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Atto a cui si riferisce:
C.5/03889 [Nomina regolare di dirigenti di provata esperienza per le soprintendenze di Roma e Napoli ]



CORSINI, GHIZZONI e LARATTA. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
la soprintendenza archeologica speciale di Roma e quella di Napoli e Pompei, le due soprintendenze archeologiche più importanti d'Italia, sono prive di un titolare regolarmente proveniente dal ruolo dei dirigenti archeologi rispettivamente dal 5 marzo e dal 16 aprile 2010;
per la prima si era adottata la soluzione senza precedenti di conferire l'incarico con contratto triennale ad un pensionato, e cioè al dottor Giuseppe Proietti, che fino al giorno prima era stato segretario generale del Ministero, con una sorta di «retrocessione sul campo» che faceva trapelare, secondo gli interroganti, una grande incapacità di adottare soluzioni normali; soluzione respinta dalla Corte dei conti, che aveva ammesso la possibilità per il pensionato di lavorare solo fino al compimento del sessantacinquesimo anno di età, cioè il 29 settembre 2010;
il bando, previsto da un decreto ministeriale del 16 maggio 2007 per la copertura del posto di soprintendente di Napoli e Pompei, è stato bandito con inspiegabile ritardo, il 28 aprile 2010, e che per sopperire alla relativa vacanza non si è trovato di meglio che affidare un incarico ad interim allo stesso Proietti, malgrado il carico di lavoro del tutto anomalo che si addossava ad un pensionato;
quando infine si doveva nominare il soprintendente di Napoli e Pompei, si è invece sospesa la procedura, con decreto del 28 maggio 2010 sostenendo che non era possibile operare una scelta duratura, sulla base di una nota del direttore generale per le antichità, che asseriva che al candidato meglio collocato in graduatoria, Angelo Maria Ardovino, mancavano solo 14 mesi alla pensione, e confermando cosi l'interim al precedente pensionato;
a seguito delle proteste di questi, che ha dimostrato che, essendo nel frattempo cambiate le norme di settore, al suo pensionamento mancavano 56 e non 14 mesi, il direttore generale per le antichità il 2 settembre gli ha comunicato l'avvio del procedimento per il conferimento dell'incarico di soprintendente di Napoli e Pompei, in modo che almeno il problema di una delle due sedi pareva avviato a soluzione;

nell'ottica di una possibile normalizzazione, anche il posto di soprintendente archeologico di Roma veniva messo a bando l'8 settembre, e successivamente, il 16 settembre 2010 venivano messi a bando anche altri 4 posti da soprintendente archeologo;
invece il 23 settembre il direttore generale per le antichità segnalava un ingorgo di procedure di nomina, che così sommate non parevano organicamente gestibili, soprattutto se vi si aggiungeva l'imminente quiescenza dei titolari della soprintendenza archeologica della Toscana e della stessa direzione generale per le antichità;
a seguito di ciò il 29 settembre venivano revocate le circolari di bando dei posti di Napoli e di Roma, che ormai parevano avviate al compimento, oltre, per un conseguente aggiustamento tecnico, un posto di dirigente archeologo presso il Ministero;
malgrado che l'ingorgo prospettato riguardasse l'insieme di tutte le nomine, le altre procedure non sono state revocate, ed addirittura si è bandito il posto di direttore generale per le antichità, sicché le sole sedi che rimarranno senza titolare saranno proprio le prime per cui la procedura era iniziata, sia pure con lungaggini e ritardi, e cioè la soprintendenza archeologica speciale di Roma e quella di Napoli e Pompei;
appare inverosimile che tale blocco, senza precedenti, che penalizza due istituti di primaria importanza, possa spiegarsi con l'obiettivo di avversare questo o quel candidato, data l'evidente sproporzione tra ciò ed i mezzi adottati. A meno che non si debba prendere atto dell'evidente approssimazione dei vertici del Ministero nel risolvere problemi minuti -:
quali siano le ragioni che determinano da marzo 2010 la crisi di due importantissime soprintendenze ed impediscano la nomina regolare di dirigenti di provata esperienza, e perché l'amministrazione, invece di renderle pubbliche, abbia preferito ricorrere ad iniziative che ai più appaiono illogiche e stravaganti.
(5-03889)