effettuata  ciascuna
valutazione,  transitare nel ruolo speciale, conservando l'anzianita'
assoluta  posseduta  e  collocandosi  nel ruolo dopo i pari grado con
uguale  o maggiore anzianita'. Tale facolta' resta salva se, entro la
predetta  data,  l'ufficiale  e' stato promosso al grado di maggiore.
Gli effetti del passaggio nel ruolo speciale decorrono dal 1° gennaio
dell'anno   successivo  a  quello  di  presentazione  della  predetta
domanda.
2.  Gli  ufficiali  che  hanno  ottenuto  il  trasferimento nel ruolo
speciale  non  possono chiedere di ritransitare nel ruolo normale ne'
di partecipare al corso d'istituto.
 
	        
	      
CAPO VIII
COMPITI DEL PERSONALE MILITARE
SEZIONE I
PERSONALE DELL'ESERCITO ITALIANO, DELLA MARINA MILITARE
E DELL'AERONAUTICA MILITARE
                              Art. 837
             Generali, colonnelli e gradi corrispondenti

1. Le competenze attribuite ai generali e ai colonnelli dell'Esercito
italiano,  della  Marina  militare  e  dell'Aeronautica militare sono
individuate con decreto del Ministro della difesa.
 
	        
	      
                              Art. 838
   Ufficiali sino al grado di tenente colonnello e corrispondente

1.   Ferme   restando   le  attribuzioni  e  le  competenze  previste
dall'ordinamento  militare,  gli ufficiali delle Forze armate fino al
grado  di  tenente  colonnello  e  corrispondente,  in relazione alle
specifiche qualificazioni cui sono correlate autonoma responsabilita'
decisionale e rilevante professionalita':
a)  esercitano  compiti  di  comando,  di direzione, di indirizzo, di
coordinamento e di controllo delle unita' poste alle loro dipendenze;
b)   provvedono  alla  gestione  e  all'impiego  delle  risorse  loro
assegnate secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicita' al
fine  di  assicurarne  la  funzionalita'  per  il conseguimento degli
obiettivi prefissati;
c)  assumono piena responsabilita' per le direttive impartite e per i
risultati   conseguiti  e,  nell'ambito  degli  stati  maggiori,  dei
comandi,  degli  uffici  o  delle  articolazioni  ordinative rette da
ufficiali generali o da colonnelli, hanno anche la responsabilita' di
settori   funzionali,   svolgono  compiti  di  studio  e  partecipano
all'attivita'  dei  citati  superiori,  che  sostituiscono in caso di
assenza o di impedimento;
d)  adottano  i  provvedimenti loro delegati e le iniziative connesse
con l'espletamento del servizio nell'ambito dei comandi o dei settori
cui sono preposti;
e)  formulano  proposte  ed  esprimono pareri al rispettivo superiore
gerarchico.
 
	        
	      
                              Art. 839
                Appartenenti al ruolo dei marescialli

1. Al personale appartenente al ruolo dei marescialli sono attribuite
funzioni  che  richiedono una adeguata preparazione professionale. In
tale ambito essi:
a)  sono  di norma preposti a unita' operative, tecniche, logistiche,
addestrative e a uffici;
b) svolgono, in relazione alla professionalita' posseduta, interventi
di  natura  tecnico-operativa  nonche'  compiti  di  formazione  e di
indirizzo del personale subordinato;
c)   espletano  incarichi  la  cui  esecuzione  richiede  continuita'
d'impiego  per  elevata specializzazione e capacita' di utilizzazione
di mezzi e strumentazioni tecnologicamente avanzate.
2.  Al  personale  che  riveste  il  grado  di primo maresciallo sono
attribuite   funzioni   che   implicano   un   maggior   livello   di
responsabilita',   sulla   base   delle   esigenze  tecnico-operative
stabilite in sede di definizione delle strutture organiche degli enti
e delle unita'. In tale contesto i primi marescialli:
a)  sono  i diretti collaboratori di superiori gerarchici che possono
sostituire in caso di impedimento o di assenza;
b)  assolvono,  in  via  prioritaria,  funzioni  di  indirizzo  o  di
coordinamento con piena responsabilita' per l'attivita' svolta.
3. Il personale appartenente al ruolo dei marescialli della categoria
<<nocchieri  di  porto>>  del  Corpo delle capitanerie di porto della
Marina    militare,    svolge,   oltre   agli   specifici   incarichi
caratteristici  del  proprio  ruolo,  anche  funzioni di ufficiale di
polizia  giudiziaria,  ai  sensi del codice della navigazione e delle
altre leggi che lo prevedono.
4.  Ai  primi  marescialli  luogotenenti sono attribuiti, nell'ambito
delle  funzioni  di  cui  ai  commi  1,  2 e 3, gli incarichi di piu'
rilevante  responsabilita'  individuati  dall'ordinamento di ciascuna
Forza armata.
 
	        
	      
                              Art. 840
                 Appartenenti al ruolo dei sergenti

1.  Al  personale appartenente al ruolo dei sergenti sono attribuite,
con   responsabilita'   personali,  mansioni  esecutive,  richiedenti
adeguata   preparazione   professionale,   che   si  traducono  nello
svolgimento       di       compiti      operativi,      addestrativi,
logistico-amministrativi, tecnico-manuali, nonche' il comando di piu'
militari e mezzi.
2.  Il  personale  appartenente al ruolo dei sergenti della categoria
<<nocchieri  di  porto>>  del  Corpo delle capitanerie di porto della
Marina    militare,    svolge,   oltre   agli   specifici   incarichi
caratteristici  del  proprio  ruolo,  anche  funzioni di ufficiale di
polizia  giudiziaria,  ai  sensi del codice della navigazione e delle
altre leggi che lo prevedono.
 
	        
	      
                              Art. 841
     Appartenenti al ruolo dei volontari in servizio permanente

1.  Al  personale  appartenente  al  ruolo  dei volontari in servizio
permanente  sono,  di norma, attribuite mansioni esecutive sulla base
del  grado  posseduto,  della  categoria,  della  specializzazione di
appartenenza,   dell'incarico,   nonche'  incarichi  di  comando  nei
confronti di uno o piu' militari.
2. I volontari in servizio permanente sono prioritariamente impiegati
nelle  unita'  operative o addestrative dell'Esercito italiano, della
Marina militare e dell'Aeronautica militare.
3.  Il  personale  appartenente  al  ruolo  dei volontari in servizio
permanente  del  Corpo  delle capitanerie di porto svolge, oltre alle
specifiche mansioni caratteristiche del proprio ruolo, anche funzioni
di   agente  di  polizia  giudiziaria,  ai  sensi  del  codice  della
navigazione e delle altre leggi che lo prevedono.
 
	        
	      
                              Art. 842
     Appartenenti al ruolo dei volontari in ferma o in rafferma

1.  I  volontari  in  ferma  prefissata  sono  impiegati in attivita'
operative  e  addestrative  nell'ambito  delle  unita'  dell'Esercito
italiano,  della Marina militare, compreso il Corpo delle capitanerie
di porto, e dell'Aeronautica militare, nonche' negli enti interforze,
sia   sul   territorio   nazionale   sia   all'estero,   in   ragione
dell'anzianita' di servizio e della professionalita' acquisita.
2. Non e' precluso l'impiego dei volontari in ferma prefissata presso
stabilimenti  militari  di  pena  con  sede nel luogo di nascita o di
residenza precedente all'arruolamento.
3.  I  volontari  in  ferma  prefissata  quadriennale  e  in rafferma
biennale  sono  prioritariamente impiegati in attivita' operative che
possono  comportare  responsabilita'  di comando di piccoli nuclei di
personale.
 
	        
	      
                              Art. 843
Particolari  compiti del personale sottufficiali, graduati e militari
                              di truppa

1.  Relativamente  ai  sottufficiali,  ai  graduati  e ai militari di
truppa,  ai  fini  dell'impiego  e  in  relazione  alle  esigenze  di
servizio,   le   categorie,   le   specialita',   le  qualifiche,  le
specializzazioni,  le  abilitazioni  e gli incarichi, compresi quelli
principali,  sono  individuati  e disciplinati con determinazione del
Capo di stato maggiore della rispettiva Forza armata.
 
	        
	      
SEZIONE II
PERSONALE DELL'ARMA DEI CARABINIERI
                              Art. 844
                     Generali di corpo d'armata

1. Gli ufficiali con grado di generale di corpo d'armata:
a)  esercitano le competenze loro attribuite dalla normativa vigente,
nonche'  quelle  demandate  dal  Comandante  generale. In tale ambito
adottano  gli  atti  e i provvedimenti amministrativi di pertinenza e
sono  responsabili dell'attivita' amministrativa della gestione e dei
relativi risultati anche in relazione ai poteri di spesa delegati dal
Comandante generale nel quadro delle programmazioni a bilancio;
b)  svolgono funzioni di comando, di alta direzione, di coordinamento
e  di  controllo  dei  reparti  alle  loro dipendenze con particolare
riguardo  a  quelli  retti  da  ufficiali  con il grado di generale e
colonnello,   verificando   che   le  attivita'  istituzionali  siano
costantemente orientate a efficacia, efficienza ed economicita';
c)   vigilano  mediante  attivita'  ispettiva  sull'attuazione  delle
direttive  generali  impartite dal Comandante generale. Nel quadro di
dette   direttive   stabiliscono   i  criteri  e  gli  indirizzi  per
l'esercizio  delle  funzioni nell'ambito degli uffici posti alle loro
dipendenze e attribuiscono ai comandanti dipendenti con il grado fino
a colonnello la responsabilita' di specifici progetti e gestioni.
2.  Nel  settore  della  disciplina  di  stato  i  generali  di corpo
d'armata:
a)  possono  disporre l'inchiesta formale nei confronti del personale
dipendente appartenente ai ruoli ispettori e sovrintendenti;
b)  designano  i  componenti  della  commissione di disciplina per il
personale  dei  ruoli  ispettori  e  sovrintendenti nei cui confronti
hanno disposto l'inchiesta di cui alla lettera a).
 
	        
	      
                              Art. 845
           Generali di divisione, di brigata e colonnelli

1.  Gli  Ufficiali  con i gradi di generale di divisione, generale di
brigata  e colonnello, esercitano le competenze loro attribuite dalla
normativa vigente, nonche' quelle stabilite dal Comandante generale.
2. Gli stessi, in particolare:
a)  svolgono funzioni di comando, di direzione, di coordinamento e di
controllo  dei reparti alle loro dipendenze, con particolare riguardo
a quelli retti da ufficiali;
b) adottano gli atti e i provvedimenti amministrativi di pertinenza e
sono responsabili dell'attivita' amministrativa, della gestione e dei
relativi  risultati,  anche  in relazione ai poteri di spesa delegati
dal Comandante generale nel quadro delle programmazioni a bilancio;
c)  nell'esercizio  delle  loro  funzioni  applicano  i criteri e gli
indirizzi stabiliti dai superiori gerarchici con il grado di generale
di  corpo  d'armata e sono responsabili dei progetti e delle gestioni
loro attribuite.
 
	        
	      
                              Art. 846
            Ufficiali sino al grado di tenente colonnello

1.  I  tenenti colonnelli, i maggiori e gli ufficiali inferiori hanno
le  attribuzioni e gli incarichi determinati dal Comandante generale,
secondo le norme vigenti.
2.  Nel  quadro  delle  competenze  stabilite  per il proprio livello
gerarchico  e  la  propria  posizione  d'impiego  e in relazione alle
specifiche  qualificazioni  cui si correlano autonoma responsabilita'
decisionale e rilevante professionalita':
a)  esercitano  compiti  di  comando,  di direzione, di indirizzo, di
coordinamento  e  di  controllo delle unita' ordinamentali poste alle
loro dipendenze;
b)   provvedono  alla  gestione  e  all'impiego  delle  risorse  loro
assegnate  secondo  criteri di efficacia, efficienza ed economicita',
al   fine   di  assicurare  la  funzionalita'  del  servizio  per  il
conseguimento degli obiettivi istituzionali;
c)  assumono piena responsabilita' per le direttive impartite e per i
risultati   conseguiti  e,  nell'ambito  del  Comando  generale,  dei
comandi,  degli  uffici  o  delle  articolazioni  ordinative rette da
generale  o  colonnello,  hanno  anche  la responsabilita' di settori
funzionali,  svolgono  compiti di studio, e partecipano all'attivita'
dei  citati  superiori,  che  sostituiscono  in  caso  di  assenza  o
impedimento;
d)  adottano  i  provvedimenti loro delegati e le iniziative connesse
con  l'espletamento  dei servizi d'istituto nell'ambito dei comandi o
dei settori cui sono preposti;
e)  formulano  proposte  ed  esprimono pareri al rispettivo superiore
gerarchico.
 
	        
	      
                              Art. 847
                Ufficiali del ruolo tecnico-logistico

1.   Nell'esercizio  delle  funzioni  proprie  della  specialita'  di
appartenenza,  gli  ufficiali  del  ruolo  tecnico-logistico hanno le
medesime   attribuzioni,  facolta'  e  competenze  riconosciute  agli
ufficiali  dei  ruoli  normali  delle  Forze  armate  costituiti  per
l'assolvimento di analoghe mansioni.
 
	        
	      
                              Art. 848
                Appartenenti al ruolo degli ispettori

1.  Nell'espletamento delle proprie attribuzioni gli ispettori, oltre
ai  compiti  di  carattere  militare  previsti  dalle disposizioni in
vigore,   svolgono  funzioni  di  sicurezza  pubblica  e  di  polizia
giudiziaria.  Possono  sostituire  i  diretti superiori gerarchici in
caso  di  assenza  o  di impedimento ed essere preposti al comando di
stazione   carabinieri,  unita'  operative  o  addestrative,  con  le
connesse  responsabilita'  per  le direttive e istruzioni impartite e
per i risultati conseguiti, nonche' assumere la direzione di uffici o
funzioni di coordinamento di piu' unita' operative, nell'ambito delle
direttive   superiori,  con  piena  responsabilita'  per  l'attivita'
svolta.
2.  Al  suddetto personale possono essere attribuiti incarichi, anche
investigativi   e   addestrativi   e   di  insegnamento,  richiedenti
particolari conoscenze e attitudini.
3.  I  marescialli aiutanti sostituti ufficiali di pubblica sicurezza
sono  diretti collaboratori degli ufficiali dell'Arma dei carabinieri
e coordinano anche l'attivita' del personale del proprio ruolo.
4.  In  relazione  al qualificato profilo professionale raggiunto, ai
marescialli  aiutanti  luogotenenti possono essere affidati incarichi
di  massima  responsabilita' e impegno operativo fra quelli di cui ai
commi  precedenti,  secondo  la  graduazione  e i criteri fissati con
determinazione  del  Comandante generale dell'Arma dei carabinieri. I
marescialli   aiutanti   luogotenenti   hanno  rango  preminente  sui
parigrado; fra marescialli aiutanti luogotenenti si tiene conto della
data  di  conferimento  della qualifica, anche nel caso di pari grado
con diversa anzianita'. All'atto dell'acquisizione della qualifica, i
marescialli  aiutanti  luogotenenti  sono  ammessi  alla frequenza di
corsi  i cui programmi e durata sono stabiliti con determinazione del
Comandante generale dell'Arma dei carabinieri.
 
	        
	      
                              Art. 849
              Appartenenti al ruolo dei sovrintendenti

1.  Il  personale  appartenente  al  ruolo  sovrintendenti,  oltre ai
compiti  di carattere militare previsti dalle disposizioni in vigore,
svolge   mansioni  esecutive,  richiedenti  un'adeguata  preparazione
professionale  e  con  il margine di iniziativa e di discrezionalita'
inerente  alle  qualifiche  di  agente  di  pubblica  sicurezza  e di
ufficiale di polizia giudiziaria.
2.  Al suddetto personale possono essere affidati il comando di uno o
piu'  militari cui impartisce ordini dei quali controlla l'esecuzione
e  di  cui  risponde,  compiti di carattere operativo, addestrativo e
logistico-amministrativo,   ferma   restando   la   possibilita'   di
sostituzione  del superiore gerarchico, in caso di temporanea assenza
o impedimento.
3.  Ai  brigadieri  capo,  oltre  a  quanto gia' specificato, possono
essere  attribuiti  incarichi  specialistici, richiedenti particolari
conoscenze  e  attitudini,  il  comando  di  piccole  unita'  nonche'
incarichi operativi di piu' elevato impegno.
 
	        
	      
                              Art. 850
         Appartenenti al ruolo degli appuntati e carabinieri

1.  Il personale appartenente al ruolo appuntati e carabinieri, oltre
ai  compiti  di  carattere  militare  previsti  dalle disposizioni in
vigore,  svolge  mansioni esecutive con il margine di iniziativa e di
discrezionalita'  inerente  alle qualifiche possedute e puo' altresi'
esercitare  incarichi  di  comando di uno o piu' militari, nonche' di
addestramento  in  relazione  a  una eventuale specifica preparazione
professionale posseduta.
 
	        
	      
TITOLO V
STATO GIURIDICO E IMPIEGO
CAPO I
IL GRADO
SEZIONE I
ATTRIBUZIONE E REVOCA DEL GRADO
                              Art. 851
                         Grado dei militari

1. Il grado e' indipendente dall'impiego.
2.  Il  grado  si  acquista  e  si  perde  in  base alle disposizioni
contenute nel presente codice.
3. Non sono concessi gradi onorari per gli ufficiali.
 
	        
	      
                              Art. 852
                       Conferimento del grado

1. Il grado e' conferito con atto di nomina o con atto di promozione.
2. Il grado iniziale e' conferito:
a)  per  gli  appartenenti  ai ruoli degli ufficiali, con decreto del
Presidente della Repubblica;
b) per gli appartenenti ai ruoli dei sottufficiali e dei volontari in
servizio permanente, con decreto ministeriale;
c)  per  gli appartenenti al ruolo degli appuntati e carabinieri, con
determinazione del Comandante generale;
d)  per  i  militari  di  truppa,  con  determinazione del rispettivo
comandante di corpo.
 
	        
	      
                              Art. 853
                          Revoca del grado

1.  Il  grado  e'  soggetto a revoca se il militare al quale e' stato
conferito  non  presta  giuramento  di  fedelta',  prima  di assumere
servizio.
2.  La  revoca  ha  effetto dalla data di decorrenza della nomina nel
grado.
 
	        
	      
SEZIONE II
ANZIANITA' DI GRADO
                              Art. 854
                             Anzianita'

1.  L'anzianita'  di  grado, salvo diverse disposizioni, determina la
precedenza  di  un  militare rispetto ai pari grado. La precedenza si
intende  riferita agli atti del servizio o della disciplina militare,
secondo quanto stabilito dal presente codice e dal regolamento.
2.  L'anzianita'  di  grado  e' assoluta e relativa ed e' determinata
secondo le disposizioni del presente codice.
 
	        
	      
                              Art. 855
   Precedenza tra militari di differenti ruoli o diverse categorie

1.  Gli  ufficiali  dei  ruoli normali e speciali hanno la precedenza
sugli  ufficiali  dei  ruoli  a  esaurimento di grado eguale solo per
l'assolvimento degli obblighi di comando e di attribuzioni specifiche
prescritte  per l'avanzamento dalla normativa in vigore. In tutti gli
altri  casi  la  precedenza  al  comando compete all'ufficiale avente
maggiore   anzianita'   di   grado  indipendentemente  dal  ruolo  di
appartenenza.
2. Gli ufficiali del ruolo normale dell'Arma dei carabinieri hanno la
precedenza  al  comando  sugli  ufficiali  di  tutti  gli altri ruoli
dell'Arma  dei  carabinieri  di  grado  eguale, allorquando ricoprono
incarichi  validi  ai fini dell'avanzamento al grado superiore, anche
oltre i periodi minimi di comando richiesti ai fini dell'avanzamento.
 
	        
	      
                              Art. 856
                         Anzianita' assoluta

1. Per anzianita' assoluta si intende il tempo trascorso dal militare
nel proprio grado, salvo gli eventuali aumenti o detrazioni apportati
in base alle disposizioni del presente codice.
2.  L'anzianita' assoluta e' determinata dalla data del provvedimento
di nomina o di promozione, se non e' altrimenti disposto.
 
	        
	      
                              Art. 857
                         Anzianita' relativa

1. L'anzianita' relativa e' l'ordine di precedenza del militare fra i
pari grado dello stesso ruolo.
2.  L'anzianita' relativa e' determinata dalle graduatorie di merito,
compilate  al  termine  del  concorso  di  ammissione  in ruolo, o al
termine  del  corso  di  formazione  iniziale,  o negli avanzamenti a
scelta, quando espressamente stabilito.
 
	        
	      
                              Art. 858
                      Detrazioni di anzianita'

1.  Il  militare  in  servizio  permanente  subisce una detrazione di
anzianita', in base alle seguenti cause:
a)   detenzione  per  condanna  a  pena  restrittiva  della  liberta'
personale di durata non inferiore a un mese;
b)  detenzione  in  stato  di  custodia  cautelare  per  reato che ha
comportato  condanna  a  pena restrittiva della liberta' personale di
durata non inferiore a un mese;
c) sospensione disciplinare dall'impiego;
d) aspettativa per motivi privati.
2.  Il  militare delle categorie in congedo subisce una detrazione di
anzianita', in base alle seguenti cause:
a)   detenzione  per  condanna  a  pena  restrittiva  della  liberta'
personale di durata non inferiore a un mese;
b)  detenzione  in  stato  di  custodia  cautelare  per  reato che ha
comportato  condanna  a  pena restrittiva della liberta' personale di
durata non inferiore a un mese;
c) sospensione disciplinare dalle funzioni del grado.
3. La detrazione d'anzianita' e' pari al tempo trascorso in una delle
anzidette situazioni, salvo quanto disposto dall'articolo 859.
 
	        
	      
                              Art. 859
      Calcolo della detrazione di anzianita' per gli ufficiali

1.  La  detrazione  di  anzianita'  per  gli ufficiali consiste nella
perdita di un determinato numero di posti nel ruolo ed e' commisurata
a  tanti  dodicesimi della media numerica annuale delle promozioni al
grado  superiore  a  quello  rivestito dall'ufficiale, effettuate nel
quinquennio  precedente  all'anno  della ripresa del servizio, quanti
sono  i  mesi  o  le  frazioni  di  mese  superiori a quindici giorni
trascorsi in una delle situazioni indicate nell'articolo 858.
2.  L'ufficiale delle categorie in congedo sospeso dalle funzioni del
grado  subisce  nel ruolo una detrazione di anzianita', commisurata a
tanti  dodicesimi  della  quinta parte della consistenza numerica del
ruolo  stesso  al  1°  gennaio dell'anno in cui cessa la sospensione,
quanti  sono i mesi o le frazioni di mese superiori a quindici giorni
trascorsi nella posizione anzidetta.
 
	        
	      
                              Art. 860
                      Rettifiche di anzianita'

1.  Nessuna  rettifica di anzianita' per errata assegnazione di posto
nel  ruolo puo' disporsi d'ufficio oltre il termine di sei mesi dalla
data   di   pubblicazione   del  provvedimento,  tranne  il  caso  di
accoglimento  in  via  amministrativa di ricorso giurisdizionale o di
ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
 
	        
	      
SEZIONE III
PERDITA DEL GRADO
                              Art. 861
                     Cause di perdita del grado

1. Il grado si perde per una delle seguenti cause:
a) dimissioni volontarie;
b) dimissioni d'autorita';
c) cancellazione dai ruoli;
d) rimozione all'esito di procedimento disciplinare;
e) condanna penale.
2. Le dimissioni volontarie riguardano soltanto gli ufficiali.
3.  La  perdita  del  grado,  se non consegue all'iscrizione in altro
ruolo,  comporta  che il militare e' iscritto d'ufficio nei ruoli dei
militari di truppa, senza alcun grado.
4.  Per  gli  appartenenti  ai  ruoli  dell'Arma  dei carabinieri, la
perdita  del  grado,  se  non consegue all'iscrizione in altro ruolo,
comporta  l'iscrizione  d'ufficio  nel  ruolo  dei militari di truppa
dell'Esercito italiano, senza alcun grado.
 
	        
	      
                              Art. 862
                        Dimissioni volontarie

1.  L'ufficiale  ha facolta' di chiedere le dimissioni volontarie dal
grado.
2.  Le  dimissioni  dal  grado  sono  consentite  quando  l'ufficiale
raggiunge  l'eta'  per  la quale cessa ogni obbligo di servizio per i
militari  di  truppa  e  si e' collocati in congedo assoluto in detto
ruolo.
3.  L'ufficiale  in trattamento di quiescenza non puo' dimettersi dal
grado finche' non e' collocato nel congedo assoluto.
4.  L'ufficiale  sottoposto  a procedimento disciplinare di stato, da
cui possa derivare la perdita del grado per rimozione, ha facolta' di
presentare istanza di dimissioni volontarie dal grado.
5. L'accettazione delle dimissioni dal grado e' irrevocabile.
6.  La  facolta' di dimettersi dal grado e' sospesa dal giorno in cui
e'  indetta la mobilitazione, totale o parziale, ovvero e' dichiarato
lo stato di grave crisi internazionale.
 
	        
	      
                              Art. 863
                       Dimissioni d'autorita'

1. Le dimissioni d'autorita' sono determinate dalle seguenti cause:
a) interdizione giudiziale;
b) inabilitazione civile;
c) amministrazione di sostegno;
d) irreperibilita' accertata;
e)  sottoposizione  a  misura di prevenzione o di sicurezza personale
definitiva.
2.   Le  dimissioni  d'autorita'  sono  adottate  per  decisione  del
Ministro, sentito il parere della Corte militare d'appello:
a) a seguito di sottoposizione a misure di prevenzione;
b)  a  seguito  di  sottoposizione  a  misure di sicurezza personali,
previste  dall'articolo  215  del  codice  penale,  se il militare e'
prosciolto  dal giudice penale, ovvero se il militare, condannato, e'
ricoverato,  a causa di infermita' psichica, in una casa di cura o di
custodia.  Se  il  militare, prosciolto, e' ricoverato in un ospedale
psichiatrico  giudiziario,  ai  sensi dell'articolo 222 c.p., e se il
militare,  condannato,  e'  ricoverato per infermita' psichica in una
casa  di  cura  o  di  custodia,  ai sensi dell'articolo 219 c.p., la
decisione e' presa quando il militare ne e' dimesso.
 
	        
	      
                              Art. 864
                       Cancellazione dai ruoli

1. La cancellazione dai ruoli e' determinata dalle seguenti cause:
a) perdita della cittadinanza;
b)  assunzione  di  servizio  con  qualsiasi grado o qualifica in una
Forza  armata  o  Corpo  armato  diversi  o in una Forza di polizia a
ordinamento civile;
c)  assunzione  di  servizio con grado inferiore nella Forza armata o
Corpo armato di appartenenza;
d)  assunzione  di  servizio,  non autorizzata, nelle Forze armate di
Stati esteri.
2. Ai sensi del comma 1, lettere b) e c), l'assunzione di servizio si
perfeziona  con  l'incorporazione  a  seguito di immissione nel nuovo
ruolo.
 
	        
	      
                              Art. 865
                  Rimozione per motivi disciplinari

1.  La  perdita  del  grado per rimozione e' sanzione disciplinare di
stato, adottata a seguito di apposito giudizio disciplinare.
 
	        
	      
                              Art. 866
                           Condanna penale

1.  La  perdita  del  grado,  senza giudizio disciplinare, consegue a
condanna definitiva, non condizionalmente sospesa, per reato militare
o delitto non colposo che comporti la pena accessoria della rimozione
o della interdizione temporanea dai pubblici uffici, oppure una delle
pene  accessorie  di cui all'articolo 19, comma 1, numeri 2) e 6) del
codice penale.
2. I casi in base ai quali la condanna penale comporti l'applicazione
della  rimozione  o della interdizione temporanea dai pubblici uffici
sono  contemplati,  rispettivamente,  dalla  legge  penale militare e
dalla legge penale comune.
 
	        
	      
                              Art. 867
                 Provvedimenti di perdita del grado

1.  Il  provvedimento  e'  disposto con decreto ministeriale. Per gli
appartenenti al ruolo appuntati e carabinieri la perdita del grado e'
disposta con determinazione ministeriale per i militari in servizio e
con determinazione del Comandante generale per i militari in congedo.
2.  Per  i  militari  dichiarati interdetti, inabilitati o sottoposti
all'amministrazione  di  sostegno  la perdita del grado decorre dalla
data  di pubblicazione della sentenza, ai sensi dell'articolo 421 del
codice civile.
3.  Se  la  perdita  del  grado consegue a condanna penale, la stessa
decorre dal passaggio in giudicato della sentenza.
4.  Nei  casi  di  assunzione di servizio di cui all'articolo 864, la
perdita  del  grado  decorre  dalla  data  di assunzione del servizio
stesso.
5.  La  perdita  del  grado  decorre  dalla  data  di  cessazione dal
servizio,  ovvero, ai soli fini giuridici, dalla data di applicazione
della sospensione precauzionale, se sotto tale data, risulta pendente
un procedimento penale o disciplinare che si conclude successivamente
con  la  perdita del grado, salvo che il militare sia stato riammesso
in servizio:
a)   per   il   decorso   della   durata  massima  della  sospensione
precauzionale, ai sensi dell'articolo 919, comma 1;
b)  a  seguito  di  revoca  della  sospensione precauzionale disposta
dall'amministrazione, ai sensi dell'articolo 918, comma 2.
6.  Per  tutti gli altri casi la perdita del grado decorre dalla data
del decreto.
 
	        
	      
SEZIONE IV
REINTEGRAZIONE NEL GRADO
                              Art. 868
        Disposizioni generali sulla reintegrazione nel grado

1.  Il  militare che ha subito un provvedimento di perdita del grado,
puo'  essere  reintegrato nello stesso nei casi previsti dal presente
codice e con le modalita' stabilite dal regolamento.
2. La reintegrazione nel grado e' disposta con decreto ministeriale e
decorre dalla data del provvedimento.
3.  La  reintegrazione  nel  grado  non  comporta  la riassunzione in
servizio, salvo quanto previsto dagli articoli 961 e 962. Il militare
reintegrato e' iscritto nei corrispondenti ruoli del congedo.
 
	        
	      
                              Art. 869
                      Reintegrazione d'ufficio

1.  La reintegrazione nel grado e' disposta d'ufficio se vengono meno
le  cause  che  hanno  determinato  la  cancellazione  dai  ruoli per
assunzione di servizio con grado inferiore nella Forza armata o Corpo
armato di appartenenza.
2.  La  reintegrazione  nel  grado  decorre  dalla  data in cui cessa
l'assunzione di servizio nel grado inferiore.
 
	        
	      
                              Art. 870
                      Reintegrazione a domanda

1.  La reintegrazione nel grado e' disposta a domanda se vengono meno
le cause che hanno determinato:
a)    l'interdizione    giudiziale,    l'inabilitazione    civile   o
l'amministrazione di sostegno;
b) l'irreperibilita' accertata;
c) la perdita della cittadinanza;
d)  l'assunzione  di  servizio con qualsiasi grado o qualifica in una
Forza  armata  o  Corpo  armato  diversi  o in una Forza di polizia a
ordinamento civile.
 
	        
	      
                              Art. 871
     Reintegrazione a seguito di perdita del grado per rimozione

1.  La  reintegrazione  nel  grado  per  il  militare che ne e' stato
rimosso    per    motivi   disciplinari   e'   disposta   a   domanda
dell'interessato,  previo  parere  favorevole  della  Corte  militare
d'appello.
2.  La  reintegrazione  e'  disposta  se  il militare conserva ottima
condotta  morale  e  civile  per  almeno cinque anni dalla data della
rimozione.  Tale  periodo  e' ridotto alla meta' per il militare che,
per atti di valore personale compiuti dopo la rimozione dal grado, ha
conseguito  una promozione per merito di guerra o altra ricompensa al
valor  militare.  Il  militare che ha conseguito piu' di una di dette
promozioni  o ricompense puo' ottenere la reintegrazione nel grado in
qualsiasi tempo.
3.  Se  la perdita del grado e' stata disposta in via disciplinare in
conseguenza  di  una  condanna  penale che non comporta di diritto la
perdita  del  grado,  la reintegrazione non puo' aver luogo se non e'
prima intervenuta sentenza di riabilitazione.
 
	        
	      
                              Art. 872
     Reintegrazione a seguito di perdita del grado per condanna

1.  La  reintegrazione  nel grado per il militare che lo ha perso per
condanna penale e' disposta a domanda dell'interessato, previo parere
favorevole della Corte militare d'appello.
2.   La   reintegrazione  e'  disposta  se  il  militare  ottiene  la
riabilitazione  a  norma  delle  legge  penale  comune e, nel caso di
applicazione  della pena militare accessoria della rimozione, anche a
norma della legge penale militare.
3.  Se la reintegrazione richiesta a seguito di perdita del grado per
condanna  e'  respinta  nel  merito,  l'esame di una nuova domanda e'
ammesso  dopo  cinque  anni  dalla data di decisione di rigetto o, in
ogni  tempo,  se  sono  sopravvenuti  o si scoprono nuovi elementi di
giudizio particolarmente rilevanti ovvero se il militare consegue una
ricompensa al valor militare.
 
	        
	      
                              Art. 873
Reintegrazione   a  seguito  di  perdita  del  grado  in  conseguenza
      dell'applicazione di misure di sicurezza o di prevenzione

1.  La  reintegrazione  nel  grado per il militare che lo ha perso in
applicazione   di  una  misura  di  sicurezza  o  di  una  misura  di
prevenzione  e'  disposta  a  domanda dell'interessato, previo parere
favorevole della Corte militare d'appello.
2.  La  reintegrazione  e'  disposta  se  la misura di sicurezza o la
misura  di  prevenzione  e'  revocata o cessa di essere eseguita e il
militare  conserva  ottima condotta morale e civile per almeno cinque
anni  dalla  data  di revoca o di cessazione. Tale periodo e' ridotto
alla meta' per il militare che, per atti di valore personale compiuti
dopo  la  rimozione  dal grado, consegue una promozione per merito di
guerra o altra ricompensa al valor militare. Il militare che consegue
piu'  di  una  di  dette  promozioni  o  ricompense  puo' ottenere la
reintegrazione nel grado in qualsiasi tempo.
3.  Il  militare  sottoposto  a  misura di prevenzione deve, inoltre,
ottenere  la  riabilitazione  ai sensi dell'articolo 15 della legge 3
agosto 1988, n. 327.
 
	        
	      
CAPO II
POSIZIONI DI STATO GIURIDICO
SEZIONE I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 874
                    Categorie di stato giuridico

1.   In  base  alla  posizione  di  stato  giuridico  i  militari  si
distinguono in:
a) militari in servizio permanente;
b) militari in servizio temporaneo;
c) militari in congedo.
2.  Tutti i militari sono collocati all'interno di una delle predette
categorie in distinti ruoli.
 
	        
	      
                              Art. 875
              Posizione di stato in servizio permanente

1. I militari in servizio permanente si trovano in una delle seguenti
posizioni:
a) servizio permanente effettivo;
b) servizio permanente a disposizione, limitatamente agli ufficiali;
c) sospesi dall'impiego;
d) in aspettativa.
 
	        
	      
                              Art. 876
            Categorie di personale in servizio permanente

1.  Possono  appartenere al servizio permanente solo i militari delle
categorie  degli  ufficiali,  dei sottufficiali e dei graduati di cui
all'articolo 627.
 
	        
	      
                              Art. 877
              Posizione di stato in servizio temporaneo

1. I militari in servizio temporaneo si trovano in una delle seguenti
posizioni:
a) in servizio attivo alle armi;
b) sospesi dal servizio.
 
	        
	      
                              Art. 878
            Categorie di personale in servizio temporaneo

1.  I  militari  in  servizio  temporaneo  appartengono  a  una delle
seguenti categorie:
a)  volontari  in  ferma  prefissata,  in prolungamento di ferma e in
rafferma;
b) carabinieri effettivi in ferma;
c) allievi delle scuole militari;
d) allievi marescialli;
e) allievi ufficiali;
f) marescialli in ferma;
g) ufficiali di complemento in ferma e in rafferma;
h) allievi ufficiali e ufficiali in ferma prefissata;
i) ufficiali e sottufficiali piloti e navigatori di complemento.
2.  I militari in servizio temporaneo non sono forniti di rapporto di
impiego  e  prestano  servizio  attivo in relazione alla durata della
rispettiva ferma.
3. Il rapporto di servizio temporaneo puo' essere sospeso, interrotto
o cessare solo in base alle espresse previsioni di questo codice.
 
	        
	      
                              Art. 879
                   Posizione di stato nel congedo

1. Il militare in congedo puo' trovarsi:
a) temporaneamente richiamato o trattenuto in servizio;
b) sospeso dalle funzioni del grado.
2.  L'ufficiale,  per  giustificati motivi dell'amministrazione, puo'
essere  trattenuto  in  servizio  oltre  la  data  di  decorrenza del
provvedimento   di   cessazione   dal   servizio  permanente.  Se  il
trattenimento  in servizio dura piu' di quindici giorni e' necessaria
la  preventiva autorizzazione del Ministro della difesa; in ogni caso
il  trattenimento  in  servizio non puo' eccedere la durata di giorni
sessanta.
 
	        
	      
                              Art. 880
                  Categorie di personale in congedo

1. I militari in congedo appartengono a una delle seguenti categorie:
a) ausiliaria;
b) complemento;
c) congedo illimitato;
d) riserva;
e) riserva di complemento;
f) congedo assoluto.
2.  L'ausiliaria  riguarda  il  personale  collocato  nel congedo dal
servizio permanente.
3. Il complemento riguarda gli ufficiali e i sottufficiali.
4.  Il  congedo  illimitato riguarda i militari di truppa che cessano
dal servizio temporaneo.
5. La riserva di complemento riguarda esclusivamente gli ufficiali.
6.  I militari in congedo assoluto non sono piu' vincolati a obblighi
di  servizio  attivo  in tempo di pace, in tempo di guerra o di grave
crisi  internazionale;  il  militare  in congedo assoluto conserva il
grado e l'onore dell'uniforme, che puo' essere indossata in base alle
disposizioni  di  ciascuna  Forza armata o del Corpo della Guardia di
finanza,  ed  e'  soggetto  alle disposizioni di legge riflettenti il
grado e la disciplina.
 
	        
	      
                              Art. 881
Disposizioni  per  il  personale militare deceduto o che ha contratto
           infermita' nel corso di missioni internazionali

1. Il personale militare in ferma volontaria che ha prestato servizio
in  missioni  internazionali  e contrae infermita' idonee a divenire,
anche  in un momento successivo, causa di inabilita' puo', a domanda,
essere  trattenuto  alle  armi  con  ulteriori  rafferme  annuali, da
trascorrere  interamente  in licenza straordinaria di convalescenza o
in  ricovero  in  luogo di cura, anche per periodi superiori a quelli
massimi  previsti,  fino alla definizione della pratica medico-legale
riguardante  il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio.
Ai  fini  del  proscioglimento  dalla  ferma o rafferma contratta, al
predetto  personale  che ha ottenuto il riconoscimento della causa di
servizio  non  sono  computati,  a  domanda,  i  periodi trascorsi in
licenza straordinaria di convalescenza o in ricovero in luogo di cura
connessi  con  il  recupero  dell'idoneita'  al  servizio  militare a
seguito della infermita' contratta.
2.  Il  personale di cui al comma 1 trattenuto alle armi e' computato
nelle consistenze annuali previste dagli articoli 803 e 2215.
3.  Al  personale  militare  in  servizio permanente, che presta o ha
prestato  servizio  in  missioni internazionali e che ha contratto le
infermita' nei termini e nei modi di cui al comma 1, non e' computato
nel periodo massimo di aspettativa il periodo di ricovero in luogo di
cura  o  di  assenza  dal  servizio  fino a completa guarigione delle
stesse  infermita',  che non devono comportare inidoneita' permanente
al servizio.
4.  Fino  alla definizione dei procedimenti medico-legali riguardanti
il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio, al personale
di  cui  ai  commi  1  e  3  e'  corrisposto il trattamento economico
continuativo nella misura intera.
5.  In  relazione  al  personale  di  cui  ai commi 1 e 3, deceduto o
divenuto  permanentemente inabile al servizio militare incondizionato
ovvero  giudicato  assolutamente  inidoneo ai servizi di istituto per
lesioni   traumatiche  o  per  le  infermita'  di  cui  al  comma  1,
riconosciute  dipendenti da causa di servizio, sono estesi al coniuge
e  ai  figli  superstiti,  ovvero  ai fratelli germani conviventi e a
carico,  se  unici  superstiti,  i  benefici  previsti  in materia di
provvidenze per le vittime del terrorismo di cui all'articolo 1904.
 
	        
	      
SEZIONE II
SERVIZIO PERMANENTE
                              Art. 882
                    Servizio permanente effettivo

1.  Il  servizio  permanente  effettivo  e' la posizione del militare
idoneo al servizio incondizionato.
2. E' idoneo al servizio incondizionato il militare le cui condizioni
psico-fisiche  gli  consentono  di prestare servizio dovunque, presso
reparti,  comandi,  uffici  e  a  bordo  per  i militari della Marina
militare.
3.  Per  i  militari dei ruoli naviganti la temporanea inidoneita' al
solo  servizio  di  volo  non costituisce impedimento alla permanenza
nella posizione di servizio effettivo.
4. L'idoneita' al servizio incondizionato e' accertata periodicamente
dagli organi e con le modalita' stabiliti dal regolamento.
 
	        
	      
                              Art. 883
                 Servizio permanente a disposizione

1.  La posizione di "a disposizione" e' quella del tenente colonnello
e   del   colonnello   e  gradi  corrispondenti  idoneo  al  servizio
incondizionato  che  continua  a  essere  provvisto  di  rapporto  di
impiego.
2.  L'ufficiale  in  servizio  permanente  a disposizione puo' essere
impiegato  negli  incarichi  previsti  per  gli ufficiali in servizio
permanente  effettivo, se occorre sopperire a deficienze organiche di
ufficiali pari grado di tale posizione di stato.
 
	        
	      
                              Art. 884
                             Aspettativa

1.   L'aspettativa   e'   la   posizione   di   stato   del  militare
temporaneamente  esonerato  dal servizio per una delle cause previste
dal presente codice.
2. L'aspettativa puo' conseguire a:
a) stato di prigionia o di disperso, ai sensi dell'articolo 621;
b) infermita' temporanee;
c) motivi privati;
d) riduzione dei quadri;
e) elezione in cariche politiche e amministrative;
f)  prestazione  di  servizio  all'estero  del  coniuge, dipendente -
civile o militare - dello Stato;
g) ammissione a un dottorato di ricerca;
h)  applicazione  delle disposizioni di cui alla sezione III del capo
IV del titolo III del presente libro;
i) applicazione dell'articolo 19, comma 3, del decreto del Presidente
della  Repubblica  29  ottobre  2001,  n.  461,  nonche'  del decreto
interministeriale di cui all'articolo 930.
3. L'aspettativa per riduzione dei quadri riguarda esclusivamente gli
ufficiali.
 
	        
	      
                              Art. 885
                      Sospensione dall'impiego

1.  Il  militare  puo' essere sospeso dall'impiego per motivi penali,
disciplinari o precauzionali.
2.  La  sospensione  dall'impiego  come  pena  militare accessoria e'
disciplinata  dagli  articoli  30  e 31 del codice penale militare di
pace.
3.   La   sospensione   disciplinare   e  quella  precauzionale  sono
disciplinate dal presente codice.
 
	        
	      
SEZIONE III
CONGEDO
                              Art. 886
                             Ausiliaria

1.  La categoria dell'ausiliaria comprende il personale militare che,
essendovi  transitato  nei casi previsti, ha manifestato all'atto del
collocamento  nella  predetta  posizione  la propria disponibilita' a
prestare  servizio  nell'ambito  del  comune  o  della  provincia  di
residenza   presso   l'amministrazione   di   appartenenza   o  altra
amministrazione.
2.  Il  transito  nella posizione di ausiliaria e i relativi obblighi
sono stabiliti nel capo VII, sezione III del presente titolo.
 
	        
	      
                              Art. 887
                               Riserva

  1.  La categoria della riserva e' composta dai militari che cessano
dal servizio permanente o transitano dalla categoria dell'ausiliaria.
((5))
  2.  I militari della riserva hanno obblighi di servizio soltanto in
tempo di guerra o di grave crisi internazionale.

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 887, comma 1 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "1.  La  categoria  della  riserva  e'  composta  dai ((militari che
cessano dal servizio permanente o che vi transitano)) dalla categoria
dell'ausiliaria.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 888
                             Complemento

  1. La categoria del complemento comprende:
    a)  gli ufficiali e i sottufficiali nominati direttamente in tale
categoria, ai sensi delle sezioni II e III del capo III del titolo II
e della sezione II del capo III del titolo III del presente libro;
    b)  gli  ufficiali,  i sottufficiali e i graduati provenienti dal
servizio permanente nei casi previsti dal presente codice; ((5))
    c) gli ufficiali che assolvono l'obbligo di leva.
  2.  Gli ufficiali e i sottufficiali di complemento sono destinati a
completare i quadri della rispettiva Forza armata o Corpo armato.

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AGGIORNAMENTO (5)
  Si riporta, in nota, il testo della lettera b) dell'art. 888, comma
1  a  seguito  delle modifiche introdotte dall'avviso di rettifica in
G.U. 30/9/2010, n. 229:
 "((b)  gli  ufficiali  e  i  sottufficiali  provenienti dal servizio
permanente)) nei casi previsti dal presente codice;".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 889
                         Congedo illimitato

1.  Il  personale  in  congedo  illimitato  puo' essere richiamato in
servizio:
a)  in tempo di pace, per particolari esigenze di carattere operativo
ovvero addestrativo delle Forze armate;
b)  in  tempo  di  guerra  o  di grave crisi internazionale, ai sensi
dell'articolo 1929, comma 2.
 
	        
	      
                              Art. 890
                       Riserva di complemento

1.  La categoria della riserva di complemento comprende gli ufficiali
di  complemento  o  gli  ufficiali  in  servizio permanente che hanno
cessato di appartenere alle rispettive categorie.
2.   Il  presente  codice  disciplina  i  casi  e  le  modalita'  che
determinano il transito nella categoria della riserva di complemento.
3.  L'ufficiale  nella riserva di complemento ha obblighi di servizio
solo in tempo di guerra o di gravi crisi internazionali.
 
	        
	      
SEZIONE IV
COLLOCAMENTO FUORI RUOLO
                              Art. 891
Impiego presso enti od organismi internazionali o presso Stati esteri

1.  Il  personale  militare  puo'  con  decreto  ministeriale, previa
autorizzazione   della   Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  -
Dipartimento  della  funzione  pubblica,  sentiti  il  Ministro della
difesa e il Ministro per gli affari esteri, d'intesa con il Ministero
dell'economia  e  delle  finanze,  essere  collocato  fuori ruolo per
assumere  un impiego o un incarico temporaneo di durata non inferiore
a   sei   mesi  presso  enti  od  organismi  internazionali,  nonche'
esercitare  funzioni,  anche  di carattere continuativo, presso Stati
esteri.  Con  la  stessa  procedura, l'incarico puo' essere rinnovato
alla scadenza del termine o revocato prima di detta scadenza.
2.  Per  quanto  non  diversamente  disposto  dal presente codice, al
personale  militare impiegato presso enti od organismi internazionali
o  presso  Stati  esteri  si applicano le disposizioni della legge 27
luglio 1962, n. 1114.
 
	        
	      
CAPO III
RAPPORTO DI IMPIEGO
SEZIONE I
DISPOSIZIONI GENERALI
                              Art. 892
                   Accesso al servizio permanente

1. Si accede al servizio permanente a seguito di:
a) superamento di apposito concorso e successiva nomina diretta;
b)  superamento di apposito corso di formazione iniziale e successiva
nomina nel grado;
c)  ammissione,  al  termine  di  un  prestabilito  periodo  di ferma
volontaria.
 
	        
	      
                              Art. 893
                            Dell'impiego

1.  Il  militare  in  servizio  permanente  e' fornito di rapporto di
impiego che consiste nell'esercizio della professione di militare.
2.  Il  rapporto di impiego puo' essere interrotto, sospeso o cessare
solo in base alle disposizioni del presente codice.
 
	        
	      
                              Art. 894
                   Incompatibilita' professionali

1.  La  professione  di  militare e' incompatibile con l'esercizio di
ogni  altra  professione,  salvo  i  casi  previsti  da  disposizioni
speciali.
2.   E'   altresi'  incompatibile  l'esercizio  di  un  mestiere,  di
un'industria   o  di  un  commercio,  la  carica  di  amministratore,
consigliere, sindaco o altra consimile, retribuita o non, in societa'
costituite a fine di lucro.
 
	        
	      
                              Art. 895
           Attivita' extraprofessionali sempre consentite

1.  Sono  sempre  consentite  le  attivita', che diano o meno luogo a
compensi, connesse con:
a) la collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili;
b)  l'utilizzazione  economica  da  parte  dell'autore o inventore di
opere dell'ingegno e di invenzioni industriali;
c) la partecipazione a convegni e seminari;
d)  incarichi per i quali e' corrisposto solo il rimborso delle spese
documentate;
e)    la    formazione   diretta   ai   dipendenti   della   pubblica
amministrazione.
2.  Le  predette  attivita' devono comunque essere svolte al di fuori
dell'orario  di  servizio e non condizionare l'adempimento dei doveri
connessi con lo stato di militare.
 
	        
	      
                              Art. 896
Attivita'  extraprofessionali  da  svolgere  previa  autorizzazione o
                            conferimento

1.  I militari non possono svolgere incarichi retribuiti che non sono
stati  conferiti  o  previamente  autorizzati dall'amministrazione di
appartenenza.
2.  Gli  incarichi  autorizzati possono essere svolti solamente al di
fuori  degli  orari di servizio e non devono essere incompatibili con
l'adempimento dei doveri connessi con lo stato di militare.
3.  Disposizioni interne indicano quali sono gli incarichi retribuiti
che  possono  essere  autorizzati  o conferiti e con quali modalita',
secondo  criteri  oggettivi  e predeterminati che tengono conto delle
specifiche    professionalita',    tali    da   escludere   casi   di
incompatibilita',  sia  di  diritto  sia di fatto, nell'interesse del
buon andamento della pubblica amministrazione.
4.   E'   fatta   salva   l'applicazione,   in   quanto  compatibile,
dell'articolo  53,  commi  da  8 a 16-bis, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165.
 
	        
	      
                              Art. 897
                        Docenza universitaria

1.  E'  consentito  il cumulo dell'ufficio di professore di ruolo con
quello di ufficiale superiore o generale delle Forze armate, nei casi
e nei limiti previsti dalle norme in vigore.
 
	        
	      
                              Art. 898
Decadenza dal rapporto di impiego per incompatibilita' professionale

1.  Il  militare  che  non  osserva  le  norme sulle incompatibilita'
professionali  e'  diffidato su determinazione ministeriale a cessare
immediatamente dalla situazione di incompatibilita'.
2.    Decorsi    quindici    giorni    dalla   diffida,   senza   che
l'incompatibilita' cessi, il militare decade dall'impiego.
3.  La  circostanza  che  il  militare  ha  obbedito alla diffida non
preclude l'eventuale azione disciplinare.
4.  Il  militare che decade dall'impiego, ai sensi del comma 2, e che
conti  almeno  venti  anni  di  servizio effettivo e' collocato nella
riserva. Se il servizio e' inferiore a detto limite:
a)  l'ufficiale  e'  collocato  nel  complemento  o  nella riserva di
complemento, a seconda dell'eta';
b) il sottufficiale e' collocato nel complemento;
c) il graduato e' collocato sempre nella riserva.
5.   Gli   ufficiali  delle  Forze  armate,  nei  casi  di  decadenza
dall'impiego,  ai  sensi  del  comma  2,  sono trattenuti in servizio
temporaneo  fino  all'assolvimento delle ferme ordinarie e speciali o
dei  particolari  vincoli  di  permanenza  in  servizio  disposti dal
presente codice.
 
	        
	      
                              Art. 899
   Personale assegnato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

1.  Al  personale militare continua ad applicarsi l'articolo 9, comma
5-bis, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.
2.  I  posti resisi vacanti nell'Arma dei carabinieri a seguito della
destinazione  alla  Presidenza  del  Consiglio dei Ministri, prevista
dall'articolo  825, sono considerati disponibili per nuove nomine; la
restituzione  all'Arma  dei carabinieri avviene, se necessario, anche
in   soprannumero,   salvo  successivo  riassorbimento;  resta  ferma
l'applicazione  dell'articolo  2,  comma  91, della legge 24 dicembre
2007, n. 244.
 
	        
	      
SEZIONE II
SERVIZIO PERMANENTE A DISPOSIZIONE
                              Art. 900
         Collocamento nel servizio permanente a disposizione

  1.  I  tenenti colonnelli in servizio permanente effettivo che sono
stati  valutati  almeno tre volte ai fini dell'avanzamento, giudicati
idonei  ma  non iscritti in quadro, sono collocati nella posizione di
"a  disposizione"  dal  1° gennaio del terzo anno precedente a quello
del raggiungimento del limite d'eta' per il collocamento in congedo.
  2.   L'ufficiale   collocato  "a  disposizione"  permane  in  detta
posizione di stato fino al raggiungimento del limite d'eta' stabilito
per   il  grado  di  colonnello  del  rispettivo  ruolo  in  servizio
permanente. ((4))

-------------
AGGIORNAMENTO (4)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 900, comma 2 a seguito
della  modifica introdotta dall'avviso di rettifica in G.U. 7/9/2010,
n. 209:
 "2.   L'ufficiale   collocato  "a  disposizione"  permane  in  detta
posizione di stato fino al raggiungimento del limite d'eta' stabilito
((per il pari grado del rispettivo ruolo)) in servizio permanente.".
  La suddetta modifica entra in vigore il 7/9/2010.
 
	        
	      
SEZIONE III
ASPETTATIVA
                              Art. 901
                           Motivi privati

1.  L'aspettativa  per  motivi privati e' disposta a domanda motivata
dell'interessato.
2. L'aspettativa non puo' avere durata inferiore a quattro mesi e non
puo' eccedere il periodo continuativo di un anno.
3. La sua concessione e' subordinata alle esigenze di servizio.
4.  Trascorsi  i  primi quattro mesi il militare puo' fare domanda di
richiamo  anticipato  in  servizio.  Il  militare  e'  richiamato  in
servizio  a domanda, se deve essere valutato per l'avanzamento o deve
frequentare    corsi   o   sostenere   esami   prescritti   ai   fini
dell'avanzamento o per l'accesso ai ruoli superiori.
5.  Il  militare che e' gia' stato in aspettativa per motivi privati,
per  qualsiasi  durata,  non  puo'  esservi  ricollocato  se non sono
trascorsi almeno due anni dal suo richiamo in servizio.
6.  Al  militare  in  aspettativa  per  motivi privati non compete lo
stipendio  o  altro  assegno. Il periodo trascorso in aspettativa per
motivi   privati   non  e'  computato  ai  fini  del  trattamento  di
quiescenza, della indennita' di fine servizio e dell'avanzamento.
7.  Le  disposizioni del presente articolo si applicano in quanto non
diversamente  disposto  dai  provvedimenti  di  concertazione  per il
personale  delle  Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento
militare.
 
	        
	      
                              Art. 902
                  Stato di prigionia o di disperso

1.  L'aspettativa  di  cui  all'articolo  884, comma 2, lettera a) e'
disposta di diritto.
2.  L'aspettativa  in  questione  decorre dal momento della cattura o
della  dispersione  e cessa normalmente con il venir meno della causa
che l'ha determinata.
3. Al militare in aspettativa ai sensi del comma 1:
a)  compete  l'intero  trattamento economico goduto dal pari grado in
attivita' di servizio;
b)  e'  computato  per  intero  agli  effetti della pensione il tempo
trascorso in aspettativa.
 
	        
	      
                              Art. 903
                    Elezioni in cariche politiche

1. I militari eletti al Parlamento nazionale, al Parlamento europeo e
nei  Consigli regionali sono collocati d'ufficio in aspettativa senza
assegni per la durata del mandato.
2. Essi possono optare per la conservazione, in luogo dell'indennita'
parlamentare  e  dell'analoga  indennita'  corrisposta ai consiglieri
regionali,    del   trattamento   economico   in   godimento   presso
l'amministrazione di appartenenza, che resta a carico della medesima.
3.   Il  periodo  di  aspettativa  in  questione  e'  utile  ai  fini
dell'anzianita'  di  servizio  e  del  trattamento di quiescenza e di
previdenza.
4.   Il   collocamento   in   aspettativa  ha  luogo  all'atto  della
proclamazione  degli  eletti.  Della  stessa  le  Camere e i Consigli
regionali  danno  comunicazione  alle amministrazioni di appartenenza
per i conseguenti provvedimenti.
 
	        
	      
                              Art. 904
                 Elezioni in cariche amministrative

  1.  Salvo  quanto  disposto dall'articolo 903, l'aspettativa per le
cariche  elettive  amministrative  e'  disposta,  a domanda, ai sensi
dell'articolo   1   della   legge   12  dicembre  1966,  n.  1078,  e
dell'articolo 2 della legge 27 dicembre 1985, n. 816. ((5))

-------------
AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 904, comma 1 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "1.  Salvo  quanto  disposto dall'articolo 903, l'aspettativa per le
cariche  elettive  amministrative  e'  disposta,  a domanda, ai sensi
dell'articolo   1   della   legge   12  dicembre  1966,  n.  1078,  e
((dell'articolo  81  del  decreto  legislativo  18  agosto  2000,  n.
267.))".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 905
                        Infermita' temporanea

1.  L'aspettativa  per  infermita' temporanea e' disposta a domanda o
d'autorita'.
2.  Prima  del collocamento in aspettativa per infermita' ai militari
sono concessi i periodi di licenza non ancora fruiti.
3. Nei casi di aspettativa per infermita' si provvede tempestivamente
agli accertamenti sanitari.
4.  Se  il militare e' giudicato ancora temporaneamente non idoneo al
servizio   incondizionato,   l'aspettativa   e'   prorogata   fino  a
raggiungere il periodo massimo previsto dall'articolo 912.
5.  Se  allo  scadere  di detto periodo massimo il militare e' ancora
giudicato  non idoneo al servizio incondizionato, lo stesso cessa dal
servizio permanente, ai sensi dell'articolo 929.
6.  Il  militare  in  aspettativa  per infermita', che ha maturato le
condizioni  per  essere  compreso  nelle  aliquote di valutazione per
l'avanzamento  o  che  deve frequentare corsi, compiere esperimenti o
sostenere  esami  prescritti  ai  fini  dell'avanzamento,  se  ne  fa
domanda,  e'  sottoposto  ad  accertamenti  sanitari; se riconosciuto
idoneo e' richiamato in servizio.
7. La cessazione dal servizio permanente si applica se il militare e'
giudicato  permanentemente  inabile  al servizio incondizionato anche
prima  dello  scadere  del  periodo  massimo  di  aspettativa, ovvero
quando,   nel  quinquennio,  e'  giudicato  non  idoneo  al  servizio
incondizionato, dopo che ha fruito del periodo massimo di aspettativa
e gli sono state concesse le licenze eventualmente spettantigli.
8.  Agli  effetti  della pensione, il tempo trascorso dal militare in
aspettativa  per infermita' proveniente o non proveniente da causa di
servizio e' computato per intero.
9.  Le  disposizioni del presente articolo si applicano in quanto non
diversamente  disposto  dai  provvedimenti  di  concertazione  per il
personale  delle  Forze armate e delle Forze di polizia a ordinamento
militare.
 
	        
	      
                              Art. 906
          Riduzione dei quadri per eccedenze in piu' ruoli

1.  Se  il conferimento delle promozioni annuali determina, nel grado
di  colonnello  o  di  generale  di  un  determinato ruolo, eccedenze
rispetto  agli  organici  previsti  dal presente codice, salvo quanto
disposto  dall'articolo  908,  il  collocamento  in  aspettativa  per
riduzione  di  quadri e' effettuato se la predetta eccedenza non puo'
essere  assorbita  nelle  dotazioni complessive di tale grado fissate
per  ogni  Forza  armata  dal  presente  codice.  Se  si  determinano
eccedenze   in   piu'  ruoli  di  una  Forza  armata  non  totalmente
riassorbibili, e' collocato in aspettativa per riduzione di quadri:
a) se colonnello, l'ufficiale dei predetti ruoli anagraficamente piu'
anziano e, a parita' di eta', l'ufficiale meno anziano nel grado;
b)  se  generale,  l'ufficiale  piu' anziano in grado e, a parita' di
anzianita', l'ufficiale anagraficamente piu' anziano.
2.  Il collocamento in aspettativa per riduzione dei quadri di cui al
comma 1 e' disposto al 31 dicembre dell'anno di riferimento.
 
	        
	      
                              Art. 907
Riduzione   dei   quadri   per   eccedenze   nei   ruoli  speciale  e
             tecnico-logistico dell'Arma dei carabinieri

1.  Le  eccedenze che si verificano, rispetto al numero massimo degli
organici  nei gradi di generale e di colonnello, dei ruoli speciale e
tecnico-logistico  dell'Arma  dei  carabinieri  sono eliminate con il
collocamento  in  aspettativa  per riduzione di quadri dell'ufficiale
del  rispettivo  ruolo  anagraficamente  piu' anziano e, a parita' di
eta',  dell'ufficiale  meno  anziano nel grado, se colonnello, ovvero
dell'ufficiale  piu'  anziano  in  grado  e, a parita' di anzianita',
dell'ufficiale anagraficamente piu' anziano, se generale.
 
	        
	      
                              Art. 908
              Ipotesi speciale di riduzione dei quadri

1.  Per  gli ufficiali in servizio permanente effettivo, nei gradi in
cui le promozioni a scelta al grado superiore non si effettuano tutti
gli  anni,  l'articolo 906 si applica solo negli anni in cui si forma
il  quadro  di avanzamento. Gli ufficiali che sono stati iscritti nel
predetto  quadro  non  sono computati nel numero massimo del grado di
appartenenza fino alla promozione.
 
	        
	      
                              Art. 909
               Norme comuni alla riduzione dei quadri

  1.  Il collocamento in aspettativa per riduzione dei quadri avviene
secondo il seguente ordine:
    a)  ufficiali  in  possesso  di un'anzianita' contributiva pari o
superiore a quaranta anni che ne fanno richiesta;
    b)  ufficiali che si trovano a non piu' di cinque anni dai limiti
d'eta' del grado rivestito che ne fanno richiesta;
    c)    ufficiali    promossi    nella   posizione   di   <<a
disposizione>>;
    d) ufficiali in servizio permanente effettivo.
  2.  Sono  esclusi  dal provvedimento di collocamento in aspettativa
gli ufficiali che ricoprono la carica di:
    a) Capo di stato maggiore della difesa;
    b) Capo di stato maggiore di Forza armata;
    c) Segretario generale del Ministero della difesa;
    d) Comandante generale dell'Arma dei carabinieri;
    e) Comandante generale del Corpo della Guardia di finanza.
  3.  Se  nel  frattempo non sono stati raggiunti dal limite di eta',
allo scadere dei due anni di aspettativa gli ufficiali in aspettativa
per riduzione dei quadri cessano dal servizio permanente. ((4))
  4.  Gli  ufficiali  che  devono essere collocati in aspettativa per
riduzione  dei  quadri  possono  chiedere  di  cessare  dal  servizio
permanente a domanda.
  5.  Gli  ufficiali  nella posizione di aspettativa per riduzione di
quadri  sono  a  disposizione  del  Governo per essere all'occorrenza
impiegati  per  esigenze  del  Ministero  della  difesa  o  di  altri
Ministeri.  A  essi  si applicano le norme di cui agli articoli 993 e
995.
  6.  Fermo  restando  quanto previsto dal comma 5, il Ministro della
difesa,  in  relazione  a  motivate  esigenze di servizio delle Forze
armate, ha facolta' di richiamare a domanda gli ufficiali in servizio
permanente collocati in aspettativa per riduzione di quadri.
  7.  Il  comma  6  non si applica nei confronti degli ufficiali che,
all'atto  del  collocamento  in aspettativa per riduzione dei quadri,
rivestono il grado apicale dei ruoli normali.
  8.  Gli  ufficiali  transitati  nella  posizione di aspettativa per
riduzione  di  quadri direttamente dal servizio permanente effettivo,
in  caso  di  richiamo  in  servizio,  non  sono  piu'  valutati  per
l'avanzamento.
  9.  Il  personale collocato in aspettativa per riduzione dei quadri
puo'   chiedere  il  trasferimento  anticipato  dall'ultima  sede  di
servizio  al  domicilio  eletto. Il trasferimento e' ammesso una sola
volta,  indipendentemente  dai  richiami in servizio, e non puo' piu'
essere  richiesto all'atto del definitivo collocamento in congedo. Si
applica  l'articolo  23  della  legge  18 dicembre 1973, n. 836, e il
termine  di  cui  al  comma 1, secondo periodo, del medesimo articolo
decorre  dalla  data  del  definitivo collocamento in congedo. Nessun
beneficio  e'  riconosciuto  al personale per il raggiungimento della
sede di servizio a seguito di successivi richiami.

-------------
AGGIORNAMENTO (4)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 909, comma 3 a seguito
della  modifica introdotta dall'avviso di rettifica in G.U. 7/9/2010,
n. 209:
 "((3. Gli ufficiali collocati in aspettativa per riduzione di quadri
permangono  in  tale  posizione  fino al raggiungimento del limite di
eta'.))".
  La suddetta modifica entra in vigore il 7/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 910
                   Servizio all'estero del coniuge

1.  Il  militare, il cui coniuge - dipendente civile o militare della
pubblica  amministrazione - presti servizio all'estero, puo' chiedere
di  essere  collocato in aspettativa se l'amministrazione non ritiene
di  poterlo  destinare  a prestare servizio nella stessa localita' in
cui si trova il coniuge, o se non sussistono i presupposti per un suo
trasferimento nella localita' in questione.
2.  L'aspettativa,  concessa  sulla  base del comma 1, puo' avere una
durata   corrispondente  al  periodo  di  tempo  in  cui  permane  la
situazione che l'ha originata. Essa puo' essere revocata in qualunque
momento  per ragioni di servizio o in difetto di effettiva permanenza
all'estero  del dipendente in aspettativa. Il militare in aspettativa
non ha diritto ad alcun assegno.
3.  Il  tempo  trascorso in aspettativa concessa ai sensi del comma 1
non   e'   computato   ai   fini   della  progressione  di  carriera,
dell'attribuzione   degli   aumenti  periodici  di  stipendio  e  del
trattamento di quiescenza e previdenza.
4.  Il militare che cessa da tale posizione prende nel ruolo il posto
di   anzianita'   che   gli  spetta,  dedotto  il  tempo  passato  in
aspettativa.
5.  Se  l'aspettativa  si protrae oltre un anno, l'amministrazione ha
facolta'   di  utilizzare  il  posto  corrispondente  ai  fini  delle
assunzioni.  In  tal  caso,  il  militare  che cessa dall'aspettativa
occupa   -  se  non  vi  sono  vacanze  disponibili  -  un  posto  in
soprannumero da riassorbirsi al verificarsi della prima vacanza.
 
	        
	      
                              Art. 911
                        Dottorato di ricerca

1.  Il  militare ammesso ai corsi di dottorato di ricerca senza borsa
di  studio,  o  di  rinuncia  a  questa,  e'  collocato  a domanda in
aspettativa  e  conserva il trattamento economico, previdenziale e di
quiescenza  in  godimento  da parte dell'amministrazione. Se, dopo il
conseguimento  del  dottorato  di ricerca, il rapporto di impiego con
l'amministrazione  cessa  per  volonta'  del  dipendente nei due anni
successivi,  e'  dovuta  la  ripetizione degli importi corrisposti ai
sensi del primo periodo. ((1))
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AGGIORNAMENTO (1)
  Si riporta, in nota, il testo del presente articolo a seguito della
modifica  introdotta  dall'avviso di rettifica in G.U. 01/06/2010, n.
126:
  "1.  Il  militare  ammesso ai corsi di dottorato di ricerca ((senza
borsa di studio, o con rinuncia)) a questa, e' collocato a domanda in
aspettativa  e  conserva il trattamento economico, previdenziale e di
quiescenza  in  godimento  da parte dell'amministrazione. Se, dopo il
conseguimento  del  dottorato  di ricerca, il rapporto di impiego con
l'amministrazione  cessa  per  volonta'  del  dipendente nei due anni
successivi,  e'  dovuta  la  ripetizione degli importi corrisposti ai
sensi  del  primo  periodo."  La suddetta modifica entra in vigore il
01/06/2010.
 
	        
	      
                              Art. 912
                       Durata dell'aspettativa

1.  L'aspettativa,  a  eccezione  di quella per prigionia di guerra o
ipotesi  corrispondenti,  per  servizio  all'estero del coniuge e per
dottorato  di  ricerca  con assegni, non puo' superare due anni in un
quinquennio   e   termina   con  il  cessare  della  causa  che  l'ha
determinata.  Prima del collocamento in aspettativa per infermita' al
militare sono concessi i periodi di licenza non ancora fruiti.
2.   Verificandosi   una  causa  diversa  da  quella  che  determino'
l'aspettativa,   il   militare   puo'   essere  trasferito  in  altra
aspettativa   per  questa  nuova  causa,  ma  la  durata  complessiva
dell'aspettativa  non  puo'  superare  i  due  anni  nel quinquennio,
escluso   l'eventuale  periodo  di  prigionia  di  guerra  o  ipotesi
corrispondenti.
 
	        
	      
                              Art. 913
               Norme comuni in materia di aspettativa

  1. L'aspettativa e' disposta con decreto ministeriale.
  2.  Per il personale appartenente al ruolo appuntati e carabinieri,
l'aspettativa  e' disposta con determinazione del Comandante generale
dell'Arma, con facolta' di delega, e decorre dalle date fissate nella
determinazione stessa.
  3.  L'aspettativa  decorre  dalla  data  fissata nel decreto con il
quale  e'  disposta,  salvo  l'aspettativa  per prigionia di guerra o
ipotesi corrispondenti che decorre dalla data della cattura.
  4.  L'aspettativa  e  le  eventuali  proroghe  non  possono  essere
concesse che a mesi interi. ((5))
  5.  Allo  scadere  dell'aspettativa  il  militare  e' richiamato in
servizio permanente effettivo o a disposizione.

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AGGIORNAMENTO (5)
  Si  riporta,  in  nota,  il  testo dell'art. 913, comma 4 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
 "((4.L'aspettativa  per motivi privati e le eventuali proroghe)) non
possono essere concesse che a mesi interi.".
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
SEZIONE IV
SOSPENSIONE DALL'IMPIEGO
                              Art. 914
              Sospensione a seguito di condanna penale

1.  La  sospensione  dall'impiego  e'  applicata  ai militari durante
l'espiazione  di  pene  detentive,  anche  se sostituite in base alle
disposizioni dell'ordinamento penitenziario.
 
	        
	      
                              Art. 915
               Sospensione precauzionale obbligatoria

1.  La sospensione precauzionale dall'impiego e' sempre applicata nei
confronti del militare se sono adottati a suo carico:
a) il fermo o l'arresto;
b)   le   misure   cautelari  coercitive  limitative  della  liberta'
personale;
c) le misure cautelari interdittive o coercitive, tali da impedire la
prestazione del servizio;
d)  le  misure  di prevenzione provvisorie, la cui applicazione renda
impossibile la prestazione del servizio.
2.   La  sospensione  obbligatoria  viene  meno  con  la  revoca  dei
provvedimenti    previsti    dal   comma   1,   salva   la   potesta'
dell'amministrazione di applicare la sospensione facoltativa prevista
dall'articolo  916,  se  la  revoca  stessa non e' stata disposta per
carenza di gravi indizi di colpevolezza.
 
	        
	      
                              Art. 916
Sospensione precauzionale facoltativa connessa a procedimento penale

1.  La  sospensione precauzionale puo' essere applicata nei confronti
di  un  militare  se  lo  stesso e' imputato per un reato da cui puo'
derivare la perdita del grado.
 
	        
	      
                              Art. 917
Sospensione   precauzionale   facoltativa   connessa  a  procedimento
                            disciplinare

1.  La  sospensione  precauzionale  puo'  essere  disposta durante lo
svolgimento  del  procedimento  disciplinare  di stato instaurato per
fatti  di  notevole  gravita'  da  cui  possa derivare la perdita del
grado.
2.  La  sospensione  precauzionale  di  cui  al  comma  1 puo' essere
disposta  in  vista  dell'esercizio  dell'azione  disciplinare, ma la
stessa  e'  revocata  a  tutti  gli effetti se la contestazione degli
addebiti  non  ha  luogo  entro  sessanta giorni dalla data in cui e'
stato comunicato il provvedimento di sospensione.
 
	        
	      
                              Art. 918
                      Revoca della sospensione

1. La sospensione e' revocata retroattivamente a tutti gli effetti:
a)  se  il procedimento penale ha termine con sentenza definitiva che
dichiara  che  il  fatto  non  sussiste  o  che  l'imputato  non l'ha
commesso;
b)  in  ogni  altro  caso  di  proscioglimento, se il militare non e'
sottoposto a procedimento disciplinare di stato;
c)   se,   per  i  medesimi  fatti  contestati  in  sede  penale,  il
procedimento  disciplinare si esaurisce senza dar luogo a sanzione di
stato,   ovvero  si  conclude  con  l'irrogazione  della  sospensione
disciplinare  per un periodo che non assorbe quello sofferto a titolo
di sospensione precauzionale;
d)  se  il  militare e' stato assolto all'esito di giudizio penale di
revisione.
2.   Rimane   ferma  la  potesta'  di  revoca  del  provvedimento  di
sospensione   precauzionale  per  sopravvenuti  motivi  di  interesse
pubblico,  per  mutamento  della  situazione di fatto o per una nuova
valutazione dell'interesse pubblico originario.
 
	        
	      
                              Art. 919
     Durata massima della sospensione precauzionale facoltativa

1.  La  sospensione precauzionale non puo' avere una durata superiore
ad  anni cinque. Decorso tale termine la sospensione precauzionale e'
revocata di diritto.
2.  Il  termine di durata massima e' riferito al singolo procedimento
penale  o  disciplinare per il quale e' stata adottata la sospensione
precauzionale.
3.  Scaduto  il  quinquennio di cui al comma 1, se e' ancora pendente
procedimento    penale    per    fatti   di   eccezionale   gravita',
l'amministrazione,  valutato  specificamente ogni aspetto oggettivo e
soggettivo  della  condotta  del militare, previa contestazione degli
addebiti:
a) sospende l'imputato dal servizio ai sensi dell'articolo 917;
b) sospende il procedimento disciplinare ai sensi dell'articolo 1393.
 
	        
	      
                              Art. 920
     Norme comuni in materia di sospensione precauzionale ((5))

  1. Al militare durante la sospensione dall'impiego compete la meta'
degli  assegni  a  carattere fisso e continuativo. Agli effetti della
pensione, il tempo trascorso in sospensione dal servizio e' computato
per meta'.
  2. La sospensione dall'impiego e' disposta con decreto ministeriale
e   puo'  essere  applicata  anche  nei  confronti  del  militare  in
aspettativa,  trasferendolo dalla posizione in cui si trova in quella
di sospensione dall'impiego.
  3.  Per  gli  appartenenti  al  ruolo  appuntati  e  carabinieri la
sospensione e' disposta con determinazione del Comandante generale.
  4.  L'ufficiale  nei  cui confronti la sospensione precauzionale si
prolunghi  oltre  un  biennio  e'  considerato  in  soprannumero agli
organici  ovvero non computato nella consistenza massima del grado di
appartenenza   per   tutto   il  tempo  dell'ulteriore  durata  della
sospensione.
  5.  La  cessazione  dal  servizio, a qualunque titolo prestato, non
impedisce  lo svolgimento del procedimento disciplinare nei confronti
del militare sospeso.

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AGGIORNAMENTO (5)
  Si riporta, in nota, il testo della rubrica dell'art. 920 a seguito
delle   modifiche   introdotte   dall'avviso  di  rettifica  in  G.U.
30/9/2010, n. 229:
      "((Norme comuni in materia di sospensione dall'impiego))"
  Le suddette modifiche entrano in vigore il 30/9/2010.
 
	        
	      
                              Art. 921
             Ricostruzione di carriera e rimborso spese

1.  In  caso di revoca della sospensione, ai sensi dell'articolo 918,
comma  1,  il  militare ha diritto a tutti gli assegni non percepiti,
escluse  le indennita' per servizi e funzioni di carattere speciale o
per prestazioni di lavoro straordinario.
2. Dall'importo determinato ai sensi del comma 1 si deduce:
a) l'assegno alimentare corrisposto;
b)  ogni  altro emolumento a qualsiasi titolo percepito in dipendenza
di  prestazioni  e  attivita'  svolte  grazie  alla  sospensione  dal
servizio;
c)  il  periodo di tempo corrispondente alla pena detentiva inflitta,
nonche'  all'interdizione temporanea dai pubblici uffici e alle altre
pene  accessorie  che  comunque  incidono  sul  rapporto di servizio,
ancorche'  tali pene non sono state in concreto scontate, ovvero sono
state dichiarate estinte;
d) il periodo di tempo corrispondente alla pena inflitta a seguito di
applicazione della pena su richiesta;
e) il periodo di tempo corrispondente alla sanzione della sospensione
disciplinare;
f)  nella  sola  ipotesi prevista dall'articolo 918, comma 1, lettera
b),  il  periodo  di  tempo corrispondente alla detenzione sofferta a
titolo  di  arresto,  fermo,  custodia  cautelare in carcere, arresti
domiciliari, e ogni altra misura cautelare interdittiva, coercitiva o
misura  di  prevenzione  che  ha  reso impossibile la prestazione del
servizio.
3. Il militare prosciolto in sede disciplinare ha diritto al rimborso
delle spese di viaggio e soggiorno documentate, sostenute a causa del
procedimento  medesimo;  la  domanda di rimborso deve essere proposta
nel   termine   perentorio  di  30  giorni  dalla  comunicazione  del
proscioglimento.
 
	        
	      
                              Art. 922
                           Norma di rinvio

1.  Al  personale  militare  continuano  ad  applicarsi le ipotesi di
sospensione dall'impiego previste dalle seguenti norme:
a) articolo 4 della legge 25 gennaio 1982, n. 17;
b) articolo 4 della legge 27 marzo 2001, n. 97.
 
	        
	      
SEZIONE V
CESSAZIONE DAL SERVIZIO PERMANENTE