• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/03778-A/058 [Agevolazioni fiscali per il settore cinematografico]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/3778-A/58 presentato da ANIELLO FORMISANO testo di venerdì 19 novembre 2010, seduta n.398

La Camera,
premesso che:
nella legge n. 244 del 2007 (Finanziaria 2008) all'articolo 1, commi da 325 a 342, sono stati previsti incentivi per il cinema;
le norme citate prevedono una serie di agevolazioni fiscali per il settore cinematografico (crediti d'imposta, esclusione di utili dalla base imponibile);
in particolare veniva disposto quanto segue:
è concesso un credito d'imposta, ai soggetti passivi IRES e IRPEF, non appartenenti al settore cinematografico ed audiovisivo e associati in partecipazione ai sensi dell'articolo 2549 e 2554 del codice civile, per gli anni 2008, 2009 e 2010, nella misura del 40 per cento dell'apporto in denaro effettuato per la produzione di opere cinematografiche riconosciute di nazionalità italiana, fino all'importo massimo di euro 1.000.000 per ciascun periodo d'imposta (comma 325). Le imprese di produzione cinematografica destinatarie dell'agevolazione hanno l'obbligo di utilizzare l'80 per cento di dette risorse, nel territorio nazionale, impiegando mano d'opera e servizi italiani (comma 326);
per le imprese di produzione cinematografica è riconosciuto un credito d'imposta, ai fini delle imposte sul reddito, pari al 15 per cento del costo complessivo della produzione di opere cinematografiche, riconosciute di nazionalità italiana, fino all'ammontare massimo annuo di euro 3500.000 per ciascun periodo d'imposta [comma 327, lettera a)]. Detta agevolazione è condizionata al sostenimento sul territorio italiano di spese di produzione per un ammontare complessivo non inferiore, per ciascuna produzione, all'80 per cento del credito d'imposta stesso;
per le imprese di distribuzione cinematografica è riconosciuto un credito d'imposta, ai fini delle imposte sul reddito, pari [comma 327, lettera b)]:
1. al 15 per cento delle spese complessivamente sostenute per la distribuzione nazionale di opere di nazionalità italiana riconosciute di interesse culturale, fino all'ammontare massimo annuo di euro 1.500.000 per ciascun periodo d'imposta;
2. al 10 per cento delle spese complessivamente sostenute per la distribuzione nazionale di opere di nazionalità italiana, espressione di lingua originale italiana, fino all'ammontare massimo annuo di euro 2.000.000 per ciascun periodo d'imposta;
3. al 20 per cento dell'apporto in denaro effettuato per la produzione di opere filmiche di nazionalità italiana, riconosciute di interesse culturale, fino all'ammontare massimo annuo di euro 1.000.000 per ciascun periodo d'imposta;
per le imprese di esercizio cinematografico è riconosciuto un credito d'imposta, ai fini delle imposte sul reddito, pari [comma 327, lettera c)]:
1. al 30 per cento delle spese complessivamente sostenute per l'introduzione e l'acquisizione di impianti e apparecchiature destinate alla proiezione digitale, per un limite massimo annuo non eccedente, per ciascuno schermo, euro 50.000;
2. al 20 per cento dell'apporto in denaro effettuato per la produzione di opere cinematografiche di nazionalità italiana, riconosciute di interesse culturale, fino all'ammontare massimo annuo di euro 1.000.000 per ciascun periodo d'imposta;
i benefici di cui al comma 327 non sono cumulabili a favore della stessa impresa o dello stesso gruppo societario per la medesima opera filmica (comma 328);
crediti d'imposta di cui ai commi 325 e 327 spettano per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 e per i due periodi d'imposta successivi (comma 329);
gli apporti di cui ai commi 325 e 327, lettera b), numero 3) e lettera c), numero 2), non possono superare complessivamente il limite del 49 per cento del costo di produzione della copia campione dell'opera filmica e la partecipazione complessiva agli utili degli associati non può superare il 70 per cento degli utili derivanti dall'opera filmica (comma 330);
dette agevolazioni possono essere fruite dalla data di rilascio del nulla osta di proiezione al pubblico. Esse non concorrono alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP e sono utilizzabili esclusivamente in compensazione (comma 331);
è riconosciuto un credito d'imposta alle imprese nazionali di produzione esecutiva e di postproduzione per i periodi di imposta 2008, 2009 e 2010, in relazione a film, o a parti di film, girati sul territorio nazionale, utilizzando mano d'opera italiana, su commissione di produzioni estere, in misura pari al 25 per cento del costo di produzione della singola opera e comunque con un limite massimo, per ciascuna opera filmica, di euro 5.000.000. Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione (commi 335 e 337);
secondo una ricerca del professor Paolo Bocardelli della Luiss, tali incentivi per il triennio 2008-2010 sono stati particolarmente efficaci: si stima che il valore incrementale degli investimenti favorito dal credito d'imposta riservato ai produttori è di 23 milioni per i soggetti italiani e di 37 per quelli esteri, escluso il valore del credito stesso per altri 61 milioni;
in occasione del Festival del cinema di Roma centinaia di addetti alla produzione cinematografica hanno protestato contro i tagli alla cultura e per il rinnovo di questo credito d'imposta al fine di sostenere la ripresa della produzione cinematografica italiana e la produzione di film stranieri in Italia come è avvenuto per due grandi film americani (The American e The Tourist girati rispettivamente in Abruzzo ed a Venezia, con investimenti sul territorio di 9 e 24 milioni);
secondo il documento stilato unitariamente in occasione di tale protesta è stato denunciato, oltre all'esaurirsi delle risorse per il credito d'imposta, anche il taglio delle risorse pubbliche per la cultura ridotte ai minimi storici, tagli che in due anni hanno provocato tra l'altro il dimezzamento delle ore lavorative delle troupe;
il settore cinematografico non è un settore in crisi, esso impiega nel nostro Paese 250 mila persone ed attualmente rappresenta più del 30 per cento del mercato. Ma le politiche restrittive del Governo nei confronti delle produzioni culturali rischiano di metterlo in seria difficoltà,

impegna il Governo

a rinnovare per il prossimo triennio il credito d'imposta di cui in premessa e di fornire adeguate risorse alle produzioni artistiche e culturali anche fornendo maggiori finanziamento al Fondo unico per lo spettacolo.
9/3778-A/58.Aniello Formisano, Vaccaro.