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Atto a cui si riferisce:
.78/10 [Manovra finanziaria correttiva 2010] Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita' economica (G.U. n. 125 del 31/05/2010)



DECRETO-LEGGE 31 maggio 2010 , n. 78
Misure  urgenti  in  materia  di  stabilizzazione  finanziaria  e  di
competitivita' economica. (10G0101) 


TITOLO I 
Stabilizzazione finanziaria

Capo I
Riduzione del perimetro e dei costi della pubblica amministrazione

   
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
Ritenuta  la  straordinaria  necessita'   ed   urgenza   di   emanare
disposizioni per il  contenimento  della  spesa  pubblica  e  per  il
contrasto  all'evasione  fiscale  ai   fini   della   stabilizzazione
finanziaria, nonche' per il rilancio della competitivita' economica; 
Vista la deliberazione del Consiglio  dei  Ministri,  adottata  nella
riunione del 25 maggio 2010; 
Sulla proposta del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  e  del
Ministro dell'economia e delle finanze; 
 
                                EMANA 
 
                     il seguente decreto-legge: 
 
                               Art. 1 
 
Definanziamento delle leggi di spesa totalmente non utilizzate  negli
                           ultimi tre anni 
 
1.  Le  autorizzazioni  di  spesa  i  cui  stanziamenti  annuali  non
risultano  impegnati  sulla  base  delle  risultanze  del  Rendiconto
generale dello Stato relativo  agli  anni  2007,  2008  e  2009  sono
definanziate. Con decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri
su proposta del Ministro dell'economia e delle  finanze  da  adottare
entro il 30 settembre 2010 sono individuate per ciascun Ministero  le
autorizzazioni di spesa da definanziare e le relative  disponibilita'
esistenti alla data di entrata in vigore del presente  decreto-legge.
Le disponibilita' individuate sono versate all'entrata  del  bilancio
dello Stato per essere riassegnate al fondo ammortamento  dei  titoli
Stato. 
 
 
	        
	      
                                Art.2

      Riduzione e flessibilita' negli stanziamenti di bilancio

1.  Al  fine di consentire alle Amministrazioni centrali di pervenire
ad  un  consolidamento  delle  risorse  stanziate  sulle  missioni di
ciascun  stato  di  previsione,  in  deroga  alle norme in materia di
flessibilita' di cui all'articolo 23 della legge 31 dicembre 2009, n.
196,   limitatamente   al   triennio   2011-   2013,   nel   rispetto
dell'invarianza  degli  effetti  sui saldi di finanza pubblica con il
disegno  di  legge di bilancio, per motivate esigenze, possono essere
rimodulate le dotazioni finanziarie tra le missioni di ciascuno stato
di  previsione,  con  riferimento  alle spese di cui all'articolo 21,
comma  7,  della medesima legge n. 196 del 2009. In appositi allegati
agli  stati di previsione della spesa sono indicate le autorizzazioni
legislative  di  cui  si  propongono le modifiche ed i corrispondenti
importi.  Resta  precluso  l'utilizzo  degli  stanziamenti  di  conto
capitale per finanziare spese correnti. A decorrere dall'anno 2011 e'
disposta  la  riduzione  lineare  del  10  per  cento delle dotazioni
finanziarie,  iscritte a legislazione vigente nell'ambito delle spese
rimodulabili  di  cui  all'articolo  21,  comma  5, lettera b), della
citata  legge  n.  196  del  2009, delle missioni di spesa di ciascun
Ministero,  per  gli  importi  indicati  nell'Allegato  1 al presente
decreto.  Dalle  predette  riduzioni  sono esclusi il fondo ordinario
delle universita', nonche' le risorse destinate all'informatica, alla
ricerca  e al finanziamento del 5 per mille delle imposte sui redditi
delle  persone  fisiche. Le medesime riduzioni sono comprensive degli
effetti    di    contenimento    spesa   dei   Ministeri,   derivanti
dall'applicazione  dell'articolo  6,  e  degli  Organi costituzionali
fatto  salvo quanto previsto dell'articolo 5, comma 1, primo periodo.
((Dato  il vincolo europeo alla stabilizzazione della spesa pubblica,
nel  caso  in  cui  gli  effetti  finanziari  previsti  in  relazione
all'articolo  9  risultassero,  per  qualsiasi  motivo, conseguiti in
misura  inferiore  a  quella  prevista,  con  decreto  di  natura non
regolamentare  del  Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare
su  proposta  del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze, previa
deliberazione   del   Consiglio   dei   Ministri,  e'  disposta,  con
riferimento  alle  missioni  di  spesa dei Ministeri interessati, una
ulteriore  riduzione  lineare  delle  dotazioni finanziarie di cui al
quarto  periodo  del  presente  comma  sino  alla  concorrenza  dello
scostamento finanziario riscontrato.))
 
	        
	      
                               Art. 3

Presidenza del Consiglio dei Ministri e Banca d'Italia - riduzioni di
                                spesa

  1.  Oltre  alle riduzioni di spesa derivanti dalle disposizioni del
presente decreto, la Presidenza del Consiglio dei Ministri procede ai
seguenti ulteriori interventi sul bilancio 2010:
    a)  eliminazioni  di  posti  negli  organici  dirigenziali, oltre
quelli  gia'  previsti  da  norme  vigenti,  complessivamente  con un
risparmio non inferiore a 7 milioni di euro;
    b)  contenimento  dei  budget per le strutture di missione per un
importo non inferiore a 3 milioni di euro;
    c)  riduzione  degli  stanziamenti  per  le politiche dei singoli
Ministri   senza  portafoglio  e  Sottosegretari,  con  un  risparmio
complessivo non inferiore a 50 milioni di euro.
  2. Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa previste dal comma
1 sono versate all'entrata dal bilancio dello Stato.
  3.   La   Banca  d'Italia  tiene  conto,  nell'ambito  del  proprio
ordinamento, dei principi di contenimento della spesa per il triennio
2011-2013 contenuti nel presente titolo.
 
	        
	      
                               Art. 4
      Modernizzazione dei pagamenti effettuati dalle Pubbliche
                           Amministrazioni

  1.  Ai  fini  di  favorire ulteriore efficienza nei pagamenti e nei
rimborsi  dei  tributi  effettuati  da  parte  di  enti  e  pubbliche
amministrazioni  a  cittadini  e utenti, il Ministero dell'economia e
delle  finanze promuove la realizzazione di un servizio nazionale per
pagamenti  su  carte  elettroniche  istituzionali, inclusa la tessera
sanitaria.
  2.  Ai  fini  dell'attuazione  del  presente articolo, il Ministero
dell'economia e delle finanze, con propri provvedimenti:
    a)  individua gli standard tecnici del servizio di pagamento e le
modalita'   con   cui  i  soggetti  pubblici  distributori  di  carte
elettroniche istituzionali possono avvalersene;
    b)  individua il soggetto gestore del servizio, selezionato sulla
base  dei  requisiti qualitativi e del livello di servizio offerto ai
cittadini;
    c)  disciplina le modalita' di utilizzo del servizio da parte dei
soggetti  pubblici,  anche  diversi  dal  soggetto distributore delle
carte,  che  intendono  offrire  ai  propri  utenti tale modalita' di
erogazione di pagamenti;
    d)   stabilisce   ((nel   20   per  cento  delle  commissioni  di
interscambio  conseguite  dal  gestore  del  servizio  per  pagamenti
diretti  effettuati  dai  cittadini  tramite  le  carte)) il canone a
carico del gestore finanziario del servizio;
    e)  disciplina  le  modalita'  di  certificazione  degli avvenuti
pagamenti;
    f)  stabilisce  le  modalita'  di monitoraggio del servizio e dei
flussi di pagamento.
  3.  Il  corrispettivo  di  cui  al  comma 2, lettera d), e' versato
all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  per essere riassegnato, con
decreto  del  Ministro  dell'economia e delle finanze, tra i soggetti
pubblici  distributori  delle carte elettroniche, i soggetti pubblici
erogatore  dei  pagamenti e lo stesso Ministero dell'economia e delle
finanze.
  4.  Per  le spese attuatine di cui al presente articolo si provvede
nei  limiti  delle  entrate  di  cui  al  comma  3,  con  la quota di
competenza del Ministero dell'economia e delle finanze.
  ((4-bis.  Per  le amministrazioni di cui all'articolo 2, comma 197,
della  legge  23 dicembre 2009, n. 191, non si applicano, a decorrere
dal  1°  gennaio  2011,  le  disposizioni di cui all'articolo 383 del
regolamento di cui al regio decreto 23 maggio 1924, n. 827.
  4-ter.  Al  fine di armonizzare le disposizioni di cui all'articolo
2,  comma  197,  della  legge  23  dicembre 2009, n. 191, con i nuovi
criteri indicati dalla legge 31 dicembre 2009, n. 196, dal 1° gennaio
2011   le   competenze   fisse   ed  accessorie  al  personale  delle
amministrazioni  centrali  dello  Stato sono imputate alla competenza
del   bilancio  dell'anno  finanziario  in  cui  vengono  disposti  i
pagamenti  e  le  eventuali somme rimaste da pagare alla fine di ogni
esercizio  relativamente  alle  competenze  accessorie  sono  versate
all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  per  essere  riassegnate ai
competenti capitoli/piani gestionali dell'esercizio successivo.
  4-quater.  I  pagamenti  delle retribuzioni fisse ed accessorie dei
pubblici  dipendenti,  effettuati  mediante  utilizzo delle procedure
informatiche  e  dei  servizi  del  Ministero  dell'economia  e delle
finanze  - Dipartimento dell'Amministrazione generale del personale e
dei  servizi,  sono  emessi  con  il  solo  riferimento ai pertinenti
capitoli  di  bilancio  e  successivamente,  a pagamento avvenuto, ne
viene  disposta  l'imputazione  agli  specifici  articoli  in  cui si
ripartisce  il capitolo medesimo. Sono riportati nell'elenco previsto
dall'articolo  26,  comma  3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, i
capitoli con l'indicazione dei soli articoli relativi alle competenze
fisse.  Non  possono  essere  disposte variazioni compensative tra le
dotazioni degli articoli di cui al citato elenco e gli altri articoli
in cui si ripartisce il capitolo.
  4-quinquies.  Gli  importi  relativi  ai pagamenti delle competenze
fisse  ed  accessorie disposti attraverso le procedure informatiche e
dei   servizi   del   Ministero   dell'economia  e  delle  finanze  -
Dipartimento   dell'Amministrazione  generale  del  personale  e  dei
servizi,  e  non  andati  a  buon  fine, sono versati dalla tesoreria
statale  all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  per  la successiva
riassegnazione   allo   specifico  piano  gestionale  dei  pertinenti
capitoli  di  spesa,  al  fine  della  riemissione  con  le  medesime
modalita' dei titoli originari. Le procedure di rinnovo dei pagamenti
sono  stabilite  con  il  decreto  del Ministro dell'economia e delle
finanze di natura non regolamentare di cui all'articolo 2, comma 197,
della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
  4-sexies.  All'inizio  di  ogni  anno, le amministrazioni di cui al
comma  4-bis  stabiliscono,  con decreto del Ministro competente, una
dotazione  finanziaria  per ogni struttura periferica, sia decentrata
che  delegata,  a valere sugli stanziamenti concernenti le competenze
accessorie  al  personale,  entro  i cui limiti le medesime strutture
periferiche  programmano  le  attivita'.  La predetta dotazione viene
successivamente   definita,   nel  rispetto  dei  citati  limiti,  in
relazione ai criteri stabiliti dagli accordi sindacali intervenuti in
sede di contrattazione collettiva integrativa.
  4-septies.  Ai  fini  dell'applicazione dell'articolo 2, comma 197,
della  legge  23 dicembre 2009, n. 191, a modifica di quanto previsto
dall'articolo  1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il
pagamento   delle   competenze   accessorie  spettanti  al  personale
scolastico  e'  effettuato mediante ordini collettivi di pagamento di
cui  al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 31 ottobre
2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre 2002
ed  e'  disposto  congiuntamente al pagamento delle competenze fisse,
fatta  eccezione  per  il  personale  supplente  breve  nominato  dai
dirigenti  scolastici,  le cui competenze fisse, all'infuori dei casi
di  cui  all'articolo 2, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2007,
n.  147,  convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2007,
n.  176,  continuano  ad  essere  pagate  a  carico dei bilanci delle
scuole.
  4-octies.     Con    decreto    del    Ministro    dell'istruzione,
dell'universita'  e  della  ricerca,  all'inizio  di  ogni anno viene
stabilita   per   ciascuna   istituzione   scolastica  una  dotazione
finanziaria  a  valere  sugli  stanziamenti concernenti le competenze
accessorie  dovute al personale di cui al comma 4-septies ed iscritti
nello    stato   di   previsione   del   Ministero   dell'istruzione,
dell'universita'  e  della  ricerca,  entro  i cui limiti le medesime
istituzioni   programmano   le  conseguenti  attivita'.  La  predetta
dotazione  viene  successivamente definita, nel rispetto dei predetti
limiti,  in  relazione  ai  criteri stabiliti dagli accordi sindacali
intervenuti in sede di contrattazione collettiva integrativa.
  4-novies.     Con    decreto    del    Ministro    dell'istruzione,
dell'universita'  e  della  ricerca,  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  potranno essere disposte eventuali
modifiche  al  regolamento  riguardante  le istruzioni generali sulla
gestione  amministrativa-contabile  delle  istituzioni scolastiche, a
seguito  delle disposizioni introdotte dai commi 4-septies e 4-octies
del presente articolo.
  4-decies.  Le  maggiori  entrate  derivanti  dai  commi  da 4-bis a
4-novies,  al  netto di quanto previsto all'articolo 55, comma 7-bis,
lettera  c),  concorrono  a  costituire  la dotazione finanziaria nei
limiti  della  quale sono attuate le disposizioni di cui all'articolo
42.))
 
	        
	      
CAPO II 
RIDUZIONE DEL COSTO DEGLI APPARATI POLITICI ED AMMINISTRATIVI

                               Art. 5
  Economie negli Organi costituzionali, di governo e negli apparati
                              politici

  1.  Per gli anni 2011, 2012 e 2013, gli importi corrispondenti alle
riduzioni  di  spesa  che, anche con riferimento alle spese di natura
amministrativa  e  per il personale, saranno autonomamente deliberate
entro  il  31 dicembre 2010, con le modalita' previste dai rispettivi
ordinamenti  dalla  Presidenza  della  Repubblica,  dal  Senato della
repubblica,  dalla  Camera  dei deputati e dalla Corte Costituzionale
sono  versati  al bilancio dello Stato per essere rassegnati al Fondo
per  l'ammortamento  dei titoli di Stato di cui al D.P.R. 30 dicembre
2003,  n.  398.  Al  medesimo  Fondo  sono  riassegnati  gli  importi
corrispondenti  alle riduzioni di spesa che verranno deliberate dalle
Regioni,  con  riferimento  ai  trattamenti  economici  degli  organi
indicati nell'art. 121 della Costituzione.
  2.  A  decorrere  dal  l°  gennaio  2011  il  trattamento economico
complessivo  dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato che non siano
membri  del  Parlamento  nazionale,  previsto  dall'articolo 2, primo
comma,  della  legge  8  aprile  1952,  n. 212, e' ridotto del 10 per
cento.
  3.  A  decorrere  dal 1° gennaio 2011 i compensi dei componenti gli
organi  di  autogoverno della magistratura ordinaria, amministrativa,
contabile,  tributaria,  militare,  e  dei  componenti  del Consiglio
nazionale  dell'economia  e del lavoro (CNEL) sono ridotti del 10 per
cento rispetto all'importo complessivo erogato nel corso del 2009. La
riduzione  non si applica al trattamento retributivo di servizio. Per
i  gettoni  di presenza si applica quanto previsto dall'art. 6, comma
1, primo periodo.
  4. A decorrere dal primo rinnovo del Senato della Repubblica, della
Camera  dei deputati, del Parlamento europeo e dei consigli regionali
successivo alla data di entrata in vigore del presente provvedimento,
l'importo  di  un  euro  previsto dall'art. 1, comma 5 primo periodo,
della  legge 3 giugno 1999, n. 157, e' ridotto del 10 per cento ed e'
abrogato il quarto periodo del comma 6 del citato articolo 1.
  5.  Ferme le incompatibilita' previste dalla normativa vigente, nei
confronti  dei  titolari  di  cariche  elettive,  lo  svolgimento  di
qualsiasi  incarico  conferito dalle pubbliche amministrazioni di cui
al  comma  3  dell'articolo  1  della  legge  31 dicembre 2009 n.196,
inclusa  la  partecipazione  ad  organi collegiali di qualsiasi tipo,
puo'  dar  luogo  esclusivamente  al  rimborso delle spese sostenute;
eventuali  gettoni  di  presenza non possono superare l'importo di 30
euro a seduta.
  6.  All'articolo  82  del  testo unico delle leggi sull'ordinamento
degli  enti  locali  di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, sono apportate le seguenti modificazioni:
    ((a) il comma 2 e' sostituito dal seguente:
    "2.  I  consiglieri  comunali  e  provinciali  hanno  diritto  di
percepire,  nei  limiti  fissati  dal  presente  capo,  un gettone di
presenza  per  la  partecipazione a consigli e commissioni. In nessun
caso  l'ammontare  percepito nell'ambito di un mese da un consigliere
puo'  superare  l'importo  pari  ad un quarto dell'indennita' massima
prevista per il rispettivo sindaco o presidente in base al decreto di
cui   al  comma  8.  Nessuna  indennita'  e'  dovuta  ai  consiglieri
circoscrizionali  ad eccezione dei consiglieri circoscrizionali delle
citta'  metropolitane per i quali l'ammontare del gettone di presenza
non  puo'  superare  l'importo  pari  ad  un  quarto  dell'indennita'
prevista per il rispettivo presidente."));
    b) al comma 8:
    1) ((NUMERO SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122));
    2) e' soppressa la lettera e);
    c) ((LETTERA SOPPRESSA DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122));
    d) ((LETTERA SOPPRESSA DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)).
  7. Con decreto del Ministro dell'interno, adottato entro centoventi
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, ai
sensi  dell'articolo  82,  comma  8,  del  testo  unico  delle  leggi
sull'ordinamento  degli  enti locali di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, gli importi delle indennita' gia' determinate ai
sensi del citato articolo 82, comma 8, sono diminuiti, per un periodo
non  inferiore a tre anni, di una percentuale pari al 3 per cento per
i comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti e per le province con
popolazione fino a 500.000 abitanti, di una percentuale pari al 7 per
cento  per i comuni con popolazione ((tra 15.001 e 250.000 abitanti e
per  le  province  con  popolazione  tra  500.001))  e  un milione di
abitanti  e  di  una  percentuale pari al 10 per cento per i restanti
comuni  e  per  le  restanti province. Sono esclusi dall'applicazione
della  presente  disposizione i comuni con meno di 1000 abitanti. Con
il  medesimo  decreto e' determinato altresi' l'importo ((del gettone
di  presenza))  di  cui  al  comma  2  del  citato  articolo 82, come
modificato  dal  presente  articolo. Agli amministratori di comunita'
montane  e  di  unioni di comuni e comunque di ((forme associative di
enti  locali))  aventi  per oggetto la gestione di servizi e funzioni
pubbliche  non  possono  essere  attribuite  retribuzioni, gettoni, o
indennita' o emolumenti in qualsiasi forma siano essi percepiti.
  8.  All'articolo  83  del  testo unico delle leggi sull'ordinamento
degli  enti  locali  di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, sono apportate le seguenti modificazioni:
    ((a)  al  comma  1,  dopo le parole: "i gettoni di presenza" sono
inserite le seguenti: "o altro emolumento comunque denominato"));
    b)  al  comma 2 sono soppresse le parole: ", tranne quello dovuto
per spese di indennita' di missione,".
  9.  All'articolo  84  del  testo unico delle leggi sull'ordinamento
degli  enti  locali  di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, al comma 1:
    a)  le  parole: "sono dovuti" sono sostituite dalle seguenti: "e'
dovuto";
    b)  sono  soppresse  le parole: ", nonche' un rimborso forfetario
onnicomprensivo per le altre spese,".
  10. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)).
  11.  Chi  e'  eletto  o  nominato  in organi appartenenti a diversi
livelli   di   governo  non  puo'  comunque  ricevere  piu'  di  ((un
emolumento, comunque denominato)), a sua scelta.
 
	        
	      
                               Art. 6
          Riduzione dei costi degli apparati amministrativi

  1.  A  decorrere  dalla  data  di  entrata  in  vigore del presente
decreto, la partecipazione agli organi collegiali di cui all'articolo
68, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con
modificazioni  dalla  legge 6 agosto 2008, n. 133, e' onorifica; essa
puo'  dar  luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute ove
previsto  dalla  normativa vigente; eventuali gettoni di presenza non
possono  superare  l'importo  di  30  euro  a  seduta giornaliera. La
disposizione  di  cui  al  presente  comma  non  si applica agli alle
commissioni   che  svolgono  funzioni  giurisdizionali,  agli  organi
previsti  per  legge  che operano presso il Ministero per l'ambiente,
alla  struttura di missione di cui all'art. 163, comma 3, lettera a),
del  decreto  legsilsativo  12  aprile  2006, n. 163, ed al consiglio
tecnico  scientifico  di  cui  all'art.  7 del decreto del Presidente
della Repubblica 30 gennaio 2008, n. 43, alla Commissione per l'esame
delle istanze di indennizzi e contributi relative alle perdite subite
dai  cittadini  italiani  nei territori ceduti alla Jugoslavia, nella
Zona  B  dell'ex territorio libero di Trieste, nelle ex Colonie ed in
altri  Paesi,  istituita  dall'articolo  2  del regolamento di cui al
decreto  del  Presidente  della Repubblica 14 maggio 2007, n. 114, al
Comitato  di  consulenza globale e di garanzia per le privatizzazioni
di cui ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 giugno
1993  e 4 maggio 2007 nonche' alla Commissione di cui all'articolo 1,
comma  1, del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007,
n. 114.
  2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
la  partecipazione  agli organi collegiali, anche di amministrazione,
degli  enti,  che comunque ricevono contributi a carico delle finanze
pubbliche,  nonche'  la  titolarita'  di  organi dei predetti enti e'
onorifica; essa puo' dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese
sostenute  ove  previsto  dalla normativa vigente; qualora siano gia'
previsti  i  gettoni di presenza non possono superare l'importo di 30
euro  a  seduta  giornaliera.  La  violazione  di quanto previsto dal
presente comma determina responsabilita' erariale e gli atti adottati
dagli  organi  degli enti e degli organismi pubblici interessati sono
nulli.  Gli  enti  privati  che non si adeguano a quanto disposto dal
presente   comma   non   possono  ricevere,  neanche  indirettamente,
contributi  o  utilita'  a  carico  delle  pubbliche  finanze,  salva
l'eventuale  devoluzione,  in  base alla vigente normativa, del 5 per
mille  del gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. La
disposizione  del  presente  comma  non si applica agli enti previsti
nominativamente dal decreto legislativo n. 300 del 1999 e dal decreto
legislativo  n.  165  del  2001, e comunque alle universita' , enti e
fondazioni   di  ricerca  e  organismi  equiparati,  alle  camere  di
commercio,  agli  enti  del  servizio  sanitario nazionale, agli enti
indicati  nella  tabella  C  della  legge  finanziaria  ed  agli enti
previdenziali   ed   assistenziali   nazionali,   alle   ONLUS,  alle
associazioni  di  promozione  sociale,  agli  enti pubblici economici
individuati  con  decreto del Ministero dell'economia e delle finanze
su proposta del Ministero vigilante, nonche' alle societa'.
  3.  Fermo restando quanto previsto dall'art. 1 comma 58 della legge
23  dicembre  2005  n.  266,  a  decorrere  dal  1°  gennaio  2011 le
indennita',  i  compensi,  i  gettoni,  le  retribuzioni  o  le altre
utilita'    comunque    denominate,   corrisposti   dalle   pubbliche
amministrazioni  di  cui  al  comma  3 dell'articolo 1 della legge 31
dicembre 2009 n.196, incluse le autorita' indipendenti, ai componenti
di   organi   di   indirizzo,  direzione  e  controllo,  consigli  di
amministrazione   e  organi  collegiali  comunque  denominati  ed  ai
titolari di incarichi di qualsiasi tipo, sono automaticamente ridotte
del  10  per  cento rispetto agli importi risultanti alla data del 30
aprile  2010.  Sino  al  31  dicembre  2013, gli emolumenti di cui al
presente  comma non possono superare gli importi risultanti alla data
del  30  aprile  2010,  come  ridotti ai sensi del presente comma. Le
disposizioni   del   presente   comma   si  applicano  ai  commissari
straordinari del Governo di cui all'articolo 11 della legge 23 agosto
1988,  n.  400  nonche'  agli altri commissari straordinari, comunque
denominati. La riduzione non si applica al trattamento retributivo di
servizio.
  4.  All'articolo 62, del decreto del Presidente della Repubblica 10
gennaio  1957,  n. 3, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nei
casi  di  rilascio  dell'autorizzazione  del  Consiglio  dei Ministri
prevista   dal   presente   comma   l'incarico   si   intende  svolto
nell'interesse dell'amministrazione di appartenenza del dipendente ed
i  compensi  dovuti  dalla  societa'  o  dall'ente  sono  corrisposti
direttamente   alla  predetta  amministrazione  per  confluire  nelle
risorse destinate al trattamento economico accessorio della dirigenza
o  del  personale  non  dirigenziale.".  La  disposizione  di  cui al
presente  comma si applica anche agli incarichi in corso alla data di
entrata in vigore del presente provvedimento.
  5.  Fermo  restando quanto previsto dall'articolo 7, tutti gli enti
pubblici,  anche  economici,  e  gli  organismi  pubblici,  anche con
personalita' giuridica di diritto privato, provvedono all'adeguamento
dei  rispettivi  statuti  al  fine di assicurare che, a decorrere dal
primo  rinnovo successivo alla data di entrata in vigore del presente
decreto, gli organi di amministrazione e quelli di controllo, ove non
gia'  costituiti  in  forma  monocratica,  nonche'  il  collegio  dei
revisori,    siano   costituiti   da   un   numero   non   superiore,
rispettivamente,  a  cinque  e  a  tre  componenti.  In ogni caso, le
Amministrazioni  vigilanti  provvedono all'adeguamento della relativa
disciplina   di   organizzazione,   mediante  i  regolamenti  di  cui
all'articolo  2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, con
riferimento  a  tutti  gli enti ed organismi pubblici rispettivamente
vigilati,  al fine di apportare gli adeguamenti previsti ai sensi del
presente  comma. La mancata adozione dei provvedimenti di adeguamento
statutario  o  di  organizzazione  previsti  dal  presente  comma nei
termini  indicati determina responsabilita' erariale e tutti gli atti
adottati   dagli   organi  degli  enti  e  degli  organismi  pubblici
interessati  sono nulli. Agli anti previdenziali nazionali si applica
comunque quanto previsto dall'art. 7, comma 6. ((4))
  6.  Nelle  societa'  inserite nel conto economico consolidato della
pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di
statistica  (ISTAT)  ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge
31   dicembre   2009,   n.  196,  nonche'  nelle  societa'  possedute
direttamente  o  indirettamente  in  misura totalitaria, alla data di
entrata  in  vigore  del presente provvedimento dalle amministrazioni
pubbliche,  il  compenso  di  cui all'articolo 2389, primo comma, del
codice  civile,  dei  componenti degli organi di amministrazione e di
quelli  di  controllo e' ridotto del 10 per cento. La disposizione di
cui  al primo periodo si applica a decorrere dalla prima scadenza del
consiglio  o  del  collegio successiva alla data di entrata in vigore
del  presente provvedimento. La disposizione di cui al presente comma
non si applica alle societa' quotate e alle loro controllate.
  7.   Al  fine  di  valorizzare  le  professionalita'  interne  alle
amministrazioni,  a decorrere dall'anno 2011 la spesa annua per studi
ed  incarichi  di  consulenza,  inclusa  quella  relativa  a studi ed
incarichi  di  consulenza  conferiti a pubblici dipendenti, sostenuta
dalle  pubbliche  amministrazioni  di  cui al comma 3 dell'articolo 1
della   legge   31   dicembre   2009   n.196,  incluse  le  autorita'
indipendenti,  escluse  le  universita',  gli enti e le fondazioni di
ricerca  e gli organismi equiparati nonche' gli incarichi di studio e
consulenza   connessi   ai   processi   di   privatizzazione  e  alla
regolamentazione  del settore finanziario , non puo' essere superiore
al  20 per cento di quella sostenuta nell'anno 2009. L'affidamento di
incarichi  in  assenza  dei  presupposti  di  cui  al  presente comma
costituisce   illecito   disciplinare   e  determina  responsabilita'
erariale.  Le  disposizioni di cui al presente comma non si applicano
alle  attivita' sanitarie connesse con il reclutamento, l'avanzamento
e  l'impiego del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia
e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
  8.  A  decorrere  dall'  anno  2011  le  amministrazioni  pubbliche
inserite    nel    conto   economico   consolidato   della   pubblica
amministrazione,   come   individuate   dall'Istituto   nazionale  di
statistica  (ISTAT)  ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge
31  dicembre  2009,  n.  196,  incluse le autorita' indipendenti, non
possono  effettuare  spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre,
pubblicita' e di rappresentanza, per un ammontare superiore al 20 per
cento della spesa sostenuta nell'anno 2009 per le medesime finalita'.
Al  fine  di  ottimizzare  la  produttivita' del lavoro pubblico e di
efficientare  i  servizi delle pubbliche Amministrazioni, a decorrere
dal  1° luglio 2010 l'organizzazione di convegni, di giornate e feste
celebrative,  nonche' di cerimonie di inaugurazione e di altri eventi
similari, da parte delle Amministrazioni dello Stato e delle Agenzie,
nonche'  da  parte  degli  enti e delle strutture da esse vigilati e'
subordinata  alla  preventiva autorizzazione del Ministro competente;
L'autorizzazione e' rilasciata nei soli casi in cui non sia possibile
limitarsi  alla  pubblicazione,  sul  sito internet istituzionale, di
messaggi  e  discorsi  ovvero  non  sia  possibile l'utilizzo, per le
medesime   finalita',   di  video/audio  conferenze  da  remoto,anche
attraverso  il  sito  internet istituzionale; in ogni caso gli eventi
autorizzati,  che non devono comportare aumento delle spese destinate
in  bilancio  alle predette finalita', si devono svolgere al di fuori
dall'orario  di ufficio. Il personale che vi partecipa non ha diritto
a  percepire  compensi  per  lavoro straordinario ovvero indennita' a
qualsiasi  titolo.  Per  le magistrature e le autorita' indipendenti,
fermo   il   rispetto   dei  limiti  anzidetti,  l'autorizzazione  e'
rilasciata, per le magistrature, dai rispettivi organi di autogoverno
e,   per  le  autorita'  indipendenti,  dall'organo  di  vertice.  Le
disposizioni   del  presente  comma  non  si  applicano  ai  convegni
organizzati  dalle  universita' e dagli enti di ricerca, nonche' alle
mostre  realizzate,  nell'ambito  dell'attivita' istituzionale, dagli
enti  vigilati  dal  Ministero per i beni e le attivita' culturali ed
agli  incontri  istituzionali  connessi  all'attivita'  di  organismi
internazionali  o  comunitari  ,  alle  feste  nazionali  previste da
disposizioni  di  legge e a quelle istituzionali delle Forze armate e
delle Forze di polizia.
  9. A decorrere dall'anno 2011 le amministrazioni pubbliche inserite
nel  conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuate  dall'Istituto  nazionale  di statistica (ISTAT) ai sensi
del  comma  3  dell'articolo  1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
incluse  le  autorita' indipendenti, non possono effettuare spese per
sponsorizzazioni.
  10.   Resta   ferma   la   possibilita'  di  effettuare  variazioni
compensative  tra  le  spese  di  cui ai commi 7 e 8 con le modalita'
previste  dall'articolo  14  del  decreto-legge  2 luglio 2007, n. 81
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127.
  11.  Le  societa',  inserite  nel conto economico consolidato della
pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di
statistica  (ISTAT)  ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge
31  dicembre 2009, n. 196, si conformano al principio di riduzione di
spesa  per  studi  e  consulenze,  per relazioni pubbliche, convegni,
mostre  e  pubblicita',  nonche' per sponsorizzazioni, desumibile dai
precedenti  commi  7,  8  e  9.  In  sede di rinnovo dei contratti di
servizio, i relativi corrispettivi sono ridotti in applicazione della
disposizione  di  cui al primo periodo del presente comma. I soggetti
che  esercitano  i  poteri  dell'azionista garantiscono che, all'atto
dell'approvazione   del   bilancio,  sia  comunque  distribuito,  ove
possibile,  un  dividendo  corrispondente  al  relativo  risparmio di
spesa.  In  ogni caso l'inerenza della spesa effettuata per relazioni
pubbliche,    convegni,    mostre    e   pubblicita',   nonche'   per
sponsorizzazioni,  e'  attestata con apposita relazione sottoposta al
controllo del collegio sindacale.
  12.   A  decorrere  dall'anno  2011  le  amministrazioni  pubbliche
inserite    nel    conto   economico   consolidato   della   pubblica
amministrazione,   come   individuate   dall'Istituto   nazionale  di
statistica  (ISTAT)  ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge
31  dicembre  2009,  n.  196,  incluse le autorita' indipendenti, non
possono   effettuare   spese  per  missioni,  anche  all'estero,  con
esclusione  delle  missioni  internazionali  di  pace  e  delle Forze
armate, delle missioni delle forze di polizia e dei vigili del fuoco,
del   personale  di  magistratura,  nonche'  di  quelle  strettamente
connesse   ad   accordi   internazionali  ovvero  indispensabili  per
assicurare  la  partecipazione  a  riunioni  presso  enti e organismi
internazionali  o  comunitari,  nonche' con investitori istituzionali
necessari  alla  gestione  del  debito  pubblico,  per  un  ammontare
superiore  al  50 per cento della spesa sostenuta nell'anno 2009. Gli
atti  e  i contratti posti in essere in violazione della disposizione
contenuta nel primo periodo del presente comma costituiscono illecito
disciplinare  e  determinano  responsabilita'  erariale. Il limite di
spesa  stabilito  dal  presente  comma  puo'  essere superato in casi
eccezionali,  previa  adozione  di un motivato provvedimento adottato
dall'organo    di   vertice   dell'amministrazione,   da   comunicare
preventivamente  agli organi di controllo ed agli organi di revisione
dell'ente. Il presente comma non si applica alla spesa effettuata per
lo  svolgimento  di  compiti  ispettivi.  A  decorrere  dalla data di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto le diarie per le missioni
all'estero  di  cui  all'art.  28 del decreto-legge 4 luglio 2006, n.
223,  convertito  con  legge  4  agosto  2006,  n. 248, non sono piu'
dovute;  la  predetta  disposizione  non  si  applica  alle  missioni
internazionali  di pace e a quelle comunque effettuate dalle Forze di
polizia,  dalle  Forze  armate  e  dal Corpo nazionale dei vigili del
fuoco.  Con decreto del Ministero degli affari esteri di concerto con
il Ministero dell'economia e delle finanze sono determinate le misure
e  i  limiti  concernenti il rimborso delle spese di vitto e alloggio
per  il  personale  inviato  all'estero.  A  decorrere  dalla data di
entrata in vigore del presente decreto gli articoli 15 della legge 18
dicembre  1973,  n.836  e  8  della  legge  26  luglio 1978, n. 417 e
relative  disposizioni  di  attuazione, non si applicano al personale
contrattualizzato  di  cui  al d.lgs. 165 del 2001 e cessano di avere
effetto  eventuali  analoghe  disposizioni  contenute  nei  contratti
collettive.
  13.  A  decorrere  dall'anno  2011  la  spesa annua sostenuta dalle
amministrazioni  pubbliche  inserite  nel conto economico consolidato
della   pubblica   amministrazione,  come  individuate  dall'Istituto
nazionale  di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1
della   legge   31  dicembre  2009,  n.  196,  incluse  le  autorita'
indipendenti,  per attivita' esclusivamente di formazione deve essere
non  superiore  al 50 per cento della spesa sostenuta nell'anno 2009.
Le  predette amministrazioni svolgono prioritariamente l'attivita' di
formazione tramite la Scuola superiore della pubblica amministrazione
ovvero  tramite  i  propri  organismi  di  formazione.  Gli  atti e i
contratti  posti in essere in violazione della disposizione contenuta
nel   primo   periodo   del  presente  comma  costituiscono  illecito
disciplinare  e determinano responsabilita' erariale. La disposizione
di  cui  al presente comma non si applica all'attivita' di formazione
effettuata  dalle  Forze  armate , dal Corpo nazionale dei vigili del
fuoco  e  dalle  Forze  di  Polizia  tramite  i  propri  organismi di
formazione.
  14.  A  decorrere  dall'anno  2011,  le  amministrazioni  pubbliche
inserite    nel    conto   economico   consolidato   della   pubblica
amministrazione,   come   individuate   dall'Istituto   nazionale  di
statistica  (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31
dicembre 2009, n. 196, incluse le autorita' indipendenti, non possono
effettuare spese di ammontare superiore all' 80 per cento della spesa
sostenuta nell'anno 2009 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio
e  l'esercizio  di autovetture, nonche' per l'acquisto di buoni taxi;
il  predetto  limite  puo'  essere  derogato,  per il solo anno 2011,
esclusivamente  per  effetto di contratti pluriennali gia' in essere.
La  predetta  disposizione non si applica alle autovetture utilizzate
dal   Corpo   nazionale   dei  vigili  del  fuoco  e  per  i  servizi
istituzionali di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.
  15.  All'art. 41, comma 16-quinquies, del decreto-legge 30 dicembre
2008,  n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
2009,  n.  14,  in  fine,  sono  aggiunti  i  seguenti  periodi:  "Il
corrispettivo  previsto  dal  presente  comma  e' versato entro il 31
ottobre 2010 all'entrata del bilancio dello Stato.".
  16.  A  decorrere  dalla  data  di  entrata  in vigore del presente
decreto-legge  il Comitato per l'intervento nella Sir e in settori ad
alta  tecnologia,  istituito con decreto-legge 9 luglio 1980, n. 301,
d.p.c.m.  5  settembre  1980  e  legge  28  ottobre  1980, n. 687, e'
soppresso  e  cessa ogni sua funzione, fatto salvo l'assolvimento dei
compiti  di  seguito  indicati.  A  valere  sulle  disponibilita' del
soppresso  Comitato  per  l'intervento nella Sir e in settori ad alta
tecnologia,  la  societa'  trasferitaria  di  seguito indicata versa,
entro  il  15  dicembre 2010, all'entrata del bilancio dello Stato la
somma  di  euro  200.000.000.  Il residuo patrimonio del Comitato per
l'intervento  nella Sir e in settori ad alta tecnologia, con ogni sua
attivita', passivita' e rapporto, ivi incluse le partecipazioni nella
Ristrutturazione   Elettronica  REL  s.p.a.  in  liquidazione  e  nel
Consorzio  Bancario  Sir  s.p.a.  in liquidazione, e' trasferito alla
Societa'   Fintecna   S.p.a.   o   a  Societa'  da  essa  interamente
controllata, sulla base del rendiconto finale delle attivita' e della
situazione  economico-patrimoniale  aggiornata alla medesima data, da
redigere da parte del Comitato entro 60 giorni dall'entrata in vigore
del   presente   decreto-legge.   Detto   patrimonio  costituisce  un
patrimonio   separato   dal   residuo   patrimonio   della   societa'
trasferitaria,   la  quale  pertanto  non  risponde  con  il  proprio
patrimonio  dei  debiti e degli oneri del patrimonio del Comitato per
l'intervento  nella  Sir  ed  in  settori  ad alta tecnologia ad essa
trasferito.  La societa' trasferitaria subentra nei processi attivi e
passivi  nei  quali e' parte il Comitato per l'intervento nella Sir e
in   settori   ad   alta   tecnologia,  senza  che  si  faccia  luogo
all'interruzione  dei  processi.  Un collegio di tre periti verifica,
entro  90  giorni  dalla  data  di consegna della predetta situazione
economico-patrimoniale,  tale  situazione  e  predispone,  sulla base
della  stessa,  una  valutazione  estimativa  dell'esito finale della
liquidazione del patrimonio trasferito. I componenti del collegio dei
periti  sono designati uno dalla societa' trasferitaria, uno d'intesa
tra  Ministero  dell'Economia  e  delle  Finanze  e  i componenti del
soppresso   Comitato   e   il  presidente  e'  scelto  dal  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze.  La  valutazione deve, fra l'altro,
tenere  conto  di  tutti  i  costi  e  gli  oneri  necessari  per  la
liquidazione  del  patrimonio  trasferito,  ivi  compresi  quelli  di
funzionamento,   nonche'  dell'ammontare  del  compenso  dei  periti,
individuando  altresi'  il  fabbisogno  finanziario  stimato  per  la
liquidazione  stessa.  Il  valore  stimato  dell'esito  finale  della
liquidazione  costituisce  il  corrispettivo per il trasferimento del
patrimonio,  che  e'  corrisposto  dalla  societa'  trasferitaria  al
Ministero dell'Economia e delle Finanze. L'ammontare del compenso del
collegio   di   periti   e'  determinato  con  decreto  dal  Ministro
dell'Economia  e  delle  Finanze.  Al  termine della liquidazione del
patrimonio  trasferito,  il collegio dei periti determina l'eventuale
maggiore  importo  risultante  dalla differenza fra l'esito economico
effettivo   consuntivato  alla  chiusura  della  liquidazione  ed  il
corrispettivo  pagato.  Di  tale eventuale maggiore importo il 70% e'
attribuito  al  Ministero dell'Economia e delle Finanze ed e' versato
all'entrata  del bilancio dello Stato per essere riassegnato al fondo
ammortamento  dei  titoli  di  Stato e la residua quota del 30% e' di
competenza  della  societa'  trasferitaria  in  ragione  del migliore
risultato conseguito nella liquidazione.
  17.  Alla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto, i
liquidatori delle societa' Ristrutturazione Elettronica REL s.p.a. in
liquidazione,  del  Consorzio  Bancario  Sir S.p.a. in liquidazione e
della  Societa' Iniziative e Sviluppo di Attivita' Industriali - Isai
s.p.a. in liquidazione, decadono dalle loro funzioni e la funzione di
liquidatore di dette societa' e' assunta dalla societa' trasferitaria
di  cui  al  comma 16. Sono abrogati i commi 5 e 7 dell'art. 33 della
legge 17 maggio 1999, n. 144.
  18.  Tutte  le  operazioni compiute in attuazione dei commi 16 e 17
sono  esenti da qualunque imposta diretta o indiretta, tassa, obbligo
e  onere  tributario  comunque  inteso o denominato. Si applicano, in
quanto  compatibili,  le  disposizioni di cui ai commi da 488 a 495 e
497 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
  19.  Al  fine  del  perseguimento  di una maggiore efficienza delle
societa'  pubbliche, tenuto conto dei principi nazionali e comunitari
in  termini  di  economicita' e di concorrenza, le amministrazioni di
cui  all'articolo  1,  comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
non  possono,  salvo  quanto  previsto  dall'art. 2447 codice civile,
effettuare  aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperture
di   credito,   ne'  rilasciare  garanzie  a  favore  delle  societa'
partecipate  non  quotate  che  abbiano  registrato, per tre esercizi
consecutivi,  perdite  di  esercizio  ovvero  che  abbiano utilizzato
riserve disponibili per il ripianamento di perdite anche infrannuali.
Sono  in ogni caso consentiti i trasferimenti alle societa' di cui al
primo  periodo  a  fronte  di convenzioni, contratti di servizio o di
programma  relativi allo svolgimento di servizi di pubblico interesse
ovvero  alla  realizzazione di investimenti. Al fine di salvaguardare
la  continuita' nella prestazione di servizi di pubblico interesse, a
fronte di gravi pericoli per la sicurezza pubblica, l'ordine pubblico
e  la  sanita',  su  richiesta della amministrazione interessata, con
decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  adottato  su
proposta  del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con
gli  altri Ministri competenti e soggetto a registrazione della Corte
dei  Conti, possono essere autorizzati gli interventi di cui al primo
periodo del presente comma.
  20.  Le  disposizioni del presente articolo non si applicano in via
diretta alle regioni, alle province autonome e agli enti del Servizio
sanitario  nazionale,  per  i  quali  costituiscono  disposizioni  di
principio  ai  fini  del  coordinamento  della  finanza  pubblica.  A
decorrere  dal 2011, una quota pari al 10 per cento dei trasferimenti
erariali di cui all'art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, a favore
delle   regioni   a  statuto  ordinario  e'  accantonata  per  essere
successivamente   svincolata  e  destinata  alle  regioni  a  statuto
ordinario   che  hanno  attuato  quanto  stabilito  dall'art.  3  del
decreto-legge  25  gennaio  2010, n. 2, convertito con legge 26 marzo
2010, n. 42 e che aderiscono volontariamente alle regole previste dal
presente  articolo.  Con  decreto  di  natura  non  regolamentare del
Ministro  dell'economia  e delle finanze, sentita la Conferenza Stato
Regioni,  sono  stabiliti modalita', tempi e criteri per l'attuazione
del   presente   comma.  Ai  lavori  della  Conferenza  Stato-Regioni
partecipano  due rappresentanti delle Assemblee legislative regionali
designati   d'intesa   tra  loro  nell'ambito  della  Conferenza  dei
Presidenti  dell'Assemblea,  dei  Consigli regionali e delle province
autonome  di cui agli articoli 5, 8 e 15 della legge 4 febbraio 2005,
n. 11.
  21.  Le  somme  provenienti  dalle  riduzioni  di  spesa  di cui al
presente  articolo,  con esclusione di quelle di cui al primo periodo
del   comma   6,   sono   versate  annualmente  dagli  enti  e  dalle
amministrazioni  dotati di autonomia finanziaria ad apposito capitolo
dell'entrata  del  bilancio  dello  Stato.  La disposizione di cui al
primo  periodo  non si applica agli enti territoriali e agli enti, di
competenza  regionale  o  delle  province  autonome  di  Trento  e di
Bolzano, del Servizio sanitario nazionale.
  21-bis.  Le  disposizioni  di  cui  al  presente  articolo  non  si
applicano  agli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n.
509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103.
  21-ter.  Il  Ministro  della  difesa,  compatibilmente  con  quanto
statuito  in  sede  contrattuale  ovvero  di  accordi  internazionali
comunque denominati in materia di programmi militari di investimento,
puo'  autorizzare  il differimento del piano di consegna dei relativi
mezzi  e  sistemi d'arma, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica.
  21-quater.   Con  decreto  del  Ministero  della  difesa,  adottato
d'intesa  con  l'Agenzia  del  demanio, sentito il Consiglio centrale
della  rappresentanza  militare, si provvede alla rideterminazione, a
decorrere dal l° gennaio 2011, del canone di occupazione dovuto dagli
utenti  non aventi titolo alla concessione di alloggi di servizio del
Ministero  della  difesa, fermo restando per l'occupante l'obbligo di
rilascio  entro  il termine fissato dall'Amministrazione, anche se in
regime  di  proroga,  sulla  base  dei  prezzi di mercato, ovvero, in
mancanza  di essi, delle quotazioni rese disponibili dall'Agenzia del
territorio,    del    reddito    dell'occupante    e   della   durata
dell'occupazione.   Le   maggiorazioni  del  canone  derivanti  dalla
rideterminazione  prevista dal presente comma affluiscono ad apposito
capitolo   dell'entrata   del   bilancio   dello  Stato,  per  essere
riassegnate per le esigenze del Ministero della difesa.
  21-quinquies.   Con   decreto   di  natura  non  regolamentare  del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta del Ministro
dell'economia  e  delle  finanze,  di  concerto  con i Ministri della
giustizia  e  dell'interno, da emanare entro trenta giorni dalla data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
sono  dettate  specifiche  disposizioni  per  disciplinare  termini e
modalita' per la vendita dei titoli sequestrati di cui all'articolo 2
del   decreto-legge  16  settembre  2008,  n.  143,  convertito,  con
modificazioni,  dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, in modo tale da
garantire   la   massima   celerita'   del  versamento  del  ricavato
dell'alienazione al Fondo unico giustizia, che deve avvenire comunque
entro  dieci  giorni  dalla  notifica del provvedimento di sequestro,
nonche'  la restituzione all'avente diritto, in caso di dissequestro,
esclusivamente  del  ricavato  dell'alienazione,  in  ogni caso fermi
restando  i  limiti  di cui al citato articolo 2 del decreto-legge 16
settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13
novembre  2008, n. 181, entro i quali e' possibile l'utilizzo di beni
e valori sequestrati.
  21-sexies.  Per  il triennio 2011-2013, ferme restando le dotazioni
previste  dalla legge 23 dicembre 2009, n. 192, le Agenzie fiscali di
cui  al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, possono assolvere
alle  disposizioni  del presente articolo, del successivo articolo 8,
comma  1, primo periodo, nonche' alle disposizioni vigenti in materia
di  contenimento della spesa dell'apparato amministrativo effettuando
un  riversamento  a favore dell'entrata del bilancio dello Stato pari
all'1  per  cento  delle  dotazioni previste sui capitoli relativi ai
costi di funzionamento stabilite con la citata legge. Si applicano in
ogni  caso alle Agenzie fiscali le disposizioni di cui al comma 3 del
presente  articolo,  nonche'  le  disposizioni di cui all'articolo 1,
comma 22, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, all'articolo 2, comma
589,  e  all'articolo  3,  commi 18, 54 e 59, della legge 24 dicembre
2007,  n.  244, all'articolo 27, comma 2, e all'articolo 48, comma 1,
del   decreto-legge   25   giugno   2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Le predette Agenzie
possono  conferire  incarichi dirigenziali ai sensi dell'articolo 19,
comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tenendo conto
delle  proprie  peculiarita'  e  della  necessita'  di  garantire gli
obiettivi di gettito fissati annualmente. Le medesime Agenzie possono
conferire  incarichi  dirigenziali  ai  sensi dell'articolo 19, comma
5-bis,  del  citato  decreto  legislativo  n.  165  del  2001 anche a
soggetti  appartenenti  alle magistrature e ai ruoli degli avvocati e
procuratori  dello  Stato  previo collocamento fuori ruolo, comando o
analogo   provvedimento   secondo   i   rispettivi   ordinamenti.  Il
conferimento   di   incarichi   eventualmente   eccedenti  le  misure
percentuali  previste  dal predetto articolo 19, comma 6, e' disposto
nei  limiti  delle  facolta' assunzionali a tempo indeterminato delle
singole Agenzie.
  21-septies.  All'articolo  17,  comma 3, del decreto legislativo 31
dicembre 1992, n. 545, la parola: "immediatamente" e' soppressa.

-------------
AGGIORNAMENTO (4)
  Il  D.L.  29 dicembre 2010, n. 225 ha disposto (con l'art. 1, comma
1),  in  relazione  al  comma  5 del presente articolo, limitatamente
all'ente  di cui alla legge 21 novembre 1950, n. 897, che "E' fissato
al  31  marzo  2011  il  termine di scadenza dei termini e dei regimi
giuridici  indicati  nella  tabella  1  allegata con scadenza in data
anteriore al 15 marzo 2011".
 
	        
	      
                               Art. 7
    Soppressione ed incorporazione di enti ed organismi pubblici;
              riduzione dei contributi a favore di enti

  1.  Con  effetto  dalla  data  di  entrata  in  vigore del presente
decreto-legge,  al  fine  di  assicurare  la piena integrazione delle
funzioni assicurative e di ricerca connesse alla materia della tutela
della  salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e
il  coordinamento  stabile  delle attivita' previste dall'articolo 9,
comma  2,  del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ottimizzando
le risorse ed evitando duplicazioni di attivita', l'IPSEMA e l'ISPESL
sono  soppressi  e  le  relative  funzioni sono attribuite all'INAIL,
sottoposto  alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali  e  del  Ministero  della  salute; l'INAIL succede in tutti i
rapporti attivi e passivi.
  2.  Al  fine  di assicurare la piena integrazione delle funzioni in
materia  di  previdenza  e  assistenza,  ottimizzando  le  risorse ed
evitando duplicazioni di attivita', l'IPOST e' soppresso.
  3. Le funzioni dell'IPOST sono trasferite all'INPS, sottoposto alla
vigilanza  del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; l'INPS
succede in tutti i rapporti attivi e passivi.
  3-bis.  Con  effetto dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione  del  presente  decreto,  al  fine di assicurare la piena
integrazione  delle  funzioni  in materia di previdenza e assistenza,
l'Ente  nazionale  di assistenza magistrale (ENAM), istituito in base
al  decreto  legislativo  del Capo provvisorio dello Stato 21 ottobre
1947,  n.  1346,  ratificato  dalla  legge  21  marzo  1953, n. 90, e
successive  modificazioni,  e'  soppresso e le relative funzioni sono
attribuite  all'INPDAP  che  succede  in  tutti  i  rapporti attivi e
passivi.
  4.  Con decreti di natura non regolamentare del Ministro del lavoro
e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e
delle  finanze  e  con  il Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione,   nonche',   per   quanto   concerne  la  soppressione
dell'ISPELS,  con  il  Ministro  della  salute,  da  adottarsi  entro
sessanta  giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto
ovvero,  per  l'ENAM,  di  concerto  con il Ministro dell'istruzione,
dell'universita'  e della ricerca entro sessanta giorni dalla data di
entrata  in  vigore  della legge di conversione del presente decreto,
sono  trasferite  le  risorse  strumentali, umane e finanziarie degli
enti  soppressi,  sulla base delle risultanze dei bilanci di chiusura
delle  relative  gestioni alla data di entrata in vigore del presente
decreto-legge  ovvero,  per  l'ENAM,  alla  data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto.
  5.  Le dotazioni organiche dell'Inps e dell'Inail sono incrementate
di  un  numero  pari  alle unita' di personale di ruolo trasferite in
servizio  presso  gli enti soppressi. In attesa della definizione dei
comparti di contrattazione in applicazione dell'articolo 40, comma 2,
del  decreto  legislativo  30 marzo 2001, n. 165, come modificato dal
decreto  legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, al personale transitato
dall'Ispels  continua  ad  applicarsi  il  trattamento  giuridico  ed
economico  previsto  dalla  contrattazione  collettiva  del  comparto
ricerca   e   dell'area   VII.  Nell'ambito  del  nuovo  comparto  di
contrattazione  di riferimento per gli enti pubblici non economici da
definire  in  applicazione  del menzionato articolo 40, comma 2, puo'
essere    prevista    un'apposita   sezione   contrattuale   per   le
professionalita'  impiegate  in  attivita'  di  ricerca scientifica e
tecnologica.  Per  i  restanti  rapporti  di lavoro, l'INPS e l'INAIL
subentrano nella titolarita' dei relativi rapporti.
  6.  I  posti  corrispondenti all'incarico di componente dei Collegi
dei  sindaci, in posizione di fuori ruolo istituzionale, soppressi ai
sensi  dei  commi  precedenti,  sono  trasformati in posti di livello
dirigenziale generale per le esigenze di consulenza, studio e ricerca
del  Ministero  del  lavoro e delle politiche sociali e del Ministero
dell'economia  e  delle  finanze,  nell'ambito del Dipartimento della
Ragioneria  Generale  dello  Stato,  Gli  incarichi  dirigenziali  di
livello  generale  conferiti  presso  i  collegi dei sindaci ai sensi
dell'articolo  3, comma 7, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n.
479, riferiti a posizioni soppresse per effetto dei commi precedenti,
cessano dalla data di adozione dei provvedimenti previsti dal comma 4
e  ai  dirigenti  ai  quali non sia riattribuito il medesimo incarico
presso  il  Collegio  dei  sindaci degli enti riordinati ai sensi del
presente  articolo  e' conferito dall'Amministrazione di appartenenza
un incarico di livello dirigenziale generale.
  7. All'art. 3, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479, sono
apportate le seguenti modifiche:
    a)  il  comma  2  e'  sostituito dal seguente: "Sono organi degli
Enti:  a) il presidente; b) il consiglio di indirizzo e vigilanza; c)
il collegio dei sindaci; d) il direttore generale."
    b)  il  comma  3 e' sostituito dal seguente: "Il presidente ha la
rappresentanza  legale  dell'Istituto, puo' assistere alle sedute del
consiglio  di indirizzo e vigilanza ed e' scelto in base a criteri di
alta  professionalita',  di  capacita'  manageriale  e di qualificata
esperienza  nell'esercizio di funzioni attinenti al settore operativo
dell'Ente.  E'  nominato ai sensi della legge 24 gennaio 1978, n. 14,
con  la  procedura  di  cui all'art. 3 della legge 23 agosto 1988, n.
400;  la  deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri e' adottata su
proposta  del  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche sociali, di
concerto   con   il   Ministro   dell'economia   e   delle   finanze.
Contestualmente  alla  richiesta  di  parere  prevista dalle predette
disposizioni,  si  provvede  ad  acquisire  l'intesa del consiglio di
indirizzo  e vigilanza dell'Ente, che deve intervenire nel termine di
trenta  giorni.  In  caso di mancato raggiungimento dell'intesa entro
tale  termine, il Consiglio dei Ministri puo' comunque procedere alla
nomina con provvedimento motivato."
    c)  al  comma  4,  dopo il primo periodo e' aggiunto il seguente:
"Almeno  trenta  giorni  prima  della  naturale scadenza ovvero entro
dieci  giorni dall'anticipata cessazione del presidente, il consiglio
di  indirizzo  e  vigilanza  informa  il  Ministro del lavoro e delle
politiche   sociali  affinche'  si  proceda  alla  nomina  del  nuovo
titolare";
    d)  al  comma 5, primo e secondo periodo, le parole "il consiglio
di  amministrazione"  e  " il consiglio" sono sostituite dalle parole
"il  presidente";  sono eliminati gli ultimi tre periodi del medesimo
comma  5,  dall'espressione  "Il  consiglio  e'  composto"  a  quella
"componente del consiglio di vigilanza.";
    e)  al  comma  6,  l'espressione "partecipa, con voto consultivo,
alle  sedute  del  consiglio  di  amministrazione  e puo' assistere a
quelle del consiglio di vigilanza" e' sostituita dalla seguente "puo'
assistere alle sedute del consiglio di indirizzo e vigilanza";
    f)  al  comma  8,  e' eliminata l'espressione da "il consiglio di
amministrazione" a "funzione pubblica";
    g)  al  comma  9,  l'espressione "con esclusione di quello di cui
alla  lettera  e)"  e'  sostituita  dalla seguente "con esclusione di
quello di cui alla lettera d)";
    h)  e' aggiunto il seguente comma 11: "Al presidente dell'Ente e'
dovuto,  per  l'esercizio  delle  funzioni  inerenti  alla carica, un
emolumento  onnicomprensivo  stabilito  con  decreto del Ministro del
lavoro  e  delle  politiche  sociali,  di  concerto  con  il Ministro
dell'economia e delle finanze."
  8.  Le  competenze attribuite al consiglio di amministrazione dalle
disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 30
aprile  1970,  n.  639,  nella legge 9 marzo 1989, n. 88, nel decreto
legislativo  30 giugno 1994, n, 479, nel decreto del Presidente della
Repubblica  24  settembre  1997,  n.  366  e da qualunque altra norma
riguardante  gli  Enti  pubblici  di  previdenza ed assistenza di cui
all'art.  1, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479,
sono  devolute  al  Presidente dell'Ente, che le esercita con proprie
determinazioni.
  9.  Con  effetto  dalla  ricostituzione dei consigli di indirizzi e
vigilanza  di cui all'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 30
giugno  1994,  n. 479, il numero dei rispettivi componenti e' ridotto
in misura non inferiore al trenta per cento.
  10.  Con  effetto  dalla ricostituzione dei comitati amministratori
delle  gestioni,  fondi  e casse di cui all' articolo 1, primo comma,
numero  4),  del  decreto  del  Presidente della Repubblica 30 aprile
1970,  n.  639,  e  successive  modificazioni,  nonche'  dei comitati
previsti  dagli  articoli 33 e 34 del medesimo decreto del Presidente
della  Repubblica,  il numero dei rispettivi componenti e' ridotto in
misura non inferiore al trenta per cento.
  11.  A  decorrere  dal  1°  luglio  2010,  gli eventuali gettoni di
presenza  corrisposti ai componenti dei comitati amministratori delle
gestioni,  fondi  e  casse  di cui all'articolo 2, comma 1, punto 4),
della  legge  9  marzo 1989, n. 88, non possono superare l'importo di
Euro 30,00 a seduta.
  12. A decorrere dal 1° luglio 2010, l'attivita' istituzionale degli
organi  collegiali  di  cui  all'articolo  3,  comma  2,  del decreto
legislativo  30  giugno  1994,  n.  479,  nonche'  la  partecipazione
all'attivita'  istituzionale degli organi centrali non da' luogo alla
corresponsione  di alcun emolumento legato alla presenza (gettoni e/o
medaglie).
  13.   I   regolamenti   che  disciplinano  l'organizzazione  ed  il
funzionamento  degli Enti di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto
legislativo  30  giugno  1994,  n.  479, sono adeguati alle modifiche
apportate  al medesimo provvedimento normativo dal presente articolo,
in  applicazione  dell'articolo  1,  comma  2,  del  predetto decreto
legislativo   n.   479/1994.  Nelle  more  di  tale  recepimento,  si
applicano,  in  ogni  caso,  le  disposizioni  contenute nel presente
articolo.
  14.  Le  disposizioni  del  presente  articolo  si  applicano anche
all'organizzazione   ed   al   funzionamento  all'Ente  nazionale  di
previdenza  ed assistenza per i lavoratori dello spettacolo di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 2003, n. 357.
  15.  Con  effetto  dalla  data  di  entrata  in vigore del presente
decreto,  l'Istituto affari sociali di cui all'articolo 2 del decreto
del  Presidente  del  consiglio dei Ministri del 23 novembre 2007, e'
soppresso e le relative funzioni sono trasferite al ISFOL che succede
in  tutti i rapporti attivi e passivi. Lo svolgimento delle attivita'
di  ricerca  a  supporto  dell'elaborazione  delle  politiche sociali
confluisce  nell'ambito  dell'organizzazione  dell'ISFOL in una delle
macroaree gia' esistenti. Con decreti di natura non regolamentare del
Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche sociali di concerto con il
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e  con il Ministro per la
pubblica  amministrazione e l'innovazione sono individuate le risorse
umane,  strumentali  e  finanziarie  da riallocare presso l'ISFOL. La
dotazione  organica dell'ISFOL e' incrementata di un numero pari alle
unita'   di   personale  di  ruolo  trasferite,  in  servizio  presso
l'Istituto  degli  affari  sociali alla data di entrata in vigore del
presente  decreto.  L'ISFOL  subentra  in  tutti i rapporti giuridici
attivi e passivi ivi compresi i rapporti di lavoro in essere. L'ISFOL
adegua il proprio statuto entro il 31 ottobre 2010.
  16.  Con  effetto  dalla  data  di  entrata  in vigore del presente
decreto,  l'Ente nazionale di assistenza e previdenza per i pittori e
scultori,  musicisti,  scrittori  ed  autori drammatici (ENAPPSMSAD),
costituito  con  decreto  del  Presidente  della Repubblica 1° aprile
1978,  n.  202,  e'  soppresso e le relative funzioni sono trasferite
all'Enpals,  che  succede  in  tutti i rapporti attivi e passivi. Con
effetto dalla medesima data e' istituito presso l'Enpals con evidenza
contabile  separata  il  Fondo  assistenza e previdenza dei pittori e
scultori,   musicisti,  scrittori  ed  autori  drammatici.  Tutte  le
attivita'  e le passivita' risultanti dall'ultimo bilancio consuntivo
approveto affluiscono ad evidenza contabile separata presso l'Enpals.
La dotazione organica dell'Enpals e' aumentata di un numero pari alla
unita'   di   personale   di  ruolo  trasferite  in  servizio  presso
l'ENAPPSMSAD alla data di entrata in vigore del presente decreto. Con
decreto  del  Presidente del Consiglio dei ministri , su proposta del
Ministro  del  lavoro  e  delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro  per  la  pubblica  amministrazione e l'innovazione e con il
Ministro  dell'economia  e  delle finanze, da emanarsi ai sensi dell'
art. 17, della legge 23 agosto 1988, n. 400, le conseguenti modifiche
al regolamento di organizzazione e il funzionamento dell'ente Enpals.
Con  decreti  di  natura  non regolamentare del Ministro del lavoro e
delle  politiche  sociali di concerto con il Ministro dell'economia e
delle  finanze,  da  adottare  entro  sessanta  giorni  dalla data di
entrata  in  vigore  della legge di conversione del presente decreto,
sono   individuate   le  risorse  strumentali,  umane  e  finanziarie
dell'Ente  soppresso,  sulla  base  delle  risultanze del bilancio di
chiusura della relativa gestione alla data di entrata in vigore della
legge   di   conversione   del   presente   decreto.  Il  Commissario
straordinario  e  il Direttore generale dell'Istituto incorporante in
carica  alla  data  di  entrata  in vigore del presente decreto-legge
continuano  ad  operare  sino  alla scadenza del mandato prevista dai
relativi decreti di nomina.
  17.  Le  economie  derivanti  dai  processi  di razionalizzazione e
soppressione  degli  enti  previdenziali vigilatati dal Ministero del
lavoro previsti nel presente decreto sono computate , previa verifica
del  Dipartimento  della  funzione pubblica con il Dipartimento della
Ragioneria   generale   dello  Stato,  per  il  raggiungimento  degli
obiettivi  di  risparmio previsti all'art. 1, comma 8, della legge 24
dicembre 2007, n. 247.
  18. Al fine di razionalizzare e semplificare le funzioni di analisi
e  studio  in  materia  di  politica economica, l'Istituto di studi e
analisi  economica (Isae) e' soppresso; le funzioni e le risorse sono
assegnate  al Ministero dell'economia e delle finanze e all'ISTAT. Le
funzioni  svolte  dall'Isae sono trasferite con uno o piu' decreti di
natura  non  regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze
di  concerto  con  il  Ministro  per  la  pubblica  amministrazione e
l'innovazione;  con  gli  stessi  decreti  sono  stabilite le date di
effettivo  esercizio  delle funzioni trasferite e sono individuate le
risorse   umane,  strumentali  e  finanziarie  riallocate  presso  il
Ministero  dell'economia  e  delle finanze, nonche', limitatamente ai
ricercatori  e  ai  tecnologi,  anche  presso l'ISTAT. I dipendenti a
tempo  indeterminato  sono  inquadrati, nei ruoli del Ministero sulla
base  di  apposita  tabella  di  corrispondenza approvata con uno dei
decreti  di  cui  al  presente  comma;  le  amministrazioni di cui al
presente comma provvedono conseguentemente a rideterminare le proprie
dotazioni   organiche;   i   dipendenti   trasferiti   mantengono  il
trattamento  economico  fondamentale e accessorio, limitatamente alle
voci fisse e continuative, corrisposto al momento dell'inquadramento;
nel  caso  in  cui  tale  trattamento risulti piu' elevato rispetto a
quello  previsto per il personale del Ministero, e' attribuito per la
differenza  un  assegno  ad  personam  riassorbibile con i successivi
miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. Per i restanti
rapporti  di  lavoro  le  amministrazioni  di destinazione subentrano
nella   titolarita'  dei  rispettivi  rapporti.  Dall'attuazione  del
presente  comma  non  devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica.
  19.  L'Ente  italiano  Montagna  (EIM),  istituito dall'articolo 1,
comma  1279,  della  legge  27 dicembre 2006, n. 296, e' soppresso La
Presidenza  del Consiglio dei Ministri succede a titolo universale al
predetto ente e le risorse strumentali e di personale ivi in servizio
sono  trasferite  al  Dipartimento  per  gli  affari  regionali della
medesima  Presidenza.  Con  decreto  del Presidente del Consiglio dei
ministri  su  proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione  di  concerto  con  il  Ministro  dell'economia e delle
finanze  sono stabilite le date di effettivo esercizio delle funzioni
trasferite  e  sono  individuate  le  risorse  umane,  strumentali  e
finanziarie  riallocate  presso la Presidenza, nonche', limitatamente
ai ricercatori e ai tecnologi, anche presso gli enti e le istituzioni
di  ricerca.  I dipendenti a tempo indeterminato sono inquadrati, nei
ruoli   della   Presidenza   sulla   base   di  apposita  tabella  di
corrispondenza.  I  dipendenti  trasferiti  mantengono il trattamento
economico  fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e
continuative,  corrisposto al momento dell'inquadramento; nel caso in
cui  tale trattamento risulti piu' elevato rispetto a quello previsto
per  la  Presidenza  e'  attribuito  per  la differenza un assegno ad
personam  riassorbibile  con  i  successivi miglioramenti economici a
qualsiasi  titolo  conseguiti.  Per  i restanti rapporti di lavoro le
amministrazioni  di  destinazione  subentrano  nella  titolarita' dei
rispettivi  rapporti.  Dall'attuazione  del presente comma non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
  20.  Gli enti di cui all'allegato 2 sono soppressi e i compiti e le
attribuzioni   esercitati   sono   trasferiti   alle  amministrazioni
corrispondentemente  indicate.  Il  personale  a  tempo indeterminato
attualmente  in  servizio  presso  i predetti enti e' trasferito alle
amministrazioni  e agli enti rispettivamente individuati ai sensi del
predetto  allegato,  e  sono  inquadrati  sulla  base di un' apposita
tabella   di   corrispondenza  approvata  con  decreto  del  ministro
interessato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze
e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. Le
amministrazioni   di   destinazione  adeguano  le  proprie  dotazioni
organiche in relazione al personale trasferito mediante provvedimenti
previsti   dai   rispettivi   ordinamenti.  I  dipendenti  trasferiti
mantengono   il  trattamento  economico  fondamentale  e  accessorio,
limitatamente  alle voci fisse e continuative, corrisposto al momento
dell'inquadramento.  Nel  caso in cui risulti piu' elevato rispetto a
quello previsto per il personale del amministrazione di destinazione,
percepiscono  per  la differenza un assegno ad personam riassorbibile
con   i   successivi   miglioramenti  economici  a  qualsiasi  titolo
conseguiti.  Dall'attuazione  delle  predette disposizioni non devono
derivare  nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli
stanziamenti  finanziari  a carico del bilancio dello Stato previsti,
alla  data  di  entrata  in vigore del presente provvedimento, per le
esigenze  di  funzionamento  dei  predetti enti pubblici confluiscono
nello   stato   di   previsione  della  spesa  o  nei  bilanci  delle
amministrazioni  alle  quali  sono  trasferiti  i relativi compiti ed
attribuzioni,  insieme  alle  eventuali  contribuzioni a carico degli
utenti  dei servizi per le attivita' rese dai medesimi enti pubblici.
Alle  medesime  amministrazioni  sono  altresi'  trasferite  tutte le
risorse  strumentali  attualmente  utilizzate  dai  predetti enti. Le
amministrazioni  di  destinazione  esercitano i compiti e le funzioni
facenti  capo agli enti soppressi con le articolazioni amministrative
individuate  mediante le ordinarie misure di definizione del relativo
assetto  organizzativo,  Al  fine  di  garantire la continuita' delle
attivita' di interesse pubblico gia' facenti capo agli enti di cui al
presente    comma   fino   al   perfezionamento   del   processo   di
riorganizzazione  indicato, l'attivita' facente capo ai predetti enti
continua  ad essere esercitata presso le sedi e gli uffici gia' a tal
fine  utilizzati."  Fermi restando i risparmi attesi, per le stazioni
sperimentali  e  l'Istituto  nazionale  per  le  conserve  alimentari
(INCA),  indicati  nell'allegato  2,  con  decreto del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze,  da  adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore   della  legge  di  conversione  del  presente  decreto,  sono
individuati tempi e concrete modalita' di trasferimento dei compiti e
delle attribuzioni, nonche' del personale e delle risorse strumentali
e finanziarie.
  21.  L'Istituto  nazionale  per  studi e esperienze di architettura
navale  (INSEAN)  istituito  con  Regio decreto legislativo 24 maggio
1946, n. 530 e' soppresso. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010,
N.  122.  Le funzioni svolte dall'INSEAN e le connesse risorse umane,
strumentali  e  finanziarie  sono  trasferite  al Consiglio nazionale
delle ricerche con uno o piu' decreti di natura non regolamentare del
Ministro  delle  infrastrutture  e  dei trasporti, di concerto con il
Ministro   dell'economia   e   delle   finanze   ,  con  il  Ministro
dell'istruzione,  dell'universita'  e della ricerca e con il Ministro
per  la  pubblica  amministrazione  e  l'innovazione;  con gli stessi
decreti  sono stabilite le date di effettivo esercizio delle funzioni
trasferite.  I  dipendenti  a tempo indeterminato sono inquadrati nei
ruoli  del  Consiglio nazionale delle ricerche sulla base di apposita
tabella di corrispondenza approvata con uno dei decreti di natura non
regolamentare  di cui al presente comma. Il Consiglio nazionale delle
ricerche  provvede conseguentemente a rimodulare o a rideterminare le
proprie  dotazioni  organiche.  I dipendenti trasferiti mantengono il
trattamento  economico  fondamentale e accessorio, limitatamente alle
voci fisse e continuative, corrisposto al momento dell'inquadramento;
nel  caso  in  cui  tale  trattamento risulti piu' elevato rispetto a
quello  previsto  per  il  personale  del  Consiglio  nazionale delle
ricerche,  e'  attribuito  per  la  differenza un assegno ad personam
riassorbibile  con  i  successivi miglioramenti economici a qualsiasi
titolo  conseguiti.  Per  i  restanti rapporti di lavoro il Consiglio
nazionale  delle  ricerche  subentra nella titolarita' dei rispettivi
rapporti.  Dall'attuazione  del  presente  comma  non devono derivare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
  22.  L'ultimo periodo del comma 2 dell'articolo 6 del decreto-legge
30  settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni dalla legge
24  novembre 2003, n. 326, e' sostituito dal seguente: "Le nomine dei
componenti   degli  organi  sociali  sono  effettuate  dal  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  d'intesa  con  il  Ministero  dello
sviluppo economico".
  23.  Per  garantire  il  pieno  rispetto dei principi comunitari in
materia  nucleare,  i  commi  8  e  9 dell'articolo 27 della legge 23
luglio  2009,  n.  99 sono abrogati, fatti salvi gli effetti prodotti
alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del
presente  decreto.  Entro 30 giorni decorrenti dalla medesima data e'
ricostituito  il  Consiglio  di  amministrazione  della Sogin S.p.A.,
composto  di  5  membri.  La  nomina  dei componenti del Consiglio di
amministrazione  della  Sogin  S.p.A.  e'  effettuata  dal  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  d'intesa  con  il  Ministero  dello
sviluppo economico.
  24.  A  decorrere  dalla  data  di  entrata  in vigore del presente
decreto  gli  stanziamenti  sui  competenti  capitoli  degli stati di
previsione  delle  amministrazioni  vigilanti  relativi al contributo
dello  Stato  a  enti,  istituti,  fondazioni  e altri organismi sono
ridotti del 50 per cento rispetto all'anno 2009. Al fine di procedere
alla  razionalizzazione e al riordino delle modalita' con le quali lo
Stato  concorre  al  finanziamento  dei  predetti  enti,  i  Ministri
competenti,  con  decreto  da  emanare  entro 60 giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, stabiliscono il riparto delle
risorse disponibili.
  25.  Le  Commissioni  mediche  di verifica operanti nell'ambito del
Ministero  dell'economia e delle finanze sono soppresse, ad eccezione
di  quelle  presenti  nei  capoluoghi  di  regione e nelle Province a
speciale autonomia, che subentrano nelle competenze delle Commissioni
soppresse.  Con  protocolli di intesa, da stipularsi tra il Ministero
dell'economia  e  delle finanze e le Regioni, le predette Commissioni
possono  avvalersi  a  titolo  gratuito  delle  Asl  territorialmente
competenti  ovvero,  previo  accordo  con  il Ministero della difesa,
delle   strutture  sanitarie  del  predetto  Ministero  operanti  sul
territorio. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di
natura   non  regolamentare  sono  stabilite  le  date  di  effettivo
esercizio  del  nuovo  assetto  delle  commissioni  mediche di cui al
presente comma.
  26.  Sono  attribuite  al  Presidente del Consiglio dei Ministri le
funzioni  di  cui  all'art.  24,  comma  1,  lettera  c), del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, ivi inclusa la gestione del Fondo
per  le  aree  sottoutilizzate,  fatta  eccezione  per le funzioni di
programmazione   economica   e   finanziaria  non  ricompresse  nelle
politiche di sviluppo e coesione.
  27.  Per  l'esercizio  delle  funzioni  di  cui  al  comma  26,  il
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  o  il Ministro delegato si
avvalgono  del  Dipartimento  per lo sviluppo e la coesione economica
del  Ministero dello sviluppo economico, ad eccezione della Direzione
generale  per  l'incentivazione  delle  attivita' imprenditoriali, il
quale dipende funzionalmente dalle predette autorita'.
  28.  Ai fini della ricognizione delle risorse di cui al comma 26 si
provvede,  entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente  decreto,  con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei
Ministri,  di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e
dello   sviluppo   economico.  Le  risorse  del  fondo  per  le  aree
sottoutilizzate restano nello stato di previsione del Ministero dello
sviluppo economico.
  29.  Restano  ferme  le  funzioni di controllo e monitoraggio della
Ragioneria generale dello Stato.
  30. All'articolo 10-bis del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194,
convertito  con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2010 n. 25, nel
comma  1  sono  aggiunte  alla  fine  le seguenti parole: "nonche' di
quelli  comunque  non  inclusi  nel conto economico consolidato della
pubblica amministrazione, come individuati dall'Istituto nazionale di
statistica  (ISTAT)  ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge
31 dicembre 2009, n. 196".
  31.   La   vigilanza  sul  Comitato  nazionale  permanente  per  il
microcredito,  istituito ai sensi dell'art. 4-bis, comma 8, del D. L.
10  gennaio  2006, n. 2, convertito dalla legge 11 marzo 2006, n. 81,
e' trasferita al Ministero per lo sviluppo economico.
31-bis.  Per  assicurare  lo  svolgimento delle funzioni di Autorita'
nazionale  anticorruzione,  ai  sensi  dell'articolo  6 della legge 3
agosto  2009,  n.  116,  da  parte  del  Dipartimento  della funzione
pubblica  della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e' autorizzata
la  spesa  di  euro  2  milioni per l'anno 2011. Al relativo onere si
provvede  mediante  utilizzo  di  quota  parte delle maggiori entrate
derivanti dall'articolo 38, commi 13-bis e seguenti.
  31-ter.  L'Agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari
comunali  e  provinciali, istituita dall'articolo 102 del testo unico
di  cui  al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e' soppressa.
Il  Ministero  dell'interno succede a titolo universale alla predetta
Agenzia  e  le  risorse  strumentali  e di personale ivi in servizio,
comprensive   del  fondo  di  cassa,  sono  trasferite  al  Ministero
medesimo.
  31-quater. Con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze, sono stabilite le date di
effettivo  esercizio  delle funzioni trasferite e sono individuate le
risorse   umane,  strumentali  e  finanziarie  riallocate  presso  il
Ministero  dell'interno.  I  dipendenti  a  tempo  indeterminato sono
inquadrati  nei  ruoli  del  Ministero  dell'interno,  sulla  base di
apposita  tabella di corrispondenza approvata con il medesimo decreto
di  cui  al  primo  periodo.  I  dipendenti  trasferiti mantengono il
trattamento  economico fondamentale ed accessorio, limitatamente alle
voci fisse e continuative, corrisposto al momento dell'inquadramento.
  31-quinquies.  Al  fine di garantire la continuita' delle attivita'
di   interesse  pubblico  gia'  facenti  capo  all'Agenzia,  fino  al
perfezionamento  del  processo  di riorganizzazione, l'attivita' gia'
svolta dalla predetta Agenzia continua ad essere esercitata presso la
sede e gli uffici a tal fine utilizzati.
  31-sexies. Il contributo a carico delle amministrazioni provinciali
e  dei  comuni  previsto  dal  comma  5  dell'articolo 102 del citato
decreto  legislativo n. 267 del 2000 e' soppresso dal 1° gennaio 2011
e  dalla  medesima data sono corrispondentemente ridotti i contributi
ordinari  delle  amministrazioni provinciali e dei comuni, per essere
destinati  alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione del
comma 31-ter. I criteri della riduzione sono definiti con decreto del
Ministro  dell'interno  di  concerto  con  i Ministri dell'economia e
delle  finanze  e  per  la  pubblica amministrazione e l'innovazione,
sentita  la  Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, da adottare
entro  novanta  giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto. ((4))
  31-septies.  Al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000,  n. 267, sono abrogati gli articoli 102 e 103. Tutti i richiami
alla  soppressa  Agenzia  di  cui  al  citato  articolo  102  sono da
intendere riferiti al Ministero dell'interno.
  31-octies.  Le  amministrazioni  destinatarie  delle funzioni degli
enti   soppressi   ai   sensi   dei   commi   precedenti,   in  esito
all'applicazione  dell'articolo  74 del decreto-legge 25 giugno 2008,
n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133,  e  dell'articolo  2, comma 8-bis, del decreto-legge 30 dicembre
2009,  n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2010,  n.  25,  rideterminano,  senza  nuovi  o  maggiori  oneri,  le
dotazioni  organiche,  tenuto  conto  delle  vacanze  cosi'  coperte,
evitando  l'aumento  del  contingente  del  personale di supporto nel
rispetto  di  quanto  previsto dall'articolo 74, comma 1, lettera b),
del   decreto-legge   25   giugno   2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133.

-------------
AGGIORNAMENTO (4)
  Il  D.L.  29 dicembre 2010, n. 225 ha disposto (con l'art. 1, comma
1),  in  relazione  al  comma  31-sexies, primo periodo, del presente
articolo, che "E' fissato al 31 marzo 2011 il termine di scadenza dei
termini  e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata con
scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011".
 
	        
	      
                               Art. 8
Razionalizzazione e risparmi di spesa delle amministrazioni pubbliche

  1. I1 limite previsto dall'articolo 2, comma 618, della legge 24
  dicembre  2007, n. 244 per le spese annue di manutenzione ordinaria
e  straordinaria  degli  immobili  utilizzati  dalle  amministrazioni
centrali   e   periferiche  dello  Stato  a  decorrere  dal  2011  e'
determinato  nella  misura  del  2 per cento del valore dell'immobile
utilizzato.  Resta  fermo  quanto previsto dai commi da 619 a 623 del
citato  articolo  2  e i limiti e gli obblighi informativi stabiliti,
dall'art.  2, comma 222, periodo decimo ed undicesimo, della legge 23
dicembre  2009,  n.  191. Le deroghe ai predetti limiti di spesa sono
concesse  dall'Amministrazione  centrale  vigilante  o competente per
materia,  sentito  il  Dipartimento  della  Ragioneria generale dello
Stato.  Le  limitazioni di cui al presente comma non si applicano nei
confronti   degli   interventi   obbligatori  ai  sensi  del  decreto
legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42  recante  il "Codice dei beni
culturali e del paesaggio" e del decreto legislativo ((9 aprile 2008,
n.  81))  ,  concernente  la  sicurezza  sui luoghi di lavoro. Per le
Amministrazioni  diverse  dallo Stato, e' compito dell'organo interno
di  controllo  verificare  la  correttezza della qualificazione degli
interventi di manutenzione ai sensi delle richiamate disposizioni.
  2.  Ai  fini  della tutela dell'unita' economica della Repubblica e
nel  rispetto  dei  principi di coordinamento della finanza pubblica,
previsti  agli  articoli 119 e 120 della Costituzione, le regioni, le
province  autonome  di Trento e Bolzano, gli enti locali, nonche' gli
enti da questi vigilati, le aziende sanitarie ed ospedaliere, nonche'
gli  istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, sono tenuti
ad  adeguarsi  ai  principi  definiti dal comma 15, stabilendo misure
analoghe  per  il  contenimento  della  spesa  per locazioni passive,
manutenzioni  ed  altri costi legati all'utilizzo degli immobili. Per
le   medesime  finalita',  gli  obblighi  di  comunicazione  previsti
dall'art.  2,  comma 222, periodo dodicesimo, della legge 23 dicembre
2009, n. 191, sono estesi alle amministrazioni pubbliche inserite nel
conto  economico  consolidato  della  pubblica  amministrazione, come
individuate  dall'Istituto  nazionale  di statistica (ISTAT) ai sensi
del  comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Le
disposizioni  del  comma  15  si  applicano  alle  regioni  a statuto
speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano nel rispetto
di quanto previsto dai relativi statuti.
  3. Qualora nell'attuazione dei piani di razionalizzazione di cui al
comma  222,  periodo  nono,  della  legge  23  dicembre 2009, n. 191,
l'amministrazione  utilizzatrice,  per motivi ad essa imputabili, non
provvede  al  rilascio  gli  immobili  utilizzati  entro  il  termine
stabilito,  su  comunicazione  dall'Agenzia  del demanio il Ministero
dell'economia  e  finanze  -  Dipartimento  della ragioneria generale
dello  Stato  effettua  una  riduzione  lineare degli stanziamenti di
spesa  dell'amministrazione stessa pari all'8 per cento del valore di
mercato dell'immobile rapportato al periodo di maggior permanenza.
  4.  Fatti  salvi  gli  investimenti  a reddito da effettuare in via
indiretta  in  Abruzzo  ai  sensi  dell'articolo  14,  comma  3,  del
decreto-legge  28 aprile 2009, n. 39 convertito con modificazioni con
legge  24  giugno 2009, n. 77, le restanti risorse sono destinate dai
predetti  enti  previdenziali  all'acquisto  di  immobili  adibiti ad
ufficio  in locazione passiva alle amministrazioni pubbliche, secondo
le  indicazioni fornite dell'Agenzia del demanio sulla base del piano
di  razionalizzazione  ((di  cui  al comma 3)). L'Agenzia del demanio
esprime  apposito parere di congruita' in merito ai singoli contratti
di locazione da porre in essere o da rinnovare da parte degli enti di
previdenza  pubblici".  Con  decreto  di natura non regolamentare del
Ministro  del  Lavoro  e  delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle Finanze sono stabilite le modalita' di
attuazione  del presente comma, nel rispetto dei saldi strutturali di
finanza pubblica.
  5.  Al  fine  dell'ottimizzazione della spesa per consumi intermedi
delle   amministrazioni   centrali  e  periferiche  dello  Stato,  il
Ministero  dell'Economia e delle finanze, fornisce, entro il 31 marzo
2011,  criteri  ed  indicazioni  di riferimento per l'efficientamento
della   suddetta  spesa,  sulla  base  della  rilevazione  effettuata
utilizzando  le  informazioni ed i dati forniti dalle Amministrazioni
ai  sensi  del  successivo  periodo,  nonche'  dei  dati  relativi al
Programma  di  razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi. La
Consip  S.p.A.  fornisce  il  necessario supporto all'iniziativa, che
potra'   prendere   in   considerazione  le  eventuali  proposte  che
emergeranno  dai  lavori  dei  Nuclei  di Analisi e valutazione della
spesa,  previsti  ai  sensi dell'art. 39 della legge 196 del 2009. Le
Amministrazioni  di  cui  al  presente  comma comunicano al Ministero
deil'economia  e  delle  finanze  dati  ed informazioni sulle voci di
spesa  per  consumi  intermedi conformemente agli schemi nonche' alle
modalita'  di  trasmissione  individuate  con  circolare del Ministro
dell'Economia  e  delle  finanze, da emanarsi ((entro sessanta giorni
dalla  data  di  entrata in vigore del presente decreto)). Sulla base
dei  criteri  e  delle  indicazioni  di  cui  al  presente  comma, le
amministrazioni centrali e periferiche dello Stato elaborano piani di
razionalizzazione  che  riducono la spesa annua per consumi intermedi
del  3  per  cento  nel  2012  e del 5 per cento a decorrere dal 2013
rispetto  alla  spesa  del  2009  al  netto delle assegnazioni per il
ripiano  dei debiti pregressi di cui all'articolo 9 del decreto-legge
185  del  2008, convertito con modificazioni ((dalla legge)) n. 2 del
2009.  I  piani  sono  trasmessi entro il 30 giugno 2011 al Ministero
dell'Economia    e   delle   finanze   ed   attuati   dalle   singole
amministrazioni  al fine di garantire i risparmi previsti. In caso di
mancata elaborazione o comunicazione del predetto piano si procede ad
una  riduzione  del  10  per  cento  degli stanziamenti relativi alla
predetta  spesa.  In  caso  di  mancato  rispetto degli obiettivi del
piano,  le  risorse  a disposizione dell'Amministrazione inadempiente
sono  ridotte  dell'8  per cento rispetto allo stanziamento dell'anno
2009.  A  regime  il  piano  viene aggiornato annualmente, al fine di
assicurare  che  la  spesa  complessiva  non superi il limite fissato
dalla presente disposizione.
  6.  In  attuazione  dell'articolo  1,  comma  9,  della  legge ((13
novembre))  2009,  n.  172  il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali  e  gli enti previdenziali e assistenziali vigilati stipulano
apposite   convenzioni   per   la  razionalizzazione  degli  immobili
strumentali   e   la  realizzazione  dei  poli  logistici  integrati,
riconoscendo ((al predetto Ministero)) canoni e oneri agevolati nella
misura ridotta del 30 per cento rispetto al parametro minimo locativo
fissato  dall'Osservatorio  del mercato immobiliare in considerazione
dei risparmi derivanti dalle integrazioni logistiche e funzionali.
  7.  Ai  fini  della  realizzazione dei poli logistici integrati, il
Ministero   del   lavoro   e  delle  politiche  sociali  e  gli  enti
previdenziali  e  assistenziali  vigilati  utilizzano  sedi  uniche e
riducono  del  40 per cento l'indice di occupazione pro capite in uso
alla data di entrata in vigore ((del presente decreto)).
  8.  Gli  immobili  acquistati  e  adibiti a sede dei poli logistici
integrati  hanno  natura  strumentale. Per l'integrazione logistica e
funzionale   delle   sedi   territoriali  gli  enti  previdenziali  e
assistenziali  effettuano  i relativi investimenti in forma diretta e
indiretta,  anche mediante la permuta, parziale o totale, di immobili
di  proprieta'.  Nell'ipotesi  di  alienazione  di unita' immobiliari
strumentali,  gli enti previdenziali e assistenziali vigilati possono
utilizzare  i corrispettivi per l'acquisto di immobili da destinare a
sede  dei  poli  logistici integrati. Le somme residue sono riversate
alla  Tesoreria  dello  Stato nel rispetto della normativa vigente. I
piani  relativi  a tali investimenti nonche' i criteri di definizione
degli  oneri di locazione e di riparto dei costi di funzionamento dei
poli  logistici  integrati  sono approvati dal Ministero del lavoro e
delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e
delle  finanze.  I  risparmi conseguiti concorrono alla realizzazione
degli obiettivi finanziari previsti dal comma 8 dell'articolo 1 della
legge 24 dicembre 2007, n. 247.
  9. All'articolo 2, commi 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,
dopo  il  sedicesimo  periodo  sono inseriti i seguenti periodi: "Gli
enti  di  previdenza  inclusi tra le pubbliche amministrazioni di cui
all'art.  1,  comma  2, del decreto legislativo ((30 marzo 2001)), n.
165,  effettuano  entro  il  31  dicembre  2010  un  censimento degli
immobili di loro proprieta', con specifica indicazione degli immobili
strumentali  e  di  quelli  in  godimento a terzi. La ricognizione e'
effettuata  con  le  modalita' previste con decreto del Ministero del
lavoro  e  delle  politiche  sociali,  di concerto ((con il Ministero
dell'economia)) e delle finanze.
  10.  Al fine di rafforzare la separazione tra funzione di indirizzo
politico-amministrativo  e  gestione amministrativa, all'articolo 16,
comma  1,  del  decreto  legislativo  30  marzo 2001, n. 165, dopo la
lettera d), e' inserita la seguente: "d-bis) adottano i provvedimenti
previsti dall'articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163, e successive modificazioni; ".
  11.  Le  somme relative ai rimborsi corrisposti dall'Organizzazione
delle  Nazioni  Unite,  quale corrispettivo di prestazioni rese dalle
Forze  armate italiane nell'ambito delle operazioni internazionali di
pace,   sono   riassegnati   al  fondo  per  il  finanziamento  della
partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace previsto
dall'articolo  1, comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. A
tale  fine non si applicano i limiti stabiliti dall'articolo 1, comma
46,  della  legge  23  dicembre  2005,  n.  266.  La disposizione del
presente  comma si applica anche ai rimborsi corrisposti alla data di
entrata   in   vigore   del   presente  provvedimento  e  non  ancora
riassegnati.
  ((11-bis.  Al  fine di tenere conto della specificita' del comparto
sicurezza-difesa e delle peculiari esigenze del comparto del soccorso
pubblico,  nello  stato  di  previsione del Ministero dell'economia e
delle  finanze  e' istituito un fondo con una dotazione di 80 milioni
di  euro  annui  per  ciascuno  degli  anni  2011 e 2012 destinato al
finanziamento  di  misure  perequative  per  il personale delle Forze
armate,  delle  Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco  interessato alle disposizioni di cui all'articolo 9, comma 21.
Con  decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta
dei Ministri competenti, sono individuate le misure e la ripartizione
tra  i  Ministeri  dell'interno, della difesa, delle infrastrutture e
dei trasporti, della giustizia, dell'economia e delle finanze e delle
politiche  agricole alimentari e forestali delle risorse del fondo di
cui  al  primo  periodo. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato  a  dispone, con propri decreti, le occorrenti variazioni
di  bilancio.  Ai  relativi  oneri  si fa fronte mediante utilizzo di
quota  parte  delle  maggiori  entrate  derivanti dall'attuazione dei
commi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell'articolo 38.))
  12.  Al  fine  di  adottare  le opportune misure organizzative, nei
confronti delle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2,
del  decreto legislativo n. 165 del 2001 ((e dei datori di lavoro del
settore  privato))  il  termine di applicazione delle disposizioni di
cui  agli  articoli 28 e 29 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.
81, in materia di rischio da stress lavoro-correlato, e' differito al
31  dicembre  2010  ((e  quello di cui all'articolo 3, comma 2, primo
periodo,  del  medesimo  decreto  legislativo  e' differito di dodici
mesi)).
  13.  All'art.  41,  comma 7, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n.
207, convertito con legge 27 febbraio 2009, n. 14, le parole. "2009 e
2010",  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "2009, 2010, 2011, 2012 e
2013";  le  parole:  "dall'anno 2011" sono sostituite dalle seguenti:
"dall'anno  2014";  le  parole: "all'anno 2010" sono sostituite dalle
seguenti: "all'anno 2013".
  14.  Fermo  quanto  previsto  dall'art.  9,  le risorse di cui all'
articolo  64,  comma  9,  del  decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112,
convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono
comunque  destinate,  con  le  stesse  modalita'  di  cui al comma 9,
secondo  periodo, del citato articolo 64, al settore scolastico. ((La
destinazione  delle  risorse previste dal presente comma e' stabilita
con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'istruzione,
dell'universita'   e  della  ricerca  di  concerto  con  il  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze, sentite le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative)).
  15.  Le operazioni di acquisto e vendita di immobili da parte degli
enti   pubblici  e  privati  che  gestiscono  forme  obbligatorie  di
assistenza e previdenza , nonche' le operazioni di utilizzo, da parte
degli  stessi  enti,  delle  somme  rivenienti dall'alienazione degli
immobili  o  delle  quote di fondi immobiliari, sono subordinate alla
verifica  del  rispetto  dei saldi strutturali di finanza pubblica da
attuarsi  con  decreto  di  natura  non  regolamentare ((del Ministro
dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro
e delle politiche sociali)).
  ((15-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo, ad eccezione
di  quanto previsto al comma 15, non si applicano agli enti di cui al
decreto  legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo
10 febbraio 1996, n. 103.))
 
	        
	      
CAPO III 
CONTENIMENTO DELLE SPESE IN MATERIA DI IMPIEGO PUBBLICO, INVALIDITA'
E PREVIDENZA

                               Art. 9
       Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico

  1.  Per  gli  anni  2011,  2012  e  2013  il  trattamento economico
complessivo  dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale,
ivi  compreso  il  trattamento  accessorio,  previsto  dai rispettivi
ordinamenti   delle  amministrazioni  pubbliche  inserite  nel  conto
economico    consolidato   della   pubblica   amministrazione,   come
individuate  dall'Istituto  nazionale  di statistica (ISTAT) ai sensi
del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non
puo'   superare,   in  ogni  caso,  il  trattamento  ((ordinariamente
spettante per l'anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi
straordinari  della  dinamica  retributiva, ivi incluse le variazioni
dipendenti  da eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse
in  corso  d'anno,  fermo  in ogni caso quanto previsto dal comma 21,
terzo  e  quarto  periodo,  per  le progressioni di carriera comunque
denominate,   maternita',   malattia,   missioni  svolte  all'estero,
effettiva  presenza  in  servizio)),  fatto salvo quanto previsto dal
comma 17, secondo periodo ((, e dall'articolo 8, comma 14)).
  2.   In   considerazione   della  eccezionalita'  della  situazione
economica internazionale e tenuto conto delle esigenze prioritarie di
raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede
europea, a decorrere dal 1° gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013 i
trattamenti  economici  complessivi  dei singoli dipendenti, anche di
qualifica  dirigenziale,  previsti  dai rispettivi ordinamenti, delle
amministrazioni  pubbliche,  inserite nel conto economico consolidato
della   pubblica   amministrazione,  come  individuate  dall'Istituto
nazionale  di  Statistica (ISTAT), ai sensi del comma 3, dell'art. 1,
della  legge  31 dicembre 2009, n. 196, superiori a 90.000 euro lordi
annui sono ridotti del 5 per cento per la parte eccedente il predetto
importo  fino  a  150.000 euro, nonche' del 10 per cento per la parte
eccedente  150.000  euro;  a  seguito  della  predetta  riduzione  il
trattamento  economico complessivo non puo' essere comunque inferiore
90.000  euro  lordi  annui; le indennita' corrisposte ai responsabili
degli  uffici  di diretta collaborazione dei Ministri di cui all'art.
14, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 sono ridotte del
10   per   cento;   la   riduzione  si  applica  sull'intero  importo
dell'indennita'.  Per i procuratori ed avvocati dello Stato rientrano
nella  definizione  di trattamento economico complessivo, ai fini del
presente comma, anche gli onorari di cui all'articolo 21 del R. D. 30
ottobre  1933,  n.  1611. La riduzione prevista dal primo periodo del
presente  comma  non  opera  ai fini previdenziali. A decorrere dalla
data  di entrata in vigore del presente decreto e sino al 31 dicembre
2013,  nell'ambito delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma
2,  del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165 e successive
modifiche   e   integrazioni,  i  trattamenti  economici  complessivi
spettanti  ai titolari degli incarichi dirigenziali, anche di livello
generale,  non  possono essere stabiliti in misura superiore a quella
indicata  nel  contratto stipulato dal precedente titolare ovvero, in
caso  di  rinnovo, dal medesimo titolare, ferma restando la riduzione
prevista nel presente comma.
((2-bis.  A  decorrere dal 1° gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013
l'ammontare   complessivo  delle  risorse  destinate  annualmente  al
trattamento  accessorio del personale, anche di livello dirigenziale,
di ciascuna delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165, non puo' superare il
corrispondente    importo    dell'anno    2010   ed   e',   comunque,
automaticamente  ridotto  in  misura proporzionale alla riduzione del
personale in servizio.))
  3.  A  decorrere  dalla  data  di  entrata  in  vigore del presente
provvedimento,  nei  confronti  dei  titolari di incarichi di livello
dirigenziale   generale   delle   amministrazioni   pubbliche,   come
individuate  dall'Istituto  nazionale di Statistica (ISTAT), ai sensi
del  comma  3, dell'art. 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non
si applicano le disposizioni normative e contrattuali che autorizzano
la corresponsione, a loro favore, di una quota deil'importo derivante
dall'espletamento di incarichi aggiuntivi.
  4.  I rinnovi contrattuali del personale dipendente dalle pubbliche
amministrazioni per il biennio 2008-2009 ed i miglioramenti economici
del rimanente personale in regime di diritto pubblico per il medesimo
biennio  non  possono,  in ogni caso, determinare aumenti retributivi
superiori  al 3,2 per cento. La disposizione di cui al presente comma
si  applica  anche ai contratti ed accordi stipulati prima della data
di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto; le clausole difformi
contenute  nei  predetti  contratti  ed  accordi  sono  inefficaci  a
decorrere  dalla mensilita' successiva alla data di entrata in vigore
((del   presente   decreto;   i   trattamenti))  retributivi  saranno
conseguentemente  adeguati.  La  disposizione di cui al primo periodo
del  presente comma non si applica al comparto sicurezza-difesa ed ai
Vigili del fuoco.
  5. All'articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
come  modificato  dall'articolo  66,  comma  7,  del decreto-legge 25
giugno  2008,  n.  112,  convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto  2008,  n.  133  le  parole  "Per  gli  anni 2010 e 2011" sono
sostituite dalle seguenti: "Per il quadriennio 2010-2013".
  6.All'articolo  66,  comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133,  le  parole  "Per  ciascuno  degli  anni 2010, 2011 e 2012" sono
sostituite dalle seguenti: "A decorrere dall'anno 2010".
  7.All'articolo  66,  comma  9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, la parola "2012" e' sostituita dalla parola "2014".
  8.A   decorrere   dall'anno   2015   le  amministrazioni  ((di  cui
all'articolo  1)),  comma  523  della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
possono  procedere,  previo  effettivo svolgimento delle procedure di
mobilita',  ad  assunzioni  di  personale  a  tempo indeterminato nel
limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente
ad  una  spesa  pari a quella relativa al personale cessato nell'anno
precedente.  In  ogni  caso  il  numero  delle unita' di personale da
assumere  non  puo'  eccedere  quello  delle unita' cessate nell'anno
precedente.  Il  comma  103  dell'articolo  1 della legge 30 dicembre
2004,  n.  311, come modificato da ultimo dall'articolo 66, comma 12,
del   decreto-legge   25   giugno   2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e' abrogato.
  9.  All'articolo 66, comma 14, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, sono apportate le seguenti modificazioni:
    -  le  parole  "triennio  2010-2012" sono sostituite dalle parole
"anno 2010".
    -  dopo  il  primo  periodo  sono  aggiunti  i  seguenti: "Per il
triennio 2011-2013 gli enti di ricerca possono procedere, per ciascun
anno,  previo  effettivo svolgimento delle procedure di mobilita', ad
assunzioni  di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato
entro  il  limite  dell'80  per  cento delle proprie entrate correnti
complessive,   come  risultanti  dal  bilancio  consuntivo  dell'anno
precedente,  purche'  entro  il limite del 20 per cento delle risorse
relative alla cessazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato
intervenute  nell'anno  precedente. La predetta facolta' assunzionale
e'  fissata  nella  misura del 50 per cento per l'anno 2014 e del 100
per cento a decorrere dall'anno 2015.
  10.  Resta  fermo  quanto  previsto  dall'articolo 35, comma 3, del
decreto-legge   30   dicembre   2008,   n.   207,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14.
  11.   Qualora  per  ciascun  ente  le  assunzioni  effettuabili  in
riferimento   alle   cessazioni   intervenute  nell'anno  precedente,
riferite  a  ciascun  anno,  siano inferiori all'unita', le quote non
utilizzate   possono  essere  cumulate  con  quelle  derivanti  dalle
cessazioni  relative  agli  anni  successivi,  fino al raggiungimento
dell'unita'.
  12.  Per  le  assunzioni  di  cui  ai  commi  5,  6, 7, 8 e 9 trova
applicazione  quanto  previsto  dal  comma  10  dell'articolo 66, del
decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133..
  15. Per l'anno scolastico 2010/2011 e' assicurato un contingente di
docenti   di   sostegno  pari  a  quello  in  attivita'  di  servizio
d'insegnamento nell'organico di fatto dell'anno scolastico 2009/2010,
fatta  salva  l'autorizzazione  di  posti  di  sostegno  in deroga al
predetto  contingente da attivarsi esclusivamente nelle situazioni di
particolare  gravita',  di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5
febbraio 1992, n. 104.
((15-bis.  Il  Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e della
ricerca,  anche  attraverso i propri uffici periferici, nei limiti di
spesa previsti dall'elenco 1 allegato alla legge 23 dicembre 2009, n.
191,  e'  autorizzato a prorogare i rapporti convenzionali in essere,
attivati    dagli   uffici   scolastici   provinciali   e   prorogati
ininterrottamente,  per  l'espletamento di funzioni corrispondenti ai
collaboratori scolastici, a seguito del subentro dello Stato ai sensi
dell'articolo  8  della  legge  3  maggio  1999,  n. 124, nonche' del
decreto  del  Ministro  della  pubblica  istruzione  23  luglio 1999,
pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2000, nei
compiti degli enti locali.))
  16.  In  conseguenza  delle  economie  di  spesa  per  il personale
dipendente  e  convenzionato  che  si  determinano  per  gli enti del
servizio  sanitario  nazionale  in  attuazione di quanto previsto del
comma  17  del  presente  articolo,  il livello del finanziamento del
Servizio  sanitario nazionale a cui concorre ordinariamente lo Stato,
previsto  dall'articolo 2, comma 67, della legge 23 dicembre 2009, n.
191,  e' rideterminato in riduzione di 418 milioni di euro per l'anno
2011 e di 1.132 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012.
  17 Non si da' luogo, senza possibilita' di recupero, alle procedure
contrattuali e negoziali relative al triennio 2010-2012 del personale
di  cui  all'articolo 2, comma 2 e articolo 3 del decreto legislativo
30  marzo  2001,  n.  165  e successive modificazioni. E' fatta salva
l'erogazione  dell'indennita'  di  vacanza  contrattuale nelle misure
previste  a decorrere dall'anno 2010 in applicazione dell'articolo 2,
comma 35, della legge 22 dicembre 2008, n. 203.
  18.   Conseguentemente   sono   rideterminate  le  risorse  di  cui
all'articolo 2, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come di seguito
specificato:
    a) comma 13, in 313 milioni di euro per l'anno 2011 e a decorrere
dall'anno 2012;
    b)  comma  14,  per  l'anno  2011  e  a  decorrere dall'anno 2012
complessivamente   in  222  milioni  di  euro  annui,  con  specifica
destinazione  di  135  milioni  di  euro annui per il personale delle
forze  armate e dei corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12
maggio 1995, n. 195.
  19.  Le  somme  ((di  cui  al  comma  18)), comprensive degli oneri
contributivi  e  dell'IRAP  di cui al decreto legislativo 15 dicembre
1997,  n.  446, concorrono a costituire l'importo complessivo massimo
di  cui  all'articolo 11, comma 3, lettera g) della legge 31 dicembre
2009, n. 196.
  20.  Gli oneri di cui all'art. 2, comma 16, della legge 23 dicembre
2009,  n. 191, stabiliti per l'anno 2011 e a decorrere dall'anno 2012
si adeguano alle misure corrispondenti a quelle indicate al comma 18,
lettera a) per il personale statale.
  21.  . I meccanismi di adeguamento retributivo per il personale non
contrattualizzato  di  cui all'articolo 3, del decreto legislativo 30
marzo  2001, n. 165, cosi' come previsti dall'articolo 24 della legge
23  dicembre 1998, n. 448, non si applicano per gli anni 2011, 2012 e
2013  ancorche'  a  titolo  di  acconto, e non danno comunque luogo a
successivi   recuperi.   Per   le   categorie  di  personale  di  cui
all'articolo  3  del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.165 e
successive   modificazioni,   che   fruiscono  di  un  meccanismo  di
progressione  automatica  degli  stipendi, gli anni 2011, 2012 e 2013
non  sono utili ai fini della maturazione delle classi e degli scatti
di stipendio previsti dai rispettivi ordinamenti. Per il personale di
cui  all'articolo  3  del  decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 e
successive   modificazioni   le  progressioni  di  carriera  comunque
denominate  eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013 hanno
effetto,  per  i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici. Per
il  personale  contrattualizzato le progressioni di carriera comunque
denominate  ed  i  passaggi  tra le aree eventualmente disposte negli
anni  2011,  2012  e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini
esclusivamente giuridici.
  22. Per il personale di cui alla legge n. 27/1981 non sono erogati,
senza  possibilita'  di recupero, gli acconti degli anni 2011, 2012 e
2013 ed il conguaglio del triennio 2010-2012; per tale personale, per
il  triennio  2013-2015  l'acconto  spettante per l'anno 2014 e' pari
alla  misura gia' prevista per l'anno 2010 e il conguaglio per l'anno
2015  viene  determinato con riferimento agli anni 2009, 2010 e 2014.
((Per il predetto personale l'indennita' speciale di cui all'articolo
3  della  legge  19  febbraio 1981, n. 27, spettante negli anni 2011,
2012  e 2013, e' ridotta del 15 per cento per l'anno 2011, del 25 per
cento  per  l'anno  2012  e  del  32  per cento per l'anno 2013. Tale
riduzione non opera ai fini previdenziali. Nei confronti del predetto
personale  non  si  applicano le disposizioni di cui ai commi 1 e 21,
secondo e terzo periodo.))
  23. Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario
(A.T.A.)  della  Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai
fini  della  maturazione  delle  posizioni stipendiali e dei relativi
incrementi   economici   previsti   dalle  disposizioni  contrattuali
vigenti.  ((E'  fatto  salvo  quanto  previsto dall'articolo 8, comma
14)).
  24.  Le  disposizioni  recate  dal  comma  17 si applicano anche al
personale convenzionato con il servizio sanitario nazionale.
  25.  In  deroga  a  quanto  previsto  dall'articolo  33 del decreto
legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  e successive modificazioni e
integrazioni,  le  unita'  di  personale  eventualmente risultanti in
soprannumero  all'esito  delle  riduzioni  previste  dall'articolo 2,
comma  8-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito,
con   modificazioni,  dalla  legge  26  febbraio  2010,  n.  25,  non
costituiscono  eccedenze  ai  sensi  del citato articolo 33 e restano
temporaneamente   in   posizione   soprannumeraria,  nell'ambito  dei
contingenti  di  ciascuna area o qualifica dirigenziale. Le posizioni
soprannumerarie si considerano riassorbite all'atto delle cessazioni,
a qualunque titolo, nell'ambito della corrispondente area o qualifica
dirigenziale. In relazione alla presenza di posizioni soprannumerarie
in  un'area,  viene reso indisponibile un numero di posti equivalente
dal  punto  di vista finanziario in aree della stessa amministrazione
che  presentino  vacanze in organico. In coerenza con quanto previsto
dal     presente    comma    il    personale,    gia'    appartenente
all'Amministrazione  Autonoma dei Monopoli di Stato distaccato presso
l'Ente   Tabacchi  Italiani,  dichiarato  in  esubero  a  seguito  di
ristrutturazioni   aziendali   e   ricollocato  presso  uffici  delle
pubbliche   amministrazioni,   ai   sensi  dell'art.  4  del  decreto
legislativo 9 luglio 1998, n. 283, a decorrere dal 1° gennaio 2011 e'
inquadrato  anche  in posizione di soprannumero, salvo riassorbimento
al  verificarsi  delle  relative vacanze in organico, nei ruoli degli
enti  presso  i quali presta servizio alla data del presente decreto.
Al   predetto   personale   e'   attribuito   un   assegno  personale
riassorbibile  pari  alla  differenza tra il trattamento economico in
godimento   ed   il  trattamento  economico  spettante  nell'ente  di
destinazione.  Il Ministero dell'economia e delle finanze provvede ad
assegnare agli enti le relative risorse finanziarie.
  26  In  alternativa a quanto ((previsto dal comma 25)) del presente
articolo,  al  fine  di  rispondere  alle  esigenze  di  garantire la
ricollocazione del personale in soprannumero e la funzionalita' degli
uffici  della  amministrazioni  pubbliche interessate dalle misure di
riorganizzazione   di   cui   all'articolo   2,   comma   8-bis,  del
decreto-legge  30 dicembre 2009, n. 194, convertito con modificazioni
dalla  legge 26 febbraio 2010, n. 25, queste ultime possono stipulare
accordi   di   mobilita',  anche  intercompartimentale,  intesi  alla
ricollocazione  del  personale  predetto presso uffici che presentino
vacanze di organico.
  27.   Fino   al   completo   riassorbimento,  alle  amministrazioni
interessate  e' fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale
a  qualunque  titolo e con qualsiasi contratto in relazione alle aree
che presentino soprannumeri e in relazione a posti resi indisponibili
in altre aree ((ai sensi del comma 25)).
  28.  A  decorrere  dall'anno  2011, le amministrazioni dello Stato,
anche ad ordinamento autonomo, le agenzie, incluse le Agenzie fiscali
di  cui  agli  articoli 62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio
1999,  n.  300,  e  successive  modificazioni,  gli enti pubblici non
economici, (( . . . )) le universita' e gli enti pubblici di cui all'
articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e
successive  modificazioni e integrazioni, fermo quanto previsto dagli
articoli 7, comma 6, e 36 del decreto legislativo 30 marzo ((2001, n.
165)),  possono  avvalersi  di  personale  a  tempo determinato o con
convenzioni  ovvero  con  contratti  di  collaborazione  coordinata e
continuativa,  nel  limite del 50 per cento della spesa sostenuta per
le  stesse  finalita' nell'anno 2009. Per le medesime amministrazioni
la  spesa per personale relativa a contratti di formazione lavoro, ad
altri rapporti formativi, alla somministrazione di lavoro, nonche' al
lavoro  accessorio  di  cui  all'articolo 70, comma 1, lettera d) del
decreto   legislativo   10  settembre  2003,  n.  276,  e  successive
modificazioni  ed  integrazioni,  non puo' essere superiore al 50 per
cento di quella sostenuta per le rispettive finalita' nell'anno 2009.
Le  disposizioni  di  cui  al  presente  comma costituiscono principi
generali ai fini del coordinamento della finanza pubblica ai quali si
adeguano  le  regioni,  le province autonome, e gli enti del Servizio
sanitario  nazionale.  Per  il  comparto  scuola  e  per quello delle
istituzioni   di  alta  formazione  e  specializzazione  artistica  e
musicale  trovano applicazione le specifiche disposizioni di settore.
Resta  fermo  quanto previsto dall'articolo 1, comma 188, della legge
23  dicembre  2005,  n.  266.  ((Per gli enti di ricerca resta fermo,
altresi',  quanto  previsto  dal  comma  187  dell'articolo  1  della
medesima  legge  n.  266  del  2005, e successive modificazioni. Alle
minori  economie pari a 27 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011
derivanti  dall'esclusione  degli  enti  di ricerca dall'applicazione
delle  disposizioni del presente comma, si provvede mediante utilizzo
di  quota  parte  delle  maggiori entrate derivanti dall'articolo 38,
commi  13-bis  e  seguenti.))  Il  presente comma non si applica alla
struttura  di  missione di cui all'art. 163, comma 3, lettera a), del
decreto  legsilsativo 12 aprile 2006, n. 163. Il mancato rispetto dei
limiti  di  cui al presente comma costituisce illecito disciplinare e
determina  responsabilita'  erariale.((  Per  le  amministrazioni che
nell'anno 2009 non hanno sostenuto spese per le finalita' previste ai
sensi  del  presente  comma,  il  limite  di  cui al primo periodo e'
computato   con  riferimento  alla  media  sostenuta  per  le  stesse
finalita' nel triennio 2007-2009.
  29.   Le   societa'  non  quotate,  inserite  nel  conto  economico
consolidato   della   pubblica   amministrazione,   come  individuate
dall'ISTAT  ai  sensi  del  comma  3  dell'articolo  1 della legge 31
dicembre  2009,  n.  196,  controllate  direttamente o indirettamente
dalle   amministrazioni   pubbliche,   adeguano   le  loro  politiche
assunzionali alle disposizioni previste nel presente articolo.))
  30.  Gli effetti dei provvedimenti normativi di cui all'articolo 3,
comma  155,  secondo  periodo,  della legge 24 dicembre 2003, n. 350,
decorrono dal 1° gennaio 2011.
  31.  Al  fine  di  agevolare il processo di riduzione degli assetti
organizzativi delle pubbliche amministrazioni, a decorrere dalla data
di  entrata  in  vigore del presente decreto, fermo il rispetto delle
condizioni  e  delle procedure previste dai commi da 7 a 10 dell'art.
72  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni,  dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i trattenimenti in
servizio previsti dalle predette disposizioni possono essere disposti
esclusivamente  nell'ambito  delle  facolta'  assunzionali consentite
dalla  legislazione  vigente  in base alle cessazioni del personale e
con  il  rispetto delle relative procedure autorizzatorie; le risorse
destinabili  a nuove assunzioni in base alle predette cessazioni sono
ridotte  in  misura  pari  all'importo  del  trattamento  retributivo
derivante   dai   trattenimenti  in  servizio.  Sono  fatti  salvi  i
trattenimenti  in  servizio aventi decorrenza anteriore al l° gennaio
2011,  disposti  prima dell'entrata in vigore del presente decreto. I
trattenimenti  in servizio aventi decorrenza successiva al 1° gennaio
2011,  disposti  prima  dell'entrata  in vigore del presente decreto,
sono   privi  di  effetti.  Il  presente  comma  non  si  applica  ai
trattenimenti  in  servizio  previsti  dall'art.  16, comma 1-bis del
decreto   legislativo  30  dicembre  1992,  n.  503  ((,  e,  in  via
transitoria   limitatamente  agli  anni  2011  e  2012,  ai  capi  di
rappresentanza   diplomatica  nominati  anteriormente  alla  data  di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto)).
  32.  A  decorrere  dalla  data  di  entrata  in vigore del presente
provvedimento  le  pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma
2,  del  decreto legislativo n. 165 del 2001 che, alla scadenza di un
incarico di livello dirigenziale, anche in dipendenza dei processi di
riorganizzazione,  non intendono, anche in assenza di una valutazione
negativa,  confermare l'incarico conferito al dirigente, conferiscono
al  medesimo  dirigente  un altro incarico, anche di valore economico
inferiore.  Non  si  applicano  le eventuali disposizioni normative e
contrattuali  piu'  favorevoli;  a  decorrere  dalla medesima data e'
abrogato  l'art.  19,  comma  1  ter,  secondo  periodo,  del decreto
legislativo n. 165 del 2001. Resta fermo che, nelle ipotesi di cui al
presente  comma,  al dirigente viene conferito un incarico di livello
generale  o  di livello non generale, a seconda, rispettivamente, che
il dirigente appartenga alla prima o alla seconda fascia.
  33. Ferma restando la riduzione prevista dall'art. 67, comma 3, del
decreto-legge  25  giugno  2008, n. 112, convertito con modificazioni
dalla  legge  6  agosto 2008, n. 133, la quota del 10 per cento delle
risorse  determinate  ai sensi dell'articolo 12, del decreto-legge 28
marzo  1997,  n.  79,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 28
maggio  1997,  n.  140, e successive modificazioni, e' destinata, per
meta',  al  fondo di assistenza per i finanzieri di cui alla legge 20
ottobre  1960,  n.  1265  e,  per  la  restante  meta',  al  fondo di
previdenza  per  il  personale  del Ministero delle finanze, cui sono
iscritti, a decorrere dal 1° gennaio 2010, anche gli altri dipendenti
civili   dell'Amministrazione  economico-finanziaria.  ((A  decorrere
dall'anno  2011  l'autorizzazione di spesa corrispondente al predetto
Fondo di cui al capitolo 3985 dello stato di previsione del Ministero
dell'economia  e  delle  finanze,  nell'ambito del programma di spesa
"Regolazione   giurisdizione   e   coordinamento  del  sistema  della
fiscalita'"  della  missione  "Politiche  economico-finanziarie  e di
bilancio",  non  puo'  essere  comunque  superiore alla dotazione per
l'anno 2010, come integrata dal presente comma.))
  34.    A   decorrere   ((dall'anno   2014)),   con   determinazione
interministeriale  prevista  dall'articolo  4, comma 2, del D.P.R. 10
maggio 1996, n. 360, l'indennita' di impiego operativo per reparti di
campagna,  e'  corrisposta nel limite di spesa determinato per l'anno
2008,  con  il  medesimo provvedimento interministeriale, ridotto del
30%.  Per l'individuazione del suddetto contingente l'Amministrazione
dovra'  ((tener  conto))  dell'effettivo  impiego  del personale alle
attivita'  nei  reparti  e  nelle  unita'  di campagna. ((Ai relativi
oneri, pari a 38 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e
2013,  si fa fronte, quanto a 38 milioni di euro per l'anno 2011 e 34
milioni  di  euro  per  ciascuno  degli  anni  2012  e 2013, mediante
utilizzo   di   quota   parte   delle   maggiori   entrate  derivanti
dall'articolo  32  e,  quanto  a 4 milioni di euro per ciascuno degli
anni  2012  e  2013,  mediante utilizzo di quota parte delle maggiori
entrate derivanti dall'articolo 38, commi 13-bis e seguenti.))
  35.   In   conformita'   all'articolo  7,  comma  10,  del  decreto
legislativo  12  maggio  1995,  n.  195,  l'articolo 52, comma 3, del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica 18 giugno 2002, n. 164 si
interpreta   nel   senso   che   la   determinazione   ivi  indicata,
nell'individuare  il  contingente  di  personale,  tiene  conto delle
risorse appositamente stanziate.
((35-bis.  L'articolo  32  della  legge  22  maggio  1975, n. 152, si
interpreta  nel  senso che, in presenza dei presupposti ivi previsti,
le spese di difesa, anche diverse dalle anticipazioni, sono liquidate
dal  Ministero  dell'interno, sempre a richiesta dell'interessato che
si e' avvalso del libero professionista di fiducia.))
  36.  Per gli enti di nuova istituzione non derivanti da processi di
accorpamento  o  fusione  di  precedenti  organismi, limitatamente al
quinquennio  decorrente dall'istituzione, le nuove assunzioni, previo
esperimento  delle  procedure  di  mobilita', fatte salve le maggiori
facolta'  assunzionali eventualmente previste dalla legge istitutiva,
possono  essere  effettuate nel limite del 50% delle entrate correnti
ordinarie  aventi  carattere  certo  e  continuativo  e, comunque nel
limite  complessivo  del 60% della dotazione organica. A tal fine gli
enti   predispongono   piani  annuali  di  assunzioni  da  sottoporre
all'approvazione da parte dell'amministrazione vigilante d'intesa con
il Dipartimento della Funzione Pubblica ed il Ministero dell'Economia
e delle Finanze.
  37.  Fermo  quanto  previsto  dal comma 1 del presente articolo, le
disposizioni contrattuali del comparto Scuola previste dagli artt. 82
e  83  del  CCNL  2006-2009  del  29 novembre 2007 saranno oggetto di
specifico confronto tra le parti al termine del triennio 2010-2012.
 
	        
	      
                               Art. 10
           Riduzione della spesa in materia di invalidita'

  1. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)).
  2. Alle prestazioni di invalidita' civile, cecita' civile, sordita'
civile,   handicap   e   disabilita'   nonche'  alle  prestazioni  di
invalidita'   a  carattere  previdenziale  erogate  dall'I.N.P.S.  si
applicano  ((,  limitatamente  alle  risultanze degli accertamenti di
natura  medico-legale,))  le disposizioni dell'articolo 9 del decreto
legislativo  23  febbraio  2000,  n.  38 e dell'articolo 55, comma 5,
della legge 9 marzo 1989, n. 88.
  3.  Fermo  quanto  previsto  dal  codice penale, agli esercenti una
professione  sanitaria  che intenzionalmente attestano falsamente uno
stato  di  malattia  o  di  handicap,  cui  consegua  il pagamento di
trattamenti economici di invalidita' civile, cecita' civile, sordita'
civile,  handicap  e  disabilita'  successivamente  revocati ai sensi
dell'articolo 5, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica
21  settembre 1994, n. 698 per accertata insussistenza dei prescritti
requisiti  sanitari,  si  applicano le disposizioni di cui al comma 1
dell'articolo  55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165  e successive modificazioni. Nei casi di cui al presente comma il
medico,  ferme la responsabilita' penale e disciplinare e le relative
sanzioni,  e'  obbligato  a  risarcire il danno patrimoniale, pari al
compenso corrisposto a titolo di trattamenti economici di invalidita'
civile,  cecita'  civile, sordita' civile, handicap e disabilita' nei
periodi  per i quali sia accertato il godimento da parte del relativo
beneficiario,     nonche'     il     danno     all'immagine    subiti
dall'amministrazione.  Gli  organi competenti alla revoca sono tenuti
ad inviare copia del provvedimento alla Corte dei conti per eventuali
azioni   di   responsabilita'.   Sono  altresi'  estese  le  sanzioni
disciplinari di cui al comma 3 dell'articolo 55-quinquies del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni.
  4.  Al  fine  di  proseguire  anche  per  gli  anni 2011 e 2012 nel
potenziamento  dei  programmi  di verifica del possesso dei requisiti
per  i  percettori  di prestazioni di invalidita' civile nel contesto
della  complessiva  revisione  delle  procedure  in materia stabilita
dall'articolo 20 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito,
con  modificazioni,  dalla  legge  3  agosto 2009, n. 102, al comma 2
dello  stesso  articolo 20 l'ultimo periodo e' cosi' modificato: "Per
il  triennio  2010-2012  l'INPS  effettua,  con  le  risorse  umane e
finanziarie  previste  a  legislazione  vigente,  in  via  aggiuntiva
all'ordinaria   attivita'   di   accertamento  della  permanenza  dei
requisiti  sanitari  e  reddituali, un programma di 100.000 verifiche
per  l'anno  2010 e di ((250.000 verifiche)) annue per ciascuno degli
anni  2011 e 2012 nei confronti dei titolari di benefici economici di
invalidita' civile."
  ((4-bis.  Nell'ambito  dei  piani  straordinari  di accertamenti di
verifica  nei  confronti  dei  titolari  di  trattamenti economici di
invalidita'   civile   previsti   dalle   vigenti  leggi,  l'INPS  e'
autorizzato,  d'intesa con le regioni, ad avvalersi delle commissioni
mediche  delle aziende sanitarie locali, nella composizione integrata
da  un medico INPS, quale componente effettivo ai sensi dell'articolo
20   del  decreto-legge  1°  luglio  2009,  n.  78,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.))
  5.  La  sussistenza  della  condizione  di  alunno in situazione di
handicap di cui all'articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992,
n.  104,  e'  accertata  dalle  Aziende  Sanitarie, mediante appositi
accertamenti  collegiali  da  effettuarsi  in  conformita'  a  quanto
previsto dagli articoli 12 e 13 della medesima legge. Nel verbale che
accerta  la  sussistenza  della  situazione  di handicap, deve essere
indicata  la  patologia  stabilizzata  o  progressiva  e  specificato
l'eventuale  carattere  di  gravita',  in  presenza  dei  presupposti
previsti dall'art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. A
tal   fine   il  collegio  deve  tener  conto  delle  classificazioni
internazionali   dell'Organizzazione   Mondiale   della   Sanita'.  I
componenti  del  collegio che accerta la sussistenza della condizione
di handicap sono responsabili di ogni eventuale danno erariale per il
mancato  rispetto  di  quanto  previsto dall'articolo 3, commi 1 e 3,
della  legge  5  febbraio1992, n. 104. I soggetti di cui all'articolo
12,  comma  5,  della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (GLH), in sede di
formulazione del piano educativo individualizzato, elaborano proposte
relative  all'individuazione  delle  risorse necessarie, ivi compresa
l'indicazione  del  numero  delle  ore di sostegno, che devono essere
esclusivamente  finalizzate all'educazione e all'istruzione, restando
a  carico degli altri soggetti istituzionali la fornitura delle altre
risorse  professionali  e  materiali  necessarie per l'integrazione e
l'assistenza  dell'alunno  disabile  richieste  dal  piano  educativo
individualizzato.
 
	        
	      
                             Art. 10-bis
          (( (Accertamenti in materia di micro-invalidita'
                 conseguenti ad incidenti stradali)

  1.  Fermo  quanto  previsto  dal  codice penale, agli esercenti una
professione   sanitaria   che   attestano  falsamente  uno  stato  di
micro-invalidita'  conseguente ad incidente stradale da cui derivi il
risarcimento   del   danno   connesso   a   carico   della   societa'
assicuratrice,  si  applicano  le  disposizioni  di  cui  al  comma 1
dell'articolo  55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165.  Nel  caso  di  cui  al  presente  comma  il  medico,  ferme  la
responsabilita'  penale  e  disciplinare  e  le relative sanzioni, e'
obbligato  al  risarcimento  del  danno  nei confronti della societa'
assicuratrice.
  2.  Ai  fini del comma 1, ciascuna regione promuove la costituzione
di  una  commissione  mista,  senza  oneri per il bilancio regionale,
composta   da   un   rappresentante   della   regione   medesima,  un
rappresentante   del   consiglio   dell'ordine  dei  medici  e  degli
odontoiatri    su   designazione   dell'organo   competente   ed   un
rappresentante   delle   associazioni   di  categoria  delle  imprese
assicuratrici individuata con le procedure del CNEL.
  3.  Le  commissioni trasmettono trimestralmente i dati al Ministero
dello sviluppo economico e all'ISVAP.
  4.  Il  Ministero  dello sviluppo economico accerta l'attuazione da
parte  delle societa' assicuratrici della riduzione dei premi RC auto
in   ragione   dei  risultati  conseguiti  con  l'applicazione  delle
disposizioni  di cui ai commi precedenti e ne riferisce al Parlamento
con relazione annuale.))
 
	        
	      
                               Art. 11
                   Controllo della spesa sanitaria

  1.  Nel  rispetto  degli equilibri programmati di finanza pubblica,
senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a carico della finanza pubblica, le
regioni  sottoposte  ai  piani  di  rientro  per  le quali, non viene
verificato  positivamente  in  sede  di  verifica annuale e finale il
raggiungimento  al  31  dicembre 2009 degli obiettivi strutturali del
Piano  di  rientro e non sussistono le condizioni di cui all'articolo
2,  commi  77  e  88,  della  legge  23 dicembre 2009, n. 191, avendo
garantito  l'equilibrio economico nel settore sanitario e non essendo
state sottoposte a commissariamento, possono chiedere la prosecuzione
del  Piano  di  rientro, per una durata non superiore al triennio, ai
fini  del  completamento dello stesso secondo programmi operativi nei
termini indicati nel Patto per la salute per gli anni 2010-2012 del 3
dicembre  2009  e  all'articolo  2, comma 88, della legge 23 dicembre
2009, n. 191. La prosecuzione e il completamento del Piano di rientro
sono  condizioni  per  l'attribuzione in via definitiva delle risorse
finanziarie,  in  termini  di  competenza e di cassa, gia' previste a
legislazione vigente e condizionate alla piena attuazione del Piano -
ancorche'   anticipate   ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  2,  del
decreto-legge  7  ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni
dalla  legge  4  dicembre  2008,  n.  189,  e dell'articolo 6-bis del
decreto-legge  29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni
dalla  legge  28  gennaio  2009,  n.  2  mancanza delle quali vengono
rideterminati  i  risultati  d'esercizio degli anni a cui le predette
risorse si riferiscono.
  2. Per le regioni gia' sottoposte ai piani di rientro dai disavanzi
sanitari,  sottoscritti  ai  sensi dell' articolo 1, comma 180, della
legge  30  dicembre  2004, n. 311, e successive modificazioni, e gia'
commissariate   alla   data   di   entrata  in  vigore  del  presente
decreto-legge, al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi
dei  medesimi piani di rientro nella loro unitarieta', anche mediante
il  regolare  svolgimento  dei  pagamenti  dei  debiti  accertati  in
attuazione  dei medesimi piani, i Commissari ad acta procedono, entro
15  giorni  dall'entrata  in  vigore del presente decreto-legge, alla
conclusione   della   procedura   di  ricognizione  di  tali  debiti,
predisponendo  un piano che individui modalita' e tempi di pagamento.
Al  fine  di  agevolare  quanto  previsto  dal  presente  comma ed in
attuazione  di  quanto  disposto nell'Intesa sancita dalla Conferenza
Stato-Regioni  nella  seduta  del 3 dicembre 2009, all'art. 13, comma
15,  fino  al  31  dicembre  2010  non  possono  essere  intraprese o
proseguite  azioni  esecutive  nei  confronti delle aziende sanitarie
locali e ospedaliere delle regioni medesime.
  3.  All'art.  77-quater, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n.  112,  convertito  con  legge  6  agosto 2008, n. 133, in fine, e'
aggiunto  il  seguente  periodo:  "I  recuperi delle anticipazioni di
tesoreria  non  vengono  comunque  effettuati  a  valere sui proventi
derivanti  dalle  manovre  eventualmente  disposte  dalla regione con
riferimento ai due tributi sopraccitati.".
  4.  In conformita' con quanto previsto dall'articolo 26 della legge
23  dicembre 1999, n. 488, e dall'articolo 59 della legge 23 dicembre
2000,  n.  388 e fermo il monitoraggio previsto dall'art. 2, comma 4,
del  decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito con legge 16
novembre  2001,  n.  405,  gli  eventuali  acquisti di beni e servizi
effettuati  dalle  aziende sanitarie ed ospedaliere al di fuori delle
convenzioni  e  per  importi  superiori ai prezzi di riferimento sono
oggetto  di specifica e motivata relazione, sottoposta agli organi di
controllo e di revisione delle aziende sanitarie ed ospedaliere.
  5.  Al  fine  di razionalizzare la spesa e potenziare gli strumenti
della  corretta  programmazione,  si applicano le disposizioni recate
dai commi da 6 a 12 dirette ad assicurare:
    a)  le  risorse  aggiuntive  al  livello  del  finanziamento  del
servizio  sanitario  nazionale, pari a 550 milioni di euro per l'anno
2010,  ai  sensi  di  quanto  disposto dall'art. 2, comma 67, secondo
periodo,   della   legge   23   dicembre   2009,  n.  191,  attuativo
dell'articolo  1,  comma 4, lettera c), dell' Intesa Stato-Regioni in
materia  sanitaria  per il triennio 2010-2012, sancita nella riunione
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le  province  autonome  di Trento e Bolzano del 3 dicembre 2009. Alla
copertura del predetto importo di 550 milioni di euro per l'anno 2010
si  provvede  per  300  milioni  di  euro  mediante  l'utilizzo delle
economie derivanti dalle disposizioni di cui al comma 7, lettera a. e
per  la  restante  parte,  pari a 250 milioni di euro con le economie
derivanti   dal   presente  provvedimento.  A  tale  ultimo  fine  il
finanziamento   del  servizio  sanitario  nazionale  a  cui  concorre
ordinariamente  lo  Stato,  previsto dall'articolo 2, comma 67, della
legge  23  dicembre  2009, n. 191, e' rideterminato in aumento di 250
milioni di euro per l'anno 2010;
    b)  un  concorso  alla  manovra  di finanza pubblica da parte del
settore  sanitario  pari  a 600 milioni di euro a decorrere dall'anno
2011.
  6.   In   attesa   dell'adozione   di   una  nuova  metodologia  di
remunerazione  delle  farmacie  per  i  farmaci  erogati in regime di
Servizio  sanitario  nazionale,  a decorrere dalla data di entrata in
vigore  della  legge di conversione del presente decreto, le quote di
spettanza  dei  grossisti  e  dei farmacisti sul prezzo di vendita al
pubblico   delle   specialita'   medicinali   di  classe  A,  di  cui
all'articolo  8,  comma  10,  della  legge  24 dicembre 1993, n. 537,
previste  nella  misura rispettivamente del 6,65 per cento e del 26,7
per cento dall'articolo 1, comma 40, della legge 23 dicembre 1996, n.
662,  e  dall'articolo  13, comma 1, lettera b), del decreto-legge 28
aprile  2009,  n.  39,  convertito, con modificazioni, dalla legge 24
giugno  2009,  n. 77, sono rideterminate nella misura del 3 per cento
per  i  grossisti  e  del  30,35  per cento per i farmacisti che deve
intendersi   come  quota  minima  a  questi  spettante.  Il  Servizio
sanitario  nazionale, nel procedere alla corresponsione alle farmacie
di  quanto  dovuto,  trattiene  ad  ulteriore titolo di sconto, fermo
restando   quanto   previsto   dall'articolo   48,   comma   32,  del
decreto-legge   30   settembre   2003,   n.   269,   convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge 24 novembre 2003, n. 326, una quota pari
all'1,82  per  cento  sul  prezzo  di  vendita  al  pubblico al netto
dell'imposta  sul  valore  aggiunto. L'ulteriore sconto dell'1,82 per
cento  non  si  applica alle farmacie rurali sussidiate con fatturato
annuo   in   regime   di   Servizio  sanitario  nazionale,  al  netto
dell'imposta  sul  valore aggiunto, non superiore a euro 387.324,67 e
alle  altre  farmacie  con  fatturato  annuo  in  regime  di Servizio
sanitario  nazionale,  al netto dell'imposta sul valore aggiunto, non
superiore   a   euro  258.228,45.  Dalla  medesima  data  le  aziende
farmaceutiche,  sulla base di tabelle approvate dall'Agenzia italiana
del  farmaco  (AIFA)  e  definite  per regione e per singola azienda,
corrispondono  alle  regioni  medesime un importo dell'1,83 per cento
sul  prezzo  di  vendita al pubblico al netto dell'imposta sul valore
aggiunto  dei  medicinali  erogati  in  regime  di Servizio sanitario
nazionale.
  6-bis.  Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
legge  di  conversione  del  presente decreto, e' avviato un apposito
confronto  tecnico  tra  il  Ministero  della  salute,  il  Ministero
dell'economia  e delle finanze, l'AIFA e le associazioni di categoria
maggiormente   rappresentative,  per  la  revisione  dei  criteri  di
remunerazione  della  spesa  farmaceutica secondo i seguenti criteri:
estensione  delle  modalita' di tracciabilita' e controllo a tutte le
forme  di  distribuzione dei farmaci, possibilita' di introduzione di
una  remunerazione  della farmacia basata su una prestazione fissa in
aggiunta  ad  una  ridotta  percentuale sul prezzo di riferimento del
farmaco   che,   stante   la   prospettata   evoluzione  del  mercato
farmaceutico,  garantisca  una  riduzione della spesa per il Servizio
sanitario nazionale.
  7.  Entro  30  giorni  dall'entrata in vigore del presente decreto,
l'Agenzia italiana del farmaco provvede:
    a.  all'individuazione,  fra  i  medicinali  attualmente a carico
della  spesa farmaceutica ospedaliera di cui all'articolo 5, comma 5,
del   decreto-legge   1   ottobre   2007,  n,  159,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge 29 novembre 2007, n. 222, di quelli che,
in  quanto  suscettibili  di  uso ambulatoriale o domiciliare, devono
essere  erogati,  a  decorrere  dal  giorno  successivo  a  quello di
pubblicazione   sulla  Gazzetta  Ufficiale  dell'elenco  dei  farmaci
individuati  ai  sensi  del  presente  comma, attraverso l'assistenza
farmaceutica  territoriale,  di  cui  all'articolo  5,  comma  1, del
medesimo decreto-legge e con oneri a carico della relativa spesa, per
un importo su base annua pari a 600 milioni di euro;
    b. alla predisposizione, sulla base dei dati resi disponibili dal
sistema Tessera sanitaria di cui all'articolo 50 del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre  2003,  n.  326,  di  tabelle  di  raffronto  tra  la  spesa
farmaceutica  territoriale  delle singole regioni, con la definizione
di  soglie  di  appropriatezza  prescrittiva basate sul comportamento
prescrittivo  registrato  nelle  regioni  con il miglior risultato in
riferimento  alla percentuale di medicinali a base di principi attivi
non  coperti  da brevetto, ovvero a prezzo minore, rispetto al totale
dei  medicinali  appartenenti  alla  medesima  categoria  terapeutica
equivalente.  Cio'  al  fine  di mettere a disposizione delle regioni
strumenti  di  programmazione  e  controllo  idonei  a  realizzare un
risparmio  di spesa non inferiore a 600 milioni di euro su base annua
che restano nelle disponibilita' dei servizi sanitari regionali.
  8.  Con  Accordo  sancito  in  sede  di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, su proposta
del  Ministro della salute, sono fissate linee guida per incrementare
l'efficienza delle aziende sanitarie nelle attivita' di acquisizione,
immagazzinamento  e  distribuzione  interna dei medicinali acquistati
direttamente, anche attraverso il coinvolgimento dei grossisti.
  9.  A  decorrere  dall'anno  2011,  per  l'erogazione  a carico del
Servizio  sanitario  nazionale  dei  medicinali  equivalenti  di  cui
all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405,
e  successive  modificazioni,  collocati  in  classe  A ai fini della
rimborsabilita',  l'AIFA,  sulla  base di una ricognizione dei prezzi
vigenti  nei  paesi  dell'Unione  europea, fissa un prezzo massimo di
rimborso  per confezione, a parita' di principio attivo, di dosaggio,
di   forma  farmaceutica,  di  modalita'  di  rilascio  e  di  unita'
posologiche. La dispensazione, da parte dei farmacisti, di medicinali
aventi  le  medesime  caratteristiche e prezzo di vendita al pubblico
piu' alto di quello di rimborso e' possibile previa corresponsione da
parte  dell'assistito  della  differenza  tra  il prezzo di vendita e
quello  di  rimborso.  I prezzi massimi di rimborso sono stabiliti in
misura  idonea a realizzare un risparmio di spesa non inferiore a 600
milioni di euro annui che restano nelle disponibilita' regionali.
  10.  Il  prezzo  al  pubblico  dei  medicinali  equivalenti  di cui
all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405,
e successive modificazioni, e' ridotto del 12,5 per cento a decorrere
dal  1°  giugno  2010 e fino al 31 dicembre 2010. La riduzione non si
applica  ai  medicinali  originariamente  coperti  da  brevetto o che
abbiano  usufruito  di  licenze  derivanti  da  tale brevetto, ne' ai
medicinali  il  cui  prezzo sia stato negoziato successivamente al 30
settembre  2008,  nonche' a quelli per i quali il prezzo in vigore e'
pari al prezzo vigente alla data del 31 dicembre 2009.
  11. Le direttive periodicamente impartite dal Ministro della salute
all'Agenzia  italiana  del  farmaco,  ai  sensi  dell'articolo 48 del
decreto-legge   30   settembre   2003,   n.   269,   convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  24 novembre 2003, n. 326, attribuiscono
priorita'  all'effettuazione  di  adeguati  piani  di  controllo  dei
medicinali  in  commercio, con particolare riguardo alla qualita' dei
principi attivi utilizzati.
  12.  In  funzione di quanto disposto dai commi da 6 a 11 il livello
del  finanziamento  del  Servizio  sanitario nazionale a cui concorre
ordinariamente  lo  Stato,  previsto dall'articolo 2, comma 67, della
legge  23 dicembre 2009, n. 191, e' rideterminato in riduzione di 600
milioni di euro a decorrere dall'anno 2011. ((3))
  13. Il comma 2 dell'articolo 2 della legge 25 febbraio 1992, n. 210
e  successive  modificazioni  si  interpreta  nel  senso che la somma
corrispondente  all'importo  dell'indennita' integrativa speciale non
e' rivalutata secondo il tasso d'inflazione.
  14.  Fermo  restando  gli  effetti esplicati da sentenze passate in
giudicato,  per  i  periodi da esse definiti, a partire dalla data di
entrata   in   vigore  del  presente  decreto  cessa  l'efficacia  di
provvedimenti  emanati al fine di rivalutare la somma di cui al comma
13,  in  forza  di  un titolo esecutivo. Sono fatti salvi gli effetti
prodottisi fino alla data di entrata in vigore del presente decreto.
  15.  Nelle  more dell'emanazione dei decreti attuativi del comma 13
dell'articolo  50  del  decreto-legge  30  settembre  2003,  n.  269,
convertito  con  modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
ai  fini dell'evoluzione della Tessera Sanitaria (TS) di cui al comma
1  del  predetto  articolo  50  verso  la  Tessera  Sanitaria - Carta
nazionale  dei  servizi  (TS-CNS),  in  occasione  del  rinnovo delle
tessere  in  scadenza il Ministero dell'economia e delle finanze cura
la  generazione  e  la  progressiva  consegna della TS-CNS, avente le
caratteristiche  tecniche  di  cui  all'Allegato  B  del  decreto del
Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero
della  salute  e  con  la  Presidenza  del  Consiglio  dei Ministri -
Dipartimento  per  l'innovazione  e  le  tecnologie  11  marzo  2004,
pubblicato  nel  Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 251
del  25  ottobre  2004,  e  successive  modificazioni.  A tal fine e'
autorizzata  la  spesa  di  20  milioni  di  euro  annui  a decorrere
dall'anno 2011.
  16.  Nelle  more  dell'emanazione  dei  decreti  attuativi  di  cui
all'articolo  50,  comma  5-bis,  ultimo periodo del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre  2003,  n.  326,  al fine di accelerare il conseguimento dei
risparmi  derivanti  dall'adozione delle modalita' telematiche per la
trasmissione delle ricette mediche di cui all'articolo 50, commi 4, 5
e  5-bis,  del  citato  decreto-legge  n.  269 del 2003, il Ministero
dell'economia  e  delle  finanze, cura l'avvio della diffusione della
suddetta  procedura  telematica, adottando, in quanto compatibili, le
modalita'  tecniche  operative  di cui all'allegato 1 del decreto del
Ministro della salute del 26 febbraio 2010, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale  del  19 marzo 2010, n. 65. L'invio telematico dei predetti
dati  sostituisce  a  tutti  gli  effetti  la  prescrizione medica in
formato cartaceo.

-------------
AGGIORNAMENTO (3)
  La L. 13 dicembre 2010, n. 220 ha disposto (con l'art. 1, comma 49)
che  "il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale a
cui    concorre   ordinariamente   lo   Stato,   come   rideterminato
dall'articolo  11, comma 12, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e`
incrementato di 347,5 milioni di euro per l'anno 2011, per far fronte
al  maggior  finanziamento  concordato con le regioni, ai sensi della
citata intesa, limitatamente ai primi cinque mesi dell'anno 2011".
 
	        
	      
                               Art. 12
                 Interventi in materia previdenziale

  1.  I  soggetti  che a decorrere dall'anno 2011 maturano il diritto
all'accesso  al pensionamento di vecchiaia a 65 anni per gli uomini e
a  60  anni per le lavoratrici del settore privato ovvero all'eta' di
cui  all'articolo  22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009,
n.  78 convertito con modificazioni con legge 3 agosto 2009, n. 102 e
successive  modificazioni  e  integrazioni  per  le  lavoratrici  del
pubblico   impiego   ovvero   alle   eta'  previste  dagli  specifici
ordinamenti  negli  altri casi, conseguono il diritto alla decorrenza
del trattamento pensionistico:
    a)  coloro  per i quali sono liquidate le pensioni a carico delle
forme  di previdenza dei lavoratori dipendenti, trascorsi dodici mesi
dalla data di maturazione dei previsti requisiti;
    b)  coloro i quali conseguono il trattamento di pensione a carico
delle  gestioni  per  gli  artigiani,  i commercianti e i coltivatori
diretti  nonche' della gestione separata di cui all'articolo 2, comma
26,  della legge 8 agosto 1995, n. 335, trascorsi diciotto mesi dalla
data di maturazione dei previsti requisiti;
    c)   per  il  personale  del  comparto  scuola  si  applicano  le
disposizioni  di  cui  al  comma  9  dell'articolo  59 della legge 27
dicembre 1997, n. 449
  2.  Con riferimento ai soggetti che maturano i previsti requisiti a
decorrere dal 1° gennaio 2011 per l'accesso al pensionamento ai sensi
dell'articolo  1,  comma  6  della  legge  23  agosto 2004, n. 243, e
successive  modificazioni e integrazioni, con eta' inferiori a quelle
indicate  al  comma  1,  conseguono  il  diritto  alla decorrenza del
trattamento pensionistico:
    a)  coloro  per i quali sono liquidate le pensioni a carico delle
forme  di previdenza dei lavoratori dipendenti, trascorsi dodici mesi
dalla data di maturazione dei previsti requisiti;
    b)  coloro i quali conseguono il trattamento di pensione a carico
delle  gestioni  per  gli  artigiani,  i commercianti e i coltivatori
diretti  nonche' della gestione separata di cui all'articolo 2, comma
26,  della legge 8 agosto 1995, n. 335, trascorsi diciotto mesi dalla
data di maturazione dei previsti requisiti;
    c)   per  il  personale  del  comparto  scuola  si  applicano  le
disposizioni  di  cui  al  comma  9  dell'articolo  59 della legge 27
dicembre 1997, n. 449.
  3.  L'articolo  5,  comma  3,  del d.lgs. 3 febbraio 2006, n. 42 e'
sostituito  dal  seguente:  "Ai  trattamenti  pensionistici derivanti
dalla totalizzazione si applicano le medesime decorrenze previste per
i   trattamenti   pensionistici   dei  lavoratori  autonomi  iscritti
all'assicurazione   generale   obbligatoria   per  l'invalidita',  la
vecchiaia  ed  i  superstiti.  In  caso  di pensione ai superstiti la
pensione  decorre  dal  primo  giorno del mese successivo a quello di
decesso  del  dante  causa.  In  caso  di  pensione  di inabilita' la
pensione  decorre  dal  primo  giorno del mese successivo a quello di
presentazione  della domanda di pensione in regime di totalizzazione"
Le disposizioni di cui al presente comma si applicano con riferimento
ai  soggetti  che maturano i requisiti di accesso al pensionamento, a
seguito di totalizzazione, a decorrere dal 1° gennaio 2011.
  4.  Le  disposizioni  in  materia  di  decorrenza  dei  trattamenti
pensionistici  vigenti  prima  della  data  di  entrata in vigore del
presente decreto continuano ad applicarsi nei confronti dei:
    a)  lavoratori  dipendenti  che  avevano  in  corso il periodo di
preavviso  alla data del 30 giugno 2010 e che maturano i requisiti di
eta'  anagrafica  e  di  anzianita'  contributiva  richiesti  per  il
conseguimento   del   trattamento  pensionistico  entro  la  data  di
cessazione del rapporto di lavoro;
    b)  lavoratori  per  i quali viene meno il titolo abilitante allo
svolgimento  della  specifica attivita' lavorativa per raggiungimento
di limite di eta'.
  5.  Le  disposizioni  in  materia  di  decorrenza  dei  trattamenti
pensionistici  vigenti  prima  della  data  di  entrata in vigore del
presente  decreto  continuano ad applicarsi, nei limiti del numero di
10.000  lavoratori  beneficiari,  ancorche'  maturino i requisiti per
l'accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011, di cui al
comma 6:
    a) ai lavoratori collocati in mobilita' ai sensi degli articoli 4
e  24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni,
sulla  base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 30 aprile
2010 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo
di  fruizione  dell'indennita'  di  mobilita'  di cui all'articolo 7,
((commi 1 e 2)), della legge 23 luglio 1991, n. 223;
    b)   ai   lavoratori   collocati  in  mobilita'  lunga  ai  sensi
dell'articolo  7,  commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e
successive  modificazioni  e  integrazioni,  per  effetto  di accordi
collettivi stipulati entro il 30 aprile 2010;
    c) ai lavoratori che, all'entrata in vigore del presente decreto,
sono  titolari  di  prestazione  straordinaria  a carico dei fondi di
solidarieta'  di  settore di cui all'art. 2, comma 28, della legge 23
dicembre 1996, n. 662.
  ((5-bis.  Con riferimento ai lavoratori di cui alle lettere da a) a
c)  del  comma  5,  ancorche´  maturino  i requisiti per l'accesso al
pensionamento  a  decorrere  dal  1° gennaio 2011 e comunque entro il
periodo  di  fruizione delle prestazioni di tutela del reddito di cui
alle  medesime  lettere,  il  Ministro  del  lavoro e delle politiche
sociali,  di  concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
nei   limiti   delle   risorse  disponibili  del  Fondo  sociale  per
occupazione  e  formazione,  di cui all'articolo 18, comma 1, lettera
a),  del  decreto-legge  29  novembre  2008,  n. 185, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge 28 gennaio 2009, n. 2, puo` disporre, in
deroga  alla  normativa vigente, in via alternativa a quanto previsto
dal  citato comma 5, la concessione del prolungamento dell'intervento
di  tutela  del  reddito  per  il  periodo  di  tempo  necessario  al
raggiungimento  della  decorrenza del trattamento pensionistico sulla
base di quanto stabilito dal presente articolo e in ogni caso per una
durata  non  superiore  al periodo di tempo intercorrente tra la data
computata  con riferimento alle disposizioni in materia di decorrenza
dei  trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in
vigore   del   presente  decreto  e  la  data  della  decorrenza  del
trattamento  pensionistico  computata  sulla base di quanto stabilito
dal presente articolo)).
  6. L'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) provvede al
monitoraggio,  sulla  base  della  data di cessazione del rapporto di
lavoro,  delle  domande di pensionamento presentate dai lavoratori di
cui  al  comma  5 che intendono avvalersi, a decorrere dal 1° gennaio
2011, del regime delle decorrenze dalla normativa vigente prima della
data  di entrata in vigore del presente decreto. Qualora dal predetto
monitoraggio  risulti  il raggiungimento del numero di 10.000 domande
di  pensione,  il  predetto Istituto non prendera' in esame ulteriori
domande  di  pensionamento  finalizzate  ad  usufruire  dei  benefici
previsti dalla disposizione di cui al comma 5.
  7.  A  titolo  di  concorso  al  consolidamento  dei conti pubblici
attraverso  il  contenimento  della dinamica della spesa corrente nel
rispetto    degli    obiettivi    di    finanza   pubblica   previsti
dall'Aggiornamento del programma di stabilita' e crescita, dalla data
di  entrata  in vigore del presente provvedimento, con riferimento ai
dipendenti   delle   amministrazioni   pubbliche   come   individuate
dall'Istituto  Nazionale  di  Statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3
dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n.196 il riconoscimento
dell'indennita'  di  buonuscita,  dell'indennita' premio di servizio,
del   trattamento  di  fine  rapporto  e  di  ogni  altra  indennita'
equipollente  corrisposta  una-tantum comunque denominata spettante a
seguito di cessazione a vario titolo dall'impiego e' effettuato:
    a)  in  un unico importo annuale se l'ammontare complessivo della
prestazione,   al   lordo   delle  relative  trattenute  fiscali,  e'
complessivamente pari o inferiore a 90.000 euro;
    b)  in  due  importi  annuali  se  l'ammontare  complessivo della
prestazione,   al   lordo   delle  relative  trattenute  fiscali,  e'
complessivamente superiore a 90.000 euro ma inferiore a 150.000 euro.
In  tal  caso  il  primo  importo  annuale e' pari a 90.000 euro e il
secondo importo annuale e' pari all'ammontare residuo;
    c)  in  tre  importi  annuali  se  l'ammontare  complessivo della
prestazione,   al   lordo   delle  relative  trattenute  fiscali,  e'
complessivamente  uguale  o superiore a 150.000 euro , in tal caso il
primo  importo  annuale  e'  pari  a  90.000 euro, il secondo importo
annuale  e'  pari  a  60.000  euro e il terzo importo annuale e' pari
all'ammontare residuo.
  8.  Resta  fermo quanto previsto dalla normativa vigente in materia
di  determinazione  della  prima scadenza utile per il riconoscimento
delle prestazioni di cui al comma 7 ovvero del primo importo annuale,
con  conseguente  riconoscimento  del  secondo  e  del  terzo importo
annuale,  rispettivamente,  dopo  dodici mesi e ventiquattro mesi dal
riconoscimento del primo importo annuale.
  9.  Le disposizioni di cui al comma 7 non si applicano in ogni caso
con  riferimento alle prestazioni derivanti dai collocamenti a riposo
per  raggiungimento  dei limiti di eta' entro la data del 30 novembre
2010,  nonche' alle prestazioni derivanti dalle domande di cessazione
dall'impiego  presentate  prima  della  data di entrata in vigore del
presente  decreto a condizione che la cessazione dell'impiego avvenga
entro  il  30 novembre 2010; resta fermo che l'accoglimento ovvero la
presa  d'atto della domanda di cessazione determina l'irrevocabilita'
della  stessa. All'onere derivante dalle modifiche di cui al presente
comma,  valutato  in  10 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede
mediante   corrispondente   riduzione   del   Fondo   per  interventi
strutturali  di  politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5,
del   decreto-legge   29  novembre  2004,  n.  282,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
  10.  Con effetto sulle anzianita' contributive maturate a decorrere
dal   1   gennaio  2011,  per  i  lavoratori  alle  dipendenze  delle
amministrazioni  pubbliche  inserite  nel conto economico consolidato
della   pubblica   amministrazione,  come  individuate  dall'Istituto
nazionale  di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1
della  legge  31  dicembre  2009,  n. 196, per i quali il computo dei
trattamenti  di  fine  servizio,  comunque denominati, in riferimento
alle  predette anzianita' contributive non e' gia' regolato in base a
quanto  previsto  dall'articolo  2120 del codice civile in materia di
trattamento  di fine rapporto, il computo dei predetti trattamenti di
fine servizio si effettua secondo le regole di cui al citato articolo
2120  del  codice civile, con applicazione dell'aliquota del 6,91 per
cento.
  11.  L'art.  1,  comma  208 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 si
interpreta nel senso che le attivita' autonome, per le quali opera il
principio   di   assoggettamento   all'assicurazione   prevista   per
l'attivita' prevalente, sono quelle esercitate in forma d'impresa dai
commercianti,  dagli  artigiani  e  dai  coltivatori diretti, i quali
vengono  iscritti  in  una  delle  corrispondenti gestioni dell'Inps.
Restano,  pertanto, esclusi dall'applicazione dell'art. 1, comma 208,
legge n. 662/96 i rapporti di lavoro per i quali e' obbligatoriamente
prevista  l'iscrizione alla gestione previdenziale di cui all'art. 2,
comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
  12. COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122.
  12-bis.   In   attuazione   dell'articolo   22-ter,  comma  2,  del
decreto-legge  1°  luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  3  agosto  2009,  n. 102, concernente l'adeguamento dei
requisiti  di  accesso al sistema pensionistico agli incrementi della
speranza   di   vita,   e   tenuto  anche  conto  delle  esigenze  di
coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure
di  adeguamento  dei parametri connessi agli andamenti demografici, a
decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di eta' e i valori di somma
di eta' anagrafica e di anzianita' contributiva di cui alla Tabella B
allegata   alla   legge   23   agosto  2004,  n.  243,  e  successive
modificazioni,  i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il
conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di
cui  all'articolo  22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009,
n.  78,  convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.
102,  e  successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni
di  cui  all'articolo  1,  comma 20, e all'articolo 3, comma 6, della
legge  8  agosto  1995,  n.  335,  e successive modificazioni, devono
essere aggiornati a cadenza triennale, salvo quanto indicato al comma
12-ter,  con decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle
finanze  di  concerto  con  il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza
di  ogni  aggiornamento.  La  mancata emanazione del predetto decreto
direttoriale   comporta   responsabilita'   erariale.   Il   predetto
aggiornamento  e'  effettuato  sulla  base del procedimento di cui al
comma 12-ter.
  12-ter.   A   partire  dall'anno  2013  l'ISTAT  rende  annualmente
disponibile  entro  il  30 giugno dell'anno medesimo il dato relativo
alla  variazione  nel  triennio  precedente  della  speranza  di vita
all'eta'  corrispondente  a  65  anni in riferimento alla media della
popolazione  residente  in  Italia.  A decorrere dalla data di cui al
comma  12-bis  e con i decreti a cadenza triennale di cui allo stesso
comma  12-bis:  a)  i requisiti di eta' indicati al comma 12-bis sono
aggiornati  incrementando  i  requisiti  in  vigore  in  misura  pari
all'incremento  della  predetta speranza di vita accertato dall'ISTAT
in   relazione   al   triennio  di  riferimento.  In  sede  di  prima
applicazione  tale aggiornamento non puo' in ogni caso superare i tre
mesi  e  lo  stesso  aggiornamento  non  viene effettuato nel caso di
diminuzione  della  predetta speranza di vita. In caso di frazione di
mese, l'aggiornamento viene effettuato con arrotondamento al decimale
piu'  prossimo.  Il  risultato  in mesi si determina moltiplicando la
parte decimale dell'incremento della speranza di vita per dodici, con
arrotondamento  all'unita'; b) i valori di somma di eta' anagrafica e
di   anzianita'   contributiva   indicati   al   comma   12-bis  sono
conseguentemente    incrementati    in    misura   pari   al   valore
dell'aggiornamento  rapportato ad anno dei requisiti di eta'. In caso
di   frazione   di   unita',  l'aggiornamento  viene  effettuato  con
arrotondamento  al  primo  decimale.  Restano  fermi  i  requisiti di
anzianita'  contributiva  minima  previsti dalla normativa vigente in
via  congiunta  ai  requisiti  anagrafici,  nonche' la disciplina del
diritto  alla  decorrenza del trattamento pensionistico rispetto alla
data  di  maturazione  dei  requisiti  secondo  quanto previsto dalla
normativa  vigente,  come  modificata  ai  sensi  dei commi 1 e 2 del
presente  articolo.  Al  fine di uniformare la periodicita' temporale
dell'adeguamento  dei  requisiti  di  cui  al presente comma a quella
prevista  per  la  procedura  di  cui all'articolo 1, comma 11, della
citata  legge 8 agosto 1995, n. 335, come modificato dall'articolo 1,
comma   15,  della  legge  24  dicembre  2007,  n.  247,  il  secondo
adeguamento  e'  effettuato, derogando alla periodicita' triennale di
cui  al  comma  12-bis,  con  decorrenza 1° gennaio 2019 e a tal fine
l'ISTAT  rende  disponibile entro il 30 giugno dell'anno 2017 il dato
relativo  alla  variazione  nel triennio precedente della speranza di
vita  all'eta'  corrispondente  a  65  anni in riferimento alla media
della popolazione residente in Italia.
  12-quater.  In  base agli stessi criteri di adeguamento indicati ai
commi  12-bis  e 12-ter e nell'ambito del decreto direttoriale di cui
al  comma  12-bis,  anche ai regimi pensionistici armonizzati secondo
quanto  previsto dall'articolo 2, commi 22 e 23, della legge 8 agosto
1995,   n.   335,   nonche'   agli   altri  regimi  e  alle  gestioni
pensionistiche per cui siano previsti, alla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, requisiti diversi da
quelli vigenti nell'assicurazione generale obbligatoria, ivi compresi
i  lavoratori  di  cui  all'articolo  78,  comma  23,  della legge 23
dicembre  2000,  n. 388, e il personale di cui al decreto legislativo
12  maggio  1995,  n.  195,  e di cui alla legge 27 dicembre 1941, n.
1570,  nonche' i rispettivi dirigenti, e' applicato l'adeguamento dei
requisiti  anagrafici.  Resta  fermo  che  l'adeguamento  di  cui  al
presente  comma non opera in relazione al requisito per l'accesso per
limite  di  eta'  per  i  lavoratori per i quali viene meno il titolo
abilitante  allo svolgimento della specifica attivita' lavorativa per
il raggiungimento di tale limite di eta'.
  12-quinquies.  Ogniqualvolta  l'adeguamento triennale dei requisiti
anagrafici  di  cui  al  comma  12-ter  comporta,  con riferimento al
requisito    anagrafico    per    il   pensionamento   di   vecchiaia
originariamente previsto a 65 anni, l'incremento dello stesso tale da
superare  di  una  o  piu'  unita'  il  predetto  valore  di  65,  il
coefficiente  di  trasformazione  di  cui  al comma 6 dell'articolo 1
della  legge  8  agosto  1995,  n.  335, e' esteso, con effetto dalla
decorrenza di tale determinazione, anche per le eta' corrispondenti a
tali   valori  superiori  a  65  del  predetto  requisito  anagrafico
nell'ambito  della  procedura  di cui all'articolo 1, comma 11, della
citata  legge n. 335 del 1995, come modificato dall'articolo 1, comma
15,  della  legge  24  dicembre  2007,  n.  247.  Resta  fermo che la
rideterminazione aggiornata del coefficiente di trasformazione esteso
ai  sensi  del  primo  periodo  del  presente  comma  anche  per eta'
corrispondenti  a  valori  superiori  a  65 anni e' effettuata con la
predetta  procedura  di  cui  all'articolo  l, comma 11, della citata
legge n. 335 del 1995.
  12-sexies. All'articolo 22-ter del decreto-legge 1° luglio 2009, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102,
sono apportate le seguenti modifiche:
    a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:
      "1. In attuazione della sentenza della Corte di giustizia delle
Comunita'  europee 13 novembre 2008 nella causa C-46/07, all'articolo
2,  comma  21,  della  legge 8 agosto 1995, n. 335, sono aggiunti, in
fine,  i  seguenti  periodi: 'A decorrere dal 1° gennaio 2010, per le
predette  lavoratrici il requisito anagrafico di sessanta anni di cui
al  primo  periodo  del  presente  comma e il requisito anagrafico di
sessanta anni di cui all'articolo l, comma 6, lettera b), della legge
23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, sono incrementati
di un anno. Tali requisiti anagrafici sono ulteriormente incrementati
di  quattro  anni  dal  1°  gennaio  2012  ai fini del raggiungimento
dell'eta' di sessantacinque anni. Restano ferme la disciplina vigente
in   materia   di  decorrenza  del  trattamento  pensionistico  e  le
disposizioni  vigenti  relative a specifici ordinamenti che prevedono
requisiti  anagrafici  piu'  elevati,  nonche' le disposizioni di cui
all'articolo  2  del  decreto  legislativo 30 aprile 1997, n. 165. Le
lavoratrici  di  cui al presente comma, che abbiano maturato entro il
31  dicembre  2009  i  requisiti di eta' e di anzianita' contributiva
previsti  alla  predetta  data  ai  fini  del  diritto all'accesso al
trattamento  pensionistico  di  vecchiaia  nonche' quelle che abbiano
maturato  entro  il  31  dicembre  2011  i  requisiti  di  eta'  e di
anzianita'   contributiva   previsti  dalla  normativa  vigente  alla
predetta  data,  conseguono il diritto alla prestazione pensionistica
secondo   la  predetta  normativa  e  possono  chiedere  all'ente  di
appartenenza la certificazione di tale diritto' ";
    b) il comma 3 e' sostituito dal seguente:
      "3.   Le   economie   derivanti  dall'attuazione  del  comma  1
confluiscono   nel   Fondo   strategico   per  il  Paese  a  sostegno
dell'economia reale, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri,  di  cui  all'articolo  18,  comma  1,  lettera b-bis), del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  28  gennaio  2009,  n.  2, e successive
modificazioni,   per   interventi  dedicati  a  politiche  sociali  e
familiari  con  particolare  attenzione  alla  non  autosufficienza e
all'esigenza  di  conciliazione  tra vita lavorativa e vita familiare
delle  lavoratrici;  a  tale  fine la dotazione del predetto Fondo e'
incrementata  di  120 milioni di euro nell'anno 2010 e di 242 milioni
di  euro  nell'anno  2011,  252  milioni  di euro nell'anno 2012, 392
milioni  di  euro nell'anno 2013, 492 milioni di euro nell'anno 2014,
592  milioni  di  euro  nell'anno 2015, 542 milioni di euro nell'anno
2016,  442  milioni  di  euro  nell'anno  2017,  342  milioni di euro
nell'anno  2018,  292 milioni di euro nell'anno 2019 e 242 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2020".
  12-septies.  A  decorrere dal 1° luglio 2010 alle ricongiunzioni di
cui  all'articolo 1, primo comma, della legge 7 febbraio 1979, n. 29,
si  applicano  le  disposizioni  di  cui all'articolo 2, commi terzo,
quarto  e quinto, della medesima legge. L'onere da porre a carico dei
richiedenti  e'  determinato in base ai criteri fissati dall'articolo
2, commi da 3 a 5, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184.
  12-octies.  Le  stesse  modalita'  di  cui  al  comma 12-septies si
applicano, dalla medesima decorrenza, nei casi di trasferimento della
posizione  assicurativa  dal  Fondo  di  previdenza  per i dipendenti
dell'Ente   nazionale   per   l'energia  elettrica  e  delle  aziende
elettriche  private  al  Fondo  pensioni  lavoratori  dipendenti.  E'
abrogato l'articolo 3, comma 14, del decreto legislativo 16 settembre
1996,  n.  562.  Continuano  a  trovare  applicazione  le  previgenti
disposizioni  per  le  domande  esercitate  dagli interessati in data
anteriore al l° luglio 2010.
  12-novies.   A  decorrere  dal  1°  luglio  2010  si  applicano  le
disposizioni   di   cui   al  comma  12-septies  anche  nei  casi  di
trasferimento  della  posizione  assicurativa dal Fondo di previdenza
per  il  personale  addetto ai pubblici servizi di telefonia al Fondo
pensioni lavoratori dipendenti. E' abrogato l'articolo 28 della legge
4 dicembre 1956, n. 1450. E' fatta salva l'applicazione dell'articolo
28  della legge n. 1450 del 1956 nei casi in cui le condizioni per il
trasferimento  d'ufficio  o  a  domanda  si siano verificate in epoca
antecedente al l° luglio 2010.
  12-decies.  All'articolo 4, primo comma, della legge 7 luglio 1980,
n.  299,  le  parole:  "approvati con decreto ministeriale 27 gennaio
1964"  sono sostituite dalle seguenti: "come successivamente adeguati
in base alla normativa vigente".
  12-undecies.  Sono  abrogate le seguenti disposizioni normative: la
legge  2  aprile  1958, n. 322, l'articolo 40 della legge 22 novembre
1962,  n.  1646,  l'articolo  124  del  decreto  del Presidente della
Repubblica  29  dicembre  1973,  n.  1092,  l'articolo 21, comma 4, e
l'articolo 40, comma 3, della legge 24 dicembre 1986, n. 958.
  12-duodecies.  Le  risorse  di  cui all'articolo 74, comma 1, della
legge  23  dicembre  2000,  n.  388,  limitatamente allo stanziamento
relativo  all'anno  2010, possono essere utilizzate anche ai fini del
finanziamento delle spese di avvio e di adesione collettiva dei fondi
di  previdenza  complementare  dei  dipendenti  delle amministrazioni
pubbliche.
  12-terdecies.  Per ciascuno degli esercizi finanziari 2011-2013 gli
specifici  stanziamenti  iscritti  nelle  unita' previsionali di base
dello  stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali  per  il  finanziamento  degli  istituti  di  cui  al comma 1
dell'articolo   13   della   legge   30  marzo  2001,  n.  152,  sono
complessivamente  e  proporzionalmente  ridotti di 30 milioni di euro
annui.  I risparmi derivanti dal precedente periodo, che conseguono a
maggiori  somme  effettivamente  affluite  al bilancio dello Stato in
deroga a quanto previsto dal citato articolo 13, comma 1, della legge
n.  152  del  2001,  pari  a  30  milioni  di euro annui nel triennio
2011-2013,  concorrono  alla  compensazione  degli  effetti derivanti
dall'aumento  contributivo  di  cui  all'articolo  1, comma 10, della
legge  24  dicembre  2007,  n.  247,  al  fine  di  garantire  la non
applicazione del predetto aumento contributivo nella misura prevista.
 
	        
	      
                               Art. 13
                     Casellario dell'assistenza

  1.  E'  istituito  presso  l'Istituto  Nazionale  della  Previdenza
Sociale  ,senza  nuovi  o  maggiori oneri per la finanza pubblica, il
"Casellario  dell'Assistenza"  per la raccolta, la conservazione e la
gestione  dei  dati,  dei redditi e di altre informazioni relativi ai
soggetti aventi titolo alle prestazioni di natura assistenziale.
  2.  Il  Casellario  costituisce l'anagrafe generale delle posizioni
assistenziali  e  delle  relative prestazioni, condivisa tra tutte le
amministrazioni   centrali   dello   Stato,   gli   enti  locali,  le
organizzazioni  no  profit  e  gli  organismi  gestori  di  forme  di
previdenza e assistenza obbligatorie che forniscono obbligatoriamente
i  dati e le informazioni contenute nei propri archivi e banche dati,
per la realizzazione di una base conoscitiva per la migliore gestione
della  rete  dell'assistenza sociale, dei servizi e delle risorse. La
formazione  e l'utilizzo dei dati e delle informazione del Casellario
avviene  nel  rispetto  della  normativa  sulla  protezione  dei dati
personali.
  3.   Gli   enti,   le  amministrazioni  e  i  soggetti  interessati
trasmettono  obbligatoriamente in via telematica al Casellario di cui
al  comma  1,  i dati e le informazioni relativi a tutte le posizioni
risultanti  nei  propri  archivi  e  banche  dati  secondo  criteri e
modalita' di trasmissione stabilite dall'INPS.
  4.  Con  decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di  concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e delle finanze, sono
disciplinate le modalita' di attuazione del presente articolo.".
  5.  L'INPS  e  le  amministrazioni pubbliche interessate provvedono
all'attuazione  di  quanto  previsto  dal  presente  articolo  con le
risorse umane e finanziarie previste a legislazione vigente.
  6.  All'articolo  35,  del  decreto-legge  30  dicembre 2008, n.207
convertito  dalla  legge  27  febbraio  2009, n. 14 sono apportate le
seguenti modifiche:
    a)  al  comma 8 sono soppresse le parole "il 1° luglio di ciascun
anno ed ha valore per la corresponsione del relativo trattamento fino
al 30 giugno dell'anno successivo"
    b)  al  comma  8  ((e'  aggiunto))  il  seguente periodo: "Per le
prestazioni  collegate al reddito rilevano i redditi conseguiti nello
stesso  anno  per  prestazioni  per  le  quali  sussiste l'obbligo di
comunicazione al Casellario centrale dei pensionati di cui al Decreto
del  Presidente  della  Repubblica  31  dicembre 1971, ((n. 1388,)) e
successive modificazioni e integrazioni."
    c) dopo il comma 10 aggiungere i seguenti: "10 bis. Ai fini della
razionalizzazione  degli  adempimenti  di  cui  all'articolo 13 della
legge  30  dicembre 1991, n. 412, i titolari di prestazioni collegate
al  reddito,  di  cui  al  precedente  comma  8,  che  non comunicano
integralmente    all'Amministrazione    finanziaria   la   situazione
reddituale  incidente  sulle prestazioni in godimento, sono tenuti ad
effettuare   la   comunicazione   dei   dati   reddituali  agli  Enti
previdenziali   che  erogano  la  prestazione.  In  caso  di  mancata
comunicazione  nei  tempi  e  nelle  modalita'  stabilite  dagli Enti
stessi,  si  procede  alla sospensione delle prestazioni collegate al
reddito   nel   corso   dell'anno  successivo  a  quello  in  cui  la
dichiarazione  dei  redditi avrebbe dovuto essere resa. Qualora entro
60   giorni   dalla   sospensione   non  sia  pervenuta  la  suddetta
comunicazione,  si  procede  alla  revoca  in  via  definitiva  delle
prestazioni  collegate  al  reddito  e  al recupero di tutte le somme
erogate a tale titolo nel corso dell'anno in cui la dichiarazione dei
redditi  avrebbe dovuto essere resa. Nel caso in cui la comunicazione
dei  redditi  sia  presentata entro il suddetto termine di 60 giorni,
gli  Enti  procedono al ripristino della prestazione sospesa dal mese
successivo  alla  comunicazione,  previo  accertamento  del  relativo
diritto anche per l'anno in corso.
 
	        
	      
                               Art. 14
    Patto di stabilita' interno ed altre disposizioni sugli enti
                            territoriali

  1.  Ai fini della tutela dell'unita' economica della Repubblica, le
regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le province e i
comuni  con  popolazione  superiore  a 5.000 abitanti concorrono alla
realizzazione  degli  obiettivi  di  finanza pubblica per il triennio
2011-2013   nelle   misure   seguenti  in  termini  di  fabbisogno  e
indebitamento netto:
    a)  le  regioni a statuto ordinario per 4.000 milioni di euro per
l'anno  2011  e per 4.500 milioni di euro annui a decorrere dall'anno
2012;
    b) le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento
e  Bolzano per 500 milioni di euro per l'anno 2011 e 1.000 milioni di
euro annui a decorrere dall'anno 2012; ((3))
    c)  le province per 300 milioni di euro per l'anno 2011 e per 500
milioni  di  euro  annui  a  decorrere  dall'anno 2012, attraverso la
riduzione di cui al comma 2;
    d)  i  comuni  per  1.500 milioni di euro per l'anno 2011 e 2.500
milioni  di  euro  annui  a  decorrere  dall'anno 2012, attraverso la
riduzione di cui al comma 2.
  2.  Il  comma  302 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n.
244,  e'  abrogato  e  al  comma  296,  secondo periodo, dello stesso
articolo  1  sono  soppresse  le  parole:  "e  quello  individuato, a
decorrere dall'anno 2011, in base al comma 302". Le risorse statali a
qualunque  titolo  spettanti  alle  regioni  a statuto ordinario sono
ridotte  in  misura  pari a 4.000 milioni di euro per l'anno 2011 e a
4.500  milioni  di euro annui a decorrere dall'anno 2012. Le predette
riduzioni  sono  ripartite  secondo  criteri e modalita' stabiliti in
sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni
e  le  province  autonome di Trento e di Bolzano entro novanta giorni
dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge di conversione del
presente decreto, e recepiti con decreto del Presidente del Consiglio
dei  Ministri,  secondo  principi che tengano conto della adozione di
misure  idonee  ad  assicurare  il  rispetto  del patto di stabilita'
interno  e  della  minore  incidenza  percentuale  della spesa per il
personale   rispetto   alla   spesa   corrente   complessiva  nonche'
dell'adozione  di  misure  di  contenimento  della  spesa sanitaria e
dell'adozione  di azioni di contrasto al fenomeno dei falsi invalidi.
In  caso  di  mancata deliberazione della Conferenza permanente per i
rapporti  tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di  Bolzano  entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata
in  vigore della legge di conversione del presente decreto, e per gli
anni  successivi  al 2011 entro il 30 settembre dell'anno precedente,
il  decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri e' comunque
emanato,  entro  i  successivi trenta giorni, ripartendo la riduzione
dei  trasferimenti  secondo  un  criterio  proporzionale.  In sede di
attuazione  dell'articolo  8  della  legge  5  maggio 2009, n. 42, in
materia di federalismo fiscale, non si tiene conto di quanto previsto
dal  primo,  secondo,  terzo  e  quarto periodo del presente comma. I
trasferimenti  erariali,  comprensivi  della compartecipazione IRPEF,
dovuti  alle  province dal Ministero dell'interno sono ridotti di 300
milioni  per l'anno 2011 e di 500 milioni annui a decorrere dall'anno
2012.  I  trasferimenti  erariali  dovuti  ai  comuni con popolazione
superiore a 5.000 abitanti dal Ministero dell'interno sono ridotti di
1.500  milioni  per  l'anno 2011 e di 2.500 milioni annui a decorrere
dall'anno  2012.  Le  predette  riduzioni  a  province  e comuni sono
ripartite secondo criteri e modalita' stabiliti in sede di Conferenza
Stato-citta'  ed  autonomie locali e recepiti con decreto annuale del
Ministro  dell'interno,  secondo  principi  che  tengano  conto della
adozione  di  misure  idonee  ad  assicurare il rispetto del patto di
stabilita'  interno,  della  minore incidenza percentuale della spesa
per  il  personale  rispetto  alla  spesa  corrente complessiva e del
conseguimento di adeguati indici di autonomia finanziaria. In caso di
mancata  deliberazione  della  Conferenza  Stato-citta'  ed autonomie
locali  entro  il  termine di novanta giorni dalla data di entrata in
vigore  della  legge  di  conversione del presente decreto, e per gli
anni  successivi  al 2011 entro il 30 settembre dell'anno precedente,
il  decreto  del  Ministro  dell'interno  e' comunque emanato entro i
successivi  trenta  giorni, ripartendo la riduzione dei trasferimenti
secondo   un   criterio   proporzionale.   In   sede   di  attuazione
dell'articolo  11  della  legge  5  maggio 2009, n. 42, in materia di
federalismo fiscale, non si tiene conto di quanto previsto dal sesto,
settimo, ottavo e nono periodo del presente comma.
  3.  In  caso  di  mancato  rispetto del patto di stabilita' interno
relativo agli anni 2010 e successivi i trasferimenti dovuti agli enti
locali   che  risultino  inadempienti  nei  confronti  del  patto  di
stabilita' interno sono ridotti, nell'anno successivo, in misura pari
alla   differenza   tra   il   risultato   registrato  e  l'obiettivo
programmatico  predeterminato. La riduzione e' effettuata con decreto
del  Ministro  dell'interno,a  valere  sui  trasferimenti corrisposti
dallo  stesso Ministero, con esclusione di quelli destinati all'onere
di  ammortamento  dei  mutui.  A  tal fine il Ministero dell'economia
comunica  al  Ministero dell'interno, entro i 60 giorni successivi al
termine  stabilito  per la trasmissione della certificazione relativa
al  patto di stabilita' interno, l'importo della riduzione da operare
per  ogni  singolo  ente  locale.  In caso di mancata trasmissione da
parte  dell'ente  locale  della  predetta  certificazione,  entro  il
termine  perentorio  stabilito  dalla  normativa  vigente, si procede
all'azzeramento    automatico    dei   predetti   trasferimenti   con
l'esclusione   sopra   indicata.   In   caso   di  insufficienza  dei
trasferimenti,  ovvero  nel  caso  in cui fossero stati in parte o in
tutto  gia'  erogati,  la  riduzione  viene  effettuata  a valere sui
trasferimenti degli anni successivi.
  4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che non
rispettino  il  patto di stabilita' interno relativo agli anni 2010 e
successivi  sono  tenute  a  versare all'entrata del bilancio statale
entro  60  giorni  dal  termine  stabilito  per la trasmissione della
certificazione   relativa   al  rispetto  del  patto  di  stabilita',
l'importo  corrispondente alla differenza tra il risultato registrato
e  l'obiettivo programmatico predeterminato. Per gli enti per i quali
il  patto  di stabilita' e' riferito al livello della spesa si assume
quale  differenza il maggiore degli scostamenti registrati in termini
di  cassa o di competenza . In caso di mancato versamento si procede,
nei  60  giorni successivi, al recupero di detto scostamento a valere
sulle  giacenze  depositate  nei  conti  aperti  presso  la tesoreria
statale.  Trascorso inutilmente il termine perentorio stabilito dalla
normativa  vigente  per la trasmissione della certificazione da parte
dell'ente territoriale si procede al blocco di qualsiasi prelievo dai
conti  della  tesoreria  statale  sino a quando la certificazione non
viene acquisita. ((3))
  5.  Le  disposizioni  recate  dai  commi  3  e  4 modificano quanto
stabilito   in   materia   di   riduzione  di  trasferimenti  statali
dall'articolo  77-bis, comma 20, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e
integrano le disposizioni recate dall'articolo 77-ter, commi 15 e 16,
dello stesso decreto-legge n. 112 del 2008
  6.  In  funzione  della  riforma  del Patto europeo di stabilita' e
crescita  ed  in applicazione dello stesso nella Repubblica italiana,
con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  previa
deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri  da  adottare sentita la
Regione   interessata,   puo'  essere  disposta  la  sospensione  dei
trasferimenti  erariali  nei confronti delle Regioni che risultino in
deficit eccessivo di bilancio.
  7.  L'art.1,  comma  557,  della  legge  27 dicembre 2006, n. 296 e
successive modificazioni e' sostituito dai seguenti:
"557.  Ai  fini"  del  concorso delle autonomie regionali e locali al
rispetto  degli obiettivi di finanza pubblica, gli enti sottoposti al
patto  di  stabilita'  interno assicurano la riduzione delle spese di
personale,   al   lordo   degli   oneri   riflessi   a  carico  delle
amministrazioni  e  dell'IRAP, con esclusione degli oneri relativi ai
rinnovi  contrattuali,  garantendo  il  contenimento  della  dinamica
retributiva e occupazionale, con azioni da modulare nell'ambito della
propria  autonomia  e  rivolte,  in termini di principio, ai seguenti
ambiti prioritari di intervento:
a)  riduzione  dell'incidenza  percentuale  delle  spese di personale
rispetto  al  complesso  delle  spese  correnti,  attraverso parziale
reintegrazione  dei  cessati e contenimento della spesa per il lavoro
flessibile;
b)     razionalizzazione     e     snellimento     delle    strutture
burocratico-amministrative,  anche  attraverso accorpamenti di uffici
con  l'obiettivo  di  ridurre l'incidenza percentuale delle posizioni
dirigenziali in organici;
c)  contenimento  delle  dinamiche  di  crescita della contrattazione
integrativa,  tenuto  anche  conto  delle corrispondenti disposizioni
dettate per le amministrazioni statali.
557-bis. Ai fini dell'applicazione del comma 557, costituiscono spese
di  personale anche quelle sostenute per i rapporti di collaborazione
coordinata  e continuativa, per la somministrazione di lavoro, per il
personale  di  cui all'articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, nonche' per tutti i soggetti a vario titolo utilizzati,
senza  estinzione  del  rapporto  di pubblico impiego, in strutture e
organismi  variamente  denominati partecipati o comunque facenti capo
all'ente.
557-ter.  In  caso  di  mancato rispetto del comma 557, si applica il
divieto  di  cui  all'art.  76,  comma 4, del decreto-legge 25 giugno
2008,  n.  112,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n.133."
  8. I commi 1, 2, e 5 dell'art. 76 del decreto-legge 25 giugno 2008,
n.  112,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,
n.133 sono abrogati.
  9.  Il  comma  7  dell'art. 76 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112,  convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133
e' sostituito dal seguente:
"E'  fatto  divieto  agli  enti  nei quali l'incidenza delle spese di
personale  e'  pari  o  superiore  al  40%  delle  spese  correnti di
procedere  ad  assunzioni  di  personale  a  qualsiasi  titolo  e con
qualsivoglia   tipologia   contrattuale;   i  restanti  enti  possono
procedere  ad  assunzioni  di  personale  nel limite del 20 per cento
della  spesa corrispondente alle cessazioni dell'anno precedente". La
disposizione del presente comma si applica a decorrere dal 1° gennaio
2011, con riferimento alle cessazioni verificatesi nell'anno 2010.
  10.  All'art.1,  comma  562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e
successive modificazioni e' soppresso il terzo periodo.
  11.  Le  province  e  i  comuni  con piu' di 5.000 abitanti possono
escludere  dal  saldo  rilevante  ai  fini  del rispetto del patto di
stabilita'  interno  relativo  all'anno  2010  i  pagamenti  in conto
capitale  effettuati  entro  il  31  dicembre 2010 per un importo non
superiore  allo  0,78 per cento dell'ammontare dei residui passivi in
conto  capitale  risultanti  dal  rendiconto  dell'esercizio  2008, a
condizione  che  abbiano  rispettato  il  patto di stabilita' interno
relativo all'anno 2009.
  12.  Per  l'anno  2010  non  si  applicano  i commi 23, 24, 25 e 26
dell'art.   77-bis   del   decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
  13.  Per  l'anno  2010 e' attribuito ai comuni un contributo per un
importo  complessivo  di  200  milioni  da  ripartire con decreto del
Ministro   dell'interno,   emanato   di   concerto  con  il  Ministro
dell'economia   e  delle  finanze  e  di  intesa  con  la  Conferenza
Stato-citta'  ed autonomie locali. I criteri devono tener conto della
popolazione  e  del  rispetto  del  patto  di  stabilita'  interno. I
suddetti  contributi  non  sono  conteggiati tra le entrate valide ai
fini del patto di stabilita' interno.
  13-bis.  Per  l'attuazione  del piano di rientro dall'indebitamento
pregresso,  previsto  dall'articolo  78  del  decreto-legge 25 giugno
2008,  n.  112,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008,  n.  133,  e dall'articolo 4, comma 8-bis, del decreto-legge 25
gennaio  2010,  n.  2,  convertito, con modificazioni, dalla legge 26
marzo  2010,  n.  42,  il  Commissario  straordinario  del Governo e'
autorizzato  a stipulare il contratto di servizio di cui all'articolo
5  del  decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri in data 5
dicembre  2008,  sotto  qualsiasi  forma tecnica, per i finanziamenti
occorrenti  per la relativa copertura di spesa. Si applica l'articolo
4,  commi  177  e  177-bis,  della legge 24 dicembre 2003, n. 350. Il
Commissario  straordinario,  procede  all'accertamento definitivo del
debito  e ne da' immediata comunicazione al Ministero dell'economia e
delle  finanze  congiuntamente alle modalita' di attuazione del piano
di rientro di cui al primo periodo del presente comma. Fermi restando
la  titolarita'  del  debito  in  capo all'emittente e l'ammortamento
dello  stesso  a  carico della gestione commissariale, il Commissario
straordinario  del  Governo  e' altresi' autorizzato, anche in deroga
alla  normativa  vigente in materia di operazioni di ammortamento del
debito  degli  enti  territoriali  con  rimborso  unico a scadenza, a
rinegoziare  i  prestiti  della  specie  anche al fine dell'eventuale
eliminazione   del   vincolo   di  accantonamento,  recuperando,  ove
possibile, gli accantonamenti gia' effettuati.
  13-ter.  Si  applicano  le disposizioni di cui all'articolo 253 del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Le spese di funzionamento
della   gestione  commissariale,  ivi  inclusi  il  compenso  per  il
Commissario   straordinario   ,  sono  a  carico  del  fondo  di  cui
all'articolo  14,  comma  14, del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Le
predette  spese di funzionamento, su base annua, non possono superare
i  2,5  milioni di euro. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri,  e' stabilito, in misura non superiore all'80 per cento del
trattamento     economico     spettante     a     figure     analoghe
dell'amministrazione  di  Roma  Capitale,  il  compenso  annuo per il
Commissario   straordinario.   Le   risorse   destinabili  per  nuove
assunzioni del comune di Roma sono ridotte in misura pari all'importo
del  trattamento retributivo corrisposto al Commissario straordinario
di  Governo. La gestione commissariale ha comunque termine, allorche'
risultano  esaurite  le  attivita'  di carattere gestionale di natura
straordinaria   e   residui   un'attivita'   meramente   esecutiva  e
adempimentale alla quale provvedono gli uffici di Roma Capitale.
  14.  In vista della compiuta attuazione di quanto previsto ai sensi
dell'articolo   24   della   legge   5  maggio  2009,  n.  42,  e  in
considerazione  dell'eccezionale situazione di squilibrio finanziario
del  Comune  di  Roma,  come  emergente  ai  sensi di quanto previsto
dall'articolo 78 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito
con   modificazioni   dalla   legge  6  agosto  2008,  n.  133,  fino
all'adozione  del  decreto  legislativo  previsto ai sensi del citato
articolo  24, e' costituito un fondo allocato su un apposito capitolo
di  bilancio  del  Ministero  dell'Economia  e  delle Finanze con una
dotazione  annua  di 300 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2011,
per il concorso al sostegno degli oneri derivanti dall'attuazione del
piano  di  rientro approvato con decreto del Presidente del Consiglio
dei   Ministri  5  dicembre  2008.  La  restante  quota  delle  somme
occorrenti  a  fare  fronte  agli oneri derivanti dall'attuazione del
predetto piano di rientro e' reperita mediante l'istituzione, fino al
conseguimento di 200 milioni di euro annui complessivi:
    a)  di  un'addizionale  commissariale  sui diritti di imbarco dei
passeggeri  sugli aeromobili in partenza dagli aeroporti della citta'
di Roma fino ad un massimo di 1 euro per passeggero;
    b)  di  un  incremento  dell'addizionale comunale all'imposta sul
reddito delle persone fisiche fino al limite massimo dello 0,4%.
  14-bis.  Al  fine  di agevolare i piani di rientro dei comuni per i
quali sia stato nominato un commissario straordinario, nello stato di
previsione  del  Ministero dell'economia e delle finanze e' istituito
un  fondo  con  una dotazione di 50 milioni di euro annui a decorrere
dall'anno  2011.  Con  decreto,  di  natura  non  regolamentare,  del
Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalita' di
utilizzo  del  fondo.  Al  relativo  onere si provvede sulle maggiori
entrate  derivanti dai commi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell'articolo
38.
  14-ter.  I  comuni della provincia dell'Aquila in stato di dissesto
possono  escludere dal saldo rilevante ai fini del rispetto del patto
di  stabilita'  interno  relativo a ciascun esercizio finanziario del
triennio  2010-2012  gli  investimenti  in  conto capitale deliberati
entro  il  31  dicembre  2010,  anche  a  valere  sui contributi gia'
assegnati negli anni precedenti, fino alla concorrenza massima di 2,5
milioni  di  euro  annui;  con  decreto del Ministro dell'interno, di
concerto  con  il  Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare
entro  il  15  settembre,  si provvede alla ripartizione del predetto
importo  sulla  base di criteri che tengano conto della popolazione e
della  spesa  per  investimenti  sostenuta da ciascun ente locale. E'
altresi'  autorizzata la spesa di 2 milioni di euro, per l'anno 2010,
quale  contributo  ai  comuni  di  cui  al presente comma in stato di
dissesto finanziario per far fronte al pagamento dei debiti accertati
dalla Commissione straordinaria di liquidazione, nominata con decreto
del   Presidente   della   Repubblica   su   proposta   del  Ministro
dell'interno,  ai  sensi e per gli effetti di cui agli articoli 254 e
255  del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267.  La  ripartizione  del  contributo e' effettuata con decreto del
Ministro  dell'interno,  da  emanare  entro  il 15 settembre 2010, in
misura proporzionale agli stessi debiti.
  14-quater.  L'addizionale commissariale di cui al comma 14, lettera
a),   e'   istituita   dal   Commissario   preposto   alla   gestione
commissariale,   previa  delibera  della  giunta  comunale  di  Roma.
L'incremento  dell'addizionale  comunale  di cui al comma 14, lettera
b),  e' stabilito, su proposta del predetto Commissario, dalla giunta
comunale.  Qualora  il  comune,  successivamente al 31 dicembre 2011,
intenda   ridurre   l'entita'   delle   addizionali,   adotta  misure
compensative   la  cui  equivalenza  finanziaria  e'  verificata  dal
Ministero  dell'economia  e delle finanze. Le entrate derivanti dalle
addizionali  di  cui  ai  periodi  precedenti,  ovvero  dalle  misure
compensative  di  riduzione delle stesse eventualmente previste, sono
versate  all'entrata  del  bilancio  del comune di Roma. Il comune di
Roma,  entro  il  31  dicembre  dell'anno  di riferimento, provvede a
versare  all'entrata del bilancio dello Stato la somma di 200 milioni
di  euro  annui.  A  tale  fine,  lo  stesso Comune rilascia apposita
delegazione  di  pagamento,  di  cui  all'articolo  206  del  decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
  15.  PERIODO  SOPPRESSO  DAL  D.L.  29  DICEMBRE  2010,  N. 225. E'
istituito  un apposito fondo con una dotazione di 200 milioni di euro
annui   a   decorrere   dall'anno   2011,   destinato  esclusivamente
all'attuazione  del  piano  di  rientro  e l'ammissibilita' di azioni
esecutive  o  cautelari  o  di dissesto aventi ad oggetto le predette
risorse  e'  consentita esclusivamente per le obbligazioni imputabili
alla  gestione  commissariale,  ai  sensi  del citato articolo 78 del
decreto legge n. 112 per i finanziamenti di cui al comma 13-bis.
  15-bis.  Il  Ministero  dell'economia  e  delle finanze corrisponde
direttamente  all'Istituto finanziatore le risorse allocate sui fondi
di cui ai commi 14 e 15, alle previste scadenze.
  15-ter.  Il  Commissario  straordinario  trasmette  annualmente  al
Governo la rendicontazione della gestione del piano.
  16.  Ferme le altre misure di contenimento della spesa previste dal
presente  provvedimento, in considerazione della specificita' di Roma
quale  Capitale  della Repubblica, e fino alla compiuta attuazione di
quanto  previsto ai sensi dell'articolo 24 della legge 5 maggio 2009,
n.  42,  il  comune  di Roma concorda con il Ministro dell'economia e
delle  finanze,  entro il 31 dicembre di ciascun anno, le modalita' e
l'entita'  del proprio concorso alla realizzazione degli obiettivi di
finanza pubblica; a tal fine, entro il 31 ottobre di ciascun anno, il
sindaco  trasmette la proposta di accordo al Ministro dell'economia e
delle finanze, evidenziando, tra l'altro, l'equilibrio della gestione
ordinaria.  L'entita' del concorso e' determinata in coerenza con gli
obiettivi  fissati  per  gli  enti  territoriali.  In caso di mancato
accordo  si  applicano  le  disposizioni che disciplinano il patto di
stabilita'  interno  per  gli enti locali. Per garantire l'equilibrio
economico-finanziario  della  gestione  ordinaria,  il Comune di Roma
puo' adottare le seguenti apposite misure:
    a)  conformazione  dei  servizi  resi dal Comune a costi standard
unitari di maggiore efficienza;
    b)  adozione  di  pratiche  di centralizzazione degli acquisti di
beni  e  servizi  di pertinenza comunale e delle societa' partecipate
dal  Comune  di  Roma,  anche  con  la  possibilita'  di  adesione  a
convenzioni  stipulate  ai  sensi  dell'articolo  26  della  legge 23
dicembre  1999,  n.  488  e  dell'articolo 58 della legge 23 dicembre
2000, n. 388;
    c) razionalizzazione delle partecipazioni societarie detenute dal
Comune  di  Roma  con  lo  scopo  di  pervenire, con esclusione delle
societa'  quotate  nei  mercati regolamentati, ad una riduzione delle
societa'  in  essere,  concentrandone  i  compiti  e  le  funzioni, e
riduzione dei componenti degli organi di amministrazione e controllo;
    d)  riduzione, anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 80
del  testo unico degli enti locali, approvato con decreto legislativo
18  agosto  2000,  n.  267,  dei  costi  a  carico  del Comune per il
funzionamento  dei  propri  organi,  compresi i rimborsi dei permessi
retribuiti riconosciuti per gli amministratori;
    e)  introduzione di un contributo di soggiorno a carico di coloro
che  alloggiano  nelle strutture ricettive della citta', da applicare
secondo   criteri   di   gradualita'   in   proporzione   alla   loro
classificazione  fino  all'importo  massimo  di  10 euro per notte di
soggiorno;
    f) contributo straordinario nella misura massima del 66 per cento
del  maggior  valore  immobiliare conseguibile, a fronte di rilevanti
valorizzazioni   immobiliari  generate  dallo  strumento  urbanistico
generale,  in  via  diretta  o  indiretta,  rispetto  alla disciplina
previgente per la realizzazione di finalita' pubbliche o di interesse
generale,  ivi  comprese quelle di riqualificazione urbana, di tutela
ambientale,   edilizia   e  sociale.  Detto  contributo  deve  essere
destinato  alla  realizzazione  di  opere  pubbliche  o  di interesse
generale  ricadenti  nell'ambito  di  intervento  cui  accede, e puo'
essere  in  parte  volto  anche  a  finanziare  la spesa corrente, da
destinare  a  progettazioni  ed  esecuzioni  di  opere  di  interesse
generale,   nonche'   alle  attivita'  urbanistiche  e  servizio  del
territorio.   Sono   fatti  salvi,  in  ogni  caso,  gli  impegni  di
corresponsione  di  contributo straordinario gia' assunti dal privato
operatore  in  sede  di  accordo  o  di  atto  d'obbligo  a  far data
dall'entrata in vigore dello strumento urbanistico generale vigente;
    f-bis)  maggiorazione della tariffa di cui all'articolo 62, comma
2,  lettera  d), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, in
modo  tale  che  il limite del 25 per cento ivi indicato possa essere
elevato sino al 50 per cento;
    g)  maggiorazione, fino al 3 per mille, dell'ICI sulle abitazioni
diverse dalla prima casa, tenute a disposizione;
    h)  utilizzo dei proventi da oneri di urbanizzazione anche per le
spese   di  manutenzione  ordinaria  nonche'  utilizzo  dei  proventi
derivanti  dalle  concessioni  cimiteriali  anche  per  la gestione e
manutenzione ordinaria dei cimiteri.
  17.  Il  Commissario  straordinario  del  Governo puo' estinguere i
debiti  della  gestione  commissariale  verso  Roma Capitale, diversi
dalle  anticipazioni  di  cassa ricevute, a condizione della verifica
positiva  da  parte  del  Ministero  dell'interno  di concerto con il
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  dell'adeguatezza  e  del
l'effettiva  attuazione  delle  misure  occorrenti per il reperimento
delle  restanti  risorse  nonche'  di  quelle finalizzate a garantire
l'equilibrio  economico-finanziario della gestione ordinaria. PERIODO
SOPPRESSO DAL D.L. 29 DICEMBRE 2010, N. 225.
  18.  I  commi  dal  14  al  17  costituiscono  attuazione di quanto
previsto  dall'articolo 5, comma 3, ultimo periodo, del decreto legge
7  ottobre  2008,  n. 154, convertito con modificazioni dalla legge 4
dicembre 2008, n. 189.
  19.  Ferme restando le previsioni di cui all'articolo 77-ter, commi
15  e  16,  del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  6 agosto 2008, n. 133, alle regioni che
abbiano  certificato  il  mancato  rispetto  del  patto di stabilita'
interno relativamente all'esercizio finanziario 2009, si applicano le
disposizioni di cui ai commi dal 20 al 24 del presente articolo.
  20.  Gli  atti  adottati  dalla  Giunta  regionale  o dal Consiglio
regionale  durante  i dieci mesi antecedenti alla data di svolgimento
delle  elezioni  regionali, con i quali e' stata assunta le decisione
di  violare  il  patto  di  stabilita'  interno, sono annullati senza
indugio  dallo  stesso  organo.  PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO
2010, N. 122.
  21.  I  conferimenti  di incarichi dirigenziali a personale esterno
all'amministrazione  regionale  ed  i  contratti  di  lavoro  a tempo
determinato,   di   consulenza,   di   collaborazione   coordinata  e
continuativa  ed  assimilati, nonche' i contratti di cui all'articolo
76,  comma  4,  secondo  periodo,  del decreto-legge n. 112 del 2008,
convertito   con   modificazioni,   dalla  legge  n.  133  del  2008,
deliberati,  stipulati  o  prorogati  dalla  regione nonche' da enti,
agenzie, aziende, societa' e consorzi, anche interregionali, comunque
dipendenti  o  partecipati  in  forma  maggioritaria  dalla stessa, a
seguito degli atti indicati al comma 20, sono revocati di diritto. Il
titolare  dell'incarico  o  del  contratto  non  ha  diritto ad alcun
indennizzo  in  relazione alle prestazioni non ancora effettuate alla
data di entrata in vigore del presente decreto.
  22.  Il  Presidente della Regione, nella qualita' di commissario ad
acta, predispone un piano di stabilizzazione finanziaria; il piano e'
sottoposto  all'approvazione  del  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze,  che, d'intesa con la regione interessata, nomina uno o piu'
commissari  ad  acta  di qualificate e comprovate professionalita' ed
esperienza  per  l'adozione  e  l'attuazione  degli atti indicati nel
piano. Tra gli interventi indicati nel piano la regione Campania puo'
includere l'eventuale acquisto del termovalorizzatore di Acerra anche
mediante  l'utilizzo, previa delibera del CIPE, della quota regionale
delle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate. (4)
  23. Agli interventi indicati nel piano si applicano l'art. 2, comma
95  ed il primo periodo del comma 96, della legge n. 191 del 2009. La
verifica  sull'attuazione  del  piano  e'  effettuata  dal  Ministero
dell'economia e delle finanze.
  24.  Ferme  le limitazioni e le condizioni previste in via generale
per  le  regioni  che  non  abbiamo  violato  il  patto di stabilita'
interno,  nei  limiti  stabiliti  dal piano possono essere attribuiti
incarichi  ed  instaurati rapporti di lavoro a tempo determinato o di
collaborazione nell'ambito degli uffici di diretta collaborazione con
gli  organi  politici delle regioni; nelle more dell'approvazione del
piano  possono  essere  conferiti gli incarichi di responsabile degli
uffici  di  diretta  collaborazione  del presidente, e possono essere
stipulati  non  piu'  di  otto rapporti di lavoro a tempo determinato
nell'ambito dei predetti uffici.
24-bis. I limiti previsti ai sensi dell'articolo 9, comma 28, possono
essere  superati  limitatamente in ragione della proroga dei rapporti
di  lavoro  a  tempo  determinato  stipulati  dalle regioni a statuto
speciale,   nonche'  dagli  enti  territoriali  facenti  parte  delle
predette  regioni,  a  valere  sulle  risorse  finanziarie aggiuntive
appositamente reperite da queste ultime attraverso apposite misure di
riduzione e razionalizzazione della spesa certificate dagli organi di
controllo  interno.  Restano  fermi,  in  ogni  caso, i vincoli e gli
obiettivi  previsti  ai  sensi  del  presente  articolo.  Le predette
amministrazioni pubbliche, per l'attuazione dei processi assunzionali
consentiti    ai    sensi    della   normativa   vigente,   attingono
prioritariamente  ai  lavoratori  di  cui  al  presente  comma, salva
motivata  indicazione concernente gli specifici profili professionali
richiesti.
  24-ter.  Resta  fermo  che le disposizioni di cui al comma 9 non si
applicano alle proroghe dei rapporti di cui al comma 24-bis.
  25. Le disposizioni dei commi da 26 a 31 sono dirette ad assicurare
il coordinamento della finanza pubblica e il contenimento delle spese
per l'esercizio delle funzioni fondamentali dei comuni.
  26.   L'esercizio   delle   funzioni  fondamentali  dei  Comuni  e'
obbligatorio per l'ente titolare.
  27.  Ai  fini  dei  commi da 25 a 31 e fino alla data di entrata in
vigore  della legge con cui sono individuate le funzioni fondamentali
di   cui   all'articolo   117,   secondo  comma,  lettera  p),  della
Costituzione,  sono  considerate  funzioni fondamentali dei comuni le
funzioni di cui all'articolo 21, comma 3 , della legge 5 maggio 2009,
n. 42.
  28. Le funzioni fondamentali dei comuni, previste dall'articolo 21,
comma  3,  della  citata legge n. 42 del 2009, sono obbligatoriamente
esercitate  in  forma  associata, attraverso convenzione o unione, da
parte  dei  comuni  con popolazione fino a 5.000 abitanti, esclusi le
isole  monocomune  ed  il  comune di Campione d'Italia. Tali funzioni
sono  obbligatoriamente  esercitate  in  forma  associata, attraverso
convenzione  o  unione,  da  parte  dei  comuni,  appartenenti o gia'
appartenuti  a  comunita'  montane,  con  popolazione stabilita dalla
legge regionale e comunque inferiore a 3.000 abitanti.
  29.  I  comuni  non  possono  svolgere  singolarmente  le  funzioni
fondamentali svolte in forma associata. La medesima funzione non puo'
essere svolta da piu' di una forma associativa.
  30.  La regione, nelle materie di cui all'articolo 117, commi terzo
e  quarto,  della  Costituzione,  individua con propria legge, previa
concertazione  con  i  comuni  interessati  nell'ambito del Consiglio
delle   autonomie  locali,  la  dimensione  territoriale  ottimale  e
omogenea   per   area   geografica   per  lo  svolgimento,  in  forma
obbligatoriamente  associata  da  parte  dei  comuni  con  dimensione
territoriale inferiore a quella ottimale, delle funzioni fondamentali
di  cui  all'articolo  21, comma 3, della legge 5 maggio 2009, n. 42,
secondo  i  principi  di  economicita',  di efficienza e di riduzione
delle  spese,  fermo  restando  quanto  stabilito  dal  comma  28 del
presente  articolo.  Nell'ambito  della  normativa regionale i comuni
avviano  l'esercizio  delle  funzioni fondamentali in forma associata
entro  il termine indicato dalla stessa normativa. I comuni capoluogo
di provincia e i comuni con un numero di abitanti superiore a 100.000
non sono obbligati all'esercizio delle funzioni in forma associata.
  31.  I  comuni assicurano comunque il completamento dell'attuazione
delle  disposizioni  di cui ai commi da 26 a 30 del presente articolo
entro il termine individuato con decreto del Presidente del Consiglio
dei  ministri, adottato entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore  del  presente decreto, su proposta del Ministro dell'Interno,
di  concerto  con  il  Ministro dell'Economia e delle finanze, con il
Ministro  per  le  riforme per il federalismo, con il Ministro per la
semplificazione  normativa  e  con  il Ministro per i rapporti con le
Regioni.  Con  il  medesimo  decreto  e'  stabilito, nel rispetto dei
principi di sussidiarieta', differenziazione e adeguatezza, il limite
demografico  minimo  che  l'insieme  dei  comuni  che  sono tenuti ad
esercitare   le   funzioni   fondamentali  in  forma  associata  deve
raggiungere.
  32.  Fermo  quanto  previsto  dall'art. 3, commi 27, 28 e 29, della
legge  24 dicembre 2007, n. 244, i comuni con popolazione inferiore a
30.000 abitanti non possono costituire societa'. Entro il 31 dicembre
2011  i  comuni  mettono  in liquidazione le societa' gia' costituite
alla data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero ne cedono
le partecipazioni. ((Le disposizioni di cui al secondo periodo non si
applicano  ai  comuni con popolazione fino a 30.000 abitanti nel caso
in cui le societa` gia` costituite abbiano avuto il bilancio in utile
negli ultimi tre esercizi)). La disposizione di cui al presente comma
non si applica alle societa', con partecipazione paritaria ovvero con
partecipazione  proporzionale al numero degli abitanti, costituite da
piu'  comuni la cui popolazione complessiva superi i 30.000 abitanti;
i  comuni  con  popolazione  compresa  tra  30.000  e 50.000 abitanti
possono  detenere la partecipazione di una sola societa'; entro il 31
dicembre  2011  i  predetto  comuni  mettono in liquidazione le altre
societa' gia' costituite. Con decreto del Ministro per i rapporti con
le regioni e per la coesione territoriale, di concerto con i Ministri
dell'economia e delle finanze e per le riforme per il federalismo, da
emanare  entro  novanta  giorni dalla data di entrata in vigore della
legge  di  conversione  del  presente  decreto,  sono  determinate le
modalita'  attuative  del presente comma nonche' ulteriori ipotesi di
esclusione dal relativo ambito di applicazione.
  33. Le disposizioni di cui all'articolo 238 del decreto legislativo
3  aprile 2006, n. 152, si interpretano nel senso che la natura della
tariffa ivi prevista non e' tributaria. Le controversie relative alla
predetta  tariffa,  sorte  successivamente  alla  data  di entrata in
vigore   del   presente   decreto,   rientrano   nella  giurisdizione
dell'autorita' giudiziaria ordinaria.
33-bis. All'articolo 77-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 6 agosto 2008, n. 133,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) dopo il comma 4, e' inserito il seguente:
"4-bis.  Per  gli  enti  per  i quali negli anni 2007-2009, anche per
frazione  di  anno,  l'organo  consiliare  era stato commissariato ai
sensi  dell'articolo 143 del testo unico delle leggi sull'ordinamento
degli  enti  locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267,  e  successive  modificazioni, si applicano ai fini del patto di
stabilita'  interno  le  stesse  regole degli enti di cui al comma 3,
lettera b), del presente articolo, prendendo come base di riferimento
le  risultanze  contabili  dell'esercizio  finanziario  precedente  a
quello  di  assoggettamento  alle  regole  del  patto  di  stabilita'
interno.";
    b) dopo il comma 7-quinquies, e' inserito il seguente:
"7-sexies.  Nel  saldo  finanziario  di  cui  al  comma  5  non  sono
considerate  le risorse provenienti dai trasferimenti di cui ai commi
704  e  707 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ne'
le   relative   spese   in   conto  capitale  sostenute  dai  comuni.
L'esclusione  delle  spese  opera  anche  se effettuate in piu' anni,
purche' nei limiti complessivi delle medesime risorse".
  33-ter.  Alla copertura degli effetti sui saldi di finanza pubblica
derivanti dai commi 14-ter e 33-bis, si provvede:
    a)  quanto  a  14,5  milioni  di  euro per l'anno 2010, di cui 10
milioni  di  euro  per  il  comma  33-bis,  lettere a) e b), mediante
riduzione  della  percentuale  di  cui al comma 11 da 0,78 a 0,75 per
cento,  relativamente  al  fabbisogno  e  all'indebitamento  netto, e
quanto  a  2  milioni  per l'anno 2010 relativi al penultimo e ultimo
periodo del comma 14-ter, relativamente al saldo netto da finanziare,
mediante  corrispondente  riduzione  della  dotazione  del  Fondo per
interventi  strutturali di politica economica di cui all'articolo 10,
comma  5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;
    b)  quanto a 10 milioni di euro per il comma 33-bis, lettere a) e
b),  per ciascuno degli anni 2011 e successivi e quanto a 2,5 milioni
di  euro  per  il  comma  14-ter  per ciascuno degli anni 2011 e 2012
mediante  corrispondente  rideterminazione degli obiettivi finanziari
previsti  ai  sensi  del  comma  1,  lettera  d), che a tal fine sono
conseguentemente  adeguati  con  la  deliberazione  della  Conferenza
Stato-citta'  ed  autonomie  locali  prevista  ai  sensi del comma 2,
ottavo  periodo,  e  recepiti  con  il  decreto  annuale del Ministro
dell'interno ivi previsto.
  33-quater.  Il  termine del 31 gennaio 2009, previsto dall'articolo
2-quater,  comma  7,  del  decreto-legge  7  ottobre  2008,  n.  154,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189,
per  la  trasmissione  al Ministero dell'interno delle dichiarazioni,
gia'  presentate,  attestanti  il minor gettito dell'imposta comunale
sugli  immobili  derivante  da  fabbricati del gruppo catastale D per
ciascuno  degli  anni  2005  e precedenti, e' differito al 30 ottobre
2010.

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AGGIORNAMENTO (4)
  Il  D.L.  29 dicembre 2010, n. 225 ha disposto (con l'art. 1, comma
1),  in  relazione al comma 22 del presente articolo, che "E' fissato
al  31  marzo  2011  il  termine di scadenza dei termini e dei regimi
giuridici  indicati  nella  tabella  1  allegata con scadenza in data
anteriore al 15 marzo 2011".
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AGGIORNAMENTO (3)
  Il D.Lgs. 13 dicembre 2010, n. 220 ha disposto (con l'art. 1, comma
131) che "La ripartizione del concorso alla manovra finanziaria delle
regioni  a  statuto speciale e delle province autonome di Trento e di
Bolzano,   di   cui   all'articolo  14,  comma  1,  lettera  b),  del
decreto-legge  31  maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  30  luglio  2010,  n. 122, e` determinata, per ciascuno
degli  anni  2011,  2012  e 2013, secondo le modalita` indicate nella
tabella 1 allegata alla presente legge".
  Ha  disposto,  inoltre,  (con l'art. 1, comma 148) che "A decorrere
dall'anno  2011,  la  sanzione di cui al comma 4 dell'articolo 14 del
decreto-legge  31  maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, non si applica nel caso in cui il
superamento  degli  obiettivi  del  patto  di  stabilita` interno sia
determinato  dalla  maggiore  spesa  per interventi realizzati con la
quota   di  finanziamento  nazionale  e  correlati  ai  finanziamenti
dell'Unione  europea  rispetto  alla media della corrispondente spesa
del triennio 2007-2009."
 
	        
	      
CAPO IV 
ENTRATE NON FISCALI

                               Art. 15
    Pedaggiamento rete autostradale ANAS e canoni di concessione

  1.  Entro quarantacinque giorni dall'entrata in vigore del presente
decreto-legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
su  proposta  del  Ministro  delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto   con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sono
stabiliti criteri e modalita' per l'applicazione ((entro il 30 aprile
2011))  del  pedaggio sulle autostrade e sui raccordi autostradali in
gestione diretta di ANAS SpA, in relazione ai costi di investimento e
di   manutenzione   straordinaria  oltre  che  quelli  relativi  alla
gestione, nonche' l'elenco delle tratte da sottoporre a pedaggio.
  2.  In  fase  transitoria, a decorrere dal primo giorno del secondo
mese  successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto e
fino  alla  data  di  applicazione  dei  pedaggi  di  cui al comma 1,
comunque non oltre il 31 dicembre 2011, ANAS S.p.A. e' autorizzata ad
applicare  una maggiorazione tariffaria forfettaria di un euro per le
classi di pedaggio A e B e di due euro per le classi di pedaggio 3, 4
e  5,  presso  le  stazioni  di  esazione delle autostrade a pedaggio
assentite in concessione che si interconnettono con le autostrade e i
raccordi autostradali in gestione diretta ANAS. Le stazioni di cui al
precedente  periodo  sono  individuate con il medesimo DPCM di cui al
comma  1.  Gli  importi  delle  maggiorazioni  sono da intendersi IVA
esclusa.  Le  maggiorazioni  tariffarie  di cui al presente comma non
potranno  comunque  comportare  un  incremento  superiore  al 25% del
pedaggio altrimenti dovuto.
  3.  Le  entrate  derivanti  dall'attuazione dei commi 1 e 2 vanno a
riduzione  dei  contributi  annui dovuti dallo Stato per investimenti
relativi  a opere e interventi di manutenzione straordinaria anche in
corso di esecuzione.
  4.  La  misura  del  canone  annuo corrisposto direttamente ad ANAS
S.p.A.  ai  sensi  del comma 1020 dell'art. 1 della legge 27 dicembre
2006  n.  296  e  del  comma  9 bis dell'art. 19 del decreto-legge 1°
luglio  2009  n. 78 convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto
2009  n. 102, e' integrata di un importo, calcolato sulla percorrenza
chilometrica, pari a:
    a) 1 millesimo di euro a chilometro per le classi di pedaggio A e
B e a 3 millesimi di euro a chilometro per le classi di pedaggio 3, 4
e 5 a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo a quello
di entrata in vigore del presente comma;
    b) 2 millesimi di euro a chilometro per le classi di pedaggio A e
B e a 6 millesimi di euro a chilometro per le classi di pedaggio 3, 4
e 5 a decorrere dal 1° gennaio 2011.
  5.  I  pagamenti  dovuti  ad ANAS SpA a titolo di corrispettivo del
contratto   di   programma-parte   servizi  sono  ridotti  in  misura
corrispondente  alle maggiori entrate derivanti dall'applicazione del
comma 4.
  6.  Per  i  comuni  e  i  consorzi  dei bacini imbriferi montani, a
decorrere  dal  1°  gennaio  2010, le basi di calcolo dei sovracanoni
previsti  agli  articoli  1 e 2 della legge 22 dicembre 1980, n. 925,
per   le   concessioni   di  grande  derivazione  di  acqua  per  uso
idroelettrico,  sono  fissate  rispettivamente  in  28,00 euro e 7,00
euro,  fermo restando per gli anni a seguire l'aggiornamento biennale
previsto  dall'articolo  3  della medesima legge n. 925 del 1980 alle
date dalla stessa previste.
  6-bis. Al primo comma dell'articolo 3 della legge 27 dicembre 1953,
n.  959,  le  parole:  ",  e  fino  alla  concorrenza  di esso," sono
soppresse.
  6-ter.  All'articolo  12  del decreto legislativo 16 marzo 1999, n.
79, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  1, dopo le parole: "avendo particolare riguardo ad
un'offerta  di  miglioramento  e  risanamento  ambientale  del bacino
idrografico  di pertinenza e di aumento dell'energia prodotta o della
potenza  installata"  sono  aggiunte  le seguenti: "nonche' di idonee
misure di compensazione territoriale";
    b) dopo il comma 1, e' inserito il seguente:
"1-bis. Al fine di consentire il rispetto del termine per l'indizione
delle  gare  e  garantire un equo indennizzo agli operatori economici
per  gli investimenti effettuati ai sensi dell'articolo 1, comma 485,
della  legge 23 dicembre 2005, n. 266, le concessioni di cui al comma
1 sono prorogate di cinque anni";
    c) il comma 2 e' sostituito dal seguente:
"2.  Il  Ministero  dello  sviluppo  economico,  di  concerto  con il
Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela del territorio e del mare,
previa  intesa  con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del
decreto  legislativo  28  agosto 1997, n. 281, determina, con proprio
provvedimento  ed  entro il termine di sei mesi dalla data di entrata
in  vigore  della  presente disposizione, i requisiti organizzativi e
finanziari  minimi, i parametri ed i termini concernenti la procedura
di  gara  in  conformita' a quanto previsto al comma 1, tenendo conto
dell'interesse   strategico   degli   impianti  alimentati  da  fonti
rinnovabili  e  del  contributo  degli  impianti  idroelettrici  alla
copertura della domanda e dei picchi di consumo.";
    d) il comma 8 e' sostituito dal seguente:
"8. In attuazione di quanto previsto dall'articolo 44, secondo comma,
della  Costituzione, e allo scopo di consentire la sperimentazione di
forme   di   compartecipazione   territoriale   nella   gestione,  le
concessioni  di  grande  derivazione d'acqua per uso idroelettrico in
vigore,  anche  per  effetto  del comma 7 del presente articolo, alla
data  del  31  dicembre  2010,  ricadenti  in  tutto  o  in parte nei
territori  delle  province  individuate  mediante  i  criteri  di cui
all'articolo  l,  comma 153, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le
quali  siano conferite dai titolari, anteriormente alla pubblicazione
del  relativo  bando  di  indizione  della gara di cui al comma 1 del
presente  articolo,  a  societa'  per  azioni  a  composizione  mista
pubblico-privata  partecipate  nella misura complessiva minima del 30
per  cento  e  massima  del  40  per cento del capitale sociale dalle
province  individuate  nel presente comma e/o da societa' controllate
dalle  medesime,  fermo  in  tal  caso  l'obbligo  di individuare gli
eventuali  soci  delle  societa'  a  controllo  provinciale  mediante
procedure  competitive,  sono  prorogate a condizioni immutate per un
periodo di anni sette, decorrenti dal termine della concessione quale
risultante dall'applicazione delle proroghe di cui al comma l-bis. La
partecipazione  delle predette province nelle societa' a composizione
mista  previste dal presente comma non puo' comportare maggiori oneri
per la finanza pubblica";
    e) dopo il comma 8, e' inserito il seguente:
"8-bis.  Qualora  alla  data  di  scadenza di una concessione non sia
ancora  concluso  il  procedimento  per  l'individuazione  del  nuovo
concessionario,  il  concessionario  uscente  proseguira' la gestione
della  derivazione,  fino al subentro dell'aggiudicatario della gara,
alle  stesse  condizioni stabilite dalle normative e dal disciplinare
di  concessione  vigenti.  Nel caso in cui in tale periodo si rendano
necessari  interventi  eccedenti l'ordinaria manutenzione, si applica
il  disposto  di  cui all'articolo 26 del testo unico di cui al regio
decreto 11 dicembre 1933, n. 1775.";
    f) dopo il comma 10 e' inserito il seguente:
"10-bis. Le concessioni di grande derivazione ad uso idroelettrico ed
i   relativi   impianti,   che   sono   disciplinati  da  convenzioni
internazionali,  rimangono  soggetti esclusivamente alla legislazione
dello  Stato,  anche ai fini della ratifica di ogni eventuale accordo
internazionale   integrativo   o  modificativo  del  regime  di  tali
concessioni".
  6-quater.  Le  disposizioni dei commi 6, 6-bis e 6-ter del presente
articolo  si  applicano  fino  all'adozione  di  diverse disposizioni
legislative da parte delle regioni, per quanto di loro competenza.
  6-quinquies.  Le  somme incassate dai comuni e dallo Stato, versate
dai    concessionari   delle   grandi   derivazioni   idroelettriche,
antecedentemente  alla  sentenza  della Corte Costituzionale n. 1 del
14-18  gennaio  2008,  sono  definitivamente  trattenute dagli stessi
comuni e dallo Stato.
  6-sexies. All'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo
il comma 289, e' inserito il seguente:
"289-bis.  Fino  al  31  marzo  2017,  l'ANAS  Spa continua ad essere
titolare  delle  funzioni  e  dei  poteri  di  soggetto  concedente e
aggiudicatore,   relativamente   all'infrastruttura  autostradale  in
concessione   ad   Autovie   Venete   Spa  (A4  Venezia-Trieste,  A28
Portogruaro-Pordenone-Conegliano    e    il   raccordo   autostradale
Villesse-Gorizia). A partire dal 1° aprile 2017, le medesime funzioni
e  i  medesimi poteri sono trasferiti, con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, da ANAS Spa ad un soggetto di diritto
pubblico  che  subentra  in tutti i diritti attivi e passivi inerenti
alle  funzioni  e  ai poteri di soggetto concedente e aggiudicatore e
che  viene appositamente costituito in forma societaria e partecipato
dalla  stessa ANAS Spa e dalle regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia
o da soggetti da esse interamente partecipati".
 
	        
	      
                               Art. 16
                  Dividendi delle societa' statali

  1.  Le maggiori entrate che si dovessero realizzare negli anni 2011
e  2012 per utili e dividendi non derivanti da distribuzione riserve,
versati  all'entrata del bilancio dello Stato da societa' partecipate
e istituti di diritto pubblico non compresi nel settore istituzionale
delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 3, della
legge  31  dicembre  2009, n. 196, eccedenti l'ammontare iscritto nel
bilancio  di  previsione  dei  corrispondenti  anni e considerate nei
saldi di finanza pubblica, sono riassegnate, fino all'importo massimo
di 500 milioni di Euro, ad un apposito Fondo istituito nello stato di
previsione  del  Ministero  dell'Economia  e delle Finanze per essere
prioritariamente  utilizzate  per  concorrere  agli oneri relativi al
pagamento  degli  interessi  sul  debito  pubblico;  per  l'eventuale
restante parte le somme sono riassegnate al Fondo di ammortamento dei
titoli di Stato.
  2.  Con  decreto  del  Ministro  dell'Economia e delle finanze sono
stabilite  le modalita' di utilizzo delle somme affluite nel Fondo di
cui al comma 1.
  3.  L'attuazione  ((del  presente articolo)) non deve comportare un
peggioramento  dei saldi programmatici di finanza pubblica concordati
in sede europea.
 
	        
	      
   
                               Art. 17 
 
                Interventi a salvaguardia dell' euro 
 
1. Il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
assicurare la partecipazione della Repubblica  Italiana  al  capitale
sociale della societa' che verra' costituita insieme agli altri Stati
membri  dell'area  euro,  in  conformita'  con  le  Conclusioni   del
Consiglio dell'Unione europea  del  9-10  maggio  2010,  al  fine  di
assicurare la salvaguardia  della  stabilita'  finanziaria  dell'area
euro. A tale fine e' autorizzata la spesa massima di  20  milioni  di
euro per  l'anno  2010.  Agli  oneri  derivanti  dall'attuazione  del
presente articolo si provvede con quota parte delle maggiori  entrate
derivanti dal presente provvedimento. 
2. Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e'  autorizzato  a
concedere la garanzia dello Stato sulle passivita' della societa'  di
cui al comma 1 emesse al fine di costituire la provvista  finanziaria
per  concedere  prestiti  agli  Stati  membri   dell'area   euro   in
conformita' con le Conclusioni del Consiglio dell'Unione europea  del
9-10 maggio 2010 e le  conseguenti  decisioni  che  verranno  assunte
all'unanimita' degli Stati  membri  dell'area  euro.  Agli  eventuali
oneri si provvede con le medesime modalita' di  cui  all'articolo  2,
comma 2 del decreto-legge 10 maggio 2010, n. 67. La predetta garanzia
dello Stato sara' elencata, unitamente alle altre per le quali non e'
previsto il prelevamento dal fondo di riserva di cui all'articolo  26
della legge 31 dicembre 2009, n.  196,  in  apposito  allegato  dello
stato di previsione  del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze
distinto da quello gia'  previsto  dall'articolo  31  della  medesima
legge. 
 
 
	        
	      
TITOLO II 
CONTRASTO ALL'EVASIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA

                               Art. 18
(Partecipazione dei comuni all'attivita' di accertamento tributario e
                            contributivo)

  1.  I  Comuni  partecipano  all'attivita' di accertamento fiscale e
contributivo  secondo  le  disposizioni  del  presente  articolo,  in
revisione  del  disposto  dell'articolo 44 del decreto del Presidente
della  Repubblica  29  settembre  1973, n. 600, e dell'articolo 1 del
decreto-legge   30   settembre   2005,   n.   203,   convertito,  con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.
  2. Ai fini della partecipazione di cui al comma 1, consistente, tra
l'altro,  nella  segnalazione all'Agenzia delle entrate, alla Guardia
di  finanza  e  all'INPS,  di  elementi  utili  ad  integrare  i dati
contenuti  nelle  dichiarazioni  presentate  dai  contribuenti per la
determinazione di maggiori imponibili fiscali e contributivi:
    a)  i Comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti sono
tenuti  ad  istituire,  laddove  non  vi  abbiano gia' provveduto, il
Consiglio  tributario.  A tale fine, il regolamento per l'istituzione
del  Consiglio tributario e' adottato dal Consiglio Comunale entro il
termine di 90 giorni dall'entrata in vigore ((del presente decreto));
    b)  i  Comuni  con  popolazione  inferiore a cinquemila abitanti,
laddove  non  abbiano  gia'  costituito il Consiglio tributario, sono
tenuti a riunirsi in consorzio, ai sensi dell'articolo 31 del decreto
legislativo  18  agosto  2000,  n.  267, recante il Testo unico delle
leggi   sull'ordinamento   degli   enti  locali,  per  la  successiva
istituzione  del  Consiglio  tributario.  A  tale  fine,  la relativa
convenzione,  unitamente  allo statuto del consorzio, e' adottata dai
rispettivi  Consigli  comunali per l'approvazione entro il termine di
180 giorni dall'entrata in vigore ((del presente decreto)).
  ((2-bis.  Gli  adempimenti  organizzativi  di  cui  al comma 2 sono
svolti  con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a
legislazione vigente)).
  3.  In  occasione  della loro prima seduta, successiva alla data di
entrata   in  vigore  del  presente  decreto,  i  Consigli  tributari
deliberano  in  ordine alle forme di collaborazione con l'Agenzia del
territorio ai fini dell'attuazione del comma 12 dell'articolo 19.
  4. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) il secondo comma dell'articolo 44, e' sostituito dal seguente:
      "L'Agenzia  delle  entrate  mette  a disposizione dei comuni le
dichiarazioni   di  cui  all'articolo  2  dei  contribuenti  in  essi
residenti;   gli  Uffici  dell'Agenzia  delle  entrate,  prima  della
emissione  degli  avvisi  di accertamento, ai sensi dell'articolo 38,
quarto  comma  e  seguenti,  inviano  una  segnalazione  ai comuni di
domicilio fiscale dei soggetti passivi.";
    b)  al terzo comma, primo periodo, dell'articolo 44, le parole da
"Il  comune" a "segnalare" sono sostituite dalle seguenti: "Il comune
di  domicilio  fiscale  del  contribuente, o il consorzio al quale lo
stesso  partecipa, segnala", e il periodo: "A tal fine il comune puo'
prendere  visione presso gli uffici delle imposte degli allegati alle
dichiarazioni  gia'  trasmessegli  in  copia dall'ufficio stesso." e'
abrogato;
    c) il quarto comma dell'articolo 44, e' sostituito dal seguente:
      "Il   comune   di   domicilio  fiscale  del  contribuente,  con
riferimento agli accertamenti di cui al secondo comma, comunica entro
sessanta  giorni  da  quello  del ricevimento della segnalazione ogni
elemento  in  suo  possesso  utile  alla  determinazione  del reddito
complessivo.";
    d)  sono  abrogati  i commi quinto, sesto e settimo dell'articolo
44;
    e) l'articolo 45 e' abrogato.
  5.  All'articolo  1  del  decreto-legge  30 settembre 2005, n. 203,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  il  comma  1  e'  sostituito dal seguente: "1. Per potenziare
l'azione   di  contrasto  all'evasione  fiscale  e  contributiva,  in
attuazione  dei principi di economicita', efficienza e collaborazione
amministrativa, la partecipazione dei comuni all'accertamento fiscale
e contributivo e' incentivata mediante il riconoscimento di una quota
pari  al 33 per cento delle maggiori somme relative a tributi statali
riscosse  a titolo definitivo nonche' delle sanzioni civili applicate
sui  maggiori  contributi  riscossi  a  titolo  definitivo, a seguito
dell'intervento  del  comune  che  abbia contribuito all'accertamento
stesso.";
    b)  il  comma 2 e' sostituito dal seguente: "2. Con provvedimento
del    direttore    dell'Agenzia   delle   entrate,   emanato   entro
quarantacinque  giorni  dalla  data  di  ((entrata  in  vigore  della
presente   disposizione)),   d'intesa  con  l'INPS  e  la  Conferenza
unificata,  sono  stabilite  le  modalita'  tecniche  di accesso alle
banche  dati e di trasmissione ai comuni, anche in via telematica, di
copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in essi residenti,
nonche'  quelle  della  partecipazione  dei  comuni  all'accertamento
fiscale  e  contributivo  di  cui  al  comma  1.  Per le attivita' di
supporto  all'esercizio  di  detta  funzione  di esclusiva competenza
comunale,  i  comuni  possono  avvalersi  delle societa' e degli enti
partecipati  dai  comuni stessi ovvero degli affidatari delle entrate
comunali i quali, pertanto, devono garantire ai comuni l'accesso alle
banche  dati  utilizzate. Con il medesimo provvedimento sono altresi'
individuate  le  ulteriori  materie per le quali i comuni partecipano
all'accertamento  fiscale  e  contributivo;  in  tale ultimo caso, il
provvedimento,  adottato  d'intesa  con il direttore dell'Agenzia del
territorio per i tributi di relativa competenza, puo' prevedere anche
una applicazione graduale in relazione ai diversi tributi.";
    c) e' abrogato il comma 2-ter.
  6.  All'articolo 83, comma 17, ultimo periodo, del decreto-legge 25
giugno  2008,  n.  112,  convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto  2008,  n. 133, le parole "30 per cento" sono sostituite dalle
seguenti: "33 per cento";.
  7.  Con  decreto  del  Ministero  dell'economia e delle finanze, di
concerto  con  il  Ministero  del  lavoro e delle politiche sociali e
d'intesa  con  la  Conferenza Unificata, adottato entro trenta giorni
dalla  data  di  entrata  in vigore della presente disposizione, sono
individuati  i tributi su cui calcolare la quota pari al 33 per cento
e  le  sanzioni  civili  spettanti  ai comuni che abbiano contribuito
all'accertamento,   ai   sensi   dell'articolo   1,   comma   1,  del
decreto-legge   30  settembre  2005,  n.  203,  nonche'  le  relative
modalita' di attribuzione.
  8.  Resta  fermo  il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle
entrate di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto-legge 30 settembre
2005,  n.  203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre
2005,  n.  248,  quanto alle modalita' tecniche di accesso dei comuni
alle  banche  dati  e  alle dichiarazioni relative ai contribuenti ai
comuni,   nonche'  alle  modalita'  di  partecipazione  degli  stessi
all'accertamento fiscale e contributivo.
  9.  Gli  importi  che  lo  Stato  riconosce  ai  comuni a titolo di
partecipazione  all'accertamento  sono calcolati al netto delle somme
spettanti  ad  altri  enti  ed alla Unione Europea. Sulle quote delle
maggiori  somme  in questione che lo Stato trasferisce alle Regioni a
statuto  ordinario,  a  quelle  a  statuto  speciale  e alle province
autonome  di Trento e di Bolzano, spetta ai predetti enti riconoscere
ai    comuni   le   somme   dovute   a   titolo   di   partecipazione
all'accertamento.
 
	        
	      
                               Art. 19
                     (Aggiornamento del catasto)

  1.  A  decorrere  dalla  data  del  1°  gennaio  2011  e'  attivata
l'"Anagrafe Immobiliare Integrata", costituita e gestita dall'Agenzia
del  Territorio  secondo quanto disposto dall'articolo 64 del decreto
legislativo  30  luglio 1999, n. 300 ((, attivando le idonee forme di
collaborazione  con  i  comuni in coerenza con gli articoli 2 e 3 del
proprio  statuto)). L'Anagrafe Immobiliare Integrata attesta, ai fini
fiscali,  lo  stato  di  integrazione  delle  banche dati disponibili
presso  l'Agenzia del Territorio per ciascun immobile, individuandone
il soggetto titolare di diritti reali.
  2.  ((L'accesso  gratuito))  all'Anagrafe  Immobiliare Integrata e'
garantito   ai   Comuni   sulla   base   di   un  sistema  di  regole
tecnico-giuridiche  emanate  ((entro  e non oltre sessanta giorni dal
termine  di  cui  al  comma  1))  con uno o piu' decreti del Ministro
dell'Economia  e  delle  Finanze,  previa  intesa  con  la Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali.
  ((2-bis.  I decreti di cui al comma 2 devono assicurare comunque ai
comuni la piena accessibilita' ed interoperabilita' applicativa delle
banche  dati  con  l'Agenzia  del  territorio,  relativamente ai dati
catastali,   anche   al  fine  di  contribuire  al  miglioramento  ed
aggiornamento della qualita' dei dati, secondo le specifiche tecniche
e le modalita' operative stabilite con i medesimi decreti)).
  3.  Con uno o piu' decreti di natura non regolamentare del Ministro
dell'Economia e delle Finanze viene disciplinata l'introduzione della
attestazione    integrata   ipotecario-catastale,   prevedendone   le
modalita'   di   erogazione,  gli  effetti,  nonche'  la  progressiva
implementazione  di ulteriori informazioni e servizi. Con il predetto
decreto sono, inoltre, fissati i diritti dovuti per il rilascio della
predetta attestazione.
  4.  ((Fatto  salvo  quanto  previsto  dall'articolo  66 del decreto
legislativo  31  marzo 1998, n. 112, e successive modificazioni,)) La
consultazione  delle  banche  dati  del  catasto terreni, censuaria e
cartografica,  del  catasto  edilizio  urbano,  nonche'  dei  dati di
superficie  delle unita' immobiliari urbane a destinazione ordinaria,
e' garantita((, a titolo gratuito,)) ai Comuni su tutto il territorio
nazionale, ad esclusione delle Province autonome di Trento e Bolzano,
attraverso  il  Sistema  telematico,  il  Portale  per i Comuni ed il
Sistema di interscambio, gestiti dall'Agenzia del Territorio.
  5.  ((Nella  fase  di  prima  attuazione,  al fine di accelerare il
processo   di   aggiornamento   e   allineamento  delle  banche  dati
catastali,))  Le  funzioni catastali connesse all'accettazione e alla
registrazione  degli  atti di aggiornamento sono svolte ((. . .)) dai
Comuni  e  dall'Agenzia  del  Territorio  sulla base di un sistema di
regole tecnico-giuridiche uniformi, ((e in attuazione dei principi di
flessibilita',  gradualita',  adeguatezza,  stabilito con decreto del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta del Ministro
dell'economia  e  delle  finanze e previa intesa presso la Conferenza
Stato-citta'  ed  autonomie  locali,  entro  sei  mesi  dalla data di
entrata  in vigore della legge di conversione del presente decreto)).
Le   suddette   regole   tecnico-giuridiche   costituiscono  principi
fondamentali  dell'ordinamento  e  si  applicano  anche nei territori
delle  Regioni  a statuto speciale. Ove non esercitate dai Comuni, le
attivita'   connesse   alle   predette   funzioni   sono   esercitate
dall'Agenzia   del   Territorio,   sulla   base   del   principio  di
sussidiarieta'.
  ((5-bis.  Per  assicurare  l'unitarieta'  del  sistema  informativo
catastale nazionale e in attuazione dei principi di accessibilita' ed
interoperabilita'  applicativa delle banche dati, i comuni utilizzano
le  applicazioni  informatiche  e  i  sistemi di interscambio messi a
disposizione   dall'Agenzia   del   territorio,   anche  al  fine  di
contribuire   al   miglioramento   dei  dati  catastali,  secondo  le
specifiche  tecniche  ed  operative formalizzate con apposito decreto
del   Ministro   dell'economia  e  delle  finanze,  d'intesa  con  la
Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali.
  5-ter.  Presso  la  Conferenza  Stato-citta' ed autonomie locali e'
costituito, senza oneri per la finanza pubblica, un organo paritetico
di  indirizzo sulle modalita' di attuazione e la qualita' dei servizi
assicurati dai comuni e dall'Agenzia del territorio nello svolgimento
delle  funzioni  di  cui  al  presente  articolo. L'organo paritetico
riferisce  con  cadenza  semestrale al Ministro dell'economia e delle
finanze   che  puo'  propone  al  Consiglio  dei  Ministri  modifiche
normative e di sviluppo del processo di decentramento.))
  6.   Sono   in  ogni  caso  mantenute  allo  Stato  e  sono  svolte
dall'Agenzia del Territorio le funzioni in materia di:
    a)  individuazione  di metodologie per l'esecuzione di rilievi ed
aggiornamenti  topografici e per la formazione di mappe e cartografie
catastali;
    b)  controllo  della  qualita' delle informazioni catastali e dei
processi di aggiornamento degli atti;
    c)  gestione unitaria e certificata della base dei dati catastali
e  dei flussi di aggiornamento delle informazioni di cui alla lettera
b),  anche  trasmessi  con  il Modello unico digitale per l'edilizia,
assicurando  il  coordinamento operativo per la loro utilizzazione ai
fini  istituzionali attraverso il sistema pubblico di connettivita' e
garantendo l'accesso ai dati a tutti i soggetti interessati;
    d)   gestione   unitaria   dell'infrastruttura   tecnologica   di
riferimento per il Modello unico digitale per l'edilizia ((sulla base
di regole tecniche uniformi stabilite con provvedimento del direttore
dell'Agenzia  del  territorio d'intesa con la Conferenza Stato-citta'
ed autonomie locali));
    e) gestione dell'Anagrafe Immobiliare Integrata;
    f)  vigilanza e controllo sullo svolgimento delle funzioni di cui
al  comma  5,  nonche' poteri di applicazione delle relative sanzioni
determinate   con   decreto  di  natura  regolamentare  del  Ministro
dell'Economia   e   delle  Finanze,  emanato  previa  intesa  con  la
Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali.
  7.  L'Agenzia  del Territorio, entro il 30 settembre 2010, conclude
le operazioni previste dal secondo periodo dell'articolo 2, comma 36,
del   decreto-legge   3   ottobre   2006,  n.  262,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  24  novembre 2006, n. 286, e successive
modificazioni.
  8.  Entro  il  31  dicembre  2010 i titolari di diritti reali sugli
immobili  che non risultano dichiarati in Catasto individuati secondo
le  procedure  previste dal predetto articolo 2, comma 36, del citato
decreto-legge n. 262, del 2006, con riferimento alle pubblicazioni in
Gazzetta  Ufficiale  effettuate  dalla  data del 1° gennaio 2007 alla
data   del   31   dicembre   2009,   sono  tenuti  a  procedere  alla
presentazione,  ai  fini  fiscali,  della  relativa  dichiarazione di
aggiornamento  catastale.  L'Agenzia  del Territorio, successivamente
alla  registrazione  degli  atti  di  aggiornamento presentati, rende
disponibili  ai  Comuni  le  dichiarazioni  di  accatastamento  per i
controlli  di conformita' urbanistico-edilizia, attraverso il Portale
per i Comuni.
  9.  Entro  il  medesimo  termine del 31 dicembre 2010 i titolari di
diritti  reali  sugli  immobili  oggetto  di  interventi  edilizi che
abbiano   determinato   una   variazione  di  consistenza  ovvero  di
destinazione  non dichiarata in Catasto, sono tenuti a procedere alla
presentazione,  ai  fini  fiscali,  della  relativa  dichiarazione di
aggiornamento  catastale.((  Restano  salve le procedure previste dal
comma  336  dell'articolo  1  della  legge  30 dicembre 2004, n. 311,
nonche' le attivita' da svolgere in surroga da parte dell'Agenzia del
territorio  per  i  fabbricati rurali per i quali siano venuti meno i
requisiti  per  il  riconoscimento  della  ruralita' ai fini fiscali,
individuati  ai  sensi dell'articolo 2, comma 36, del decreto-legge 3
ottobre  2006,  n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre  2006,  n. 286, nonche' quelle di accertamento relative agli
immobili  iscritti  in  catasto,  come fabbricati o loro porzioni, in
corso  di costruzione o di definizione che siano divenuti abitabili o
servibili all'uso cui sono destinati.))
  10.  Se i titolari di diritti reali sugli immobili non provvedono a
presentare  ai  sensi  del  comma 8 le dichiarazioni di aggiornamento
catastale  entro  il  termine  del  31  dicembre  2010, l'Agenzia del
Territorio,  nelle  more  dell'iscrizione  in  catasto  attraverso la
predisposizione delle dichiarazioni redatte in conformita' al decreto
ministeriale 19 aprile 1994, n. 701, procede all'attribuzione ((, con
oneri   a   carico   dell'interessato  da  determinare  con  apposito
provvedimento  del  direttore dell'Agenzia del territorio, da emanare
entro  il  31  dicembre 2010,)) di una rendita presunta, da iscrivere
transitoriamente  in catasto, anche sulla base degli elementi tecnici
forniti dai Comuni. Per tali operazioni l'Agenzia del Territorio puo'
stipulare  apposite  convenzioni  con  gli  Organismi rappresentativi
delle categorie professionali.
  11.  Se i titolari di diritti reali sugli immobili non provvedono a
presentare  ai  sensi  del  comma 9 le dichiarazioni di aggiornamento
catastale  entro  il  termine  del  31  dicembre  2010, l'Agenzia del
Territorio  procede  agli  accertamenti  di  competenza  anche con la
collaborazione   dei   Comuni.  Per  tali  operazioni  l'Agenzia  del
Territorio  puo'  stipulare  apposite  convenzioni  con gli Organismi
rappresentativi delle categorie professionali.
  12.  A  decorrere  dal  1°  gennaio 2011, l'Agenzia del Territorio,
sulla    base    di   nuove   informazioni   connesse   a   verifiche
tecnico-amministrative,  da  telerilevamento  e  da  sopralluogo  sul
terreno, provvede ad avviare un monitoraggio costante del territorio,
individuando,  in  collaborazione  con i Comuni, ulteriori fabbricati
che  non  risultano  dichiarati  al  Catasto.  In tal caso si rendono
applicabili  le  disposizioni  di cui al citato articolo 2, comma 36,
del  decreto-legge  n.  262  del  2006. Qualora i titolari di diritti
reali  sugli  immobili  individuati  non ottemperino entro il termine
previsto  dal predetto articolo 2, comma 36, l'Agenzia del Territorio
procede  all'attribuzione  della  rendita presunta ai sensi del comma
10. ((Restano salve le procedure previste dal comma 336 dell'articolo
1  della  legge  30  dicembre  2004, n. 311. Restano altresi' fermi i
poteri  di  controllo  dei  comuni  in materia urbanistico-edilizia e
l'applicabilita' delle relative sanzioni.))
  13.  Gli  Uffici  dell'Agenzia  del  Territorio, per lo svolgimento
della  attivita'  istruttorie connesse all'accertamento catastale, si
avvalgono  delle  attribuzioni e dei poteri di cui agli articoli 51 e
52  del  decreto  del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633.
  14.  All'articolo  29  della  legge  27  febbraio  1985,  n. 52, e'
aggiunto  il seguente comma: "1-bis. Gli atti pubblici e le scritture
private  autenticate  tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento, la
costituzione  o  lo  scioglimento  di  comunione  di diritti reali su
fabbricati  gia'  esistenti  ((,  ad  esclusione dei diritti reali di
garanzia,))  devono  contenere,  per  le unita' immobiliari urbane, a
pena di nullita', oltre all'identificazione catastale, il riferimento
alle  planimetrie  depositate  in catasto e la dichiarazione, resa in
atti  dagli  intestatari,  della  conformita' allo stato di fatto dei
dati  catastali e delle planimetrie ((, sulla base delle disposizioni
vigenti  in  materia catastale. La predetta dichiarazione puo' essere
sostituita da un'attestazione di conformita' rilasciata da un tecnico
abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale)).
Prima  della  stipula  dei  predetti  atti  il  notaio  individua gli
intestatari   catastali   e  verifica  la  loro  conformita'  con  le
risultanze dei registri immobiliari ".
  15.  La richiesta di registrazione di contratti, scritti o verbali,
di  locazione  o  affitto  di  beni immobili esistenti sul territorio
dello Stato e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite,
deve contenere anche l'indicazione dei dati catastali degli immobili.
La  mancata  o  errata  indicazione dei dati catastali e' considerata
fatto rilevante ai fini dell'applicazione dell'imposta di registro ed
e'  punita  con la sanzione prevista dall'articolo 69 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131.
  16.  Le  disposizioni  di  cui  ai  commi  14  e  15 si applicano a
decorrere  dal 1° luglio 2010.(( Nel rispetto dei principi desumibili
dal  presente  articolo, nei territori in cui vige il regime tavolare
le  regioni  a  statuto  speciale  e  le  province  autonome adottano
disposizioni  per  l'applicazione  di quanto dallo stesso previsto al
fine  di  assicurare  il  necessario  coordinamento con l'ordinamento
tavolare)).
  ((16-bis. All'articolo 58 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, al
comma  7,  sono  aggiunte,  in fine, le seguenti parole: ", anche per
quanto  attiene  alla alienazione degli immobili di cui alla legge 24
dicembre 1993, n. 560")).
 
	        
	      
                               Art. 20
    (Adeguamento alle disposizioni comunitarie delle limitazioni
           all'uso del contante e dei titoli al portatore)

  1.  A  fini  di  adeguamento  alle  disposizioni adottate in ambito
comunitario   in   tema  di  prevenzione  dell'utilizzo  del  sistema
finanziario   a  scopo  di  riciclaggio  dei  proventi  di  attivita'
criminose  e  di finanziamento del terrorismo, le limitazioni all'uso
del contante e dei titoli al portatore, di cui all'articolo 49, commi
1,  5,  8, 12 e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231,
sono adeguate all'importo di euro cinquemila.
  2.  In  ragione  di  quanto  disposto  dal  comma  1, ed al fine di
rafforzarne  l'efficacia, al decreto legislativo 21 novembre 2007, n.
231, sono apportate le seguenti modifiche:
    a)  nell'articolo  49,  al  comma 13, le parole: "30 giugno 2009"
sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2011";
    b)  all'articolo  58,  dopo  il  comma  7 e' aggiunto il seguente
comma:  "Per le violazioni previste dai precedenti commi, la sanzione
amministrativa  pecuniaria  non  puo'  comunque  essere inferiore nel
minimo all'importo di tremila euro. Per le violazioni di cui al comma
1  che  riguardano importi superiori a cinquantamila euro la sanzione
minima  e'  aumentata  di  cinque  volte. Per le violazioni di cui ai
commi  2, 3 e 4 che riguardano importi superiori a cinquantamila euro
le  sanzioni  minima  e  massima  sono  aumentate  del  cinquanta per
cento.".
  ((2-bis.   E'   esclusa   l'applicazione   delle  sanzioni  di  cui
all'articolo 58 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, per
la  violazione delle disposizioni previste dall'articolo 49, commi 1,
5,  8,  12  e  13,  del medesimo decreto, commesse nel periodo dal 31
maggio  2010 al 15 giugno 2010 e riferite alle limitazioni di importo
introdotte dal comma 1 del presente articolo)).
 
	        
	      
   
                               Art. 21 
 
       (Comunicazioni telematiche alla Agenzia delle Entrate) 
 
1. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia  delle  entrate  sono
individuate  modalita'  e  termini,  tali  da  limitare  al   massimo
l'aggravio per i contribuenti per la comunicazione  telematica  delle
operazioni rilevanti ai fini dell'imposta  sul  valore  aggiunto,  di
importo  non  inferiore  a  euro  tremila.  Per   l'omissione   delle
comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o
non veritieri si applica la  sanzione  di  cui  all'articolo  11  del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. 
 
 
	        
	      
   
                               Art. 22 
 
             (Aggiornamento dell'accertamento sintetico) 
 
1.  Al  fine  di  adeguare  l'accertamento  sintetico   al   contesto
socio-economico, mutato nel corso  dell'ultimo  decennio,  rendendolo
piu' efficiente e dotandolo di garanzie per  il  contribuente,  anche
mediante  il  contraddittorio,  all'articolo  38  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.  600,  con  effetto
per gli accertamenti relativi ai redditi per i quali  il  termine  di
dichiarazione non e' ancora scaduto alla data di  entrata  in  vigore
del presente decreto,  i  commi  quarto,  quinto,  sesto,  settimo  e
ottavo, sono sostituiti dai seguenti: 
"L'ufficio, indipendentemente dalle  disposizioni  recate  dai  commi
precedenti e dall'articolo 39, puo' sempre determinare sinteticamente
il reddito complessivo del contribuente sulla  base  delle  spese  di
qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d'imposta, salva  la
prova che il relativo finanziamento e' avvenuto con  redditi  diversi
da quelli posseduti nello stesso periodo  d'imposta,  o  con  redditi
esenti o soggetti a ritenuta  alla  fonte  a  titolo  di  imposta  o,
comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile. 
La  determinazione  sintetica  puo'  essere  altresi'   fondata   sul
contenuto induttivo di elementi indicativi di capacita'  contributiva
individuato  mediante  l'analisi   di   campioni   significativi   di
contribuenti, differenziati anche in funzione del nucleo familiare  e
dell'area territoriale di appartenenza,  con  decreto  del  Ministero
dell'Economia e delle Finanze da pubblicare nella Gazzetta  Ufficiale
con periodicita' biennale.  In  tale  caso  e'  fatta  salva  per  il
contribuente la prova contraria di cui al quarto comma. 
La  determinazione  sintetica  del  reddito  complessivo  di  cui  ai
precedenti commi e' ammessa a condizione che il  reddito  complessivo
accertabile ecceda di almeno un quinto quello dichiarato. 
L'ufficio che  procede  alla  determinazione  sintetica  del  reddito
complessivo ha l'obbligo di invitare il contribuente a  comparire  di
persona o per mezzo di rappresentanti  per  fornire  dati  e  notizie
rilevanti ai fini dell'accertamento e, successivamente, di avviare il
procedimento di accertamento con adesione ai  sensi  dell'articolo  5
del  decreto  legislativo  19  giugno  1997,  n.  218.  Dal   reddito
complessivo determinato sinteticamente sono deducibili i  soli  oneri
previsti dall'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986 n. 917; competono, inoltre, per gli oneri  sostenuti
dal contribuente, le detrazioni  dall'imposta  lorda  previste  dalla
legge.". 
 
 
	        
	      
   
                               Art. 23 
 
        (Contrasto al fenomeno delle imprese "apri e chiudi") 
 
1. Le imprese che cessano l'attivita' entro un  anno  dalla  data  di
inizio sono specificamente considerate ai fini della selezione  delle
posizioni da sottoporre  a  controllo  da  parte  dell'Agenzia  delle
entrate, della Guardia di Finanza e dell'INPS, in modo da  assicurare
una vigilanza sistematica sulle situazioni  a  specifico  rischio  di
evasione e frode fiscale e contributiva. 
 
 
	        
	      
                               Art. 24
    (Contrasto al fenomeno delle imprese in perdita "sistemica")

  1.  La  programmazione  dei  controlli  fiscali  dell'Agenzia delle
entrate  e  della  Guardia  di  finanza deve assicurare una vigilanza
sistematica,  basata  su specifiche analisi di rischio, sulle imprese
che  presentano  dichiarazioni in perdita fiscale, non determinata da
compensi  erogati  ad  amministratori  e soci, per piu' di un periodo
d'imposta  ((e  non  abbiano  deliberato e interamente liberato nello
stesso  periodo  uno  o  piu' aumenti di capitale a titolo oneroso di
importo almeno pari alle perdite fiscali stesse)).
  2.  Anche ai fini di cui al comma 1, nei confronti dei contribuenti
non  soggetti agli studi di settore ne' a tutoraggio, l'Agenzia delle
entrate  e  la  Guardia  di  finanza  realizzano  coordinati piani di
intervento  annuali  elaborati  sulla  base  di  analisi di rischio a
livello  locale  che  riguardino  almeno  un  quinto  della platea di
riferimento.
 
	        
	      
                               Art. 25
                      (Contrasto di interessi)

  1. A decorrere dal 1° luglio 2010 le banche e le Poste Italiane SPA
operano   una   ritenuta  del  10  per  cento  a  titolo  di  acconto
dell'imposta  sul  reddito  dovuta  dai  beneficiari,  con obbligo di
rivalsa,  all'atto  dell'accredito dei pagamenti relativi ai bonifici
disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i
quali spetta la detrazione d'imposta. Le ritenute sono versate con le
modalita'  di  cui all'articolo 17 del decreto legislativo ((9 luglio
1997)),  n.  241.  Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle
entrate  sono  individuate  le  tipologie  di  pagamenti  nonche'  le
modalita'    di    esecuzione   degli   adempimenti   relativi   alla
certificazione e alla dichiarazione delle ritenute operate.
 
	        
	      
                               Art. 26
                  (Adeguamento alle direttive OCSE
      in materia di documentazione dei prezzi di trasferimento)

  1.   A   fini   di   adeguamento   alle   direttive  emanate  dalla
Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in materia
di  documentazione  dei  prezzi  di  trasferimento  ed ai principi di
collaborazione   tra  contribuenti  ed  amministrazione  finanziaria,
all'articolo 1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo
il  comma 2-bis, e' inserito il seguente: "2-ter In caso di rettifica
del  valore normale dei prezzi di trasferimento praticati nell'ambito
delle  operazioni  di  cui all'articolo 110, comma 7, del decreto del
Presidente  della  Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, da cui derivi
una maggiore imposta o una differenza del credito, la sanzione di cui
al  comma 2 non si applica qualora, nel corso dell'accesso, ispezione
o verifica o di altra attivita' istruttoria, il contribuente consegni
all'Amministrazione   finanziaria   la   documentazione  indicata  in
apposito  provvedimento  del  Direttore  dell'Agenzia  delle  entrate
idonea  a consentire il riscontro della conformita' al valore normale
dei prezzi di trasferimento praticati. Il contribuente che detiene la
documentazione   prevista   dal   provvedimento  di  cui  al  periodo
precedente,  deve  darne  apposita  comunicazione all'Amministrazione
finanziaria secondo le modalita' e i termini ivi indicati. In assenza
di detta comunicazione si rende applicabile il comma 2.".
  2. Ai fini dell'immediata operativita' delle disposizioni di cui al
comma  1,  il  provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate
deve  essere  emanato  entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore   della   legge   di  conversione  del  presente  decreto.  La
comunicazione  concernente  periodi  d'imposta  anteriori a quello in
corso  alla  data di entrata in vigore ((del presente decreto)), deve
essere  comunque  effettuata entro novanta giorni dalla pubblicazione
del provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate.
 
	        
	      
                               Art. 27

(Adeguamento   alla   normativa  europea  in  materia  di  operazioni
         intracomunitarie ai fini del contrasto delle frodi)

  1.  Al  decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  all'articolo  35,  comma 2, dopo la lettera e) e' inserita la
seguente:  "e-bis) per i soggetti che intendono effettuare operazioni
intracomunitarie  di  cui  al Titolo II, Capo II del decreto-legge 30
agosto  1993,  n.  331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
ottobre 1993, n. 427, la volonta' di effettuare dette operazioni;
    b) all'articolo 35, dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:
"7-bis. Per i soggetti che hanno effettuato l'opzione di cui al comma
2,  lettera  e  bis)  entro  trenta giorni dalla data di attribuzione
della  partita  IVA, l'Ufficio puo' emettere provvedimento di diniego
dell'autorizzazione  a  effettuare le operazioni di cui al Titolo II,
Capo  II  del  decreto-legge  30 agosto 1993, n. 331, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427. "
"7-ter.  Con  provvedimento  del direttore dell'Agenzia delle entrate
sono  stabilite  le modalita' di diniego o revoca dell'autorizzazione
di cui al comma 7-bis.";
    c) all'articolo 35, dopo il comma 15-ter e' aggiunto il seguente:
"15-quater.    Ai    fini   del   contrasto   alle   frodi   sull'IVA
intracomunitaria,  con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle
entrate  sono  stabiliti i criteri e le modalita' di inclusione delle
partite  IVA  nella  banca  dati  dei soggetti passivi che effettuano
operazioni   intracomunitarie,   ai   sensi   dell'articolo   22  del
Regolamento (CE) del 7 ottobre 2003, n. 1798.".
 
	        
	      
   
                               Art. 28 
 
  (Incrocio tra le basi dati dell'INPS e dell'Agenzia delle entrate 
              per contrastare la microevasione diffusa) 
 
1.  Al  fine   di   contrastare   l'inadempimento   dell'obbligo   di
presentazione della dichiarazione dei redditi l'Agenzia delle Entrate
esegue specifici controlli sulle posizioni dei soggetti che risultano
aver percepito e non  dichiarato  redditi  di  lavoro  dipendente  ed
assimilati sui  quali,  in  base  ai  flussi  informativi  dell'INPS,
risultano  versati  i  contributi  previdenziali  e   non   risultano
effettuate le previste ritenute. 
2. Anche ai fini di cui al comma 1, le attivita' di  controllo  e  di
accertamento   realizzabili   con   modalita'   automatizzate    sono
incrementate e rese piu' efficaci attribuendone la  effettuazione  ad
apposite articolazioni dell'Agenzia delle entrate, con competenza  su
tutto  o  parte  del  territorio  nazionale,   individuate   con   il
regolamento di amministrazione  dell'Agenzia  delle  entrate  di  cui
all'articolo 71, del decreto legislativo  30  luglio  1999,  n.  300.
Conseguentemente, all'articolo  4  ed  all'articolo  10  del  decreto
legislativo 31 dicembre 1992, n.  546,  dopo  le  parole  "centro  di
servizio"  sono  aggiunte  le  seguenti:   "o   altre   articolazioni
dell'Agenzia delle entrate, con  competenza  su  tutto  o  parte  del
territorio   nazionale,   individuate   con   il    regolamento    di
amministrazione di cui all'articolo 71  del  decreto  legislativo  30
luglio 1999, n. 300, nell'ambito della dotazione organica prevista  a
legislazione vigente e anche mediante riorganizzazione,  senza  oneri
aggiuntivi, degli Uffici dell'Agenzia.". 
 
 
	        
	      
                               Art. 29
        (Concentrazione della riscossione nell'accertamento)

  1.  Le  attivita'  di riscossione relative agli atti indicati nella
seguente  lettera  a)  notificati  a  partire  dal  1°  luglio 2011 e
relativi ai periodi d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007
e successivi, sono potenziate mediante le seguenti disposizioni:
    a)  l'avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle entrate ai
fini  delle imposte sui redditi e dell'imposta sul valore aggiunto ed
il  connesso  provvedimento  di  irrogazione  delle  sanzioni, devono
contenere  anche  l'intimazione  ad  adempiere,  entro  il termine di
presentazione  del  ricorso,  all'obbligo  di pagamento degli importi
negli stessi indicati, ovvero, in caso di tempestiva proposizione del
ricorso   ed   a  titolo  provvisorio,  ((degli  importi  stabiliti))
dall'articolo  15  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 29
settembre  1973,  n.  602. L'intimazione ad adempiere al pagamento e'
altresi'  contenuta nei successivi atti da notificare al contribuente
,  anche  mediante raccomandata con avviso di ricevimento, in tutti i
casi  in  cui  siano  rideterminati  gli  importi dovuti in base agli
avvisi   di   accertamento  ai  fini  delle  imposte  sui  redditi  e
dell'imposta  sul  valore  aggiunto  ed  ai connessi provvedimenti di
irrogazione  delle  sanzioni,  anche  ai sensi dell'articolo 8, comma
3-bis  del  decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, dell'articolo
68  del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e dell'articolo
19  del  decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. In tali ultimi
casi  il  versamento  delle somme dovute deve avvenire entro sessanta
giorni dal ricevimento della raccomandata;
    b)  gli atti di cui alla lettera a) divengono esecutivi ((decorsi
sessanta  giorni  dalla  notifica))  e  devono  espressamente  recare
l'avvertimento  che,  decorsi trenta giorni dal termine ultimo per il
pagamento,  la  riscossione  delle  somme  richieste,  in deroga alle
disposizioni  in materia di iscrizione a ruolo, e' affidata in carico
agli  agenti della riscossione anche ai fini dell'esecuzione forzata,
con   le   modalita'  determinate  con  provvedimento  del  direttore
dell'Agenzia  delle  entrate,  di concerto con il Ragioniere generale
dello Stato;
    c)  in  presenza  di fondato pericolo per il positivo esito della
riscossione, decorsi sessanta giorni dalla notifica degli atti di cui
alla  lettera  a),  la  riscossione delle somme in essi indicate, nel
loro  ammontare  integrale  comprensivo di interessi e sanzioni, puo'
essere  affidata  in carico agli agenti della riscossione anche prima
dei termini previsti alle lettere a) e b);
    d)  all'atto  dell'affidamento e, successivamente, in presenza di
nuovi  elementi,  il  competente  ufficio  dell'Agenzia delle entrate
fornisce, anche su richiesta dell'agente della riscossione, tutti gli
elementi   utili  ai  fini  del  potenziamento  dell'efficacia  della
riscossione, acquisiti anche in fase di accertamento;
    e) l'agente della riscossione, sulla base del titolo esecutivo di
cui  alla lettera a) e senza la preventiva notifica della cartella di
pagamento,  procede  ad  espropriazione  forzata  con  i  poteri,  le
facolta'  e le modalita' previste dalle disposizioni che disciplinano
la  riscossione  a  mezzo ruolo. Decorso un anno dalla notifica degli
atti  indicati alla lettera a), l'espropriazione forzata e' preceduta
dalla  notifica  dell'avviso  di  cui all'articolo 50 del decreto del
Presidente    della   Repubblica   29   settembre   1973,   n.   602.
L'espropriazione  forzata,  in  ogni  caso,  e'  avviata,  a  pena di
decadenza,  entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello
in cui l'accertamento e' divenuto definitivo;
    f) a partire dal primo giorno successivo al termine ultimo per la
presentazione  del  ricorso,  le  somme richieste con gli atti di cui
alla  lettera a) sono maggiorate degli interessi di mora nella misura
indicata dall'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica
29  settembre 1973, n. 602, calcolati a partire dal giorno successivo
alla   notifica  degli  atti  stessi;  all'agente  della  riscossione
spettano  l'aggio,  interamente  a carico del debitore, e il rimborso
delle spese relative alle procedure esecutive, previsti dall'articolo
17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112;
    g)  ai  fini  della  procedura  di  riscossione  contemplata  dal
presente  comma,  i riferimenti contenuti in norme vigenti al ruolo e
alla cartella di pagamento si intendono effettuati agli atti indicati
nella  lettera  a)  ed  i  riferimenti alle somme iscritte a ruolo si
intendono   effettuati   alle   somme   affidate  agli  agenti  della
riscossione  secondo le disposizioni del presente comma; la dilazione
del  pagamento  prevista  dall'articolo  19  dello stesso decreto del
Presidente  della  Repubblica  29 settembre 1973, n. 602, puo' essere
concessa   solo   dopo  l'affidamento  del  carico  all'agente  della
riscossione e in caso di ricorso avverso gli atti di cui alla lettera
a)  si  applica  l'articolo  39  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602;
    h)   in  considerazione  della  necessita'  di  razionalizzare  e
velocizzare  tutti i processi di riscossione coattiva, assicurando il
recupero  di  efficienza  di  tale  fase  dell'attivita' di contrasto
all'evasione,  con  uno  o  piu'  regolamenti  da  adottare  ai sensi
dell'articolo  17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, anche
in   deroga   alle   norme   vigenti,  sono  introdotte  disposizioni
finalizzate  a razionalizzare, progressivamente, coerentemente con le
norme  di cui al presente comma, le procedure di riscossione coattiva
delle   somme   dovute  a  seguito  dell'attivita'  di  liquidazione,
controllo  e accertamento sia ai fini delle imposte sui redditi e sul
valore   aggiunto  che  ai  fini  degli  altri  tributi  amministrati
dall'Agenzia delle entrate e delle altre entrate riscuotibili a mezzo
ruolo.
  2.  All'articolo  182-ter  del Regio decreto 16 marzo 1942, n. 267,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  primo  comma, dopo le parole "con riguardo aliimposta sul
valore aggiunto" sono inserite le seguenti: "ed alle ritenute operate
e non versate".
    b) il secondo periodo del sesto comma e' sostituito dai seguenti:
"La proposta di transazione fiscale, unitamente con la documentazione
di cui all'articolo 161, e' depositata presso gli uffici indicati nel
secondo  comma,  che procedono alla trasmissione ed alla liquidazione
ivi  previste.  Alla  proposta  di  transazione  deve altresi' essere
allegata  la  dichiarazione  sostitutiva, resa dal debitore o dal suo
legale  rappresentante  ai  sensi  dell'articolo  47  del decreto del
Presidente  deila  Repubblica  28  dicembre  2000,  n.  445,  che  la
documentazione  di  cui al periodo che precede rappresenta fedelmente
ed integralmente la situazione dell'impresa, con particolare riguardo
alle poste attive del patrimonio.";
    c)  dopo  il sesto comma e' aggiunto il seguente: "La transazione
fiscale  conclusa nell'ambito dell'accordo di ristrutturazione di cui
all'articolo 182-bis e' revocata di diritto se il debitore non esegue
integralmente,  entro  90 giorni dalle scadenze previste, i pagamenti
dovuti  alle  Agenzie  fiscali  ed  agli  enti  gestori  di  forme di
previdenza e assistenza obbligatorie.".
  3.  All'articolo  87 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente :
"2-bis L'agente della riscossione cui venga comunicata la proposta di
concordato,  ai  sensi  degli articoli 125 o 126 del Regio decreto 16
marzo  1942,  n.  267,  la  trasmette senza ritardo all'Agenzia delle
entrate, anche in deroga alle modalita' indicate nell'articolo 36 del
decreto   legislativo   13   aprile  1999,  n.  112,  e  la  approva,
espressamente od omettendo di esprimere dissenso, solamente in base a
formale autorizzazione dell'Agenzia medesima.".
  4.  L'articolo  11 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, e'
sostituito dal seguente:
      "Art. 11 Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte
1.  E'  punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque,
al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore
aggiunto  ovvero  di  interessi  o sanzioni amministrative relativi a
dette   imposte   di   ammontare   complessivo   superiore   ad  euro
cinquantamila,  aliena  simulatamente o compie altri atti fraudolenti
sui  propri  o  su  altrui  beni idonei a rendere in tutto o in parte
inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l'ammontare delle
imposte,  sanzioni  ed interessi e' superiore ad euro duecentomila si
applica la reclusione da un anno a sei anni.
2.  E'  punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque,
al  fine  di  ottenere  per se' o per altri un pagamento parziale dei
tributi  e relativi accessori, indica nella documentazione presentata
ai fini della procedura di transazione fiscale elementi attivi per un
ammontare  inferiore  a  quello effettivo od elementi passivi fittizi
per  un  ammontare  complessivo  superiore  ad euro cinquantamila. Se
l'ammontare  di  cui  al  periodo  precedente  e'  superiore  ad euro
duecentomila si applica la reclusione da un anno a sei anni.".
  5.  All'articolo  27,  comma 7, primo periodo, del decreto-legge 29
novembre  2008,  n. 185 convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio  2009, n. 2, le parole: "In relazione agli importi iscritti a
ruolo  in  base  ai  provvedimenti  indicati  al comma 6 del presente
articolo,  le  misure  cautelari" sono sostituite dalle seguenti: "Le
misure  cautelari, che, in base al processo verbale di constatazione,
al  provvedimento con il quale vengono accertati maggiori tributi, al
provvedimento  di  irrogazione  della  sanzione  oppure  all'atto  di
contestazione, sono".
  6.  In  caso  di  fallimento,  il curatore, entro i quindici giorni
successivi  all'accettazione  a  norma  dell'articolo  29  del  Regio
Decreto  16 marzo 1942, n. 267, comunica ai sensi dell'articolo 9 del
decreto-legge  31  gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  2  aprile  2007,  n.  40,  i  dati  necessari  ai  fini
dell'eventuale  insinuazione  al passivo della procedura concorsuale.
Per  la  violazione dell'obbligo di comunicazione sono raddoppiate le
sanzioni applicabili.
  7.  All'articolo  319-bis  del  codice penale, dopo le parole "alla
quale  il  pubblico  ufficiale appartiene" sono aggiunte le seguenti:
"nonche'  il  pagamento  o il rimborso di tributi". Con riguardo alle
valutazioni  di  diritto e di fatto operate ai fini della definizione
del contesto mediante gli istituti previsti dall'articolo 182-ter del
Regio  decreto  16  marzo  1942,  n.  267, dal decreto legislativo 19
giugno  1997,  n.  218, e dall'articolo 48 del decreto legislativo 31
dicembre  1992,  n.  546,  la  responsabilita' di cui all'articolo 1,
comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e' limitata alle ipotesi
di dolo.
 
	        
	      
                               Art. 30
        (Potenziamento dei processi di riscossione dell'INPS)

  1.  A  decorrere  dal  1°  gennaio 2011, l'attivita' di riscossione
relativa  al recupero delle somme a qualunque titolo dovute all'Inps,
anche  a seguito di accertamenti degli uffici, e' effettuata mediante
la notifica di un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.
  2. L'avviso di addebito deve contenere a pena di nullita' il codice
fiscale  del soggetto tenuto al versamento, il periodo di riferimento
del credito, la causale del credito, gli importi addebitati ripartiti
tra  quota  capitale  ((,  sanzioni  e  interessi  ove dovuti nonche'
l'indicazione  dell'agente))  della riscossione competente in base al
domicilio  fiscale  presente  nell'anagrafe  tributaria  alla data di
formazione  dell'avviso.  L'avviso((. . .)) dovra' altresi' contenere
l'intimazione ad adempiere l'obbligo di pagamento degli importi nello
stesso  indicati  entro  il  termine  di  ((sessanta  giorni))  dalla
notifica  nonche'  l'indicazione  che,  in  mancanza  del  pagamento,
l'agente  della  riscossione  indicato nel medesimo avviso procedera'
((ad espropriazione forzata, con i poteri, le facolta' e le modalita'
che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo)). L'avviso deve essere
sottoscritto,  anche  mediante  firma  elettronica,  dal responsabile
dell'ufficio che ha emesso l'atto.
  3. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)).
  4.  L'avviso  di  addebito e' notificato in via prioritaria tramite
posta  elettronica certificata all'indirizzo risultante dagli elenchi
previsti  dalla legge, ovvero previa eventuale convenzione tra comune
e  INPS,  dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale.
La notifica puo' essere eseguita anche mediante invio di raccomandata
con avviso di ricevimento.
  5.  L'avviso di cui ((al comma 2)) viene consegnato, in deroga alle
disposizione  contenute  nel decreto legislativo 26 febbraio 1999, n.
46,  agli  agenti  della  riscossione  con ((le modalita' e i termini
stabiliti)) dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.
  6.  All'atto  dell'affidamento  e,  successivamente, in presenza di
nuovi elementi, l'Inps fornisce, anche su richiesta dell'agente della
riscossione,  tutti  gli  elementi,  utili  a  migliorare l'efficacia
dell'azione di recupero.
  7. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)).
  8. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)).
  9. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)).
  10.  L'articolo  25,  comma  2, del decreto legislativo 26 febbraio
1999, n. 46, e' abrogato.
  11. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)).
  12. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)).
  13.  In caso di mancato o ritardato pagamento delle somme richieste
con  l'avviso di cui ((al comma 2)) le sanzioni e le somme aggiuntive
dovute  sono calcolate, secondo le disposizioni che le regolano, fino
alla  data  del  pagamento.  All'agente  della  riscossione  spettano
l'aggio,  interamente  a  carico  del  debitore, ed il rimborso delle
spese  relative  alle  procedure esecutive, previste dall'articolo 17
del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112.
  14.  Ai  fini  ((. . .)) di cui al presente articolo, i riferimenti
contenuti in norme vigenti al ruolo ((, alle somme iscritte a ruolo e
alla  cartella  di  pagamento))  si  intendono effettuati ai fini del
recupero  delle  somme  dovute  a qualunque titolo all'INPS al titolo
esecutivo  emesso  dallo  stesso  Istituto, costituito dall'avviso di
addebito contenente l'intimazione ad adempiere l'obbligo di pagamento
((delle  medesime  somme  affidate  per il recupero agli agenti della
riscossione)).
  15.  I  rapporti  con gli agenti della riscossione continueranno ad
essere regolati secondo le disposizioni vigenti.
 
	        
	      
                               Art. 31
 (Preclusione alla autocompensazione in presenza di debito su ruoli
                             definitivi)

  1. A decorrere dal l° gennaio 2011, la compensazione dei crediti di
cui  all'articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997,
n. 241, relativi alle imposte erariali, e' vietata fino a concorrenza
dell'importo  dei  debiti,  di ammontare superiore a millecinquecento
euro,  iscritti  a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, e
per  i  quali  e'  scaduto  il  termine  di  pagamento.  In  caso  di
inosservanza  del  divieto di cui al periodo precedente si applica la
sanzione  ((del 50 per cento dell'importo dei debiti iscritti a ruolo
per imposte erariali e relativi accessori e per i quali e' scaduto il
termine  di pagamento fino a concorrenza dell'ammontare indebitamente
compensato.  La sanzione non puo' essere applicata fino al momento in
cui   sull'iscrizione   a  ruolo  penda  contestazione  giudiziale  o
amministrativa  e  non puo' essere comunque superiore al 50 per cento
di  quanto  indebitamente compensato; nelle ipotesi di cui al periodo
precedente,  i termini di cui all'articolo 20 del decreto legislativo
18  dicembre  1997, n. 472, decorrono dal giorno successivo alla data
della   definizione  della  contestazione.))E'  comunque  ammesso  il
pagamento,  anche  parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte
erariali  e  relativi accessori mediante la compensazione dei crediti
relativi  alle stesse imposte, con le modalita' stabilite con decreto
del  Ministero  dell'economia  e  delle finanze, da emanare entro 180
giorni dall'entrata in vigore del presente decreto. Nell'ambito delle
attivita'  di controllo dell'Agenzia delle entrate e della Guardia di
finanza  e'  assicurata  la  vigilanza  sull'osservanza  del  divieto
previsto dal presente comma anche mediante specifici piani operativi.
A  decorrere  dal 1° gennaio 2011 le disposizioni di cui all'articolo
28-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n.  602,  non  operano  per  i  ruoli  di  ammontare  non superiore a
millecinquecento euro.
  ((1-bis.  Al  decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 602, dopo l'articolo 28-ter e' inserito il seguente:
    "Art.  28-quater.  (Compensazioni  di  crediti con somme dovute a
seguito di iscrizione a ruolo). - 1. A partire dal 1° gennaio 2011, i
crediti  non  prescritti,  certi,  liquidi ed esigibili, maturati nei
confronti  delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio
sanitario   nazionale  per  somministrazione,  forniture  e  appalti,
possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione
a  ruolo.  A  tal  fine  il  creditore  acquisisce  la certificazione
prevista  dall'articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre
2008,  n.  185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009,  n. 2, e la utilizza per il pagamento, totale o parziale, delle
somme  dovute  a  seguito  dell'iscrizione  a ruolo. L'estinzione del
debito  a  ruolo  e'  condizionata  alla  verifica  dell'esistenza  e
validita'  della  certificazione. Qualora la regione, l'ente locale o
l'ente  del  Servizio  sanitario nazionale non versi all'agente della
riscossione  l'importo  oggetto  della  certificazione entro sessanta
giorni  dal termine nella stessa indicato, l'agente della riscossione
procede,  sulla  base  del  ruolo emesso a carico del creditore, alla
riscossione  coattiva nei confronti della regione, dell'ente locale o
dell'ente del Servizio sanitario nazionale secondo le disposizioni di
cui al titolo II del presente decreto. Le modalita' di attuazione del
presente   articolo   sono   stabilite   con  decreto  del  Ministero
dell'economia  e delle finanze anche al fine di garantire il rispetto
degli  equilibri  programmati  di  finanza  pubblica".  Per i crediti
maturati nei confronti degli enti del Servizio sanitario nazionale si
applica comunque quanto previsto dal comma 1-ter, secondo periodo.
  1-ter.  All'articolo  9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre
2008,  n.  185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2, le parole: "Per gli anni 2009 e 2010" sono sostituite con
le  seguenti:  "A  partire dall'anno 2009" e le parole: "le regioni e
gli  enti  locali"  sono sostituite con le seguenti: "le regioni, gli
enti locali e gli enti del Servizio sanitario nazionale". Con decreto
del   Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  sono  stabilite  le
modalita'  di attuazione del presente comma, nonche', in particolare,
le  condizioni per assicurare che la complessiva operazione di cui al
comma  1-bis  e  al  presente comma riguardante gli enti del Servizio
sanitario  nazionale  sia  effettuata nel rispetto degli obiettivi di
finanza pubblica; le modalita' di certificazione sono stabilite dalle
singole  regioni  d'intesa  con  il  Ministero  dell'economia e delle
finanze,  con l'osservanza delle condizioni stabilite con il predetto
decreto)).
  2.  In  relazione alle disposizioni di cui al presente articolo, le
dotazioni  finanziarie del programma di spesa "Regolazioni contabili,
restituzioni   e   rimborsi   d'imposte"  della  missione  "Politiche
economico-finanziarie  e  di  bilancio" dello stato di previsione del
Ministero  dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2010,
sono ridotte di 700 milioni di euro per l'anno 2011, di 2.100 milioni
di  euro  per  l'anno  2012  e  di  1.900 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2013.
 
	        
	      
                               Art. 32
  (Riorganizzazione della disciplina fiscale dei fondi immobiliari
                               chiusi)

  1.  A seguito dei controlli effettuati dall'Autorita' di vigilanza,
al  decreto  legislativo  24  febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle
disposizioni   in   materia  di  intermediazione  finanziaria),  sono
apportate le seguenti modifiche:
    a)  all'articolo  1,  comma  1,  la  lett. j) e' sostituita dalla
seguente:
      "j)  'fondo  comune  di  investimento':  il patrimonio autonomo
raccolto,  mediante una o piu' emissione di quote, tra una pluralita'
di  investitori con la finalita' di investire lo stesso sulla base di
una  predeterminata  politica  di investimento; suddiviso in quote di
pertinenza  di  una  pluralita'  di  partecipanti;  gestito in monte,
nell'interesse dei partecipanti e in autonomia dai medesimi;";
    b)  all'articolo  36,  comma  6, dopo le parole: "nonche' da ogni
altro  patrimonio  gestito dalla medesima societa'", sono inserite le
seguenti:  ";  delle  obbligazioni  contratte per suo conto, il fondo
comune   di  investimento  risponde  esclusivamente  con  il  proprio
patrimonio.";
    c)  all'articolo  37,  comma  2,  lettera b-bis), dopo le parole:
"all'esperienza  professionale  degli  investitori;" sono inserite le
seguenti:  "a  tali  fondi non si applicano gli articoli 36, comma 3,
ultimo periodo, e comma 7, e l'articolo 39, comma 3."
  2.  Il  Ministro  dell'Economia  e  delle  finanze  emana, ai sensi
dell'articolo  37 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, le
disposizioni di attuazione del comma 1 entro trenta giorni dalla data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
  3.  Le societa' di gestione del risparmio che hanno istituito fondi
comuni d'investimento immobiliare che, alla data di entrata in vigore
del presente decreto, sono privi dei requisiti indicati nell'articolo
1,  comma  1,  lettera  j) del predetto decreto legislativo n. 58 del
1998,   come   modificata  dal  comma  1,  lettera  a),  adottano  le
conseguenti delibere di adeguamento entro trenta giorni dalla data di
emanazione del decreto di cui al comma 2.
  4.  In  sede di adozione delle delibere di adeguamento, la societa'
di  gestione  del  risparmio preleva, a titolo di imposta sostitutiva
delle  imposte  sui  redditi,  un ammontare pari al 5 per cento ((del
valore  netto  del  fondo  risultante  dal  prospetto  redatto  al 31
dicembre  2009)). L'imposta e' versata dalla societa' di gestione del
risparmio  nella  misura del 40 per cento entro il 31 marzo 2011 e la
restante  parte  in  due  rate  di pari importo da versarsi, la prima
entro il 31 marzo 2012 e la seconda entro il 31 marzo 2013.
  5. Le societa' di gestione del risparmio che non intendono adottare
le  delibere  di  adeguamento  previste dal comma 3 deliberano, entro
trenta giorni dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 2,
la  liquidazione  del  fondo  comune d'investimento in deroga ad ogni
diversa  disposizione  contenuta  nel decreto legislativo 24 febbraio
1998,  n.  58  e  nelle disposizioni attuative. In tal caso l'imposta
sostitutiva  di  cui  al  comma  4 e' dovuta con l'aliquota del 7 per
cento,  secondo  modalita' e termini ivi stabiliti.(( La liquidazione
deve  essere  conclusa  nel  termine  massimo  di  cinque  anni.  Sui
risultati  conseguiti  dal  1°  gennaio  2010 e fino alla conclusione
della  liquidazione  la  societa'  di  gestione del risparmio applica
un'imposta  sostitutiva  delle  imposte sui redditi e dell'IRAP nella
misura  del  7  per  cento.  L'imposta  e'  versata dalla societa' di
gestione del risparmio il 16 febbraio dell'anno successivo rispetto a
ciascun anno di durata della liquidazione)).
  ((5-bis.  Non  si  applica  la  ritenuta  di cui all'articolo 7 del
decreto-legge   25   settembre   2001,   n.   351,   convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  23  novembre 2001, n. 410, e successive
modificazioni,   fino   a   concorrenza  dell'ammontare  assoggettato
all'imposta  sostitutiva  di  cui  ai  commi  4  e  5.  Il  costo  di
sottoscrizione  o  di  acquisto  delle  quote  e' riconosciuto fino a
concorrenza  dei valori che hanno concorso alla formazione della base
imponibile  per  l'applicazione  dell'imposta  sostitutiva. Eventuali
minusvalenze realizzate non sono fiscalmente rilevanti.
  5-ter.  Gli  atti  di  liquidazione del patrimonio immobiliare sono
soggetti alle imposte fisse di registro, ipotecaria e catastale.
  5-quater.  Alle  cessioni  di  immobili  effettuate  nella  fase di
liquidazione  di  cui  al  comma  5  si applica l'articolo 17, quinto
comma,  del  decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n.  633.  L'efficacia della disposizione di cui al periodo precedente
e'  subordinata  alla  preventiva approvazione da parte del Consiglio
dell'Unione  europea  ai  sensi  dell'articolo  395  della  direttiva
2006/112/CE  del  Consiglio, del 28 novembre 2006. Ai conferimenti in
societa'   di  pluralita'  di  immobili,  effettuati  nella  fase  di
liquidazione di cui al comma 5, si applica l'articolo 2, terzo comma,
lettera  b),  del  decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972,  n.  633. I predetti conferimenti si considerano compresi, agli
effetti  delle  imposte  di registro, ipotecaria e catastale, fra gli
atti  previsti nell'articolo 4, comma 1, lettera a), numero 3), della
tariffa,   parte  I,  allegata  al  testo  unico  delle  disposizioni
concernenti  l'imposta  di  registro di cui al decreto del Presidente
della  Repubblica  26 aprile 1986, n. 131, nell'articolo 10, comma 2,
del  testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria
e  catastale di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347, e
nell'articolo   4   della   tariffa   allegata  al  medesimo  decreto
legislativo n. 347 del 1990. Le cessioni di azioni o quote effettuate
nella  fase di liquidazione di cui al comma 5 si considerano, ai fini
dell'articolo  19-bis,  comma  2,  del  decreto  del Presidente della
Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,  operazioni  che non formano
oggetto dell'attivita' propria del soggetto passivo)).
  6.   Per   l'accertamento   delle  modalita'  di  determinazione  e
versamento  dell'imposta  di cui ai commi precedenti, si applicano le
disposizioni   del   titolo  IV  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
  ((7.  Il  comma  3  dell'articolo  7 del decreto-legge 25 settembre
2001,  n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre
2001, n. 410, e' sostituito dai seguenti:
    "3.  La  ritenuta  non si applica sui proventi percepiti da fondi
pensione e organismi di investimento collettivo del risparmio esteri,
sempreche'  istituiti in Stati o territori inclusi nella lista di cui
al  decreto  ministeriale  emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del
testo  unico  delle  imposte  sui  redditi  di  cui  al  decreto  del
Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986, n. 917, nonche' su
quelli  percepiti  da  enti od organismi internazionali costituiti in
base  ad  accordi internazionali resi esecutivi in Italia e da banche
centrali  o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello
Stato.
    3-bis.  Per  i  proventi  di  cui al comma 1 spettanti a soggetti
residenti  in  Stati  con  i  quali  siano  in vigore convenzioni per
evitare  la doppia imposizione sul reddito, ai fini dell'applicazione
della  ritenuta  nella misura prevista dalla convenzione, i sostituti
d'imposta di cui ai commi precedenti acquisiscono:
      a)  una  dichiarazione  del  soggetto  non  residente effettivo
beneficiario   dei   proventi,   dalla   quale   risultino   i   dati
identificativi  del  soggetto  medesimo,  la  sussistenza di tutte le
condizioni  alle  quali  e'  subordinata  l'applicazione  del  regime
convenzionale,  e  gli  eventuali elementi necessari a determinare la
misura dell'aliquota applicabile ai sensi della convenzione;
      b)  un'attestazione  dell'autorita'  fiscale  competente  dello
Stato  ove  l'effettivo  beneficiario  dei  proventi ha la residenza,
dalla  quale risulti la residenza nello Stato medesimo ai sensi della
convenzione.   L'attestazione   produce  effetti  fino  al  31  marzo
dell'anno successivo a quello di presentazione")).
  ((7-bis  Le  disposizioni  di  cui  al  comma 7 hanno effetto per i
proventi  percepiti  a  decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto sempre che riferiti a periodi di attivita' dei fondi
che  hanno inizio successivamente al 31 dicembre 2009. Per i proventi
percepiti  a  decorrere  dalla data di entrata in vigore del presente
decreto e riferiti a periodi di attivita' del fondo chiusi fino al 31
dicembre 2009, continuano ad applicarsi le disposizioni dell'articolo
7  del  decreto-legge  25  settembre  2001,  n.  351, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  23  novembre 2001, n. 410, nel testo in
vigore alla predetta data)).
  8.  Sono  abrogati  i  commi  da  17  a  20  dell'articolo  82  del
decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
  9.  Con  provvedimento  del Direttore dell'Agenzia delle entrate da
emanare  entro  30 giorni dalla data di emanazione del decreto di cui
al   comma   2,  sono  definite  le  modalita'  di  attuazione  delle
disposizioni contenute nei commi 4 e 5.
 
	        
	      
   
                               Art. 33 
 
               (Stock options ed emolumenti variabili) 
 
1. In dipendenza  delle  decisioni  assunte  in  sede  di  G20  e  in
considerazione  degli  effetti  economici  potenzialmente  distorsivi
propri delle forme di remunerazione operate sotto forma  di  bonus  e
stock options, sui compensi a questo titolo, che eccedono  il  triplo
della parte fissa della retribuzione, attribuiti  ai  dipendenti  che
rivestono la qualifica di dirigenti nel settore  finanziario  nonche'
ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata  e  continuativa
nello stesso settore e' applicata una aliquota addizionale del 10 per
cento. 
2. L'addizionale e' trattenuta dal sostituto d'imposta al momento  di
erogazione  dei  suddetti  emolumenti  e,  per   l'accertamento,   la
riscossione, le sanzioni e  il  contenzioso,  e'  disciplinata  dalle
ordinarie disposizioni in materia di imposte sul reddito. 
 
 
	        
	      
   
                               Art. 34 
 
   (Obbligo per i non residenti di indicazione del codice fiscale 
        per l'apertura di rapporti con operatori finanziari) 
 
1. All'articolo 6 del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 605, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al  primo  comma,  dopo  la  lettera  g-quater),  e'  aggiunta  la
seguente: "g-quinquies) atti o negozi delle societa' e degli enti  di
cui  all'articolo  32,  primo  comma,  numero  7),  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, conclusi con i
clienti per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi clienti,
riguardanti  l'apertura  o  la   chiusura   di   qualsiasi   rapporto
continuativo."; 
b) al secondo comma, secondo periodo, dopo le parole  "in  luogo  del
quale va  indicato  il  domicilio  o  sede  legale  all'estero"  sono
aggiunte le seguenti: ", salvo per gli atti  o  negozi  di  cui  alla
lettera g-quinquies).". 
 
 
	        
	      
                               Art. 35
                (Razionalizzazione dell'accertamento
 nei confronti dei soggetti che aderiscono al consolidato nazionale)

  1.  Dopo  l'articolo 40 del decreto del Presidente della Repubblica
del 29 settembre 1973, n. 600, e' inserito il seguente:
    "Articolo  40-bis.  Rettifica  delle  dichiarazioni  dei soggetti
aderenti al consolidato nazionale
      1.   Ai  fini  dell'imposta  sul  reddito  delle  societa',  il
controllo  delle  dichiarazioni  proprie  presentate  dalle  societa'
consolidate  e  dalla  consolidante  nonche'  le relative rettifiche,
spettano  all'ufficio dell'Agenzia delle entrate competente alla data
in cui e' stata presentata la dichiarazione.
      2.  Le  rettifiche  del  reddito complessivo proprio di ciascun
soggetto che partecipa al consolidato sono effettuate con unico atto,
notificato  sia  alla consolidata che alla consolidante, con il quale
e'  determinata la conseguente maggiore imposta accertata riferita al
reddito complessivo globale e sono irrogate le sanzioni correlate. La
societa'  consolidata e la consolidante sono litisconsorti necessari.
Il   pagamento   delle  somme  scaturenti  dall'atto  unico  estingue
l'obbligazione   sia   se  effettuato  dalla  consolidata  che  dalla
consolidante.
      3.  La consolidante ha facolta' di chiedere che siano computate
in  diminuzione dei maggiori imponibili derivanti dalle rettifiche di
cui  al comma 2 le perdite di periodo del consolidato non utilizzate,
fino a concorrenza del loro importo. A tal fine, la consolidante deve
presentare  un'apposita  istanza,  all'ufficio  competente a emettere
l'atto  di  cui  al  comma  2,  entro  il termine di proposizione del
ricorso.  In  tale  caso  il  termine per l'impugnazione dell'atto e'
sospeso,  sia  per  la  consolidata  che  per la consolidante, per un
periodo   di   sessanta   giorni.   L'ufficio  procede  al  ricalcolo
dell'eventuale  maggiore  imposta  dovuta,  degli  interessi  e delle
sanzioni  correlate,  e  comunica  l'esito  alla  consolidata ed alla
consolidante, entro sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza.
      4.  Le  attivita'  di controllo della dichiarazione dei redditi
del  consolidato e le relative rettifiche diverse da quelle di cui al
comma  2,  sono  attribuite  all'ufficio  dell'Agenzia  delle entrate
competente nei confronti della societa' consolidante alla data in cui
e' stata presentata la dichiarazione.
      5.  Fino  alla  scadenza del termine stabilito nell'articolo 43
((.  .  .  )),  l'accertamento  del  reddito complessivo globale puo'
essere  integrato  o modificato in aumento, mediante la notificazione
di  nuovi  avvisi,  in  base  agli  esiti  dei  controlli  di  cui ai
precedenti commi.".
  2. ((Nel titolo I, capo II, del decreto legislativo 19 giugno 1997,
n.  218,  dopo  l'articolo 9 e' aggiunto il seguente:)) "Art. 9-bis -
Soggetti aderenti al consolidato nazionale
      1.  Al  procedimento  di  accertamento  con  adesione avente ad
oggetto  le  rettifiche previste dal comma 2 dell'articolo 40-bis del
decreto  del  Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,
partecipano  sia la consolidante che la consolidata interessata dalle
rettifiche,  innanzi  all'ufficio  competente  di  cui al primo comma
dell'articolo 40-bis stesso, e l'atto di adesione, sottoscritto anche
da  una  sola  di  esse, si perfeziona qualora gli adempimenti di cui
all'articolo  9  del  presente decreto siano posti in essere anche da
parte di uno solo dei predetti soggetti.
      2.  La consolidante ha facolta' di chiedere che siano computate
in  diminuzione  dei  maggiori  imponibili  le perdite di periodo del
consolidato  non  utilizzate,  fino  a  concorrenza del loro importo.
Nell'ipotesi  di adesione all'invito, ai sensi dell'articolo 5, comma
1-bis,  del  presente  decreto,  alla comunicazione ivi prevista deve
essere  allegata  l'istanza prevista dal comma 3 dell'articolo 40-bis
del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600;  in  tal  caso,  il  versamento delle somme dovute dovra' essere
effettuato  entro  il quindicesimo giorno successivo all'accoglimento
dell'istanza   da  parte  dell'ufficio  competente,  comunicato  alla
consolidata   ed  alla  consolidante,  entro  sessanta  giorni  dalla
presentazione  dell'istanza.  L'istanza per lo scomputo delle perdite
di  cui al comma 3 dell'articolo 40-bis citato deve essere presentata
unitamente  alla  comunicazione di adesione di cui all'articolo 5-bis
del   presente   decreto;   l'ufficio  competente  emette  l'atto  di
definizione scomputando le stesse dal maggior reddito imponibile".
  3.  Con  provvedimento del Direttore dell'agenzia delle entrate, da
emanare  entro  novanta  giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti i contenuti
e  le  modalita'  di  presentazione  dell'istanza  di  cui al comma 3
dell'art.  40-bis  del decreto del Presidente della Repubblica del 29
settembre 1973, n. 600, nonche' le conseguenti attivita' dell'ufficio
competente.  Gli  articoli  9,  comma  2,  secondo  periodo, e 17 del
decreto ministeriale 9 giugno 2004, sono abrogati.
  4.  Le disposizioni di cui ai commi precedenti entrano in vigore il
1°  gennaio  2011, con riferimento ai periodi di imposta per i quali,
alla   predetta   data,   sono  ancora  pendenti  i  termini  di  cui
all'articolo  43  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica 29
settembre 1973, n. 600.
 
	        
	      
   
                               Art. 36 
 
                      (Disposizioni antifrode) 
 
1. Al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono apportate le
seguenti modificazioni: 
a) all'articolo 28, dopo il comma 7, sono aggiunti i seguenti: 
"7-bis. Sulla base delle  decisioni  assunte  dal  GAFI,  dai  gruppi
regionali costituiti sul modello del GAFI e dall'OCSE, nonche'  delle
informazioni risultanti  dai  rapporti  di  valutazione  dei  sistemi
nazionali di prevenzione del  riciclaggio  e  del  finanziamento  del
terrorismo  e  delle  difficolta'  riscontrate   nello   scambio   di
informazioni   e   nella   cooperazione   bilaterale,   il   Ministro
dell'economia e  delle  finanze,  con  proprio  decreto,  sentito  il
Comitato di sicurezza finanziaria, individua una lista  di  Paesi  in
ragione del rischio di riciclaggio o di finanziamento del  terrorismo
ovvero della mancanza di un adeguato scambio di informazioni anche in
materia fiscale. 
7-ter. Gli enti e le persone soggetti al presente decreto di cui agli
articoli 10, comma 2, ad esclusione della lettera g), 11,  12,  13  e
14, comma 1, lettere a), b) c) ed f), si astengono dall'instaurare un
rapporto   continuativo,   eseguire    operazioni    o    prestazioni
professionali ovvero pongono fine al  rapporto  continuativo  o  alla
prestazione professionale gia' in essere di cui siano direttamente  o
indirettamente parte societa' fiduciarie, trust, societa'  anonime  o
controllate attraverso azioni al  portatore  aventi  sede  nei  Paesi
individuati dal decreto  di  cui  al  comma  7-bis.  Tali  misure  si
applicano anche nei  confronti  delle  ulteriori  entita'  giuridiche
altrimenti denominate aventi sede nei Paesi sopra individuati di  cui
non e' possibile identificare il  titolare  effettivo  e  verificarne
l'identita'. 
7-quater. Con il decreto di cui al  comma  7-bis  sono  stabilite  le
modalita' applicative ed il termine degli adempimenti di cui al comma
7-ter."; 
b) all'articolo 41, comma  1,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente
periodo:  "E'  un  elemento  di  sospetto  il  ricorso  frequente   o
ingiustificato a operazioni in contante, anche se non  in  violazione
dei limiti di cui all'articolo 49, e, in particolare, il  prelievo  o
il versamento in contante con intermediari finanziari di importo pari
o superiore a 15.000 euro."; 
c) all'articolo 57, dopo il comma 1-bis,  e'  inserito  il  seguente:
"1-ter. Alla violazione della disposizione di  cui  all'articolo  28,
comma 9, di importo fino ad  euro  50.000  si  applica  una  sanzione
amministrativa pecuniaria pari a 5.000 euro,  mentre  per  quelle  di
importo  superiore  a   50.000   euro   si   applica   una   sanzione
amministrativa  pecuniaria  dal  10  per  cento  al  40   per   cento
dell'importo   dell'operazione.   Nel   caso   in    cui    l'importo
dell'operazione non sia determinato o  determinabile  si  applica  la
sanzione amministrativa pecuniaria da 25.000 a 250.000 euro.". 
 
 
	        
	      
   
                               Art. 37 
 
                   (Disposizioni antiriciclaggio) 
 
1. Gli operatori economici aventi  sede,  residenza  o  domicilio  in
paesi cosi' detti black list di cui al  decreto  del  Ministro  delle
Finanze 4 maggio 1999,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana del 10 maggio 1999, n.  107,  e  al  decreto  del
Ministro dell'economia e delle finanze 21 novembre  2001,  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana  del  23  novembre
2001, sono ammessi a partecipare alle procedure di aggiudicazione dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di  cui  al
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modifiche  e
integrazioni,  previa   autorizzazione   rilasciata   dal   Ministero
dell'economia e delle finanze, secondo  le  modalita'  stabilite  con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da adottare  entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto.
Il  rilascio  di  tale  autorizzazione  e'  subordinato  alla  previa
individuazione dell'operatore economico,  individuale  o  collettivo,
mediante la comunicazione dei dati  che  identificano  gli  effettivi
titolari delle partecipazioni societarie, anche  per  il  tramite  di
societa' controllanti e per il tramite di societa'  fiduciarie;  alla
identificazione del sistema di amministrazione, del nominativo  degli
amministratori e del possesso dei requisiti di eleggibilita' previsti
dalla normativa italiana. La presente disposizione si  applica  anche
in deroga ad accordi bilaterali siglati con l'Italia, che  consentano
la partecipazione alle procedure per l'aggiudicazione  dei  contratti
di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, a condizioni  di
parita' e reciprocita'. 
2. Il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  puo'  escludere  con
proprio decreto di natura non regolamentare l'obbligo di cui al comma
1 nei riguardi di paesi di cui al medesimo comma ovvero di settori di
attivita' svolte negli stessi paesi; con il medesimo decreto, al fine
di  prevenire  fenomeni  a  particolare  rischio  di  frode  fiscale,
l'obbligo puo' essere inoltre esteso anche a paesi  cosi'  detti  non
black list nonche' a specifici settori di attivita' e  a  particolari
tipologie di soggetti. 
 
 
	        
	      
                               Art. 38
             (Altre disposizioni in materia tributaria)

  1.  Gli  enti  che  erogano prestazioni sociali agevolate, comprese
quelle  erogate nell'ambito delle prestazioni del diritto allo studio
universitario,   a   seguito  di  presentazione  della  dichiarazione
sostitutiva  unica  di  cui all'articolo 4 del decreto legislativo 31
marzo   1998,   n.   109,  comunicano  all'Istituto  nazionale  della
previdenza  sociale,  nel  rispetto  delle disposizioni del codice in
materia   di  protezione  dei  dati  personali,  di  cui  al  decreto
legislativo  30  giugno  2003,  n. 196, e nei termini e con modalita'
telematiche  previste  dall'Istituto medesimo sulla base di direttive
del  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali, i dati dei
soggetti  che  hanno  beneficiato  delle  prestazioni  agevolate.  Le
informazioni  raccolte  sono  trasmesse  in  forma  anonima  anche al
Ministero   del   lavoro   e   delle   politiche   sociali   ai  fini
dell'alimentazione  del  Sistema  informativo dei servizi sociali, di
cui all'articolo 21 della legge 8 novembre 2000, n. 328.
  2. Con apposita convezione stipulata tra l'Istituto nazionale della
previdenza  sociale  e  l'Agenzia  delle  entrate, nel rispetto delle
disposizioni  del codice in materia di protezione dei dati personali,
di   cui  al  decreto  legislativo  30  giugno  2003,  n.  196,  sono
disciplinate  le  modalita' attuative e le specifiche tecniche per lo
scambio  delle informazioni necessarie all'emersione dei soggetti che
in  ragione  del  maggior  reddito  accertato  in  via definitiva non
avrebbero  potuto fruire o avrebbero fruito in misura inferiore delle
prestazioni sociali agevolate di cui al comma 1.
  3.  Fermo  restando  la  restituzione  del vantaggio conseguito per
effetto dell'indebito accesso alla prestazione sociale agevolata, nei
confronti  dei  soggetti che in ragione del maggior reddito accertato
hanno  fruito illegittimamente delle prestazioni sociali agevolate di
cui  al  comma  1  si  applica  la  sanzione  da 500 a 5.000 euro. La
sanzione  e'  irrogata  dall'INPS,  avvalendosi  dei  poteri  e delle
modalita'   vigenti.   Ai   fini  della  restituzione  del  vantaggio
indebitamente  conseguito, l'INPS comunica l'esito degli accertamenti
agli  enti  che  sulla  base  delle  comunicazioni  di cui al comma 1
risultino  aver  erogato prestazioni agevolate ai soggetti emersi. Le
medesime sanzioni si applicano nei confronti di coloro per i quali si
accerti  sulla  base  dello  scambio  di  informazioni tra l'Istituto
nazionale  della  previdenza  sociale  e  l'Agenzia delle entrate una
discordanza  tra  il  reddito  dichiarato  ai  fini  fiscali e quello
indicato  nella dichiarazione sostitutiva unica di cui all'articolo 4
del  decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, qualora in ragione di
tale  discordanza  il  soggetto  abbia avuto accesso alle prestazioni
agevolate di cui al comma 1.
  4.  Al  fine  di razionalizzare le modalita' di notifica in materia
fiscale sono adottate le seguenti misure:
    a)  all'articolo  60, del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni:
      1)  al  primo comma, lettera a), le parole "delle imposte" sono
soppresse;
      2)  al  primo comma, lettera d), le parole "dalla dichiarazione
annuale ovvero da altro atto comunicato successivamente al competente
ufficio   imposte"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "da  apposita
comunicazione  effettuata  al  competente  ufficio", e dopo le parole
"avviso  di  ricevimento",  sono inserite le seguenti: "ovvero in via
telematica  con  modalita'  stabilite con provvedimento del Direttore
dell'Agenzia delle entrate";
      3)   al   secondo   comma,  le  parole  "non  risultante  dalla
dichiarazione annuale" sono soppresse;
      4)   al   terzo   comma,   le   parole  "non  risultanti  dalla
dichiarazione   annuale"   sono   soppresse   e   le   parole  "della
comunicazione  prescritta  nel  secondo  comma dell'articolo 36" sono
sostituite   dalle  seguenti:  "della  dichiarazione  prevista  dagli
articoli  35  e 35-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre  1972,  n. 633, ovvero del modello previsto per la domanda di
attribuzione  del numero di codice fiscale dei soggetti diversi dalle
persone  fisiche non obbligati alla presentazione della dichiarazione
di inizio attivita' IVA.";
    b) all'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre  1973, n. 602, dopo il primo comma e' inserito il seguente:
"La notifica della cartella puo' essere eseguita, con le modalita' di
cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n.
68,  a  mezzo posta elettronica certificata, all'indirizzo risultante
dagli  elenchi  a  tal  fine  previsti dalla legge. Tali elenchi sono
consultabili,   anche   in   via   telematica,   dagli  agenti  della
riscossione.   Non  si  applica  l'articolo  149-bis  del  codice  di
procedura civile.".
  5.  Al  fine  di  potenziare  ed estendere i servizi telematici, il
Ministero dell'economia e delle finanze e le Agenzie fiscali, nonche'
gli  enti  previdenziali,  assistenziali  e  assicurativi, con propri
provvedimenti  possono  definire  termini  e modalita' per l'utilizzo
esclusivo   dei   propri   servizi   telematici  ovvero  della  posta
elettronica certificata, anche a mezzo di intermediari abilitati, per
la presentazione da parte degli interessati di denunce, istanze, atti
e  garanzie  fideiussorie,  per  l'esecuzione  di versamenti fiscali,
contributivi,  previdenziali,  assistenziali  e assicurativi, nonche'
per la richiesta di attestazioni e certificazioni. Le amministrazioni
ed   enti   indicati   al  periodo  precedente  definiscono  altresi'
l'utilizzo dei servizi telematici o della posta certificata anche per
gli   atti,   comunicazioni   o   servizi   dagli  stessi  resi.  Con
provvedimento  del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono definiti
gli  atti  per  i  quali  la  registrazione  prevista  per  legge  e'
sostituita  da  una  denuncia  esclusivamente telematica di una delle
parti, la quale assume qualita' di fatto ai sensi dell'articolo 2704,
primo  comma,  del  codice civile. All'articolo 3-ter, comma 1, primo
periodo, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 463, le parole:
"trenta giorni" sono sostituite dalle seguenti: "sessanta giorni".
  6. Data la valenza del codice fiscale quale elemento identificativo
di  ogni  soggetto,  da  indicare  in  ogni  atto relativo a rapporti
intercorrenti  con  la  Pubblica  Amministrazione,  l'Amministrazione
finanziaria  rende  disponibile  a  chiunque,  con servizio di libero
accesso,  la  possibilita' di verificare, mediante i dati disponibili
in Anagrafe Tributaria, l'esistenza e la corrispondenza tra il codice
fiscale  e  i  dati  anagrafici  inseriti. Tenuto inoltre conto che i
rapporti  tra  Pubbliche  amministrazioni  e quelli intercorrenti tra
queste e altri soggetti pubblici o privati devono essere tenuti sulla
base  del codice fiscale, per favorire la qualita' delle informazioni
presso  la  Pubblica  Amministrazione  e  nelle  more  della completa
attivazione  dell'indice  delle  anagrafi INA-SAIA, l'Amministrazione
finanziaria  rende  accessibili alle pubbliche amministrazioni di cui
all'articolo  1,  comma  2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, nonche' alle societa' interamente partecipate da enti pubblici o
con   prevalente  capitale  pubblico  inserite  nel  conto  economico
consolidato   della   pubblica   amministrazione,   come  individuate
dall'Istituto Nazionale di statistica (ISTAT), ai sensi dell'articolo
1,  comma  5,  della  legge  30 dicembre 2004, numero 311, nonche' ai
concessionari  e  gestori  di pubblici servizi ed, infine, ai privati
che  cooperano  con le attivita' dell'Amministrazione finanziaria, il
codice   fiscale   registrato  nell'Anagrafe  tributaria  ed  i  dati
anagrafici ad esso correlati, al fine di verificarne l'esistenza e la
corrispondenza,  oltre  che  consentire l'acquisizione delle corrette
informazioni  ove  mancanti. Tali informazioni sono rese disponibili,
previa  stipula di apposita convenzione, anche con le modalita' della
cooperazione applicativa.
  7.  Le  imposte  dovute  in  sede  di  conguaglio di fine anno, per
importi  complessivamente superiori a 100 euro, relative a redditi di
pensione di cui all'articolo 49, comma 2, lettera a), del testo unico
delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica  22  dicembre  1986,  n. 917, non superiori a 18.000 euro,
sono   prelevate,   in  un  numero  massimo  di  undici  rate,  senza
applicazione  di interessi, a partire dal mese successivo a quello in
cui  e'  effettuato il conguaglio e non oltre quello relativamente al
quale  le  ritenute  sono  versate  nel  mese di dicembre. In caso di
cessazione  del rapporto, il sostituto comunica al contribuente, o ai
suoi eredi, gli importi residui da versare.
  8.  I  soggetti  che  corrispondono  redditi  di  pensione  di  cui
all'articolo  49,  comma 2, lettera a), del testo unico delle imposte
sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre  1986,  n. 917, a richiesta degli interessati il cui reddito
di  pensione non superi 18.000 euro, trattengono l'importo del canone
di  abbonamento  Rai  in  un  numero  massimo  di  undici  rate senza
applicazione  di interessi, a partire dal mese di gennaio e non oltre
quello  relativamente  al  quale le ritenute sono versate nel mese di
dicembre. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate,
da  emanarsi  entro  60 giorni dalla entrata in vigore della legge di
conversione  del  presente  decreto,  sono individuati i termini e le
modalita'  di  versamento  delle  somme  trattenute e le modalita' di
certificazione.  La  richiesta da parte degli interessati deve essere
presentata  entro il 15 novembre dell'anno precedente a quello cui si
riferisce  l'abbonamento  Rai. In caso di cessazione del rapporto, il
sostituto  comunica  al  contribuente,  o  ai suoi eredi, gli importi
residui  da  versare.  Le  predette  modalita'  di trattenuta mensile
possono  essere  applicate  dai  medesimi soggetti, a richiesta degli
interessati, con reddito di pensione non superiore a 18.000 euro, con
riferimento  ad  altri  tributi,  previa  apposita convenzione con il
relativo ente percettore.
  9. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)).
  10.  All'articolo  3,  comma  24,  lettera b), del decreto-legge 30
settembre  2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2
dicembre  2005,  n.  248,  dopo  le  parole  "decreto  legislativo 26
febbraio  1999, n. 46", sono inserite le seguenti: "Ai fini e per gli
effetti dell'articolo 19, comma 2, lettera d) del decreto legislativo
13  aprile  1999, n. 112, le societa' cessionarie del ramo di azienda
relativo  alle  attivita'  svolte  in regime di concessione per conto
degli  enti locali possono richiedere i dati e le notizie relative ai
beni  dei  contribuenti  iscritti  nei  ruoli  in  carico alle stesse
all'Ente  locale, che a tal fine puo' accedere al sistema informativo
del Ministero dell'economia e delle finanze.".
  11.  All'articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, al comma 2, lettera b), sono aggiunte, infine,
le   parole:   "nonche'  l'esercizio  di  attivita'  previdenziali  e
assistenziali  da  parte di enti privati di previdenza obbligatoria".
Le disposizioni di cui all'articolo 8, comma 1-bis, del decreto-legge
25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge
23  novembre 2001, n. 410, si applicano anche agli apporti effettuati
da enti pubblici e privati di previdenza obbligatoria.
  12.   Le   disposizioni  contenute  nell'articolo  25  del  decreto
legislativo  26 febbraio 1999, n. 46, non si applicano, limitatamente
al periodo compreso tra l'1/1/2010 e il 31/12/2012, ai contributi non
versati  e agli accertamenti notificati successivamente alla data del
1° gennaio 2004, dall'Ente creditore.
  13.   Gli   obblighi  dichiarativi  previsti  dall'articolo  4  del
decreto-legge  28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, non si applicano:
    a)  alle  persone  fisiche  che prestano lavoro all'estero per lo
Stato  italiano, per una sua suddivisione politica o amministrativa o
per  un  suo ente locale e le persone fisiche che lavorano all'estero
presso  organizzazioni  internazionali  cui  aderisce l'Italia la cui
residenza  fiscale in Italia sia determinata, in deroga agli ordinari
criteri  previsti  dal Testo Unico delle imposte sui redditi, in base
ad   accordi  internazionali  ratificati.  Tale  esonero  si  applica
limitatamente  al  periodo  di tempo in cui l'attivita' lavorativa e'
svolta all' estero;
    b)  ai  soggetti  residenti  in  Italia  che  prestano la propria
attivita'  lavorativa  in  via  continuativa  all'estero  in  zone di
frontiera   ed   in   altri  Paesi  limitrofi  con  riferimento  agli
investimenti  e  alle attivita' estere di natura finanziaria detenute
nel Paese in cui svolgono la propria attivita' lavorativa.
((13-bis. Nell'articolo 111 del testo unico delle imposte sui redditi
di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
  "1-bis.  La variazione delle riserve tecniche obbligatorie relative
al  ramo  vita  concorre  a  formare il reddito dell'esercizio per la
parte  corrispondente  al rapporto tra l'ammontare dei ricavi e degli
altri  proventi  che  concorrono  a  formare  il  reddito d'impresa e
l'ammontare  complessivo  di  tutti  i  ricavi e i proventi, anche se
esenti  o esclusi, ivi compresa la quota non imponibile dei dividendi
di  cui  all'articolo  89,  comma  2,  e  delle  plusvalenze  di  cui
all'articolo  87.  In  ogni  caso, tale rapporto rileva in misura non
inferiore al 95 per cento e non superiore al 98,5 per cento".
  13-ter. Le disposizioni contenute nel comma 1-bis dell'articolo 111
del  testo  unico  delle  imposte  sui redditi, di cui al decreto del
Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotto dal
comma  13-bis  del  presente  articolo,  hanno  effetto, nella misura
ridotta  del  50  per cento, anche sul versamento del secondo acconto
dell'imposta  sul  reddito  delle  societa'  dovuto per il periodo di
imposta  in  corso  alla  data  di  entrata  in vigore della legge di
conversione del presente decreto.
  13-quater.  In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n.
212,  le  disposizioni di cui ai commi 13-bis e 13-ter si applicano a
decorrere  dal  periodo  di  imposta in corso alla data di entrata in
vigore  della  legge di conversione del presente decreto. A decorrere
dal  periodo  di  imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre
2013, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze potranno
essere  riconsiderate  le  percentuali  di  cui al citato comma 1-bis
dell'articolo  111 del decreto del Presidente della Repubblica n. 917
del 1986.
  13-quinquies.   Per   l'anno   finanziario  2010  possono  altresi'
beneficiare  del  riparto della quota del cinque per mille i soggetti
gia'  inclusi  nel  corrispondente  elenco  degli  enti della ricerca
scientifica   e   dell'Universita',   predisposto   per  le  medesime
finalita',   per   l'esercizio   finanziario   2009.   Il   Ministero
dell'istruzione,   dell'universita'   e   della  ricerca  procede  ad
effettuare, entro il 30 novembre 2010, i controlli, anche a campione,
tesi   ad  accertare  che  gli  enti  inclusi  nell'elenco  del  2009
posseggano  anche  al 30 giugno 2010 i requisiti che danno diritto al
beneficio.
  13-sexies.  All'articolo  3-bis del decreto-legge 25 marzo 2010, n.
40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73,
dopo il comma 2, e' inserito il seguente:
  "2-bis. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano alle
societa' a prevalente partecipazione pubblica."
  13-septies.  All'articolo  2,  comma  1,  del regolamento di cui al
decreto  del  Presidente  della  Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696,
dopo la lettera tt), e' aggiunta la seguente:
  "tt-bis)  le prestazioni di servizi effettuate dalle imprese di cui
all'articolo  23, comma 2, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n.
261,  attraverso la rete degli uffici postali e filatelici, dei punti
di accesso e degli altri centri di lavorazione postale cui ha accesso
il  pubblico nonche' quelle rese al domicilio del cliente tramite gli
addetti al recapito")).
 
	        
	      
                               Art. 39
(Ulteriore  sospensione  dei  versamenti tributari e contributivi nei
     confronti dei soggetti colpiti dal sisma del 6 aprile 2009)

  1. Nei confronti delle persone fisiche di cui all'articolo 1, comma
1,  dell'ordinanza  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri 30
dicembre  2009,  n.  3837, titolari di redditi di impresa o di lavoro
autonomo,  nonche'  nei  confronti dei soggetti diversi dalle persone
fisiche  con volume d'affari non superiore a 200.000 euro, il termine
di  scadenza  della  sospensione  degli  adempimenti e dei versamenti
tributari,  ivi previsto, e' prorogato al 20 dicembre 2010. Non si fa
luogo  al  rimborso di quanto gia' versato. Le disposizioni di cui al
presente  comma  non  si  applicano,  comunque,  alle  banche ed alle
imprese di assicurazione.
  2.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma  1  non  si  applicano con
riferimento alle ritenute da operare sui redditi diversi da quelli di
impresa e di lavoro autonomo e ai relativi versamenti.
  3.  Nei  confronti dei soggetti di cui al comma 1 e con riferimento
ai redditi indicati al medesimo comma 1, il termine di scadenza della
sospensione  relativa  ai contributi previdenziali ed assistenziali e
dei  premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le
malattie professionali di cui all'articolo 2, comma 1, dell'ordinanza
del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 aprile 2009, n. 3754 e di
cui  all'articolo  1,  comma  1,  dell'ordinanza  del  Presidente del
Consiglio  dei Ministri 30 dicembre 2009, n. 3837, e' prorogato al 15
dicembre 2010. Non si fa luogo a rimborso di quanto gia' versato.
  3-bis. La ripresa della riscossione dei tributi di cui al comma 1 e
dei  contributi  e  dei  premi  di  cui  al  comma  3  avviene, senza
applicazione  di  sanzioni,  interessi e oneri accessori, mediante il
pagamento  in centoventi rate mensili di pari importo a decorrere dal
mese   di  gennaio  2011.  Gli  adempimenti  tributari,  diversi  dai
versamenti,  non eseguiti per effetto della predetta sospensione sono
effettuati  entro  lo  stesso  mese  di gennaio 2011 con le modalita'
stabilite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate.
((4))
  3-ter.  La  ripresa della riscossione dei tributi non versati dal 6
aprile 2009 al 30 giugno 2010, per effetto della sospensione disposta
dall'articolo  1  dell'ordinanza  del  Presidente  del  Consiglio dei
Ministri 6 giugno 2009, n. 3780, e dall'articolo 1 dell'ordinanza del
Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  30 dicembre 2009, n. 3837,
avviene, senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori,
mediante  il  pagamento  in centoventi rate mensili di pari importo a
decorrere  dal  mese  di  gennaio  2011.  Gli  adempimenti tributari,
diversi  dai  versamenti,  non  eseguiti  per  effetto della predetta
sospensione  sono effettuati entro lo stesso mese di gennaio 2011 con
le  modalita'  stabilite con provvedimento del direttore dell'Agenzia
delle entrate. ((4))
  3-quater. La ripresa della riscossione dei contributi previdenziali
ed  assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro
gli  infortuni  e  le malattie professionali non versati dal 6 aprile
2009  al  30  giugno  2010  per  effetto  della  sospensione prevista
dall'articolo 2, comma 1, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio
dei Ministri 9 aprile 2009, n. 3754, e dall'articolo 1 dell'ordinanza
del  Presidente del Consiglio dei Ministri 30 dicembre 2009, n. 3837,
avviene  senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori,
mediante  il  pagamento  in centoventi rate mensili di pari importo a
decorrere dal mese di gennaio 2011. ((4))
  3-quinquies.   Agli  oneri  derivanti  dai  commi  3-bis,  3-ter  e
3-quater,  valutati  in  617  milioni  di  euro  per  l'anno 2010, si
provvede con le maggiori entrate derivanti dall'articolo 1, commi 1 e
2,  del  decreto-legge  30  dicembre  2009,  n.  194, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge  26  febbraio 2010, n. 25, affluite alla
contabilita'  speciale  prevista  dall'articolo  13-bis, comma 8, del
decreto-legge  1°  luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.
  4.  E'  autorizzata la spesa di 10 milioni di euro quale contributo
al  comune  de  L'Aquila  per  far  fronte al disavanzo pregresso sul
bilancio  2009  in  relazione  alle minori entrate verificatesi nello
stesso  anno  a causa della situazione emergenziale connessa al sisma
in  Abruzzo.  Al  predetto  Comune  non  si applicano le disposizioni
recate  dall'articolo  11, comma 1, dell'Ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 3877 del 12 maggio 2010."
  4-bis.  All'articolo  10,  comma 1-bis, del decreto-legge 28 aprile
2009,  n.  39,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 24 giugno
2009,  n. 77, le parole da: "con una dotazione di 45 milioni di euro"
fino  alla  fine  del  comma sono sostituite dalle seguenti: "con una
dotazione  di  90  milioni  di  euro che costituisce tetto massimo di
spesa".
  4-ter. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 10, comma
1-bis,  del  decreto-legge  28  aprile  2009,  n. 39, convertito, con
modificazioni,  dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, come modificato ai
sensi  del  comma  4-bis  del  presente articolo, si provvede, per 45
milioni di euro, a valere sulle risorse di cui all'articolo 14, comma
1, del predetto decreto-legge n. 39 del 2009, compatibilmente con gli
utilizzi  del  citato  decreto e, per 15 milioni di euro per ciascuno
degli  anni  2011,  2012  e  2013,  per gli anni 2011 e 2012 mediante
corrispondente  riduzione  del  Fondo  per  interventi strutturali di
politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge
29  novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge
27  dicembre  2004, n. 307, e per l'anno 2013 mediante corrispondente
utilizzo  di  quota  parte delle maggiori entrate derivanti dai commi
13-bis, 13-ter e 13-quater dell'articolo 38 del presente decreto.
  4-quater.  All'articolo  4  del  decreto-legge 23 dicembre 2003, n.
347,  convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n.
39, dopo il comma 3, e' inserito il seguente:
  "3-bis.  Nel  caso  in  cui al termine di scadenza il programma non
risulti  completato, anche in ragione del protrarsi delle conseguenze
negative  di  ordine  economico  e  produttivo  generate dagli eventi
sismici  del  2009  nella  regione Abruzzo, nonche' delle conseguenti
difficolta'  connesse alla definizione dei problemi occupazionali, il
Ministro   dello  sviluppo  economico,  su  istanza  del  Commissario
straordinario, sentito il Comitato di sorveglianza, puo' disporre nel
limite  massimo  di  1  milione  di  euro  per il 2010 la proroga del
termine  di  esecuzione  del  programma  per i gruppi industriali con
imprese  ed  unita' locali nella regione Abruzzo, fino al 31 dicembre
2010,  compatibilmente  con  il predetto limite di spesa". Agli oneri
derivanti  dall'attuazione del presente comma si provvede, per l'anno
2010,  mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle maggiori
entrate  derivanti dai commi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell'articolo
38.

-------------
AGGIORNAMENTO (4)
  Il  D.L.  29 dicembre 2010, n. 225 ha disposto (con l'art. 2, comma
3) che "E' sospesa la riscossione delle rate, in scadenza tra il mese
di gennaio 2011 ed il mese di giugno 2011, previste dall'articolo 39,
commi  3-bis,  3-ter e 3-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 30 luglio 2010, n.
122".
 
	        
	      
TITOLO III 
SVILUPPO ED INFRASTRUTTURE

                               Art. 40
            (Fiscalita' di vantaggio per il Mezzogiorno)

  1.  In  anticipazione  del federalismo fiscale ed in considerazione
della  particolarita'  della  situazione  economica  del  Sud,  nelle
Regioni  Abruzzo,  Basilicata,  Calabria,  Campania,  Molise, Puglia,
Sardegna  e Sicilia, nonche' nel rispetto della normativa dell'Unione
europea   e  degli  orientamenti  giurisprudenziali  della  Corte  di
Giustizia  dell'Unione europea, le predette Regioni con propria legge
possono,   in   relazione   all'imposta   regionale  sulle  attivita'
produttive  di  cui  al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
modificare  le  aliquote,  fino  ad  azzerarle, e disporre esenzioni,
detrazioni   e   deduzioni   nei   riguardi  delle  nuove  iniziative
produttive.
  2.  Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, d'intesa
con ciascuna delle Regioni che emanano leggi ai sensi e nei limiti di
cui  al  comma  1,  e' stabilito il periodo d'imposta a decorrere dal
quale trovano applicazione le disposizioni di tali leggi.
 
	        
	      
                            Art. 40-bis.
                          (( (Quote latte)

  1.  Al fine di far fronte alla grave crisi in cui, principalmente a
seguito   della   negativa   congiuntura   internazionale   e   degli
accertamenti  in corso, versa il settore lattiero-caseario e favorire
il ripristino della situazione economica sui livelli precedenti il 1°
gennaio  2008,  il  pagamento degli importi con scadenza al 30 giugno
2010  previsti  dai piani di rateizzazione di cui al decreto-legge 28
marzo  2003,  n.  49,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 30
maggio  2003,  n.  119,  ed  al decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e'
prorogato fino al 31 dicembre 2010.
  2.  All'onere di cui al presente articolo, pari a 5 milioni di euro
per  l'anno  2010,  si  provvede mediante corrispondente utilizzo del
Fondo   di  riserva  per  le  autorizzazioni  di  spesa  delle  leggi
permanenti di natura corrente, iscritto nello stato di previsione del
Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  come  determinato dalla
Tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2009, n. 191.
  3.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare,   con   propri   decreti,   le  occorrenti  variazioni  di
bilancio)).
 
	        
	      
                               Art. 41
               (Regime fiscale di attrazione europea)

  1.  Alle  imprese residenti in uno Stato membro dell'Unione Europea
diverso  dall'Italia  che  intraprendono  in  Italia  nuove attivita'
economiche,  nonche'  ai  loro  dipendenti  e collaboratori, ((per un
periodo  di  tre  anni,))  si  puo'  applicare,  in  alternativa alla
normativa  tributaria  ((statale))  italiana, la normativa tributaria
((statale))  vigente in uno degli Stati membri dell'Unione Europea. A
tal   fine,   i   citati   soggetti   interpellano  l'Amministrazione
finanziaria   secondo   la   procedura  di  cui  all'articolo  8  del
decreto-legge   30   settembre   2003,   n.   269   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
((1-bis.  Le  attivita'  economiche  di  cui  al  comma  1 non devono
risultare  gia'  avviate  in  Italia  prima  della data di entrata in
vigore del presente decreto e devono essere effettivamente svolte nel
territorio dello Stato)).
  2.   Con   decreto   di  natura  non  regolamentare  del  Ministero
dell'economia   e   delle  finanze  sono  stabilite  le  disposizioni
attuative del presente articolo.
 
	        
	      
                               Art. 42
                          (Reti di imprese)

  1. ((COMMA SOPPRESSO DALLA L. 30 LUGLIO 2010, N. 122)).
  2.   Alle  imprese  appartenenti  ad  una  delle  reti  di  imprese
riconosciute  ((ai  sensi  dei  commi successivi)) competono vantaggi
fiscali,  amministrativi  e  finanziari,  nonche'  la possibilita' di
stipulare  convenzioni  con l'A.B.I. nei termini definiti con decreto
del   Ministro   dell'economia  e  delle  finanze  emanato  ai  sensi
dell'articolo  17,  comma  3,  della  legge  n.  400  del  1988 entro
quarantacinque  giorni  dalla  data di entrata in vigore del presente
decreto.
((2-bis. Il comma 4-ter dell'articolo 3 del decreto-legge 10 febbraio
2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009,
n. 33, e' sostituito dal seguente:
  "4-ter.  Con  il  contratto di rete piu' imprenditori perseguono lo
scopo  di  accrescere,  individualmente e collettivamente, la propria
capacita'  innovativa e la propria competitivita' sul mercato e a tal
fine  si  obbligano,  sulla  base  di  un programma comune di rete, a
collaborare   in   forme   e   in   ambiti  predeterminati  attinenti
all'esercizio  delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni
o   prestazioni   di   natura  industriale,  commerciale,  tecnica  o
tecnologica  ovvero  ancora  ad  esercitare  in  comune  una  o  piu'
attivita' rientranti nell'oggetto della propria impresa. Il contratto
puo'  anche prevedere l'istituzione di un fondo patrimoniale comune e
la  nomina  di  un organo comune incaricato di gestire, in nome e per
conto dei partecipanti, l'esecuzione del contratto o di singole parti
o fasi dello stesso. Ai fini degli adempimenti pubblicitari di cui al
comma  4-quater, il contratto deve essere redatto per atto pubblico o
per scrittura privata autenticata e deve indicare:
    a)  il  nome,  la ditta, la ragione o la denominazione sociale di
ogni  partecipante  per originaria sottoscrizione del contratto o per
adesione successiva;
    b)  l'indicazione  degli obiettivi strategici di innovazione e di
innalzamento  della  capacita'  competitiva  dei  partecipanti  e  le
modalita'  concordate tra gli stessi per misurare l'avanzamento verso
tali obiettivi;
    c)   la  definizione  di  un  programma  di  rete,  che  contenga
l'enunciazione  dei  diritti  e  degli  obblighi  assunti  da ciascun
partecipante,  le  modalita'  di  realizzazione dello scopo comune e,
qualora  sia  prevista l'istituzione di un fondo patrimoniale comune,
la  misura  e  i  criteri  di valutazione dei conferimenti iniziali e
degli  eventuali  contributi  successivi  che ciascun partecipante si
obbliga  a  versare  al fondo nonche' le regole di gestione del fondo
medesimo;  se consentito dal programma, l'esecuzione del conferimento
puo'  avvenire  anche  mediante  apporto  di  un patrimonio destinato
costituito  ai sensi dell'articolo 2447-bis, primo comma, lettera a),
del  codice  civile. Al fondo patrimoniale comune costituito ai sensi
della  presente  lettera  si  applicano,  in  quanto  compatibili, le
disposizioni di cui agli articoli 2614 e 2615 del codice civile;
    d)  la  durata  del  contratto, le modalita' di adesione di altri
imprenditori   e,  se  pattuite,  le  cause  facoltative  di  recesso
anticipato  e  le  condizioni  per  l'esercizio del relativo diritto,
ferma  restando  in ogni caso l'applicazione delle regole generali di
legge  in  materia  di  scioglimento  totale o parziale dei contratti
plurilaterali con comunione di scopo;
    e)  se  il contratto ne prevede l'istituzione, il nome, la ditta,
la  ragione  o  la  denominazione  sociale del soggetto prescelto per
svolgere  l'ufficio di organo comune per l'esecuzione del contratto o
di  una  o  piu'  parti  o  fasi  di  esso, i poteri di gestione e di
rappresentanza  conferiti  a  tale  soggetto  come  mandatario comune
nonche' le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante la
vigenza  del  contratto.  Salvo  che  sia  diversamente  disposto nel
contratto,   l'organo   comune   agisce   in   rappresentanza   degli
imprenditori,  anche  individuali,  partecipanti  al contratto, nelle
procedure    di    programmazione    negoziata   con   le   pubbliche
amministrazioni,  nelle  procedure inerenti ad interventi di garanzia
per  l'accesso  al  credito  e  in  quelle inerenti allo sviluppo del
sistema  imprenditoriale  nei processi di internazionalizzazione e di
innovazione  previsti  dall'ordinamento  nonche' all'utilizzazione di
strumenti  di promozione e tutela dei prodotti e marchi di qualita' o
di cui sia adeguatamente garantita la genuinita' della provenienza;
    f) le regole per l'assunzione delle decisioni dei partecipanti su
ogni materia o aspetto di interesse comune che non rientri, quando e'
stato  istituito un organo comune, nei poteri di gestione conferiti a
tale  organo,  nonche',  se il contratto prevede la modificabilita' a
maggioranza  del programma di rete, le regole relative alle modalita'
di assunzione delle decisioni di modifica del programma medesimo".
  2-ter.  Il  comma  4-quater  dell'articolo  3  del decreto-legge 10
febbraio  2009,  n.  5,  convertito, con modificazioni, dalla legge 9
aprile 2009, n. 33, e' sostituito dal seguente:
  "4-quater.  Il  contratto  di  rete  e' soggetto a iscrizione nella
sezione  del  registro  delle  imprese presso cui e' iscritto ciascun
partecipante e l'efficacia del contratto inizia a decorrere da quando
e'  stata  eseguita  l'ultima delle iscrizioni prescritte a carico di
tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari".
  2-quater.  Fino  al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2012,
una  quota  degli  utili  dell'esercizio  destinati dalle imprese che
sottoscrivono   o   aderiscono  a  un  contratto  di  rete  ai  sensi
dell'articolo  3,  commi  4-ter  e  seguenti,  del  decreto-legge  10
febbraio  2009,  n.  5,  convertito, con modificazioni, dalla legge 9
aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, al fondo patrimoniale
comune  o  al  patrimonio  destinato  all'affare per realizzare entro
l'esercizio successivo gli investimenti previsti dal programma comune
di   rete,   preventivamente   asseverato  da  organismi  espressione
dell'associazionismo  imprenditoriale  muniti  dei requisiti previsti
con  decreto  del  Ministro dell'economia e delle finanze, ovvero, in
via  sussidiaria,  da  organismi pubblici individuati con il medesimo
decreto,   se   accantonati  ad  apposita  riserva,  concorrono  alla
formazione del reddito nell'esercizio in cui la riserva e' utilizzata
per  scopi  diversi dalla copertura di perdite di esercizio ovvero in
cui  viene  meno  l'adesione al contratto di rete. L'asseverazione e'
rilasciata  previo  riscontro  della  sussistenza  nel caso specifico
degli  elementi propri del contratto di rete e dei relativi requisiti
di  partecipazione  in  capo  alle imprese che lo hanno sottoscritto.
L'Agenzia  delle  entrate, avvalendosi dei poteri di cui al titolo IV
del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600,  vigila  sui  contratti  di  rete  e  sulla  realizzazione degli
investimenti  che  hanno  dato  accesso all'agevolazione, revocando i
benefici  indebitamente  fruiti.  L'importo  che  non  concorre  alla
formazione  del  reddito  d'impresa  non  puo', comunque, superare il
limite  di  euro 1.000.000. Gli utili destinati al fondo patrimoniale
comune  o  al  patrimonio destinato all'affare trovano espressione in
bilancio   in   una   corrispondente   riserva,  di  cui  viene  data
informazione in nota integrativa, e sono vincolati alla realizzazione
degli investimenti previsti dal programma comune di rete.
  2-quinquies.  L'agevolazione  di  cui al comma 2-quater puo' essere
fruita,  nel limite complessivo di 20 milioni di euro per l'anno 2011
e  di  14  milioni  di  euro  per  ciascuno  degli  anni 2012 e 2013,
esclusivamente  in  sede  di  versamento  del saldo delle imposte sui
redditi  dovute  per il periodo di imposta relativo all'esercizio cui
si  riferiscono gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al
patrimonio destinato all'affare; per il periodo di imposta successivo
l'acconto  delle  imposte dirette e' calcolato assumendo come imposta
del  periodo  precedente  quella  che si sarebbe applicata in assenza
delle  disposizioni di cui al comma 2-quater. All'onere derivante dal
presente comma si provvede quanto a 2 milioni di euro per l'anno 2011
mediante   utilizzo   di   quota  delle  maggiori  entrate  derivanti
dall'articolo  32, quanto a 18 milioni di euro per l'anno 2011 e a 14
milioni  di  euro  per  l'anno  2013 mediante utilizzo di quota delle
maggiori entrate derivanti dall'articolo 38, commi 13-bis e seguenti,
e quanto a 14 milioni di euro per l'anno 2012 mediante corrispondente
riduzione   del   Fondo   di   cui  all'articolo  10,  comma  5,  del
decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
  2-sexies.   Con  provvedimento  del  direttore  dell'Agenzia  delle
entrate,  da  adottare  entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore   della  legge  di  conversione  del  presente  decreto,  sono
stabiliti  criteri e modalita' di attuazione dell'agevolazione di cui
al comma 2-quater, anche al fine di assicurare il rispetto del limite
complessivo previsto dal comma 2-quinquies.
  2-septies.  L'agevolazione  di cui al comma 2-quater e' subordinata
all'autorizzazione   della  Commissione  europea,  con  le  procedure
previste   dall'articolo   108,   paragrafo   3,   del  Trattato  sul
funzionamento dell'Unione europea)).
 
	        
	      
                               Art. 43
                      (Zone a burocrazia zero)

  1.   Possono   essere  istituite  nel  Meridione  d'Italia  zone  a
burocrazia zero.
  2.  Nelle  zone  di  cui  al  comma  1  istituite, nel rispetto del
principio  di  sussidiarieta'  e dell'art. 118 della Costituzione, in
aree  non soggette a vincolo con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze,
di  concerto  con  il  Ministro  dell'interno,  le  nuove  iniziative
produttive avviate successivamente alla data di entrata in vigore del
presente decreto godono dei seguenti vantaggi:
    a)  nei  riguardi delle predette nuove iniziative i provvedimenti
conclusivi  dei  procedimenti  amministrativi  di qualsiasi natura ed
oggetto  avviati  su  istanza di parte, fatta eccezione per quelli di
natura   tributaria  ((,  di  pubblica  sicurezza  e  di  incolumita'
pubblica)),  sono  adottati  in  via  esclusiva  da un Commissario di
Governo  che  vi provvede, ove occorrente, previe apposite conferenze
di  servizi  ai  sensi  della  legge n. 241 del 1990; i provvedimenti
conclusivi di tali procedimenti si intendono senz'altro positivamente
adottati   entro   30   giorni  dall'avvio  del  procedimento  se  un
provvedimento  espresso  non  e'  adottato  entro tale termine. Per i
procedimenti  amministrativi  avviati  d'ufficio, fatta eccezione per
quelli   di   natura  tributaria  ((,  di  pubblica  sicurezza  e  di
incolumita'  pubblica)),  le  amministrazioni  che li promuovono e li
istruiscono  trasmettono  al  Commissario  di  Governo,  i  dati  e i
documenti   occorrenti  per  l'adozione  dei  relativi  provvedimenti
conclusivi;  ((Le  disposizioni  di  cui  al  presente  comma  non si
applicano agli atti riguardanti la pubblica sicurezza e l'incolumita'
pubblica))
    b) ove la zona a burocrazia zero coincida, nelle Regioni Abruzzo,
Basilicata,  Calabria,  Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia,
con  una  delle  zone  franche urbane individuate dalla delibera CIPE
dell' 8 maggio 2009, n. 14, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica  italiana  n.  159  dell'11  luglio  2009  (( . . . )), le
risorse  previste per tali zone franche urbane ai sensi dell'articolo
1,  comma  340, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono utilizzate
dal   Sindaco  territorialmente  competente  per  la  concessione  di
contributi  diretti  alle  nuove  iniziative produttive avviate nelle
zone a burocrazia zero;
    c)  nella  realizzazione  ed  attuazione  dei piani di presidio e
sicurezza   del  territorio,  le  Prefetture-Uffici  territoriali  di
governo  assicurano  assoluta  priorita'  alle iniziative da assumere
negli ambiti territoriali in cui insistono le zone di cui al comma 1.
 
	        
	      
                               Art. 44
(Incentivi per il rientro in Italia    di    ricercatori    residenti
                             all'estero)

  1.  Ai  fini  delle imposte sui redditi e' escluso dalla formazione
del  reddito  di  lavoro  dipendente  o autonomo il novanta per cento
degli  emolumenti  percepiti  dai  docenti  e dai ricercatori che, in
possesso  di  titolo  di  studio  universitario  o  equiparato  e non
occasionalmente  residenti  all'estero,  abbiano  svolto  documentata
attivita'  di  ricerca  o docenza all'estero presso centri di ricerca
pubblici  o  privati o universita' per almeno due anni continuativi e
che  dalla  data di entrata in vigore del presente decreto ed entro i
cinque anni solari successivi vengono a svolgere la loro attivita' in
Italia,   acquisendo   conseguentemente   la  residenza  fiscale  nel
territorio dello Stato.
  2.  Gli emolumenti di cui al comma 1 non concorrono alla formazione
del  valore  della  produzione  netta  dell'imposta  regionale  sulle
attivita' produttive.
  3.  Le  disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano a decorrere
dal  primo  gennaio 2011, nel periodo d'imposta in cui il ricercatore
diviene  fiscalmente  residente  nel territorio dello Stato e nei due
periodi d'imposta successivi sempre che permanga la residenza fiscale
in Italia.
((3-bis.  All'articolo  4  della legge 2 agosto 1999, n. 264, dopo il
comma 1 e' aggiunto il seguente:
  "1-bis.  La prova di ammissione ai corsi svolti in lingua straniera
e' predisposta direttamente nella medesima lingua")).
 
	        
	      
                              Art. 45.
          (( (Disposizioni in materia di certificati verdi
                     e di convenzioni CIP6/92).
  1.   Le   risorse  derivanti  dalle  risoluzioni  anticipate  delle
convenzioni   CIP6/92  relative  alle  fonti  assimilate  alle  fonti
rinnovabili,   disposte  con  decreti  del  Ministro  dello  sviluppo
economico  ai sensi dell'articolo 30, comma 20, della legge 23 luglio
2009,   n.   99,   intese  come  differenza  tra  gli  oneri  che  si
realizzerebbero  nei  casi  in  cui  non  si  risolvano  le  medesime
convenzioni  e  quelli  da  liquidare  ai  produttori  aderenti  alla
risoluzione,  sono  versate  all'entrata  per  essere  riassegnate ad
apposito  fondo istituito presso lo stato di previsione del Ministero
dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca  finalizzato ad
interventi   nel   settore   della  ricerca  e  dell'universita'.  La
ripartizione  delle  risorse  a  favore  dei  predetti  interventi e'
effettuata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita'
e  della  ricerca  di  concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze   all'esito  dell'approvazione  della  riforma  organica  del
settore   universitario,   escludendo   la   destinazione  per  spese
continuative  di  personale  ed  assicurando  comunque  l'assenza  di
effetti sui saldi di finanza pubblica.
  2.  Con  decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con  il  Ministro  dell'economia e delle finanze, sentita l'Autorita'
per  l'energia  elettrica  e  il gas, da emanare entro novanta giorni
dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge di conversione del
presente   decreto,   sono  stabiliti  criteri  e  modalita'  per  la
quantificazione delle risorse derivanti dal comma 1.
  3.  All'articolo  2  della  legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo il
comma 149 e' inserito il seguente:
  "149-bis.  Al  fine  di  contenere  gli  oneri  generali di sistema
gravanti   sulla  spesa  energetica  di  famiglie  ed  imprese  e  di
promuovere  le  fonti  rinnovabili che maggiormente contribuiscono al
raggiungimento    degli    obiettivi   europei,   coerentemente   con
l'attuazione  della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio,  del  23  aprile  2009,  con  decreto  del  Ministro dello
sviluppo  economico di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze,  sentita  l'Autorita'  per  l'energia elettrica e il gas, da
emanare  entro  il  31  dicembre  2010,  si  assicura  che  l'importo
complessivo  derivante  dal ritiro, da parte del GSE, dei certificati
verdi  di  cui  al  comma 149, a decorrere dalle competenze dell'anno
2011,  sia inferiore del 30 per cento rispetto a quello relativo alle
competenze  dell'anno  2010,  prevedendo che almeno l'80 per cento di
tale riduzione derivi dal contenimento della quantita' di certificati
verdi in eccesso")).
 
	        
	      
                               Art. 46
             (Rifinanziamento del fondo infrastrutture)

  1.  I  mutui  accesi  con  la Cassa depositi e prestiti entro il 31
dicembre   2006,   ivi   inclusi   quelli   trasferiti  al  Ministero
dell'economia  e  delle  finanze  ai  sensi  del decreto del Ministro
dell'economia   e  delle  finanze  5  dicembre  2003,  con  oneri  di
ammortamento  a totale carico dello Stato, interamente non erogati ai
soggetti  beneficiari  alla  data  di  entrata in vigore del presente
decreto-legge  e  a  fronte  dei  quali  alla  stessa data ((non sono
scaduti i termini di presentazione delle offerte o delle richieste di
invito  previsti  dai bandi pubblicati per l'affidamento dei lavori))
relativi agli interventi finanziati sono revocati e devoluti ad altro
scopo  e/o beneficiario. A tal fine, la Cassa depositi e prestiti e i
titolari  dei  mutui  comunicano  al  Ministero dell'economia e delle
finanze,  entro  il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla
data  di  entrata  in vigore del presente decreto, i dati relativi ai
mutui  assunti  e  interamente  non  erogati.  In  caso  di mancata o
ritardata  comunicazione,  il  soggetto  beneficiario inadempiente e'
responsabile  per  le  obbligazioni  che dovessero emergere a seguito
dell'attivazione delle procedure di cui al presente articolo.
  2.  Con  decreti  del  Ministro  dell'economia  e delle finanze, di
natura  non  regolamentare,  sono  individuati  i  mutui  di  cui  al
precedente   comma  da  revocare  e  devolvere  ad  altro  scopo  e/o
beneficiario,  fermi  restando  i piani di ammortamento in corso e le
correlate  autorizzazioni  di  spesa.  Con  i  medesimi  decreti sono
stabilite le modalita' di attuazione del presente articolo.
  3.  Il  Comitato interministeriale per la programmazione economica,
su  proposta  del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto
con  il  Ministro  delle  infrastrutture e dei trasporti, stabilisce,
compatibilmente   con   gli   equilibri   di   finanza  pubblica,  la
destinazione  delle  risorse  di  cui  al comma 2 per la prosecuzione
della realizzazione del programma delle infrastrutture strategiche di
cui   alla   legge   21  dicembre  2001  n.  443,  con  priorita'  al
finanziamento del MO.S.E., nel limite massimo di quattrocento milioni
di euro.
 
	        
	      
                               Art. 47
                     (Concessioni autostradali)

  1. All'articolo 8-duodecies del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 6 giugno 2008, n. 101,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  2  le  parole : "31 dicembre 2009" sono sostituite
dalle seguenti: "31 luglio 2010";
    b)  il  comma  2.  bis  e' sostituito dal seguente: "2. bis. - La
societa'  ANAS  S.p.A.  ((, salva la preventiva verifica da parte del
Governo  presso la Commissione europea di soluzioni diverse da quelle
previste nel presente comma che assicurino i medesimi introiti per il
bilancio  dello  Stato e che garantiscano il finanziamento incrociato
per  il  tunnel  di base del Brennero e le relative tratte di accesso
nonche'  la  realizzazione  da  parte  del  concessionario  di  opere
infrastrutturali  complementari  sul territorio di riferimento, anche
urbane  o  consistenti  in  gallerie,)) entro il ((31 dicembre 2010))
pubblica  il  bando  di  gara  per l'affidamento della concessione di
costruzione  e  gestione  dell'autostrada del Brennero. A tal fine il
Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  d'intesa  con  il
Ministro  dell'economia e delle finanze, impartisce direttive ad ANAS
S.p.A.  in  ordine  ai  contenuti  del bando di gara ((e del relativo
capitolato   o   disciplinare)),   ivi   compreso   il  valore  della
concessione,  le relative modalita' di pagamento e la quota minima di
proventi  ((annuale,  comunque  non inferiore a quanto accantonato in
media   negli   esercizi   precedenti,))  che  il  concessionario  e'
autorizzato  ad  accantonare  nel fondo di cui all'articolo 55, comma
13,  della  legge  27  dicembre  1997, n. 449. Il predetto bando deve
prevedere  un versamento annuo di 70 milioni di euro, a partire dalla
data dell'affidamento e fino a concorrenza del valore di concessione,
che  viene  versato  all'entrata  del  bilancio  dello  Stato.  Nella
determinazione   del   valore  di  concessione,  di  cui  al  periodo
precedente,  vanno  in  ogni  caso  considerate le somme gia' erogate
dallo Stato per la realizzazione dell'infrastruttura.". ((1))
  2.  All'articolo 55 comma 13, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
sono apportate le seguenti modifiche:
    a)  al  primo  periodo,  le  parole:  "la societa' Autostrada del
Brennero   S.p.A."  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "la  societa'
titolare  della concessione di costruzione e gestione dell'autostrada
del Brennero".
    b)  al  primo  periodo,  dopo  le  parole:  "il  Brennero ed alla
realizzazione  delle  relative  gallerie"  sono  aggiunte  le parole:
"nonche'  dei collegamenti ferroviari e delle infrastrutture connesse
fino al nodo stazione di Verona"
    c)  al  secondo  periodo,  le  parole:  "Tale  accantonamento  e'
effettuato  in  esenzione  d'imposta" sono sostituite dalle seguenti:
"Tale  accantonamento  nonche' il successivo utilizzo sono effettuati
in esenzione di imposta".
    d)  Al  terzo  periodo  le parole: "dalla societa' Autostrada del
Brennero  S.p.A.  entro  il  30  giugno  1998"  sono sostituite dalle
seguenti: "dalla societa' titolare della concessione di costruzione e
gestione dell'autostrada del Brennero entro il 31 dicembre 2011" e le
parole  "con decreto del Ministro dei lavori pubblici d'intesa con il
Ministro dei Trasporti e della navigazione entro il 31 dicembre 1998"
sono  sostituite  dalle  seguenti  "con  decreto  del  Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti entro il 30 giugno 2012".
  3.  L'articolo  2,  comma  202, lettera a), della legge 23 dicembre
2009  n.  191,  si  interpreta  nel  senso  che  in  caso  di mancato
adeguamento  da  parte  dei concessionari degli schemi di convenzione
ovvero  dei  Piani  economico-finanziari  alle  prescrizioni del CIPE
attestato   dal   concedente   dandone   comunicazione  ai  Ministeri
dell'economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti,
gli  schemi  di  convenzione stessi non si intendono approvati e sono
sottoposti   alle   ordinarie   procedure   di  approvazione  di  cui
all'articolo 2, commi 82 e seguenti del decreto-legge 3 ottobre 2006,
n.  262  convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006,
n. 286".
((3-bis.  All'articolo  17, comma 34-bis, del decreto-legge 1° luglio
2009,  n.  78,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 3 agosto
2009, n. 102, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  nel  primo  periodo,  le  parole: "di rilevanza nazionale con
traffico   superiore  a  dieci  milioni  di  passeggeri  annui"  sono
sostituite   dalle  seguenti:  "nazionali  e  comunque  con  traffico
superiore  a  otto milioni di passeggeri annui, nonche' quelli aventi
strutture con sedimi in regioni diverse";
    b)  nel  secondo  periodo,  dopo  le  parole: "del Presidente del
Consiglio  dei  ministri",  sono inserite le seguenti: ", da adottare
entro sessanta giorni dalla stipula del contratto di programma".
  3-ter.  All'articolo  2, comma 200, alinea, della legge 23 dicembre
2009, n. 191, dopo le parole: "all'esterno del territorio dell'Unione
europea"  sono  inserite  le seguenti: "con riguardo anche ai sistemi
aeroportuali unitariamente considerati")).

-------------
AGGIORNAMENTO (1)
  La L. di conversione 30 luglio 2010, n. 122 ha disposto (con l'art.
1, comma 1) che all'articolo 47, comma 1, lettera b) "dopo le parole:
"della  legge  27  dicembre 1997, n. 449," sono inserite le seguenti:
"nonche'  l'indicazione  delle  opere infrastrutturali complementari,
anche  urbane  o consistenti in gallerie, la cui realizzazione, anche
mediante  il ricorso alla finanza di progetto, deve rientrare tra gli
obblighi assunti dal concessionario"".
 
	        
	      
                               Art. 48
         (Disposizioni in materia di procedure concorsuali)

  1.  1.  Dopo  l'articolo  182-ter del R.D. 16 marzo 1942, n. 267, e
successive modificazioni, e' inserito il seguente:
"Art.  182-quater  (disposizioni  in  tema  di  prededucibilita'  dei
crediti  nel concordato preventivo, negli accordi di ristrutturazione
dei debiti).
I crediti derivanti da finanziamenti in qualsiasi forma effettuati da
banche  e  intermediari finanziari iscritti negli elenchi di cui agli
articoli 106 e 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385,
in  esecuzione di un concordato preventivo di cui agli articoli 160 e
seguenti   ovvero  di  un  accordo  di  ristrutturazione  dei  debiti
omologato ai sensi dell'articolo 182-bis) sono prededucibili ai sensi
e per gli effetti dell'articolo 111.
Sono  ((parificati  ai  prededucibili))  ai  sensi  e per gli effetti
dell'articolo  111,  i  crediti derivanti da finanziamenti effettuati
dai   soggetti   indicati  al  precedente  comma  in  funzione  della
presentazione   della   domanda   di  ammissione  alla  procedura  di
concordato preventivo o della domanda di omologazione dell'accordo di
ristrutturazione  dei  debiti, qualora i finanziamenti siano previsti
dal  piano di cui all'articolo 160 o dall'accordo di ristrutturazione
e   ((purche'   la   prededuzione   sia  espressamente  disposta  nel
provvedimento  con cui il tribunale accoglie la domanda di ammissione
al concordato preventivo ovvero l'accordo sia omologato)).
In  deroga  agli articoli 2467 e 2497-quinquies del codice civile, il
primo  comma  si  applica anche ai finanziamenti effettuati dai soci,
fino a concorrenza dell'ottanta per cento del loro ammontare.
Sono  altresi'  prededucibili  i compensi spettanti al professionista
incaricato di predispone la relazione di cui agli articoli 161, terzo
comma,   182-bis,  primo  comma,  ((purche'  cio'  sia  espressamente
disposto  nel  provvedimento con cui il tribunale accoglie la domanda
di   ammissione   al   concordato  preventivo  ovvero  l'accordo  sia
omologato)).
Con riferimento ai crediti indicati ai commi secondo, terzo e quarto,
i creditori sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze per
l'approvazione  del  concordato  ai  sensi  dell'articolo  177  e dal
computo  della percentuale dei crediti prevista all'articolo 182-bis,
primo e sesto comma.".
  2.  Dopo  il  comma  quinto dell'articolo 182-bis del R.D. 16 marzo
1942, n. 267, e successive modificazioni, sono aggiunti i seguenti:
"Il  divieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari o esecutive
di  cui  al terzo comma puo' essere richiesto dall'imprenditore anche
nel corso delle trattative e prima della formalizzazione dell'accordo
di   cui  al  presente  articolo,  depositando  presso  il  tribunale
((competente  ai  sensi  dell'articolo  9))  la documentazione di cui
all'articolo  161,  primo  e secondo comma, e una proposta di accordo
corredata  da  una  dichiarazione dell'imprenditore, avente valore di
autocertificazione,  attestante  che  sulla  proposta  sono  in corso
trattative  con  i creditori che rappresentano almeno il sessanta per
cento  dei crediti e da una dichiarazione del professionista avente i
requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d), ((circa la
idoneita'  della  proposta, se accettata, ad)) assicurare il regolare
pagamento  dei  creditori  con i quali non sono in corso trattative o
che  hanno  comunque  negato  la  propria  disponibilita' a trattare.
L'istanza  di  sospensione di cui al presente comma e' pubblicata nel
registro  delle imprese ((e produce l'effetto del divieto di inizio o
prosecuzione  delle azioni esecutive e cautelari, nonche' del divieto
di   acquisire   titoli  di  prelazione,  se  non  concordati,  dalla
pubblicazione)).
Il   tribunale,   verificata   la  completezza  della  documentazione
depositata,  fissa  con  decreto l'udienza entro il termine di trenta
giorni dal deposito dell'istanza di cui al sesto comma, disponendo la
comunicazione  ai  creditori  della  documentazione stessa. Nel corso
dell'udienza,   riscontrata   la   sussistenza  dei  presupposti  per
pervenire  a  un  accordo  di  ristrutturazione  dei  debiti  con  le
maggioranze  di cui al primo comma e delle condizioni per il regolare
pagamento  dei  creditori  con i quali non sono in corso trattative o
che  hanno  comunque  negato  la  propria  disponibilita' a trattare,
dispone  con  decreto motivato il divieto di iniziare o proseguire le
azioni cautelari o esecutive ((e di acquisire titoli di prelazione se
non  concordati))  assegnando il termine di non oltre sessanta giorni
per  il  deposito  dell'accordo di ristrutturazione e della relazione
redatta  dal  professionista  a norma del primo comma. Il decreto del
precedente  periodo e' reclamabile a norma del quinto comma in quanto
applicabile.
A  seguito  del  deposito dell'accordo di ristrutturazione dei debiti
nei   termini   assegnati   dal  tribunale  trovano  applicazione  le
disposizioni di cui al secondo, terzo, quarto e quinto comma.".
((2-bis. Dopo l'articolo 217 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267,
e successive modificazioni, e' inserito il seguente:
"Art.  217-bis.  -  (Esenzioni  dai  reati  di  bancarotta).  - 1. Le
disposizioni  di  cui  all'articolo  216,  terzo  comma, e 217 non si
applicano ai pagamenti e alle operazioni compiuti in esecuzione di un
concordato  preventivo  di  cui  all'articolo  160 o di un accordo di
ristrutturazione  dei debiti omologato ai sensi dell'articolo 182-bis
ovvero del piano di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d)")).
 
	        
	      
                            Art. 48-bis.
                   (( (Assunzione di magistrati).

  1.   Il  Ministero  della  giustizia,  in  aggiunta  alle  facolta'
assunzionali  previste  dalla  normativa  vigente per l'anno 2010, e'
autorizzato  ad  assumere  magistrati  ordinari vincitori di concorso
gia'  concluso  alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di
conversione  del  presente  decreto,  entro il limite di spesa di 6,6
milioni  di  euro  per  l'anno 2010, di 16 milioni di euro per l'anno
2011,  di  19,2  milioni di euro per l'anno 2012 e di 19,5 milioni di
euro    a    decorrere   dall'anno   2013.   Agli   oneri   derivanti
dall'applicazione  delle  disposizioni  di  cui  al presente comma si
provvede mediante l'utilizzo del maggior gettito di cui al comma 2.
  2. I commi 1 e 2 dell'articolo 13 del testo unico di cui al decreto
del  Presidente  della  Repubblica  30  maggio  2002,  n.  115,  sono
sostituiti dai seguenti:
  "1. Il contributo unificato e' dovuto nei seguenti importi:
    a) euro 33 per i processi di valore fino a 1.100 euro;
    b) euro 77 per i processi di valore superiore a euro 1.100 e fino
a  euro  5.200  e per i processi di volontaria giurisdizione, nonche'
per  i  processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del
codice di procedura civile;
    c)  euro  187  per  i processi di valore superiore a euro 5.200 e
fino   a   euro  26.000  e  per  i  processi  contenziosi  di  valore
indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace;
    d)  euro  374  per i processi di valore superiore a euro 26.000 e
fino a euro 52.000 e per i processi civili e amministrativi di valore
indeterminabile;
    e)  euro  550  per i processi di valore superiore a euro 52.000 e
fino a euro 260.000;
    f)  euro  880 per i processi di valore superiore a euro 260.000 e
fino a euro 520.000;
    g) euro 1.221 per i processi di valore superiore a euro 520.000.
  2. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto e'
pari  a  euro 220. Per gli altri processi esecutivi lo stesso importo
e'  ridotto della meta'. Per i processi esecutivi mobiliari di valore
inferiore  a 2.500 euro il contributo dovuto e' pari a euro 30. Per i
processi  di  opposizione agli atti esecutivi il contributo dovuto e'
pari a euro 132")).
 
	        
	      
                            Art. 48-ter.
       (( (Disposizione in materia di contenzioso tributario)

  1. All'articolo 3, comma 2-bis, del decreto-legge 25 marzo 2010, n.
40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73,
alla   lettera  b),  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:
"L'avvenuto  pagamento estingue il giudizio a seguito di attestazione
degli   uffici   dell'amministrazione   finanziaria   comprovanti  la
regolarita'  della istanza ed il pagamento integrale di quanto dovuto
ai sensi del presente decreto")).
 
	        
	      
                               Art. 49
         (Disposizioni in materia di conferenza di servizi)

  1.  All'articolo  14  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  1,  le  parole: "indice di regola" sono sostituite
dalle seguenti: "puo' indire";
    b)  al  comma  2,  secondo  periodo,  sono  aggiunte, in fine, le
parole:  "ovvero  nei  casi  in cui e' consentito all'amministrazione
procedente di provvedere direttamente in assenza delle determinazioni
delle amministrazioni competenti".
  2.  All'articolo  14-ter  della  legge  7 agosto 1990, n. 241, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a)  al  comma  2  sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "La
nuova data della riunione puo' essere fissata entro i quindici giorni
successivi  nel  caso  la richiesta provenga da un'autorita' preposta
alla  tutela del patrimonio culturale. I responsabili degli sportelli
unici per le attivita' produttive e per l'edilizia, ove costituiti, o
i  Comuni  ((,  o  altre  autorita'  competenti))  concordano  con  i
Soprintendenti  territorialmente  competenti  il  calendario,  almeno
trimestrale,   delle   riunioni   delle  conferenze  di  servizi  che
coinvolgano  atti  di  assenso  o  consultivi  comunque denominati di
competenza del Ministero per i beni e le attivita' culturali.";
    b)  dopo  il  comma 3 e' inserito il seguente: "3-bis. In caso di
opera  o  attivita' sottoposta anche ad autorizzazione paesaggistica,
il   soprintendente  si  esprime,  in  via  definitiva,  in  sede  di
conferenza   di   servizi,   ove  convocata,  in  ordine  a  tutti  i
provvedimenti  di  sua competenza ai sensi del decreto legislativo 22
gennaio 2004, 42.";
  ((b-bis) al comma 4 sono premesse le parole: "Fermo restando quanto
disposto  dal  comma  4-bis"  e  sono  aggiunti,  in fine, i seguenti
periodi:  "Per  assicurare  il  rispetto dei tempi, l'amministrazione
competente  al  rilascio dei provvedimenti in materia ambientale puo'
far  eseguire  anche  da altri organi dell'amministrazione pubblica o
enti   pubblici   dotati   di   qualificazione  e  capacita'  tecnica
equipollenti,  ovvero  da  istituti  universitari  tutte le attivita'
tecnico-istruttorie  non  ancora  eseguite.  In  tal  caso  gli oneri
economici  diretti  o  indiretti  sono  posti  a esclusivo carico del
soggetto  committente  il  progetto, secondo le tabelle approvate con
decreto  del  Ministro  dell'ambiente e della tutela del territorio e
del   mare,  di  concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze"));
    c)  dopo il comma 4, e' aggiunto il seguente: "4-bis. Nei casi in
cui  l'intervento  oggetto  della  conferenza  di  servizi  e'  stato
sottoposto positivamente a valutazione ambientale strategica (VAS), i
relativi  risultati  e  prescrizioni, ivi compresi gli adempimenti di
cui  ai commi 4 e 5 dell'articolo 10 del decreto legislativo 3 aprile
2006,  n. 152, devono essere utilizzati, senza modificazioni, ai fini
della   VIA,  qualora  effettuata  nella  medesima  sede,  statale  o
regionale,  ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152.";
    d)  il  comma 6-bis e' sostituito dal seguente: "6-bis. All'esito
dei lavori della conferenza, e in ogni caso scaduto il termine di cui
ai commi 3 e 4, l'amministrazione procedente, in caso di VIA statale,
puo'   adire   direttamente   il  consiglio  dei  ministri  ai  sensi
dell'articolo 26, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 2006, n.
152; in tutti gli altri casi, valutate le specifiche risultanze della
conferenza  e  tenendo  conto  delle posizioni prevalenti espresse in
quella  sede,  adotta  la  determinazione motivata di conclusione del
procedimento    che   sostituisce   a   tutti   gli   effetti,   ogni
autorizzazione,  concessione,  nulla  osta o atto di assenso comunque
denominato   di  competenza  delle  amministrazioni  partecipanti,  o
comunque  invitate  a partecipare ma risultate assenti, alla predetta
conferenza.  La  mancata  partecipazione  alla  conferenza di servizi
ovvero  la ritardata o mancata adozione della determinazione motivata
di   conclusione   del  procedimento  sono  valutate  ai  fini  della
responsabilita' dirigenziale o disciplinare e amministrativa, nonche'
ai  fini  dell'attribuzione  della  retribuzione  di risultato. Resta
salvo  il  diritto del privato di dimostrare il danno derivante dalla
mancata  osservanza  del  termine  di conclusione del procedimento ai
sensi degli articoli 2 e 2-bis.";
    e)  il  comma  7  e'  sostituito  dal  seguente: "7. Si considera
acquisito   l'assenso   dell'amministrazione,   ivi  comprese  quelle
preposte  alla  tutela  della salute e della pubblica incolumita' ((,
alla  tutela  paesaggistico-territoriale))  e alla tutela ambientale,
esclusi  i provvedimenti in materia di VIA, VAS e AIA, (( . . . )) il
cui  rappresentante, all'esito dei lavori della conferenza, non abbia
espresso    definitivamente    la    volonta'    dell'amministrazione
rappresentata.";
    f) il comma 9 e' soppresso.
  3.  All'articolo  14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a)   al   comma   1,   dopo   le  parole:  "rappresentanti  delle
amministrazioni"  sono  inserite  le  seguenti:  "ivi comprese quelle
preposte  alla  tutela  ambientale,  fermo  restando  quanto previsto
dall'articolo  26  del  decreto  legislativo  3  aprile 2006, n. 152,
paesaggistico-territoriale,  del  patrimonio storico-artistico o alla
tutela della salute e della pubblica incolumita'";
    b)  i  commi  3,  3-bis,  3-ter  e  3-quater  sono sostituiti dal
seguente:
"3. Al di fuori dei casi di cui all'articolo 117, ottavo comma, della
Costituzione,  e  delle  infrastrutture  ed  insediamenti  produttivi
strategici  e  di  preminente  interesse nazionale, di cui alla parte
seconda,  titolo terzo, capo quarto del decreto legislativo 12 aprile
2006,  n.  163,  e  successive  modificazioni,  nonche'  dei  casi di
localizzazione  delle  opere di interesse statale, ove venga espresso
motivato dissenso da parte di un'amministrazione preposta alla tutela
ambientale,      paesaggistico-territoriale,      del      patrimonio
storico-artistico  o  alla  tutela  della  salute  e  della  pubblica
incolumita', la questione, in attuazione e nel rispetto del principio
di  leale  collaborazione  e dell'articolo 120 della Costituzione, e'
rimessa   dall'amministrazione   procedente  alla  deliberazione  del
Consiglio  dei  Ministri,  che  si  pronuncia  entro sessanta giorni,
previa  intesa  con  la  Regione  o le Regioni e le Province autonome
interessate, in caso di dissenso tra un'amministrazione statale e una
regionale  o tra piu' amministrazioni regionali, ovvero previa intesa
con la Regione e gli enti locali interessati, in caso di dissenso tra
un'amministrazione  statale  o  regionale e un ente locale o tra piu'
enti  locali.  Se  l'intesa  non  e'  raggiunta nei successivi trenta
giorni,  la  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri puo' essere
comunque adottata. Se il motivato dissenso e' espresso da una Regione
o  da  una  Provincia  autonoma  in  una  delle  materie  di  propria
competenza,  il  Consiglio  dei  Ministri  delibera  in esercizio del
proprio potere sostitutivo con la partecipazione dei Presidenti delle
Regioni o delle Province autonome interessate".
  4. All'articolo 29, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 241,
dopo  la  parola "assenso" sono aggiunte le seguenti "e la conferenza
di servizi,".
((4-bis.  L'articolo  19  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241, e'
sostituito dal seguente:
"Art.  19.  - (Segnalazione certificata di inizio attivita' - Scia) -
1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva,
permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le
iscrizioni  in  albi  o  ruoli richieste per l'esercizio di attivita'
imprenditoriale,  commerciale  o  artigianale il cui rilascio dipenda
esclusivamente dall'accertamento di requisiti e presupposti richiesti
dalla  legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia
previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti
di  programmazione  settoriale  per il rilascio degli atti stessi, e'
sostituito   da   una  segnalazione  dell'interessato,  con  la  sola
esclusione   dei   casi   in   cui   sussistano  vincoli  ambientali,
paesaggistici   o   culturali   e   degli   atti   rilasciati   dalle
amministrazioni   preposte   alla  difesa  nazionale,  alla  pubblica
sicurezza,    all'immigrazione,    all'asilo,    alla   cittadinanza,
all'amministrazione   della   giustizia,   all'amministrazione  delle
finanze,  ivi  compresi  gli atti concernenti le reti di acquisizione
del  gettito,  anche  derivante  dal gioco, nonche' di quelli imposti
dalla  normativa  comunitaria.  La  segnalazione  e'  corredata dalle
dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell'atto di notorieta'
per  quanto riguarda tutti gli stati, le qualita' personali e i fatti
previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, nonche' dalle
attestazioni  e  asseverazioni  di  tecnici  abilitati,  ovvero dalle
dichiarazioni  di  conformita' da parte dell'Agenzia delle imprese di
cui  all'articolo  38,  comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112,  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui
al  primo  periodo;  tali attestazioni e asseverazioni sono corredate
dagli  elaborati  tecnici  necessari  per  consentire le verifiche di
competenza  dell'amministrazione.  Nei  casi  in cui la legge prevede
l'acquisizione   di   pareri   di  organi  o  enti  appositi,  ovvero
l'esecuzione  di  verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti
dalle    auto-certificazioni,    attestazioni   e   asseverazioni   o
certificazioni   di   cui  al  presente  comma,  salve  le  verifiche
successive degli organi e delle amministrazioni competenti.
2.  L'attivita' oggetto della segnalazione puo' essere iniziata dalla
data   della  presentazione  della  segnalazione  all'amministrazione
competente.
3.  L'amministrazione  competente,  in  caso di accertata carenza dei
requisiti  e  dei  presupposti  di  cui  al  comma  1, nel termine di
sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al medesimo
comma,  adotta  motivati  provvedimenti  di  divieto  di prosecuzione
dell'attivita'  e  di  rimozione  degli  eventuali effetti dannosi di
essa,  salvo  che,  ove  cio' sia possibile, l'interessato provveda a
conformare  alla  normativa vigente detta attivita' ed i suoi effetti
entro  un  termine  fissato  dall'amministrazione,  in  ogni caso non
inferiore  a  trenta  giorni.  E'  fatto  comunque  salvo  il  potere
dell'amministrazione  competente di assumere determinazioni in via di
autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. In caso
di   dichiarazioni  sostitutive  di  certificazione  e  dell'atto  di
notorieta'   false   o  mendaci,  l'amministrazione,  ferma  restando
l'applicazione  delle  sanzioni  penali di cui al comma 6, nonche' di
quelle  di  cui  al  capo  VI  del  testo unico di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, puo' sempre e
in ogni tempo adottare i provvedimenti di cui al primo periodo.
4.  Decorso  il  termine  per  l'adozione dei provvedimenti di cui al
primo   periodo   del  comma  3,  all'amministrazione  e'  consentito
intervenire  solo  in  presenza  del  pericolo  di  un  danno  per il
patrimonio  artistico e culturale, per l'ambiente, per la salute, per
la  sicurezza  pubblica  o  la  difesa  nazionale  e  previo motivato
accertamento  dell'impossibilita' di tutelare comunque tali interessi
mediante  conformazione  dell'attivita'  dei  privati  alla normativa
vigente.
5.  Il  presente  articolo non si applica alle attivita' economiche a
prevalente  carattere  finanziario,  ivi comprese quelle regolate dal
testo  unico  delle  leggi in materia bancaria e creditizia di cui al
decreto  legislativo  1° settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in
materia  di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo
24  febbraio 1998, n. 58. Ogni controversia relativa all'applicazione
del  presente  articolo  e' devoluta alla giurisdizione esclusiva del
giudice   amministrativo.   Il   relativo   ricorso  giurisdizionale,
esperibile  da  qualunque  interessato  nei  termini  di  legge, puo'
riguardare  anche  gli  atti di assenso formati in virtu' delle norme
sul silenzio assenso previste dall'articolo 20.
6.  Ove  il  fatto  non costituisca piu' grave reato, chiunque, nelle
dichiarazioni   o  attestazioni  o  asseverazioni  che  corredano  la
segnalazione  di  inizio  attivita',  dichiara  o  attesta falsamente
l'esistenza  dei  requisiti  o  dei  presupposti di cui al comma 1 e'
punito con la reclusione da uno a tre anni".
  4-ter.  Il  comma  4-bis  attiene  alla tutela della concorrenza ai
sensi   dell'articolo   117,   secondo   comma,   lettera  e),  della
Costituzione,  e  costituisce  livello  essenziale  delle prestazioni
concernenti  i diritti civili e sociali ai sensi della lettera m) del
medesimo  comma.  Le  espressioni "segnalazione certificata di inizio
attivita'"   e   "Scia"  sostituiscono,  rispettivamente,  quelle  di
"dichiarazione di inizio attivita'" e "Dia", ovunque ricorrano, anche
come  parte  di una espressione piu' ampia, e la disciplina di cui al
comma 4-bis sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigore
della  legge  di  conversione  del  presente  decreto,  quella  della
dichiarazione  di inizio attivita' recata da ogni normativa statale e
regionale.
  4-quater.  Al fine di promuovere lo sviluppo del sistema produttivo
e  la  competitivita' delle imprese, anche sulla base delle attivita'
di  misurazione degli oneri amministrativi di cui all'articolo 25 del
decreto-legge  25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla  legge  6  agosto  2008,  n.  133, il Governo e' autorizzato ad
adottare  uno  o piu' regolamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 2,
della  legge  23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri per la
pubblica  amministrazione  e  l'innovazione,  per  la semplificazione
normativa  e dello sviluppo economico, sentiti i Ministri interessati
e le associazioni imprenditoriali, volti a semplificare e ridurre gli
adempimenti amministrativi gravanti sulle piccole e medie imprese, in
base ai seguenti principi e criteri direttivi, nel rispetto di quanto
previsto  dagli  articoli  20,  20-bis  e 20-ter della legge 15 marzo
1997, n. 59, e successive modificazioni:
    a) proporzionalita' degli adempimenti amministrativi in relazione
alla  dimensione dell'impresa e al settore di attivita', nonche' alle
esigenze di tutela degli interessi pubblici coinvolti;
    b)  eliminazione  di autorizzazioni, licenze, permessi, ovvero di
dichiarazioni,  attestazioni,  certificazioni,  comunque  denominati,
nonche'  degli  adempimenti  amministrativi  e  delle  procedure  non
necessarie rispetto alla tutela degli interessi pubblici in relazione
alla dimensione dell'impresa ovvero alle attivita' esercitate;
    c)   estensione   dell'utilizzo   dell'autocertificazione,  delle
attestazioni  e  delle  asseverazioni  dei  tecnici abilitati nonche'
delle  dichiarazioni  di  conformita'  da  parte  dell'Agenzia  delle
imprese  di cui all'articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno
2008,  n.  112,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133; 	
    d)   informatizzazione   degli   adempimenti  e  delle  procedure
amministrative, secondo la disciplina del decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82, recante codice dell'amministrazione digitale;
    e)  soppressione  delle  autorizzazioni  e  dei  controlli per le
imprese  in  possesso  di  certificazione  ISO  o equivalente, per le
attivita' oggetto di tale certificazione;
    f)  coordinamento delle attivita' di controllo al fine di evitare
duplicazioni e sovrapposizioni, assicurando la proporzionalita' degli
stessi in relazione alla tutela degli interessi pubblici coinvolti.
  4-quinquies.  I  regolamenti  di cui al comma 4-quater sono emanati
entro  dodici  mesi  dalla  data  di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto ed entrano in vigore il quindicesimo
giorno  successivo  alla data della loro pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale.  Con  effetto dalla data di entrata in vigore dei predetti
regolamenti  sono  abrogate le norme, anche di legge, regolatrici dei
relativi  procedimenti.  Tali interventi confluiscono nel processo di
riassetto di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59)).
 
	        
	      
                               Art. 50
                            (Censimento)

  1.  E' indetto il 15° Censimento generale della popolazione e delle
abitazioni,  di  cui al Regolamento (CE) 9 luglio 2008, n. 763/08 del
Parlamento europeo e del Consiglio, nonche' il 9° censimento generale
dell'industria  e  dei  servizi  ed  il  censimento delle istituzioni
nonprofit.  A tal fine e' autorizzata la spesa di 200 milioni di euro
per  l'anno 2011, di 277 milioni per l'anno 2012 e di 150 milioni per
l'anno 2013.
  2.  Ai  sensi  dell'articolo  15  comma 1, lettere b), c) ed e) del
decreto  legislativo  6  settembre 1989, n. 322, l'Istat organizza le
operazioni  di  ciascun  censimento  attraverso  il Piano generale di
censimento  e  apposite circolari, nonche' mediante specifiche intese
con  le  Province  autonome di Trento e di Bolzano per i territori di
competenza e nel rispetto della normativa vigente. Nel Piano Generale
di  Censimento  vengono definite la data di riferimento dei dati, gli
obiettivi,  il campo di osservazione, le metodologie di indagine e le
modalita' di organizzazione ed esecuzione delle operazioni censuarie,
gli  adempimenti  cui sono tenuti i rispondenti nonche' gli uffici di
censimento,  singoli  o  associati,  preposti  allo svolgimento delle
procedure  di  cui  agli  articoli  7  e 11 del decreto legislativo 6
settembre  1989, n. 322, gli obblighi delle amministrazioni pubbliche
di  fornitura  all'Istat  di  basi  dati  amministrative  relative  a
soggetti   costituenti  unita'  di  rilevazione  censuaria.  L'Istat,
attraverso il Piano e apposite circolari, stabilisce altresi':
    a)  le  modalita'  di  costituzione  degli  uffici di censimento,
singoli  o  associati,  preposti  allo  svolgimento  delle operazioni
censuarie e i criteri di determinazione e ripartizione dei contributi
agli  organi di censimento, i criteri per l'affidamento di fasi della
rilevazione censuaria a enti e organismi pubblici e privati, d'intesa
con  la  Conferenza  Unificata,  sentito il Ministero dell'economia e
delle finanze;
    b)  in  ragione  delle peculiarita' delle rispettive tipologie di
incarico,  le modalita' di selezione ed i requisiti professionali del
personale  con contratto a tempo determinato, nonche' le modalita' di
conferimento  dell'incarico  di  coordinatore e rilevatore, anche con
contratti  di collaborazione coordinata e continuativa, limitatamente
alla  durata delle operazioni censuarie e comunque con scadenza entro
il  31  dicembre  2012,  d'intesa  con il Dipartimento della Funzione
pubblica e il Ministero dell'economia e delle finanze;
    c)  i soggetti tenuti all'obbligo di risposta, il trattamento dei
dati  e  la tutela della riservatezza, le modalita' di diffusione dei
dati,  anche  con  frequenza inferiore alle tre unita', ad esclusione
dei  dati  di  cui  all'articolo 22 del decreto legislativo 30 giugno
2003,  n.  196,  e  la  comunicazione dei dati elementari ai soggetti
facenti  parte  del  SISTAN,  nel rispetto del decreto legislativo n.
322/89  e successive modifiche e del codice di deontologia e di buona
condotta  per i trattamenti di dati personali a scopi statistici e di
ricerca  scientifica,  nonche'  la  comunicazione  agli  organismi di
censimento  dei  dati  elementari,  privi  di identificativi e previa
richiesta all'Istat, relativi ai territori di rispettiva competenza e
necessari  per  lo  svolgimento  delle  funzioni  istituzionali,  nel
rispetto  di quanto stabiliti dal presente articolo e dalla normativa
vigente  in  materia  di  trattamento  dei  dati  personali  a  scopi
statistici;
    d)  limitatamente  al 15° Censimento generale della popolazione e
delle  abitazioni,  le  modalita'  per  il confronto contestuale alle
operazioni censuarie tra dati rilevati al censimento e dati contenuti
nelle  anagrafi della popolazione residente, nonche', d'intesa con il
Ministero  dell'Interno,  le  modalita'  di aggiornamento e revisione
delle   anagrafi   della   popolazione  residente  sulla  base  delle
risultanze censuarie.
  3.  Per  gli  enti  territoriali  individuati dal Piano Generale di
censimento   di  cui  al  comma  2  come  affidatari  di  fasi  delle
rilevazioni  censuarie,  le  spese  derivanti  dalla progettazione ed
esecuzione  dei  censimenti  sono  escluse  dal  Patto  di stabilita'
interno, nei limiti delle risorse trasferite dall'ISTAT. Per gli enti
territoriali  per  i quali il Patto di stabilita' interno e' regolato
con  riferimento  al  saldo  finanziario  sono  escluse dalle entrate
valide ai fini del Patto anche le risorse trasferite dall'ISTAT. ((Le
disposizioni   del  presente  comma  si  applicano  anche  agli  enti
territoriali   individuati  dal  Piano  generale  del  6°  censimento
dell'agricoltura di cui al numero Istat SP/1275.2009, del 23 dicembre
2009 e di cui al comma 6, lettera a) )).
  4.  Per far fronte alle esigenze temporanee ed eccezionali connesse
all'esecuzione  dei  censimenti,  l'ISTAT,  gli  enti e gli organismi
pubblici,  indicati  nel  Piano  di cui al comma 2, possono avvalersi
delle  forme  contrattuali  flessibili,  ivi  compresi i contratti di
somministrazione  di  lavoro,  nell'ambito e nei limiti delle risorse
finanziarie ad essi assegnate ai sensi del comma 1 limitatamente alla
durata delle operazioni censuarie e, comunque, non oltre il 2013; nei
limiti  delle  medesime  risorse, l'Istat puo' avvalersene fino al 31
dicembre    2014,    dando   apposita   comunicazione   dell'avvenuto
reclutamento  al Dipartimento della funzione pubblica ed al Ministero
dell'economia e delle finanze.
  5.  La  determinazione  della  popolazione  legale  e' definita con
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  sulla  base dei dati del
censimento  relativi  alla  popolazione  residente, come definita dal
decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223.
  Nelle more dell'adozione del Piano Generale di Censimento di cui al
comma  2,  l'ISTAT  provvede  alle  iniziative  necessarie  e urgenti
preordinate   ad   effettuare   la   rilevazione  sui  numeri  civici
geocodificati  alle  sezioni di censimento nei comuni con popolazione
residente  non  inferiore  a  20.000 abitanti e la predisposizione di
liste  precensuarie di famiglie e convivenze desunte dagli archivi di
anagrafi   comunali   attraverso  apposite  circolari.  Con  apposite
circolari  e  nel  rispetto della riservatezza, l'ISTAT stabilisce la
tipologia ed il formato dei dati individuali nominativi dell'anagrafe
della popolazione residente, utili per le operazioni censuarie, che i
Comuni  devono  fornire  all'ISTAT.  Il Ministero dell'Interno vigila
sulla  corretta  osservanza  da parte dei Comuni dei loro obblighi di
comunicazione,  anche  ai  fini  dell'eventuale  esercizio dei poteri
sostitutivi di cui agli articoli 14, comma 2, e 54, commi 3 e 11, del
decreto  legislativo  18  agosto 2000, n. 267. L'articolo 1, comma 6,
della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, e' sostituito dal seguente:
"6.  L'INA  promuove  la  circolarita' delle informazioni anagrafiche
essenziali  al  fine  di  consentire  alle  amministrazioni pubbliche
centrali  e  locali  collegate la disponibilita', in tempo reale, dei
dati  relativi  alle  generalita',  alla  cittadinanza, alla famiglia
anagrafica  nonche'  all'indirizzo anagrafico delle persone residenti
in Italia, certificati dai comuni e, limitatamente al codice fiscale,
dall'Agenzia  delle entrate". Con decreto, da adottare entro tre mesi
dalla  data  di entrata in vigore della legge di conversione ai sensi
dell'art.  1,  comma  7,  della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, sono
emanate  le  disposizioni  volte  ad  armonizzare  il  regolamento di
gestione dell'INA con quanto previsto dal presente comma.
  6.  Nelle  more  dell'entrata  in  vigore  del  regolamento  di cui
all'articolo   17  del  decreto-legge  25  settembre  2009,  n.  135,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166,
e  in  attuazione  del Protocollo di intesa sottoscritto dall'ISTAT e
dalle Regioni e Province Autonome in data 17 dicembre 2009:
    a)  l'ISTAT  organizza  le operazioni censuarie, nel rispetto del
regolamento (CE) n. 1166/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del  19  novembre  2008,  e del predetto Protocollo, secondo il Piano
Generale  di  Censimento  di  cui al numero Istat SP/1275.2009 del 23
dicembre  2009 e relative circolari applicative che individuano anche
gli   enti  e  gli  organismi  pubblici  impegnati  nelle  operazioni
censuarie;
    b)  le  Regioni organizzano e svolgono le attivita' loro affidate
secondo  i  rispettivi  Piani  di  censimento e attraverso la scelta,
prevista  dal  Piano  Generale  di Censimento, tra il modello ad alta
partecipazione o a partecipazione integrativa, alla quale corrisponde
l'erogazione di appositi contributi;
    c)  l'ISTAT,  gli  enti  e gli organismi pubblici impegnati nelle
operazioni censuarie sono autorizzati, ai sensi del predetto articolo
17,  comma  4,  ad  avvalersi delle forme contrattuali flessibili ivi
previste  limitatamente  alla  durata  delle  operazioni  censuarie e
comunque  non  oltre  il 2012. Della avvenuta selezione, assunzione o
reclutamento  da  parte  dell'Istat e' data apposita comunicazione al
Dipartimento  della funzione pubblica ed al Ministero dell'economia e
delle finanze.
  7.  Gli  organi  preposti  allo svolgimento delle operazioni del 6°
censimento  generale  dell'agricoltura  sono autorizzati a conferire,
per  lo  svolgimento  dei compiti di rilevatore e coordinatore, anche
incarichi   di   natura  autonoma  limitatamente  alla  durata  delle
operazioni  censuarie  e  comunque  non oltre il 31 dicembre 2011. Il
reclutamento  dei  coordinatori  intercomunali  di  censimento  e gli
eventuali  loro  responsabili  avviene, secondo le modalita' previste
dalla  normativa  e  dagli  accordi  di cui al presente comma e dalle
circolari emanate dall'Istat, tra i dipendenti dell'amministrazione o
di  altre  amministrazioni  pubbliche  territoriali o funzionali, nel
rispetto  delle norme regionali e locali ovvero tra personale esterno
alle   pubbliche   amministrazioni.   L'ISTAT  provvede  con  proprie
circolari   alla   definizione   dei   requisiti   professionali  dei
coordinatori  intercomunali  di  censimento  e  degli  eventuali loro
responsabili,  nonche'  dei coordinatori comunali e dei rilevatori in
ragione delle peculiarita' delle rispettive tipologie di incarico.
((8. Al fine di ridurre l'utilizzo di soggetti estranei alla pubblica
amministrazione  per  il  perseguimento dei fini di cui al comma 1, i
ricercatori,  i tecnologi e il personale tecnico di ruolo dei livelli
professionali IV-VI degli enti di ricerca e di sperimentazione di cui
all'articolo  7  del  presente  decreto,  che  risultino  in  esubero
all'esito  della  soppressione e incorporazione degli enti di ricerca
di cui al medesimo articolo 7, sono trasferiti a domanda all'ISTAT in
presenza   di   vacanze   risultanti  anche  a  seguito  di  apposita
rimodulazione  dell'organico  e  con le modalita' ivi indicate. Resta
fermo  il limite finanziario dell'80 per cento di cui all'articolo 1,
comma  643, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Dall'attuazione del
presente  comma  non  devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica)).
  9. Agli oneri derivanti dai commi 6 e 7, nonche' a quelli derivanti
dalle   ulteriori   attivita'   previste   dal   regolamento  di  cui
all'articolo  17,  comma  2,  del decreto-legge 25 settembre 2009, n.
135,  convertito,  con  modificazioni,  in legge 20 novembre 2009, n.
166, si provvede nei limiti dei complessivi stanziamenti previsti dal
citato articolo 17.
 
	        
	      
                               Art. 51
(Semplificazione dell'installazione    di    piccoli    impianti   di
                   distribuzione di gas naturale)

  1.  L'installazione  di  impianti  fissi  senza serbatoi d'accumulo
derivati  da rete domestica adibiti al rifornimento a carica lenta di
gas  naturale  per  autotrazione e' subordinata alla presentazione di
una dichiarazione d'inizio attivita', disciplinata dalle disposizioni
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n.
37  ed  in  coerenza con gli effetti di cui al ((comma 5 del presente
articolo))  da presentare al Comando provinciale dei Vigili del fuoco
territorialmente competente.
  2.  Fatta  salva  la disciplina comunitaria in materia di prodotti,
l'installazione  e l'esercizio di apparecchi fissi senza serbatoio di
accumulo  per  il  rifornimento  a  carica lenta di gas naturale, per
autotrazione,  con  una  capacita'  di compressione non superiore a 3
m3/h  sono  disciplinati, ai sensi degli articoli 14 e 15 del decreto
legislativo   8   marzo  2006,  n.  139,  con  decreto  del  Ministro
dell'interno  da  adottarsi  entro  centoventi giorni ((dalla data di
pubblicazione  del  presente decreto)) nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
  3.  L'impianto,  costituito  dall'apparecchio,  dalla  condotta  di
adduzione  del  gas  e  della  linea elettrica di alimentazione, deve
essere rispondente ai requisiti di cui alla legge 6 dicembre 1971, n.
1083,  e  successive modifiche, per quanto riguarda l'impiego del gas
naturale,  e  di  cui  alla legge 1° marzo 1968, n. 186, e successive
modifiche, per quanto riguarda l'alimentazione elettrica.
  4.   Sono  abilitate  all'installazione,  allo  smontaggio  e  alla
manutenzione  dell'impianto  le  imprese aventi i requisiti stabiliti
dal  decreto  adottato  ai sensi dell'articolo 11-quaterdecies, comma
13,  ((lettera  a),  del  decreto-legge  30  settembre  2005, n. 203,
convertito, con modificazioni, dalla)) legge 2 dicembre 2005, n. 248,
che  risultano  iscritte  presso la Camera di commercio, industria ed
artigianato e che esercitano le attivita' di:
    a)  impianti  di  produzione, di trasporto, di distribuzione e di
utilizzazione  dell'energia  elettrica  all'interno  degli  edifici a
partire   dal   punto  di  consegna  dell'energia  fornita  dall'ente
distributore;
    b)  impianti per il trasporto e l'utilizzazione di gas allo stato
liquido  o aeriforme all'interno degli edifici a partire dal punto di
consegna del combustibile gassoso fornito dall'ente distributore.
  5.  Gli impianti aventi i requisiti previsti dal presente articolo,
non  necessitano,  in  ogni  caso,  di  autorizzazione  in materia di
prevenzione   incendi.  E'  fatta  salva  la  possibilita'  da  parte
dell'autorita'  competente  per la prevenzione incendi, di effettuare
controlli,  anche  a  campione,  ed emettere prescrizioni. La mancata
esibizione  della  dichiarazione  di  conformita'  dell'impianto,  in
occasione  dei  controlli, comporta l'applicazione delle sanzioni, in
relazione  alla  tipologia  di  attivita'  in  cui viene accertata la
violazione,  previste  dal  decreto  adottato  ai sensi dell'articolo
11-quaterdecies,   comma  13,  ((lettera  a),  del  decreto-legge  30
settembre  2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla)) legge
2  dicembre  2005, n. 248 e del decreto legislativo 19 dicembre 1994,
n. 758.
  6.  Il  gas  naturale  destinato agli impianti di cui al comma 1 e'
assoggettato alle aliquota di accisa previste per il gas naturale per
combustione  per  usi civili di cui all'allegato I annesso al decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, come modificato dall'articolo 2,
comma 1, del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26.
((7.  Al  comma 3 dell'articolo 2 del decreto-legge 25 marzo 2010, n.
40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73,
le  parole:  "entro  e  non  oltre  il  termine  di  sessanta  giorni
decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente decreto" sono
sostituite dalle seguenti: "entro e non oltre il 31 dicembre 2010")).
 
	        
	      
                               Art. 52
                        (Fondazioni bancarie)

  1.  L'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 17 maggio 1999,
n.  153,  si  interpreta  nel senso che, fino a che non e' istituita,
nell'ambito di una riforma organica, una nuova autorita' di controllo
sulle persone giuridiche private disciplinate dal titolo II del libro
primo  del  codice  civile, la vigilanza sulle fondazioni bancarie e'
attribuita    al    Ministero    dell'economia   e   delle   finanze,
indipendentemente  dalla  circostanza  che le fondazioni controllino,
direttamente  o  indirettamente  societa'  bancarie, o partecipino al
controllo  di  esse tramite patti di sindacato o accordi in qualunque
forma  stipulati. Le fondazioni bancarie che detengono partecipazioni
di  controllo,  diretto  o  indiretto,  in  societa'  bancarie ovvero
concorrono  al  controllo,  diretto  o  indiretto,  di dette societa'
attraverso  patti di sindacato o accordi di qualunque tipo continuano
a  essere  vigilate dal Ministero dell'economia e delle finanze anche
dopo l'istituzione dell'autorita' di cui al primo periodo.
((1-bis.  Le  disposizioni  dell'articolo  15, commi 13, 14 e 15, del
decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con
modificazioni,  dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, si applicano anche
per  l'esercizio in corso alla data di entrata in vigore del presente
decreto.
  1-ter.  All'articolo  7,  comma  3-bis,  del decreto legislativo 17
maggio  1999, n. 153, le parole: "non superiore al 10 per cento" sono
sostituite dalle seguenti: "non superiore al 15 per cento".
  1-quater. All'articolo 4 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n.
153, dopo il comma 2 e' inserito il seguente:
  "2-bis.  I  soggetti  che  svolgono  funzioni  di  amministrazione,
direzione  o  controllo  presso  la  fondazione non possono ricoprire
funzioni di amministrazione, direzione o controllo presso la societa'
bancaria conferitaria o sue controllate o partecipate. I soggetti che
svolgono  funzioni  di  indirizzo  presso  la  fondazione non possono
ricoprire  funzioni  di amministrazione, direzione o controllo presso
la societa' bancaria conferitaria".
  1-quinquies.  All'articolo  10, comma 3, del decreto legislativo 17
maggio 1999, n. 153, dopo la lettera k), e' aggiunta la seguente:
    "k-bis) presenta, entro il 30 giugno, una relazione al Parlamento
sull'attivita' svolta dalle Fondazioni bancarie nell'anno precedente,
con   riferimento,   tra   l'altro,  agli  interventi  finalizzati  a
promuovere  lo sviluppo economico-sociale nei territori locali in cui
operano le medesime fondazioni")).
 
	        
	      
                            Art. 52-bis.
         (( (Garanzia per il versamento di somme dovute per
                effetto di accertamento con adesione)

  1.  A  decorrere  dalla  data  di  entrata in vigore della legge di
conversione  del  presente  decreto  e  fino  al 31 dicembre 2011, la
garanzia di cui al comma 2 dell'articolo 8 del decreto legislativo 19
giugno  1997,  n.  218,  puo'  essere prestata anche mediante ipoteca
volontaria    di    primo    grado    per    un   valore,   accettato
dall'amministrazione  finanziaria, pari al doppio del debito erariale
ovvero della somma oggetto di rateizzazione)).
 
	        
	      
   
                               Art. 53 
 
                    (Contratto di produttivita') 
 
1. Nel periodo dal 1° gennaio 2011 al  31  dicembre  2011,  le  somme
erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato,  in  attuazione
di quanto previsto da accordi o contratti collettivi  territoriali  o
aziendali  e  correlate  a  incrementi  di  produttivita',  qualita',
redditivita', innovazione,  efficienza  organizzativa,  collegate  ai
risultati riferiti all'andamento economico o agli utili della impresa
o a ogni altro elemento rilevante ai  fini  del  miglioramento  della
competitivita' aziendale sono  soggette  a  una  imposta  sostitutiva
della imposta sul reddito delle persone fisiche e  delle  addizionali
regionali e comunali. Tale disposizione trova applicazione  entro  il
limite complessivo di 6.000 euro lordi e per i titolari di reddito da
lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro. 
2. Nel periodo dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011  le  somme  di
cui al comma 1 beneficiano altresi' di  uno  sgravio  dei  contributi
dovuti dal lavoratore e dal datore di lavoro nei limiti delle risorse
stanziate a tal fine ai sensi dell'ultimo periodo dell'art. 1,  comma
68, della legge 24 dicembre 2007, n. 247. 
3.  Il  Governo,  sentite  le   parti   sociali,   provvedera'   alla
determinazione del sostegno fiscale e contributivo previsto nei commi
1 e 2 entro il 31 dicembre 2010. 
 
 
	        
	      
                               Art. 54
                               (EXPO)

  1.  Per  la  prosecuzione,  per  gli  anni 2010 e successivi, delle
attivita'  indicate  all'articolo  41,  comma  16-quinquiesdecies del
decreto-legge   30   dicembre   2008,   n.   207,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  27 febbraio 2009, n. 14, fatto salvo il
finanziamento  integrale  delle  opere,  puo'  essere  utilizzata, in
misura  proporzionale  alla  partecipazione  azionaria detenuta dallo
Stato,  una  quota  non  superiore  al  4  per  cento  delle  risorse
autorizzate  dall'articolo  14,  comma 1, del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008,
n.  133,  destinate  al  finanziamento  delle  opere  delle  quali la
Societa' Expo 2015 S.p.A. e' soggetto attuatore, ai sensi del decreto
del   Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  22  ottobre  2008  e
successive modifiche, ferma restando la partecipazione pro quota alla
copertura  delle  medesime  spese  da  parte degli altri azionisti, a
valere sui rispettivi finanziamenti.
  2.  I  contributi e le somme comunque erogate a carico del bilancio
dello  Stato  a favore della Societa' Expo 2015 S.p.A. ((sono versati
su un'apposita contabilita' speciale aperta presso la Tesoreria dello
Stato)).
  3.  I  contratti di assunzione del personale, a qualsiasi titolo, i
contratti  di lavoro a progetto e gli incarichi di consulenza esterna
devono    essere   deliberati   esclusivamente   dal   Consiglio   di
amministrazione  della  societa' Expo 2015 S.p.A., senza possibilita'
di   delega,  avendo  in  ogni  caso  presente  la  finalita'  di  un
contenimento  dei  costi  della  societa', anche successivamente alla
conclusione  dell'evento  espositivo di cui alla normativa richiamata
al comma 1.
((4. Sull'utilizzo)) delle risorse di cui al comma 1 per la copertura
delle  spese  di  gestione  della  societa'  Expo  2015  S.p.A. e, in
particolare,  sulle iniziative assunte ai sensi del precedente comma,
la  societa'  invia trimestralmente una relazione alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri, al Ministero dell'economia e delle finanze ed
al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
 
	        
	      
                            Art. 54-bis.
          (( (Interventi a sostegno del settore della pesca
                             marittima)

  1.  Per  far  fronte  alla  crisi  in  atto nel settore della pesca
marittima,  in  caso  di  sospensione  dell'attivita'  di  pesca,  un
trattamento   di   importo   pari   a  quello  previsto  dalla  cassa
integrazione guadagni straordinaria in deroga per il medesimo settore
di  cui  all'articolo  4-ter  del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97,
convertito,  con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, e'
concesso  agli  armatori  imbarcati  su navi da pesca, ivi compresi i
soci lavoratori di cooperative della piccola pesca.
  2.  Il  trattamento  di cui al comma 1 e' pari all'80 per cento dei
salari  minimi garantiti, comprensivi delle indennita' fisse mensili,
per  ferie,  festivita' e gratifiche, di cui alle tabelle allegate ai
contratti   collettivi   stipulati   dalle  organizzazioni  sindacali
maggiormente  rappresentative,  ed  e'  erogato  dal  Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali.
  3.  All'onere  derivante  dall'attuazione  del  comma 2, nel limite
massimo  di  spesa  di 2 milioni di euro per l'anno 2010, si provvede
mediante   corrispondente  utilizzo  del  Fondo  di  riserva  per  le
autorizzazioni  di  spesa  delle leggi permanenti di natura corrente,
iscritto  nello  stato  di  previsione  del Ministero dell'economia e
delle  finanze,  come determinato dalla Tabella C allegata alla legge
23 dicembre 2009, n. 191.))
 
	        
	      
                            Art. 54-ter.
        (( (Modifica al decreto legislativo n. 285 del 2005)

  1.  All'articolo  11  del  decreto legislativo 21 novembre 2005, n.
285, dopo il comma 1, e' aggiunto il seguente:
  "1-bis. I servizi di linea di competenza statale non possono essere
soggetti  ad  obblighi  di  servizio,  come  previsto dalla normativa
comunitaria  in  materia,  e  a  fronte  del loro esercizio non viene
erogata   alcuna   compensazione  od  altra  forma  di  contribuzione
pubblica")).
 
	        
	      
                               Art. 55
                      Disposizioni finanziarie

  1.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, su
proposta  del  Ministro  dell'economia e delle finanze, e' differito,
nei   limiti   stabiliti   con   lo  stesso  decreto,  il  versamento
dell'acconto  dell'imposta  sul  reddito delle persone fisiche dovuto
per  il  periodo  d'imposta  2011.  Per  i  soggetti che si avvalgono
dell'assistenza  fiscale, i sostituti d'imposta trattengono l'acconto
tenendo   conto  del  differimento  previsto  dal  presente  comma  .
Dall'attuazione  del  presente  comma possono derivare minori entrate
per l'anno 2011 fino a 2.300 milioni di euro.
  2.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, su
proposta  del  Ministro  dell'economia e delle finanze, e' differito,
nei   limiti   stabiliti   con   lo  stesso  decreto,  il  versamento
dell'acconto  dell'imposta  sul  reddito delle persone fisiche dovuto
per  il  periodo  d'imposta  2012.  Per  i  soggetti che si avvalgono
dell'assistenza  fiscale, i sostituti d'imposta trattengono l'acconto
tenendo   conto   del   differimento  previsto  dal  presente  comma.
Dall'attuazione  del  presente  comma possono derivare minori entrate
per l'anno 2012 fino a 600 milioni di euro.
((2-bis.  Al  fine  di  perseguire  l'obiettivo di pubblico interesse
della difesa della salute pubblica, al testo unico delle disposizioni
legislative  concernenti  le imposte sulla produzione e sui consumi e
relative   sanzioni   penali  e  amministrative  di  cui  al  decreto
legislativo  26  ottobre  1995,  n.  504,  sono apportate le seguenti
modificazioni:
    a) nell'Allegato I, alla voce: "Tabacchi lavorati", le parole da:
"Sigari"  a:  "Tabacco  da  masticare:  24,78%" sono sostituite dalle
seguenti:

  "a) sigari  ............................................. 23,00%;
   b) sigaretti ........................................... 23,00%;
   c) sigarette ........................................... 58,50%;
   d) tabacco da fumo:
    1) tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per
       arrotolare le sigarette ............................ 56,00%;
    2) altri tabacchi da fumo ............................. 56,00%;
   e) tabacco da fiuto .................................... 24,78%;
   f) tabacco da masticare ................................ 24,78%";

    b)  nell'articolo  39-octies,  dopo  il  comma 2, sono inseriti i
seguenti:
  "2-bis.  Per  il  tabacco  trinciato  a  taglio  fino da usarsi per
arrotolare  le sigarette di cui all'articolo 39-bis, comma 1, lettera
c),  numero 1), l'imposta di consumo dovuta sui prezzi inferiori alla
classe di prezzo piu' richiesta e' fissata nella misura del centonove
per cento dell'imposta di consumo applicata su tale classe di prezzo.
   2-ter. La classe di prezzo piu' richiesta di cui al comma 2-bis e'
determinata  il  primo  giorno di ciascun trimestre secondo i dati di
vendita rilevati nel trimestre precedente.";
    c) il comma 4 dell'articolo 39-octies e' sostituito dal seguente:
  "4.  L'importo  di base di cui al comma 3 costituisce, nella misura
del  centoquindici per cento, l'accisa dovuta per le sigarette aventi
un  prezzo  di vendita al pubblico inferiore a quello delle sigarette
della   classe   di   prezzo   piu'  richiesta  di  cui  all'articolo
39-quinquies, comma 2".
  2-ter.  Decorsi  centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
del  decreto-legge 23 giugno 2010, n. 94, l'immissione in consumo del
tabacco  trinciato  a  taglio  fino  per  arrotolare  le sigarette e'
ammessa esclusivamente in confezioni non inferiori a dieci grammi.
  2-quater.  Al  fine  di  assicurare  il conseguimento degli attuali
livelli  di  entrate  a  titolo di imposte sui tabacchi lavorati, con
provvedimenti  adottati  ai  sensi  dell'articolo 1, comma 485, della
legge  30  dicembre  2004,  n.  311,  possono  essere  modificate  le
percentuali di cui:
    a)  all'elenco  "Tabacchi  lavorati"  dell'Allegato  I al decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni;
    b)  all'articolo  39-octies,  commi 2-bis, 4 e 5, lettera a), del
decreto   legislativo   26   ottobre   1995,  n.  504,  e  successive
modificazioni.
  2-quinquies.   Al  fine  di  garantire  la  maggiore  tutela  degli
interessi  pubblici  erariali  e  di  difesa  della  salute  pubblica
connessi  alla  gestione  di  esercizi di vendita di tabacchi, tenuto
conto   altresi'   della   elevata   professionalita'  richiesta  per
l'espletamento  di  tale  attivita',  all'articolo  6  della legge 22
dicembre 1957, n. 1293, e' aggiunto, in fine, il seguente numero:
  "9-bis)  non  abbia  conseguito,  entro sei mesi dall'assegnazione,
l'idoneita' professionale all'esercizio dell'attivita' di rivenditore
di  generi  di  monopolio  all'esito  di appositi corsi di formazione
disciplinati    sulla    base    di    convenzione    stipulata   tra
l'Amministrazione  autonoma dei monopoli di Stato e le organizzazioni
di categoria maggiormente rappresentative")).
  3.  ((Al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi di cui
all'articolo  24, commi 74 e 75, del decreto-legge 1° luglio 2009, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102,
a   decorrere  dal  4  agosto  2010,  il  piano  di  impiego  di  cui
all'articolo  7-bis,  comma  1,  ultimo periodo, del decreto-legge 23
maggio  2008,  n.  92,  convertito, con modificazioni, dalla legge 24
luglio  2008, n. 125, puo' essere prorogato fino al 31 dicembre 2010.
Si applicano le disposizioni di cui al medesimo articolo 7-bis, commi
1, 2 e 3, del decreto-legge n. 92 del 2008. A tal fine e' autorizzata
la  spesa  di  30  milioni  di  euro  per  l'anno 2010, con specifica
destinazione  di  27,7  milioni  di  euro  e  di 2,3 milioni di euro,
rispettivamente,  per  il  personale  di  cui al comma 74 e di cui al
comma  75  del citato articolo 24 del decreto-legge n. 78 del 2009)).
E'  autorizzata la spesa di 53 milioni di euro per l'anno 2010 per il
rifinanziamento,  per il medesimo anno, della Tabella A allegata alla
legge 14 novembre 2000, n. 331, nonche' della Tabella C allegata alla
legge 23 agosto 2004, n. 226.
  4.  Per  le  manifestazioni  connesse  alla  celebrazione  del 150°
Anniversario  dell'unita'  d'Italia,  il  fondo  per il funzionamento
della  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  di  cui  al decreto
legislativo  303  del  1999  e' integrato di 18,5 milioni di euro per
l'anno 2010.
  5.  Ai  fini  della  proroga  nell'anno  2010  della partecipazione
italiana  a  missioni  internazionali il Fondo di cui all'articolo 1,
comma  1240,  della legge 27 dicembre 2006, n.296 e' integrato di 320
milioni  di  euro  per  l'anno  2010 ((nonche' di 4,3 milioni di euro
annui  per  ciascuno  degli anni dal 2011 al 2014, di 64,2 milioni di
euro  per  l'anno  2015 e di 106,9 milioni di euro annui per ciascuno
degli anni dal 2016 al 2020)).
((5-bis.  Nell'ambito delle iniziative per la diffusione dei valori e
della  cultura  della pace e della solidarieta' internazionale tra le
giovani  generazioni,  e'  autorizzata la spesa di euro 6.599.720 per
l'anno  2010,  euro  5.846.720  per l'anno 2011 ed euro 7.500.000 per
l'anno 2012, per l'organizzazione da parte delle Forze armate, in via
sperimentale  per  un  triennio,  di  corsi di formazione a carattere
teorico-pratico,   tendenti   a   rafforzare   la   conoscenza  e  la
condivisione  dei  valori  che da esse promanano e che sono alla base
della presenza dei militari italiani di tutte le componenti operative
nelle missioni internazionali. I corsi, di durata non superiore a tre
settimane,  si svolgono presso reparti delle Forze armate, secondo le
priorita'  stabilite  dal  decreto  di  cui al comma 5-sexies, e sono
intesi  a  fornire  le  conoscenze  di  base  riguardanti  il  dovere
costituzionale di difesa della Patria, le attivita' prioritarie delle
Forze  armate, in particolare nelle missioni internazionali di pace a
salvaguardia  degli  interessi  nazionali, di contrasto al terrorismo
internazionale  e  di soccorso alle popolazioni locali, di protezione
dei  beni  culturali, paesaggistici e ambientali e quelle di concorso
alla   salvaguardia  delle  libere  istituzioni,  in  circostanze  di
pubblica  calamita'  e  in  altri  casi di straordinaria necessita' e
urgenza.   Dell'attivazione   dei  corsi  e'  data  notizia  mediante
pubblicazione  di  apposito  avviso  nella  Gazzetta Ufficiale, serie
speciale  concorsi  ed  esami, e nel sito istituzionale del Ministero
della difesa.
  5-ter.  Possono presentare la domanda di partecipazione ai corsi di
cui  al comma 5-bis i cittadini italiani, senza distinzione di sesso,
in  possesso  dei  seguenti  requisiti: eta' non inferiore a diciotto
anni  compiuti  e non superiore a trenta anni compiuti; godimento dei
diritti   civili   e   politici;   idoneita'  all'attivita'  sportiva
agonistica;  esito negativo agli accertamenti diagnostici per l'abuso
di  alcool,  per  l'uso,  anche saltuario od occasionale, di sostanze
stupefacenti,  nonche'  per l'utilizzo di sostanze psicotrope a scopo
non  terapeutico;  assenza  di  sentenze penali di condanna ovvero di
procedimenti penali in corso per delitti non colposi, di procedimenti
disciplinari conclusi con il licenziamento dal lavoro alle dipendenze
di  pubbliche amministrazioni, di provvedimenti di proscioglimento da
arruolamenti,  d'autorita' o d'ufficio, esclusi i proscioglimenti per
inidoneita'  psico-fisica;  requisiti  morali  e di condotta previsti
dall'articolo  35, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165.  Alla domanda di partecipazione gli aspiranti devono allegare la
certificazione    relativa   all'idoneita'   all'attivita'   sportiva
agonistica e all'esito negativo degli accertamenti diagnostici di cui
al  primo  periodo  del  presente  comma, nonche' la scheda vaccinale
rilasciate  da  struttura  sanitaria  pubblica o convenzionata con il
Servizio  sanitario  nazionale.  Nella medesima domanda gli aspiranti
possono  indicare  la  preferenza  per  uno o piu' reparti tra quelli
individuati  annualmente per lo svolgimento dei corsi, nei quali sono
prioritariamente  destinati,  in  relazione  alle  disponibilita'.  I
giovani  sono  ammessi  ai  corsi  nel limite dei posti disponibili e
previo superamento di apposita visita medica.
  5-quater. I giovani ammessi ai corsi assumono lo stato di militari,
contraendo  una  speciale ferma volontaria di durata pari alla durata
del  corso,  e sono tenuti all'osservanza delle disposizioni previste
dagli  ordinamenti  di  Forza armata. Durante i corsi i frequentatori
fruiscono,  a titolo gratuito, degli alloggi di servizio collettivi e
della mensa.
  5-quinquies.  Al  termine dei corsi, ai frequentatori e' rilasciato
un  attestato  di  frequenza, che costituisce titolo per l'iscrizione
all'associazione  d'arma  di  riferimento del reparto di Forza armata
presso  il quale si e' svolto il corso, nonche', previa intesa con il
Ministero  dell'istruzione,  dell'universita' e della ricerca, per il
riconoscimento  di  crediti  formativi nei segmenti scolastici in cui
sia  possibile  farvi  ricorso.  All'attestato  di frequenza non puo'
essere  attribuito alcun valore o punteggio utile nei concorsi per il
reclutamento del personale delle Forze armate.
  5-sexies.  Con  decreto  del  Ministro  della  difesa,  sentito  il
Ministro della gioventu', sono stabiliti:
    a) gli eventuali ulteriori requisiti e i titoli preferenziali per
l'ammissione  ai  corsi,  individuati  tra i seguenti: abilitazioni e
brevetti   attestanti   specifiche  capacita'  tecniche  o  sportive;
residenza  nei  territori  di  dislocazione ovvero in aree tipiche di
reclutamento  dei  reparti presso i quali i corsi sono svolti; titolo
di  studio;  parentela  o  affinita',  entro il secondo grado, con il
personale  delle  Forze  armate  deceduto  o divenuto permanentemente
inabile  al  servizio per infermita' o lesioni riportate in servizio,
con  le  vittime del terrorismo, della criminalita' organizzata e del
dovere; ordine cronologico di presentazione delle domande;
    b)  le modalita' di attivazione, organizzazione e svolgimento dei
corsi,  le  cause di allontanamento dagli stessi, il cui accertamento
e'  demandato  al  giudizio  insindacabile  del comandante del corso,
nonche'  le eventuali ulteriori modalita' per l'attivazione di corsi,
anche di durata minore, cui sia possibile l'ammissione di giovani con
disabilita', in possesso dei requisiti di cui al comma 5-ter, esclusa
l'idoneita' all'attivita' sportiva agonistica;
    c)  la  somma  che i frequentatori versano, a titolo di cauzione,
commisurata   al   controvalore   dei   materiali   di  vestiario  ed
equipaggiamento forniti dall'Amministrazione; tale somma e', in tutto
o   in  parte,  incamerata  in  via  definitiva  se  i  frequentatori
trattengono,  a  domanda,  al termine dei corsi, ovvero danneggiano i
citati  materiali.  In  tali  casi,  la  quota  parte  della cauzione
trattenuta  e' versata in Tesoreria per la successiva riassegnazione,
in  deroga  ai  vigenti  limiti,  al fondo del Ministero della difesa
istituito  ai  sensi  dell'articolo  2,  comma  616,  della  legge 24
dicembre  2007,  n. 244, in aggiunta alla dotazione dello stesso come
determinata ai sensi del comma 617 del medesimo articolo 2.
  5-septies.  La  dotazione  del  fondo di cui all'articolo 60, comma
8-bis,  del  decreto-legge  25  giugno  2008, n. 112, convertito, con
modificazioni,  dalla  legge 6 agosto 2008, n. 133, e' stabilita in 5
milioni  di  euro  per  l'anno  2010,  per  le esigenze connesse alla
Celebrazione del 150° anniversario dell'unita' d'Italia)).
((6.  La  dotazione  del Fondo per interventi strutturali di politica
economica,  di  cui  all'articolo  10,  comma 5, del decreto-legge 29
novembre  2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
dicembre  2004,  n.  307,  tenuto  conto  degli utilizzi previsti dal
presente  provvedimento,  e' incrementata di 35,8 milioni di euro per
l'anno  2010,  di  1.748,4  milioni di euro per l'anno 2011, di 224,3
milioni  di  euro per l'anno 2012, di 44,7 milioni di euro per l'anno
2013,  di 105,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e
di   91,6  milioni  di  euro  a  decorrere  dall'anno  2016  mediante
l'utilizzazione  di quota parte delle maggiori entrate e delle minori
spese   derivanti   dal  presente  decreto.  Le  risorse  finanziarie
derivanti  dall'applicazione  del  precedente  periodo sono destinate
all'attuazione della manovra di bilancio relativa all'anno 2011)).
((7.   Alle   minori   entrate   e   alle  maggiori  spese  derivanti
dall'articolo   9,   comma  31,  dall'articolo  11,  commi  5  e  15,
dall'articolo  12,  commi  7, 8 e 9, dall'articolo 14, commi 13 e 14,
dall'articolo  17, comma 1, dall'articolo 25, dall'articolo 38, comma
11,  dall'articolo  39,  commi 1 e 4, dall'articolo 41, dall'articolo
50,   comma   1,   e   dall'articolo   55,  commi  da  1  a  6,  pari
complessivamente a 1.004,5 milioni di euro per l'anno 2010, a 4.549,5
milioni di euro per l'anno 2011, a 1.476,8 milioni di euro per l'anno
2012,  a  670,2  milioni  di  euro  a  decorrere  dall'anno  2013, si
provvede:
    a) mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate recate
dall'articolo  3,  dall'articolo  6, commi 15 e 16, dall'articolo 15,
dall'articolo  19,  dall'articolo 21, dall'articolo 22, dall'articolo
23,   dall'articolo   24,   dall'articolo   25,   dall'articolo   26,
dall'articolo  27,  dall'articolo 28, dall'articolo 31, dall'articolo
32,  dall'articolo  33,  dall'articolo  38 e dall'articolo 47, pari a
908,00  milioni  di  euro per l'anno 2010, a 4.549,50 milioni di euro
per l'anno 2011, a 1.399,80 milioni di euro per l'anno 2012, a 593,20
milioni di euro a decorrere dall'anno 2013;
    b)  mediante  utilizzo  di  quota parte delle minori spese recate
dall'articolo  9,  comma  30,  pari a 96,5 milioni di euro per l'anno
2010;
    c)  quanto a 77 milioni di euro mediante corrispondente riduzione
delle  proiezioni  a  decorrere dall'anno 2012 dello stanziamento del
fondo  speciale  di  parte  corrente  iscritto,  ai fini del bilancio
triennale  2010-2012,  nell'ambito  del programma "Fondi di riserva e
speciali"   della  missione  "Fondi  da  ripartire"  dello  stato  di
previsione  del  Ministero  dell'economia  e delle finanze per l'anno
2010,  allo  scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo
al medesimo Ministero)).
((7-bis.  Agli  oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di
cui   ai  commi  5-bis,  5-ter,  5-quater,  5-quinquies,  5-sexies  e
5-septies  del  presente  articolo, pari a euro 11.599.720 per l'anno
2010,  a euro 5.846.720 per l'anno 2011 e a euro 7.500.000 per l'anno
2012, si provvede:
    a)   quanto   a   euro   5.285.720   per  l'anno  2010,  mediante
corrispondente riduzione lineare delle dotazioni finanziarie di parte
corrente  delle  missioni  di  spesa  del Ministero della difesa, con
riferimento  alle spese rimodulabili di cui all'articolo 21, comma 5,
lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196;
    b)  quanto  a  euro  1.314.000  per  l'anno 2010, euro 74.000 per
l'anno   2011   ed   euro   2.500.000   per   l'anno  2012,  mediante
corrispondente  riduzione  dello  stanziamento  del fondo speciale di
parte  corrente  iscritto,  ai fini del bilancio triennale 2010-2012,
nell'ambito  del  programma  "Fondi  di  riserva  e  speciali"  della
missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero
dell'economia   e   delle   finanze   per  l'anno  2010,  allo  scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della
difesa;
    c)  quanto a euro 5.772.720 per l'anno 2011 ed euro 5.000.000 per
l'anno   2012  mediante  parziale  utilizzo  delle  maggiori  entrate
derivanti dall'articolo 4, commi da 4-bis a 4-novies;
    d)   quanto   a  5.000.000  di  euro  per  l'anno  2010  mediante
corrispondente   utilizzo  di  quota  parte  delle  maggiori  entrate
derivanti dai commi 13-bis, 13-ter e 13-quater dell'articolo 38)).
  8.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
 
	        
	      
 
                               Art. 56. 
 
 
                          Entrata in vigore 
 
    1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana  e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge. 
    Il presente  decreto,  munito  del  sigillo  dello  Stato,  sara'
inserito  nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti   normativi   della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare. 
    Dato a Roma, addi' 31 maggio 2010 
 
                             NAPOLITANO 
 
 
                                  Berlusconi,     Presidente      del
                                  Consiglio dei Ministri 
 
                                  Tremonti, Ministro dell'economia  e
                                  delle finanze 
 
 
Visto, il Guardasigilli: Alfano 
 
 
	        
	      
                                                           Allegato 1 
 

         Parte di provvedimento in formato grafico

 
 
	        
	      
                                                           Allegato 2 
                                               (articolo 7, comma 20) 
 

         Parte di provvedimento in formato grafico