• Testo interrogazione a risposta scritta

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.4/09869 [Verifica di eventuali condizionamenti da parte della mafia sull'amministrazione comunale di Cercola, provincia di Napoli]



PICCOLO, BOSSA, BOFFA, BONAVITACOLA, CIRIELLO, CUOMO, GRAZIANO, MAZZARELLA, NICOLAIS, FADDA, SARUBBI e VENTURA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
negli anni decorsi il comune di Cercola (Napoli) è risultato un ente sostanzialmente sano, gestito con criteri di buona e corretta amministrazione;
dopo l'insediamento della nuova amministrazione comunale sono stati segnalati alcuni fatti e individuati taluni provvedimenti che non appaiono garantire la piena legittimità e la doverosa trasparenza dei procedimenti amministrativi e delle attività istituzionali;
tra questi, vanno anzitutto evidenziate quelle che, ad avviso degli interroganti, sono le singolari ed irrituali procedure adottate dal sindaco per la sostituzione

del segretario generale e l'istituzione della figura del direttore generale in un comune di 19.000 abitanti, con una dotazione di personale di appena 54 unità;
con delibera della giunta comunale n. 68 del 2009, al sindaco veniva conferito mandato di nominare il direttore generale dell'ente, stabilendo che ai relativi oneri di copertura finanziaria si sarebbe fatto fronte con le economie di spesa derivanti dal mancato perfezionamento, pro tempore, delle procedure di assunzione di talune figure professionali di cui alla deliberazione della giunta comunale n. 30 del 28 agosto 2008;
tale atto incorreva nei giusti e motivati rilievi del responsabile del servizio finanziario e del segretario generale titolare che, con proprie comunicazioni, eccepivano e facevano valere l'obbligo giuridico e contabile di procedere preventivamente alle necessarie variazioni di bilancio;
con la delibera n. 105 di variazione di bilancio, assunta dalla giunta comunale in data 30 ottobre 2009, si prevedeva, per la copertura finanziaria degli oneri connessi alla nomina del direttore generale, uno specifico appostamento di somme sufficiente solamente per i restanti mesi del 2009 (e, precisamente, fino al 31 dicembre 2009); ciò nonostante, il sindaco procedeva, con decreto del 30 ottobre 2009, alla nomina del direttore generale del comune di Cercola, assegnandogli un cospicuo compenso annuo fino alla scadenza del mandato sindacale (quindi, ben oltre il termine del 31 dicembre 2009);
peraltro, il collegio dei revisori dei conti dell'ente esprimeva parere non favorevole alla proposta di variazione di bilancio poiché era in palese contrasto con il dettato dell'articolo 3, comma 120, della legge n. 244 del 2007, nonché con la delibera della giunta comunale n. 30 del 28 agosto 2008; con la stessa nota, si rilevava altresì che la predetta delibera violava il disposto dell'articolo 76, comma 5, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008;
tale parere negativo, a quanto risulta agli interroganti, veniva del tutto ignorato dalla giunta municipale all'atto dell'adozione della deliberazione n. 105 del 30 ottobre 2009 con la quale si approvava la proposta di nomina del direttore generale; a tale delibera veniva, invece, allegato il parere favorevole espresso dal nuovo collegio dei revisori dei conti, nel frattempo subentrato;
a seguito dei predetti atti il direttore generale stipulava un contratto con scadenza 31 dicembre 2009;
successivamente, in data 30 dicembre 2009, con delibera n. 140, priva di pareri, la giunta definiva indirizzi programmatici ai sensi dell'articolo 108 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 (TUEL) a bilancio ormai chiuso, per la copertura finanziaria relativa all'incarico di direttore generale, e adottava, nella stessa seduta, il piano triennale delle assunzioni, con la previsione della figura del direttore generale, con un discutibile parere favorevole del nuovo collegio dei revisori che, comunque, attestava l'esistenza della copertura finanziaria fino al 31 dicembre 2009, rimandando per gli anni 2010 e 2011 al bilancio 2010 non ancora approvato;
conseguentemente, sia il responsabile finanziario che il responsabile del personale rilevavano l'impossibilità di stipulare un nuovo contratto con il direttore generale in assenza della copertura finanziaria;
a seguito di tale doverosa certificazione i due responsabili venivano rimossi dai loro rispettivi incarichi;
risulta che si sarebbe proceduto, comunque, alla conferma dell'incarico al direttore generale fino alla scadenza del mandato sindacale, stipulando un contratto che agli interroganti suscita legittime perplessità;
in relazione alla vicenda innanzi esposta, penderebbe presso la procura generale della Corte dei conti un procedimento

per i discutibili atti e i provvedimenti amministrativi assunti dal sindaco e dalla giunta municipale;
tra gli altri atti che appaiono particolarmente gravi e censurabili e/o inopportuni, si segnalano i seguenti:
a) l'affidamento delle strutture sportive comunali e delle annesse pertinenze (stadio di calcio omologato per categorie superiori, palazzetto dello sport per diverse discipline, campi da tennis, pista di atletica, spogliatoi, servizio ristorazione, parcheggio e casa per il custode) per l'irrisorio ed incongruo importo di poco più di 1.000 euro mensili;
b) l'assunzione negli organici del comune del figlio del sindaco, che sarebbe risultato vincitore di un concorso per un unico posto di impiegato di categoria C;
c) la deliberazione della giunta comunale n. 39 del 1o aprile 2010, con la quale si approvava una variante semplificata che appare in netto contrasto con la normativa vigente ed, in particolare, con la stessa legge regionale n. 16 del 2004, nonché con il piano paesistico dei comuni vesuviani; la predetta delibera, peraltro, appare in contrasto con le prescrizioni del TUEL e dell'articolo 38, comma 3, dello statuto comunale ed è stata oggetto di precise osservazioni da parte del WWF e di Italia Nostra;
vanno, altresì, riferiti ed evidenziati altri fatti ed episodi inquietanti che hanno riguardato l'amministrazione comunale di Cercola;
il 26 novembre 2009 i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di elementi di spicco del clan camorristico dei Sarno; tra gli arrestati figurava un ex assessore comunale, a suo tempo nominato dall'attuale Sindaco ed in carica nel periodo 2008-2009, inquisito per aver impedito la realizzazione di uno sportello antiracket a Cercola e sospettato, quindi, di contiguità a organizzazioni camorristiche;
nel luglio 2010 un componente del collegio dei revisori dei conti del comune è stato interessato da un provvedimento di restrizione della libertà (divieto di dimora a Napoli e provincia) per il reato di concorso in bancarotta fraudolenta, come pubblicato dal quotidiano Il Mattino di Napoli del 14 settembre 2010; per effetto di tale provvedimento cautelare il suddetto non partecipa alle riunioni del collegio dei revisori ma non risulta che lo stesso si sia dimesso o sia stato dichiarato decaduto e/o revocato;
il 20 novembre 2010 un consigliere comunale di maggioranza, Gaetano De Simone, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Torre del Greco; l'arresto è maturato nel corso di una inchiesta sul traffico di droga del clan camorristico Fusco-Torricelli; secondo notizie di stampa, il consigliere comunale sarebbe stato l'anello di collegamento tra il clan e la rete di spacciatori del territorio;
nelle sedute di consiglio comunale del 9 e 28 settembre 2010 alcuni consiglieri hanno prodotto un articolato e motivato documento nel quale venivano puntualmente riscontrate irregolarità contabili ed amministrative in ordine alle delibere presentate per l'approvazione del rendiconto e del documento di salvaguardia del bilancio; tali rilievi sarebbero stati del tutto elusi dal sindaco e dalla giunta;
infine, è da considerare che il contesto ambientale e territoriale è fortemente inquinato dall'aggressiva presenza di clan camorristici che, oltre a determinare forti condizionamenti nella vita sociale ed economica delle comunità locali, tentano di espandere la loro influenza nei circuiti politico-istituzionali, cercando di infiltrarsi anche nelle amministrazioni comunali -:
se il Ministro non ritenga opportuno disporre, con le modalità previste dalle vigenti disposizioni di legge in materia, l'accesso presso il comune di Cercola per riscontrare il regolare funzionamento dei servizi comunali e l'assenza di forme di condizionamento, diretto o indiretto, da

parte della criminalità organizzata che possano compromettere la libera determinazione degli organi elettivi ed il buon andamento dell'amministrazione comunale;
se, alla luce di quanto sopra riportato, non rilevi la sussistenza dei presupposti per lo scioglimento del comune di Cercola, ai sensi degli articoli 141 e 143 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.
(4-09869)