• Testo RISOLUZIONE CONCLUSIVA

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Atto a cui si riferisce:
C.8/00098 [possibilità di adottare l'utilizzo del certificato cumulativo nei confronti dei lavoratori sottoposti a trattamento di dialisi]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 8-00098 presentata da DONELLA MATTESINI
mercoledì 24 novembre 2010 pubblicata nel bollettino n.405
La XI Commissione,
premesso che:
le malattie che portano alla dialisi, essendo malattie progressive e degenerative, nel tempo portano ad un graduale aumento delle giornate di trattamento dialitico. Le sedute dialitiche, che permettono ai reni di depurare il sangue dalle scorie e dai suoi fluidi extracorporei, hanno una durata che va, generalmente, dalle tre alle quattro ore e in alcuni casi può essere anche maggiore per tre volte alla settimana;
ad oggi il lavoratore sottoposto al trattamento di dialisi ha diritto all'indennità di malattia per le giornate di assenza dal lavoro coincidenti con l'effettuazione del trattamento ma qualora durante il trattamento dialitico subentri una nuova malattia, si sospende l'indennizzo del trattamento dialitico e si indennizza la nuova malattia come evento a sé stante, sommando le giornate di trattamento emodialico a quelle eventualmente sopravvenute;
la normativa italiana stabilisce un periodo massimo di malattia indennizzabile pari a 180 giorni di calendario all'interno dell'anno solare, restando esclusi da tale computo i periodi di astensione dal lavoro per maternità sia obbligatoria che facoltativa, le assenze causate da infortunio sul lavoro, quelle da malattia professionale e tubercolare ed i periodi di malattia causata da responsabilità di terzi per i quali l'INPS abbia esperito, con esito positivo anche parziale, l'azione surrogatoria;
il trattamento differenziato tra lavoratore in dialisi e quello colpito da tubercolosi appare ingiustificato ed irragionevole; esso confligge, infatti, con gli articoli 3 e 6 della Costituzione, in quanto per curarsi il lavoratore dovrebbe rinunciare alle ferie o alla retribuzione; vengono altresì violati gli articoli 3 e 32 in quanto sono palesi le discriminazioni tra le diverse malattie, ovvero quelle che rimangono escluse dai 180 giorni;
la sentenza della Corte Costituzionale n. 67/1975 stabilisce che l'indennità di malattia dovrebbe essere attribuita in ragione di un'astensione dal lavoro che trovi ragione, diretta od indiretta, nella malattia del lavoratore e, quindi, anche solo nella necessità di fruire delle opportune cure. Una seconda sentenza della Corte Costituzionale, la n. 559/1987 afferma che si deve ritenere violato l'articolo 32 delle Costituzione, essendo evidente che l'impedimento alla fruizione delle cure nei tempi richiesti dalle esigenze terapeutiche si traduce in una violazione del diritto primario alla salute;
l'INPS con una sua circolare, la n. 136 del 2003, «Prestazioni economiche di malattia e di maternità. Cure Termali. Questioni varie», ha precisato che tra le malattie a «ciclo ricorrente» per le quali è consentita l'emissione di un'unica certificazione del curante che ne attesti la necessità, è ricompresa l'emodialisi, stabilendo altresì, però, che ai fini del periodo massimo di malattia indennizzabile, pari ai 180 giorni di calendario nell'anno solare, le giornate di trattamento emodialico nonché quelle delle eventuali malattie sopravvenute devono essere sommate;
le persone sottoposte a trattamento di dialisi, al termine di ogni seduta devono recarsi dal medico curante e farsi fare un certificato. Con la certificazione telematica entrata in vigore con il decreto legislativo n. 150 del 2009, la situazione è rimasta pressoché identica. Alla luce dello stato di salute fisica nonché di quello psicologico del paziente, al termine di tali cure, tutti questi passaggi burocratici vengono vissuti come un'ulteriore vessazione, mentre sarebbe tutto più semplice con il rilascio di una dichiarazione unica, con cadenza temporale da definire, da parte della struttura che fornisce il servizio di dialisi o del medico curante, impegna il Governo: a valutare, insieme agli enti previdenziali competenti, la possibilità di adottare quanto prima, in via amministrativa, l'utilizzo del certificato cumulativo nei confronti dei lavoratori sottoposti a trattamento di dialisi;
a valutare, più in generale, iniziative - anche di carattere normativo - dirette a porre rimedio alle ulteriori situazioni evidenziate in premessa, tenendo conto degli effetti finanziari conseguenti, anche con riferimento alla possibilità di estenderle a patologie sanitarie di analoga gravità.
(8-00098) «Mattesini, Codurelli, Livia Turco, Mosca, Damiano, Gatti, Murer, Rampi, Gnecchi, Schirru, Bobba, Antonino Foti, Pelino, Cazzola, Vincenzo Antonio Fontana».