• Testo interrogazione a risposta orale

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01788 [Indagine sull'esplosione avvenuta presso la Eureco, a Paderno Dugnano, in provincia di Milano]



CARLINO, BELISARIO, DE TONI, BUGNANO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico, della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'interno - Premesso che:

in data 4 novembre 2010 è avvenuta una grave esplosione presso la Eureco Srl, European ecology international di Paderno Dugnano (Milano), società di proprietà di Giovanni Merlino (con una partecipazione al 30 per cento della società Varfor Holding con sede in Lussemburgo), operante nel settore della raccolta, trasporto, conferimento agli impianti di smaltimento finale di rifiuti speciali, pericolosi e non;

l'esplosione ha provocato il ferimento di sette lavoratori, di cui uno, Sergio Scapolan, è deceduto dopo nove giorni di agonia, un altro, Arun Zeqiri, è deceduto il 20 novembre 2010;

cinque dei sette lavoratori rimasti coinvolti nell'incidente sono dipendenti della Tnl di Senago (Milano), società di proprietà di Adrian Zeqiri che si occuperebbe di facchinaggio ed alla quale la Eureco aveva esternalizzato parte dell'attività;

secondo quanto riportato da organi di stampa, i rilievi avrebbero individuato la causa dello scoppio nella presenza nello stabilimento di bombole di acetilene, un gas estremamente pericoloso perché altamente infiammabile e che può esplodere anche con inneschi minimi;

nonostante ciò l'azienda non era classificata tra le aziende a rischio di incidenti rilevanti;

nello stabilimento di Paderno Dugnano coesistono quattro aziende (tutte di proprietà della famiglia Merlino e tutte con meno di 15 dipendenti) attive nel settore ambientale: C.r. Srl, Ge.tra.me Srl, Project engineering Srl e, appunto, la Eureco Srl;

considerato che:

all'inizio degli anni '90 la Regione Lombardia autorizzò la localizzazione del sito per lo stoccaggio di rifiuti tossici, nocivi e pericolosi nella città di Paderno, ma la allora amministrazione comunale si oppose al progetto non ritenendolo idoneo, in quanto vicino alla superstrada Milano-Meda e a fianco del canale Villoresi, e perché a 500 metri di distanza da un termovalorizzatore per la combustione dei rifiuti speciali di origine ospedaliera e a 1.000 metri da una grande azienda chimica classificata, in base alla cosiddetta "direttiva Seveso" (direttiva 96/82/CE, recepita con decreto legislativo n. 334 del 1999), come azienda insalubre di prima classe;

il titolare della Eureco, Giovanni Merlino, nel 2003 fu arrestato e sottoposto a detenzione domiciliare per una vicenda di irregolarità nelle "bolle" di smaltimento dei rifiuti, al termine di un'inchiesta giudiziaria che aveva portato alla scoperta di una discarica abusiva di rifiuti tossici a Sant'Albano Stura (Cuneo);

lo stesso Merlino, nel luglio 2010, veniva rinviato a giudizio in seguito ad un'indagine della Procura della Repubblica di Lodi sullo smaltimento illegale di oli esausti;

considerato inoltre che:

la direttiva Seveso prevede, in base ad un principio di massima precauzione possibile, che: gli stabilimenti a rischio, a seconda delle quantità di sostanze pericolose che detengono come stoccaggi o solo provvisoriamente, devono essere registrati in un apposito "Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti" redatto dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; le aziende individuate devono essere oggetto di ispezioni e controlli specifici degli enti preposti, ulteriori a quelli normali delle ASL già previsti dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81; le aziende individuate devono inviare una notifica a Ministero dell'ambiente, Prefettura, Regione, Provincia, Comune, Vigili del fuoco provinciali e regionali;

secondo quanto riportato dalla stampa, la Eureco, pur trattando circa 200 sostanze pericolose tra rifiuti, oli e solventi chimici e dunque, a rigore, rientrando nella "direttiva Seveso", avrebbe ottenuto l'esenzione dai limiti e dalle procedure previste dalla direttiva stessa presentando un'autocertificazione alla Regione, grazie alla quale non sarebbe stata più considerata uno stabilimento a rischio,

si chiede di sapere quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, i Ministri in indirizzo abbiano promosso o abbiano intenzione di promuovere al fine di: fare chiarezza sulle cause dell'incidente; accertate la regolarità e la completezza delle autorizzazioni sulla sicurezza e non pericolosità della Eureco; accertare le eventuali violazioni da parte dell'azienda delle normative sulla sicurezza del lavoro; verificare le eventuali conseguenze del grave incidente sulla salute della popolazione del Comune di Paderno Dugnano e sulla sicurezza ambientale del territorio, e in tal caso come si intenda intervenire per attivare tutte le misure necessarie.