• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10075 [Sicurezza internazionale ]



DI STANISLAO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la sicurezza dello spazio cibernetico è articolata su componenti di varia natura, politiche, economiche, normative, tecniche, componenti che si devono integrare con le dinamiche operative affidate alle forze di polizia, alle forze armate e, soprattutto, agli apparati di intelligence;
il limite principale si riscontra nella dimensione della prevenzione della minaccia e nell'assenza di una pianificazione coordinata e unitaria al livello del vertice

politico, per mettere al sicuro il più possibile i sistemi strategici nazionali connessi alla rete informatica;
durante il vertice Nato di Lisbona del 19 e 20 novembre 2010, i 28 membri dell'Alleanza, pur riconoscendo che lo scenario globale è ancora attraversato da minacce di tipo convenzionale, hanno sottolineato la rapida ascesa di minacce asimmetriche e non-statuali. Tra queste, il cyber-terrorismo, così come l'utilizzo della rete informatica per affondare colpi letali, figurano tra le principali minacce identificate dal nuovo concetto strategico dell'Alleanza Atlantica;
soltanto in Italia, il numero delle frodi telematiche accertate è passato da 12.700 nel 2004 a circa 30.000 nel 2008. Particolarmente allarmanti sono le statistiche relative all'accesso abusivo in reti private o aziendali, che in molti casi configurano i reati di spionaggio industriale, violazione del diritto d'autore o sottrazione di marchi, brevetti e opere dell'ingegno. Al giro d'affari per questo tipo di reati vanno associate le numerose perdite sofferte dal sistema industriale, costretto ad intervenire con aggiornamenti delle misure di schermatura o di «riparazione» dei danni subiti. Un costo che la Federal Bureau of Investigation (Fbi) americana stima in 400 miliardi di dollari;
gli internauti e gli operatori economici sono i bersagli privilegiati di una congerie di criminali dal profilo molto diverso: dagli hacker, eroi o anti-eroi della pubblicistica in rete, fino a strutture ben organizzate e aggressive, che originano dalle mafie transnazionali, dalle reti di criminalità finanziaria e anche dalle reti terroristiche;
le reti informatiche diventeranno dunque, nei prossimi anni, fonti di concrete minacce sia alla sicurezza internazionale sia a quella dei singoli Paesi;
l'Italia ha un ritardo notevole in termini di innovazione strategica. Sul fronte della sicurezza cibernetica dispone però di risorse rilevanti. Forte anche della piena partecipazione al modello di sicurezza suggerito dalla Nato al vertice di Lisbona, l'Italia deve immaginare un'architettura centralizzata ed efficiente per la sicurezza delle infrastrutture critiche. La nostra proiezione mediterranea renderebbe una tale capacità preziosa per l'intera comunità euro-atlantica;
appare necessario promuovere con urgenza un'approfondita riflessione sulla compatibilità tra risorse disponibili e obiettivi strategici -:
come il Governo intenda affrontare tale questione e se intenda dotarsi dunque di un documento di sicurezza nazionale condiviso, attraverso il quale selezionare priorità di spesa e di intervento per confermare un ruolo all'altezza delle sfide di questo inizio di XXI secolo.
(4-10075)