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Atto a cui si riferisce:
S.2/00284 [Inquinamento elettromagnetico dell'emittente radiofonica "Radio Vaticana"]



LANNUTTI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico - Premesso che:

in data 17 novembre 2010, un articolo pubblicato dal quotidiano "la Stampa" in merito all'inquinamento elettromagnetico nelle vicinanze dei centri trasmittenti della Radio Vaticana (presso Santa Maria di Galeria in Roma), che inizia con la frase: «Fermate Radio Vaticana: provoca morti come un'esplosione nucleare», riporta i dati di una recente perizia secondo la quale ci sono stati ammalati in percentuale sensibilmente superiore agli altri cittadini romani;

si legge: «Le verifiche del perito del Gip, Andrea Micheli dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano attestano un "coerente, importante, significativo" pericolo di ammalarsi e morire di leucemia, linfoma e mieloma dovuto alla "lunga esposizione residenziale ai ripetitori di Radio Vaticana fino a 12 chilometri di distanza da questa"»;

nello stesso articolo si legge: «Sono stati consegnati alla procura di Roma i risultati dell'incidente probatorio sull'inquinamento elettromagnetico dell'emittente della Santa Sede. Secondo il coordinamento dei comitati di Roma Nord, i dati sono "da Hiroshima. Livelli così elevati di rischio si riscontrano, nella letteratura scientifica, solo negli studi epidemiologici di zone che hanno subito gli effetti dell'esplosione di una bomba atomica"»;

e ancora: «La Santa Sede ha risposto in udienza con una contro-perizia scientifica di Umberto Veronesi e Susanna Lagorio che nega effetti cancerogeni alle onde elettromagnetiche e assicura che "nella sua attività ha sempre rispettato le indicazioni internazionalmente accettate sull'intensità delle emissioni proprio per garantire piena tranquillità alle popolazioni circostanti e ai suoi lavoratori". Ora il pm Stefano Pesci, responsabile dell'inchiesta, dovrà decidere se archiviare o rinviare a giudizio i responsabili di Radio Vaticana. L'incidente probatorio, riferiscono i comitati civici, ha accertato che "il rischio è clamorosamente alto, l'effetto è molto importante e non può essere dovuto al caso". I cittadini sono molto preoccupati delle onde elettromagnetiche emanate dall'emittente analoghe agli stessi rischi di Hiroshima;

considerato che:

si legge nello stesso articolo: «Lo studio di mortalità ha verificato i decessi avvenuti dal 1997 al 2003 per una serie di patologie ed ha preso in considerazione il ventennio di storia abitativa antecedente la data della morte, determinando, fino a 12 chilometri dalla Radio Vaticana, un fattore di rischio di morte per leucemia 4,9 volte superiore al valore atteso oltre i 12 km di distanza ed un fattore di rischio pari a 1,7 volte se si considerano linfomi e mielomi. In pratica, bambini e adulti vissuti nelle vicinanze dei centri trasmittenti della Radio Vaticana (presso Santa Maria di Galeria) e della Marina Militare (Maritele) si sono ammalati in percentuale sensibilmente superiore agli altri cittadini romani. I comitati civici invocano «l'immediata sospensione delle trasmissioni della Radio Vaticana e la sua delocalizzazione in un luogo in cui non possa accrescere il rischio di morte e di malattie per gli esseri umani, o l'abbandono totale di questa obsoleta tecnologia in favore della diffusione satellitare dei propri programmi radiofonici". Sia la Radio Vaticana, sia la Marina Militare hanno depositato le controdeduzioni. Il perito del Gip Micheli, si ribatte in Curia, "ha ammesso l'insussistenza di evidenze scientifiche circa presunti effetti cancerogeni del tipo di onde elettromagnetiche generate dagli impianti di Radio Vaticana". La documentazione fornita da Micheli "non risponde agli standard comunemente accettati per gli studi scientifici epidemiologici" e "i metodi adottati per l'esame dei casi non sono né chiari, né adeguatamente spiegati". Ciò, per la Santa Sede, "conduce a risultati non attendibili e paradossali". Il gip ha affidato al pm la documentazione raccolta. Ora si attende la sua decisione»,

si chiede di sapere:

se risponda al vero che i decessi avvenuti dal 1997 al 2003 per una serie di patologie rappresentino un fattore di rischio di morte per leucemia 4,9 volte superiore al valore atteso oltre i 12 chilometri di distanza ed un fattore di rischio pari a 1,7 volte se si considerano linfomi e mielomi;

se sia vero che bambini ed adulti, vissuti nelle vicinanze dei centri trasmittenti della Radio Vaticana (presso Santa Maria di Galeria) e della Marina militare (Maritele) si sono ammalati in percentuale sensibilmente superiore agli altri cittadini romani;

se sia vero che nel ventennio di storia abitativa antecedente alla data della morte, nel circondario fino a 12 chilometri da Radio Vaticana, si sono registrati livelli così elevati di rischio che si riscontrano, nella letteratura scientifica, solo negli studi epidemiologici di zone che hanno subito gli effetti dell'esplosione di una bomba atomica;

se il Governo non ritenga necessario intervenire, per quanto di competenza, al fine di sensibilizzare la direzione di Radio Vaticana a delocalizzare l'emittenza, anche tramite incentivi, in luoghi meno popolosi nei quali per eliminare il rischio di morte e di malattie per gli esseri umani, o l'abbandono totale dell'obsoleta tecnologia utilizzata in favore della diffusione satellitare dei propri programmi radiofonici;

quali misure urgenti di competenza intenda intraprendere per offrire ai cittadini, che hanno l'unica colpa di vivere in un territorio inquinato dalle onde elettromagnetiche, garanzie per un futuro meno preoccupante per la salute.