• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04298 [Rilascio di Biram Dah Abeid e degli altri difensori dei diritti umani arrestati il 13 dicembre scorso in Mauritania]
LEGGI ANCHE IL TESTO DELLA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE
Testo della risposta scritta



PERDUCA, PORETTI - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:

il giorno 14 dicembre 2010 gli interroganti avevano presentato un'interrogazione (4-04269) relativa al signor Biram Dah Abeid, Presidente dell'IRA (Initiative de résurgence du mouvement abolitionniste de Mauritanie), membro dell'organizzazione non governativa (ONG) "SOS Esclaves Mauritania", Consigliere della Commissione nazionale dei diritti umani in Mauritania nonché iscritto al Partito radicale nonviolento, transnazionale e transpartito. Il 13 dicembre, intorno alle ore 11 del mattino, il signor Biram Dah Abeid insieme a 30 militanti per i diritti umani sono stati aggrediti, picchiati e arrestati dalla polizia di Nouakchott, capitale della Mauritania. I militanti stavano manifestando per chiedere la liberazione di due ragazze, tenute in condizioni di schiavitù presso un'alta esponente del potere locale. Nei giorni precedenti al 13 dicembre, il signor Biram Dah Abeid aveva ricevuto delle minacce in seguito al fatto che azioni e manifestazioni condotte in favore dell'abolizione della schiavitù avevano conseguito ampio successo a Nouakchott;

in merito alla vicenda sopra menzionata non si conoscono altri dettagli;

premesso inoltre che, come riportato dal sito Internet www.peacereporter.net: il 18 per cento della popolazione della Mauritania è composto di schiavi ossia nel Paese vi sono circa 600.000 uomini ancora costretti in schiavitù; dal 1981 a oggi si sono succedute numerose leggi contro la schiavitù, di cui l'ultima approvata nel 2007, ma nessuna di queste leggi è stata mai applicata poiché nessuno risulta ancora condannato;

considerato che:

in data 17 dicembre una delegazione del Partito radicale nonviolento e di Nessuno tocchi Caino composta dall'onorevole Marco Pannella, dal deputato Matteo Mecacci, dal signor Stefano Marrella e dal primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo aveva fatto regolare richiesta di rilascio di visto per potersi recare in visita a Nouakchott per sincerarsi delle condizioni del signor Biram Dah Abeid nonché per incontrare le autorità locali nel quadro della campagna mondiale per ampliare il sostegno alla risoluzione delle Nazioni unite per la moratoria universale della pena di morte;

in data 20 dicembre, anche a seguito della facilitazione del Ministero in indirizzo con l'invio di note verbali, i rappresentanti del Partito radicale nonviolento e di Nessuno tocchi Caino erano stati invitati a recarsi all'Ambasciata della Mauritania a Roma per ritirare i visti di cortesia ma che, dopo quattro ore di attesa, l'Ambasciata ha chiuso senza che tale documento potesse essere rilasciato;

nel frattempo, grazie a contatti locali, tra i quali la delegazione dell'Unione europea, erano stati facilitati incontri col Presidente dell'Assemblea nazionale, vari parlamentari, il corpo diplomatico, nonché rappresentanti della società civile e della stampa,

si chiede di sapere:

se il Governo sia informato dei fatti descritti in premessa;

quali iniziative immediate intenda adottare al fine di ottenere l'immediato rilascio di Biram Dah Abeid e degli altri difensori dei diritti umani arrestati il 13 dicembre scorso, e la liberazione delle due ragazze ridotte in schiavitù a Nouakchott;

se non ritenga opportuno avviare, nelle principali sedi internazionali a partire da quella europea, una decisa campagna contro la schiavitù in Africa partendo proprio dalla Mauritania;

quali siano le ragioni che ostino al rilascio del visto per la delegazione;

se mai in passato si siano verificati problemi per visite di parlamentari in Mauritania;

se il Ministro in indirizzo non ritenga problematico il ritardo con il quale si potrebbe consentire a degli osservatori internazionali la verifica delle condizioni di detenzione del signor Biram Dah Abeid e di un'altra dozzina di militanti dei diritti umani con lui arrestati il 13 dicembre e, si apprende da notizie raccolte da contatti locali, accusati di aggressione nei confronti della polizia.