• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
S.4/04228 [Prevedere un regime di carcere duro per gli autori di reati aggravati da particolare efferatezza ]



VALLARDI, BRICOLO, MAURO, CAGNIN, FILIPPI Alberto, FRANCO Paolo, STIFFONI, VACCARI, MAZZATORTA, BODEGA, ADERENTI, BOLDI, DIVINA, GARAVAGLIA Massimo, LEONI, MARAVENTANO, MONTI, MONTANI, MURA, PITTONI, RIZZI, TORRI, VALLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

stando alle notizie riportate dagli organi di stampa (ad esempio "Il Giornale" del 6 dicembre 2010), la Corte di cassazione con propria sentenza avrebbe annullato e rinviato in corte d'assise d'appello la condanna all'ergastolo per il signor Naim Stafa e a vent'anni di reclusione per il signor Alin Bogdaneanu, giudicati colpevoli del duplice omicidio dei coniugi Pellicciardi nel Comune di Gorgo;

la Corte di cassazione, sempre stando alle informazioni riportate dai mass media, avrebbe motivato l'annullamento della sentenza di primo grado, confermata in Corte d'assise d'appello, e il rinvio in appello con il fatto che la somma delle sevizie e delle crudeltà non costituirebbe aggravante in merito alla condanna comminata al signor Naim Stafa e nel caso del signor Alin Bogdaneanu, in quanto la pena comminata non sarebbe proporzionata al reato effettivamente commesso;

il procuratore Antonio Fojadelli dopo aver assistito all'autopsia dei coniugi Pellicciardi, torturati e quindi uccisi il 21 agosto del 2007 in una villa di Gorgo al Monticano, nella marca trevigiana, rilasciò alla stampa testuale dichiarazione: "Non posso paragonare gli assassini di Gorgo alle bestie perché ho troppo rispetto per gli animali";

l'efferatezza, la violenza e la crudeltà con la quale furono barbaramente trucidati per futili motivi i coniugi Pellicciardi il 21 agosto 2007 ha provocato una ferita insanabile nel nostro Paese, e in particolar modo in provincia di Treviso;

il senso di sconforto di insicurezza e paura che tali delitti provocano nella cittadinanza può essere attenuato soltanto con una risposta seria da parte dello Stato capace di assicurare alla giustizia i colpevoli e di comminare agli stessi condanne esemplari;

gli interroganti ritengono che sia urgente una revisione del regime penitenziario anche alla luce di tale emblematico processo. Non è ammissibile che chi abbia cagionato un massacro con modalità così tanto efferate non si veda applicare alcuna restrizione al regime carcerario come l'isolamento, la restrizione alla corrispondenza e i colloqui. È necessario ricordare che il Gruppo parlamentare della Lega Nord ha presentato un disegno di legge (Atto Senato 2467) finalizzato ad estendere il regime di carcere duro previsto ex art. 41-bis della legge n. 354 del 1975 anche agli autori di reati efferati come quello del delitto dei coniugi Pellicciardi,

gli interroganti chiedono di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle notizie di stampa e se abbia elementi per confermarne la veridicità;

se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali provvedimenti intenda adottare, utilizzando tutti i mezzi a propria disposizione, per garantire che ai criminali assassini dei coniugi Pellicciardi sia comminata una pena congrua al delitto di cui si sono macchiati e se non ritenga, inoltre, necessario promuovere e comunque considerare favorevolmente iniziative legislative finalizzate a prevedere un regime di carcere duro per gli autori di reati aggravati da particolare efferatezza.