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Atto a cui si riferisce:
C.2/00904 [Interventi volti al rilancio del settore delle costruzioni ]



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dello sviluppo economico, per sapere - premesso che:
il settore delle costruzioni, da sempre un volano di crescita per l'economia del Paese, è colpito da una crisi senza precedenti, ma non figura nell'agenda delle priorità del Governo, in ritardo sugli impegni assunti;
la grave crisi che attanaglia il settore ha fatto perdere 200 mila posti di lavoro rispetto al 2008 che rischiano di diventare 500.000 nel 2011;
l'aggravarsi dei problemi del settore, con il rischio concreto di un'ulteriore emorragia di posti di lavoro, rende non più rinviabile l'adozione di misure di sostegno alla domanda, in particolare di investimenti, per salvare la base produttiva e l'occupazione e promuovere il processo di risanamento delle finanze;
secondo l'Associazione nazionale costruttori edili - Ance - i fattori che hanno determinato questa situazione sono stati in primis la stretta creditizia e i ritardi nei pagamenti causati anche dal patto di stabilità interno;
l'Ance ha dichiarato che il debito dello Stato verso il complesso delle imprese ammonta a 44 miliardi di euro, di cui 15 miliardi soltanto nei confronti delle imprese di costruzioni; quasi la metà delle stazioni appaltanti salda le fatture dopo oltre 6 mesi ed il 35 per cento impiega un tempo ancora più lungo, superiore ad un anno e mezzo, per liquidare imprese e fornitori;
Federcostruzioni ha presentato ad ottobre 2010 in rapporto che fotografa un fatturato del settore sceso a quota 323 miliardi, dai 385 di due anni fa, e denuncia la «situazione insostenibile e suicida» creata dai vincoli agli enti locali;
allo stesso tempo gli amministratori locali lamentano la perdita di «forza contrattuale» nel chiedere lavori e tempi certi ai fornitori, che ormai si dicono «strozzati» dalla regola blocca-pagamenti;
l'osservatorio Ance di giugno 2010 rileva un crollo degli investimenti nel settore del 17 per cento nell'ultimo triennio. Una diminuzione che ha riguardato tanto l'edilizia residenziale quanto le opere pubbliche;
quasi il 40 per cento delle imprese associate all'Ance denuncia di aver avuto difficoltà nell'ottenere finanziamenti nel trimestre gennaio-marzo 2010;
sono stati messi in atto provvedimenti normativi penalizzanti per i cantieri come l'ultimo sulla tracciabilità degli appalti per le opere pubbliche che ha gettato il settore nel caos con il blocco dei cantieri per la mancanza delle linee guida applicative;

nella situazione delineata, anche le imprese sane, in termini economici e di bilancio fatturato-costi, rischiano la crisi per problemi di liquidità;
è necessario dare tempestiva attuazione e continuità ai finanziamenti delle grandi opere ed agli investimenti per quelle piccole e medie, sulla base delle priorità definite dagli enti locali, dando la possibilità di realizzare investimenti a quelli che hanno un'effettiva capacità di spesa, ed eliminare gli inaccettabili ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione che mettono a rischio anche imprese con requisiti patrimoniali ed economici idonei a reggere la crisi;
le imprese e i lavoratori dell'edilizia ritengono prioritario sbloccare i pagamenti per le imprese che hanno SAL approvati e oggi vincolati dal patto di stabilità anche per gli enti virtuosi; un allentamento del patto è auspicabile, soprattutto al fine di finanziare prioritariamente interventi legati alla tutela e messa in sicurezza del territorio, del patrimonio edilizio e dei beni culturali ed artistici;
la manovra correttiva di giugno 2010 (decreto-legge n. 78 del 2010, convertito dalla legge n. 122 del 2010), ha introdotto con l'articolo 14, comma 11, una deroga alla disciplina del patto di stabilità interno per gli enti locali (reiterando un'analoga misura introdotta dall'articolo 9-bis, commi 1 e 2 del decreto-legge n. 78 del 2009 - convertito dalla legge n. 102 del 2009 - con riferimento al patto di stabilità interno relativo all'anno 2009), prevedendo l'esclusione dal saldo rilevante ai fini del rispetto del patto relativo all'anno 2010 dei pagamenti per spese in conto capitale effettuati nel corso dell'anno 2010 dalle province e dai comuni virtuosi. La misura dei pagamenti consentiti in deroga è limitata ad un importo corrispondente allo 0,78 per cento dell'ammontare complessivo dei residui passivi in conto capitale e, secondo la relazione tecnica, la misura libera risorse per gli enti locali pari a 390 milioni di euro che vengono coperti con la mancata applicazione nell'anno 2010 del meccanismo della premialità;
la misura che riguarda i minori risparmi realizzati dagli enti locali, quantificati in 390 milioni di euro, non appare sufficiente se confrontata con il blocco di quasi 6 miliardi di euro previsto dal patto di stabilità;
il disegno di legge di stabilità per il 2011, in discussione al Senato, prevede ai commi 94-106 dell'articolo 1 l'esclusione di voci di entrata e di spesa dal computo del saldo di cosiddetta competenza mista, individuato ai sensi del comma 89 del medesimo articolo. La norma provvede, in sostanza, ad una razionalizzazione delle deroghe già considerate dalla normativa vigente ed, in particolare, esclude dal saldo finanziario, tra le altre voci, le risorse provenienti dall'Unione europea;
l'esclusione dal patto di stabilità interno delle spese connesse ai cofinanziamenti relativi ad interventi in conto capitale finanziati con le risorse del fondo europeo per lo sviluppo regionale, consentirebbe alle regioni di poter accedere ai fondi comunitari già programmati, indispensabili per il futuro dell'economia regionale -:
quali iniziative intenda intraprendere il Governo al fine di procedere allo sblocco dei pagamenti per le imprese che hanno SAL approvati e che oggi sono vincolati dal patto di stabilità e se non si ritenga necessario prevedere un piano di interventi volti al recupero del settore delle costruzioni che ne valorizzi la base produttiva, promuovendo il risanamento finanziario anche al fine di salvaguardare le categorie di lavoratori del settore.
(2-00904)
«Mastromauro, Esposito, Giovanelli, Rosato, Schirru, Codurelli, Vico, Federico Testa, Gatti, Bellanova, Bordo, Peluffo, Pes, Lulli, Servodio, Boccuzzi, Marchi, Gnecchi, Bossa, Tidei, Misiani, Marchioni, De Pasquale, De Micheli, Zunino, Portas, Losacco, Colaninno, Braga, Agostini, Fadda, Rossa, Ginefra, Trappolino, Boccia, Miglioli, Cardinale, Bratti, Marantelli».