• Testo interrogazione a risposta scritta

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Atto a cui si riferisce:
C.4/09539 [Dichiarazione di stato di calamità naturale per la regione Puglia]



BELLANOVA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
nella nottata del 2 novembre 2010 il maltempo ha investito violentemente il nord Salento ed altre zone della Puglia. Il nubifragio ha provocato gravi danni nei centri abitati e nelle campagne a ridosso dei comuni di Leverano, Copertino, Nardò e Carmiano, distruggendo il raccolto di un'intera stagione, ma anche attrezzi e macchinari che oggi risultano inutilizzabili;
come appreso dagli organi di stampa, in questa zona salentina centinaia di alloggi sono stati invasi dall'acqua ed i danni riportati non interessano solo gli arredi, ma le stesse abitazioni che hanno registrato lesioni gravissime con il rischio di

cedimento strutturale. Sono state compromesse, inoltre, strade ed infrastrutture che di fatto hanno isolato maggiormente i cittadini di questi comuni;
i cittadini del nord Salento ed, in generale, quelli pugliesi si trovano a vivere momenti di profonda angoscia derivanti dal rischio concreto di aver perso, non solo i frutti del lavoro svolto nelle campagne, ma anche le proprie abitazioni compromesse dal nubifragio;
dopo le alluvioni, come risulta dagli organi di stampa, l'assessore alla protezione civile della regione Puglia ha inoltrato alla Presidenza del Consiglio dei ministri la richiesta di stato di emergenza per il territorio pugliese;
risulta che il Governo abbia già dichiarato lo stato di calamità naturale per cinque regioni: Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana e Calabria, escludendo però altre regioni, tra le quali la Puglia, che hanno riportato danni ingentissimi;
l'irrisorietà degli stanziamenti, più volte denunciata dalle opposizioni, postulati dal Governo per prevenire rischi di matrice idrogeologica risulta evidente se si pensa che l'89 per cento dei comuni italiani è coinvolto da questo rischio. Il dossier del Wwf, pubblicato in questi giorni, denuncia che «proprio con riguardo agli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico mentre nel 2010 c'erano risorse per 175 milioni di euro (per interventi sul rischio idrogeologico e per gli interventi strategici di mitigazione) nel 2011 i fondi destinati a questo scopo, in presenza di un'emergenza che non è mai finita a partire dal disastro di Messina del 2009 per finire con la richiesta di stato di emergenza da parte di 5 Regioni, ammontano a 32,7 milioni di euro con un taglio dell'81 per cento»;
data la situazione di grave emergenza si rendono necessarie misure concrete che programmino interventi volti a ripristinare: la funzionalità delle attività produttive, stimando i danni arrecati dal maltempo e prevedendo eventuali risarcimenti, la sicurezza degli edifici e delle abitazioni compromesse affinché i cittadini pugliesi possano riappropriarsi della propria vita sociale e lavorativa -:
se il Governo, data la situazione esposta in premessa, non ritenga opportuno intervenire con urgenza per procedere alla dichiarazione di stato di calamità naturale per la regione Puglia nell'interesse di tutti i cittadini pugliesi coinvolti dai danni arrecati dalla pioggia, per scongiurare un'ennesima penalizzazione del Mezzogiorno già gravemente compromesso dalla crisi economico-occupazionale.
(4-09539)